Come realizzare un podcast

In questa guida cercherò di illustrare come realizzare un podcast sulla base della mia esperienza personale nella realizzazione del podcast “Notizie Digitali”. L’attuale contenuto è, ancora, piuttosto incompleto. Nello scrivere mi sono concentrato soprattutto su quegli argomenti più difficili da trovare in rete. Con il tempo, ed anche con il contributo di chiunque vorrà, spero di completare sempre di più questa guida. … Continua a leggere

Registrare il Podcast

In questo capitolo ci occuperemo di tutto l’occorrente, essenzialmente hardware, per registrare il nostro Podcast in modo professionale e con un buon livello di qualità audio, cercando comunque di utilizzare strumenti piuttosto economici. … Continua a leggere

Quale tipo di microfono scegliere?

Behringer B-1

Una scelta corretta ed un corretto utilizzo del microfono è fondamentale in ogni registrazione audio. Sebbene ci siano molti tipi diversi di microfoni e nonostante le tecniche di registrazione possano sembrare un’arte magica, alcune linee guida possono aiutare ad eliminare la maggior parte dei problemi.
Di norma il microfoni dinamici sono da preferire per la registrazione degli strumenti elettrici e delle percussioni, mentre i microfoni a condensatore sono migliori per la registrazione degli strumenti acustici e della voce e quindi sono i più adatti per il podcasting.
Il microfono è il primo e più importante elemento nella catena degli apparati di registrazione, se il suono registrato dal microfono è scadente non c’è nulla che si può fare in seguito per migliorarlo.
Per un buon podcasting è meglio scegliere un decente microfono a condensatore, meglio se a diametro largo.
Io ho scelto il microfono Behringer B-1 dal costo di circa 100 Euro. Un’altro microfono comunque buono per il podcasting è il più economico Behringer C-1 che costa circa la metà e va ugualmente bene.
I microfoni a condensatore necessitano di alimentazione “phantom” da 48V per cui è necessario acquistare anche un mixer dotato di tale alimentazione.
E’, ovviamente, possibile anche usare l’economico microfono solitamente in dotazione al PC oppure acquistabile a pochi euro; con questo microfono il podcasting sarà di bassa qualità e somiglierà ad una trasmissione radio ad onde medie.
La maggior parte degli ascoltatori di podcasting utilizzano l’iPod o altri lettori MP3 e sono abituati ad ascoltare musica ad alta fedeltà per cui preferiscono ascoltare podcasting di qualità piuttosto che trasmissioni radio ad onde medie.
Provate ad ascoltare il podcast di Max Pezzali e capite subito cosa vuol dire registrazione di buona qualità, ascoltate poi “Pendodeliri” (realizzato in auto probabilmente con il microfono del portatile) e poi decidete quale livello di qualità desiderate per il vostro podcast.

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Come scegliere la posizione del microfono

Un microfono cardioide (lo sono quelli a condensatore consigliati per il podcasting) presenta il cosiddetto “effetto prossimità”, che vuol dire che tende ad esaltare i bassi quanto più il microfono è vicino alla sorgente sonora; per evitare che questo costituisca un problema nella registrazione del parlato è sufficiente tenere il microfono ad una distanza di circa 15 cm dalla bocca.
Un’altra ragione per non tenere il microfono troppo vicino alla bocca è che un piccolo cambiamento della distanza farà fluttuare il livello di registrazione e la esaltazione dei toni bassi.
Una distanza troppo grande, però, fa salire la percentuale del suono riflesso dalle pareti (riverbero) rispetto al suono diretto proveniente dalla sorgente sonora e questo provoca una registrazione di cattiva qualità.
Di solito una distanza compresa tra i 15 e i 30 cm non presenta problemi di questo tipo.
Se poi la stanza dove si registra ha ancora una quantità eccessiva di riverbero si possono provare a mettere dei cuscini di fianco e dietro lo speaker per attenuare il riverbero del suono proveniente dalle pareti e dai mobili della stanza.
Qualunque indicazione sulla posizione del microfono non può che essere approssimata, la cosa migliore è quella di provare a spostare il microfono ascoltando il risultato in cuffia prima di decidere la migliore posizione.
E’ importantissimo registrare il suono nel migliore dei modi possibili, nessuna equalizzazione successiva potrà compensare una scelta sbagliata nella posizione del microfono.

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Precauzioni da prendere per ridurre il rumore

Schermo protettivoInnanzitutto è necessario usare un cappuccio protettivo sul microfono, solitamente fornito con il microfono stesso oppure acquistabile a parte, che serve ad evitare “schiocchi” quando si pronunciano le “B” e le “P” ed un sibilo eccessivo quando si pronuncia la “S”.
E’ anche importante fissare i cavi del microfono, altrimenti una loro eventuale vibrazione viene immediatamente captata. Il filtro che taglia le basse frequenze disponibile sul microfono o sul mixer può aiutare ad eliminare le vibrazioni a bassa frequenza, comunque è importante registrare il segnale nel modo più pulito possibile prima di attivare questi filtri.

Pulire i contatti dei connettori del microfono eventualmente utilizzando uno spray antiossidante. I segnali provenienti dal microfono sono di livello estremamente basso in confronto ai segnali che escono dal mixer il che significa che l’effetto di contatti non perfetti ha un maggiore impatto sul rumore generato.
La maggior parte dei problemi dei contatti sono dovuti al formarsi di una sottile pellicola di ossido sui piedini dei connettori che genera una resistenza maggiore che varia quando il connettore viene mosso. Anche il cavo è importante che sia di decente qualità (tutti lo sono, tranne forse quelli troppo economici).
iMicUna volta sistemato il microfono, i relativi cavi e connettori occorre concentrarsi sulla riduzione del rumore, proveniente da varie sorgenti, presente nella stanza dove si registra.
Le sorgenti di rumore sono le più varie incluso il rumore generato dagli altri membri della famiglia o del condomio, proveniente dal traffico esterno o dagli impianti come caldaia, condizionatore ecc.
Il suggerimento è quello di registrare a tarda ora, quando gli altri membri della famiglia dormono ed il traffico è ridotto; chiudere poi le finestre e spegnere tutto quello che si può spegnere (caldaia, condizionatore, cellulari ecc.)
Se registrate con un computer desktop avrete delle sorgenti di rumore, di solito piuttosto fastidiose e forti, provenienti dalle ventole e talvolta anche dagli hard disk del PC; la soluzione ideale sarebbe quella di avere il computer in un’altra stanza e solo tastiera, monitor e mouse nella stanza dove si registra. Ovviamente questo setup non è quasi mai possible, pertanto o si ricorre ad un PC portatile (possibilmente senza ventole e con hard disk silenzioso) oppure si cerca di sistemare microfono mixer ecc. il più lontano possibile dal PC.
Un’altra sorgente di rumore è dovuta al fatto che la scheda audio del PC o non è di buona qualità oppure tende a catturare anche il rumore che viene generato all’interno del computer. Questa sorgente di rumore può essere eliminata totalmente utilizzando una scheda audio di acquisizione esterna, collegata al PC via USB; in questo modo nessun rumore generato all’interno del PC verrà catturato. Se si utilizza un portatile, che solitamente ha l’incresso per il microfono, ma non l’ingresso “line-in”, tale scheda è necessaria per poter collegare l’uscita del mixer al laptop. Io ho comprato, su eBay, a meno di 30Euro l’iMic ed ho ottenuto un buon risultato nella riduzione del rumore (Notizie Digitali n.0 è stato registrato sul PC desktop senza l’iMic e Notizie Digitali n. 1 è stato registrato sul portatile con l’iMic).

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Il mixer è necessario?

Mixer UB802Se avete acquistato un microfono a condensatore avete bisogno di una alimentazione phantom da 48V e quindi potreste non comprare il mixer, ma acquistare un preamplificatore dotato di tale alimentazione; ma poichè entrambi i prodotti hanno un costo simile, tanto vale acquistare un mixer dotato di almeno un ingresso microfonico con alimentazione phantom da 48V.
Un mixer economico, dal costo di circa 50Euro, che io ho comprato e di cui sono soddisfatto è il Behringer UB802 perfettamente adatto allo scopo, e con in più un altro ingresso microfonico ed altri ingressi “line in”. Ha inoltre anche la possibilità di inserire il compressore, eventualmente da acquistare a parte.
Con un po’ di esperienza è molto probabile che prima o poi troverete anche il modo di utilizzare gli ingressi aggiuntivi

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Il compressore è necessario?

Alesis Smashup Compressor
Il compressore è un elemento opzionale, il suo effetto può essere simulato anche con un filtro software dopo aver effettuato la registrazione. Ovviamente un compressore hardware permette di effettuare l’operazione al momento stesso della registrazione senza degradare l’audio come invece avviene, seppur in piccola parte, quando si post-processa, via software, una registrazione già effettuata.
Il compressore è praticamente un sofisticato sistema per la regolazione automatica del volume durante la registrazione: esso serve a rendere meno drammatica la forte escursione del volume della voce durante la registrazione e permette di prevenire che la registrazione di suoni ad alto volume possa introdurre distorsioni.

Il compressore è idealmente piazzato tra il microfono e l’ingresso “line in” del PC.
Nel nostro caso in cui usiamo il mixer, inviamo il segnale all’ingresso del compressore tramite l’uscita del mixer per gli effetti “FX Send” e reinseriamo l’uscita del compressore nel mixer tramite l’apposito “ingresso di ritorno” per gli effetti “RETURN”.
I compressori sono disponibili con una grande varietà di caratteristiche, prestazioni e prezzo e possono costare dai 50 ai 1000 Euro e più.
Una azienda nota per fare dei compressori buoni, ma ad un prezzo abbordabile è la “Alesis”. Il suo Alesis Smashup Compressor è un compressore per il podcasting, ad un prezzo di circa 50 Euro. Esso ha una serie di effetti già predisposti, che possono essere accuratamente regolati, la predisposizione è un ottimo punto di partenza per poi regolare al meglio il livello di compressione in funzione delle proprie esigenze. Io ho utilizzato tale compressore per le puntate dalla n. 0 alla n. 10. Onestamente non ne sono rimasto molto soddisfatto ed alla fine l’ho sostituito con il Voice Processor Behringer MDX2600 cha ha anche molte altre funzioni in più.

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Come collegare il tutto

Nel seguente diagramma è illustrato come collegare microfono, mixer, voice processor, interfaccia audio USB e portatile; esso fa riferimento all’attrezzatura da me utilizzata, ma è comunque valido anche se si utilizzano altri prodotti, come spiegato in fondo. Cliccando sul diagramma si visualizza una immagine molto più grande.
Connessioni

  • Il microfono va collegato all’ingresso microfonico numero 1 del mixer, se si hanno più microfoni gli altri vanno collegati agli altri ingressi microfonici del mixer. Se il microfono è a condensatore va schiacciato il relativo pulsante (“phantom”) sul mixer, se invece il microfono è dinamico, tale pulsante non va assolutamente schiacciato
  • l’uscita “FX Send” del mixer va collegata all’ingresso del voice processor o del compressore. Nel caso del mixer Behringer UB802, raffigurato in figura, il suo “FX Send” è mono, pertanto è sufficiente un semplice cavetto per collegarlo al solo canale 1 del voice processor. Se si usa un mixer più sofisticato, esso potrebbe avere l'”FX Send” stereo e va visto sul suo manuale il tipo di cavetto da utilizzare
  • l’uscita del voice processor va collegata all'”Aux Return, Left/Mono” del mixer. Nel caso raffigurato in figura il ritorno è mono (abbiamo usato un solo canale del voice processor) e pertanto colleghiamo un solo cavetto. Nel caso in cui il voice processo processa un segnale stereo dovremmo collegare sia il canale “left” che “right” al mixer
  • l’uscita “Main out” del mixer va collegata all’ingresso della scheda di acquisizione del computer tramite uno speciale cavetto adattatore che, ad un estremo, ha una coppia di jack da 1/4 di pollice da collegare al mixer e dall’all’altro ha uno jack stereo piccolo da 1/8 di pollice da collegare alla scheda di acquisizione. Nel nostro caso è utilizzato l’iMic, da prestare attenzione perchè l’iMic ha uno switch per selezionare l’ingresso come proveniente da microfono oppure da “line in”: l’ingresso proveniente dal mixer è di tipo “line in”, pertanto posizionare correttamente lo switch
  • l’uscita “phones” del mixer va utilizzata per collegarci delle cuffie. Con questo tipo di collegamenti gli effetti del voice processor sono immediatamente ascoltabili in cuffia ed è, pertanto, più semplice regolare le manopole sul voice processor

Non tutti i mixer utilizzano “FX SEND” e l'”AUX return” per collegare un voice processor (od qualunque altro processore esterno del segnale). Molti mixer, soprattutto quelli meno economici dell’UB802, hanno un connettore di ingresso/uscita solitamente chiamato “INSERT” ed etichettato con “INS”.
Connessioni insert
Come si vede dal precedente diagramma, un mixer può avere un connettore “INS” direttamente sotto il connettore del microfono, in questo caso è possibile collegare ciascun microfono ad uno specifico canale del voice processor. Ad esempio se usiamo due microfoni ed il Behringer MDX2600, possiamo collegare ciascun microfono ad un canale diverso dell’MDX2600 che è dotato di due canali indipendenti.
Il connettore “INS” è uno speciale connettore con 3 contatti:

  • massa (ground) che è comune sia all’ingresso che all’uscita
  • punta (tip) dove troviamo il segnale in uscita dal mixer, ossia il segnale ricevuto dal microfono e preamplificato dal mixer e pronto per essere inviato al processore di segnale esterno
  • anello (ring) dove troviamo il segnale che ritorna dal processore e che rientra nel mixer.

Il ruolo di questo connettore è quello di permetter di inserire un processore esterno: quando su di esso viene inserito un jack da 1/4 di pollice, la connessione tra microfono e resto del mixer viene “tagliata”, il segnale preamplificato del microfono viene inviato al processore ed il segnale di ritorno dal processore viene reinserito nel mixer, cosicchè il processore esterno si verrà a trovare in serie tra il segnale preamplificato del microfono ed il resto del mixer.
Per collegare questo connettore al processore esterno è necessario un cavo speciale normalmente chiamato “insert cable” (cavo di inserzione), esso ha due estremi:

  • alla estremità verso il mixer ha un singolo connettore jack da 1/4″ a 3 contatti (come i connettori stereo)
  • alla estremità verso il processore di segnale ha, invece, due jack da 1/4″ ciascuno a due contatti (come i connettori mono), uno solitamente etichettato “ring” e di colore rosso va connesso all’uscita del processore ed un altro solitamente etichettato “tip” e di colore nero che va invece connesso all’ingresso del processore.

Nella figura precedente è riportata una foto di tale connettore, che è facile da trovare nei negozi che vendono strumenti musicali.

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Regolazione dei livelli sul mixer

Le manopole del mixere si possono regolare seguendo i seguenti consigli. Supponiamo, per semplicità, di aver collegato un solo microfono all’ingresso 1 del mixer

  • la piccola manopola etichettata “GAIN”, e vicina al connettore del microfono sul mixer, ha la funzione di regolare il guadagno del preamplificatore del microfono. Di solito lo stadio preamplificante è uno stadio a basso rumore ed è, quindi, consigliato alzarlo un pochettino, anche in funzione del tipo di microfono che si utilizza. Io con un microfono a condensatore ho posizionato tale manopola a circa “ore 1”
  • la manopola “EQ HI” serve ad esaltare o attenuare i toni alti, io la tengo posizionata a 0dB (ore 12)
  • la manopola “MID” serve ad esaltare o attenuare i toni medi, io la tengo posizionata a 0dB (ore 12)
  • la manopola “LO” serve ad esaltare o attenuare i toni bassi, io la tengo posizionata a -3dB (ore 11)
  • la manopola “FX” serve a regolare il “volume” che viene inviato al voice processor o al compressore tramite l’uscita “FX Send”, essa va pertanto posizionata intorno allo 0. Io l’ho posizionata a +5dB (ore 2)
  • la manopola “PAN” serve a posizionare il microfono a sinistra, centro o destra dell’immagine stereo in uscita dal mixer. Nel nostro caso utilizziamo il tutto in mono, pertanto è saggio lasciare tale manopola nella posizione 0 (ore 12)
  • la manopola “LEVEL” serve a regolare il livello del segnale del microfono. Essa serve a regolare diversamente i vari ingressi collegati al mixer (alzare od abbassare il relativo volume), in modo da fare in modo che, ciascun ingresso, arrivi all’uscita con all’incirca lo stesso volume. Nel nostro caso che abbiamo un solo microfono la posizione 0 (ore 12) va benissimo
  • le manopole dei canali non utilizzati possono essere lasciate invariate, ad eccezione del “LEVEL” che va girato tutto a sinistra in modo da prevenire che eventuale rumore proveniente dagli ingressi non usati possa andare a finire in uscita
  • la manopola “PHONES” serve unicamente a regolare il volume sulla cuffia e può essere regolata in base alle nostre preferenze, nel mio caso io la metto a circa ore 9
  • la manopola “MAIN MIX” è invece la manopola del volume finale e va regolata con attenzione in modo da fornire un segnale sufficientemente di alto volume in uscita, ma non troppo alto da saturare gli stadi di ingresso della scheda di acquisizione. Nel mio caso io la posizione ad un valore intorno a “ore 1”.

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Regolazione dei livelli sul voice processor

MDX2600 canale 1

L’immagine sopra è solo per riferimento: i livelli non sono quelli da me utilizzati.
Per regolare nel modo migliore i livelli sul voice processor o sul compressore, la cosa da fare è leggere e comprendere il manuale.
Di seguito vengono riportati i livelli da me utilizzati nel podcast n. 11 sul voice processor Behringer MDX 2600, le considerazioni sono comunque valide anche nel caso di utilizzo di altri voice processor:

  • Nella sezione “Expander/Gate” è preferibile selezionare la modalità Expander (pulsante “Gate” non premuto e non illuminato) perchè riduce il rumore tra una parola e l’altra in modo più naturale. Provare a regolare la manopala “Trigger” in modo tale che quando nessuno parla il rumore di fondo viene interamente soppresso, ma appena si comincia a parlare piano la voce, comunque, passa. Io nel mio caso l’ho regolato a -20dB (ore 12). Il tasto “Release” lasciarlo non premuto (altrimenti il relase diventa troppo veloce e non adatto alla voce)
  • Nella sezione “compressor limiter” regolare il “Ratio” su un valore compreso tra 4 e 10 (io ho scelto 6), che sono i valori più adatti per la voce. Regolare il valore di “Threshold” in modo da avere una riduzione in dB, mostrata dai led, tra 4 e 8dB, nel mio caso io l’ho posizionato a -13dB (ore 11). Premere poi i pulsanti:
    1. “LO CONTOUR” per limitare l’effetto negativo dei bassi sul processo di compressione
    2. “AUTO” per selezionare i valori di “attack” e “release” automatici. Se si usa un compressore diverso dall’MDX2600 utilizzare valori molto bassi di attack (da 0 a 200ms) e valori più alti per il relase (1-2 secondi)
    3. “INTERACT” che seleziona un compressione che cresce gradualmente col crescere del volume e, pertanto, è più “morbida” e meno evidente
    4. “ENHANCER” che compensa l’attenuazione dei toni alti conseguenza della compressione
    5. “TUBE” che simula un amplificatore valvolare dando un tono “più caldo” alla voce

    Regolare la manopola “OUTPUT” in modo da compensare la riduzione di volume che si è ottenuta con la compressione. Per fare questo ci si può aiutare premendo e rilasciando il pulsante “IN/OUT” per alternare tra compressore inserito e compressore non inserito e valutare, sia tramite i led che con le proprie orecchie, se la manopola è posizionata in modo tale da compensare l’attenuazione del compressore oppure no. Nel mio caso la posizione di tale manopola è di 6dB (ore 2)

  • la sezione “DE-ESSER” serve ad attenuare l’eccesivo sibilo generato dalla lettera “S”, io ho selezionato 7 come livello e premuto il pulsante “MALE” che seleziona le voci maschili.

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