Pycon Due, Conferenza sul Python

Anche quest’anno ho partecipato alla seconda conferenza italiana sul linguaggio Python che si è svolta il 9, 10 e 11 maggio a Firenze.
L’ambiente e l’ atmosfera erano come quelli dello scorso anno con molti giovanissimi, pochissime donne, abbondanza di laptop Mac e Linux ed una organizzazione perfetta.
Gli interventi che ho trovato più interessanti sono stati:

  • l’intervento di Richard Stallman su Free Software in ethics and in practice nella bella sala de’ Cinquecento di Palazzo Vecchio: Stallman ha parlato del fortissimo legame tra libertà e software libero e della necessità di atteggiamenti eticamente radicali, anche nei comportamenti individuali, in questo settore;
  • l’intervento di Arkadiusz Wahlig su Prototyping and writing Skype extras using Python che ha illustrato come utilizzare Python per costruire applicazioni che utilizzano Skype come veicolo per trasferire dati punto/punto superando eventuali ostacoli (NAT, proxy servers ecc.)
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Pycon Uno, Conferenza sul Python

Il 9 e 10 giugno ho partecipato alla prima conferenza italiana su Python tenutasi a Firenze. A livello di ambiente ed atmosfera della conferenza ho notato:

  • C’erano molti giovanissimi (meno di 30 anni), anche se i partecipanti giovani come me (intorno ai 40) erano altrettanto numerosi
  • Le donne erano pochissime (meno del 3%) cosa che conferma che gli ambienti degli ingegneri e dei programmatori sono ambienti sfigati, almeno nel senso etimologico del termine! 🙂
  • La maggior parte degli speakers ha utilizzato laptop Macintosh o Linux per le presentazioni, solo qualcuno ha utilizzato un laptop con Windows (un altro cattivo segnale per il futuro di Microsoft)
  • Anche in sala i portatili che si vedevano erano prevalentemente dei Macintosh
  • L’ambiente era estremamente informale, accogliente ed amichevole, ho visto un solo partecipante in giacca e cravatta, tutti gli altri erano vestiti in modo casual con numerosissime T-shirts
  • La maggior parte dei talks erano non solo interessanti tecnicamente, ma anche divertenti; il che conferma che gli ingegneri e i programmatori sanno far sorridere (anche se non sempre volontariamente!)
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