Il cacciatore di libri


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Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei romanzi: dai personaggi ai temi, dalle trame ai retroscena della scrittura. Con uno stile informale Alessandra Tedesco racconta i romanzi e talvolta anche gli aspetti inediti degli autori. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.


Autore: Radio 24
Ultimo episodio: 19/09/26 9:00
Aggiornamento: 25/09/26 1:10 (Aggiorna adesso)
Antonio Manzini e Marco Amerighi

"I tramezzini di Rocco Schiavone" di Antonio Manzini e "Quanto splende questo nero" di Marco Amerighi

Anatomia di Rocco Schiavone, personaggio dei noir di Antonio Manzini molto amato dal pubblico, comparso per la prima volta nel 2013 nel romanzo "Pista nera". Carattere ruvido, incline al pessimismo, ironico e sarcastico, burbero, talvolta anche manesco. Personaggio dolente e scontroso, capace di momenti di grande malinconia. Tutte le sfumature di Rocco Schiavone, l'anatomia appunto in senso figurato, vengono narrate nella raccolta di racconti "I tramezzini di Rocco Schiavone" (Sellerio). Racconti che spaziano dall'infanzia alla giovinezza di Rocco, con gli amici inseparabili Brizio, Furio e Sebastiano, alla sua attività di vicequestore trasferito da Roma ad Aosta. Un modo per conoscere il personaggio a 360 gradi. Ma Antonio Manzini non è solo Rocco Schiavone. A volte si concede qualche pausa dal suo personaggio come nel caso di "Quando Pinocchio non c'era" (Sellario) una raccolta di racconti di scrittrici e scrittori, curata da Manzini: Valeria Parrella narra il Grillo Parlante, Fabio Stassi racconta Geppetto, Maurizio Maggiani ha scelto Lucignolo, mentre Manzini ha tenuto per sè il Gatto e la Volpe. Tutti hanno narrato cosa facevano questi personaggi di Collodi prima di incontrare Pinocchio.

Nella seconda parte parliamo di "Quanto splende questo nero" di Marco Amerighi (Bollati Boringhieri). Un romanzo sulle passioni e le ossessioni: quelle di Lorenzo Viani per la pittura e quelle di Enrico Dei proprio per l'arte di Viani. Lorenzo Viani è vissuto a Viareggio a cavallo fra l'Ottocento e il Novecento: famiglia povera, fin da piccolo scarabocchiava con la punta di un legno fuligginoso, impara il mestiere del barbiere, ma l'ossessione per il disegno e la pittura è sempre dentro di lui. Va a vivere fra i senzatetto e i vagabondi, poi va a Parigi. I critici lo definiscono eversivo, irregolare, caotico. Eppure è stato il primo pittore espressionista italiano, sicuramente incompreso. La sua storia si intreccia a distanza di anni con quella di Enrico Dei, oggi ottantenne, che sviluppa per l'opera di Viani una vera e propria ossessione: raccoglie le sue opere, le cataloga, si definisce il suo ultimo testimone. Questa è la storia di due uomini che si incontrano virtualmente a distanza di anni (Viani è morto nel 1936 prima della nascita di Enrico Dei), eppure fra i c'è un'identità forte di pensiero e di emozioni.

Michele Mari e Carlo Calabrò

"I convitati di pietra" di Michele Mari e "Cemento e sangue" di Carlo Calabrò

 E' il romanzo che ha vinto il Premio Strega 2026: "I convitati di pietra" di Michele Mari (Einaudi). Siamo a metà degli anni '70, una classe di un liceo milanese che ha appena fatto la maturità decide di darsi appuntamento il 22 luglio di ogni anno per una cena. Qualcuno, non si saprà mai chi, lancia l'idea di una strana riffa: ogni volta ciascuno di loro verserà una quota in denaro, il capitale sarà investito e gli ultimi tre che resteranno in vita (poi diventerà uno solo) si aggiudicheranno il monte premi. Nasce come gioco, ma poco a poco emergono le meschinità: si scommette su chi morirà prima in base allo stato di salute, si fanno macumbe fino ad arrivare agli omicidi. Il meccanismo della "riffa della morte" cambia lo sguardo che ognuno di loro ha sugli altri. 

Nella seconda parte parliamo di "Cemento e sangue" (Marsilio), il nuovo romanzo di Carlo Calabrò che avevamo conosciuto con il noir "Meccanica di un addio", con protagonista un ingegnere svizzero, Florian Kaufmann, proprietario di una segheria in Amazzonia, che aveva l'obiettivo di fare utili salvaguardando l'ambiente. Kaufmann torna in questo nuovo romanzo, ma non è in primo piano. Il protagonista è Everton Barros, giornalista ecologista che si muove in bicicletta in una San Paolo del Brasile dominata da inquinamento e malaffare. Si troverà a seguire il caso della morte di Flavio Bloch, un ex compagno di università, attivista per l'ambiente, annegato in un fiume. Tutto questo mentre osserva i movimenti di un politico populista di destra, Donato Abreu, con ambizioni di carriera. Abreu è un po' la punta dell'iceberg di un sistema fatto di corruzione e di intreccio fra potere politico e malaffare. All'inizio del romanzo Everton Barros non pare avere il sacro fuoco del giornalista d'inchiesta e lo vediamo adeguarsi a un certo sistema, poi le cose cambieranno.

Affari di famiglia

Puntata speciale del Cacciatore di libri Estate dedicata alle saghe familiari e ai romanzi che parlano di dinamiche all'interno delle famiglie. Interviste a:

  • Stefania Auci, autrice della saga dei Florio con l'ultimo volume "L'alba dei leoni", il prequel della storia familiare; 
  • Luca Bianchini che nel romanzo "Le ragazze di Tunisi" racconta vicende accadute alla madre e alla sua famiglia quando si trovavano a Tunisi negli anni 50;
  • Antiniska Pozzi che in "Tanto domani muori" racconta di una bambina che cresce in una famiglia proletaria a Milano;
  • Francesca Giannone, famosa per "La portalettere", che nel romanzo "Gli anni in bianco e nero" narra di sorelle e sorellanza nel salento anni '60. 

Per quanto riguarda i personaggi classici della letteratura, Bianca Pitzorno ci parla di Nastagio degli Onesti, protagonista di una delle cento novelle del Decameron (l'intervista è estratta dal podcast "Volti di carta" realizzato da DeaScuola in collaborazione con Radio 24). Infine le segnalazioni dei festival letterari delle prossime settimane. 

"Atto di famiglia" di Alessandra Carati

Un romanzo spiazzante sulla disgregazione di una coppia, ma soprattutto su una figlia contesa in una causa di separazione. In "Atto di famiglia" (Neri Pozza), Alessandra Carati (autrice di "E poi saremo salvi" e "Rosy") decide di raccontare la storia da tre punti di vista: il padre, la madre e la figlia con le conseguenze che lei si porta dentro con il passare del tempo. Il lettore o la lettrice empatizzano ora con uno, ora con l'altra, finendo per avvertire appunto questa sensazione di spaesamento, la sensazione che probabilmente hanno tutti ragione o hanno tutti torto. Un padre che si prende cura della figlia piccola perché la moglie lavora all'estero, la madre che si sente esclusa da questo rapporto intenso fra padre e figlia e che alla parola "separazione" minaccia di non fargli vedere più la bambina. Un uomo che sembra schiacciato dalle circostanze e una donna che si sente tradita dal marito e ha sete di risarcimento. Fra loro, però, c'è una bambina contesa che assiste anche a scene di violenza. Ma la memoria di tutti in questo romanzo è fallace: cosa è successo realmente in quella famiglia? Quanto lui o lei hanno manipolato la situazione? Quanto sono falsi ricordi dei personaggi adulti, ma anche della bambina poi cresciuta?

"La ragazzina" di Valeria Parrella

La storia di una ragazzina controcorrente, determinata e coraggiosa. Una ragazzina che vuole portare a termine una missione, combattendo anche contro i pregiudizi che la circondano. La ragazzina si chiama Giovanna, passata la storia come Giovanna d'Arco, la pulzella d'Orleans che, ispirata dalle voci dei santi e delle sante che dialogano con lei, sa di avere una missione precisa: mettersi a capo di un esercito per riconquistare i territori che gli inglesi avevano sottratto alla Francia durante la Guerra dei Cento Anni e rimettere sul trono Re Carlo. La sua storia viene raccontata da Valeria Parrella nel romanzo "La Ragazzina" (Feltrinelli) con un linguaggio attuale anche perché tutta la storia dell'eroina di Francia trova echi nella contemporaneità. Certo, oggi non si viene scomunicate per aver indossato degli abiti maschili, come nel Quattrocento, ma ora, come allora, le ragazze subiscono soprusi e pregiudizi. Un piccolo romanzo (circa 140 pagine) che diventa romanzo civile, che narra il passato per parlare all'oggi.

"Romanzo privato" di Stefano Petrocchi

Maria Bellonci viene ricordata soprattutto per aver creato insieme al marito Goffredo e a Guido Alberti, proprietario dell'azienda che produceva il liquore Strega, il Premio Strega. Ma accanto al ruolo di animatrice culturale (il Premio Strega nacque a casa Bellonci nel dopoguerra come naturale conseguenza delle riunioni che si facevano in quella casa fra scrittori e intellettuali) Maria Bellonci rivestiva anche il ruolo di scrittrice, un'attività spesso sacrificata, ma determinante nella sua vita. Attraverso il libro "Romanzo privato" (Mondadori), Stefano Petrocchi, sulla base dei diari e delle lettere, ci porta alla scoperta di Maria Bellonci scrittrice, della sua capacità di narrare personaggi storici, mettendone in risalto elementi umani e personali, cosa che fece con "Lucrezia Borgia" e poi anche con "Rinascimento privato" nel quale narrava di Isabella d'Este, marchesa di Mantova, a cavallo fra il '400 e il '500. Ritratti di donne del passato, dunque, al di là degli stereotipi, donne di cui Maria Bellonci coglie aspetti insoliti e dettagli, perché la sua opera narrativa gira intorno al concetto del segreto.

"Lo sbilico" di Alcide Pierantozzi

Raccontare apertamente di sé, dei propri disturbi psichici, di come vengano attraversati, di come determinino la propria vita quotidiana, è quello che fa Alcide Pierantozzi nel romanzo "Lo sbilico" (Einaudi) che lui stesso in una postfazione definisce "diario di bordo della mia malattia". I primi disturbi si manifestano fra l'infanzia e l'adolescenza, disagio esistenziale, poi una diagnosi di depressione, anoressia, e con il passare del tempo una diagnosi di disturbo bipolare e di disturbi dello spettro autistico. Terapie con psicofarmaci, mixati a volte ad alcol e droghe, una madre sempre presente, pilastro della famiglia, un padre definito "negazionista" perché nega l'omosessualità del figlio e la malattia. Un viaggio nella testa di chi soffre di una malattia mentale che è anche malattia del corpo, come viene sottolineato, cercare disperatamente il modo di fermare il flusso dei pensieri, le allucinazioni, allenarsi in palestra per tre ore al giorno sei volte alla settimana come tentativo di arginare le crisi quotidiane; cercare le parole, come si legge nel romanzo, che mettano guinzaglio ai pensieri. "Lo sbilico" è la malattia mentale che si fa a letteratura, la testimonianza di un singolo che assume un valore universale.

La Storia nelle storie

Puntata speciale del Cacciatore di libri Estate dedicata alla Storia che fa capolino alle storie narrate nei romanzi. Interviste a:

- Ken Follet che in "Il cerchio dei giorni" (Mondadori - traduz. Anna Maria Raffo) crea una storia intorno al mistero della costruzione del sito archeologico di Stonehenge

- Ilaria Tuti che oltre ai gialli con Teresa Battaglia scrive romanzi recuperando fatti storici poco noti come fa in "Ed è un poco la notte e un poco l'alba" (Longanesi) con l'invasione dei Cosacchi in Carnia durate la seconda guerra mondiale

- Gaja Cenciarelli che nel romanzo "Il rivoluzionario e la maestra" (Marsilio) ricorda la vita, ma soprattutto la prigionia di due militanti del Movimento di Liberazione dei Tupamaros nell'Uruguay degli anni '70, dominato dalla dittatura

- Elena Varvello che in "La vita sempre" (Guanda) ha ricostruito la storia del nonno durante il ventennio fascista, un uomo schiacciato dalla Storia

Nella parte dedicata ai personaggi della storia della letteratura, Alessandro Barbaglia ci parla di Orlando di Ariosto, mentre Laura Pezzino ci racconta Agilulfo protagonista de "Il cavaliere inesistente" di Italo Calvino. Le interviste sono tratte dal podcast "Volti di carta" realizzato da DeaScuola in collaborazione con Radio24.

"Caducità" di Sandro Veronesi

Tutti i racconti di Sandro Veronesi, due volte Premio Strega, con "Caos calmo" nel 2006 e con "Il colibrì" nel 2020, sono stati raccolti nel volume "Caducità" (La nave di Teseo). Trentadue racconti, alcuni già pubblicati in altri volumi o apparsi su giornali e riviste. C'è poi il primo racconto scritto da Veronesi, più di quarant'anni fa, rimasto inedito e ritrovato dallo stesso scrittore quasi per caso e anche due cover, ossia rifacimenti di racconti di altri autori, cosa che accade spesso nella musica, meno spesso nell'ambito della letteratura. Nelle raccolte di racconti il titolo spesso indica una traccia interpretativa: in questo caso è lo stesso autore che esplicita il riferimento a un breve testo di Sigmund Freud, "Caducità", che viene riportato all'inizio del volume. E' un testo che parla di lutto e di come la caducità delle cose o della bellezza ne aumenti, in un certo senso, il valore. I racconti di Sandro Veronesi spaziano da quelli apertamenti autobiografici, come quelli sulla perdita della madre e poi, a pochi mesi di distanza, del padre, a quelli che narrano di relazioni d'amore, di dolore, di scelte, di rapporti familiari, di passioni sportive, il tennis soprattutto.

"La stagione delle case vuote" di Francesca Scotti

La sospensione, sia del tempo che degli eventi, è la caratteristica che lega i racconti della raccolta "La stagione delle case vuote", di Francesca Scotti (Hacca). Non è la prima volta che la scrittrice, divisa fra l'Italia e il Giappone, si dedica alla forma narrativa breve, avevamo parlato per esempio de "Il tempo delle tartarughe", e in genere anche i suoi romanzi, da "Elissi" a "Nessuno conosce Sayuki" passando per "Capacità Vitale", sono caratterizzati da una scrittura essenziale e da uno stato di sospensione perché non tutto è descritto, si lascia spazio all'immaginazione del lettore. Questo ovviamente accade ancora di più nei racconti, dove per struttura la brevità e la sottrazione dominano. In questa raccolta i 16 racconti sono ambientati in parte in Italia e in parte in Giappone, dove Francesca Scotti ha vissuto per più di 13 anni. Si racconta di incontri casuali in un bar condividendo lo stesso tavolo, di una bambina che va a visitare una compagna di scuola gravemente malata, ma solo per attirare l'attenzione su di sé e quando la compagna guarisce c'è quasi una forma di disappunto, o ancora per esempio c'è un anziano in una rsa che, vedendo un canarino, riporta alla memoria un trauma sepolto. Tutto viene raccontato con grande senso della misura, senza grandi rivelazioni, lasciando spazio alla fantasia di chi legge.

"La carità carnale" di Monica Acito

Marianeve è nata con i capelli bianchi, ha i colori di una "coniglia selvatica". Abita in un paesino del Cilento ed è molto legata al padre, che viene soprannominato Sarchiapone, ma nello stesso tempo si vergogna di lui perché spesso ha l'odore degli alimenti che vende nel suo negozio. A nove anni Marianeve incontra le sue amiche nello sgabuzzino del negozio e qui iniziano a esplorare i propri corpi e a fare giochi considerati proibiti. Marianeve si accorge ben presto di avere uno strano dono: ha la capacità di guarire gli altri attraverso le sue parti intime. Succede, per esempio, con l'amica Lucrezia che ha dei terribili mal di testa. Questo dono insolito si manifesta anche quando va all'università a Napoli e "guarisce" un ragazzo che aveva sul viso un'enorme macchia rossa. Marianeve guarisce, dunque, gli altri attraverso il proprio corpo, esattamente come aveva fatto nel '600 Giulia Di Marco, suora eretica realmente esistita, che aveva fondato la setta della Carità Carnale. Tutto questo viene narrato nel romanzo "La carità carnale" (Bompiani) scritto da Monica Acito, che avevamo già conosciuto con la sua opera prima, "Uvaspina". Anche in questo caso un romanzo con una lingua ricca e con immagini piene di odori e di sapori, metafore che riportano soprattutto al mondo animale.

"L'età giovane" di Mattia Insolia

Che fine hanno fatto i sogni che sognavamo? Gira intorno a questa domanda il romanzo "La vita giovane" di Mattia Insolia (Mondadori). Un affresco su sei personaggi fotografati nel periodo delle infinite possibilità, la vita giovane, appunto. La voce narrante è Matteo, soprannominato Teo, che alla soglia dei trent'anni torna dopo quasi dieci anni a Foro, il posto dove è cresciuto, perché due amici dell'epoca si sposano. E' l'occasione per far emergere quel passato che il gruppo di amici aveva quasi sepolto, mettendo una pietra sopra anche e soprattutto a un evento accaduto alla fine del quinto liceo. Un evento che aveva assegnato le loro vite, un trauma di gruppo che si intreccia ai traumi personali dei singoli (c'è chi ha un padre violento, chi ha una madre depressa o alcolizzata, chi ha subito molestie da piccolo, chi ha scoperto il tradimento di uno dei due genitori). Un romanzo che accende una luce su quella fase della vita in cui tutto è possibile per poi fare i conti dieci anni dopo con quello che è stato, ma anche con quello che sarebbe potuto essere. Fare i conti con i traumi, con i rimpianti e in parte anche con i sensi di colpa.

Personaggi storici

Puntata speciale del Cacciatore di libri Estate dedicata a romanzi che narrano di personaggi storici. Interviste a: 

- Valeria Parrella che nel romanzo "La ragazzina" (Feltrinelli) ha narrato con un linguaggio attuale le vicende di Giovanna d'Arco

- Matteo Nucci che ha ricostruito la vita del filosofo Platone, mettendo in evidenza gli aspetti più umani e meno noti, nel libro "Platone - Una storia d'amore" (Feltrinelli)

- Stefano Petrocchi che con il libro "Romanzo privato" (Mondadori) ci porta alla scoperta di Maria Bellonci, non solo fondatrice del Premio Strega ma scrittrice, autrice di romanzi su personaggi storici

- Sara Rattaro che nel romanzo "Il vestito di mia madre" (Piemme) ricostruisce la storia di Teresa Mattei, partigiana e una delle ventuno donne che hanno contribuito a scrivere la Costituzione italiana

 

Nella parte dedicata ai personaggi dei classici della letteratura, Manlio Castagna ci parla della Monaca di Monza che appare nei Promessi Sposi, mentre Claudio Giunta di Beatrice che accompagna Dante nel suo viaggio in Paradiso. Le interviste sono tratte dal podcast "Volti di carta" realizzato da DeaScuola in collaborazione con Radio 24.

"Gli anni in bianco e nero" di Francesca Giannone

Quattro sorelle nel Salento degli anni '60: Maria che ha scelto di sposare un ragazzo anche se non le fa battere in cuore, Giovanna che ama ascoltare dischi e ha un animo ribelle, Ada, timida e di poche parole che si rifugia nei libri, e poi Mimì, la voce narrante, un'adolescente con una grande passione: il cinema. Di nascosto dal padre (un padre padrone che vuole imporre il suo volere sulle figlie e sulla moglie) va al cinema del paese per guardare i film dalla finestrella da dove vengono proiettati: il primo colpo di fulmine a 11 anni con "La dolce vita". Mimì ha il sogno di diventare regista e nel frattempo riprende tutto quello che può con una cinepresa che le viene regalata. Questa storia in cui le donne cercano di affermare sè stesse e la propria libertà, a dispetto di uomini che vogliono schiacciarle e di un contesto culturale in cui anche le leggi le mettono in condizione subalterna, è raccontata nel romanzo "Gli anni in bianco e nero" (Nord) scritto da Francesca Giannone, famosa per il suo esordio "La portalettere", libro più venduto del 2023.

"Gli antropologi" di Aysegul Savas

E' stato definito miglior libro dell'anno dal New Yorker, prestigiosa rivista culturale americana. Si intitola "Gli Antropologi" (Gramma Feltrinelli - traduz. Gioia Guerzoni) di Aysegul Savas, scrittrice turca cosmopolita, racconta la storia di una coppia di trentenni expat, Asya e Manu. Vivono da anni in una citta mai nominata esplicitamente, arrivano da due paesi diversi e parlano la lingua del paese dove hanno studiato e scelto di vivere. Sono sempre sospesi fra il desiderio di appartenere a quella citta d'adozione e il senso di colpa per aver abbandonato le proprie origini. La paura di apparire estranei alle proprie famiglie, ma anche stranieri nella citta. In questo romanzo dalle atmosfere rarefatte e dalla scrittura asciutta, si narra dunque la vita di Asya e Manu, che dopo l'entusiasmo per il nuovo ambiente cercano un po' di stabilita e decidono di comprare casa, in un tentativo forse di affermare un'appartenenza a quella citta che loro vogliono sentire a tutti i costi familiare.

"La guardiana" di Caterina Battilocchio

Un romanzo che narra un rapporto intenso fra una nonna e una nipote. Nonna Tita muore a 93 anni avendo predisposto fin nei minimi dettagli come dovrà essere il suo funerale e anche come dovrà ricordarla il prete durante la messa. Mora, la nipote trentenne, legatissima alla nonna, resta spiazzata da questa scomparsa, ma soprattutto un po' infastidita da quello che il prete ha detto durante il funerale riferendosi a un errore compiuto in vita da Tita, per il quale lei aveva sofferto. A quale errore si riferiva? Una domanda che resta sullo sfondo mentre Mora, rimasta senza lavoro, lascia Roma e va a Rocca, paese della nonna, per lavorare in una casa di riposo per anziani, dove cercherà di applicare il "metodo autobiografico" che aveva portato avanti in una comunità per tossicodipendenti. Mora parte dall'idea che, attraverso la scrittura del proprio passato, gli anziani possano recuperare non solo la propria identità, ma soprattutto la propria dignità, e così inizia a raccogliere le loro testimonianze. Tutto questo è narrato nel romanzo "La guardiana" di Caterina Battilocchio (Garzanti).

"Il cerchio dei giorni" di Ken Follett

I numeri che certificano il successo editoriale di Ken Follett sono veramente da capogiro: oltre 198 milioni di copie vendute in più di 80 paesi, 37 romanzi tradotti in oltre 40 lingue, una serie di best-seller arrivati dal 1978 in poi. Il primo era stato "La cruna dell'ago", poi c'era stato un passaggio dalle spy story ai romanzi storici, come il famosissimo "I pilastri della terra" pubblicato nell'89. Il nuovo romanzo è "Il cerchio dei giorni" (Mondadori - traduz. Anna Maria Raffo). In qualche modo ricorda vagamente "I pilastri della terra" perché se in quel caso si seguiva la costruzione di una cattedrale durante il Medioevo, in questo romanzo si segue la costruzione di uno dei siti archeologici più famosi al mondo, il sito di Stonehenge. Ci sono state molte teorie a questo proposito, anche fantasiose, per esempio che siano stati gli alieni a costruirlo, ma che Follett rimane con i piedi per terra e immagina una storia ambientata nel 2500 a.C. con una serie di personaggi. Ci sono diversi clan, spesso in lotta fra loro. C'è il personaggio di Seft che fa parte della tribù dei cavatori, ha un padre dispotico e dei fratelli che lo vessano quotidianamente. Quando incontra Neen se ne innamora e decide così di fuggire dalla sua famiglia. Nella nuova comunità un monumento sacro in legno viene distrutto dal fuoco e la sacerdotessa Joia, sorella di Neen, decide di ricostruirlo in pietra. L'esperienza di Seft sarà fondamentale perché lui sa dove trovare pietre così grandi.  

Leggerezza e ironia

Puntata speciale del Cacciatore di libri Estate dedicata alla leggerezza e all'ironia. In questa puntata interviste a: 

- Felicia Kingsley, autrice di commedie romantiche come "Non è un paese per single" (Newton Compton) diventato anche un film

- Lorenza Gentile con il suo romanzo "La volta giusta" (Feltrinelli)

- Andrea Kerbaker che narra con ironia la fuga di un anziano da una casa di riposo in "Casa dolce casa" (Guanda)

- Chiara Moscardelli con il giallo ironico "Comprensorio Rossolago" (Einaudi)

Per quanto riguarda la sezione dedicata alla riscoperta di personaggi dei classici della letteratura, Jonathan Bazzi ci parla di Arlecchino di Goldoni e Giacomo Papi dell'Islandese di Leopardi. Le interviste sono tratte dal podcast "Volti di carta" dedicato ai giovani realizzato da DeaScuola in collaborazione con Radio 24.

"Il cuore non va a dormire" di Enrico Galiano

Sasha è un'adolescente solitaria, ha solo due amici fidati, frequenta di nascosto una palestra di box (per la madre non è uno sport per ragazze) e sempre di nascosto, per non essere presa in giro, ascolta musica classica. Affida tutti i suoi pensieri a un quaderno: solo in quelle pagine riesce a confessare il suo amore per il professore di diritto e quanto è accaduto fra loro. Parallelamente c'è la storia di Alessandra, una quarantenne che si occupa d'arte, massima esperta di Moresco, un artista misterioso che dipinge dei murali e di cui nessuno conosce l'identità. Da anni non compaiono sue opere, ma un giorno sui muri di una chiesa compare un murale che potrebbe segnare il suo ritorno. Anche quest'opera porta il marchio di fabbrica dell'artista, una crepa, perché per Moresco tutta l'opera d'arte nasce appunto da una crepa, non più difetto, ma occasione di cratività. Così come le crepe, nel passato delle due protagoniste, rappresentano un po' il centro intorno al quale hanno costruito le proprie esistenze. Tutto questo è narrato nel romanzo "Il cuore non va a dormire" (Einaudi) di Enrico Galliano, scrittore e insegnante molto amato sia da giovani che da adulti, proprio per questa sua capacità di comprendere le emozioni e di creare un ponte fra le generazioni.

"La valigia del ritorno" di Ludovica Elder

Siamo nel 1923, Rosalba è una giovane donna che ha prestato servizio presso una famiglia benestante a Trieste. In seguito a una relazione con il padrone di casa, Giacomo Ledri, dirigente fascista in carriera, resta incinta e lui, per non avere problemi, la fa imbarcare su una nave diretta a Montreal in Canada. Qui ci sono degli zii di Rosalba e lei otterrà un impiego come governante a casa di James Phillips, un ex ufficiale della Marina Britannica che gestisce diversi pub e locali dove si ascolta il jazz. Per Rosalba, che tutti in Canada chiameranno Rose, sarà un'occasione di riscatto e di ricerca della propria libertà, anche quando dovrà scontrarsi con il caporalato che gestisce i rapporti di lavoro degli immigrati italiani e chiede una percentuale consistente del suo stipendio. Tutto questo è raccontato nel romanzo "La valigia del ritorno" di Ludovica Elder (Piemme).

"Ed è un poco la notte e un poco l'alba" di Ilaria Tuti

Il nome di Ilaria Tuti è legato sia ai romanzi noir con Teresa Battaglia, dai quali è stata tratta anche una serie tv, sia ai romanzi che riportano alla luce fatti e contesti storici, come "Fiore di roccia" sulle portatrici carniche durante la prima guerra mondiale. Il nuovo romanzo "Ed è un poco la notte e un poco l'alba" (Longanesi) -il titolo è una frase del poeta Pierluigi Cappello- fa parte della serie dei romanzi storici. Siamo in Friuli fra il 1915 e la fine della seconda guerra mondiale. La protagonista è Serafina, che vediamo prima bambina e poi giovane donna, una donna tenace, controcorrente, che ama stare da sola e indossare i pantaloni. In paese pensano che lei abbia lo stesso potere della nonna Silva, che veniva chiamata quando nascevano bimbi destinati a morire in poche ore: Silva riusciva a farli respirare nuovamente anche per pochissimo, giusto il tempo di battezzarli e farli morire in pace. Intorno a Serafina nasce la superstizione che lei porti fortuna e così viene convocata dalla levatrice durante i parti complicati. Da giovane donna, Serafina si trova ad affrontare la seconda guerra mondiale e soprattutto l'invasione della Carnia da parte dei Cosacchi: perseguitati in Russia perché fedeli allo zar, si erano alleati con Hitler che aveva indicato il Friuli come terra di conquista, dove avevano compiuto razzie e violenze, ma soprattutto si erano stabiliti nelle case degli abitanti. Qualcuno era fuggito, altri erano rimasti in questa anomala convivenza, come Serafina, costretta a condividere la sua casa con tre cosacchi.

"Cuore l'innamorato" di Lili King

Un triangolo sentimentale è al centro del romanzo "Cuore l'innamorato" (il titolo prende spunto da un gioco di carte che fanno i protagonisti) scritto dall'americana Lily King (Fazi - traduz. Manuela Francescon), autrice molto apprezzata dalle sue colleghe, come Elizabeth Strout. Al centro di questo triangolo c'è una giovane universitaria che viene soprannominata Jordan, come uno dei personaggi de "Il grande Gatsby" (ci sono molte citazioni letterarie nel romanzo). Agli altri angoli di questo triangolo ci sono Sam e Yash, anche loro frequentano lo stesso corso di letteratura di Jordan. Inizialmente Jordan ha una relazione con Sam, che ha ricevuto un'educazione religiosa piuttosto rigida. Poi scoppia l'amore con Yash, che però è in difficoltà a confessare all'amico la nascita di questa relazione. Lily King accende un faro su questi tre giovani nella fase della vita fatta di progetti, di passioni ed entusiasmi, ma sceglie anche di raccontare il dopo, guardando gli stessi personaggi intorno ai 50 anni, quando la vita, a volte, ha tradito aspirazioni e sentimenti.

Padri e madri

Puntata speciale del Cacciatore dei libri Estate dedicata ai romanzi che parlano di padri e di madri.

Interviste a: 

 - Sandro Veronesi, che nella raccolta "Caducità" (La nave di teseo) dedica alcuni racconti alla perdita della madre e del padre 

- Dario Ferrari con "L'idiota di famiglia" (Sellerio) in cui racconta, anche con ironia, di un uomo che cerca di prendersi cura del padre malato di Alzheimer, con il desiderio di essere finalmente visto da lui

- Antonella Lattanzi che nel romanzo "Chiara" (Einaudi) ci racconta l'amicizia e l'alleanza di due bambine nata proprio per difendersi dai rispettivi padri, dai mostri che talvolta abitano le famiglie

- Alcide Pierantozzi che nel romanzo "Lo sbilico" (Einaudi) racconta la sua malattia mentale, ma narra anche di una madre presente ma sofferente e di un padre definito negazionista perché nega la sua malattia 

 Nello spazio dedicato ai personaggi classici della letteratura, Alessandra Carati ci parla di Arturo, personaggio di Elsa Morante e Marzo Balzano di Rosso Malpelo di Giovanni Verga: due figure molto legate ai padri. Le interviste sono tratte dal podcast "Volti di carta" dedicato ai giovani realizzato da DeaScuola in collaborazione con Radio 24.

"L'alba dei leoni" di Stefania Auci

Il nome di Stefania Auci è legato alla saga dei Florio. Nei romanzi "I leoni di Sicilia", libro più venduto in Italia nel 2019, e poi "L'inverno dei leoni", aveva narrato la parabola della famiglia Florio, arrivata a Palermo dalla Calabria a cavallo fra il '700 e l'800. L'ascesa, il successo commerciale, le vicende personali e poi la caduta. Ora il romanzo "L'alba dei leoni" (Nord) racconta le vicende dei Florio prima del trasferimento in Sicilia. Siamo, dunque, fra il 1772 e il 1799 a Bagnara Calabra. Ci sono Vincenzo Florio, fabbro, e la moglie Rosa con i vari figli, fra cui c'è Francesco, considerato il ribelle perché non vuole fare lo stesso mestiere del padre. Viene rapito da una banda di briganti ed è costretto a stare con loro per diversi mesi. La vita di stenti, la violenza, la paura, ma sempre il costante desiderio di essere artefice del proprio destino. C'è poi il terremoto del 1783 che distrugge quasi completamente Bagnara, infine il focus si sposta su un altro personaggio, Paolo, che come il fratello Francesco non vuole fare il fabbro ma vorrebbe andare per mare. Sarà lui, insieme al fratello Ignazio, ad andare poi a Palermo, avviare l'aromateria e dare inizio alla storia imprenditoriale dei Florio. Questo è dunque un  prequel de "I leoni di Sicilia", ma è  soprattutto la storia di due ragazzi, Francesco e Paolo, che vogliono segnare il proprio destino, ribellandosi alle imposizioni del padre. Ed è anche la storia di tante donne che alla fine del '700 vivono una condizione di sottomissione e silenzio, in cui si inserisce qualche raro tentativo di indipendenza.

"Le ragazze di Tunisi" di Luca Bianchini (Mondadori)

Le vicende di una famiglia siciliana emigrata a Tunisi (non in America perché non c'erano abbastanza soldi e perché in quel modo si poteva essere più vicini alla propria terra). Siamo a cavallo fra gli anni '50 e '60, nel momento in cui la Tunisia diventa indipendente e, a causa delle nuove leggi, francesi e italiani iniziano ad andare via e a tornare in patria. Anna ha 16 anni e parla siciliano e francese (all'epoca Tunisi era veramente una Babele dal punto di vista delle lingue). Vive con la madre, che è un'abile sarta, e le due sorelle, mentre il padre si assenta per lunghi periodi per lavorare come contadino in campagna. Il rapporto con la migliore amica, Marinette, una francese di famiglia benestante, i primi innamoramenti, ma anche la scoperta di alcuni segreti di famiglia. Tutto questo viene raccontato nel romanzo "Le ragazze di Tunisi" (Mondadori) di Luca Bianchini. Una storia che, come si legge in esergo, è ispirata alle vicende della madre dell'autore che a Tunisi ha vissuto gli anni più belli.

"I convitati di pietra" di Michele Mari

È il romanzo che ha vinto il Premio Strega 2026: "I convitati di pietra" di Michele Mari (Einaudi). Siamo a metà degli anni 70, una classe di un liceo milanese che ha appena fatto la maturità decide di darsi appuntamento il 22 luglio di ogni anno per una cena. Qualcuno, non si saprà mai chi, lancia l'idea di una strana riffa: ogni volta ciascuno di loro verserà una quota in denaro, il capitale sarà investito e gli ultimi tre che resteranno in vita (poi diveterà uno solo) si aggiudicheranno il monte premi. Nasce come gioco, ma poco a poco emergono le meschinità: si scommette su chi morirà prima in base allo stato di salute, si fanno macumbe fino ad arrivare agli omicidi. Il meccanismo della "riffa della morte" riprende un po' la Tontina del '600, che era una forma di assicurazione sulla vita collettiva in cui l'unico sopravvissuto intascava il capitale. Nel romanzo di Mari nel momento in cui i compagni di classe lanciano questo gioco lo sguardo nei confronti degli altri cambia. 

"Non scrivere di me" di Veronica Raimo

La storia di un'ossessione, di una devozione e delle conseguenze di una violenza subita da una persona che si ama e si ammira. In "Non scrivere di me" di Veronica Raimo (Einaudi) la protagonista è una donna di 35 anni che lavora in un bar e scrive poesie. La notizia della morte di un attore e regista, diventato per un breve periodo di culto per una generazione, la porta con i suoi pensieri a tredici anni prima, a quando aveva visto per la prima volta sullo schermo Dennis May, questo è il suo nome, e si era sentita attratta e impacciata: da quel momento era entrata nel "regno della devozione". Tutto quello che lei è ora dipende da Dennis, l'uomo con il quale aveva avuto una breve relazione, ma che durante l'ultimo incontro l'aveva violentata e denigrata. Alla notizia della morte dell'attore e regista, la donna non piange, non prova rabbia, neanche sollievo. Con una scrittura essenziale, quasi chirurgica, Veronica Raimo ci racconta una donna che ricostruisce il suo trauma e le sue contraddizioni e che dice: "Non odiavo sentirmi una vittima, odiavo non sapere cosa significasse davvero esserlo".

Passione crime

Puntata speciale del Cacciatore di libri Estate dedicata a gialli thriller e noir, uno dei generi protagonisti delle classifiche.

In questa puntata: 

- Maurizio de Giovanni con "Il tempo dell'orologiaio" (Feltrinelli) sequel uscito a pochi mesi di distanza da "L'orologiaio di Brest"

- Piergiorgio Pulixi, autore di thriller ma anche di cosiddetti cozy crime, gialli confortevoli, con la saga della libreria dei gatti neri, che ci parla di "Il nido del corvo" (Feltrinelli)

- Petros Màrkaris, autore greco, uno dei massimi esponenti del noir mediterraneo con "La ricchezza che uccide" (La nave di Teseo - traduz. Andrea Di Gregorio)

- Daniele Mencarelli, famoso per "Tutto chiede salvezza", che ha deciso di debuttare nel noir, ma a modo suo, tenendo sempre l'indagine psicologica sui personaggi in primo piano in "Quattro presunti familiari" (Sellerio) 

Andremo anche alla scoperta o riscoperta di personaggi classici della letteratura attraverso la analisi di scrittrici e scrittori contemporanei con Marco Amerighi che ci parla di Mattia Pascal di Luigi Pirandello e Gaia Manzini su Zeno Cosini protagonista de "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo. Le interviste sono tratte dal podcast "Volti di carta" dedicato ai giovani realizzato da DeaScuola in collaborazione con Radio 24.

"L'idiota di famiglia" di Dario Ferrari

Ricordate "La ricreazione è finita", romanzo di successo del 2023? Ora lo scrittore Dario Ferrari è tornato in libreria con "L'idiota di famiglia" (Sellerio). Un romanzo in cui si trovano anche alcuni temi del precedente, come lo sguardo disilluso sulle carriere universitarie, lo stile ironico e tagliente, ma anche la struttura con una storia principale che fa da contenitore a una narrazione di fatti che si ispirano a vicende storiche. L'io narrante è Igor, un traduttore quarantenne quasi costretto a lavorare su libri estremamente commerciali che lui disprezza. È in crisi con la compagna Marta, che avrebbe dovuto avere un incarico da ricercatrice universitaria ma è costretta a cambiare vita, arrivando a pubblicare un libro di successo. Igor lascia Roma e torna a Viareggio perché il padre, un noto professore di storia e filosofia in pensione, è affetto da demenza senile. Igor si sente stretto fra il desiderio atavico di essere apprezzato dal padre, la consapevolezza di essere un po' invidioso del successo della fidanzata, la tensione con la sorella Ester ottimista al limite della superficialità, mentre lui tende al pessimismo e "si cruccia di problemi irrilevanti". Fra le carte del padre, Igor trova la narrazione di un episodio realmente accaduto a Viareggio nel 1920, ossia la creazione per tre giorni di una Repubblica di stampo bolscevico.

"Cemento e sangue" di Carlo Calabrò

"Cemento e sangue" (Marsilio) è il nuovo romanzo di Carlo Calabrò che avevamo conosciuto con il noir "Meccanica di un addio", con protagonista un ingegnere svizzero, Florian Kaufmann, proprietario di una segheria in Amazzonia, che aveva l'obiettivo di fare utili salvaguardando l'ambiente. Kaufmann torna in questo nuovo romanzo, ma non è in primo piano. Il protagonista è Everton Barros, giornalista ecologista che si muove in bicicletta in una San Paolo del Brasile dominata da inquinamento e malaffare. Si troverà a seguire il caso della morte di Flavio Bloch, un ex compagno di università, attivista per l'ambiente, annegato in un fiume. Ma dovrà seguire anche lo strano caso del crollo di una palazzina. Tutto questo mentre osserva i movimenti di un politico populista di destra, Donato Abreu, con ambizioni di carriera. Abreu è un po' la punta dell'iceberg di un sistema fatto di corruzione e di intreccio fra potere politico e malaffare. All'inizio del romanzo Everton Barros non pare avere il sacro fuoco del giornalista d'inchiesta e lo vediamo adeguarsi a un certo sistema, poi le cose cambieranno.

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