Il cacciatore di libri


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Un inviato virtuale in libreria per scoprire le ultime novità. In ogni puntata interviste dal vivo a scrittori italiani e stranieri per parlare dei protagonisti dei romanzi, dei temi, ma anche dei retroscena. Con uno stile informale Alessandra Tedesco ci fa conoscere aspetti inediti degli autori famosi e ci porta alla scoperta di scrittori meno noti. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.
Autore: Radio 24
Ultimo episodio: 13/08/22 16:05
Aggiornamento: 15/08/22 10:10 (Aggiorna adesso)
Ironia
Una risata ci salverà. Puntata speciale del "Cacciatore di libri Estate" dedicata ai romanzi ironici e a quelli che ci fanno sorridere. Interviste ad Alessandro Robecchi, Luca Bianchini, Chiara Moscardelli e Francesco Muzzopappa.


Ospite del caffè letterario: Viviana Peloso, responsabile della libereria "Vecchie Segherie Mastrototaro" a Bisceglie. Libri consigliati: "Tutta la stanchezza del mondo" di


Enrica Tesio (Bompiani), "Tutta colpa di Venere" di Leonardo Piccione (Neri Pozza), "Anatomia sensibile" di Andres Neuman (Sur - traduz. Silvia Sichel), "L'ultimo giorno d'estate" di Timothèe de Fombelle (illustrazioni di Irène Bonacina - traduz. Maria Bastanzetti - Terre di Mezzo).


Jukebox letterario: "Sono felice, dove ho sbagliato?" di Diego De Silva (Einaudi), "Niente di vero" di Veronica Raimo (Einaudi), "Il lamento del prepuzio" di Shalom Auslander (Guanda - traduz. Elettra Caporello), "Il più grande uomo scimmia del pleistocene" di Roy Lewis (Adelphi - traduz. Carlo Brera).


In regia: Pietro La Corte e Andrea Roccabella
"Un volo per Sara" di Maurizio de Giovanni e "Randagi" di Marco Amerighi
Torna il personaggio di Sara Morozzi, ex funzionario dei servizi segreti, creato dalla penna di Maurizio de Giovanni. Il nuovo romanzo con Sara protagonista, il quinto della serie, s'intitola "Un volo per Sara" (Rizzoli - nero Rizzoli). Un piccolo aereo da turismo diretto in Sardegna precipita in mare. A bordo ci sono diverse persone fra cui un noto imprenditore che ha rilasciato la sua ultima intervista poco prima del decollo. Quando l'agente dei Servizi in pensione Andrea Catapano, ascolta quell'intervista trasmessa in tv capta qualcosa di insolito: Catapano non vede, ma riesce a sentire cose che altri non sentono. Riferisce i suoi sospetti (non si sarebbe trattato di un incidente) a Teresa Pandolfi, ora a capo dell'Unità investigativa, ma l'unica che può far luce sulla vicenda è Sara che anche in questo caso sarà affiancata dall'ispettore Davide Pardo. Ci potrebbe essere un legame fra l'incidente aereo e gli anni di Tangentopoli.


Nella seconda parte parliamo di "Randagi" di Marco Amerighi (Bollati Boringhieri), un romanzo dalla trama caleidoscopica, con diversi personaggi accomunati da una caratteristica: sono tutti nati negli anni 80 e si sentono "randagi", ossia alla ricerca di un posto nel mondo ma anche alla ricerca della propria identità. Il protagonista è Pietro, nato in una famiglia straordinaria, con un fratello, Tommaso, talentuoso, mentre lui è un ragazzo senza qualità. Quasi costretto dal fratello, va a fare l'Erasmus a Madrid e qui incontra Dora, ragazza affascinante, bizzarra, controcorrente, problematica, e Laurent, che nella capitale spagnola si sente libero di esprimere se stesso.
"La ragazza del collegio"di Alessia Gazzola e "Il gigante e la madonnina" di Luca Crovi
Torna il personaggio di Alice Allevi, comparsa per la prima volta dieci anni fa nel romanzo "L'allieva" cui sono seguiti altri sette volumi che narravano le storie della specializzanda in medicina legale curiosa e un po' pasticciona, diventata anche protagonista di una serie tv. Dopo qualche anno di pausa dal suo personaggio seriale, Alessia Gazzola torna a raccontare le vicende di Alice in "La ragazza del collegio" (Longanesi). Alice ha 32 anni, ha una relazione stabile con CC, il famoso Claudio Conforti, suo mentore di cui era stata innamorata fin dall'inizio, ed è medico legale a tutti gli effetti. Mentre lavora sul caso di una ragazza investita mentre usciva dal collegio che frequentava, Alice è anche alle prese con le sue vicende personali: ora che CC è una presenza stabile nella sua vita, desidera un figlio.


"Oh mia bela madunina", la canzone simbolo di Milano, era stata composta da Giovanni D'Anzi, uno dei personaggi che compare nel romanzo "Il gigante e la madonnina" di Luca Crovi (Nero Rizzoli). Oltre a D'Anzi compaiono altri personaggi realmente esistiti come il pugile Primo Carnera e il nano Bagonghi. Siamo nella Milano fra gli anni '20 e '30. Il protagonista è il commissario Carlo De Vincenzi, antifascista che al saluto romano preferisce la stretta di mano, che deve indagare su una serie di suicidi che sono avvenuti nel Duomo come quello della giovane Clotilde Martini. La trama poliziesca e le indagini sembrano quasi un pretesto per l'autore per raccontare la Milano dell'epoca attraverso diversi quadri umani, brevi capitoli in cui si dipinge la società del periodo, attraversata appunto da personaggi come Primo Carnera, Giovanni D'Anzi e il nano Bagonghi.
"Poco a me stesso" di Alessandro Zaccuri e "Nina sull'argine" di Veronica Galletta
Come sarebbe stata la vita di Alessandro Manzoni se la madre, Giulia Beccaria, avesse assecondato il suo istinto di libertà e non avesse sposato Pietro Manzoni? Probabilmente non ci sarebbe stato un Alessandro Manzoni, eppure nel romanzo "Poco a me stesso" di Alessandro Zaccuri (Marsilio) si gioca proprio con questa ipotesi. Siamo a Milano nel 1841 e Giulia Beccaria, figlia di Cesare Beccaria, è ormai anziana, non ha sposato Pietro Manzoni, non ha figli, ma ha al suo servizio il contabile Evaristo Tirinnanzi che, nella fantasia di Zaccuri, sarebbe una sorta di alter ego di Manzoni. Un trovatello che fin dall'età di 8 anni sente una voce e la trascrive su alcuni fogli.


Nella seconda parte parliamo di "Nina sull'argine" (minimum fax) è il secondo romanzo di Veronica Galletta che aveva esordito con "Le isole di Norman" (Italo Svevo) che aveva vinto il Campiello Opera Prima, mentre questo romanzo è arrivato in finale al Premio Strega. Si racconta la storia di una donna, Caterina, ingegnere che riceve il suo primo incarico come direttore lavori per la costruzione di un argine e opere idrauliche. La dedizione e l'impegno che Caterina mette in questo lavoro sono anche un modo per superare un abbandono, perché il compagno Pietro è andato via di casa. Nel cantiere, dove deve affrontare un atteggiamento maschilista, Caterina incontra un operaio che le dà indicazioni importanti sul lavoro, ma anche sulla vita.
"La foglia di fico" di Antonio Pascale e "Stirpe e vergogna" di Michela Marzano
Un libro che parla della natura umana, delle emozioni, del senso della vita, attraverso le piante. Il ciliegio diventa metafora del desiderio, l'ulivo è simbolo di democrazia, il cactus indica forza e resistenza, ma anche solitudine. In "La foglia di fico - Storie di alberi, donne e uomini" (Einaudi), Antonio Pascale scrive racconti di vita che si intrecciano a riflessioni esistenziali e metafore botaniche. Un libro in parte autobiografico in cui Pascale racconta episodi della sua vita (l'infanzia, l'adolescenza, gli amori, il lavoro) precisando che l'io narrante è vero, mentre gli altri personaggi sono inventati.


Cosa succede se una persona cresciuta in una famiglia di sinistra, che si è impegnata politicamente a sinistra, che ha portato avanti le battaglie della sinistra, un giorno scopre che il nonno è stato fascista? Non un fascista per convenienza o per opportunismo, ma un fascista convinto, uno della prima ora, uno squadrista che ha anche preso parte alla marcia su Roma. Lo racconta Michela Marzano, scrittrice e filosofa, nel romanzo "Stirpe e vergogna" (Rizzoli) ricostruendo la storia della sua scoperta privata. Tutto è nato nel momento in cui si è accorta che il padre ha cinque nomi fra i quali Benito, di cui non aveva mai saputo nulla. Lentamente ricostruisce la storia del nonno Arturo, ma riscostruisce anche la storia della sua famiglia, soprattutto del padre che con i figli è stato sempre aspro e severo.
"Serge" di Yasmina Reza e "Oliva Denaro" di Viola Ardone
Lo stile pungente della scrittrice e drammaturga francese Yasmina Reza torna nel romanzo "Serge" (Adelphi - traduz. Daniela Salomoni). E tornano anche alcuni dei punti chiave della sua letteratura come l'incrocio fra le storie banali e quotidiane di persone comuni con i grandi eventi. In "Serge" si racconta la storia dei fratelli Popper: Serge appunto, il primogenito sessantenne, egocentrico e infantile, Jean voce narrante e Nanà, la piccola di casa. Di famiglia ebraica, i Popper compiono un viaggio ad Auschwitz: qui, in un luogo simbolo, considerato per molti aspetti sacro, verranno fuori le piccole grandi tensioni fra fratelli.


Nella seconda parte parliamo di "Oliva Denaro" (Einaudi) di Viola Ardone, autrice del successo "Il treno dei bambini". Sicilia, 1960. Oliva ha 15 anni e vive in un contesto sociale conservatore e oppressivo. La madre ripete spesso:"La femina è come una brocca, chi la rompe se la piglia". Un contesto in cui appena le ragazzine diventano donne (dopo aver avuto la prima mestruazione) non possono più giocare, correre, camminare da sole. In questo contesto ottuso Oliva ha un'amica Liliana, figlia del comunista del paese, ragazza controcorrente e progressista che Oliva guarda con ammirazione ma anche con timore. Un giovane del paese si invaghisce di Oliva, lei è frastornata, non ha neanche il tempo di capire quale sia il suo desiderio perché lui la rapisce e la violenta, proponendo poi il matrimonio riparatore, legge dello Stato italiano abolita solo nel 1981. Da qui i tormenti interiori di Oliva divisa fra l'istinto di reagire a un sopruso e denunciare e la tentazione di adeguarsi alla mentalità retrograda del paese. In questo sarà aiutata dal padre che da sempre cerca di sostenere la libertà di scelta della figlia.
Forti emozioni
Puntata speciale del "Cacciatore di libri Estate" dedicata alle emozioni forti, quelle che facciamo fatica a riconoscere e ad ammettere, le emozioni di cui abbiamo paura e che cerchiamo di sopire. Un viaggio nelle emozioni intense con i romanzi di Fabio Bacà, finalista al premio Strega e al Campiello, Megan Nolan, finalista al Premio Strega europeo, Marco Peano e la scrittrice americana di origine indiana Avni Doshi.


Ospite del caffè letterario: Francesco Chiamulera, direttore del festival culturale "Una montagna di libri" che si svolge a Cortina D'Ampezzo. Libri consigliati: "Il fantasma in bicicletta - All'inseguimento di Giovannino Guareschi" di Enrico Brizzi (Solferino), "Il tramonto della democrazia" di Anne Applebaum (Mondadori - traduz. Massimo Parizzi), "Anarchia - L'inarrestabile ascesa della Compagnia delle indie orientali" di William Dalrymple (Adelphi - traduz. Svevo D'Onofrio), Arabia Felix di Thorkild Hansen (Iperborea - traduz Doriana Unfer).


Jukebox letterario: Animale di Lisa Taddeo (Mondadori - traduz. Monica Pareschi) "Fame blu" di Viola Di Grado (La nave di Teseo), "Le scrittrici della notte" a cura di Loredana Lipperini (Il Saggiatore), coming soon: "Il continente bianco" di Andrea Tarabbia (Bollati Boringhieri), "L'avversione di Tonino per i cechi e i polacchi" di Giovanni Di Marco (Baldini Castoldi).



Musiche: 

Taxi Driver - Bernard Herman


Hotter than hell - Due Lipa


I wanna be your slave - Maneskin



In regia: Pietro La Corte e Andrea Roccabella
"Niente di vero" di Veronica Raimo e "Tutti i miei uomini" di Isabella Bossi Fedrigotti
Un romanzo ironico e dissacrante sulla famiglia, nello specifico sulla famiglia dell'autrice. Una famiglia come tante, senza traumi particolari, che però nel romanzo assume toni anche comici. I difetti e le ossessioni di ognuno dei componenti vengono estremizzati per ottenere l'effetto umoristico. Il romanzo è "Niente di vero" di Veronica Raimo (Einaudi). Con una voce irriverente, con ironia e autoironia (anche sferzante), Veronica Raimo racconta episodi della sua infanzia e adolescenza. Una madre estremamente ansiosa, un padre ipocondriaco che teme germi e batteri, un fratello considerato geniale.


Nella seconda parte parliamo din "Tutti i miei uomini" di Isabella Bossi Fedrigotti (Longanesi). Una serie di ritratti deliziosamente ironici di figure maschili: dal don Giovanni, bello e narciso, allo "stazzonato gentiluomo", amore di gioventù, dal "sanissimo salutista" al "magnifico macho meridionale". Una galleria di personaggi e di storie specchio dei nostri tempi.
"E poi saremo salvi" di Alessandra Carati e "Tuffi di superficie" di Paola Farinetti
"E poi saremo salvi" di Alessandra Carati (Mondadori). La storia è raccontata in prima persona da Aida che nel 1992 a 6 anni fugge dalla Bosnia in guerra insieme alla mamma per raggiungere il padre e rifugiarsi in Italia. La madre cade presto in depressione, il padre si chiude in sé stesso perché non riesce a salvare gli altri familiari. Aida vive così divisa fra l'affetto per i suoi genitori che però sembrano indifferenti e il desiderio di far parte della vita di una coppia di italiani che aiuta i profughi. Finché il fratello inizia a mostrare i segni di una malattia.


Raccontare una vita, la propria vita attraverso alcuni episodi, alcune fotografie, raccontare gioie e dolori: è quello che ha fatto Paola Farinetti in "Tuffi di superficie" (Gallucci). Un romanzo che in realtà è composto da tanti racconti, tanti episodi della vita della stessa autrice o di un personaggio a cui la scrittrice ha voluto attribuire molti elementi di autobiografia. C'è il rapporto con il padre, ex capo partigiano, pilastro della famiglia ma dalla solitudine inscalfibile, i rapporti con gli uomini, la spudorata zia Rina che le fa sperimentare molte prime volte, ma c'è soprattutto la riflessione sulla morte. Nel momento in cui il compagno di una vita scompare (il cantautore Gianmaria Testa), l'autrice deve fare i conti con il senso di colpa del sopravvissuto, ma anche con la spinta verso la vita.
"Gli ultimi americani" di Arianna Farinelli e "La libraia tascabile" di Cristina Di Canio
"Gli ultimi americani" di Arianna Farinelli (Mondadori), scrittrice italiana che vive negli Stati Uniti e che aveva esordito con "Gotico americano" (Bompiani). Nei suoi romanzi la cultura italiana si mescola a quella americana, si concentra sul concetto di identità che può essere legata a una lingua o a un luogo. Questo è un romanzo a tre voci: Alma, italiana che vive a New York, "lo scrittore" e Lola, che è stata a lungo compagna dello scrittore. Alma e lo scrittore sono amanti, ma con Lola non ci sono tensioni o gelosia, anzi fra le due donne c'è quasi una sorellanza soprattutto dopo che lo scrittore si suicida. Nel romanzo le riflessioni esistenziali sulla vita e sulla morte si intersecano con le riflessioni sulle radici e sull'essere immigrati (lo scrittore e Lola arrivano dalla Colombia e Lola è clandestina).


Nella seconda parte parliamo di un libro che parla di libri e che è scritto da una libraia: lei si chiama Cristina Di Canio, il libro è "La libraia tascabile" (Giunti). Cristina Di Canio era titolare di una libreria nota a Milano, "Il mio libro", meglio conosciuta come "La scatola lilla" che purtroppo è stata chiusa (ma riaprià in altro luogo a gennaio 2023). Ora Cristina Di Canio si definisce "libraia liquida", fa le consegne a domicilio e continua a organizzare iniziative che coinvolgono scrittori e lettori. In questo libro racconta alcuni episodi e alcuni aneddoti della sua vita da libraia.
"Le vie dell'Eden" di Eskhol Nevo e "Il digiunatore" di Enzo Fileno Carabba
"Le vie dell'Eden" è il nuovo romanzo di Eshkol Nevo (Neri Pozza - traduz. Raffaella Scardi). Così come era già accaduto in "Tre piani", uno dei libri più famosi dell'autore israeliano insieme,a "Nostalgia" e "La simmetria dei desideri", anche in questo caso si tratta di tre lunghi racconti, accumunati da un elemento: le tre voci narranti sentono la necessità di dare la propria versione dei fatti, per difendersi e forse soltanto per comprendere meglio quanto accaduto. Nel primo racconto c'è un uomo, Omri, che durante un viaggio in Bolivia rimane profondamente affascinato da una donna Mor, che rimane vedova proprio in quel viaggio. Nel secondo racconto un medico, il dottor Caro, si è spinto oltre nei rapporti con una specializzanda. Nell'ultimo una donna viene sospettata per la scomparsa del marito in un frutteto. E' un libro su come la realtà possa essere vista e raccontata da punti di vista diversi, con un costante ribaltamento dei piani.


Nella seconda parte parliamo di "Il digiunatore"di Enzo Fileno Carabba (Ponte alle Grazie). Racconta la storia di Giovanni Succi, grande digiunatore realmente vissuto nella seconda metà dell'800. All'epoca i digiunatori andavano di moda in Europa e si esibivano in pubblico (Succi rimase chiuso in una gabbia in un ristorante per molti giorni mentre il pubblico lo osservava e verificava che non mangiasse). La vita appassionante di questo digiunatore straordinario, che era finito due volte in manicomio e aveva anche ispirato un racconto di Kafka, ora viene narrata da Enzo Fileno Carabba in un romanzo che un mix di ricostruzione storica e invenzione.
"La fortuna" di Valeria Parrella e "Il silenzio del mondo" di Tommaso Avati
79 dopo Cristo, impero romano. Lucio è il figlio unico di una famiglia nobile che vive a Pompei. E' cieco da un occhio, è destinato a diventare senatore, ma lui ha un'altra passione: il mare e le navi. Nel romanzo "La fortuna" (Feltrinelli) Valeria Parrella racconta la storia di Lucio che è la storia di qualsiasi ragazzo in qualunque epoca: un ragazzo che vuole realizzare i propri sogni ed è nello stesso tempo determinato, ma rispettoso della famiglia. Il destino farà sì che Lucio si trovi a guidare quasi casualmente una nave nel momento in cui c'è la storica eruzione del Vesuvio che annienta Pompei, Ercolano e le zone circostanti.


Nella seconda parte parliamo di "Il silenzio del mondo" di Tommaso Avati (Neri Pozza). Racconta la storia di tre donne Rosa, Laura e Francesca: tre generazioni di donne affette da sordità. Rosa (la nonna) era un'orfana, adottata da una coppia di mezzadri che in questo modo avevano potuto ottenere dal regime fascista un sussidio. Quandoi genitori adottivi si accorgono che la bambina è sorda iniziano a isolarla e lei inventa un personalissimo linguaggio dei segni. Poi c'è la figlia Laura, con la quale Rosa cerca di comunicare con i segni, ma deve scontrarsi con il marito che si oppone con forza e violenza. Infine Francesca, nipote di Rosa, che vive la sordità in un altro periodo storico, ma che si vergogna di usare il linguaggio dei segni.
Passione Crime
Puntata speciale del "Cacciatore di libri Estate" dedicata alla passione per il crime, dunque thriller, gialli e noir. Interviste a: Gianrico Carofiglio, Antonio Manzini, Massimo Carlotto e Camilla Lackberg con Henrik Fexeus.


Jukebok letterario in tema: "La condanna dei viventi" di Marco De Franchi (Longanesi), "La settima luna" di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli), "Una notte in giallo" autori vari (Sellerio), "Chiusi fuori" di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone (Mondadori).


Consigli di lettura in libertà dall'ospite del caffè letterario, Cristina Di Canio, libraia a Milano: "È colpa mia. Un caso per l'ispettore Anita Landi" di Domenico Wanderlingh (Astoria), "La mia amica scavezzacollo" di Micol Arianna Beltramini (Hacca), "Il circolo degli ex" di Massimo Vitali (Sperling & Kupfer).



Musiche:

Psyco killer - Talking Heads


Suffer little children - The Smiths


In limine - Theo Teardo


Milano Odia: La Polizia Non Può Sparare - Calibro 35


No one is innocent - Sex Pistols


Regia: Pietro La Corte e Andrea Roccabella
"Strega comanda colore" di Chiara Tagliaferri e "Una piccola questione di cuore" di Alessandro Robecchi
Un romanzo sulla famiglia in cui c'è una nonna, Viviana, che è veramente crudele, attaccata al denaro, che vuole controllare tutto e tutti.
La storia viene raccontata dal punto di vista della nipote che ha un solo desiderio: scappare da quel contesto oppressivo e non diventare come sua madre che ha cercato di sviluppare "idrorepellenza" alle parole feroci di Viviana. La protagonista ha veramente una grande sete di libertà, vuole conquistarla a qualunque costo, anche attraverso il denaro, denaro che le è mancato quando era piccola. Per lei la bellezza, i vestiti, le scarpe, le cose apparentemente futili, sono anche un modo per opporsi a quel contesto familiare che pensa più alla morte che alla vita. La protagonista non ha un nome, ma dalle vicende che si descrivono e dai nomi che vengono fatti si intuisce che l'autrice abbia creato un mix fra vita vera e finzione. Il romanzo si intitola "Strega comanda colore" (Mondadori) di Chiara Tagliaferri, autrice insieme a Michela Murgia del famoso podcast "Morgana", diventato anche un libro.


Nella seconda parte "Una piccola questione di cuore" di Alessandro Robecchi (Sellerio). Nei suoi noir con Carlo Monterossi (autore tv prestato alle indagini) Robecchi mette a fuoco le storture della società, le contraddizioni, i meccanismi criminali che a volte coinvolgono persone insospettabili. Stavolta decide, però, di mettere sotto la lente di ingrandimento anche l'amore. E così i lettori seguono le riflessioni di Monterossi sull'amore, ma anche quelle degli altri personaggi come il sovrintendente di polizia Ghezzi, sposato da trent'anni con Rosa, e il collega Carella che finalmente frequenta una donna. Come spesso accade nei romanzi di Robecchi, ci sono due indagini destinate a incrociarsi. Da una parte gli investigatori privati Oscar Falcone e Agatina Cirrielli (insieme a Monterossi) ricevono da un giovane l'incarico di rintracciare la sua donna scomparsa da una settimana. Dall'altra Ghezzi e Carella devono indagare in via riservata sull'omicidio di un uomo considerato un fenomeno della finanza.
"Mordi e fuggi" di Alessandro Bertante e "L'estate che resta" di Giulia Baldelli
"Mordi e fuggi - Il romanzo delle BR" di Alessandro Bertante (Baldini+Castoldi) è un romanzo dal ritmo incalzante che racconta la storia di un ragazzo di vent'anni nella Milano a cavallo fra anni '60 e '70 che partecipa alla creazione delle Brigate Rosse. Un romanzo su uno dei periodi più controversi e cupi della storia italiana. La vicenda è narrata dal punto di vista del ragazzo, Alberto, di cui dunque si seguono i ragionamenti e le emozioni: dall'adesione alla rivoluzione armata alle riflessioni critiche. Un romanzo che trae spunto da una storia vera: in una nota finale lo scrittore precisa che Alberto Boscolo (nome di fantasia) lasciò la lotta armata nel giugno 1972, non fu mai incriminato e nessun brigatista rivelò la sua vera identità. Cosa che non fa neanche l'autore del romanzo.


Nella seconda parte parliamo di "L'estate che resta", opera prima di Giulia Baldelli (Guanda). La storia di un amore, quasi un'ossessione amorosa, che inizia nell'infanzia e prosegue nella vita adulta. Protagonista è Giulia che a dieci anni incontra una bambina, Cristi, più piccola di lei di tre anni. Da subito Cristi sembra essere una calamita per Giulia, ma anche per un altro bambino Mattia. Cristi e Mattia frequentano il paesino dell'entroterra marchigiano in cui è ambientato il romanzo solo in estate, mentre Giulia ci vive tutto l'anno e aspetta l'estate per incontrare Cristi. Un triangolo, un amore nato nell'infanzia e destinato a segnare profondamente la vita di Giulia.
"Corpi minori" di Jonathan Bazzi e "Il profilo dell'altra" di Irene Grazios
"Corpi minori" (Mondadori) è il nuovo romanzo di Jonathan Bazzi, che aveva esordito nel 2019 con "Febbre", in cui aveva raccontato l'infanzia a Rozzano, vicino Milano, in un contesto familiare e sociale opprimente e discriminante e poi la scoperta della sieropositività. In "Corpi minori" racconta la vita dello stesso personaggio focalizzandosi sul periodo dai 20 ai 30 anni. Lascia l'odiata Rozzano e va a Milano, considerata un sogno, portandosi però dietro sempre i problemi economici e soprattutto portandosi dentro la sua indecisione ("Posso fare tutto, non vaccio niente") e la sua spasmodica ricerca d'amore che passa, quasi paradossalmente, attraverso il sesso praticato soprattutto con chi disprezza. Il protagonista vive una relazione con un uomo che non ama e non desidera, cerca relazioni sessuali solo con uomini che disprezza e diventa quasi schiavo della sua pulsione erotica ("Il sesso è tiranno").


Nella seconda parte parliamo di "Il profilo dell'altra" (e/ o), opera prima di Irene Graziosi. Un romanzo sul mondo degli youtuber e dei content creator (guai a chiamarli influencer!) scritto con sguardo lucido su una realtà che l'autrice conosce bene visto che è co-fondatrice, insieme a Sofia Viscardi, del progetto "Venti". La protagonista è Maia, 26 anni, che dopo la morte della sorella si trasferisce con il fidanzato da Parigi a Milano. Una ragazza che non ha voglia di fare quasi nulla e che finisce per lavorare per Maia, una famosa content creator. Un mondo che Maia guarda con atteggiamento sferzante, così come è sferzante nei confronti di tutta l'umanità che la circonda.
"Trema la notte" di Nadia Terranova e "Divorzio di velluto" di Jana Karsaiova
28 dicembre 1908, ore 5,20: una devastante scossa di terremoto colpisce Reggio Calabria e Messina che vengono quasi rase al suolo. In "Trema la notte" (Einaudi) Nadia Terranova narra questo fatto storico dal punto di vista di due personaggi di fantasia: Nicola 11 anni che vive a Reggio Calabria e Barbara, 20 anni, che vive a Scaletta Zanclea, ma che il giorno del terremoto si trovava a Messina a casa della nonna. Nicola e Barbara vivono per ragioni diverse in famiglie opprimenti e in modo quasi feroce il terremoto può rappresentare per loro un modo per conquistare la propria libertà, non senza sensi di colpa.


Nella seconda parte parliamo di "Divorzio di velluto" (Feltrinelli) di Jana Karsaiova. Un romanzo sulla divisione e la separazione, ma anche sulla ricerca della propria identità. Separazione fra un uomo e una donna che erano stati una coppia, separazione dalla famiglia d'origine e dalla città d'origine, ma anche separazione di un Paese. "Divorzio di velluto" è l'espressione con cui i cechi definivano la divisione della Cecoslovacchia in Repubblica Ceca e Slovacchia, avvenuta nel 1993. Si tratta, dunque, di un romanzo sulla separazione che apparentemente viene gestita con naturalezza, ma che in realtà nasconde strappi dolorosi. L'autrice, nata in Slovacchia, vive da anni in Italia e ha deciso di scrivere il suo primo romanzo in italiano.
"Come vento cucito alla terra" di Ilaria Tuti e "Le mogli hanno sempre ragione" di Luca Bianchini
Un ospedale sul fronte di guerra, la Prima Guerra Mondiale, per curare i militari feriti. La particolarità? Ci lavorano solo donne. Donne sono i chirurghi, i medici, le infermiere, il personale. E' una realtà realmente esistita e creata nel 1914 da due inglesi: Flora Murrey, anestesista, e Louisa Garret Anderson, chirurga. In "Come vento cucito alla terra" (Longanesi), Ilaria Tuti ripercorre questa storia creando un mix fra fatti reali e trama di fantasia. La protagonista è Caterina Hill, detta Cate, madre italiana e padre inglese, laureata in medicina, ma costretta a esercitare solo nei bassifondi di Londra perché all'epoca le donne medico erano osteggiate. Riceve da Flora e Louisa la proposta di andare in Francia per creare la prima unità chirurgica gestita da donne. All'inizio i pazienti sono restii ad accettare le cure mediche delle donne e sono aggressivi, come Alexander. Poi finiranno per comprendere come queste donne abbiano salvato loro la vita. Non solo quella fisica, ma anche quella mentale attraverso un'attività considerata esclusivamente femminile: il ricamo.


"Le mogli hanno sempre ragione" di Luca Bianchini (Mondadori) è una commedia gialla narrata con ironia. Tornano i personaggi di "Io che amo solo te", romanzo di successo da cui era stato tratto anche un film. Tornano, dunque, personaggi come Ninella e don Mimì, Chiara e Damiano, Matilde che ora fa coppia con Pasqualino l'ex tuttofare della famiglia Scagliusi, tornano anche zia Dora e zio Modesto che da tempo vivono al nord e hanno rinnegato le origini meridionali. Tutto quanto si svolge anche questa una volta a Polignano, vicino Bari e compaiono due nuovi personaggi: il maresciallodei carabinieri Gino Clemente e la brigadiera Agata De Razza. In concomitanza con la festa del santo patrono del paese, Matilde, ex signora Scagliusi, organizza una festa per il compleanno della nipotina che in realtà è un'occasione per mostrare a tutti lo sfarzo della sua nuova masseria. Durante la festa viene uccisa la domestica Adoracion. Le indagini sono però un pretesto per raccontare la galleria umana dei personaggi che in parte il lettore di Luca Bianchini già conosce.
"La condanna dei viventi" di Marco De Franchi e "Sarò breve" di Francesco Muzzopappa
Un thriller appassionante e inquietante, costruito con grande sapienza narrativa. A volte il lettore ha la sensazione di aver capito che cosa sta accadendo e chi potrebbero essere i colpevoli, ma poi c'è subito un elemento che spiazza. Parliamo di "La condanna dei viventi" (Longanesi) di Marco De Franchi che ha lavorato a lungo nella polizia giudiziaria e nello SCO. Protagonista è Valentina Medici, una giovane commissaria del Servizio Centrale Operativo che si trova a gestire la sua prima indagine importante. Un ragazzino sembra essere scappato dalle grinfie di un pedofilo, un altro scompare e il particolare inquietante è che i due si somigliano come gocce d'acqua. Questo è solo l'inizio di una vicenda molto intricata. Nelle indagini Valentina sarà aiutata dal vicequestore Fabio Costa, che in passato aveva ricevuto accuse molto pesanti, ma anche da un critico d'arte perché in tutta vicenda ha un ruolo fondamentale l'opera di Caravaggio.


Nella seconda parte parliamo di "Sarò breve"(Fazi) di Francesco Muzzopappa, autore di romanzi ironici come "Una posizione scomoda", "Affari di famiglia", "Dente per dente" e "Heidi". Stavolta Muzzopappa bilancia ironia e tenerezza, perché il protagonista è un uomo anziano, Ennio Rovere, imprenditore, che fa testamento prima di morire. Quello che il lettore legge è esattamente il suo testamento, in cui ricostruisce le relazioni più importanti della sua vita: dalla ex moglie a quella attuale, dai figli alla sua segretaria, dal cognato all'autista che nasconde in auto i romanzi rosa. Il testamento diventa così l'occasione per lasciare un'eredità materiale, ma soprattutto un'eredità morale, perché vuole rimettere a posto i rapporti familiari.
"Il palazzo di carta" di Miranda Cowley Heller e "Il tempo delle tartarughe" di Francesca Scotti
Un romanzo apprezzato sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna (è stato primo nelle classifiche del New York Times per mesi) che ora è arrivato in Italia: è "Il palazzo di carta", opera prima dell'americana Miranda Cowley Heller (Garzanti - traduz. Stefano Beretta). E' la storia di una donna, Elle, cinquantenne sposata con tre figli, che torna nel luogo dove ha sempre trascorso l'estate fin da piccola, Cape Cod. Qui incontra un amore di gioventù, Jonas, un amore che era stato interrotto da qualcosa che era accaduto nel passato. Elle e Jonas condividono un segreto sulla loro adolescenza e il romanzo è costruito su diversi piani temporali: quello che accade oggi in un solo giorno nel momento in cui Elle e Jonas si rivedono in compagnia dei rispettivi partner e il passato.


Nella seconda parte parliamo di una raccolta di racconti dalla scrittura elegante e raffinata, racconti che parlano di relazioni e di emozioni anche forti, ma sempre narrate in modo delicato: più che descrivere, si evoca una situazione. Si tratta di "Il tempo delle tartarughe" di Francesca Scotti (Hacca). In questi racconti c'è una varia umanità, ci sono adulti, bambini, anziani, ma ci sono anche animali che talvolta diventano metafora per far luce sulle relazioni umane. C'è l'Italia, ma c'è anche il Giappone, visto che la scrittrice vive in entrambi i paesi. C'è la storia di una donna che soffre di insonnia e dorme solo nell'auto guidata dal marito, un'anziana che vuole mimetizzarsi con i mobili per non farsi portare via dalla sua casa, una bambina che subisce bullismo a scuola.
"Spatriati" di Mario Desiati (Premio Strega) e "Una volta l'Argentina" di Andres Neuman
Il romanzo "Spatriati" di Mario Desiati (Einaudi) ha vinto il 7 luglio il Premio Strega 2022. Un romanzo sull'amicizia, sugli innamoramenti, sul rapporto conflittuale che si può avere con la propria terra. Ma è anche un romanzo sul sentirsi irrisolti, irregolari. Spatriati, appunto, come si dice nel dialetto di Martina Franca (in Puglia) dove è ambientata la storia. Protagonisti sono due giovani, Francesco e Claudia, molto diversi eppure molto uniti: Claudia è determinata, anticonformista e ribelle, Francesco è schiacciato dalle convenzioni sociali e rinchiuso dentro sè stesso.


Nella seconda parte parliamo di "Una volta l'Argentina" di Andres Neuman (Sur - traduz. Silvia Sichel), scrittore argentino che da tanti anni vive in Spagna. Di lui il cileno Bolano diceva che "è uno scrittore toccato dalla grazia". In questo romanzo Neuman racconta la storia della sua famiglia, dalla vita dei bisnonni al momento in cui nel '91 i genitori decisero di lasciare l'Argentina per trasferirsi in Spagna. I ricordi non seguono un ordine cronologico, ma emergono quasi per temi. A partire dall'episodio che segnò la vita della famiglia: la zia Silvia e lo zio Peter furono arrestati e torturati durante gli anni della dittatura semplicamente perché gestivano una libreria. Ma poi ci sono gli amori adolescenziali, la passione per il calcio che lo salvò dal bullismo, il sentirsi straniero di chi passa da un paese a un altro dove si parla apparentemente la stessa lingua, ma con sfumature diverse che modificano la memoria.
"Il codice dell'illusionista" di Camilla Lackberg e Henrik Fexeus e "Volevo essere Madame Bovary" di Anilda Ibrahimi
La regina svedese del giallo, Camilla Lackberg, ha inaugurato una nuova serie di thriller, scritta a quattro mani con il mentalista Henrik Fexeus. Il primo volume della trilogia è "Il codice dell'illusionista" (Marsilio - traduz. Alessandra Albertari e Laura Cangemi). I protagonisti sono Mina Dabiri, poliziotta piena di fobie, e Vincent Walder, famoso mentalista. Mina deve indagare sull'omicidio di una donna trovata morta in una cassa di quelle che si usano per gli spettacoli di magia, con il corpo trafitto da alcune spade. È per questo che Mina decide di coinvolgere Vincent che conosce a fondo il mondo dell'illusionismo. Gli omicidi aumentano e sul corpo delle vittime vengono ritrovati dei segni, forse la firma del serial killer.


Nella seconda parte parliamo di "Volevo essere Madame Bovary"(Einaudi) di Anilda Ibrahimi, una scrittrice di origine albanese che vive da oltre vent'anni in Italia. Nel romanzo racconta la storia di una donna, Hera, che ha lasciato l'Albania e decide di tornarci dopo vent'anni con il suo amante, quasi in contrasto con la cultura patriarcale in cui era cresciuta. Hera ha un marito italiano e dei figli nati in Italia, vive in Italia, fa la videoartista ed è una donna realizzata. Eppure vive una serie di contraddizioni che riemergono con forza nel momento in cui mette nuovamente piede in Albania. Ricorda l'adolescenza vissuta in un contesto patriarcale e in una dittatura in cui anche vestirsi in modo diverso era considerato pericoloso.
"Solo è il coraggio" di Roberto Saviano e "Il ritorno di Sira" di Maria Duenas
"Solo è il coraggio. Giovanni Falcone, il romanzo" è l'ultimo libro di Roberto Saviano (Bompiani). Si racconta una parte della vita di Giovanni Falcone, soprattutto gli ultimi dieci anni, dal 1982 alla strage di Capaci del 23 maggio del 1992. A trent'anni dalla morte del magistrato per mano della mafia, Saviano decide di raccontare una storia che in parte è già nota, ma ha una serie di episodi che l'autore ricostruisce attraverso le carte e i diari di persone che avevano lavorato con Falcone. Ne emerge un ritratto di uomini e donne di legge (Falcone, la moglie Francesca Morvillo, Rocco Chinnici e altri) caratterizzati dall'aver scelto il coraggio. Coraggio che non impediva la paura.


Dopo dodici anni la scrittrice spagnola Maria Duenas arriva in libreria con "Il ritorno di Sira" (Mondadori - traduz. Eleonora Mogavero e Giuliana Carraro), sequel di "La notte ha cambiato rumore" che aveva venduto in tutto il mondo oltre 5 milioni di copie e aveva ispirato la serie tv "Il tempo del coraggio e dell'amore". Torna, dunque, la protagonista Sira che da sarta a Madrid si era trasformata in spia dei Servizi segreti britannici. In questo secondo volume siamo nel 1945, Sira sposato il collega Marcus e si sposterà in quattro luoghi: Gerusalemme (durante il mandato britannico), Londra, Madrid e Tangeri. Ancora una volta collaborerà con i servizi segreti brittanici, lavorerà per la BBC e seguirà il viaggio di Eva Peron in Spagna.
"Le vie dell'Eden" di Eskhol Nevo e "Nina sull'argine" di Veronica Galletta
"Le vie dell'Eden" è il nuovo romanzo di Eshkol Nevo (Neri Pozza - traduz. Raffaella Scardi). Così come era già accaduto in "Tre piani", uno dei libri più famosi dell'autore israeliano insieme a "Nostalgia" e "La simmetria dei desideri", anche in questo caso si tratta di tre lunghi racconti, accumunati da un elemento: le tre voci narranti sentono la necessità di dare la propria versione dei fatti, per difendersi e forse soltanto per comprendere meglio quanto accaduto. Nel primo racconto c'è un uomo, Omri, che durante un viaggio in Bolivia rimane profondamente affascinato da una donna Mor, che rimane vedova proprio in quel viaggio. Nel secondo racconto un medico, il dottor Caro, si è spinto oltre nei rapporti con una specializzanda. Nell'ultimo una donna viene sospettata per la scomparsa del marito in un frutteto. E' un libro su come la realtà possa essere vista e raccontata da punti di vista diversi, con un costante ribaltamento dei piani.


Nella seconda parte parliamo di "Nina sull'argine" (minimum fax) è il secondo romanzo di Veronica Galletta che aveva esordito con "Le isole di Norman" (Italo Svevo) che aveva vinto il Campiello Opera Prima, mentre questo romanzo è arrivato in finale al Premio Strega. Si racconta la storia di una donna, Caterina, ingegnere che riceve il suo primo incarico come direttore lavori per la costruzione di un argine e opere idrauliche. La dedizione e l'impegno che Caterina mette in questo lavoro sono anche un modo per superare un abbandono, perché il compagno Pietro è andato via di casa. Nel cantiere, dove deve affrontare un atteggiamento maschilista, Caterina incontra un operaio che le dà indicazioni importanti sul lavoro, ma anche sulla vita.
"Come vento cucito alla terra" di Ilaria Tuti e "Il profilo dell'altra" di Irene Graziosi
Un ospedale sul fronte di guerra, la Prima Guerra Mondiale, per curare i militari feriti. La particolarità? Ci lavorano solo donne. Donne sono i chirurghi, i medici, le infermiere, il personale. È una realtà realmente esistita e creata nel 1914 da due inglesi: Flora Murrey, anestesista, e Louisa Garret Anderson, chirurga. In "Come vento cucito alla terra" (Longanesi) Ilaria Tuti ripercorre questa storia creando un mix fra fatti reali e trama di fantasia. La protagonista è Caterina Hill, detta Cate, madre italiana e padre inglese, laureata in medicina, ma costretta a esercitare solo nei bassifondi di Londra perché all'epoca le donne medico erano osteggiate. Riceve da Flora e Louisa la proposta di andare in Francia per creare la prima unità chirurgica gestita da donne. All'inizio i pazienti sono restii ad accettare le cure mediche delle donne e sono aggressivi, come Alexander. Poi finiranno per comprendere come queste donne abbiano salvato loro la vita. Non solo quella fisica, ma anche quella mentale attraverso un'attività considerata esclusivamente femminile: il ricamo.


Nella seconda parte parliamo di "Il profilo dell'altra" (e/ o), opera prima di Irene Graziosi. Un romanzo sul mondo degli youtuber e dei content creator (guai a chiamarli influencer!) scritto con sguardo lucido su una realtà che l'autrice conosce bene visto che è co-fondatrice, insieme a Sofia Viscardi, del progetto "Venti". La protagonista è Maia, 26 anni, che dopo la morte della sorella si trasferisce con il fidanzato da Parigi a Milano. Una ragazza che non ha voglia di fare quasi nulla e che finisce per lavorare per Maia, una famosa content creator. Un mondo che Maia guarda con atteggiamento sferzante, così come è sferzante nei confronti di tutta l'umanità che la circonda.
"Le madri non dormono mai" di Lorenzo Marone e "Zucchero bruciato" di Avni Doshi
Cosa vuol dire per una madre crescere il proprio figlio in carcere? Cosa vuol dire per un bambino vivere dietro le sbarre perché la madre è detenuta? Nel romanzo "Le madri non dormono mai"(Einaudi), Lorenzo Marone racconta le storie di madri e di figli che vivono negli Icam, strutture carcerarie dove c'è una detenzione attenuata per le donne che hanno figli fino ai 10 anni di età. Nel romanzo ci sono diversi personaggi e tutti, sia i detenuti che i non detenuti, sono personaggi dolenti, ognuno di loro ha una ferita e tutti finiscono per sentirsi prigionieri di qualcosa. L'attenzione si concentra su Miriam, condannata per aver coperto il marito in un traffico d'armi, e sul figlio Diego, 9 anni. Miriam è una donna dura e diffidente che applica modi bruschi anche nell'educazione del figlio perché teme che possa crescere debole. Diego è un bambino sensibile, che nel rione a Napoli veniva bullizzato, mentre nel carcere si sente paradossalmente al sicuro.


Nella seconda parte parliamo di "Zucchero bruciato" di Avni Doshi (Nord - traduz. Francesca Martucci). "Mentirei se dicessi di non aver mai gioito dell'infelicità di mia madre" inizia così la voce narrante della storia, Antara, una donna che ha avuto una madre egoista e violenta e che decide, nonostante il passato, di prendersi cura della madre Tara, malata di demenza. Il romanzo si svolge in India su due piani temporali: i giorni d'oggi e il passato con la descrizione dell'infanzia della protagonista. Al centro del romanzo c'è dunque questo conflitto: perché prendersi cura di una persona che non si è mai presa cura di te?
Il romanzo, uscito ora in Italia, nel 2020 è stato finalista al Booker Prize ed è stato considerato fra i migliori libri dell'anno dal New York Times.
"Finchè il caffè è caldo" di Toshikazu Kawaguchi e "La fortuna" di Valeria Parrella
Ci sono libri che che hanno successo a distanza di anni dalla pubblicazione oppure godono di un'onda lunga: è quello che sta accadendo al romanzo "Finché il caffè è caldo" del giapponese Toshikazu Kawaguchi. In Italia è stato pubblicato nel 2020 da Garzanti (traduz. Claudia Marseguerra). Nel frattempo sono arrivati in libreria due sequel, eppure è sempre il primo volume a fare capolino periodicamente nelle classifiche. Kawaguchi ha immaginato una caffetteria magica in cui si entra, ci si siede ad un determinato tavolino e nel tempo che si impiega a sorseggiare una tazza di caffè si fa un viaggio nel tempo e si può risalire a un momento della vita in cui si è fatta una scelta sbagliata. Non si può cambiare il passato, ma comunque da questa esperienza si esce confortati.


Nella seconda parte andiamo indietro nel tempo: 79 dopo Cristo, impero romano. Lucio è il figlio unico di una famiglia nobile che vive a Pompei. È cieco da un occhio, è destinato a diventare senatore, ma lui ha un'altra passione: il mare e le navi. Nel romanzo "La fortuna"(Feltrinelli) Valeria Parrella racconta la storia di Lucio che è la storia di qualsiasi ragazzo in qualunque epoca: un ragazzo che vuole realizzare i propri sogni ed è nello stesso tempo determinato, ma rispettoso della famiglia. Il destino farà sì che Lucio si trovi a guidare quasi casualmente una nave nel momento in cui c'è la storica eruzione del Vesuvio che annienta Pompei, Ercolano e le zone circostanti.



Regia: Gianmarco Ferronato
Il Salone del libro
Puntata speciale del Cacciatore di libri realizzata dal Salone del libro di Torino. I temi che animano questa 34esima edizione illustrati dal direttore della manifestazione Nicola Lagioia. E poi un'intervista allo scrittore indiano Amitav Gosh che ha tenuto la lectio inaugurale. Al Salone diversi incontri dedicati ai 30 anni dalla strage di Capaci, fra i quali quello con Roberto Saviano. E poi la passione dei lettori italiani per gialli e noir spiegata da Gianrico Carofiglio e i dati delle vendite nei primi quattro mesi del 2022 diffusi dall'Aie, l'associazione editori: ancora una volta il mercato è trainato dai fumetti.
"Rancore" di Gianrico Carofiglio e "Io, Monna Lisa" di Natasha Solomons
Penelope Spada è tornata. L'ex pm che indaga privatamente solo sui casi che le stanno a cuore è protagonista di "Rancore" di Gianrico Carofiglio (Einaudi). In questo romanzo si inizia a far luce sul passato di Penelope che aveva lasciato la magistratura per aver commesso un errore. Il caso di cui decide di occuparsi è quello di un famoso chirurgo e docente universitario, molto potente, morto di infarto due anni prima: la figlia è convinta che si tratti di omicidio.


Nella seconda parte parliamo di "Io, Monna Lisa" di Natasha Solomons (Neri Pozza - traduz. Laura Prandino). Cosa accadrebbe se la Gioconda, dipinto di Leonardo, una delle opere d'arte più famosa al mondo, dovesse iniziare a parlare? Se potesse raccontare il legame con il suo creatore, ma anche tutte le avventure vissute dal 1504 a oggi? È quello che ha provato a immaginare la scrittrice Natasha Solomons che ricostruisce la storia della Gioconda attribuendole una forte personalità ma soprattutto una voce.
"Volver" di Silena Santoni e "Il silenzio del mondo" di Tommaso Avati
"Volver" di Silena Santoni (Giunti). Un romanzo corale su uno dei periodo più bui della storia dell'Argentina. Siamo nel 1977, un anno dopo il golpe militare che instaurò la dittatura. C'è Martina, studentessa universitaria, che insieme a un gruppo di amici, tutti di origini italiane, inizia a rendersi conto di quanto accade intorno: persone che scompaiono, gente rapita in strada da militari in borghese, violenze. C'è un giovane console italiano che aiuta molte persone in pericolo a scappare dal Paese. In un piano temporale successivo c'è anche un giovane, Jorge, che fa una scoperta inquietante: è stato adottato e suo padre, militare, è stato responsabile dell'uccisione della sua madre biologica.


Nella seconda parte parliamo di "Il silenzio del mondo" di Tommaso Avati (Neri Pozza). Racconta la storia di tre donne Rosa, Laura e Francesca: tre genereazioni di donne affette da sordità. Rosa (la nonna) era un'orfana, adottata da una coppia di mezzadri che in questo modo avevano potuto ottenere dal regime fascista un sussidio. Quando i genitori adottivi si accorgono che la bambina è sorda iniziano a isolarla e lei inventa un personalissimo linguaggio dei segni. Poi c'è la figlia Laura, con la quale Rosa cerca di comunicare con i segni, ma deve scontrarsi con il marito che si oppone con forza e violenza. Infine Francesca, nipote di Rosa, che vive la sordità in un altro periodo storico, ma che si vergogna di usare il linguaggio dei segni.

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