Parole di Storie - Fiabe


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Fiabe per tutti, fiabe per bambini, per le famiglie, e per chi ha voglia ancora di sognare. Un mondo di avventure dove il tempo non ha tempo e se ne sta tutto in quel c'era una volta. Storie adattate e messe in voce, da ascoltare liberamente e scaricare gratuitamente. Sostienici con una libera donazione.
Autore: Parole di Storie
Ultimo episodio: 04/07/19 16:06
Aggiornamento: 15/09/19 18:53 (Aggiorna adesso)
Bambolina. Una fiaba di Luigi Capuana. Messa in voce di Gaetano Marino
C'era una volta un pescatore che vivacchiava alla meglio con il raccolto della sua pesca. Partiva in barca la sera, stava a pescare tutta la nottata, e la mattina dopo all'alba era di ritorno. Quando aveva fatto una buona retata, scorgendo da lontano la moglie che lo attendeva, ansiosa, alla spiaggia, le faceva segno di rallegrarsi, agitando per aria il berretto. Da parecchi mesi però il povero pescatore aveva una gran sfortuna; pareva che quasi tutti i pesci si fossero messi d'accordo per non farsi pescare da lui. I suoi compagni, invece, ne pigliavano tanti e poi tanti, che spesso dovevano rigettarli in mare, perché il troppo peso non facesse affondare le barche. Disperato un giorno disse alla moglie:
— Vendiamo barca, reti e ogni cosa; almeno tireremo innanzi un buon paio di settimane con quel po' di danaro che ne caveremo. Se no, saremo ben presto morti di fame tu, io e Bambolina. [...] Continue reading
I tre garzoni, la signora elegante e l’oste. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Mariana Fiore, Lilli Fois, Filippo Marino, Marta Marino, Roberta Perra e Caterina Scalas.
C'erano una volta tre poveri garzoni che non avevano lavoro. Un giorno si misero in viaggio per il mondo a cercar fortuna. Camminando e camminando, decisero di fermarsi in una città dove trovarono lavoro. Ma dopo un po' il lavoro finì, e i tre garzoni si ritrovarono in povertà. Allora [...] Continue reading
Il sale, una fiaba di Hans Christian Andersen, messa in voce di Gaetano Marino
In una bellissima città della Russia viveva un tempo un ricco mercante che aveva tre figlioli: Fedor, Vassilij e Ivan. I primi due erano abili e svelti negli affari, ma il minore non rivelava alcuna inclinazione per questo genere di attività, perciò il padre aveva ben poca stima di lui, e i fratelli ancor meno. Un giorno il vecchio mercante chiamò i due figli maggiori e disse: - E' tempo che mi diate un aiuto e dimostriate che cosa sapete fare. Ho allestito per voi due navi cariche di mercanzie preziose: tappeti, pellicce. Essenza odorose, legni pregiati. Fate vela per qualche porto lontano e commerciate: vedrò, al vostro ritorno, che di voi due avrà saputo far fruttare meglio la sua ricchezza. Vi do un anno di tempo. [...] Continue reading
La principessa incantata. Una favola di Ludwig Bechstein. Messa in voce di Gaetano Marino
Una fiaba donata al piccolo Adriano C’era una volta un povero calzolaio che aveva due figlioli: il maggiore si chiamava Almerigo ed era cattivo e prepotente; l’altro si chiamava Giovanni e aveva un carattere buono e mite. Il padre, chissà perché, aveva scambiato la prepotenza di Almerigo per coraggio, mentre… Continue reading
La Reginotta. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re e una Regina che avevano una figliuola più bella della luna e del sole. Un giorno, dopo il pranzo, il Re disse alla Regina: - Maestà, guardate qui, tra i capelli. Sento qualche cosa che mi morde. La Regina osservò, e spostando i capelli con le dita, e trovò un pidocchio. Stava per schiacciarlo… - No - disse il Re. - Proviamo ad allevarlo. E misero il pidocchio in uno scatolino piccino piccino. Gli davano da mangiare ogni giorno, e quello cresceva e ingrassava. Presto dovettero levarlo via da lì perché s’era fatto tanto grosso che non ci stava più. Il Re, curioso di vedere fin dove sarebbe arrivato, lo trattava bene, e insieme alla Regina, andava tutti i giorni a fargli visita. [...] Continue reading
La MammaDraga. Una fiaba di Luigi Capuana
Quella stregaccia era una MammaDraga terribile, che si nutriva di bambini e bambine.
Costantina sentì il cuore impazzire dalla paura e gridò:
— Anellino, aiutami tu!
— Uh! Uh! Che buon odore!
La Mammadraga la fiutava tutta, ma non poteva toccarla per via dell'anellino. Tanto che dalla rabbia si mordeva le labbra, sputando qualche dente marcio. Continue reading
NonSò. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
C'era una volta un Principe che ritornando dalla caccia vide nella polvere, sul margine della via, un bimbo di forse otto anni che dormiva tranquillo. Scese da cavallo, lo svegliò:
— Che fai qui piccolino?
— Non so — rispose quegli, fissandolo senza timidezza.
— E tuo padre?
— Non so.
— E tua madre?
— Non so.
— Di dove sei?
— Non so.
Quel è il tuo nome?
— Non so.
Preso il bimbo in groppa, il Principe lo portò al suo castello e lo consegnò alla servitù, perché ne avesse cura.
E gli fu dato il nome Nonsò. [...] Continue reading
L’anello magico. Una fiaba messa in voce da Gaetano Marino
C’era una volta un fantastico regno che si chiamava Regno di Fantasica. Esso aveva un Re e una Regina, come quasi tutti i regni, ed erano felici. I due sovrani avevano però una sola e bellissima figlia che si chiamava Lucilla, alla quale volevano un gran bene, proprio quanto solo un papà e una mamma possono volerne. Il Re di Francia mandò ambasciatori per domandare in sposa la principessa Lucilla. Il Re e la Regina di Fantasica, che non sapevano staccarsi dalla figliola, risposero: – Ci dispiace dover dire di no, perché Ella, la principina Lucillina, è ancora una bambina. Un anno dopo fu la volta del Re di Spagna a chiedere la mano della principessa. Ma il re e la regina di Fantasica si scusarono allo stesso modo: – Ci dispiace dover dire di no, perché Ella, la principina Lucillina, è ancora una bambina. Ma i due regnanti se l’ebbero a male. Si misero d’accordo, e chiamarono un Mago: – Ehi, mago maghetto magone, devi farci un incanto malefico per la figlia del Re, il peggiore e malefico che ci sia. [...] Continue reading
La bambina e la serpe. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Lilli Fois
Un’orfanella sedeva presso al muro di cinta e filava, quando vide una serpe sbucare da una fessura ai piedi del muro. Stese subito accanto a sé il suo scialletto di seta azzurra; piace tanto alle serpi e non vanno che su quello. Appena la serpe lo vide, tornò indietro,
ricomparve, portò una piccola coroncina d’oro, la mise sullo scialletto e se ne andò. [...] Continue reading
Nevina e Fior d’Aprile, una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
[...] Lassù, nel candore perpetuo, abbagliante, inaccessibile agli uomini, il Re Gennaio preparava la neve con una chimica nota a lui solo; Nevina la modellava su piccole forme tolte dagli astri e dagli edelweiss, poi, quando la cornucopia era piena, la vuotava secondo il comando del padre ai quattro punti dell'orizzonte. E la neve si diffondeva sul mondo.
Nevina era pallida e diafana, bella come le dee che non sono più: le sue chiome erano appena bionde, d'un biondo imitato dalla Stella Polare, il suo volto, le sue mani avevano il candore della neve non ancora caduta, l'occhio era cerulo come l'azzurro dei ghiacciai.
Nevina era triste. [...] Continue reading
I Messaggeri della Signora Vestita di Nero. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Lilli Fois
[...] Ma il Gigante si rifiutò. Subito nacque una lotta durissima tra il Gigante e la signora Morte. Fu una lotta che durò parecchio. Il gigante rimase stupito dalla forza di quella donnetta, come lui aveva chiamato. La signora morte non si muoveva per niente, bastavano le sue vesti a sferrare schiaffi e frustate, più forti che fossero pugni e calci, contro il malcapitato gigante. Ma alla fine, non si sa come, né perché, il gigante, forse colto di disperazione, tirò un colpo fortunato, e diede un pugno forte sulla testa della signora Morte, tanto che stramazzò a terra. [...] Continue reading
Il povero ragazzo nella fossa della dolce morte. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Roberta Perra
C’era una volta un pastorello povero, che era orfano di padre e madre. La legge lo affidò ad un uomo ricco, perché lo sfamasse e lo educasse. Ma l’uomo ricco e sua moglie erano cattivi assai e, seppure fossero ricchissimi, erano pieni di livore contro chiunque, e soprattutto, avari. Al… Continue reading
L’asinello. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Valentina Mulas
Messa in voce di Valentina Sulas Adattamento di Gaetano Marino Continue reading
Il pesce d’oro, il povero pescatore e il dono dei figli dorati. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Caterina Scalas
C’era una volta un pover’uomo e una povera donna, che possedevano soltanto una capannina, e vivevano miseramente di pesca. Ma un giorno, che l’uomo stava presso l’acqua e tirava su la rete, gli capitò di trovare impigliato un pesce tutto d’oro. Mentre l’osservava meravigliato, il pesce d’oro si mise a… Continue reading
La camicia della trisavola. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
Messa in voce di Cristiana Cocco C’era una volta un orfano detto Prataiolo, tardo e trasognato, tenuto da tutti per un mentecatto. Prataiolo mendicava di porta in porta ed era accolto benevolmente dalle massaie e dalle fantesche, perché tagliava il legno, attingeva al pozzo; e quelle lo compensavano con una… Continue reading
La fiaccola dei desideri. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
C'era una volta un vecchio contadino che viveva in una povera capanna. Questo contadino aveva un figliuolo malaticcio, gobbo, distorto; e per colmo d'ironia questo figliuolo si chiamava Fortunato. Sui diciott'anni Fortunato decise di lasciare la capanna paterna e di mettersi alla ventura.
Salutò il padre, che lo benedì piangendo; si fabbricò un paio nuovissimo di grucce scolpite e prese la via di levante, attraversò monti e pianure, patì la fame e la sete, in attesa sempre della fortuna. E la fortuna non veniva. [...] Continue reading
Il bizzarro violinista. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Carla Orrù
C'era una volta un bizzarro violinista, che se ne andava tutto solo per un bosco pensando e ripensando; e quando i suoi pensieri ebbero fine, disse fra sé: "Qui nel bosco il tempo non passa mai, voglio trovare un buon compagno." Si tolse il violino di dosso, e cominciò a suonare così che il suono echeggiò anche tra gli alberi. Poco dopo, ecco un lupo avvicinarsi velocemente attraverso la boscaglia. "Oh, no, arriva un lupo! Quello non lo voglio proprio," disse il violinista. [...] Continue reading
La trebbia venuta da lassù. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Lilli Fois
C’era una volta un contadino che andava ad arare il suo campo con un paio di buoi.
Quando arrivò nel campo, mentre i buoi tiravano l’aratro di ginepro, e con grossa fatica, per solcare il campo, d’improvviso le corna dei due animali cominciarono a crescere; e cresci e cresci e cresci, crebbero così tanto quelle corna, che quando il contadino tornò a casa non poté far entrare i buoi nella stalla; dato che le loro corna erano cresciute troppo da non poter varcare il portone della casa. [...] Continue reading
La leggenda dei sei compagni. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
C'era una volta un vecchio signore, senza più fortuna, che aveva tre figli. Il primogenito disse un giorno al padre:
— Voglio mettermi per il mondo, alla ventura.
— Sia come tu vuoi — disse il padre, — ma non posso darti più di dieci scudi.
— È poco, ma farò che mi bastino.
Desiderio prese i dieci scudi e partì.
Giunto in città vide un uomo che gridava per le vie un bando del re. Il re cercava chi sapesse costruirgli una nave che andasse per mare e per terra. Ricompensa: la mano della principessa.
— Voglio tentare — disse Desiderio, e si propose al banditore.
Fu condotto alla reggia e all'indomani gli fu data un'accetta per abbattere il legno necessario all'impresa.
Lavorò tutto il mattino, e a mezzodì sedette all'ombra d'un vecchio castagno, per mangiare il suo tozzo di pane.
Una gazza lo guardava curiosa, scendendo di ramo in ramo. Ella diceva nel suo roco cicaleccio:
— Un briciolo anche a me! Un briciolo anche a me! [...] Continue reading
Fratellino e Sorellina, una fiaba dei Fratelli Grimm. Messa in voce di Gaetano Marino
C’erano una volta due poveri bambini, Erano rimasti soli al mondo con la loro matrigna. Un giorno il fratellino disse:
- Sorellina mia, da quando la mamma non c’è più abbiamo sofferto tanto. La matrigna è una donna malvagia, ci picchia ogni giorno, il pane che ci dà è tutto ammuffito, persino il nostro cagnolino sta meglio di noi. Basta, ce ne andremo in giro per il mondo.
Si misero in cammino e per giorni e giorni, attraversarono prati, campi, e fiumi.
Una sera arrivarono in un grande bosco, stanchi e affamati si sedettero vicino ad una quercia e si addormentarono.
La mattina dopo, quando si svegliarono, il sole era già alto. Allora il fratellino disse:
- Sorellina ho tanta sete, vieni andiamo a cercare una fonte.
Il fratellino e la sorellina si misero in cammino per cercare una sorgente.
Ma la cattiva matrigna, che era in realtà una strega, aveva visto tutto e li aveva seguiti, così che si avvicinò di nascosto a tutte le fontane del bosco e fece un incantesimo terribile.
Continue reading
Pidocchietto, Pulcetta e i loro amici. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Roberta Perra
Era un freddo e terribile inverno.
Un pidocchio, detto pidocchietto, e una pulce, detta pulcetta, erano amici assai e vivevano insieme. E insieme facevano la senape in un guscio di noce.
Ma quel giorno, non si sa perché né come andò, fatto fu che Pidocchietto cascò dentro il guscio di noce mentre la senape stava a cuocere, e si bruciò assai.
Allora Pulcetta si mise a piangere forte, tanto che pareva una fontana impazzita.
D’improvviso s’aprì la porta di casa che disse:
- Pulcetta, ma perché‚ piangi?
– E perché non dovrei piangere? Pidocchietto s’è scottato!
- Oh poveretto.
Disse la porta, che si mise a cigolare forte per il gran dolore.
[...] Continue reading
Eva e i suoi figli. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Caterina Scalas
Venne il tempo in cui Adamo ed Eva furono cacciati dal Paradiso terrestre per aver disubbidito al Signore Dio. I due dovettero allora costruirsi una casa su una terra arida e sterile, e dovettero pure mangiare il pane col sudore della fatica e del dolore.
Adamo arava e tentava di seminare il campo ed Eva filava la lana, oltre ad accudire la casa.
Ogni anno Eva, con lo sofferenza e nei dolori, metteva al mondo un figlio, ma i figli erano diversi tra loro, troppo diversi. Alcuni erano belli, altri erano brutti.
Dopo un bel po’ di tempo, il Signore Dio inviò un angelo ai due coniugi, per far loro sapere che Egli voleva andare a far visita e per vedere la loro casa. [...] Continue reading
Barbablù, una fiaba di Charles Perrault. Messa in voce di Gaetano Marino
C'era una volta un uomo che aveva case bellissime in città e in campagna, vasellame d'oro e d'argento, suppellettili ricamate e berline tutte d'oro; ma, per sua disgrazia, quest'uomo aveva la barba blu e ciò lo rendeva così brutto e spaventoso che non c'era ragazza o maritata la quale, vedendolo, non fuggisse per la paura.
Una sua vicina, dama molto distinta, aveva due figliole belle come il sole. Egli ne chiese una in matrimonio, lasciando alla madre la scelta di quella che avesse voluto dargli. Ma nessuna delle due ne voleva sapere, e se lo rimandavano l'una all'altra, non potendo risolversi a sposare un uomo il quale avesse la barba blu. Un'altra cosa poi a loro non andava proprio a genio: era ch'egli aveva già sposato parecchie donne, e nessuno sapeva che fine avessero fatto.
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Prezzemolina, una fiaba di Giambattista Basile. Messa in voce di Gaetano Marino
C'erano una volta due sposi che abitavano in una bella casetta. Da una finestra si vedeva un orto circondato da un alto muricciolo. Nessuno vi aveva mai messo piede perché apparteneva a un'orca molto cattiva.
Un giorno la moglie, che aspettava un bambino, guardando in quel pezzo di terra, scorse una bellissima aiuola seminata a prezzemolo. Vederlo e provarne un immediato desiderio fu tutt'uno. Aspettò la penombra della sera e furtivamente si calò nell'orto, colse una grande manciata di prezzemolo e scappò via. L'indomani fece lo stesso. Mangia oggi e mangia domani l’orca, che era golosissima di prezzemolo, si accorse che qualcuno ne stava portando via ogni giorno una bella quantità. Continue reading
La piccola onda. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Caterina Scalas
Fratellino e sorellina stavano fuori nel giardino. Il giorno splendeva con la sua primavera, mentre i due bambini giocavano accanto a una fontana. Giocando giocando scivolarono e caddero dentro la fontana. Là, sotto l’acqua c’era pronta una piccola onda, che disse: - Oh, bene bene, ora che voi siete nelle mie mani, vi porterò con me e vi toccherà lavorare duramente e tanto. La piccola onda avvolse i due bambini dentro due ali d’acqua, li immobilizzò con la schiuma e se li portò via, giù giù, in fondo.
Alla Bimba diede da filare del brutto lino aggrovigliato e arruffato, costringendola a portare acqua in una botte piena di fori; il Bambino invece doveva abbattere un albero con una scure che aveva perso il filo del taglio. I due fratellini ricevevano da mangiare gnocchi duri come sassi. [...] Continue reading
Le due fate, una fiaba di Charles Perrault. Messa in voce di Gaetano Marino
C'era una volta una mamma vedova che aveva due figliuole.
La maggiore, che si chiamava Cecilia, era la sua figlia naturale. La fanciulla le somigliava in tutto e chi vedeva lei, vedeva sua madre, tale e quale. Tutte e due erano antipatiche e così gonfie di superbia, che nessuno le voleva avvicinare. Viverci insieme poi, era impossibile.
La più giovane invece, che si chiamava Francesca, era la sua figliastra, a cui era purtroppo morto il babbo, ed era dolce, bella e buona di cuore
E naturalmente, poiché ogni simile ama il suo simile, quella matrigna maligna andava pazza per la figliuola sua; mentre per quell'altra figliastra un'avversione e una ripugnanza spaventevole. La faceva mangiare in cucina, e tutte le fatiche e i servizi di casa toccavano a lei.
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Il mago cattivo, detto Mago Malo, e lo strano uccelletto. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Roberta Perra
C'era una volta un mago assai cattivo, che si chiamava Mago Malo. Egli, sotto le vesti di un povero straccione, andava a chiedere l’elemosina di villaggio in villaggio, dove rubava pure le belle figliuole.
Nessuno però sapeva che fine facessero, perché esse non tornavano più a casa.
Un giorno il finto povero straccione, Mago Malo, bussò alla porta di un uomo che aveva tre belle figliuole. Aveva proprio l’aria di un poverello malconcio, e portava sulla schiena una cesta a forma di cono. Chiese l’elemosina di un tozzo di pane, e quando la maggiore delle figlie uscì di casa, là, proprio sulla porta, il finto povero la toccò appena nelle mani, e la bella fanciulla fu costretta a saltare nella cesta. [...] Continue reading
Lo spirito nella bottiglia, una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un povero taglialegna che lavorava dal mattino fino a notte tarda. Quand'ebbe finalmente messo da parte un po' di denaro, disse a suo figlio: "Sei il mio unico figlio: il denaro che ho guadagnato con il sudore voglio impiegarlo per la tua istruzione; se tu imparerai qualcosa, potrai mantenermi da vecchio, quando le mie membra si saranno indurite e dovrò starmene a casa." Così il giovane andò alla Grande scuola e studiò assiduamente, tanto da meritarsi le lodi dei maestri, e rimase là per qualche tempo. Aveva già frequentato un paio di corsi, ma non si era ancora perfezionato in tutto, che già quel poco denaro guadagnato dal padre era sfumato, ed egli dovette fare ritorno a casa. "Ah!" disse il padre tristemente, "non ho più nulla da darti, e in tempi così difficili non posso neanche guadagnare un centesimo in più del pane quotidiano." [...] Continue reading
La danza degli gnomi. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
Quando l'alba si levava,
si levava in sulla sera,
quando il passero parlava
c'era, allora, c'era… c'era…
… una vedova maritata ad un vedovo.
E il vedovo aveva una figlia della sua prima moglie e la vedova aveva una figlia del suo primo marito.
La figlia del vedovo si chiamava Serena, la figlia della vedova si chiamava Gordiana.
La matrigna odiava Serena ch'era bella e buona e concedeva ogni cosa a Gordiana, brutta e perversa.
La famiglia abitava un castello principesco, a tre miglia dal villaggio, e la strada attraversava un crocevia, tra i faggi millenari di un bosco.
Nelle notti di plenilunio i piccoli gnomi vi danzavano in tondo e facevano beffe terribili ai viaggiatori notturni. [...] Continue reading
I tre talismani. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
C'era un vecchio contadino che aveva tre figliuoli. Quando sentì vicina l'ora della morte li chiamò attorno al letto per l'estremo saluto.
— Figliuoli miei, io non son ricco, ma ho serbato per ciascuno di voi un talismano prezioso. A te, Cassandrino, che sei poeta e il più miserabile, lascio questa borsa logora: ogni volta che v'introdurrai la mano troverai cento scudi. A te, Sansonetto, che sei contadino e avrai da sfamare molti uomini, lascio questa tovaglia sgualcita: ti basterà distenderla in terra o sulla tavola, perché compaiano tante portate per quante persone tu voglia. A te, Oddo, che sei mercante e devi di continuo viaggiare, lascio questo mantello: ti basterà metterlo sulle spalle e reggerlo alle cocche delle estremità, con le braccia tese, per diventare invisibile e farti trasportare all'istante dove tu voglia. [...] Continue reading
La cavallina del negromante. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
C'era una volta un pover'uomo rimasto vedovo, con un figlio chiamato Candido; egli possedeva per tutta fortuna un campicello e tre buoi. Candido, che era un bimbo sveglio e intelligente, giunti agli otto anni disse al padre:
— Vorrei andare a scuola…
— Non ho danaro sufficiente, figlio mio!
— Vendete uno dei buoi.
Il padre restò pensoso, poi si decise. Alla fiera seguente vendette uno dei buoi e col danaro ricavato mandò Candido alla scuola.
Candido imparava rapidamente e i maestri erano sbigottiti della sua intelligenza.
Quando seppe leggere e scrivere, decise di mettersi pel mondo alla ventura. Si vestì d'un abito nero da un lato, bianco dall'altro e si mise in cammino. [...] Continue reading
La vecchia nel bosco, una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Gaetano Marino
C'era una volta una povera servetta che attraversava un gran bosco con i suoi padroni. Quando vi si trovarono in mezzo, dal fitto della boscaglia sbucarono dei briganti e uccisero tutti quelli che trovarono. Così perirono tutti quanti, meno la fanciulla, che era saltata fuori dalla carrozza e si era nascosta dietro un albero. Quando i briganti se ne furono andati con il bottino, ella si avvicinò e vide quella grande sventura. Allora si mise a piangere amaramente e disse: "Misera me, che farò mai? Non so come fare a uscire dal bosco, qui non ci sono case, e io morirò certo di fame!." Andò qua e là cercando una via, ma non riuscì a trovarla. Continue reading
I regali degli gnomi. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Gaetano Marino
[...] Era gia? sorta la luna, quando i due arrivarono ad una collina, sulla quale videro una folla di piccoli uomini e piccole donne che danzavano allegramente in un girotondo, tenendosi per mano. Era una tribù di gnomi, che cantava con una voce soave e melodiosa.
Stava nel mezzo del girotondo un vecchio piccolo gnomo, un po' piu? alto dei compagni, con indosso una veste variopinta di tantissimi colori e con una barba bianca che gli scendeva sul petto.
Il sarto e il fabbro gobbo stettero a guardare a bocca aperta. Appena li vide il vecchio gnomo fece loro cenno di avanzare, e gli gnomi che stavano in cerchio fecero largo per farli entrare nel girotondo.
Il fabbro gobbo entro? nel cerchio senza esitare un momento; aveva la schiena alquanto curva ed era temerario come tutti quelli che posseggono la gobba. Il sarto invece, spaventato e diffidente, si tenne indietro, ma quando vide che tutti ridevano e se la spassavano, si fece coraggio ed entro? anche lui nel girotondo. [...] Continue reading
Il bambino e la serpe. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Gaetano Marino
C'era una volta un bambino, e la mamma gli dava ogni giorno per merenda una scodellina di latte e pane buffetto, e con quella il bimbo andava a sedersi in cortile. Ma quando si metteva a mangiare, da una fessura del muro sbucava fuori la serpe della casa, ficcava la testina nel latte e mangiava con lui. Il bimbo ne era felice; e quand’era là con la sua scodellina e la serpe non arrivava subito, egli la chiamava:
— Vieni in fretta, serpicina, vieni, cara bestiolina, la tua briciola c’è ancora e il mio latte ti ristora! Continue reading
La sogliola. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Caterina Scalas
[...] Si misero tutti in fila lungo la riva, il luccio diede il segno con la coda e partirono tutti insieme. Il luccio schizzò via come una freccia, e con lui l’aringa, il ghiozzo, il pesce persico, il carpione e, comunque si chiamino, tutti quanti. Anche la sogliola nuotava con loro e sperava di giungere alla meta. [...] Continue reading
Il Giramondo. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Lilli Fois
C'era una volta una povera donna, che aveva un figlio; questo figlio aveva tanta voglia di girare il mondo e la madre gli disse: — Come farai? Noi non abbiamo denaro, che tu possa portare con te —. Disse il figlio: — Me la caverò. Dirò sempre: «Non molto, non molto, non molto ».
Girò il mondo per qualche tempo e diceva sempre: — Non molto; non molto, non molto —. Trovò un gruppo di pescatori e disse: - Dio vi assista! non molto; non molto, non molto! Perché dici «non molto », mascalzone? — E quando tirarono le reti, non ci avevano preso molto pesce. Allora lo bastonarono e dissero: — Non hai
mai visto come si fa a trebbiare? — Cosa devo dire allora? — domandò il ragazzo. — Devi dire: « Piglia tanto! piglia tanto! » [...] Continue reading
Le briciole sulla tavola. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Caterina Scalas
Una volta il gallo disse alle sue gallinelle:
— Venite, andiamo nella stanza di sopra a beccare le briciole sulla tavola: la nostra padrona è uscita per fare una visita.
Dissero le gallinelle:
— No, no, noi non veniamo: la padrona va in collera con noi —.
Disse il gallo: — Non ne sa nulla, venite pure; non ci dà mai niente di buono. [...] Continue reading
Donnette. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Roberta Perra
"Dove vai?" - "Vado a Cogozzo." - "Io vado a Cogozzo, tu vai a Cogozzo: bene, bene, andiamo insieme."
"Hai anche tu il marito? Come si chiama?" Continue reading
La zia Maldidenti. Una fiaba di Christian Andersen
La zia Maldidenti mi dava molti dolci, quando ero piccolo. I miei denti resistettero, e non si guastarono. Anche adesso, che sono diventato piu? grande, lei mi vizia con la dolcezza, dicendo che sono un poeta.
Spesso, quando cammino per le strade della citta?, mi sembra di camminare in una grande biblioteca. Le case sono gli scaffali dei libri, ogni piano e? un ripiano di libri. Qui si trova la storia di tutti i giorni, la? una vecchia buona commedia, poi opere di scienza e di ogni materia, qui un po' di racconti e là un po’ di romanzi.
La zia Maldidenti viene come un raggio di sole, riempie l'anima e i pensieri; viene come un profumo di fiori, come una melodia che si conosce, ma che non si ricorda cosa sia. [...] Continue reading
Il mugnaio. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un mugnaio che aveva due belle figliuole. A una avea dato nome Rota, all'altra Tramoggia.
La gente che andava a macinare, vedendo le due ragazze, domandava:
— Compare, ma quando maritate queste figliuole?
— Quando ci sara? chi le vuole.
— E che dote gli date?
— Dote niente. Rota la regalo, Tramoggia la do per
nulla.
— Furbo siete, mugnaio!
All'alba, se non c'erano ancora avventori, il mugnaio imboccava una grossa conchiglia marina, e si metteva prima a suonare e poi a gridare:
— Pu?uh! Pu?uh! Pu?uh!
Vieni, vieni a macinare!
Nel mulino non c'e? da fare.
Pu?uh! Pu?uh! Pu?uh!
Vieni, vieni al mio mulino,
Chi vien primo ha il contentino.
Pu?uh! Pu?uh! Pu?uh! Continue reading
La lepre d’argento. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
Quando il filtro e la sortiera, preparavano gl'incanti, ascoltate tutti quanti! C'era, allora, c'era… c'era… Un principe chiamato Aquilino, che aveva vent'anni e voleva condurre in moglie la più bella principessa del mondo. Pubblicò un bando di nozze e giunsero centinaia di ritratti, ch'egli fece esporre nelle gallerie del castello; e là meditava sulle belle sorridenti dalle grandi cornici dorate. La scelta cadde su Nazzarena, principessa di Bikarìa, e per mezzo ad ambasciatori furono concertate le nozze. Nel castello di Aquilino si fecero grandi preparativi per la cerimonia e all'alba del giorno sospirato il principe era già sulla torre più alta, alle vedette. Il corteo doveva giungere tra poco; tra poco avrebbe visto per la prima volta quella bellezza famosa. Ma il corteo non giungeva. [...] Continue reading
Il barbiere, la radichetta e la coda di cavallo. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un barbiere che faceva la barba alla povera gente. Scorticava le facce con un vecchio rasoio e vi trinciava braciole di carne di quando in quando. E se gli avventori si lamentavano, egli, che era di umore allegro, rispondeva:
— Per un soldino, vi faccio la barba e una braciola; e brontolate? Una braciola costa di piu?.
Gli avventori ridevano e andavano via contenti, col viso impiastricciato di ragnateli, per stagnare il sangue.
Quando non aveva da fare, prendeva la chitarra e sedeva davanti la bottega, strimpellando e cantando:
“Chi la vuol cruda, chi la vuol cotta
E c'e? chi vuole la Reginotta.
Chi la vuol cotta, chi la vuol cruda;
Ma io vorrei…”
E si fermava. Gli domandavano:
— Che vorresti?
— Niente, niente, lo so io! Continue reading
Il Reuccio Gamberino. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
[...] E come l'ebbe a tiro la colpì con un nocciolo sul naso. La vecchietta si grattò il naso dolente, si chinò tremante, raccolse, strinse il nocciolo tra il pollice e l'indice e lo rinviò all'erede al trono. Le grida sdegnate della Corte scagliarono cento guardie sulle tracce della strega Nasuta, ma quella aveva svoltato l'angolo della via, ed era scomparsa. Al tocco aspro del nocciolo il Reuccio Sansonetto vacillò, come preso da vertigini; poi cominciò a ridere, premendosi gli orecchi con le mani.
I cortigiani lo guardavano sbigottiti ed inquieti:
— Che cosa vi sentite?
— Sento… sento…
E il Reuccio rideva, rideva senza poter rispondere.
— Che cosa vi sentite?
— Sento… sento il tempo che va indietro! Il tempo che va indietro! Che cosa buffa! Ah, se provaste! Che cosa buffa!…
La Corte lo credeva ammattito. [...] Continue reading
Trottolina. Una fiaba di Luigi Capuana
[...] — Trottolina piccinina piccina, per il Reuccio gira gira gira.
Trattandosi del Reuccio, l’artigiano ando? egli stesso dal fabbro ferraio per far mettere alla trottolina un picciuolo di ferro ben limato, appuntito e lisciato, e il giorno appresso la porto? al palazzo reale: si attendeva un grosso regalo. La trottolina gli era riuscita una bellezza. Prima di andare a consegnarla, l'aveva provata. Girando, faceva un brisi?o lieve lieve; non che parlare, pareva cantasse. Dicendo al Reuccio: La trottolina parlera?, il povero tornitore intendeva dire appunto di quel brusi?o.
Il Reuccio pero? non l'aveva capita cosi?.
E visto che la trottola non parlava, si mise a strillare, a pestare i piedi:
— Voglio la trottolina che parla! Voglio la trottolina che parla! [...] Continue reading
L’ago magico, il sarto e sua figlia. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un sarto, che campava la vita mettendo toppe e rivoltando vestiti usati.
Nella sua botteguccia ci si vedeva appena; per cio? lavorava sempre davanti la porta, con gli occhiali sul naso; e, tirando l'ago, canterellava:
”Il mal tempo deve passare,
Il bel tempo deve venire.
Zun! Zun! Zun!
Aveva una figliuola bella quanto il sole, ma senza braccia, ed era la sua disperazione. Le vicine lo aiutavano: oggi una, domani un'altra, si prestavano a vestire la ragazza, a pettinarla, a lavarle la faccia; egli doveva imboccarla. Ad ogni boccone, brontolava:
— Chi non ha braccia, non dovrebbe avere bocca!
La ragazza, invece di arrabbiarsi per questo continuo brontoli?o, si metteva a ridere e rispondeva:
— Dovevate farmi le braccia e non la bocca. La colpa e? vostra.
— Hai ragione.
E il vecchio riprendeva a lavorare, canticchiando:
“Il mal tempo dee passare,
Il bel tempo dee venire.
Zun! Zun! Zun!” Continue reading
Il tavolino prodigioso, l’asino d’oro e il bastone picchiatore. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Carla Orrù
Un tempo c’era un sarto, che aveva tre figli e un’unica capra. E poiché la capra li nutriva tutti con il suo latte, doveva avere buon foraggio ed essere condotta al pascolo ogni giorno. I figli lo facevano a turno.
Un giorno il maggiore la portò al cimitero, dove c’era l’erba più buona, e la lasciò pascolare e saltellare. La sera, quando fu ora di tornare a casa, le chiese: “Capra, sei sazia?”. La capra rispose: “Sono così sazia, che non potrei mangiare una foglia di più, meh! meh!” “Allora andiamo a casa”, disse il giovane; la afferrò con la corda, la condusse nella stalla e la legò.
“Ebbene”, disse il vecchio sarto, “la capra ha mangiato abbastanza?” – “Oh”, rispose il figlio, “ha mangiato talmente tanto da non voler più neanche una foglia”. Il padre volle sincerarsene di persona, andò nella stalla, accarezzò l’amata capretta e chiese: “Capra, sei dunque sazia?” La capra rispose: “Di che cosa dovrei essere sazia? Ho solamente saltato sulle tombe e non ho trovato neanche una fogliolina, meh! meh!” [...] Continue reading
La figlia dell’Orco. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re che aveva due figli, uno buono e l'altro cattivo. Quello buono era il Reuccio, che alla morte del padre doveva essere Re.
La cosa non garbava al fratello cattivo, che penso? di disfarsi del fratello buono per diventare lui Re. Un giorno gli disse:
— Fratello caro, andiamo a caccia?
E andarono. Arrivati in mezzo a un bosco fitto fitto, lontani dalle persone del se?guito, il fratello cattivo cavò fuori la spada e assalì il fratello buono. Il fratello cattivo credendo di aver ucciso il fratello buono, coprì il suo corpo insanguinato con erbacce e rami, e torno? indietro.
A palazzo, il Re domando?:
— E tuo fratello dov’è?
— Maesta?, che disgrazia! Fu sbranato dalle bestie selvagge!
Il povero padre ne fece un gran pianto. Dal dolore si ammalo?, e dopo pochi giorni mori?. [...] Continue reading
I tre piccoli uomini nella casa del bosco. Una fiaba dei fratelli Grimm
[...] La povera Beatrice obbedì. Indosso? il vestito di carta e usci? col cestino. E fuori era tutto bianco, la neve era bianca, c’era neve, tanta neve.
Quando la fanciulla Beatrice giunse nel bosco, vide una piccola casetta verde, dalle cui finestrette sbirciavano tre ometti. Beatrice diede loro il buongiorno e busso? alla porta. Gli ometti gridarono: "Avanti!" e la fanciulla entro?.
C’era una stanza ben calda con un grande camino, dove ardeva un bel po’ di legna, e Beatrice, che era assai infreddolita, chiese il permesso di potersi sedere accanto al fuoco. Gli ometti acconsentirono e la fanciulla si sedette su una panca accanto al grande camino, scaldò la colazione se la mangiò con garbo. [...] Continue reading
Il Re Porcaro. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
Un Re aveva tre figliuole belle come il sole, e le amava più degli occhi suoi.
Avvenne poi che il Re, rimasto vedovo, riprese moglie, e come sempre accade, cominciò per le tre fanciulle una terribile esistenza. La matrigna era gelosa dell'affetto immenso che il Re portava alle figlie e per questo le odiava in segreto. In mille modi aveva cercato di farle cadere in disgrazia, ma, visto che le calunnie non servivano, anzi, servivano a farle amare di più, deliberò di consigliarsi con una fattucchiera, una maga strega insomma.
— Si può farle morire — rispose costei.
— Impossibile: il Re ammazzerebbe anche me.
— Si può sfregiarle per sempre.
— Impossibile: il Re m'ammazzerebbe comunque
— Si può fargli una fatatura stregata in qualche modo, se lo desiderate.
— Vorrei una fatatura che le facesse odiare il padre, e per sempre.
La strega meditò a lungo, poi disse:
— L'avrete, oh mia regina. Ma mi occorre che mi portiate un capello di ciascuna strappato con le vostre mani e tre setole di scrofa porcella, strappate con le vostre mani. [...] Continue reading
Piumadoro e Piombofino. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
Piumadoro era orfana e viveva col nonno nella capanna del bosco. Il nonno era carbonaio e Piumadoro lo aiutava nel raccattar fascine di legna per far carbone. La bimba cresceva buona, amata dalle amiche e dalle vecchiette degli altri casolari, e bella, bella come una regina.
Un giorno di primavera vide sui garofani della sua finestra una farfalla candida e la chiuse tra le dita.
— Lasciami andare, lasciami andare, per pietà!
Piumadoro, aprì il palmo delle mani e la lasciò andare.
— Grazie, bella bambina; come ti chiami?
— Mi chiamo Piumadoro.
— Io mi chiamo Pieride del Biancospino. Vado a disporre i miei bruchi in terra lontana. Un giorno forse ti ricompenserò.
E la farfalla volò via. [...] Continue reading
L’anatra bianca e la strega. Una fiaba dalla Russia.
C'era una volta uno Zar grande e potente, che sposò una bellissima principessa. Non c'era al mondo una coppia più felice di loro, ma la loro luna di miele fu ben presto interrotta, poiché lo Zar fu chiamato in una spedizione di guerra contro un paese nemico, ed essi furono costretti a separarsi. La giovane sposa pianse amare lacrime, e il marito cercò di consolarla e prepararla al distacco dandole dei consigli. Le raccomandò sopratutto di non allontanarsi mai dal castello, di non dare confidenza agli estranei, di guardarsi sempre dai cattivi consiglieri e specialmente dalle donne strane. [...] Continue reading
Topolino. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re, che non viveva più tranquillo, dal giorno in cui una vecchia indovina gli aveva detto: - Maestà, ascoltate bene: Topolino non vuol ricotta/ vuol sposare la Reginotta/ E se il Re non gliela dà/ Topolino lo ammazzerà. Il Re consultò subito i suoi ministri; ed uno di loro disse: - Maestà, è mai possibile che un topolino voglia sposare la Reginotta? Io credo che quella donna si sia beffata di voi. Ma gli altri non furono dello stesso parere. - Per evitare la disgrazia, bisogna distruggere tutti i topi del regno, mentre la Reginotta si trova ancora in fasce. [...] Continue reading
Serpentina. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re e una Regina. La Regina era incinta. Un giorno passò una di quelle zingare che van dicendo la buona ventura, e il Re la fece chiamare: - Dimmi zingara, che partorirà la Regina? - Maestà, la Regina partorirà un serpente. - Un serpente? E tutti si disperarono. - E non potrete ammazzarlo appena venuto al mondo, ma dovrete allevarlo.
Disse la zingara. La povera Regina pianse a non aver più lacrime. Chi avrebbe allattato una bestia così schifosa? La Regina sarebbe morta dal terrore! E poi, se le avesse morso il seno? - Maestà, non abbiate paura. Avrà un dente soltanto, un dente d'oro. […] Continue reading
Testa di Rospo. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re e una Regina, che avevano appena avuto una figlia. Bella e forte come il sole. Insuperbita di questa figliolina così bella, spesso diceva: - Neppur le Fate potrebbero farne un'altra come questa. Ma una mattina, va per levarla dalla culla e la trova con qualcosa in testa. Sera trasformata con una testa di rospo. - Oh Dio, che orrore! Benché fosse figlia unica e le volesse un gran bene, quella testa di rospo le faceva proprio schifo, e non volle più allattarla. Il Re, angustiato, disse a un servitore: - Prendila e portala giù; mettila nella cucciolata della cagna, e se morirà sarà meglio per lei! Non morì. [...] Continue reading
La vecchina. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re molto giovane, che voleva prender moglie, ma voleva sposare la più bella ragazza del mondo.
- E se non è di sangue reale? - gli domandarono i ministri.
- Non me n'importa nulla.
- Allora sappiate, Maestà, che la più bella ragazza del mondo è la figliuola di un ciabattino. Ma il popolo, che è maligno, potrebbe chiamarla: la regina Ciabatta... Maestà, non sta bene: rifletteteci.
Il Re rispose:
- La figliuola del ciabattino è la più bella ragazza del mondo? La figliuola del ciabattino sarà dunque mia sposa e Regina. Continue reading
La fontana della bellezza, Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re e una Regina, che avevano una figliuola. Bella? No, brutta! Anzi, Bruttissima, e non riuscivano a darsene pace. La tenevano rinchiusa, sola sola, in una camera appartata e, un giorno il Re, un giorno la Regina, le portavano da mangiare in una cesta e si sfogavano con il pianto. - Figliuola sventurata! Sei nata Regina, e non puoi godere della tua sorte!Diventata grande, a sedici anni, la reginotta disse al padre: Maestà, perché tenermi rinchiusa qui? Lasciatemi andare pel mondo. Il cuore mi dice che troverò la mia fortuna. Il Re in principio non voleva acconsentire: - Dove poteva andare la sua figliuola, così brutta, sola e inesperta? Era impossibile! [...] Continue reading
La figlia del Re. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re e una Regina, che avevano una figlia unica, e le volevano più bene che alla pupilla dei loro occhi. Un giorno il Re di Francia inviò un ambasciatore per chiederla in sposa. Il Re e la Regina, che non volevano staccarsi dalla figliuola, risposero: - Ci dispiace, ma la nostra figliuola è ancora bambina. Un anno dopo, fu il re di Spagna a chiedere la mano della loro figliuola. E il re e la Regina risposero allo stesso modo: - Ci dispiace, ma la nostra figliuola è ancora bambina. Purtroppo i due re, quello fi Francia e quello di Spagna si offesero al rifiuto e ci rimasero assai male. Si misero d'accordo e chiamarono un Mago: [...] Continue reading
Le tre principesse nere. Una fiaba dei fratelli Grimm
Una volta una città in oriente era assediata dai nemici, che non volevano togliere l'assedio se prima non venivano dati loro seicento scudi.
Allora la città proclamò che colui che avesse potuto procurarli sarebbe diventato borgomastro. Ora c'era un povero pescatore, che pescava in riva al mare con suo figlio; giunsero i nemici, fecero prigioniero il figlio, e in cambio diedero al padre seicento scudi. Il padre andò a darli ai capi della città, i nemici si ritirarono e il pescatore divenne borgomastro.
Allora fu stabilito che chi non avesse detto -signor Borgomastro- sarebbe stato impiccato. [...] Continue reading
L’uovo nero. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta una vecchia che campava di elemosina, e tutto quello che trovava, lo divideva esattamente con la sua gallina. Ogni giorno, all'alba, la gallina si metteva a schiamazzare, segno che aveva fatto l'uovo. La vecchia lo vendeva un soldo, e si comprava un soldo di pane. La crosta la sminuzzava per la gallina, e la mollica se la mangiava lei, poi ricominciava con il chiedere l’elemosina. Ma venne una mal'annata. Un giorno la vecchina tornò a casa senza nulla. - Ah, gallettina mia! Oggi resteremo a gozzo vuoto. Pazienza ci vuole! Mangeremo domani. [...] Continue reading
Il bambino prepotente. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un bambino cattivo e prepotente. Non aveva il minimo rispetto né riguardo per chiunque gli stesse intorno. Il suo papà e la sua mamma avevano fatto tutto quello che abbisognasse per una buona educazione. Ma non ci fu niente da fare. Il bambino capriccioso non obbediva affatto. Il papà lo esortava al rispetto dei suoi compagni di scuola, come di chiunque fosse rispettoso ed educato con lui, ma egli rispondeva con delle smorfie e brutte, bruttissime, parole; che a dirle qui persino io ne proverei vergogna. Insomma, pareva fosse la sua natura, quello di essere un bambino cattivo e prepotente. [...] Continue reading
Cavolo BellaFoglia e la farfalla vanitosa. Da una fiaba di Apuleio
[...] Su uno dei tantissimi fiori, nella notte trascorsa, aveva trovato riposo una farfalla. Una dolce e deliziosa farfalla avvolta dai petali del fiore gentile. Appena i raggi del sole illuminarono il giardino, la notte fuggì e si fece avanti il giorno; tutto si risvegliò. Il fiore gentile dischiuse i suoi petali, e la farfalla si destò, stiracchiando delicatamente il proprio corpicino. Poi rizzò le antennine, e distese le grandi ali al Sole; perché si asciugassero. Appena le ali furono pronte, belle e luminescenti, la farfalla rinfrescò il proprio faccino con un po’ di rugiada, che era rimasta sui petali del fiore gentile, ed infine, si asciugò lasciandosi baciare dai raggi del Sole. [...] Continue reading
L’albero che parla. Una fiaba di Luigi Capuana
[...] Bisognava dunque ora procurarsi l’antidoto per l’incantesimo. E tornò indietro. Ma sbagliò strada. Quando s'accorse d'essersi smarrito e non trovava più la via del ritorno, pensò di salire in cima a un albero per passarvi la notte: era quasi notte e le belve feroci lo avrebbero assalito e divorato. Ed ecco, a mezzanotte, un rumore assordante per tutto il bosco. Era un Orco che tornava a casa coi suoi cento cani mastini, che gli latravano dietro. - Oh, ho, ho. Ma che cosa strana, io qua sento odore di carne umana! L'Orco si fermò ai piedi dell'albero, e cominciò ad annusare l'aria proprio come fanno le belve: Oh, ho, ho. Ma che cosa strana, io qua sento odore di carne umana! [...] Continue reading
Il Trombotto e l’Upupa. Una fiaba dei fratelli Grimm
"Dove preferite pascolare la vostra mandria?," chiese un tale ad un bovaro. "Qui, signore, dove l'erba non è né troppo grassa né troppo magra, altrimenti non fa bene." - "Perché?," chiese il signore. "Sentite quel grido roco che viene dal prato?," rispose il pastore, "è il trombotto. Una volta era un pastore, così pure l'upupa. Voglio raccontarvi la loro storia."[...] Continue reading
Il soldo bucato. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta una povera madre che era rimasta vedova con ancora un piccolo bambino al petto. La donna era ammalata, e con quel bimbo da allattare poteva lavorare poco. Faceva dei piccoli servigi alle vicine, e così lei e la sua creatura non morivano di fame.
Quel figliolino era bello come il sole; e la sua mamma, ogni mattina, dopo averlo rifasciato, lavato e pettinato, un po' per buon augurio, un po' per gioco, gli cantava:
Bimbo mio, tu sarai barone!
Bimbo mio, tu sarai duca!
Bimbo mio, tu sarai principe!
Bimbo mio, tu sarai Re!
E ogni volta che lei gli diceva: tu sarai Re, il bimbo rispondeva di sì con la testolina, come se avesse capito. [...] Continue reading
Il principe cattivo. Una fiaba di Christian Andersen
C'era una volta un principe cattivo e superbo, il cui unico pensiero era di vincere tutti i paesi del mondo e seminare lo spavento con il suo solo nome; avanzava col ferro e col fuoco; i suoi soldati uccidevano chiunque incontrassero nel loro cammino. Calpestavano il grano dei campi e incendiavano le case dei contadini, ogni cosa bruciava. Molte povere madri si nascondevano con i loro figli nudi al seno dietro le mura fumanti, i soldati le cercavano e quando le trovavano coi bambini, si scatenava la loro malvagità diabolica; gli spiriti cattivi non avrebbero potuto comportarsi peggio! [...] Continue reading
Tì Tirì Tìti Tìti. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un contadino che aveva un campicello tutto pietroso, e largo quanto il palmo di una mano. Vi stava un pagliaio ed egli viveva lì tutto l’anno: zappando, seminando, sarchiando, e raccogliendo i frutti del suo lavoro. Nelle ore di riposo levava di tasca un zufolo e, tì, tìriti, tì, si divertiva a fare una sonatina, sempre la stessa; poi riprendeva il lavoro. Intanto quel campicello sassoso gli fruttava più di un podere. [...] Continue reading
Il RaccontaFiabe. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un pover’uomo, che aveva fatto tutti i mestieri, ma non ce n’era uno che gli fosse riuscito bene. Un giorno gli venne l'idea di andare in giro per il mondo, a raccontare fiabe ai bambini. Gli pareva un mestiere facile e con il quale ci si poteva pure divertire. Perciò si mise in viaggio, e quando giunse nella prima città, cominciò a gridare per le vie: - Fiabe, bambini, fiabe! Fiabe per chi vuol sentire storie. Chi vuol sentir le fiabe? I bambini accorsero da tutte le parti, e gli fecero ressa attorno. Lui cominciò: - C'era una volta un Re e una Regina, che non avevano figliuoli, e facevano di tutto per averne almeno uno. - Ma Questa la sappiamo già, - dissero i bambini - è la fiaba della Bella addormentata nel bosco. Un'altra! Un'altra! - E va ben, ve ne dirò un'altra. Continue reading
Il cavallo di bronzo. Una fiaba di Luigi Capuana
Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino C’era una volta un Re e una Regina, che avevano una figliuola più bella della luna e del sole, e le volevano bene come alla pupilla degli occhi. Un giorno venne uno, e disse al Re: – Maestà, passavo per il bosco… Continue reading
Il bambino dispettoso e il vecchio poeta gentile. Una fiaba di Christian Andersen
C’era una volta un vecchio Poeta, buono e gentile. Una sera, mentre se ne stava tranquillo a casa sua, scoppiò una terribile bufera. La pioggia veniva giù che pareva cascasse il cielo, ma il vecchio Poeta si godeva il caldo, comodamente seduto dinanzi alla sua stufa di terra cotta, dove il fuoco ardeva e scaldavano il vino e le mele cuocevano. A un tratto giunse dal di fuori una vocina supplichevole: "Oh, aprimi! Mi sento gelare, e sono tutto bagnato!" Era un ragazzino che piangeva e picchiava all’uscio. "Povero ragazzo!” - disse il vecchio Poeta; e si alzò per andare ad aprire. [...] Continue reading
Madama Holle. Una fiaba dei fratelli Grimm
Una vedova aveva due figlie, una bella e laboriosa, l'altra brutta e pigra. Ma ella preferiva di gran lunga quest'ultima, perché‚ era la sua vera figlia, e all'altra toccava tutto il lavoro come alla Cenerentola di casa. Ella doveva sedere ogni giorno accanto a una fontana, sulla strada maestra, e filare finché‚ le sprizzava il sangue dalle dita. [...] Continue reading
La figlia furba del contadino. Una fiba dei fratelli Grimm
Una volta c’era un povero contadino. Non possedeva terre, ma aveva comunque una piccola casetta, e una figlia. Un giorno la figlia disse: "Babbo mio, siam troppo poverelli, dovremmo pregare il re di darci un pezzetto di terra." Il re era venuto a sapere della loro povertà e regalò loro un pezzetto di terra fertile e prosperosa. Il padre e la fanciulla ringraziarono il re e cominciarono subito a coltivare la terra. Iniziarono con il frumento e quando ebbero zappato quasi tutto il campo, trovarono nella terra un mortaio d'oro puro. "Senti" disse il padre alla fanciulla "dato che il nostro re è stato così generoso e ci ha regalato il campo dobbiamo dargli il mortaio." Ma la figlia non era d'accordo e disse: "Babbo, ma il re ha tutto l’oro che vuole, e se abbiamo il mortaio ma non il pestello, proviamo cercare anche il pestello e non diciamo nulla.” Continue reading
L’ingorda moglie del pescatore e il magico pesce. Una fiaba dei fratelli Grimm
[...] Un giorno il pescatore se ne stava pensieroso seduto sulla sua barchetta vicino alla lenza, ad aspettare che qualche pesciolino abboccasse all’amo. Quel giorno il mare era calmo, anche più del solito, tanto che il povero pescatore divenne triste e pensò che anche quel giorno non avrebbe pescato nulla. Arrivò la fine della giornata, e il pescatore, triste come sempre si accinse a raccogliere la lenza dal mare. D’improvviso sentì tirare la lenza dal fondo del mare. [...] Continue reading
Il coraggioso soldatino di stagno. Una fiaba di Christian Andersen
I soldatini erano tutti uguali, ma l’ultimo della fila aveva una sola gamba. Chissà, forse non bastò lo stagno per essere fuso come i suoi compagni. Eppure, anche se con una gamba sola, il soldatino stava ben piantato in piedi, come tutti gli altri. Sul tavolo dove erano stati appoggiati c'erano molti altri giocattoli, ma quello che più attirava l'attenzione era un fantastico castello di carta. Sulla porta aperta stava una fanciulla carinissima, dai colori vivacissimi, ed era fatta anche lei di carta. La bella fanciulla aveva le braccia che cingevano la testa come fosse un arco, e aveva una gamba sollevata così in alto che il soldatino di stagno, non vedendola, credette che anch'ella avesse una gamba sola, proprio come lui. Ma la fanciulla era una ballerina. [...] Continue reading
Tre piume, una fiaba dei fratelli Grimm
E perché‚ non litigassero fra di loro, li condusse davanti al castello, tolse da una scatola tre piume: una gialla, che affidò al più grande; una rossa che affidò al secondo genito; ed infine, una bianca, che destinò al più piccolo. Dopo di che, lanciò le piume in aria e soffiando forte le lasciò andare ciascuna libera nella direzione che il caso avesse voluto, poi caddero per terra: "Ecco, figliuoli, vi invito ad andare per il mondo nella direzione che la vostra piuma prenderà dopo il volo." Continue reading
La grande e deliziosa pappa. Una fiaba dei fratelli Grimm
Doveva dirgli: -Cuoci la pappa, pentolino!- e il pentolino cuoceva una buona pappa dolce di miglio; e quando diceva: -Fermati, pentolino!- il pentolino smetteva di cuocere. La fanciulla lo portò a casa a sua madre: la loro miseria e la loro fame erano ormai finite, ed esse mangiavano pappa dolce ogni volta che volevano. Un giorno che la fanciulla era uscita, la madre disse: -Cuoci la pappa, pentolino!-. Continue reading
Il nonno e il nipotino. Una fiaba dei fratelli Grimm
[...] Il figlio e la nuora erano disgustati, così gli costruirono un seggiolone e insieme al seggiolone pure una mangiatoia. Misero dentro il vecchierello e lo fecero mangiare in un angolo, dietro la porta. Poi, dato che non riusciva a tenere in mano la scodella, gliene fecero una di legno. Così il povero nonno dovette mangiare da solo e guardava con le lacrime e tanta tristezza verso il tavolo dove stavano comodamente seduti suo figlio, la nuora e il piccolo nipote. [...] Continue reading
Il magico mistero della Serpe Bianca, una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un re potente e saggio che ogni giorno, dopo aver pranzato, quando la tavola era sparecchiata, attendeva d’essere solo per farsi portare da uno dei suoi servi più fedeli, un piatto coperto. Il re mangiava un poco di quel che il piatto contenesse, poi lo richiudeva, e lo faceva portare via. Nessuno sapeva che cosa vi fosse dentro.
Un giorno avvenne che il servo fidato, quando il re gli diede il piatto da portare via, non seppe resistere alla tentazione: lo portò nella propria camera, lo aprì e vi trovò dentro una serpe bianca. Continue reading
Storia di una teiera. Una fiaba di Christian Andersen
C'era una teiera orgogliosa, orgogliosa della sua porcellana, del suo lungo beccuccio, del suo largo manico. Aveva qualcosa davanti e qualcosa dietro, il beccuccio davanti e il manico dietro, e parlava sempre di quelli, ma non parlava mai del coperchio che era scheggiato; quello era una vergogna, e delle proprie vergogne nessuno parla volentieri, figuriamoci una teiera orgogliosa. Le tazze, la zuccheriera e il bricco del latte, tutto il servizio da tè avrebbe certamente ricordato il coperchio rotto più che non quel manico e quello splendido beccuccio; la teiera lo sapeva bene. Continue reading
Cecina. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re, che amava talmente tanto la caccia che e per essere più libero di andarvi tutti i giorni, non aveva voluto prender moglie. I ministri gli dicevano: - Maestà, il popolo desidera una Regina. E lui rispondeva: - Prenderò moglie l'anno venturo. Passava l'anno, e i ministri da capo: - Maestà, il popolo desidera una Regina.
E lui: - Prenderò moglie l'anno venturo. Ma quest'anno non arrivava mai. […] Continue reading
Senza Orecchie. Una fiaba di Luigi Capuana
[...] Allora venne fuori dal fondo del pozzo un braccio lungo lungo, peloso peloso, pelosissimo, che afferrò la reginota e la tirò giù nel pozzo. E così, da parecchi anni, la reginotta viveva in fondo a quel pozzo, col Lupo Mannaro che l'aveva tirata giù. In fondo al pozzo c'era una grotta grande, dieci volte più del palazzo reale. Stanze tutte d’oro e diamanti, una più bella e più ricca dell'altra. È vero che non ci arrivava mai il sole, ma ci si vedeva lo stesso. La bimba veniva servita da quella Reginotta che era. Una cameriera per spogliarla, una per vestirla, una per lavarla, una per pettinarla, una per recarle la colazione, una per servirla a pranzo, una per metterla a letto.
Il Lupo Mannaro russava tutto il santo giorno e la notte andava via. E dato che la reginotta, quando lo vedeva, strillava dalla paura, Egli si faceva vedere il meno possibile: perché non voleva spaventarla. [...] Continue reading
Ranocchino. Una fiaba di Luigi Capuana
Si racconta che c'era una volta un povero diavolo, il quale aveva sette figliuoli che avevano fame. Il maggiore contava dieci anni, e l'ultimo appena due. Una sera il babbo se li fece venire tutti dinanzi. - Figliuoli - disse - son due giorni che non gustiamo neppure un gocciolo d'acqua, ed io, dalla disperazione, non so più dove trovar cibo. Sapete che ho pensato? Domani mi farò prestar l'asino dal nostro vicino, gli metterò in groppa le ceste e vi porterò in giro per vendervi. Se avete un po' di fortuna, qualcuno vi comprerà. [...] Continue reading
Bella e la Bestia, di Charles Perrault
In un tempo lontanissimo c'era una volta una città abitata quasi esclusivamente da mercanti. Quando dai porti vicini e lontani giungevano le navi cariche di merci era una festa per tutti. Uomini, donne, bambini si vestivano con gli abiti più belli, si ornavano con gioielli e ghirlande di fiori e si radunavano in piazza.
Nel centro della città, una grande casa si distingueva dalle altre; qui viveva un ricco mercante con la sua unica figlia Bella, una fanciulla semplice e buona. Sul suo bellissimo viso splendevano due occhi chiari e dolci, sull'ampia fronte cadevano riccioli bruni, il suo corpicino era snello e flessuoso. Fu perciò soprannominata da piccola «la bella bambina». E Bella fu il suo nome anche quando divenne più grande. Continue reading
BiancaNeve e i Sette Nani, una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una regina buona e gentile, che stava seduta accanto a una finestra mentre ricamava una veste di seta. Fuori c’era l’inverno e nevicava tanto. Mentre cuciva il ricamo la regina sollevò gli occhi per ammirare i fiocchi di neve che cadevano come se fossero piume d’argento, ma d’improvviso: “ ahi!” si punse un dito. Subito tre gocce di sangue scivolarono sulla neve. Il rosso del sangue era così bello che la regina pensò: “Oh, se potessi avere una figliuola bianca come la neve, dalle labbra rosse come il sangue e con i capelli neri come la notte!” Continue reading
Il lupo e i sette capretti, una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una vecchia capra, che aveva sette caprettini, e li amava come una mamma ama i suoi bimbi. Un giorno pensò di andare nel bosco a far provviste per il desinare; li chiamò tutti e sette e disse: "Cari piccini, voglio andar nel bosco; guardatevi dal lupo; se viene, vi mangia tutti in un boccone. Quel furfante spesso si traveste, ma lo riconoscerete subito dalla voce rauca e dalle zampe nere." I caprettini dissero: "Cara mamma, staremo ben attenti, potete andar tranquilla." Continue reading
Le arance d’oro. Una fiaba di Luigi Capuana
Si racconta che c'era una volta un Re, il quale aveva dietro il palazzo reale un magnifico giardino. Tanti erano gli alberi di questo giardino, ma il più raro e il più pregiato, era quello che faceva le arance d'oro. Quando arrivava la stagione delle arance, il Re vi metteva a guardia una sentinella, notte e giorno; e tutte le mattine scendeva lui stesso a osservare coi suoi occhi se mai ne mancasse qualcuna, persino le foglie contava. Una mattina il re va in giardino, e trova la sentinella addormentata. Guarda l'albero... Le arance d'oro non c'erano più! - Sentinella sciagurata, pagherai colla tua testa. [...] Continue reading
Fata Fiore e il misterioso abito della sposa Reginotta. Una fiaba di Luigi Capuana
[...] Una mattina, nel far le scale per andare a comprare il latte, vide su uno scalino qualcosa, che non capiva bene cosa fosse. Si chino?, lo raccolse, e vide ch'era un fiorellino, vero, tutto scalpicciato e sgualcito; un fiorellino rosso, che mandava un odore di meraviglia. La ragazza lo ripuli?, gli riaggiusto? le foglioline e se lo mise in petto. Tornata a casa, lo ripose in un vasetto con l'acqua, su un tavolino della sua camera, e di tanto in tanto andava a osservarlo. In quel vasetto con l'acqua, il fiorellino parve rinato, tanto che riempì la camera del suo profumo. [...] Continue reading
Spera di Sole Raggio di Sole. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta una donna che faceva la fornaia e aveva una figliuola, che era brutta assai e nera, come un tizzone di carbone. Tant’è che la chiamò Carbonella. Madre e figliuola campavano infornando il pane, e Carbonella stava sempre lì a lavorare, dalla mattina alla sera, senza riposare quasi mai. Eppure Carbonella era sempre di buon umore. Un mucchio di fuliggine, i capelli arruffati, i piedi nudi e sporchi di fango, e con in dosso due stracci che gli cascavano a pezzi; ma le sue risate risuonavano da un capo all'altro della via. - Carbonella fa l'uovo - dicevano ridacchiando le vicine. Continue reading
I tre anelli, una fiaba di Luigi Capuana
C’era una volta un sarto che aveva tre figliuole, una più bella dell’altra. Sua moglie era morta da un pezzo, e lui si stillava il cervello per riuscire a maritarle. Le ragazze non avevano dote, e senza dote un marito è un po’ difficile da trovarsi. Un giorno questo povero padre pensò d’andarsene in una pianura e chiamare la signora Sorte: – Signora Sorte, signora Sorte! Gli apparve una vecchia, con la rocca e col fuso: – Ohè, che c’è, tu mi chiami, ma perché? – Ti ho chiamata per le mie figliuole. – Portale qui ad una ad una; si sceglieranno la sorte colle loro mani. [...] Continue reading
Il lupo mannaro, una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re e una Regina che non avevano figliuoli e pregavano i santi, giorno e notte, per ottenerne almeno uno. Intanto consultavano anche i dottori di Corte.
- Maestà, fate questo.
- Maestà, fate quello.
E pillole di qua, e beveroni di là; ma il sospirato figliuolo non arrivava.
Una bel giorno ch'era freddino, la Regina s'era messa davanti il palazzo reale per riscaldarsi al sole. Passa una vecchiarella:
- Fate la carità!
E la regina rispose:
- Non ho nulla.
La vecchiarella andò via brontolando.
- Che cosa ha brontolato? - domandò la Regina.
- Maestà, ha detto che un giorno avrete bisogno di lei.
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Il ramo di nocciolo. Una fiaba dei fratelli Grimm
[...] Ma, ahimé, d’improvviso, mentre la madre di Gesù si stava chinando per coglier le fragole e riempire il cesto, da dietro l’erba di un basso cespuglietto di rovi sbucò una vipera. La madre di Gesù si spaventò e lasciò cadere a terra il cesto colmo di fragole, poi si mise a correre per mettersi in salvo. Il serpente cattivo la inseguì sibilando, ma, come si può immaginare, la Madonna sapeva cosa fare: [...] Continue reading

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