Parole di Storie - Mitologia


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Storie dalla Mitologia, lettura ad alta voce e narrazione delle storie dei miti di un popolo. Storie degli dei, di eroi, guerre, amori e inganni. Dal caos alla nascita del mondo. Le avventure e le narrazioni fantastiche tradizionali di gesta compiute da figure divine, o antenati. Mito e racconto come un piacere del ritorno alle origini.
Autore: Parole di Storie
Ultimo episodio: 03/06/19 20:10
Aggiornamento: 16/06/19 6:52 (Aggiorna adesso)
Perseo e il mostro Medusa. Mitologia. Messa in voce di Gaetano Marino
[...] E sfidò Perseo a superare la prova più difficile che si potesse immaginare. «Ti sfido a portarmi la testa di Medusa» disse al giovane. Un tempo Medusa era stata una ragazza molto bella, ma tanto superba da raccontare in giro che nemmeno le dee dell'Olimpo erano belle come lei. Gli dèi l'avevano sentita e per punirla l'avevano trasformata in una Gorgone, un mostro con serpenti al posto dei capelli e uno sguardo mortale: chi la guardava diventava di pietra. Perseo cadde nella trappola del re: «Parto subito!» gridò. [...] Continue reading
Teseo, l’eroe degli eroi. Mitologia. Messa in voce di Gaetano Marino
Teseo fu l’eroe più famoso e conosciuto di tutta l’Attica. La sua fama superò persino quella di Eracle. Le sue gesta ebbero luogo principalmente nel Peloponneso. Teseo appartenne alla generazione che precedette la guerra di Troia, alla quale però presero parte i suoi due figli, Demofonte e Acamante. Teseo era più giovane dell’invincibile Eracle. Si disse anche che i due eroi fossero stati compagni di viaggio nella famosa spedizione degli Argonauti, la grande impresa allestita dal principe Giasone, in viaggio sulla nave Argo alla ricerca del Vello d’oro. Teseo fu anche tra i principali protagonisti della guerra contro le Amazzoni.
Per quanto riguarda le sue origini, vi sono due ipotesi: la prima si riferisce ad una origine terrena, la seconda a una divina. [...] Continue reading
Gli Argonauti, storia di eroi e ardite imprese, in viaggio verso la conquista del Vello d’Oro. Mitologia. Messa in voce di Gaetano Marino
Gli Argonauti furono i compagni del comandante Giasone, che sotto i suoi ordini partirono per un lungo e avventuroso viaggio, tra i più conosciuti e narrati dalla mitologia greca.
Erano tutti eroi. Giasone era un principe, figlio del re di Iolco, Esolo, e discendete della stirpe di Eolo. Diversi cantori hanno raccontato e tramandato le grandi gesta di Giasone e dei suoi compagni, ciascuno a modo suo, ovviamente, secondo le epoche differenti in cui è vissuto. Due sono comunque i cantori poeti che hanno narrato con grande passione il viaggio degli Argonauti. Si chiamavano Apollonio Rodio e Apollodoro. Cercheremo qui di raccontare, cogliendo un po’ da uno e un po’ dall’altro cantore, le avventure eroiche di questa straordinaria impresa, unendo i fatti in un solo viaggio. [...] Continue reading
Atena, la dea guerriera. Mitologia. Messa in voce di Gaetano Marino
[...] Nello stesso modo, Atena aiutò Odisseo a ritornare ad Itaca. Nell’Odissea, la sua azione fu sempre presente, e lei intervenne con metamorfosi e parole, sotto la forma di diversi mortali, per portare aiuto all’eroe. Inviò anche sogni e presagi, per esempio a Nausicaa, la figlia prediletta di Alcinoo, re del popolo dei Feaci, per suggerirle di andare a lavare i panni un certo giorno in cui lei sapeva che Odisseo sarebbe dovuto approdare nell’isola dei Feaci. Per quell’occasione dotò il suo protetto di una bellezza soprannaturale, proprio per commuovere la giovane in quell’incontro, che doveva procurare ad Odisseo una nave per tornare in patria.[...] Continue reading
Calcante, storia di un indovino. Mitologia
Calcante era un indovino di Micene, la città governata da Agamennone, comandante supremo dell’armata greca che combattè contro la città di Troia e di suo fratello Menelao, il futuro re di Sparta, marito della bella Elena.
Calcante era figlio di Tèstore, e fu un grande indovino (così come il padre stesso) e sacerdote di Apollo, dio del Sole e figlio di Zeus.
L’indovino accompagnò soprattutto il suo popolo all'assedio di Troia. Egli era il più abile e capace del suo tempo nell’interpretare il volo degli uccelli ed era colui che conosceva meglio il passato, il presente e il futuro. Tant’è che annunciò numerose profezie importanti proprio nel tempo della preparazione e dello svolgimento della guerra di Troia. Continue reading
Filottete, l’eroe arciere della guerra di Troia. Mitologia
[...] Filottete, consumato dalle sofferenze della ferita che lo tormentava da parecchi anni, viveva come un miserando solitario in una grotta dell’isola. Egli era inasprito dalla solitudine e dal dolore. Aveva perso ogni fiducia persino in se stesso, e privato di ogni sua identità. Filottete insomma, viveva come un animale selvaggio, vestiva di stracci in un luogo deserto, posto ai margini del mondo; nemmeno più l’uso della parola per anni e anni poté adoperare; da tanto non mangiava né pane né bevve vino. [...] Continue reading
Achille, nascita e destino di un eroe leggendario. Mitologia
Achille fu un personaggio tra i più leggendari che la storia del mito ricordi.
Una figura antica, resa celebre soprattutto dall’Iliade, di Omero, di cui sappiamo che il motivo principale non è la guerra di Troia, bensì, l’ira di Achille. In breve, tutto accadde per un torto subito da Achille, ad opera del comandante generale dell’armata greca, Agamennone. Fu proprio quell’ira a causare una perdita considerevole di soldati Achei, Greci alleati e compagni di Achille stesso. Ma chi era Achille, l’eroe leggendario? Continue reading
L’amore del Ciclope Polifemo per la ninfa Galatea, figlia del mare. Mitologia
Per un attimo Polifemo restò muto, incantato da quella altera e furibonda bellezza. Mai nessun essere umano aveva osato parlargli a quel modo. Mai nessun mortale si era rivolto a lui con tali minacce, senza restare morto o bastonato. Anche gli dei, conoscendo la sua suscettibilità, lo trattavano con miglior garbo, rispetto al resto, consapevoli della sua forza e della sua audacia! Eppure quella fanciulla, apparentemente così fragile e delicata, osava minacciarlo e deriderlo, osava disprezzarlo ed insultarlo, senza timore alcuno. Polifemo ne restò ancora più ammaliato. Messosi in ginocchio, davanti a lei, su quell'incantevole spiaggia, avvicinò la faccia alla bianca figura, candore di latte e […] Continue reading
Aiace, onore e destino di un grande eroe della guerra di Troia
Una spiaggia deserta. Arbusti tutt’intorno. Un uomo è solo, assorto, in piedi. Se ne sta sulla piana che separa la grande città di Troia dal mare. Quell’uomo si chiama Aiace, detto il grande eroe, re di Salamina. Egli ora è qui. Il frastuono delle armi e le grida della battaglia ora riposano per un po’. Egli contempla una spada lucente, la sua spada, affilatissima; conficcata al suolo, nel mezzo di un tumulo di sabbia. La punta è riversa in alto, come fosse predatrice, in attesa della sua vittima.
Quale vittima? Passano pochi minuti e le parole si affacciano sulla bocca di quell’uomo eroe. - Ecco, il mio boia. Saldo e ben piantato. L’ho messo a filo di piombo. Il mio carnefice fa corpo con la terra Troiana, il suolo di una guerra che dura da troppo tempo. L'ho affondato io. Ora dunque, mi mostri il suo affetto. E che sia morte rapida! Continue reading
Ettore vs Achille, l’ultimo scontro. Libro XXII. Iliade di Omero. Mitologia
L’Iliade racconta di un evento reale, la guerra di Troia, che si concluderà con la distruzione della città per opera di una confederazione di popoli greci, forse l’ultima grande impresa prima della fine dei regni micenei, databile intorno al 1100 a.C. Sicuramente, in quegli anni non esistevano un alfabeto o dei materiali scrittori adeguati per registrare un testo poetico così lungo e complesso: per molto tempo, perciò, i fatti che diventeranno il nucleo del poema – tra i quali dovette avere un posto importante l’episodio cruciale dello scontro tra i ‘campioni’ dei due eserciti nemici, Achille ed Ettore – vennero raccontati e tramandati oralmente. Nel corso di questo processo di elaborazione, durato almeno tre secoli, si deve collocare l’attività di quel grande aedo di nome Omero che fu, secondo gli antichi, l’autore dei due grandi poemi.  Radici tanto oscure e remote nel tempo spiegano perché il mondo che essi raccontano (e lo stesso modo di raccontarlo) ci può apparire estraneo, misterioso, duro. Ma proprio in questa diversità risiede gran parte del fascino di queste opere straordinarie, che hanno finito per rappresentare il principio ed il fondamento di tutta la nostra storia letteraria.

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Apollo e i suoi amori impossibili. Mitologia
Apollo non era un dio senza cuore. Ma venne pure per lui il tempo d’amare. E fu un tempo parecchio difficile, perché alcuni suoi amori furono orchestrati dal dio Heros, il quale aveva parecchie vendette da consumare, proprio contro, Apollo. Heros, sappiamo, aveva il potere dell’amore, o meglio degli innamoramenti, e con le sue frecce stabiliva quali tremendi turbamenti il cuore degli dei e degli uomini dovesse subire. Ed era il turbamento dell’amore corrisposto o dell’amore negato. Chi s’intende d’amore sa quanto fosse un grande potere. Perché esso non mette in gioco la forza o l’astuzia o la prepotenza, ma, al contrario, oppone ad essi la forza dell’amore; che è una forza che non uccide, non ferisce come può un’arma, o un veleno. [...] Continue reading
La condanna di Sisifo, re di Corinto malvagio e avido. Mitologia
Sisifo fu persino un ricattatore senza pietà, né scrupoli; nemmeno di fronte a Zeus ebbe ritegno. Accade una mattina. Sisifo se ne stava, come sempre, in agguato al solito posto, sul colle. Quando d’improvviso gli passò dinanzi agli occhi un aquila che volava velocissima verso la costa del mare. Il rapace teneva tra i suoi artigli la preda. Ma Sisifo intuì subito che quella non era un’aquila solita, e ciò che teneva imprigionata tra artigli non era una preda da cibo, come di solito poteva essere un leprotto, o un vitello o una marmotta. No, quell’aquila era Zeus, che aveva preso le sembianze di un aquila - ed era questa una sua vecchia abitudine - e quella preda non era un animale; eh no, quella era una fanciulla, la ninfa Egìna, la giovane figlia del dio fiume Asòpo. Continue reading
Medusa, la principessa Gorgone dal sogno d’amore. Mitologia
Medusa era una delle tre Gorgoni, l'unica mortale, e abitava con le sorelle in una caverna nel giardino delle Esperidi, vicino al regno dei morti. Le tre Gorgoni erano figlie delle divinità marine, Forcide e Ceto ed erano bellissime, si chiamavano: Steno (la Forte), Euriale (l’Ampia) e Medusa (l’Astuta). Quest’ultima era anche la più bella delle tre e fece innamorare Poseidone, il dio del mare, che si incontrò con lei in un piccolo tempio dedicato ad Athena dove si amarono follemente. Atena, accortasi del grave affronto, volle vendicarsi trasformando Medusa, da donna bellissima, in una creatura mostruosa portatrice di morte. [...] Continue reading
Poseidone vs Atena, come nasce l’ulivo. Mitologia
[...] Poco lontano dal regno di Poseidone c'era una città maestosa e importante. Una città ricca di splendidi palazzi di marmo pregiato e di templi imponenti, che onoravano soltanto la saggia figlia di Zeus, Atena. La dea partorita dalla testa del padre, la dea della saggezza e dell’arte della guerra. Il dio del mare, Poseidone, invidiosissimo, fremeva dalla voglia di diventar pure lui il suo padrone assoluto, dato che la città si trovava proprio accanto al mare. Un giorno, Poseidone, arrivò col suo carro veloce sul punto più alto della città, l'Acropoli, e battendo sulla roccia con la sua arma, il pericoloso tridente, fece sgorgare una fonte d'acqua marina. - Ecco la prova che questa città è mia" gridò il dio del mare ai quattro venti. - Qui sgorga acqua di mare, e io sono il dio del mare. Dunque la città mi appartiene. 
La dea Atena si fece avanti: - Come osi tu, Poseidone, pronunciare queste parole. Tu insulti il tuo padrone, Zeus, e offendi sua figlia, me, Atena, unica signora assoluta della meravigliosa città da me protetta. [...] Continue reading
Storia della fuga del principe Troiano Enea e della regina di Cartagine Didone. Mitologia
[...] Intanto si videro nelle strade fiumi di sangue scorrere. I guerrieri greci furono spietati e uccidevano con una ferocia inaudita. Avevano un rabbia che si portava dentro, implacabile, dieci anni di guerra, di morti e dispersi, per questo non vollero dare scampo, nessuna pietà. Sapevano che quella era la battaglia della vittoria finale. L’ordine era: uomini e bambini dovranno essere trafitti a morte, fatti a pezzi, e le donne incatenate, fatte schiave e rapite. I Troiani in fuga, che avevano seguito l’ordine di Enea, si ritrovarono in riva al mare, in mezzo a molti altri uomini e donne e bambini. Arrivato anche lui al mare, il principe Enea depose a terra il padre Anchise, mentre il piccolo figliuolo Ascanio, obbediente agli ordini del padre, non disse una sola parola. [...] Continue reading
La ninfa addolorata Calipso, e il suo amato Odisseo. Mitologia
[...] Quella sera, durante la cena, Calipso cercò per l’ultima volta di convincere Odisseo a restare. Ricorse ad ogni parola possibile e senza ritegno, mise a confronto persino la sua bellezza con quella della moglie di Odisseo, Penelope; la quale non poteva certo competere. Certo non furono parole giuste, né e onorevoli né di rispetto, quelle di Calipso, soprattutto nei confronti di un’altra donna, una sposa. Ma, ahimè, bisogna dirlo, l’amore di una donna - che è un amore vero, che chiede tutto perché dona tutto - spesso è amore immerso in un sano desiderio di egoismo; così da non avere confini né ritegno. [...] Continue reading
Mida, triste storia di un re avido e prepotente. Mitologia
E mentre tornava a palazzo fischiettando, staccò un ramoscello da un cespuglio, subito quello divenne oro. Raccolse una pietra da terra e quella divenne oro. Prese una manciata di terra e quella divenne d’oro. Attraversò un campo di grano, raccolse qualche spiga e subito quelle divennero d’oro. Strinse un frutto raccolto da un albero e quello divenne oro. Ogni cosa insomma diveniva d’oro. Il dono del dio Dioniso si stava avverando. Re Mida gridò dalla gioia. Persino ad una fonte, mentre si lavava le mani, riuscì a trasformare in oro il ruscello d’acqua... Continue reading
La principessa Atalanta – Mitologia
Atalanta era figlia di Iaso, re dell'Arcadia, e di Climene. Suo padre desiderava per erede un maschio, per questo alla nascita della principessa Atalanta, e come succedeva spesso nell'antichità quando a venire al mondo fosse una femmina, egli la rifiutò, ordinando che la figlia venisse abbandonata sul monte Pelio. La dea Artemide inviò un'orsa, che si prese cura della neonata Atalanta, allattandola e allevandola. Qualche tempo dopo fu trovata da un gruppo di pastori, alcuni dicono che fossero dei cacciatori, che la adottarono. Ella rimase pura e portava con se sempre armi. I centauri Ileo e Reco avevano tentato... [...] Continue reading
Titanomachia, la guerra tra Titani. Mitologia
Per dieci lunghi anni la terra conobbe distruzione e devastazione. Fu sconvolta da terremoti, maremoti, tempeste, uragani. Si spostarono e si sgretolarono le montagne, i mari furono perennemente in tempesta a un passo da sommergere la terra tutta. I fiumi inondavano le terre, i laghi scomparivano sprofondando nelle viscere della terra, le valli bruciavano! Orribili crepaci, precipizi, gorghi, si formarono dappertutto. Dalle fauci dei vulcani sgorgava lava e dalle crepe d’intorno si sprigionava fumo intenso, acre, che sapeva di zolfo dal colore scuro. Le cortine di fumo s’alzavano quasi sino alla volta del cielo, trasformando il giorno nella notte, impedendo alla luce del sole di poter tornare sulla terra. Ma in tutto questo sfacelo di distruzione nessuna delle due fazioni ottenne vittoria. Le forze dei nemici in campo erano della stessa portata, per cui sembrava che tutto fosse segnato, e non ci fossero né vincitori, né vinti. [...] Continue reading
Le ninfe e la fortuna di Eaco, re saggio e giusto. Mitologia
Le ninfe erano giovani fanciulle che popolavano le campagne, i boschi, i fiumi e il mare. Erano la gioia degli spiriti dei campi e di tutta la natura in genere, di cui esse assumevano l’appartenenza nel corpo della grazia e nel dono della fecondità. Si diceva fossero figlie di Zeus, tutte, o quasi, e c’è da crederci se si conosce la volubilità del cronide, figlio della titanide Rea. Oh, belle, le ninfe, erano belle, eh? Diciamolo subito. Ma essendo figlie di un dio e di una mortale, esse non potevano considerarsi immortali, però vivevano a lungo. [...] Continue reading
Le nove Muse. Mitologia
Scritto e messo in voce da Gaetano Marino […] Erano dunque entità divine che avevano sempre avuto alto onore da parte di tutti e un grande rispetto. Esse rappresentavano l’ideale supremo dell’Arte, intesa come verità del “Tutto” ovvero l’«eterna magnificenza del divino». Ecco perché ad esse soltanto spetta il nome… Continue reading
Adone, il bel fanciullo nato dalla mirra e amato da Afrodite. Mitologia
[...] Fu un sacrilegio che fece adirare assai Afrodite, tanto da far pagare a Cancrèide un caro prezzo. Dopotutto, si sa, non bisogna mai mettersi contro un dio, o peggio ancora, contro una dea, perché le conseguenze sarebbero imprevedibili e terribili. Difatti, Afrodite ordinò una punizione esemplare. Ma non fu Cancrèide a pagare per la sua arroganza, no, Afrodite se la prese con la giovane figlia Smirna, disponendo che la fanciulla infiammasse d’amore, ma non per un uomo qualsiasi, no, ella avrebbe perso la testa per il proprio padre Cinìra: con lui sarebbe dovuta giacere, sperduta in un amore criminale. E dato che non si può sfuggire al volere degli dei, Smirna presto arse d'amore e di desiderio per suo padre. [...] Continue reading
Issione, tiranno sposo e spergiuro. Mitologia
[...] Ecco perché apparvero le Erinni: le terribili vendicatrici degli assassinati dello stesso sangue, che attaccavano inesorabilmente coloro che s’erano macchiati di quegli omicidi. Si chiamavano Aletto, Tisifone e Megera. Figlie della terra e della notte. Avvolte al collo da squame di bronzo, coi capelli di serpenti, dalle ali di drago e artigli in tutto il corpo. Si portavano appresso un puzzo di morte. Erano entità delle tenebre che provenivano dagli inferi. Entità maligne dal nome impronunciabile: guai solo a pensarle, perché s’aveva la paura certa che essere apparissero; tanto era il terrore che spargevano sugli animi degli uomini. [...] Continue reading
Pigmalione, un amore d’arte
[...] Ebbene, molti e molti secoli fa, un re, che si chiamava Pigmalione regnava nell’isola di Cipro. Egli, oltre ad essere re, era uno scultore, e scolpiva statue di divinità e semidei che frequentavano l'isola; allora assai affollata. Pigmalione era tanto stimato per la sua bravura e abilità nell’arte di forgiare sculture, che chi ammirava il suo lavoro diceva che le sue state erano talmente perfette che parevano vive, e a qualcuno parve persino che respirassero. Ma Pigmalione, come tanti straordinari geni dell’arte, aveva alcune strane pretese, insieme a parecchie bizzarre necessità. Evitava di frequentare le donne, o di aver con loro qualche storia d’innamoramento. Tutte le ragazze, egli pensava, non è che non gli piacessero, anzi, ma erano noiosissime, come la sua sorellina. Egli non le capiva proprio, le donne. Come pensassero, cosa pensassero, che cosa volessero. [...] Continue reading
Semiramide, leggenda e mito di una Regina colomba.
Semiramide fu una grande regina della città di Babilonia. Donna affascinante, bella, indomabile, di immenso valore e di grande coraggio mostrato nelle imprese e nell'esercizio delle armi. Ogni fatto della sua vita ebbe inizio nella regione della Siria, e precisamente nella città di Ascalona, dove si venerava Derceto, una dea che si pensava vivesse nelle profondità di un lago vicino alla città. Derceto, aveva un volto meravigliosamente bello di donna e il corpo di pesce. La dea Afrodite che, sempre invidiosa per sua natura, proprio per la sua bellezza non sopportava la dea Derceto, e perciò la costrinse ad una passione violenta, segreta perché non voluta, e dunque pericolosa assai, verso un giovane cacciatore Siriano, di nome Caistro, che era figlio del grande eroe Achille e dell’amazzone Pentesilea. [...] Continue reading
Il gigante Anteo contro l’eroe Eracle. Mitologia
Anteo era un Gigante. Figlio di Poseidone, dio del Mare e della Madre Terra Gea. Egli aveva la sua dimora nella terra di Libia, secondo alcuni, o in Marocco, secondo altri; terre situate nel nord del continente d’Africa.
Anteo era un gigante assai crudele, Tanto che appena uno straniero viaggiatore aveva la sventura di transitare nelle sue terre, questi veniva costretto con la forza a lottare e combattere contro il gigante. Dopo una lotta dura e senza riposo, né tregua, appena Anteo si rendeva conto che lo sfortunato straniero non ce l’avrebbe fatta più, e perciò se ne restava costretto a terra esausto e sanguinante, egli lo afferrava con le sue possenti braccia, piantava le gambe al suolo, lo inarcava sul proprio petto vigoroso, e con un violento colpo di reni e grido di belva umana, stritolava lo sventurato. [...] Continue reading
Ares contro i giganti. Mitologia
Ares, il dio della guerra, sanguinario e brutale, conquistò l’amore di Afrodite, dea della bellezza. Ma ares era antipatico, irascibile e violento, soprattutto nessuno degli altri dei poteva soffrirlo, compreso suo padre, Zeus, il padre di tutti gli dei, non poteva sopportarlo. Ebbene, Ares, pur avendo conosciuto sempre la vittoria nelle sue imprese, cioè quella di scatenare guerre e massacri in ogni parte del mondo, ebbe modo di provare sulla propria pelle che le imprese vittoriose però non sempre arridono al rissoso Ares, anzi. [...] Continue reading
Afrodite, la dea della bellezza e i suoi figli. Mitologia
Appena Afrodite emerse dalle onde, su una conchiglia di madreperla, Zefiro l'aveva spinta sulla riva dell'isola di Cipro, da qui il nome di Cipride. Appena la dea Afrodite mosse i primi passi sulla spiaggia, i fiori sbocciarono sotto i suoi piedi, e subito le vennero incontro le Ore, che portavano con se le quattro stagioni e inoltre erano esse che aprivano e chiudevano le porte di nuvole che conducevano all’Olimpo. Andarono incontro alla bella Afrodite anche la dea della persuasione, il dio del desiderio e quello della brama, Tutti ad accoglierla, per onorarla e servirla. La vestirono con una vestale splendente, bella e leggera, fluttuante più dell’aria, poi le donarono una cintura che le avvolse il seno, donando il desiderio. Continue reading
La Mitologia narrata dai ragazzi
La mitologia narrata dai ragazzi dell’Istituto comprensivo Giusy Devinu, di via Meilogu - Cagliari - Scuola Secondaria di primo Grado - classe 3a-A.
anno 2018 Continue reading
I mostri Scilla e Cariddi, le Sirene mangia-uomini e la fuga di Odisseo. Odissea, Omero. Mitologia
[...] Per Prime incontrerai strane fanciulle alate: le Sirene: femmine dalle ali immense e fluttuanti. Sono esseri mezzo uccelli e mezzo donne. Hanno voce di porpora dal fine canto, inarrestabile. Per questo seducono e ingannano tutti coloro che incontrano nel loro parco di mare. Son esseri a cui nessuno può resistere, se ascoltate. [...] Laggiù dimora Scilla, un mostro con dodici piedi deformi, con scaglie acuminate e velenose. Dal suo orribile corpo spuntano sei lunghissimi colli, ciascuno con una testa di drago spaventosa. Ciascuna possiede tre file di denti aguzzi velenosissimi, che portano morte scura. [...] Simile a un’enorme serpe, possiede una gigantesca bocca fornita di un'infinità di file di denti aguzzi velenosissimi, che portano morte scura. Cariddi per tre volte al giorno risucchia l'acqua del mare e la rigurgita, creando enormi vortici che affondano le navi in transito. [...] Continue reading
Canente la bella ninfa addolorata e il suo amato re Pico. Da Le Metamorfosi di Ovidio. Mitologia
[...] Ma il fato, ahimé, volle che in quel luogo di bosco, dove Re Pico s’addentrava per cacciare il cinghiale, nello stesso giorno e alla stessa ora, la dea Circe, figlia del Sole, detta la Maga, s’aggirasse nei sentieri stretti. Ella andava in cerca di bacche ed erbe magiche per confezionare i suoi intrugli malefici. Appena la maga sentì i cavalli del re Pico avvicinarsi al galoppo, subito si nascose tra gli alti cespugli, e quando vide passare di fronte al suo nascondiglio re Pico, una vampa di calore indicibile l’avvinse in tutto il corpo. Il respiro quasi le mancò. Per il padre dio Sole, quant’era luminoso! La bellezza di Pico aveva portato una grande vertigine nel cuore della Maga Circe. Desiderio e passione, sentimenti che lei conosceva assai bene, di cui non avrebbe dovuto temere, la colsero di sorpresa, la devastarono, quasi soffocava; e non poteva liberarsene. Fu così che Circe, rendendosi conto d’essere in trappola, volle anche lei fare suo prigioniero di cuore il re Pico. [...] Continue reading
Odisseo e la maga Circe, sortilegi e seduzioni. Dal libro 10° dell’Odissea di Omero
[...] Lei, Circe, non esitò ad aprire la porta ed uscì, invitando quegli uomini ad entrare: la seguirono tutti senza temere inganno. Ma Eurìloco restò fuori dalla porta, sospettando che fosse una trappola. Circe li portò in una sala senza tetto, il sole splendeva e pavoneggiava tra le ombre dei colonnati. Li fece accomodare sulle sedie che parevano troni dorati. Quegli uomini non ebbero nemmeno il tempo di ammirare il luogo dove stavano seduti che subito si videro serviti a tavola di formaggio, farina d’orzo, miele denso e amaro, vino di Prammo, ogni cosa, ogni bevanda fu mischiata ad inganno con un farmaco funesto. Era il veleno dell’oblìo, della dimenticanza. [...] Continue reading
La leggenda delle Oche Guerriere di Roma. Leggenda
Una delle leggende più famose legata all’assedio di Roma da parte dei Galli. La vicenda si svolge sul Campidoglio, all’incirca verso il 390 a.C., là dove sorgeva il tempio di Giunone e dove si trovavano le oche sacre alla dea. I Romani, ormai sotto assedio da molti giorni iniziavano a soffrire la fame, per questo erano fortemente tentati di uccidere le oche che si aggiravano liberamente sul Campidoglio, tuttavia non ne ebbero il coraggio, essendo queste consacrate alla dea. Una notte i galli tentarono un attacco notturno contro la rocca del Campidoglio, e stavano già scalando le mura quando con grandi strepiti le oche, svegliarono i soldati, che combatterono con grande energia respingendo i Galli: così il Campidoglio fu liberato dal pericolo dei barbari, e Roma fu salvata dalle oche. Continue reading
Dal grande Kaos al trono di Zeus – Dei e miti dall’antica Grecia – A cura di Gaetano Marino
Dal Kaos disordine, il nulla, alla nascita dell'universo, il cielo azzurro, Urano, e venne la terra Gea. Nel loro abbraccio diedero vita e forma ai primi figli dalle cinquanta teste, e dalle cento braccia, gli Ecatonchiri, poi vennero i Ciclopi, creature con un solo occhio, giganti e irascibili. Infine il Tartaro, l'inferno sprofondato al centro della terra.
Crono e il ferimento del padre Urano, la nascita segreta di Zeus, lo stomaco ingordo di Crono e il tradimento di Rea per salvare il figlio. Le straordinarie doti di Zeus, Ade, Poseidone, la guerra tra padre e figli, la maga Metide e i suoi intrugli. La nascita di Atena. Zeus finalmente sul trono. Continue reading
Ade, il dio degli inferi, prende moglie – Mitologia
[...] Allora Ade decise di salire sulla Terra e di non tornare nel proprio regno fino a quando non avesse trovato una degna compagna. Durante il suo girovagare nel Regno dei Vivi, giunse nella Sicilia orientale. Entrò in un boschetto e sentì delle risate; scrutò verso il torrente, che scorreva nella valle sottostante e vide un gruppo di bellissime fanciulle che giocavano in acqua. [...] Continue reading
Eracle e le tre mele d’oro. Mitologia
La storia delle tre mele d’oro è l’undicesima fatica di Eracle. All’eroe venne ordinato di prendere le tre mele d’oro che si trovavano nel giardino delle Esperidi. Nessuno però sapeva dove fosse questo giardino. L’eroe tuttavia non si perse d’animo e andò in giro per il mondo a cercarlo. Dopo tante avventura venne a sapere che l’unico che potesse aiutarlo era Atlante, il Titano che reggeva il cielo e le stelle sulle sue spalle. Eracle trovò Atlante, e gli domando del giardino delle Esperidi. L’eroe si offrì di reggere la volta celeste mentre Atlante sarebbe andato a prendere le famose mele d’oro. Quando il titano tornò, dopo aver assaporato la libertà dall’enorme peso che era costretto a reggere sulla sua schiena, decise di lasciare Eracle in quella posizione per sempre, ma la furbizia e la forza di Eracle… […] Continue reading
Cassandra, principessa inascoltata – Mitologia
Si sentiva bruciare. Diventò Una fiamma altissima e Cassandra fece un passo indietro, spaventata.
- Avrai il Dono della profezia, ma non ti servirà a nulla, perché… -
Una folgore si abbatté sulla terrazza.
- NESSUNO... MAI… ti crederà,- scandì il dio - Questa sarà la punizione per aver tradito la parole data! -
Una pioggia pungente iniziò a scendere dal cielo, ma nessuno dei due sembrava accorgersene.
- Invece che come grande sacerdotessa, verrai ricordata solo come una povera pazza!
Il calore he emanava dal suo corpo era insopportabile e Cassandra si coprì il viso con il braccio. Quando si decise a toglierlo, Apollo era scomparso.
Cassandra si guardò intorno come se vedesse quel luogo per la prima volta. Improvvisamente, tutto le era chiaro: Troia sarebbe stata distrutta dagli Achei!
Si mise a correre come una forsennata verso gli appartamenti reali.
- Padre! Madre! - gridava. Cadde, si rialzò, chiamando a gran voce tutto il palazzo.
- Svegliatevi! Ascoltatemi! Troia sarà rasa al suolo!
Ma nessuno l’ascoltò. Continue reading
Teseo, Arianna, e un filo – Mitologia
C’era una volta un re di nome Minosse, che regnava sull’isola di Creta. Il re aveva un figlio di nome Androgeo e una figlia di nome Arianna. Androgeo. Già a quel tempo ogni quattro anni si svolgevano i giochi olimpici: Androgeo ottenne dal padre il permesso di parteciparvi. Poiché era giovane, forte e coraggioso, abilissimo in tutti gli sport, vinse tutte le gare. In questo modo si attirò l’invidia e la geosia dei giovani atleti ateniesi, e un brutto giorno…[...] Continue reading
La storia di Giasone e Medea, il vello d’oro – Mitologia
[...] Medea prepara per Giasone un unguento magico che lo proteggerà dal fuoco sputate dai due tori e gli dona un rubino fatato, capace di proteggerlo dai guerrieri della seconda prova. Nonostante Giasone abbia superato le prove, Eeta rifiuta di cedere il Vello d'Oro, allora Giasone, sempre aiutato da Medea, addormenta il drago, messo a guardia del Vello, se ne impadronisce e torna con la nave verso Iolco con Medea. [...] Continue reading
La storia di Filemone e Bauci, un amore indissolubile. Mitologia
[...] Gli dei sommersero il paese e trasformarono la capanna in un sontuoso tempio; ai due vecchi poi concedettero l'esaudimento di un loro desiderio. Essi chiesero di essere i sacerdoti del tempio e di morire ad un tempo; e dopo molti anni furono trasformati in due alberi, una quercia e un tiglio, che a lungo stettero dinnanzi al tempio e furono oggetto di culto.[...] Continue reading
Il principe Demofonte, ad un passo dall’immortalità. Mitologia
Demofoonte (o Demofonte; gr. ????????) Mitico figlio di Celeo, re di Eleusi, e di Metanira. Secondo Omero, Demetra, grata per l’accoglienza avuta da Celeo, cominciò ad allevare D. per renderlo immortale, nutrendolo di ambrosia, alimentandolo con il suo soffio divino ed esponendolo di notte alla fiamma viva del fuoco. Metanira, ignara di ciò, avendo visto il figlio esposto al fuoco, interruppe l’operato della dea e impedì così la divinizzazione. Continue reading
Storia di Aracne, una fanciulla superba. Mitologia
Aracne era una fanciulla famosa per la sua porpora. Era molto conosciuta per la sua abilità di tessitrice e ricamatrice in quanto le sue tele erano considerate un dono del cielo tanto erano piene di grazia e delicatezza e le persone arrivavano da ogni parte del regno per ammirarle. Aracne, orgogliosa della sua bravura, tanto che un giorno ebbe l'imprudenza di affermare che neanche l'abile Atena, anche lei famosa per la sua abilità di tessitrice, sarebbe stata in grado di competere con lei tanto che ebbe l'audacia di sfidare la stessa dea in una pubblica gara. […] Continue reading
Ermes, e come liberò la principessa Io – Mitologia
[...] Come fare a liberare la povera Io ? Zeus chiamò in aiuto Ermes, l'astuto, che velocissimo volò a Nemèa, dove la giovenca era affidata ad Argo dai cento occhi. Il mostro dormiva con due occhi soltanto, mentre gli altri restavano aperti e vigili. Ermes, sedutosi accanto, cominciò a raccontargli un sacco di storie e pian piano anche gli altri occhi cominciarono a chiudersi... Poi suonò col flauto una nenia così lunga e dolce che Argo, per la prima volta, s'addormentò completamente. E fu allora che Ermes, sguainata la spada, gli tagliò d'un colpo solo la testa. "Scappa, Io, scappa !" [...] Continue reading
Fetonte, il figlio del Sole. Mitologia
«Sono capace. Fammi provare» Fetonte pregava il Sole suo padre. «Cosa ci vorrà mai? Conosco le manovre perfettamente, ho guardato un sacco di volte come fai tu. Posso farlo benissimo anch'io. La verità è che tu non ti fidi di me. E invece mamma sarebbe d'accordo e mi lascerebbe...»
Ecco, adesso ci mancava che si intromettesse anche sua moglie Olimene.
«Su, che ti costa, per una volta?!» il Sole si senti infatti supplicare dalla moglie di li a poco. «In fin dei conti te lo sta chiedendo tuo figlio, non un estraneo. Mi ha promesso di essere prudente, fidati per una volta. Fallo provare, ti prego, ha solo bisogno di capire che hai stima di lui!» Continue reading
Bellerofonte, un principe in fuga – Mitologia
In seguito a un'ingiusta accusa, l'eroe greco Bellerofonte deve affrontare una serie di pericolose imprese, la più nota delle quali è l'uccisione della Chimera. Da tutte esce vittorioso. Poi insuperbisce e tenta di salire al cielo sul cavallo alato Pegaso, ma Zeus lo punisce facendolo precipitare e rendendolo zoppo Continue reading
Pegaso, il cavallo alato – Mitologia
Nella mitologia greca, cavallo alato, generato da Posidone e dalla Gorgone Medusa. Secondo la versione più nota balzò fuori dal collo della Gorgone quando Perseo le tagliò il capo, presso le sorgenti dell’Oceano. Fu cavalcato prima da Perseo, che grazie a Pegaso liberò Andromeda; poi da Bellerofonte che con esso poté vincere la Chimera e combattere con le Amazzoni. Morto Bellerofonte, Pegaso risalì al cielo a tirare per Zeus il carro del tuono. Quando il Monte Elicona cominciò a salire verso il cielo per il piacere datogli dal canto delle Pieridi in gara con le Muse, Pegaso per ordine di Posidone lo arrestò con un colpo di zoccolo che fece sgorgare la fonte Ippocrene («sorgente del cavallo»). Pegaso, infine, fu mutato in costellazione. Continue reading
Apollo e Dafne. Mitologia
Apollo si innamorò perdutamente di lei. E lei di lui... proprio per niente! Sennò, che punizione sarebbe stata? Così, Eros incoccò un'altra freccia per Dafne ma non una freccia d'amore. Era di piombo, arrugginita e spuntata: una freccia di disamore! Non appena Dafne ne fu colpita, si scatenò in lei il disgusto per Apollo. Più lui si avvicinava, più lei arretrava. Più lui le rivolgeva dolci parole d'amore, più lei inorridiva. E quando Apollo allungò una mano per toccarla, lei fuggì, veloce come un capriolo. Apollo le fu dietro, non voleva lasciarla andare, non poteva. Era innamorato! Continue reading
Tantalo, ingannatore degli dei – mitologia
Tantalo, uno dei figli di Zeus, regnava a Sipilo, in Frigia, ed era assai ricco e famoso. Se mai gli dèi dell'Olimpo abbiano stimato e onorato un mortale, questi era lui. A causa della sua discendenza, egli si conquistò la loro amicizia e da ultimo gli fu permesso di banchettare alla tavola di Zeus, partecipando di tutto ciò che gli immortali discutevano fra loro. Ma la sua superba natura umana non seppe mantenersi all'altezza di quella fortuna ultraterrena, e in diversi modi egli prese a commettere empietà e sacrilegi contro gli dèi. Continue reading
Amore e Psiche, anima curiosa – Mitologia
adattamento e messa in voce di Gaetano Marino La dea, sentendosi trascurata ed offesa, pensò di vendicarsi. ?La vendetta consisteva nel far innamorare la fanciulla dell’uomo più povero, brutto e sfortunato che ci fosse sulla terra, non solo, avrebbe dovuto sposarlo e vivere una vita di povertà e di dolore;… Continue reading
Alcione, la figlia del vento. Mitologia
adattamento e messa in voce di Gaetano Marino […] Eolo, il dio dei venti aveva una figlia che si chiamava Alcione; era una bella ragazza, quasi come era stato un bel ragazzo Giacinto. Anche lei, come Apollo, desiderava un mortale più di tutti gli dei messi insieme. Era un giovane marinaio… Continue reading
Atreo e Tieste, due fratelli e il loro odio. Mitologia
Parecchi anni fa, in un antico paese, vivevano due fratelli. Uno si chiamava Tieste e l'altro, che aveva sposato la figlia di un re, si chiamava Atreo.
Atreo e Tieste si odiavano a morte perché Tieste aveva rubato al re Atreo la moglie, e Atreo aveva cacciato di casa il fratello traditore. Tieste vagabondava per il mondo, senza una casa e senza una famiglia. Ma ad Atreo non bastava. Il suo odio non gli dava pace e voleva una vendetta crudele. Continue reading
Ares, il potente dio della guerra. Mitologia
Quella notte stessa Era restò incinta di Ares. Un altro maschietto. Era lo guardò subito con sospetto e prevenuta, non sia mai che faccia due. Ma questa volta pareva tutto apposto. Il capitolo Efesto, figlio ingrato, era messo da parte, finalmente. Ora aveva un nuovo erede, che dava ad Era lo stato di regina madre insostituibile. E suo figlio era forte, bello, allegro e... Piantagrane. Oh no, non ne va bene una. Pensò Era. Infatti, Ares, seppure di un bell’aspetto, aveva un bruttissimo carattere. E appena Zeus ebbe modo di conoscerlo gli affidò, senza nemmeno pensarci un po’, il potere di stabilire dove, come e quando accadessero liti, crimini e guerre.
Ares divenne il dio della Guerra. Continue reading
Efesto, il dio del fuoco – Mitologia
Efesto il dio del fuoco, il fabbro delle opere di ingegno. Colui che forgiava armi nella sua grande officina dentro il vulcano Etna. Era così forte che per assistenti aveva i Ciclopi, giganti forzuti con un solo occhio, e per schiavi progettò e costruì un’armata di automi d’acciaio, una specie di robot.
Efesto, grande architetto degli dei, figlio di Zeus e di Era. Fu lui a costruire le armi per Achille, fu lui a forgiare l’arco e le frecce per Apollo e Artemide, fu lui a costruire l’elmo e i sandali alati di Ermes, e fece pure, tra le tante opere, l’arco e le frecce di Heros. Lui, Efesto,plasmò nel fuoco dei suoi forni la bella Pandora, e altre opere che passeranno alla storia degli dei. Ma Efesto era un dio dall’aspetto orribile: basso, tozzo, capelli rossi e untuosi, naso enorme adunco, sguardo truce, e, in particolare, con una sola gamba. Per questo lassù, nell’Olimpo, lo chiamavano “il dio storpio”. Infine era silenzioso e irascibile: un tipaccio dunque. Sì, bisogna dirlo, nonostante tutta la perfezione degli immortali, la dea Era, la grande regina, e Zeus, il signore re assoluto, forgiarono un figlio venuto male.
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L’astuto Odisseo e l’inganno di Nessuno contro il ciclope Polifemo. Mitologia
Odisseo e i suoi uomini erano giunti nell’isola di Sicilia: il regno delle ninfe, e dei ciclopi.
Le Ninfe erano dolci immortali fanciulle, protettrici dei boschi, delle acque e della natura. La dea loro protettrice era Artemide, la regina della caccia e dei boschi. La natura delle Ninfe era la riservatezza, e nello stupore osservavano un grande silenzio.
I Ciclopi erano l’opposto. Erano giganti. Irascibili e terribili giganti: bruti, rozzi, spietati e primitivi.
Di quattro di loro si sapeva il nome: - Bronte – Sterope – Arge e… Polifemo che era il più grande, e il più mostruoso.
I ciclopi avevano un unico occhio in mezzo alla fronte dominato e sovrastato da un folto e irsuto sopracciglio. Tutti vivevano di allevamento di percore, e non amavano stare in comunità, tranne che con la stretta famiglia.
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La storia di Edipo e della sua stirpe maledetta dagli dei. Mitologia
"Cittadini di Tebe, guardate. Questo è Edipo, colui che fu nostro re. Egli sciolse l’enigma crudele della temibile Fenice, liberando la città dalla carestia e dal terrore. Tutti sappiamo quale fu il suo valore tra gli uomini, e anche per questo molti lo invidiarono. Ora guardate, o Tebani, a quale disperata vita lo ha condotto il destino, funesto, crudele e beffardo. Che nessuno giudichi mai felice un uomo, chiunque esso sia, prima che egli non abbia compiuto fino all’ultimo respiro il suo camino di vita e sofferto nel dolore." Continue reading
Storia di un cavallo di legno. Mitologia
[...] In una delle tante di queste giornate, d’improvviso, il generale greco, il re di Itaca, Ulisse, conosciuto uomo astuto e sapiente, ebbe un’idea straordinaria. Accadde mentre attraversava pensieroso il campo greco, al primo mattino, in attesa dell’inutile battaglia del giorno. Egli vide alcuni bambini, figli di soldati, che giocavano con alcuni balocchi. Uno di questi era un cavalluccio di legno, uno dei tanti, che i fanciulli si portavano in giro, adagiati su delle ruote di legno. Vi trasportavano dentro pure qualche pietruzza colorata, come fosse un tesoro. Avevano, infatti, scavato all’interno del cavalluccio di legno, proprio nel ventre, un foro ben nascosto, dove deposero i loro segreti tesori. [...] Continue reading
La Luna (Selene) innamorata – Mitologia
La Luna percorreva il cielo di notte, su un carro bianco trainato da candidi buoi, o su un cocchio trainato da candidi cavalli.
E pare che non potesse stare senza amore.
Forse è per questo che tutti gli innamorati hanno un debole per lei!


Tra le sue tante storie d'amore, famosissima è quella con Endimione.
Si era innamorata follemente di lui, semplicemente guardandolo una volta, mentre dormiva. Gli si era avvicinata il più possibile, fino ad accarezzargli i capelli, fino a baciarlo sulle labbra. Continue reading
Prometeo, l’amico degli uomini, la punizione di Zeus e il dono di Pandora
Tra gli uomini, viveva Prometeo, che in greco vuol dire “uomo che prevede”. Prometeo non era proprio un uomo, perché era figlio di Titani (Giapeto e Climene, o forse era Asia, figlia di Oceano) e dunque Titano lui stesso. Di lui si raccontano molte storie e tutte dimostrano che fosse assetato di conoscenza e con un gran desiderio di far uscire il genere umano dalla condizione un po' animalesca in cui viveva. E per fare questo, finiva sempre con lo sfidare Zeus o, comunque, col farlo arrabbiare. E Zeus, quando si arrabbiava, non era uno che faceva la faccia brutta e poi gli passava. No. Zeus era uno che ci andava giù pesante e si vendicava senza pietà! Continue reading
Orfeo e la sua Euridice. Mitologia
[...] Al giovane fu data in sposa la splendida ninfa Euridice ed Orfeo l'amava talmente tanto che nessuna felicita? poteva paragonarsi a quella dei due giovani sposi di Tracia. Ma un giorno che la ninfa correva spensierata per la campagna, una vipera nascosta nell'erba, la morse e la povera Euridice mori? , uccisa dal veleno del serpente. Inutilmente Orfeo cerco? di placare il suo immenso dolore, errando per i boschi e per le montagne con la sola compagnia della sua lira; nulla poteva fargli dimenticare il volto dolcissimo della sua amata sposa. Egli volle allora andarla a cercare nelle oscure caverne dei Morti. [...] Continue reading
07 – Alla guerra! Il sacrificio di Ifigenia – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo settimo
Guerra! Tutta la Grecia s'armò: più di mille navi coi loro guerrieri furono pronte a partire.
Ma il re Ulisse, non voleva andare a combattere. S'era sposato da circa un anno e mezzo, e lasciare la sua bella e buona moglie Penelope e il suo bimbo Telemaco gli dispiaceva. Aveva fatto di tutto per evitare la guerra; se Menelao era stato imprudente la colpa non era davvero del re di Itaca! Pensando a tutte queste cose, il re Ulisse si persuadeva di avere già compiuto il suo dovere verso Menelao, e cercava il modo di lasciar partire gli altri e rimanere a casa. Trovò un'astuzia che gli parve buona.
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06 – Il rapimento di Elena – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo sesto
Trascorsero gli anni, Menelao era l’uomo più felice, più rispettato e ammirato di tutta l’Ellade: era diventato re di Sparta e aveva sposato la donna più bella del mondo, Elena, con la quale ebbe una figlia, che si chiamava Ermione.
Elena però non era felice. Menelao non era più gentile con lei come una volta, quando la desiderava in sposa, né la riempiva di attenzioni e devozione. La regina di Sparta non diceva nulla, e non si lamentava: sapeva bene che quasi tutte le donne erano trattate allo stesso modo. Perciò si sentiva triste e annoiata.
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05 – Atreo e Tieste, due fratelli in odio – Agamennone e Menelao – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo quinto
Parecchi anni fa, in un antico paese, vivevano due fratelli. Uno si chiamava Tieste e l'altro, che aveva sposato la figlia di un re, si chiamava Atreo. Atreo e Tieste si odiavano a morte perché Tieste aveva rubato al re Atreo la moglie, e Atreo aveva cacciato di casa il fratello traditore. Tieste vagabondava per il mondo, senza una casa e senza una famiglia. Ma ad Atreo non bastava. Il suo odio non gli dava pace e voleva una vendetta crudele.
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04 – Il principe Paride ritorna in Patria – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo quarto
Passò qualche tempo, ma Paride, da quando seppe d’essere un principe non era più quello di prima, spesso pensava: «Se' sono figlio di re, perché resto qui a fare il pastore? Se posso avere la donna più bella del mondo, perché mi contento di Enone? Enone è carina e mi vuol bene, ma chi sa com'è bella Elena! Sarà certo simile a una dea!». Continue reading
03 – Il giudizio di Paride – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo terzo
Un giorno su nell'Olimpo, nella casa degli dei, accadde qualcosa di strordinario.
Teti, una delle dee del mare, doveva sposare Pèleo re di Ftia, che non era un dio.
A Teti da principio non era piaciuta affatto l'idea di sposare un uomo, ma nessun dio voleva sposare lei, perché si sapeva che il figlio di Teti sarebbe stato più forte di suo padre. Gli dei non volevano avere figli più forti di loro, ma gli uomini sì. Continue reading
02 – il Re Priamo e il sogno di Ecuba – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo secondo
Quando divenne re di troia, Priamo sposò una principessa che si chiamava Ecuba con la quale ebbe molti figli. I figli del re Priamo erano forti e belli. Ma il più bello di tutti, che si chiamava Paride, non stava nel palazzo con gli altri fratelli. Perché prima che egli nascesse la regina Ecuba fece un sogno terribile. Le era parso in sogno di sentire dentro di sé una grande fiamma. Poi aveva visto la fiamma innalzarsi, diventar grande e sempre più grande, andare verso le mura della città di Troia e incendiarla. Si svegliò spaventata, chiamò il re e gli raccontò il sogno. Quando venne la mattina, Priamo mandò a chiamare i sapienti. Continue reading
01 – il Re Laomedonte e la promessa mancata – Alla più bella, nascita e sorte della città di Troia – capitolo primo
Molti e molti anni fa c'era nell'Asia, vicino al mare, una città che si chiamava Troia.
Il re di Troia si chiamava Ilo e aveva fatto fabbricare nella parte più alta della città palazzi per i principi e case per i soldati e templi dove i Troiani andavano a pregare; e quel quartiere si chiamava Ilio. E il re di Troia aveva un figlio, il principe Laomedonte, che era bello e forte, ma non sapeva mantener le promesse.
Un giorno Ilo morì e Laomedonte divenne re di Troia. Laomedonte pensò:
«Se intorno a Ilio ci fosse un muro, le case e i palazzi e i templi sarebbero molto più sicuri».
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Ade e Poseidone, fratelli alleati di Zeus – Mitologia
E così, il potente Zeus divenne i nuovo dominatore dell'Olimpo. Regnò incontrastato su tutti gli dèi. I suoi due alleati più potenti erano i due fratelli: Ade che prese il dominio dell'oltretomba nel sottosuolo della terra e Poseidone che governò signore assoluto del mare. Continue reading
La storia di Icaro e di suo padre Dedalo, il grande inventore. Mitologia
Mitico figlio di Dedalo e di Naucrate, schiava di Minosse. Rinchiuso con il padre nel labirinto di Creta, fuggì volando con le ali che Dedalo aveva adattato con la cera al proprio corpo e a quello del figlio. Ma, avvicinatosi troppo al Sole, la cera si sciolse e Icaro cadde nel mare. Continue reading
La nascita del dio Dioniso, Mitologia
Zeus, travestito da uomo mortale, ebbe una segreta avventura d’amore con Semele, figlia del re Cadmo di Tebe. Venuta a conoscenza del tradimento, la dea Hera – sotto le sembianze di una vecchia nutrice di Semele – finse di non credere che il padre del bimbo nel grembo della principessa (incinta ormai di sei mesi) fosse proprio Zeus, a meno che la giovane non convincesse il suo amante a rivelarsi nel suo vero aspetto. Semele seguì quel consiglio e quando Zeus… Continue reading
Aurora e Titone, l’eterno esodo degli amanti. Mitologia
Aurora si innamora di un comune mortale, Titone, eroe troiano. Ella chiede a Zeus l’immortalità per il suo giovane amore; ma, nel fare questa richiesta dimentica di chiedere anche per Titone l’eterna giovinezza. Errore fatale e tragico, quanto gli dei siano dispettosi e beffardi. Titone comincia ad invecchiare, fino a che la dea non lo abbandona al suo eterno destino. Narrano che l’immortale uomo, nel tempo si sia trasformato in cicala. Continue reading
Il dio Apollo: bello, potente e crudele – una sfida con il satiro Marsia – Mitologia
Apollo era bello come un dio. Bello, bravo e potente. Quando Zeus se lo vide davanti, così ben riuscito, pensò di affidargli molti poteri sul mondo degli uomini. Così, Apollo era nato da poco e già aveva sotto il suo dominio e la sua protezione la medicina, la musica, la capacità di fare profezie, la poesia. Insomma, era un dio davvero irresistibile. Pure lui, però, crescendo affinò qualche abilità non proprio gradita ai mortali. Continue reading
Dioniso e la principessa Arianna, un amore ritrovato. Mitologia
Appena sceso sulla spiaggia di Nasso, Dioniso fu attirato dal convulso pianto di una donna. Vide una fanciulla sulla sabbia stesa che si disperava e piangeva, al che il dio le si avvicinò e cominciò a consolarla, vide il volto della giovane e le asciugò le lacrime, si accorse di non aver mai visto una donna così bella ; allora pregò la ragazza di raccontargli il motivo di tanto dolore e lei tra pianti e sospiri raccontò. Continue reading
La storia di Icàrio, sua figlia Erìgone e il cane Mera – Mitologia – Costellazioni
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Orione e le Pleiadi – Mitologia – Costellazioni
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Leda e il Cigno Stellato – Mitologia – Costellazioni
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Il rapimento di Europa – Toro – Mitologia – Costellazioni
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La ninfa Callisto e l’inganno di Zeus – Orsa Maggiore – Mitologia – Costellazioni
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Artemide innamorata – Orione – Mitologia – Costellazioni
Artemide, era la divinità della caccia, figlia di Zeus e gemella del dio Apollo. Ella aveva scelto di vivere nei boschi sacri, con i suoi animali e le sue ninfe devote. La purezza e la castità erano il loro giuramento, mai si sarebbero innamorate di un uomo.
Ma una notte accadde qualcosa. Mentre la dea Artemide sorvolava i boschi con il suo carro di luna, vide da lontano il cacciatore Orione. Un uomo forte e abile. Il guaio fu che la dea vide il sorriso di quell’uomo, e d’improvviso sentì il proprio cuore battere forte forte. Continue reading
Storia di Arione e di un Delfino gentile – Mitologia – Costellazioni
Storie di un grande poeta, Arione, salvato da un delfino gentile. Bastano le pieghe straordinarie di un’arte millenaria come quella dell’OriGami, accompagnate da una voce narrante ricca di storie mitologiche, ed ecco che il cielo entra in una stanza. Continue reading
Ermes, ladro gentiluomo – Mitologia
Ermes, conosciuto come il messaggero degli dei, era figlio di Zeus. Quando Ermes nacque sul monte Cillene, sua madre Maia, “la ninfa dalle trecce stupende”, figlia del Titano Atlante, lo avvolse nelle fasce e lo depose in un canestro, ma con sorprendente rapidita? egli si trasformo? in un ragazzino, e non appena la dea gli volto? le spalle balzo? fuori dalla culla e ando? in cerca di avventure. Continue reading
Ciparisso, o del cipresso – Mitologia
Ciparisso era un giovane cacciatore amico di Apollo, il dio della musica e della poesia. Durante una battuta di caccia Ciparisso, per disgrazia, aveva ucciso un meraviglioso cervo a cui era molto legato ed era sprofondato in un dolore inconsolabile; per porre fine alla sua sofferenza Apollo lo aveva trasformato in un cipresso, l’albero caro ai defunti. Continue reading
Artemide, la Regina dei Boschi. Mitologia
Artemide. Nella religione dell'antica Grecia, è la dea della caccia, degli animali selvatici, del tiro con l'arco, della foresta e dei campi coltivati; è anche la dea delle iniziazioni femminili, protettrice della verginità e della pudicizia. Figlia di Zeus e Latona e sorella gemella di Apollo, è una dei dodici Olimpi e la sua origine risale ai tempi più antichi[1]. Fu più tardi identificata come la personificazione della Luna crescente, insieme a Selene (la Luna piena) ed Ecate (la Luna calante). Assieme ad Atena ed Estia, era una dea vergine, armata di arco e frecce d'oro, dimorava nei boschi con i suoi affidabili cani da caccia e con uno stuolo di ninfe. Continue reading
Eracle – Mitologia
Eracle era un tipo eccezionale. Principalmente per la forza che divenne leggendaria; ma già il modo in cui nacque e il modo in cui fu concepito, furono davvero fuori dal comune. Sua madre si chiamava Alcmena ed era sposata con un uomo di nome Anfitrione, che un giorno partì per la guerra. Alcmena era sicuramente molto bella e attraente: un giorno Zeus la vide e se ne innamorò. Lei però, era innamorata di suo marito Anfitrione e non degnò il dio di un solo sguardo. Zeus non era tipo da arrendersi. Così, usando i suoi poteri divini, si trasformò in un uomo uguale ad Anfitrione: stessi capelli ricci, stessa barba, identico fisico atletico. Continue reading
Il diluvio, Deucalione e Pirra, mitologia
La felicità degli esseri umani era stata contaminata dai mali usciti dal vaso di Pandora. Gli uomini avevano scoperto le malattie, il dolore, la cattiveria. All'inizio ne rimasero sconvolti, non sapevano che cosa fossero. Poi cominciarono ad abituarsi. Anzi, se la spassavano proprio, tanto che s'erano dimenticati degli dèi e si comportava male. Zeus pensò che non poteva continuare così, gli uomini dovevano ricevere una bella lezione.
Cominciò a raccogliere le nubi. Grigie, nere, minacciose. Continue reading
Prometeo e l’inganno del fuoco, Mitologia
Soltanto l'uomo, pieno di paura, rimase nascosto e non si fece avanti, per cui non ricevette nulla. Di cio? s'accorse Prometeo, fratello di Epimeteo. Prometeo era il piu? intelligente di tutti i Titani, il suo nome vuol dire colui che prevede, che sa.
Egli aveva assistito alla nascita di Atena, dea della sapienza, dalla testa di Zeus, e la dea stessa gli aveva insegnato l'architettura, l'astronomia, la matematica, la medicina, l'arte di lavorare i metalli, l'arte della navigazione.
Tutta questa sapienza però non fece di Prometeo un vero e proprio saggio, anzi, a volte proprio da questo sapere egli diveniva prepotente, petulante e lodava il proprio sapere in modo eccessivo. Ed infatti si sa, che chi si loda s'imbroda.
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