Chiesa Cristiana Evangelica della Vera Vite


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Chiesa Cristiana Evangelica della provincia di Viterbo
Autore: www.laveravite.blogspot.it
Ultimo episodio: 05/04/20 21:26
Aggiornamento: 09/04/20 12:11 (Aggiorna adesso)
Uno sguardo fisso su Gesù per affrontare la tempesta | 5 Aprile 2020 |
Quando sei nella tempesta, Gesù è pronto a prendere la tua mano, se fissi lo sguardo su di lui e non sul vento.
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Tempo di lettura: 9 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 33 min.
La scorsa settimana abbiamo visto la tempesta che si abbatte sui discepoli mentre stanno vivendo la loro normale vita lavorativa

Non stavano facendo nessuna attività per Gesù, non testimoniavano, non guarivano. Ma, semplicemente “vivevano”.

Nella vita, come abbiamo detto le tempeste arrivano per tutti non solo per i credenti, non solo quando ce le aspettiamo perché sappiamo che satana vuole opposi alla nostra testimonianza, dove il male c'è, talvolta a motivo di satana, talvolta semplicemente perché viviamo in un mondo caduto

Questa volta Gesù non è nella barca ma prima è a pregare su un monte, poi sulla riva sapendo che i discepoli avrebbero avuto bisogno del suo intervento.

Gesù stavolta non calma il vento e le onde, ma prima si avvicina a loro... a piedi... sull'acqua... E i discepoli si spaventano a morte.

Questa settimana vediamo le rimanenti quattro fasi contenute nel Vangelo di Matteo.

“28 Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». 29 Egli disse: «Vieni!» E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. 30 Ma vedendo il vento {forte} ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» 31 Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» 32 E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò. 33 Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!» “ (Matteo 14:28-33)

Fase 1: “Comandami di venire da te”

“ Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». Egli disse: «Vieni!»” (v. 28-29a)

Attenzione, al momento per i discepoli  non è cambiato nulla, le onde minacciose ancora ci sono, il vento anche... Gesù è vicino... ma non è ancora nella barca con loro!

Per quanto Gesù possa amarci, per quanto il suo desiderio sia quello di aiutarci in tutte le nostre battaglie quotidiane, la decisione di seguirlo spetta solo a noi.

Amo pietro, vorrei assomigliare a lui, perché è una persona focosa, perché ha un carattere forte  (un caratteraccio, direbbero alcuni, ricordatevi che taglia un orecchio al servo di Caifa) perché parla spesso a sproposito  (ricordatevi quando prima non voleva che Gesù gli lavasse i piedi poi voleva che gli facesse la doccia: “Lavami tutto!")  é un impulsivo... ma è a persona sincera, e quando dice una cosa la dice dal cuore... senza calcolare l'importanza  e il costo il costo di ciò che dice.

La voglia di raggiungere Gesù è vera, crede con tutto se stesso che basterà che Gesù lo chiami per camminare sulla acque!

In molti dicono che Pietro  abbia ricevuto il battesimo quella notte: non è un battesimo in acqua (che non sappiamo quando è stato) e neppure un battesimo “nello Spirito” (forse quello è avvenuto quando ha detto  «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Matteo 16:16)

Ma è un battesimo “anomalo”; è un battesimo nella vergogna, un battesimo nell'ammettere che la sola parola di Cristo non mi basta per non affondare nelle onde della vita.

Attenzione, l'affermazione che faccio è “forte”: “Come come? La Parola di Cristo, la Bibbia non mi basta per affrontare la vita? Cosa stai dicendo, Marco?”

Già, perché Gesù risponde alla fede genuina di Pietro risponde nostra fede con un verbo all'imperativo: “Vieni”! Che cosa accade quando Gesù dà un ordine?

“Gesù si svegliò, rimproverò il vento e disse al lago: "Silenzio! Calmati!" Il vento cessò, e subito ci fu una gran calma.” (Marco 4:39)

“Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato». E in quell’istante egli fu purificato dalla lebbra.” (Matteo 8:3)

“Allora, dov'è il problema, Marco? Dov'è la vergogna? Dov'è che non basta la Parola di Gesù?”
Leggiamo i prossimi versetti:

Fase 2: “ebbe paura”

“ E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. 30 Ma vedendo il vento {forte} ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» ” (v. 29b-30a)

Pietro era stato spaventato dalle onde  fintanto che non era arrivato Gesù. Dopo essersi spaventato ANCHE di vedere Gesù che camminava sulle acque Pietro aveva fatto questa bella professione di fede: guarda negli occhi Gesù e grida: “Chiedimi di venire”.

E realmente cammina sull'acqua... ma... "vedendo il vento {forte}".

Non sono le onde il problema probabilmente neppure lo toccano, distoglie per un secondo gli occhi da Gesù... e vede... cosa?

Vede qualcosa... che non si vede... vede il vento! Non sono le onde (che vede) a spaventarlo ma qualcosa di impalpabile, inafferrabile, invalutabile... Cosa ti spaventa di più di un problema? Il problema stesso, o l'attesa che arrivi un potenziale problema?

Sapete, nella mia esperienza ho parlato  con persone che stavano morendo per malattie lunghe e travagliate, e, incredibilmente, ho trovato quasi sempre persone serene  nell'affrontare il male... la paura non c'era per la malattia... ma per cosa sarebbe venuto “dopo”.

Per i non credenti era la paura di non sapere cosa accadeva dopo la fine, per i credenti cosa sarebbe accaduto ai propri cari...

Sapete, spesso le cosa che ci spaventa di più non è quello che ci sta accadendo, ma quello che potrebbe accaderci nel futuro.

In questo periodo di Coronavirus le nostre paure non sono perché siamo ammalati, ma perché potremmo ammalarci noi, o qualche nostro caro, oppure perché perderemo il lavoro, oppure perché non arriveremo a pagare le bollette o il mutuo...

Gesù lo sa. Gesù ci conosce!

“Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete {o di che cosa berrete}; né per il vostro corpo, di che vi vestirete... Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose.” (Matteo 6:25, 31-32)

Pietro in mezzora è passato  dall'essere preoccupato per il vento, all'essere preoccupato per il fantasma, all'essere preoccupato di affogare!

Perché? Perché ha smesso di guardare Gesù, e ha fissato il problema. Perché la parola di Gesù ha valore nella nostra vita e agisce nella nostra vita se non è solo ascoltare ma è anche fare di quella Parola il centro della nostra attenzione e della nostra vita.

Quando ci preoccupiamo affermiamo due cose:

a) Gesù non si cura di me
b) Dio non è in controllo.

Questo si chiama “ateismo” La preoccupazione è la forma più comune dell'ateismo.

Qual'è l'effetto della preoccupazione? La paura!  “ebbe paura … gridò: «Signore, salvami!» .”

Eccolo il vero battesimo di Pietro, quello nella vergogna, quello nell'ammettere che  non mi basta ascoltare chi può salvarmi  ma HO BISOGNO di chi mi salvi.

Pietro fa la cosa giusta:  GRIDA! La Bibbia è ricchissima di persone che GRIDANO, forse il libro più ricco di grida verso il Signore  è il Libro dei Salmi,

L'urlatore più famoso Davide.

“Con la mia voce io grido al Signore” (Salmo 3:4) 
“Quando io grido, rispondimi, o Dio” (Salmo 4:1)
“sii attento al mio grido; porgi orecchio alla mia preghiera” (Salmo 17:1)
“Nella mia angoscia invocai il Signore, gridai al mio Dio.”(Salmo 18:6)

Nei soli Salmi per 67 volte  Davide ed altri GRIDANO al Signore … esattamente quello che ha fatto Pietro.

Fase 3: “perché hai dubitato?”

“ Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» " (v. 31)

Pietro ha avuto il suo battesimo, e Gesù lo sottolinea con un gesto “fisico”: stende la sua mano. Che necessità aveva di farlo? Sarebbe bastato un millisecondo di un suo pensiero, e sarebbe sorto un monte sotto  i piedi di Pietro.

Ma Gesù VUOLE toccarlo: Gesù ama “TOCCARE”; anche il lebbroso che chiedeva guarigione:

“«Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi». Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato»” (Matteo 8:2-3)

SE tu gli gridi in questo momento  dove il mondo sembra affondare e tu assieme ad esso, lui sarà pronto a stendere la sua mano, a toccare la tua vita, a portarti dentro la barca.

Sarà lui a fare più strada, sarà lui a metterci i muscoli  per ritirarti su dalle onde.

Non ti preoccupare,  se hai avuto “paura”, se i problemi ti hanno distratto da lui. Gesù non ti condanna... come non ha condannato Pietro.

Gli ha solo chiesto: “Perché?” E a Pietro e neppure a te,  è richiesta una risposta.

E' pronto ad afferrarti anche se hai “poca” fede, anche perché sa che anche con una fede grande quanto un granello di senape, puoi spostare le montagne  e dirgli di gettarsi nel mare. Ma non vuole che tu dubiti mai del suo amore, e della sua presenza al tuo fianco!

Fase 4: “il vento cessò”

“E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò.  Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!» “ (v. 32-33)

Quando è che il vento cessa? Non quando Gesù raggiunge i discepoli, non quando Pietro si lancia con fede sulle acque, non quando Gesù afferra Pietro per un braccio... ma quando Gesù ENTRA nella barca con i discepoli.

Cessa quando Gesù ENTRA nella quotidianità di Pietro  e dei suoi compagni pescatori

Se nella tua barca c'è Gesù, se nella tua quotidianità c'è Gesù, se nel tuo lavoro c'é Gesù, se nella tua famiglia c'è Gesù, la tua barca non può affondare.

Non significa che non ci saranno tempeste (una la stiamo attraversando tutti) ma la tua barca non potrà affondare.

Il Salmo 23 dice:

“Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me.” (Salmo 23:2-4)

Vedete? Anche qui il salmista parla della paura non di qualcosa che si vede (la morte), ma di qualcosa impalpabile, intoccabile, irreale, l'ombra! Esattamente come il “vento di Pietro!

Quando Gesù è nella tua barca, qualsiasi sia la tempesta che affronti, fosse pure la tempesta della morte, non temere, sei al sicuro.

Ma la cosa che mi colpisce di più di tutta questa storia, è il versetto finale:

 A quel punto gli altri che erano nella barca s'inginocchiarono davanti a Gesù, esclamando: "Tu sei davvero il Figlio di Dio!" (v. 33)

Chi aveva ricevuto il miracolo? Pietro! Sarebbe stato lui a doversi inginocchiare! Ma la “poca fede” di Pietro ha reso possibile un miracolo per il quale le persone hanno proclamato che Gesù è il vero Figlio di Dio!

La tua POCA fede, può portare altri ad inginocchiarsi e riconoscere Gesù come il Figlio di Dio, e come il Salvatore... se...

Se... che cosa? Se la tua fede è sincera come quella di Pietro, che chiede a Gesù di farlo camminare sull'acqua Se il tuo sguardo è fissato su Gesù e non sul mondo attorno.

Pochi giorni prima della crocifissione, ci furono centinaia di uomini e donne che accolsero Gesù cantando e osannando:

“Molti stendevano sulla via i loro mantelli, e altri delle fronde che avevano tagliate nei campi. Coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nei luoghi altissimi!»” (luca 11:8-10)

Avevano Ascoltato Gesù? Di sicuro! Avevano fede? Forse alcuni si. Ma di una cosa erano mancanti:
guardavano attorno, e il loro sguardo non era fisso su Gesù.

Cinque giorni dopo, molte di quelle persone era in piazza a gridare “CROCIFIGGILO!”

Non basta ascoltare Gesù, non basta leggere la Bibbia, non basta andare in chiesa, non basta gridare osanna, non basta pregare... se il tuo sguardo non è fisso su Gesù.

Preghiamo.

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Un grande amore per affrontare la tempesta 1° parte | 29 Marzo 2020 |
Quando ti sembra di essere solo, di essere sola, ad affrontare la tempesta, sappi che c'è un amore che ti sta a fianco e vuole affrontarla assieme a te.
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Tempo di lettura: 9 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 33 min.
La settimana scorsa abbiamo visto una tempesta, dove Gesù era direttamente presente nella barca, e avevamo detto che se hai Gesù nella tua barca, la tua barca non potrà affondare.

Ma c'è un'altra tempesta descritta nei Vangeli. La troviamo sia in Matteo che in Marco,  e per sapere cosa realmente è accaduto, dobbiamo saltare tra i due brani. Oggi vedremo il racconto che ne fa Marco.

Leggiamo assieme:

“46 Preso commiato, se ne andò sul monte a pregare. 47 Fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra. 48 Vedendo i discepoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte [le quattro di mattina] , andò incontro a loro camminando sul mare; e voleva oltrepassarli, 49 ma essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono che fosse un fantasma e gridarono; 50 perché tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma subito egli parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»“(Marco 6:46-50)

Questa volta il miracolo avviene in otto fasi differenti vediamo oggi le prime quattro.

Fase 1: “vento contrario”

“Vedendo i discepoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, ” (v. 48a)

La settimana scorsa abbiamo visto una tempesta dove Gesù era DENTRO la barca... e dormiva.

Questa volta i discepoli sono da soli ad affrontare le onde e la paura. Non erano lì  per piacere, ma per lavoro, essendo pescatori.

Andare per mare di notte era il LORO lavoro, non avevano “opzioni”; pescare o morire di fame.

Somiglia molto alla situazione attuale: come credenti ci aspettiamo di essere attaccati quando parliamo di Gesù. Accettiamo i pericoli e persino la morte con coraggio se lo stiamo facendo per testimoniare Cristo... (Pensate a tutti i martiri cristiani uccisi nel Colosseo).

Ma ci stupiamo, invece quando gli attacchi arrivano quando non stiamo facendo nulla per Gesù, quando semplicemente stiamo lavorando vivendo.

Il Covid-19 non è un missile “dedicato”, satana non lo ha lanciato solo contro i credenti... ma contro l'umanità intera, perché lui odia tutti.

Sapete, l'ambizione più grande di satana, è quella di “friggere” in olio bollente  non solo i credenti, non solo chi  parla di Gesù, non solo chi sta lavorando per Gesù,  (certo, loro sono il suo obiettivo principale) ma tutti.

Satana odia il mondo... mentre

“Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

Io penso che quando Gesù diceva:

“... nel mondo avrete tribolazioni...” (Giovanni 16:33 a)

non stesse pensando solo a noi, non solo ai credenti... ma a tutti indistintamente.

Come stai reagendo  a questo periodo travagliato? Hai paura? Ti senti solo, ti senti sola? Ti sembra che stai affrontando l'emergenza in perfetta solitudine, e non vedi all'orizzonte nulla e nessuno che possa alleviare le tue preoccupazioni?

Ti do una buona notizia: non sei solo, non sei sola. Guarda la prima parte di questo versetto 48 di Marco: “Vedendo i discepoli che si affannavano a remare”

Gesù non è disinteressato  a quello che accade nel mondo; Gesù non ti guarda solamente  quando stai lavorando per lui, ma sempre.

Vi ricordate che cosa aveva fatto fino a quel momento Gesù?

“Preso commiato, se ne andò sul monte a pregare.” (v. 46)

Che strano, un Dio (perché Gesù è Dio) che deve appartarsi per pregare... a se stesso? Noi, quando ci appartiamo, normalmente lo facciamo per pregare Dio. E Gesù, perché si apparta? Ce lo spiega Paolo;

“... è alla destra di Dio e anche intercede per noi.” (Romani 8:34 b)

E lui stesso dice:

“Io prego per loro (i discepoli) non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi.” (Giovanni 17:9)

Gesù vede  anzi, pre-vede,  vede prima quello che ti accadrà. E prega PRIMA che ti accada
che tu possa farcela. Sappi che lui ha già pregato per te per quando affronterai momenti difficili, per quando perderai il lavoro, per quando vedrai andarsene una persona cara... per la tua paura di adesso!

Ma Gesù non solo prega per te. Ricorda che Gesù non ha amore, Gesù è amore, e amore non è un sentimento, ma un'azione.

Fase 2: “Gesù andò incontro a loro”

“... verso la quarta vigilia della notte [le quattro di mattina] , andò incontro a loro camminando sul mare;.(v. 48b)

Gesù non è intervenuto subito; ha lasciato che il vento si alzasse e le onde assieme. Quando interviene? Quando vede che la disperazione ha preso il sopravvento sulla logica e sulla fede.

Stavolta decide di fare in un'altro modo rispetto alla tempesta precedente (Dio non fa mai le cose nello stesso modo... e Gesù neppure). Stavolta non “sgrida il vento”.

Perché? Perché non è nella barca! Gesù preferisce “arrivare vicino abbastanza”, affinché tu possa vederlo,  toccarlo,  parlare con lui.

Gesù non vuole farti da “balia” risolvere i tuoi problemi, a distanza, ma vuole essere coinvolto con la tua vita, toccarla, trasformarla... In una parola, entrare nella tua barca! Da cosa sono spaventati i discepoli? Dalle onde! Ma chi le crea le onde? Il vento!

Il problema non era far calmare le onde, ma far cessare il vento. Le onde erano l'effetto visibile di qualcosa invisibile (il vento)

Noi facciamo lo stesso: non mi spaventa perdere il lavoro, ma mi spaventa il suo effetto:  non avrò di che far vivere i miei figli.

Non mi spaventa il tumore, ma il suo effetto: la sofferenza mia e delle persone care che mi vedranno malato.

Non mi spaventa  il Covid-19, è invisibile, ma il suo l'effetto: la malattia, l'isolamento...

Gesù decide di intervenire “a modo suo”, mostrandogli che le onde  non sono un problema, che, addirittura, ci si può camminare sopra!

Perché lo fa? Per dimostrare i suoi superpoteri?

Gesù ha detto più di una volta che tutto ciò che stava facendo su questa terra erano esempi per chi avrebbe creduto in lui, e che le stesse cose che faceva lui sarebbero state possibili a chiunque avesse fede in lui.

 “Io vi ho dato un esempio da seguire: fate come me..” (Giovanni 13:15 PV)

“In tutta sincerità, vi dico che chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà di più grandi ancora.” (Giovanni 14:12 PV)

Sei spaventato, sei spaventata  dall'effetto che il Covid-19 provoca nella tua vita, in termini fisici,
in termini economici,  in termini di separazione da amicizie? Quello di cui hai bisogno di più è seguire Gesù in questo preciso momento. Fare quello che lui ha fatto riprodurre le cose che lui ha insegnato.

Dove trovi gli esempi di Gesù? Nella Bibbia. Se sei spaventato, se sei spaventata  dagli effetti che la tempesta potrebbe avere sulla tua vita, leggi la Bibbia, nutriti di lei,  rendila una parte indispensabile  della tua vita quotidiana.

Fase 3: “gridarono”

“ ... e voleva oltrepassarli,  ma essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono che fosse un fantasma e gridarono” (v.48b-49)

Perché urlano? Non conoscevano Gesù? Non avevano forse già visto  tutto quello che era capace di fare?

Eppure, credetemi,  accade spesso che Gesù ci mostri come fare a vincere gli effetti  del vento che si alza nelle nostre vite, dicendoci di fare o di non fare qualcosa... e noi diciamo :”Naaa! Non è possibile!” E ci spaventiamo di ciò che ci chiede.

Gesù conosce i nostri limiti, e non ci chiederà mai qualcosa che lui sa  che non possiamo raggiungere.

Paolo lo ha sperimentato, e dice:

“So vivere nella povertà e anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.” (Filippesi 4:12-13)

Paolo  stava parlando della sua vita reale, di quello che vedeva nel piatto ogni giorno. Diceva che la forza di stare a pancia piena o a pancia vuota era data da Gesù, e che quella forza non era la sua ma quella di Gesù.

Sei preoccupato, sei preoccupata di come sarà il tuo futuro di lavoro dopo il Covid-19? Stai “urlando” come i discepoli? Guarda allora la prossima fase.

Fase 4: “Coraggio, non abbiate paura!”

“... tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma subito egli parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»" (v. 50)

Questa volta Gesù, a differenza della volta in cui era nella barca, la prima cosa che fa è confortare i discepoli quando il mare è ancora grosso.

Perché? Perché Gesù non è ancora nella barca.

Gesù sa che la cosa importante, non è far cessare lil vento, ma darti la vita eterna.

Gesù sa che, per poterti venire vicino deve prima cacciare la paura.

Gesù sa che, per poterti dare la sua potenza, deve essere assieme a te nella barca. Ti ripeto quello che ha detto C.S Lewis:   “Dio sussurra nei nostri piaceri, parla nella nostra coscienza, ma urla nelle nostre pene: è il suo megafono per risvegliare un mondo sordo.”

Dio sussurra nel vento ma urla nella tempesta. Gesù sa che per arrivare a te, deve cancellare il rumore assordante della tempesta. per far cessare le tue paure, anche al tempo del Covid-19.

Giovanni dice:

“Nell'amore non c'è posto per la paura; anzi l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo e non è perfetto nell'amore di Dio. “ (1 Giovanni 4:18 PV)

Chi è la fonte dell'amore perfetto? Gesù è la fonte dell'amore; tutto l'amore che esiste nel mondo lo si deve grazie a lui!

Sostituisci ora nel versetto “amore” con “Gesù”:

“In Gesù non c'è posto per la paura; anzi lGesù caccia via la paura, perché chi non ha Gesù teme un castigo e non è perfetto nell'amore di Dio. “ (1 Giovanni 4:18 PV - parafrasi)

Conclusione

Siamo in una tempesta, e il vento non è cessato: ma Gesù vuole che tu non abbia paura, che domini le onde, anzi, che le usi come tappeto per i tuoi piedi

“Allora Pietro lo chiamò: "Signore, se sei davvero tu, dimmi di venire da te, camminando sull'acqua!" "Vieni!" disse il Signore.” (Matteo 14:28-29 a PV)

Il Signore vuole vederti camminare sull'acqua, perché assieme a lui le onde non fanno più paura.

Preghiamo.
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Una piccola fede per affrontare la tempesta | 22 Marzo 2020 |
Se attraversi questa tempesta con Gesù nella tua barca, la tua barca non potrà affondare.
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Tempo di lettura: 9 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 38 min.
Quella che stiamo attraversando a livello mondiale penso sia una delle “tempeste” più grandi che il mondo abbia mai affrontato.

E' forse più grande della 2° Guerra mondiale, che, in realtà, ha risparmiato ampie zone del globo. Perché questa rischia di estendersi realmente a TUTTO il mondo.

In questa grande tempesta noi italiani ci siamo in mezzo, anzi, siamo proprio nell'occhio del ciclone, avendo più morti in assoluto da Coronavirus.

Ed è una tempesta che no ha preferenze, ha impatto su tutti indistintamente, non credenti e credenti.

Siamo accomunati da una stessa realtà; non sappiamo come attraversarla, né come uscirne.

L'essere credenti tuttavia ci fa qualche “arma” in più: possiamo vedere come i credenti prima di noi hanno attraversato altre tempeste, e a chi si sono rivolti per trovare aiuto.

Nel Nuovo Testamento sono riportate due tempeste. In entrambe le tempeste Gesù è presente: una volta è assieme ai discepoli, l'altra volta no. Oggi vedremo la prima tempesta.

“35 In quello stesso giorno, alla sera, Gesù disse loro: «Passiamo all’altra riva». 36 E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano delle altre barche con lui. 37 Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che la barca già si riempiva. 38 Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che noi moriamo?» 39 Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia. 40 Egli disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?» 41 Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni gli altri: «Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?»” (Marco 4:35-41 )

Questa tempesta è molto simile a quella che stiamo vivendo adesso: non arriva annunciata, non arriva tutta insieme ma cresce man mano che viene vissuta.

Esattamente come il Covid-19: non è la “solita influenza” che ogni anno arriva.  Non era “annunciato”.

Non è arrivato tutto insieme, ma ha interessato prima la Cina, poi la Corea, poi il Giappone, poi l'Iran, poi l'Italia... poi tutto il resto del mondo.

Man mano che cresce diventa sempre più preoccupante: prima dicevano che interessava solo gli anziani, poi gli anziani e gli ammalati, fino a realizzare che interesserà tutti!

Ci sono state sei fasi:

Fase 1: “così come era”

“ E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca” (v. 36)

E' la fase iniziale:  la tempesta non c'è, nessuno l'ha predetta, I discepoli fanno salire Gesù “così come era”  Che cosa significa?

E' come quando inviti un amico a fare un giro in macchina:“Serve che porti qualcosa?” “No, vieni come sei”.

L'importante non è quello che l'amico può portare, l'importante è l'amico con cui viaggiare. E' lui che ti importa!

Se accogli Gesù nella barca della tua vita, non importa che si porti dietro delle “cose” (i riti, i pellegrinaggi, le statue, i santini) ma importa che LUI sia nella tua barca.

Notate bene: i discepoli hanno accolto Gesù nella barca quando il mare era calmo e il cielo azzurro.

Fase 2: “le onde nella barca”

"Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che la barca già si riempiva."(v. 37)

Esattamente come con il Coronavirus: abbiamo visto “arrivare” la burrasca. L'abbiamo vista avvicinarsi: Cina, Pakistan, Iran, Turchia, Italia... e le grosse onde hanno cominciato a muovere la barca.

I discepoli conoscevano Gesù e lo avevano già visto operare nelle loro vite e in quelle degli altri, sapevano che se c'era pericolo lui era pronto ad intervenire...

Non so se fosse per questo che lo avevano invitato, ma il fatto è che avevano Gesù NELLA barca... non sulla riva!

Avere Gesù nella barca è un'assicurazione totale sulla vita? Certo che no, anche i credenti soffrono, si ammalano e muoiono!  Ma è meglio averlo assieme a te  nella tua barca, piuttosto che ad aspettarti che tu ritorni sulla riva.

Fase 3: “Maestro, non t'importa”

“Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che noi moriamo?»" (v. 38)

Quando il Covid-19 ha cominciato a fare paura, a mietere vittime, l'Italia ha avuto due tipi di reazione: hanno bestemmiato contro il cielo:  “Dio non c'è perché c'è il male.” oppure
hanno gridato a Dio:  “Dio perché succede questo?”

Come credenti ci siamo comportati esattamente come Pietro e i discepoli.

Gesù dorme a poppa su un cuscino.  I discepoli si “arrabbiano”  perché non fa nulla.  Eppure avevano visto persone guarite  demòni scacciati, morti risuscitati... Ma non avevano mai visto calmare una tempesta.

Sinceramente, mi sono domandato: “Stanno chiedendo a Gesù perché hanno davvero  fiducia che sappia farlo,  o è pura disperazione?” La risposta la vediamo tra un po'

Per cosa stai pregando tu, adesso? Per protezione per la tua famiglia? Per la guarigione degli ammalati... o per vedere la POTENZA DI CRISTO  in una tempesta mondiale?

E cos pensi quando le onde crescono e riempiono la barca, quando le preghiere sembrano rimbalzare sul soffitto  e ricadere giù? “Gesù, perché dormi? Non t'importa?  E ci arrabbiamo,

Gesù sapeva esattamente quello che avrebbe fatto.  Lui non era preoccupato per i discepoli,  perché sapeva che loro avevano lui nella sua barca; qualsiasi cosa fosse accaduta, loro erano assieme a Lui!

Se nella tua barca c'è Gesù,  la tua barca non può affondare.

Magari la soluzione  non sarà quella che tu hai in mente, ma la tua barca non affonderà.

Fase 4: "Taci! Calmati!"

"Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia." ( v. 39  )

Questa fase noi non l'abbiamo ancora vissuta: la nostra esperienza di questa tempesta si ferma alla fase 3.

Non posso dirti come e quando accadrà,  ma posso dirti COSA accadrà. Accadrà che Gesù si sveglierà  e rimprovererà il vento e le onde.

Il virus passerà,  la gente tornerà a fare affari, a prender e dare moglie... la vita riprenderà. Quando non lo so, ma è sempre stato così, sin dalla creazione del Mondo.

E cosa dirà, allora, ai credenti che hanno detto  “non t'importa, non vedi, non agisci”?

Chi ha sgridato Gesù? Le onde e il vento, non i discepoli. Chi sgriderà Gesù? Il Covid-19, non i credenti  che hanno paura adesso!

Fase 5: Perché siete così paurosi?

“Egli disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?» " (v. 40 )

Anche questo lo stiamo aspettando, arriverà, non so come né quando.

Gesù si girerà verso noi,  e sorridendo dirà: "Ragazzi, cosa succede? Ma che davvero eravate spaventati? Era solo un virus! Vi pare che non sia capace di fermare un virus,  io che resuscito i morti? E soprattutto, perché temi per la tua vita terrena visto che hai in eredità la vita eterna attraverso di me?”

Guardate il versetto: Gesù “rimprovera” il vento,  ma “dice” ai discepoli”. Gesù non li rimprovera per aver avuto paura,  ma gli chiede come mai avessero avuto paura  quando lui era nella barca con loro.

Aver paura è un sentimento umano che Dio ha messo in noi per il nostro bene.  Per renderci prudenti in situazioni pericolose. Ma in queste situazioni, piuttosto che usare il sentimento della paura dobbiamo usare quello della fiducia,  la fiducia in Gesù.  Si chiama “avere fede”.

Avere fede non è aspettarsi una vita rose e fiori  (quella è superstizione, è cabala),  ma aspettarsi di ricevere l'aiuto  nelle tempeste che arriveranno nelle nostre vite.

Eravamo rimasti con due domande in sospeso: una per i discepoli e una per te:

“Era vera fede che Gesù potesse calmare la tempesta,  o solamente “disperazione”?

“Per cosa stai pregando? Per protezione e guarigione, o per vedere la POTENZA DI GESU' nel Mondo?”

Fase 6: “Persino il vento e il mare ubbidiscono!"

"Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni gli altri: «Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?» " (v. 41 )

Non era fede: era sana fifa!  Non era fede: era disperazione!  Ma Gesù accetta anche la loro fede  scadente,  e  grazie a quella fede scadente il miracolo avviene lo stesso.

Gesù non agisce mai  in base alla quantità di fede che abbiamo,  ma in base alla presenza o meno della fede in lui.

"…perché in verità io vi dico che se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: “Passa da qui a là”, e passerà; e niente vi sarà impossibile.” (Matteo 17:20)

Veniamo alla seconda domanda, quella per te: per cosa stai pregando? Per Protezione e guarigione, o per vedere la potenza di Cristo nel mondo?

C'erano alte barche

Guarda il versetto 36, la seconda parte:

“C’erano delle altre barche con lui.”(v. 36b)

C'erano altre barche nella tempesta, esattamente come ci sono altre persone, miliardi di altre persone coinvolte nella tempesta che si chiama Covid-19; siamo passeggeri di barche differenti  su un medesimo mare in burrasca.

In quella notte, la fede scadente” in Gesù dei discepoli nella barca  provocò il miracolo della salvezza  anche per quelle barche che stavano là a fianco,  immerse nella medesima tempesta,  che videro dissolversi in un attimo.

“e si fece gran bonaccia”  (v. 38b)

Chissà quanti delle barche a fianco  avranno chiesto ai discepoli  cosa fosse accaduto,  dando modo di testimoniare  CHI aveva fatto tutto quello!
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Quando preghi non pregare solo per protezione e guarigione, non solo: prega anche affinché il mondo veda la POTENZA DI CRISTO in questa tempesta: affinché altre persone abbiano dubbi, affinché altre persone cerchino, affinché altre persone credano, affinché altre persone vivano in eterno assieme a te.

Prega questo, anche se la tua fede è piccola: Gesù sa trasformare una piccola fede  per affrontare la tempesta in un grande miracolo!

Preghiamo.

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Un megafono nella tempesta | 15 Marzo 2020 |
Cosa posso fare, come credente, quando c'è una tempesta? Essere il megafono di Dio!
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Tempo di lettura: 8 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 28 min.
Tutti quanti stiamo vivendo questo periodo di forzata “clausura”.

Se scorrete le pagine social dei vostri amici e delle vostre amiche, potrete notare tutta una serie di attività che stiamo facendo perché dobbiamo restare a casa.

Una di quelle che sembra più gettonata è il “fare le torte”! Che purtroppo nessuno potrà assaggiare, e andranno solo ad aumentare glicemia e colesterolo di chi le ha fatte e, al limite dei suoi familiari.

Un'altro 21degli effetti “collaterali” è il moltiplicarsi dei predicatori sul web.

E' chiaro che, avendo più tempo da passare a casa sia più facile produrre riflessioni da parte dei predicatori e sia più facile per le persone ascoltarli.

In questo periodo va molto di moda il Salmo 91 soprattutto i versetti 3 e 7, che dicono:

“Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore e dalla peste micidiale...Mille ne cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma tu non ne sarai colpito.” (Salmo 91:3,7)

Sinceramente non ho la capacità biblica di dirvi se realmente questo versetto possa essere applicato alle nostre vite.

Per quel poco che so penso che questo salmo c'entri poco con la salvezza fisica dei credenti.

I credenti di tutte le epoche non soltanto di questa si sono ammalati, hanno sofferto, alcuni sono stati guariti, moltissimi sono tornati al Padre anzitempo rispetto alle statistiche.

L'alta cosa che abbonda in questo momento specialmente sui social dei credenti, ma non solo, sono le richieste di pregare.

Attività assolutamente legittima, buona, sana...ma... Vorrei mettervi un dubbio, piuttosto che una certezza.

Perché preghiamo? Se Dio conosce ogni cosa, se sa di cosa ho bisogno ancor prima che glie lo chieda... perché devo chiedere? Non potrebbe fare tutto da solo?

Dio lo sa che l'Italia, la Cina, il mondo ha bisogno di Lui... Non è forse evidente? perché dovrei pregare, dunque?

Sapete, uno dei miei più grandi difetti è credere che alcune cose sono fatte bene solo se le faccio io.

Per alcune cose sono un bravo insegnante... o almeno così dicono. Per altre sono pessimo... perché non ho pazienza di spiegare, e quando anche lo spiego... beh, faccio prima a farlo da solo che risparmio tempo e viene meglio!

E così, la persona a cui dovrei insegnare quella certa cosa, non capisce niente, è frustrata perché non lo saprà mai fare e probabilmente non mi chiederà mai più di fargli vedere come si fa qualcosa.

Dio è un insegnante migliore di  me! Dio sa fare tutto meglio di me, e di te... ma vuole comunque che partecipiamo a quello che fa nelle nostre vite perché vuole che noi siamo coinvolti in ciò che lui fa.

Cosa sta facendo, in questo momento Dio, dunque? Come sta provvedendo in questa “pandemia”?

Voglio leggere assieme a voi un brano da Atti:

“In quei giorni, alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiochia. E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi, predisse mediante lo Spirito che ci sarebbe stata una grande carestia su tutta la terra; la si ebbe infatti durante l’impero di Claudio. I discepoli decisero allora di inviare una sovvenzione, ciascuno secondo le proprie possibilità, ai fratelli che abitavano in Giudea.” (Atti 11:27-29)

Dove è la similarità con la situazione del CoronaVirus? Beh, nel fatto che c'era un evento che stava impattando non una sola città, non una sola regione, ma, dice Luca (lo scrittore di Atti)coinvolgeva tutta la terra.

Dov'è Dio nella situazione che stiamo vivendo del Covid19, che ha ucciso, uccide e ucciderà forse milioni di persone?

Dove era Dio nella situazione di Atti dove di lì a poco sarebbe scoppiata una carestia in tutto il mondo che avrebbe ucciso anch'essa milioni di persone?

Nel versetto, Luca non dice che la carestia è una punizione di Dio ma si limita a dire che “ci sarebbe stata”. La realtà della vita sulla terra dopo la caduta è che non siamo più in Eden, il male è presente nel mondo.

Vuole Dio intervenire in situazioni del genere? Può Dio intervenite in una situazione del genere?
Certamente si!

Rileggiamo il versetto 28:

"E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi, predisse mediante lo Spirito che ci sarebbe stata una grande carestia su tutta la terra." (v. 28)

Chi è che suscita la profezia in Agabo? Lo Spirito (che noi chiamiamo Spirito Santo) Quello stesso Spirito che in Genesi  “... aleggiava sulla superficie delle acque”  (Genesi 1:2) prima di creare la luce.

Dio può sembrare indifferente a ciò che accade nel mondo; può sembrare che ha acceso il fornello sotto la pentola e poi se ne sia andato... e l'acqua bolle e va fuori senza che lui se ne accorga.

Dio, invece è presente e vede: vedeva la carestia, come vede il Covid-19.

La domanda era “vuole Dio intervenire” sulla carestia? Certo che si! E' per quello che da la visione ad Agabo.

“E allora, se lo sapeva, se lo vedeva, perché non ha agito contro la carestia? E perché non agisce adesso?”

Poco fa avevamo parlato della preghiera: quando preghiamo diveniamo in un certo senso
“collaboratori” di Dio nelle sue azioni; non lo dico io, ma Paolo:

“Noi siamo infatti collaboratori di Dio,” (1 Corinzi 3:9a)

“Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini.” (1 Timoteo 2:1)

Dio ci vuole coinvolti, parte attiva nell'opera che mette in campo quando ci sono emergenze.

Ma nel libro di Atti, Dio non vuole SOLO preghiera... ma anche azione: il versetto 29 infatti dice:

“I discepoli decisero allora di inviare una sovvenzione, ciascuno secondo le proprie possibilità, ai fratelli che abitavano in Giudea.” ( v. 29)

Dio vede, Dio agisce... Come? Attraverso la sua chiesa! Dio manda la visione ad Agabo, e la chiesa manda la sovvenzione alle chiese in Giudea.

Dio non aveva mandato la carestia, così come non ha mandato il CoronaVirus; ma può mandare te e me come suoi collaboratori,  come dice Paolo.

“Si, ma come, se siamo tutti bloccati a casa, Marco?":Beh, esattamente come stiamo facendo stamattina assieme. Agiamo in maniera “virtuale” ma non di meno siamo una chiesa, e nondimeno stiamo ascoltando la Parola del Signore.

Ci sono forse persone che conosci che sono magari sole, a cui farebbe piacere sentire una voce amica, una telefonata, un WhatsApp di conforto e di sostegno.

Se magari sono vicine a dove abiti, e non possono uscire perché anziane, forse quando esci a fare compere per te vale la pena di chiedere se hanno bisogno di qualcosa dal supermercato o dalla farmacia.

Altre persone sono terrorizzate dalla paura di ammalarsi, e magari gli serve qualcuno che le conforti,
che le ascolti e le dia una prospettiva differente da quella che ascolta in TV; la prospettiva di un Dio che è vicino anche e soprattutto nella sofferenza, che protegge, che spesso guarisce, ma che comunque è più interessato alla nostra vita futura quella eterna, che a questa.

Vedete, io non sono mica d'accordo con lo slogan “Andrà tutto bene” che ormai circola in rete da diversi giorni.

Vi ricordate il Salmo 91 con cui abbiamo aperto?

“Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore e dalla peste micidiale..." (Salmo 91:3)

La “peste micidiale” è una frase che è usata spesso nell'Antico Testamento, ed era il segno della punizione divina talvolta per i popoli che circondavano il popolo di Dio, ma talvolta anche per il popolo di Dio quando era disobbediente.

Era il “giudizio” di Dio sull'operato dell'uomo. Le cose non “andranno bene”, ma andranno sempre peggiorando; lo dice Gesù in Matteo e in Marco quando parla della “desolazione dell'abominazione.

“Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria.” (Matteo 24:29-30)

Non andrà tutto bene per chi non avrà creduto in Gesù e a lui si sarà affidato. Forse scamperanno il Covid-19, o anche il prossimo virus letale... ma la “peste micidiale”, il giudizio di Dio sulle loro vite
la scamperanno solo attraverso Gesù.

C.S Lewis ha detto: “Dio sussurra nei nostri piaceri, parla nella nostra coscienza, ma urla nelle nostre pene: è il suo megafono per risvegliare un mondo sordo.”

Un altro modo di dire è che “Dio sussurra nel vento ma urla nella tempesta”.

Quella che stiamo affrontando è una tempesta; e Dio sta urlando nelle pene di milioni di uomini e donne per farsi ascoltare.

Tocca a me e a te essere il suo megafono.

Preghiamo.
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Adorare è... leggere la mente del Padre | 8 Marzo 2020 |
Adorare è anche fare un viaggio nella Parola di Dio per essere trasformati per sempre.
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Tempo di lettura: 11 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 33 min.
Una delle cose che mi piaceva da bambino, era andare al lago e fare la “ranocchia”.

Chi di voi sa cosa sia? La “ranocchia” è prendere un sasso piatto   farlo rimbalzare sulla superficie, per vedere quanti salti siamo capaci di fargli fare.

Nulla di male, se lo faccio al lago, anche adesso che ho 57 anni... Ma il problema è che la “ranocchia”  illustra bene la maniera di leggere la Bibbia  che avevo quando ho iniziato a seguire Gesù.

Cosa voglio dire con questo? Che ero “fiero di “quanto” leggevo, di quanti “salti” facevo fare al mio impegno di lettura sulla superficie della Parola di Dio...

Ma il problema è che “rimbalzavo” sopra di essa, senza mai andare in profondità, senza fermarmi, immergermi in essa, preso come ero a contare i capitoli della Bibbia letti.

Leggevo molto, ma la lettura sembrava non avere nessun impatto sulla mia vita. Leggevo,  e restavo come ero. Rimbalzavo sul pelo dell'acqua e la Parola di Dio neppure mi bagnava.

In una frase, continuavo ad essere lo stesso Marco anche se leggevo sei ore al giorno.

Era questa la volontà di Dio per me? Voleva che diventassi un lettore assiduo oppure voleva che io traessi dalla sua Parola qualcosa di diverso, di migliore?

Qualcosa che mi cambiasse che mi trasformasse... Paolo dice in Romani:

“Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2a PV)

In questo brano ci sono tre  parole “interessanti”: la prima è “adattatevi”. In greco è scritta “???????????” “sysche?matizo?” che significa “compararsi agli altri per essere uguali agli altri”

Il Signore sta dicendo qui che spesso noi ci “compariamo” con gli altri perché abbiamo voglia di essere uguali agli altri.

Vi suona familiare? Quanti di voi sono stati adolescenti negli anni settanta? Vi ricordate  i jeans “ a zampa d'elefante”? Quanti li hanno portati? Per sentirci “diversi”  ci vestivamo “tutti uguali”

L'altra parola interessate che usa Paolo è “siate trasformati”  in greco “??????????”  “metamorphoo?” composto da “meta”  = al di là, in seguito, dopo” e “morphoo?” = forma, per cui “una forma dopo”,  “un'altra forma”.

L'ultima è “rinnovamento” in greco “???????????” “anakaino?sis” composto sa “ana" = dentro” e "kainosis" = nuovo.

Vogliamo fare il solito gioco? Sostituiamo queste frasi nel versetto di Paolo e vediamo se ci dice qualcosa:

“Non comparatevi agli altri per essere uguali agli altri, alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma abbiate un'altra forma mediante un dentro nuovo della vostra mente” (Parafrasi Romani 12:2a PV)

Paolo ci dice:  “non vi guardate intorno per vedere come essere, ma pensate alla forma che avrete dopo attraverso il nuovo che avete dentro.".

Il bruco che sta nel bozzolo si gira intorno.. e cosa vede? Altri bruchi! Ma dentro il suo DNA c'è qualcosa che non lo fa restare bruco per sempre, ma gli da una forma nuova, quella di una farfalla.

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

Le volte scorse avevamo detto che adorare Dio è  affermare che Dio vale per me riallineare la mia vita sotto il trono di Dio offrirgli  tutto di me, anima e corpo

Pensare come pensa Dio

L'ultimo passo nell'adorazione che vi voglio far fare oggi è appunto mettere dentro noi quel quel “dentro nuovo” per avere “un'altra forma”:  pensare come pensa Dio.

Adorare Dio è ANCHE far si che i miei pensieri siano gli stessi di Dio.

Vi ho raccontato che da giovane leggevo molto ma non cambiavo affatto. Quale era il problema? Stavo leggendo a “ranocchia”, non andavo in profondità  e non riuscivo a capire  cosa pensasse realmente Dio

Leggi  in profondità, non in distanza

Io facevo il “salto in lungo” quando mi avrebbe giovato di più fare il “salto dentro” la Parola.

Cosa succede quando “salto dentro” quando mi immergo nella Parola?

Questo è un bicchiere di acqua. E tra l'altro non è nemmeno di acqua bollente,  perché spesso, quando leggiamo la Bibbia,  arriviamo che non siamo molto “bollenti” per farlo.

Questa è una bustina di the. Cosa accade quando immergo la bustina una sola volta? Assolutamente niente! Ma se lascio la bustina per 10:15 minuti,  l'acqua assumerà il colore, il sapore e il profumo del the.
(immergi la bustina di the nell'acqua )
L'acqua rappresenta la nostra anima e la busta di the è la Bibbia: per essere trasformato da quello che sono (acqua) in quello che Dio vuole divenga (the), devo “immergere” la Sua Parola dentro di me.

Come faccio?

Viaggiare nella Parola

Devo “viaggiare nella Parola di Dio”. Una delle cose che mi piaceva di più da ragazzo  era di prendere la mia 500,  mettere su una cassetta che mi piaceva,  e fare delle lunghe passeggiate.

Mi piaceva andare lontano da casa,  per vedere nuovi posti che erano differenti  da quelli dove vivevo ogni giorno, fermarmi per vedere un bel panorama,  fare una foto,  spedire una cartolina,  e poi si tornava a casa.

Quando viaggio nella Parola di Dio faccio più o meno le stesse cose che facevo viaggiando con la mia 500!

Sei passi per viaggiare nella Bibbia

1) Fai il pieno

Per andare lontano, dovevo avere il pieno nella mia 500: è la stessa cosa che accade leggendo la Bibbia:

Paolo dice questo:

“E nessuno può conoscere i pensieri di Dio, eccetto lo Spirito che viene da Dio. Ora, il Signore ci ha dato il suo Spirito, che non è lo spirito del mondo, per farci conoscere i doni meravigliosi e gratuiti che egli ci ha dato...Ma l’uomo che non è cristiano non può capire, né accettare le verità che lo Spirito Santo rivela; gli sembrano una pazzia e non le può capire, perché soltanto chi ha lo Spirito Santo dentro di sé può comprendere ciò che lo Spirito intende. Noi cristiani, invece, abbiamo la mente di Cristo.” ( 1 Corinzi 2: 11b-12, 14, 16b PV)

Paolo dice: ”Fai il pieno! Riempiti di Spirito Santo per capire ciò che leggi!” Come? Semplicemente... chiedi! “Signore, lo so che senza l'aiuto dello Spirito Santo, tutto quello che leggerò sarà difficile da capire Allora, puoi farmi un pieno di Spirito Santo così da avere orecchie per sentire quello che tu hai da dirmi per la mia vita di oggi?”

2) Scegli il tuo percorso

Quando viaggiavo,  qualche volta mi piaceva  fare strade  che conoscevo bene e che mi piacevano molto.

Altre volte invece mi piaceva  esplorare nuove strade,  strade dove non ero mai passato.

Cosa significa questo parlando della Bibbia? Che alcune volte leggerai passi che conosci a memoria e godrai le curve che già conosci, ti farà piacere vedere di nuovo quei panorami.

Altre volte, invece, leggerai passi completamente nuovi, altre curve e altri panorami.

La differenza tra il leggere e il leggere la Parola di Dio sta nel fatto che Dio ti parlerà  sia che siano curve e panorami già conosciuti, sia che siano completamente nuovi Paolo dice:

“Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è stato ispirato da Dio e serve ad insegnarci la verità, ci convince, ci corregge e ci aiuta a fare ciò che è giusto. In questo modo il credente viene perfezionato e preparato a fare opere buone. (2 Timoteo 3:16-17)

Una sola accortezza: quando hai scelto un percorso, finiscilo! Non tornare indietro! Termina la strada!

3) Rallenta e goditi il panorama

Le strade che mi piacevano di più,  erano le strade con le curve,  perché mi obbligavano ad andare più piano, e così potevo gustare meglio  ciò che vedevo fuori dal finestrino.

Leggere velocemente la Bibbia è come andare in autostrada: non vedi nulla, e ti fermi all'autogrill solo per andare alla toilette!

Rallenta, invece, fatti qualche domanda: “Cosa succede negli altri versetti del libro?  Cosa mi dice questo passo del carattere di Dio?  Cos'è che non ho mai visto nella Bibbia e che invece vedo ora?”

Ricordati che quando leggi la Bibbia  sei alla presenza di Tuo Padre! E lui non ha fretta!

4) Fermati in un punto panoramico

Quando trovavo un luogo veramente bello,  magari indicato da una freccia con su scritto “belvedere”,  allora parcheggiavo la macchina,  prendevo la mia macchina fotografica,  e scendevo per apprezzarlo più da vicino.

Vedrai che leggendo la Bibbia accadrà lo stesso. Alcune volte ti sembrerà che Dio sia dietro di te ti batta sulla spalla dicendo:  “Fai attenzione, perché questo passo è importante per te!”.

Quando accade,  fermati, scendi,  e vai a vedere più da vicino cosa c'è.

Uno dei metodi più semplici è quello che si chiama “leggi e enfatizza”

Ti spiego cosa significa. Prendi la prima parte di Colossesi 3:16, per esempio. Il versetto dice:

“La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente" (Colossesi 3:16)

La prima volta che leggi il versetto, enfatizza la parola “parola"." Quale è la cosa veramente importante? Che la Parola di Dio abiti nella tua mente.

Enfatizza poi la seconda parola del versetto, "Cristo". A chi appartiene la Parola? A Cristo, al Salvatore, al Figlio di Dio... Non è una parola comune!  E' Cristo che ti parla!

Enfatizza quindi la parola "abiti".  Cosa significa "abitare"? Risiedere in un posto per molto tempo. La Parola deve risedere in te,  stare dentro di te non per un week end, non per un mese, non per un anno, ma deve essere inquilino stabile.

Enfatizza poi la parola "in". Cosa significa? Che è dentro, non intorno, non sopra, non a lato,
ma dentro. E' lì che deve stare per darti la forza di non comparti, di avere una forma successiva, di avere un dentro nuovo.

Siamo a "voi".  La Bibbia non dice che la  Parola di Dio  abita nei predicatori, nei missionari, nei pastori, ma in VOI, in te che credi e che la stai leggendo. Non è per gli “specialisti” ma è per tutti.

Infine,  "abbondantemente". Che cosa significa?  Che non basta un po' di Parola, ma che ne serve tanta, in abbondanza, più ce n'è, meglio è.

Quando fai questo processo tu stai liberando energia che ti cambia, perché capisci meglio la volontà di Dio per te, e gli permetti di parlarti.

Chiedigli: “Signore, mi stai dicendo che io posso portare Cristo con me in ogni istante? Vuoi che gli faccia uno spazio dove risieda sempre dentro di me? E' questo quello che mi stai dicendo?"

5) Fatti un selfie

Alla mia epoca non c'erano gli smartphone, che mi permettevano di immortalarmi da solo con su lo sfondo del posto che visitavo, ma prendevo comunque foto per ricordarmelo. Con la Parola di Dio è la stessa cosa.

La Bibbia dice che  la Parola di Dio è sia una lampada che uno specchio  per la nostra anima. Una luce per illuminarci e uno specchio in cui vedere se stessi.

Prendi il passo che stai leggendo, e mettitici dentro. Mettiti all'interno del panorama come in un selfie. Come ti ci vedi?  Cosa dovresti fare o non fare?  Cosa devi cambiare? Domandati: “In questa luce, c'è qualcosa che ora mi è più chiaro e che non avevo visto prima?”.  Oppure: “In questo specchio, cosa devo cambiare nella mia vita?”.

6) Spedisci un WhatzApp a casa

Qualche volta, nei miei viaggi,  trovavo anche il tempo di fermarmi,  comperare una cartolina,  e scrivere a qualcuno per condividere  quello che avevo visto di bello in quel luogo.

Ormai non si mandano più cartoline, si condividono post, storie, foto sui “social”.

Questo è il momento in cui  la lettura e la meditazione  diventa preghiera.

Io ho ancora una agenda di carta su cui metto i miei appunti  e la data di quando li ho scritti

Se fai come me in forma cartacea, o elettronica, nel futuro ti ricorderà dove sei stato  e cosa hai visto, sentito e provato vedendo quel panorama, leggendo quel brano.

Se leggi la Bibbia in questo modo,  oltre ad appendere di più, oltre a darti la forza per cambiare tu permetterai a Dio di guidare ANCHE la tua preghiera,  pregando ciò che Lui vuole che tu preghi.

In una parola: tu starai leggendo la mente di Dio e la sua volontà per te.

Questo cambierà in maniera permanente   e irreversibile il tuo modo di essere ...proprio come la busta di the  ha cambiato in modo permanente e irreversibile  il bicchiere d'acqua.

(pendi il bicchiere)
Ora l'acqua ha acquisito  il colore,  il sapore  e l'odore della busta di the.

Ma è accaduta anche un'altra cosa fondamentale: questo non è più un bicchiere d'acqua,  con una bustina di foglie di the dentro... Questo è un bicchiere di the; la sua natura è cambiata  in maniera permanente e irreversibile.

Questo è ciò che succede alla tua anima  quando la Parola di Dio
abita in te abbondantemente.

Come la busta ha cambiato l'acqua in the,  la Parola di Dio cambierà completamente te stesso (o te stessa).

“Non comparatevi agli altri per essere uguali agli altri, alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma abbiate un'altra forma mediante un dentro nuovo della vostra mente” (Parafrasi Romani 12:2a PV)

Non ti comparerai più agli altri per essere uguale penserai ad avere ”un'altra forma”,  al tuo “dentro nuovo”.

Non continuerai più a sentirti bruco tra i bruchi ma avrai la certezza della farfalle che è in te, pronta ad aprire le ali e a librarsi, attraverso la potenza della Parola di Dio.

Conclusione

Adorare e... una costante,  silenziosa,  segreta conversazione con Dio;  e questo è il segreto dell'amicizia  con il tuo Padre Celeste.

Fermiamoci a pregare.
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Adorare è... offrire tutto di me al Padre | 1 Marzo 2020 |
Adorare è anche offrire il mio corpo, la mia mente, tutto di me al Padre ed essere riempito del suo Spirito.
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 32 min.
Quanti di voi vedono almeno un telegiornale al giorno? Quale di queste due affermazioni  rispecchia meglio i vostri sentimenti dopo aver ascoltato le notizie?

Il mondo è un posto stupendo, popolato da persone stupende e gentili che si adoperano per il bene di tutti.

Oppure:

Il mondo è un posto tremendo, popolato da esseri orribili che opprimono i più deboli per il loro utile personale.

Temo che percentualmente siate più d'accordo con la seconda affermazione; magari non pensare a qualcosa di così estremo, magari qualcosa che sia una via di mezzo, ma certo, il sentimento comune è che il mondo non è il Paradiso Terrestre, ma che assomiglia spesso di più ad un Inferno.

A me capita talvolta di pensare: “Ma come fa Dio a sopportare tutto questo? Se Dio vede, non può che  odiare il mondo! Con tutto il male, i peccati, la violenza che c'è, quando guarda giù di certo non sorride, ma anzi avrà una faccia piena di  disgusto!”

Sapete quando mi capita? Quando non rifletto,  quando mi faccio trascinare da ciò  che vedo e che ascolto,  quando lascio libro il mio “lato negativo”. Quando dimentico questo versetto che so recitare così bene a memoria

“Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

Dio è ancora follemente innamorato del mondo!

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

Dopo avervi detto di abbracciare il Padre per adorarlo, e di riallineare la vostra vita colTrono di Dio per adorarlo, oggi voglio portarvi un passo più avanti.

Offrire tutto di me al Padre

Cosa vede Dio quando guarda giù? Vede gli uomini e le donne per le quali ha mandato a morire suo Figlio, li vede bisognosi di ritrovare il Suo amore.. e vuole arrivare a loro e dare quell'amore ANCHE attraverso te e me:

Paolo a scritto in Romani 12:1:

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente...” (Romani 12:1a) 

La parola che Paolo usa e che è stata tradotta con “corpi” è “????” “so?ma” che significa il corpo “fisico” ( (viene usato anche in italiano: “i tratti somatici”, ovvero i tratti del corpo).

Ma per gli ebrei, corpo mente ed anima  erano un tutt'uno: quando dice “corpo” sta dicendo “offri tutto di te a Dio”.

Ma perché è così importante offrire il “corpo” offrire tutto di noi?

“Non avete ancora capito che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che vive in voi, lo stesso Spirito che Dio vi ha dato? Il vostro corpo adesso non appartiene più a voi stessi, perché Dio vi ha comprato a caro prezzo. Perciò, usatelo per rendere gloria a Dio. ” ( 1 Corinzi 6:19-20 PV)

L'abbiamo già visto nel primo messaggio: dove si incontrava Dio col suo popolo nell'Antico Testamento? Nel tempio!

Il Tempio non c'è più dal 70 DC, ed è stato sostituito da un tempio “portatile” che non è fatto di pietra e legno.

Paolo sta dicendo che  il mio corpo è il luogo dove Dio è presente sulla terra!

Questo significa che ci saranno persone che udranno la voce di Dio attraverso di te; ma non la udranno  fin quando tu non parlerai loro di Dio e della sua Parola.

Ci saranno persone che vedranno il volto di Dio attraverso di te; ma non vedranno mai il volto di Dio fin quando non vedranno il suo amore brillare nei tuoi occhi.

Ci saranno persone che sentiranno il tocco di Dio; ma non sentiranno mai il tocco di Dio fin quando tu non le raggiungerai con la  pietà e la compassione delle tue mani.

Il tuo corpo fisico è uno degli strumenti con cui Dio arriverà nella vita di altre persone

“Io uno strumento di Dio? Senti Marco, conosco i miei peccati,  conosco i problemi con cui lotto da anni, conosco le mie abitudini e il mio modo di pensare. Per rendere possibile tutto questo prima devo buttare via un bel po' di immondizia e  far spazio allo Spirito Santo! Credimi, vorrei... ci ho provato... ma non so farlo!"

Semplicemente, non è che “non sai”... non puoi! Non puoi … Non con i tuoi sforzi, non da solo...

Gesù ha detto in Giovanni 15:5:

“Senza di me, invece, non potete far nulla” (Giovanni 15:5b PV)

Non poco... non qualcosa...  nulla!

Un attimo... ma  Paolo  in Filippesi 4:13 mi dice:

“Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica.” (Filippesi 4:13b ND)

Se da un lato non posso fare nulla senza di Gesù,  dall'altro posso qualsiasi cosa attraverso di lui. Non ci sono vie di mezzo: o tutto o niente. Devo avere la sua forza nella mia vita

In quali campi mi mi dà forza?

Gesù mi dà forza per adempiere i miei compiti nella vita.Gesù mi dà forza per influenzare il mondo attorno a me.Gesù mi dà forza per sopportare i pesi e le prove nella vita.Gesù mi dà forza per resistere alle tentazioni.
Tutto questo,  attraverso lo Spirito Santo.

Come essere ripieni di Spirito?

Cosa significa “essere ripieni di Spirito”. E' qualcosa che accade  una volta e via nella vita? O piuttosto è qualcosa che mi accade  di tanto in tanto, periodicamente?

Paolo dice in Efesini 5:18

“...siate invece pieni di Spirito Santo” (Efesini 5:18b PV)

Il termine che usa Paolo per “pieni” è “??????” “ple?roo?”; che non significa tanto “riempire qualcosa vuoto”, ma piuttosto “aggiungere così che sia pieno”.

Paolo sta dicendo “dovete far si che siate COSTANTEMENTE pieni di Spirito Santo” Voglio mostrarvi cosa intende Paolo con un'illustrazione

(prendi il bicchiere e riempilo di acqua)
Quando abbiamo creduto,  quando abbiamo accettato Gesù nei nostri cuori,  abbiamo ricevuto un “pieno” di Spirito Santo in noi.

Ma poi la vita è quello che è,  e abbiamo cominciato ad aggiungere  cose che realmente non dovrebbero esserci, tipo:

ACETO = è liquido, può sembrare anche acqua... ma puzza rappresenta il senso di superiorità - (“farisaico”) “Io sono meglio degli altri credenti”, io non commetto quel peccato che lui commette”...  e alla fine diventiamo fieri  della nostra superiorità spirituale rispetto agli altri.

Ma anche se è liquido,  e noi possiamo far finta che sia acqua,  gli altri lo sentono a distanza...  perché ne sentono l'odore, come per l'aceto.

PEPERONE: brucia se si poggia sugli occhi o sulla lingua; rappresenta la rabbia. La rabbia che scarichiamo contro il nostro sposo, o la nostra sposa,  contro i nostri figli, contro i nostri compagni di lavoro. Sappiamo che non dovremmo,  che quando gliela buttiamo in faccia  ha lo stesso effetto del peperone gettato negli occhi

BIRRA: se ne metti troppa e con troppa velocità,  diventa tutta schiuma e non puoi bere nulla; rappresenta la dissolutezza.

Nella prima parte versetto che ho citato prima di Efesini 5:18, Paolo dice:

“Non siate dediti all'alcool che ha conseguenze dannose; siate invece pieni di Spirito Santo”(Efesini 5:18a PV)

Una delle caratteristiche di quando beviamo troppo alcool è la “nebbia mentale”,  che copre tutto; non riusciamo più a vedere bene, né a pensare bene,  né a camminare bene.  Siamo come dentro una “nuvola” che ci isola dal resto,  come fa la schiuma con la birra.

Può essere qualsiasi cosa che “copre” e diventa una mania:  TV, internet, sport, famiglia... Paolo ci dice che le cose, se prese con moderazione,  persino l'alcool, sono buone  (suggerisce a Timoteo di bere vino per la sua salute!):  ma quando ne abusiamo  hanno conseguenze dannose per la nostra vita di credenti.

SENAPE: la senape è famosa per macchiare di giallo dove si posa; rappresenta l'egoismo. Se facciamo le cose per noi stessi,  le tracce di sporco si vedono,  ed è difficile mandarle via.

SALSA DI WORCESTER: ha un sapore intensissimo se la metti troppa, non senti nessun altro sapore; rappresenta l'invidia. Il lavoro, la casa, la famiglia... ci sono una marea di campi dive la applichiamo ; pensiamo “perché a lui si e a me no? IO mi merito quello, non lui!”.

Il problema con l'invidia è che, alla fine,  non riusciamo ad apprezzare ciò che abbiamo,  perché passiamo il tempo ad invidiare altri per le cose che non abbiamo.

LIMONE: ha un gusto acido ed amaro; rappresenta l'amarezza. Nasce dal non perdonare le offese,  dall'essere offeso sempre anche dalle piccole cose,  dal portare ancora le ferite del passato  e dal non volerle lasciar andare. Sappiamo che dovremmo perdonare...  ma decidiamo di rimanere arrabbiati, e amari.

SALSA DI SOIA: è nera, e salatissima; rappresenta tutto ciò che è più oscuro nelle nostre vite. I siti internet dove navighiamo e non dovremmo,  i film che vediamo e che non dovremmo,  i post sui social che leggiamo e non dovremmo, i pensieri malvagi.

Vi ricordate? Questo bicchiere era pieno di acqua pura, pieno di Spirito Santo.... Ma è diventato così a causa di quelle abitudini  con le quali lottiamo  e da cui non riusciamo a liberarci,  vivendo come schiavi di esse.

Spesso le odiamo, e  vorremmo separarci da esse;ì quando pensiamo che siamo credenti e dovremmo amare il Signore ci chiediamo: “che razza di credente sono se continuo a fare queste cose qui!” ...e ci sentiamo impotenti, ipocriti, falsi!
(mescola il bicchiere)
Eccoci qua, uomini e donne di Dio, ripieni di Spirito Santo,  pronti per andare a compiere il proprio servizio per il Signore!

Tra un minuto berrò questo bicchiere,  ma prima voglio domandarti: ti ci ritrovi anche tu?

Stai lottando contro cose che sai non dovresti fare e invece continui a fare?

Stai pensando: “Io lo so come sono dentro! E per fortuna gli altri non possono vedere dentro me come realmente sono! Devo levare almeno qualcosa, magari il peperone della rabbia, o il limone dell'amarezza, o la salsa Worcester dell'invidia...”

Il problema è uno: non puoi. Non puoi estrarre un solo elemento, quello che reputi più grave e lasciare gli altri.

Per ripulire la tua vita  devi tornare alla fonte della potenza  che aveva riempito la tua vita all'inizio:

Gesù ha detto in Giovanni 7:38

“Da chi crede in me, come dice la Scrittura, sgorgheranno fiumi d'acqua viva" (Giovanni 7:38 PV)

(comincia a versare acqua fresca nel bicchiere)
Devi tornare dunque alla fonte, e dire:  "Gesù, io credo in te, e credo che da me sgorgheranno fiumi d'acqua viva. E so anche che senza di te io non sono capace di purificare me stesso. Io ti offro il mio corpo come un sacrificio vivente! Vieni nella mia vita, e purificami! Ho bisogno di più calma, di più gioia, di più speranza, di più amore, di più gentilezza, di più ...”

Il Signore verserà in te  nuova acqua di vita,  nuovo Spirito Santo,  fino a che tutta l'acqua inquinata  sarà rinnovata da quella fresca e vivente!

Vi ho detto che avrei bevuto il bicchiere... ora posso farlo!

(bevi dal  bicchiere)
Potresti comunque pensare  che ci sono cose pesanti come sassi nella tua vita,  le dipendenze veramente grandi,  che non “escono” dal tuo bicchiere”  semplicemente versandoci acqua nuova sopra.

Ricorda quello che fa il fiume con le rocce;  col tempo e con la costante corrente,  anche le montagne diventano sabbia!  E la sabbia può uscire facilmente dal tuo bicchiere!

Come faccio in pratica?

Eravamo partiti dicendo  che posso adorare Dio  offrendogli tutto di me  il mio corpo come un atto di adorazione.

Come faccio in pratica? Posso dirti quello che faccio io la mattina.

Semplicemente, chiedo! La mattina ho due sveglie, una che suona alle 6,30 e una che suona alle 6,20.

Quella delle 6,20 è fatta con i suoni  degli uccelli in un bosco. Quando sento quella, e prima che suoni l'altra, chiedo: “Signore, riempimi di Spirito Santo oggi”.

Non è una grande preghiera ciclopica,  non ci vuole una fede che smuove le montagne per farla,  basta quella di un seme di senape; la stessa quantità di fede che avevo  quando per la prima volta ho accettato Gesù  nella mia vita da bambino.

Non è ricevere nuovamente lo Spirito Santo per ottenere la salvezza,  ma solo di “riconnettermi” a Lui,  e di ricordare che senza di Lui  non posso fare nulla, ma che attraverso Lui  posso ogni cosa.

Chiedo una dose nuova di Spirito Santo  per affrontare la giornata  per adempiere i miei compiti,  influenzare il mondo,  sopportare gli attacchi  e resistere alla tentazione.

Per non dimenticare

Spesso ci dimentichiamo di iniziare la nostra giornata  dando lode al nostro Signore. Viviamo di corsa, e dimentichiamo la cosa più importante, chiedere la potenza  per vivere la nostra giornata  come un atto di adorazione, e lavare via i nostri peccati.

Stasera,  metti sotto al letto, dalla tua parte, qualcosa che ti servirà domani mattina quando ti alzi: una pantofola, gli occhiali, il cellulare.

Domani mattina,  quando ti dovrai inginocchiare per trovarla,  ricordati di chiedere lo Spirito Santo,  e prega qualcosa simile a  qualcosa tipo questa:

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Signore, ammetto che senza di te non posso fare nulla, ma che attraverso Gesù che mi da forza posso fare qualsiasi cosa. Per questo ti offro oggi il mio corpo come un atto di adorazione. E ti chiedo: puoi riempirmi, Signore, col tuo Spirito Santo! Puoi darmi la forza per ciò che devo affrontare oggi? Puoi darmi la forza per influenzare il mondo per il tuo regno? Puoi darmi la forza per sopportare e resistere alle prove che potrei trovarmi ad affrontare oggi? E puoi darmi la forza per resistere alle tentazioni? E poi, Signore, guarda attraverso i mie occhi e dimmi cosa vedi. Ascolta attraverso le mie orecchie e dimmi cosa senti. Usa le mie mani per toccare il mondo che incontrerò oggi con la tua grazia, la tua misericordia e la tua compassione. Lo so, Signore, che ami ancora questo mondo., per questo io t'invito ad amarlo attraverso me quest'oggi. Te lo chiedo in nome di Gesù. 
Amen
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Inizierai la tua giornata con una dose nuova di Spirito Santo,  con cui essere riempito fino all'orlo.

Preghiamo.
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Vuvuzelas di Dio: incontrare Dio al suono della tromba | 23 Febbraio 2020 |
Il ritorno di Gesù ACCADRA'! Ma nessuno sa quando! Meglio essere pronti , celebrando ora quello che avverrà quel giorno.
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Tempo di ascolto audio/ visione video: 40 min.
Messaggio di Mario Forieri
“Parla ai figli d'Israele e di' loro: Ecco le feste dell'Eterno che voi proclamerete come sante convocazioni. Le feste sono queste: Si lavorerà per sei giorni, ma il settimo giorno è un sabato di riposo e di santa convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno; è il sabato consacrato all'Eterno in tutti i luoghi dove abiterete. Queste sono le feste dell'Eterno, le sante convocazioni che proclamerete nei loro tempi stabiliti.” (Levitico 23 :2-4)

“Parla ai figli d'Israele e di' loro: Nel settimo mese, il primo giorno del mese avrete un riposo solenne, una celebrazione festiva annunciata a suon di tromba, una santa convocazione. Non farete in essa alcun lavoro servile e offrirete all'Eterno dei sacrifici fatti col fuoco.” (Levitico 23:24-25)


“Il terzo giorno, come fu mattino, ci furono tuoni, lampi, una fitta nuvola sul monte e si udì un fortissimo suono di tromba. Tutto il popolo che era nell’accampamento tremò. Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento per condurlo a incontrare Dio; e si fermarono ai piedi del monte.” (Esodo 19:16 -17)

“Fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza.  Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati;  perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo;  poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole. (1 Tessalonicesi 4:16-17)

“Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo], ma tutti saremo trasformati,  in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati.  Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità.” (1 Corinzi 15: 51-52)

“Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi.” (Giovanni 14:2)

“Colui che attesta queste cose, dice: «Sì, vengo presto!» Amen! Vieni, Signore Gesù!” (Apocalisse 22 :20)

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Adorare è...rimanere sotto il Trono del Padre | 16 Febbraio 2020 |
Dio non gioca mai a nascondino coi suoi figli e le sue figlie, ma ti chiede di riallineare la tua vita con Lui per poterti dare le Sue benedizioni.
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Tempo di lettura: 12 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 32 min.
Vi ricordate dei giochi che facevate quando eravate bambini? Se avete dai quaranta anni in su, eravate come me, abituati a giocare “col niente”!

Quando ero bambino non c'erano gli smartphone, e neppure la Play Station. La cosa più tecnologica con cui giocavo erano i trenini o l'allegro chirurgo!

E' per questo che eravamo abituati a giocare “col niente”, semplicemente con i posti dove vivevamo, le strade, le campagne, le case diventavano i nostri “giocattoli preferiti”!

Penso che il gioco che meglio spieghi il concetto di “giocare col niente” sia il “nascondino”.

Cosa serve per il “nascondino”? Almeno tre persone, un posto abbastanza grande (un giardino, una casa), … e un po' di tecnica acquisita con l'esperienza.

Per esempio, giocando a nascondino, col tempo avevo imparato  che il nascondiglio ideale doveva essere buio e doveva essere angusto, stretto, piccolo.

Sapete quale era  il mio nascondiglio preferito? Ve lo mostro:


Ero molto piccolo, e riuscivo ad entrare dentro la macchina da cucire di mia madre; potevo restare per ore là  senza che nessuno mi trovasse.

L'altra cosa che avevo imparato è che non dovevo muovermi! Dovevo stare assolutamente fermo.

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

La scorsa settimana abbiamo detto che “adorare”  è scoprire che Dio mi cerca, e con l'adorazione io lo abbraccio per farlo esultare con canti di gioia.

Oggi  voglio sfidarvi a vedere l'adorazione come qualcosa di più di accorgersi di Dio e di abbracciarlo.

Il salmo 22 dice:

“Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi,e anche di notte, senza interruzione. Eppure tu sei il Santo, che siedi circondato dalle lodi d'Israele.” (Salmo 22:2-3)

La parola che viene tradotta con “siedi” in ebraico è “?????? " “ ya?s?ab?” , che è un termine che normalmente  veniva riferito a chi sedeva  non su di una sedia, ma su di un trono. Infatti un'altra versione traduce così:

“Eppure tu sei il Santo,tu siedi in trono fra le lodi d'Israele.” (Salmo 22: 3 CEI 2008)

Davide stava parlando di Dio, del suo Signore, del suo RE che siede su un trono, e dice che siede circondato dalle “lodi”, ovvero da persone che adorano.

Isaia al capitolo 6 usa più o meno la stessa immagine,  ma ci da più dettagli  di come e dove siede Dio:

“Nell'anno della morte del re Uzzia, vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio.” (Isaia 6:1)

Che strano! Sia Davide che Isaia raccontano di una situazione di crisi, Davide inseguito da Saul per ucciderlo Isaia senza più un re che governi, ma tutt'e due hanno la visione di Dio seduto sul trono!

Ma, attenzione, con una differenza sostanziale:  Davide si lamenta che Dio è lontano, Isaia invece vede Dio seduto (in Cielo) e i lembi del suo mantello arrivare fino a dentro il Tempio (in terra) e riempirlo.

Cosa significa questo? Significa due cose fondamentali:

1. nei momenti di crisi, Dio continua ad essere RE (come afferma Davide)
2. nei momenti di crisi, il suo mantello riempie il Tempio (come dice Isaia).

L'abbiamo detto tante volte: dov'era la presenza di Dio prima di Gesù? Nel Tempio!

Ma, un attimo, il Tempio non c'è più, è stato distrutto dai Romani nel 70 DC! Dov'è allora Dio, adesso?

 “Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1 Corinzi 3:16)

Quale tempio, allora, riempiono i lembi del mantello di Dio  nei periodi di crisi? Certo, stanno riempiendo ancora il Tempio di Dio; solo che stavolta non è un luogo fatto di colonne e travi di legno, ma un corpo fatto di carne e sangue. Tu ed io siamo il Tempio di Dio.

Perché il lembi del mantello? Cosa stanno a significare? Vi ricordate la guarigione della donna col flusso di sangue? Cosa disse la donna?

“Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva.” (Marco 5:28)

Gli Ebrei sapevano di non poter stare alla presenza di Dio; solo il Sommo Sacerdote, una volta all'anno, dopo aver fatto tutte le possibili e immaginabili purificazioni, poteva entrare nel “Luogo Santissimo”, dove era l'Arca del Patto con dentro le Tavole della Legge, i Dieci Comandamenti, che pensavano fosse il posto dove Dio poggiava i suoi piedi.  Per questo si immaginavano di poter ricevere benedizione e Grazia solamente toccando una minima parte di stoffa che fosse a contatto con il corpo del Signore.

La vedova credeva in questo, e la vedova aveva ragione, perché fu guarita dall'aver toccato il lembo della veste di Gesù

Dio stava dicendo ad Isaia in visione: “Guarda, io sono sopra di voi, la mia benedizione e la mia grazia sarà efficace per voi che mi adorate, nel tempio.”

Però... c'è un problema. La visione di Isaia è chiara: i lembi del mantello di Dio  scendono nel tempio... da sopra a sotto. Questo significa che il tempio  deve “stare sotto” “essere allineato” con Dio.

E' molto più probabile  che possa mangiare e far festa con il Re  se sto già sedendo ai suoi piedi. E' molto più probabile che mi bagni  se sto in mezzo ad un fiume,  piuttosto che in mezzo al deserto.

La Grazia di Dio  è cibo per le nostre anime affamate; la Grazia di Dio  è acqua fresca per la nostra sete di giustizia. ...ed adorare Dio mi pone nel bel mezzo  del fiume che è la Grazia di Dio.

Davide ha detto:

“Eppure tu sei il Santo, che siedi circondato dalle lodi d'Israele.” (Salmo 22:3)

Se sto lodando Dio, se lo sto adorando questo significa che sono “sotto di lui” e che la sua Grazia (i lembi del suo mantello) possono riempire il tempio, ovvero me stesso, proprio nel momento del bisogno, così come  era Davide inseguito da Saul.

C'è un problema: parlo per me... voi sicuramente siete differenti. L'ultima cosa che mi sento di fare quando ho un problema grave, quando sono nel bisogno è di “adorare”.

Magari mi lamento, prego, supplico, urlo... ma “adorare”, mettere a disposizione la mia vita allinearmi con Dio e con la sua volontà... beh, quello è un po' più difficile.

Non alzate le mani,  ma quanti di voi, quando hanno avuto una brutta notizia o un periodo difficile, invece di adorare, hanno cercato “gratificazione” in qualcos'altro? Cibo... dormire... alcool... sesso... pornografia... droga... così, tanto per non pensarci.

Lo scrittore di Ebrei dice invece:

“Perciò, avviciniamoci con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare la grazia, quando ne abbiamo bisogno” (Ebrei 4:16 PV)

C'è un versetto nel salmo 89  che ci aiuta a capire  il ruolo che gioca l'adorazione nella vita del credente:

“Felice il popolo che ti sa acclamare:camminerà alla luce della tua presenza, Signore.” (Salmo 89:15 TILC) 

Qui “acclamare” è in ebraco  "?????????", “t?eru?‘a?” che significa “fare un rumore assordante”  Cosa significa “acclamare”? Non è una parola che usiamo spesso, vero? Viene dal latino “clamare” = gridare + “ad” = a, verso",  e significa “gridare ad alta voce con gioia”. Pensate a quello che accade quando ai concerti entra la rock star  o allo stadio entra il bomber.

Il salmista lega il fatto di “acclamare” che è un modo di dire  “adorare Dio”, con la felicità. Sapete vero,  come viene tradotta la parola “felice” nel Nuovo Testamento? Benedetto!

Il salmo dice che se vuoi essere benedetto, se vuoi essere benedetta,  devi acclamare, adorare Dio. E se acclami, adori Dio, dice il salmo camminerai alla luce della Sua presenza 

Come vivi la tua vita? Stai camminando alla luce della sua presenza? Se la risposta è no, probabilmente non sei “sotto il trono”, probabilmente il “lembi del suo mantello  non riempiono il “tempio”  che sono il tuo corpo e la tua mente.

Probabilmente devi “riallinearti” per ottenere benedizioni, Grazia e guida. Devi, semplicemente, tornare ad adorare Dio; con la tua voce,  con la tua obbedienza ai suoi comandamenti con la tua testimonianza di credente.

Cosa c'entra tutto questo col nascondino?

Vi ricordate le caratteristiche  del nascondiglio ideale? Doveva essere buio, doveva essere angusto, stretto, piccolo.

Anche qui parlo per me, voi sicuramente siete diversi: io ho giocato spesso a “nascondino” con Dio... proprio nei momenti più difficili, in quelli dove avrei avuto più bisogno di lui... trovando un posto buio, stretto, dove rimanere da solo. Mi ci rinchiudevo da solo.

Qualche anno scrissi questa testimonianza parlando di un periodo specifico dove ho giocato a “nascondino con Dio”.
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Ognuno di noi passa momenti nella vita dove sembra che Dio si nasconda, dove ci troviamo nel buio, stretti dalle situazioni.

Quest'anno compio venti (ormai sono ventotto, quasi ventinove!!!) anni di servizio al Signore, e prima di diventare pastore di questa comunità, sono stato coinvolto a vario titolo con almeno altre quattro comunità.

In ognuna ho cercato di mettere a disposizione i miei doni e i miei talenti, ma questo spesso non è sufficiente a far si che le cose filino lisce al 100%.

Ad un certo punto della mia vita di credente mi sono trovato ad essere coinvolto, molto coinvolto come anziano nella conduzione di una  chiesa abbastanza grande. Molto coinvolto... molto giovane... e molto inesperto!

Ho cominciato a capire che, sebbene amassi le persone con cui conducevo la comunità, e sebbene loro amassero me, la visione di come portare avanti la chiesa era completamente differente.

Non volevo andare via, perché volevo “dare” ancora ( e anche perché non c'era un gran che da scegliere in zona a quell'epoca...) ma non potevo neppure restare come anziano!

Mi sentivo in trappola, stretto da due lati:  la voglia di andare e mettere dietro le spalle i conflitti,  e quella di restare per poter continuare a dare e ricevere. Pensai che la soluzione migliore fosse quella di abbandonare la conduzione della chiesa e l'anzianato, e rimanere come semplice membro. Non fu una buona soluzione.

Ricordo che in quei giorni non avevo una gran voglia di “adorare” il Signore; cantavo poco in chiesa la domenica, e lo lodavo forse ancora meno durante le mie giornate (o forse non lo lodavo per niente).

Ma, una cosa l'avevo decisa: avrei continuato a servire il Signore lì, senza mormorare né parlare dietro le spalle, perché quello sarebbe stata disobbedienza al Signore, che dice: 

“Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro”, ( Ebrei 13:17)

Io avevo deciso di ritornare ad essere un semplice membro di chiesa che doveva obbedienza e sottomissione agli anziani.  Ricordo che non fu facile, né breve... ma ora, guardando indietro, so che se non avessi preso quella decisione, con tutta probabilità, a distanza di anni, non sarei stato chiamato a piantare una chiesa nella mia città natale. La mia “carriera” di servitore per il Signore si sarebbe interrotta lì.

Avevo pensato che non stessi adorando Dio, in quel periodo... ed invece gli stavo dando un tipo di adorazione differente:  non con la mia voce, non con le mie lodi,  ma “allineando” la mia vita con il Suo volere, obbedendo alle sue leggi, evitando di peccare contro altri.

Ero stato nel buio, ero stato “stretto”, ma da buon giocatore di “nascondino” avevo deciso di “non muovermi”, di fidarmi della promessa che il Signore mi aveva fatto tramite una telefonata di una credente dal Canada, proprio nell'attimo esatto che avevo detto “basta, io non ci vado più in chiesa!”. Una telefonata arrivata dopo nemmeno due minuti dal mio “basta, me ne vado” che diceva :”Stavamo pregando col mio piccolo gruppo ed ho sentito forte che Dio mi chiedeva di dirti che lui ha in serbo per te e per l'opera a Montefiascone delle benedizioni che non  puoi minimamente immaginare”. 

Ero stato nel buio, ero stato sotto pressione, ma ora vedo che in tutto quel periodo, Dio non stava giocando a nascondino con me: lui era lì, era sopra il tempio che io avevo deciso di costruire attraverso la mia obbedienza alle sue leggi. 

L'oscurità che avevo provato erano una piega del suo mantello. La pressione che avevo sentito erano le sue mani che mi mi tenevano stretto al suo fianco. Era lui che mi aveva nascosto, per non farmi trovare dallo scoraggiamento, e per impedirmi di finire il mio servizio a Lui. Avevo sperimentato, senza esserne consapevole, quello che sta scritto nel salmo 91:

“Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente. Io dico al SIGNORE: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!” (Salmo 91:1-2) 

Tutto questo, perché avevo allineato la mia vita alla sua Parola,  il mio comportamento al suo volere.  Perché lo avevo adorato, senza canti e senza lodi, ma con la mia vita.  Ed oggi posso vedere il frutto di quell'adorazione.
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Vorrei ascoltare assieme a voi una canzone.


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"Nascondino" di Scott Alan Hansen
Mi ricordo nel giardino giocavamo a nascondino io e te.Occhi chiusi, tu contavi, mi nascondevo bene da te."Pronto o no, io vengo!" (dicevi) "E ti vedo, sai!Ti faccio tana; sei lì dietro quelle foglie grandi. Arrenditi ormai."
Mi ricordo nel primo giardino l'uomo giocava a nascondino con Dio.Occhi aperti, ma cuore caduto cercava un posto nascosto dal cielo."Pronto o no, io vengo!" (disse Dio) "Uomo dove sei?Non ti nascondere dall'amore che ti può salvare."Perché fuggi da me?"
Nascondino, Nascondino.
Il tempo passa, siamo ormai grandi,giochiamo ancora a nascondino con Dio.Ci copriamo con scuse vane, mascherando i dolori e le paure."Pronti o no, io vengo!" (dice Lui). Il crocifisso Re."Fate di me il vostro nascondiglio.Arrendetevi a me."
Mi ricordo nel giardino giocavamo a nascondino io e te.
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Conclusione

Forse in questo momento ti stai trovando in una situazione  dove sembra che Dio stia giocando “a nascondino” con te. Forse sei nel buio, e sei sotto pressione.

Non cercare un posto buio e stretto, ma cerca il Trono di Dio  e metti la tua vita sotto di esso.

Adora Dio!  Adora Dio con la tua vita!  Adoralo con l'obbedienza alla sua Parola e alle sue leggi!

Vieni ad immergerti nel fiume della sua grazia! Allinea la tua vita sotto il suo trono! Dagli il benvenuto, e fallo partecipe dei tuoi problemi!

Gesù ha detto in Giovanni 4:23:

“...il Padre cerca tali adoratori.” (Giovanni 4:23b)

Usa l'altro trucco del “nascondino” Fermati!  Fatti trovare da lui! Adoralo con la tua vita! Lui sta cercando di te...per poterti inondare di benedizioni!

Preghiamo.
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VIDEO DEL MESSAGGIO A BREVE







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Adorare è... abbracciare il Padre | 9 Febbraio 2020 |
Adorare non è cantare, né pregare, né prostrarsi. Non solo. Adorare è abbracciare il Padre per farlo esultare con canti di gioia.
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Cosa ti viene in mente  quando senti la parola“adorare”? Il problema con questa parola nelle chiese evangeliche è che spesso è associato esclusivamente alla fase del culto prima della predicazione: “Adesso iniziamo con l'adorazione”.

Altre volte è associato ad un tipo di preghiera, spesso fatto a voce alta, occhi chiusi e mani alzate.

Altre ancora a quando le persone si inginocchiano o si prostrano a terra in “adorazione”;
ci sono decine  e decine di dipinti che raffigurano quel santo o quell'altro in “adorazione”.

Ma è davvero tutto questo, oppure non è “solo questo” adorare Dio?

Mi viene da fare una domanda: “Ma a Dio serve davvero che io canti o che mi sdrai per terra?”

Secondo voi, Dio è davvero interessato a sentirci cantare oppure a vederci stesi per terra, o a sentire le nostre alte grida al cielo?

Sembra quasi che Dio sia un po' sordo, e gli serva di “sentirmi forte” per girarsi, oppure che si preoccupi di me solo se sono steso a terra  o se grido ad occhi chiusi: “Si sarà mica fatto male?”

Quasi sembra che io sia “a caccia” di attenzione, che voglia “farmi notare”. Ma sarà davvero cosi? Sono io alla caccia di Dio... oppure è viceversa?

Pensate a come cambierebbe la situazione se l'adorazione non fosse un momento dove sono io ad attirare l'attenzione di Dio, ma Lui ad attirare la mia attenzione su di lui!

Perché dico che cambierebbe la situazione?  Perché significherebbe che non sono io a cercare Dio, ma è lui a cercare me... Come sempre!

Vi ricordate come è iniziato tutto? Quando Adamo ed Eva si erano nascosti per la vergogna di aver disobbedito? Chi è stato il primo a muoversi per cercarli?

“Poi udirono la voce di Dio il Signore, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il Signore fra gli alberi del giardino. Dio il Signore chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?»” (Genesi 3:8-9)

Dio non vuole giocare “a nascondino” con noi, e non vuole neppure  che stiamo distanti da lui per troppo tempo. E' per questo che ha trovato  un “canale diretto”, un luogo dove lui è sempre presente, disponibile, dove ci aspetta ogni giorno.

Quel canale, quel luogo si chiama, appunto, “adorazione”.

Ci fu una donna che chiese a Gesù  dove fosse meglio adorare Dio: e Gesù gli rispose così:

“La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove bisogna adorare».  Gesù le disse: «Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori" (Giovanni 4:19-24)

Gesù risponde in una maniera chiara: “Non ti serve un luogo specifico,  perché Dio è dappertutto... E, soprattutto , E' LUI CHE CERCA TE!”

Dio CERCA chi lo adori: quando pensiamo che siano il canto, la preghiera o il prostrarsi a portarci ad adorare Dio, siamo un po' come la donna al pozzo: stiamo pensando che, per adorare Dio, serve un “luogo”: dentro una canzone,  dentro una preghiera,  dentro una postura del corpo.

Intendere, non voglio scoraggiarvi dal cantare, o dal pregare con le mani alte o prostrati, sono tutte cose buone, e realmente servono a noi, non a Dio!

Dio ci conosce, sa come siamo fatti e sa che queste cose ci aiutano ad adorarlo. Lo ha scritto così tanto nel nostro DNA che è rimasto anche nelle persone che non lo cercano più, e che spesso dicono che Dio non esiste.

Il mondo è pieno di “adoratori”: chi adora un cantante, chi una squadra di calcio, chi il proprio lavoro, chi la propria moglie o il proprio marito.

Ma c'è una differenza sostanziale: né la rock star, né il calciatore, né il datore di lavoro... (e qualche volta né la moglie o il marito!) vanno alla ricerca di chi lo adori  per avere un contatto personale e quotidiano. Se capita di incontrare un proprio fan, magari ci scappa un autografo... ma nulla di più.

Ma Dio, dice Gesù,  è invece alla RICERCA personale, “ cerca tali adoratori” vuole passare tempo OGNI GIORNO con i suoi fan!

Il cammino di un adoratore  non è tanto un “mordi e fuggi”, l'autografo strappato al concerto o alla partita, ma è un modo di vita. Riguarda lo scoprire il segreto dell'amicizia con Dio Non riguarda tanto il fare qualcosa ma riguarda piuttosto essere qualcuno, non “fare” l'adorazione” ma “essere” un adoratore.

Paolo ce lo spiega:

“E così, cari fratelli, vi esorto a dare i vostri corpi a Dio; che siano un sacrificio vivente, santo. Questo è il modo giusto di adorare Dio. Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare da Dio con un completo rinnovamento della mente vostra. Allora sarete in grado, per vostra esperienza personale, di capire qual è la volontà del Signore; vale a dire: tutto ciò che è buono, perfetto è a lui gradito..” (Romani 12:1-2 BDG)

Vivere come un adoratore piuttosto che avere “momenti di adorazione”.

Cosa è “adorazione”?

Ho detto più di una volta che “adorare”: è una parola composta di origine latina,  “orare” = parlare + suffisso “ad” = a,  ovvero parlare a qualcuno.

Con chi ti piace parlare di più? Con le persone che disprezzi, o che non conosci, oppure con le persone che ammiri e che conosci bene? Di norma è più facile parlare se parliamo a qualcuno che “vale” per noi, qualcuno che amiamo!

Se adoro Dio, dunque, sto affermando  che Dio “vale” per me adorare è perciò  “parlare a qualcuno che vale che amo”.

Ma anche stavolta, siamo arrivati secondi! Non siamo noi ad aver amato per primi:

Giovanni dice che

“Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo.” (1 Giovanni 4:19 PV)

Perché Dio vuole la mia adorazione?

Abbiamo detto allora che non sono io che cerca attenzione di Dio adorando, ma che è Dio che mi a strutturato per adorare così da avere un rapporto costante con Lui.

La mia domanda è: “Perché?” Perché il Creatore del mondo vorrebbe la mia attenzione ogni giorno? Non ha altro da fare che parlare con me?"

Il salmo 8 dice:

“Quand'io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte, che cos'è l'uomo perché tu lo ricordi? Il figlio dell'uomo perché te ne prenda cura?” (Salmo 8:3-4)

Che Dio, Creatore di tutto, ami un niente come me, veramente non ha senso! Non ha senso amare qualcuno che spesso sbaglia, il più delle volte fa di testa sua, continuamente delude.

Sono troppo duro? Ripercorri mentalmente la giornata  di ieri, e pensa dove e quando non hai rispettato  qualche regola che Dio ti ha dato. Ne vogliamo parlare? Un momento dove sei stato/ stata scortese con qualcuno. Un semaforo giallo (o rosso!) visto come verde. Una scusa (una bugia!) per evitare di fare quella cosa che non ti va... Meglio non parlarne, eh!

Il figliol prodigo

E invece parliamone! Perché è Gesù stesso che ci da un esempio di come siamo fatti noi, nella famosa parabola che qualcuno (non Gesù)  ha deciso di chiamare “Il figliol prodigo”.

Gesù racconta una storia di un'eredità anticipata; il figlio che chiede al padre i soldi il padre lo accontenta,  il figlio se ne va.

Ma si sa,  “Soldi non faticati finiscono prima di essere usati”. Gesù dice che, a un certo punto,  dopo aver provato la fame il figlio “rientrato in se” capì lo sbaglio, prese la strada per tornare a casa, e lungo la strada fece tutto un progetto  per come chiedere scusa. Senza sapere che, a casa, il padre non vedeva l'ora di riabbracciarlo di perdonarlo, e di riaverlo come figlio:

“Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò.... Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,  perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato” “ (Luca 15:20b, 23-24)

Gli mise scarpe nuove,  lo vestì col vestito più bello,  e gli diede l'anello che simboleggiava l 'appartenenza alla famiglia. Gli restituì dignità, identità, autorità

Un figlio che non è “prodigo”

Gesù non ha intitolato la storia “Il figliol prodigo”, perché in realtà “prodigo” in italiano non significava “essere spendaccione”,  ma, dal latino “pro-agere”= spingere avanti”  significa “donare con molta larghezza,  dare tutto se stesso per aiutare gli altri”.

L'ho detto altre volte che fu l'errore di un tipografo francese,   che nel 1551, per ammazzare il tempo durante un lungo viaggio in carrozza da Lione a Parigi,  decise di mettere i numeri e titoli.

Nella storia, chi  è che “dona tutto se stesso” chi è il “prodigo”?  Non è certo il figlio,  che prende sia la prima che la seconda volta. Ma  il padre,  perché “dona con molta larghezza”, la prima volta con tristezza la seconda volta con gioia, e “da tutto se stesso per aiutare il figlio”...  che non se lo sarebbe proprio meritato.

Un mio amico pastore mi ha raccontato  di aver assistito ad un padre  che sollevava il suo figlio paralizzato e cieco  durante un culto e gli cantava  perché il figlio potesse sentire le sue braccia  e sentire la sua voce.  E il figlio, con uno sforzo immane,  riuscì a sollevare un braccio  solo per metterlo  attorno al collo del proprio padre,  e sorridere.

Penso che l'immagine di questo padre che canta  affinché suo figlio disabile,  incapace di vederlo,  incapace di muoversi,  ma solo capace di essere sostenuto e sfiorato,  in qualche modo abbracciato,  sia già stata descritta in un passo dell'Antico Testamento:

“ Il SIGNORE, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva; egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua; si acquieterà nel suo amore, esulterà, per causa tua, con canti di gioia” (Sofonia 3:17)

Ecco, questa è l'immagine vera, quella giusta dell'adorazione! Non sono io che “canto” non sono io che “prego” non sono io che “mi inginocchio o mi prostro” ma è Dio che mi sostiene, mi canta,  mi tiene in braccio quando sto adorando! E' Lui che esulta per me, con canti di gioia!

Quello che devo fare io, per adorarlo davvero, è sentire quelle braccia durante tutto il giorno, vivere alla sua presenza costantemente, non soltanto durante una canzone  o una preghiera.

Noi, per Dio, siamo come quel figlio disabile, che il padre ama lo stesso, anzi, di più. Se fossimo perfetti, lui ci amerebbe, ma non avremmo bisogno costante di lui. Ma noi non siamo perfetti, anzi... siamo imperfetti,  siamo peccatori.

E lui sa che abbiamo bisogno di sostegno non solo durante una canzone, ma lungo tutto il giorno, non solo durante una preghiera, ma sempre. E' un Dio che  “esulterà, per causa tua, con canti di gioia”

Cosa farai?

Cosa farai, dunque, con un amore così? Farai come quel figlio, di cui parla Gesù, allontanandoti da lui, oppure “rientrerai in te” come quello stesso figlio e tornerai al Padre? Farai come quel figlio disabile che si aggrappa al proprio padre e sorride?

Cosa farai,  oltre cantare una canzone a Dio? Cosa farai,  oltre pregare una preghiera a Dio? Come farai a mettere il tuo braccio attorno al suo collo,  per fargli sentire che, anche se sei disabile, paralizzato, e cieco, lo ami?

Paolo dice:

“...vi esorto a dare i vostri corpi a Dio; che siano un sacrificio vivente, santo....” (Romani 12:1a BDG)

Chiedi,  e lui ti dirà cosa fare, come trasformare la tua vita in atto di adorazione costante  a colui che  è lì, davanti a te,  e ti sorregge per poter esultare  “per causa tua con canti di gioia!”

Preghiamo.

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Essere sovranista per Cristo | 2 Febbraio 2020 |
A quale nazione appartieni? A quella dove vivi, o a quella dove vivrai, se hai creduto in Cristo? E chi avrà la sovranità tra le leggi del mondo e la Legge di Cristo?
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Tempo di lettura: 8 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 28 min.
Ieri per la mia famiglia  è stato un giorno “particolare”.Non so ancora dirvi se sia stato un giorno buono oppure cattivo; il tempo lo dirà.

Perché era un giorno speciale? Perché da ieri io sono ufficialmente sposato con una extracomunitaria!

No, non vi preoccupate, non ho divorziato da Janet, ma è la nazione di Janet che ha divorziato dall'Europa.

Sto parlando, ovviamente, di quello che va sotto il nome di “Brexit”. Dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020 Il Regno Unito ufficialmente  non fa più parte dell' Unione Europea.

E c'è un gran fermento Oltremanica, grandi aspettative, grandi progetti di cambiare questo e quello; chi ha votato si aspetta di vedere presto tutte le promesse elettorali avverate!

Non vi preoccupate, non voglio parlarvi di politica internazionale né di “sovranismo”... anzi, voglio PROPRIO parlarvi di sovranismo... della “parola” sovranismo”...

Quanti la conoscono? Se la conoscete, da quanto tempo è che la conoscete?

Sapete, avrei voluto anche stavolta farvi un bello studio sull'etimologia, da quali parole latine, greche o francesi provenga... ma non posso!

Non posso perché è una parola “nuovissima”,  che ha cominciato a circolare agli inizi del 2002 ma che è stata compresa nei vocabolari ufficiali (Treccani, Devoto, Zingarelli) solamente nel 2018!

Vediamo la definizione che ne fa la massima autorità della lingua italiana ovvero il Vocabolario della Crusca:

sovranismo:  sost. m., Derivato da sovrano con il suffisso -ismo,  Posizione politica che rivendica la sovranità nazionale dei singoli Stati, contrapponendosi alle ideologie globaliste e/ o anche alla politica di concertazione degli organismi sovranazionali, con particolare riferimento all’Unione europea.

So quello che pensi: “Si, va beh, Marco, ma che c'entra tutto questo con una predicazione in chiesa?”

Sovranista per Cristo

Sapete che vi dico? Che tutti i credenti dovrebbero essere dei “sovranisti” convinti!

Che tutti i credenti dovrebbero invocare una sorta di Brexit, e aspettarsi di vedere le cose che cambino...

Ancora peggio vero? A questo punto pensate davvero che il viaggio in Gran Bretagna  mi abbia severamente nuociuto  alla mia salute mentale, vero?

E avreste ragione, se io volessi parlarvi di un determinato Stato di una nazione...

Se io non vi volessi parlare della VERA nazione a cui tu, se sei credente in Cristo appartieni davvero.

A quale nazione appartieni tu?

“Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che vivono come forestieri dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia,” (1Pietro 1:1)

Pietro stava scrivendo a persone che non erano ebree, che non avevano mai visto Gerusalemme, ma che lui chiamava “forestieri” in greco “??????????? parepide?mos” “che non sono a casa”.

Per un vero credente,  dice Pietro, la vera patria non è quella dove vivi, dove sei nato... e neppure quella dove verrai sepolto.

La tua vera patria è il cielo, nella presenza di Dio.  Perciò, finché viviamo in questo mondo,  siamo stranieri, forestieri.

Paolo dirà in Filippesi:

“Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore,” (Fil 3:20)

Tutto questo che c'entra col diventare sovranista? Cosa voglio suggerivi, allora? Di diventare “disobbedienti” allo stato? Di rifiutare le autorità? Tutt'altro.

Boris Johnson con la sua Brexit intende, a torto o a ragione, riportare la “sovranità” delle decisioni all'interno del suo Paese, non essere più soggetto a ciò che dicono o fanno tutti gli altri.

Dove è la nostra patria? In Cielo, con Cristo! Ma a quali leggi stiamo obbedendo? A quelle dello stato e della società dive viviamo, oppure a quelle dello stato a cui apparteniamo? Abbiamo bisogno di una Cristexit nelle nostre vite, di ritornare al sovranismo di Dio Cristo la nostra Patria, Dio il nostro Sovrano!

E cosa c'è di meglio  per cambiare, dell'inizio di un nuovo anno?

Così come Johnson ha dei piani (spero!) in mente per fare ciò che ha promesso quello che voglio proporti questa mattina è un piano che duri per tutto il 2020 e oltre,  per vivere nella tua nazione ma come come forestieri dispersi nel  Lazio per parafrasare le parole di Pietro.

Attenzione a quello che ho detto: Boris Johnson ha un PIANO (spero!) per adempiere alla PROMESSE.

Hai mai fatto una “promessa”? “Domani comincio la dieta!” “Da lunedì vado in palestra! “Questa è l'ultimo pacchetto di sigarette!”

Ci sei riuscito, ci sei riuscita? Quanto è il tuo “record” di durata?

Gran parte delle promesse e delle decisioni  pur sapendo che sono buone per la nostra vita, inesorabilmente vengono disattese... da noi stessi!

Sapete quale è il problema vero? Non c'è un piano per mantenere la promessa!

Se cercate su internet troverete centinaia di piani  per raggiungere gli obiettivi, tipo questo:

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PIANO PER RAGGIUNGERE I TUOI OBIETTIVI

fissare obiettivi raggiungibili essere sfidanti dagli obiettivi avere un progetto scritto pensare “positivo” avere 3 settimane di disciplina avere indulgenza con se stessi comprendere le ragioni che impediscono il successo;identificare e ricordarsi i vantaggi del raggiungerli; non considerare gli insuccessi come sconfitte; avere un gruppo di supporto (anche on-line)---
E buono? Si... ma anche no! Perché anche no? Perché in questo piano io devo fare fare fare, obbedire alle leggi e alle regole di una società di cui sono cittadino... ma quando io non sono che un “forestiero” di quella società.

C'è un piano più “semplice”? Qualcosa che riassuma tutte le dieci azioni in una sola? Paolo dice di si.

Paolo scrive una lettera ad una chiesa quella di Corinto, che amava ma che aveva  una massa enorme di problemi: erano salvati, ma si comportavano ancora come cittadini greci non come “forestieri” e “cittadini dei cieli”

Con che piano sarà arrivato Paolo? Comportatevi così,  memorizzate questi versetti leggete questi libri, venite ai miei seminari... Nulla di tutto questo:

“Anch'io, fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunciarvi il messaggio di Dio con belle parole o grande sapienza, perché avevo deciso che vi avrei parlato soltanto di Gesù Cristo e della sua morte sulla croce.. ". (1 Corinzi 2:1-2 PV)

Il piano era, semplicemente “Gesù è morto per te”.

Perché solo Cristo?

Perché Paolo vuole parlare ai Corinzi SOLO di Cristo? Perché anche lui è d'accordo con Boris Johnson!

Mi spiego: Johnson ha detto (scusate se semplifico il concetto): “Non possiamo obbedire alle leggi UE e contemporaneamente fare quello che vogliamo noi. Noi vogliamo che le nostre regole, le nostre abitudini, le nostre leggi siano SOVRANE rispetto a quelle dell'UE. ' per questo ce ne andiamo.”

E Paolo dice lo stesso: è inutile applicare le regole di cittadino di questo mondo e di questa società  e le regole del tuo mondo (tu sei cittadino dei cieli).na delle due regole/ leggi deve essere SOVRANA.

Come credenti dovremmo fare una Cristexit nei nostri cuori, essere sovranisti per Cristo e per le sue leggi.

Cosa significa questo? Bisogna smettere di obbedire alle leggi dello Stato? Vogliamo creare uno stato “teocratico”, tipo Iran dove il testo di legge è un testo sacro? Dove per capire chi ha la precedenza all'incrocio devo leggere un Salmo o un'epistola?

Cerco che no! C'è un modo differente. Molti mi hanno detto: “ Ma Marco, Cristo è al primo posto della mia vita! Lui viene prima del mio lavoro, della mia famiglia, dei miei soldi!”

Ed è questo il problema: stiamo obbedendo alle leggi di due stati differenti: alle leggi di Cristo e a quelle della famiglia, alle leggi di Cristo e a quelle del lavoro, alle leggi di Cristo e a quelle dell'economia. In pratica, obbediamo ad una nazione e all'altra.

Quale è la ricetta di Paolo allora? “Non vengo a spiegarti per filo e per segno tutto, ma ti ricordo solo una cosa: Cristo è salito in croce per te”.

Sempre ai Corinzi aveva detto:

“Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio.” (1 Corinzi 1:18)

Dice insomma :”Non vi preoccupate se vi prenderanno per matti, è normale. Ma per noi che apparteniamo alla nazione di Cristo, quella è pura potenza, lì trovo la forza per obbedire alle due leggi assieme! ” 

Dobbiamo essere “sovranisti” per questa legge, deve regnare non sopra, ma DENTRO tutte le altre; debbo obbedire alla legge di Cristo DENTRO la mia famiglia, debbo obbedire alla legge di cristo DENTRO il mio lavoro, debbo obbedire alla legge di Cristo DENTRO l'economia, perché lui è morto in croce per me.

Dove trovo l'energia?

E' facile tutto questo? Mi viene naturale? E' senza sforzo? Assolutamente no! Applicare la legge di Cristo all'interno della mia vita quotidiana richiede sforzo, richiede potenza...

Dove la trovo io, che già sto messo male di mio in quanto ad energia?

Paolo parla di “potenza di Dio” nella croce. Che significa tutto questo? Che devo riempire la casa di crocefissi, mettermene uno al collo quasi fosse un “accumulatore” di potenza”? Certamente no! Anche se potente, non è il “simbolo croce” a dare potenza, ma l'effetto che quel simbolo ha provocato nella storia dell'umanità.

Gesù, dopo essere stato crocifisso e risorto ha detto:

“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi”(Atti 1:8)

E Paolo ha aggiunto:

“Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen. (Efesini 3:20-21)

L'energia per la mia Cristexit, per obbedire alla legge di Cristo  DENTRO le leggi della società dove vivo è a disposizione H24.

Tu puoi dirmi “Ok Marco, ma mica è facile fare quello che mi chiedi! Io non so da dove cominciare per mettere la legge di Cristo nella mia vita quotidiana!”. C'è un unico sistema:

“La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.” (Colossesi 3:16-17)

Leggi la Parola,  parla con altri credenti, chiedi consigli,e pensa che tutto quello che fa lo stai facendo per Cristo.

Alla luce di questa potenza, voglio mostrarti come inserire  DENTRO le leggi della società dove vivi la legge di Cristo:

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Ricorda, vivi in questo mondo, ma non sei di questo mondo, se credi in Gesù! Sii sovranista per lui, fallo regnare nella tua vita, obbedisci alle sue leggi dentro le leggi del mondo. E ricorda; Cristo è morto per te!

Preghiamo.
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Il souvenir di vita che sei in Cristo | 26 Gennaio 2020 |
Dio si serve di strumenti deboli per dimostrare la Sua potenza. Sei pronto, sei pronta a pregare per guarire altri ed essere un canale attraverso cui transita la potenza di Dio che guarisce?
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Messaggio di Mario Forieri
"Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell’uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne di un bambino: egli era guarito. Poi tornò con tutto il suo sèguito dall’uomo di Dio, andò a presentarsi davanti a lui e disse: «Ecco, io riconosco adesso che non c’è nessun Dio in tutta la terra, fuorché in Israele. E ora, ti prego, accetta un regalo dal tuo servo». Ma Eliseo rispose: «Com’è vero che vive il Signore di cui sono servo, io non accetterò nulla». Naaman insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.  Allora Naaman disse: «Poiché non vuoi, permetti almeno che io, tuo servo, mi faccia dare tanta terra quanta ne porteranno due muli; poiché il tuo servo non offrirà più olocausti e sacrifici ad altri dèi, ma solo al Signore." (1 Re 5: 14-17)

"...un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi." (Atti 2 :2-5)

“In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto»." (Marco 10:15)

“Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». (Giovanni 3:3) 

"E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni, parleranno in lingue nuove, prenderanno {in mano} dei serpenti, anche se berranno qualche veleno non ne avranno alcun male, imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno»." (Marco 16: 15)

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Come guarisce Gesù? | 19 Gennaio 2020 |
Dio vuole coinvolgere te nella sua azione di guarigione, sia spirituale che fisica, delle persone. Sei pronto, sei pronta ad agire come Gesù ti ha mostrato, e pregare per guarire gli altri?
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Siamo alla fine... quasi... di questa serie di messaggi sulla guarigione.  Abbiamo passeggiato per circa tre mesi assieme a “Yahwe Rapha”, "Dio guarisce", e la settimana prossima Mario chiuderà il ciclo con l'ultimo messaggio.

Nel frattempo che Mario stava predicando i precedenti messaggi c'è nessuno che ha mai pensato “Si, va beh, Mario, ma io mica sono convinto che Gesù guarisca PROPRIO come dici tu, attraverso la preghiera di altri!”.

Sapete, avere pensieri simili verso i vostri predicatori domenicali non è un “peccato grave”. Nutrire dubbi è lecito, ma questo deve spingerci a cercare, piuttosto che rimanere con il dubbio.

Lo sarebbe solo se tu rimanessi coi tuoi dubbi senza chiedere a nessuno, senza chiedere al predicatore... e soprattutto,  senza chiedere alla Parola di Dio le risposte.

Quante volte abbiamo detto che Gesù è venuto a darci un “esempio”? Lui stesso  dice agli Apostoli in Giovanni 13: 15  “Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.” 

Mario ha detto più volte che non non c'entriamo nulla con la guarigione; non siamo noi che guariamo, ma noi semplicemente portiamo in preghiera il caso di quella tale persona a Gesù affinché lui guarisca.

Se Gesù è venuto per darci un esempio di quello che dobbiamo fare, per vedere se è vero  quello che Mario va dicendo da novembre, dobbiamo cercare nella Bibbia esempi di come lui ha guarito.

Se fosse vero quello che afferma Mario, ovvero che Gesù guarisce ancora adesso ANCHE attraverso qualcuno che  gli “porta” un ammalato, dovremmo trovare uno schema simile  nelle molte guarigioni miracolose presenti nei quattro Vangeli.

Quante guarigioni ci sono nei Vangeli?

Nei quattro Vangeli sono moltissime le guarigioni,  ma solo di 27 abbiamo la storia dettagliata, che ci mostra il prima (la malattia), il come (in che modo il malato si è presentato a Gesù) e il dopo (la guarigione).

Tramite esse possiamo vedere come agiva Gesù,  e cercare di imparare qualcosa. Vogliamo vederle assieme?

Dato che non possiamo vedere 27 passi dei Vangeli (altrimenti la predica finisce domani all'alba), quello che ho fatto è di riassumere in una tabella tutti i passi dei vari Vangeli dove si trovano queste 27 guarigioni e di suddividerle in tre categorie: "guarigione richiesta dall'ammalato", "guarigione non richiesta né dall'ammalato né da altri", "guarigione richiesta da altri e non dall'ammalato stesso".

Se fosse vero quello che Mario va affermando da tre predicazioni, dovrei trovare più miracoli nella terza colonna della tabella che nella prima e nella seconda. Vediamo se è vero.



Cosa ci dice, secondo voi, la tabella? Secondo voi in questa tabella quello che dice Mario, ovvero che se portiamo in preghiera a Gesù la malattia di un altro, Gesù la guarisce, è verificato e testimoniato dalla Parola di Dio?

Visto che a me piacciono le statistiche, ho immesso i dati in una pagina excel per vedere le percentuali dei tre tipi di guarigione:


Attenzione a questo grafico, perché il grafico ci dice cose importantissime che ci aiutano a comprendere  come funzioni la guarigione attraverso l'intervento di Gesù.

Per prima cosa, guardate quante persone hanno richiesto la guarigione direttamente: 6 su 27.

Per 6 volte persone hanno chiesto direttamente, ovvero se ci fossero dieci ammalati poco più di due persone ogni dieci. Questo spiega molto della natura umana e del perché, spesso, non c'è guarigione.

1. Come uomini, cerchiamo guarigione dappertutto... tranne che da Dio

La natura umana è quella di cercare DAPPERTUTTO pur di essere guariti: medicina allopatica  (quella medicina che cura i sintomi attraverso farmaci... insomma quella “ufficiale”), medicina olistica  (quella medicina che cura tutto il corpo per curare i sintomi), agopuntura, omeopatia, bio-feedback (dice che puoi imparare a controllare le tue funzioni vitali e, pertanto ti puoi auto-guarire), eccetera.

E' giusto cercare di essere guariti attraverso tutte queste scienze (più o meno tutte scienze)? Dovrebbero i credenti affidarsi alle cure  di questo o di quel medico di una delle varie discipline? Certo che si! La scienza medica è un dono che Dio ci ha dato!

E' Lui che ha messo ordine  nella creazione (non la ha fatta “a caso”) affinché l'uomo attraverso l'intelletto che Lui stesso gli ha donato potesse decrittare, capire i codici, scoprire la sequenza esatta degli amminoacidi che compongono il DNA umano, scoprire quello che si chiama “genoma” ovvero l'intero progetto di un uomo... e curarlo!

Dove sta il problema, allora? E' che noi chiediamo SOLO alla scienza medica...

E' come se stessimo chiedendo  a un elettricista di trovare e riparare il corto circuito che ha mandato in black out un grattacielo invece di chiedere all'ingegnere  che ha progettato l'intero sistema elettrico dove sia la soluzione.

L'elettricista sarà utile, ma l'ingegnere è indispensabile

2. Come Dio, Gesù è interessato a guariti

Per 10 volte  Gesù ha guarito senza nessuna richiesta, ovvero poco più di tre persone ogni dieci. Questo spiega molto della natura di Dio e del perché, spesso, c'è guarigione spontanea.

Hai mai avuto un figlio o un familiare gravemente ammalato? Ti sei preoccupato, preoccupata? Avresti fatto di tutto perché guarisse?

Dio è il Creatore di tutto, per cui lui è "biologicamente" Padre di tutti; ma  la sua famiglia è composta solamente da quelli che lo hanno accettato come Padre. E, come qualsiasi padre, vuole il meglio per i suoi figli, e manda guarigioni anche senza che siano state richieste.

Ma Lui è preoccupato non solo per quelli  che fanno parte della sua famiglia, ma è preoccupato anche (e soprattutto) per quelli che hanno scelto di abbandonare la sua famiglia, che sono “fuori casa”...

E talvolta li guarisce  per dimostrare loro che Lui esiste, che è benevolo,  che li ama, sperando così che si volgano a Lui e lo riconoscano come Padre.

Ok, veniamo al “punto” della predicazione di oggi (questa era solo l'introduzione!).

Ci eravamo riproposti di vedere nei Vangeli se Gesù ci aveva dato esempi di persone che erano state guarite perché altri avevano portato quelle persone a lui, e per vedere così se Mario ha ragione oppure ci ha raccontato un sacco di favole.

3. Come discepoli, dobbiamo imitare gli esempi che Gesù ci mostra

Per 11 volte  Gesù ha guarito qualcuno perché qualcun altro lo ha portato a Gesù, ovvero quattro persone ogni dieci. Questo spiega molto della volontà di Dio di coinvolgerci nella guarigione.

Vediamo un solo esempio degli 11 presenti nei Vangeli:

“Ed ecco che si presentarono alcuni uomini che portavano un paralitico in barella e cercavano di farsi largo tra la folla per portarlo davanti a Gesù, ma non ci riuscivano. Allora salirono sul tetto sopra di lui, tolsero delle tegole e calarono la barella con l'invalido giù tra la folla, proprio davanti a Gesù. Vedendo la loro fede, Gesù disse a quell'uomo: "Amico, i tuoi peccati ti sono perdonati!"... Poi, rivolto al paralitico, gli comando: "Alzati, raccogli la tua barella e vattene a casa tua!" Immediatamente, sotto gli occhi dei presenti, l'uomo balzò in piedi, raccolse la barella, e se ne andò a casa sua lodando Dio.” (Luca 5:18-25 PV)

Cosa hanno fatto  gli amici del paralitico?

Hanno saputo di Gesù, hanno sentito  che Gesù guariva, hanno creduto che Gesù potesse guarire l'amico, hanno presentato l'amico e il suo problema a Gesù, hanno avuto fede.

Chi è che ha guarito? Non certo la strada fatta dagli amici, e neppure il buco nel tetto... ma Gesù! Ma chi ha ”portato” l'ammalato  a Gesù? Gli amici!

Quando preghiamo per la guarigione noi facciamo il medesimo percorso: abbiamo saputo di Gesù (siamo divenuti credenti), abbiamo creduto che Gesù può guarire (abbiamo letto la Bibbia, che lo dice), presentiamo a Gesù il nostro amico e il suo problema (preghiamo), abbiamo fede che Gesù agisca.

Dio non ha bisogno di noi per guarire, tuttavia vuole che noi siamo direttamente coinvolti  nella guarigione delle persone.

Perché? La risposta è... non lo so!  (E' una delle tante domande che sto scrivendo su un quaderno da fargli la prima volta che lo vedo... in Cielo!)

Possiamo fare delle supposizioni dire che aiuta la testimonianza, la fede, l'unità... Ma la realtà è che non ce lo ha detto il perché... ma ci ha detto di farlo e come farlo! Come?

1. Sii attento, sii attenta alle necessità delle persone

"Nella città, vicino alla "Porta delle Pecore", c'è una vasca con il nome ebraico di Betesda, circondata da cinque portici. Molti malati, zoppi, ciechi e paralitici si mettevano sotto questi portici,  {aspettando che l'acqua della vasca si muovesse. Di tanto in tanto, infatti, un angelo del Signore veniva a smuovere l'acqua e la prima persona che vi entrava guariva.}  Fra quelli che aspettavano c'era un uomo invalido da trentotto anni. Quando Gesù lo vide lì sdraiato, sapendo da quanto tempo era malato, gli chiese: "Vuoi guarire?" "Signore," rispose l'uomo, "non ho nessuno che mi porti nella vasca, quando l'acqua si muove. Ogni volta che cerco di entrarci, c'è sempre qualcun altro che vi scende prima di me".  Allora Gesù gli disse: "Alzati, prendi la tua branda e cammina!" (Giovanni 5:2-8)

Gesù viveva “fisicamente” a contatto con le persone,  camminava con loro e in mezzo a loro,  faceva quello che gli altri facevano, frequentava i posti  che gli altri frequentavano.

Ma non era lì per “passare il tempo”, era lì con un proposito: VEDERE di cosa avevano bisogno le persone, era ATTENTO a cercare le opportunità  per dimostrare amore... piuttosto che parlarne.

Noi dovremmo, come credenti, fare lo stesso. Una fede vissuta ESCLUSIVAMENTE in mezzo ad alti credenti è uno spreco di opportunità di testimoniare e di portare guarigione, quella guarigione che Dio vuole dare sia all'anima che al fisico.

Come va la tua vita di credente? Ti guardi intorno per capire le necessità di chi ti vive a fianco, i tuoi familiari, i tuoi amici, i tuoi compagni di scuola i tuoi colleghi di lavoro, oppure ti fa “un po' schifo tutto”, perché tu riservi il meglio solo ai “credenti”?

Sono sicuro che nessuno qua dentro, o che mi legga,  o che mi ascolti, o veda sia così... e per fortuna, perché così avresti vanificato una delle benedizioni che Dio ti ha concesso, portare guarigione nel mondo attraverso il nome di Gesù.

2. Sii pronto , sii pronta a rispondere alle necessità delle persone

“Quando Gesù arrivò a Cafàrnao, un centurione romano venne a lui e lo supplicò: "Il mio giovane servo è stato colpito da una paralisi, e soffre terribilmente!" Gesù disse: "Verrò a guarirlo". “ (Matteo 8:5-7 PV)

Gesù non dilaziona,  non prende tempo,  non dice :”Aspetta  che finisca quello che devo fare e poi vengo”. Ma AGISCE subito,  interrompendo quello che stava facendo,  di fronte alla necessità del prossimo.

Come è la tua “tempistica”? Tendi a mantenere i tuoi appuntamenti in agenda qualsiasi cosa accada, oppure sei “flessibile”, e se vedi una necessità, e se qualcuno ti chiede aiuto abbandoni tutto e fai quello per primo?

So cosa stai pensando:  “Eh, si, Marco, beato te! Tu mica lo sai che vita indaffarata ho io! Non me lo posso permettere di lasciare tutto e aiutare prima gli altri.. Lo farò... appena posso!”

Se tu pensi di avere una vita molto indaffarata, pensa a come poteva essere quella di Gesù che in soli tre anni  doveva salvare il Mondo  e sconfiggere la morte!

3. Ricorda che ogni bisogno è il più importante

Tutte le guarigioni miracolose di Gesù  non sono “programmate” ma avvengono come “interruzione”.

“Quando Gesù ebbe attraversato il lago in barca e fu giunto sull'altra riva, una gran folla si radunò intorno a lui.  Ed ecco che uno dei capi della sinagoga, un certo Iairo, gli si avvicinò e si gettò ai suoi piedi,  implorandolo di guarire la sua figlioletta....  Gesù andò con l'uomo, mentre la folla lo seguiva e lo stringeva da tutte le parti. Fra la gente c'era una donna che da dodici anni soffriva di perdite di sangue  e aveva sofferto molto; si era affidata alle cure di diversi medici, che le erano costati tutto il suo denaro, ma non aveva avuto miglioramenti, anzi, stava sempre peggio.  Questa donna ... pensava: "Se riesco anche solo a toccare il suo vestito, sarò guarita!"  E fu proprio così: non appena lo toccò, l'emorragia si fermò, e la donna sentì di essere guarita. Gesù s'accorse subito che una forza gli era uscita, perciò si rivolse alla folla, chiedendo: "Chi mi ha toccato i vestiti?"... Fu allora che la donna, tremante e impaurita per quello che le era successo, si fece avanti e si gettò ai suoi piedi spiegando tutta la verità. Allora Gesù le disse: "Figliola, la tua fede ti ha salvata; vai in pace, guarita dalla tua sofferenza!" (Marco 5:21-34 PV)

Era importante guarire la figlia di Iairo? Certamente si,  ma anche la guarigione della donna  era importante! E' per quello che si ferma,  la cerca, per confermarle che quello che aveva sentito  non era una sua speranza, ma che era realmente guarita.

Supponiamo allora che, dopo la serie di messaggi di Mario, tu senta dentro il “fuoco” di pregare per la guarigione, e che le persone comincino anche a chiederti di farlo...  Come fissi i tuoi appuntamenti?

“Allora, prima vado da Tizio che ha avuto un infarto... potrebbe non arrivare a domani... Poi vado da Caio che ha il tumore... ma tanto gli hanno dato ancora sette mesi... Beh, se non c'è qualcos'altro di più grave vado da Sempronio che c'ha solo l'influenza...”

Gesù guariva...  tutti...  subito...  appena poteva... Si fermava,  non si curava dell'interruzione ai suoi piani, AGIVA, perché TUTTI i bisogni degli altri sono i bisogni numero 1 per lui. La stessa cosa dovremmo fare noi.

4.  Non aver timore di toccare chi ha bisogno.

“Ed ecco che un lebbroso si avvicinò, s'inginocchiò davanti a lui e lo implorò: "Signore, se tu vuoi, puoi guarirmi!"  Gesù lo toccò con la mano e disse: "Sì, lo voglio. Sii guarito!" E subito la lebbra scomparve.” (Matteo 8:2-3 PV)

Gesù non aveva bisogno di toccare il lebbroso per guarirlo, ma stava modellando per noi come dovremmo comportarci.

Uno di motivi per cui i credenti non pregano per la guarigione di altri credenti,  sapete quale è? La paura di “toccare” la malattia dell'altro. Non fisicamente, ma qui, nella nostra mente

Cominciamo a pensare: “E se poi non sono buono a guarire? E se poi non succede niente?". E ci fermiamo... perché pensiamo che siamo noi ad agire.

Dobbiamo superare lo “schifo” e la paura,  per poter essere efficaci, perché non saremo noi ad agire.

5. Non aver timore ci coinvolgerti emotivamente con i problemi delle persone

“Quando Gesù vide Maria e i Giudei che piangevano, si sentì profondamente turbato: 34 "Dov'è sepolto?" domandò."Vieni a vedere", risposero.  Gesù pianse.” (Giovanni 11:33-35 PV)

Gesù è Dio, e Dio è un dio “emotivo”: la Bibbia dice che Dio piange,  Dio ride,  Dio si adira,  Dio, è triste,  Dio cambia idea... Dio ti ha dato emozioni perché  quelle emozioni sono le SUE emozioni!

Spesso non vogliamo pregare  per la guarigione di altri perché non vogliamo provare dolore  per la malattia di altri. Non vogliamo piangere.

Gesù piangeva... anche se sapeva bene che avrebbe guarito... Chi sono io più di Gesù per rifiutarmi di provare dolore  e stare accanto a chi soffre?

Conclusione
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Dio ha mostrato la sua volontà, il “cosa”, ovvero guarire l'uomo  sia nello spirito che nel fisico. Gesù ha mostrato il “come”, portandolo a lui in preghiera e avendo fede che lui agirà

Ora tocca a me e a te obbedire, essere attento, essere attenta alle necessità degli altri, essere pronto, essere pronta alle richieste degli altri, perché ogni bisogno è importante, non avendo timore né di toccare né di coinvolgerci con il male dell'altro, ma ricevendo l'onore di essere strumenti della guarigione di Dio.

Sei pronto, sei pronta ad essere il suo strumento?

Preghiamo.
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Guarigione Divina VS Sapienza senza potenza | 12 Gennaio 2020 |
Hai mai provato ad "alzare l'asticella" della tua fede, e pregare non solo per la salvezza... ma anche per la guarigione? Gesù ti ha chiesto di farlo, se credi in Lui!---

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Messaggio di Mario Forieri
“Naaman, capo dell'esercito del re di Siria, era un uomo tenuto in grande stima e onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui il SIGNORE aveva reso vittoriosa la Siria; ma quest'uomo, forte e coraggioso, era lebbroso. Alcune bande di Siri, in una delle loro incursioni, avevano portato prigioniera dal paese d'Israele una ragazza che era passata al servizio della moglie di Naaman. La ragazza disse alla sua padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!» Naaman andò dal suo signore, e gli riferì la cosa, dicendo: «Quella ragazza del paese d'Israele ha detto così e così». Il re di Siria gli disse: «Ebbene, va'; io manderò una lettera al re d'Israele». Egli dunque partì, prese con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro, e dieci cambi di vestiario; e portò al re d'Israele la lettera, che diceva: «Quando questa lettera ti sarà giunta, saprai che ti mando Naaman, mio servitore, perché tu lo guarisca dalla sua lebbra». Appena il re d'Israele lesse la lettera, si stracciò le vesti, e disse: «Io sono forse Dio, con il potere di far morire e vivere, ché costui mi chieda di guarire un uomo dalla lebbra? È cosa certa ed evidente che egli cerca pretesti contro di me». Quando Eliseo, l'uomo di Dio, udì che il re si era stracciato le vesti, gli mandò a dire: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell'uomo venga pure da me, e vedrà che c'è un profeta in Israele». Naaman dunque venne con i suoi cavalli e i suoi carri, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Ed Eliseo gli inviò un messaggero a dirgli: «Va', làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro»." (2 Re 5:1-10)
“Il sacerdote offrirà l'olocausto e l'oblazione sull'altare; farà per quel tale l'espiazione, ed egli sarà puro.” (Levitico 14:20)

“Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra un'asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.” (Numeri 21:9)

“E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno». Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l'accompagnavano.” (Marco 16:15-20)

“Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.” (Isaia 53:4-5)

“Poi, venuta la sera, gli presentarono molti indemoniati; ed egli, con la parola, scacciò gli spiriti e guarì tutti i malati,  affinché si adempisse quel che fu detto per bocca del profeta Isaia: «Egli ha preso le nostre infermità e ha portato le nostre malattie».” (Matteo 8:16-17)

“Egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti.” (1 Pietro 2:24)

(Immagine base del pannello: "Healing Touch" di Mary Southard" - usata con permesso)
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Chi è che stai aspettando? - Epifania | 5 Gennaio 2020 |
Aver visto i segni di Dio, aver conosciuto Gesù, non è abbastanza. Sei pronto, sei pronta a iniziare con lui un viaggio che duri tutta la tua vita?
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 35 min.
Domani sarà il l'Epifania, il giorno in cui gran parte del mondo cristiano ricorda l'arrivo dei Magi a Betlemme.

In realtà, per molti secoli, soprattutto nelle chiese in Oriente la notte del 5 Gennaio si festeggiava  il Natale, e a mezzogiorno del 6 il battesimo di Gesù.

Nelle chiese occidentali, invece, si prese a festeggiare la rivelazione di Gesù al mondo, (Epifania in greco significa, appunto, rivelazione) con l'arrivo dei Magi.

Come abbiamo più volte detto queste date sono solamente una “convenzione” che i credenti prima di noi hanno scelto; non sono le vere date, e onestamente è assolutamente ininfluente che lo siano davvero.

Sono “tradizioni umane”...  ma attenzione a voler per forza affermare che sono solo tradizioni umane.

Quello che i credenti di circa 200 anni dopo il primo Natale sia in Oriente che in Occidente volevano affermare è che Gesù è realmente venuto nel mondo  (il Natale) e che Gesù si è realmente rivelato al mondo (il battesimo nel Giordano e l'Epifania)

Cosa c'entra questo con l'attesa del credente?

Vorrei vedere assieme a voi un breve filmato:



Certo, non sono proprio i Magi che ci aspettiamo, sono un po' cialtroni, sono indecisi, trattano male uno di loro... insomma... ci rassomigliano al 100%! Ma, una cosa hanno di buono che li rende assolutamente migliori di quei primi Magi: ed è contenuta nell'ultima didascalia del filmato.

Il regista del film ci informa che per questi Magi cialtroni il viaggio non era finito con l'arrivo alla stalla, con l'aver visto Gesù, e con l'averlo adorato, ma ci dice che quello era solo l'inizio di un viaggio ben più lungo.

Leggiamo il viaggio vero:

“Gesù nacque nella cittadina di Betlemme, in Giudea, durante il regno di Erode. In quel periodo alcuni magi arrivarono a Gerusalemme dall’Oriente e chiesero: « Dov’è il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo ».  Il re Erode rimase turbato da queste parole, e con lui gli abitanti di Gerusalemme. Egli riunì tutti i capi religiosi. « Ci hanno mai detto i profeti dove sarebbe nato il Messia? » chiese il re. « Sì, a Betlemme », risposero, « così infatti scrisse il profeta Michea: “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele” ». Allora Erode chiese di parlare in privato con i magi. … Dopo questo incontro, i magi ripresero il loro viaggio. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non si fermò proprio sul luogo dov’era il bambino, sopra Betlemme. La loro gioia non conobbe limiti! Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria, s’inginocchiarono e lo adorarono. Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

1. Il viaggio comincia vedendo ciò che Dio fa.

“Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo “ (Matteo 2:2b PV).

I magi hanno “visto” qualcosa d'importante... Ma non sappiamo cosa. La Bibbia ci parla  di un ?????,  “aste?r”, la parola in greco  per qualsiasi cosa  che brilli nel cielo.

E non sappiamo neppure  perché i Magi hanno associato quella luce con l'arrivo di un re. Possiamo fare solo supposizioni, tipo si sia trattato della congiunzione tra Giove (stella che era associata ai re) e Saturno (stella associata ad Israele) avvenuta nella costellazione dei Pesci (dove sorge il Sole): “Un re in Israele sta per sorgere”... Ma sono solo ipotesi.

Qualsiasi cosa fosse, Dio si è servito dei Magi (che erano pagani) ed erano astrologi (che è una pratica pagana) per svelare al mondo il suo piano.

Dio è il dio dell'impossibile,  ed è capace di sfruttare qualsiasi cosa  per attirare su di se l'attenzione del mondo.

Quale è il messaggio che dobbiamo prendere? E' importante sapere cosa vediamo, o è importante vedere  cosa Dio ci vuole far sapere?

I pastori, la sera del primo Natale, si dissero l'un l'altro:

“Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere.” (Luca 2:15:b)

Se pronto, sei pronta,  a  vedere Dio  anche quando pensi  “qui Dio non c'entra”?

Dio controlla l'intero Universo,  e per lui è facile “usare” le situazioni  che sembrano distanti mille miglia  da qualcosa di “cristiano.”

Può essere un sogno,  una malattia,  una guarigione,  una crisi economica,  qualcosa che ti “scuota”...

Ma per vederlo, devi stare col naso all'insù, scrutare il cielo, guardarti attorno, essere attento, essere attenta ai messaggi che Dio ti manda anche attraverso cose o persone che non c'entrano niente con la Bibbia,  la chiesa  o il tuo pastore

2.  Il viaggio prosegue cercando Dio

“Dov’è il re dei Giudei appena nato?” (Matteo 2:2a PV)

I Magi hanno visto un “segno”  in Persia (l'attuale Iraq). Potrebbero aver detto:  “Và, che bella stella!” E basta.

Se vedi il “segno”,  e anche lo capisci,  ma non fai nulla, nulla accadrà nella tua vita. Se il segno che Dio ti manda non porta a nessuna decisione personale, tu stai vanificando quel segno  che Dio ti ha mandato; lo rendi assolutamente inutile. Se non ti porta a dire:  “Vado a cercare Gesù”... che spreco! Che delusione per Dio! Che perdita per te!

Se hai visto la stella,  e te ne rimani in Iraq, il tuo viaggio con Dio finisce prima di iniziare.

3. Il viaggio è guidato dalla Parola di Dio

I Magi hanno visto cosa accadeva, hanno iniziato a cercare, ora si trovano nel paese giusto (Gerusalemme),  ma nel palazzo sbagliato.

Io ammetto avrei fatto lo stesso: sto cercando un re, e vado nella reggia: “Dove sta il nuovo re?” E  Erode si arrabbia!

Di tutte le cose sbagliate che ha fatto in vita sua Erode una ne ha fatta giusta! Si informa da chi ne sa più di lui! “Mi dite dov'è 'sto re?”

E per sua fortuna, trova delle persone, che anche loro erano completamente sbagliate (i capi sacerdoti),  ma cercano nel libro giusto, nella Parola di Dio.

“... così infatti scrisse il profeta Michea “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele” (Matteo 2:5 PV)

Spesso siamo come i Magi; cerchiamo le risposte nel palazzo sbagliato dalle persone sbagliate Non sempre abbiamo la fortuna dei Magi  che quelle persone sbagliate cercano nel libro giusto la risposta alla nostra domanda.

Se hai visto il segno di Dio, e sei partito alla ricerca di Gesù, fatti guidare dalla Parola! Ci sono milioni di persone che sono morte per darti la possibilità di non dover chiedere a nessuno di leggerla per te.

Tu la mappa la hai a portata di mano ogni istante: usala!

4. La meta del viaggio è trovare Gesù

“Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria” (Matteo 2:11a PV)

I Magi arrivano a Betlemme,  e trovano non una reggia. Se lo sarebbero aspettati? Te lo saresti aspettato tu? Un re, in una stalla.

Uno dei più grandi limiti di chi cerca Dio,  è che non vuole accettare che Gesù E' Dio! Cerca un Gesù “più potente”,  meno “umile e mansueto”,  che “metta a posto tutto il male nel mondo”  ("e fino a che non lo fa io non gli credo"),  meno “rigido verso il sesso”,  “che non vuole che dia la mia decima e le offerte”.

Altri non lo accettano perché è “presuntuoso”:  “Nessuno viene al padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6b). Gran parte del mondo  vuole sentirsi dire  “qualsiasi dio tu adori, va bene, basta che lo fai in buona fede”.

I Magi hanno dovuto forse  rivedere le loro aspettative e teorie: si aspettavano un re,  e trovano un bambino. Tu cosa ti aspetti? Anche tu forse hai bisogno  di “rivedere” le tu aspettative: non puoi avere un Gesù “come piace a te”,  ma devi accettarlo e divenire “come piace a lui”

5) Lo scopo del viaggio è  inginocchiarmi di fronte a Gesù.

“s’inginocchiarono e lo adorarono.” (Matteo 2:11b PV)

Non nel senso fisico (non solo almeno) ma nel senso di cedere la propria supremazia  la propria autorità,  la propria volontà a Gesù.

Quanto gli sarà costato ai Magi inginocchiarsi davanti a un bambino? I Magi erano “pezzi da 90”,  erano persone importanti,  scienziati di fama; avevano visto i segni di Dio,  avevano cercato Dio,  avevano ascoltato la Parola di Dio,  avevano accettato Gesù così come era: “... e mò basta! Che voi de più da me?”

La parola “si inginocchiarono in greco è  ?????,  pipto?  e significa  “cadere da una posizione superiore verso una posizione inferiore”. No, che non bastava,  dovevano “cadere giù”,  non i “sapienti”,  i “saggi”, gli “scienziati”... ma persone “in ginocchio, col capo chino, lo sguardo a terra, dinanzi a un bambino  che aveva a fianco una ragazzetta adolescente.

Se vuoi adorare realmente Gesù, devi rinunciare a te stesso Dio mi ha detto durante la scrittura di questo messaggio: “Quanto ci tieni a te stesso, Marco? Quanto sei fiero del tuo intelletto, del tuo saper studiare, della tua posizione sociale, del tuo lavoro,della tua famiglia?”

Cosa sta dicendo a te? Quanto ti serve di cadere giù perché lo scopo del tuo viaggio sia quello giusto?

“Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. (Matteo 16:24)

6. Il premio del viaggio è dare il mio meglio a Gesù.

“Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

Ti piace fare regali? Se si, non sei come me! I doni non sono il mio “linguaggio d'amore” preferito! Ma anche io regalo talvolta qualcosa. E lo sai la cosa più bella  del fare un regalo a qualcuno? Vedere che quel regalo è gradito, usato, indossato.

I Magi sapevano che avrebbero incontrato un re,  e si erano preparati dei regali degni del re c he andavano ad incontrare.


Oro = si offriva ai re. 
Lo offrono a Gesù, perché Gesù è re.

Incenso = lo si bruciava davanti alle divinità.
Lo offrono a Gesù perché Gesù è Dio

Mirra = lo si usava per guarire le ferite. 
Lo offrono a Gesù perché lui è il grande medico  capace di guarire e sanare le ferite e le piaghe dell'umanità,  e avrebbe sconfitto la morte.

Oro al re, incenso a Dio, mirra al grande medico che avrebbe sconfitto la morte.

E tu che cosa offri oggi a Gesù? Se hai viaggiato per tanto tempo pur di trovarlo, penso ti farebbe piacere sapere che ciò che gli regali sarà da lui gradito, che lo potrà usare, che lo indosserà come un anello prezioso.

Se tu gli dai il meglio di te, lui potrà usarlo, e renderti un uomo, o una donna migliore, curare le tue ferite indossarlo come si indossa un anello con cui tu gli hai promesso di essere su, di essere sua.

Conclusione

I Magi non rimasero per sempre con Gesù,  ma tornarono in patria,  raccontando probabilmente di quell'incontro  ma non sappiamo se il loro viaggio con Gesù finì lì, oppure proseguì.

Tu che mi ascolti, o mi leggi, o mi vedi a che punto sei del tuo viaggio con Gesù?

Hai visto i segni? Lo stai cercando? La Parola guida i tuoi passi? Hai trovato Gesù? Ti sei inginocchiato, ti sei inginocchiata davanti a lui? Gli stai dando il meglio di te?

Se la risposta è si, prosegui. Il tuo viaggio non avrà mai fine.

Se la risposta è no, cosa stai aspettando?

Preghiamo.
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Accettare la Luce - Natale | 25 Dicembre 2019 |
Il Natale ha portato la Luce nel mondo, e quella luce lo ha cambiato per sempre. Hai accettato quella luce? Quelle luce brilla in te?
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Tempo di lettura: 8 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 20 min.
Oggi abbiamo acceso l'ultima candela: non siamo più nell'Avvento, non stiamo più aspettando, il Natale è qui, la luce è qui.

Vorrei raccontarvi due storie che parlano di "luce".

Alba del 1908, il 30 giugno: Tunguska è una remota località della Siberia dove pochi abitano,  per via della lontananza da tutto, della palude, e delle zanzare.

All'improvviso la poca gente di Tunguska vede un gran bagliore attraversare il cielo, e qualche secondo dopo  ode un'enorme boato.

La terra trema, le case di pietra vibrano, i vetri si rompono una ventata caldissima arriva... le traversine della Transiberiana (la mitica ferrovia che unisce San Pietroburgo sul Mar Baltico a Vladivostok sul Mar del Giappone)  vibrano per centinaia e centinaia di chilometri... poi il nulla. Tutto torna come prima. Non è successo niente. E ognuno ritorna a fare ciò che stava facendo.

Ci vorranno trent'anni  perché il primo esploratore decida di recarsi più a nord delle città per vedere cosa era accaduto  in quell'alba del 30 giugno 1908. Troverà una vastissima area devastata, dove non c'è più vita.

Quasi 150 anni dopo dei ricercatori italiani scopriranno che un lago della zona, il “lago ?eko”
altri non è che il cratere dovuto all'impatto di un meteorite... o più probabilmente, di una cometa tra i 30 e i 60 metri di diametro che viaggiava a 54.000 chilometri/ ora che ha distrutto 80.000 alberi, ucciso due uomini,  devastato 2150 chilometri quadrati di Taiga (la foresta di conifere) generato un terremoto dell' 8° grado della scala Richter, sviluppato una potenza di 5 megatoni  (pari a 1000 bombe atomiche di Hiroshima), prodotto un'onda sonora  chiaramente udibile a 1000 chilometri di distanza, e un bagliore visibile diversi minuti a oltre 700 km.

Altro scenario: anno zero: la notte. Betlemme è una piccolissima città del regno di Giuda, a sette chilometri in linea d'aria  dal centro di Gerusalemme dove non molti abitano.

All'improvviso compare una stella, forse una cometa, che si ferma su un luogo, e la rimane più tempo, come un segnaposto su una mappa di Google.

Non c'è nessun boato, la terra non trema affatto, nessuna ventata di calore, anzi la notte è piuttosto rigida. Ma quella luce è destinata a rimanere ben oltre i minuti di Tunguska, e ad essere vista su tutta la terra.

Invece di aspettare anni per andare a vedere cosa sia successo, non sono gli scienziati  ad arrivare per primi sul posto, né gli esploratori, (quelli arriveranno moto dopo, i Magi) ma dei semplici pastori.

Cosa è successo quella notte di 2019 anni fa, anno più, anno meno, in quella remota regione della Giudea?

“Il popolo che camminava nelle tenebre vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte la luce risplende...Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.”(Isaia 9: 6)

A differenza di Tunguska, la cometa non ha recato morte e distruzione ma ha recato vita,  e luce che non durerà qualche minuto, ma sempre:

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». ” (Giovanni 8:12)

A Tunguska gli scienziati ancora stanno studiando e non capendo cosa sia realmente successo  quella mattina del 1908.

A Betlemme il Signore ci ha fatto sapere la stessa sera cosa era accaduto:

“L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà. Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” (Luca 2:10-11)

Nessuno aveva annunciato agli abitanti della Taiga quello che sarebbe accaduto. Dio stesso, invece,  attraverso un profeta, aveva annunciato 700 anni prima cosa sarebbe accaduto in Giudea:

“Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.” (Isaia 9:5)

Cosa è successo, allora?

1.  La luce perenne è arrivata

Attenzione alle frasi che Gesù dice nel versetto di Giovanni che abbiamo letto prima: "luce del mondo" e "luce della vita" . Non sono metafore, ma quello che un giorno accadrà davvero. Alla fine, Gesù sarà l'unica luce  a risplendere.

“Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce del sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli...Io (Gesù) sono la radice e la discendenza di Davide, la lucente stella del mattino».". (Apocalisse 22:5, 16b)

Chi vedrà quella luce? Molto più delle persone della Taiga Siberiana.

" ...e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me". (Giovanni 12:32)

Gesù sta parlando della luce che emana la Croce; non dice che tutti la seguiranno ma dice che tutti si gireranno a guardarla.

Tu che sei qui oggi, o che mi leggi,  o mi ascolti sul podcast, o mi vedi sul canale YouTube,
hai visto la luce della Croce... Cosa fai? Cosa hai fatto? Ti sei girato a guardarla?

Hai fatto come gli abitanti di Tunguska, per cui la vita non è affatto cambiata, oppure hai capito il motivo e la ricaduta per te di quella luce che viene dall'alto?

“Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate.” (Apocalisse 2:41)

Ti potresti dirmi: “Ma Marco, questo lo so, avverrà in futuro... ma ora? Chi mi aiuta ora?”

“Io (Gesù) sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10b)

Hai accettato quella luce perenne? La stai seguendo? Il Natale è questo che ti chiede. Ti chiede di essere l'esploratore che non aspetti trenta anni  per andare a vedere cosa è successo, ma piuttosto il pastore che abbandona le greggi e va ad accertarsi  quella stessa notte.

2. La guida per i miei passi è arrivata

“L’Aurora dall’alto ci visiterà  per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace». (Luca 1:78b-79)

Proprio come un faro guida le navi  attraverso acque pericolose,  così la luce di Gesù ci guida  attraverso le tenebre di questo mondo.

Gesù è venuto  per dare la direzione della nostra vita.  Così come una stella speciale  ha guidato i Magi verso la loro destinazione.

Hai mai provato a guidare la tua auto  con gli occhi bendati?  Ricordo un illusionista  che lo fece una volta in TV … ma c'era un trucco.

Gesù ha detto:

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. ” (Giovanni 8:12)

Gesù è venuto a Natale affinché chi si affida a lui non guidi mai  con una benda sugli occhi non navighi mai tra le onde senza sapere dove è terra ferma.

Non sempre la strada sarà facile; ci potranno essere incidenti  lungo il percorso.

Non sempre il mare sarà calmo, ci potranno essere tempeste, durante la navigazione.

Sapete quale è la cosa più difficile per il comandante di una nave quando si trova in una tempesta? Mantenere la rotta verso la terra ferma.

Quando le onde sono così grandi che non capisci più  quale è il sotto e quale è il sopra puoi smarrire la rotta. Il faro che Dio ti ha provveduto per tenere la rotta  durante le tempeste della tua vita non sarà mai troppo distante da non essere visto da te

E' un faro che puoi portare con te, si chiama “La Parola di Dio”, la Bibbia, tramite cui Gesù ti illumina e ti indica la rotta da seguire.

3. La luce che illumina la realtà è arrivata

"Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte." (Giovanni 3:20 )

La luce ha due effetti: uno positivo, e uno negativo; quello positivo è che fa vedere le cose per come sono. Quello negativo è che va vedere le cose per come sono.

La luce non ha meriti né colpe di ciò che mostra; illumina semplicemente ciò che accade. Se accade una cosa bella, la luce la mostra, ma non è merito suo.

Se accade una cosa brutta, la luce la mostra, ma la colpa non è la sua.

Hai mai notato  che la maggior parte dei crimini  si svolgono di notte?

Lo stesso arresto di Gesù si svolse di notte... e Gesù glielo fece notare: disse:

“Perché non mi avete arrestato nel tempio? Ogni giorno ero là e non mi avete toccato, ma questo è il vostro momento, il momento in cui trionfa la potenza delle tenebre!" (Luca 22: 52-53 PV)

Gesù è venuto come luce e ha messo in evidenza tutte le cose brutte che accadono perché il mondo non obbedisce  ai suoi comandamenti

“Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie.  ”. (Giovanni 3:19)

Ma Gesù è anche venuto come luce perché il mondo possa vedere quella luce nelle persone che obbediscono ai suoi comandamenti.

"Voi siete la luce del mondo ... Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.." (Matteo 5: 14a, )

Non dobbiamo nascondere la nostra luce,  ma piuttosto dobbiamo essere luce, dobbiamo essere là fuori nel mondo a brillare.  Non abbiamo solo bisogno  che la luce di Gesù  risplenda dentro di noi,  ma abbiamo bisogno  che quella luce risplenda anche  per mezzo di noi.

Conclusione

La  cometa che giunse dal cielo a Tunguska nel 1908, portò una luce di devastazione, e la fine della vita per coloro che erano troppo vicini...  ma per i molti che la videro, nulla cambiò, e rimasero lì, a lottare con la palude e le zanzare.

La cometa che  giunse a Betlemme nell'anno 0, portò  un'altro tipo di Luce:

"Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre." (Giovanni 12:46)

“Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10b)

Mentre la luce a Tunguska  non cambiò nulla per chi viveva là, e sparì in pochi attimi, la Luce a Betlemme ha cambiato la vita del mondo intero, è rimasta, non siamo più nelle tenebre, possiamo avere guida,  gioia, calore, VITA!

Gesù è la luce del mondo  ed è la vera luce del Natale,  e offre a tutti questo dono di luce,  che non è altro che la luce della vita,  la vita eterna.

Se tu lo hai accettato, esci nel mondo, proclama la luce, brilla  affinché le persone si volgano verso quella luce.

Se non lo hai ancora accettato sappi che La Luce è arrivata!  Esci dal freddo e dall'oscurità  ed entra nella sua luce meravigliosa!

Cosa stai aspettando?

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Aspettare ricercando la Pace-IV° di Avvento | 22 Dicembre 2019 |
Quale pace stai ricercando? L' assenza di guerre, l'essere concordi con gli altri e con se stessi? Sappi che Gesù è nato per darti una pace che puoi avere anche quando sei nella tribolazione e tutto sembra essere contro di te.
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CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIOTempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 30 min.
Siamo alla quarta candela dell'Avvento: abbiamo già acceso quelle della Speranza, poi della Fede, la scorsa settimana della Gioia, e oggi siamo arrivati ad accendere quella della Pace.
Cosa vi viene in mente  quando sentite la parola “pace”? E' una parola usata ed abusata  e si lega ad una infinità di diverse situazioni.

Ci può essere la pace dopo una guerra, o la pace sociale (che non ho mai capito cosa sia  ma va tanto di moda nei TG). Un bel tramonto sul lago o sul mare ci può dare una sensazione di pace, oppure la pace è quando i tuoi figli adolescenti sono usciti con gli amici e tu hai la casa vuota.

Di quale pace vogliamo parlare oggi? Partiamo come di consueto dalla definizione di un vocabolario; questa volta usiamo lo Zingarelli:

Pace: 1 assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni, periodo di buon accordo internazionale 2 buona concordia, serena tranquillità di rapporti: 3 tranquillità e serenità interiore: 

Il vocabolario afferma che la pace è l'assenza di guerra oppure che essere “concordi” (dal latino “cum cordis” = con lo stesso cuore), o anche essere tranquilli dentro.

Avete fatto caso che, secondo il mondo, la pace è qualcosa legata strettamente alla volontà umana?

Mi spiego meglio: prendiamo la prima definizione: assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni. Che significa questo? Che ci sono stati uomini (o meglio capi di stato) che hanno deciso di non fare la guerra. E' una decisione della volontà di due o più uomini.

Prendiamo la seconda:  serena tranquillità di rapporti. Anche qui c'è la volontà di due o più persone di essere d'accordo, concordi, con lo stesso cuore.

Anche per la terza vale la stessa cosa:  tranquillità e serenità interiore. Qui ci sono solo uno, ma che ottengo pace  attraverso un processo dentro di se.

E' questa la pace di cui parla la Bibbia? E questo che simboleggia  la nostra candela dell'Avvento?

La sera che Gesù nacque gli angeli, dopo aver annunciato ai pastori che era nato il Cristo, il Messia, il Salvatore, e avergli indicato dove lo avrebbero trovato, come nella migliore tradizione delle gite scolastiche si misero a cantare:

“E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:  «Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!» “ (Luca 2:13-14)

Gli angeli, quella sera, stavano affermando una cosa  completamente differente dalla definizione di pace che abbiamo letto.

La pace non è qualcosa che crea l'uomo, ma qualcosa che scende dall'alto... ma non per tutti! Scende per gli uomini ( e le donne) che Dio gradisce.

La parola “gradisce” in greco è ??????? – eudokia che è una parola formata dal verbo ????? - dokeo? che significa “essere contenti” più il suffisso ?? – eu che significa “buono” ma che messo prima di una parola che è un rafforzativo della parola.

Vi faccio un esempio: conoscete la parola “vescovo”, vero? Ma se io metto davanti a “vescovo” una parola come “arci” diventa “arcivescovo”, che significa che è molto di più  di un vescovo.

Io posso essere “contento” e questo è già una cosa buona; ma se aggiungo “arci” divento “arcicontento”.

Significa che sono contentissimo, che salto dalla gioia che canto, ballo e tiro baci a tutti  da quanto sono felice!

Dio, nel versetto di Luca, dice che sta mandando la pace sulle persone di cui è “eudokia”, di cui è “arcicontento”.

Se voglio quella pace, allora debbo rendere arcicontento Dio. Come posso fare, allora?

1. Dio da la pace a chi lo segue

In ebraico la parola pace è un termine che conosciamo bene:

???????  = sa?lo?m = pace
che deriva dalla parola ??????  = s?a?lam che significa “essere al sicuro”.

Quando noi credenti ci salutiamo  dicendoci “pace” stiamo usando un saluto che era tipico del popolo di Dio al tempo di Gesù e prima.

Gli ebrei non si salutavano con “ciao” (che è una parola derivata dal veneziano  “sciao”, “schiavo”, ovvero “servo vostro”) ma con “sa?lo?m”, pace.

Chi gli aveva insegnato questo saluto? Leggiamo assieme Numeri:

“Il Signore disse ancora a Mosè:  «Parla ad Aaronne e ai suoi figli e di’ loro: “Voi benedirete così i figli d’Israele; direte loro: Il Signore ti benedica e ti protegga! Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!  Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!’”. (Numeri 6:22-26)

Di questa lunga benedizione il popolo di Dio aveva preso ad usare la sola parola “sa?lo?m”, “pace” come riassunto di tutta la frase.

Nel versetto di Numeri, chi è che da la pace? Se non fosse chiaro, leggiamo un passo di Levitico:

“Io (DIO) farò sì che la pace regni nel paese; voi vi coricherete e non ci sarà chi vi spaventi.” (Levitico 26:6a)

Chi è l'autore della pace? Certamente non l'uomo, ma la pace è data da Dio!

So cosa state pensando, “ Ma Marco, non mi sembra ci sia tanta pace attorno a me e nel mondo! Basta che guardo qualsiasi TG e vedo solo guerra; guerre tra nazioni, tra gruppi etnici, tra gruppi politici... Dov'è la pace che Dio ha promesso?”

Avete ragione: il mondo non è un esempio di pace. Dio, è vero, ha promesso la sua pace... ma ad una semplice e benevola condizione: leggiamo Isaia:

“Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che devi seguire. Se tu fossi stato attento ai miei comandamenti, la tua pace sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare” (Isaia 48:17b-18a)

Dio da la pace quando l'uomo segue i suoi comandamenti che sono stati dati per il nostro bene, Le regole che Dio ha dato sono poche, appena dieci, più una che ha aggiunto Gesù, (“Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. ” Gv 13:34a); dovrebbe essere semplice seguirle, ed ottenere pace.

L'uomo, invece, sin dall'inizio, ha deciso di fare di testa sua.  Ricordate  ad Adamo ed Eva?  Avevano solo UN Comandamento: “Fai tutto quello che vuoi, ma non fare solo UNA cosa: mangiare dall'albero del bene e del male”.

Ed è la PRIMA cosa che fanno appena Dio gira lo sguardo da un'altra parte.

Allora, perché non c'è pace nel mondo? Perché il mondo non segue le “istruzioni per l'uso" date da Dio!

Tuttavia Dio è un Dio di pace, e ha deciso, 2019 anni fa, anno più anno meno, di  provvedere un sistema con cui dare la SUA pace al mondo: il sistema si chiama Gesù. Egli stesso dice:

“Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà.” (Giovanni 14:27a)

Attenzione a quello che dice Gesù: non è la “pace del mondo”, non è l'assenza di guerra,  o l'andare d'accordo o sentirsi in pace con se stessi come diceva lo Zingarelli... ma qualcosa di differente, attraverso cui noi possiamo gioire anche quando tutto ci è contro, e non vediamo vie d'uscita:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Come sei messo, come sei messa  in quanto a pace, adesso? C'è qualche guerra nella tua vita? Forse è nella tua famiglia, forse è al lavoro, forse è un problema  che qualcun altro ha creato e di cui tu non ne sei responsabile... ma comunque sei nella “tribolazione” piccola o grossa che sia.

Sappi che Gesù  vuole darti la SUA pace, una pace che puoi avere anche nel mezzo di una tempesta.

Una pace che deriva dalla consapevolezza che tutto quello che ti accade è, momentaneo, come dice Paolo:

“Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria.” ( 2 Corinzi 4:17)

Gesù ha già vinto per te e per me. La sua pace è a tua disposizione. Ad una sola condizione: quella che ci dice Salomone dall'alto della sua saggezza:

“Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: «Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo»” (Ecclesiaste 12:15)

2. La pace di Dio va conservata

Ora che siamo obbedienti a Dio abbiamo la sua pace.

Però, c'è un problema: anche se Dio è una fonte inesauribile, anche se lui può farmi il pieno di pace ogni giorno... il mio serbatoio è bucato.

Per quanto possa essere santo, per quanto possa sforzarmi  la vita crea danni costanti al mio serbatoio di pace. Paolo afferma:

"Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta,  con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace.” (Efesini 4:1-3)

La pace, dice Paolo, è un “vincolo”; sapete il significato di questa parola? In meccanica,  un vincolo è qualsiasi cosa che limiti  il movimento di un corpo:  vi faccio un esempio.

Qui ho due aste di legno; se le metto una sopra l'altra la prima sorregge la seconda. Ma basta un piccolo colpo e l'asse che è sopra cade.

Ma basta che io metta una vite su uno dei due lati un “vincolo” che ne limiti il movimento reciproco e le due assi rimarranno assieme; potranno anche muoversi, ma non si staccheranno più; potranno allontanarsi un po', ma alla fine saranno sempre unite.

Paolo sta dicendo proprio questo; la pace è un “vincolo”, è una vite speciale, qualcosa che limita il movimento così che non sia troppo grande da far cadere, allontanare, perdere le persone con cui viviamo.

Sarà facile come mettere una vite? Su due assi di legno si; ma tra due persone assolutamente no!  Nella vita reale mantenere la pace è un gran lavoro! Ci vuole (dice Paolo) umiltà, mansuetudine, pazienza, sopportazione, amore, sforzo... tutto per poter ottenere questo (è' Gesù che parla):

“Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.” (Matteo 5:9)

Vuoi essere chiamato, vuoi essere chiamata figlia di Dio? Adoperati per la pace, sii umile, sii mansueto, sii paziente,  sopporta quando vorresti fare guerra, sforzati, ama...

“Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l’amore e la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro.  Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese.” (2 Timoteo 2:22)

Quale “vite” devi mettere nella tua vita? Hai qualche conto aperto, dove devi essere più umile, più mansueto, più mansueta,  più paziente, più amorevole,  per poter conservare la pace di Dio?

3. La pace di Dio va passata

Adesso che siamo obbedienti a Dio e a Gesù, ci sforziamo di mantenere la pace... abbiamo fatto tutto, vero? Possiamo rilassarci e goderci la pace di Dio!

Assolutamente no! Se vogliamo che Dio e Gesù continuino a riempire il nostro serbatoio con la loro pace c'è un'ultima cosa da fare... e che dovremo fare per tutta la nostra vita terrena:

“Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:9)

Cosa significa? Semplicemente, che devi testimoniare Cristo, devi parlare agli altri di quella pace devi spiegare agli altri la differenza che Gesù ha fatto in te.

So cosa pensi: “Ma Marco, io non sono come te, o come Mario, io non so parlare agli altri di Gesù, non so da dove cominciare,  non ho la preparazione biblica...” eccetera eccetera.

Leggi bene il versetto: Paolo non ti sta chiedendo di laurearti in teologia per testimoniare Cristo e ottenere un piano di pace. Paolo ti dice che  devi imparare, devi ricevere, devi udire, devi vedere.

Paolo ti sta indicando cose “pratiche” da fare, non studi di teologia! E Paolo copre tutti i tipi di carattere umani.

Forse sei uno o una che apprende leggendo: Paolo dice che devi “imparare e ricevere” che sono attività legate allo studio. Tu puoi studiare la Bibbia, prendere appunti, leggere commentari.

O forse  tu non apprendi molto studiando ma invece capisci le cose  quando senti qualcuno che te le spiega. Per te è meglio ascoltare le predicazioni, non solo quelle mie o di Mario, ma altre ;  sul web ci sono centinaia di siti che pubblicano l'audio e i video dei messaggi.

Oppure non apprendi né studiando né ascoltando  ma vedendo un altro  che fisicamente ti fa vedere come fare, e poi lo fa fare a te. Per te è meglio partecipare attivamente alla vita della tua chiesa, la domenica,
ma anche al gruppo preghiera e a quello del giovedì. Lì puoi vede come gli altri pregano  li puoi vedere come conducono un incontro e come parlano di Gesù agli altri. E pian piano fare lo stesso.

Ma, alla fine, se vuoi la pace di Dio, qualsiasi tipo di credente tu sia, che apprenda studiando, ascoltando, o vedendo, dice Paolo “fatele”; devi FARE! Non basta sederti in chiesa una volta alla settimana!

Conclusione

Nella notte di Natale di 2019 anni fagli angeli cantarono questo:

«Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!» “ (Luca 2:14)

Che tipo di pace stai aspettando questo Natale?

Vuoi la pace del mondo, ovvero l'assenza di guerra la concordia, la tranquillità interiore? Tutte cose che dipendono da te, ma anche da altri uomini attorno a te.

Oppure vuoi la pace che è data, che scende dal Cielo, che non dipende da te, ma da chi ti ha creato? Quella pace che ti da gioia anche nel bel mezzo delle tempeste della vita?

Se è quella pace che cerchi devi, semplicemente, obbedire ai Comandamenti di Dio e di Gesù, mettere una “vite” un vincolo  che ti leghi agli altri, diventando più umile, più mansueto, più mansueta,  più paziente, , più amorevole,  per poi passare quella pace ad altri testimoniando di Cristo.

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Aspettare inseguendo la Gioia - III° di Avvento | 15 Dicembre 2019 |
C'è gioia nella tua vita? Se si, da dove la prendi? Dio ha un piano per darti una gioia completa; e quel piano passa attraverso Gesù.
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Tempo di lettura: 10 min.
Tempo di ascolto/ visione audio/ video: 29 min.

La scorsa settimana abbiamo parlato della Speranza e della Fede che sono legate al Natale,
simboleggiate dalle prime due candele della nostra ghirlanda dell'Avvento.

Oggi abbiamo acceso la terza candela, quella che simboleggia la Gioia.

Come definiresti la parola “gioia”? Cosa è che ti fa gioire nella vita? Un bel voto a scuola ? Una promozione al lavoro? La vittoria della tua squadra del cuore?

Partiamo anche questa volta dalla definizione che ne fa  un famoso vocabolario (stavolta il Treccani)

gioia¹ [dal fr. ant. joie, lat. gaudia, plur. di gaudium "gioia"]. - intensa e piacevole emozione che si prova quando si è felici o quando un fine viene raggiunto o un desiderio trova appagamento

Notiamo anche questa volta un paio di caratteristiche della gioia come è intesa per il mondo.

La prima si trova nell'origine della parola “gioia”: viene dal latino “gaudia” che è il plurale di “gaudium” che, in latino, significa... gioia! Per cui la trasposizione in italiano dovrebbe essere stata “gioio”: Quando UNA cosa mi rende felice, allora provo UN “gioio”.

Sembra invece che, a noi italiani, una sola cosa non basti  per renderci felici... e abbiamo scelto il plurale: le gioie! Insomma, non basta una, ma servono più di una cosa piacevole per rendermi felice!

Come seconda cosa il Treccani dice che la gioia arriva quando “un fine viene raggiunto o un desiderio trova appagamento” in altre parole, io ho un progetto in testa, in qualche modo (volontario o involontario)  il progetto va a buon fine, e solo quando ho ottenuto ciò che mi ero prefissato o avevo desiderato allora sono felice, provo “gioia”.

Questa è la gioia “secondo il mondo”... E per noi che crediamo? Le fonti della gioia sono le stesse... oppure?

Voglio vedere assieme a voi qualche brano della Bibbia dove i protagonisti provano gioia.

1. La gioia viene da qualcosa che non ti aspetti.

Ricordate la storia  di come è nato Isacco  da Abraamo e Sara ormai vecchi?

“Poi (gli angeli) gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?» Ed egli rispose: «È là nella tenda».  E l’altro: «Tornerò certamente da te fra un anno; allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Sara intanto stava ad ascoltare all’ingresso della tenda, che era dietro di lui.  Abraamo e Sara erano vecchi, ben avanti negli anni, e Sara non aveva più i corsi ordinari delle donne.  Sara rise dentro di sé, dicendo: «Vecchia come sono, dovrei avere tali piaceri? Anche il mio signore è vecchio!»  Il Signore disse ad Abraamo: «Perché mai ha riso Sara, dicendo: “Partorirei io per davvero, vecchia come sono?”  Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per il Signore? Al tempo fissato, l’anno prossimo, tornerò e Sara avrà un figlio». ” (Genesi 18: 9-13)

Sara non si aspettava di avere un figlio da vecchia... eppure...

“Sara concepì e partorì un figlio ad Abraamo, quando egli era vecchio, al tempo che Dio gli aveva fissato.  Sara disse: «Dio mi ha dato di che ridere; chiunque l’udrà riderà con me». E aggiunse: «Chi avrebbe mai detto ad Abraamo che Sara avrebbe allattato figli? Eppure io gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia». (Genesi 21:2, 6-7)

Il nome Isacco significa “risata”, perché Sara si ricordava di aver fatto una gran risata quando Dio aveva detto ad Abramo   che avrebbe avuto un figlio da una donna ultraottantenne e da un uomo centenario. Sara aveva aspettato un figlio... ma quando diceva lei. Quando era giovane, bella, in forze.

Dove era la vera gioia per Sara? Avere un figlio? Quello di sicuro, ma soprattutto di averlo avuto “al tempo che Dio gli aveva fissato”.

Dio è il dio dell'impossibile Diceva Sara:  “Chi avrebbe mai detto ad Abraamo che Sara avrebbe allattato figli?” Nessuno! Ma Dio lo aveva detto!

Vi ricorda qualcosa  il dubbio di Sara? Di qualche altra donna della Bibbia che aveva dubitato di quello che Dio gli aveva mandato a dire circa una gravidanza?

Dovrebbe! Leggiamo Luca 1:

“L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù... Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?»  L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.  Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia, e questo è il sesto mese per lei, che era chiamata sterile; poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace». (Luca 1:31, 34-37)

Stesso dubbio di Sara... al contrario! Sara era troppo vecchia, Maria troppo giovane e vergine. Stesso risultato: l'angelo afferma che “ nessuna parola di Dio rimarrà inefficace” Maria avrà provato più gioia nella nascita di Gesù, o nel vedere che Dio era stato fedele?

C'è un versetto nel vangelo di Luca che ci fa in parte capire la risposta, che sembra scritto piuttosto da uno psicologo invece che da un apostolo.

“Andarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; 17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino. E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori. Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.” (Luca 2:17-19)

Maria “ci pensa a quello che è accaduto a quello che gli era stato detto. Penso che Maria avesse gioia nel tenere tra le braccia Gesù, ma più gioia nel vedere che Dio era stato fedele.

Per chi crede, la gioia vera viene da qualcosa che non ti aspetti ma che Dio ha promesso.

Facciamo che io vi dica che fra mezz'ora Gesù entrerà da quella porta non come Spirito Santo (che è già qui) ma fisicamente, con tanto di veste lunga, sandali e velo in testa, … mi credereste? Probabilmente chiamereste il CIM (Centro Igiene Mentale)!

Ma supponete che accadesse davvero? Quale sarebbe la gioia più grande? Vedere Gesù, oppure vedere che quello che Gesù ha promesso, il suo ritorno  sulla terra, (e di conseguenza tutto il resto, il giudizio, la vita eterna, il Paradiso e così via) si avvera? Che Dio è stato fedele?

Dio è già stato fedele, 2019 anni fa, anno più anno meno...

“La Parola divenne uomo e visse qui fra noi, e noi abbiamo visto la sua gloria, la gloria dell'unico Figlio del Padre pieno di grazia e di verità.” (Giovanni 1:14 PV)

La vera gioia del Natale è un dono che non ti aspetti,  è Dio che scende e si fa uomo.

2. La gioia viene da qualcuno che non ti aspetti

A chi regalerai qualcosa quest'anno a Natale? Al tuo coniuge? Ai tuoi figli, Hai tuoi genitori? Forse a qualche amico caro?

Oggi voglio stupirti, e dimostrarti che ho il dono di profezia. Ti dirò a chi NON regalerai di sicuro nulla.

Non regalerai nulla al tuo ex o alla tua ex, quello (o quella) che ti ha tradito, che ha speso tutti i tuoi soldi, e ti ha trascinato in tribunale per un divorzio che non volevi.

Non regalerai nulla a quella collega di lavoro che ha preso la promozione al tuo posto perché è andata a letto col capo e ti ha fatto retrocedere e dimezzare lo stipendio.

Non regalerai nulla al giovane  che ha violentato tua figlia. Non regalerai nulla al tizio che ti ha svaligiato casa. Non regalerai nulla alla tizia  che dicendo bugie ti ha fatto licenziare.

Sono un buon profeta vero? Nessuno regalerebbe qualcosa a quegli individui...

Non sono un buon profeta, perché, in realtà c'è qualcuno che lo ha fatto e continua a farlo... ogni giorno... Dio!

Dio non aveva alcun motivo  per farci dei doni,  anzi, tutt'altro.

“Dio il Signore chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?»  Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto».  Dio disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell’albero che ti avevo comandato di non mangiare?»  L’uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero, e io ne ho mangiato».  Dio il Signore disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato».” (Genesi 3:9-13)

Paolo dice:

“Una volta voi (attenzione, sta parlando di me e te) eravate estranei e nemici (di Dio), a causa delle vostre menti pervertite dal vostro malvagio modo di vivere.” (Colossesi 1:21 PV)

Io sono l'ex che ha tradito e derubato, io sono il collega che compiace il capo per avere il posto, io sono quello che ha violentato tua figlia, io sono quello che ha svaligiato casa tua, Io sono quello che ti ha fatto licenziare ingiustamente... Magari non tutto assieme, ad ognuno il suo... ma io sono uomo, peccatore, nemico di Dio...

Come posso aspettarmi la gioia nella vita? Ma Dio ha provveduto anche per me,  mi ha dato  un dono  che non mi aspettavo e non meritavo,  ci ha mandato qualcuno che non ci saremmo mai aspettati:

“Tu moltiplichi il popolo, tu gli elargisci una gran gioia; esso si rallegra in tua presenza come uno si rallegra al tempo della mietitura, come uno esulta quando spartisce il bottino... Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.” (Isaia 9:3, 5)

La vera gioia del Natale  è qualcuno che che ti fa un dono,  nonostante tu lo abbia deluso e ferito.

3. La gioia viene da un valore che non ti aspetti

Che cosa regalerai a Natale? Ci hai pensato? Hai già i pacchetti fatti? Oppure sei quello del “last minute”?

Vorrei vedere con voi un breve filmato:



Non mi dite “basta il pensiero”, perché se una cosa è “piccola” ma di buon gusto, se è di poco valore economico, ma la posso usare, mi è utile, la posso portare,  allora “basta il pensiero” va bene...

Ma se è di pessimo gusto, se è “brutto”, inutile, ...che cosa te ne fai? E magari è di un parente... te la devi tenere, e pure ricordarti di tirarla fuori quando viene!

E ci rimani male, perché magari ti aspettavi qualcosa di diverso!

Abbiamo detto la scorsa volta che gli ebrei stavano attendendo il Messia, il Cristo, l'Unto... Si aspettavano un Re come Davide, che andasse in battaglia sul cavallo e combattesse con la spada...

E' per quello che non capirono il valore del dono che Dio gli stava facendo, in pochi provarono gioia per l'arrivo di Gesù: Isaia lo aveva detto  che sarebbe accaduto:

“Chi ha creduto a quello che abbiamo annunciato? A chi è stato rivelato il braccio del Signore? Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci” (Isaia 53:1-2)

Eppure gli angeli lo avevano annunciato:

“L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” (Luca 2:10-11)

Non tutti gioirono: la scorsa settimana abbiamo visto chi  di sicuro non gioì: politici (Erode), Sacerdoti, Scribi,e assieme a loro  gran parte del popolo.

Ma ci fu chi gioì quella stessa notte:

“I pastori tornarono lodando Dio per tutto quello che avevano visto e sentito, proprio come l'angelo aveva annunciato loro. (Luca 2:13-20 PV)

Quelle persone umili furono quelle  che divennero poi i discepoli e poi gli apostoli, a cui Gesù consegnò la sua gioia:

“Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa. “ (Giovanni 15:10-11)

Abbiamo visto allora che la gioia nella Bibbia viene da qualcosa che non ti aspetti ma che Dio fa accadere, viene da qualcuno che non ti aspetti ma che Dio fa arrivare, viene da un valore che non ti aspetti ma che Dio vuole dare.

Facciamo la stessa cosa della scorsa settimana: incrociamo la definizione di gioia del vocabolario  con quello che abbiamo scoperto nella Bibbia

gioia per la Bibbia: intensa e piacevole emozione che si prova quando si è felici  quando il  fine di Dio viene raggiunto e un desiderio di Dio verso l'uomo trova appagamento

Avete fatto caso alle parole che ho detto? Accadere, arrivare, dare...

La gioia per chi crede è quando accade qualcosa

“ecco, la giovane concepirà,

arriva qualcuno

 partorirà un figlio,

che da un dono di valore immenso.

e lo chiamerà 'Dio con noi' ” (Isaia 7:14b)

Conclusione

Stai aspettando  questo tipo di gioia a Natale? Oppure pensi  che quello che Dio ti ha promesso sia, impossibile,  irraggiungibile, inattuabile?

Dio è fedele al tempo che Dio ha fissato. (Genesi 21:2) nessuna parola di Dio rimarrà inefficace” (Luca 1:37): la gioia arriverà

La gioia è arrivata, si è fatta uomo, è morta ed è risorta, per darti la sua gioia:

“Tu hai mutato il mio dolore in danza; hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia, perché io possa salmeggiare a te, senza mai tacere.” (Salmo 30:11-12)

Cosa stai aspettando?

Preghiamo.
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Aspettare cercando la Speranza - II° di Avvento | 8 Dicembre 2019 |
Come stai aspettando di ricordare l'arrivo di Gesù a Natale? Con il cuore freddo di uno scienziato, con quello impaurito di colui che non lo segue... o con quello umile ed aperto di chi ha fede e spera?
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Abbiamo introdotto la scorsa settimana il tema dell'Avvento, ed abbiamo acceso la prima candela,
quella che rappresenta la speranza.

Cosa significa “sperare”? Il dizionario Devoto lo definisce cosi:

“Attesa fiduciosa di un evento desiderato perché ritenuto gradito o vantaggioso”

Secondo il dizionario le caratteristiche di chi spera sono:

a) l'attesa;
b) a fiducia;
 c) il desiderio.

Non so se ci avete fatto caso, attesa, fiducia, desiderio, sono tutte cose che prevedono... che cosa? Stare ASSOLUTAMENTE FERMI! Sono azioni-non-azioni, dove l'importante è non muoversi.

E per noi credenti? Abbiamo detto che l'Avvento parla della speranza. Valgono le stesse categorie quando parliamo di Gesù?

Sappiamo che per noi l'attesa è terminata circa 2019 anni fa, anno più, anno meno, e che ogni anno in questo periodo festeggiamo appunto la fine dell'attesa.

Ma invece cosa significava la parola speranza,  per le persone di 2019 anni fa, in Israele? Leggiamo il Salmo 25:

“Fammi conoscere le tue vie, Signore; insegnami il cammino da seguire. Guidami con la tua verità, istruiscimi:sei tu il Dio che mi salva, ogni giorno sei la mia speranza.” (Salmo 25:4-5 TILC)

E poi nel Salmo 37:

“Spera nel SIGNORE e segui la sua via.” (Salmo 37:34a)

Per gli ebrei il concetto di speranza era spessissimo associato a quello di un cammino,  una strada,  una via da percorrere e che Dio ha già stabilito.

Facciamo un gioco; fondiamo le due definizioni di speranza, quella del mondo e quella della Bibbia e vediamo cosa ne esce:

“Attesa fiduciosa di percorrere un cammino desiderato che Dio  ha stabilito.”

Ora tu potresti giustamente chiedermi: “Ma Marco, che c'entra tutto questo con l'Avvento, col Natale, con la speranza, con l'attesa, e la fede?”

Vorrei leggere assieme a voi un brano dal Vangelo di Matteo:

"Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode. Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere. Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:"E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"». Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; e, mandandoli a Betlemme, disse loro:  «Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io vada ad adorarlo».Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via. "(Matteo 2:1-7, 9-11)


I Magi , che in alcune versioni  vengono chiamati “Uomini Sapienti”., erano una sorta di astronomi/ astrologhi e provenivano probabilmente da Aleppo, in Siria,  dove c'era una famosa scuola di astrologia. Al giorno d'oggi Aleppo dista  circa 700 chilometri da Gerusalemme. Google Maps dice che una persona  impiega a piedi 136 ore:  calcolando di camminare 8 ore al giorno,  attualmente, con le strade moderne,  ci vogliono più di 17 giorni per arrivare...

All'epoca  non c'erano le strade che ci sono ora,  né il Tom Tom o il Garmin.  Bisognava attraversare più stati,  e bisognava ottenere il passaggio dalle autorità  e stare attenti dai predoni.

Probabilmente ci volevano circa tre mesi  per raggiungere Gerusalemme da Aleppo “in sicurezza”. (Ricordate che tipo di regali portavano e come erano vestiti!  Non passavano di certo inosservati!  Avrebbe fatto gola a chiunque  assalirli e derubarli!)

Ora … chi glie lo fa fare? Perché lo fanno?

Se tu sei un astronomo, cosa fai la notte invece di dormire? Guardi il cielo! Immaginatevi ora di essere astronomi e di guardare il cielo in direzione di questa costellazione.

Sapete di cosa si tratta vero? E' il Gran Carro,  che si trova all'interno della Costellazione con l'Orsa Maggiore  (poco più a destra in alto c'è la Stella Polare).




Immaginatevi che i Magi,  abituati a stare sempre con il naso all'insù una notte vedono questo:

Molti di noi, ammesso che si sarebbero accorti, avrebbero detto: “E beh? Chissene...”

I Magi invece erano “Uomini Sapienti” ovvero erano non solo astronomi ma erano anche studiosi. Di certo avevano letto la Torah (l'Antico Testamento) e queste profezie:

“Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma non vicino: un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele.” (Numeri 24:17a)

I Magi non erano Ebrei, e non erano neppure credenti; erano scienziati (dell'epoca)  che stavano aspettando un segno e che quando lo vedono, ragionano, agiscono, si muovono, cercano... sperano, in un certo senso, che il loro ragionamento sia giusto: “Questa è  la profezia, adesso c'è una stella nuova... ecco il segno!  Andiamo! Troviamolo!”

«Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo» (v.2)

I Magi hanno aspettato  il momento giusto per muoversi, hanno cercato, hanno sperato hanno trovato. E lo facevano con gioia

“(la stella) giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.” (v. 10)

Ma, nello stesso momento dei Magi, c'erano altri  che stavano cercando un segno, e non erano di certo gioiosi:

“Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere.” (v. 3)

Il versetto dice  che  Erode era turbato. Lui aveva tutto il diritto di esserlo: era un re fantoccio, messo lì dai Romani. Contava meno di niente... ma era re!

Ma Erode non era il solo ad essere turbato. Guardate il versetto: dice che “tutta Gerusalemme” era turbata.

Gerusalemme era la capitale della Giudea, dove viveva gran parte delle persone “importanti”: i ricchi,  i sacerdoti,  gli scribi e i farisei.

Era governata dai Romani, che, da buoni politici, si erano ingraziati  facendogli favori  e dandogli cariche di prestigio  agli occhi del popolo ma inutili politicamente ricchi, sacerdoti scribi e farisei.

Capite bene che un “nuovo re” invece di Erode  avrebbe potuto “cambiare le carte in tavola”... c'era troppo da perdere, bisognava mantenere lo “status quo”, la situazione così come era.

Anche a Gerusalemme c'erano degli “scienziati”, degli studiosi, stavolta non del cielo, ma della Bibbia: erano i capi sacerdoti e gli scribi.

Anche loro “cercano” e trovano le profezie che si legano a quella stella nel cielo... che loro non hanno visto,  e neppure cercato... ma i Magi si:

“Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:"E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"»” (vv. 5-6)

Anche i sacerdoti e gli scribi hanno cercato, e hanno trovato... ma l'effetto non è stato “grandissima gioia”... ma piuttosto  paura per il futuro.

I Magi hanno fatto un lungo cammino... sacerdoti e farisei... nemmeno un passo.

Ma quella stessa sera c'erano anche altre persone che stavano aspettando e cercando: leggiamo Luca 2:

“In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.  E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.  L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:  Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.  E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”».... Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere».  Andarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; … E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunciato.” (Luca 2:8-12, 14-16, 20)

Essere pastore  era il lavoro più comune per un ebreo, e se erano ebrei  credevano in Dio  e stavano aspettando il Messia che significa “l'Unto del Signore” colui che il Signore ha scelto.

La parola “messia” in greco  (la lingua in cui è scritto il vangelo di Luca) si traduce con “Cristo”.

Gli angeli annunciano ai pastori ebrei che il Cristo, il Messia  il re promesso, il Salvatore, è arrivato! Che non avevano sperato invano!

Cosa fanno i pastori? Dicono “Eh beh... ciccia, noi dobbiamo badare alle pecore.”? Assolutamente no: i pastori si muovono, agiscono, rispondono. Si incamminano, vanno, cercano... trovano.

E quale è l'effetto del loro muoversi del loro cercare la stalla col bimbo?

“E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto.” (v. 20)

Non so se avete fatto caso: avevamo detto che la speranza per la Bibbia è un cammino con Dio che porta a lodare Dio. Cosa avevano fatto i Magi dopo aver cercato Gesù, dopo aver trovato Gesù?

“(i Magi) Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono” (v. 11)

Hanno adorato Gesù! Cosa hanno fatto i pastori, dopo aver cercato la stalla, dopo aver trovato Gesù? Hanno glorificato Dio!

Cosa hanno fatto i sacerdoti e gli scribi dopo aver trovato il luogo dove sarebbe nato Gesù attraverso le profezie della Bibbia? Assolutamente nulla!

Secondo voi, chi ha apprezzato di più Dio di queste tre categorie di persone? Forse chi si è prostrato e ha adorato Gesù? I Magi, gli “uomini sapienti” gli scienziati che, attraverso lo studio del cielo si erano mossi,  avevano cercato,  avevano trovato?

Può essere... in fondo Dio in un certo senso li ha “usati”, si è servito di loro per rivelare suo figlio al mondo... ma...

Oggi abbiamo acceso la seconda candela dell'Avvento, quella relativa alla fede. Perché si erano mossi? Cosa stavano aspettando davvero? Avevano realmente capito chi avevano trovato? C'era fede in quello che avevano fatto?

Erano arrivati a Gesù attraverso l'intelligenza... ma questo non li aveva cambiati. Non erano divenuti credenti in Dio: infatti, se ne ritornano ad Aleppo in Siria e di loro non sapremo più nulla.

Quanti, al giorno d'oggi, credono che Gesù è realmente esistito è realmente il Figlio di Dio è realmente risorto... ma questa rivelazione non fa alcuna differenza nella loro fede?

Allora forse Dio ha gradito chi aveva capito studiando la Bibbia dove sarebbe nato Gesù, i sacerdoti e gli scribi?

Avevano capito... ma non si erano mossi da Gerusalemme. Erano arrivati a capire  che Gesù era nato attraverso la lettura della Parola... ma questo non li aveva cambiati, anzi; li aveva turbati,  spaventati per quello che avrebbe significato per loro. Erano credenti, ma che razza di fede avevano?

Ebrei dice:

“Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.” (Ebrei 11:1)

Speranza e fede sono legate assieme, e la fede vera porta a sperare, non ad avere paura.

Molti al giorno d'oggi vivono la stessa situazione. Sanno che Dio esiste,  che Gesù è venuto ma vivono la loro fede non con speranza, ma con la paura.

Temono il giudizio, e la punizione, perché la loro fede è solo nella conoscenza di Gesù, non nell'affidarsi a lui e seguirlo.

Chi ha gradito Dio, allora?

I pastori si erano mossi dalle proprie greggi per andare ad incontrarlo, seguendo la speranza  nella promessa di Dio  di mandargli il Messia,  l'Unto, il Cristo. Non li aveva guidati la loro intelligenza e neppure la loro conoscenza della Bibbia ma la fiducia, la fede che se Dio promette qualcosa, quello avverrà.

Dove sei tu,  in questo Natale? Cosa  stai aspettando?

Stai aspettando di sapere tutto su Gesù sfrutti la tua intelligenza, la scienza., i libri ome hanno fatto i Magi (intendi, tutte cose più che lecite, anzi ottime) ma non sei disposto, non sei disposta a seguirlo... e te ne torni ad Aleppo...  come i Magi?

Oppure stai aspettando il Natale  con paura, come i sacerdoti e gli scribi, perché sai che la conoscenza della Bibbia non ti mette al riparo dal giudizio, se la leggi e basta, e non la metti in pratica?

Luca dice:

“E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto.” (v. 20)

Gli unici che stavano davvero aspettando, gli unici che avevano davvero sperato erano i più poveri,  i più semplici,  i più umili di tutti.

Cosa stai aspettando a Natale? Sappi che Dio sta cercando cuori poveri cuori semplici cuori umili, a cui rivelarsi, e offrire “ un Salvatore, che è Cristo, il Signore”

Gesù dice:

“Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. ...Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:25, 28)

Se lo hai già trovato, ritorna a lodare  e glorificare Dio  per tutto quello che hai visto e udito.

Se non lo hai ancora trovato, cosa stai aspettando? Lui aspetta te, questo Natale.... e sempre!

Preghiamo.
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La compassione che guarisce | 1 Dicembre 2019 |
Può Dio decidere di guarirmi SOLO spiritualmente? Anche se la guarigione più grande è quella fatta da Lui attraverso Gesù che ci ha donato la vita eterna, Dio è desideroso di guarirci anche dalle malattie. Ma c'è un limite a a questo: la mia certezza che lui lo voglia e lo possa fare.

(Messaggio portato da Mario Forieri)

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“La ragazza disse alla sua padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!”  (2 Re 5:3)

“Il Signore è misericordioso e pieno di compassione, lento all’ira e di gran bontà. Il Signore è buono verso tutti,pieno di compassioni per tutte le sue opere.” (Salmo 145 :8-9)

“Come un padre è pietoso verso i suoi figli, cosí è pietoso l'Eterno verso quelli che lo temono.” (Salmo 103: 13)

 “... perché si compiace di usare misericordia.”  (Michea 7: 18 b)

“L'Eterno infatti con i suoi occhi scorre avanti e indietro per tutta la terra per mostrare la sua forza verso quelli che hanno il cuore integro verso di lui.”  (2Cronache 6: 9)

“Venne a lui un lebbroso e, buttandosi in ginocchio,} lo pregò dicendo: «Se vuoi, tu puoi purificarmi!» Ed egli, impietositosi, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio; sii purificato!» E , detto questo, subito la lebbra sparì da lui, e fu purificato.” (Marco 1:40 -41)

“(Gesù) ... smontato dalla barca, vide una gran folla; ne ebbe compassione e ne guarì gli ammalati.” 
(Matteo 14 :14)

“E due ciechi, seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: «Abbi pietà di noi, {Signore,} Figlio di Davide!»  Ma la folla li sgridava, perché tacessero; essi però gridavano più forte: «Abbi pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!»  Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: «Che volete che io vi faccia?»  Ed essi: «Signore, che i nostri occhi si aprano».  Allora Gesù, commosso, toccò i loro occhi e in quell’istante [i loro occhi] recuperarono la vista e lo seguirono.” 
(Matteo 20: 30-34)

“E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.  Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni, parleranno in lingue nuove,  prenderanno {in mano} dei serpenti, anche se berranno qualche veleno non ne avranno alcun male, imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno». (Marco 16: 15)

“Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità.”  (Salmo 103: 3)

“E lì, a causa della loro incredulità, non fece molte opere potenti.”  (Matteo 13:58)

“...il Signore è pieno di compassione e misericordioso... C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno di animo lieto? Canti degli inni.  C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore: la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.  Confessate dunque[a] i vostri peccati[b] gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia. (Giacomo 5: 11, 13)

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Cosa stai aspettando a Natale? I motivi dell'Avvento e del Natale | 1 Dicembre 2019 |
Che cosa è l'Avvento? E' semplicemente un "simbolo" che ci rammenta la grazia che abbiamo ricevuto quando Dio ha deciso di nascere tra noi.
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Sappiamo tutti che Natale non è davvero il giorno in cui è nato Gesù, ma nei primi due secoli nostri fratelli e nostre sorelle in Cristo decisero di sfruttare un periodo  dove a Roma si celebrava una ricorrenza e a tutti (schiavi compresi) veniva concessa una pausa dal lavoro, per ricordare che Gesù era realmente nato e raccontarsi la storia del primo Natale.

La parola “avvento” viene dal latino “advenutus”, che significa, appunto, “venuta, arrivo”.

All'inizio l'Avvento non si chiamava così ma era solo un periodo di digiuno e preghiera con cui i credenti si preparavano  a ricordare l'arrivo di Gesù.

Poi, intorno al 1700, si è iniziato a chiamarlo così, a riservargli un mese intero nella nostra mente e nelle nostre preghiere, e ad aggiungere l'accensione  di una candela per ogni domenica, come simboli di quello che Gesù è venuto a portarci: speranza, fede, gioia, pace, sino a quella di Natale
che simboleggia la luce e la purezza.

Tu potresti dirmi: “Perché devo usare dei simboli per ricordarmi di Gesù? Non mi basta leggere la Bibbia, pregare,  osservare, obbedire per ricordarmi di lui?"

Voglio mostrarti una foto: lo conosci vero? E' un cruscotto. Il cruscotto è pieno di luci e di “simboli”
che si accendono e si spengono per ricordarci qualcosa importante.

Un “simbolo” è la scorciatoia mentale che riassume un intero concetto: vedi la spia dell'olio che si accende e pensi: “devo portare la macchina dal meccanico domani mattina altrimenti finisce che mi si rompe e rimango a piedi.

L'Avvento, le candele, il Natale sono dei “simboli” per noi che crediamo e anche per chi non crede.

E' un’occasione per riflettere su cosa aspetti.  Cosa stai aspettando davvero?  Stai aspettando i doni, le luci, la festa...  oppure stai aspettando qualcosa di più  che cambi la tua vita?  Il dono che Dio ti ha fatto è la salvezza,  attraverso Colui che è venuto,  è nato  è morto  ed è risorto  per portarti assieme a Lui.  Cosa stai aspettando?

Ogni settimana da qui a Natale accenderemo una candela  e leggeremo dei passi legati all'arrivo di Gesù sulla terra.

I primi sono tratti da Isaia, e dai Salmi.

“Avverrà, negli ultimi giorni, che il monte della casa del Signore si ergerà sulla vetta dei monti e sarà elevato al di sopra dei colli; e tutte le nazioni affluiranno a esso. Molti popoli vi accorreranno e diranno: «Venite, saliamo al monte del Signore, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi cammineremo per i suoi sentieri». Da Sion, infatti, uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli giudicherà tra nazione e nazione e sarà l’arbitro fra molti popoli; essi trasformeranno le loro spade in vomeri d’aratro e le loro lance in falci. Una nazione non alzerà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra. Casa di Giacobbe, venite e camminiamo alla luce del Signore!” (Isaia 2:2-5)

“Poiché ho detto: «La tua bontà sussiste in eterno; nei cieli è fondata la tua fedeltà. Io ho fatto un patto con il mio eletto; ho fatto questo giuramento a Davide, mio servo: Stabilirò la tua discendenza in eterno ed edificherò il tuo trono per ogni età”».” (Salmo 89:2-4)


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Guidati dallo Spirito per glorificare Cristo | 24 Novembre 2019 |
Per portare gloria a Cristo debbo "fare" quelle cose per cui la gente applaudirà Dio e Cristo, non me. E lo Spirito Santo è l'energia esplosiva da cui posso attingere le forze per riuscirci.
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 38 min.
Stiamo scorrendo lungo i capitoli da 12 a 15 di Giovanni  (quelli relativi all'ultima cena di Gesù con gli apostoli)  alla ricerca di “parole chiave” che ci dicano cosa vuole Gesù che ricordiamo.

Abbiamo visto “amare” ripetuta 31 volte, poi “odiare” ripetuta 11 volte, poi ancora “dimorare”
ripetuta 13 volte. Oggi vediamo l'ultima: “glorificare”.

“Glorificare” ricorre 20 volte e, a differenza delle altre tre parole, è presente attraverso tutti i 4 capitoli.

1. Cosa significa  “glorificare”?

Gesù usa questa parola proprio all'inizio del suo discorso durante l'ultima cena:

“L'ora è venuta che il Figlio dell'Uomo dev'essere glorificato... E che dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest'ora. Padre, glorifica il tuo nome!” (Giovanni 12: 23, 27-28)

Che strano! Gesù sa che sta per essere torturato ed ucciso sulla croce... e parla di gloria! Forse dovremmo capire meglio cosa significhi la parola “glorificato”.

Cosa vi viene in mente quando sentite la parola “gloria, glorificare, glorificato”? Vi dico quello che
viene in mente a me: il vincitore di una competizione sportiva o  uno scienziato che riceve il premio nobel  per aver  scoperto  la cura per una malattia. Non mi viene certo in mente la crocifissione.

La parola che usa Gesù tradotta in greco è ?????? - “doxazo?"  che significa “lasciare  la gloria a qualcuno”, e la radice viene dal verbo "dokeo"  = "pensare/ considerare/ stimare/ valutare/ ponderare".

Glorificare è lasciare a qualcun altro la gloria (la corona, la celebrazione, il merito) dopo averci riflettuto su.

Non è semplicemente un applauso,  ma è capire che quella persona va applaudita perché se lo merita per quello che ha fatto.

Gesù perciò sta dicendo che il Padre si merita la corona o l'applauso  per quello che ha fatto.

Che cosa ha fatto Dio per meritarlo? La Creazione? Di certo... ma non è per quello che Gesù ci chiede qui di applaudirlo.

Per cosa allora? Leggiamo un altro versetto di Giovanni:

“(Giuda) dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte. Quando egli fu uscito, Gesù disse: "Ora il Figlio dell'uomo è glorificato e Dio è glorificato in lui. Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche in sé stesso e lo glorificherà presto.” (Giovanni 13:30-32)

Facciamo una parafrasi, e sostituiamo “glorificato” con “si merita l'applauso”

“Ora il Figlio dell'uomo si merita l'applauso e Dio si merita l'applauso in lui.”

Dove era andato Giuda? A tradire Gesù,  e a consegnarlo nelle mani dei carnefici!

Per cosa si merita l'applauso Gesù? Per aver scelto di pagare i miei peccati morendo al posto mio. Per cosa si merita l'applauso Dio? Per aver scelto di mandare suo Figlio a farlo!

Lo strumento per ricevere la gloria  sarà la croce, Dio riceve gloria tramite Gesù  che mette a disposizione tutto se stesso (la sua vita)  pur di compiere l'opera di salvezza

Quante volte vediamo  persone  alzare le mani e gridare “gloria a Dio!” Spesso lo facciamo anche noi. Va bene, non è nulla di sbagliato, ma glorificare Gesù non è solo una parola ma una riflessione su ciò che ha fatto Gesù e su ciò che ha fatto Dio per te.

La tua App:  La prossima volta  prima di dire “gloria” rifletti prima di dirlo: ”Gesù è venuto per me! Gloria a Lui! Gloria a Dio!”

2. In che modo posso glorificare Dio?

Ti è mai capitato  di ricevere un favore da qualcuno  senza dover pagare nulla? Come ti sei sentito, come ti sei sentita? Cosa hai fatto?

Se il sentimento che ha prevalso è quello della gratitudine probabilmente hai cercato di “sdebitarti” in qualche modo.

Rifletti su questa parola: “sdebitarsi”: spesso, quando riceviamo qualcosa senza che lo abbiamo pagato e spesso senza averlo meritato, sentiamo come di avere un “debito” che vogliamo ripagare.

Gesù ti ha dato qualcosa che non potrai mai ripagare: il perdono dai peccati, e la vita eterna.

Però qualcosa lo puoi, lo possiamo fare: glorificarlo,  non solo con la nostra mente, non solo con la nostra voce, ma soprattutto con le nostre azioni, come gesto di gratitudine  per ciò che ha fatto.

“In verità, in verità vi dico che chi crede in me faràanch'egli le opere che faccioio; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; e quello che chiederetenel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio.”(Giovanni 14:12-13)

Gesù dice che Dio lo ha glorificato lo ha applaudito per quello che ha fatto ma dice anche che Dio vuole continuarlo a glorificare, vuole continuare ad applaudirlo per tutte le altre cose che farà nel mondo.

Indovina chi sarà chiamato, chi sarà chiamata a fare quelle cose, da ora in avanti? Se tu hai ricevuto  e vuoi glorificare Gesù lo puoi fare continuando ad agire nel mondo come suo discepolo.

La scorsa settimana avevamo già visto questo versetto parlando del “dimorare in Cristo” essere piantati in Gesù

“Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.”  (Giovanni 15:7-8)

Gesù dice che per glorificare Dio, dobbiamo fare due cose: chiedere con fiducia e portare frutto. Attenzione a quello che dice il versetto: non dice “in questo è glorificato il Padre mio: che mangiate molto frutto...

Il fine del chiedere è il portare altro frutto, il che significa altri discepoli,  altra gloria,  altri applausi.

Quali cose debbo chiedere allora? Cose che riguardano me, la mia famiglia, la mia vita? Certamente... ma non solo!

Debbo abituarmi a chiedere a Dio le cose che glorifichino il suo nome, le cose per cui la gente faccia l'applauso a Gesù, le cose che portino altri discepoli a Gesù!

"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il  Padre vostro che è nei cieli. (Matteo 5:16)

Di tutte le cose che chiedo,  otterrò principalmente quelle che glorificano Dio  portando frutto.

Quando è che le persone glorificano Dio? Quando vedono in noi le nostre vite cambiate quando siamo per loro di ispirazione quando siamo un modello  di come dovrebbero essere tutti nel mondo

Quando non parliamo di amore,  ma agiamo in amore,  anche quando l'amore costa anche quando l'amore costa la croce. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. 

Quali sono le persone credenti  che ti hanno fatto glorificare Dio?  che ti hanno ispirato, che sono divenuti un modello? Una che mi ha ispirato è stata una bambina di soli 9 anni, figlia di un pastore mio amico negli Stati Uniti, a cui è stato diagnosticato un tumore terminale al cervello.
Invece di piangersi addosso, lei ha sentito il bisogno di iniziare una fondazione che raccolga fondi per i bambini in ospedale ammalati di tumore. Lei è morta... ma la fondazione le sopravvive e porta gloria a Dio!
 Jessica avrebbe potuto concentrarsi su se chiedere SOLO la sua guarigione... invece ha chiesto quello che portava più frutto... e quello ha ottenuto...

Giacomo lo spiega bene:

“Non avete, perché non domandate;  domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.” (Giacomo 4: 2b-3)

Sapete quante volte mi sono arrabbiato con Dio?  “Perché  non rispondi alle mie preghiere? Eppure hai promesso di farlo!” E, ogni volta, cinque minuti dopo, mi sono fermato a riflettere: “Quello che chiedo glorifica Dio, porta frutto?".  Il problema non risiede nell'udito di Dio,  ma in quello che chiedo.

Tu potresti dirmi  (e l'ho detto un sacco di volte anche io!) “Ma le cose che chiedevo erano cose buone! Non erano cose egoistiche, solo per me!”. Dio non vuole darti cose buone... ma vuole darti le cose migliori,  affinché tu porti frutto  e il Suo nome sia glorificato.

Se sei un suo discepolo, se sei una sua discepola, ti chiedo: te la senti di farti guidare completamente da Lui? Di dargli il dominio sulla tua vita per portare frutto?

Se non lo sei ancora  devi sapere che Gesù è alla tua ricerca, perché vuole darti la sua potenza  nella tua vita::  “chi crede in me farà anch'egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori” : Gesù è la via per glorificare Dio!

3. Qual'è il mezzo con cui glorifico Dio?

Tu puoi tirmi (e hai ragione) “OK Marco... ma io non mi sento adatto/ pronto/ capace.” ESATTO!!! Non lo sei! Non lo sarai mai! E Gesù lo sa bene, perché è Dio, ma è stato anche uomo per 33 anni... e sa come siamo fatti!

“Quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.“ (Giovanni 16:13-15)

Gesù l'ha promesso, Dio lo ha mandato: Lo Spirito della Verità, lo Spirito Santo è colui che sarà il nostro “motore”.

Il versetto dice quattro cose importanti:

I. CI GUIDERA'
Non dovremo avere paura di cosa fare dove andare, cosa dire.

II. CI FARA' SAPERE COSA E' VERO
Non dovremo preoccuparci di capire da noi cosa sia vero e cosa sia falso.

III. CI RAMMENTERA' QUELLO CHE HA DETTO GESU'
Non dovremo preoccuparci che mancherà qualche pagina alle istruzioni.

IV. CI DIRA' COSA ACCADRA'
Non dovremo  preoccuparci per il futuro, non serviranno i maghi per prevederlo, perché, in molti modi  (visioni, profezie) ce lo indicherà.

Gesù stesso che lo ha detto:

"Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. "(Giovanni 15:5)

Lo sa che non possiamo portare frutto senza di lui. E visto che lui adesso siede “alla destra del Padre” ci ha mandato “un altro se stesso”.

“Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre” (Giovanni 14:16)

Quella parola “altro”è ????? = allos  che non significa “un altro” un altro qualsiasi, ma  “un altro dello stesso tipo” (come quando chiedi un numero diverso della stessa scarpa).

Sai, quale sarà l'effetto dello Spirito Santo in colui o colei che lo riceve?

“Ma riceverete potenza (Greco: Dunamys = dinamite!) quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra". (Atti 1:8)

Hai ricevuto lo Spirito Santo in te? Se hai  accettato Gesù, quella potenza, quella dinamite, è a tua disposizione, ma...

C'è un limite a quello che può fare lo Spirito Santo: sei tu! Stai lasciando che lo Spirito Santo  trasformi la tua vita  così che gli altri possano glorificare Dio  attraverso la dinamite che rappresentano le buone opere?

Nulla accadrà  se tu gli impedisci  di cambiare la tua vita. La dinamite che è l'amore di Gesù  per ogni sua creatura  non esploderà  e le persone non glorificheranno Dio,  e non saranno salvate.

Se vuoi glorificare Dio, se vuoi portare frutto a Gesù,  devi lascare che lo Spirito ti trasformi.

Quella che ti lascio, non è una “App”, ma una  sfida per i prossimi 7 giorni.

“Per i prossimi 7 giorni chiederò ogni giorno per 10 minuti  allo Spirito Santo di indicarmi le azioni da prendere nella mia vita per glorificare Dio e portare frutto a Gesù.”

“egli vi guiderà in tutta la verità... e vi annuncerà le cose a venire.”

Preghiamo
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Dimorare in Cristo per portare frutto | 17 Novembre 2019 |
Se ho accettato Gesù, il mio scopo nella vita è quello di portare frutto; ma lo posso fare solo se sono piantato, se sono piantata nella Sua Parola.
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 30 min.
Siamo giunti alla 3° parola chiave  per la nostra vita di credenti: dopo amare e odiare oggi vedremo cosa significhi  dimorare per Gesù
Cosa significa “dimorare”?

La prima cosa che vogliamo capire è cosa significhi per noi: so che è una parola un po' antica,  e che non la usiamo tutti i giorni, ma voglio che mi diciate cosa significhi per voi; a cosa pensate quando la sentite quale parola simile vi viene in mente.

L'immagine che più spesso viene in mente è questa:



Quella di una casa. La nostra “dimora”; è, semplicemente,  il posto in cui viviamo quotidianamente,  dove dormiamo,  dove torniamo per riposarci la sera,  dove conserviamo il nostro cibo,  i nostri vestiti,  i nostri beni,  dove cresciamo i nostri figli. Infatti la parola dimorare viene dal latino “demorari” che significa “indugiare, attendere, fermarsi per molto tempo”.

Se fossimo stati agricoltori, invece la prima immagine  che ci sarebbe venuta in mente sarebbe stata questa:



Quella di un albero che viene piantato. Quando mettiamo “a dimora” una pianta  decidiamo il suo posto giusto dove metterla  perché possa crescere e portare frutto, e da là non la togliamo più.

Leggiamo assieme Giovanni 15:


(4)“Dimoratein me, e io dimoreròin voi. Come il tralcio non può da sé dar fruttose non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimoratein me. (5) Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimorain me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. (6)Se uno non dimorain me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. (7) Se dimoratein me e le mie parole dimoranoin voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto. (8) In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. (9) Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amatovoi; dimoratenel mio amore. (10) Se osservate i miei comandamenti, dimoreretenel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoronel suo amore. (11) Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimoriin voi e la vostra gioia sia completa. Questo è il mio comandamento: che vi amiategli uni gli altri, come io ho amatovoi.” ( (Giovanni 15:4-12)




Quale è la parola che Gesù usa di più?  Di sicuro “dimorare” (= greco ???? - mén? = abitare in maniera stabile in un posto); la usa 12 volte il 9 versetti.  Poi ci sono altre due: “amare” (“?????? -  agapao? = amare con tutto se stesso) 7 volte e frutto (?????? – karpos = frutto) 3 volte.







1. Cosa significa dimorare in Gesù?

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. “(v.4)

Per noi, abbiamo detto che “dimorare” significa sia abitare dentro una casa”.

Infatti la maggior parte dei commentari mette in evidenza che Gesù ci sta chiamando ad “abitare in lui così lui abiterà in noi”.

Il che è giusto; se  vivo quotidianamente con Gesù ,  se riposo con Gesù ,  se mi nutro attraverso Gesù,  se mi vesto di Gesù ogni mattina, se cresco in miei figli in Gesù,  allora Gesù stesso  verrà ad abitare stabilmente in me.

Ma il brano parla di “frutto”; una casa, per quanto bella sia non ne produrrà mai.

Avevamo detto che dimorare significa anche “piantare”.

Gesù non è solamente un “luogo” dove crescere, ma soprattutto un “terreno” un suolo, una zolla di terra dove essere messo “a dimora” per portare, come ogni pianta fa un frutto.

Se Gesù diviene il suolo fertile e definitivo,  da cui non verrò mai più mosso,  in cui essere piantato se avrò sole e ombra,  nutrimento, acqua in Gesù,  allora l'albero della mia vita  darà frutto.

Tu potresti chiedermi: “Marco, ma quale è la differenza tra abitare con Gesù e essere piantati in Gesù? A me sembra la stessa cosa!” Guardate quello che dice Gesù:

“Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.” (v.4)

Molti “abitano” assieme a Gesù: si muovono nelle sue stanze, lo conoscono, e sanno quello che dice: è buono, molto buono questo.

Ma qui Gesù dice una cosa diversa:, finché non assorbo il suo nutrimento,  è impossibile che porti frutto. La cosa importante non è la conoscenza  ma l'assorbimento della sua parola.

Nota: Gesù parla di “frutto”,  non di “frutti”: Quale è il frutto?  Paolo in Galati 5:22  usando la medesima parola dice così

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo.”  (Galati 5:22)

Una “App.” per il tuo smartphone dell'anima: : cosa debbo “fare per “essere piantato” in Gesù?

Cosa debbo smettere di fare, o cosa debbo iniziare a fare per assorbire il nutrimento che deriva dalla sua Parola?

2. Qual'è lo scopo del dimorare in Gesù?

“Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.” (v.5-6)

Vorrei mostrarvi come definiamo la nostra comunità sul sito della chiesa e che è tratta dal nostro statuto:

"CHE COS’È LA VERA VITE? La VERA VITE è una chiesa cristiana evangelica. Che cosa vuole dire? Siamo un gruppo di persone (“chiesa”) che ha creduto in Gesù Cristo come il Salvatore (“cristiana”) attraverso la buona notizia conosciuta attraverso il Vangelo (“evangelica”) e, come tralci che dimorano nella vite, traiamo tutto il nostro nutrimento da Gesù (la nostra “VERA VITE”)."

Lo scopo di ogni chiesa, e di ogni credente che la compone, non è quello di portare  più persone possibili in un locale, ma di portare frutto a Gesù.

Lo scopo non è il nostro compiacimento di vedere una sala piena, ma quello di vedere altri  che accettano Gesù... anche se non faranno mai parte della nostra chiesa.

Se siamo piantati nel suolo di Gesù  il frutto che portiamo è abbondante.

Questo è un tralcio.... Io posso sforzarmi quanto voglia, posso forse appenderci dei frutti sopra... ma non produrrà mai alcun un frutto s e non è attaccato alla vite;

Avete mai sentito dire: “guarda che bel grappolo ha prodotto questo tralcio!”? No di certo! Ma hai  sentito dire “guarda che bei grappoli ha prodotto quella vite!”.

Il tralcio da solo è legno morto, lo si butta via e ci si fa un falò; non è buono neppure per essere messo da parte, lo si brucia direttamente su un fuoco già acceso.

Ma il tralcio attaccato alla vite è lo strumento tramite cui la vite  reca al mondo i suoi frutti.

Ora vorrei chiedervi: per quante ore il tralcio  deve essere attaccato alla vite  per portare frutto? Quante ore ha di libera uscita per staccarsi e andare  a passeggiare da solo?

Il problema è che molti credenti pensano di essere mobili dell'Ikea, che si smontano e si rimontano a piacimento. “Adesso mi stacco un po' dalla vite, faccio un po' gli affari miei,  vedo un po' di mondo intorno... e poi mi “rimonto” sulla vite”.

Basta un minuto lontano dalla vite  e il tralcio si secca

La tua “App”:  cosa debbo cambiare nella mia vita per essere attaccato costantemente alla vite?

3. Qual'è l'effetto del dimorare in Gesù?

"Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.  In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. "(v.7-8)

Qui Gesù indica non solo l'effetto ma anche il metodo  e il premio  del dimorare in lui.

Quale è il metodo? se... le mie parole dimorano in voi Eccola la zolla, la buca nel terreno da cui trarre l'energia per portare frutto; la sua Parola! Ovvero: LEGGI LA BIBBIA! Leggi, memorizza, fanne parte della tua vita.

E il premio?

“domandate quello che volete e vi sarà fatto”

Domanderemo e riceveremo  (“quello che volete” =  non c'è limitazione!  Per cui domandate  “in grande”!)

Manca l'effetto, ovvero, la cosa che rimarrà per sempre: e qui gli effetti sono due: uno più importante per Dio e uno più importante per noi

“In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto”

A chi va la gloria  quando noi portiamo frutto? Noi siamo stati creati per glorificare Dio. La parola che usa Gesù in greco è  ?????? - doxazo?  che significa “ritornare la gloria”: questa è la parte più importante!

Poi c'è la parte che è importante per noi:

“così sarete miei discepoli.”

Saremo discepoli veri di Gesù

App per noi: sto dimorando in Gesù per ottenere i premi, o perché il mondo glorifichi Dio?

4. Quale è il luogo dove devo essere piantato/ piantata?

“Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore.” (v9.)

L'amore è un terreno fertile: Paolo lo descrive così:

“L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” (1 Corinzi 13:4-7)

L'amore di Gesù deve essere  la caratteristica distintiva che tutti  possono vedere , anche da lontano, e dire  “quella persona è piantata nell'amore di Gesù.

App per noi: quali azioni d'amore posso compiere per mostrare agli altri l'amore di Gesù?

5. Come posso dimorare nell'amore di Gesù?

“Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.” (v. 10)

“Si Marco, tutto bello.. ma PRATICAMENTE, come faccio a dimorare, ad essere piantato, ad essere piantata in Gesù?” Ce lo indica al v. 12

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. (Giovanni 15:12)

Vi ricordate? Una volta chiesero a Gesù  quale fosse il comandamento più importante, e lui rispose dicendone due:

“Ama il Signore Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la mente” (Matteo 22:37) “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Matteo 22:38)



Come il Padre mi ha amato,... così anch'io ho amato voi ...Ama il prossimo tuo come te stesso

Per dimorare in Gesù devo essere il “ripetitore” dell'amore di Dio che ho ricevuto attraverso Gesù

App:  Sono un buon “ripetitore” dell'amore di Dio verso gli altri?

Conclusione

La volta scorsa,  avevamo visto che Gesù dopo averci  detto che saremmo stati odiati e perseguitati, aveva spiegato che lo aveva fatto affinché non fossimo turbati, e ci aveva ripetuto che non dovevamo preoccuparci perché lui aveva già vinto per noi il mondo.

E questa volta? Cosa ci dice questa volta?

“Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. (Giovanni 15:11)

Che tipo di gioia ha Gesù? Lo scrittore di Ebrei la descrive così:

“Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2b)

E' una gioia  che ci fa vedere oltre l'ostacolo E' una gioia  che ci fa sedere assieme al nostro Padre.

Vuoi questo tipo di gioia?

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi."

Preghiamo.
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Odiati dal mondo a motivo di Cristo | 11 Novembre 2019 |
Se vuoi piacere al mondo, devi mettere l'uniforme che il mondo vuole vedere. Se segui Cristo, Cristo ti sceglie così come sei. Ma sarai odiato, sarai odiata dal mondo. Cosa preferisci? L'uniforme del mondo, o l'amore di Cristo?
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 39 min.
Oggi voglio iniziare con una domanda:  da quando sei divenuto, o divenuta credente  sei più o meno “popolare”?

Ti è mai capitato che un familiare,  un amico o un conoscente  abbia apertamente criticato,  osteggiato o impedito   la tua decisione di seguire Gesù?

Quanto  ritrovi di te e della tua vita nelle parole di questo salmo?

"Si alzano contro di me perfidi testimoni; mi interrogano su cose delle quali non so nulla. Mi rendono male per bene; desolata è l'anima mia.  Eppure, io, quand'erano malati, vestivo il cilicio, affliggevo l'anima mia con il digiuno, e pregavo con il capo chino sul petto.  Camminavo triste come per la perdita d'un amico, d'un fratello, andavo chino e oscuro in volto, come uno che pianga sua madre. ...Ma, quando io vacillo, essi si rallegrano, si radunano; si raduna contro di me gente abietta che io non conosco; mi lacerano senza posa.... Non si rallegrino di me quelli che a torto mi sono nemici, né strizzino l'occhio quelli che m'odiano senza motivo." (Salmo 35:11-15, 19)

Se ti è mai capitato dopo di aver accettato Gesù come tuo Signore e Salvatore di aver sperimentato
qualche tipo di pressione o di oppressione... complimenti!  Benvenuti nel club!

La Bibbia definisce questo atteggiamento verso chi crede con una parola specifica (contenuta anche nel Salmo 35): ?????? - s?a?ne? (AT), ????? - miseo? (NT) = odio.

Questa volta si tratta di due parole “primarie” ovvero che non derivano da altre parole, ma che sono nate  per descrivere un sentimento specifico quello che prova una persona quando detesta con tutta se stessa un'altra persona.

Nel capitolo 15 del vangelo di Giovanni, poche ore prima che iniziasse la Passione, Gesù mette in guardia i suoi discepoli (e quindi anche te e me) dicendo loro  di non aspettarsi applausi dal mondo perché lo seguivano, anzi!

"Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia.  Ricordatevi della parola che vi ho detta: "Il servo non è più grande del suo signore". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.  Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero colpa; ma ora non hanno scusa per il loro peccato.  Chi odia me, odia anche il Padre mio.  Se non avessi fatto tra di loro le opere che nessun altro ha mai fatte, non avrebbero colpa; ma ora le hanno viste, e hanno odiato me e il Padre mio.  Ma questo è avvenuto affinché sia adempiuta la parola scritta nella loro legge: "Mi hanno odiato senza motivo".  Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.” (Giovanni 15:18-21)

Oggi vogliamo farci assieme sei domande sul perché di questo odio visto che come credenti se seguiamo il comandamento di Gesù di amare il prossimo come noi stessi, e vedere come risponde Gesù alle domande attraverso questo brano di Giovanni:
la prima è...

1. Perché il mondo ci odia?

"Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me.  Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia.” (Giovanni 15:18-19)

Vorrei vedere assiema a voi un filmato di un minuto dove una persona molto famosa parla di odio.




La persona è Liliana Segre, ed è una delle poche sopravvissute italiane ancora in vita della shoa, dell'olocausto nazista. Durante l'olocausto furono uccise 5,9 milioni di persone... su che base?

Sulla base dell'odio. La “soluzione finale”  era massimamente mirata verso gli ebrei, ma poco prima della fine della guerra si stava estendendo anche ai cristiani, soprattutto quelli protestanti, evangelici, e anche ad alcuni cattolici che denunciavano lo sterminio.

Se io fossi nato trenta anni prima, nel 1932 anziché nel 62, come pastore evangelico probabilmente sarei stato messo  su un carro piombato io, mia moglie e i miei figli e spedito in un campo di concentramento.



Questa è la mappa più recente che esprime quanto il mondo “odi” Gesù.

Dovresti ringraziare Dio ogni secondo della tua vita per averti fatto nascere in un posto  dove puoi adorare il Signore, dove puoi riunirti liberamente. Lo faccio? Lo fai?

Vuoi farti amare dal mondo? Puoi provare di uniformati al mondo; Gesù dice:

"Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo." (v.19)

Ma il mondo non ama le persone per quello che sono, ma in quanto le “possiede”.

Perché i cristiani vengono perseguitati? Perché non portano la giusta uniforme secondo il mondo, e l'uniforme varia di temo in tempo a seconda delle tendenze politiche e delle dinamiche sociali.

Alcuni mi hanno detto: “Beh, in fondo anche tu porti la “uniforme” del cristiano”. Niente di più sbagliato: Gesù non ci ha messo nessuna uniforme, infatti dice:

“ ma io ho scelto voi in mezzo al mondo”

così come eravamo vestiti (sia fuori sia dentro) con tutti i nostri difetti, peccati, problemi.

Non abbiamo dovuto attendere di diventare perfetti per essere accettati, di aver indossato la giusta uniforme, ma siamo stati “scelti” quando eravamo ancora del mondo, mentre eravamo “in mezzo” al mondo.

Cosa preferisci? Mettere l'uniforme del mondo per essere accettato, o essere accettato così come sei?

Facendo questa scelta miei fratelli e mie sorelle in Cristo salirono sui carri piombati assieme agli ebrei; (circa 300.000).

Facendo questa scelta oltre 4000 credenti vengono messi a morte ogni anno.

Tu sei benedetto, tu sei benedetta fino ad oggi, di vivere qui. La tua scelta non comporta la morte,
ma devi decidere comunque: vuoi mettere l'uniforme del mondo oppure vuoi accettare di essere stato scelto e testimoniare con la tua vita di chi ti ha scelto?

App: quale abitudine “del mondo” debbo abbandonare per essere pienamente di Gesù?


2. Perché il mondo ci perseguita?

“Ricordatevi della parola che vi ho detta: 'Il servo non è più grande del suo signore'. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra.” (Giovanni 15:20)

Avrete notato che nel brano di Giovanni Gesù non dice solamente che veniamo odiati, ma anche che veniamo perseguitati.

Qui Gesù ci da due notizie: una cattiva e una buona: la cattiva notizia è che è matematico: verremo perseguitati.

La buona notizia è che se parliamo di Gesù al mondo, alcuni ascolteranno.

Tra i credenti che finirono nei campi, ci furono uomini e donne che, nonostante tutto, testimoniarono di Gesù, e alcuni credettero, furono salvati.

Tra i 245 milioni di credenti che sono perseguitati nel mondo moltissimi continuano a parlare di Gesù
nonostante le persecuzioni e alcuni ascoltano, credono e obbediscono a Gesù divenendo nuovi discepoli.

Ci sono altri come noi nel mondo che attendono di ascoltare  la parola di Gesù “fino all'estremità della terra” (Matteo 28:18)

Certo, l'odio ci spaventa, ci spinge a pensare “ma chi me lo fa fare a rischiare, a subire, a patire...”.

Rifletti un attimo: qualcuno ha rischiato ha subito e ha sofferto in grande o in piccolo l'odio del mondo, pur di raccontarti di Gesù e salvarti!

App: in quale ambito (famiglia, scuola, lavoro, amici) debbo riprendere di parlare di Gesù?

3. Perché il mondo perseguita chi opera per il bene?

“Ma tutto questo ve lo faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato.” (Giovanni 15:21)

Che strano! Il mondo apprezza le opere dei credenti, gli ospedali in Africa, gli orfanotrofi, l'impegno verso la fame nel modo e le malattie... basta però che non diciamo “per chi” lo stiamo facendo.

Finché facciamo opere buone come anche altri altri  fanno tutti ci applaudiranno ma non appena diciamo  che lo facciamo per amore di Gesù persino il buono che facciamo viene rigettato.

Allora diventiamo “visionari”, fondamentalisti, intolleranti, illusi; ci dicono che Dio non esiste, che siamo presuntuosi, che vogliamo avere ragione sempre noi, che non è vero che Gesù è la sola via. Eccetera eccetera...

Perché accade questo? Gesù che lo spiega nei versetti che seguono...(ma prima la app...)

App: cosa debbo fare/ fare di nuovo e non faccio perché sono stato criticato/ a pesantemente?

4. Perché il mondo odia Gesù?

“Chi odia me, odia anche il Padre mio.  Se non avessi fatto tra di loro le opere che nessun altro ha mai fatte, non avrebbero colpa; ma ora le hanno viste, e hanno odiato me e il Padre mio.” (Giovanni 15:23-24)

Ammettere che Gesù operi in questo mondo attraverso lo Spirito Santo e attraverso i suoi discepoli sarebbe ammettere che Dio esiste davvero che opera nel mondo e che ama il mondo.

Chi odia Gesù odia anche Dio; non è possibile amare Dio ed odiare Gesù le opere che Gesù ha fatto testimoniano del Padre, le opere che i credenti fanno testimoniano del Padre e del Figlio.

E se io ammetto che le tue opere le stai facendo perché Gesù te lo chiede devo ammettere che Dio esiste... e, per il mondo, questo è inaccettabile.

Gesù descrive questa situazione con un linguaggio molto eloquente:

"Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. (Matteo 10:16)

App: a quale persona debbo rammentare che solo tramite Gesù può essere salvato?

5. Perché accade tutto questo?

“Ma questo è avvenuto affinché sia adempiuta la parola scritta nella loro legge: 'Mi hanno odiato senza motivo'.” (Giovanni 15:25)

Quale è il piano di tutto ciò? Perché Gesù lo permette? Perché non può fare in modo
che ciò che facciamo venga accettato ed apprezzato? Lui è onnipotente, lo potrebbe fare benissimo!

Sapete, vero, a quale brano si stesse riferendo Gesù quando diceva che nella Legge era scritto “mi hanno odiato senza motivo”? Al Salmo 35! Al salmo che abbiamo letto all'inizio!

Nel Salmo 35 Davide riflette  sul perché gli accade tutto il male; si chiede: “Perché rifiutano tutto il mio bene?”

“Non si rallegrino di me quelli che a torto mi sono nemici, né strizzino l'occhio quelli che m'odiano senza motivo.”(Salmo 35:19)

La risposta a Davide arriva con comodo... un migliaio di anni dopo... per bocca di Gesù: “ Davide, succedeva perché tu stavi servendo me, e servendo me stavi andando contro il mondo, non avevi l'uniforme giusta, stavi parlando loro di un solo Dio, di una sola via, di una sola salvezza... Per loro era davvero troppo, non potevano accettarlo!”

Tu ed io siamo l'adempimento di quello che Davide si chiedeva senza avere risposta...

Per noi è facile capire, ora,perché  Gesù ce lo spiega... Ma c'è voluta una bella dose di fede nel credere che Dio avrebbe spiegato prima o poi, perché veniamo perseguitati, di attendere l'arrivo di Gesù.

Gesù disse a Tommaso:

 «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» (Giovanni 20:29)

6. Chi parlerà al mondo di Gesù?

“Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio. “ (Giovanni 15:26-27)

Certo, che messa così, potrei sentirmi, per così dire, un po' “sotto pressione”... “Io che sono l'adempimento di una profezia di Davide devo provvedere a convertire  con le mie parole il mondo”.

Guardate il versetto: chi si occuperà di testimoniare al mondo di Gesù? Lo Spirito Santo continuerà a parlare al mondo di Gesù.

Noi non saremo da soli, ma saremo dei collaboratori nell'opera di testimonianza.

"anche voi mi renderete testimonianza" (v27)

Non solo noi, ma ANCHE noi, noi assiema a qualcun altro molto più potente.

Noi dovremo affiancare l'opera dello Spirito, lo sforzo maggiore lo sopporterà, come sempre
Gesù, sotto forma di Spirito Santo

App: quali attività personali o di chiesa farò per rendere testimonianza a Gesù?

Conclusione

Perché Gesù ha voluto che noi sapessimo che saremo odiati? Mica è una bella notizia da dare ad un amico! Avrei preferito risparmiarmela e vivere contento sperando non toccasse a me!

Sapete, Gesù lo sapeva  che avrei avrei avuto questa reazione!

Per questo, alla fine del suo discorso aggiungerà questa frase:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo". (Giovanni 16:33)

L'enfasi dell'intero brano  non è che il mondo ci odia, e nemmeno che ci perseguita; quella è una profezia,  è chiaro, è logico, succederà.

Ma sulla realtà che IO sono testimone di Cristo, non senza difficoltà non senza costo, non senza prezzo.

Ma con la certezza che Gesù ha già vinto... e io assieme a lui...

Preghiamo.
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Dio è colui che guarisce | 3 Novembre 2019 |
La croce di Cristo è l'accesso ad un grande supermercato sui cui scaffali ci sono migliaia di benedizioni: una di queste è la guarigione. Sei pronto, sei pronta ad avere fede in un Dio che ti offre di guarire se ti affidi a Lui solamente?

(Messaggio di Mario Forieri)
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“Naaman, capo dell'esercito del re di Siria, era un uomo tenuto in grande stima e onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui il SIGNORE aveva reso vittoriosa la Siria; ma quest'uomo, forte e coraggioso, era lebbroso. Alcune bande di Siri, in una delle loro incursioni, avevano portato prigioniera dal paese d'Israele una ragazza che era passata al servizio della moglie di Naaman. La ragazza disse alla sua padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!» Naaman andò dal suo signore, e gli riferì la cosa, dicendo: «Quella ragazza del paese d'Israele ha detto così e così». Il re di Siria gli disse: «Ebbene, va'; io manderò una lettera al re d'Israele». Egli dunque partì, prese con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro, e dieci cambi di vestiario; e portò al re d'Israele la lettera, che diceva: «Quando questa lettera ti sarà giunta, saprai che ti mando Naaman, mio servitore, perché tu lo guarisca dalla sua lebbra». Appena il re d'Israele lesse la lettera, si stracciò le vesti, e disse: «Io sono forse Dio, con il potere di far morire e vivere, ché costui mi chieda di guarire un uomo dalla lebbra? È cosa certa ed evidente che egli cerca pretesti contro di me». Quando Eliseo, l'uomo di Dio, udì che il re si era stracciato le vesti, gli mandò a dire: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell'uomo venga pure da me, e vedrà che c'è un profeta in Israele». Naaman dunque venne con i suoi cavalli e i suoi carri, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Ed Eliseo gli inviò un messaggero a dirgli: «Va', làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro». Ma Naaman si adirò e se ne andò, dicendo: «Ecco, io pensavo: egli uscirà senza dubbio incontro a me, si fermerà là, invocherà il nome del SIGNORE, del suo Dio, agiterà la mano sulla parte malata, e guarirà il lebbroso. I fiumi di Damasco, l'Abana e il Parpar, non sono forse migliori di tutte le acque d'Israele? Non potrei lavarmi in quelli ed essere guarito?» E, voltatosi, se n'andava infuriato. Ma i suoi servitori si avvicinarono a lui e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una cosa difficile, tu non l'avresti fatta? Quanto più ora che egli ti ha detto: "Làvati, e sarai guarito"?» Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell'uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne di un bambino; egli era guarito. Poi tornò con tutto il suo sèguito dall'uomo di Dio, andò a presentarsi davanti a lui, e disse: «Ecco, io riconosco adesso che non c'è nessun Dio in tutta la terra, fuorché in Israele.  E ora, ti prego, accetta un regalo dal tuo servo». Ma Eliseo rispose: «Com'è vero che vive il SIGNORE di cui sono servo, io non accetterò nulla». Naaman insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.  Allora Naaman disse: «Poiché non vuoi, permetti almeno che io, tuo servo, mi faccia dare tanta terra quanta ne porteranno due muli; poiché il tuo servo non offrirà più olocausti e sacrifici ad altri dèi, ma solo al SIGNORE. Tuttavia il SIGNORE voglia perdonare una cosa al tuo servo: quando il re, mio signore, entra nella casa di Rimmon per adorare, e si appoggia al mio braccio, anch'io mi prostro nel tempio di Rimmon. Voglia il SIGNORE perdonare a me, tuo servo, quando io mi prostrerò così nel tempio di Rimmon!» Eliseo gli disse: «Va' in pace!»” (2 Re 5:1-19)

“Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo.” (Romani 10:7)

“C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore:  la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati. Confessate dunque i vostri peccati  gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia.” (Giacomo 5: 14-16)

“Qual è l’uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure, se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Matteo 7: 9-11)

“Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno.” (Ebrei 13:8)

“In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io, e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre [mio].” (Giovanni 14 :12)

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Passa il testimone della fede ai tuoi figli | 27 Ottobre 2019 |
Dio non ti chiede solamente di obbedire ai suoi comandamenti, ma anche di passarli come un testimone a chi correrà dopo di te la corsa della fede, ai tuoi figli.
(Messaggio di Mario Forieri)---
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"Ascolta, Israele: il Signore, il nostro Dio, è l’unico Signore." (Deuteronomio 6:4)
"Una generazione proclamerà le lodi delle tue opere all'altra e annunzierà i tuoi portenti." (Salmo 145:4)
"Li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai." ( Deuteronomio 6:7)
 "E che sin da bambino hai conosciuto le sacre Scritture, le quali ti possono rendere savio a salvezza, per mezzo della fede che è in Cristo Gesù." (2 Timoteo 3:15)
"Ammaestra il fanciullo sulla via da seguire, ed egli non se ne allontanerà neppure quando sarà vecchio."  (Proverbi 22:6)
"Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore; li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, te li metterai sulla fronte in mezzo agli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte della tua città. " (Deuteronomio 6: 6 -9)
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Cos'è amore secondo Cristo? 2° parte | 20 Ottobre 2019 |
Gesù è venuto a liberati dai dolori del passato e a portare gioia nella tua vita. E a ristabilire il rapporto d'amore col Padre.
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Tempo di lettura: 8 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 32 min.
Abbiamo iniziato la scorsa settimana a parlare di quattro parole chiave che Gesù usa nei capitolo da 12 a 17 del Vangelo di Giovanni, perché ripetendole, rimangano come le cose “importanti” da prendere

La parola più usata è “amore” (31 volte). Abbiamo elaborato la “nostra” definizione di amore e poi abbiamo cominciato a vedere quella di Gesù leggendo Giovanni 15:

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.  Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.    Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.   Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.” (Giovanni 15:12-17)

Gesù afferma che:
L'amore è un ComandamentoI. Il vero amore è mettere l'altro per primoII. Il vero amore è servire l'altroIII. Il vero amore ci rende liberiVediamo oggi le altre quatto affermazioni di Gesù circa l'amore.

4° affermazione: ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.  

Quale è la differenza tra un servo e un amico? Che un servo è costretto a fare  ciò che gli chiedi,
mentre un amico, se non gli va, non lo fa.

Un servo obbedisce per vari motivi, per rispetto, per paura, per mantenere lo stipendio.
Un amico agisce per un solo motivo, l'amore che nutre verso chi gli chiede quella cosa.
Un amico non fa le cose “per obbligo”,  ma con gioia.
Un amico ascolta e comprende prima di agire.

Sapete qual'è il problema? Che molti, anche se credono in Gesù, non si comportano da amici, ma da servi. Non agiscono in base all'amore che hanno ma in base alla paura di essere puniti.

Bisogna “ingraziarsi” Dio... perché altrimenti sono guai!
Bisogna “stare scomodi” altrimenti Dio non mi gradisce.
Bisogna “sacrificarsi” altrimenti non conta.

E' da qui che nascono le “penitenze”, ovvero la necessità di auto-punirsi, per frenare l'imminente punizione di di Dio.

Sapete cosa è questo?

Questo è un “cilicio”. Sapete a cosa serve, come si usa? E' uno strumento fatti di metallo con terminali appuntiti che stretto intorno a una parte del corpo serve per “auto-infliggersi” una punizione.

Nella Bibbia in realtà il “cilicio” era una un sacco o una pelle, un vestito umile, che alcuni portavano per umiliarsi davanti a Dio e invocare il suo perdono o il suo aiuto.

Ma quello era il Dio dell'Antico Testamento prima del Nuovo Patto sottoscritto grazie a Gesù.

Poi, nel Medio Evo, una parte della chiesa lo “modificò” e divenne quello che vedete... e cominciò ad usarlo... e alcuni lo usano ancora! Molti sembrano essere rimasti nell'Antico Testamento.

Tu potresti chiedermi: “Perché”? Perché non hanno capito il Salmo 30:

“Tu hai mutato il mio dolore in danza; hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia,  perché io possa salmeggiare a te, senza mai tacere.” (Salmo 30:11-12a)

Il Salmo 30 è stato intitolato da qualcuno: “Espressioni di lode per la liberazione”.

Perché è stato inventato il cilicio? Perché c'è chi lo usa ancora? Perché non hanno compreso che Gesù ci chiama “amici”, che ci ha fatto conoscere il Padre, che ci ha liberato una volta... e PER SEMRE!

Purtroppo molti credenti  continuano ad indossarlo ogni giorno; no, non parlo di quello di metallo, ma di un “cilicio mentale”.

Per alcuni è il “cilicio del mio passato”. Molti continuano ad “auto-punirsi” per gli sbagli fatti nel passato; ho conosciuto donne  che continuavano ad auto-punirsi per un aborto fatto  quando non erano ancora credenti. O per un divorzio, o per altro vissuto prima di accettare Gesù.

Altre volte è il “cilicio del mio rancore”. Qualcuno, o qualcosa, ci ha fatto profondamente male, e tutte le volte che ci ripensiamo continua a penetrare con le sue punte aguzze nella nostra carne.

C'è qualche “cilicio mentale” nella tua vita? Se sei amico, se sei amica di Gesù e se, in qualche modo,  ti stai portando un peso, è ora di scioglierlo.

Come ti sentiresti, se avessi vissuto con una di quelle cose di metallo e qualcuno fosse venuto a toglierlo e a buttarlo via per sempre così che non potrà mai più farti male?

Io proverei gioia, sapendo che non proverò mai più quel dolore. Le mie giornate cambierebbero, non penserei più al male ad ogni passo, e agirei con più gioia nella mia vita.

Gesù è venuto a sciogliere il tuo cilicio, è venuto a chiamarti “amico, amica”, per farti vivere nella gioia.

IV. L'amore mi fa agire con gioia

5° affermazione: Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi

Cosa significa questo? Siamo “predestinati”? Qualsiasi cosa facciamo,  bella o brutta, tanto di Gesù siamo?

Non voglio assolutamente toccare qui  il tema della predestinazione, per secoli la chiesa si è divisa su questo. E penso che neppure Gesù volesse parlarne ai discepoli in quella ultima sera assieme.

Perché dico questo? Guardate il contesto della frase; Gesù sta parlando di obbedienza  e di un comandamento da rispettare  per essere suoi amici.

Qui siamo al capitolo 15, la volta scorsa abbiamo letto un brano del capitolo 13 dove Gesù lava i piedi ai discepoli. Aveva esplicitamente detto  che quello era un esempio e aveva concluso così:

“Se sapete queste cose, siete beati se le fate.” (Giovanni 13:17)

Gesù dice che saremo “beati” ovvero “felici”... ma dobbiamo scegliere di obbedire: “...se le fate”.

Gesù “ci sceglie”, vede in noi le potenzialità di amarlo di seguirlo, di portare frutto... Ma, alla fine,  la decisione è nostra se obbedire o meno  al comandamento dell'amore, sta a noi comportarci  da “amico” di Gesù”: ."..se le fate”

V. L'amore mi fa seguire Gesù

6°affermazione : e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga

Perché ci ha scelti? Giovanni scrive le parole di Gesù usando due verbi in greco: “hypago?”, che significa sì andare... ma “andare”... partire... muoversi per andare lontano,  e “phero?”, che significa portare... ma portare qualcosa pesante, qualcosa che dei mettere tutte e due le braccia.

Questa cosa la dirà ai discepoli  anche pochi minuti prima di tornare al Padre;

“Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,  insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. (Matteo 28:19-20)

E' il “Grande Mandato”. Il fine è il “portare frutti” ovvero altri discepoli, altri come te e me che obbediscano al comandamento nuovo, quello dell'amore, così da togliere loro il cilicio che la vita gli ha imposto.

Ma Gesù usa anche un altro verbo: “meno?”,  qui è tradotto con “rimangano”. Sapete dove ha usato lo stesso verbo? Adesso ve lo mostro:

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi.” (Giovanni 15:4)

Dimorare in Gesù, e “frutti che rimangano”. Di quale frutti sta parlando? Di frutti temporanei,  o stagionali,  o di frutti “perenni”?

Gesù vuole frutti che che “dimorino in eterno” che non finiscano mai...Questo significa portare altri alla salvezza

VI. L'amore porta altri alla salvezza

7° affermazione: affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia. 

C'è un premio a tutto questo? Gesù dice di si... e è anche bello grande.

Mettere l'altro per primo, servire, ascoltare il Padre, portare altri alla salvezza, ci restituisce un rapporto intimo  col nostro Padre,  il quale ci esaudisce.

Se tu sei genitore,  sai cosa significhi la gioia di dare ai tuoi figli quello che più desiderano.

Ti ricordi i loro occhi estasiati quando aprivano il pacco a Natale, o al compleanno, e scoprivano che là dentro c'era proprio la cosa che desideravano tanto!

E, se sei genitore, sai anche che gran dolore era non poterglielo dare quando erano stati assolutamente disobbedienti, quando ti avevano fatto arrabbiare, quando avevano fatto di testa loro.

Tu avresti voluto... ma non potevi perché sai che non gli avrebbe fatto bene, non sarebbero cresciuti “dritti”, ma “storti”.

Sai perché provi quei sentimenti? Perché te li ha messi dentro colui che ne è l'origine. Dio è questo tipo di amore, Dio vuole premiarti in maniera assolutamente sovrabbondante rispetto ai tuoi meriti... Basta che tu risponda al comandamento dell'amore.

VII. L'amore mi rende gradito al Padre

“Ma, allora, se “faccio del bene” posso avere questo rapporto col Padre? Se le faccio, come dice Gesù, sono apposto?”

Ci sono tanti atei, c he hanno fatto cose stupende per gli uomini, spesso cose più grandi di persone che hanno dedicato la loro vita a Dio.

Vorrei poterti rispondere di si... Ci sono tante persone stupende che vorrei ritrovare un giorno...
ma purtroppo devo rispondere in un altro modo. “No. Non basta”

Non puoi passare nella “stanza del Padre”  se prima non sei passato per la “porta Gesù”, hai camminato sulla Via di Gesù:

“Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6)

L'amore è il traguardo, Gesù è la porta  e la via.

Preghiamo.
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Cos'è amore secondo Cristo? 1° parte | 13 Ottobre 2019 |
Quali sono le cose realmente importanti quando parti per un viaggio? Oppure, cosa ti colpisce di più in ciò che vedi e senti? Gesù ha le idee molto chiare circa cosa devi portare con te e cosa ti deve colpire come credente.
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Tempo di lettura: 8 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 33 min.
Oggi iniziamo una nuova serie di messaggi, dove vedremo le cose realmente importanti che Gesù vuole prendiamo per noi come credenti.

Ma prima di fare questo, foglio fare con voi un piccolo test:




Cosa vedete? Chi è che vede colonne? Chi è che vede profili di persone?









Provate ora con quest'altra foto.





Vedete,  è bastato “invertire” la foto, far diventare bianco quello che era nero e nero quello che era bianco per vedere qualcosa che alcuni non avevano visto.

Questo perché? Per due motivi principali:

a) ciascuno di noi è attratto da cose differenti alcuni sono più attratti dalle luci, altri sono più attratti dagli scuri.

e

b) il “tempo di latenza della retina”, ovvero la persistenza di un'immagine più l'immagine rimane stampata sulla nostra retina più conosceremo informazioni

Questo non accade solamente a livello visivo,  ma a qualsiasi altro livello sensoriale: vista, tatto, gusto, e soprattutto, udito.

Per poter capire una cosa  a fondo, la dobbiamo sentire più e più volte. Chi è che non ricorda le nottate intere a ripetere le capitali del mondo per l'interrogazione di geografia?

Secondo voi,  Chi è ti conosce di più in senso assoluto? Il tuo pastore? Dubito fortemente! Tuo fratello o tua sorella, se li hai? Forse. Tuo padre o tua madre? Probabile.

Ma non c'è un'altra persona al mondo che ti conosca meglio, che sappia come tu ed io funzioniamo se non chi ti ha creato.

Dio, Gesù, lo Spirito Santo ci conoscono meglio di ogni altro, e sanno come funzioniamo.

E' per questo che Gesù ha lasciato nel vangelo di Giovanni, nei capitoli che vanno dal 13 al 17 una sorta di “riassunto” di tutto ciò che aveva insegnato durante i tre anni precedenti.

Quando stai lasciando casa per un viaggio lungo, cosa fai? Ti dico quello che facciamo noi come famiglia: continuiamo a ripeterci  le cose importanti prima di partite: “Chiudi il gas” “metti fuori l'immondizia” (che puzza) “Ricordati del passaporto” (che non passi il controllo) “Ricordati del biglietto aereo” (che non ti fanno viaggiare) “Ricordati delle carte di credito”. (che non riesci a comperare nulla)

Sono le cose importanti: puoi scordare tutto il resto... ma quelle no!

Gesù nei capitoli da 13 a 17 del Vangelo di Giovanni fa la stessa cosa: usa delle “parole chiave”  e le ripete lungo tutto il suo discorso.

Il perché è presto detto: ci conosce, e sa che ognuno di noi è diverso e che ognuno di noi dimentica velocemente. Usa così queste parole chiave per mostrare diversi colori  perché vuole che colpiscano ciascuno che le ascolta facendole vedere in modo diverso per ciascuna sensibilità e perché ripetendole, rimangano come le cose “importanti” da prendere prima di un lungo viaggio, ovvero il viaggio assieme a lui come suoi figli.


Amare (31 volte), odiare (9), dimorare (11), glorificare (14)

Nelle prossime domeniche  seguiremo ciascuna di esse per capire le “cose importanti” che Gesù vuole che ricordiamo, e la serie si intitola “Le parole che restano: cosa vuole Gesù che tu ricordi?”

Che cos'è amore?

Iniziamo oggi con la parola più usata  contenuta nel capitolo 15 da 12 a 17: (31 volte in 4 capitoli).

Cerchiamo prima, però di definire cosa è “amore” secondo noi. Fate una lista di quello che per voi significa.

Vediamo adesso cosa è “amore” secondo Gesù:

"(12) Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  (13)  Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.  (14)  Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  (15)  Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio.  (16)  Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome, egli ve lo dia.  (17)  Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.” (Giovanni 15:12-17)

Cosa dice Gesù dell'amore?

1 nuovo comandamento e 7 affermazioni chiave

# L'amore è un Comandamento

(12) Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.  
(17)  Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Gesù “attacca forte”, come ad un concerto rock: non ci sono “introduzioni” ouverture, preamboli,: dice sin dall'inizio la cosa più importante: “Io TI COMANDO”. Lo dice tre volte in cinque versetti all'inizio, al centro e alla fine della frase.

La parola usata in greco è “entole?”  che significa “stare dentro ad un limite definito”. L'amore per Gesù è un limite che tu ed io, se siamo suoi figli, non dobbiamo oltrepassare, ma dobbiamo vivere all'interno di esso. Gesù stava parlando a persone che conoscevano quella parola:  comandamento.

Chi aveva scritto  i dieci comandamenti? Dio in persona.

Dove erano stati scritti? Su tavole di pietra,  perché rimanessero come segno eterno.

Dove erano conservati? All'interno dell'Arca del Patto che era custodita al centro del Tempio di Gerusalemme, nel luogo “Santissimo.

Chi sta scrivendo quel nuovo comandamento? Gesù, il Figlio di Dio.

Dove ti sta chiedendo di scrivere questo nuovo comandamento Gesù? Nella tua vita, nei gesti quotidiani  che avrai con i tuoi fratelli e le tue sorelle.

Dove vuole che tu lo conservi? Dentro di te.

Noi siamo il tempio di Dio,  noi siamo l'arca del nuovo patto,  il nostro cuore è la tavola su cui scrivere i comandamenti di Gesù,  essi devono essere al centro del tempio che siamo noi.  L'amore deve essere al centro di noi stessi.

L'amore, dunque, non è un sentimento, ma un comandamento.

L'amore è quella cosa che, anche se tutto si perderà d te deve restare.

Quella cosa che devi portare assolutamente con te quando parti per il viaggio con Gesù. Senza la quale non puoi viaggiare, che se la dimentichi in casa puzza che se non la mostri non ti fanno entrare, che se la scordi non ti faranno volare che se non  ce l'hai assieme a te non potrai avere nulla.

Quali caratteristiche deve avere questo nuovo comandamento secondo Gesù?

Le 7 affermazioni chiave

1° affermazione: Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i suoi amici.

Gesù da un esempio concreto  di cosa significhi amare: l'amore non è un sentimento, ma un'azione. Qualche capitolo indietro  aveva lavato loro i piedi e gli aveva detto

“Capite quello che vi ho fatto?  Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.” (Giovanni 13:12b-15)

Lì aveva dato l'esempio  del “lavare i piedi” essere disposto a “toccare” le parti impure degli altri essere disposto a purificare l'altro. ora gli dice  “amare è dare se stesso, mettere l'altro per primo”

Tu potresti dirmi: “Mi stai chiedendo, Marco che per dimostrare amore devo necessariamente morire per l'altro? Cosa significa “dare la vita”?

Gesù l'ha fatto Gesù una volta, per tutti. Perché moriva Gesù? per venirci in aiuto, servirci.

Gesù non ti chiede di “morire” (altrimenti, come potresti servirlo?) ma di “far morire il tuo “ego” venire in aiuto dell'altro, servirlo, piuttosto che essere servito.

I. Il vero amore è mettere l'altro per primo

2° affermazione: Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.  

Amare Gesù è: certamente accettarlo come personale salvatore, certamente pregare e rivolgersi solo a lui, certamente leggere la sua Parola, certamente venire la domenica in chiesa... ma, soprattutto, fare le cose che lui ci comanda.

Essere amici di Gesù non è stare in un luogo, la chiesa, o fare dei riti a casa ma obbedire quando lui comanda. Siamo amici di Gesù?  Facciamo le cose che ci “comanda”?  Mettere l'atro per primo, dice Gesù, è buono... ma non basta: dovrai anche servirlo, se tu vuoi essere mio amico.

II. Il vero amore è servire l'altro

3° affermazione :Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore

Come deve essere questo “servizio”? Come quello di un “servo”? Obbedisco e basta?

Gesù ti dice: tu non sei più servo: lo sei stato, sotto la Legge: dovevi servire, sacrificare sugli altari, con la speranza di placare l'ira del Padre per i tuoi peccati...

Ma ora non sei più sotto la Legge...  ma sotto la Grazia. Non più schiavo della Legge di Dio
ma amico di Dio attraverso il mio sacrificio.

III. Il vero 'amore ci rende liberi

Fermiamoci qui per oggi: ma voglio anticipare una domanda che potresti farmi: Gesù sta parlando ai suoi discepoli, per cui di amore “gli uni per gli altri” riferito SOLO ai miei fratelli e sorelle in Cristo. Vero?

Vedremo nel prossimo messaggio come la tua famiglia in Cristo la chiesa locale sia la palestra dove formare i muscoli spirituali per portare l'amore di Gesù nel mondo.

Preghiamo.
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Il serpente di bronzo - Dove trovi l'antidoto al male del mondo? | 6 Ottobre 2019 |
Quale è la cura al male che trovo nel mondo? E' fissare la croce dove Cristo a pagato, una volta e per sempre i peccati di chi si affida a lui.

(Messaggio di Mario Forieri)
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”Il re cananeo di Arad, che abitava nella regione meridionale, avendo udito che Israele veniva per la via di Atarim, combattè contro Israele e fece alcuni prigionieri. Allora Israele fece un voto al Signore e disse: «Se tu dai nelle mie mani questo popolo, le loro città saranno da me votate allo sterminio». Il Signore ascoltò la voce d’Israele e gli diede nelle mani i Cananei; Israele votò allo  sterminio i Cananei e le loro città e a quel luogo fu messo il nome di Corma[a Poi gli Israeliti partirono dal monte Or, andarono verso il mar Rosso per fare il giro del paese di Edom; durante il viaggio il popolo si perse d’animo. Il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, e disse: «Perché ci avete fatti salire fuori d’Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c’è né pane né acqua, e siamo nauseati di questo cibo tanto leggero». Allora il Signore mandò tra il popolo dei serpenti velenosi i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo. Il Signore disse a Mosè: «Fòrgiati un serpente velenoso e mettilo sopra un’asta: chiunque sarà morso, se lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra un’asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita. Poi i figli d’Israele partirono e si accamparono a Obot; e, dopo essere partiti da Obot, si accamparono a Iie-Abarim nel deserto che è di fronte a Moab dal lato dove sorge il sole.” (Numeri 21:1-11)

 “Mosè fece allora un serpente di bronzo e lo mise sopra un'asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, viveva.” (Numeri 21:9)

 “E come Mosé innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:14)

“Ora, [tutte] queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche.” (1 Corinzi 10:11)

“Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.” (2 Corinzi 5: 21)

“Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi poiché sta scritto: 'Maledetto chiunque è appeso al legno'.” (Galati 3: 13

“Parla ad Aaronne e ai suoi figli e di’ loro: “Voi benedirete così i figli d’Israele; direte loro: ‘Il Signore ti benedica e ti protegga! Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio! Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!’.” (Numeri 6 :23 26)

“ (Re Ezekia) Rimosse gli alti luoghi, frantumò le colonne sacre, abbatté l'Ascerah e fece a pezzi il serpente di bronzo che Mosè aveva fatto, perché fino a quel tempo i figli d'Israele gli avevano offerto incenso e lo chiamò Nehushtan. “ (2 Re 18:1-4 )

“Ed io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me." (Giovanni 12:32)


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Come ottieni l'aiuto che cerchi? | 29 Settembre 2019 |
Quando la vita fa male dove trovi persone  che possano essere usate come strumenti per poter ricevere la Grazia di Dio che ti aiuta? Se vivi la tua vita in una chiesa sana, solida, non dovrai temere: le troverai nella tua chiesa locale, e nei suoi piccoli gruppi.
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 31 min.

Stiamo all'ultima parte del lungo viaggio iniziato sei settimane fa  riflettendo su “quando la vita fa male” quando si concretizzano le parole di Gesù;

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Se è vero che Gesù ci ha chiaramente detto che il male sarà parte dell'orizzonte del credente, dall'altro lato ci ha anche detto di farci coraggio (il verbo greco è “tharseo?” non “avere coraggio”, prenderlo da qualche parte dal di fuori di noi, ma “essere il coraggio”, diventarlo noi stessi) perché “io ho “nikao?” (lo stesso verbo usato da una ditta di materiali sportivi “nike”) conquistato il mondo”.

Nella Bibbia troviamo la strategia  per “essere coraggio”  diventare coraggio.

Siamo partiti dicendo che nel male, Dio si cura di noi, ha un piano, così come lo aveva per Naomi e Rut.

Gesù è la fonte di coraggio, perché ci da speranza ed aiuto come la aveva dato a Marta e Maria che avevano visto morire il fratello Lazzaro.

Abbiamo visto poi che Dio è pronto a consolarci ma che noi dobbiamo accettare di essere consolati affinché possiamo consolare altri,

Che non dobbiamo paragonare quello che ci accade con quello che accade agli altri, perché la felicità e il successo  di chi non segue e non obbedisce a Dio sono momentanei.

E infine, la settimana scorsa abbiamo visto che lo strumento che Dio usa per aiutarci quando al vita fa male è la Grazia.

Sapete, mio figlio Ben ed io  vendiamo nel nostro negozio diversi “strumenti” per le lavorazioni meccaniche. Sono strumenti che rendono possibile costruire, riparare, modificare: questo, ad esempio, è un “tornio”, e serve per lavorare i metalli.



Questo tornio può fare moltissime cose, ma ha necessità di due cose: l'elettricità e l'utensile.



Che cosa è l'utensile? L'utensile è questo:







E a che cosa serve l'utensile? Serve a fare questo:



Il tornio, senza l'utensile, sebbene abbia la capacità di modificare un pezzo sebbene abbia l'energia per muoversi non può fare nulla!

A questo punto voi vi starete domandando se sto bene... o forse pensate voglia vendervi qualcosa dal nostro negozio. Seguitemi per un attimo nel ragionamento.

Quando la vita fa male,  abbiamo detto che abbiamo bisogno di speranza ma soprattutto di AIUTO! Qualcosa che modifichi la vita che stiamo vivendo.

La settimana scorsa abbiamo detto che lo strumento  con cui Dio ci viene in soccorso è la Grazia. La Grazia è lo STRUMENTO... ma lo strumento Grazia ha bisogno di un utensile per poter modificare la mia vita quando la vita fa male.

Dio ha due tipi di utensile  per modificare la tua vita. Uno diretto, e uno indiretto.

Il primo, quello diretto, si chiama “miracolo”: Dio vede, Dio ascolta, Dio fa... ed io sono guarito.

Paolo afferma:

“Dio è potente da far abbondare su di voi ogni grazia affinché, avendo sempre in ogni cosa tutto quello che vi è necessario, abbondiate per ogni opera buona.” ( 2 Corinzi 9:8)

Dio ha la potenza che serve  per far arrivare la Grazia direttamente. Ma Dio ha anche  un secondo “utensile”: quello indiretto:

Sempre Paolo dice:

“Infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.” (Efesini 2:10b)

Per cosa siamo stati creati? Per fare le buone opere  (in greco “ergon” = lavoro) che Dio ha preparato. A chi chiama Dio a fare il “SUO” lavoro? Me e te.

L'energia, la corrente per far girare il tornio la mette Lui. Chi è l'utensile che modifica la vita  di chi soffre? Siamo tu ed io.

Indovina quale metodo usa di più Dio tra quello diretto (lui fa) e quelli indiretto (te ed io facciamo) per mandare la sua Grazia su chi soffre? Quello indiretto!

Questa che vi mostro adesso non è un versetto della Bibbia, ma è una affermazione di quello che la Bibbia dice in tutta la sua lunghezza:

"Quando Dio vuole fare qualcosa nel mondo, Egli invita i suoi figli e le sue figlie ad unirsi a lui nel farle”
Non che non possa fare da solo, ma Dio ama coinvolgere chi Egli ama.

Avrebbe potuto benissimo calare dal cielo l'Arca, ma ha chiesto a Noè e alla sua famiglia di farla.

(foto kit)

Questo che vedete è un kit medico: all'interno di esso ci sono strumenti e medicine che possono portare la guarigione, curare le nostre ferite, salvarci.

Se ci siamo fatti male, poco importa che la abbiamo in casa: se stiamo realmente male non riusciremo neppure ad aprirla. Abbiamo bisogno di qualcuno che la apra per noi, di un infermiere che arrivi, tiri fuori le garze, disinfetti le ferite, metta i punti, metta le bende.

Tu potresti pensare: “Eh, beh, Marco, facile per te... sei un pastore!  Sei un “esperto” nell'aiutare le persone, è il tuo compito... ma io? Io non sarei mica buono a farlo!”

Appunto! Dio ama prendere uomini e donne comuni con capacità normali (e talvolta anche meno) per fare le buone opere, per sceglierli come utensile  per modellare le vite di altri così che sia chiaro che non è la bravura dell'uomo ma la Grazia di Dio che ha fatto la differenza.

Paolo lo dice:

“Esaminate un po' voi stessi, fratelli: pochi di voi erano sapienti dal punto di vista umano, pochi i potenti, pochi quelli provenienti da famiglie importanti, ma Dio ha scelto le cose che il mondo considera pazze o da scartare, proprio per coprire di vergogna quelli che il mondo considera sapienti, ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare e screditare le forti. Il Signore ha scelto le cose umili, quelle che il mondo disprezza e che non tiene in alcun conto, per ridurre a niente quelle che il mondo considera importanti. Cosicché nessuno può vantarsi davanti a Dio.” (1 Corinzi 1: 26-29 PV)

Dio non cerca superuomini o superdonne, ma uomini e donne che siano disposti a farsi usare  per diventare un canale tramite cui la Sua Grazia giunge ad altri.

Siamo convinti, allora che:

a) la Grazia di Dio arriva indirettamente tramite altri credenti

e

b) non servono supereroi della fede, ma persone di fede?


A questo punto la domanda è: dove trovo tali persone? Guardati attorno... ma non guardare i muri,
guarda le facce. La Grazia indiretta è disponibile se sei connesso, se sei connessa al corpo di Cristo, alla tua chiesa locale.

La prima chiesa mai esistita al mondo era quella di Gerusalemme, quella che aveva conosciuto Gesù di persona: e Luca ne parla così.

“Ed erano perseveranti nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nel rompere il pane e nelle preghiere. (…)  E ogni giorno andavano assidui e concordi al tempio, rompevano il pane nelle case e prendevano il loro cibo insieme, con gioia e semplicità di cuore,  lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.” (Atti 2:42, 46)

La prima chiesa non si incontrava la domenica... ma soprattutto faceva tutta una serie di attività che erano molto di più dell'andare in chiesa:

1) Ascoltavano l'insegnamento degli apostoli erano fortunati,  non dovevano leggere il Nuovo Testamento, lo ascoltavano “in diretta” mentre veniva scritto.

2) Avevano “comunione fraterna, in greco “koino?nia”, che significa, semplicemente
“comunicare l'uno con l'altro”, si parlavano.

3) Mangiavano assieme e durante il pasto  ricordavano il sacrificio di Gesù.

4) Andavano assieme al tempio, come oggi noi veniamo in chiesa la domenica.

5) Cantavano e pregavano assieme.

La chiesa non era “un'oretta domenica”... ma era vivere assieme ad altri credenti...

Dove troverai l'utensile adatto perché la Grazia di Dio modelli la tua vita?

L'infermiere che apra la borsa medica? Dio ha promesso di usare uomini e donne normali per portarti la sua Grazia quando la vita fa male... ma tu, quelle persone che Dio ti vuole provvedere le stai realmente incontrando?

La Grazia è disponibile... se vivi in mezzo al corpo di Cristo!

Giacomo, il fratello di Gesù, dice:

“C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno di animo lieto? Canti degli inni.  C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore: la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.  Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia.” (Giacomo 5:13-17)

La Grazia che ti serve quando la vita fa male, non la trovi in una sera: la costruisci vivendo assieme  a uomini e donne come te in "koino?nia”, “comunicando l'uno con l'altro” nei momenti di calma.

Paolo dice:

“Aiutatevi a vicenda nelle difficoltà e nei problemi; così facendo avrete fatto ciò che vi chiede la legge di Cristo.” (Galati 6:2 PV)

Sai che cosa significa tutto questo? Venire la domenica... si... Pregare....si... ma soprattutto, avere "koino?nia”, “comunicare l'uno con l'altro”... e questo si chiama, semplicemente,  “piccolo gruppo”.

Gli ultimi quattro anni sono stati per Janet e per me veramente difficili con la malattia della sorella di Janet.

Sapete come è arrivata la Grazia di Dio che ci ha aiutato “quando la vita faceva male”? Attraverso il piccolo gruppo. Addirittura noi ne avevamo  uno in italiano e uno in inglese.

Lì siamo stati confortati, lì l'utensile ha modellato le nostre anime lì l'infermiere ha aperto la borsa sanitaria per curare le nostre ferite...

Ma non abbiamo scelto  di averlo perché Chris era malata ma c'era già QUANDO e successo.

I membri del nostro piccolo gruppo hanno agito secondo quello che Salomone ha scritto in Proverbi:

“Non rifiutare un beneficio a chi vi ha diritto, quando è in tuo potere di farlo.” (Proverbi 3:37)

In un piccolo gruppo capita talvolta di essere  il metallo da modellare ed essere consolati e la prossima di essere l'utensile che modella  che porta la consolazione della Grazia.

Vi ho chiesto sei settimane fa di fare un elenco di ciò che ti ha fatto male o di ciò che ti fa male o di ciò che ti farà potenzialmente male...

Non voglio vederlo, io ho il mio elenco, e so che Dio ha usato  le persone del mio piccolo gruppo per portarmi la Grazia nei momenti difficile, e so che Dio li userà ancora quando torneranno.

Guardalo: la Grazia che ti serve quando la vita fa male può arrivare direttamente da Dio... ma più spesso arriva da un figlio o da una figlia di Dio.

Se non hai un piccolo gruppo probabile tu non abbia neppure l'utensile quando la vita fa male.

Ti incoraggio a trovare un posto, un orario, e un gruppo di persone della tua chiesa per dare e ricevere la Grazia  che serve quando la vita fa male.

Preghiamo.
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Dove trovi la speranza che serve? | 22 Settembre 2019 |
Esiste uno strumento  con cui Dio agisce nel mondo per venire in mio soccorso quando la vita fa male? La risposta è: si. E si chiama "Grazia".
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 27 min.
Stiamo affrontando da cinque settimane uno dei problemi più duri da accettare per ogni uomo e forse più difficile per coloro che credono in un Dio che è amore e che promette il bene, non il male; perché, e cosa fare quando la vita fa male.

Gesù lo ha detto chiaramente: non aspettatevi che la vita sia rose e fiori, anzi, tutt'altro:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Indipendentemente da chi tu sia dalla tua età, posizione, ceto, in questo preciso memento tu sei in uno di questi tre periodi nella propria vita:

1) Puoi uscire da un periodo doloroso.
2) Puoi attraversare un periodo doloroso
3) Puoi avvicinarti ad un periodo doloroso

Salomone afferma:

“L'uomo infatti non conosce la sua ora; come i pesci che sono presi nella rete fatale e come gli uccelli che sono colti nel laccio, così i figli degli uomini sono presi nel laccio al tempo dell'avversità, quando essa piomba su di loro improvvisa.” (Ecclesiaste 9:12)

Abbiamo detto nelle passate predicazioni, che, quando attraversiamo questi periodi, brevi o lunghi che siano, tutti, nessuno escluso.
VOGLIAMO QUALCOSA ----- > SPERANZAABBIAMO BISOGNO DI QUALCOSA ----- >  AIUTODio è la nostra speranza, Pietro dice:

“E sempre per mezzo della sua straordinaria potenza, egli ci ha dato tutte quelle cose grandi e preziose che ci ha promesso.” (2 Pietro 1:4a)

La potenza di cui parla Pietro è speranza che mi occorre, e la trovo nelle parola di Dio. Vi ricordate in che modo Gesù, confortò Marta e Maria dopo la morte del fratello Lazzaro? Ricordando loro quello che è scritto nella Parola di Dio.

Nel brano di Giovanni non c'è scritto che Gesù citò un versetto specifico, ma nella Parola c'è questa promessa:  vi mostro un solo esempio delle migliaia presenti

“Il Signore mi rispose e disse: «Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità; perché è una visione per un tempo già fissato. Essa si affretta verso il suo termine e non mentirà; se tarda, aspettala, poiché certamente verrà, e non tarderà». Ecco, egli si è inorgoglito, non agisce rettamente; ma il giusto per la sua fede vivrà.” (Abacuc 2:2-4)

Nella Bibbia ci sono più di 6000 promesse che Dio ha fatto al suo popolo. Se ti serve la speranza, non hai che da aprire la Parola di Dio.

L'altra cosa di cui abbiamo bisogno, è l'aiuto; vi ricordate che avevamo parlato della parola “parakaleo” e "parakle?tos" la consolazione e il consolatore e avevamo detto che significava qualche cosa che sta a fianco qualcuno che mi sorregge, qualcuno che affronta le difficoltà al mio fianco.

Si... ma come?  Perché lo Spirito di Dio, il  parakle?tos il Consolatore,  mica lo posso vedere! Lo posso “intuire”... ma è “spirito”... ed io sono un essere si spirituale ma che vive in un monto fisico e io ho un bisogno “fisico”, qualcosa che veda agire nella mia vita.

Esiste uno strumento  con cui agisce nel mondo il Consolatore lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio?

La risposta è “si”. lo strumento VISIBILE  con cui agisce lo Spirito di Dio si chiama Grazia.

La Parola di Dio, la Bibbia, dice che l'aiuto di cui ho bisogno la trovo attraverso lo Spirito nella Grazia di Dio.

Cosa è la Grazia di Dio?

Per poter capire cosa sia la Grazia dobbiamo capire innanzitutto dove la trovo, perché come uomo  mi è difficile capire cosa è qualcosa se non la vedo.

Ci sono moltissimi versetti nella Bibbia che parlano di Grazia ma ce n'è uno  specifico nella Bibbia che mostra il suo potenziale:  si trova in 2 Corinzi al capitolo 12 versetto 9, la prima parte

“Ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza».” (2 Corinzi 12:9a)

Due cose da notare in questo versetto:
non sono una conclusione a cui Paolo è giunto, ma le ESATTE parole che Gesù,  il Signore ha detto a Paolo; il tempo del verbo “bastare”: non lo hanno tradotto con il congiuntivo “ti basti”, non è un ammonimento, guardo quello che c'è nel serbatoio e vedo quello che c'è...   te la devi far bastare, ma lo hanno correttamente tradotto come nell'originale in greco col  presente indicativo  “ti basta”. E' una constatazione guardo e vedo che realmente ti basta,  adesso, in questo momento, il serbatoio è pieno, perché sono io che lo riempio.Anzi, molto di più: il verbo per “ti basta” è “arkeo?”, e ha due significati: il primo è essere “più che abbondante”. Il secondo significato è “innalzare una barriera”.

Rileggiamo il versetto sostituendo queste parole:

“Ed egli mi ha detto: «La mia grazia è più che abbondante , è una barriera, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza».” (2 Corinzi 12:9a parafrasi)

Tu potresti dirmi: “Marco, tu non hai idea  di quello che ho attraversato sto attraversando o attraverserò io.”

Ti ricordi cosa aveva chiesto Paolo? Rileggiamo assieme l'intero brano di 2 Corinzi 12:

“E perché io non avessi a insuperbire per l’eccellenza delle rivelazioni, mi è stata messa una spina nella carne, un angelo di Satana, per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca. Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza». Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Per questo mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amore di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte. (2 Corinzi 12:7-10)

Hai mai avuto una spina nella carne? Sei mai caduto tra i rovi? Le spine, spesso, non solo fanno male per perforazione, ma contengono sostanze irritanti che provocano bruciore, infiammazione, talvolta avvelenano. Quando ne hai una, l'unica cosa che vuoi,  è che qualcuno la tolga via per te.

Paolo stava vivendo la sua vita già non facile di per se, (lapidato, scacciato, arrestato,  contestato dalle chiese che lui stesso aveva piantato  come quella di Corinto con una spina perenne nella carne;  la parola in greco “sarx”,  significa “carne, muscolo” non è piantata sulla pelle o qualche strato di pelle, ma dentro al muscolo,  in profondità .

E Paolo sa bene che non è per caso, non è per colpa sua, ma è Satana che sta operando contro di lui e contro quello che fa.

E per questo chiede a Dio una cosa che trova ovvia : “Ti prego liberami da essa!  Pensa quello che potrò fare per te se tu me la togli!”

La risposta, per tre volte, non è stata “no” ma è stata “Paolo, ho già fatto molto di più: ti ho dato la mia Grazia, ti ho riempito fino a traboccare, ti ho dato la mia protezione”.

Non sappiamo di cosa si trattasse, e sono persuaso che il Signore ha volutamente impedito a Paolo di descrivere la spina, così che nessuno potesse paragonarla con la sua spina. Noi siamo abilissimi a comparare il nostro male con quello degli altri e dire “il mio è peggio”.

Ma sappiamo che Paolo, il grande Paolo, colui che aveva parlato direttamente con Gesù sulla via di Damasco doveva convivere con  qualcosa che gli faceva male lo ostacolava perennemente e che era deliberatamente opera di Satana.

Come avresti reagito? Come reagisci quando preghi, per qualcosa che sai di poter pregare qualcosa che è perfettamente nella volontà di Dio guarire una malattia salvare un matrimonio, far cessare una persecuzione e Dio sembra dirti “no”?

E' tanto umano  credere che Dio non veda, oppure che Dio ci sia contro.

La Bibbia è un libro onesto, dove Dio non ci mostra superuomini e superdonne ma uomini e donne proprio come me e te che reagiscono come me e te, e danno la colpa a Dio per il male della loro vita.

“Ora, purtroppo, Dio mi ha ridotto senza forze, ha desolato tutta la mia casa; mi ha coperto di grinze e questo testimonia contro di me, la mia magrezza si leva ad accusarmi apertamente. La sua ira mi lacera, mi perseguita, digrigna i denti contro di me, il mio nemico aguzza gli occhi su di me (…) Dio mi dà in balìa degli empi, mi getta in mano ai malvagi (…) Eppure le mie mani non commisero mai violenza, e la mia preghiera fu sempre pura (Giobbe 16:6-9, 11, 17)

Ti sei mai trovato lì? A contestare a Dio “ “Perché non intervieni? Perché non mi ascolti? Perché mi dici no? Perché... Perché... Perché...”

Cosa avresti fatto se tu fosti stato, se tu fosti stata Paolo? Avresti alzato il pugno al Cielo, come aveva fatto Giobbe, e gridato “Perché? Non è giusto!”

Sorprendentemente, Paolo, pur essendo uomo, non reagisce così ma ascolta, e capisce le parole di Gesù “Paolo, la mia Grazia è meglio della guarigione! Paolo, la mia Grazia è di più della guarigione”.

La realtà del mondo è che Satana  porterà SEMPRE il dolore nella tua vita per allontanarti da Dio.

Ma la realtà del mondo di Dio è che Lui ti fornirà SEMPRE una Grazia sovrabbondante che formi una barriera per proteggerti e tenerti vicino a Lui!

Paolo ha ascoltato,  e invece di contestare a Dio la “non- decisione” di aiutarlo a togliere la sua spina,  ha “costruito” sulla Grazia di Dio. Come?

Possiamo prendere ad esempio il suo comportamento per costruire sulla Grazia nei momenti difficili delle nostre vite

1) Il dolore mi rende umile

“E perché io non avessi a insuperbire... per schiaffeggiarmi affinché io non insuperbisca”

Se tutto ci va bene nella vita, è possibile che cominciamo a vantarci  di quanto siamo bravi gajardi, esperti.

Il dolore non è voluto da Dio, ma da Satana, ma ci riporta con i piedi per terra, è una cura drastica al nostro materialismo ci fa mettere in prospettiva  cosa è davvero importante nella vita.

2) Il dolore mi ricorda che non sono un super eroe

“Perciò molto volentieri mi vanterò piuttosto delle mie debolezze”

Il dolore ci rende deboli, bisognosi di aiuto, ricorda che i lupi solitari nella vita,  finiscono sbranati.

Abbiamo bisogno di aiuto, sempre, e lo troviamo disponibile in maniera più che abbondante nella Grazia di Dio.

3) Il dolore restituisce a Gesù il volante della mia vita

“Affinché la potenza di Cristo riposi su di me”

Nel dolore Gesù è al comando della mia vita, la sua potenza, dice Paolo si “riposa”,  si posa, rimane, pesa sulle mie spalle soprattutto quando la vita fa male, soprattutto quando non vedo la via d'uscita.

4) Il dolore mi fortifica

 “perché quando sono debole, allora sono forte.”

La mia forza è ne lasciare che Dio usi la mia debolezza, per mostrare la sua potenza... allora sono realmente forte.

Pensi che sia più forte Dio o il male? Se Dio afferma che la Grazia è meglio della guarigione, se Dio afferma che la Grazia è di più della soluzione, se Dio afferma che la Grazia è la barriera che ti salva... cosa dovrei temere?.

Tutto questo è disponibile a tutti, la potenza di Cristo è disponibile a tutti, la Grazia che riempie ed è barriera è disponibile a tutti... ma...

Ma devi aver riposto la tua fede in Cristo. Lo hai fatto? Se no, scegli oggi di accettare quella Grazia. Se si, vivi nella fiducia della promessa di Gesù.

“Non aver paura, piccolo gregge, perché il Padre vostro ha voluto darvi il suo regno.” (Luca 12:32 TILC).

Preghiamo.
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Cosa pensi quando vedi l'empio che prospera? | 15 Settembre 2019 |
Cosa pensi quando paragoni la tua vita a quella dei vari "influencer" che ci propongono come ideali degli stili di vita fatti di ricchezza, di beni, di lusso? Li invidi? Ti arrabbi con Dio perché tu non li hai? Li insegui? Oppure ti fermi a riflettere che ciò che piace a Dio, e ciò che durerà in eterno, non sono le ricchezze? Che tutti i piaceri del mondo non possono dare la felicità? 
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(Messaggio portato da Mario Forieri)


“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.”  (Giovanni 16:33)

“Ma quasi inciamparono i miei piedi; poco mancò che i miei passi non scivolassero. Poiché invidiavo i prepotenti,vedendo la prosperità dei malvagi.Poiché per loro non vi sono dolori,il loro corpo è sano e ben nutrito. Non sono tribolati come gli altri mortali,né sono colpiti come gli altri uomini. Perciò la superbia li adorna come una collana,la violenza li avvolge come un manto. Gli occhi escono loro fuori dalle orbite per il grasso;dal cuor loro traboccano i cattivi pensieri.  Sbeffeggiano e malvagiamente progettano di opprimere;parlano dall’alto in basso con arroganza.Alzano la loro bocca fino al cielo,e la loro lingua percorre la terra.Perciò il popolo si volge dalla loro parte,beve abbondantemente alla loro sorgente e dice: «Com’è possibile che Dio sappia ogni cosa,che vi sia conoscenza nell’Altissimo?»” (Salmo 73:2-11)

"Non adirarti a causa dei malvagi;non avere invidia di quelli che agiscono perversamente; perché presto saranno falciati come il fieno e appassiranno come l’erba verde. Confida nel Signore e fa’ il bene; abita il paese e pratica la fedeltà.Trova la tua gioia nel Signore ed egli appagherà i desideri del tuo cuore.  Riponi la tua sorte nel Signore; confida in lui, ed egli agirà. Egli farà risplendere la tua giustizia come la luce e il tuo diritto come il sole di mezzogiorno. Sta’ in silenzio davanti al Signore, e aspettalo; non adirarti per chi prospera nelle sue imprese, per l’uomo che ha successo nei suoi malvagi progetti. Cessa dall’ira e lascia lo sdegno; non adirarti, ciò spingerebbe anche te a fare il male. Poiché i malvagi saranno sterminati; ma quelli che sperano nel Signore possederanno la terra.Ancora un po’ e l’empio scomparirà;u osserverai il luogo dove si trovava, ed egli non ci sarà più.Ma gli umili erediteranno la terra e godranno di una gran pace.” (Salmo 37 1:11)

“Di' loro: Com'è vero che io vivo», dice il Signore, l'Eterno, «io non mi compiaccio della morte dell'empio, ma che l'empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie. “ (Ezechiele 33:11)

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Cosa impari quando la vita fa male? | 8 Settembre 2019 |
Posso imparare qualcosa dai momenti di sofferenza della mia vita? Il dolore ci cambia, sta a noi decidere se in meglio o in peggio. Sta a noi decidere di accettare di essere consolati da Dio e da altri che come noi hanno sofferto, per imparare ad essere uomini e donne più simili a Cristo.
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 38 min.
La settimana scorra ci siamo lasciati dicendo che la vita, qualsiasi vita prima o poi incontrerà il male, il dolore la sofferenza.

Vi ricordate questa immagine? È quella che molti medici usano per stabilire quanto male abbiamo.

Nel dolore della vita, abbiamo detto non c'è una “gradazione”, una classifica, non possiamo dire “sto meno male adesso di quella volta là” oppure dire ad altri “questo male è meno grave di quello là”. Comparare male con male non aiuta affatto. Il male fa male. Punto.

E che quando attraversiamo questi periodi, brevi o lunghi che siano, tutti, nessuno escluso.

quando proviamo male...

VOGLIAMO QUALCOSA ---------------> SPERANZA
ABBIAMO BISOGNO DI QUALCOSA ----------------> AIUTO

L'unico posto dove troviamo speranza, è in Gesù, che ci fa vedere le cose della nostra vita non dalla prospettiva terrena e finita, ma da quella del Cielo e infinita.

La prima cosa che Gesù aveva detto a Marta e Maria, che avevano perso il fratello Lazzaro è che la vita non è tutta qui, anzi qua c'è poco rispetto all'eternità.

Gesù non ci aiuterà sempre come vogliamo noi, rimuovendo il male, talvolta lo fa... altre volte no...
e non sta a me sapere perché ma posso essere sicuro che  sarà SEMPRE al nostro fianco, quando sto attraversando il male.

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

E nel frattempo? Cosa devo fare nel frattempo?

Devo solo chiudere gli occhi... aspettare che passi... oppure posso prendere qualcosa dal mio dolore? Imparare qualcosa che mi dia speranza che sia di aiuto?

Leggiamo assieme 2 Corinzi 1:

“Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione; perché, come abbondano in noi le sofferenze di Cristo, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Perciò se siamo afflitti, è per la vostra consolazione e salvezza; se siamo consolati, è per la vostra consolazione, la quale opera efficacemente nel farvi capaci di sopportare le stesse sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, siete anche partecipi della consolazione.” (2 Corinzi 1:3-7)

Contesto: Paolo scrive ad una chiesa  che  ha fondato, che ama, ma dove ci sono tanti problemi e tanto dolore. Paolo parla a dei neo credenti, forse teme che i problemi, il dolore e il male che sta attraversando tutta la comunità possa scoraggiare molti, farli dubitare della loro nuova fede, persino fargli pensare che se c'è il male, allora Cristo non è la risposta.

Avete notato qualche parola che si ripete? Certamente!

Vediamo al prima (in realtà sono due, molto simili):

afflizione : 3 volte  (greco thlipsis = schiacciare, pressare)
sofferenze :  3 volte (greco pathe?ma = provare una sensazione dolorosa fisica/ psichica).

Paolo dice che il male della vita è qualcosa che ti schiaccia verso terra che vuole farti male sia nel fisico sia nell'animo. Vediamo la seconda parola:

Consolazione:  9 volte :  (greco parakle?sis; : composto da para = a fianco + kaleo = chiamare).

Ma Paolo dice anche che quando il male della vita ti schiaccia verso terra e ti fa male, ci sarà qualcuno che sarà lì, al tuo fianco.

Dei tanti posti dove questa parola è stata usata, te ne voglio mostrare due:

“Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati (parakaleo?)” (Matteo 5:4)

“Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore (parakle?tos) perché sia con voi per sempre ” (Giovanni 14:15-16)

Vorrei che seguiste assieme a me il ragionamento che Paolo sta facendo, perché è vitale per il credente:


Guardate la parte a sinistra della diapositiva: in Dio c'è consolazione “parakaleo” , qualcosa che è chiamato ad essere al tuo fianco

Guardate a destra della diapositiva: in me c'è afflizione come anche negli altri c'è afflizione... non sono l'unico io ad essere afflitto.

Come si mettono assieme queste due realtà, dove c'è un Dio che da consolazione e il mondo dove c'è afflizione?

Tutto viene tenuto assieme da un “affinché”... (al fine di... per rendere possibile che...) Paolo afferma che   ANCHE nel male della vita c'è un piano di Dio. Anche quando sembra che tutto sia inutile vano, dannoso doloroso Dio è IN CONTROLLO (“Il Dio di ogni consolazione”  è lui l'origine e il fine di qualsiasi cosa che possa consolare) Dio AGISCE IN TUTTI (“mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati”  é lui che agisce in Paolo, come pure nei Corinzi... e in te... e in me...) Dio VIENE IN AIUTO (“il quale ci consola in ogni nostra afflizione” è lui che è pronto a sostenermi) AFFINCHE'... AL FINE DI... PER RENDERE POSSIBILE CHE... (“possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione” siamo noi che diventiamo la consolazione per altri).

Un piano che è per noi, ma che va oltre noi... e comprende quelli che ci circondano.

Tu potresti dirmi: “Allora, Marco, il piano di Dio è di farmi soffrire  così che io possa imparare a consolare altri? Sto insomma andando a scuola,  Dio mi manda a scuola... ma a che prezzo!”

Ti posso rispondere:  “ Un Dio così, io non lo voglio...non ci credo... non lo seguo...” E, infatti, Dio non è così.

Nei piani di Dio il male era lontano,  relegato in un posto inaccessibile... Ma con la caduta, quel posto è stato aperto, e le sofferenze sono entrate nel mondo

Paolo dice:

“Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte.” (1 Corinzi 15:21a)

Dio non pianifica il male, MAI! Dio vede il tuo male, e ne soffre...

Ma il Dio che conosco  e di cui Paolo mi parla, è quello che trasforma una crocifissione in una resurrezione, e aggiunge infatti.

“Così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti.” (1 Corinzi 15:21b)

Il Dio che conosco è capace di trarre da un immenso male, la morte di un giusto un immenso bene, la giustificazione (la salvezza) degli ingiusti...AFFINCHE': il piano di Dio è quello di dare consolazione.  Come fa Dio a trarre il bene dal male, dunque?

1. DIO E' IL DIO DELLA CONSOLAZIONE

Dio è “parakaleo”, colui che ti sta a fianco che è pronto a sollevarti, a sorreggerti in ogni momento. Era a fianco di Adamo ed Eva nella Creazione, ha deciso di scendere in Cristo per esserlo ancora, e ha mandato … vi ricordate? (fai andare due slide indietro) ma ha mandato il “parakle?tos”, il Consolatore, lo Spirito Santo.

2. IO SONO CHIAMATO/ A A CONSOLARE COSI' COME DIO MI CONSOLA 

Dio è il Consolatore, Dio può consolare da solo, senza che ci siano altri interventi. Ma spesso Dio decide  di usare me e te per consolare così come noi siamo stati consolati.

Perché? Perché come uomini e donne siamo portati a credere  ai racconti di altri uomini e donne.

Questo significa  che dovrò vivere una vita  da “crocerossina”, alla costante ricerca di chi soffre  per consolarlo?

Non necessariamente. Alcuni saranno chiamati a farlo. Alcuni di voi hanno questo dono specifico
citato da Paolo in Romani 12:8  (misericordia o compassione) ma molti hanno altri doni.

Doni di ospitalità, di assistenza, di intercessione, di cura pastorale, di incoraggiamento, di guarigione, di servizio. E se li usi verso coloro afflitti, cosa sono se non uno “stare a fianco” risollevare, sorreggere?

Quando morì mio padre, così, all'improvviso, Janet stava aspettando il nostro secondo figlio, con un figlio di un anno e mezzo da accudire. C'erano mille cose da fare, organizzare, il rientro della salma da Roma, il funerale a Viterbo l'omaggio pubblico nella sala consiliare a Montefiascone... era davvero troppo.

Uomini e donne vennero dalla nostra chiesa  per dare una mano, per dare conforto, magari solo per prendere  il nostro figlio piccolo per una mezza giornata... o per stare dieci minuti assieme a noi, come dice Paolo

“Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono.” (Romani 12:5)

E noi sapevamo che, nelle loro vite c'erano stati dolori grandi, alcuni ancora presenti quando successe.

Dio stava usando persone che lui aveva consolato in passato, o che stava consolando in quel momento, per consolare me e mia moglie.

Cosa imparo quando la vita fa male?

Se Dio non provoca il male intenzionalmente, se lui ne è testimone, se lui  usa anche il male per per trasformarlo  non in qualcosa che mi distrugga ma  in qualcosa che mi edifichi, cosa  posso imparare nei periodi lunghi o brevi  in cui sono afflitto?

1. Devo accettare di essere consolato/ consolata

C.S Lewis ha detto:

“Dio sussurra nei nostri piaceri, parla nella nostra coscienza, ma urla nelle nostre pene: è il suo megafono per risvegliare un mondo sordo."

Il male ci cambia; io non sono la stessa persona che ero dopo aver attraversato la  sofferenza.

Il dubbio è: “Sarò una persona migliore, o una persona peggiore?” “Il male mi cambierà in meglio, o in peggio?"

Tutto dipende da me: Dio sussurra nel vento  ma urla nella tempesta;  come reagisco al male? Sono pronto ad accettare di essere consolato?

Se la risposta è “no”, se voglio tenermi il mio male, se voglio incolpare Dio di esso, se rifiuto altri che vogliono confortarmi e rispondo  “no grazie, sto bene” allora mi muoverò lontano da Dio, mi muoverò lontano da “ogni consolazione”.

Oppure posso decidere di “rimuovere” dall'orizzonte la mia sofferenza, di nasconderla sia a me che a Dio, di dire “sono cose che capitano, ce la faccio da solo/ a”, di far finta che il male non mi ha cambiato.

Decidere insomma,  di rimanere alla stessa distanza da Dio di prima che entrasse il male nella mia vita; vedrò la consolazione,  “si, lo so che è lì... ma non è mia...” ma la vedrò solamente a distanza.

Oppure posso accettare di essere consolato, mettere via i miei “perché”, continuare a crescere  nella conoscenza di Dio.

Questo significa  diventare più come Gesù crescere in lui. Decidere di avere più autocontrollo, o più amore, o più pazienza, o più compassione.

Se decido di essere consolato, il Consolatore, lo Spirito Santo potrà agire in me, trasformandomi.

2. Devo passare la mia consolazione ad altri

Paolo afferma che sono stato confortato AFFINCHE', . AL FINE DI... PER RENDERE POSSIBILE CHE altri come me vengano confortati.

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Voglio lasciarti con un ultimo versetto:

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.” (Romani 8:28)

Paolo non dice che “tutte le cose nella tua vita andranno bene”, che Dio ti metterà un “ombrello sopra”, che istallerà un parafulmine (talvolta lo farà... ma tu vivi in un mondo caduto, ricorda!)
ma che “tutte le cose cooperano” (la parola cooperano in greco è synergeo? = avere un compagno di lavoro) quelle belle...  ma anche quelle brutte  anche le afflizioni e le sofferenze: rileggiamolo in questo senso il versetto.

Or sappiamo che tutte le gioie, tutte le cose piacevoli tutte le cose che amiamo cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno....

Questo è come vorremmo leggere il versetto: ma Paolo dice anche:

Or sappiamo che tutte le afflizioni e le sofferenze cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno....

Essere consolato, essere consolata è una scelta Sarà come dice Paolo ...se decidi di essere consolato e se decidi di essere un compagno di lavoro per Cristo.

Preghiamo.
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Dove vai quando la vita fa male? | 1 Settembre 2019 |
Dove vai quando qualcosa, o qualcuno "placca" i tuoi sogni, butta a terra la tua vita, ti fa male e interrompe la corsa? Dove troverai la forza per rialzarti, la speranza per proseguire, e l'aiuto per vivere? Gesù è il solo che può darti tutto questo.
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La nostra natura profonda, quella con cui siamo stati creati ad immagine di Dio, è di vivere eternamente felici alla presenza del nostro Creatore.

Questa era la vita che Dio  aveva progettato per noi nell'Eden. Ma per nostra scelta abbiamo deciso di rinunciare a tutto ciò.

E' quello che spesso chiamiamo “la caduta”: non siamo più nel Paradiso terrestre, Dio continua ad amarci, ma viviamo in un mondo caduto dove la vita talvolta fa male.

Abbiamo detto la scorsa settimana che ci sono almeno due cose che accomunano  tutte le persone nate nel mondo: il fatto che moriremo, e il fatto che soffriremo.

Certo, mi metto un po' nei vostri panni: siete tornati (più o meno) dalle vostre vacanze, vi siete rilassati, vi siete divertiti... siete tornati in chiesa dopo un po' di tempo per provare gioia, sollievo e... perché no, ridere... e trovate Mario e Marco che predicano sul male del vivere!

Sapete che sono stato un rugbista... anche se mediocre... e posso dirvi che di botte ne ho prese tante; ero il più leggero, e uno tra i più veloci, e per questo mi mettevano all' ala  (che è la posizione più esterna sul campo)... ero quello che partiva da più dietro nel campo  per prendere la massima velocità e bucare la difesa, e fare meta.


Ma tra me, e la linea di meta, c'era il “pacchetto di mischia” tutti gli uomini più muscolosi e pesanti che per fermarmi mi venivano addosso. Vorrei vedere assieme a voi un minuto del mio sport.



Come si “sopravvive” ad un “placcaggio”? Come sopravvivere  qualcuno  che ci viene addosso con tutta la forza per farci del male, fermarci, eliminarci?

Semplicemente, non puoi sopravvivere, e vincere il placcaggio rialzandoti,  se non ti sei allenato a riceverlo, se hai atteso facendo altre cose in allenamento pensando “tanto non mi butteranno giù”.

Ci sono strategie che non impari durante la partita, durante la battaglia, quando hai davanti avversari  che vogliono farti “sportivamente” del male.

Ma le apprendi durante gli allenamenti, quando a placcarti è un compagno della tua squadra, quando non c'è qualcosa da vincere perché stai solo provando, e alla fine ci si scherza su davanti ad una birra.

Nella tua vita ci sono stati e ci saranno innumerevoli placcaggi: forse anche oggi.

Innumerevoli volte la vita, e qualche volta il maligno, proveranno a buttarti giù.

Meglio apprendere prima come rialzarsi, meglio apprenderlo da compagni di squadra, per poi essere pronti quando sarà l'avversario a placcarti.

A cosa pensi quando senti la parola “male” riferito alla tua vita? Vi ho dato dei fogli bianchi che dovete portare a casa, e scrivere tutto ciò che vi viene in mente  quando pensate alla parola “male” riferito alla vostra vita.

Cosa è andato “male”? La scuola? Un fidanzamento? Un matrimonio? Qualche caro ammalato o morto prematuramente? La perdita di un lavoro? Una attività che avete dovuto chiudere? Un rapporto con uno della famiglia che ti fa soffrire? Una malattia?

Scrivete una sola parola, senza spiegare: aborto, morte, divorzio, fallimento ….e non mettete il nome.

Portateli, per chi ci ascolta online spediteli via mail  a laveravite@gmail.com, ma mettete su carta ciò che vi fa ,  vi ha fatto male, o che temete vi farà male.

Portateli la prossima settimana, e ci serviranno durante la serie di messaggi.

Cosa ne faremo? Quello che abbiamo intenzione di fare non è darvi uno studio biblico sul “male”, ma di cercare di darvi qualche cosa di pratico, qualche nozione tecnica  di come affrontare un placcaggio dalla vita, e di come rialzarsi.

Vedremo che quello che Dio vuole  quando stai affrontando un male è di darti speranza ed aiuto, e quello che cercheremo di fare è di aiutarti  e di allenati a scoprire la speranza e l'aiuto che c'è in Cristo. Non so se il vostro dottore  ha mai usato questa immagine:


E' la “scala del dolore”, perché il dolore può variare di intensità

Sapete, molte volte io ho pensato  di essere nella zona “peggior dolore possibile” pensando “non potrò aver mai più dolore di così”  (la morte di mio padre) ma poi la volta successiva,  magari per qualcosa di completamente differente, che in teoria era meno “doloroso”  (una famiglia che ha lasciato la chiesa) mi sono trovato a dove indicare la stessa zona di dolore.

Dobbiamo stare attenti a due “trappole”  quando parliamo di dolore.

1° Trappola: la comparazione

Certo, essere lasciati dal fidanzato non è la stessa cosa di un divorzio... ma non per questo significa che non fa male. Non per questo significa  che non ho bisogno di  speranza e di aiuto, non per questo non ho bisogno  che Gesù intervenga.

Quello che inconsapevolmente facciamo anche come credenti, è di comparare il nostro male, o peggio,  quello di qualcuno che ci chiede aiuto con un male diverso.

Non voglio dire che perdere un figlio sia uguale a perdere un posto di lavoro... ma non mi aiuta,  e non aiuta chi ho difronte sapere che altri soffrono... perché non diminuisce il mio male.

Piuttosto che minimizzare il tuo male dicendo: “Eh, il tuo male è niente, senti qua il mio... senti qua quello di tizio...!” dovremmo simpatizzare con chi prova male... perché il male fa male.

2° Trappola: inseguire il “perché”

Noi viviamo con questa illusione che se sapessimo il perché allora il mare scomparirebbe o si attenuerebbe. Alzi la mano chi non ha mai alzato il pugno verso il Cielo gridando “Dio perché?”.

Sapere la causa del mio male non lo fa  scomparire, e nemmeno diminuire, anzi, tutt'altro: quando so che il mio tumore è provocato dall'arsenico  che ho bevuto per anni con l'acqua dell'acquedotto il male non scompare, ma c'è anche la rabbia  contro chi mi ha dato acqua inquinata.

Ci sono due cose che accomunano qualsiasi  male che stiamo provando;


… quando proviamo male...VOGLIAMO QUALCOSAABBIAMO BISOGNO DI QUALCOSA
Quando ho un mal di denti voglio qualcosa: che smetta... ma per far si che smetta  ho bisogno di  due cose principalmente:

SPERANZAAIUTO
Prima cosa, ho bisogno sperare, credendo  che potrà passare, attraverso la cura, il trapano, l'eugenolo... Ma soprattutto ho bisogno di aiuto, il dentista.

Dove troviamo la speranza quando la vita fa male, dove troviamo aiuto quando la vita fa male? Leggiamo assieme Giovanni 11

“Come Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta in casa.  Marta dunque disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto; {ma} anche adesso so che tutto quello che chiederai a Dio, Dio te lo darà». Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Marta gli disse: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà, e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?»” (Giovanni 11:21-26)

Gesù “arriva tardi”, secondo Marta e Maria, a salvare l'amico Lazzaro, loro fratello; non c'è solo il dolore della morte del fratello ma c'è anche la delusione  che Gesù non avesse fatto in tempo.

Di cosa hanno bisogno Marta e Maria? Di speranza! Gesù non gli dice  “su su.. che non è niente... tutti ci passiamo prima o poi”.

Gesù non minimizza il dolore di Marta e di Maria; lui che conosceva già il dolore che avrebbe patito sulla croce  non dice a Marta :”questo è niente rispetto alla mia morte”!

Lui che conosceva le persecuzioni  a cui sarebbero stati sottoposti  i suoi discepoli dopo la sua ascensione, non gli dice “beh, meglio che è morto adesso, cosi ha sofferto di meno”.

“chi crede in me, anche se muore, vivrà, e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?”

La prima cosa che Gesù da a Marta e Maria  è la speranza! La prospettiva eterna il “non è tutto qua, anzi è poco qua”.

Ma, abbiamo detto,  che abbiamo bisogno si di speranza, ma anche di aiuto. E qui Gesù decide un tipo di aiuto... che non sarà sempre quello per tutti:

“Detto questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!»  Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare»” (Giovanni 11:43-44)

Gesù spesso decide di operare  rimuovendo direttamente il male... ma, attenzione, non è una regola!
Gesù può...  noi ci aspettiamo questo quando soffriamo, lo chiediamo in preghiera altri lo chiedono per noi... ma non sempre opera come noi ci aspettiamo.

Perché?

La risposta è: non lo so! E sono in buona compagnia! Mosè la pensa come me!

“Solo il Signore, nostro Dio, può conoscere le cose nascoste; per noi e per i nostri figli vale per sempre quel che è stato rivelato.” (Deuteronomio 29:29 TILC)

Non voglio predicarvi un vangelo “a metà” solo quello che dice “credi e sarai guarito” “prega e fai pregare e il tuo matrimonio sarà salvo” “sii fedele e tuo figlio accetterà Cristo”. Questo è un vangelo parziale, che ci piace ascoltare, ma che è solo parte della verità.

Ma non voglio neppure predicarti solo l'altra metà quella che dice “il mondo è solo dolore” “di qua patisci perché di là gioisci” “se soffri adesso è perché Dio ti premierà dopo” “tuo figlio è morto perché era così buono che Dio lo ha voluto con se”.

In questo libro (la Bibbia)  ci sono migliaia di storie di uomini e donne: nessuno di questi ha vissuto una vita perfetta e felice.

Tutti hanno provato il male di vivere: alcuni lo hanno sconfitto qua altri no. E' la realtà della vita sulla terra dopo la caduta.

La Bibbia non è un romanzo, ma è la vera vita di veri uomini e donne, accomunate tutte da una sola grande verità: l'amore di Dio verso i suo figli e le sue figlie.

“Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio!  Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno;  quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà,  perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo Salvatore.” (Isaia 43:1b-3)

Forse ho preso una versione tradotta male di Bibbia... perché ho appena letto “Se dovrai attraversare le acque”, “Se dovrai camminare nel fuoco”... o forse mo sono sbagliato io a leggere!

Dio è il tuo Dio non SE attraverserai le acque... ma quando. Non SE attraverserai i fiumi... ma quando. Non SE camminerai nel fuoco... ma quando.

“Accadrà, stanne certo” dice Dio, ma “nonostante tutto TU SEI MIO, TU SEI MIA! " Ecco la speranza, ecco la prospettiva eterna  che oscura il male di oggi.

“Accadrà, stanne certo” dice Dio, ma “IO SARO' ASSIEME A TE DENTRO LE ACQUE E DENTROI IL FUOCO mi bagnerò insieme a te, affogherò insieme a te, brucerò insieme a te!” Eccolo l'aiuto, eccolo il non affrontare da solo nulla, perché saremo sempre assieme in ogni cosa.

“Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere? Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te.” (Isaia 49:15)

E' un paragone assurdo:  è matematicamente sicuro al 100% che una madre non può dimenticarsi  di un figlio che sta allattando.

“Bene” dice Dio “E' più probabile che ciò accada  del fatto che io mi possa dimenticare di te!”

Dove trovo speranza ed aiuto?

“Ciao Marco, io sento di aver affidato la mia vita a Gesù, ma non voglio parlarne troppo, è qualcosa che riguarda la mia vita intima. Spero che tu comprenda”.

Questa frase fa parte di una breve lettera,  e non è di un credente di questa chiesa,  né di qualcuno che mi ha scritto  dopo aver ascoltato un messaggio sul sito.

E' la lettera di una persona sofferente da tempo, a cui sono legato e a cui voglio molto bene. E' una lettera scritta alla fine dei suoi giorni terreni dopo mille sofferenze, dopo speranze e delusioni da una persona che tra poco mi lascerà... ma che sono certo rivedrò  a motivo di quelle poche parole.

La vita l'ha placcata, quando c'erano ancora molte mete da fare, ma ha trovato il motivo, il modo e la forza di rialzarsi. Sembra abbia perso, e invece è vittoriosa!

Dove ha trovato tutta la speranza?  Dove ha trovato tutto l'aiuto?

Gesù ha detto:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Tutto è dipeso da dove li ha cercati.

Se cerchi speranza ed aiuto, cercali nel posto giusto.

Preghiamo.
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Cosa fai quando la vita fa male? | 26 Agosto 2019 |
Cosa fai, quando la vita fa male? Quando tutto sembra congiurare contro di te? Ti arrabbi con Dio, sei deluso, ti allontani, alzi il pugno contro Lui? Mario Forieri, attraverso il capitolo 1 del libro di Rut, ci mostra che, anche quando non troviamo un fine alla nostra sofferenza, Dio si cura di noi ed ha un piano benevolo per le nostre vite.
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“...ma l'uomo nasce per soffrire, come la favilla per volare in alto.” (Giobbe 5:7)

“Aspettereste voi finché fossero grandi? Vi asterreste voi per questo dal maritarvi? No, figlie mie, perché la mia condizione è più amara della vostra, poiché la mano dell'Eterno si è stesa contro di me». 
(Rut 1:13)

“Così fecero il viaggio assieme fino a che giunsero a Betlemme. Quando giunsero a Betlemme, tutta la città fu in agitazione per loro. Le donne dicevano: «È questa Naomi?».  Ella rispose loro: «Non chiamatemi Naomi; chiamatemi Mara, poiché l'Onnipotente mi ha riempita di amarezza.  Io partii nell'abbondanza e l'Eterno mi ha riportato a casa spoglia di tutto. Perché chiamarmi Naomi, quando l'Eterno ha testimoniato contro di me e l'Onnipotente mi ha resa infelice?».” (Rut 1:19-21)

“Ecco, vado ad oriente, ma là non c'è; ad occidente, ma non lo scorgo; opera a settentrione, ma non lo vedo; si volge a mezzogiorno, ma non riesco a vederlo.” (Giobbe 23:8-9)

“Maledetto il giorno in cui nacqui! Il giorno in cui mia madre mi partorì non sia benedetto! Maledetto l'uomo che portò l'annuncio a mio padre, dicendo: «Ti è nato un figlio maschio», riempiendolo di gioia. Sia quell'uomo come le città che l'Eterno ha distrutto senza alcuna compassione. Oda il grido al mattino e clamori di guerra a mezzogiorno, perché non mi ha fatto morire fin dal grembo materno; così mia madre sarebbe stata la mia tomba e il suo grembo gravido per sempre. Perché sono uscito dal grembo materno, per vedere travaglio, dolore e per finire i miei giorni nella vergogna?” 
(Geremia 20:14-18)

“Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato." (Ebrei 4:15)

“Poiché io conosco i pensieri che ho per voi», dice l'Eterno, «pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza.” (Geremia 29:11)


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Credere attraverso la Bibbia: la testimonianza di Giacomo Poretti del trio “Aldo Giovanni e Giacomo" | 18 Agosto 2019 |
Talvolta Dio ci trova attraverso la testimonianza e l'invito di altri. Altre volte è Lui stesso a cercarci e a trovarci attraverso la Sua Parola, la Bibbia. E' questa l'esperienza che ci racconta l'attore Giacomo Poretti,  meglio conosciuto come il “Giacomino” del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo.
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Questa settimana la testimonianza da cui vogliamo trarre spunti di riflessioni per la nostra vita di credenti è quella di un personaggio pubblico: si tratta, infatti, di Giacomo Poretti, meglio conosciuto come il “Giacomino” del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo.

Dalla sua testimonianza ho estratto, come al solito, alcune frasi che mi hanno colpito, e che vorrei commentassimo assieme.

“... la Bibbia non è il primo libro che ho letto...”

Nella cultura italiana la Bibbia non è un libro importante da tenere in casa. Addirittura il Concilio di Trento  (1545-1563 – convocato per reagire contro al riforma protestante diMartin Lutero) aveva affermato che la Bibbia doveva rimanere “per pochi”: Questo è quello che scrive a proposito Indro Montanelli:

“Da quando il Concilio di Trento aveva formalmente ribadito che il credente non aveva affatto il dovere, anzi non aveva il diritto di leggere e d'interpretare le sacre scritture. Di esse era perfino proibita la traduzione in lingua italiana appunto per riservare al prete il compito di decifrarle. Il verbo doveva restare un'esclusiva di casta..."  (I. Montanelli “L'Italia giacobina e carbonara :1789-1831” Rizzoli, 1998, p. 21).

La prima Bibbia in Italiano era del 1471 ma era usata solo dai monaci: l'unica Bibbia “per tutti”  era quella protestante di Giovanni Diodati,  del 1607.

Nel 1771 Il Cardinal Martini feee una traduzione in italiano e nel 1820 Pio VII condannò con decreto tutte le traduzioni italiane della Bibbia, compresa la traduzione di mons. Antonio Martini.

Papa Pio IX  nel 1846) condannò chi pubblicava Bibbie in Italiano  (le società bibliche protestanti)
dicendo che erano pericolosi “almeno quanto le società carbonare, liberali e massoniche” Solo nel 1043 Pio XXII incoraggiò le versioni in italiano.

La prima chiesa dove ho servito come pastore di giovani (la comunità Battista di Ronciglione) era stata fondata da una donna ai primo del 900 che aveva affittato l'appartamento sopra al suo ad una coppia che, la domenica mattina, invece di andare in chiesa cattolica, li sentiva cantare al piano di sopra.

Incuriosita, una domenica li invitò in chiesa. Loro risposero che non avevano bisogno di andare in chiesa per parlare con Gesù, perché Gesù era già nella loro casa... e l'invitarono una domenica.

Lei pensò :” Forse avranno nascosto un prete in casa.” e, più per pura curiosità  di scoprire se davvero nascondevano un prete in casa che per interesse accettò l'invito. Quella domenica la donna conobbe davvero Gesù... E la prima cosa che fece fu quella di  spendere  tutti i suoi risparmi per comperare una Bibbia ENORME! così che i caratteri fossero abbastanza grandi per la sua vista.

Quando il Vescovo di Ronciglione seppe che la donna  aveva una Bibbia in casa organizzò una processione sotto la sua casa per chiederle di dargli la Bibbia: “Tu non la puoi capire!” le disse. La donna rispose rispose: “Se non capisco qualcosa, prego lo Spirito Santo e lui me lo spiega.”

La Chiesa di Ronciglione è ancora là,  e al centro del locale, davanti al pulpito, potete ancora vedere la Bibbia di quella donna.

Nella cultura anglosassone, invece, la Bibbia è parte della storia: fu il  Re di Inghilterra Giacomo 1 a chiedere la traduzione nel 1611.  Fa così parte della cultura britannica... che ormai è un “mobile” in casa...

Domanda per me: Ringrazio il Signore di poter leggere la Sua parola?

“....e non è stato il primo libro che mi hanno regalato i miei genitori...”

Hai mai regalato la Bibbia a tuo figlio/ sposo/ genitore? Mia moglie Janet l'ha fatto... ha regalato una Bibbia a sua suocera... che ora è qui... in chiesa con noi, credente e battezzata!

Hai mai regalato la Bibbia a qualcuno? Dio Dice in Deuteronomio:

“Questi comandamenti, che oggi ti do, ti staranno nel cuore;  li inculcherai ai tuoi figli, ne parlerai quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.  Te li legherai alla mano come un segno, te li metterai sulla fronte in mezzo agli occhi  e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte della tua città.” (Deuteronomio 6:6-10)

Domanda per me: A chi ho regalato una Bibbia ultimamente?

“... la Bibbia è arrivata verso i 40 anni... lo conoscevo e lo evitavo accuratamente... sia per la dimensione sia per il contenuto...”

La Bibbia spesso crea “imbarazzo”: perché è un libro “troppo grande” perché ci hanno detto “che bisogna saperla leggere”… ma soprattutto perché ci mette davanti chi realmente noi siamo... peccatori.

«Ecco, il Signore è venuto con le sue sante miriadi per giudicare tutti; per convincere tutti gli empi in mezzo a loro di tutte le loro opere di empietà che hanno empiamente commesse e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno pronunciati contro di lui». (Giuda14-15)

Domanda per me: Come è stato il mio incontro con la Bibbia?

“... a un certo punto l'ho presa in mano... e casualmente... anche se per Dio nulla è un caso...” 

Dio è alla ricerca di chi lo cerca: Gesù stesso dice:

“Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa..”  (Matteo 7:7-8)

“... la apro a caso... mi da nutrimento... sono indicazioni per la propria vita”

Leggere la Bibbia “a caso” è un metodo... come pure leggere capitoli interi, come pure leggere argomenti come pure aspettare che dio ti ispiri un versetto

L'importante è LEGGERE LA BIBBIA cercando risposte per la mia vita!

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, 17 perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2Timoteo 3:16-17)

Domanda per me: Apro la Bibbia per cercare indicazioni circa la mia vita?

“...cerco attraverso la comicità... di replicare quel tipo di bellezza che c'è nella Bibbia..."

La Bibbia à bellezza, è perfezione, è significato... Giacomo ha trovato la bellezza del mondo attraverso la Parola di Dio. E Dio è la fonte del buon umore, del riso.

Se ci credi... come puoi non testimoniare di questa bellezza?

“Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta”. 
(Matteo 5:14.)

Affermazione per me: La Parola di Dio può trasformare  le vite  sei io la condivido

Preghiamo.


La Testimonianza di Giacomo Poretti



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Io ho un padre: la testimonianza di Giovannella | 11 Agosto 2019 |
Ognuno di noi è alla ricerca di qualcosa, o qualcuno che ci dia significato, sicurezza, amore. E quando scopriamo che Dio è tutto questo per noi, anche chi è stato umiliato e scacciato può affermate: "Io ho un padre!"
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“E mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.” (Atti 1:8b)
“Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore;  io mi lascerò trovare da voi.” (Geremia 29:13-14a)

“Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi.” (Giovanni 15:12)

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo." (Galati 5:22)



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