- Podcasting che funziona di Marco Traferri
Una guida che spiega passo passo tutto quello che c'è da sapere sul podcasting: cos'è un pocast, come ascoltarlo, come realizzarlo, come pubblicarlo su internet, come ottenere il file RSS, come dare un tocco professionale al podcast con suggerimenti sull'hardware da acquistare (microfono, mixer ecc.), utilizzo di Skype nel podcasting ed infine anche dei suggerimenti su come pubblicizzarlo ed un riepilogo delle principali esperienze italiane. Particolare attenzione è messa nello spiegare sempre le opzioni gratuite o a basso costo. Il libro è orientato al mondo Windows, nel senso che tutti gli esempi e le spiegazioni sul software fanno riferimento a Windows, ovviamente la maggior parte delle informazioni rimangono valide indipendentemente dalla piattaforma utilizzata per realizzare il podcast - Il tuo podcast di Stefania Boiano e Giuliano Gaia
Questo libro ha anch'esso una introduzione su cos'è il podcasting, dove trovarli e come ascoltarli e come creare il primo podcast. Ma la parte migliore del libro è costituita da una sezione dedicata ai Podcast di qualità in cui vengono intervistati alcuni degli autori di popolari podcast e, a ciascuno di essi, vengono fatte domande relativamente all'area in cui ognuno eccelle (almeno secondo l'autore!). Tra gli intervistati ci sono Antonio di Pendodeliri, Paolo Attivissimo che cura un podcast per la Radio Svizzera, Marta Cagnola di Radio 24, Matteo Merzagora giornalista scientifico, alcuni autori di Macchiaradio e ci sono anch'io (Valerio Di Giampietro) soprattutto per descrivere come fare un podcast di buona qualità audio. - Come si fa un Podcast di Alessandro Venturi (Sandrino di Toilettecast)
Anche questo libro è una guida passo passo a come realizzare un podcast e descrive cosa sono i podcast, come ascoltarli, come realizzarli,i formati audio a disposizione, come scegliere l'hardware da utilizzare (microfoni, mixer etc.), il software da utilizzare con attenzione al software gratutito sia del mondo Windows che del mondo Mac, come pubblicarli, come costruirli in termini di argomenti e sigle musicali, come promuoverli. C'e' anche un capitolo dedicato alla realizzazione dei podcast video ed uno sulle esperienze dei principali podcast italiani.
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- l'hosting dei file audio del podcast
- l'hosting del sito o blog associato al nostro podcast
Hosting dei file audio
Supponiomo di fare un podcast settimanale di circa 30 minuti e di codificarlo in MP3 a 96Kb/s (come "Notizie Digitali"), 96Kb/s equivalgono a 96/8=12KByte/s ed il relativo file avrà come dimensione:
(30minuti * 60secondi)*12Kbyte = 21,6Mbyte
Ovviamente non possiamo sapere in anticipo quanti ascoltatori avremo, stimiamo, però, che se gli ascoltatori sono qualcuno in più di qualche parente ed amico, raggiungeremo qualche centinaio di ascoltatori, se poi riusciamo ad entrare nella top 100 o top 25 di iTunes potremo raggiungere qualche migliaio di ascoltatori. Statisticamente è stato osservato che ogni cento ascoltatori che scaricano il podcast da inidirizzi IP diversi, ce ne stanno un 20% che scaricano il podcast più volte.
Se quindi abbiamo poco successo e raggiungiamo i 400 ascoltatori, il nostro podcast verrà scaricato 500 volte, se invece abbiamo un pò più di successo possiamo supporre che il nostro podcasta raggiunga gli 800 ascoltatori e venga scaricato 1000 volte.
Essendo il podcast settimanale, ne faremo 4 al mese, questo vuol dire che la banda totale necessaria per lo scaricamento del podcasta sarà di
21,6Mb * 4episodi * 500scaricamenti = 43,2Gbyte/mese
se poi invece di 500 scaricamenti ne abbiamo mille ecco che la nostra banda mensile richiesta si avvicina ai 90Gbyte/mese, se poi il podcast dura di più di 30 minuti oppure facciamo più di 4 episodi al mese, oppure abbiamo più successo ecco che la banda consumata sale ancora. Potremmo mitigare, ma di poco, il problema registrando ad un bitrate inferiore, ad esempio a 48Kb/s che va ancora bene per la voce. Bitrate ancora inferiori si possono utilizzare, a patto di accettare una minore qualità audio.
Molti normali siti di hosting entry level hanno come limite mensile di banda 10, 20 o 25Gbyte e non permettono lo sforamento, oppure si fanno pagare 1 o 2 euro per ogni Gbyte eccedente; è chiaro, quindi, che se non si valutano attentamente queste cose si finisce con il pagare molto caro il successo del nostro podcast e tanto più caro quanto più avremo successo.
A me stava per succedere proprio questo, subito dopo aver fatto il secondo episodio a metà luglio 2005 (io avevo un limite di banda mensile di 40Gbyte), mi sono paurosamente avvicinato al limite consentito, ma poi ho cambiato il fornitore di hosting per i file audio ed ho risolto il problema. Conosco un altro podcaster che, invece, dopo il secondo numero, ha avuto il problema che il suo podcast non era più scaricabile: aveva superato il limite di banda e, fino alla fine del mese, il suo provider non consentiva che nessun altro byte potesse essere trasferito dal suo sito agli utenti.
Un'altra considerazione importante è che non solo la banda mensile deve essere adeguata, ma la banda deve essere molto ampia per supportare i picchi di scaricamento che si hanno subito dopo la pubblicazione del podcast, quando gli aggretori di feed RSS come iTunes o iPodder (o Juice, come si chiama adesso), si accorgono della esistenza del nuovo file audio ed immediatamente iniziano a scaricarlo.
Statisticamente è stato verificato che circa il 40% degli ascoltatori scarica un nuovo episodio del podcast entro le prime 24 ore dalla sua pubblicazione, questo vuol dire che nel nostro caso avremo 200 o 400 scaricamenti nelle prime 24 ore a seconda se il nostro numero totale di scaricamenti sarà di 500 o 1000.
200 scaricamenti in 24 ore equivalgono a 200 * 21,6Mbyte = 4.3Gbyte. Se la richiesta fosse uniformemente distribuita (ma non è così) noi saremmo in grado di saturare, nelle prime 24 ore, una connessione ad internet di 400Kb/s. Se invece di 200 scaricamenti ne avremo 400 satureremo una connessione da 800Kb/s. In realtà pichè gli scaricamenti non saranno uniformemente distribuiti, per permettere ai nostri ascoltatori di scaricare alla massima velocità avremmo bisogno di circa il triplo di qualla banda, ossia di 1,2Mb/s o 2,4Mb/s.
Se poi abbiamo molto successo o se il podcast dura di più abbiamo bisogno di una banda ancora maggiore!. Se questa disponibilità di banda non dovesse esserci, i nostri ascoltatori non faranno altro che "rimanere in coda" e scaricare il podcast a velocità da modem analogico oppure non riusciranno proprio a scaricarlo e, probabilmente, cancelleranno l'abbonamento.
Quale sito di hosting scegliere allora?, la risposta è molto semplice ed anche molto economica: scegliere un sito di hosting specializzato nel servire i podcaster. Che io sappia c'è n'è uno solo che ospita oltre 2000 podcasters, tra cui i nomi più famosi tra i podcasters americani (come Todd Cochrane, l'autore del primo libro uscito sul Podcasting) e si tratta di LibSyn (Liberated Syndication). LibSyn, per soli 5 dollari al mese, pagabili con PayPal, mette a disposizione 100Mbyte al mese (nel senso che si possono aggiungere, ogni mese, 100Mbyte senza dover cancellare gli episodi del mese precedente) e traffico illimitato con hosting su server con connessioni veloci ad Internet, progettati per supportare i picchi di scaricamento tipici di tutti i podcast subito dopo che vengono pubblicati.
Qualche volta mi viene posta la domanda "ma i siti di hosting che a 25 Euro l'anno offrono spazio e banda illimitata non sono un ottimo affare per i podcasters?", la risposta a questa domanda è per me molto semplice: in natura non esistono risorse illimitate, la banda passante viene normalmente fatta pagare molto cara (per avere 50Gbyte/mese di banda su un server dedicato su Aruba, bisogna aggiunger 25Euro + IVA al mese al costo del noleggio del server). Una offerta per "spazio illimitato, banda illimitata" a 25Euro/anno vuol dire una sola cosa, che decine di migliaia di utenti condividono una banda limitata ed i loro siti competono per utilizzare quella banda, il risultato che io mi aspetto e che quando ci sarà il picco di traffico di richiesta del podcast, la banda disponibile sarà molto piccola, sicuramente largamente inferiore ai 1,2Mb/s o 2,4Mb/s necessari, ed il risultato sarà che molti ascoltatori non riusciranno a scaricare il podcast, si scocceranno e cancelleranno l'abbonamento.
Purtroppo molti podcasters quando iniziano non fanno queste considerazioni, pensano che comuque è solo un hobby e non si preoccupano se gli ascoltatori possono o no scaricare il file. Il risultato sarà che avranno molto meno ascoltatori di quanti ne potrebbero avere, avranno meno soddisfazione personale ed è probabile che perderanno così interesse per questo bellissimo hobby.
Come realizzare un podcast
In questa guida cercherò di illustrare come realizzare un podcast sulla base della mia esperienza personale nella realizzazione del podcast "Notizie Digitali". L'attuale contenuto è, ancora, piuttosto incompleto. Nello scrivere mi sono concentrato soprattutto su quegli argomenti più difficili da trovare in rete. Con il tempo, ed anche con il contributo di chiunque vorrà, spero di completare sempre di più questa guida.
... Continua a leggereCome collegare il tutto
- Il microfono va collegato all'ingresso microfonico numero 1 del mixer, se si hanno più microfoni gli altri vanno collegati agli altri ingressi microfonici del mixer. Se il microfono è a condensatore va schiacciato il relativo pulsante ("phantom") sul mixer, se invece il microfono è dinamico, tale pulsante non va assolutamente schiacciato
- l'uscita "FX Send" del mixer va collegata all'ingresso del voice processor o del compressore. Nel caso del mixer Behringer UB802, raffigurato in figura, il suo "FX Send" è mono, pertanto è sufficiente un semplice cavetto per collegarlo al solo canale 1 del voice processor. Se si usa un mixer più sofisticato, esso potrebbe avere l'"FX Send" stereo e va visto sul suo manuale il tipo di cavetto da utilizzare
- l'uscita del voice processor va collegata all'"Aux Return, Left/Mono" del mixer. Nel caso raffigurato in figura il ritorno è mono (abbiamo usato un solo canale del voice processor) e pertanto colleghiamo un solo cavetto. Nel caso in cui il voice processo processa un segnale stereo dovremmo collegare sia il canale "left" che "right" al mixer
- l'uscita "Main out" del mixer va collegata all'ingresso della scheda di acquisizione del computer tramite uno speciale cavetto adattatore che, ad un estremo, ha una coppia di jack da 1/4 di pollice da collegare al mixer e dall'all'altro ha uno jack stereo piccolo da 1/8 di pollice da collegare alla scheda di acquisizione. Nel nostro caso è utilizzato l'iMic, da prestare attenzione perchè l'iMic ha uno switch per selezionare l'ingresso come proveniente da microfono oppure da "line in": l'ingresso proveniente dal mixer è di tipo "line in", pertanto posizionare correttamente lo switch
- l'uscita "phones" del mixer va utilizzata per collegarci delle cuffie. Con questo tipo di collegamenti gli effetti del voice processor sono immediatamente ascoltabili in cuffia ed è, pertanto, più semplice regolare le manopole sul voice processor
Come si vede dal precedente diagramma, un mixer può avere un connettore "INS" direttamente sotto il connettore del microfono, in questo caso è possibile collegare ciascun microfono ad uno specifico canale del voice processor. Ad esempio se usiamo due microfoni ed il Behringer MDX2600, possiamo collegare ciascun microfono ad un canale diverso dell'MDX2600 che è dotato di due canali indipendenti.
Il connettore "INS" è uno speciale connettore con 3 contatti:
- massa (ground) che è comune sia all'ingresso che all'uscita
- punta (tip) dove troviamo il segnale in uscita dal mixer, ossia il segnale ricevuto dal microfono e preamplificato dal mixer e pronto per essere inviato al processore di segnale esterno
- anello (ring) dove troviamo il segnale che ritorna dal processore e che rientra nel mixer.
- alla estremità verso il mixer ha un singolo connettore jack da 1/4" a 3 contatti (come i connettori stereo)
- alla estremità verso il processore di segnale ha, invece, due jack da 1/4" ciascuno a due contatti (come i connettori mono), uno solitamente etichettato "ring" e di colore rosso va connesso all'uscita del processore ed un altro solitamente etichettato "tip" e di colore nero che va invece connesso all'ingresso del processore.
Regolazione dei livelli sul mixer
- la piccola manopola etichettata "GAIN", e vicina al connettore del microfono sul mixer, ha la funzione di regolare il guadagno del preamplificatore del microfono. Di solito lo stadio preamplificante è uno stadio a basso rumore ed è, quindi, consigliato alzarlo un pochettino, anche in funzione del tipo di microfono che si utilizza. Io con un microfono a condensatore ho posizionato tale manopola a circa "ore 1"
- la manopola "EQ HI" serve ad esaltare o attenuare i toni alti, io la tengo posizionata a 0dB (ore 12)
- la manopola "MID" serve ad esaltare o attenuare i toni medi, io la tengo posizionata a 0dB (ore 12)
- la manopola "LO" serve ad esaltare o attenuare i toni bassi, io la tengo posizionata a -3dB (ore 11)
- la manopola "FX" serve a regolare il "volume" che viene inviato al voice processor o al compressore tramite l'uscita "FX Send", essa va pertanto posizionata intorno allo 0. Io l'ho posizionata a +5dB (ore 2)
- la manopola "PAN" serve a posizionare il microfono a sinistra, centro o destra dell'immagine stereo in uscita dal mixer. Nel nostro caso utilizziamo il tutto in mono, pertanto è saggio lasciare tale manopola nella posizione 0 (ore 12)
- la manopola "LEVEL" serve a regolare il livello del segnale del microfono. Essa serve a regolare diversamente i vari ingressi collegati al mixer (alzare od abbassare il relativo volume), in modo da fare in modo che, ciascun ingresso, arrivi all'uscita con all'incirca lo stesso volume. Nel nostro caso che abbiamo un solo microfono la posizione 0 (ore 12) va benissimo
- le manopole dei canali non utilizzati possono essere lasciate invariate, ad eccezione del "LEVEL" che va girato tutto a sinistra in modo da prevenire che eventuale rumore proveniente dagli ingressi non usati possa andare a finire in uscita
- la manopola "PHONES" serve unicamente a regolare il volume sulla cuffia e può essere regolata in base alle nostre preferenze, nel mio caso io la metto a circa ore 9
- la manopola "MAIN MIX" è invece la manopola del volume finale e va regolata con attenzione in modo da fornire un segnale sufficientemente di alto volume in uscita, ma non troppo alto da saturare gli stadi di ingresso della scheda di acquisizione. Nel mio caso io la posizione ad un valore intorno a "ore 1".
Regolazione dei livelli sul voice processor
L'immagine sopra è solo per riferimento: i livelli non sono quelli da me utilizzati.
Per regolare nel modo migliore i livelli sul voice processor o sul compressore, la cosa da fare è leggere e comprendere il manuale.
Di seguito vengono riportati i livelli da me utilizzati nel podcast n. 11 sul voice processor Behringer MDX 2600, le considerazioni sono comunque valide anche nel caso di utilizzo di altri voice processor:
- Nella sezione "Expander/Gate" è preferibile selezionare la modalità Expander (pulsante "Gate" non premuto e non illuminato) perchè riduce il rumore tra una parola e l'altra in modo più naturale. Provare a regolare la manopala "Trigger" in modo tale che quando nessuno parla il rumore di fondo viene interamente soppresso, ma appena si comincia a parlare piano la voce, comunque, passa. Io nel mio caso l'ho regolato a -20dB (ore 12). Il tasto "Release" lasciarlo non premuto (altrimenti il relase diventa troppo veloce e non adatto alla voce)
- Nella sezione "compressor limiter" regolare il "Ratio" su un valore compreso tra 4 e 10 (io ho scelto 6), che sono i valori più adatti per la voce. Regolare il valore di "Threshold" in modo da avere una riduzione in dB, mostrata dai led, tra 4 e 8dB, nel mio caso io l'ho posizionato a -13dB (ore 11). Premere poi i pulsanti:
- "LO CONTOUR" per limitare l'effetto negativo dei bassi sul processo di compressione
- "AUTO" per selezionare i valori di "attack" e "release" automatici. Se si usa un compressore diverso dall'MDX2600 utilizzare valori molto bassi di attack (da 0 a 200ms) e valori più alti per il relase (1-2 secondi)
- "INTERACT" che seleziona un compressione che cresce gradualmente col crescere del volume e, pertanto, è più "morbida" e meno evidente
- "ENHANCER" che compensa l'attenuazione dei toni alti conseguenza della compressione
- "TUBE" che simula un amplificatore valvolare dando un tono "più caldo" alla voce
- la sezione "DE-ESSER" serve ad attenuare l'eccesivo sibilo generato dalla lettera "S", io ho selezionato 7 come livello e premuto il pulsante "MALE" che seleziona le voci maschili.
Quale tipo di microfono scegliere?
Una scelta corretta ed un corretto utilizzo del microfono è fondamentale in ogni registrazione audio. Sebbene ci siano molti tipi diversi di microfoni e nonostante le tecniche di registrazione possano sembrare un'arte magica, alcune linee guida possono aiutare ad eliminare la maggior parte dei problemi.
Di norma il microfoni dinamici sono da preferire per la registrazione degli strumenti elettrici e delle percussioni, mentre i microfoni a condensatore sono migliori per la registrazione degli strumenti acustici e della voce e quindi sono i più adatti per il podcasting.
Il microfono è il primo e più importante elemento nella catena degli apparati di registrazione, se il suono registrato dal microfono è scadente non c'è nulla che si può fare in seguito per migliorarlo.
Per un buon podcasting è meglio scegliere un decente microfono a condensatore, meglio se a diametro largo.
Io ho scelto il microfono Behringer B-1 dal costo di circa 100 Euro. Un'altro microfono comunque buono per il podcasting è il più economico Behringer C-1 che costa circa la metà e va ugualmente bene.
I microfoni a condensatore necessitano di alimentazione "phantom" da 48V per cui è necessario acquistare anche un mixer dotato di tale alimentazione.
E', ovviamente, possibile anche usare l'economico microfono solitamente in dotazione al PC oppure acquistabile a pochi euro; con questo microfono il podcasting sarà di bassa qualità e somiglierà ad una trasmissione radio ad onde medie.
La maggior parte degli ascoltatori di podcasting utilizzano l'iPod o altri lettori MP3 e sono abituati ad ascoltare musica ad alta fedeltà per cui preferiscono ascoltare podcasting di qualità piuttosto che trasmissioni radio ad onde medie.
Provate ad ascoltare il podcast di Max Pezzali e capite subito cosa vuol dire registrazione di buona qualità, ascoltate poi "Pendodeliri" (realizzato in auto probabilmente con il microfono del portatile) e poi decidete quale livello di qualità desiderate per il vostro podcast.
Il mixer è necessario?
Se avete acquistato un microfono a condensatore avete bisogno di una alimentazione phantom da 48V e quindi potreste non comprare il mixer, ma acquistare un preamplificatore dotato di tale alimentazione; ma poichè entrambi i prodotti hanno un costo simile, tanto vale acquistare un mixer dotato di almeno un ingresso microfonico con alimentazione phantom da 48V.
Un mixer economico, dal costo di circa 50Euro, che io ho comprato e di cui sono soddisfatto è il Behringer UB802 perfettamente adatto allo scopo, e con in più un altro ingresso microfonico ed altri ingressi "line in". Ha inoltre anche la possibilità di inserire il compressore, eventualmente da acquistare a parte.
Con un po' di esperienza è molto probabile che prima o poi troverete anche il modo di utilizzare gli ingressi aggiuntivi

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