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Storie, notizie, analisi, per raccontare ogni giorno tutto ciò che accade fuori dai confini italiani. Fatti apparentemente lontani che ci riguardano sempre di più, quotidianamente. Dopo un anno di reportage, Giampaolo Musumeci posa lo zaino, accende il microfono e accoglie reporter, fotografi, analisti, i più autorevoli a livello internazionale.


Autore: Radio 24
Ultimo episodio: 07/05/26 17:20
Aggiornamento: 07/05/26 18:10 (Aggiorna adesso)
Regno Unito, il voto banco di prova per Starmer

Speranza o condanna? Dal Libano, Giampaolo Musumeci racconta come i cittadini libanesi vivono la presenza di Hezbollah, se vi si identificano o, al contrario, vorrebbero liberarsene per sempre.

Le elezioni locali nel Regno Unito sono una cartina tornasole importante per capire come si sta evolvendo la politica nel Paese. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, giornalista e producer, nostra collaboratrice a Londra.

Dopo i momenti di tensione tra il presidente americano Donald Trump e Papa Leone XIV, Marco Rubio si reca in Vaticano. Il commento con Carlo Marroni, vaticanista de Il Sole24Ore.

Da Dahye a Hormuz, tra annunci di resistenza e dichiarazioni di caos

La Casa Bianca e l’Iran sarebbero vicini a un’intesa preliminare su un memorandum d’intesa di una sola pagina, composto da 14 punti, per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare. Ne parliamo con Mario Del Pero, docente Storia internazionale a SciencesPo, e con Carla Bassu, docente di Diritto pubblico comparato all'Università di Sassari.

Dal Libano a Hormuz: la tregua sempre più fragile

Mentre Hezbollah tenta di rialzare la testa nel Sud del Libano, lo Stretto di Hormuz rimane l’epicentro delle tensioni tra Stati Uniti e Iran dopo che ieri una nave sudcoreana è andata in fiamme. L’amministrazione Trump afferma di avere il pieno controllo sul passaggio che definisce “aperto”. Teheran replica che nessuna nave commerciale ha attraversato il Golfo. Ne parliamo con Roberto Menotti, vice direttore di Aspenia, e con Alessandro Marrone, responsabile del programma “Difesa, sicurezza e spazio” dell’Istituto Affari Internazionali.

Libano: il grande ferito

Frizioni sociali che si rafforzano, villaggi distrutti, cittadini che restano ai margini, come anziani e disabili. Giampaolo Musumeci va in onda dal Libano per raccontarci le ferite di un popolo schiacciato tra due contendenti, Israele e Hezbollah.

Gli Stati Uniti hanno annunciato l’avvio di un’operazione militare per liberare le navi bloccate nello stretto di Hormuz. Secca è stata la replica di Teheran che ha avvertito: “Qualsiasi interferenza americana sarà considerata una violazione del cessate il fuoco". Ne parliamo con l'ambasciatore Pasquale Ferrara, docente di Diplomazia alla LUISS Guido Carli, e con Alessio Patalano, docente di War & Strategy al Department of War Studies del King’s College di Londra.

La Flotilla sequestrata in acque internazionali

"Le azioni di Israele di questa sera segnano una escalation pericolosa e senza precedenti: il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Sia chiaro di cosa si tratta. Si tratta di pirateria". Così, in una nota diffusa nella notte, la Global Sumud Flotilla. Ne parliamo con Antonio Leandro, professore di Diritto internazionale del mare all’Università Aldo Moro di Bari.

La telefonata Trump-Putin, l'audizione di Pete Hegseth a Capitol Hill e i conti della guera che non tornano. Ne parliamo con Eleonora Tafuro, analista ISPI per l'area Russia, Caucaso e Asia Centrale, e con Giampiero Massolo, direttore dell'Osservatorio sul rischio geopolitico - Università LUISS Guido Carli.

Le tensioni nel Golfo e la faida tra monarchie

Motivazioni strettamente economiche e motivazioni politiche. Sono le due direttrici da seguire per comprendere l'uscita degli Emirati Arabi Uniti dall'Opec dopo quasi 60 anni. Ne parliamo con Emily Tasinato, visiting fellow presso Fondazione FCS, esperta di Paesi del Golfo.

Tra cerimonie e complimenti, Re Carlo e il presiente americano Donald Trump celebrano l'amicizia secolare che unisce i loro due Paesi. Ne parliamo con Tiziana Prezzo, corrispondente di Sky Tg24 a Londra.

Nella giornata di ieri la procura di Vilnius, capitale della Lituania, ha rivelato di aver sventato un piano per uccidere due attivisti politici anti-Cremlino. L’operazione condotta da procura, polizia e agenzie di intelligence ha condotto allo smantellamento di una rete internazionale di agenti reclutati dal GRU, i servizi segreti militari russi, e all’arresto di nove persone di varie nazionalità (cittadini russi, bielorussi, georgiani, moldavi e greci). Ne parliamo con Aušra Jurgauskait?, giornalista di Žini? radijas, radio lituana.

Re Carlo e il soft power oltreoceano

Dopo lo strappo con il primo ministro Keir Starmer per divergenze sull'intervento in Iran, Donald Trump ospita a Washington Re Carlo e la Regina Camilla. Una visita importante, che si svolge nel quadro delle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell'Indipendenza americana, e che ha il sapore di un tentativo di riconciliazione tra le due sponde opposte dell'Atlantico. Ne parliamo con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.

Mentre i negoziati tra Iran e Stati Uniti vacillano, volgiamo lo sguardo all'interno dell'Iran per capire meglio il suo complesso sistema di potere, quanto la popolazione lo appoggi e quale sia la reale situazione economica del Paese. Lo facciamo con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro Studi sull'Iran all'Università di Exeter.

Attentato a Trump: le polemiche sulla sicurezza

I colpi d'arma da fuoco, poi tutti a terra. Così quella che doveva essere una serata di gala con i corrispondenti, per Donald Trump si è trasformata in una serata di paura. Un uomo, Cole Tomas Allen, ha aperto il fuoco nella lobby dell'hotel Hilton di Washington dove si stava svolgendo l'evento non riuscendo però a raggiungere il presidente e il suo staff. Ne parliamo con Carlo Biffani, esperto di terrorismo, intelligence e security.

Le prime elezioni locali palestinesi in decenni si svolgono tra le divisioni politiche e geografiche imposte dalla guerra di Israele contro Hamas. Nella Striscia di Gaza si vota solo in un solo Comune. Ne parliamo con Meron Rapoport, editor di +972 Magazine.

Le autorità del Mali hanno annunciato domenica la morte del ministro della Difesa, il generale Sadio Camara, ucciso sabato in un assalto condotto da jihadisti e ribelli. Ne parliamo con Alberto Magnani, corrispondente del Sole24Ore a Nairobi.

Iran, Trump non ha fretta, il mondo sì

Mentre i negoziati di Islamabad sono in stallo, il presidente Donald Trump risponde ai giornalisti che lo incalzano sul termine del conflitto che non c'è fretta e che gli Stati Uniti, in passato, hanno preso parte a conflitti ben più lunghi. Intanto però il prezzo del petrolio sale e l'incertezza economica si diffonde a macchia d'olio, andando ad alimentare il dibattito politico, come quello ora in corso a Cipro, tra i capi di stato e di governo dell'Unione europea. Ne parliamo con Francesco Semprini, inviato di La Stampa a Islamabad, Michela Mercuri, docente di Storia dei Paesi musulmani all'Università di Padova, e con Alessandro Marrone, responsabile del Programma “Difesa, sicurezza e spazio” di IAI, Istituto Affari Internazionali.

Europa riunita a Cipro

Come davanti alla pandemia, la Commissione crede che sia necessario maggiore coordinamento tre i Paesi dell'Ue in questa fase storica di grande incertezza. È il senso dell'incontro di oggi a Cipro, dove i capi di stato e di governo si sono riuniti per mettere a punto risposte collettive più efficaci davanti al problema della sicurezza e dello shock energetico. Ne parliamo con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea all'Università di Bologna.

Le delegazioni di Israele e del Libano si sono incontrate a Washington per una proroga del cessate il fuoco. Ne parliamo con Giuseppe Dentice, analista OsMed (Osservatorio Mediterraneo) dell'Istituto di Studi Politici S. Pio V.

La propaganda tra Bibbie, mattoncini Lego e insulti

Dal manifesto di Palantir alla lettura della Bibbia nello studio ovale. L'inedita commistione di sacro, profano e Tech tutta americana. Dino Amenduni, esperto in comunicazione politica e socio di Proforma; Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po.

Meloni insultata dal presentatore russo Vladimir Solovyov. Marta Allevato, giornalista Agi e co-curatrice della newsletter "Russia e altrove".

Palantir: il manifesto tech per il mondo che verrà

Mentre ci interroghiamo sulla fine della diplomazia per come l'abbiamo sempre conosciuta, c'è una nuova visione del mondo, proposta da alcuni imprenditori del Tech, che sta facendo discutere. In particolare, sabato 18 aprile il colosso della data intelligence Palantir ha pubblicato un breve trattato in 22 punti che definisce la visione del mondo dell’azienda e che - secondo i principali media di tutto il mondo, commentatori e osservatori - equivarrebbe a un manifesto politico della Silicon Valley nell’era dei MAGA e dell’intelligenza artificiale. Ne parliamo con Raffaele Mauro, partner di Primo Capital.

Bulgaria: vince Radev, è la nuova Ungheria?

Dopo le elezioni in Ungheria, la diplomazia europea non ha fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo che l'euroscettico e filorusso Rumen Radev ha conquistato la maggioranza assoluta in Bulgaria con oltre il 44,7% dei voti. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24.

Il mondo intero guarda a Islamabad, dove sono attesi i colloqui tra le delegazioni statunitense e iraniana. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.

Riunione dei Volenterosi all'Eliseo

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono arrivati all'Eliseo per partecipare al vertice dei volenterosi. Oltre a discutere del sostegno all'Ucraina, si affronterà un tema più divisivo, ovvero la condotta da seguire sullo Stretto di Hormuz. Ne parliamo con Veronica Gentile, collaboratrice a Parigi.

La tregua tra Libano e Israele. Giuseppe Dentice, analista dell'Osservatorio sul Mediterraneo (Osmed) dell'Istituto per gli Studi Politici “S. Pio V”.

Elezioni in Bulgaria. Francesco Martino, analista di Osservatorio Balcani e Caucaso da Sofia.

La guerra dell’acqua, le guerre per l’acqua

Il conflitto in Iran ha riportato sotto i riflettori una risorsa preziosa, causa di conflitti e tensioni tra popoli e nazioni: l'acqua. Il bombardamento degli impianti di desalinizzazione nei Paesi del Golfo e in Iran fa infatti riflettere su come la scarsità di questa risorsa possa rappresentare una grande vulnerabilità e su come, al contrario, averne in abbondanza possa rivelarsi un'arma schiacciante. 

Sudan: i tre anni della guerra più devastante

Tre anni fa scoppiava la guerra in Sudan tra esercito e paramilitari. Una guerra dal bilancio impietoso: più di 13 milioni di profughi su 42 milioni di abitanti, 200mila vittime e una grave crisi umanitaria e alimentare. Ne parliamo con Elena Giovannella, anestesista e coordinatrice medica del Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum.

Le critiche verso l'Europa, la volontà di uscire dalla Nato, ora le critiche verso la premier Giorgia Meloni: sotto la presidenza Trump le relazioni transatlantiche sembrano più che mai fragili. Ne parliamo con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.

Volodymyr Zelensky, in visita in Italia, celebra l'eccellenza dell'industria bellica di Kiev con una vittoria sul campo che non ha visto la presenza di soldati ma l'impiego di soli droni. Ne parliamo con Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa, sicurezza e spazio dell'Istituto Affari Internazionali.   

Trump contro il Papa

La presa di posizione dell’amministrazione Trump nei confronti di Leone XIV rischia di aprire una spaccatura importante tra il presidente americano e una fetta considerevole di elettori. Ne parliamo con Carlo Marroni, vaticanista de Il Sole24Ore.

Tra le decisioni recenti del presidente americano c'è anche quella relativa alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Ma come si configura questa prospettiva, così come la postura dell'Iran, rispetto al Diritto internazionale del mare? Lo chiediamo ad Antonio Leandro, professore di Diritto internazionale del mare all’Università Aldo Moro di Bari.

Israele e Libano si ritrovano oggi a Washington, seduti allo stesso tavolo, con un problema comune che è alla base del tentativo di negoziazione: Hezbollah. Ne parliamo con Filippo Dionigi, Senior Lecturer in Relazioni Internazionali all'Università di Bristol.

Hormuz, Ungheria, il Papa: di sberle elettorali e cazzotti diplomatici

Mentre il presidente Donald Trump si godeva un incontro di MMA a Miami, il knockout lo ha subito a Islamabad il vicepresidente JD Vance, dopo una serie di incontri con la controparte iraniana sfociati in un nulla di fatto. Ma al tappeto - quello di Donald Trump - stavolta ci è finito pure il pontefice Leone XIV, definito dal presidente "Debole e pessimo in politica estera". Insomma, pare ci sia nervosismo sul fronte americano e la ragione è sotto gli occhi di tutti: l'ostinazione dell'Iran e la strumentalizzazione dello Stretto di Hormuz. Ne parliamo con Michele Valensise, presidente dell'Istituto Affari Internazionali.

Il popolo ungherese si è espresso alle urne mandando a casa Victor Orbán e premiando Péter Magyar. commentiamo con Sergio Nava, inviato di Radio 24 a Budapest, e con Eniko Gyori, europarlamentare ungherese del partito Fidesz.

Ungheria al voto: sarà un governo senza Orbán?

Domenica 12 aprile l’Ungheria torna alle urne, ma più che un’alternanza politica sembra profilarsi una verifica di sistema. Da un lato Viktor Orbán, al potere da quindici anni. forte di un consenso solido nelle aree rurali. Dall’altro Péter Magyar, figura emersa dall’interno dello stesso universo politico, capace di intercettare il malcontento urbano e la domanda di cambiamento che sta crescendo nel Paese. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24.

Mentre Israele continua a colpire il Libano, c'è grande attesa per i colloqui di pace di Islamabad. Commentiamo con Jacopo Mocchi, giornalista freelance a Beirut, e con Francesco Semprini, inviato di La Stampa a New York.

Attacchi di Israele, Libano a pezzi

Mentre si profila una tregua precaria e si parla di prossimi colloqui a Islamabad, Israele continua a colpire il Libano con una pioggia di missili che ha raso al suolo case, strade, infrastrutture e provocato più di 250 morti in poche ore. Ne parliamo con Francesca Lazzari, responsabile AVSI in Libano, e con Marco Masciaga, corrispondente del Sole24Ore in Asia Meridionale.

Intanto l'Iran continua a minacciare il controllo dello Stretto di Hormuz, proiettando le conseguenze del conflitto in tutto il mondo, compresa l'Africa. Ne parliamo con Alberto Magnani, corrispondente del Sole24Ore a Nairobi.

Stati Uniti-Iran: il cessate il fuoco che non c’è

Partiamo dal Libano dove la capitale è stata travolta dai raid israeliani che hanno provocato centinaia di morti, con Jacopo Mocchi, giornalista freelance in collegamento da Beirut.

Facciamo poi il punto sulla fragile tregua di due settimane proclamata nella notte dal presidente Trump con Paola Rivetti, professoressa di politica e relazioni internazionali presso la School of Law and Government della Dublin City University, Brian Katulis, senior Fellow al Middle East Institute di Washington ed ex funzionario del Dipartimento di Stato Usa e con Mario Del Pero, che insegna Storia Internazionale e Storia degli Stati Uniti a Sciences Po, Parigi.

Infine, un focus sulla Cina con Lorenzo Lamperti, giornalista da Taipei.

Vance a Budapest: le relazioni con l'Europa, la relazione contro l'Europa

Partiamo da Budapest, dove il vicepresidente statunitense J.D. Vance è volato per incontrare Victor Orbán e offrirgli il sostegno ufficiale degli Stati Uniti e del presidente Donald Trump, in vista delle elezioni parlamentari del prossimo 12 aprile. L'analisi di Sergio Nava.

Con il giornalista investigativo ungherese di ProjectVSquare e Direktiv36 Szabolcs Panyi, parliamo della sua inchiesta sulle conversazioni private tra il ministro degli Esteri Péter Szijiarto e il suo omologo Sergej Lavrov, che ha svelato i legami tra il governo ungherese e quello russo.

Infine, con Carlo Biffani, analista esperto di intelligence e security fondatore e direttore di Security Consulting Group, facciamo il punto sull'operazione attraverso cui gli Stati Uniti, dopo due giorni di ricerche, sono riusciti a salvare il navigatore che era ancora disperso in Iran, a seguito dell'abbattimento venerdì dell F-15E su cui stava viaggiando. 

Terza guerra del Golfo: i concetti per comprenderla meglio

Pasdaran, droni, petrolio, choke point, ayatollah: sono alcune delle parole che sentiamo e leggiamo più spesso quando ci informiamo sulla guerra in Iran. Sono parole chiave dietro cui si nascondono concetti geopolitici importanti per la comprensione del conflitto. Oggi vi spieghiamo questi concetti con l'aiuto di Maziyar Ghiabi, direttore del Centro Studi sull'Iran all'Università di Exeter, Emily Tasinato, visiting fellow presso Fondazione Centro Studi Federalismo, e con Alessia Melcangi, professoressa di Storia e Istituzioni dell'Africa alla Sapienza di Roma.

Guerra del golfo continua il caos: Trump vuole uscire dalla Nato

Dopo la chiusura dello spazio aereo ai voli militari statunitensi da parte della Spagna, la mancata concessione del governo italiano di utilizzare l’aeroporto di Sigonella e le esitazioni di Parigi e Berlino, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia di uscire dalla Nato, mentre il suo Segretario di Stato Marco Rubio afferma con forza che, dopo la fine del conflitto, occorrerà rivedere il Patto Atlantico. Facciamo il punto sul 33mo giorno della nuova guerra del Golfo con Paolo Magri, direttore del comitato scientifico di Ispi. Con Antonio Talia, analizziamo l'iniziativa di pace in cinque punti lanciata da Cina e Pakistan.

Infine, con Teresa Coratella, vicedirettrice dello European Council on Foreign Relations di Roma, parliamo dell'inchiesta della testata investigativa ungherese VSquare che ha svelato come il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó abbia collaborato sottotraccia con il suo omologo russo Sergej Lavrov, per far togliere dalla lista nera di Bruxelles oligarchi e loro famigliari.

Medio Oriente e guerra del golfo, la geopolitica del pedaggio e della pena di morte

Con 62 voti a favore, 48 contrari e un astenuto, la Knesset ha approvato l'introduzione della pena di morte per atti di terrorismo. Secondo il testo, è passibile di pena capitale ''chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell'ambito di un atto di terrorismo, con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele''. Ne parliamo con Nello Del Gatto, giornalista a Gerusalemme, Paolo Palchetti, docente di diritto internazionale alla Sorbona di Parigi e con Majed Abusalama, ricercatore presso il Palestine Research Group dell'Università di Tampere (Finlandia).

Con il vicedirettore di Aspenia Roberto Menotti facciamo, invece, il punto sulla decisione dell'Iran di introdurre pedaggi a Hormuz e sulla vulnerabilità delle infrastrutture strategiche.

Guerra del golfo, guerra globale, tempi incerti

La guerra in Iran è un conflitto regionale con costi globali e con decine di attori statali e non statali coinvolti. Che scenario militare si sta concretizzando con il coinvolgimento degli Houthi e la possibilità di un attacco Usa a Kharg? Lo chiediamo a Giuseppe Dentice, analista Osmed (Osservatorio Mediterraneo) dell'Istituto di Studi Politici S. Pio V e a Pietro Batacchi, direttore Rivista Italiana Difesa. Facciamo poi il punto sulla strategia Usa sul lungo periodo e sul futuro della Nato con John Bolton, già consigliere per la sicurezza del presidente Donald Trump.

Fotogiornalismo, guerra e realtà, leggermente fuori fuoco

Non sempre ci pensiamo ma gran parte di quello che sappiamo dei Paesi più lontani è il frutto del lavoro dei fotografi. Anzi, spesso in passato, laddove il racconto dei politici era edulcorato o parziale, l'apporto delle fotografie è stato decisivo affinché i cittadini avessero un quadro davvero veritiero dei principali conflitti nel mondo. Parliamo del lavoro del fotoreporter, dell'approccio alla realtà da raccontare e delle sfide e difficoltà che questo mestiere implica con i professionisti Franco Pagetti, Alessandro Gandolfi, Loris Savino e Alessandro Di Gaetano.

Washington chiama Teheran, Teheran non risponde

Nonostante lo stop di cinque giorni dichiarato da Donald Trump, la situazione sul campo resta pressoché invariata. Così come l'indisponibilità da parte di Teheran a negoziare, almeno secondo le fonti ufficiali. Ne parliamo con Vittorio Emenuele Parsi, professore di Relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano, e con Jonathan Winer che è stato Vice Assistente del Segretario di Stato americano per l'applicazione della legge internazionale nell'amministrazione Clinton e inviato Speciale per la Libia nell'amministrazione Obama.

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