Il cacciatore di libri


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Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei romanzi: dai personaggi ai temi, dalle trame ai retroscena della scrittura. Con uno stile informale Alessandra Tedesco racconta i romanzi e talvolta anche gli aspetti inediti degli autori. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.


Autore: Radio 24
Ultimo episodio: 02/03/24 8:00
Aggiornamento: 05/03/24 3:10 (Aggiorna adesso)
"Pesci piccoli" di Alessandro Robecchi e "Gli occhi di Monna Lisa" di Thomas Schlesser

Torna Carlo Monterossi, autore tv che si diletta nelle indagini aiutando gli investigatori privati Oscar Falcone e Agatina Cirielli. Il nuovo romanzo di Alessandro Robecchi "Pesci piccoli" (Sellerio) è stavolta completamente incentrato su Monterossi, mentre i sovrintendenti di polizia Ghezzi e Carella restano un po' sullo sfondo. Carlo Monterossi, che disprezza la tv del dolore che lui stesso ha contribuito a creare, indaga insieme alla Sistemi Integrati su uno strano furto di soldi e documenti avvenuto in un'impresa che progetta e costruisce grandi opere e che però non vuole coinvolgere la polizia. Il ladro, però, abbandona la refurtiva sulle scale degli uffici e qui viene trovata da Teresa, una delle donne delle pulizie che decide di impossessarsene.

Nella seconda parte parliamo di "Gli occhi di Monna Lisa" dello storico dell'arte francese Thomas Schlesser (Longanesi - traduz. Federica Merati). Racconta la storia di Lisa, 10 anni, che perde la vista per un'ora e i medici non capiscono il perché. Le vengono prescritte alcune sedute dallo psichiatra, ma il nonno, invece di portarla dal medico, decide di accompagnare la nipote ogni mercoledì pomeriggio in un museo per contemplare un'opera d'arte, una sola alla settimana. Una sorta di apprendistato sulla vita attraverso le opere d'arte per la bambina. Ma anche il nonno, attraverso lo sguardo schietto della nipote, trarrà importanti insegnamenti.

"Cuore nero" di Silvia Avallone e "Il delitto della montagna" di Chicca Maralfa

Un romanzo su due esistenze danneggiate dal male: lei il male l'ha compiuto, lui l'ha subìto. Entrambi vivono nel senso di colpa e nella sensazione dolorosa di non avere diritto al desiderio e alla felicità, addirittura di non avere il diritto alla vita. Queste due esistenze sono al centro di "Cuore nero" (Rizzoli) di Silvia Avallone che, con la sua opera prima "Acciaio" diventata anche un film, era stata finalista al Premio Strega nel 2010. In questo nuovo romanzo la protagonista è Emilia che decide di andare a vivere in un minuscolo borgo di montagna abitato solo da due persone. Una di queste è Bruno, un uomo solitario, ferito da quel male che è stato costretto a subire. Emilia, invece, il male l'ha compiuto: quando era adolescente aveva commesso un reato per il quale aveva passato un periodo in carcere. 

Nella seconda parte parliamo di "Il delitto della montagna", un giallo di Chicca Maralfa (Newton Compton Editori) in cui torna per la seconda volta il luogotenente dei Carabinieri Gaetano Ravidà, detto Ninni. Ravidà ha lasciato Bari dopo la fine del suo matrimonio e si è trasferito in Veneto, ad Asiago, dove comanda la locale stazione dei Carabinieri. Mentre si sta occupando di crimini ambientali, si trova a indagare su alcuni omicidi, a iniziare da quello di un uomo ucciso alcuni anni prima e il cui cadavere mummificato viene ritrovato in una cava di marmo.

"Tutti i particolari in cronaca" di Antonio Manzini

A volte Antonio Manzini si prende una pausa dal suo personaggio seriale, Rocco Schiavone, e scrive altro. Come nel caso di "Tutti i particolari in cronaca" (Il Giallo Mondadori). Da una parte c'è un uomo, Carlo Cappai, che lavora da circa trent'anni nell'archivio del Tribunale penale: è un uomo chiuso, solitario, che sembra non avere affetti ma che in realtà cova molta rabbia. Vive in simbiosi con i faldoni dell'archivio tanto che per lui quei faldoni "parlano". Carlo Cappai è un uomo ossessionato dai casi in cui l'imputato è stato "assolto per non aver commesso il fatto", ma per lui c'è il forte dubbio di una magistratura influenzata dal potere. Dall'altro lato, proprio come seconda narrazione alternata alla precedente, ci sono le vicende di un giornalista, Walter Andretti, alle prime armi con la cronaca nera (si era sempre occupato di sport) che deve scrivere di alcuni omicidi. 

In questa intervista Antonio Manzini ci parla del romanzo, ma anche del suo senso di giustizia e, inevitabilmente, di Rocco Schiavone. "Mi piacerebbe scrivere un romanzo con Schiavone in cui però non c'è il morto" - racconta Manzini che poi aggiunge: "Non so quanto andrò avanti con Rocco Schiavone". 

"Il maestro dei sogni" di Marco De Franchi e "Marabbecca" di Viola Di Grado

Un thriller inquietante in cui ci sono il male, i serial killer e la malattia mentale. Parliamo di "Il maestro dei sogni" (Longanesi) di Marco De Franchi, già molto apprezzato con il suo esordio "La condanna dei viventi", un thriller in cui avevano un ruolo determinante i dipinti di Caravaggio. Nel nuovo romanzo tornano alcuni dei personaggi che erano già presenti nel precedente. Innanzitutto torna Valentina Medici, commissario dello SCO (Servizio Centrale Operativo) che era uscita distrutta nel corpo e nella mente dall'indagine precedente, tant'è che vuole abbandonare lo SCO, ma viene ingaggiata dall'Europol. Torna l'esperto di informatica Loris Manna e torna anche Fabio Costa, anche lui uscito con le ossa rotte dalla precedente indagine tanto che aveva abbandonato la Polizia. Dovranno indagare su una rete di serial killer. 

Nella seconda parte parliamo di "Marabbecca" (La nave di Teseo) di Viola Di Grado, Premio Campiello Opera Prima nel 2011 con "Settanta acrilico trenta lana". La protagonista è Clotilde, 35 anni, che subito dopo aver messo fine alla sua relazione con un uomo violento,  Igor, si trova in auto con lui e ha un incidente stradale. Igor entra in coma, Clotilde viene invece ricoverata in ospedale. Qui incontra Angelica, la ragazza che aveva provocato involontariamente l'incidente e che a casa ha una gabbia piena di uccelli. Fra le due nasce prima una forte attrazione e poi una relazione che si complica quando Igor si risveglia dal coma. Come negli altri libri di Viola Di Grado, c'è in questo romanzo, che è un po' un'indagine sul male, una certa inquietudine e una punta di grottesco.

"Sono tornato per te" di Lorenzo Marone e "Le otto vite di una centenaria senza nome" di Mirinae Lee

"Sono tornato per te" (Einaudi) è il nuovo romanzo di Lorenzo Marone, autore di libri come "La tentazione di essere felici", "La tristezza ha il sonno leggero", "Magari domani resto". Questa volta siamo fra il 1936 e il '45, quindi negli anni del Fascismo e della guerra. Il protagonista è Cono, un adolescente figlio di contadini che si innamora di una ragazza, Serenella, figlia di un socialista. In quegli anni difficili i genitori di Cono aderiscono al fascismo per quieto vivere, mentre la famiglia di Serenella è più esposta. All'inizio c'è la storia d'amore fra due adolescenti, poi Cono parte per il servizio militare, va in guerra e dopo il '43 viene catturato dai tedeschi e deportato in un campo di prigionia. Qui inizierà a combattere incontri di boxe contro altri prigionieri, ma anche contro i tedeschi, nel tentativo di salvarsi la vita. 

Nella seconda parte un romanzo doloroso che racconta la vita straordinaria di una donna, la signora Mook, 98 anni, nata quando la Corea era sotto il dominio dell'impero giapponese. Cresciuta in Corea del Nord, era poi scappata in quella del Sud. Il romanzo è "Le otto vite di una centenaria senza nome" della sudcoreana Mirinae Lee (Nord - traduz. Elisa Banfi). La protagonista si trova in una casa di riposo dove una dipendente chiede a cisacun ospite come vorrebbe essere ricordato dopo la morte. La signora Mook si definisce: schiava, artista della fuga, assassina, terrorista, spia, amante, madre. Nel romanzo si raccontano, dunque, le tante vite di questa donna che ha attraversato anni di storia drammatica. Vicende ispirate alla vita reale di una prozia dell'autrice, una delle donne più anziane a fuggire da sola dalla Corea del Nord.

"Alma" di Federica Manzon e "Spilli" di Greta Olivo

Un romanzo sull'identità e sul senso di estraneità, un romanzo sulle radici che possono essere sia appartenenza ma a volte anche gabbia. Parliamo di "Alma" di Federica Manzon (Feltrinelli). La protagonista, Alma appunto, deve tornare a Trieste, città in cui è nata, dopo la morte del padre. È l'occasione per fare i conti con le proprie radici, con il senso di appartenenza e nello stesso tempo anche con il senso di estraneità che a volte si può provare. Un'occasione per ricordare il passato: la vita con la madre, disordinata e fantasiosa, quella con i nonni, ordinata e borghese, gli incontri con il padre, un uomo slavo che attraversa spesso il confine a est portando anche racconti avventurosi (lavorava stretto contatto con il Maresciallo Tito). Ricorda anche l'incontro con Vili, figlio gli amici del padre che vivono a Belgrado e che affidano il piccolo al padre di Alma. Vili che quando cresce e scoppia la guerra nella ex Jugoslavia rivendica con forza la sua appartenenza, al contrario di Alma che fa fatica a confrontarsi con il tema delle radici.

Nella seconda parte parliamo di un romanzo d'esordio: "Spilli" di Greta Olivo (Einaudi). La storia di un'adolescente, Livia, che ha tutte le altalene emotive tipiche di quell'età. Ma per Livia c'è qualcosa in più: la retinite pigmentosa che le farà perdere completamente la vista. Il romanzo racconta in che modo Livia cerchi di attraversare da una parte l'adolescenza e dall'altra tutto il percorso di accettazione della malattia. Fin da piccola ha una miopia precoce e si vergogna di portare gli occiali con lenti sempre più spesse. Poi la diagnosi e a quel punto Livia cerca quasi di nascondere agli altri e a sè stessa la malattia, perché a 15 anni la cosa più importante è essere accettati dagli altri. 

"L'età fragile" di Donatella Di Pietrantonio e "Quello che noi non siamo" di Gianni Biondillo

"L'età fragile" (Einaudi) è il nuovo romanzo di Donatella Di Pietrantonio, Premio Campiello  2017 con "L''arminuta", diventato anche un film. La scrittrice ci porta ancora una volta nel suo Abruzzo per raccontare una storia in cui tutti i personaggi mostrano le proprie fragilità e alcuni di loro devono sopravvivere a un trauma. Lucia è una donna che si sente spesso madre inadeguata, non comprende la figlia Amanda, non lo aveva fatto quando era piccola e non lo fa neanche ora che la ragazza ha lasciato Milano per la pandemia ed è tornata a casa. Lucia ricorda il suo passato, quando a vent'anni l'amica Doralice in compagnia di due turiste era stata aggredita nel bosco: lei si era salvata, ma le altre due erano state uccise. Un trauma destinato a segnare tutta la sua vita. 

Nella seconda parte parliamo di "Quello che noi non siamo" di Gianni Biondillo (Guanda). Racconta il ventennio fascista attraverso le vicende di un gruppo di giovani architetti che incarnavano il razionalismo e pensavano all'ideologia del regime come a un elemento di modernità. Con le leggi razziali del '38, però, molti di loro iniziarono a comprendere le contraddizioni del fascismo e la sua vera natura. Alcuni aderirono alla Resistenza e finirono in carcere, vennero torturati o mandati nei campi di concentramento. Chi farà ritorno avrà, però, comunque la voglia di riprendere a costruire l'architettura di un paese distrutto.

"L'età del male" di Deepti Kapoor (Einaudi) e "Epigenetica" di Cristina Battocletti

Un romanzo crudo e feroce ambientato in India. Il primo volume di una saga che racconta la storia di una famiglia criminale, i Wadia. Parliamo di "L'età del male" di Deepti Kapoor (Einaudi - traduz. Alfredo Colitto). Un romanzo corposo (oltre 600 pagine) composto da tre macrocapitoli, ognuno dei quali con un focus su un personaggio. C'è Ajay, un ragazzo appartenente a una casta di basso livello che da piccolo viene venduto dalla sua famiglia per necessità e poi diventa l'autista di Sunny Wadia, erede della famiglia criminale. Sunny è bello, spavaldo, arrogante e soprattutto incredibilmente ricco. Inizialmente cerca di affrancarsi dall'ombra del padre, il potente Bunty, ma alla fine fa suoi i meccanismi di corruzione e violenza tipici della sua famiglia. Infine c'è Neda, una giovane giornalista, cresciuta con genitori progressisti che si oppongono al sistema delle caste. Neda si innamora di Sunny che rappresenta tutto quello che la sua famiglia detesta. Un romanzo che narra uno spaccato della società indiana, dominata dalla criminalità, dalla corruzione e dalla violenza. 

Nella seconda parte parliamo di "Epigenetica" di Cristina Battocletti (La nave di Teseo). Possono i traumi subiti dai genitori o dai nonni influenzare le nostre vite? Le conseguenze del dolore sono ereditarie? Il romanzo indaga questi temi raccontando la storia di una donna, Maria: un'infanzia vissuta a Grado (siamo alla fine degli anni '70), un padre che abbandona la famiglia, una madre problematica e poi l'affido di Maria e dei fratelli a famiglie diverse. Diventata adulta Maria si trova a fare i conti con un figlio che ha scelto di fare il senzatetto, dopo che lei lo aveva abbandonato da piccolo. Dolore e abbandono, dunque, tornano sempre nella vita di Maria e in questa storia. 

Speciale gialli, thriller e noir

Tradizionale puntata di inizio anno dedicata a gialli, thriller e noir, il genere più amato dai lettori italiani. Parliamo di "L'educazione delle farfalle" di Donato Carrisi (Longanesi), "Soledad" di Maurizio de Giovanni (Einaudi), "La taverna degli assassini" di Marcello Simoni (Newton Compton Editori), "Madre d'ossa" di Ilaria Tuti (Longanesi), "Il dono" di Paola Barbato (Piemme).

Speciale: i romanzi di successo del 2023 (seconda parte)

Seconda parte dello speciale del Cacciatore di libri dedicato ai romanzi pubblicati nel corso del 2023 e che hanno animato le classifiche. Parliamo del successo del genere Romance (con autrici come Erin Doom e Felicia Kingsley), ma anche dello stile romantico tradizionale di Sveva Casati Modignani con "La vita è bella, nonostante" (Sperling&Kupfer). Sentimenti in primo piano anche per Matteo Bussola che in "Un buon posto in cui fermarsi" (Einaudi) indaga le emozioni degli uomini. Successo per Rosella Postorino con "Mi limitavo ad amare te" (Feltrinelli), finalista al Premio Strega, e per Paolo Cognetti con "Giù nella valle" (Einaudi). Nel 2023 c'è stato anche il caso editoriale dell'esordiente Beatrice Salvioni con "La malnata" (Einaudi) e poi i romanzi che prendono spunto dalla storia più o meno recente: "Grande Meraviglia" di Viola Ardone (Einaudi) e "Oro puro" di Fabio Genovesi (Mondadori).

Speciale: i romanzi di successo del 2023 (prima parte)

Puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata ai romanzi pubblicati nel corso dell'anno e che hanno animato le classifiche. Parliamo esclusivamente dei romanzi, senza considerare dunque i saggi, i manuali e i fumetti. Il libro in assoluto più venduto nel 2023, secondo la classifica AIE (Associazione Editori), è stato "Spare - Il minore" del principe Harry (Mondadori). Considerando prettamente i romanzi si segnalano fra gli altri "La portalettere" di Francesca Giannone (Nord), "La vita intima" di Niccolò Ammaniti (Einaudi), "Come d'aria" di Ada D'Adamo (Elliot), vincitore Premio Strega 2023, "Tre ciotole" di Michela Murgia (Mondadori). E poi come sempre grande successo per i noir: "ELP" di Antonio Manzini (Sellerio), "Sorelle" (Rizzoli) e "Soledad" (Einaudi) di Maurizio de Giovanni, "La banda dei carusi" e "Il re del gelato" di Cristina Cassar Scalia, "Madre d'ossa" di Ilaria Tuti (Longanesi). La seconda parte dello speciale andrà in onda sabato 30 dicembre.

Speciale: i romanzi di successo del 2023 (long version)

Puntata speciale del Cacciatore di libri dedicata ai romanzi pubblicati nel 2023 che hanno avuto successo e hanno animato le classifiche. Parliamo, come si fa sempre in questa trasmissione, solo dei romanzi e non dei saggi o dei manuali.

"Soledad" di Maurizio de Giovanni e consigli di lettura per Natale

Il commissario Ricciardi è un personaggio dolente e malinconico, un uomo introverso, schivo e solitario, creato dalla penna di Maurizio de Giovanni e comparso per la prima volta nel 2007 in "Il senso del dolore". Ora è protagonista del romanzo "Soledad - Un dicembre del commissario Ricciardi" (Einaudi). Siamo a Napoli qualche giorno prima del Natale 1939. Il commissario Ricciardi ha perso da alcuni anni la donna della sua vita ed è solo con la figlia Marta di 5 anni. Insieme all'immancabile brigadiere Maione deve indagare sul caso di una giovane donna che viene uccisa in casa mentre la madre disabile, incapace di alzarsi dal letto, si trovava nella stanza accanto. 

Nella seconda parte un po' di consigli per le letture di Natale.

"Un buon posto in cui fermarsi" di Matteo Bussola e "La Sibilla - Vita di Joyce Lussu" di Silvia Ballestra

Dopo aver esplorato le emozioni di personaggi femminili in "Il rosmarino non capisce l'inverno" (uno dei dieci libri più venduti in assoluto nel 2022), Matteo Bussola indaga i sentimenti degli uomini in "Un buon posto in cui fermarsi" (Einaudi), una serie di racconti legati l'uno all'altro. Attraverso varie storie si mettono a nudo le fragilità del maschio, le inadeguatezze, i dolori, le cadute. C'è per esempio un uomo che ha vissuto sempre con l'idea di essere performante e si trova poi davanti alla possibilità di un punto di vista sulla vita diverso, oppure c'è un anziano che si prende cura della moglie malata di Alzheimer, ci sono uomini che fanno fatica a rapportarsi con i figli e poi naturalmente ci sono le relazioni sentimentali anche con i tradimenti.  

Nella seconda parte parliamo di "La Sibilla" di Silvia Ballestra (Laterza), libro che è stato finalista al Premio Campiello 2023. Si racconta la vita di Joyce Lussu definita così: partigiana, poetessa, scrittrice e traduttrice, storica, politica, combattente, medaglia d'argento per la lotta di liberazione, compagna di Emilio Lussu, intellettuale, agitatrice culturale, saggista. Figlia di una coppia di intellettuali antifascisti, Joyce viene educata alla libertà fin da piccola. L'impegno scatta nella testa di Joyce quando è ancora bambina: siamo nel 1924 e il padre subisce un violento pestaggio da parte dei fascisti, episodio destinato a cambiare la vita di tutta la famiglia.

"La taverna degli assassini" di Marcello Simoni e "La piccinina" di Silvia Montemurro

Un giallo ambientato nel 1793 nel Granducato di Toscana firmato da uno degli autori più popolari di gialli storici, Marcello Simoni, che aveva esordito nel 2011 con "Il mercante di libri maledetti". Questo nuovo romanzo, "La Taverna degli assassini" (Newton Compton Editori), è un "giallo dalla camera chiusa": ci sono alcuni personaggi che si trovano in un luogo circoscritto, in questo caso si tratta del castello del barone Calendimarca, c'è un delitto e si deve scoprire il colpevole fra i presenti. Il primo omicidio avviene nelle campagne del castello dove viene trovato un cadavere avvolto da una vite (tutto il giallo riguarda il mondo del vino di fine '700). A indagare viene chiamato Vitale Federici, cadetto di Montefeltro, esiliato da Urbino. 

Nella seconda parte parliamo di "La piccinina" di Silvia Montemurro (e/ o). Siamo a Milano nel 1902: in alcune vie del centro sfilano manifestanti in sciopero. La particolarità? A protestare sono bambine, al massimo adolescenti, le cosiddette "piscinine", ossia apprendiste sarte e modiste fra i 6 e 15 anni. Protestavano per le dure condizioni di lavoro e per ottenere paghe più alte. Spesso più che apprendere un mestiere, queste bambine erano costrette a girare la città per consegnare pacchi pesanti in un contenitore che veniva chiamato "telegramma". Una di loro fu raffigurata nel celebre dipinto "La piscinina" da Emilio Longoni e la sua storia viene raccontata da Silvia Montemurro in questo romanzo. Nora è prima una bambina e poi un'adolescente insicura, balbetta, non sa dare parole ai suoi pensieri. Ma durante lo sciopero avrà un ruolo decisivo. 

"Giù nella valle" di Paolo Cognetti e "Il vento soffia dove vuole" di Susanna Tamaro

Un romanzo che, come scrive l'autore nella postfazione, riecheggia le atmosfere della canzone "Nebraska" di Bruce Springsteen: è "Giù nella valle" (Einaudi) di Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega nel 2017 con "Le otto montagne", diventato anche un film. "Giù nella valle" è un romanzo che con toni rarefatti racconta una storia di sentimenti forti e viscerali, una storia anche di violenza. E' un romanzo corale perché sullo scenario di montagna della Valsesia si muovono diversi personaggi: c'è una coppia di cani (il maschio aggredisce e uccide altri cani, mentre la fammina ha nostalgia del rapporto con gli esseri umani), c'è una guardia forestale, Luigi, sposato con Elisabetta, donna di città trasferita in montagna, poi c'è Alfredo, il fratello di Luigi, e poi ci sono gli alberi. I due fratelli, Luigi e Alfredo, non si vedono da sette anni: Alfredo è tornato in Valsesia dopo la morte del padre e questo ritorno scatena in lui un senso di violenza che negli anni era riuscito solo in parte a controllare. 

Nella seconda parte parliamo di "Il vento soffia dove vuole" (Solferino) di Susanna Tamaro. Un romanzo epistolare che nella struttura ricorda un po' il best seller "Va dove ti porta il cuore" in cui una donna scriveva una lunga lettera alla nipote. In questo nuovo romanzo, una donna, Chiara, decide di scrivere tre lettere: una alla figlia Alisha, una all'altra figlia Ginevra e una al marito Davide. Queste lettere sono per Chiara l'occasione per raccontare la sua vita e anche per confessare alcuni segreti. Chiara comunica alla famiglia che per Natale vorrebbe rimanere da sola nella casa sulle colline dove vivono da alcuni anni. Ed è proprio lo spazio della solitudine che darà a questa donna l'atmosfera giusta per essere sincera con sè stessa e per scrivere di sé nel modo più schietto possibile.

Speciale Giappone: Laura Imai Messina, Francesca Scotti e Kanako Nishi

Puntata speciale dedicata al Giappone: quello raccontato con lo sguardo di due scrittrici italiane che vivono in Giappone da molti anni e quello narrato da una delle scrittrici più popolari nel Sol Levante. 

Si parte con Laura Imai Messina e "Il Giappone a colori" (Einaudi - illustrazioni Barbara Baldi). In questo libro si racconta la storia di alcuni degli oltre mille colori tradizionali giapponesi: dal color piume bagnate di corvo al lama smussata, dal verde cipolla chiaro al color vaghezza. Tradizioni, aneddoti e curiosità su tutte le sfumature che partono dal bianco, dal nero e dal grigio. 

Con Francesca Scotti e il suo "Shimaguni - Atlante narrato delle isole del Giappone" (Bompiani - illustrazioni Kazuhisa Uragami) facciamo un viaggio virtuale fra alcune delle 14mila isole che compongono l'arcipelago giapponese, le più remote, quelle legate a storie e leggende. Un viaggio in cui la protagonista viene accompagnata dai kami (gli spiriti della tradizione nipponica).   

Passiamo poi a una scrittrice giapponese molto famosa in patria dove ha vinto diversi premi letterari: Kanako Nishi. Garzanti ha pubblicato in Italia il suo primo romanzo "La salita verso casa" (traduz. Maria Cristina Gasperini). La storia di una famiglia raccontata a ritroso, per episodi significativi, da uno dei figli Kaoru, il secondogenito sempre un po' schiacciato fra la personalità dirompente del fratello maggiore e la sorella minore Miki definita capricciosa e testarda. Siamo alla vigilia di Capodanno e Kaoru, 22 anni, torna a casa e ricorda alcuni episodi dell'infanzia e dell'adolescenza. Fin dalle prime pagine si capisce che il fratello maggiore è morto e questo ha creato squilibri nella famiglia. 

"L'educazione delle farfalle" di Donato Carrisi e "Una piuma nascosta" di Lisa Ginzburg

Un intreccio ipnotico è alla base del nuovo romanzo di Donato Carrisi "L'educazione delle farfalle" (Longanesi). Un romanzo che solo lentamente diventa un thriller in un crescendo di inquietudine, una storia in cui niente è come sembra e c'è un continuo ribaltamento dei piani. La protagonista è una trentenne, Serena, broker dell'alta finanza milanese, una donna determinata e abituata a pianificare tutto. Inaspettatamente resta incinta e diventa madre quasi contro voglia di una bambina, Aurora. Una madre efficiente, ma anaffettiva che cambia nel momento in cui la piccola Aurora viene data per dispersa durante un campus sulla neve dopo che il convitto dove alloggia viene distrutto da un incendio. Serena non crede alla versione ufficiale delle forze dell'ordine e inizia a indagare in un paese di montagna che le è ostile. 


Nella seconda parte parliamo di "Una piuma nascosta" di Lisa Ginzburg (Rizzoli). La protagonista è Rosa, una bambina di 11 anni, che tutto osserva e molto intuisce. E' figlia dei custodi di una tenuta alle porte di Firenze, la Quercetana. La sua vita cambia quando i proprietari della tenuta, Enrica e Giovanni, adottano un bambino dalla Moldavia, Tan. Rosa resta fin dal primo momento incantata da questo ragazzino nonostante il suo carattere rabbioso e scostante e questo incanto è destinato a segnare tutta la sua vita. Rosa è l'unica che riesce a comunicare con Tan e insieme sviluppano anche un linguaggo segreto, ma durante l'adolescenza i due si separano per poi incontrarsi di nuovo da adulti.

"Teresa Papavero e i fantasmi del passato" di Chiara Moscardelli e "Nostra signora delle nuvole" di Mirko Zilahy

Torna il personaggio di Teresa Papavero creato dalla penna brillante di Chiara Moscardelli. Dopo "Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli" e "Teresa Papavero e lo scheletro nell'intercapedine" arriva il terzo volume "Teresa Papavero e i fantasmi del passato" (Giunti). A proposito di fantasmi, in questo nuovo romanzo, che è un giallo ironico come i precedenti, molti nodi del passato dell'eccentrica criminologa verranno al pettine, a iniziare dai misteri che da sempre accompagnano la scomparsa della madre quando Teresa aveva solo 12 anni.  Intanto, però, ci sono altre indagini da portare avanti: una giornalista di cronaca nera che stava indagando a sua volta su un omicidio era stata uccisa due anni prima e Teresa scopre solo ora che la ragazza aveva cercato di mettersi in contatto con lei per chiederle aiuto. Parallelamente Leonardo Serra, il poliziotto con il quale Teresa aveva avuto una storia d'amore intensa, è infiltrato in una cosca mafiosa, ma Teresa è all'ocuro della sua copertura e crede di essere stata abbandonata.

Il nome di Mirko Zilahy è legato in genere ai thriller: "E' così che si uccide", "La forma del buio", "Così crudele è la fine". Questa volta però Zilahy sceglie di raccontare una storia molto intima, ispirata alla sua vita vera. "Nostra signora delle nuvole" (Harper Collins) narra le vicende di Mirko che nel 1980 ha sette anni ed è letteralmente innamorato di sua madre: Annarita è una donna giocosa che lo fa ridere, gli racconta storie e nel romanzo la sua presenza non è solo presenza fisica, ma presenza affettiva intorno alla quale gira la vita di Mirko e degli altri personaggi. Il lettore segue la vita di Mirko dall'infanzia, con il trasferimento a Latina e l'impatto con i bulli del quartiere, alla vita adulta quando dovrà fare i conti con il dolore della perdita. 


"L'impostore" di Zadie Smith e "Romanzo senza umani" di Paolo Di Paolo

Zadie Smith è una delle scrittrici britanniche più affermate. Padre inglese, madre giamaicana, aveva esordito nel 2000 con "Denti bianchi", un romanzo sullo scontro fra culture e generazioni diventato un caso letterario mondiale. Poi sono seguiti altri libri che si sono sempre concentrati sulla contemporaneità. Per la prima volta, ora, Zadie Smith ha scritto un romanzo storico "L'impostore" (Mondadori- traduz. Dario Diofebi). Tutto prende spunto da un fatto realmente accaduto nell'Inghilterra vittoriana, il caso Tichborne. Siamo nella seconda metà dell'800 e un macellaio sostiene di essere sir Roger Tichborne, un ricco aristocratico dato per disperso anni prima in mare. Ne nasce un processo con il macellaio supportato da un testimone, Andrew Bogle, ex schiavo in Giamaica. All'epoca l'opinione pubblica si divise cosa che accade anche nel romanzo, dove lo sguardo è soprattutto quello di Eliza Touchet, una governante contraria alla schavitù che resta affascinata dal testimone chiave del processo. 

Che cosa ricordano gli altri di noi? È la domanda al centro di "Romanzo senza umani" di Paolo Di Paolo (Feltrinelli). Il protagonista è un quarantenne, Mauro Barbi, fa lo storico di professione e si definisce "un uomo profondamente irritato".  È esperto di piccole glaciazioni e per questo sta compiendo un sopralluogo sul Lago di Costanza, in un inverno in cui il lago è congelato. Durante il viaggio contatta alcune persone del suo passato (per esempio risponde ad una mail dopo 15 anni oppure telefona a persone che non sente da tanto tempo) e lo fa per capire che immagine queste persone si erano fatte di lui. "È arrivato il momento di ricostruire le ragioni di un esodo, lo spopolamento del paesaggio della mia esistenza" si legge nel romanzo.

"La vita è bella, nonostante" di Sveva Casati Modignani e "Era un bravo ragazzo" di Simonetta Agnello Hornby

Un'autrice da 12 milioni di copie: Sveva Casati Modignani è ora in libreria con "La vita è bella, nonostante" (Sperling & Kupfer), ultimo volume di una tetralogia iniziata nel 2017 con "Festa di famiglia" e poi proseguita con "Segreti e ipocrisie" e "L'amore fa miracoli". Romanzi in cui si raccontano le vite, gli amori, i tradimenti di quattro amiche: Carlotta, Maria Sole, Andreina e Gloria. In questo romanzo il focus è sulla madre di Carlotta, Ermellina, che da ragazza era stata costretta ad adeguarsi alle rigide regole della società borghese e conservatrice e che svelerà alla famiglia un segreto del suo passato. 

Nella seconda parte parliamo di "Era un bravo ragazzo" (Mondadori), nuovo romanzo di Simonetta Agnello Hornby. È la storia di formazione di due ragazzi nella Sicilia fra gli anni '60 e '70. Giovanni, orfano di padre, ha vissuto per sette anni con i nonni in un piccolo paese, ma prima di iniziare la scuola media torna dalla madre Cettina a Sciacca dove ritrova l'amico Santino. Giovanni e Santino vivono una profonda amicizia e anche quando le loro strade si divideranno rimarranno sempre in contatto. Entrambi finiscono per adattarsi ai progetti di vita e di carriera che le rispettive madri hanno fatto per loro: Giovanni diventerà avvocato, mentre Santino lavorerà nel settore edile dove entrerà in contatto con persone colluse con la mafia. 

"Grande meraviglia" di Viola Ardone e "Volevamo prendere il cielo" di Federica Bosco

Dopo "Il treno dei bambini" e "Oliva Denaro", in "Grande Meraviglia" (Einaudi) Viola Ardone racconta che cosa accadde dopo la chiusura dei manicomi grazie alla legge Basaglia del 1978. Lo fa attraverso la storia di Elba, una ragazzina nata in manicomio perché la madre era stata rinchiusa mentre era incinta, e lo fa anche attraverso lo sguardo e i ricordi dello psichiatra Fausto Meraviglia che intorno ai 75 anni ricorda quell'esperienza rivoluzionaria vissuta negli anni '80 quando da giovane medico aveva cercato di applicare la legge Basaglia contro le resistente degli altri psichiatri. Ma Meraviglia è uomo pieno di contraddizioni: se era stato uno psichiatra straordinario, per contro, era stato un padre pieno di mancanze e il momento dei bilanci è inevitabile. 

L'amore e l'amicizia sono al centro del nuovo romanzo di Federica Bosco "Volevamo prendere il cielo" (Garzanti). L'amicizia è quella fra Linda (la protagonista) e Corinna: siamo a Verona a metà degli anni '90, le due ragazze frequentano il liceo classico e vengono da classi sociali molto diverse, perché Corinna appartiene a una famiglia decisamente ricca mentre Linda vive una famiglia che ha qualche difficoltà economica. L'amore, invece, è quello che legherà Linda e Leo, uno dei fratelli di Corinna e anche in questo caso la differenza di ceto avrà il suo peso. Il romanzo racconta la vita di Linda da quando ha 17 anni fino ai suoi 45, una vita in cui l'amicizia con Corinna e l'amore con Leo avranno sempre un peso determinante.

"Cuor contento il ciel l'aiuta" di David Sedaris e "Tornare dal bosco" di Maddalena Vaglio Tanet

Quando si parla di letteratura umoristica uno dei primi nomi che viene in mente è quello dello scrittore americano David Sedaris, autore di romanzi, racconti, spettacoli teatrali. Al centro delle opere di Sedaris c'è spesso la vita vissuta, la sua, e quindi il rapporto con il compagno e con la famiglia, cosa che accade anche in "Cuor contento il ciel l'aiuta" (Mondadori - traduz. Gianni Pannofino). È una raccolta di racconti pubblicati su riviste americane che finiscono per costituire un romanzo autobiografico con lo stile ironico e a volte sarcastico di Sedaris. Un romanzo in cui si alternano vicende divertenti a episodi tragici. 

Nella seconda parte parliamo di "Tornare dal bosco" di Maddalena Vaglio Tanet (Marsilio), un romanzo che prende spunto da una vicenda vera. Siamo a Biella nel 1970. La protagonista è una maestra, Silvia, 42 anni, che rimane sconvolta dalla morte di una sua alunna, Giovanna 11 anni, con la quale aveva un rapporto speciale. Si intuisce da subito che possa essere stato un gesto volontario. Silvia si sente in colpa perché aveva segnalato ai genitori di Giovanna che la ragazza aveva saltato la scuola e così decide di entrare nel bosco e far perdere le sue tracce. Tutti la cercano e sarà un bambino a trovarla, Martino, che decide però di mantenere il segreto perché capisce che la maestra ha bisogno di un periodo di solitudine. 

Puntata speciale sul Premio Campiello 2023

Puntata speciale dedicata al Premio Campiello, assegnato il 16 settembre scorso a Venezia. Un'edizione, la numero 61, caratterizzata da libri che virano più verso la forma del saggio che sul romanzo, con le donne che hanno fatto la Resistenza diventate protagoniste. 

Ha vinto "La resistenza delle donne", di Benedetta Tobagi (Einaudi): un libro che racconta come e perché le donne aderirono alla Resistenza. Spesso ignorate dai libri di storia, anche se il loro ruolo nella Resistenza fu determinante. Ha ricevuto 90 preferenze dalla giuria popolare di 300 persone.

Con 10 voti di distacco, l'altro libro che parla di donne e Resistenza: "La Sibilla" di Silvia Ballestra (Laterza), la vita di Joyce Lussu, scrittrice e intellettuale, ma anche partigiana e medaglia d'argento per la lotta di liberazione. 

Al terzo posto "Centomilioni" romanzo d'esordio di Marta Cai (Einaudi): la storia di una donna di 47 anni che vive all'ombra di una madre oppressiva e sembra non avere desideri, finchè si innamora di un suo ex studente. 

Al quarto posto "Diario di un'estate marziana" di Tommaso Pincio (Giulio Perrone Editore). Camminando per Roma, Pincio intreccia la propria vita a quella dello scrittore Ennio Flaiano, dall'amore per il cinema al rapporto altalenante con la città. 

Al quinto posto "In cerca di Pan" di Filippo Tuena (Nottetempo): un libro in cui lo scrittore, alternando la prosa ai versi, gioca con "Le Metamorfosi" di Ovidio. Immagina una nave da crociera che attaraversa i mari della Grecia con a bordo strani personaggi fra cui un poeta che sembra essere condannato all'esilio. 

"La casa del mago" di Emanuele Trevi e "Figli della nuova India" di Pankaj Mishra

Un romanzo intimo e nello stesso tempo universale, un romanzo sul padre, su un padre bizzarro, enigmatico, difficile da comprendere e che ha lasciato il segno. In "La casa del mago" (Ponte alle Grazie) Emanuele Trevi, Premio Strega nel 2021 con "Due vite", racconta il suo rapporto col padre, Mario Trevi, famoso psicoanalista junghiano. Un romanzo di riflessioni profonde (come quelle sui testi di Jung), ma anche un romanzo di una certa leggerezza perché lo sguardo di Trevi scrittore è uno sguardo sereno, talvolta anche divertito. Un romanzo che intreccia la vita del figlio a quella del padre e che mette al centro il destino di una casa, quella in cui Mario Trevi svolgeva le sedute di psicoanalisi.


Nella seconda parte parliamo di un romanzo che fotografa, anche con ferocia, quanto accaduto alla generazione di giovani che negli anni '80 in India ha studiato in istituti prestigiosi per poi sfondare nel mondo della finanza in Occidente. "Figli della nuova India" di Pankaj Mishra (Guanda - traduz. Maria Federica Oddera) racconta la storia di tre giovani,  Arun (voce narrante), Aseem e Vireda che si conoscono nell'Indian Institute of Technology: vengono da famiglie povere con le quali vogliono marcare una distanza e hanno l'ambizione di diventare ricchi. Prenderanno strade diverse e mentre Aseem e Vireda raggiungeranno effettivamente gli obiettivi, con conseguenze però anche impreviste, Arun vivrà con senso di colpa questo processo di affrancamento dalle origini e deciderà di ritirarsi in campagna con la madre. Attraverso la narrazione di Arun il lettore comprende la complessità di un percorso che non è sempre lineare e le contraddizioni che molti di questi giovani che oggi ricoprono anche ruoli importanti hanno dovuto vivere.

"L'ombra del vulcano" di Marco Rossari e "Il passaporto verde" di Zineb Mekouar

Un romanzo in cui si intreccia amore per la letteratura, passione per l'arte della traduzione e dolore per la fine di una relazione. "L'ombra del vulcano" di Marco Rossari (Einaudi) racconta le vicende di un uomo a pezzi dopo la fine di una storia d'amore. Il protagonista è un traduttore che sta lavorando alla traduzione di "Sotto il vulcano" dello scrittore inglese Malcolm Lowry, considerato "uno dei capolavori illegibili del Novecento" che narra l'ultimo giorno di vita di un ex console britannico in Messico dedito all'alcol. Inizia così un gioco di specchi fra la vita del protagonista del romanzo di Marco Rossari e quella del console del romanzo di Lowry. In una Milano deserta in agosto, le riflessioni del protagonista sulla vita e sulla letteratura. 


Nella seconda parte parliamo di "Il passaporto verde" di Zineb Mekouar (Nord - traduz. Giuseppe Maugeri), opera prima della scrittrice franco marocchina che dal 2009 vive a Parigi e che è stata fra i finalisti del prestigioso premio letterario Goncourt per l'opera prima nel 2022. Nel romanzo si raccontano le differenze culturali fra il Marocco e la Francia, soprattutto per quanto riguarda i diritti delle donne. Protagoniste sono due giovani donne: Kenza, che appartiene a una famiglia aristocratica e benestante e frequenta la scuola francese, e Fatiha che è la figlia della domestica. Da piccole si considerano sorelle, ma crescendo le differenze di classe vengono a galla e le due prendono strade diverse con Kenza che va a Parigi. Quando Kenza torna a Casablanca deve fare i conti con questa appartenenza alle due culture, ma anche con il suo passato. 

"Una piccola formalità" di Alessia Gazzola e "Doveva essere il nostro momento" di Eleonora C. Caruso

La leggerezza è il marchio di fabbrica che contraddistingue i romanzi di Alessia Gazzola, da quelli con Alice Allevi a quelli più recenti con Costanza Macallè. Ora è in libreria "Una piccola formalità" (Longanesi) con una nuova protagonista: Rachele, 32 anni, vive a Milano dove fa la giornalista per una testata molto glamour, un ottimo rapporto con i genitori, un fidanzato dall'epoca del liceo. Le cose, però, cambiano nel momento in cui muore uno zio (fratello del padre) che lei non ha mai frequentato e lei deve decidere se accettare l'eredità dopo che suo padre, trincerandosi nel silenzio, ha deciso di rifiutarla. Da qui scatta la curiosità di Rachele per cercare di capire perché suo padre non aveva più rapporti con questo fratello e anche in che cosa consiste l'eredità. Si farà aiutare da Manfredi, un affascinante notaio che era stato suo compagno di scuola.

Nella seconda parte parliamo di un romanzo che fotografa la generazione dei Millennial,  donne e uomini fra i 30 e i 40 anni: "Doveva essere il nostro momento" di Eleonora C. Caruso (Mondadori). Il protagonista è Leo, 34 anni che da Milano va in Sicilia per recuperare un amico entrato in una specie di setta che mitizza gli anni 90: in questa comunità sono stati vietati i cellulari e i contatti con l'esterno tramite radio e tv, sono permessi solo alcuni programmi registrati degli anni 90. Per il capo della setta, Zen, tutto quanto è accaduto dopo il 2001 è definito "mondo in rovina".  E così ci sono i cosiddetti "non nati", ossia i ventenni molti dei quali in burnout da social, i "ritornati" ossia quelli fra i 30 e 40 anni, e infine gli "andati" ossia quelli oltre i 40 anni. Leo finisce per restare nella comunità per alcuni mesi. Il romanzo si apre con Leo che lascia la setta in compagnia di una ventenne che ha conosciuto là con la quale fa un lungo viaggio attraverso l'Italia, l'occasione per un confronto anche generazionale.

Passione Noir/2

Ultima puntata del ciclo del Cacciatore di libri Estate, la seconda che dedichiamo a gialli, thriller e noir, la cosiddetta narrativa di genere. Interviste a Maurizio de Giovanni, autore molto amato dai lettori con i suoi diversi protagonisti seriali, Ilaria Tuti con il nuovo romanzo con Teresa Battaglia, Paola Barbato e lo spagnolo Javier Castillo con due thriller psicologici. Ospite del Caffè letterario: Viviana Peloso, responsabile della libreria Vecchie Segherie a Bisceglie, in Puglia.

La Storia nelle storie

La Storia, quella con la S maiuscola, che finisce nelle storie narrate nei libri. I romanzi protagonisti di questa puntata del Cacciatore di libri Estate sono quelli che traggono spunto da vicende realmente accadute o da personaggi che hanno fatto la Storia. Interviste a Fabio Genovesi, con il suo romanzo sull'impresa delle caravelle di Cristoforo Colombo, Andrea Pomella che si è ispirato alle vicende di Aldo Moro, Alessandro Milan con le storie di persone che hanno fatto la Resistenza a Milano e Alessandra Selmi che ha raccontato la storia imprenditoriale della famiglia Crespi. Ospite del Caffè lettarario per i consigli di lettura: Francesca Crescentini (Tegamini) traduttrice e content creator.

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