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Storie, notizie, analisi, per raccontare ogni giorno tutto ciò che accade fuori dai confini italiani. Fatti apparentemente lontani che ci riguardano sempre di più, quotidianamente. Dopo un anno di reportage, Giampaolo Musumeci posa lo zaino, accende il microfono e accoglie reporter, fotografi, analisti, i più autorevoli a livello internazionale.


Autore: Radio 24
Ultimo episodio: 20/03/26 18:00
Aggiornamento: 22/03/26 5:10 (Aggiorna adesso)
Ieri il Consiglio europeo, ma dov'è l'Europa?

I rapporti tra i leader dell'Unione Europea e il primo ministro ungherese Viktor Orbán sono sempre più tesi, dopo il veto posto dal presidente ungherese al finanziamento di 90 miliardi destinato all'Ucraina. Ne parliamo con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea all'Università di Bologna.

Israele continua a bombardare il Libano e punta a spingere Hezbollah oltre il fiume Litani. Sentiamo Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore in Libano, e Francesca Lazzari, responsabile AVSI dei progetti in Libano.

Al via il consiglio europeo

La politica estera entra nell'agenda del Consiglio europeo che si appresta a discutere di sostegno all'Ucraina, energia, allargamento e difesa europea. Ne parliamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la Ricerca dell'Ispi, e Antonella Scott, giornalista de Il Sole24Ore esperta di Russia.

Le affermazioni contraddittorie di Tulsi Gabbard, direttrice dell'intelligence nazionale, davanti alla Commissione per l'intelligence del Senato a Washington gettano un'ulteriore ombra sull'operato di Donald Trump e la scelta di entrare in guerra con l'Iran. Commentiamo con Roberto Menotti, vice direttore di Aspenia.

Guerra del Golfo: Usa imbottigliati, Nato in crisi

La guerra del Golfo si conferma un importante banco di prova per ordini e alleanze internazionali. Così l'aiuto negato nello Stretto di Hormuz è costato ai Paesi europei le critiche del presidente Donald Trump che è tornato a inveire contro la Nato "inutile e ingrata". Intanto, gli Stati Uniti continuano ad assestare colpi alla catena di comando iraniana mentre Israele intensifica gli attacchi nel Sud del Libano e a Beirut. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore a Beirut, Filippo Dionigi, Senior Lecturer in Relazioni Internazionali all'Università di Bristol, Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell'Ispi, e con Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation.

La guerra del Golfo: uccisi due leader iraniani

Nel diciottesimo giorno di guerra, Israele ha comunicato di avere ucciso Ali Larijani, tra i leader più in vista del regime iraniano ancora sopravvissuti. Oltre a lui, sarebbe morto in un altro attacco anche Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij, responsabili della dura repressione contro i manifestanti antigovernativi. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento, Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore a Beirut, e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.

Hormuz: la guerra di Trump e Bibi, la guerra di tutti

Il Regno Unito e la Germania hanno respinto l'eventualità di una missione della Nato per scortare le imbarcazioni in transito nello stretto di Hormuz, in risposta alle pressioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha chiesto aiuto anche ad altri alleati e alla Cina. Nemmeno l'Italia ha ceduto sulla missione Aspides. "La missione - ha dichiarato il ministro Tajani - resta difensiva e non può essere dirottata nello Stretto". Ne parliamo con Alessio Patalano, professore di War & Strategy al King's College di Londra, Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa, e con Michele Valensise, presidente dell'Istituto Affari Internazionali.

Terza guerra del Golfo, 14esimo giorno

Sotto il caos più evidente scaturito da questa guerra, si intrecciano reazioni a catena che mettono in contatto le tensioni e i conflitti, rendendo la crisi globale più interconnessa di quanto sembri e ulteriormente pericolosa. A quattordici giorni dall'inizio della campagna congiunta israelo-americana contro l'Iran, la nuova guerra mediorientale si sta allargando oltre i confini regionali. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore a Beirut, Veronica Gennari, giornalista a Parigi, e con Giuseppe Dentice, analista Osmed (Osservatorio Mediterraneo) dell'Istituto di Studi Politici S. Pio V.

Guerra del Golfo: quando finirà?

Donald Trump pensava di applicare all'Iran la sua logica fatta di pragmatismo e soluzioni veloci. Eppure, l'Iran resiste e da filo da torcere agli avversari, nonostante gli attacchi praticamente ininterrotti da giorni. Secondo alcune fonti della Reuters, alcuni report redatti dall'intelligence americana parlerebbero di una "leadership iraniana ancora sostanzialmente intatta, che non rischia di crollare nell'immediato". Ne parliamo con Francesco Semprini, inviato a Erbil, lavora con La Stampa, Federica D'Andrea, operatrice WeWorld in Libano, e con Minoo Mirshahvalad, ricercatrice in Sociologia, Università di Copenhagen.

Iran, nel mirino i Paesi del Golfo

In Medio Oriente c'era un'oasi di pace che oggi è bersaglio privilegiato dell'Iran. Fin dai primi giorni di guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele, Qatar, Emirati Arabi, Kuwait, Bahrein e Arabia Saudita hanno subito attacchi in corrispondenza delle basi americane ma anche di pozzi petroliferi e infrastrutture civili. Ma perché la monarchie del Golfo non rispondono? Ne abbiamo parlato con il generale Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione ICSA, Eleonora Ardemagni, ricercatrice senior di Ispi, e con Sissi Bellomo, giornalista del Sole24Ore esperta di materie prime.

Iran, Zelensky offre aiuto contro i droni Shahed

Mentre si intensificano i bombardamenti contro l'Iran e il Libano, i protagonisti di un altro conflitto, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin osservano e studiano la prossima mossa. Così, da una parte, Putin sente il suo omologo americano al telefono e attende di trarre vantaggio dallo stop alle limitazioni sull'acquisto del petrolio russo, mentre Zelensky offre droni ed expertise ucraino ai Paesi del Golfo colpiti. Ne parliamo con Valeria Rando, giornalista freelance a Beirut, Paolo Magri, presidente del comitato scientifico di Ispi, e con Micol Flammini, giornalista del Foglio e autrice di "La cortina di vetro. Vecchie paure e nuovi confini. L'Europa dell'est oltre il passato sovietico" (Mondadori).

La guerra del petrolio, del gas e dell'acqua

Non solo i pozzi petroliferi. Nel mirino delle parti coinvolte nella guerra del Golfo, ora ci sono anche gli impianti di desalinizzazione dell'acqua. Perché l'acqua è una risorsa vitale e la sua assenza può mettere in seria difficoltà il nemico. Ne parliamo con Filippo Menga, professore di Geografia all'Università di Bergamo, Shirin Zakeri, ricercatrice e docente di Storia e Istituzioni dell'Asia occidentale presso Unitelma Sapienza, e con Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreign Relations.

Libano: caos e bombe, la resa dei conti

Il 5 marzo il Libano è sprofondato nel caos a causa di un ordine di evacuazione di portata inedita diffuso dall'esercito israeliano. La situazione libanese è diversa da quella degli altri fronti di questa guerra regionale. L'accordo per il cessate il fuoco raggiunto nel novembre 2024 prevedeva il disarmo di Hezbollah, ma le autorità libanesi non hanno potuto applicarlo a causa del rifiuto della milizia sciita. Ne parliamo con Mauro Pompili, giornalista a Beirut, e con Mario Del Pero, professore di Storia internazionale a Sciences Po.

Guerra del Golfo: il fattore kurdo, il mistero azero

Secondo il Washington Post, Donald Trump avrebbe offerto "ampia copertura aerea" e altri aiuti ai curdi iraniani anti-regime per conquistare parti dell'Iran occidentale. Nel frattempo, è giallo sui droni sull'aeroporto di Nakhchivan, exclave dell'Azerbaigian che si trova tra Iran, Armenia e Turchia. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, giornalista de Il Sole24Ore ora a Tel Aviv, Nello Del Gatto, nostro collaboratore a Gerusalemme, e con Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa.

Guerra del Golfo: l'Iran e la strategia del caos

Dopo i Paesi del Golfo, oggi la Turchia viene in qualche modo "toccata" dal conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran. Munizioni balistiche sparate dall'Iran verso la Turchia sono state infatti neutralizzate dalle unità della Nato, in quello che appare come uno scenario di guerra sempre più caotico. Ne parliamo con Tara Riva, analista italo-iraniana specializzata in relazioni internazionali, Antonino Occhiuto, analista di Gulf States Analytics, e con Giampiero Massolo, direttore dell'Osservatorio sul rischio geopolitico - Università LUISS Guido Carli.

Macron pronto ad aprire l'ombrello (nucleare)

Mentre il Presidente americano Trump fa sapere, con sfida, che "non si annoia" a fare la guerra, anche se questa dovesse durare più rispetto alle quattro settimane previste, l'omologo francese Macron aumenta l'arsenale nucleare, annunciando che la quantità di testate verrà coperta da segreto di Stato. Intanto l'Idf avanza nel sud del Libano, via terra.

Con noi oggi Luigi Narbone (Docente del Master in Mediterranean and Cooperation and Security e del Master in International Public Affairs della Luiss School of Government, già Ambasciatore UE presso i Paesi del Golfo), Alessandro Marrrone (responsabile del Programma "Difesa, sicurezza e spazio" dello IAI), Lorenzo Bianco (responsabile programmi AVSI in Libano) e l'inviato speciale de Il Sole 24 Ore, Roberto Bongiorni.

Usa-Iran, la guerra della resa dei conti

La guerra in Iran, cominciata nella notte tra il 27 e il 28 febbraio, è diventata presto una guerra regionale, e forse anche di più. Iran, Stati Uniti, Israele, Libano e Paesi del Golfo sono finora gli attori più coinvolti in quello che è il più imponente tentativo di ridisegno del Medio Oriente degli ultimi ottant'anni. Ne parliamo con Paolo Magri, presidente del comitato scientifico di Ispi, Maziyar Ghiabi, direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter, e con Riccardo Sessa, già ambasciatore a Teheran e direttore della SIOI.

Pakistan-Afghanistan: confini chiusi, guerra aperta

Afghanistan e Pakistan sono di nuovo allo scontro armato. I bombardamenti sono ripresi, dopo l'escalation dello scorso ottobre e l'annunciato accordo per un cessate il fuoco più fragile che mai. Su X il ministro della Difesa di Islamabad, Khawaja Asif, ha scritto che "la pazienza è finita" ed è "guerra aperta" all'Afghanistan in cui dal 2021 sono di nuovo al potere i Talebani. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole24Ore dall'Asia Meridionale.

Il Green Party of England and Wales ha vinto un'elezione suppletiva parlamentare in Inghilterra, ottenendo un risultato storico che rafforza il piccolo partito ambientalista e rappresenta un duro colpo per il primo ministro Keir Starmer, con il suo Labour Party relegato al terzo posto. Ne parliamo con Arianna Giovannini, professoressa di Sociologia politica all'Università di Urbino Carlo Bo.

Cuba e Iran, il vecchio asse del male che se la passa male

Mentre Cuba è sempre più isolata, senza forniture di petrolio, medicine e dei più essenziali beni di prima necessità, un incidente tra la Guardia costiera cubana e un motoscafo americano rischia di peggiorare la situazione. Ne parliamo con Roberto Da Rin, giornalista de Il Sole 24Ore, esperto di America Latina.

A Ginevra riprendono i colloqui tra Stati Uniti e Iran, in un clima di crescente tensione e scarsa volontà di accondiscendenza tra le due parti. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.

Discorso sullo stato dell'Unione: la Golden Age degli Stati Uniti

Nella notte tra martedì e mercoledì, Donald Trump ha tenuto il tradizionale discorso sullo stato dell'Unione. Due ore di elogi alla sua amministrazione, per presentare una nazione "più forte che mai, rispettata e temuta dai nemici". Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.

Ucraina, 4 anni di guerra: le persone, la politica, i confini

È un anniversario tragico quello dei quattro anni dall'inizio dell'invasione militare russa dell'Ucraina. Con l'avvicinarsi della primavera, l'Ucraina emerge a fatica da quello che è stato definito l'inverno più duro dall'inizio dell'invasione. Non solo per le temperature rigide ma anche per il puntuale e continuo attacco russo alle infrastrutture energetiche del Paese. Ne parliamo con Gigi Donelli, nostro inviato a Kiev, Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreign Relations, Josep Escoda, capo missione di Cesvi in Ucraina, Gabriella Salemme, responsabile progetti Avsi in Ucraina, e con Sarah A. Topol, firma di punta del Ny Times Magazine.

Messico nel caos: la guerra contro i cartelli, la guerra dei cartelli

L'uccisione in Messico di Nemesio Oseguera, detto "El Mencho", uno dei narcotrafficanti più ricercati al mondo, ha provocato una serie di violenze che hanno coinvolto diversi stati del Paese. Ne parliamo con Laura Daverio, giornalista freelance, sitrova a Città del Messico, e con Antonella Mori, responsabile del programma "America Latina" dell'ISPI.

Usa-Iran, venti di guerra

Trump ha affermato che sta prendendo in considerazione un attacco limitato contro l'Iran per costringere Teheran ad accettare la richiesta statunitense per un accordo sul nucleare. Nel frattempo, le forze americane schierate intorno all'Iran aprono a scenari non proprio rassicuranti. Ne parliamo con Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa.

La guerra in Ucraina sta cambiando la geografia del Paese. Ne parliamo con Gigi Donelli, inviato di Radio24 a Kharkiv.  

Epstein files, arrestato l'ex principe Andrea

Il Regno Unito è sotto shock. L'ex principe Andrea è stato arrestato dalla polizia britannica con l'accusa di aver condiviso informazioni riservate con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein nella sua ex veste di emissario commerciale del governo di Londra. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista, nostra collaboratrice a Londra.

In questa fase di caos, c'è un ulteriore elemento che potrebbe sovvertire gli equilibri geopolitici a cui siamo abituati: l'intelligenza artificiale. E proprio l'IA è il tema del summit  che si sta svolgendo a New Delhi, con la partecipazione dei più importanti attori tecnologici del mondo. Ne parliamo con Marco Masciaga, corrispondente del Sole 24Ore a New Delhi, e con Manfredi Valeriani, docente di Analisi di Rischio Politico e Coordinatore Scientifico del Centro Studi Strategici Internazionali della LUISS.

Francia, la morte dell'attivista di destra e la tempesta sulla sinistra

La Francia è sotto shock dopo l'uccisione di Quentin, lo studente picchiato a morte giovedì scorso dai gruppi antifascisti al sit in pacifico del collettivo femminista identario Nemesis. Ieri in tutta la nazione si sono svolte manifestazioni in sua memoria per chiedere giustizia. Ne parliamo con Veronica Gennari, giornalista freelance a Parigi.

Ginevra, capitale della diplomazia

Gli occhi del mondo sono puntati su Ginevra, oggi al centro della diplomazia mondiale: nella città svizzera si sono tenuti i negoziati indiretti tra Usa e Iran sulla questione nucleare, ma anche un trilaterale Kyiv-Mosca-Washington per cercare di porre fine alla guerra in Ucraina. Ne parliamo con Paolo Magri, presidente del Comitato Scientifico dell'ISPI, e con Tara Riva, analista italo-iraniana specializzata in relazioni internazionali.

Epstein nel mondo: racconti e ricadute

I file Epstein hanno scandalizzato il mondo intero ma come vengono raccontati? Su quali aspetti pongono maggiore enfasi i media russi, cinesi o indiani? Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter, Zeno Leoni, professore di Relazioni internazionali al King's College di Londra, Diego Maiorano, professore di Storia Contemporanea dell'India all'Università Orientale di Napoli, e con Marta Allevato, giornalista Agi e co-curatrice della newsletter "Russia e altrove".

Dalle Fiandre alla Baviera, l'Europa a tante velocità

Dopo la riunione nelle Fiandre voluta da Italia e Germania, i Paesi europei si sono ritrovati oggi per la Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Unanime è stata la constatazione di uno scenario di disordine, di relazioni precarie, che richiede di ripensare l'approccio alla sicurezza e all'autodifesa. Ne parliamo con Beda Romano, corrispondente de Il Sole 24Ore a Bruxelles, e con Alessandro Marrone, responsabile del programma "Difesa, sicurezza e spazio" dell'Istituto Affari Internazionali.

Elezioni in Bangladesh. Commentiamo il risultato con Marco Masciaga, corrispondente de Il Sole 24Ore dall'Asia Meridionale.

Elezioni in Ucraina, ma davvero si può fare?

Secondo quanto riporta il Financial Times, Zelensky starebbe pianificando elezioni presidenziali da tenere in primavera, da affiancare a un referendum su un accordo di pace. La decisione arriverebbe dopo le pressioni dell'amministrazione Trump, che avrebbe chiesto a Kiev di andare al voto entro il 15 maggio, pena il rischio di perdere le garanzie di sicurezza degli Stati Uniti. Ma quanto è fattibile un'elezione durante una guerra? Entro quale perimetro giuridico si collocherebbe questo voto? Lo chiediamo al professor Francesco Clementi, professore di Diritto pubblico comparato all'Università La Sapienza.

Netanyahu a Washington: il nodo Iran

E' in corso un altro incontro, alla Casa Bianca, tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump. Stavolta Bibi cercherà di impedire un negoziato al ribasso fra Washington e Teheran ma non potrà ignorare l'alt posto da Trump sulla Cisgiordania. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.

I progetti sugli Eurofighter di sesta generazione in Europa. Ne parliamo con Pasquale Preziosa, già capo di Stato maggiore dell'Areonautica militare, presidente dell'Osservatorio Eurispes sulla sicurezza.

Cuba e Venezuela "cortili di casa"

Mentre Cuba si vede costretta a interrompere i collegamenti aerei per la mancanza di cherosene, ci si domanda cosa possa accadere adesso in Venezuela, sotto la guida di Dely Rodriguez. Ne parliamo con Baldo Sansò, ex consulente del governo venezuelano, e con Roberto Da Rin, giornalista de Il Sole 24Ore esperto di America Latina.

Israele ha annunciato nuove misure unilaterali che rafforzano ulteriormente il suo controllo sulla Cisgiordania. Ne parliamo con Roberto Da Rin, inviato de Il Sole 24Ore a Gerusalemme.

Valanga Epstein a Londra

Prima Mandelson, poi McSweeney, infine Tim Allan. A Londra, i file Epstein si sono abbattuti sul governo facendo cadere alcuni degli uomini più vicini al primo ministro Keir Starmer. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista a Londra.

Una scommessa vinta, una vittoria elettorale netta. La coalizione di governo della prima ministra giapponese Sanae Takaichi, in carica da ottobre, ha vinto con grandissimo margine le elezioni parlamentari anticipate. Ne parliamo con Giorgia Pompili, giornalista esteri de il Foglio e autrice della newsletter Katane.

Non solo una crisi identitaria. Ora la crisi dell'Onu è anche finanziaria. In uno dei momenti più tesi e con più conflitti della storia, l'Organizzazione delle Nazioni Unite deve fare i conti anche con il bilancio in rosso. Commentiamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la ricerca dell'ISPI.

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