Chiesa Cristiana Evangelica della Vera Vite


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Chiesa Cristiana Evangelica della provincia di Viterbo
Autore: www.laveravite.blogspot.it
Ultimo episodio: 14/10/19 7:20
Aggiornamento: 20/10/19 5:10 (Aggiorna adesso)
Cos'è amore secondo Cristo? 1° parte
Quali sono le cose realmente importanti quando parti per un viaggio? Oppure, cosa ti colpisce di più in ciò che vedi e senti? Gesù ha le idee molto chiare circa cosa devi portare con te e cosa ti deve colpire come credente.
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Oggi iniziamo una nuova serie di messaggi, dove vedremo le cose realmente importanti che Gesù vuole prendiamo per noi come credenti.

Ma prima di fare questo, foglio fare con voi un piccolo test:




Cosa vedete? Chi è che vede colonne? Chi è che vede profili di persone?









Provate ora con quest'altra foto.





Vedete,  è bastato “invertire” la foto, far diventare bianco quello che era nero e nero quello che era bianco per vedere qualcosa che alcuni non avevano visto.

Questo perché? Per due motivi principali:

a) ciascuno di noi è attratto da cose differenti alcuni sono più attratti dalle luci, altri sono più attratti dagli scuri.

e

b) il “tempo di latenza della retina”, ovvero la persistenza di un'immagine più l'immagine rimane stampata sulla nostra retina più conosceremo informazioni

Questo non accade solamente a livello visivo,  ma a qualsiasi altro livello sensoriale: vista, tatto, gusto, e soprattutto, udito.

Per poter capire una cosa  a fondo, la dobbiamo sentire più e più volte. Chi è che non ricorda le nottate intere a ripetere le capitali del mondo per l'interrogazione di geografia?

Secondo voi,  Chi è ti conosce di più in senso assoluto? Il tuo pastore? Dubito fortemente! Tuo fratello o tua sorella, se li hai? Forse. Tuo padre o tua madre? Probabile.

Ma non c'è un'altra persona al mondo che ti conosca meglio, che sappia come tu ed io funzioniamo se non chi ti ha creato.

Dio, Gesù, lo Spirito Santo ci conoscono meglio di ogni altro, e sanno come funzioniamo.

E' per questo che Gesù ha lasciato nel vangelo di Giovanni, nei capitoli che vanno dal 13 al 17 una sorta di “riassunto” di tutto ciò che aveva insegnato durante i tre anni precedenti.

Quando stai lasciando casa per un viaggio lungo, cosa fai? Ti dico quello che facciamo noi come famiglia: continuiamo a ripeterci  le cose importanti prima di partite: “Chiudi il gas” “metti fuori l'immondizia” (che puzza) “Ricordati del passaporto” (che non passi il controllo) “Ricordati del biglietto aereo” (che non ti fanno viaggiare) “Ricordati delle carte di credito”. (che non riesci a comperare nulla)

Sono le cose importanti: puoi scordare tutto il resto... ma quelle no!

Gesù nei capitoli da 13 a 17 del Vangelo di Giovanni fa la stessa cosa: usa delle “parole chiave”  e le ripete lungo tutto il suo discorso.

Il perché è presto detto: ci conosce, e sa che ognuno di noi è diverso e che ognuno di noi dimentica velocemente. Usa così queste parole chiave per mostrare diversi colori  perché vuole che colpiscano ciascuno che le ascolta facendole vedere in modo diverso per ciascuna sensibilità e perché ripetendole, rimangano come le cose “importanti” da prendere prima di un lungo viaggio, ovvero il viaggio assieme a lui come suoi figli.


Amare (31 volte), odiare (9), dimorare (11), glorificare (14)

Nelle prossime domeniche  seguiremo ciascuna di esse per capire le “cose importanti” che Gesù vuole che ricordiamo, e la serie si intitola “Le parole che restano: cosa vuole Gesù che tu ricordi?”

Che cos'è amore?

Iniziamo oggi con la parola più usata  contenuta nel capitolo 15 da 12 a 17: (31 volte in 4 capitoli).

Cerchiamo prima, però di definire cosa è “amore” secondo noi. Fate una lista di quello che per voi significa.

Vediamo adesso cosa è “amore” secondo Gesù:

"(12) Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  (13)  Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.  (14)  Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  (15)  Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.  (16)  Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.  (17)  Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.” (Giovanni 15:12-17)

Cosa dice Gesù dell'amore?

1 nuovo comandamento e 7 affermazioni chiave

# L'amore è un Comandamento

(12) Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  
(17)  Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Gesù “attacca forte”, come ad un concerto rock: non ci sono “introduzioni” ouverture, preamboli,: dice sin dall'inizio la cosa più importante: “Io TI COMANDO”. Lo dice tre volte in cinque versetti all'inizio, al centro e alla fine della frase.

La parola usata in greco è “entole?”  che significa “stare dentro ad un limite definito”. L'amore per Gesù è un limite che tu ed io, se siamo suoi figli, non dobbiamo oltrepassare, ma dobbiamo vivere all'interno di esso. Gesù stava parlando a persone che conoscevano quella parola:  comandamento.

Chi aveva scritto  i dieci comandamenti? Dio in persona.

Dove erano stati scritti? Su tavole di pietra,  perché rimanessero come segno eterno.

Dove erano conservati? All'interno dell'Arca del Patto che era custodita al centro del Tempio di Gerusalemme, nel luogo “Santissimo.

Chi sta scrivendo quel nuovo comandamento? Gesù, il Figlio di Dio.

Dove ti sta chiedendo di scrivere questo nuovo comandamento Gesù? Nella tua vita, nei gesti quotidiani  che avrai con i tuoi fratelli e le tue sorelle.

Dove vuole che tu lo conservi? Dentro di te.

Noi siamo il tempio di Dio,  noi siamo l'arca del nuovo patto,  il nostro cuore è la tavola su cui scrivere i comandamenti di Gesù,  essi devono essere al centro del tempio che siamo noi.  L'amore deve essere al centro di noi stessi.

L'amore, dunque, non è un sentimento, ma un comandamento.

L'amore è quella cosa che, anche se tutto si perderà d te deve restare.

Quella cosa che devi portare assolutamente con te quando parti per il viaggio con Gesù. Senza la quale non puoi viaggiare, che se la dimentichi in casa puzza che se non la mostri non ti fanno entrare, che se la scordi non ti faranno volare che se non  ce l'hai assieme a te non potrai avere nulla.

Quali caratteristiche deve avere questo nuovo comandamento secondo Gesù?

Le 7 affermazioni chiave

1° affermazione: Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.

Gesù da un esempio concreto  di cosa significhi amare: l'amore non è un sentimento, ma un'azione. Qualche capitolo indietro  aveva lavato loro i piedi e gli aveva detto

“Capite quello che vi ho fatto?  Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.” (Giovanni 13:12b-15)

Lì aveva dato l'esempio  del “lavare i piedi” essere disposto a “toccare” le parti impure degli altri essere disposto a purificare l'altro. ora gli dice  “amare è dare se stesso, mettere l'altro per primo”

Tu potresti dirmi: “Mi stai chiedendo, Marco che per dimostrare amore devo necessariamente morire per l'altro? Cosa significa “dare la vita”?

Gesù l'ha fatto Gesù una volta, per tutti. Perché moriva Gesù? per venirci in aiuto, servirci.

Gesù non ti chiede di “morire” (altrimenti, come potresti servirlo?) ma di “far morire il tuo “ego” venire in aiuto dell'altro, servirlo, piuttosto che essere servito.

I. Il vero amore è mettere l'altro per primo

2° affermazione: Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  

Amare Gesù è: certamente accettarlo come personale salvatore, certamente pregare e rivolgersi solo a lui, certamente leggere la sua Parola, certamente venire la domenica in chiesa... ma, soprattutto, fare le cose che lui ci comanda.

Essere amici di Gesù non è stare in un luogo, la chiesa, o fare dei riti a casa ma obbedire quando lui comanda. Siamo amici di Gesù?  Facciamo le cose che ci “comanda”?  Mettere l'atro per primo, dice Gesù, è buono... ma non basta: dovrai anche servirlo, se tu vuoi essere mio amico.

II. Il vero amore è servire l'altro

3° affermazione :Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore

Come deve essere questo “servizio”? Come quello di un “servo”? Obbedisco e basta?

Gesù ti dice: tu non sei più servo: lo sei stato, sotto la Legge: dovevi servire, sacrificare sugli altari, con la speranza di placare l'ira del Padre per i tuoi peccati...

Ma ora non sei più sotto la Legge...  ma sotto la Grazia. Non più schiavo della Legge di Dio
ma amico di Dio attraverso il mio sacrificio.

III. Il vero 'amore ci rende liberi

Fermiamoci qui per oggi: ma voglio anticipare una domanda che potresti farmi: Gesù sta parlando ai suoi discepoli, per cui di amore “gli uni per gli altri” riferito SOLO ai miei fratelli e sorelle in Cristo. Vero?

Vedremo nel prossimo messaggio come la tua famiglia in Cristo la chiesa locale sia la palestra dove formare i muscoli spirituali per portare l'amore di Gesù nel mondo.

Preghiamo.
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Il serpente di bronzo - Dove trovi l'antidoto al male del mondo?
Quale è la cura al male che trovo nel mondo? E' fissare la croce dove Cristo a pagato, una volta e per sempre i peccati di chi si affida a lui.

(Messaggio di Mario Forieri)
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”Il re cananeo di Arad, che abitava nella regione meridionale, avendo udito che Israele veniva per la via di Atarim, combattè contro Israele e fece alcuni prigionieri. Allora Israele fece un voto al Signore e disse: «Se tu dai nelle mie mani questo popolo, le loro città saranno da me votate allo sterminio». Il Signore ascoltò la voce d’Israele e gli diede nelle mani i Cananei; Israele votò allo  sterminio i Cananei e le loro città e a quel luogo fu messo il nome di Corma[a Poi gli Israeliti partirono dal monte Or, andarono verso il mar Rosso per fare il giro del paese di Edom; durante il viaggio il popolo si perse d’animo. Il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, e disse: «Perché ci avete fatti salire fuori d’Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c’è né pane né acqua, e siamo nauseati di questo cibo tanto leggero». Allora il Signore mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un’asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra un’asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita. Poi i figli d’Israele partirono e si accamparono a Obot; e, dopo essere partiti da Obot, si accamparono a Iie-Abarim nel deserto che è di fronte a Moab dal lato dove sorge il sole.” (Numeri 21:1-11)

 “Mosè fece allora un serpente di bronzo e lo mise sopra un'asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, viveva.” (Numeri 21:9)

 “E come Mosé innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:14)

“Ora, [tutte] queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche.” (1 Corinzi 10:11)

“Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.” (2 Corinzi 5: 21)

“Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi poiché sta scritto: 'Maledetto chiunque è appeso al legno'.” (Galati 3: 13

“Parla ad Aaronne e ai suoi figli e di’ loro: “Voi benedirete così i figli d’Israele; direte loro: ‘Il Signore ti benedica e ti protegga! Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio! Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!’.” (Numeri 6 :23 26)

“ (Re Ezekia) Rimosse gli alti luoghi, frantumò le colonne sacre, abbatté l'Ascerah e fece a pezzi il serpente di bronzo che Mosè aveva fatto, perché fino a quel tempo i figli d'Israele gli avevano offerto incenso e lo chiamò Nehushtan. “ (2 Re 18:1-4 )

“Ed io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me." (Giovanni 12:32)


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Come ottieni l'aiuto che cerchi?
Quando la vita fa male dove trovi persone  che possano essere usate come strumenti per poter ricevere la Grazia di Dio che ti aiuta? Se vivi la tua vita in una chiesa sana, solida, non dovrai temere: le troverai nella tua chiesa locale, e nei suoi piccoli gruppi.
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Stiamo all'ultima parte del lungo viaggio iniziato sei settimane fa  riflettendo su “quando la vita fa male” quando si concretizzano le parole di Gesù;

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Se è vero che Gesù ci ha chiaramente detto che il male sarà parte dell'orizzonte del credente, dall'altro lato ci ha anche detto di farci coraggio (il verbo greco è “tharseo?” non “avere coraggio”, prenderlo da qualche parte dal di fuori di noi, ma “essere il coraggio”, diventarlo noi stessi) perché “io ho “nikao?” (lo stesso verbo usato da una ditta di materiali sportivi “nike”) conquistato il mondo”.

Nella Bibbia troviamo la strategia  per “essere coraggio”  diventare coraggio.

Siamo partiti dicendo che nel male, Dio si cura di noi, ha un piano, così come lo aveva per Naomi e Rut.

Gesù è la fonte di coraggio, perché ci da speranza ed aiuto come la aveva dato a Marta e Maria che avevano visto morire il fratello Lazzaro.

Abbiamo visto poi che Dio è pronto a consolarci ma che noi dobbiamo accettare di essere consolati affinché possiamo consolare altri,

Che non dobbiamo paragonare quello che ci accade con quello che accade agli altri, perché la felicità e il successo  di chi non segue e non obbedisce a Dio sono momentanei.

E infine, la settimana scorsa abbiamo visto che lo strumento che Dio usa per aiutarci quando al vita fa male è la Grazia.

Sapete, mio figlio Ben ed io  vendiamo nel nostro negozio diversi “strumenti” per le lavorazioni meccaniche. Sono strumenti che rendono possibile costruire, riparare, modificare: questo, ad esempio, è un “tornio”, e serve per lavorare i metalli.



Questo tornio può fare moltissime cose, ma ha necessità di due cose: l'elettricità e l'utensile.



Che cosa è l'utensile? L'utensile è questo:







E a che cosa serve l'utensile? Serve a fare questo:



Il tornio, senza l'utensile, sebbene abbia la capacità di modificare un pezzo sebbene abbia l'energia per muoversi non può fare nulla!

A questo punto voi vi starete domandando se sto bene... o forse pensate voglia vendervi qualcosa dal nostro negozio. Seguitemi per un attimo nel ragionamento.

Quando la vita fa male,  abbiamo detto che abbiamo bisogno di speranza ma soprattutto di AIUTO! Qualcosa che modifichi la vita che stiamo vivendo.

La settimana scorsa abbiamo detto che lo strumento  con cui Dio ci viene in soccorso è la Grazia. La Grazia è lo STRUMENTO... ma lo strumento Grazia ha bisogno di un utensile per poter modificare la mia vita quando la vita fa male.

Dio ha due tipi di utensile  per modificare la tua vita. Uno diretto, e uno indiretto.

Il primo, quello diretto, si chiama “miracolo”: Dio vede, Dio ascolta, Dio fa... ed io sono guarito.

Paolo afferma:

“Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quello che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona.” ( 2 Corinzi 9:8)

Dio ha la potenza che serve  per far arrivare la Grazia direttamente. Ma Dio ha anche  un secondo “utensile”: quello indiretto:

Sempre Paolo dice:

“Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.” (Efesini 2:10b)

Per cosa siamo stati creati? Per fare le buone opere  (in greco “ergon” = lavoro) che Dio ha preparato. A chi chiama Dio a fare il “SUO” lavoro? Me e te.

L'energia, la corrente per far girare il tornio la mette Lui. Chi è l'utensile che modifica la vita  di chi soffre? Siamo tu ed io.

Indovina quale metodo usa di più Dio tra quello diretto (lui fa) e quelli indiretto (te ed io facciamo) per mandare la sua Grazia su chi soffre? Quello indiretto!

Questa che vi mostro adesso non è un versetto della Bibbia, ma è una affermazione di quello che la Bibbia dice in tutta la sua lunghezza:

"Quando Dio vuole fare qualcosa nel mondo, Egli invita i suoi figli e le sue figlie ad unirsi a lui nel farle”
Non che non possa fare da solo, ma Dio ama coinvolgere chi Egli ama.

Avrebbe potuto benissimo calare dal cielo l'Arca, ma ha chiesto a Noè e alla sua famiglia di farla.

(foto kit)

Questo che vedete è un kit medico: all'interno di esso ci sono strumenti e medicine che possono portare la guarigione, curare le nostre ferite, salvarci.

Se ci siamo fatti male, poco importa che la abbiamo in casa: se stiamo realmente male non riusciremo neppure ad aprirla. Abbiamo bisogno di qualcuno che la apra per noi, di un infermiere che arrivi, tiri fuori le garze, disinfetti le ferite, metta i punti, metta le bende.

Tu potresti pensare: “Eh, beh, Marco, facile per te... sei un pastore!  Sei un “esperto” nell'aiutare le persone, è il tuo compito... ma io? Io non sarei mica buono a farlo!”

Appunto! Dio ama prendere uomini e donne comuni con capacità normali (e talvolta anche meno) per fare le buone opere, per sceglierli come utensile  per modellare le vite di altri così che sia chiaro che non è la bravura dell'uomo ma la Grazia di Dio che ha fatto la differenza.

Paolo lo dice:

“Esaminate un po' voi stessi, fratelli: pochi di voi erano sapienti dal punto di vista umano, pochi i potenti, pochi quelli provenienti da famiglie importanti, ma Dio ha scelto le cose che il mondo considera pazze o da scartare, proprio per coprire di vergogna quelli che il mondo considera sapienti, ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare e screditare le forti. Il Signore ha scelto le cose umili, quelle che il mondo disprezza e che non tiene in alcun conto, per ridurre a niente quelle che il mondo considera importanti. Cosicché nessuno può vantarsi davanti a Dio.” (1 Corinzi 1: 26-29 PV)

Dio non cerca superuomini o superdonne, ma uomini e donne che siano disposti a farsi usare  per diventare un canale tramite cui la Sua Grazia giunge ad altri.

Siamo convinti, allora che:

a) la Grazia di Dio arriva indirettamente tramite altri credenti

e

b) non servono supereroi della fede, ma persone di fede?


A questo punto la domanda è: dove trovo tali persone? Guardati attorno... ma non guardare i muri,
guarda le facce. La Grazia indiretta è disponibile se sei connesso, se sei connessa al corpo di Cristo, alla tua chiesa locale.

La prima chiesa mai esistita al mondo era quella di Gerusalemme, quella che aveva conosciuto Gesù di persona: e Luca ne parla così.

“Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. (…)  E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore,  lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.” (Atti 2:42, 46)

La prima chiesa non si incontrava la domenica... ma soprattutto faceva tutta una serie di attività che erano molto di più dell'andare in chiesa:

1) Ascoltavano l'insegnamento degli apostoli erano fortunati,  non dovevano leggere il Nuovo Testamento, lo ascoltavano “in diretta” mentre veniva scritto.

2) Avevano “comunione fraterna, in greco “koino?nia”, che significa, semplicemente
“comunicare l'uno con l'altro”, si parlavano.

3) Mangiavano assieme e durante il pasto  ricordavano il sacrificio di Gesù.

4) Andavano assieme al tempio, come oggi noi veniamo in chiesa la domenica.

5) Cantavano e pregavano assieme.

La chiesa non era “un'oretta domenica”... ma era vivere assieme ad altri credenti...

Dove troverai l'utensile adatto perché la Grazia di Dio modelli la tua vita?

L'infermiere che apra la borsa medica? Dio ha promesso di usare uomini e donne normali per portarti la sua Grazia quando la vita fa male... ma tu, quelle persone che Dio ti vuole provvedere le stai realmente incontrando?

La Grazia è disponibile... se vivi in mezzo al corpo di Cristo!

Giacomo, il fratello di Gesù, dice:

“C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno di animo lieto? Canti degli inni.  C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore: la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.  Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia.” (Giacomo 5:13-17)

La Grazia che ti serve quando la vita fa male, non la trovi in una sera: la costruisci vivendo assieme  a uomini e donne come te in "koino?nia”, “comunicando l'uno con l'altro” nei momenti di calma.

Paolo dice:

“Aiutatevi a vicenda nelle difficoltà e nei problemi; così facendo avrete fatto ciò che vi chiede la legge di Cristo.” (Galati 6:2 PV)

Sai che cosa significa tutto questo? Venire la domenica... si... Pregare....si... ma soprattutto, avere "koino?nia”, “comunicare l'uno con l'altro”... e questo si chiama, semplicemente,  “piccolo gruppo”.

Gli ultimi quattro anni sono stati per Janet e per me veramente difficili con la malattia della sorella di Janet.

Sapete come è arrivata la Grazia di Dio che ci ha aiutato “quando la vita faceva male”? Attraverso il piccolo gruppo. Addirittura noi ne avevamo  uno in italiano e uno in inglese.

Lì siamo stati confortati, lì l'utensile ha modellato le nostre anime lì l'infermiere ha aperto la borsa sanitaria per curare le nostre ferite...

Ma non abbiamo scelto  di averlo perché Chris era malata ma c'era già QUANDO e successo.

I membri del nostro piccolo gruppo hanno agito secondo quello che Salomone ha scritto in Proverbi:

“Non rifiutare un beneficio a chi vi ha diritto, quando è in tuo potere di farlo.” (Proverbi 3:37)

In un piccolo gruppo capita talvolta di essere  il metallo da modellare ed essere consolati e la prossima di essere l'utensile che modella  che porta la consolazione della Grazia.

Vi ho chiesto sei settimane fa di fare un elenco di ciò che ti ha fatto male o di ciò che ti fa male o di ciò che ti farà potenzialmente male...

Non voglio vederlo, io ho il mio elenco, e so che Dio ha usato  le persone del mio piccolo gruppo per portarmi la Grazia nei momenti difficile, e so che Dio li userà ancora quando torneranno.

Guardalo: la Grazia che ti serve quando la vita fa male può arrivare direttamente da Dio... ma più spesso arriva da un figlio o da una figlia di Dio.

Se non hai un piccolo gruppo probabile tu non abbia neppure l'utensile quando la vita fa male.

Ti incoraggio a trovare un posto, un orario, e un gruppo di persone della tua chiesa per dare e ricevere la Grazia  che serve quando la vita fa male.

Preghiamo.
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Dove trovi la speranza che serve?
Esiste uno strumento  con cui Dio agisce nel mondo per venire in mio soccorso quando la vita fa male? La risposta è: si. E si chiama "Grazia".
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Stiamo affrontando da cinque settimane uno dei problemi più duri da accettare per ogni uomo e forse più difficile per coloro che credono in un Dio che è amore e che promette il bene, non il male; perché, e cosa fare quando la vita fa male.

Gesù lo ha detto chiaramente: non aspettatevi che la vita sia rose e fiori, anzi, tutt'altro:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Indipendentemente da chi tu sia dalla tua età, posizione, ceto, in questo preciso memento tu sei in uno di questi tre periodi nella propria vita:

1) Puoi uscire da un periodo doloroso.
2) Puoi attraversare un periodo doloroso
3) Puoi avvicinarti ad un periodo doloroso

Salomone afferma:

“L'uomo infatti non conosce la sua ora; come i pesci che sono presi nella rete fatale e come gli uccelli che sono colti nel laccio, così i figli degli uomini sono presi nel laccio al tempo dell'avversità, quando essa piomba su di loro improvvisa.” (Ecclesiaste 9:12)

Abbiamo detto nelle passate predicazioni, che, quando attraversiamo questi periodi, brevi o lunghi che siano, tutti, nessuno escluso.
VOGLIAMO QUALCOSA ----- > SPERANZAABBIAMO BISOGNO DI QUALCOSA ----- >  AIUTODio è la nostra speranza, Pietro dice:

“E sempre per mezzo della sua straordinaria potenza, egli ci ha dato tutte quelle cose grandi e preziose che ci ha promesso.” (2 Pietro 1:4a)

La potenza di cui parla Pietro è speranza che mi occorre, e la trovo nelle parola di Dio. Vi ricordate in che modo Gesù, confortò Marta e Maria dopo la morte del fratello Lazzaro? Ricordando loro quello che è scritto nella Parola di Dio.

Nel brano di Giovanni non c'è scritto che Gesù citò un versetto specifico, ma nella Parola c'è questa promessa:  vi mostro un solo esempio delle migliaia presenti

“Il Signore mi rispose e disse: «Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità; perché è una visione per un tempo già fissato. Essa si affretta verso il suo termine e non mentirà; se tarda, aspettala, poiché certamente verrà, e non tarderà». Ecco, egli si è inorgoglito, non agisce rettamente; ma il giusto per la sua fede vivrà.” (Abacuc 2:2-4)

Nella Bibbia ci sono più di 6000 promesse che Dio ha fatto al suo popolo. Se ti serve la speranza, non hai che da aprire la Parola di Dio.

L'altra cosa di cui abbiamo bisogno, è l'aiuto; vi ricordate che avevamo parlato della parola “parakaleo” e "parakle?tos" la consolazione e il consolatore e avevamo detto che significava qualche cosa che sta a fianco qualcuno che mi sorregge, qualcuno che affronta le difficoltà al mio fianco.

Si... ma come?  Perché lo Spirito di Dio, il  parakle?tos il Consolatore,  mica lo posso vedere! Lo posso “intuire”... ma è “spirito”... ed io sono un essere si spirituale ma che vive in un monto fisico e io ho un bisogno “fisico”, qualcosa che veda agire nella mia vita.

Esiste uno strumento  con cui agisce nel mondo il Consolatore lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio?

La risposta è “si”. lo strumento VISIBILE  con cui agisce lo Spirito di Dio si chiama Grazia.

La Parola di Dio, la Bibbia, dice che l'aiuto di cui ho bisogno la trovo attraverso lo Spirito nella Grazia di Dio.

Cosa è la Grazia di Dio?

Per poter capire cosa sia la Grazia dobbiamo capire innanzitutto dove la trovo, perché come uomo  mi è difficile capire cosa è qualcosa se non la vedo.

Ci sono moltissimi versetti nella Bibbia che parlano di Grazia ma ce n'è uno  specifico nella Bibbia che mostra il suo potenziale:  si trova in 2 Corinzi al capitolo 12 versetto 9, la prima parte

“Ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza».” (2 Corinzi 12:9a)

Due cose da notare in questo versetto:
non sono una conclusione a cui Paolo è giunto, ma le ESATTE parole che Gesù,  il Signore ha detto a Paolo; il tempo del verbo “bastare”: non lo hanno tradotto con il congiuntivo “ti basti”, non è un ammonimento, guardo quello che c'è nel serbatoio e vedo quello che c'è...   te la devi far bastare, ma lo hanno correttamente tradotto come nell'originale in greco col  presente indicativo  “ti basta”. E' una constatazione guardo e vedo che realmente ti basta,  adesso, in questo momento, il serbatoio è pieno, perché sono io che lo riempio.Anzi, molto di più: il verbo per “ti basta” è “arkeo?”, e ha due significati: il primo è essere “più che abbondante”. Il secondo significato è “innalzare una barriera”.

Rileggiamo il versetto sostituendo queste parole:

“Ed egli mi ha detto: «La mia grazia è più che abbondante , è una barriera, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza».” (2 Corinzi 12:9a parafrasi)

Tu potresti dirmi: “Marco, tu non hai idea  di quello che ho attraversato sto attraversando o attraverserò io.”

Ti ricordi cosa aveva chiesto Paolo? Rileggiamo assieme l'intero brano di 2 Corinzi 12:

“E perché io non avessi a insuperbire per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca. Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amore di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte. (2 Corinzi 12:7-10)

Hai mai avuto una spina nella carne? Sei mai caduto tra i rovi? Le spine, spesso, non solo fanno male per perforazione, ma contengono sostanze irritanti che provocano bruciore, infiammazione, talvolta avvelenano. Quando ne hai una, l'unica cosa che vuoi,  è che qualcuno la tolga via per te.

Paolo stava vivendo la sua vita già non facile di per se, (lapidato, scacciato, arrestato,  contestato dalle chiese che lui stesso aveva piantato  come quella di Corinto con una spina perenne nella carne;  la parola in greco “sarx”,  significa “carne, muscolo” non è piantata sulla pelle o qualche strato di pelle, ma dentro al muscolo,  in profondità .

E Paolo sa bene che non è per caso, non è per colpa sua, ma è Satana che sta operando contro di lui e contro quello che fa.

E per questo chiede a Dio una cosa che trova ovvia : “Ti prego liberami da essa!  Pensa quello che potrò fare per te se tu me la togli!”

La risposta, per tre volte, non è stata “no” ma è stata “Paolo, ho già fatto molto di più: ti ho dato la mia Grazia, ti ho riempito fino a traboccare, ti ho dato la mia protezione”.

Non sappiamo di cosa si trattasse, e sono persuaso che il Signore ha volutamente impedito a Paolo di descrivere la spina, così che nessuno potesse paragonarla con la sua spina. Noi siamo abilissimi a comparare il nostro male con quello degli altri e dire “il mio è peggio”.

Ma sappiamo che Paolo, il grande Paolo, colui che aveva parlato direttamente con Gesù sulla via di Damasco doveva convivere con  qualcosa che gli faceva male lo ostacolava perennemente e che era deliberatamente opera di Satana.

Come avresti reagito? Come reagisci quando preghi, per qualcosa che sai di poter pregare qualcosa che è perfettamente nella volontà di Dio guarire una malattia salvare un matrimonio, far cessare una persecuzione e Dio sembra dirti “no”?

E' tanto umano  credere che Dio non veda, oppure che Dio ci sia contro.

La Bibbia è un libro onesto, dove Dio non ci mostra superuomini e superdonne ma uomini e donne proprio come me e te che reagiscono come me e te, e danno la colpa a Dio per il male della loro vita.

“Ora, purtroppo, Dio mi ha ridotto senza forze, ha desolato tutta la mia casa; mi ha coperto di grinze e questo testimonia contro di me, la mia magrezza si leva ad accusarmi apertamente. La sua ira mi lacera, mi perseguita, digrigna i denti contro di me, il mio nemico aguzza gli occhi su di me (…) Dio mi dà in balìa degli empi, mi getta in mano ai malvagi (…) Eppure le mie mani non commisero mai violenza, e la mia preghiera fu sempre pura (Giobbe 16:6-9, 11, 17)

Ti sei mai trovato lì? A contestare a Dio “ “Perché non intervieni? Perché non mi ascolti? Perché mi dici no? Perché... Perché... Perché...”

Cosa avresti fatto se tu fosti stato, se tu fosti stata Paolo? Avresti alzato il pugno al Cielo, come aveva fatto Giobbe, e gridato “Perché? Non è giusto!”

Sorprendentemente, Paolo, pur essendo uomo, non reagisce così ma ascolta, e capisce le parole di Gesù “Paolo, la mia Grazia è meglio della guarigione! Paolo, la mia Grazia è di più della guarigione”.

La realtà del mondo è che Satana  porterà SEMPRE il dolore nella tua vita per allontanarti da Dio.

Ma la realtà del mondo di Dio è che Lui ti fornirà SEMPRE una Grazia sovrabbondante che formi una barriera per proteggerti e tenerti vicino a Lui!

Paolo ha ascoltato,  e invece di contestare a Dio la “non- decisione” di aiutarlo a togliere la sua spina,  ha “costruito” sulla Grazia di Dio. Come?

Possiamo prendere ad esempio il suo comportamento per costruire sulla Grazia nei momenti difficili delle nostre vite

1) Il dolore mi rende umile

“E perché io non avessi a insuperbire... per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca”

Se tutto ci va bene nella vita, è possibile che cominciamo a vantarci  di quanto siamo bravi gajardi, esperti.

Il dolore non è voluto da Dio, ma da Satana, ma ci riporta con i piedi per terra, è una cura drastica al nostro materialismo ci fa mettere in prospettiva  cosa è davvero importante nella vita.

2) Il dolore mi ricorda che non sono un super eroe

“Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze”

Il dolore ci rende deboli, bisognosi di aiuto, ricorda che i lupi solitari nella vita,  finiscono sbranati.

Abbiamo bisogno di aiuto, sempre, e lo troviamo disponibile in maniera più che abbondante nella Grazia di Dio.

3) Il dolore restituisce a Gesù il volante della mia vita

“Affinché la potenza di Cristo riposi su di me”

Nel dolore Gesù è al comando della mia vita, la sua potenza, dice Paolo si “riposa”,  si posa, rimane, pesa sulle mie spalle soprattutto quando la vita fa male, soprattutto quando non vedo la via d'uscita.

4) Il dolore mi fortifica

 “perché quando sono debole, allora sono forte.”

La mia forza è ne lasciare che Dio usi la mia debolezza, per mostrare la sua potenza... allora sono realmente forte.

Pensi che sia più forte Dio o il male? Se Dio afferma che la Grazia è meglio della guarigione, se Dio afferma che la Grazia è di più della soluzione, se Dio afferma che la Grazia è la barriera che ti salva... cosa dovrei temere?.

Tutto questo è disponibile a tutti, la potenza di Cristo è disponibile a tutti, la Grazia che riempie ed è barriera è disponibile a tutti... ma...

Ma devi aver riposto la tua fede in Cristo. Lo hai fatto? Se no, scegli oggi di accettare quella Grazia. Se si, vivi nella fiducia della promessa di Gesù.

“Non aver paura, piccolo gregge, perché il Padre vostro ha voluto darvi il suo regno.” (Luca 12:32 TILC).

Preghiamo.
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La probabile fine di "Oh, my gold!" - Cosa pensi quando vedi l'empio che prospera?
Cosa pensi quando paragoni la tua vita a quella dei vari "influencer" che ci propongono come ideali degli stili di vita fatti di ricchezza, di beni, di lusso? Li invidi? Ti arrabbi con Dio perché tu non li hai? Li insegui? Oppure ti fermi a riflettere che ciò che piace a Dio, e ciò che durerà in eterno, non sono le ricchezze? Che tutti i piaceri del mondo non possono dare la felicità? 
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(Messaggio portato da Mario Forieri)


“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.”  (Giovanni 16:33)

“Ma quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non scivolassero. Poiché invidiavo i prepotenti,vedendo la prosperità dei malvagi.Poiché per loro non vi sono dolori,il loro corpo è sano e ben nutrito. Non sono tribolati come gli altri mortali,né sono colpiti come gli altri uomini. Perciò la superbia li adorna come una collana,la violenza li avvolge come un manto. Gli occhi escono loro fuori dalle orbite per il grasso;dal cuor loro traboccano i cattivi pensieri.  Sbeffeggiano e malvagiamente progettano di opprimere;parlano dall’alto in basso con arroganza.Alzano la loro bocca fino al cielo,e la loro lingua percorre la terra.Perciò il popolo si volge dalla loro parte,beve abbondantemente alla loro sorgente e dice: «Com’è possibile che Dio sappia ogni cosa,che vi sia conoscenza nell’Altissimo?»” (Salmo 73:2-11)

"Non adirarti a causa dei malvagi;non avere invidia di quelli che agiscono perversamente; perché presto saranno falciati come il fieno e appassiranno come l’erba verde. Confida nel Signore e fa’ il bene; abita il paese e pratica la fedeltà.Trova la tua gioia nel Signore ed egli appagherà i desideri del tuo cuore.  Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agirà. Egli farà risplendere la tua giustizia come la luce e il tuo diritto come il sole di mezzogiorno. Sta’ in silenzio davanti al Signore, e aspettalo; non adirarti per chi prospera nelle sue imprese, per l’uomo che ha successo nei suoi malvagi progetti. Cessa dall’ira e lascia lo sdegno; non adirarti, ciò spingerebbe anche te a fare il male. Poiché i malvagi saranno sterminati; ma quelli che sperano nel Signore possederanno la terra.Ancora un po’ e l’empio scomparirà;u osserverai il luogo dove si trovava, ed egli non ci sarà più.Ma gli umili erediteranno la terra e godranno di una gran pace.” (Salmo 37 1:11)

“Di' loro: Com'è vero che io vivo», dice il Signore, l'Eterno, «io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie. “ (Ezechiele 33:11)

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Cosa impari quando la vita fa male?
Posso imparare qualcosa dai momenti di sofferenza della mia vita? Il dolore ci cambia, sta a noi decidere se in meglio o in peggio. Sta a noi decidere di accettare di essere consolati da Dio e da altri che come noi hanno sofferto, per imparare ad essere uomini e donne più simili a Cristo.
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La settimana scorra ci siamo lasciati dicendo che la vita, qualsiasi vita prima o poi incontrerà il male, il dolore la sofferenza.

Vi ricordate questa immagine? È quella che molti medici usano per stabilire quanto male abbiamo.

Nel dolore della vita, abbiamo detto non c'è una “gradazione”, una classifica, non possiamo dire “sto meno male adesso di quella volta là” oppure dire ad altri “questo male è meno grave di quello là”. Comparare male con male non aiuta affatto. Il male fa male. Punto.

E che quando attraversiamo questi periodi, brevi o lunghi che siano, tutti, nessuno escluso.

quando proviamo male...

VOGLIAMO QUALCOSA ----------------> SPERANZA
ABBIAMO BISOGNO DI QUALCOSA ----------------> AIUTO

L'unico posto dove troviamo speranza, è in Gesù, che ci fa vedere le cose della nostra vita non dalla prospettiva terrena e finita, ma da quella del Cielo e infinita.

La prima cosa che Gesù aveva detto a Marta e Maria, che avevano perso il fratello Lazzaro è che la vita non è tutta qui, anzi qua c'è poco rispetto all'eternità.

Gesù non ci aiuterà sempre come vogliamo noi, rimuovendo il male, talvolta lo fa... altre volte no...
e non sta a me sapere perché ma posso essere sicuro che  sarà SEMPRE al nostro fianco, quando sto attraversando il male.

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

E nel frattempo? Cosa devo fare nel frattempo?

Devo solo chiudere gli occhi... aspettare che passi... oppure posso prendere qualcosa dal mio dolore? Imparare qualcosa che mi dia speranza che sia di aiuto?

Leggiamo assieme 2 Corinzi 1:

“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione; perché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Perciò se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza; se siamo consolati, è per la vostra consolazione, la quale opera efficacemente nel farvi capaci di sopportare le stesse sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, siete anche partecipi della consolazione.” (2 Corinzi 1:3-7)

Contesto: Paolo scrive ad una chiesa  che  ha fondato, che ama, ma dove ci sono tanti problemi e tanto dolore. Paolo parla a dei neo credenti, forse teme che i problemi, il dolore e il male che sta attraversando tutta la comunità possa scoraggiare molti, farli dubitare della loro nuova fede, persino fargli pensare che se c'è il male, allora Cristo non è la risposta.

Avete notato qualche parola che si ripete? Certamente!

Vediamo al prima (in realtà sono due, molto simili):

afflizione : 3 volte  (greco thlipsis = schiacciare, pressare)
sofferenze :  3 volte (greco pathe?ma = provare una sensazione dolorosa fisica/ psichica).

Paolo dice che il male della vita è qualcosa che ti schiaccia verso terra che vuole farti male sia nel fisico sia nell'animo. Vediamo la seconda parola:

Consolazione:  9 volte :  (greco parakle?sis; : composto da para = a fianco + kaleo = chiamare).

Ma Paolo dice anche che quando il male della vita ti schiaccia verso terra e ti fa male, ci sarà qualcuno che sarà lì, al tuo fianco.

Dei tanti posti dove questa parola è stata usata, te ne voglio mostrare due:

“Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati (parakaleo?)” (Matteo 5:4)

“Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore (parakle?tos) perché sia con voi per sempre ” (Giovanni 14:15-16)

Vorrei che seguiste assieme a me il ragionamento che Paolo sta facendo, perché è vitale per il credente:


Guardate la parte a sinistra della diapositiva: in Dio c'è consolazione “parakaleo” , qualcosa che è chiamato ad essere al tuo fianco

Guardate a destra della diapositiva: in me c'è afflizione come anche negli altri c'è afflizione... non sono l'unico io ad essere afflitto.

Come si mettono assieme queste due realtà, dove c'è un Dio che da consolazione e il mondo dove c'è afflizione?

Tutto viene tenuto assieme da un “affinché”... (al fine di... per rendere possibile che...) Paolo afferma che   ANCHE nel male della vita c'è un piano di Dio. Anche quando sembra che tutto sia inutile vano, dannoso doloroso Dio è IN CONTROLLO (“Il Dio di ogni consolazione”  è lui l'origine e il fine di qualsiasi cosa che possa consolare) Dio AGISCE IN TUTTI (“mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati”  é lui che agisce in Paolo, come pure nei Corinzi... e in te... e in me...) Dio VIENE IN AIUTO (“il quale ci consola in ogni nostra afflizione” è lui che è pronto a sostenermi) AFFINCHE'... AL FINE DI... PER RENDERE POSSIBILE CHE... (“possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione” siamo noi che diventiamo la consolazione per altri).

Un piano che è per noi, ma che va oltre noi... e comprende quelli che ci circondano.

Tu potresti dirmi: “Allora, Marco, il piano di Dio è di farmi soffrire  così che io possa imparare a consolare altri? Sto insomma andando a scuola,  Dio mi manda a scuola... ma a che prezzo!”

Ti posso rispondere:  “ Un Dio così, io non lo voglio...non ci credo... non lo seguo...” E, infatti, Dio non è così.

Nei piani di Dio il male era lontano,  relegato in un posto inaccessibile... Ma con la caduta, quel posto è stato aperto, e le sofferenze sono entrate nel mondo

Paolo dice:

“Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte.” (1 Corinzi 15:21a)

Dio non pianifica il male, MAI! Dio vede il tuo male, e ne soffre...

Ma il Dio che conosco  e di cui Paolo mi parla, è quello che trasforma una crocifissione in una resurrezione, e aggiunge infatti.

“Così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti.” (1 Corinzi 15:21b)

Il Dio che conosco è capace di trarre da un immenso male, la morte di un giusto un immenso bene, la giustificazione (la salvezza) degli ingiusti...AFFINCHE': il piano di Dio è quello di dare consolazione.  Come fa Dio a trarre il bene dal male, dunque?

1. DIO E' IL DIO DELLA CONSOLAZIONE

Dio è “parakaleo”, colui che ti sta a fianco che è pronto a sollevarti, a sorreggerti in ogni momento. Era a fianco di Adamo ed Eva nella Creazione, ha deciso di scendere in Cristo per esserlo ancora, e ha mandato … vi ricordate? (fai andare due slide indietro) ma ha mandato il “parakle?tos”, il Consolatore, lo Spirito Santo.

2. IO SONO CHIAMATO/ A A CONSOLARE COSI' COME DIO MI CONSOLA 

Dio è il Consolatore, Dio può consolare da solo, senza che ci siano altri interventi. Ma spesso Dio decide  di usare me e te per consolare così come noi siamo stati consolati.

Perché? Perché come uomini e donne siamo portati a credere  ai racconti di altri uomini e donne.

Questo significa  che dovrò vivere una vita  da “crocerossina”, alla costante ricerca di chi soffre  per consolarlo?

Non necessariamente. Alcuni saranno chiamati a farlo. Alcuni di voi hanno questo dono specifico
citato da Paolo in Romani 12:8  (misericordia o compassione) ma molti hanno altri doni.

Doni di ospitalità, di assistenza, di intercessione, di cura pastorale, di incoraggiamento, di guarigione, di servizio. E se li usi verso coloro afflitti, cosa sono se non uno “stare a fianco” risollevare, sorreggere?

Quando morì mio padre, così, all'improvviso, Janet stava aspettando il nostro secondo figlio, con un figlio di un anno e mezzo da accudire. C'erano mille cose da fare, organizzare, il rientro della salma da Roma, il funerale a Viterbo l'omaggio pubblico nella sala consiliare a Montefiascone... era davvero troppo.

Uomini e donne vennero dalla nostra chiesa  per dare una mano, per dare conforto, magari solo per prendere  il nostro figlio piccolo per una mezza giornata... o per stare dieci minuti assieme a noi, come dice Paolo

“Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono.” (Romani 12:5)

E noi sapevamo che, nelle loro vite c'erano stati dolori grandi, alcuni ancora presenti quando successe.

Dio stava usando persone che lui aveva consolato in passato, o che stava consolando in quel momento, per consolare me e mia moglie.

Cosa imparo quando la vita fa male?

Se Dio non provoca il male intenzionalmente, se lui ne è testimone, se lui  usa anche il male per per trasformarlo  non in qualcosa che mi distrugga ma  in qualcosa che mi edifichi, cosa  posso imparare nei periodi lunghi o brevi  in cui sono afflitto?

1. Devo accettare di essere consolato/ consolata

C.S Lewis ha detto:

“Dio sussurra nei nostri piaceri, parla nella nostra coscienza, ma urla nelle nostre pene: è il suo megafono per risvegliare un mondo sordo."

Il male ci cambia; io non sono la stessa persona che ero dopo aver attraversato la  sofferenza.

Il dubbio è: “Sarò una persona migliore, o una persona peggiore?” “Il male mi cambierà in meglio, o in peggio?"

Tutto dipende da me: Dio sussurra nel vento  ma urla nella tempesta;  come reagisco al male? Sono pronto ad accettare di essere consolato?

Se la risposta è “no”, se voglio tenermi il mio male, se voglio incolpare Dio di esso, se rifiuto altri che vogliono confortarmi e rispondo  “no grazie, sto bene” allora mi muoverò lontano da Dio, mi muoverò lontano da “ogni consolazione”.

Oppure posso decidere di “rimuovere” dall'orizzonte la mia sofferenza, di nasconderla sia a me che a Dio, di dire “sono cose che capitano, ce la faccio da solo/ a”, di far finta che il male non mi ha cambiato.

Decidere insomma,  di rimanere alla stessa distanza da Dio di prima che entrasse il male nella mia vita; vedrò la consolazione,  “si, lo so che è lì... ma non è mia...” ma la vedrò solamente a distanza.

Oppure posso accettare di essere consolato, mettere via i miei “perché”, continuare a crescere  nella conoscenza di Dio.

Questo significa  diventare più come Gesù crescere in lui. Decidere di avere più autocontrollo, o più amore, o più pazienza, o più compassione.

Se decido di essere consolato, il Consolatore, lo Spirito Santo potrà agire in me, trasformandomi.

2. Devo passare la mia consolazione ad altri

Paolo afferma che sono stato confortato AFFINCHE', . AL FINE DI... PER RENDERE POSSIBILE CHE altri come me vengano confortati.

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Voglio lasciarti con un ultimo versetto:

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.” (Romani 8:28)

Paolo non dice che “tutte le cose nella tua vita andranno bene”, che Dio ti metterà un “ombrello sopra”, che istallerà un parafulmine (talvolta lo farà... ma tu vivi in un mondo caduto, ricorda!)
ma che “tutte le cose cooperano” (la parola cooperano in greco è synergeo? = avere un compagno di lavoro) quelle belle...  ma anche quelle brutte  anche le afflizioni e le sofferenze: rileggiamolo in questo senso il versetto.

Or sappiamo che tutte le gioie, tutte le cose piacevoli tutte le cose che amiamo cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno....

Questo è come vorremmo leggere il versetto: ma Paolo dice anche:

Or sappiamo che tutte le afflizioni e le sofferenze cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno....

Essere consolato, essere consolata è una scelta Sarà come dice Paolo ...se decidi di essere consolato e se decidi di essere un compagno di lavoro per Cristo.

Preghiamo.
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Dove vai quando la vita fa male?
Dove vai quando qualcosa, o qualcuno "placca" i tuoi sogni, butta a terra la tua vita, ti fa male e interrompe la corsa? Dove troverai la forza per rialzarti, la speranza per proseguire, e l'aiuto per vivere? Gesù è il solo che può darti tutto questo.
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La nostra natura profonda, quella con cui siamo stati creati ad immagine di Dio, è di vivere eternamente felici alla presenza del nostro Creatore.

Questa era la vita che Dio  aveva progettato per noi nell'Eden. Ma per nostra scelta abbiamo deciso di rinunciare a tutto ciò.

E' quello che spesso chiamiamo “la caduta”: non siamo più nel Paradiso terrestre, Dio continua ad amarci, ma viviamo in un mondo caduto dove la vita talvolta fa male.

Abbiamo detto la scorsa settimana che ci sono almeno due cose che accomunano  tutte le persone nate nel mondo: il fatto che moriremo, e il fatto che soffriremo.

Certo, mi metto un po' nei vostri panni: siete tornati (più o meno) dalle vostre vacanze, vi siete rilassati, vi siete divertiti... siete tornati in chiesa dopo un po' di tempo per provare gioia, sollievo e... perché no, ridere... e trovate Mario e Marco che predicano sul male del vivere!

Sapete che sono stato un rugbista... anche se mediocre... e posso dirvi che di botte ne ho prese tante; ero il più leggero, e uno tra i più veloci, e per questo mi mettevano all' ala  (che è la posizione più esterna sul campo)... ero quello che partiva da più dietro nel campo  per prendere la massima velocità e bucare la difesa, e fare meta.


Ma tra me, e la linea di meta, c'era il “pacchetto di mischia” tutti gli uomini più muscolosi e pesanti che per fermarmi mi venivano addosso. Vorrei vedere assieme a voi un minuto del mio sport.



Come si “sopravvive” ad un “placcaggio”? Come sopravvivere  qualcuno  che ci viene addosso con tutta la forza per farci del male, fermarci, eliminarci?

Semplicemente, non puoi sopravvivere, e vincere il placcaggio rialzandoti,  se non ti sei allenato a riceverlo, se hai atteso facendo altre cose in allenamento pensando “tanto non mi butteranno giù”.

Ci sono strategie che non impari durante la partita, durante la battaglia, quando hai davanti avversari  che vogliono farti “sportivamente” del male.

Ma le apprendi durante gli allenamenti, quando a placcarti è un compagno della tua squadra, quando non c'è qualcosa da vincere perché stai solo provando, e alla fine ci si scherza su davanti ad una birra.

Nella tua vita ci sono stati e ci saranno innumerevoli placcaggi: forse anche oggi.

Innumerevoli volte la vita, e qualche volta il maligno, proveranno a buttarti giù.

Meglio apprendere prima come rialzarsi, meglio apprenderlo da compagni di squadra, per poi essere pronti quando sarà l'avversario a placcarti.

A cosa pensi quando senti la parola “male” riferito alla tua vita? Vi ho dato dei fogli bianchi che dovete portare a casa, e scrivere tutto ciò che vi viene in mente  quando pensate alla parola “male” riferito alla vostra vita.

Cosa è andato “male”? La scuola? Un fidanzamento? Un matrimonio? Qualche caro ammalato o morto prematuramente? La perdita di un lavoro? Una attività che avete dovuto chiudere? Un rapporto con uno della famiglia che ti fa soffrire? Una malattia?

Scrivete una sola parola, senza spiegare: aborto, morte, divorzio, fallimento ….e non mettete il nome.

Portateli, per chi ci ascolta online spediteli via mail  a laveravite@gmail.com, ma mettete su carta ciò che vi fa ,  vi ha fatto male, o che temete vi farà male.

Portateli la prossima settimana, e ci serviranno durante la serie di messaggi.

Cosa ne faremo? Quello che abbiamo intenzione di fare non è darvi uno studio biblico sul “male”, ma di cercare di darvi qualche cosa di pratico, qualche nozione tecnica  di come affrontare un placcaggio dalla vita, e di come rialzarsi.

Vedremo che quello che Dio vuole  quando stai affrontando un male è di darti speranza ed aiuto, e quello che cercheremo di fare è di aiutarti  e di allenati a scoprire la speranza e l'aiuto che c'è in Cristo. Non so se il vostro dottore  ha mai usato questa immagine:


E' la “scala del dolore”, perché il dolore può variare di intensità

Sapete, molte volte io ho pensato  di essere nella zona “peggior dolore possibile” pensando “non potrò aver mai più dolore di così”  (la morte di mio padre) ma poi la volta successiva,  magari per qualcosa di completamente differente, che in teoria era meno “doloroso”  (una famiglia che ha lasciato la chiesa) mi sono trovato a dove indicare la stessa zona di dolore.

Dobbiamo stare attenti a due “trappole”  quando parliamo di dolore.

1° Trappola: la comparazione

Certo, essere lasciati dal fidanzato non è la stessa cosa di un divorzio... ma non per questo significa che non fa male. Non per questo significa  che non ho bisogno di  speranza e di aiuto, non per questo non ho bisogno  che Gesù intervenga.

Quello che inconsapevolmente facciamo anche come credenti, è di comparare il nostro male, o peggio,  quello di qualcuno che ci chiede aiuto con un male diverso.

Non voglio dire che perdere un figlio sia uguale a perdere un posto di lavoro... ma non mi aiuta,  e non aiuta chi ho difronte sapere che altri soffrono... perché non diminuisce il mio male.

Piuttosto che minimizzare il tuo male dicendo: “Eh, il tuo male è niente, senti qua il mio... senti qua quello di tizio...!” dovremmo simpatizzare con chi prova male... perché il male fa male.

2° Trappola: inseguire il “perché”

Noi viviamo con questa illusione che se sapessimo il perché allora il mare scomparirebbe o si attenuerebbe. Alzi la mano chi non ha mai alzato il pugno verso il Cielo gridando “Dio perché?”.

Sapere la causa del mio male non lo fa  scomparire, e nemmeno diminuire, anzi, tutt'altro: quando so che il mio tumore è provocato dall'arsenico  che ho bevuto per anni con l'acqua dell'acquedotto il male non scompare, ma c'è anche la rabbia  contro chi mi ha dato acqua inquinata.

Ci sono due cose che accomunano qualsiasi  male che stiamo provando;


… quando proviamo male...VOGLIAMO QUALCOSAABBIAMO BISOGNO DI QUALCOSA
Quando ho un mal di denti voglio qualcosa: che smetta... ma per far si che smetta  ho bisogno di  due cose principalmente:

SPERANZAAIUTO
Prima cosa, ho bisogno sperare, credendo  che potrà passare, attraverso la cura, il trapano, l'eugenolo... Ma soprattutto ho bisogno di aiuto, il dentista.

Dove troviamo la speranza quando la vita fa male, dove troviamo aiuto quando la vita fa male? Leggiamo assieme Giovanni 11

“Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.  Marta dunque disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; {ma} anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà». Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Marta gli disse: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà, e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?»” (Giovanni 11:21-26)

Gesù “arriva tardi”, secondo Marta e Maria, a salvare l'amico Lazzaro, loro fratello; non c'è solo il dolore della morte del fratello ma c'è anche la delusione  che Gesù non avesse fatto in tempo.

Di cosa hanno bisogno Marta e Maria? Di speranza! Gesù non gli dice  “su su.. che non è niente... tutti ci passiamo prima o poi”.

Gesù non minimizza il dolore di Marta e di Maria; lui che conosceva già il dolore che avrebbe patito sulla croce  non dice a Marta :”questo è niente rispetto alla mia morte”!

Lui che conosceva le persecuzioni  a cui sarebbero stati sottoposti  i suoi discepoli dopo la sua ascensione, non gli dice “beh, meglio che è morto adesso, cosi ha sofferto di meno”.

“chi crede in me, anche se muore, vivrà, e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?”

La prima cosa che Gesù da a Marta e Maria  è la speranza! La prospettiva eterna il “non è tutto qua, anzi è poco qua”.

Ma, abbiamo detto,  che abbiamo bisogno si di speranza, ma anche di aiuto. E qui Gesù decide un tipo di aiuto... che non sarà sempre quello per tutti:

“Detto questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!»  Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare»” (Giovanni 11:43-44)

Gesù spesso decide di operare  rimuovendo direttamente il male... ma, attenzione, non è una regola!
Gesù può...  noi ci aspettiamo questo quando soffriamo, lo chiediamo in preghiera altri lo chiedono per noi... ma non sempre opera come noi ci aspettiamo.

Perché?

La risposta è: non lo so! E sono in buona compagnia! Mosè la pensa come me!

“Solo il Signore, nostro Dio, può conoscere le cose nascoste; per noi e per i nostri figli vale per sempre quel che è stato rivelato.” (Deuteronomio 29:29 TILC)

Non voglio predicarvi un vangelo “a metà” solo quello che dice “credi e sarai guarito” “prega e fai pregare e il tuo matrimonio sarà salvo” “sii fedele e tuo figlio accetterà Cristo”. Questo è un vangelo parziale, che ci piace ascoltare, ma che è solo parte della verità.

Ma non voglio neppure predicarti solo l'altra metà quella che dice “il mondo è solo dolore” “di qua patisci perché di là gioisci” “se soffri adesso è perché Dio ti premierà dopo” “tuo figlio è morto perché era così buono che Dio lo ha voluto con se”.

In questo libro (la Bibbia)  ci sono migliaia di storie di uomini e donne: nessuno di questi ha vissuto una vita perfetta e felice.

Tutti hanno provato il male di vivere: alcuni lo hanno sconfitto qua altri no. E' la realtà della vita sulla terra dopo la caduta.

La Bibbia non è un romanzo, ma è la vera vita di veri uomini e donne, accomunate tutte da una sola grande verità: l'amore di Dio verso i suo figli e le sue figlie.

“Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio!  Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno;  quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà,  perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo Salvatore.” (Isaia 43:1b-3)

Forse ho preso una versione tradotta male di Bibbia... perché ho appena letto “Se dovrai attraversare le acque”, “Se dovrai camminare nel fuoco”... o forse mo sono sbagliato io a leggere!

Dio è il tuo Dio non SE attraverserai le acque... ma quando. Non SE attraverserai i fiumi... ma quando. Non SE camminerai nel fuoco... ma quando.

“Accadrà, stanne certo” dice Dio, ma “nonostante tutto TU SEI MIO, TU SEI MIA! " Ecco la speranza, ecco la prospettiva eterna  che oscura il male di oggi.

“Accadrà, stanne certo” dice Dio, ma “IO SARO' ASSIEME A TE DENTRO LE ACQUE E DENTROI IL FUOCO mi bagnerò insieme a te, affogherò insieme a te, brucerò insieme a te!” Eccolo l'aiuto, eccolo il non affrontare da solo nulla, perché saremo sempre assieme in ogni cosa.

“Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere? Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te.” (Isaia 49:15)

E' un paragone assurdo:  è matematicamente sicuro al 100% che una madre non può dimenticarsi  di un figlio che sta allattando.

“Bene” dice Dio “E' più probabile che ciò accada  del fatto che io mi possa dimenticare di te!”

Dove trovo speranza ed aiuto?

“Ciao Marco, io sento di aver affidato la mia vita a Gesù, ma non voglio parlarne troppo, è qualcosa che riguarda la mia vita intima. Spero che tu comprenda”.

Questa frase fa parte di una breve lettera,  e non è di un credente di questa chiesa,  né di qualcuno che mi ha scritto  dopo aver ascoltato un messaggio sul sito.

E' la lettera di una persona sofferente da tempo, a cui sono legato e a cui voglio molto bene. E' una lettera scritta alla fine dei suoi giorni terreni dopo mille sofferenze, dopo speranze e delusioni da una persona che tra poco mi lascerà... ma che sono certo rivedrò  a motivo di quelle poche parole.

La vita l'ha placcata, quando c'erano ancora molte mete da fare, ma ha trovato il motivo, il modo e la forza di rialzarsi. Sembra abbia perso, e invece è vittoriosa!

Dove ha trovato tutta la speranza?  Dove ha trovato tutto l'aiuto?

Gesù ha detto:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Tutto è dipeso da dove li ha cercati.

Se cerchi speranza ed aiuto, cercali nel posto giusto.

Preghiamo.
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Sei arrabbiato con Dio? - Cosa fai quando la vita fa male?
Cosa fai, quando la vita fa male? Quando tutto sembra congiurare contro di te? Ti arrabbi con Dio, sei deluso, ti allontani, alzi il pugno contro Lui? Mario Forieri, attraverso il capitolo 1 del libro di Rut, ci mostra che, anche quando non troviamo un fine alla nostra sofferenza, Dio si cura di noi ed ha un piano benevolo per le nostre vite.
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“...ma l'uomo nasce per soffrire, come la favilla per volare in alto.” (Giobbe 5:7)

“Aspettereste voi finché fossero grandi? Vi asterreste voi per questo dal maritarvi? No, figlie mie, perché la mia condizione è più amara della vostra, poiché la mano dell'Eterno si è stesa contro di me». 
(Rut 1:13)

“Così fecero il viaggio assieme fino a che giunsero a Betlemme. Quando giunsero a Betlemme, tutta la città fu in agitazione per loro. Le donne dicevano: «È questa Naomi?».  Ella rispose loro: «Non chiamatemi Naomi; chiamatemi Mara, poiché l'Onnipotente mi ha riempita di amarezza.  Io partii nell'abbondanza e l'Eterno mi ha riportato a casa spoglia di tutto. Perché chiamarmi Naomi, quando l'Eterno ha testimoniato contro di me e l'Onnipotente mi ha resa infelice?».” (Rut 1:19-21)

“Ecco, vado ad oriente, ma là non c'è; ad occidente, ma non lo scorgo; opera a settentrione, ma non lo vedo; si volge a mezzogiorno, ma non riesco a vederlo.” (Giobbe 23:8-9)

“Maledetto il giorno in cui nacqui! Il giorno in cui mia madre mi partorì non sia benedetto! Maledetto l'uomo che portò l'annuncio a mio padre, dicendo: «Ti è nato un figlio maschio», riempiendolo di gioia. Sia quell'uomo come le città che l'Eterno ha distrutto senza alcuna compassione. Oda il grido al mattino e clamori di guerra a mezzogiorno, perché non mi ha fatto morire fin dal grembo materno; così mia madre sarebbe stata la mia tomba e il suo grembo gravido per sempre. Perché sono uscito dal grembo materno, per vedere travaglio, dolore e per finire i miei giorni nella vergogna?” 
(Geremia 20:14-18)

“Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato." (Ebrei 4:15)

“Poiché io conosco i pensieri che ho per voi», dice l'Eterno, «pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza.” (Geremia 29:11)


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Credere attraverso la Bibbia: la testimonianza di Giacomo Poretti del trio “Aldo Giovanni e Giacomo"
Talvolta Dio ci trova attraverso la testimonianza e l'invito di altri. Altre volte è Lui stesso a cercarci e a trovarci attraverso la Sua Parola, la Bibbia. E' questa l'esperienza che ci racconta l'attore Giacomo Poretti,  meglio conosciuto come il “Giacomino” del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo.
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Questa settimana la testimonianza da cui vogliamo trarre spunti di riflessioni per la nostra vita di credenti è quella di un personaggio pubblico: si tratta, infatti, di Giacomo Poretti, meglio conosciuto come il “Giacomino” del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo.

Dalla sua testimonianza ho estratto, come al solito, alcune frasi che mi hanno colpito, e che vorrei commentassimo assieme.

“... la Bibbia non è il primo libro che ho letto...”

Nella cultura italiana la Bibbia non è un libro importante da tenere in casa. Addirittura il Concilio di Trento  (1545-1563 – convocato per reagire contro al riforma protestante diMartin Lutero) aveva affermato che la Bibbia doveva rimanere “per pochi”: Questo è quello che scrive a proposito Indro Montanelli:

“Da quando il Concilio di Trento aveva formalmente ribadito che il credente non aveva affatto il dovere, anzi non aveva il diritto di leggere e d'interpretare le sacre scritture. Di esse era perfino proibita la traduzione in lingua italiana appunto per riservare al prete il compito di decifrarle. Il verbo doveva restare un'esclusiva di casta..."  (I. Montanelli “L'Italia giacobina e carbonara :1789-1831” Rizzoli, 1998, p. 21).

La prima Bibbia in Italiano era del 1471 ma era usata solo dai monaci: l'unica Bibbia “per tutti”  era quella protestante di Giovanni Diodati,  del 1607.

Nel 1771 Il Cardinal Martini feee una traduzione in italiano e nel 1820 Pio VII condannò con decreto tutte le traduzioni italiane della Bibbia, compresa la traduzione di mons. Antonio Martini.

Papa Pio IX  nel 1846) condannò chi pubblicava Bibbie in Italiano  (le società bibliche protestanti)
dicendo che erano pericolosi “almeno quanto le società carbonare, liberali e massoniche” Solo nel 1043 Pio XXII incoraggiò le versioni in italiano.

La prima chiesa dove ho servito come pastore di giovani (la comunità Battista di Ronciglione) era stata fondata da una donna ai primo del 900 che aveva affittato l'appartamento sopra al suo ad una coppia che, la domenica mattina, invece di andare in chiesa cattolica, li sentiva cantare al piano di sopra.

Incuriosita, una domenica li invitò in chiesa. Loro risposero che non avevano bisogno di andare in chiesa per parlare con Gesù, perché Gesù era già nella loro casa... e l'invitarono una domenica.

Lei pensò :” Forse avranno nascosto un prete in casa.” e, più per pura curiosità  di scoprire se davvero nascondevano un prete in casa che per interesse accettò l'invito. Quella domenica la donna conobbe davvero Gesù... E la prima cosa che fece fu quella di  spendere  tutti i suoi risparmi per comperare una Bibbia ENORME! così che i caratteri fossero abbastanza grandi per la sua vista.

Quando il Vescovo di Ronciglione seppe che la donna  aveva una Bibbia in casa organizzò una processione sotto la sua casa per chiederle di dargli la Bibbia: “Tu non la puoi capire!” le disse. La donna rispose rispose: “Se non capisco qualcosa, prego lo Spirito Santo e lui me lo spiega.”

La Chiesa di Ronciglione è ancora là,  e al centro del locale, davanti al pulpito, potete ancora vedere la Bibbia di quella donna.

Nella cultura anglosassone, invece, la Bibbia è parte della storia: fu il  Re di Inghilterra Giacomo 1 a chiedere la traduzione nel 1611.  Fa così parte della cultura britannica... che ormai è un “mobile” in casa...

Domanda per me: Ringrazio il Signore di poter leggere la Sua parola?

“....e non è stato il primo libro che mi hanno regalato i miei genitori...”

Hai mai regalato la Bibbia a tuo figlio/ sposo/ genitore? Mia moglie Janet l'ha fatto... ha regalato una Bibbia a sua suocera... che ora è qui... in chiesa con noi, credente e battezzata!

Hai mai regalato la Bibbia a qualcuno? Dio Dice in Deuteronomio:

“Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore;  li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.  Te li legherai alla mano come un segno, te li metterai sulla fronte in mezzo agli occhi  e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte della tua città.” (Deuteronomio 6:6-10)

Domanda per me: A chi ho regalato una Bibbia ultimamente?

“... la Bibbia è arrivata verso i 40 anni... lo conoscevo e lo evitavo accuratamente... sia per la dimensione sia per il contenuto...”

La Bibbia spesso crea “imbarazzo”: perché è un libro “troppo grande” perché ci hanno detto “che bisogna saperla leggere”… ma soprattutto perché ci mette davanti chi realmente noi siamo... peccatori.

«Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi per giudicare tutti; per convincere tutti gli empi in mezzo a loro di tutte le loro opere di empietà che hanno empiamente commesse e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno pronunciati contro di lui». (Giuda14-15)

Domanda per me: Come è stato il mio incontro con la Bibbia?

“... a un certo punto l'ho presa in mano... e casualmente... anche se per Dio nulla è un caso...” 

Dio è alla ricerca di chi lo cerca: Gesù stesso dice:

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa..”  (Matteo 7:7-8)

“... la apro a caso... mi da nutrimento... sono indicazioni per la propria vita”

Leggere la Bibbia “a caso” è un metodo... come pure leggere capitoli interi, come pure leggere argomenti come pure aspettare che dio ti ispiri un versetto

L'importante è LEGGERE LA BIBBIA cercando risposte per la mia vita!

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, 17 perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2Timoteo 3:16-17)

Domanda per me: Apro la Bibbia per cercare indicazioni circa la mia vita?

“...cerco attraverso la comicità... di replicare quel tipo di bellezza che c'è nella Bibbia..."

La Bibbia à bellezza, è perfezione, è significato... Giacomo ha trovato la bellezza del mondo attraverso la Parola di Dio. E Dio è la fonte del buon umore, del riso.

Se ci credi... come puoi non testimoniare di questa bellezza?

“Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta”. 
(Matteo 5:14.)

Affermazione per me: La Parola di Dio può trasformare  le vite  sei io la condivido

Preghiamo.


La Testimonianza di Giacomo Poretti



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Io ho un padre: la testimonianza di Giovannella
Ognuno di noi è alla ricerca di qualcosa, o qualcuno che ci dia significato, sicurezza, amore. E quando scopriamo che Dio è tutto questo per noi, anche chi è stato umiliato e scacciato può affermate: "Io ho un padre!"
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“E mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.” (Atti 1:8b)
“Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore;  io mi lascerò trovare da voi.” (Geremia 29:13-14a)

“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.” (Giovanni 15:12)

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo." (Galati 5:22)



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Alla ricerca di un motivo per vivere: la testimonianza di Diana
Dove trovi la forza per vivere quando ciò che il mondo ti da non basta per sopravvivere? Diana testimonia che la sua solitudine è stata colmata da Dio, e grazie a qualcuno che, un giorno, la ha invitata ad un concerto.

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“Tutti quelli che il Padre mi dà verranno da me, ed io non li respingerò mai. (Giovanni 6:37 PV)

“Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matteo 28:20b)

“L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; {l’amore} non si vanta, non si gonfia, non si
comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il
male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità.” (1 Corinzi 13:4-6)

“Infatti io non mi vergogno del Vangelo, che è il mezzo potente di Dio per la salvezza di chiunque
abbia fede.” (Romani 1:16 PV)

“Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo
salvati, è la potenza di Dio.” (1 Corinzi 1:18)



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Come chiedo aiuto al Signore? - Testimonianze circa il Salmo 18 3° parte
In che modo chiedi aiuto al Signore? Da dove cominci? Davide ci mostra che la prima cosa che dobbiamo fare, è confessare il propri amore a Dio, per ottenere liberazione. Ciò che chiede in cambio il Signore è di non essere "timidi" e testimoniare pubblicamente la Sua grandezza e il Suo aiuto.
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"1 «Io ti amo, o Signore, mia forza! 2 Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio. 3 Io invocai il Signore, che è degno d’ogni lode, e fui salvato dai miei nemici. 4 I legami della morte mi avevano circondato, i torrenti della distruzione mi avevano spaventato. 5 I legami del soggiorno dei morti mi avevano attorniato, i lacci della morte mi avevano sorpreso. 6 Nella mia angoscia invocai il Signore, gridai al mio Dio. Egli udì la mia voce dal suo tempio, il mio grido giunse a lui, ai suoi orecchi. 7 Allora la terra fu scossa e tremò, le fondamenta dei monti furono smosse e scrollate; #perché egli era colmo di sdegno. 8 Un fumo saliva dalle sue narici; un fuoco consumante gli usciva dalla bocca e ne venivano fuori carboni accesi. 9 Egli abbassò i cieli e discese, una fitta nube aveva sotto i piedi." (Salmo 18:1-9)

"46 Il Signore vive: sia benedetta la mia Rocca! Sia esaltato il Dio della mia salvezza! 47 Il Dio che fa la mia vendetta e mi sottomette i popoli, 48 che mi libera dai miei nemici. Sì, tu m’innalzi sopra i miei avversari, mi salvi dall’uomo violento. 49 Perciò, o Signore, ti loderò tra le nazioni e salmeggerò al tuo nome. 50 Grandi liberazioni egli accorda al suo re, #usa benevolenza verso il suo unto, verso Davide e la sua discendenza in eterno»." (Salmo 18:46-50)





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Sei "istruibile"?
La tendenza dell'uomo è quella di sentirsi "istruito" da se. Ma Dio la pensa in modo diverso. Sono disposto come credente, a ricevere "istruzioni" da Dio e dagli altri? Mario Forieri ci mostra che esistono degli indicatori che, come un termometro, segnano il livello della nostra capacità di ricevere insegnamenti.
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"L'orecchio che ascolta la riprensione di vita, dimorerà fra i saggi.  Chi rifiuta la correzione disprezza la sua stessa anima, ma chi dà ascolto alla riprensione acquista senno.  Il timore dell'Eterno è un ammaestramento di sapienza, e prima della gloria c'è l'umiltà." (proverbi 15:31-33)

"Miseria e vergogna verranno su chi rifiuta la correzione, ma chi dà ascolto alla riprensione sarà onorato." (Proverbi 13:18)

"Verrà il tempo, infatti, in cui non sopporteranno la sana dottrina ma, per prurito di udire, si accumuleranno maestri secondo le loro proprie voglie." (2 Timoteo 4:3)

"Il saggio di cuore accetta i comandamenti, ma il chiacchierone stolto cadrà." (Proverbi 10:8)


"L'uomo rispose: «La donna che tu mi hai messo accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato»." (Genesi 3:12)


"Ho scritto alla chiesa, ma Diotrefe, che ama avere il primato fra di loro, non ci riceve.  Per questo se verrò ricorderò le opere che egli fa, cianciando contro di noi con malvagie parole, e non contento di questo, non solo non riceve egli stesso i fratelli, ma impedisce pure di farlo a coloro che li vorrebbero ricevere e li caccia fuori dalla chiesa. (3 Giovann1 9-10)


"Con le mie labbra ho enumerato tutti i decreti della tua bocca. Gioisco seguendo i tuoi precetti, come se possedessi tutte le ricchezze." (Salmo 119:13-14)



"Poi, quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte." (Giacomo 1:15)


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Il Signore è il mio scudo - Testimonianze circa il Salmo 18 2° Parte
Quando è stata l'ultima vota che  il Signore è stato il tuo scudo, la fune a cui aggrapparti, la siepe dietro cui nasconderti? Continuiamo in chiesa a testimoniare attraverso le parole usate da Davide nel Salmo 18 i racconti di ciò che il Signore ha fatto nelle vite di ciascuno di noi.
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"Al direttore del coro. Di Davide, servo del Signore, il quale rivolse al Signore le parole di questo cantico, quando il Signore lo liberò dalla mano di Saul. Egli disse: «Io ti amo, o Signore, mia forza! Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio. Io invocai il Signore, che è degno d’ogni lode, e fui salvato dai miei nemici. "(Salmo 18:1-3)

Il Signore è... il mio liberatore...

Liberatore: palat (paw-lat')

scivolare fuori, cioè scappare; in senso più generale consegnare: partorire, portare  al sicuro, provocare la fuga.

...il mio Dio...

Dio: “ 'el “ (ale)

abbreviazione da  “ aiyl ”;[derivato da “ ’u?l ” =attorcigliato (per dare forza)]; forza; quindi, qualcosa di forte; in particolare un capo (politicamente); pilastro (come supporto forte), architrave, quercia, palo, ariete, albero.

… il mio scudo...

Scudo: magen (maw-gane ')

[derivato da “gânan” recintare con una siepe], scudo ; figurativamente, un protettore; anche la pelle squamosa del coccodrillo:  .


...il mio potente salvatore...

La frase è una buona interpretazione del traduttore che ha voluto rendere il senso che aveva inteso Davide, ma ella versione  originale in ebraico sta scritto “il corno della mia salute” (Diodati)

...il corno della mia salute...

Corno: qeren (keh'-ren):

un corno il dente di un elefante (cioè l'avorio), un angolo dell'altare del tempio, un picco (di una
montagna), un raggio (di luce); in senso figurato, potere.

“Il sacerdote quindi metterà di quel sangue sui corni dell’altare dell’incenso aromatico, altare che è davanti al Signore nella tenda di convegno; e spargerà tutto il sangue del toro ai piedi dell’altare degli olocausti, che è all’ingresso della tenda di convegno...Metterà di quel sangue sui corni dell’altare che è davanti al Signore, nella tenda di convegno; spargerà tutto il sangue ai piedi dell’altare dell’olocausto, che è all’ingresso della tenda di convegno” (Levitico 4:7,18)

“Adonia, che aveva paura di Salomone, si alzò e andò ad aggrapparsi ai corni dell’altare.  Vennero a dire a Salomone: «Adonia ha paura del re Salomone e si è aggrappato ai corni dell’altare, dicendo: “Il re Salomone mi giuri oggi che non farà morire di spada il suo servo”».  Salomone rispose: «Se dimostra di essere una persona perbene, non cadrà in terra neppure uno dei suoi capelli, ma se sarà trovato colpevole, morirà».  Allora il re Salomone mandò gente a farlo scendere dall’altare. Ed egli venne a prostrarsi davanti al re Salomone, e Salomone gli disse: «Vattene a casa tua». (1 Re 1:50-53)

Salute: yesha`(yeh'-shah) o yeshai {yay'-shah}

libertà, liberazione, prosperità: sicurezza, salvezza, salvezza...

Yeshua (Gesù) è un derivato del nome ebraico Yehoshua (o Joshua-Giosuè), che deriva anche da yasha. Le corna dell'altare sono un'immagine di Gesù, che è il corno o forza della nostra salvezza e che ha versato il suo sangue per i nostri peccati sull'altare della croce.

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Il Signore è la mia rocca - Testimonianze circa il Salmo 18 1° Parte
Quando è stata l'ultima volta che il Signore è divenuta tua rocca, la tua fortezza, il tuo rifugio?
Attraverso il Salmo 18 i membri della nostra chiesa testimoniano come il Signore sia stato fortezza e rifugio negli eventi della loro vita.
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"Al direttore del coro. Di Davide, servo del Signore, il quale rivolse al Signore le parole di questo cantico, quando il Signore lo liberò dalla mano di Saul. Egli disse: «Io ti amo, o Signore, mia forza!  Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio. Io invocai il Signore, che è degno d’ogni lode, e fui salvato dai miei nemici. (Salmo 18:1-3)

Il Signore è la mia rocca...

Rocca: cela` (seh'-lah)

da una radice inutilizzata che significa essere alto; una roccia scoscesa, letteralmente o figurativamente una fortezza: roccia, pietra, forte presa.

… la mia fortezza...

Fortezza: matsuwd (maw-tsood '):

una rete, o (astrattamente) cattura; anche una solidità; castello, difesa, un forte , (qualcosa in attesa, caccia, rete, luogo fortificato.

...la mia rupe...

Rupe: tsuwr (tsoor o tsur {tsoor});

porre un limite, ovvero mettere un confine (in senso positivo o negativo): legare a qualcosa, fortificare, assediare, mettere in borsa. ; , una scogliera (o roccia appuntita); una roccia o masso; figurativamente, un rifugio; anche un bordo (come precipizio): forza, forte.

...il mio alto rifugio...

Rifugio:   Misgab (mis-gawb ')

una scogliera (o altro luogo elevato o inaccessibile); astrattamente, altitudine; figurativamente, un rifugio: difesa, forte (torre), rifugio.


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Pregare per le autorità che Dio stabilisce
La Bibbia ci dice che le autorità che governano le nazioni sono tutte stabilite da Dio, sia quelle buone che quelle meno buone, secondo un piano che noi non conosciamo, ma Lui si! Cosa posso fare come credente? Mario Forieri ci illustra che semplicemente, Dio mi chiede di pregare per loro affinché le mie preghiere agiscano e possiamo vivere una "vita tranquilla".
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“Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro.”(Matteo 10:29 ND)

“Dico all'abisso: "Prosciugati"; io prosciugherò i tuoi fiumi. Dico di Ciro: "Egli è il mio pastore!" e compirà tutti i miei desideri, dicendo a Gerusalemme: "Sarai ricostruita!", e al tempio: "Sarai stabilito!"».”  (Isaia 44:27-28 ND)

“Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori, poiché non c'è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono sono istituite da Dio.” (Romani 13:1 ND)

"Ti esorto dunque prima di ogni cosa che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini,  per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro.  Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore,  il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità." (1 Timoteo 2:1-4 ND) 


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Liberare la potenza della Parola di Dio nella tua vita – 2° parte
La Parola di Dio è il terreno solido su cui costruire la tua vita. Non aspettare che arrivi la tempesta per farlo; comincia a costruire quando c'è il sole e la tempesta è lontana.
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E' da un po' di settimane  che stiamo parlando  di come dare un senso alla nostra vita di credenti.

Rallentare,  vedere il mondo con gli occhi di Dio, pregare, ricevere la potenza dello Spirito Santo e infine liberare la potenza della Parola di Dio, la Bibbia.

Perché tutto questo? Per adempiere al Grande Mandato.

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi. E mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra”. (Atti 1:8)

Due settimane fa abbiamo parlato dei primi due aspetti di come ottenere potenza attraverso la Bibbia.

E soprattutto abbiamo detto che sei tu a determinare quanto potenza ottenere, quanto sarà efficace  nella tua vita di credente.

La prima cosa da fare era (vi ricordate?)

1) SCEGLI DI LEGGERE LA BIBBIA

Una medicina non è efficace se rimane nel mobiletto del bagno, ma se la prendi.

Bisogna prendere, assaporare, far sciogliere lentamente in bocca la Parola che sia per un'ora, per dieci minuti o per uno...

La Parola è come una Ferrari... non la puoi lasciare in garage. Se la possiedi, la devi usare.

La seconda cosa che devo fare è

2) SCEGLI DI CREDERE NELLA BIBBIA 

Io credo in ciò che Dio mi dice perché so che mi ama e che è stato sempre veritiero con me. Lui ha una relazione d'amore con me e  visto che lui non mi ha mai mentito, io credo in ciò che ha detto e mi dice... anche quando mi vengono dei dubbi, perché la fede serve proprio quando ho dei dubbi.

Fin qui, sono cose che abbiamo già visto due settimane fa.

La terza cosa che devi fare è

3) SCEGLI DI  PROCLAMARE LA BIBBIA  A VOCE ALTA

La fede arriva ascoltando: non a caso Paolo afferma:

“La fede dunque viene dall'udire, e l'udire viene dalla parola di Dio.” (Romani 10:17 ND)

Piuttosto che leggerla dentro di te, leggila A TE! Dichiara la Parola a te stesso, dichiararla a Dio, dichiarala agli altri,  dichiaralo al diavolo!  Dichiaralo a qualunque cosa ti ostacoli.

Gesù  ha detto:

“Se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: "Passa da qui a là", e passerà; e niente vi sarà impossibile.” (Matteo 17:20b)

Devi spostare una montagna? Combina la tua fede con la Parola di Dio,  e proclama la sua Parola ad alta voce  in  quella tua situazione.

Se la leggi, se ci credi,  la dichiari. La Bibbia dice in Ebrei:

"Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse." (Ebrei 10:23)

E in Proverbi:

“Morte e vita sono in potere della lingua” (Proverbi 18:21a)

Confessare ad alta voce la Parola è importante: quello che dice la tua lingua è importante. Le tue parole hanno il potere di vita e di morte.  Possono costruire o abbattere ,  guarire o schiacciare ,  dare la vita o distruggerla , portare speranza o  disperazione.

Quali parole vuoi dire nella tua vita di credente? A te è la scelta: parole di paura o speranza? Di dubbio o di fede? Di odio o di amore?

Quando leggi la Bibbia a voce alta non solo le tue parole:  sono le Sue parole: sono le parole di Dio. E' LA Parola.

Cerca nella Bibbia cosa dice Dio della tua situazione. Cosa dice Dio di te.

Ti senti una nullità, ti senti schiacciato/ a? Dalle situazioni? La Bibbia dice che

“Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.” (Filippesi 4:13)

Ma non limitarti a leggere: DILLA ALLE TUE  PREOCCUPAZIONI!

Sei in una crisi finanziaria da te non provocata e hai timore di come potrai vivere? La Bibbia dice che

“Il mio Dio provvederà a ogni (mio)  bisogno, secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:19)

Ma non limitarti a sottolinearla sulla tua Bibbia: URLALA ALLE TUE PAURE!

Ti senti circondato/ a da persone che vogliono il tuo male e senti di essere solo/ a? La Bibbia dice che

“(Dio) solo è la mia rocca e la mia salvezza, il mio alto rifugio; io non potrò vacillare.” (Salmo 62:2)

Ma non scriverlo solo in un post  da mettere sul frigo PROCLAMALO A VOCE ALTA così che tu lo senta e gli spiriti lo sentano anche loro.

Si dice spesso che, quando il maligno cerca di spaventarti e dirti che fine farai tu, tu ricordagli la fine che ha già fatto lui.

Tutto ciò che è scritto nella Bibbia, tutto ciò che dio Dice di me e del mondo MODIFICA la realtà per chi crede (lo abbiamo visto la volta scorsa, la Parola è all'opera in chi crede).

Di' ciò che Dio dice: dillo ad alta voce, questo cambierà il modo in cui vedi le cose e ti fornirà una nuova prospettiva di fede.

4) SCEGLI DI AGIRE IN BASE ALLA BIBBIA 

In quarto luogo ,  devi scegliere di AGIRE SU DI ESSA Cosa significa questo? Tu puoi dire di credere nella Bibbia... ma puoi dire che  CI CREDI per la TUA vita?

Puoi dire agli altri in difficoltà economica “Dio provvederà”... ma quando l' altro sei tu... ci credi?
Lo fai? La applichi a te stesso/ a?

Il fratello di Gesù, Giacomo, dice questo:

“Non ingannate voi stessi: non accontentatevi di ascoltare la parola di Dio; mettetela anche in pratica! (Giacomo 1:22) 

Mettila in pratica. Gesù ha detto così:

"Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia.  E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande. (Matteo 7: 24-27)

Non dire mai al predicatore la domenica  “Le tue parole mi hanno toccato” se poi non sei disposto/ a ad applicarle a te stesso/ a il lunedì mattina...La Parola non ti deve solo “toccare”, ma ti deve “riempire”. Se non lo fa non è colpa della Parola... e poi magari te la prendi con Dio perché le cose non vanno nella tua vita.

È come un bambino che si siede in classe  ma si rifiuta di fare i compiti.  E poi quando arriva il giorno degli esami viene bocciato...  e incolpa l'insegnante.

Gesù dice, se vuoi che la tua vita  abbia un significato, stabilità e potenza ,  se vuoi superare le prove della vita,   devi inserire la Parola nella tua vita.
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Al termine di questi quattro messaggi su come dare un senso alla nostra vita in Cristo vorrei concludere suggerendoti cinque lezioni veloci sulla base della parabola di Gesù.

1) Ognuno di noi sta costruendo una vita.

Sia gli avveduti che gli stolti.  Siamo tutti costruttori. Costruire è inevitabile. La domanda è:  su cosa stai costruendo la tua vita?

2) Prima o poi arriverà una tempesta.

Anche la tempesta è inevitabile,  non importa che sia avveduto o stolto: la tempesta arriva prima o poi.

Come capisci la differenza  tra la casa di un uomo  avveduto  e quella di uno stolto?

Non dal fatto che stanno vivendo una tempesta: non è colpa loro la tempesta. Gesù dice che entrambi attraversano le stesse tempeste,  entrambi provano le stesse inondazioni, entrambi sono colpiti dagli stessi venti.

Non è nemmeno dal fatto  che vadano in chiesa o meno, perché entrambi sentono la stessa Parola... Ma una casa sta in piedi  mentre l'altra cade....

Qual' è il differenza? La differenza è nelle fondamenta.

 La casa dell'avveduto è costruita su roccia,  la casa dello stolto è costruita sulla sabbia.

L'uomo avveduto   ha ascoltato la Parola di Dio  e l'ha messa in pratica. lo stolto ha ascoltato la Parola di Dio, ma non ha fatto nulla al riguardo .  La differenza non sta nell'udire.  La differenza sta nel fare.

Quante volte abbiamo detto “amare non è un sentimento, ma un'azione”? Questo vale anche per la fede in Dio.

Se amo Dio solo con il sentimento, non ne traggo nessun vantaggio e non brillerò come una luce per Cristo.

Ma se amo Dio col sentimento, ma poi agisco sulla base  di quello che mi chiede la Parola allora ne trarrò vantaggio, e brillerò della luce di Cristo.

La differenza sta nel non solo  nel rallentare, non solo nel vedere con gli occhi di Dio, non solo nel pregare, non solo nel ricevere lo Spirito Santo, non solo nel leggere,  non solo nel credere,  non solo nel proclamare ad alta voce,  ma nell'agire sulla base di ciò che ho visto, che ho sentito,  che ho ricevuto,  che ho letto, che ho proclamato.

La differenza sta nel mettere in pratica tutto questo  e costruire la mia vita  sulle fondamenta che poggiano sulla roccia che è Dio, Gesù, Lo Spirito Santo e che mi parla attraverso la Bibbia.

Come fare?

Non è semplice,  perché significa modificare la mia vita  dicendo meno “io” ma dicendo più “Dio”. Significa impegnarsi a dire: “ Gestirò i miei rapporti secondo quello che dice  la Parola di Dio.  Gestirò la mia attività secondo i principi della Parola di Dio.  Gestirò i miei soldi secondo quello che dice la Parola di Dio. Prenderò delle scelte morali attraverso la Parola di Dio.  Vivrò il mio matrimonio secondo la Parola di Dio. Tratterò i miei nemici - e i miei concorrenti - secondo la Parola di Dio.”

3) L'uomo avveduto crede nelle tempeste. Lo stolto no. 

Ecco perché l'uomo saggio  costruisce con attenzione  e il pazzo costruisce con noncuranza.

4) La casa che cade, cade quando è più necessaria 

Quando crolla la casa dello stolto? Durante la tempesta,  quando hai più bisogno di un rifugio, quando sei più vulnerabile,

Ma la casa che non crolla,  da riparo quando è più necessaria,  durante la tempesta.

5) Non aspettare che la tempesta inizi per costruire sulla base giusta. 

Inizia adesso,  prima la tempesta arrivi. Non cercare di costruire quando sei già nel mezzo della tempesta. Inizia a costruire mentre la giornata è radiosa di sole e tutto è calmo.

Sono sposato con Janet da 26 anni, e siamo innamorati l'uno dell'altra da quasi trentasette;  se dico di amarla non posso costruire la mia vita senza prima pensare a quello che le fa più piacere, a quello che la fa sorridere, a quello che mi dice di fare o di non fare, a quello che rende il nostro rapporto speciale, a quello che la fa sentire amata.

E tutto questo  è il sentimento che nutro  per un essere imperfetto come me... magari meno imperfetto di me...  ma anni luce dalla perfezione di Dio.

Se dico di amare Dio, devo vivere come Dio vuole io viva, guardando il mondo con i suoi occhi, parlandogli in preghiera, accogliendolo ogni giorno attraverso lo Spirito Santo, e lasciando che la Parola lavori su di me.

I modi in cui  agisce la Parola  su di me

Per me la Bibbia è:
una spada che uccide i miei nemiciQuante volte ho sconfitto chi mi vuole male (soprattutto satana) attraverso la Bibbia?
un bisturi che mi apreIl bisturi fa male, è qualcosa che ti apre. Ma ti apre per togliere un male prima che diventi così grande da uccidere il corpo intero. La Parola talvolta mi ha fatto male, ma ha estirpato un tumore da me prima che si diffondesse a tutta la mia vita.
un unguento che guarisce le mie feriteQuante volte ho passato la Parola di Dio sulle mie ferite affinché le guarisse.
un seme che produce fruttiQuante volte ho seminato negli altri la Parola, per poi vederla crescere, e diventare in altri la salvezza.
un fiore che si dispiega e rilascia la sua fragranzaQuando leggo la Bibbia (soprattutto ad alta voce), la mia stanza si riempie di un odore soave, che è l'odore della Parola di Dio.
una fontana che rinfresca l' anima inariditaQuante volte sono divenuto arido, e mi sono recato alla fonte della Parla perché bagnasse il mio terreno e lo ammorbidisse di nuovo.
una luce che penetra l'oscuritàQuante volte non ho visto coi miei occhi il mo futuro, e quante volte la Parola ha squarciato per ne scenari futuri che non mi sarei mai aspettato?
uno specchio che rivela la verità su di meQuesto può non piacermi: mi specchio nella Parola, e non mi riconosco; mi scopro differente da come dovrei essere per Dio. E mi dico che sono un bugiardo. Ma il Signore mi esorta a trasformarmi nell'immagine di Cristo attraverso la Bibbia.
una bussola che mi indica la via verso casaQuante volte ho detto :"no, Signore, da quella parte io non vado... non ha senso", per poi scoprire attraverso la Parola che era proprio lì che il Signore voleva andassi.
una finestra nel cuore di DioSe voglio sapere cosa pensa di me Dio, allora apro la Bibbia, e una finestra sul suo cuore si dischiude davanti ai miei occhi.
è l' acqua , il latte, il pane, la carne e il miele della vita spirituale.Il miele è un supernutrimento: è buono, è dolce, serve per lenire le ferite, contiene vitamine essenziale, è un antibiotico naturale...

Tutto questo è la Parola di Dio nella mia vita Se ti ci ritrovi anche tu, se quello che è la Bibbia per me vale anche per te, allora:
scegli di leggerla, scegli di crederci, scegli di proclamarlae scegli di agire in base ad essa.
Preghiamo.

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Liberare la potenza della Parola di Dio nella tua vita – Parte 1
La Bibbia è lo strumento tramite cui Dio cambia la tua vita. Leggila, assaporala, gustala, se vuoi che la potenza di Dio arrivi nella tua vita.
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Nelle scorse due settimane abbiamo parlato di come dare un senso  alla nostra vita di credenti.

Abbiamo detto che dobbiamo rallentare per vedere il mondo con gli occhi di Dio, e che questo deve portarci a voler cambiare il modo.

Perché dovremmo cambiare il mondo? Perché è Gesù che ce lo ha chiesto nel Grande Mandato.

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi. E mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra”. (Atti 1:8)

Gesù dice che per cambiare il mondo, per testimoniare di lui, abbiamo bisogno di “potenza”.

E da dove arriva questa potenza?

Per primo dalla preghiera (l'abbiamo visto due settimane fa). Se tu vuoi potenza nella tua vita allora devi pregare.

Vi ricordate il nostro motto? “Tanta preghiera tanta potenza. Poca preghiera poca potenza. Niente preghiera niente potenza.”

Per secondo dallo Spirito Santo; Gesù dice nel versetto di Atti che “ riceveremo potenza” attraverso lo Spirito.

Abbiamo visto la settimana scorsa che dobbiamo chiedere lo Spirito Santo e cambiare la nostra vita obbedendo  quando ci chiede di fare  o di non fare qualcosa per poter adempiere al Grande Mandato.

La terza fonte di potenza è la Parola di Dio. La Bibbia. Mentre non puoi stabilire quanto Spirito Santo ricevere, (è una persona, è Cristo in te... o c'è o non c'è non puoi decidere di ricevere una gamba, due braccia un occhio) per la Parola, così come per la preghiera, sei tu a decidere quanto potenza vuoi avere.

In 1 Tessalonicesi 2:13, Paolo scrive questo:

"Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete.  ". (1 Tessalonicesi 2:13 )

Paolo dice una cosa molto chiara: se tu credi in Dio, allora la Parola di Dio è al lavoro in te. Non è possibile altrimenti. Se tu credi in Gesù,  la Parola modificherà il tuo essere, e la Parola ti darà la potenza di cui hai bisogno per vivere e per cambiare il mondo per Cristo.

Paolo parla di credenti, di credere... per qui sta parlando di “avere fede”. Uno dei versetti centrali sulla fede è quando Gesù disse in Matteo 9:29, "

“Vi sia fatto secondo la vostra fede. "  (Matteo 9:29)

Vi ricordate a chi lo stava dicendo?   A due ciechi che lo stavano pregando di riavere la vista dopo avergli chiesto  “Ci credete che io lo sappia fare?”. “Allora avvenga come voi credete”

Se avessero risposto “No, non ci crediamo... non del tutto... forse... ma proviamo, non si sa mai.” sarebbero rimasti ciechi. Risposero di credere...  e la Parola (Gesù) cambiò la loro vita.

Se tu accetti la Parola,  dice Paolo allora la Parola modifica la tua vita.

Se tu hai fede nella Parola, dice Gesù la tua vita sarà modificata sulla base della tua fede. Quindi devi scegliere quanto vuoi che Dio benedica la tua vita. Dio diriga i tuoi passi. La forza che ti darà Dio usi la tua vita per la sua gloria.

Secondo la tua fede, ti sarà fatto.  La Parola di Dio è all'opera in te che credi. Ma è altrettanto vero  che la Parola di Dio  non è al lavoro in coloro che non credono.

Lo scrittore di Ebrei, nel capitolo 4, versetto 2, lo dice in questo modo:

"A loro però la parola della predicazione non giovò a nulla, non essendo stata assimilata per fede da quelli che l’avevano ascoltata.". (Ebrei 4:2 NR)

In un'altra versione sta scritto:

“A loro, però, non giovò, perché dopo averla udita, non vi prestarono fede.” (PV)

Capisci?  La Parola che modifica la tua vita ha bisogno della fede per essere “assimilata” per entrare in te, per arrivare in ogni angolo di te  e in ogni angolo della tua vita. Tutto dipende da te!

La mia fede  libera la POTENZA DELLA PAROLA DI DIO nella mia vita.

Se vuoi che la Parola di Dio sia al lavoro in te, che ti cambi, che ti modifichi, devi combinarla con la tua fede per assimilarla.

Come lo fai?  Come combini la Parola di Dio con la fede?  Devi fare quattro scelte semplici e ovvie (oggi vediamo le prime due).

Attenzione! Ho detto che sono semplici,  ma non che sono facili! Ci sono impegni che devi prendere, cambiamenti che devi fare per poter ottenere la potenza  che cambia la tua vita.

1) SCEGLI DI LEGGERE LA BIBBIA

Per prima cosa, scegli di LEGGERE.  Sembra “lapalissiano”, ovvio, scontato... Ma credetemi, per moltissimi credenti non lo è!  In Italia 8 famiglie su 10 hanno una Bibbia sullo scaffale di casa,  ma solo 3 su 10 dicono di averla letta..  e uno su dieci la legge tutti i giorni...

Immagina di andare dal dottore perché stai male. E immagina che il dottore ti prescriva una medicina. Tu la comperi, la porti a casa... le metti nel mobiletto del bagno con le altre medicine....
e non la prendi.

Dopo una settimana torni dal medico,  e gli dici : “Dottore, sto ancora male” “Ha comprato la medicina?” “Certamente... ma non ha fatto effetto”. “Ma scusi, quante capsule ne prende al giorno?” “Nessuna!”

Molti credenti si comportano esattamente così: hanno tutto:  la fede, la preghiera, vanno regolarmente in chiesa... ma la Bibbia rimane costantemente sullo scaffale.

Il Salmo 119 dice:

"Ho conservato la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te. … Mi diletterò nei tuoi statuti  e  non dimenticherò la tua parola.  ". (Salmo 119: 11, 16)

E vi ricordo che per gli ebrei, il cuore era il luogo dove risiedeva il ragionamento, la logica (le emozioni erano nella pancia... nella testa c'era purea di patate). Il salmista sta dicendo:  "Ho preso una decisione razionale. La tua Parola ha valore per me,  quindi ho intenzione di prenderla e  nasconderla nel mio cuore. " “Prenderò la medicina.  La prenderà regolarmente. Non dimenticherò mai di portarla con me."

Leggi la Bibbia ogni giorno,  anche se è solo un versetto.

Nella prima predicazione avevamo detto  che dobbiamo “rallentare” le nostre vite. Leggere la Bibbia è la maniera migliore per “rallentare” la vita. E' dare priorità alla cosa più importante che hai: il tuo rapporto con Dio.

Così come non devi avere un pranzo da cinque portate ogni volta che ti siedi a tavola, allo stesso modo non tutte le volte  leggerai per un'ora di seguito la Bibbia.

Ma la cosa più importante è rallentare.  Un pezzo di cioccolata non lo metti in bocca e lo butti giù come una pillola: lo “assapori” lo lasci sciogliere piano piano in bocca, senti il profumo del cacao che sale nel naso. Così avrai quel sapore per mezz'ora invece che per tre secondi.

Non inghiottire la Parola come una pillola. Assaporala .  Medita ogni parola  Non c'è bisogno di sbrigarsi.

Se  hai un ora , ottimo, usala lentamente.  Se hai dieci minuti, ottimo, prenditi il ??tuo tempo per dieci minuti. Se hai solo un minuto, va bene, prenditi il ??tuo tempo per quel minuto.

Usa QUALUNQUE MOMENTO tu abbia  ma PRENDITI TEMPO mentre lo usi. . Devi masticarla , meditarla, memorizzarla, fai qualunque cosa serva a  farla entrare nel profondo di te.

Alcuni mi dicono: “Sai Marco, io non ho tempo di leggere la Bibbia, ma la ascolto la domenica in chiesa durante il messaggio e mi ispira per tutta la settimana!”

Bene vorrei fare un piccolo esperimenti oggi con voi:

(distribuisci qualcosa da mangiare – una caramella, un pezzo di pande, una mandorla -  a ciascuno e digli di attendere il tuo ordine per mangiare)

Ok. Adesso potete mangiare... ma guai a voi se toccate altro cibo fino a domenica prossima!

Non venire in chiesa perché qualcuno  ti “imbocchi”  una volta a settimana.

Avere una Bibbia sullo scaffale e non leggerla mai,  è come possedere una Ferrari  ma non portarla mai fuori dal garage.

Alla fine qualcuno ti dirà  "È stupenda. “A che velocità va?   " Non ne ho idea. "  “E' maneggevole?”  “ Non lo so, non l' ho mai guidata.”  “Da quanto tempo  la possiedi ”  “Da almeno venticinque anni - è stata nella famiglia da sempre. " " Quanti chilometri ha fatto? "  " Zero... ma i sedili in  pelle ha ancora un buon odore di nuovo. "

Come puoi aspettarti che la Parola di Dio  ti faccia bene  se non sai cosa dice?  Che sia la tua medicina se non la prendi regolarmente?

Gesù ha promesso che quella medicina sarà efficace:

"Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;  conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».. " (Giovanni 8: 31-32 )

Quali sono gli effetti di questa medicina, secondo Gesù?

a) Saremo veri discepoli
b) Conosceremo la verità
c) Saremo liberi

Hai mai avuto qualche dubbio di essere un vero “discepolo” di Gesù? Ti sei mai sentito “inadeguato/ a” hai mai pensato “come credente non sono un gran che, faccio poco per Gesù.?

Eccola, allora., la medicina: persevera nella Parola, e sarai un vero discepolo.

Hai mai avuto dubbi su cosa fare, di cosa sia vero nella tua vita, di quali valori tu debba inseguire, quali siano le priorità?

Eccola, dunque, la terapia: persevera nella Parola, e conoscerai la verità.

Ti sei mai sentito/ a oppresso/ a, ti sei mai sentito/ a in gabbia, hai mai dubitato su cosa accadrà nella tua vita in futuro?

Eccola dunque la fisioterapia: persevera nella Parola,  e sarai libero/ a.

2) SCEGLI DI CREDERE NELLA BIBBIA

La seconda scelta che devi fare   è che devi scegliere di credere in essa.

La fede è una scelta.  Credere è una scelta.  Tu scegli di credere  che la Parola di Dio sia vera.

Il Salmo 119 dice:

"Io ho scelto la via della fedeltà; ho posto i tuoi decreti davanti a me.". (Salmo 119: 30 ND)

Credere è certamente  un atto della tua volontà,  una scelta che fai, (“io ho scelto” dice il salmista) ma è soprattutto una questione di cuore ; è basato sulla relazione che hai con Dio.

Quando mia moglie mi ha sposato, ha promesso che sarebbe vissuta con me per il resto della sua intera vita, anche se fossimo diventati poveri, anche se mi fossi ammalato, anche se sapeva che avremmo litigato, nonostante il mio pessimo carattere.

Io non le ho creduto... con la parte razionale di me: non ho calcolato che “era ovvio che promettesse questo” perché la somma delle cose positive di me spostava l'ago della bilancia sul segno più.

Io le ho creduto col cuore, sulla base della relazione di amore  che avevo e che ho ancora con lei.

Allo stesso modo la Bibbia rende molto chiaro  che la fede è anche relazionale dipende dall'intimità che ho con Dio.

Se hai una penna e un pezzo di carta voglio che tu lo scriva questa affermazione:

La fede biblica è scegliere di credere che QUALCOSA SIA VERO, perché credi che CHI LO DICE E' VERITIERO .

Paolo spiega così la sua scelta di credere:

"È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato affidato". (2 Timoteo 1:12 TILC)

La fede biblica è scegliere di credere  che la Parola di Dio è vera  perché credi che Dio sia veritiero.

Se credi che Dio sia veritiero,  allora devi credere che la sua Parola è vera.

La fede è credere che Dio dice la verità Soprattutto quando tutto intorno a te sta dicendo:  "Mi stai prendendo in giro.  Credi davvero a quella roba là? "

Tu potresti pensare:  "Beato te! Vorrei avere la tua fede!  Una di quelle che non ha mai dubbi! Io invece ho tanti dubbi!”

Non pensare mai di essere l'unica persona  che si gratta la testa e dice:  "Dio, non capisco! Dio, io proprio non  capisco. Dio, non sono sicuro  di quello che mi stai chiedendo.”

Personalmente, io sono una “fabbrica di dubbi”; lo ero prima di essere credente, lo ero da neo credente, lo sono ora come credente “stagionato”.

C'era un padre che portò suo figlio a Gesù chiedendo di guarirlo... se poteva... Gesù rispose così:

«Dici: "Se puoi!" Ogni cosa è possibile per chi crede».  Subito il padre del bambino esclamò: «Io credo; vieni in aiuto alla mia incredulità». (Marco 9:23-24)

Quante volte mi sono trovato nella stessa situazione, ad avere tra le braccia qualcosa che amo, e che vedo soffrire, per cui non vedo un futuro che vedo andarsene, e lo porto da Gesù, dicendogli...guarisci, risana, aggiusta, intervieni...  se puoi.

Se non avessi mai avuto dubbi,  non avresti bisogno di alcuna fede. La fede è una scelta, qualche volta razionale (di rado) il più delle volte di “pancia”, irrazionale.

Stai scegliendo di credere  che quello che Dice Dio  è vero,  non perché lo hai calcolato ma perché lui si è dimostrato affidabile in passato,  che la sua Parola è vera  anche quando hai dei dubbi.

La fede dice:  "Dio, non capisco, ma sto scegliendo di crederti.  Dio, non mi piace come vanno le cose, ma io ti credo. "

La fede biblica non è posta sul cosa, ma sul chi. Non sul cosa vedo, cosa mi accade, ma su chi mi parla, colui che mi ha scelto  per far parte della sua famiglia.

E' posta su chi è venuto a sostituirsi a me sulla croce per pagare i miei peccati.

Conclusione

Per avere la potenza che ti occorre per cambiare il mondo  per adempiere al Grande Mandato che Gesù ti ha lasciato ti serve la preghiera ti serve lo Spirito Santo ma non puoi fare a meno della potenza che è nella parola di Dio.

1) Scegli di leggere la Bibbia ogni giorno, ritaglia un momento rallenta, assapora la Parola di Dio.

2) Scegli di credere nella Parola di Dio  non basarti sulla tua logica  ma sul rapporto che hai col tuo Padre Celeste.

Una delle ultime cose che Gesù ha detto ai suoi discepoli è questo:

“Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo.  Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato.” (Giovanni 17:24-25)

Credi che Dio è veritiero,  perché ha promesso un Salvatore, e il Salvatore è venuto, per tenerti per sempre assieme a lui.

Preghiamo.
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Pionieri di una nuova vita
Tutto è cominciato con trenta persone a cui Gesù ha affidato il compito di cambiare il mondo. E tu? Sei pronto, sei pronta ad essere pioniere della nuova vita in Cristo per continuare a cambiarlo?
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Ci siamo lasciati la settimana scorsa dicendo che, come credenti, dobbiamo abituarci a “rallentare” per vedere il mondo e ciò che accade con gli stessi occhi con cui li guarda Gesù.

E abbiamo anche detto che il senso della vita per chi crede è che quel rallentare e vedere le cose non con superficialità ma a fondo, deve portarci ad AGIRE in preghiera.

Perché? Perché così faceva Gesù! I miracoli che lui operava partivano sempre dalla richiesta in preghiera al Padre.

Ce lo spiega lui stesso come funziona:

“Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. Io sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato». “(Giovanni 11:41-42)

Gesù “chiedeva” (e se tu chiedi a Dio, significa che stai pregando) Dio “esaudiva”: e Gesù dice che ha appositamente detto “grazie” per dimostrare che lui era in contatto diretto col Padre.

Quale è il senso della tua vita? Nascere, vivere, riprodurti, morire? Se Dio ti  avesse chiamato  a far parte della sua famiglia solo per questo...  che spreco sarebbe!

Dio non ha mandato Gesù  per fare uno “show”: i miracoli, i discorsi, la morte, la resurrezione... applausi finali... Dio ha mandato Gesù per “cambiare il mondo”!

Allo stesso modo tu hai creduto  tu sei stato scelto, tu sei stata scelta certamente per essere salvato certamente per essere adottato ma certamente anche per essere parte del cambiamento.

Tu potresti dirmi: “OK Marco, è quello che sta succedendo. Dio mi sta cambiando. Non sono più quello/ quella di una volta.”

Pensi che Dio voglia fermarsi solo a cambiare te? La settimana scorsa ci eravamo lasciati con questo versetto:

“Mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra». (Atti 1:8b)

A chi stava chiedendo questo? Alla chiesa primitiva, gli apostoli, Maria, Maria Maddalena, i fratelli di Gesù... Hanno tutti visto morire Gesù,  lo hanno visto risorto, …e adesso Gesù se ne è andato...

Gesù li aveva cambiati; vergini promesse spose a un falegname avevano portato in grembo il figlio di Dio. Pescatori erano diventati guaritori, esattori corrotti predicatori del Regno, morti erano tornati in vita...

Ma questo era niente rispetto a quello che stava per chiedere loro prima di tornare al Padre: “Andate, e cambiate il Mondo!” Come sarebbero stati mai capaci?

All'epoca, Roma era la nazione più potente al mondo, Si estendeva dalla Spagna alla Russia  e dall'Inghilterra all'Egitto. Quando Roma arrivava tutto cambiava: governanti, leggi, moneta, lingua.

Per la religione invece non facevano così: sapevano che ciò in cui si crede è più importante della lingua, della moneta o della legge. semplicemente aggiungeva i nuovi dei nazionali a quelli di tutte le altre nazioni conquistate e li metteva in un luogo, a Roma:  il “Pantheon”, che, in greco significa appunto “tutti gli dei”.

Gesù stava chiedendo ad un gruppo di trenta persone  di cambiare coloro che cambiavano gli altri, di dirgli “guarda che potete buttare tutte le statue del Pantheon, perché c'è un solo Dio... e non vuole avere statue!” 

Facile, vero? No! Impossibile direi...  ma ora l'80% del mondo conta il tempo sulla base del giorno di nascita di un uomo che si chiama Gesù. Come è potuto accadere, dunque?

3 Motivi per la crescita

1. Gesù non è mai andato via

Quando Gesù ha detto sulla croce “tutto è compiuto” non stava dicendo : ”Ok. Il lavoro è fatto... Me ne vado e poi vi mando il conto a casa”, ma sapeva che quello era solo l'inizio del VERO lavoro che doveva iniziare dopo che lui fosse ritornato al Padre.

Può il “capo”, il progettista, l'architetto lasciare da soli gli operai all'inizio dell'opera?

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra». (Atti 1:8)

Gesù dice.  “Tranquilli, io resto... in un'altra forma, in una forma migliore per tutti, in una forma in cui TUTTI possano avermi a fianco nello stesso momento in qualsiasi luogo, in qualsiasi tempo, in qualsiasi situazione... basterà che mi chiamate”.

In Giovanni 14 l'aveva promesso:

“Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre:lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi.Non vi lascerò orfani; tornerò da voi.” (Giovanni 14:15-18)

2. L'uomo ha fame di Dio

Ci avete fatto caso che,  quando succede qualcosa di brutto,  le persone reagiscono sempre in due modi: bestemmiano (“porco... qua e là”) oppure pregano (“Signore aiutami”)?

O maledicono Dio  (è colpa di Dio, Dio non è un dio buono, Dio non esiste) o chiedono l'aiuto a Dio. In una maniera o nell'altra,  Dio è al centro delle loro vite.

E avete fatto caso che quando le cose vanno bene percentualmente quasi nessuno  riferisce a Dio quel momento positivo?

Il mondo antico era un posto  dove c'erano moltitudini di persona al più basso livello sociale, persone affamate, sfruttate (gli schiavi), oppresse, ammalate.

Quelle persone cercavano Dio:

“Fu così che, quando scesero dalla barca, un'enorme folla stava lì ad aspettarli. Gesù ebbe compassione di loro, perché sembravano pecore senza pastore, e si mise ad insegnare loro molte cose.” (Marco 6:34 PV)

Il tempo è passato, ma l'uomo non è cambiato: ci sono ancora persone che aspettano che la barca giunga a riva per incontrare Gesù. Ora, come allora, dove c'è una crisi c'è fame di Dio

3. La potenza della preghiera “proskartereo?”

Non vi spaventate,  non è una “tecnica” new age di preghiera: leggiamo assieme Atti 1:12-14

“Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato. Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.” (Atti 1:12-14)

Immaginati la scena: Gesù è appena asceso al cielo, gli Apostoli sono ancora lì con la bocca aperta che guardano le nuvole, arrivano due angeli che gli dicono, “chiudete le bocche che vi ci entrano le mosche. Gesù è tornato dal Padre e ritornerà con lo stesso ascensore con cui è salito”.

Allora tutti tornano a Gerusalemme che era distante un chilometro  (un cammin di sabato = la quantità massima di strada che gli ebrei potevano fare il sabato prima di peccare, perché oltre era ritenuto “lavorare”).

Guardate le parole sottolineate: “perseveravano” è la traduzione del termine greco “proskartereo?”  che significa :  “essere dedicato costantemente a qualcosa”, “attendere assiduamente ad una attività”, “essere completamente coinvolto in qualcosa”.

“Concordi” è la traduzione dal termine greco “homothymadon”  che significa:  “avere la medesima passione”, “agire come se si avesse una sola mente”.

Sostituiamo adesso questi significati alle parole del versetto e vediamo se capiamo meglio cosa stessero facendo:

“Tutti questi erano completamente coinvolti agendo come se avessero una sola mente nella preghiera, con le donne e con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.”

Quale era il risultato?  Una crescita “esplosiva”... proprio quella che Gesù aveva sollecitato e predetto.

“Quelli che accettarono la sua parola furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte a loro circa tremila persone.  Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere.” (Atti 2:41-42)

Tu potresti dirmi: “Va beh, Marco, è un caso, la parola c'è solo lì...  mica è detto che è a causa di quello la crescita!” Ne sei proprio convinto?

“Siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti (proskartereo? =  dedicati completamente ) nella preghiera” (Romani 12:12)

“Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica; vegliate a questo scopo con ogni perseveranza (proskartereo?  dedicati completamente ).” (Efesini 6:18)

“Perseverate (proskartereo? =  dedicati completamente ) nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie.” (Colossesi 4:2)

In trenta hanno cambiato il mondo: e tu?

La chiesa primitiva,  quella che era sopravvissuta alla morte di Gesù riusciva a stare tutta in una sola stanza, la stanza dove il giorno dio Pentecoste avrebbero per primi sperimentato la potenza della Spirito Santo, il ritorno di Gesù “in un'altra forma”,  e l'inizio di una rivoluzione.

Quanti potevano starci in una stanza? Venticinque? Trenta?  Già a quaranta  veniva giù il solaio di legno! Ma quei trenta  hanno cambiato il mondo!

E noi, come chiesa? E tu? Cosa puoi fare tu per vedere  una crescita “esponenziale” della tua chiesa?

1. Non posso cambiare lo “Spirito Santo... Posso chiederlo

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi” (atti 1:8a)

Lo Spirito Santo è Dio, non posso cambiare Dio Dio fa ciò che vuole, e chiede di fare ciò che Lui vuole. Posso, anzi, DEVO; chiedere l'aiuto di Dio  sotto forma di Spirito Santo.

Ma poi devo accettare  quello che lo Spirito mi chiederà di fare quando me lo chiederà, dove me lo chiederà: non è nelle mie possibilità di cambiarlo a mio piacimento.

2. Non posso cambiare la “fame di Dio”... Posso cogliere le occasioni

Se l'Italia è una nazione in recessione, ma che comunque non ha nulla a che vedere  con i posti “poveri” del mondo la nostra provincia è tutt'ora  checché se ne dica,  un posto ricco.

Il reddito medio “dichiarato” nella nostra provincia  ed in particolare nella zona  di Montefiascone, Marta, Capodimonte, Tuscania, Bagnoregio, Civitella, è  ben al di sopra dei 22.000 Euro all'anno.

Le persone non hanno “bisogno impellente di Dio”, sono sicuri che ne possono fare a meno... fino a che non gli accade “qualcosa”  che viene a sconvolgere le loro certezze.

E' allora che io posso fare la differenza; non posso cambiare ciò che accade alla persona, ma posso presentargli colui che domina ciò che accade.

3. Posso cambiare la mia vita di preghiera

L'unico dei tre campi dove posso intervenire  è la mia preghiera: posso cambiare la mia quantità di preghiera, posso cambiare la mia qualità di preghiera

Posso pregare “proskartereo?”,  essere completamente coinvolto o coinvolta nella preghiera farne non “un motivo” di vita...  ma “IL motivo” della mia vita.

Come chiesa possiamo cambiare allo stesso modo Possiamo pregare “homothymadon”,  come se fossimo una sola mente.

La storia della chiesa ci insegna  che quello che chiamiamo in gergo di chiesa “grandi risvegli”,  ovvero città, nazioni che ritornano a Gesù,  sono SEMPRE iniziati tramite la preghiera di due o tre.

La storia della chiesa è iniziata con trenta persone, forse meno, che  erano completamente coinvolti agendo come se avessero una sola mente nella preghiera,

Gesù non aveva chiesto loro una cosa impossibile, perché aveva già promesso che lui sarebbe stato presente in ogni istante in ogni impresa, dalla più umile alla più ambiziosa se fatta in suo nome:

"Vi dirò di più: se due di voi s'accordano, qui sulla terra, di domandare qualcosa in preghiera a mio Padre che è in cielo, egli la concederà. Perché dove due o tre si riuniscono nel mio nome, io sarò là fra loro". (Matteo 18:19-20)

Conclusione

Quando gli europei cominciarono ad esplorare il mondo, ci furono persone che andarono per prime, per poi portare altre persone ad esplorare posti nuovi,  pieni di ricchezze,  per prenderne possesso. Erano chiamati “pionieri”.

In un certo senso noi, la nostra chiesa, te ed io,  siamo pionieri di una nuova vita; abbiamo esplorato o stiamo ancora esplorando la nuova vita in Cristo  tutte le sue ricchezze, tutte le sue benedizioni.

Non vogliamo andarcene,  ma vogliamo portare altri.

Ma per fare questo dobbiamo chiedere lo Spirito Santo, ed essere pronti ad obbedire a ciò che ci chiede, anche quando ci costa,  anche quando ci sembra assurdo, anche quando vorremo fare altro. Dobbiamo cogliere le occasioni per testimoniare a chi ha fame di Dio.

E dobbiamo essere “perseveranti”, essere completamente coinvolti   ed uniti nella preghiera.

Sarà allora che vedremo le benedizioni, sarà allora che Dio manderà la crescita.

“se due di voi s'accordano, qui sulla terra, di domandare qualcosa in preghiera a mio Padre che è in cielo, egli la concederà”

Preghiamo.
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Il senso della vita
Quale è il senso della vita di chi crede? E' solo vivere e lasciare che gli eventi attorno a lui lo sfiorino senza muoverlo a nulla? O sforzarsi di vederli con gli occhi con cui li guarderebbe Cristo?

(Per chi ascolta sul podcast suggeriamo di andare sul sito per vedere le diapositive).
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Qualche anno fa in TV c'era un programma (mi pare su Canale 5) dove il conduttore intervistava i suoi personaggi semplicemente facendogli vedere delle foto. Il programma si chiamava “il senso della vita”

In effetti spesso le foto dicono molto più delle parole: quello che vorrei fare oggi assieme a voi è una cosa simile: vedremo assieme alcune foto, e ci chiederemo assieme cos ci suscitano. Magari un versetto, una riflessione, e poi pregheremo per quelle cose che sono uscite fuori: Siete pronti?

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Vedete, quante cose sono uscite fuori? Perché sono uscite? Perché ci siamo fermati a riflettere su di esse, abbiamo rallentato volutamente la velocità della nostra vita, e allora le abbiamo viste.

Ma non solo: abbiamo rallentato, e le abbiamo guardate non con i nostri occhi, ma con quelli della nostra fede... in un certo senso , li abbiamo guardati come li guarda il nostro Padre.

Quale è il senso della tua vita? Vivere e vederti scorrere il mondo attorno? Paolo ci mostra un altra prospettiva:

Paolo dice in 1 Tessalonicesi 5:17 :

"Siate sempre gioiosi e perseverate nella preghiera." (1 Tessalonicesi 5:17)

E in Colossesi 4:2 dice:

"Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie." (Colossesi 4:2)

Paolo ti dice: "qualsiasi cosa accada, belle o brutta, continua a pregare!" Ci dice: “se vuoi trovare un senso a quello che vedi intorno, non puoi fare a meno della preghiera”

Continua a pregare per le tue grandi sfide.

La tua vita di credente è una sfida continua, i 40 giorni di preghiera cge abbiamo fatto fino a qualche settimana fa  non saranno sufficienti a avere il controllo su di essa.  Dovrai affrontare vecchie sfide, ne avrai di nuove.

Il senso della vita lo scopri solo se guardi il mondo con gli occhi di Dio e di Gesù; e tutto questo ti porterà a pregare in continuazione.

Continua a pregare per i tuoi amici

Tu sei il punto più vicino tra i tuoi amici e Dio.  Giacomo 5:16b afferma che "la preghiera del giusto ha una grande efficacia."

Se ami i tuoi amici, se vorresti vederli salvati, PREGA!

Continua a pregare per la tua città

In Matteo 15: 14 Gesù ti chiama "luce del mondo". La tua testimonianza nella tua città è fondamentale per il ravvedimento di molti:

"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli." (Matteo 15:15).

Se ami la tua città e vorresti vedere grandi cose in essa, PREGA!

Continua a pregare per la chiesa perseguitata

Finché Gesù non tornerà, chi crede in lui sarà perseguitato  motivo del Suo nome.  Tenteranno in tutti i modi nasconderlo, di dire che non esiste, di farlo negare a chi crede in Lui.  Gesù stesso l'ha detto in Giovanni 16:1-2 :

"Vi ho detto queste cose, perché ciò che vi capiterà non turbi la vostra fede. Sarete cacciati dalle sinagoghe, anzi, s'avvicina il momento in cui quelli che vi uccideranno crederanno di offrire un servizio a Dio." (Giovanni 16:1-2 PV)

Paolo sapeva che la sua possibilità  di essere libero di testimoniare Cristo e di servirlo  risiedeva nelle preghiere.  Così dice a Filemone:

" Ancora una cosa: ti prego di preparare un alloggio anche per me, perché spero che Dio risponderà alle vostre preghiere e mi lascerà tornare da voi." (Filemone 1:22)

Se vuoi che il nome di Gesù venga testimoniato nel mondo e che coloro che lo servono vengano protetti, PREGA!

Da dove attingerò le forze?

Chi ti aiuterà a vedere il mondo con gli occhi di Cristo ogni giorno? Lo Spirito Santo è la fonte inesauribile  da cui attingere la potenza per fare tutto questo!

"Ma quando lo Spirito Santo sarà disceso su di voi, riceverete una potenza tale, che parlerete di me in tutta Gerusalemme, in Giudea, in Samaria, e nelle parti più remote della terra"." Atti 1:8 PV

Che Dio benedica il tuo impegno di preghiera per Lui!

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Perché ci tiriamo indietro da Cristo
Così come vediamo solo il dieci per cento di un iceberg,  i veri motivi perché i credenti si tirano indietro dal seguire Cristo sono spesso nascosti nel buio delle nostre vite. Sta a noi curare quelle cause prima che diventino malattia.

Mario Forieri ci mostra otto motivi del perché ci si tira indietro dal seguire Cristo.
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“Allora la parola dell'Eterno fu rivolta a Samuele, dicendo: «Io mi pento di aver costituito Saul re, perché si è allontanato da me e non ha eseguito i miei ordini». Samuele ne fu rattristato e gridò all'Eterno tutta la notte.” (1 Samuele 15:10-11 ND)

“Saul rispose: «Questi sono animali presi dagli Amalekiti, perché il popolo ha risparmiato il meglio delle pecore e dei buoi per farne dei sacrifici all'Eterno, il tuo DIO; il resto però l'abbiamo votato allo sterminio».” (1 Samuele 15:15 ND)

“Allora Saul disse a Samuele: «Ho peccato per aver trasgredito il comando dell'Eterno e le tue parole, perché ho avuto paura del popolo e ho dato ascolto alla sua voce.” (1 Samuele 15:24 ND)


“Non vi ingannate; le cattive compagnie corrompono i buoni costumi.”  (1 Corinzi 15:33 ND)

“Il popolo però ha preso le cose migliori che avrebbero dovuto essere sterminate, per farne sacrifici all'Eterno, il tuo DIO, a Ghilgal».” (1 Samuele 15:21 ND)

“Prima della rovina viene l'orgoglio, e prima della caduta lo spirito altero.” (Proverbi 16:18 ND)


“DIO è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità.” (Salmo 46:1 ND)

“Ma un cattivo spirito da parte dell'Eterno, s'impossessò di Saul, mentre stava in casa sua con la sua lancia in mano, e Davide stava suonando l'arpa con la mano.” (1 Samuele 19:9 ND)


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Cosa significa tirarsi indietro da Cristo
La vita di credenti è come scalare una montagna: se non vai avanti, rischi di scivolare verso dietro, e di morire durante l'ascesa. Bisogna conoscere i sintomi dello scivolare indietro per evitare questo male prima che sia troppo tardi.

Mario Forieri ci illustra sei sintomi che dimostrano che ci stiamo "tirando indietro"; perché prevenire è meglio che curare.

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“L'Eterno perciò si adirò con Salomone, perché il suo cuore si era allontanato dall'Eterno, il DIO d'Israele, che gli era apparso due volte...” (1Re 11:9 ND)

“Cosí il re Salomone superò in ricchezze e sapienza tutti i re della terra. E tutto il mondo cercava la presenza di Salomone per ascoltare la sapienza che DIO aveva messo nel suo cuore. E ognuno portava il suo dono: vasi d'argento, vasi d'oro, vesti, armi, aromi, cavalli e muli, una certa quantità ogni anno.” (1Re 10:23-25 ND)

“Poiché il mio popolo ha commesso due mali: ha abbandonato me, la sorgente di acqua viva, per scavarsi cisterne, cisterne rotte, che non tengono l'acqua.”  (Geremia 2:13 ND)

“Cerca di venire presto da me,  perché Dema mi ha lasciato, avendo amato il mondo presente, e se n'è andato a Tessalonica...” (2 Timoteo 4:9 ND)

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La semplicità della Pasqua
Pasqua è tornare a poter parlare col Padre. Dio ha fatto si che la salvezza fosse facile: basta che credi col cuore in Gesù e lo confessi con le tue labbra. Tutto qua. Sei pronto, sei pronta?
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Anche oggi voglio iniziare con una domanda: con che cosa ascolti la musica? Radio, tv, impianto+casse, cellulare? Si stima che oltre il 45% ascolti musica attraverso lo smartphone.

Si, ma con che cosa ascoltate?Quasi il 60% la ascolta con queste... le “cuffiette”.

Un tempo la musica si ascoltava assieme: attraverso la radio,o lo stereo, e se tu volevi parlare con chi stava ascoltando bastava entrare in camera.

E ora? Oramai il fatto di stare nella stessa stanza non ti assicura di certo il fatto di essere ascoltato. Spesso mi accade di parlare per buoni dieci minuti con i miei figli o con mia moglie per poi realizzare che avevano “le cuffiette su”... per cui... ho parlato al nulla! Alcuni hanno addirittura quelle che “cancellano” il suono all'esterno... ad esempio, mia moglie!

Cosa comporta questo? Che anche se vivi assieme, a pochi metri o anche centimetri, non è scontato che comunichi con l'altro!

Vorrei fare con voi un piccolo esperimento: prenderò uno di voi, gli metterò delle cuffiette con della musica e poi proverò a parlagli. Proviamo?

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Vedete, io ho chiesto cose semplici, un bicchiere d'acqua, una penna, un pezzo di carta... ho addirittura offerto 100 Euro... ma non è arrivato nulla anche se stavo di fronte alla persona.

Cosa abbiamo imparato dall'esperimento? Che per ricevere le cose che si desiderano: non basta chiedere,  ma deve esserci qualcuno che ci ascolta

Sapete, l'invenzione delle cuffiette è antichissima, sin dalla creazione.

Noi vivevamo a casa con nostro Padre in un posto chiamato “Eden”, lui ci chiedeva di fare alcune cose, di non farne altre, e noi eseguivamo da bravi figli...

Ma poi, a un certo punto, è spuntato un serpente che ci ha regalato... un paio di “cuffiette”... così che vivessimo assieme a nostro Padre, ma senza più ascoltarlo...

Quelle cuffiette si chiamano “peccato”, e le abbiamo conservate sino ai giorni nostri.

Ogni tanto, quando abbiamo davvero bisogno, allora togliamo le cuffiette, e proviamo a “sentite” le parole del Padre... ma spesso non accettiamo i suoi comandi, vorremmo qualcosa di diverso.

 “... i figli del tuo popolo discorrono di te presso le mura e sulle porte delle case; parlano l’uno con l’altro e ognuno con il suo fratello, e dicono: “Venite, prego, ad ascoltare la parola che proviene dal Signore!” … Ecco, tu sei per loro come la canzone d’amore di uno che ha una bella voce e sa suonare bene; essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica.” (Ezechiele 33:30,32)

Cosa faresti, se tu fossi padre  di un figlio che non ascolta, e anche quando ascolta,
non obbedisce?  Un figlio così, nessuno lo vuole e nessuno continua ad amarlo. Ma cone si comporta Dio?

“Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge e non seguiranno i miei decreti, se violeranno i miei statuti e non osserveranno i miei comandi, punirò con la verga la loro ribellione e con flagelli la loro colpa. Ma non annullerò il mio amore e alla mia fedeltà non verrò mai meno.” (Salmo 89:31-34 TILC)

Dio è diverso come Padre, non annulla il suo amore, e rimane federe al suo compito di Padre; chiude la porta della sua stanza... e attende.

La porta era rappresentata dalla cortina  che separava il luogo Santissimo,  dove era conservata l'Arca con le tavole dei Comandamenti dove una sola persona, una volta all'anno,  poteva entrare,  e sperare che il sacrificio fosse gradito...  altrimenti....

Ma Dio non voleva restare dietro la cortina, non voleva che la porta della sua stanza rimanesse chiusa per i suoi figli.

Ma il vero problema... erano le “cuffiette”.. Egli voleva aprire la porta, ma avere dei figli che lo ascoltassero; ascoltassero Lui, e non le parole del nemico.

Dio aveva un progetto:

“Io metterò la mia legge nell’intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo. Nessuno istruirà più il suo compagno o il proprio fratello, dicendo: 'Conoscete il Signore!', poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande,- dice il Signore. - Poiché io perdonerò la loro iniquità, non mi ricorderò del loro peccato”. (Geremia 31:33-34)

Non so chi di voi è padre o madre,  ma per me la gioia più grande  quando arrivavo a casa con i miei figli piccoli, era quella di sentire la voce  di parlare con loro... e lo è ancora!

Amo quando ridiamo assieme,  quando facciamo le cose assieme,  come vedere un film, o un video...

Mi piaceva  quando erano piccoli quando  chiedevano  cose che potevo fare per loro,  perché sapevo che lo avrei visti sorridere...

Avete fatto caso ai verbi che ho usato? Sentire, parlare, ridere, chiedere.

C'è una sola parola che definisce tutto questo nella Bibbia: pregare!

Dio bramava di sentire la nostra voce di parlare con noi, di ridere e scherzare con noi, e di darci le cose buone che gli chiediamo...  Ma tutto questo era impossibile...  l'unico che avrebbe potuto farlo, sarebbe stato un figlio obbediente, che non avesse mai messo le cuffiette, che avrebbe sempre ascoltato il Padre

E' per questo che è dovuto scendere Gesù, per togliere il “rumore” del peccato  che ci isolava dal Padre.

Nel suo ultimo discorso con i discepoli  (nei capitolo da 14 a 17 di Giovanni),  Gesù dice per 6 volte che parlava al Padre per loro,  ma che, da lì a poco,  loro stessi avrebbero potuto farlo direttamente:

“Allora potrete pregare nel mio nome e non ci sarà bisogno che sia io a chiedere al Padre per voi, perché lui stesso vi vuol bene, perché voi avete voluto bene a me e avete creduto che provengo dal Padre.” (Giovanni 16:26.27 PV)

Come sarebbe avvenuto tutto questo?  Come avrebbe tolto Gesù il rumore assordante del peccato dalle nostre orecchie?

Vorrei vedere assieme un video:

                                                   

Con quale cuore sei venuto, sei venuta qui oggi? Con il cuore  riconoscente di un figlio o di una figlia  che sa di poter parlare di nuovo faccia a faccia  con il proprio Creatore  grazie alla potenza del sangue che Gesù  ha versato sulla croce? Oppure  con un cuore dubbioso  che sia mai possibile parlare in modo diretto a Dio?

Con un cuore pronto a crescere  ascoltando la voce del Padre,  o con un cuore riluttante  che non crede di essere ben accetto  a un  Padre lontano e distaccato?

Con un cuore gioioso di chi ha capito  che la salvezza è a portata di mano, o con un cuore deluso,
perché ti saresti aspettato  “qualcosa un po' meno semplice, un po' più complesso” dei riti speciali,  un pellegrinaggio,  la salita di una scala in ginocchio.

Mi spiace, se ti ho deluso:  la salvezza è tutta qui, in un figlio che si rende obbediente al tuo posto  per sfilarti le cuffiette che usi ogni giorno quelle col rumore del peccato che ti isola dal Padre. Un padre che ti ama,  perché tu ami suo figlio.

La salvezza è semplice, tornare a parlare con Dio, essere suo figlio o sua figlia accettata ed amata è semplice:

“Se con le tue labbra dici agli altri che Gesù è il tuo Signore, e credi nel tuo cuore che Dio l'ha risuscitato dalla morte, sarai salvato.” (Romani 10:9)

La Pasqua è tutta in quel “se”;  in quelle due azioni che Dio ti chiede di fare oggi: una la devi fare con le tue labbra,  una col tuo cuore.

Una con la parte razionale di te,  una con la parte emotiva di te. Se credi che Gesù è realmente venuto per farti udire di nuovo la voce del Padre, se credi che è risorto dai morti per cancellare il rumore del tuo peccato, tra poco ti chiederò di dirlo: di girarti verso il tuo vicino, o la tua vicina,
e dirgli: Gesù è il Signore della tua vita.

Forse forse lo hai già fatto in passato; è un buon promemoria di chi sei  e di dove stai nel mondo.

Ma se non lo hai mai fatto ti prego, non uscire da questa stanza  senza averlo fatto.

“Ai piedi della croce io starò, contemplando la grandezza del tuo amore”...Metti la tua vita ai piedi della croce, e ricevi la grazia che ti salva.

Preghiamo.

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Testimoniare Cristo oltre la "terra di nessuno"
Dove vivi la tua vita di credente?  Vivi la tua battaglia quotidiana testimoniando Gesù agli altri, oppure nella "terra di nessuno", dove non c'è guerra, ma neppure testimonianza per Cristo?
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Come ogni settimana  voglio iniziare con una domanda: chi è che sa che cosa sia la “terra di nessuno”?

Anche se non la conoscete, posso assicuravi che, come credenti passiamo gran parte del nostro tempo nella “terra di nessuno”.

Vi spiego: la “terra di nessuno” è un termine militare. Nelle battaglie campali,  quando due eserciti si affrontano in campo aperto, c'è uno spazio che non appartiene né ad un esercito né all'altro esercito.

In questo spazio non accade nulla, e spesso è utilizzato dalla Croce Rossa  o da altri per andare a recuperare i feriti... Non succede nulla... fino a quando uno dei due non decide di attaccare.

Vi starete chiedendo:  “Cosa c'entra la terra di nessuno con me? Io non vivo in un posto dove c'è la guerra!”

Beh, sei proprio sicuro? Chissà perché, allora,  Paolo scrive questo agli Efesini:

“Prendete le armi che Dio vi dà, per poter resistere contro le manovre del diavolo. Infatti noi non dobbiamo lottare contro creature umane, ma contro spiriti maligni del mondo invisibile, contro autorità e potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso. Prendete allora le armi che Dio vi dà, per combattere, nel giorno della lotta, le forze del male e per saper resistere fino alla fine. (Efesini 6:11-13 TILC)

Paolo descrive una battaglia, tutte le armi e le armi da usare: Ma c'è un arma che ripete tre volte e che aggiunge, dobbiamo usare “sempre” “in ogni occasione”, e “senza stancarci” di usarla:

“Pregate sempre: chiedete a Dio il suo aiuto in ogni occasione e in tutti i modi, guidati dallo Spirito Santo. Perciò state svegli e non stancatevi mai di pregare per tutto il popolo di Dio e anche per me.” (Efesini 6:18-19 TILC)

Nella “terra di nessuno ” non servono le armi... Perché è un posto dove io credo in Gesù, evito anche di peccare... e basta.

Sapete, per satana, i credenti, noi, siamo un “male necessario”: lui è in lotta con Dio,  qualche volta Dio ne guadagna qualcuno, altre volte è satana a guadagnarne qualcuno... ma alla fine si tratta di “percentuali”,  non di “battaglie” perse o vinte.

Sei nella “terra di nessuno” quando non fai NIENTE per satana... ma neppure per Dio!  E satana dice: “OK!l'infezione” è circoscritta!”

Ma se tu cominci  a parlare agli altri di Dio,   a pregare,  ad intercedere... allora la cosa si fa seria,  l'infezione rischia di diffondersi.

Questa si chiama “battaglia spirituale”.

Gesù conosce bene satana,  e oltre a chiamarlo “nemico”, “l'accusatore dei fratelli”,  lo chiama anche “ladro”:

“Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10 PV)

Nella nostra società abbiamo imparato a “evitare” di chiamare le cose col loro nome, a “addolcire”,  smussare,  diluire.

Per cui un omicida in psicologia diventa una persona ammalata con tendenze omicide. Uno che va a prostitute  diventa un soggetto affetto da  erotomania. Non è più un uomo che agisce, non è più la persona che uccide, ma la sua “tendenza”: e questo giustifica l'accaduto. Non è colpa sua, ma della sua malattia.

Trasformiamo tutto in concetti astratti, filosofie, nascondendo invece  che ci sono persone realmente malvagie.

Gesù,  invece dice “no no, satana è una persona, è un ladro, e per vincere un ladro non ci vuole una filosofia, ci vuole un'altra persona, io, Gesù, il Cristo”.

Guardate la struttura della frase:

satana: RUBARE - AMMAZZARE - DISTRUGGERE
Gesù:  AVERE - VITA - ABBONDANZA


C'è una battaglia,  e non è un “modo di dire”,  è una guerra reale non tra bene e male, come categorie filosofiche, ma tra reali persone che fanno il male (rubano ammazzano, distruggono) e quelle che fanno il bene .

I quartieri generali sono lontano da qui, nel modo spirituale, ma il cui campo di battaglia è qui, sulla terra...dove siamo io, e te!

Se non ne sei convito, basta che apri qualsiasi sito di news online... vogliamo provarci?

Come combatte il nemico? Principalmente in tre modi:

a) Cercando di farsi vedere il meno possibile dal mondo  (“io non esisto”)b) Cercando di tenere i credenti nella “terra di nessuno” (“io non sono pericoloso”)
e, solo quando i credenti diventano VERAMENTE PERICOLOSI

c) cercando di distruggere le loro vite. (“io sono più forte di Dio”)
Se guardate qualsiasi film di James Bond,  questo è il metodo che usa la “SPECTRE”

Sei spaventato? Sei spaventata? Non ce n'è ragione! Perché? Perché Dio ha organizzato con Gesù il più grande piano di recupero prigionieri  sia mai stato ideato.

“Infatti, il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e salvare quelli che erano perduti". (Luca 19:10 PV)

Come fa  Gesù per “recuperare” quelli perduti?

“Gesù, il Figlio di Dio, è venuto proprio per distruggere le opere del diavolo.” (1 Giovanni 3:8 TILC)

Perché satana non ha soldati, ma prigionieri  e alcuni li ha messi a lavorare per lui.

Gesù ti ama fino a morire per te, satana ti odia fino a volerti veder morire per lui!

Pietro ne parla  a un ufficiale romano di nome Cornelio:

“Senz'altro saprai che Gesù di Nazareth fu unto da Dio con lo Spirito Santo e con potenza, e che andava in giro facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano in potere del diavolo, perché Dio era con lui.” (Atti 10:38 PV)

Quale è il potere del diavolo? E'  dire :”Drogati, e ti sentirai meglio!". “Tradisci tua moglie e ti sentirai appagato!". “Opprimi  il tuo popolo e sarai potente!”.

Ma è anche sussurrare: “tu non vali niente”;“non troverai nessuno che ti ama”; “non uscirai mai dalla tua povertà”; “non potrai mai uscire dalla tua dipendenza”.

Gesù prendeva questo potere di satana  e lo girava a 180 gradi, liberando dalla schiavitù di una malattia,  di una dipendenza,  della fame e della povertà.

Tu potresti dirmi,  “Va bene, Marco, ma quello succedeva quando c'era Gesù.  Ora Lui è tornato dal Padre, io non posso fare tutto questo.”.

E' lì, che satana ti vuole... perché sei innocuo, perché sei innocua...

Sei credente, hai il potere di Cristo... ma vivi nella “terra di nessuno”.

"In tutta sincerità, vi dico che chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà di più grandi ancora.” (Giovanni 14:12 PV)

Gesù ha detto; “tutti quelli che sono pastori... anziani... diaconesse... missionari...” Non dice così... dice “chi crede”...

Se hai creduto in Gesù, TU farai le sue stesse opere... ma solo se decidi di andare in battaglia,
non di vivere nella “terra di nessuno.

Pietro continua così il colloquio col centurione in Atti:

“[Gesù] … ci ha comandato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è colui che è stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti” (Atti 10:42)

Pietro stava parlando ad un centurione; a un soldato che era abituato al gergo militare, e che sapeva benissimo che un comando di un capo va rispettato... e che se non lo rispetti vai incontro al tribunale marziale, ovvero al plotone di esecuzione...e alla morte.

Non è un suggerimento; è' un comandamento:  quando noi annunciamo  e testimoniamo che Gesù è giudice,  stiamo distruggendo le fortezze del nemico.

Come fare?

Come vado in battaglia?  Quali armi mi porto dietro?  E soprattutto, da dove comincio?

“Io tornerò al Padre; e qualsiasi cosa chiederete nel mio nome, io la farò, affinché il Padre sia glorificato in me.” (Giovanni 14:13 PV)

Chiedere a Dio: noi lo chiamiamo in un altro modo: pregare!

Quando preghi esci dalla “terra di nessuno”,e vai all'attacco delle fortezze del maligno,e se non c'è chi prega non c'è battaglia, non c'è salvezza, non ci sono vite cambiate.

Vi ricordate come comincia la “preghiera perfetta”quella che ci ha lasciato Gesù:“Quando pregate dite:  Padre nostro “: abbiamo un padre che ci ama.

E vi ricordate come termina? "Ma liberaci dal maligno": abbiamo  il diavolo che ci odia.

Ma nel bel mezzo c'è la chiave di come possiamo sconfiggerlo: "Sia fatta la tua volontà ":  Quale è la volontà del Padre?

“Questa è la volontà di mio Padre: che chi conosce il Figlio e crede in lui abbia vita eterna.” (Giovanni 6:40 PV)

Se tu fai parte dell'esercito di Gesù non puoi rimanere nella “terra di nessuno”: se hai pregato “sia fatta la tua volontà”  almeno una volta nella tua vita hai anche pregato (anche se non lo hai capito) “Signore, mandami a farti conoscere dagli altri nel mondo”.

In questi quaranta giorni noi siamo stati uno “squadrone d'attacco” pregando tutti assieme per la nostra sfida per i nostri amici, per la nostra città per la chiesa nel mondo.

Invece di chiamarla 40 Giorni nella Preghiera,  avevo pensato di chiamarla “40 Giorni di guerra totale”.

Ha capito che sei in guerra, vero? Per cui, non stupirti se verrai attaccato o attaccata! Ti è capitato di pensare ” non è poi così importante pregare tutti i giorni”? Ti è capitato di pensare  “tanto la mia preghiera non è così efficace”? Ti è mai capitato di pensare: “tanto ci sono altri che pregheranno oggi”?

Questa è la maniera di attaccare di satana: satana è un “kamikaze”: non vincerà la guerra (lui l'ha già persa) ma cerca di fare il maggior danno possibile  al suo nemico.

Ripeto, satana ha realmente poche armi contro i figli di Dio, se tu decidi di scacciarlo lontano da te.

“Stupita, la gente si chiedeva: "In che consiste la potenza delle sue parole? Ha tanta autorità, che comanda i demoni, ed essi escono!" (Luca 4:26)

Tu hai autorità non solo di scacciare satana,  ma di fare quello che Gesù faceva, liberare dagli spiriti,  guarire dalle malattie, toccare  le vite degli altri, cambiare le vite degli altri.

Come uscire dalla terra di nessuno?

1. Scegli di ricevere autorità

“Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla.” (Giovanni 15:5)

Ammetti che non puoi lottare da solo contro il diavolo

Puoi provare con l'autodisciplina, puoi provare con la forza di volontà.  Non funzionano!

2. Scegli di essere protetto

“Ma Dio è fedele; egli vi renderà forti e vi proteggerà dagli attacchi del diavolo.” (2 Tessalonicesi 3:3 PV)

Chiedi la protezione del Padre.

Pregare è pericoloso,  solo se cerchiamo di farlo con le nostre forze. e non siamo protetti perché stiamo facendo qualcosa che distrugge le fortezze del maligno.

3. Scegli di scendere in battaglia

“Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato” (1 Timoteo 6:12a)

Dio si vuole servire di te per distruggere le fortezze del nemico. Sii costante nella preghiera e osserva come egli risponde ad essa.

4. Scegli di obbedire

"Sii pronto anche tu a soffrire per il vangelo, perché Dio te ne darà la forza." (2 Timoteo 1:8b PV)

Sii pronto ad obbedire al Signore nella tua vita anche se comporta impegno, qualche sofferenza (piccola o grande), ma che rimane “una momentanea leggera afflizione”  diceva Paolo 2 Corinzi 4:17

Non tornare indietro alle vecchie abitudini non tornare nella “terra di nessuno”.

Questa è una battaglia  che non devi affrontare da solo, o da sola, hai bisogno della tua chiesa, e hai bisogno di un piccolo gruppo  per supportati a vicenda.

Hai bisogno di essere in un “team” nella vita cristiana i “lupi solitari finiscono sempre sbranati. Fino a quando dovrai andare in battaglia? Semplicemente, sino alla prossima.

Dopo ogni battaglia vinta sii pronto,  sii pronta alla prossima.

E ricorda, fai parte dell'esercito  che ha già sconfitto satana...

Preghiamo
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Intercedere per avvicinarli Padre
Sei pronto, sei pronta ad essere un ponte tra il Trono della Grazia di Dio e coloro che non lo conoscono? Dio ti chiama ad "intercedere"!
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Anche oggi voglio iniziare con una domanda: perché preghiamo? Se Dio conosce ogni cosa, se sa di cosa ho bisogno ancor prima che glie lo chieda... perché devo chiedere? Non potrebbe fare tutto da solo?

Sapete, uno dei miei più grandi difetti è credere che alcune cose sono fatte bene solo se le faccio io.

Per alcune cose sono un bravo insegnante... o almeno così dicono. Per altre sono pessimo... perché non ho pazienza di spiegare, e quando anche lo spiego...  beh, faccio prima a farlo da solo che risparmio tempo e viene meglio!

E così, la persona a cui dovrei insegnare quella certa cosa, non capisce niente, è frustrata perché non lo saprà mai fare e probabilmente non mi chiederà mai più di fargli vedere come si fa qualcosa.

Dio è un insegnante migliore di  me! Dio sa fare tutto meglio di me, e di te... ma vuole comunque che partecipiamo  a quello che fa nelle nostre vite perché vuole che noi siamo coinvolti in ciò che lui fa.

Quando preghiamo diveniamo in un certo senso “collaboratori” di Dio nelle sue azioni; non lo dico io, ma Paolo:

“Noi siamo infatti collaboratori di Dio,” (1 Corinzi 3:9a)

Un'altra domanda:  Per cosa ci chiede di pregare Dio?  Ci chiede pregare solo per le nostre necessità? Certamente! Abbiamo visto le scorse volte che Gesù ci chiede di portare al Padre OGNI nostra necessità, OGNI nostra richiesta.

Ma devo chiedere solo per me? Perché, io so quello che mi serve, ma non so quello che serve agli altri.

Ma Dio mi chiede anche di pregare per gli altri:

“Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini.” (1 Timoteo 2:1)

Tu potresti dirmi  “OK. Marco, so che devo pregare per i miei fratelli e le mie sorelle in Cristo, non è una novità”. Io ti rispondo: Paolo non dice di pregare per i tuoi fratelli  e le tue sorelle... ma per TUTTI! Il che include anche chi non fa la volontà di Dio, ma anzi fa l'esatto contrario.

Perché dovrei pregare per “tutti”? Pregare per i figli e le figlie di Dio, va bene, ma pregare per chi uccide i figli di Dio, per chi ruba, per chi stupra... eh, quello no, eh! “Signore, posso pregare solo per quello buoni?”

Paolo usa una parola abbastanza “fuori moda” in questo versetto: “intercessioni”. Chi sa cosa significa?

C'è un libro nella Bibbia, quello del profeta Ezechiele dove Dio cerca specificatamente persone  che “intercedano” per il suo popolo. “Per quelli buoni, vero, Marco?” Eh, no. Non proprio per quelli buoni.

Contesto: Ezechiele abita  in Giuda inizia a parlare prima dell'esilio a Babilonia e continuerà durante l'esilio. Nel capitolo 22 siamo vicino alla distruzione di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor,  a cui seguirà la deportazione a Babilonia.

Come era il popolo di Dio in quel periodo? Come erano, ad esempio, i politici?

“Come i leoni ruggenti sbranano la preda, così i loro capi uccidono, s'impadroniscono di ricchezze e tesori, rendono vedove molte donne.”(Ezechiele 22:25 TILC)

Beh, almeno i sacerdoti, il clero sarà meglio:

“I loro sacerdoti violano le mie leggi, profanano i luoghi consacrati a me, confondono il sacro con il profano. Non insegnano la differenza tra puro e impuro e si rifiutano di rispettare il giorno del sabato. In conclusione non hanno nessun rispetto per me.” (Ezechiele 22:26 TILC)

E i profeti?  Quelli che dovevano insegnare  al popolo e ai sacerdoti la Parola di Dio? Almeno loro si salvano?

“I loro profeti coprono tutti questi delitti con una mano di calce, quando pretendono di avere visioni e predicono menzogne. Sostengono di parlare a nome di Dio, il Signore, ma io, il Signore, non ho parlato a loro.” (Ezechiele 22:28 TILC)

C'era all'epoca un “sodalizio”  tra politici, sacerdoti e insegnanti per ottenere il massimo utile personale.

Ma almeno nel popolo ci saranno persone oneste!

“Gli abitanti commettono violenze, rubano, opprimono i poveri e i deboli, maltrattano i forestieri contro ogni diritto” (Ezechiele 22:29 TILC)

Tutti erano corrotti,  politici, sacerdoti,  profeti,  e popolo...

Te la sentiresti di pregare per persone così? Io, sinceramente, no! Io pregherei piuttosto perché Dio li fulmini all'istante!

Ma Dio  stava cercando persone che pregassero appositamente per loro, che “intercedessero”  come dice Paolo.

“Ho cercato in mezzo a loro qualcuno che potesse costruire un muro di difesa, che potesse stare sulle brecce delle mura, per difendere il paese e per impedirmi di distruggerlo, ma non l'ho trovato.” (Ezechiele 22:30 TILC)

Dio stava cercando qualcuno che si arrampicasse sulle macerie di quella generazione,  avesse il coraggio di guardare negli occhi il proprio Signore.

Qualcuno che fosse un ponte  tra Dio e quella generazione corrotta... ma non c'era nessuno!

Dio dice: “di persone cosi, non ne ho trovate”... ma, un attimo, da chi lo fa dire?

Da Ezechiele! Lo fa dire da ALMENO UNO BUONO RIMASTO! Significa che persone cosi, persone che possano intercedere, persone che possano colmare lo spazio vuoto tra Dio e l'uomo CI SONO in ogni generazione... ma devono farsi avanti.

Devono avere il coraggio  di assumersi la propria responsabilità davanti a Dio, di rispondere alla sua chiamata, e di essere l'Ezechiele della loro generazione... e credimi, Ezechiele non era molto amato  e non aveva una vita facile in Giuda all'epoca!

A cosa ti ha fatto pensare  la descrizione di Giuda prima della deportazione  (politici, clero, insegnanti e popolo corrotti)? Se ti è suonata familiare con l'Italia, allora dovrebbe farti riflettere  sul fatto che Dio sta cercando qualcuno che stia sulle brecce qua in Italia; la chiamata di Dio non è solo per i pastori, gli anziani, i diaconi e le diaconesse... è per tutti... e anche per te.

Ma cosa significa “stare sulle brecce”? E' un gergo militare che gli israeliti conoscevano bene.

La parola originale per “breccia”  è “perets”  che significa “buco”, “spazio vuoto”, “interruzione” (in Italia è famosa la “breccia di Porta Pia” a Roma, il “buco” da cui entrarono le truppe per liberare Roma dal Papato).

Significa che quando il nemico  fa un buco nella fortificazione per entrare tu ci stai letteralmente sopra, per controllare che nessuno entri e che nessuno si avvicini senza sapere il pericolo di incontrare un nemico.

Ma in questo caso il buco era stato fatto da dentro,  l'aveva fatto il popolo, aveva distrutto l'alleanza con Dio, erano loro stessi a distruggere le protezioni  che Dio gli aveva fornito.

Questa è la nostra natura umana: Dio provvede tutto  perché noi possiamo vivere in pace, vita, cibo, protezione... ma noi “buchiamo il muro” col peccato.

Dio è santo,  vede il male,  e deve punire il male.

Ma allo stesso tempo è pieno di amore,  e cerca qualcuno che stia su quel buco che si chiama peccato e che dica a chi ci avvicina  “Attento! Stai alla larga da qua” .

Stare sulla breccia, stare nello spazio vuoto, per impedire, o tentare di impedire che altri si “infilino” nel buco del peccato, tutto questo si chiama “intercessione”.

Sapete però... c'è un problema, almeno in italiano con questa parola. Questa è definizione del vocabolario Garzanti:

”Intervento presso Dio, da parte di Cristo, della Madonna, dei Santi, a favore di una persona vivente o defunta”

In Italia, chi intercede,  secondo il Garzanti è (in ordine di apparizione): Gesù, la Madonna, i Santi...  (attenzione alla lettera maiuscola... sta parlando dei Santi del calendario) Sono loro che intercedono...  noi possiamo fare a meno,  siamo “sgravati” dall'obbligo...

Sul primo che intercede siamo tutti d'accordo; 1 Giovanni 2:1 dice che   “ noi abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.” (1 Gv 2:1)  ma Dio non cerca madonne e Santi con la lettera maiuscola (quelli del calendario) ma cerca donne e “santi” con la lettera minuscola persone “normali”  ma “distinte, separate, messe da una parte (è questo il significato di “santo”) per intercedere.

Cerca persone che stiano in mezzo,  stiano nel “buco” provocato dal peccato che presentino a Dio le richieste  che altri non sanno  o non vogliono chiedere.

Colui che intercede  è come se allungasse quanto può le proprie braccia  e mettesse una mano sul Trono di Dio,  e l'altra  sulla spalla delle persone,  per colmare la distanza.

Chi intercede sta in mezzo  tra l'infinito amore di Dio  e il peccato... non è una posizione comoda!

Ezechiele non era comodo... ma intercedeva per il suo popolo. Abraamo non era comodo, ma intercedeva per il suo popolo. Mosè non era comodo, ma intercedeva per il suo popolo.

Cosa brami di più, stare comodo, stare comoda, o vedere le persone accettare Cristo  nel tuo posto di lavoro, nella tua scuola, nella tua città... nella tua nazione?

Per un lungo tempo io non ho mai interceduto, non ho mai pregato per per colmare lo spazio vuoto... pregavo “per gli affari miei”, per la mia famiglia,  il mio lavoro,  i miei amici più stretti,  ma ci credevo che quelle preghiere p potessero cambiare realmente il coro della storia?

Pensavo : ”Dio sa di cosa hanno bisogno, gli altri, può agire senza il mio suggerimento”.

Poi ho VISTO il potere della preghiera in azione nella mia vita... durante il viaggio in Zimbabwe.

Ogni cosa accadeva dopo che persone  che io non conoscevo e che non conoscevano me avevano INTERCEDUTO!

E io non riuscivo a credere  che le preghiere di persane che neppure conoscevo potevano modificare  la mia storia, i miei eventi!

Sii onesto, sii onesta:  ci credi per davvero che le TUE preghiere  possano cambiare il corso degli avvenimenti  per le persone per cui stai pregando?

Dio non cerca uno o una “perfetta”, ma cerca uno o una “disponibile” ad intercedere.

Se Dio avesse trovato altri Ezechiele, altre persone disponibili ad intercedere, è possibile che Giuda non avrebbe mai visto Babilonia.

Ti ripeto: tieni più alla tua comodità o a vedere Cristo regnare sulla tua nazione?

Dio sta cercando anche oggi chi stia sulle brecce, chi stia sul buco chi interceda per l'Italia e per gli italiani.

Ed ha te, come sua sentinella... ma se tu non lo fai... Dio (dice in Ezechiele) non potrà benedire.

Ciò non significa che vedrai sempre i risultati: alcune volte lo riceverai come premio  (come è accaduto a noi in Zimbabwe),  altre volte pregherai per giorni, mesi, anni,  senza che sembri accadere nulla..

Dio è comunque al lavoro,  e non è detto che il lavoro sia lungo  quanto la tua vita terrena

E' possibile che tu semini attraverso l'intercessione ed altri raccoglieranno a tempo debito. Non sta a te decidere: se tu hai fede e pazienza di intercedere  senza aspettare di vedere il risultato, Gesù si servirà di te per opere  che tu nemmeno puoi immaginare.

Pensa a chi stava ascoltando Gesù quando diceva queste parole:

“Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola” (Giovanni 17:20 PV)

Pensi che gli Apostoli  abbiano compreso in quel momento cosa sarebbe successo nel mondo anche attraverso la loro intercessione?

Noi siamo il frutto di coloro che hanno interceduto con fede senza aspettarsi di vedere e rinunciando ad una vita “più comoda”.

Ti ripeto le domande che ti ho fatto all'inizio: a cosa serve pregare e per cosa dovrei pregare? Serve a chiedere a Dio ciò di cui hai bisogno, ma serve anche a riempire lo spazio vuoto tra l'amore di Dio e il peccato del mondo. Serve anche per intercedere per coloro che sono distanti da Dio.

Dio cerca chi stia sulla breccia, Dio cerca chi stia sul buco nel muro  creato dal peccato, e colmi lo spazio tra Dio e chi non lo conosce.

Paolo dice che tu sei il “collaboratore di Dio” che sei lo strumento che Dio ha deciso di usare  per per colmare la distanza,  per stare nello spazio,  per mettere una mano sul trono di Dio  e l'altra sulla spalla di uomini e donne  che Dio vuole lo accettino, per portare benedizione,  piuttosto che giudizio.

Come fare? 

Come posso essere un ponte per gli amici per cui prego? Come posso “intercedere” per loro?

1. Prega che Dio li avvicini a Gesù

Gesù ha detto questo:

"È per questo che ho detto che nessuno può venire da me, se non gli viene dato dal Padre". (Giovanni 6:65 PV)

2. Prega che possano comprendere il messaggio di Gesù

C'è differenza tra “ho capito”  è “ADESSO ho capito”!  Il maligno proverà in tutte le maniere  a stoppare, annacquare,  corrompere la parola di Dio.

“Tieni lontana da me la via della menzogna e, nella tua grazia, fammi comprendere la tua legge.” (Salmo 119:29)

Prega che sia Dio sia mosso dalla tua fede nel pregare  e che sia Lui a proteggerla  e a dare ai tuoi amici una capacità di capire speciale.

3. Prega che i loro occhi siano aperti per vedere Dio

Anche qui, la nostra battaglia è contro il Nemico: Paolo dice così:

“[Satana,] il dio di questo mondo corrotto li ha resi ciechi, incapaci di vedere la gloriosa luce del vangelo che splende su di loro, incapaci di comprendere il meraviglioso messaggio della gloria di Cristo, immagine di Dio. (2 Corinzi 4:4 PV)

Prega che Dio gli faccia vedere chiaramente che gli dia nuovi occhi spirituali e nuove orecchi per ascoltare la Sua voce.

Conclusione

Vorrei che ti alzi,  stendi le braccia,  tocca le spalle del tuo vicino.

Tu sei questo. Tu puoi essere questo: un ponte tra il Trono della grazia di Dio e coloro che non lo conoscono per  riempire lo spazio vuoto  tra il trono di Dio e i tuoi amici.

Preghiamo.

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A chi preghi, tra Padre, Figlio e Spirito?
Dio è Padre... ma anche Figlio... e Spirito Santo. E' sufficiente rivolgersi ad uno dei tre? e, se si, a quale dei tre? Gesù stesso ci fornisce la risposta. 

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Vorrei iniziare con una domanda: “Quando preghi, a chi preghi?”

(… a Dio... a Gesù... allo Spirito Santo...?)

Nutro un profondo amore per voi,e so che nessuno preghi alla Madonna del Monte, a San Flaviano, a Santa Margherita o ad altro.

Tu mi puoi rispondere: “Marco, io prego a Dio!” Io ti chiedo ancora: chi è Dio?

Tu mi dici allora: “Dio è il Padre!” Ma Dio è anche il Figlio da Lui mandato, Gesù.  Ma Dio è anche lo Spirito Santo, mandato da Gesù

Quale è il tuo “audience la mattina (o la sera?) Alle tue preghiere è presente Gesù,  o lo Spirito Santo,  o il Padre?

Un pastore raccontava che da bambino  pensava che i tre fossero presenti alle sue preghiere,  seduti davanti a lui: lo Spirito Santo  prendeva appunti,  poi si girava verso Dio e Gesù, e chiedeva “Chi di voi due vuole rispondere a questa?”

Ci hai mai pensato? Forse i tre fanno turni di otto ore ciascuno? Oppure lo Spirito Santo copre le cose facili (il mal di gola) Gesù le cose difficili (la broncopolmonite) e Dio quelle difficilissime (il tumore)?

Tu potresti,  a ragione, dirmi: “Ma Marco, è davvero importante sapere a quale dei tre prego? Che differenza fa? Io prego Dio... poi chi si occupa di prendere le mie preghiere non è affar mio!”

Tendenzialmente potrei dirti: hai ragione! Se non che,  Gesù ha dato delle istruzioni molto chiare in merito. E se una cosa è importante per Gesù, allora è importante  per me che voglio seguire Gesù.

A Gesù in Luca 11:1 viene chiesto dai discepoli: “Gesù, insegnaci a pregare!”. (Luca 11:1)

Come di pregava PRIMA di Gesù? Più o meno, si pregava così:

“Ed Eliseo pregò e disse: «Signore, ti prego, aprigli gli occhi, perché veda!»” (2 Re 6:17)

“Il re Sedechia mandò Ieucal, figlio di Selemia, e Sofonia, figlio di Maaseia, il sacerdote, dal profeta Geremia per dirgli: «Prega per noi il Signore, nostro Dio».” (Geremia 37:3)

“Ezechia pregò il Signore, dicendo:«Signore degli eserciti, Dio d’Israele, che siedi sopra i cherubini! Tu solo sei il Dio di tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra.” Isaia 37: 15-16)

Per prima cosa: non si poteva usare il nome di Dio. Nella Torah, ovvero i primi cinque libri della Bibbia (il Pentateuco) il nome dei Dio veniva scritto così:



Siccome in ebraico le vocali non si scrivono,  ma si scrivono solo le consonanti, qua abbiamo quattro consonanti: Y, H, W, e H; la  pronuncia in ebraico (con le vocali aggiunte) dovrebbe essere più o meno“Yahweh”

Nessun ebreo  avrebbe mai osato leggere ad alta voce quel nome: era troppo santo per essere persino pronunciato e così, i sacerdoti, quando arrivavano a Yahwe, dicevano invece “Adonai” che si traduce “Signore".

Eravamo rimasti con Gesù a cui era stato chiesto: “Insegnaci a pregare”: 

“Voi dunque pregate così: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.” (Matteo 6:9)

“Voi dunque pregate così: “Adonai nostro che sei nei cieli...”  Scusate ho sbagliato: “Yhawe nostro che sei nei cieli...”

1. Gesù ti chiede di pregare il PADRE

Gesù non dice né Adonai-Signore, e neppure Yahwe (lui sarebbe stato autorizzato... l'unico che lo era all'epoca!) ma dice: “Padre nostro”  … ma che tipo di padre?

Già, perché, in realtà  Gesù non ha detto “padre” che si dice “avi” in ebraico, ma “abbà”, come faceva di solito quando pregava.

“Diceva: «Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi».” (Marco 14:36)

“Avi” si traduce con “padre”, “abbà” si traduce con “babbo”, “papà”!

Non so se riesco a farvi rendere conto a pieno della cosa devastante che Gesù stava facendo: stava spazzando via  quattromila anni di storia ebraica e di insegnamento dei sacerdoti che ti dicevano che solo pensare il nome di Dio era peccato... e lui ti diceva  “chiamalo “babbo”!

E' come se ti venisse detto: “Se incontri la Regina Elisabetta d'Inghilterra non la chiamare “Sua Altezza Reale, ma chiamala nonna Betta”.

Gesù nel Getzemani,  ha gridato “babbo mio, salvami da questa ora!”

Ora dice a noi di chiamare “suo padre”  “babbo”. Ora dice a me e te di avere un rapporto intimo così come il suo con Dio!

Questo cambia completamente  la mia posizione di preghiera.

Perché una cosa è pregare un “PADRE” un “benefattore onnipotente”,  ma lontano e distaccato, e anche con un caratteraccio.

Altra cosa è pregare un babbo, un papà da cui puoi correre quando l'hai fatta grossa e ti serve aiuto, o quando hai paura del buio.

Abbà. E' la stessa parola che usa Paolo

“E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!» ” (Romani 8:15)

Abbà è la stessa parola che usano i bambini  ebrei da piccoli la prima volta che dicono “papà”: “abbà”.

Sentite il racconto della scrittrice Joyce Huggett:   

"Due bambini mediorientali mi hanno aiutato a capire perché Gesù incoraggi a pregare in questo modo. Uno di questi era seduto sulle ginocchia del padre in un autobus affollato. 
Era tardi e il bambino appariva comprensibilmente molto stanco. Dopo qualche chilometro di viaggio, lui cercò lo sguardo del padre e, accarezzandogli amorevolmente la barba, sussurrò molte volte la parola "abbà!"; quindi poggiò la testa sulla spalla del padre addormentandosi profondamente. Mentre il figlio dormiva, il padre lo guardava pieno d'amore.
L'altro era un bimbetto che vidi in una piscina. Le sorelle più grandi lo aiutavano mentre entrava in acqua, ma la sua espressione stava chiaramente a significare: "Non so se debba ridere o piangere!" Quindi apparve un uomo; " Abbà! Abbà!" chiamò il bimbo. Il padre del bambino si diresse verso di lui; nuotarono assieme divertendosi molto. La paura se b'era andata; egli ora non mostrava segni di voler piangere, ma solo grandi sorrisi. Il suo "abbà" era lì e lui era felice.
Pensai allora:"Questo è il tipo di amore e di fede che Gesù vuole che noi abbiamo per il nostro Padre Celeste". (Joyce Huggett: La preghiera)                             

Gesù ci chiede di pregare il padre  come lo pregherebbe un bambino, con la medesima purezza  e con la medesima fiducia  che ha un bambino di tre anni.

“Allora devo pregare il “babbo”, vero Marco? E' questo che ho capito”

Si, ma poi che ne fai degli altri due della Trinità, Figlio e Spirito Santo? Mica te li puoi dimenticare!

Vi ricordate di quello che abbiamo detto spesso del “tempio” di Dio,   dove solo il sommo sacerdote poteva entrare?

Per poter entrare doveva fare tutta una serie di rituali,  purificazioni, preghiere, abluzioni, (significa lavarsi) perché Dio non può stare in presenza del peccato (e nemmeno della puzza!). Se non faceva tutto questo in un modo giusto,  Dio lo fulminava, tanto è vero che il Sommo Sacerdote indossava un campanello ad un piede e una corda all'atro, così che da fuori si sentisse se stava ancora camminando dentro e, in caso contrario (perché Dio lo aveva fulminato) gli altri potessero tirarlo fuori senza dover entrare tirando la corda.

La volta scorsa abbiamo detto che Dio per colmarci di gioia aveva bisogno di essere presente in noi, attraverso lo Spirito Santo, ma anche di un “tempio”... e chi era il tempio? Noi, io e te.

Chi ha reso possibile questo? Gesù, tramite cui la separazione tra Dio è l'uomo  è stata rimossa.

“Così, fratelli, ora abbiamo piena libertà di entrare nella presenza di Dio per mezzo del sangue di Gesù, una via nuova e vivente che il Signore ha aperto per noi attraverso la cortina, cioè il suo corpo” (Ebrei 10:19.20 PV)

E' per questo che, quando preghi il tuo “babbo Dio”, lo puoi pregare solo attraverso il Figlio Gesù.

2. Gesù mi chiede di pregare attraverso il Figlio

Non devi più fare rituali, abluzioni, incensi, non devi avere più intermediari, non devi più attendere un giorno preciso dell'anno, non rischi più di essere fulminato...

Ma una cosa la devi fare: aver creduto che Gesù ha pagato per il tuo peccato col suo sangue  per renderti di nuovo puro e darti l'accesso di nuovo al Padre

“Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno può venire al Padre, se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6 PV)

Come fare? Rivolgiti anche a lui quando preghi, ringraziandolo di ciò che ha fatto, chiedendo, come abbiamo detto la scorsa settimana nel suo nome.

“In verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio nome, egli ve la darà.” (Giovanni 16:23)

“E dello Spirito Santo, che ne vogliamo fare, Marco? Mi pare brutto lasciaro fuori!”

Gesù non ci ha chiesto di pregare lo Spirito Santo: allora perché ci sono persone come Paolo o Giuda (un fratello di Gesù) che mi chiedono di pregare “nello Spirito”?

Vi ricordate cosa ha detto Gesù ai discepoli la sera prima di essere arrestato?

“... ma quando il Padre manderà al mio posto il Consolatore, egli v'insegnerà ogni cosa e vi farà ricordare tutto ciò che vi ho detto. ” (Giovanni 14:26 PV)

Spesso... anzi sempre, quando prego, mi trovo nella stessa situazione  dei discepoli di Luca 11  che non sapevano cosa pregare e avevano chiesto a Gesù :”insegnaci a pregare”.

Gesù lo sapeva, Gesù lo sa come sono fatto, come siamo fatti. Sa che abbiamo bisogno di qualcuno che:

a) ci consoli
b) ci insegni ogni cosa     e
c) ci faccia ricordare tutto ciò che ha detto.

E' questa la funzione dello Spirito Santo nella preghiera.

3. Gesù mi fornisce l'aiuto dello Spirito Santo per pregare

Persino il grande Paolo sapeva bene di non saper pregare  senza l'aiuto dello Spirito Santo:

"Nello stesso modo, anche lo Spirito Santo ci aiuta giorno per giorno nei nostri problemi e nelle nostre preghiere. Perché, in realtà, noi non sappiamo neppure per che cosa pregare, né pregare nel modo giusto, ma lo Spirito Santo prega per noi con tale sentimento, che non si può esprimere a parole. " (Romani 8:26 PV)

E' come quando dovevate chiedere qualcosa  a vostro padre, o a vostra madre, qualcosa che vi stava tremendamente a cuore,  ma avevate paura di un “NO!”

Non era facile, vero? Chiedere non ci viene naturale, pregare non ci viene naturale. Non ci credi?
Pensa alla prima volta che hai pregato in pubblico. Pensa a come ti senti all'idea di farlo, se non lo hai mai fatto!

Gesù lo sa,  ed è per questo che ha provveduto  qualcuno che ci aiutasse in questo. Paolo dice:

“State sempre in preghiera, chiedete a Dio il suo aiuto in ogni occasione, lasciandovi guidare e assistere dallo Spirito Santo.” (Efesini 6:18 PV)

Dio è il Padre amorevole a cui possiamo raccontare tutto,  che ha provveduto attraverso Gesù la via sicura per raggiungerlo e parlargli,  ma che ha anche messo a disposizione lo Spirito Santo per aiutarci a parlagli in preghiera.

Quando preghi per i quattro temi di questa campagna, la tua sfida, i tuoi tre amici, la tua città la chiesa perseguitata nel mondo,  non cercare di pregare con la tua intelligenza, prega prima lo Spirito Santo, sii onesto, sii onesta, e confessa  “Spirito, io non so che cosa pregare, aiutami tu”, e vedrai che lo Spirito sarà lì, pronto ad aiutarti,  e a suggerirvi cosa o come pregare.

Conclusione

Quando preghi, ricordati che stai pregando il tuo “abbà”  il tuo babbo, il tuo papà, non un Dio distante, che puoi essere sicuro che ti ascolta perché Gesù ha aperto la cortina che ti divideva da lui e che ti ha lasciato lo Spirito Santo per aiutarti a pregarlo

Paolo dice questo:

“E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»  Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio.” (Romani 8:15-16)

Sei stato adottato, sei stata adottata  nella famiglia di Gesù?

Se la risposta è  si, ricordati di pregare il Babbo,attraverso suo Figlio facendoti aiutare dallo Spirito Santo.

Se la risposta è no, oggi è il momento di accettare l'adozione: farai felice il tuo Babbo, avrai a fianco suo Figlio, attraverso lo Spirito

Preghiamo...
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Dove troverai la gioia?
Dove trovi  la gioia nella tua vita? In ciò che hai o da chi sei? In ciò che ti accade, o da ciò che ti è accaduto, quando hai creduto in Gesù?

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Hai mai pensato al vero significato della parola “gioia”?

Cerchiamo di definirla: lo Zingarelli descrive la gioia così:

“1. sentimento di piena e viva soddisfazione dell’animo; allegria, letizia, felicità: gioia grande, profonda, immensa; lacrime di gioia |saltare per la gioia, essere pazzo di gioia, essere fuori di sé dalla gioia, essere contentissimo, felicissimo
2. persona, fatto o cosa che è causa di felicità, fonte di soddisfazione o di consolazione: una bambina che è la gioia della famiglia; le gioie della vita.”

Per cui la gioia può essere  sia un sentimento sia persona, sia una azione.

Che cosa, o chi ti fa provare gioia? E' prodotta da qualcosa (un bel voto di tuo figlio a scuola
la macchina nuova, la vittoria della Lazio nel derby) oppure da qualcuno?

Vorrei leggere assieme un versetto di Isaia: è Dio che parla attraverso il profeta, e dice così:

“Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli.” (Isaia 56 :6-7 TILC)

In questo versetto troviamo l'origine della gioia per chi era come me e come te, “straniero” lontano da Cristo, peccatore.

Dove troverà la gioia, secondo Dio  chi prima era straniero ed ora fa parte della sua famiglia amandolo e facendo il suo volere?

Dio fa dire ad Isaia che essi  saranno colmi di gioia attraverso un luogo (il monte e la casa) attraverso la sua presenza (il mio monte - la mia casa...un luogo dove tu abiti) e attraverso un'azione (la preghiera).

Dio faceva parlare così Isaia, perché questo è quello che conosceva Isaia; Isaia parla di una “casa di preghiera” in origine era una tenda nel deserto poi diverrà un tempio a Gerusalemme.

Era il posto dove Dio  aveva deciso di incontrarsi con gli uomini.

Per essere alla presenza di Dio,  per sperimentare la sua gioia,  era necessario andare nel tempio.

Poi, è arrivato Gesù, la cortina del tempio è stata strappata,  non abbiamo più bisogno di un monte,
(vi ricordate cosa disse alla samaritana al pozzo in Giovanni 4:19-24?)... … e ora... che ne è stato del monte e del tempio?

“Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?(1 Corinzi 3:16)

Vi ricordate quello che ho detto poco fa, vero? Che Dio ha promesso di “colmarci di gioia” attraverso un luogo  (e il tempio siamo noi... io e te) attraverso la sua presenza (e lo Spirito di Dio abita in te e in me) … ora manca solo un'azione... Pregare!

In che modo ci colmerà di gioia?

Una domanda che spesso mi viene fatta  è questa:  “Come posso avere gioia  quando le mie preghiere non ricevono risposta,  oppure quando la risposta è no,  o quando ho perso un caro,  o sono ammalato,  disperato o depresso?”

Voglio farti una domanda io: in questo preciso momento, sei felice? Si? No? Voglio risponderti io. No! Non sono felice! Dall'inizio dell'anno  ho visto otto funerali di amici, parenti, conoscenti ho una persona nella mia famiglia con un cancro allo stadio terminale sono in qualche modo parte di due processi ingiusti  per cose che non sono mai state commesse... Sono felice? NO!

Voglio farti un'altra domanda: c'è gioia nella tua vita? Si? No? Voglio risponderti io. Si! Nonostante tutto sono nella gioia. Sono nella gioia a motivo di questo versetto:

“Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore.  Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa.” (Giovanni 15:9-11)

La mia gioia nasce non da cosa mi succede, ma da chi sono.

La felicità dipende da ciò che mi accade, la gioia da cosa mi è accaduto; sono stato amato da Gesù.

La felicità dipende dal mondo e dal tempo, la gioia dipende da Dio ed è fuori dal tempo. E Dio mi ha detto che mi colmerà di gioia attraverso la preghiera.

Come? Ci sono in generale 4 modi  in cui posso pregare e ricevere gioia:

1. La mia gioia nasce dal lodare Dio

“Mandate grida di gioia al Signore, abitanti di tutta la terra! Servite il Signore con letizia, presentatevi gioiosi a lui!  Riconoscete che il Signore è Dio; è lui che ci ha fatti, e noi siamo suoi; siamo suo popolo e gregge di cui egli ha cura.” (Salmo 100: 1-3)

Il sentiero che porta alla gioia  comincia con lodare Dio.

La lode è una risposta a chi Dio è,  è riconoscere la sua natura,  e spesso comincia con le parole :”Dio tu sei...” l'enfasi è su Dio.

La lode è sempre l'inizio di un rapporto d'amore Pensate a quando vi siete innamorati: la vostra gioia di avere a fianco la persona amata variava se c'era il sole o se era nuvoloso? No. L'importante era che lei, o lui c'era!  E glie lo dicevate! “Ti amo! Sei stupenda! Non posso stare senza te! Lodavate il motivo della vostra gioia.

Dio lo sa! Dio sa che la lode, il riconoscere chi lui è,  aumenta la gioia

Se non stai sperimentando gioia nella tua vita,  è probabile che stai pensando troppo a te stesso  e poco a chi è Dio.

2. La mia gioia nasce dal ringraziare Dio

Se la lode è la risposta a chi Dio è, il ringraziamento è la risposta a quello che Dio fa, è riconoscere che lui è presente nella nostra vita  ed interviene in essa.  Inizia sempre con la frase “Grazie Dio per...” L'enfasi è su di noi,  e su quello che Dio ha fatto per noi.

C'è uno studio scientifico che afferma  che le persone sono tanto più felici  quanto più hanno un atteggiamento di gratitudine  verso coloro che li hanno aiutati... e vivono anche più a lungo!

Paolo senza aver studiato psicologia lo sapeva, e dice:

“Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui; radicati ed edificati in lui, saldi nella fede, come vi è stata insegnata, e abbondando nel ringraziamento.” (Colossesi 2:7)

Per cosa vuoi ringraziare Dio?  Fai ora un elenco mentale,  e proseguilo a casa, ma ti avverto: prendi un quaderno, perché non basterà un solo foglio per elencare tutte le cose per cui vuoi ringraziarlo!

3. La mia gioia nasce dal confessare a Dio i miei peccati

C'è un altro studio scientifico  che dimostra come le persone che nascondono segreti a lungo  siano più soggette a depressione... e vivono anche di meno!

Anche Davide, senza aver fatto un solo esame di psicologia, lo sapeva:

“Abbi pietà di me, o Dio, per la tua bontà; nella tua grande misericordia cancella i miei misfatti. Lavami da tutte le mie iniquità e purificami dal mio peccato... Fammi di nuovo udire canti di gioia e di letizia, ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate...Rendimi la gioia della tua salvezza, e uno spirito volenteroso mi sostenga”. (Salmo 51: 1-2, 8, 12)

Però, tu potresti dirmi:  “Marco, scusa, come posso avere gioia  quando confesso a Dio che ho disobbedito?

Sapete quando Davide ha scritto questo salmo?  Se aprite le bibbie,  vedrete che qualcuno ha aggiunto un titolo questo

“Salmo di Davide, quando il profeta Natan venne da lui, dopo che Davide era stato da Bat-Sceba.” 

Dio sa che non ci può essere gioia senza perdono.

E per questo che doveva venire Gesù, per riportare la gioia, attraverso il perdono della croce:

“Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa.” (Giovanni 15:9-11)

Ci fa piacere ammettere di aver sbagliato? No! Ma la confessione è come un cioccolatino  che è stato ricoperto di sale:  all'inizio fa schifo,  ma se abbiamo la costanza di non sputarlo riceveremo in premio il dolce del cioccolato.

C'è qualcosa che devi confessare a Dio? Un peccato?, Un dubbio? Una paura? Prima ti libererai di esso, prima tornerai ad avere gioia nella tua vita.

4. La mia gioia nasce dal chiedere a Dio

Gesù conosce bene come è fatto Dio e conosce bene come siamo fatti noi, e sa che Dio gioisce  quando andiamo da lui per chiedere. E, per farci stare ancora più sicuri, ci dice che possiamo usare il suo “passi”,  la sua “raccomandazione”

“ Quando verrà quel giorno, non occorrerà più che vi rivolgiate a me per chiedere qualcosa. Potrete domandarla nel nome mio direttamente al Padre, ed egli vi darà quello che chiederete.  Finora non avete mai chiesto nulla nel mio nome. Chiedete ed otterrete, così la vostra gioia sarà completa.” (Giovanni 16:23-24 PV)

E' come se la gioia di Dio di vedere un figlio, una figlia che gli chiede qualcosa sia così grande da traboccare e inondare chi la chiede.

Gesù dice: “Chiedete e otterrete” per cui c'è gioia sì, nel ricevere, ma anche nel chiedere!

Tu potresti dirmi: “Marco, io chiedo... ma non arriva niente! Com'è 'sta cosa?” 

Non c'è una risposta unica: alcune volte può essere  un “non è buono per te”, o un “non adesso”, o un “non quello che è buono, ma quell'altro che è meglio”

Ma pensa una cosa: tu stai chiedendo “nel nome di Gesù”: l'ha detto lui:  "Potrete domandarla nel nome mio direttamente” :  E questa è una bella sfida. Perché significa pregare le cose  che anche Gesù pregherebbe. Significa chiedere le cose  che anche Gesù chiederebbe al Padre!

Hai mai riflettuto, quando chiedi a Dio: “Ma Gesù, lo chiederebbe questo?”

Poi, ci sono altre volte che chiedi cose che sembra ovvio che Gesù chiederebbe: un lavoro dopo dieci anni di disoccupazione, un marito che torni ad amarti, un figlio che diventi credente, una sorella che guarisca dal cancro... e non accade!

Paolo dice:

“Anche quelli che sono morti in Cristo sono dunque periti.  Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini.  Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti.” (1 Corinzi 15:18-21)

Attenzione: Paolo non dice  che non dobbiamo sperare NULLA da questa vita, ma che non dobbiamo sperare SOLTANTO per questa vita.

Viviamo in un mondo caduto, accade un po' di bene, ma accade anche il male  nonostante la fede... anche chi ha fede si ammala e muore.

Ma ricordate che la felicità  dipende da ciò che mi accade, e la malattia, le disgrazie, la morte  non mi rendono felice.

Ma la gioia dipende da cosa mi è accaduto; e che cosa è accaduto? Che Cristo è risuscitato dai morti, dice Paolo! Che Gesù ha vinto la morte per darci una nuova vita  eterna, senza più male, e assieme a lui!

Conclusione

Per essere il tempio della preghiera  debbo sperimentare la gioia della preghiera.

E la preghiera è un atto di gioia che nasce


dal lodare Dio,dal ringraziare Dio,dal confessare a Dio,e dal chiedere a Dio.
Se sperimenteremo questo nella nostra preghiera,  Dio ci ha promesso  che abiterà assieme a noi.

“Tu mi hai messo in cuore più gioia di quella che essi provano quando il loro grano e il loro mosto abbondano. In pace mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Signore, mi fai abitare al sicuro.” (Salmo 4:7-8)

Preghiamo.

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Quale chiesa stai seguendo?
Stai seguendo la chiesa che vuole offrire a Dio il meglio di ciò che hai, oppure quella che pensa di offrire ciò che più ti fa comodo?
Mario Forieri, attraverso Genesi 4,  ci mostra che tutte le chiese mai esistite al mondo procedono da ciò che è accaduto all'inizio del mondo, dove l'uomo ha deciso o di seguire ciò che è gradito a Dio, oppure ciò che è gradito a se stesso.
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"Or Adamo conobbe Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: «Ho acquistato un uomo, dall'Eterno». Poi partorì ancora Abele, suo fratello. E Abele divenne pastore di greggi; mentre Caino divenne lavoratore della terra. Col passare del tempo, avvenne che Caino fece un'offerta di frutti della terra all'Eterno; or Abele offerse anch'egli dei primogeniti del suo gregge e il loro grasso. E l'Eterno riguardò Abele e la sua offerta, ma non riguardò Caino e la sua offerta. Così Caino ne fu molto irritato, e il suo viso ne fu abbattuto. Allora l'Eterno disse a Caino: «Perché sei tu irritato e perché è il tuo volto abbattuto? Se fai bene non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta e i suoi desideri sono volti a te; ma tu lo devi dominare». E Caino parlò con suo fratello Abele; quando furono nei campi, Caino si levò contro suo fratello Abele e lo uccise. " (Genesi 4:1-8 ND)
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Le virtu?, ovvero l'abitudine al bene
Cosa sono le virtù cristiane? Sono, semplicemente, l'abitudine al bene.

Spesso quando pensiamo alle virtù, come il coraggio, la giustizia, pensiamo a cose "grandi", legate alle storie di battaglie o eventi storici; Marvin Oxenham, invece, ci insegna che  la Bibbia è piena di storie che appaiono piccole, ma che ci insegnalo che le virtù cristiane hanno valore soprattutto quando vengono vissute nella vita di tutti i giorni.

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Quale Gesù stai seguendo?
Il mondo moderno ha creato almeno tre differenti Gesù, a seconda delle proprie esigenze personali.

C'è il "Gesù-santone", un leader spirituale assieme a tanti altri, con la sua tunica lunga che serve ad ispirare, a dare buoni consigli... Ma uno vale l'altro: Gesù, Buddha o Ghandi, sono sullo stesso piano.

C'è poi il "Gesù-rivoluzionario", un guerrigliero della liberazione dei popoli alla Che-Guevara o Simon Bolivar, che ci spinge a entrare nella vita politica e a sovvertirla.

Oppure c'è il "Gesù-Babbo Natale", che, alla fine, premierà tutti quanti allo stesso modo.

Ma qual'è il vero Gesù? Mario Forieri, attraverso la prima lettera ai Corinzi, ci mostra che il vero Gesù è più semplice e più puro, ed è quello venuto a soffrire e morire per salvare solo quelli che credono in lui e in lui solo.

E tu, quale Gesù stai seguendo?

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"Vorrei che sopportaste da parte mia un po’ di follia! Ma sì, già mi state sopportando! Infatti sono geloso di voi della gelosia di Dio, perché vi ho fidanzati a un unico sposo per presentarvi come una casta vergine a Cristo.  Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità {e dalla purezza} nei riguardi di Cristo.  Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un vangelo diverso da quello che avete accettato, voi lo sopportate volentieri." (2 Corinzi 11:1-4)


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Una fede che affronti i vicoli ciechi
Cosa fai quando la vita ti mette davanti un vicolo cieco? Te la prendi con te stesso, oppure con Dio... o attendi che Dio trasformi quel vicolo cieco in una resurrezione?
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Chi conosce questo cartello stradale?




 E' quello che indica un “vicolo cieco”, ovvero una via che, se tu la prendi, poi ti tocca fare retromarcia perché non porta da nessuna parte.

Il suo nome indica  che è un posto dove non vedi: non vedi la strada dove dovevi andare, non vedi soluzione al tuo percorso.

Cosa accade quando prendi  un “vicolo cieco” con la tua auto? Perdi tempo, ti arrabbi, te la prendi con te stesso  o forse con il navigatore.

Il vicolo cieco in sostanza ti impone di “ricominciare daccapo” di cercare un'altra strada, di riconsiderare il passato.

Cosa accade quando incontri un “vicolo cieco” nella tua vita di credente? Quando la mappa che leggi (la Bibbia) quando il navigatore che ascolti (Dio) sembrano averti portato in un posto senza uscita?

Hai mai sperimentato  dei "vicoli cechi" nella tua vita di credente?  Personalmente, si!  A più riprese, e anche in occasioni  in cui avevo chiaramente obbedito  a quanto Dio mi stava comandando di fare!

Alcuni li sto sperimentando tutt'ora...  Allora, cosa fare?  Ho forse letto male la Bibbia/ mappa? Ho forse "sentito male" le istruzioni del Padre/ navigatore?  Ho sbagliato strada?  Era tutta una mia "illusione"?

Vorrei brevemente commentare un paio di versetti della lettera di Paolo ai Corinzi.

Quando la ricerca del tuo sogno  passa da difficile a impossibile,  quando la situazione sembra senza speranza -  congratulazioni!  Sei in buona compagnia!

Anche Paolo ha sperimentato vicoli ciechi  nella sua vita di credente:

"Abbiamo dovuto sopportare sofferenze grandissime, addirittura al di là delle nostre forze, tanto da disperare persino di sopravvivere. Anzi, ci consideravamo già condannati a morte, per non confidare in noi stessi, ma in colui che resuscita i morti.. " (2 Corinzi 1:8 b-9 PV)

Paolo indica tre tipo di vicolo cieco  con un crescente tipo di difficoltà: ci sono vicolo ciechi grandissimi, ci sono vicoli ciechi al di là delle nostre forze ci sono vicoli ciechi che mettono a rischio la nostra stessa vita.

Quale è la reazione a questi vicoli ciechi? La reazione di Paolo è del tutto umana:  “ci consideravamo già condannati a morte.” (v. 8).

Ti sei mai trovato lì, ti sei mai trovata lì, in una situazione dove pensi che la morte sarà la fine logica del vicolo cieco?

Forse non la morte fisica  (per Paolo era anche quello, per molti credenti nel mondo lo è ancora), ma la morte di un sogno, di un matrimonio, di una amicizia di una attività commerciale, di una carriera, di una chiesa...

Ma, a questo punto del vicolo cieco, il Paolo  si ricorda che c'è qualcuno che può affrontarlo, vincerlo,  e farlo diventare un'autostrada: “per non confidare in noi stessi, ma in colui che resuscita i morti.” (v. 9). 

La morte non è un vicolo cieco, è IL vicolo cieco di ciascun essere umano.

Se Dio può trasformare IL vicolo cieco della vita dell'uomo, se può far risuscitare fisicamente i morti,  e dargli una nuova vita che sia eterna, allora egli può anche risuscitare persone  che sono morte emotivamente.  Può risuscitare un matrimonio morto,  come pure una carriera lavorativa morta.  Egli può risuscitare  persino da un problema di salute.

Se Dio può risuscitare i morti,  egli può fare qualsiasi cosa.

Ad Abraamo, Dio disse:  "Voglio che tu diventi il ??padre di una nazione",  ma poi Abramo dovette attendere  fino all'età di 99 anni  prima di avere il suo primo figlio.

La Bibbia mostra che per Abraamo  la situazione andò da difficile a impossibile.  Immaginate Abraamo, ultranovantenne,  guardare il suo fisico allo specchio e dire:  "Impossibile!"  Poi guardare la moglie sterile Sara e dire:  "Assolutamente impossibile!" .

Ma Sara  rimase incinta,  ed entrambi risero di gioia per questo.  Quando il bambino nacque,  lo chiamarono appunto Isacco,  che significa "ridere"; non so se stessero ridendo per la nascita di un figlio, oppure se stessero ridendo per il dono di Dio. Ma forse stavano ridendo di se stessi, di aver dubitato che Dio potesse essere davvero capace di fare ciò che aveva promesso, anche contro qualsiasi logica e contro la biologia umana.

Dio lascia spesso che i problemi  diventino impossibili.  I discepoli decisero di seguire Gesù  pensando che fosse il Messia,  ma poi videro Gesù appeso sulla croce...

Era questo un vicolo cieco per i discepoli?  Per tre giorni sembrò così,  ma poi Gesù uscì dalla tomba...

Quando affronti un vicolo cieco,  ti puoi chiedere:  "Cosa sta succedendo, Dio?  Mi sono perso qualcosa della tua volontà?  Non è questo il tuo piano?  Ho perso la tua visione? "

Ricordati che i vicoli ciechi  fanno parte del piano di Dio per te.

Qual è la migliore risposta ad un vicolo cieco?  Paolo la ha trovata e ce la indica:

"È lui che ci ha liberati da quel pericolo mortale, e ci libererà ancora. Sì, sono sicuro che continuerà a farlo. "(2 Corinzi 1:10 PV). 

Paolo afferma che Dio non solo è capace di liberarci dal vicolo cieco che stiamo affrontando, ma che continuerà a farlo, vicolo cieco dopo vicolo cieco, sfidando la nostra fede ad affidarsi a lui, “per non confidare in noi stessi, ma in colui che resuscita i morti.” (v. 9).

Ti è mai capitato  di perdere di vista il piano di Dio,  perché hai pensato che ti aveva abbandonato  (quando i problemi sembravano impossibili)?

Chiedi a Dio di aiutarti  a costruire la tua fiducia su di lui  e sulla sua promessa di liberazione.

Preghiamo.
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Una fede che sappia attendere
Quale sarà il premio alla mia fede? E quando lo otterrò? Avere fede è attendere che il piano di Dio sia completo perché possa darci il premio nell'ultimo capitolo della storia.
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Sino ad ora abbiamo visto tutti gli aspetti in un certo senso “meno facili” da accettare della fede la fede non è pensare  ma fare, è vedere ciò che Dio ci rivela  non quello che vediamo realmente, è non pensare con la logica umana  ma accettare la logica di Dio, è essere pronti a pagare un prezzo, piccolo o grande,  ma sempre un prezzo per avere fede.

Tu potresti dirmi: “Che fatica avere fede, Marco! E poi, a pro di che? Perché io vedo alcuni che hanno poca fede, o anche niente fede, e ottengono, prosperano, vivono e altri che hanno molta fede  e non ottengono, stentano, muoiono!".

Chi ha scritto Ebrei, si è posto anche lui questa domanda. Sapeva di scrivere una lettera dura a persone che erano spaventate da quello che sarebbe potuto accadere loro per essere passati dall'ebraismo al cristianesimo.

Tuttavia non vuole illuderli presentandogli un Dio-ombrello che farà scivolare sopra la loro vita il male, né un Dio-sponsor che li raccomanderà per avere tutto ciò che desiderano.

Quello che presenta loro è un Dio-croce, che ha mandato Cristo a morire per renderli degni  di stare davanti al Padre che li giustifica davanti a Dio, e che li premierà.

Chi ha fede otterrà  sempre un premio

La fede ha sempre un premio... Si, ma quando lo riceveremo questo premio?

Vi ricordate? Il capitolo era iniziato con queste parole:

“Che cos'è la fede? È la completa certezza che quello che si spera si realizzerà. È la piena fiducia in cose che non si vedono.” (Ebrei 11:1 BDG)

Aveva in pratica diviso la nostra vita in due: “certezza” e “speranza” “fiducia” e “cose che non si vedono”.

Lo scrittore di Ebrei ci dice che ci sono due mondi: quello delle cose che vediamo, il mondo reale dove noi ci muoviamo, e quello delle cose che non vediamo, il mondo spirituale dove si muove Dio.

Dove avremo questo premio, allora? In quale dei due mondi? In quello reale o in quello spirituale?

Lo scrittore di Ebrei dice che inizia citando cinque personaggi famosi che hanno ricevuto un premio qua:

Abele: “Dio attestò di gradire le sue offerte” (Ebrei 11:4)
Enoc “fu rapito perché non vedesse la morte” (Ebrei 11: 5)
Noè  “un’arca per la salvezza della sua famiglia” (Ebrei 11: 7)
Abraamo: “soggiornò nella terra promessa.” (Ebrei 11:9)
Sara “”ricevette forza di concepire” (Ebrei 11: 11)

Ma, a questo punto della lettera, lo scrittore si ferma: capisce che le persone potrebbero credere  in un Dio-ombrello o in un  Dio-sponsor che ci premia qua...

Ma quando non accade? Quando non ricevi il premio di Sara, che partorisce Isacco quando è vecchia?

Quando non vedi il  Mar Rosso  che si apre davanti ai tuoi piedi? Quando le mura di Gerico non crollano  dopo aver gridato?

Quando hai fede, e preghi, e il tuo sposo, tuo figlio, tua sorella  non guariscono dal tumore? Cosa significa tutto questo? Che Dio non è in controllo, o peggio, che è un Dio che non mi gradisce?

E' Dio bugiardo? E' Dio “di parte”, Un Dio che fa chi figli chi figliastri? Che premia secondo il suo umore?

E mi ha stupito il versetto 13. Nel bel mezzo del brano  dove descrive i premi  che persone di fede hanno ottenuto scrive:

“Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse, ma le hanno vedute e salutate da lontano, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra.” (Ebrei 11:13)

Come come? Hai appena elencato tutte le promesse esaudite... gradimento da Dio, vita eterna, famiglie salvate, nazioni ottenute , figli arrivati... Tutti costoro sono morti nella fede, senza ricevere le cose promesse...

Per cui, non sono QUESTE le cose promesse. Non è quello che otteniamo QUA  il premio finale alla fede.

E infatti, se prima aveva elencato cinque persone che avevano ottenuto un “premio” visibile,  misurabile,  da spendere qua in terra in virtù della loro fede, adesso elenca cinque persone  che NON hanno ottenuto alcun premio visibile, misurabile, da spendere qua in terra per via della loro fede.

Per fede Abraamo “fu messo alla prova, offrì Isacco” (Eberi 11:17)

Dio lo gradì...  ma non c'era alcun premio

Per fede Isacco “benedisse Giacobbe ed Esaù” (Ebrei 11:20)

Isacco morente benedice due figli che si odiano...  dov'è il premio per la sua fede?

Per fede Giuseppe “diede disposizioni circa le sue ossa” (Ebrei 11:22)

Giuseppe muore in Egitto, perché il suo popolo non ha ancora una terra, e chiede che, quando ci sarà,  le sue ossa siano portate là... dov'è il premio?

Per fede Mosè “fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori” (Ebrei 11: 23)

I genitori salvarono il figlio... ma lo persero subito dopo, vedendolo diventare il “nipote del faraone”... mica è un gran premio!

Per fede Mosè “rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone” (Ebrei 11:24)

Divenne l'eroe del suo popolo... ma patì fame, persecuzione e percosse... bel premio alla fede!

Ebrei aggiunge:

“Per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l’adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni, spensero la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada, guarirono da infermità, divennero forti in guerra, misero in fuga eserciti stranieri.” (Ebrei 11:33.34)

Ma poi aggiunge anche:

“Furono torturati... furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia.Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati... erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra.” (Ebrei 11:35-38)

Lo scrittore di Ebrei ci sta dicendo una cosa chiara: prendi le benedizioni qua come un “extra”... ma non è quello il premio per la tua fede. Potrai ricevere mentre sei in terra   perché Dio ti benedice, ma se hai fede, e non ricevi non significa  che Dio ce l'ha con te.

Questo significa  che debbo smettere di pregare con fede per la guarigione di mia cognata dal cancro?
Certo che no! Gesù mi chiede di farlo,   “Io altresì vi dico: chiedete e vi sarà dato” (Luca 11:9). Io prego ogni giorno per quell'extra... … ma non devo fondare la mia fede in Dio sull'extra.

Ebrei 11:39 dice:

“Tutti costoro, (per cui, sia quelli che hanno ricevuto un extra sia quelli che non lo hanno ricevuto) pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso” (Ebrei 11:39)

Dov'è, allora, il “premio” per la fede? Quale è la promessa di cui parla Ebrei?

Vedete, la storia ha senso solo  quando leggiamo l’ultimo capitolo; in molti casi ci soffermiamo sul penultimo capitolo, quello dove noi stiamo vivendo le nostre vite. E vorremmo che tutto funzionasse qua.

Ma questo è il penultimo capitolo, e noi viviamo ancora in un mondo caduto, imperfetto, pieno di peccato... Noi stessi, abbiamo fede si...  ma siamo imperfetti. Abbiamo fede si,  ma siamo peccatori.

Per alcuni di noi questo penultimo capitolo sarà spiacevole  per altri vittorioso e pieno di extra... per la maggior parte di noi  un mix delle due cose.

Ma se siamo in Cristo, nel suo patto,  l’ultimo capitolo è uguale per tutti... Ed è un capitolo di puro trionfo.

“Ancora breve, brevissimo tempo e il suo arrivo non tarderà. Quelli che per la fede ora sono giusti davanti a Dio vivranno per fede, fiduciosi in lui per ogni cosa.” (Ebrei 10:37-38a BDG)

Quale è il premio della fede? Saremo dichiarati “giusti” davanti a Dio. La parola greca che è tradotta con “giusti” è “dikaios”, che significa “innocente”.

Il premio della fede, è che Gesù ci rende innocenti dei nostri peccati perché lui li ha pagati per noi. Per rendere possibile tutto ciò, Dio ha un piano...

“Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, in modo che loro non giungessero alla perfezione senza di noi.” (Ebrei 11:40)

Noi siamo giunti a Cristo  attraverso le vite di chi ci ha preceduto; senza Noè, Abraamo, Mosè, Raab, oggi non saremmo giusti, non saremmo innocenti, non saremmo salvi...

Grazie alla loro fede, noi abbiamo conosciuto Cristo; Dio ha fatto aspettare Abraamo, Noè, Mosè Davide, affinché potessero entrare nel Regno di Dio  assieme a te.. e a me!

L' ultimo capitolo  è  stato già scritto  scritto, ma non è ancora avvenuto;  siamo ancora nel penultimo,
la “perfezione”,  Cristo che torna a regnare,  la “seconda venuta” la “Gerusalemme Celeste” tutto questo deve ancora avvenire.

Neanche noi,  come, Abraamo, Giacobbe, Mosè, Davide; abbiamo ancora ottenuto tutto quello  che Dio ha promesso... il premio della fede, la Nuova Gerusalemme, Gesù che regna in eterno...

Ma abbiamo conosciuto Gesù. ciò significa che tu, ed io, possiamo essere per le generazioni future i Noè, i Mosè, i Davide  attraverso la nostra fede,  la tua e la mia.

Cosa fai quando la paura bussa alla porta della tua vita?  Apri la porta, o apri la Bibbia?

Quando non trovi un senso al male che vedi attorno a te  o che stai vivendo?   Piangi, ti disperi, o cerchi di vedere oltre l'ombra?

In cosa hai fede? In un Dio ombrello che ti protegge da tutto, o in un Dio sponsor che ti raccomanda?

La fede  è chiudere a doppia mandata la porta alla paura che bussa, e aprire la Bibbia e pregare. E' credere in un Dio-croce,  che ha già vinto il mondo. E' vedere il piano di Dio, anche quando la vita fa male perché il premio vero non è qua. E' pregare per gli extra, ma accettare quando non arrivano. E' testimoniare Cristo anche quando è rischioso è difficile, è faticoso sapendo che altri verranno a Cristo per la tua fede.

“Ora senza fede è impossibile piacergli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.” (Ebrei 11:6)

Ma, soprattutto, la fede è voler piacere a Dio, accostarsi a lui,  cercarlo, e sapere che il premio  sarà stare assieme a lui per sempre

Preghiamo.
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Una fede che veda oltre le curve
Su cosa è fondata la tua fede? Sulla logica e sul vedere, o sull'obbedire e sull'affidarsi?

Avere fede è accettare confidare in un Dio d'amore anche quando non vediamo oltre le curve dei nostri problemi.
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Sono un paio di settimane che stiamo parlando di fede e di paura.

Abbiamo iniziato con Mario Forieri che ci ha domandato  “Cosa fai quando la paura bussa alla porta della tua vita?  Apri la porta,  o apri la Bibbia?"

La scorsa settimana abbiamo iniziato a studiare Ebrei 11 per avere un modello di fede biblico.

Ed abbiamo già visto che   chi ha fede non pensa ma fa, ovvero che la vera fede deve spingere ad agire perché le nostre azioni rendano visibile l'invisibile e che la fede non è un sentimento, ma un'azione.

Avevamo poi visto che chi ha fede crede ciò che Dio gli rivela non ciò che vede, che non devo fidarmi di ciò che vedo con i miei occhi

La vera realtà è ciò che Dio dice avverrà non ciò che io vedo, è il progetto finale, non lo stato attuale dell'opera.

Oggi vediamo altri due aspetti di chi ha fede.

1. Chi ha fede non pensa solo con la logica umana

Attenzione, non sto dicendo che se sei credente, se hai fede in Dio devi rinunciare completamente alle tue funzioni logiche.

Dio ti ha creato con un cervello e la capacità di guardare e capire la realtà  è un  SUO dono, perché Dio è un dio “logico”, che guarda ciò che accade, e capisce fino in fondo il perché e il per come degli eventi,  e vuole che tu usi la capacità logica che ha seminato in te.

Perché allora la fede a volte manda la mente in tilt? Perché Dio vede l'immagine completa del percorso, mentre noi vediamo esclusivamente  il tratto di strada che stiamo percorrendo.

Se abbiamo una buona vista e il percorso è pianeggiante possiamo arrivare a vedere chiaramente tre/ quattrocento metri oltre; Uno con una vista eccezionale arriverà a un chilometro.

Ma basta un po' di foschia, una collinetta, una curva, e noi non vediamo più nulla.

Pensate ad Abraamo: Dio aveva detto di partire da Ur dei Caldei, una città enorme, ricca, per andare in un posto... senza rivelargli dove o quale fosse quel posto.

Lui, per fede, era partito, magari con qualche dubbio,  con molte speranze. E come premio  Dio lo condusse nella terra promessa.

Per fede aveva accettato la promessa di Dio che avrebbe avuto una discendenza grande come le stelle nel cielo, anche se qualche dubbio lo avrà avuto con una moglie sterile ed anziana. E come premio Dio fece partorire Sara nella sua vecchiaia, dandogli Isacco.

Sin qui, Abraamo, ha esercitato la funzione “logica”  che Dio ha impiantato nel suo cervello: “Per poter avere una nazione, Dio mi deve dare un posto dove vivere... ed eccola, la terra promessa!” Logico! “Per poter generare una nazione, Dio mi deve dare un figlio... ed eccolo, il figlio Isacco!” Logico!

Tutto è filato secondo la “logica” umana, sembra una di quelle storie che finiscono con “e tutti vissero felici e contenti”. Poi, però, accade che Abraamo incontra una “curva” sul suo cammino. Qualcosa che gli impedisce di vedere “oltre”, qualcosa che va al di là della sua logica di uomo, qualcosa che stenta a capire, anzi che non capisce affatto.

“Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito.  Eppure Dio gli aveva detto: «È in Isacco che ti sarà data una discendenza».  Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione. “ (Ebrei 11:17-19)

“Abraamo, dammi Isacco in sacrificio su un altare di pietra; uccidilo perché lo voglio.”
“Ma come, Signore? Ho aspettato tanto, tu me lo hai promesso, tu hai fatto il miracolo per farmelo avere, tu hai detto di avere un piano per lui… e ora lo devo uccidere?
“Abraamo, io te lo comando. Fallo, se hai fede in me.”

Cosa fai quando la fede va oltre la tua “logica” di uomo e di donna? Quando una curva,  una collina,  un ostacolo  nella tua vita ti impedisce di vedere oltre, e tu temi che tutto sia finito lì, che non ci sarà un futuro, e che se ci sarà, sarà pieno di dolore, angoscia tristezza?

Il versetto dice:

Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti (v. 19)

Abraamo nella sua disperazione, cerca di dare un senso a ciò che non ha senso, cerca di venirne a capo con la “logica umana”:   “Forse me lo risuscita!”.

Non capisce, ma obbedisce. Obbedisce anche se vede il contrasto  tra la logica di un Dio d'amore che da la vita, e l'illogica di un Dio di di dolore  che la chiede indietro.

Cosa fai allora  quando sei sicuro che Dio ti sta dicendo una cosa,  ma non riesci a far quadrare il cerchio?

Quando sei in una situazione  dove obbedire ad un chiaro ordine di Dio  sembra portarti in un baratro?

La natura umana è quella di dubitare che i piani di Dio siano i migliori. La natura umana di Gesù, che era perfettamente e completamente uomo, nel Getzemani fu quella di dubitare che il piano di Dio  che prevedeva la croce fosse davvero il migliore:

“Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice1 (Matteo 26:39b)

Ma la natura divina di Gesù, che era perfettamente e completamente Dio fu quella di confidare che il piano di Dio era effettivamente il migliore:

“Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.” (Matteo 26:39b-c)

Molto tempo dopo Abraamo, ci fu un uomo che divenne famoso per la sua intelligenza, tanto che persino i re e le regine andavano a consigliarsi da lui.

A quest'uomo Dio diede il compito di scrivere un libro dove le persone che sarebbero venute dopo di lui avrebbero potuto trovare risposte alle loro domande.

Fu così che Salomone scrisse il libro di Proverbi, un libro dove è condensata gran parte della saggezza divina applicata alla vita di tutti i giorni, pieno di risposte pratiche  a ciò che ci capita realmente nel modo.

Ma quest'uomo saggio, arrivato alla fine dei suoi giorni, scrisse anche un altro libro, Ecclesiaste, dove per dodici capitoli prova a dare un senso logico a tutto quello che ha viso e ha vissuto nella sua lunga vita di successo.

E dopo aver ragionato per dodici capitoli cercando di dare un senso logico a tutto ciò che logico non appariva nella sua lunga vita, conclude così:

“L’Ecclesiaste, oltre a essere un saggio, ha anche insegnato al popolo la scienza e ha ponderato, scrutato e messo in ordine un gran numero di sentenze. L’Ecclesiaste si è applicato a trovare parole gradevoli; esse sono state scritte con rettitudine e sono parole di verità.... Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: «Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo»” (Ecclesiaste 12:11-12, 15)

L'uomo più saggio mai venuto al mondo conclude che è impossibile per l'uomo capire i piani di Dio, e che l'unica strada è quella di obbedire,  e lasciar fare a lui.

Abraamo l'aveva fatto: non capendo il perché, cercando di dare una logica umana dove logica non c'era aveva PER FEDE scelto di obbedire.

C'è un Isacco che sai Dio ti ha promesso e ti ha dato, il tuo ministero,  il tuo matrimonio felice,  i tuoi figli, un’amicizia,  la tua salute,  il tuo lavoro,  la tua chiesa, e, all’improvviso Dio ti dice:   “Rinuncia”….“Perché?” … “Perché lo dico io e basta.  Io sono Dio.”

Dio chiese ad Abraamo una prova alla sua fede; abbiamo detto che chi ha fede non pensa,  ma fa. La fede, quella vera, così come l'amore non è un sentimento, ma un'azione.

E il commento del Dio della vita,  dopo aver fermato la mano di Abraamo che era pronta ad uccidere un figlio pur di obbedire a Dio e avere fede in lui, è questo:

“Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli male! Ora so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l’unico tuo.” (Genesi 22:12)

La parola usata in ebraico per “temi” è “ya?re?”, che significa “avere rispetto per via della paura”.

Sapete quale parola usa Salomone quando conclude il libro di Ecclesiaste e dice  “Temi Dio e osserva i suoi comandamenti”? E' proprio “ya?re?”!

Ti pongo la stessa domanda  che ti ha fatto Mario tre settimane fa: quando la paura bussa alla tua porta, cosa fai? Apri la porta, o apri la Parola di Dio?

Dio vuole sapere che l'unica paura che abbiamo è quella di rispettare le sue Leggi.

Questo è il tipo di paura che Dio ricerca, quella paura che non cerca la logica umana ma che rispetta una logica apparentemente (e solo apparentemente) illogica di Dio... per amor suo.

Questo è il tipo di paura che dimostra a Dio che può fidarsi... e a chi si fida,  lui affida...

A Noè affidò la conservazione della vita sulla terra, a Abraamo la nascita di un popolo, a Mosè la liberazione dalla schiavitù, a Giosuè la conquista della terra promessa.

Tu non puoi neppure immaginare a quali grandi opere potresti essere chiamato,  potresti essere chiamata, se solo accetterai di avere fede  al di ciò che vedi e che ti pare logico, e di rispettare le Leggi di Dio.

Ma... c'è un ma.

4. Chi ha fede  è pronto a pagarne il prezzo

Quante volte hai sentito dire da me o da altri  che la salvezza è gratis? Non puoi comprare la salvezza.

Allo stesso modo non puoi comperare la fede, ma la fede,  a differenza della salvezza, non è mai gratis... c'è un costo, piccolo o grande, ma un costo da pagare.

“(Noè) con la sua fede condannò il mondo” (Ebrei 11-7b) 

Per Noè il costo era veder perire nelle onde familiari, amici, armenti, città...  tutto....e ritrovarsi solo.

“(Mosè) rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone,  preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio.” (Ebrei 11: 24.25)

Per Mosè era perdere ogni privilegio regale, patire la fame, le percosse, il disprezzo.

“Allora il re di Gerico mandò a dire a Raab: «Fa’ uscire quegli uomini che sono venuti da te e sono entrati in casa tua; perché sono venuti a esplorare tutto il paese».” (Giosuè 2:3)

Per Raab era le minacce del re  per aver nascosto le spie ebree in casa. e la possibilità di essere lei uccisa assieme a loro.

Lo scrittore di Ebrei ci offre una varietà di costi che i credenti hanno dovuto pagare e pagano tutt'ora perché hanno fede:

“altri furono torturati ...altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati ... erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra.” (Ebrei 11:35-38)

Sapete, quanto vorrei un “Dio-ombrello”,  di quelli che protegge solo me (e quelli che dico io): ”Dio mi ama = non mi farà soffrire”.

Oppure un “Dio-sponsor” di quelli che mi raccomanda: “Io ho fede = Dio mi provvede la raccomandazione  per ricevere  quello che dico io.”

Ma sapete, il mio è il “Dio-croce”, di quelli che vengono per salvarmi: “Io ho fede = Dio è morto al posto mio”.

Essere obbedienti a Dio, quasi mai comporterà avere una vita facile, un ombrello, una raccomandazione... ma piuttosto una croce da portare.

Gesù dice:

“Chi vuole seguirmi, deve smettere di pensare a se stesso, e deve essere pronto a portare la propria croce ogni giorno, restandomi vicino!” (Luca 9:23 BDG)

Seguire il volere del Padre, ha portato Cristo, colui che ha steso i Cieli, a morire come un criminale su una croce.

In cosa ha fede tu? Se è  in un “Dio-ombrello” sappi che la tua fede  durerà fino al primo grosso problema. E quando non lo risolverai  attraverso la fede nel Dio-ombrello, allora non avrai più fede.

Oppure se è in un “Dio-sponsor” sappi che la tua fede  durerà fintanto che otterrai ciò che chiedi. E quando non otterrai ciò che desideri  attraverso il Dio-sponsor, allora non avrai più fede.

Ma, invece, se la tua  fede è nel “Dio-croce” la tua fede sopravviverà alle tempeste della vita, perché Lui ha già vinto per te.

“ "Credete adesso?" chiese Gesù... Vi ho detto queste cose, perché in me abbiate pace. Nel mondo vi aspetta sofferenza, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo!" “(Giovanni 15:31, 33 PV)

Preghiamo
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Una fede che vada oltre le ombre
Cosa fai quando tutto sembra coalizzarsi contro di te? Credi nelle ombre che ti circondano, o hai fede nel progetto di Dio per la tua vita?
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La  scorsa settimana Mario Forieri ci ha parlato di fede.

“Cosa fai- ci ha detto Mario - quando la paura bussa alla porta della tua vita? Apri la porta, o apri la Bibbia?"

E ha anche detto che paura e fede hanno una cosa in comune: credere in qualcosa che non vediamo. E la paura è avere fede nella direzione sbagliata,

Non so se vi sono mai capitati quei periodi dove tutto sembra girare per il verso sbagliato. Dove sembra che l'intero universo sia coalizzato contro di te... e tu sei in mezzo...  e non sai cosa fare,  cosa credere,  chi pregare, … qualche volta se pregare.

Spero non vi sia mai accaduti: per me questo anno  è iniziato proprio così.

Nei primi trenta giorni dell'anno è morto mio zio, la madre di una compagna di scuola due amici di della mia stessa età, una signora (quasi una mamma) che abita davanti al negozio e con cui ero amico da 40 anni...  un cliente del negozio, il figlio di un nostro fornitore, il fratello ed il suocero di un missionario con cui ho lavorato...

E poi un infarto ad un amico trentaseienne, cause legali che si riaprono,  mia cognata che malata terminale di cancro, problemi col software al negozio... Insomma, di tutto, di più!

Allora, è proprio in questi momenti che la tua fede viene sfidata.  Cosa faccio? Apro la porta alla paura, o apro la Bibbia?

Il brano che predicherò oggi è Ebrei 11. Non mi stancherò mai di riproporlo perché è bene che ricordiamo, soprattutto nei periodi come quello che attraverso io, che la fede non si basa su ciò che vedo, ma su quello che Dio vede per me.

Contesto

La lettera è scritta da qualche discepolo di Gesù (forse Paolo stesso o qualcuno che lo aveva seguito) a un degli ebrei che si erano convertiti.

Ora, c'era un problema: Il giudaismo era una religione lecita,  il cristianesimo no. E questi ebrei converti stavano considerando di “tornare indietro” anche per evitare di essere perseguitati.

In pratica, stavano avendo “paura” di quello che sarebbe accaduto loro, e la paura gli faceva  credere cose  che ancora non avevano né visto né sperimentato... e volevano avere fede si... ma nella direzione sbagliata.

Perché stava accadendo tutto questo? Perché avevano paura? Principalmente perché non vedevano Dio agire nelle loro vite.

E c'era la voglia di dire: “Ma c'è davvero Dio? E se c'è, siamo sicuri che è buono? E  se c'è ed è buono, forse è distratto, o tratta meglio alcuni e peggio altri. Leggiamolo assieme:

“1 Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono. 2 Infatti, per essa fu resa buona testimonianza agli antichi. 3 Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti. 4 Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più eccellente di quello di Caino; per mezzo di essa gli fu resa testimonianza che egli era giusto, quando Dio attestò di gradire le sue offerte; e per mezzo di essa, benché morto, egli parla ancora.... 6 Ora senza fede è impossibile piacergli, poiché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano.  7 Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, preparò un’arca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede. 8 Per fede Abraamo, quando fu chiamato, ubbidì, per andarsene in un luogo che egli doveva ricevere in eredità; e partì senza sapere dove andava. … 11 Per fede anche Sara, benché sterile e fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa....17 Per fede Abraamo, quando fu messo alla prova, offrì Isacco; egli, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unigenito. …  19 Abraamo era persuaso che Dio è potente da risuscitare anche i morti; e riebbe Isacco come per una specie di risurrezione. ... 21 Per fede Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e adorò appoggiandosi in cima al suo bastone. ... 23 Per fede Mosè, quando nacque, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello, e non ebbero paura dell’editto del re.. 24 Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, 25 preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio che godere per breve tempo i piaceri del peccato, 26 stimando gli oltraggi di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d’Egitto, perché aveva lo sguardo rivolto alla ricompensa.... 30 Per fede caddero le mura di Gerico dopo che gli Israeliti vi ebbero girato attorno per sette giorni. 31 Per fede Raab, la prostituta, non perì con gli increduli, avendo accolto con benevolenza le spie. .... 35 Ci furono donne che riebbero per risurrezione i loro morti; altri furono torturati perché non accettarono la loro liberazione, per ottenere una risurrezione migliore; 36 altri furono messi alla prova con scherni, frustate, anche catene e prigionia. 37 Furono lapidati, segati, uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati 38 (di loro il mondo non era degno), erranti per deserti, monti, spelonche e per le grotte della terra.  39 Tutti costoro, pur avendo avuto buona testimonianza per la loro fede, non ottennero ciò che era stato promesso; 40 perché Dio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, in modo che loro non giungessero alla perfezione senza di noi. (Ebrei 11:1-40)

Come mi aiuta questo brano ad attraversare il mio periodo “buio”? Quali sono le caratteristiche di chi ha fede?

1.  Chi ha fede non è pensa ma fa

Che cosa è la fede quando tutto sembra andare storto?

“certezza di cose che si sperano dimostrazione di cose che non si vedono” (v. 1)

La fede è scegliere da quale parte andare, se aprire la porta alla paura, o aprire la Bibbia con le promesse di Dio.

La traduzione TILC dice così:

“La fede è un modo di possedere già le cose che si sperano, di conoscere già le cose che non si vedono.” (Ebrei 1:1 TILC)

Detto con altre parole: “La fede è un processo per mezzo del quale le cose invisibili diventano visibili”.

La fede è  pulire la cucina a tua moglie  dopo che hai avuto una giornata pesante che fa diventare visibile a tua moglie qualcosa che non è visibile il tuo amore per lei.

La fede è sedere accanto a tuo marito e guardare assieme a lui una partita di calcio per non lasciarlo da solo perché gli amici non sono venuti.

La fede è dare un corpo visibile ai nostri sentimenti.

Giacomo il fratello di Gesù, nella sua lettera afferma:

«Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». (Giacomo 2:18)

Ebrei 11 ci mostra le vite di persone a cui non sempre (anzi quasi mai) è filato tutto liscio che si sono sentite distanti da Dio, che non speravano di uscirne vivi, che sono morte nonostante credessero in Dio.

Noè che inchioda tavole nel bel mezzo di un  deserto. Abraamo che lascia la sua città ricca e comoda senza neppure sapere dove va. Rahab la prostituta che fa entrare le spie in casa sua. Abele che uccide e brucia i migliori agnelli al Signore,

Anche la fede, come l'amore, non è un sentimento, ma un'azione.

2. Chi ha fede crede ciò che Dio gli rivela non ciò che vede

La vera realtà è ciò che Dio dice non ciò che io vedo.

La realtà che ho visto io in questo primo mese del 2019 è una realtà fatta di lutti, malattie, problemi. Ma è questa la realtà vera?  E' questo il progetto di Dio?

Paolo la mette in questi termini:

“Certo la nostra vista è ancora confusa, come se guardassimo in uno specchio appannato, ma un giorno lo vedremo faccia a faccia. Ora tutto quello che sappiamo è incompleto, ma allora sì che avrò una vera conoscenza, proprio come il Signore conosce me.” (1 Corinzi 13:12 PV)

C:S. Lewis ha detto: “La terra dove noi viviamo, questa non è null'altro che il paese delle ombre. La vera vita non è ancora cominciata.”

Qualche volta Dio concede ad un uomo di vedere “oltre”, di andare aldilà dell'ombra. si chiama “rivelazione”.

Se Noè si fosse fermato a vedere l'ombra, avrebbe visto la distruzione di tutto ciò che conosceva: piante, animali, esseri umani. Ma Dio gli aveva fatto vedere il progetto che stava dietro; quello di una seconda creazione.

Ma di sicuro ci saranno state persone che passando sotto l'arca gli dicevano: “Sei matto! Non piove!”

Se Abramo si fosse fermato a vedere l'ombra, avrebbe visto la realtà di lui vecchio e con una moglie sterile. Ma Dio gli aveva rivelato il progetto di una stirpe infinita.

Ma di sicuro ci ranno state persone che gli dicevano:  “E allora? Dove sono tutti 'sti filgli che ti hanno promesso?“

Se Giosuè si fosse fermato a vedere l'ombra, avrebbe visto le mura inespugnabili di Gerico. Ma Dio gli aveva rivelato che le mura sarebbero cadute. dava  un altro messaggio:

Ma di sicuro c'erano persone che li prendevano in giro per le loro trombe: “ Ma che sono, trombette atomiche? Che fanno cadere i muri?”

Certo, non a tutti capita: forse Dio non ti ha mai rivelato direttamente  non hai mai sentito la sua voce direttamente ma attento, attenta a sottovalutare i messaggi che Dio ti manda  attraverso gli altri.

Qualche giorno fa, prima di partire per l'Inghilterra Janet ha ripulito i suoi “archivi”, ed ha accumulato una colonna di carte vicino al caminetto da bruciare per accendere il fuoco

Io non mi metto mai a vedere cosa siano... tranne stavolta... tranne questa.

E' un biglietto di Jessica Malone, una ragazza americana che ha partecipato all'English Camp.

Jessica scriveva:

Cari Janet, Marco, Matteo e Benjamin, la vostra famiglia mi ha sopraffatto di amore, incoraggiamento, grazia, ospitalità e speranza. Sono venuta in Italia volendo solo di essere usata da

Dio e di capire il suo amore e la sua visione per l'Italia. Trenta giorni dopo me ne vado con una grande gioia nel mio cuore portando assieme a me semi di fede. Come Ebrei 11 spiega:  “la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono”. Dopo aver visto il Signore muoversi negli ultimi mesi in un modo così incredibile nei cuori di molti qui (ed anche nel mio), non ho alcun dubbio che il cuore del Padre arda per Montefiascone e che Egli ha iniziato in questo posto una buona opera che sarà fedele nel portare a compimento per la sua gloria e la nostra gioia, proprio come noi lo abbiamo visto lavorare fedelmente e pazientemente nelle nostre vite attraverso la sua grazia. Amo tutti voi così tanto che non avrei potuto essere stata più benedetta dell'aver lavorato con voi per il Regno in questo posto. Siete colonne della fede e dell'incoraggiamento, e ringrazio davvero Dio per voi. Il saldo amore della chiesa di Montefiascone porta onore e lode a Dio”

Sapete in che anno è stata scritta questa lettera? Nel 2004:  quindici anni fa, il primo anno della nostra chiesa... quando non avevamo neppure un nome, (eravamo solo “la chiesa evangelica di Montefiascone”) eravamo sette, non avevamo soldi, non avevamo un locale, non eravamo riconosciuti dallo Stato come chiesa...

Se io, Marco,  mi fossi fermato a guardare le ombre, avrei detto :  “Non c'è mai stata una chiesa a Montefiascone a memoria d'uomo, io non sono un pastore,  non ho studiato teologia,  siamo sette dopo otto anni che lavoriamo per una chiesa locale...”

Vi direi una bugia se vi dicessi di aver avuto da sempre una fede incrollabile  che questa chiesa sarebbe nata che sarebbe sopravvissuta. Dio mi conosce,  ed è spesso venuto in soccorso ai miei dubbi.

Se hai mai avuto dubbi, se hai passato più tempo a studiare le ombre per sapere come andrà a finire, non sei da solo.

Persino dinanzi allo stesso Gesù ci sono state persone che avevano fede, ma che erano assediate dal dubbio: come il padre dell'indemoniato in Marco 9:

”Ti prego, abbi pietà di noi e fa qualcosa, se puoi!"  "Se posso?" disse Gesù. "Tutto è possibile per chi ha fede!"  Il padre esclamò subito: "Io ho fede, ma aiutami a superare i miei dubbi!"  (Marco 9:22-24 PV)

Gesù non ti condanna per i tuoi dubbi, ma è felice se cerchi oltre le ombre.

Voglio porti la stessa domanda che ti ha fatto Mario la settimana scorsa: cosa fai quando la paura bussa alla porta della tua vita?  Apri la porta,  o apri la Bibbia?

Quella Bibbia che dice:

“Proteggimi, o Dio, perché io confido in te. 2 Ho detto al Signore: Tu sei il mio Signore; #non ho bene alcuno all’infuori di te.” (Salmo 16:1-2)

Quando non trovi un senso al male che vedi attorno a te?  Piangi, ti disperi, o cerchi di vedere oltre l'ombra?  Come trovi un senso al tutto?

“Proteggimi, o Dio, perché io confido in te"

Dio ti sta dicendo: "Senza di me nulla ha senso.  Il senso della tua vita è racchiuso in me... Non lo dimenticare."

Preghiamo.

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Mossi dalla paura... o dalla fede?
Quando la paura bussa alla porta della tua vita, cosa fai? Apri la porta, o apri la Bibbia? In fondo, paura e fede hanno una cosa in comune: credere in qualcosa che non vediamo. E la paura è avere fede nella direzione sbagliata.

Mario Forieri, attraverso Isaia 8, ci spiega che la paura non è mai un buon consigliere, e che se le nostre paure lo diventano, è un segnale che ci dice che non stiamo vivendo a pieno nella certezza delle promesse che Dio ha fatto per noi attraverso Gesù.

Da chi ti fai consigliare: dalla tua paura, o dalle promesse immutabili di Dio?

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“Non chiamate congiura tutto ciò che questo popolo chiama congiura; non temete ciò che esso teme, e non vi spaventate. Santificate il Signore degli eserciti! Sia lui quello per cui provate timore e paura!“ (Isaia 8:12-13)

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Scavare nella Bibbia
La Bibbia è come un terreno: possiamo camminarci sopra, o possiamo scavarlo, e andare a vedere i differenti strati da cui è composto. 

Ogni strato ci dice qualcosa di importante circa Gesù, la nostra natura e come vivere la nostra vita. 

Nessuno strato è meno importante, nessuno strato è più importante. 

E gli strati possono essere infiniti; basta solo avere la voglia, il tempo e costanza di tuffarcisi dentro, e Dio parlerà in una maniera sorprendentemente attuale.

(NB: il messaggio audio non rispecchia fedelmente gli appunti in quanto è un insegnamento interattivo con le persone in sala)

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Giovanni 1:9-14
 "9 La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. 10 Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto. 11 venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; 12 ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 13 i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio. 14 E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre." (Giovanni 1:9-14)

Cosa ci dice della natura di  Gesù?

1. Non può essere/ rimanere nascosto (v.9)
2. brilla come il sole (v.9)
3. la sua luce rende possibile all'uomo di vedere (v.9)
4. è stato la causa della creazione (v.10)
5. l'intelligenza suprema è divenuta un uomo, si è “abbassata” al nostro livello “animale” (v.14)
6. ci ha fatto un dono svelandoci la verità senza aspettare nulla in cambio (v.14)

Il mondo tende a sminuire e nascondere la verità su Gesù, a renderlo uguale a tanti altri, ma è lui che ha creato il mondo e i suoi abitanti.

7. E' solo lui la “VERA luce; non una luminescenza diffusa, che dà un po' di chiarore qua e là, ma una luce diretta e calda come quella del sole, e questa luce è venuta, incarnandosi in forma di un semplice uomo, con uno scopo; far vedere all''uomo la verità, svelandocela senza attendere nulla in cambio.


Cosa ci dice della natura dell'uomo?

1. non è consapevole di Gesù (v.10)
2. è stato creato da Gesù, ma non lo ha voluto accanto (v.11)
3. non può tramite la sua volontà raggiungere Dio (v.14)

L'uomo, anche se è stato creato da Gesù, non lo riconosce; la creatura si è ribellata al creatore credendosi egli stesso capace di creare la propria fortuna. Ma ogni sforzo per innalzarci da nostro stato di “animali intelligenti” è destinato a fallire.

Come posso ristabilire il rapporto infranto con Gesù?

1. Affidandosi a lui (v.12)
L'unico modo per ristabilire il rapporto con il proprio creatore è ripercorrere a ritroso la storia e tornare ad affidarsi/ avere fede in Gesù

Cosa mi accade se mi affido a lui?

1. Ho il privilegio/ libertà di diventare figlio di Dio (v.12)
2. Dio ha seminato in me il suo spirito (v.12)
3. Dio mi dà una nuova nascita (v14)

Se ci affidiamo a Gesù, il seme che Dio ha seminato in noi sboccia portando  il frutto di una nuova vita.



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