Chiesa Cristiana Evangelica della Vera Vite


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Chiesa Cristiana Evangelica della provincia di Viterbo
Autore: www.laveravite.blogspot.it
Ultimo episodio: 06/07/20 6:35
Aggiornamento: 11/07/20 10:10 (Aggiorna adesso)
Cosa custodisci nel tuo cuore? | 5 Luglio 2020 |
Chi determina il modo in cui io mi comporto? La famiglia, la società, oppure quello che scorre nel mio cuore? Dio mi dice che debbo custodire il mio cuore e i miei pensieri, perché quello che penso influenzerà quello che sento e quello che sento guiderà quello che faccio.
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La scorsa settimana abbiamo parlato di “pelle”: di quella che il mondo e noi stessi ci siamo cuciti sopra quella vera quella di creature di Dio, e che si “irrita” a contatto con la sua Parola, la Bibbia,

La nostra pelle nuova si chiama Cristo Gesù, tramite cui possiamo ricevere il balsamo che la guarisce
piuttosto che l'acido che la irrita se ci comportiamo da digli obbedienti.

Infatti l'ultimo versetto che avevamo visto era quello di 1 Pietro:

“Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza.” (1 Pietro 1:14)

Voglio farvi un altro esempio, sempre tratto da Proverbi, di come la pelle che indosso ora
si “irriti” a contatto con la verità della Bibbia

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.(Proverbi 4:23)

Perché trovo questo versetto “irritante”? Perché va contro la pelle che indosso ogni giorno? Vorrei che leggeste la tradizione di questo versetto  che ne fa la Bibbia TILC:

“Vigila sui tuoi pensieri: la tua vita dipende da come pensi.” (Proverbi 4:23 TILC)

Il versetto mi dice che quello che penso, influenzerà quello che faccio.

La psicologia moderna   si  è chiesta se il comportamento umano  sia determinato da dentro, ovvero sono io a stabilire cosa voglio fare, oppure da fuori, ovvero il mondo, la società la famiglia dove vivo influenza il mio comportamento e stabilisce per me cosa devo fare.

Insomma, la colpa è mia, (se c'è una colpa) o la colpa è degli altri?

Gran parte degli psicologi affermano che è più probabile il secondo caso, ovvero che come agiamo è determinato da quello che ci accade attorno, e che la responsabilità per le nostre azioni deve essere ricercata  nella società in cui viviamo.

In pratica, se vivo in una famiglia di ladri, ed io divento ladro, la colpa non sarà mia, ma della mia famiglia.

Moltissimi processi terminano con pene minime perché i giudici vedono come attenuanti la situazione in cui io ho vissuto.

Leonardo Vitale era un mafioso, figlio di mafiosi, che aveva commesso già molti delitti prima di finire in carcere; descriveva così la sua vita:

“La mia colpa è di essere nato, di essere vissuto in una famiglia di tradizioni mafiose e di essere vissuto in una società dove tutti sono mafiosi e per questo rispettati, mentre quelli che non lo sono vengono disprezzati; [...] bisogna essere mafiosi per avere successo. Questo mi hanno insegnato ed io ho obbedito”.  (Leonardo Vitale - condannato per associazione mafiosa ed omicidio=

La pelle che il mondo mi ha cucito addosso è quella che dice che “non è colpa mia” che la famiglia, la società, il mondo intorno è il vero responsabile se io agisco male.

E poi arriva Proverbi 4 che mi dice:

“Custodisci il tuo cuore perché esso determina il corso della tua vita” (Proverbi 4:23 NLT)

Dio mi dice che non è vero che io sono diventato così come sono a causa del mondo che ho attorno, ma che c'è qualcosa dentro di me che mi ha fatto diventare  così' come sono.
Gesù dirà:

“Poiché dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.” (Matteo 15:18)

Ma, un attimo! Dio mi dice che devo custodire il mio cuore, perché in esso c'è una fonte,  qualcosa che sgorga acqua pura, e invece Gesù mi dice che nel mio cuore ci sono tutte le peggiori schifezze del mondo! Chi dei due ha ragione? A chi devo credere?

Vogliamo anche questa settimana andare un po' più in profondità nel versetto di Proverbi, vedere cosa c'è sotto la superficie letteraria.

Per cominciare, rivediamo il versetto, e soprattutto i suoi “verbi”:

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita.(Proverbi 4:23)

Nel versetto c'è un verbo  “statico”: custodisci (è all'imperativo, è un ordine”); per custodire non devo fare nessun movimento, la chioccia per custodire i pulcini sotto le sue ali
 rimane completamente ferma. In ebraico è ?????  - nâ?ar, che significa “proteggere, mantenere”.

Forse starete pensando che ho sbagliato la diapositiva, perché non ho evidenziato l'altro verbo, “provengono”.

Di questo verbo poco vi posso dire: non posso dirvi il significato in ebraico... semplicemente perché nel testo originale non c'è! E' stato aggiunto  nelle nostre traduzioni per dare più senso alla frase ma nell'originale c'è un solo verbo, e la frase è costruita in un modo differente, e suona così:

"più di ogni altra cosa il tuo cuore Custodisci poiché da esso le sorgenti della vita"
Questa è una struttura tipicamente ebraica che serve a focalizzare l'attenzione di chi legge su un solo verbo, una unica azione, una sola cosa da fare che viene messa al centro della frase.

L'imperativo centrale che Dio  attraverso Salomone che ha scritto questo proverbio, mi vuole indicare è di “custodire, proteggere, mantenere”:

Immagina questo versetto come fosse una persona, quale è la parte centrale di una persona? La testa! La testa del versetto è

Custodisci
La testa è il centro tra due braccia; su un braccio Dio ha messo il “cosa custodire” e sull'altro il “perché custodire”.

A sinistra c'è il cosa:

 il tuo cuore Custodisci 
In ebraico ???  - lê?. Cuore in realtà si dice  ????  lê?â?,  che indica quello che il cuore è una parte del corpo, mentre   ???  - lê?, indica quello che il cuore fa e che non era solo pompare sangue.

Per chi segue le mie predicazioni da tempo, sa che più volte ho detto che gli ebrei intelligenza e emozioni risiedevano  in parti differenti del corpo  rispetto a noi occidentali.

Nella nostra cultura greco/ romana  noi abbiamo diviso l'intelligenza dalle emozioni, mettendole in due parti diverse: la parte emotiva nel cuore, (che, secondo la cultura greca è negativa e va limitata) e l'intelligenza nella testa (che, invece, sempre secondo la cultura greca è positiva e va incoraggiata).

Gli ebrei non avevano questa divisione tra intelligenza ed emozioni, emozioni ed intelligenza avevano lo stesso valore e tutto era messo nel cuore (altre emozioni erano situate nelle visceri e nei reni).

Per cui quando Dio fa dire a Salomone di custodire il cuore, non ti sta chiedendo di vigilare solo sulle tue emozioni, ma anche sul tuo intelletto, intelligenza, cervello.

Ciò che devi proteggere, custodire, mantenere non è solo la parte irrazionale di te, ma parte razionale, la logica, la tua intelligenza.

Dio vuole avere possesso sia delle tue emozioni che dei tuoi pensieri, perché quello che pensi  influenzerà quello che senti e quello che senti guiderà quello che fai.

Non a caso Paolo scrive così ai Corinzi, che avevano più di un problema con tutto quello che la cultura dell'epoca gli stava mettendo nel cuore (ovvero in testa):

“In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo...” (2 Corinzi 10:3-5)

Ciò  che sento e ciò che penso, dice Paolo, io lo ??????????? -  aichmal?tiz?, letteralmente lo accompagno dentro una prigione. Una prigione  che  in qualche modo, custodisca i miei pensieri.

Vediamo sul braccio a destra  cosa ci porta Dio:

Custodisci  le sorgenti della vita
Cosa vi viene in mente quando pensate ad una sorgente? A dell'acqua che sgorga...  ovvero a qualcosa liquido, a qualcosa di dinamico, qualcosa che fluisce, si muove  non sta mai fermo,

Ma da un cuore, secondo voi, cosa può sgorgare di “liquido” che da la vita? Il sangue!

Gli ebrei individuavano nel sangue  la fonte della vita, non perché fossero laureati in medicina, ma perché Dio glielo aveva detto:

“...perché la vita di ogni carne è il sangue; nel suo sangue sta la vita...” (Levitico 17:14 a)

E' per questo che il Sommo Sacerdote durante i sacrifici spargeva il sangue dell'animale ucciso, perché rappresentava una vita sacrificata per purificare i peccati, secondo la Legge di Mosè.

Ma noi non siamo più sotto la Legge, ma sotto la Grazia, poiché abbiamo avuto qualcuno che ha versato il suo sangue una volta, e per sempre!

“In Cristo, attraverso il suo sangue versato per noi, abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati, secondo la ricchezza della grazia di Dio...” (Efesini 1:7 PV)

Gesù è la sorgente della vita, che scorre in me attraverso la sua Parola.

Mettiamo assieme le due braccia e la testa del versetto:

il tuo cuore Custodisci le sorgenti della vita
Io devo custodire, proteggere, mantenere sia nella parte logica di me quello che penso, sia nella parte emotiva di me quello che sento, la vita che scorre attraverso il sangue di Cristo,  attraverso la sua Parola perché quello che penso  influenzerà quello che sento e quello che sento guiderà quello che faccio.

Gesù  stesso ci ha detto:

“In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi.” (Giovanni 6:53)

Vedete perché ancora una volta, la Parola di Dio è “irritante” su una pelle non mia che il mondo o me stesso mi sono cucito addosso?

La psicologia mi dice che io sono un frutto dell'ambiente dove sono cresciuto. Dio mi dice che io sono il frutto di quello che scorre in me.

Forse ti oggi stai pensando “Dici bene tu, Marco, che sei nato in una famiglia “normale” che sei vissuto in una città “normale”,  che ha avuto un lavoro “normale... Ma io...”.

Qualsiasi sia la tua storia familiare, qualsiasi sia la città e la società  in cui sei cresciuto o cresciuta, qualsiasi sia quello che hai fatto per vivere, io ti dico:

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita. (Proverbi 4:23)

Gesù è venuto per iniettare in te  una fonte inesauribile di vita, per cambiare il tuo sangue, per darti una nuova pelle.

All'inizio vi ho parlato di Leonardo Vitale, un mafioso, un assassino, condannato al carcere per vari omicidi, che affermava che “non era colpa sua” se era cresciuto così.

Leonardo aveva riempito le sue vene
con tutto quello che Gesù aveva detto in Matteo 15:18:  “omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni.”

Era lui,  come molti fanno ogni giorno nel mondo, che aveva scelto quella vita.

Dopo più di dieci anni in un manicomio giudiziario dove si era fatto trasferire fingendosi pazzo sperando forse di evadere, qualcuno regalò a Leonardo una Bibbia... e la sorgente di vita che stava in quella Bibbia cambiò il cuore, lo fece pentire, e accettare Cristo.

Vitale divenne il primo VERO pentito di mafia, e pagò quel suo pentimento con la morte, venendo ucciso una domenica  sui gradini di una chiesa.

Ma il suo cuore era al sicuro, la vita scorreva ormai per sempre  nelle sue vene,

Custodire il proprio cuore significa   imparare a controllare i propri pensieri,  le proprie parole, la propria disposizione  ma significa soprattutto far si che nelle tue vene scorra la vita della Parola di Dio.

Non è mai troppo tardi  per cambiare ciò che scorre in te, non è mai troppo presto  per iniziare a custodire il tuo cuore.

Custodire il tuo cuore significa strappare via la pelle falsa che copre la tua vera, riempire costantemente, ogni giorno il tuo cuore con la vita che è nella Parola di Dio perché possa cambiare quello che pensi  influenzare quello che senti e guidare quello che fai.

Preghiamo.
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Quale pelle stai indossando? | 28 Giugno 2020 |
La pelle che indossi non è la tua vera pelle, ma quella che la società, il mondo, te stesso ti sei cucito sopra quella che Dio aveva progettato per te. Gesù è venuto per dartene una nuova, se lo accetti nella tua vita.
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Quale è il vostro libro preferito nella Bibbia? Ognuno di noi ha un libro preferito nella Bibbia,
ed io non faccio eccezione.

Certo, mi piace tutto il “consiglio di Dio”, so che in ogni parte,  anche in quelle che “per me” (e solo per me, uomo limitato)  non hanno senso...Dio ha messo il suo “tocco.

Ma certi passi, come l'elenco delle bestie pure e di quelle impure in Deuteronomio o il conteggio dei censimenti delle tribù in Numeri... beh, ne farei volentieri a meno!

Ma ci sono libri che più di altri mi emozionano, come il libro di Neemia, e la storia della ricostruzione di Gerusalemme o Giovanni con il lungo discorso di Gesù ai discepoli.

Libri che non mi piacciono,  libri che mi piacciono...

Poi ci sono libri che sinceramente, li trovo “irritanti”...

A questo punto starete pensando:“Che dici Marco? La Bibbia è tutta ispirata, tutta bella, tutta santa..Stai bestemmiando!”, vero? Lasciatemi spiegare...

La definizione medica di “irritazione” è :

Irritazione: reazione di un tessuto eccitabile a uno stimolo.”

C'è un tessuto, una parte del mio corpo che è “eccitabile” = sensibile che reagisce, si muove, di arrossa quando incontra qualcosa di che va contro la sua natura.

Una doccia di acido sulla mia pelle va contro la natura della mia pelle... che si irrita...

Uno dei libri che trovo “irritante” è il libro di Proverbi.

Attenzione a quello che ho detto prima: la mia irritazione viene dal fatto che qualcosa che mi tocca va contro la mia natura, il come sono fatto il come funziono normalmente.

Vi faccio un esempio:

“Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri.” (Proverbi 3:5-6)

Questo versetto, personalmente, mi “irrita”... va contro la mia natura, il come sono fatto il come funziono normalmente.

La mia natura, la società, spesso la mia famiglia, la scuola, il governo, mi hanno sempre detto che devo appoggiarmi su quello che capisco! La mia intelligenza, i miei studi... far funzionare i miei neuroni!

La Parola di Dio attraverso Proverbi  sta mettendo sulla mia pelle qualcosa che va contro la mia “natura”.

La mia natura è quella di fare da me, di essere il “capitano del mio cuore” “chi fa da se fa per tre” ecc.

Ma, un attimo... Dio mi ama... non può volere il mio male... quelle parole che sono così distanti
 dalla mia natura debbono contenere un balsamo... non un acido...

Quando leggiamo la parola di Dio in fretta e non comprendiamo l'immenso amore con cui è stata scritta, allora il balsamo che dovrebbe essere quella parola diventa un acido che mi irrita...  se non la leggo bene e la leggo in fretta.

Oggi  più che una predicazione è uno strumento che cerco di darti: rallenta, e cerca per trovare il balsamo che lenisce le tue ferite.

Quello che sentirai oggi sono tutte cose che puoi trovare anche tu sia online, sia su un buon commentario di carta (come si faceva una volta) sia chiedendo allo Spirito Santo  di farti capire la Parola di Dio.

Spesso la Parola di Dio  è un balsamo già alla prima lettura, ma  rallentando,  andando oltre quello che semplicemente leggi, tu farà scoprire ancora di più la sua ricchezza e il suo balsamo sarà più efficace.

Rileggiamo il versetto:

“Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri.” (Proverbi 3:5-6)

Nel versetto ci sono tre verbi principali, che sono usati all'imperativo e stanno ad indicare tre azioni che dobbiamo fare noi.

1. CONFIDA 

Il verbo in ebraico è ?????? – b?a?t?ah? che significa “affrettarsi verso un rifugio”.

Il versetto si apre con una nota positiva: Dio è un rifugio, che devo affrettarmi a trovare.

Nella Bibbia sono moltissime le volte che Dio è illustrato come un rifugio.

Davide descriveva così Dio

"Il Signore è la mia rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe in cui mi rifugio, il mio scudo, il mio potente salvatore, il mio alto rifugio, il mio asilo." (2 Samuele 22:2-3)

In chi, o in cosa stai confidando per la tua vita? Dove trovi la rocca la fortezza, il rifugio,  lo scudo per vivere la tua vita tutti i giorni?

Capite perché Proverbi è un libro “irritante”? Perché in poche parole sovverte l'ordine della mia vita quotidiana. Perché mi chiede di non confidare in me, o nel mio lavoro, o nei miei amici, ma nel Signore.

Sulla mia pelle si poggia qualcosa che è differente dalla natura della mia pelle che invece confida in tutto prima di confidare in Dio.

Ciò che ci chiede il Signore non è semplicemente di pregarlo, o di obbedirgli, o di parlare di lui agli altri. Anche tutto questo,  ma la prima cosa che vuole da me... e da te è essere il primo rifugio, la prima scelta, la prima persona a cui mi rivolgo.

Vederlo come il solo rifugio, l'unica cosa a cui rivolgersi per qualsiasi problema, dal più piccolo al più grande.

Un buon rifugio è' nascosto, è sicuro, è lontano Se mi rifugio nel Signore  gli altri non potranno trovarmi  e portarmi via dalla sua protezione

2. NON TI APPOGGIARE

Il verbo in ebraico è ?????? – s?a?‘an che significa “supportarsi da solo”.

La nostra società occidentale ha fatto del “self made man” “l uomo che si è fatto da se” il pilastro della società.

Se guardate la programmazione annuale dei film sulle varie piattaforme un 80% saranno di storie dove c'è uno contro tutti, l'eroe che sconfigge le potenze mondiali a mani nude.

Cresciamo così, e come uomini tendiamo costantemente  ad appoggiarci su noi stessi, a pensare che l'impegno  porti sempre alla vittoria.

Molte volte è cosi, ma altre volte la situazione non cambia  sia che ci impegniamo o meno.

L'immagine è quella di cercare di appoggiarci su noi stessi; così, invece di riposarci, ci affatichiamo ancora di più

Quello che invece ci chiede Dio è ciò che ha scritto Pietro:

“Affidate a lui tutte le vostre preoccupazioni ed ansietà, perché siete importanti per lui.” (1 Pietro 5:7 PV)

3. RICONOSCILO

In ebraico è ????? ya?d?a‘; che è, molto semplicemente, “sapere”.

La Bibbia dice che devo sapere che tutto quello che accade accade perché Dio lo vuole  oppure perché Dio lo permette.

Ma non mi basta saperlo qua, nel cuore, non devo necessariamente buttare tutta la mia intelligenza che Dio stesso mi ha dato, ma la devo sfruttare per VEDERE ciò che Dio fa e ciò che Dio vuole. Devo “sperimentare”, non solo intuire la grandezza di Dio.

Paolo infatti dice:

“Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.” (Romani 12:2)

Il versetto di Proverbi dice che: se confidiamo,  se non ci appoggiamo,  se riconosciamo, allora Dio farà una cosa stupenda.

Se facciamo tutto questo, se obbediamo ai tre verbi all'imperativo, il versetto dice che Dio  non sarà genericamente contento, ma che agirà in nostro favore

Qui viene usato un verbo al futuro, ci mostra cosa accadrà  SE noi rispettiamo il suo volere.

4. APPIANERA'

In alcune Bibbie è scritto “dirigerà”.

L'ebraico è “?????? - ya?s?ar; che significa “rendere qualcosa diritto o liscio”-

Allora, se obbedisco a quello che mi dice Dio la mia vita sarà un'autostrada, vero?

Assolutamente no! Il versetto non dice che i nostri sentieri saranno lisci; i sentieri sono sentieri, pieni di buche, di salite, discese e curve.

Il versetto non dice è che DIO  userà la “pialla”, che renderà ciò che è ruvido liscio, ciò che è scosceso piano... ma che  farà si che noi li affrontiamo  COME SE fossero dritti e lisci.

Pensate ad una macchina: attualmente la mia ha gli ammortizzatori finiti ed ogni piccola buca risulta in un botto tremendo all'interno dell'abitacolo.

Gli ammortizzatori quello fanno, le strade continuano ad avere buche, ma se abbiamo dei buoni ammortizzatori  sembrano lisce.

E Dio ha mandato un “ammortizzatore” speciale per percorrere le strade del mondo:

“Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6)

Capite adesso perché Proverbi è un libro “irritante”? Perché espone al mia pelle di uomo ad una realtà che c'entra poco o niente con la vita che vivo.

Perché mi mette davanti ad una sfida: continuare a cercare la via del mondo, oppure fermarmi a cercare la via di Dio.

Ma sapete? Tutta la Bibbia è “irritante” fintanto che non decido  di togliere da me la “pelle” che mi sono costruito negli anni, che il mondo, la società, la famiglia, la scuola mi hanno cucito addosso.

Quando la tolgo, scopro la vera pelle, quella vera, quella con cui sono stato creato  sono stata creata da Dio, quella dove la sua Parola non è qualcosa che irrita, ma un balsamo  che guarisce.

Pietro dice:

“Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza.” (1 Pietro 1:14)

Quale pelle stai indossando oggi? Quella del tempo passato, o quella del figlio, della figlia obbediente?

Se cerchi il balsamo per le tue ferite e trovi invece che la Parola non le guarisca è probabile che tu abbia su ancora la pelle che ti ha cucito sopra il mondo.

Dio ti ha dato una nuova pelle attraverso Cristo Gesù; continua, o torna ad essere un figlio, una figlia obbediente per avere il balsamo che guarisce.

Preghiamo.



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Non screditare ciò che Dio ti ha promesso | 21 Giugno 2020 |
Dio non ama racconti negativi circa quello che ha promesso di darti, ma ama la fede di chi ha il coraggio di impegnarsi per ottenere e vivere quelle promesse.
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Predicatore: Mario Forieri
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Brani utilizzati:

“Sí, le nazioni temeranno il nome dell'Eterno e tutti i re della terra la tua gloria, quando l'Eterno ricostruirà Sion e apparirà nella sua gloria. Egli ascolterà la preghiera dei derelitti e non disprezzerà la loro supplica. Questo sarà scritto per la generazione futura, e il popolo che sarà creato loderà l'Eterno, perché egli guarda dall'alto del suo santuario; dal cielo l'Eterno osserva la terra,per udire il gemito dei prigionieri, per liberare i condannati a morte; affinché proclamino in Sion il nome dell'Eterno e la sua lode in Gerusalemme, quando i popoli e i regni si raduneranno insieme per servire l'Eterno” (Salmo 102:13-22)

“E ci fece uscire di là per condurci nel paese che aveva giurato di dar ai nostri padri.” (Deuteronomio 6:23)

“Infatti il Signore percorre con lo sguardo tutta la terra per mostrare la sua forza in favore di quelli che hanno il cuore integro verso di lui.” (2 Cronache 16:9)

“Il Signore disse a Mosè:  «Manda degli uomini a esplorare il paese di Canaan che io do ai figli d’Israele.” (Numeri 13:2) 

“Ma gli uomini che vi erano andati con lui dissero: «Noi non siamo capaci di salire contro questo popolo, perché è più forte di noi».  E screditarono presso i figli d’Israele il paese che avevano esplorato, dicendo: «Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo vista è gente di alta statura;  e vi abbiamo visto i giganti, figli di Anac, della razza dei giganti. Di fronte a loro ci pareva di essere cavallette; e tali sembravamo a loro».” (Numeri 13: 31 -33)

“...parlarono così a tutta la comunità dei figli d’Israele: «Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese buono, molto buono.” (Numeri 14:7)

“Caleb allora calmò il popolo che mormorava contro Mosè e disse: «Saliamo subito e conquistiamo il paese, perché possiamo certamente farlo»” (Numeri 14:7 ND)

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Aprire il sipario sulla tua nuova vita | 14 Giugno 2020 |
La fede in Cristo fa aprire un sipario sulla tua nuova identità, dove la tua vecchia natura è stata resa completamente nuova e migliore grazie al prezzo pagato per te da Gesù sulla croce.
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Predicatore: Mario Forieri
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BRANI UTILIZZATI:

“Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, tutte le cose sono diventate nuove.”( 2 Corinzi 2 :5-17)

“...e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù...”  (Efesini 2:6)

“Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.” (2 Corinzi 5 :21) 

“...poiché, come pensa nel suo cuore, così egli è” (Proverbi 23:7)

“...ma voi avete l’unzione dal Santo e conoscete ogni cosa.” (1 Giovanni2:20)

“...infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.” (2 Corinzi10:4)

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La tua identità in Cristo | 7 Giugno 2020 |
Se hai creduto in Gesù, tu sei una persona nuova: ma quale è la tua vera identità in Cristo? Lo Spirito Santo che hai ricevuto è il medesimo di quello di ciascun altro credente, e ti è stato dato nella stessa quantità di tutti gli altri: spetta a te impegnarti a scoprire cosa vuole Gesù che tu faccia attraverso di lui.
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Tempo di ascolto audio/ visione video: 23 min.
(Predicatore: Mario Forieri)

BRANI UTILIZZATI:

"Benedici, anima mia, il Signore e non dimenticare nessuno dei suoi benefici. Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità” (Salmo 103:2-3)

“Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio  per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.”  (Romani 5:1)

“Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono per ora alla vostra portata;  quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire.”   (Giovanni 16:12-14)

"Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò.  (Giovanni 16: 7)

“Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo.”  (Giovanni 9:5)

“Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta.”   (Matteo 5:14)

“Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.”  (Matteo 5 : 16)

"Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa.  È lui che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori,  per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo,  fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo.”  (Efesini 4:10-13) 

“Poiché la creazione aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio.”  (Romani 8:19)

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Pregare che lo Spirito ci cambi - Pentecoste | 31 Maggio 2020 |
Sei pronto sei pronta a pregare affinché quello stesso Spirito che cambiò la storia della chiesa ci cambi, per cambiare il mondo?
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Vorrei iniziare oggi  il nostro “primo culto” dopo la clausura per il Coronavirus guardando  un video di qualche anno fa: i più “anziani qua dentro forse lo ricordano, ma per molti di voi è assolutamente nuovo.

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La tecnologia ci mette a disposizione nuovi mezzi, per cui possiamo utilizzare nuovi modi di “fare chiesa”.
Grazie al web, ai computer, agli smartphone, ai tablet, io posso in questo momento essere connesso con voi anche se non sono “fisicamente” con voi, le mie parole vi giungeranno lo stesso, il messaggio di Cristo sarà allo stesso modo predicato. E tutto questo lo potrete ottenere da casa vostra, senza dove sprecare tempo per venire qui, per trovare parcheggio, al caldo al freddo o all'acqua.

Tutto ciò che dovrete fare sarà semplicemente collegarvi al sito della chiesa la domenica mattina, 
cantare assieme i canti (sul video ci saranno i sottotitoli),  ascoltare il messaggio, dare la vostra decima attraverso la carta di credito,  e prendere il pane e il vino che vi sarà recapitato ogni mese in quantità adeguata alle vostre esigenze.

Tutto questo ci permetterà di risparmiare su affitti, luce, acqua, riscaldamento... Sarà per voi più comodo, potrete, che so, seguire la mia predicazione mentre preparate le lasagne al forno o lo spezzatino, o cambiate il pannolino a vostro figlio.

In fondo, non cambierà nulla, saremo sempre una chiesa, saremo sempre un unico corpo... il corpo di Cristo... Siete contenti, vero?

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Questo video risale al 14 settembre 2014, quasi sei anni fa... e non ditemi che non sono stato profetico!

Perché quello che nel video dicevo come provocazione si è realmente verificato dall'8 marzo 2020 in poi a causa del Coronavirus.

Sono trascorsi esattamente 83 giorni dall'ultima volta che ci siamo incontrati in chiesa, e in questi quasi tre mesi  abbiamo imparato molte cose.

Alcuni di noi hanno imparato ad usare i mezzi “tecnologici” per la prima volta, ad usare il proprio smartphone  non solo per telefonare, ma anche per vedere video  e partecipare a collegamenti in diretta con gli altri.

Molti hanno scoperto nuovi software, Zoom e Skype su tutti, e ad utilizzarli non solo per vedere predicazioni ma anche per parlare con parenti ed amici distanti.

Questi mezzi “virtuali” non solo ci hanno permesso di mantenere “aperta” la nostra chiesa;  perché la chiesa non è un edificio ma il “corpo di Cristo.

Chiesa viene dal greco ???????? – ekkl?sia, che deriva dal verbo ??????? – ekkaleo, kaleo = chiamare + ek = fuori; la chiesa non sono sassi, ma persone, uomini e donne chiamate da Cristo a uscire fuori  da tutta la folla per seguirlo.

La tecnologia ci ha consentito di incontrarci anche se eravamo ognuno a casa propria. Siamo stati capaci di pregare assieme, di chiedere preghiere, di testimoniare cosa il Signore stava facendo nelle nostre vite di testimoniare cosa il Signore stava facendo nelle vite di altri.

Questi mezzi ci hanno permesso di raggiungere persone che non avremmo mai raggiunto; le dirette dei nostri messaggi domenicali  queste 11 domeniche trascorse a casa sono state viste 2090 volte, con una media di 190 spettatori a domenica; abbiamo moltiplicato per 10 la nostra normale audience sul web.

Tutte le chiese, di qualsiasi denominazione hanno offerto culti interi, messaggi, riflessioni, canti.

Mai come in questo 83 giorni  il Vangelo è stato predicato e mai come in questi 83 giorni il Vangelo ha raggiunto persone che non avremmo mai raggiunto.

Paolo afferma in Romani:

“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno.” (Romani 8:28)

Dio è riuscito a trasformare un evento tragico come la pandemia nella più grande campagna di evangelizzazione mai messa in piedi da quando è nato Gesù!

Vedete che, allora la mia profezia di sei anni fa era giusta! Abbiamo fatto ESATTAMENTE
quello che avevo predetto: abbiamo ascoltato la Parola di Dio assieme, abbiamo pregato assieme, abbiamo cantato assieme, abbiamo anche preso la Cena del Signore assieme stando nelle nostre case... MA.... ma la chiesa è un'altra cosa!

Nulla può e potrà mai sostituirsi  a quello che è il “fare chiesa assieme. Se Gesù avesse voluto raggiungere il mondo attraverso i social, sarebbe venuto come telepredicatore, avrebbe scelto  un secolo differente da quello dove è nato.

Se Gesù avesse voluto raggiungere il mondo attraverso uno smartphone sarebbe venuto adesso, non duemila e venti anni fa.

Ma Gesù è venuto quando l'unico modo di parlare di lui al mondo era quello di incontrasi stare assieme, aiutare, parlare...

Cosa vi è mancato di più in questi 83 giorni?  Vi posso dire cosa è mancato a me: il contatto fisico. Il fatto di vedere ciascuno di voi, di passare con voi due ore assieme, scambiarci battute alla fine del culto, vedere i vostri occhi, per sapere se quel “come stai? “tutto bene” era solo una frase... oppure dovevamo metterci seduti, e parlare, e pregare...  qualche volta piangere assieme, altre volte ridere assieme.

Intendete, non dico che la tecnologia sia un nemico da combattere, la nostra piccola chiesa è stata tra le prime in Italia a sfruttare i mezzi elettronici, i “podcast” i video, le dirette,
perché, come dice Paolo:

“... con i Giudei mi sono fatto giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che sono sotto la legge mi sono fatto come uno che è sotto la legge (benché io stesso non sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che sono sotto la legge; con quelli che sono senza legge mi sono fatto come se fossi senza legge (pur non essendo senza la legge di Dio, ma essendo sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che sono senza legge. Con i deboli mi sono fatto debole, per guadagnare i deboli; mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni.  E faccio tutto per il vangelo, al fine di esserne partecipe insieme ad altri.” (1 Corinzi 9:20-23)

Tutto quello che facciamo, con qualsiasi mezzo lo facciamo, lo facciamo per il Vangelo di Cristo, perché altri possano partecipare assieme a noi a questo... alla chiesa... a coloro che Cristo a chiamato fuori... MA...

Ma sapete che giorno è oggi? Ricordate cosa si celebra cinquanta giorni dopo Pasqua? Oggi si ricorda la Pentecoste.

Vi ricordate cosa è successo a Pentecoste, vero? Che un gruppo di discepoli spaventati che vivevano “isolati” dal resto del mondo, è divenuto un gruppo di evangelizzatori che sapevano parlare  in quasi tutte le lingue del mondo.

Che dallo stare sempre assieme  e anche un po' nascosti per proteggersi a vicenda, si sono sparsi nel mondo cercando in tutti i modi di essere visti.

Sapete, a mio avviso non è un caso che la nostra chiesa torni ad incontrasi proprio oggi. Per me oggi è un punto di svolta, una nuova nascita  della nostra piccola comunità.

Dio non fa niente per caso, e non fa accadere le cose per caso, ma ci da delle informazioni circa la sua volontà e quello che si aspetta da noi, attraverso dei messaggi, dei simboli, delle “coincidenze”... che poi coincidenze non sono.

Ma per spiegarvi perché  secondo me non è un caso, e perché secondo me siamo a un punto di svolta dobbiamo vedere  cosa è successo quel giorno...

Cosa è successo quel giorno?

Era il giorno dello “Shavout”, una delle tante feste ebraiche, cinquanta più due giorni dopo “Pascha” (infatti “Pentecoste, in greco, significa “50 giorni”), dove si ricordava il passaggio dell'angelo della morte in Egitto che aveva salvato le case degli ebrei attraverso il sangue di un agnello sparso sull'architrave delle porte. Per noi ora, si chiama Pasqua.

Si festeggiavano i raccolti ma anche il giorno in cui Mosè aveva ricevuto la Torah,  le tavole della Legge sul Sinai.

Dove stavano festeggiando i discepoli lo Shavout? Lo leggiamo in Atti 2:

“Quando il giorno della Pentecoste giunse, tutti erano insieme nello stesso luogo.” (Atti 2:1)

Quale era questo “stesso luogo”? Bisogna che andiamo indietro ad Atti 1:12:

“Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato [1 chilometro].Quando furono entrati, salirono nella sala di sopra dove di consueto si trattenevano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo.” (Atti 1:12-13)

Vi suona familiare? Una “stanza di sopra” ad appena un chilometro da un monte chiamato “Uliveto”.

Sarò più chiaro: torniamo indietro di 53 giorni:

“Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva sacrificare la Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: «Andate a prepararci la cena pasquale, affinché la mangiamo». Essi gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?»  Ed egli rispose loro: «Quando sarete entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua; seguitelo nella casa dove egli entrerà. E dite al padrone di casa: “Il Maestro ti manda a dire: ‘Dov’è la stanza nella quale mangerò la Pasqua con i miei discepoli?’”. Ed egli vi mostrerà, al piano di sopra, una grande sala ammobiliata; lì apparecchiate».” (Luca 22: 7-12)

Il “solito posto” è la stessa sala di sopra dove hanno preso per la prima volta la Santa Cena, e che era a meno di un chilometro da l'Orto degli ulivi, il Getzemani.

Tornavano sempre in quel luogo, dove tutto era iniziato... o finito. Forse sembrava un rifugio. In che stato d'animo erano? Non c'è scritto, ma possiamo immaginarcelo!

Avevano visto morire Gesù in croce (quasi tutti... chi ai piedi della croce,  chi nascosto tra i cespugli).

Lo avevano visto risorto entrare senza aprire le porte di quella stessa sala di sopra (pochi... e Tommaso non c'era).

Lo avevano visto preparare la colazione sul greto del lago una mattina aspettando che finissero di pescare (alcuni).

Lo avevano visto salire in cielo e scomparire tra le nubi (molti), prima di tornare alla solita sala di sopra.

Erano passati 10 giorni da quell'evento, dall'ultima volta che avevano visto Gesù... ed erano ancora tutti assieme...  nella stessa sala di sopra.

Cosa stavano aspettando? Non lo sapevano precisamente... ma Gesù l'aveva promesso:

“...io pregherò il Padre, ed egli vi darà un altro Consolatore perché sia con voi per sempre: lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce.” (Giovanni 14:

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.” (Atti 1:8)

Dieci giorni dopo, erano, dice Luca in Atti 2:1, “tutti assieme”... uomini e donne, giovani e vecchi... e, all'improvviso...

“Improvvisamente si fece dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti.  Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi.” (Atti 2:2-4)

E tutto cambiò: la paura scomparve, arrivò la potenza di Cristo in loro... e scesero in strada a proclamare il Vangelo al mondo!

“E si stupivano e si meravigliavano, dicendo: «Tutti questi che parlano non sono Galilei? Come mai li udiamo parlare ciascuno nella nostra propria lingua natìa? Noi Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia,  della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia cirenaica e pellegrini romani, tanto Giudei che proseliti, Cretesi e Arabi, li udiamo parlare delle grandi cose di Dio nelle nostre lingue». Tutti si stupivano ed erano perplessi, dicendo l’un l’altro: «Che cosa significa questo?»” (Atti 2:7-12)

Luca fa un elenco di 17 nazioni... che parlano 17 lingua diverse... E tutti lì a stupirsi... perché “li capiscono”!

Cosa c'entra la Pentecoste con noi, oggi?

I discepoli erano stati “in clausura” in lockdown per 50 giorni; noi 83... 33 in più.

I discepoli avevano avuto paura, paura di morire; alcuni di noi anche.

Nonostante questo,   discepoli avevano continuato a riunirsi e a pregare assieme; noi l'abbiamo fatto virtualmente, ma lo abbiamo fatto anche noi.

E il premio a tanta fedeltà da parte di Gesù era una cascata di potenza che li inondava, toglieva la paura, e dava loro capacità  di farsi capire da tutti.

La chiesa di Cristo  già esisteva prima della Pentecoste, ma è con la Pentecoste  che la storia della chiesa cambia, esce dalla stanza di sopra, scende in strada e va a parlare a tutti... e a parlare  in modo che tutti capissero!

Ci sono tanti segni, tante profezie, tanti altri pastori che sentono come me che stiamo ad un punto di svolta per le nostre chiese  in Italia e nel mondo.

Abbiamo due possibilità: far finta che non sia accaduto nulla, e cercare di ricostruire la nostra chiesa “ordinata” come era prima della pandemia.

Oppure possiamo aspettare nella sala di sopra che il Signore mantenga la promessa, premi la nostra fedeltà, e mandi il suo Spirito Santo, che penetri in noi, che tolga la paura, che ci dia potenza e saggezza e strumenti per uscire nelle strade e parlare a tutti in modo che possano capire chi è realmente Gesù.

Forse avremo una chiesa “meno ordinata”, meno perfetta, un po' più “pasticciata”... ma una chiesa capace di farsi capire da tutti e di portare altri a Cristo.

Cosa chiedi, oggi, allo Spirito Santo? Una chiesa “come me la ricordavo prima”, o una chiesa “come se la ricorderà Gesù" ?

Una chiesa dove tu sia comodo o comoda, o una chiesa che adempia al grande mandato  per il quale ti è stato dato lo Spirito Santo?

“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra.” (Atti 1:8)

Una chiesa che “faccia per me”... o una chiesa che obbedisca a Cristo?

Posso assicurarti che, se preghiamo assieme, uniti, come siamo stati uniti durante la clausura, il lockdown lo Spirito arriverà, e cambierà te... la tua chiesa... e altri là fuori!

Sei pronto, sei pronta, a chiedere che lo Spirito ci cambi?

Siamo pronti, a chiedere che lo Spirito ci cambi?

Preghiamo.
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Affida il timone a Dio | 24 Maggio 2020|
Ti serve un'àncora per dare direzione alla tua vita quando l'ansia cresce: quell'àncora è la Parola di Dio. Affida a Lui il timone della tua barca nella tempesta.
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Tempo di lettura: 12 minuti 
Tempo di ascolto audio/ visione video: 32 min.

Siamo giunti al terzo messaggio sull'argomento “ansia”.

Nel primo messaggi avevamo visto  che per combattere l'ansia la strategia generale è quella di rendere  “prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.” (2 Corinzi 10:5)

sottomettendomi alla volontà del Padre,
anche quando le cose sembra volgere al peggio, fidandomi di lui,

continuando a  sottomettermi al Padre,
non solo una volta, ma durante tutta la mia vita,

chiedendo l'aiuto di Gesù,
visto che lui ci ha detto che faremo cose più grandi di lui se chiediamo il suo aiuto.

La scorsa settimana avevamo visto cosa fare, la  pratica per contrastare e vincere l'ansia:

devo concentrarmi sulle cose che piacciono a Dio
ovvero le cose giuste, vere, pure, amabili, da lodare,

devo imparare e ricevere
ovvero non devo solo conoscerle ma devono diventare una parte di me,

devo guardare ed ascoltare
ovvero devo vedere e sentire quello che altri credenti maturi fanno e dicono,

devo fare
non solo udire e vedere, quello che essi fanno.

C'è una cosa che, però in tutto questo “fare” io sto lasciando indietro un aspetto che forse, anzi, sicuramente, è quello principale: PREGARE!

Non sto pensando alla preghiera in generale, che ,ovviamente, è sempre buona e una parte fondamentale dell'essere discepoli di Cristo ma voglio riferirmi ad una preghiera “specifica”, mirata, non fatta  da soli, ma assieme ad altri credenti.

Per vincere l'ansia...

1. Chiedi Preghiera per l'Unzione

È importante comprendere una cosa:  l'ansia ci cambia.  Cambia la nostra percezione.  Sfida i nostri corpi fisici.  Talvolta sappiamo perché siamo in ansia,  altre volte sappiamo che non esiste una spiegazione logica  per l'adrenalina che scorre nelle nostre vene.

Sappiamo che dobbiamo pregare  per eliminare le nostre preoccupazioni.  Sappiamo che dobbiamo andare da Dio  e riporre i nostri pensieri su Cristo.  Sappiamo che esiste un campo di battaglia  nelle nostre menti e nei nostri corpi.

Sapete, chiediamo spesso preghiere quando la nostra ansia è legata a qualcosa di “fisico”, di reale:
una malattia, un problema di lavoro, un problema economico.

Ma quasi mai chiediamo preghiere quando la nostra ansia è ansia... e basta.

Giacomo afferma questo:

“C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno di animo lieto? Canti degli inni. C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore: la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà...” (Giacomo 5:13-14)

La parola che usa Giacomo e che è tradotta con“malato” è ??????? – astheneo?: se avete pratica con un po' di linguaggio medico vi dovrebbe suonare familiare: “astenia” e “nevrastenia” provengono anche essi dal verbo greco ??????? - asthene?s; verbo composto da ?????? - sthenos = forza più ? (alfa privativo) = senza. Per cui, senza forza.

Giacomo dice che chi è astheneo?, “senza forza” deve chiamare gli anziani della chiesa e ricevere l'unzione.

Giacomo non aveva studiato medicina, e non poteva sapere che, quasi duemila anni dopo il medico statunitense G.M. Beard nel 1869  avrebbe usato il termine “nevrastenia” per indicare...

“facile esauribilità ed eccitabilità del sistema nervoso centrale. I sintomi sono numerosi e vaghi: cefalea gravativa, tensiva, a casco, prevalentemente nucale, senso di debolezza muscolare, ‘tirature’ in varie parti del corpo, astenopia (vista sfocata), cardiopalmo (battito cardiaco accelerato) allarme e timore generico, debolezza di memoria e di concentrazione, ipereccitabilità, senso di instabilità o di capogiro.”

Ho descritto bene i sintomi che hai quando ti assale l'ansia, sia che abbia un motivo o meno?

Se si, Giacomo ti dice che:

“la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà...” (v.14)

Pregare assieme ad altri, pregare assieme ai tuoi anziani di chiesa ai tuoi pastori, ricevere l'unzione con l'olio... anche quello serve per spezzare l'ansia  quando sembra volerti strangolare.

Ma per poter pregare assieme ad altri, per poter chiamare anziani e pastori, DEVI essere connesso o connessa al “corpo di Cristo”, ad una chiesa locale, a un gruppo di credenti, uomini e donne che condividano con te la stessa fede, e che possano fisicamente e spiritualmente essere vicini a te.

Il problema è che Giacomo sa come siamo fatti; sa che chiediamo preghiere per tutto, o quasi... quando pensiamo per gli altri: ci sembra tanto spirituale chiedere preghiere per Tizio o Caio, ma poco spirituale chiedere per noi stessi (soprattutto quando si tratta di ansia, aggiungo io).

Guarda il versetto 14:

"C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa "(v.14)

Il modo del verbo “chiami” usato nelle nostre bibbie è congiuntivo; in greco invece  è un modo (che non esiste in italiano) che si chiama “aoristo imperativo medio”, che indica qualcosa che devi fare per forza,  non se ti va:  “CHIAMA! DEVI CHIAMARE! DEVI ESSERE TU A CHIAMARE!"

L'ansia è una catena che può essere spezzata, ma spesso servono più persone per farlo.

Ma c'è un'altra cosa  che ho “dimenticato” di citare come soluzione all'ansia.

Per vincere l'ansia...

2. Usa l'àncora della Parola

Avete presente una barca a vela in una tempesta? Per quanto grande sia, se la tempesta è abbastanza grande, verrà sballottata in su e in giù, rischiando  di capovolgersi e di affondare.

Così fa l'ansia nella nostra vita: la sensazione di terrore e panico  manda i nostri cuori in gola e il nostro stomaco per terra.

Cosa fa un bravo velista nella tempesta? Prova a tenere la sua barca con la prua (la punta della barca) controvento, ovvero nella direzione contraria a quella del vento; le onde colpiranno la barca nella parte più piccola, più affusolata, quella che è nata per attraversare le onde.

Solo che non è facile  tenere una barca nella tempesta controvento, sfidare le onde che crescono, andare CONTRO quella forza enorme che vuole far ribaltare la barca.

Ogni velista sa che,  per tenete la barca controvento in una tempesta, non basta sforzarsi di dirigerla con il timone, ma bisogna gettare un'àncora.

Nelle tempeste della vita, quando l'ansia si infrange sulla nostra barca e rischia di farla ribaltare,
tu devi fare lo stesso: tenere la prua della tua vita controvento, attraversare l'ansia, impedire che spinga la tua vita di lato facendola ribaltare.

La tua àncora si chiama “La Parola di Dio”: In Isaia 23 è detto:

“A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida. Confidate per sempre nel Signore, perché il Signore, sì, il Signore, è la roccia dei secoli.” (Isaia 23:3-4)

L'immagine di una tempesta, di acqua che ci copre e ci sommerge, è quella che Dio fa usare ad Isaia per dirci che non ci abbandonerà mai:

“Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d’Israele, il tuo Salvatore; io ho dato l’Egitto come tuo riscatto, l’Etiopia e Seba al tuo posto. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo, io do degli uomini al tuo posto e dei popoli in cambio della tua vita.”  (Isaia 43:2-4)

Noi abbiamo un'àncora.  Mentre i nostri sentimenti  cercano di farci rompere gli ormeggi,  il Vangelo ci àncora in modo stabile.

Quando sei in ansia, guarda quello che dice di te Dio in Isaia 43: Dio ci ha scelto,  ci ha “chiamati per nome". Dio ci ha “adottati” ha detto “quell'uomo lì è mio, quella donna lì è mia” prima della creazione di questo mondo.

Dio non ti dice “SE dovrai attraversare le acque” ma “QUANDO le dovrai attraversare”; ti dice che viviamo in un mondo caduto, dove ci sarà acqua e fuoco, e tempeste che vorranno sommergerti.

Ma Dio inizia il versetto rassicurandoti che lui ti ha “riscattato”: in ebraico ?????? - g?a?’al,  che significa “pagare un prezzo”.

Il prezzo per te che mi ascolti, l'ha pagato Gesù.

Chi è stato in una tempesta in mare, sa che una delle cose più brutte è il buio, il non sapere dove  siamo e dove stiamo andando: Gesù è venuto per perforare il buio nelle tempeste: lui stesso ha detto:

“Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.” (Giovanni 12.46)

Però, se tu sei un appassionato di barche, so cosa stai pensando: “Ma che dici Marco? In una tempesta l'àncora fa solo danni! Anzi, per impedire che la barca si sfasci  spesso vengono tolti ormeggi e àncora! E poi la tempesta ti coglie in mezzo al mare, dove non è possibile gettare l'àncora per la profondità del fondale!”

Hai ragione; l'àncora di cui io sto parlando, non è quella cosa di metallo legata ad una catena,
pesante e che termina con degli uncini.

Raramente le tempeste ci colgono quando siamo in porto, dove il fondale è basso, ma ci colgono in mare aperto, quando il fondale è sotto di centinaia e centinaia di metri.

Sarebbe impossibile gettare l'àncora in mezzo all'oceano, e anzi sarebbe dannoso tenere ferma la barca in mezzo alle onde.

Quello che serve quando la tempesta ci coglie in mare aperto, è quella che vien definita una “àncora galleggiante”.

Quando la tempesta è talmente violenta che la barca non riesce a navigare controvento, allora si ammainano le vele, e si manovra gettando l'àncora galleggiante, con un capo della corda legato ad una boa e l'altro legato alla prua della nave.

L'àncora galleggiante è una specie di paracadute  che si riempie di acqua, e si svuota di quella in eccesso da un foro in cima, mantenendo la barca controvento e perpendicolare alle onde, che è la posizione migliore per affrontare le tempeste.

La Parola di Dio, la Bibbia, non è qualcosa che ti “lega” come una barca ormeggiata in un porto, qualcosa che limita il tuo movimento!

Ma è un'àncora galleggiante nell'oceano della vita, qualcosa che ti rallenta quando vai troppo veloce, che dà direzione alla tua vita, che la mette con la prua verso le onde dell'ansia e dei problemi che la generano, nella posizione migliore per affrontare la tempesta, dove le onde della vita colpiscono la tua barca ma non la fanno affondare.

E la Parola di Dio è un paracadute, che ti fa atterrare dolcemente, invece che farti schiantare al suolo.

Tuttavia, l'àncora galleggiante, non è qualcosa che puoi “costruire” durante la tempesta: devi averla già a bordo. Devi averla preparata quando il mare è calmo e nessuna nuvola si vede all'orizzonte, e tu hai tempo per cucirla, comporla, piegare, riporla.

E' per questo che l'àncora galleggiante per la tua anima che è la Parola di Dio devi averla preparata, cucita, ripiegata e riposta  dentro di te nei momenti in cui l'ansia non c'è, nei momenti dove tutto sembra filare liscio e le onde sono basse e piacevoli.

Questo significa leggere la Bibbia ogni giorno, farla entrare in te, cucirla dentro la tua mente, riporla dentro la tua memoria.

Una delle cose che i marinai sanno è che in una tempesta, la cosa migliore è stare fermi all'interno della barca: non c'è necessità di corre da un capo all'altro.

La stessa cosa accade quando sei nella tempesta dell'ansia.

Per vincere l'ansia...

3. Fermati e riconosci chi è in controllo

Il Salmo 46 al versetto 10 dice:

“Fermatevi», dice, «e riconoscete che io sono Dio.” (Salmo 46:10)

L'ansia spesso arriva con cose reali, come una malattia o un problema serio a lavoro, ma può arrivare senza un apparente motivo, magari quando c'è poco da fare, e abbiamo tempo per pensare, oppure quanto abbiamo troppo da fare, e non sappiamo come venirne fuori.Non c'è una regola.

Dio non ci ha progettato né per non fare nulla né per fare troppo; Dio ci ha progettati per “fermarci” nelle tempeste, per smettere di correre da una parte all'altra della nostra barca e pensare che possiamo mantenerla a galla con le nostre corse su e giù per lo scafo, e dare a lui il timone, dare a lui le cose che non sappiamo portare, perché lui è Dio, non io.

Fermarsi, "essere fermi", significa riposare alla presenza di Dio.  Il salmista non aveva scritto questo dopo una bella giornata alle terme e dopo una sauna; .ma è stato scritto nel contesto di una guerra.

Il significato del Salmo è:  “Fermati!  Smetti di lottare!  Smetti di combattere da solo! Fermati! E pensa a chi sono io! Pensa a quello che ho fatto (il Creato) Pensa a quello che mio figlio ha fatto (la Salvezza). Pensa a quello che farò (giudicherò con giustizia ed equità). Non sei tu in controllo del mondo! Fermati! Sono io che lo controllo! Ti fidi di me?"

Chi non conosce il Salmo 23?

“Il Signore è il mio pastore: nulla mi manca. Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.” (Salmo 23:1-4)

La sensazione è che Davide lo abbia scritto in un momento di calma piatta, dove tutte le cose andavano alla grande, nessuna nuvola all'orizzonte...

Ne sei sicuro? Se hai una bibbia a portata di mano, guarda l'inizio del salmo precedente, il 22:

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito!” (Salmo 22:1)

Davide aveva capito che l'unico modo per affrontare la tempesta non era muoversi, ma fermarsi, e riconoscere che Dio è Dio.

Conclusione

L'ansia è qualcosa che puoi vincere, ma non da solo, non da sola: ti serve un gruppo di persone credenti che preghino assieme a te, che preghino per te, che ti ungano sia fisicamente che metaforicamente con l'olio della Parola di Dio; quell'àncora mobile  che tiene la tua vita controvento nella tempesta e non fa affondare la tua barca.

Fermati, riconosci chi è Dio e ciò che ha fatto per te, e affida a lui il timone e i tuoi pesi.

Preghiamo.

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Sconfiggi ogni giorno l'ansia della vita | 17 Maggio 2020 |
Come posso sconfiggere ogni giorno la mia ansia di vivere? Dio ti chiede di prevenirla concentrandoti sulle cose che rispecchiano il suo carattere. E di agire secondo quelle.
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Tempo di ascolto audio/ visione video: 28 min.

La scorsa settimana abbiamo iniziato a parlare dell'ansia, ponendoci la domanda se, come credenti, fosse giusto essere preoccupati.

Avevamo detto che l'ansia è nata con l'uomo e che anche super eroi della fede come Paolo si preoccupavano, e che persino Gesù (nella sua parte umana) aveva subito l'ansia.

E vedendo come Gesù aveva agito per sconfiggere l'ansia, avevamo trovato una “ricetta” per rendere
 “prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.” (2 Corinzi 10:5)

La ricetta era questa:

1. Sottomettiti alla volontà del Padre

Gesù  aveva obbedito al Padre anche a costo della propria vita e della propria sofferenza.

Per noi significa obbedire a Dio  ed avere fiducia anche nei momenti difficili,  dire:”Padre fa che questo momento passi... ma io mi fido di te, comunque!”

2. Continua a  sottomettersi al Padre

Gesù  aveva continuato a sottomettersi (per tre volte nell'orto degli Ulivi aveva chiesto “passi da me questo calice”  ma aveva subito dopo  detto “non la mia ma la tua volontà”(Matteo 26:39), e questo per spezzare la sua natura umana a favore di quella divina).

Per noi significa perseverare ad obbedire a ciò che ci chiede Gesù lungo tutta la nostra vita di credenti perché non siamo solo umani ma in noi vive la scintilla divina.

3. Chiedi l'aiuto di Gesù

Gesù ci ha detto che se crediamo in lui faremo cose anche più grandi di quelle che lui ha fatto: basta che glie lo chiediamo.

Come vincere ogni giorno l'ansia?

Oggi vorrei passare dal “generale” allo “specifico”; dal “grande panorama”  della nostra vita di credenti al “panorama del giorno”, quello che vediamo ogni mattina.

Insomma, le cose “pratiche” da fare ogni giorno per sconfiggere l'ansia.

Perché, sapete, è vero che Paolo ha detto:

“Se abbiamo sperato in Cristo per questa vita soltanto, noi siamo i più miseri fra tutti gli uomini.” (1 Corinzi 15:19)

ovvero che non dobbiamo aspettarci  una vita tutta rose e fiori, ma è anche vero che Davide dice:

“Ho cercato il Signore, ed egli m’ha risposto; m’ha liberato da tutto ciò che m’incuteva terrore.” (Salmo 34:4)

E' vero che Gesù ha detto:

“Nel mondo avete tribolazione.” (Giovanni 16:33 b)

ma è anche vero che ha subito aggiunto:

“...fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33 c)

Dio non vuole che viviamo una vita fatta di ansia; l'ansia non è solo uno stato d'animo, ma una malattia in se e la fonte di molte altre malattie.

Le statistiche dicono che le persone con un disturbo d'ansia  hanno da tre a cinque volte in più  la probabilità di dover ricorrere al  medico  e sei volte in più probabilità  di essere ricoverate in ospedale  rispetto a coloro che non soffrono di disturbi d'ansia.

Dobbiamo affrontare l'ansia PRIMA che arrivi: come dicono i medici prevenire è meglio che curare... e costa anche di meno, sia in termini economici che spirituali!

Come prevenire l'ansia

Bisogna partire da un concetto: il nostro fisico e la nostra anima non sono due cose separate, sono interdipendenti l'uno con l'altra.

Non ci credi? Pensa ad una cosa: ti risulta più facile pregare quando sei stanco o stanca, oppure quando sei completamente riposato o riposata?

Rifletti: il pregare è una attività spirituale... ma che attinge al lato fisico,  il tuo cervello.

Se non capisco  che quello che faccio col mio fisico ha ricadute sulla mia anima allora vivrò una vita di frustrazioni.

Paolo lo spiega bene in Romani 7:

“Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l’uomo interiore, ma vedo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Romani 7:22-24)

Fisico e spirito sono interconnessi, e l'uno influisce sull'altro. Ma noi non viviamo in un mondo spirituale, ma fisico... e indovina chi tra i due avrà più naturalmente il sopravvento tra fisico e spirito? Quello che penso  influisce su quello che sento.

Se quello che penso influisce su quello che sento allora quello che sento può essere gestito attraverso quello che penso.

Te lo ripeto in un altro modo: se quello che penso  (penso che perderò il lavoro per via della recessione) influisce su quello che sento  (sono in ansia per come andrò avanti) allora quello non voglio sentire (essere in ansia per come andrò avanti) può essere gestito attraverso  quello che penso (è inutile preoccuparmi se perderò il lavoro).

E' nelle tue possibilità di controllare la recessione mondiale? La risposta, ovviamente è “no”. Che senso ha preoccuparmi, dunque?

Gesù ha detti in Matteo 6:

“E chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un'ora sola alla durata della sua vita?” (Matteo 6:27)

(In alcune versioni è scritto “ aggiungere alla sua statura un sol cubito?” )

Billy Graham ha detto:

"Nel migliore dei casi, l'ansia ci distrae dal nostro rapporto con Dio e dalla verità che Egli è: il Signore dei cieli e della terra.  Nel peggiore dei casi, l'ansia è una malattia paralizzante, che prende il controllo delle nostre menti e fa precipitare i nostri pensieri nelle tenebre. "

Leggiamo assieme Filippesi 4:

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri. Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:8-9)

In questo versetto c'è la chiave per eliminare  gran parte dell'ansia quotidiana... ma non è una cosa automatica!

Paolo dice che posso avere  il “Dio della Pace” con me. La parola “pace” è ?????? - eire?ne?; è una parola che Gesù ha detto moltissime volte a moltissime persone differenti...  sapete quando? Quando venivano guarite!

Un solo esempio: quando la donna con l'emorragia viene guarita dall'aver toccato la veste di Gesù lui si volge a lei e le dice:

«Figliola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace (?????? - eire?ne?) e sii guarita dal tuo male». (Marco 5:34)

La “pace di Dio” porta sempre guarigione: Gesù ha detto in Giovanni 14:

“Vi lascio pace (?????? - eire?ne?); vi do la mia pace.(?????? - eire?ne?)” (Giovanni 14:27 a)

Gesù può guarire la tua ansia... ma devi  APPLICARE OGNI SUA PARTE quello che chiede Paolo:

Perché il Dio della Pace sia con me...

1. Devo concentrarmi sulle cose che piacciono a Dio

Scorri assieme a me il versetto e rifletti su quello che afferma Paolo:

“Quindi, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù e qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri.” (v.8)

Quali sono alcune caratteristiche di Dio? Te le elenco alcune: Dio è  un Dio vero, un Dio onorevole, un Dio giusto, un Dio puro, un Dio amabile, un Dio con una buona fama, un Dio che ha tutte le virtù, un Dio della lode.

Sono tutte caratteristiche che Paolo elenca in questo brano e che dice debbono essere al centro della tua attenzione.

Se tu vuoi essere guarito, essere guarita ogni giorno dalla tua ansia, ti devi concentrare sulle cose che nel mondo riflettono il carattere di Dio.

Pensa per un attimo al tuo programma preferito in TV (se hai la mia età) o al tuo canale YouTube preferito (se sei molto più giovane di me): quello che vedi lì... è giusto? E puro? E' amabile? Porta buona fama? Ha qualche le virtù? E' da lodare?

Penso che su questa base dovremmo eliminare un bel po' di programmi e canali, a partire dai TG!

Paolo ci  dice che se vogliamo che il Dio della pace sia con noi se vogliamo LA PACE di Dio che elimina l'ansia,  allora dobbiamo focalizzare la nostra mente solamente su una serie di cose che hanno un effetto positivo sulla nostra anima.

2. Devo imparare e ricevere

"Le cose che avete imparate, ricevute..." (v.9)

Imparate è ??????? - manthano?, che è lo stesso verbo che Gesù usa spesso  con i suoi discepoli dopo avergli spiegato qualcosa:  qui c'è un episodio in Matteo 24:

“Imparate (??????? - manthano?) dal fico questa similitudine: quando già i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l’estate è vicina.” (Matteo 24:32)

Ma non devo solo aver “imparato a pappagallo”, imparato a memoria la regola come molti di noi facevano a scuola, la devo anche aver “ricevuta”.

Avete presente quando due soldati  si parlano alla ricetrasmittente? Uno dà un ordine, e l'altro dice “ricevuto”; che significa  “ti ho sentito ed ho capito il comando”.

A baseball il “ricevitore”  è quello che fisicamente “prende” la palla, la tiene in mano, e la lancia di nuovo per far proseguire il gioco.

Paolo ci sta dicendo che,  per conoscere le cose su cui mi devo concentrare devo essere stato attento alla lezione e la regola deve essere passata  dal libro al mio cervello, la devo “tenere in mano” deve essere mia adesso.

Paolo dice che c'è da “imparare”, non ci viene naturale, così come non ci viene naturale saper risolvere una equazione di terzo grado.

3. Devo guardare ed ascoltare

“...udite da me e viste in me...” (v.9)

Se c'è una lezione c'è anche un insegnante; tu puoi anche studiare chirurgia sui testi, ma se non ascolti il chirurgo e vedi come opera sul cuore non riuscirai,  per quanto bravo o brava tu sia, a fare il bypass o il trapianto.

Il cristianesimo non è una disciplina da autodidatti, è un rapporto con altri credenti maturi che di dicono e ti mostrano su cosa ti devi concentrare.

Paolo dirà un Efesini 4:1

“E' Lui (Gesù) che ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi in vista dell’opera del ministero e dell’edificazione del corpo di Cristo, fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo.” (4:11-13)

Questo significa che, se vuoi vincere l'ansia, devi avere una comunità di credenti, una chiesa,  e un piccolo gruppo  dove poter essere arricchito edificato, istruito fino “alla piena conoscenza del Figlio di Dio... all'altezza della statura perfetta di Cristo”

La pandemia ha moltiplicato i “predicatori online”,  che è un bene e un male allo stesso tempo; un bene (se il messaggio è buono) perché c'è più Parola di Cristo in circolazione un male perché illude molti che posso “fare chiesa” essere istruiti semplicemente stando a casa davanti a un pc, a un tablet, a uno smartphone.

I lupi solitari nella vita reale finiscono sbranati dall'ansia.

4. Devo fare

“...fatele...”(v.9)

Versetto secco, preciso; è un imperativo... FALLE!

Si accetta Gesù in un momento ma crescere come discepoli è un percorso: prima imparo la regola e la faccio mia, poi ascolto e vedo chi quella regola  già la pratica da tempo, e poi la metto in pratica nella mia vita.

Giacomo 1:22 dice:

“Ma siate facitori della Parola e non soltanto uditori, illudendo voi stessi.” (Giacomo 1:22)

Se ogni giorno mi concentro sulle cose che piacciono a Dio, imparo e faccio mie le istruzioni del Padre  attraverso la lettura della Bibbia guardo ed ascolto altri che le mettono in pratica e le faccio io stesso, allora sarà capace di sconfiggere la mia ansia.

Ma pensi che questo gioverà solo a te? Dio non fa mai nulla se il frutto è limitato, ma moltiplica gli effetti  dell'obbedire a lui.

A che pro tutto questo? Vincere la mia ansia? Sconfiggere le paure? Certamente, ma non solo: Proverbi 12:25 dice:

“La preoccupazione nel cuore dell'uomo l'abbatte, ma una buona parola lo rallegra.” (Proverbi 12:25 ND)

Se vincerai la tua battaglia (e lo puoi con Gesù a fianco) tu sarai chiamato, tu sarai chiamata a portare guarigione,  ad essere la cura, la guida, e la testimonianza, ad altri cuori nell'ansia.

Preghiamo.

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Poggia la tua ansia su Gesù | 10 Maggio 2020 |
L'ansia è una "valigia pesante" che spesso mi porto appresso. Gesù può portarla per me. Gesù vuole portarla per me.
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Che cosa è che vi fa stare in ansia nella vostra vita?  I figli?   Il lavoro?   Il vostro matrimonio?   La vostra salute?   La pandemia?

Nel 2018 si stimava che oltre 2 milioni e mezzo di italiani erano affetti da “ansia patologica” ovvero quell'ansia che porta a prendere farmaci, spendendo oltre 377 milioni di Euro.

Una persona ha recentemente “twittato”:”L’amore ti rende spensierato. L’amore ti rende leggero. L’amore ti rende felice. Ma lo Xanax (un farmaco antidepressivo) costa meno.”

L'attuale statistica dice che in Italia il 78 % delle persone vive una situazione di ansia dovuta al Covid o alle sue ricadute.

L'ansia non ha confini geografici e neppure nazionali. L'ansia non nasce ad una certa età della vita e non scompare a nessuna età della vita  come fanno i brufoli.

Cambia nel tempo e siamo in ansia per cose differenti. Da giovani sono le interrogazioni, da adulto sono i colloqui di lavoro da maturi sono gli esami dei figli da anziani sono gli esami del sangue... nostro!

Lo scrittore ROBERT ALBERT BLOCH ha detto:  “L'ansietà è un sottile rivolo di paura che si insinua nella mente. Se incoraggiata, scava un canale nel quale tutti gli altri pensieri vengono attirati.” 

La domanda che voglio porti stamattina è: come credente è giusto che io mi preoccupi? E' un segno di debolezza? Di mancanza di fede? O cosa? Come posso impedire che i miei pensieri come dice Bloch, vengano attirati e vi cadano dentro?

La preoccupazione è nata con l'uomo: lo leggiamo in Genesi 3: 7; subito dopo aver mangiato il frutto dell'albero che Dio aveva detto di non toccare:

“Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e si accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture.” (Genesi 3:7)

Perché mai avrebbero dovuto farne? Erano solo loro due... e Dio! Erano “preoccupati”  che Dio li vedesse!

Poco dopo, avendo sentito arrivare Dio, si nascosero perché erano “preoccupati” (e a ragione) della reazione di Dio.

Preoccuparsi è umano.  Era preoccupato chi ha scritto il salmo 94:

“Quando ero turbato da grandi preoccupazioni, il tuo conforto ha alleviato l’anima mia.” (Salmo 94:19)

Era preoccupato Salomone:

“Allora che profitto trae l’uomo da tutto il suo lavoro, dalle preoccupazioni del suo cuore, da tutto ciò che gli è costato tanta fatica sotto il sole?” (Ecclesiaste 2:22)

Era preoccupato Paolo:

"Oltre a tutto il resto, sono assillato ogni giorno dalle preoccupazioni che mi vengono da tutte le chiese." (2 Corinzi 11:28 PV)

La parola che è è tradotta con “ansia” è ??????? merimna ,che significa piuttosto "qualcosa che ti distrae da qualcos'altro più importante". Infatti il verbo ?????? merizo?, da cui deriva significa, “separare, disgiungere, dividere".

E' interessante che la parola “assillato” è ????????? epistasis;  qualcuno che ha fatto un po' di studi medici forse  la riconosce:  l'epistassi, in gergo medico è l'emorragia, la perdita di sangue dal naso.

L'ansia, secondo Paolo, ci divide, ci separa, ci distrae da qualcosa che è molto più importante, è come una “emorragia” che ci toglie forze e ci fa concentrare su altro differente da quello che stavamo facendo.

Per 47 volte nel Nuovo Testamento  viene trattato l'argomento  “paura, angoscia, ansia, preoccupazione”.

C'è una affermazione sulla quale mi trovo abbastanza d'accordo:  l'ansia, la preoccupazione,  sono un moderno segno di “ateismo”:  so di avere un Dio potente,  che ha cura di me...  ma non mi fido!

Infatti è Gesù stesso che dice in Matteo 6:

“Perciò, non siate in ansia, dicendo: "Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?" Perché sono i pagani che vivono per queste cose, ma il Padre vostro che è nel cielo sa già tutto quello che vi è necessario” (Matteo 6:31-32 PV)

Però poi lo stesso Gesù dirà:

“Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato.” (Marco 14:33 PV)

Che strano! Colui che mi dice  di non preoccuparmi di nulla che è angosciato e spaventato!

Più volte vi ho detto che molte delle emozioni che proviamo, l'amore, la compassione, la gioia, la tristezza, le abbiamo perché siamo stati creati a immagine di Dio, e Dio nella sua creatura ha messo le emozioni che lui stesso ha.

E Dio mi ha dato anche emozioni  che lui non ha, tipo la “paura” che spesso mi serve per non fare cose stupide tipo camminare sul ciglio un burrone bendato.

“Allora, Marco, tu mi stai dicendo che, visto che provo ansia,  e che Dio mi ha dato le sue stesse emozioni, Dio è uno che va in ansia?”

Assolutamente no! Dio non è un “ansioso”! Può essere addolorato per come ci comportiamo come figli, ma non è mai in ansia.

 Ho detto che “molte delle emozioni” provengono da Dio... ma certamente non tutte! L'uomo e la donna
sono un misto di “essere vivente” e “essere spirituale”; metà naturale e metà spirituale

Paolo lo spiega molto meglio di me. In 1 Corinzi:

“Ma l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente. L’uomo spirituale, invece, giudica ogni cosa ed egli stesso non è giudicato da nessuno.”  (1 Corinzi 2:14-15)

E in Romani:

“Infatti io mi compiaccio della legge di Dio, secondo l’uomo interiore, ma vedo un’altra legge nelle mie membra, che combatte contro la legge della mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte?” (Romani 7:22-24)

Paolo stesso dice che in noi vivono due nature  apparentemente opposte e che lottano spesso (se non sempre) l'una contro l'altra.

Da quale delle due nature viene l'ansia dunque? Da dove venivano i sentimenti di angoscia e di ansia che provava Gesù nel Getsemani, quanto poco prima ci aveva detto che non dobbiamo preoccuparci di nulla?

Ce lo spiega  Gesù stesso in Matteo 26:

"Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole»." (Matteo 26:41)

Mi piace la parafrasi di questo versetto che ne fa  la Bibbia della Gioia:

“State svegli e pregate! Altrimenti sarete sopraffatti dalla tentazione. Perché senza dubbio lo spirito è pronto, ma il corpo è tanto debole!” (Matteo 26:41 BDG)

Gesù dice che l'ansia è una “tentazione”... e, se cadiamo in tentazione,  ovviamente,  pecchiamo.

Per come la sto mettendo adesso, sembra che Gesù stesse peccando... perché si “preoccupava”; e se l'ansia e la preoccupazione sono una forma moderna di ateismo, Gesù stava peccando di ateismo!

Se non che, per fortuna, Pietro mi spiega:

“(Gesù) ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti.” (1 Pietro 2:24) 

Pietro sta citando Isaia 53:5, e mi ricorda che Gesù ha dovuto caricare su se  TUTTI i miei peccati... compreso quello dell'ansia... Perché lui ha vinto anche l'ansia.

Perché vi dico questo? Leggiamo assieme il racconto che fa Giovanni di quello che accadrà pochi minuti dopo  che Gesù aveva detto  “la carne è debole”:

“Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: «Chi cercate?» Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Egli disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch’egli là con loro. Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra. Egli dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?» Essi dissero: «Gesù il Nazareno». Gesù rispose: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi».” (Giovanni 18:4-8)

Erano arrivate le guardie assieme a Giuda per arrestare Gesù: non mi sembra il comportamento di qualcuno che sia in “ansia” di ciò che accadrà... sapendo bene  quello che sarebbe accaduto.

Fino a poco prima c'era un Gesù prostrato un Gesù che sudava sangue, che per tre volte ha chiesto al Padre “...passi da me questo calice...” (Matteo 26:39)

Cosa è successo? In che modo Gesù ha vinto  la parte “umana” che era in lui, quella che era in ansia, e a fatto emergere la parte spirituale  che era in lui?

1. Sottomettiti alla volontà del Padre

Gesù è Dio, ma Gesù è stato anche uomo, in quel momento  la parte umana che era in lui emergeva e sembrava avere il sopravvento.

Stava, come diceva Paolo, distraendolo da qualcosa di più importante, la croce, la salvezza per l'uomo;  era come una emorragia che gli portava via le energie (e, in realtà, Gesù l'emorragia l'ebbe per davvero, sudando sangue per la rottura dei capillari superficiali).

Come ha combattuto l'ansia Gesù? Come ha sottomesso il suo pensiero facendolo obbediente a se stesso?

In Matteo 26 leggiamo:

“Padre mio, se è possibile, passi oltre da me questo calice! Ma pure, non come voglio io, ma come tu vuoi.” (Matteo 26:39)

Gesù, Signore in terra, si è sottomesso alla volontà di Dio Signore in Cielo! La parte umana di Gesù era in ansia, la parte spirituale no!

Quando siamo nell'ansia, la prima cosa è sottomettersi alla volontà di Dio.

Paolo parlerà di questa lotta dicendo:

“In realtà, sebbene viviamo nella carne, non combattiamo secondo la carne; infatti le armi della nostra guerra non sono carnali, ma hanno da Dio il potere di distruggere le fortezze, poiché demoliamo i ragionamenti e tutto ciò che si eleva orgogliosamente contro la conoscenza di Dio, facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo.” (2 Corinzi 10:3-5)

Sottomettersi a Dio  non significa non avere paura ma piegare la paura e sottometterla a Cristo.
Significa pregare:”Padre fa che questo momento passi... ma io mi fido di te, comunque!”

2. Continua a  sottomettersi al Padre

Gesù ha detto di noi, suoi discepoli:

“Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli.” (Giovanni 8:31)

Gesù ci conosce, e sa che ci “stanchiamo presto”; preghiamo, e se non vediamo l'effetto SUBITO ci stanchiamo, e smettiamo. E' per quello che ci dice di PERSEVERARE di continuare ad obbedire ai suoi insegnamenti per essere veri discepoli.

Cosa ha fatto Gesù? Gesù non ha pregato  una sola volta quella preghiera al Padre, ma la ha pregata tre volte:

“Di nuovo, per la seconda volta, andò e pregò, dicendo: «Padre mio, se non è possibile che questo calice passi oltre da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà».... andò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le medesime parole.” (Matteo 26:42, 44)

Dio ricerca l'obbedienza, non i buoni propositi. Non vuole che tu ti affidi a lui la mattina e poi ti disperi e ti senta abbandonato,  ti senta abbandonata la sera. Dio premia la costanza.

Lo so, quello che stai pensando: “Marco, quello era GESU'! Il Figlio di Dio!  Mica puoi aspettarti che io faccia le stesse cose!”. Infatti: io mi aspetto che tu faccia cose più grandi di lui: perché è lui stesso che lo ha detto.

3. Chiedi l'aiuto di Gesù

“In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io, e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; e quello che chiederete nel mio nome, lo farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome io la farò.” (Giovanni 14:12-14)

Se Gesù ha vinto l'ansia di una morte in croce attraverso l'obbedienza e la fiducia in Dio, cosa possiamo fare io e te di meglio, visto che Gesù stesso ci ha promesso il suo aiuto?

C'è una storia che ho sentito su una donna  che stava aspettando l'autobus portava una valigia molto pesante.  Era così felice quando vide arrivare l'autobus;  lei pagò la tariffa e poi si fermò nel corridoio  tenendo la valigia.  Qualcuno le disse:  "Perché non metti la valigia sul pavimento?"  a cui rispose:  "Sono così grata che l'autobus mi porti …  non posso aspettarmi che porti anche la mia valigia!"

Se hai creduto in Gesù  sei sull'autobus.  Dio ti sta portando lungo il cammino   Non c'è motivo per cui tu porti il peso delle tue ansie. Sono già nelle sue mani.  Devi posare la valigia.  Poggia la tua ansia su Gesù.

Se invece, non hai ancora creduto in Gesù, o se magari lo conosci, perché vivi in Italia e per tradizione familiare sai di lui, ma non lo hai realmente accettato come solo Signore e Salvatore per la tua vita, sappi che il suo autobus arriva ogni giorno alla fermata che sta dinanzi a casa tua, che sta dinanzi al tuo cuore.

Sali su quell'autobus, salici anche se non hai biglietto, anche se hai l' abbonamento scaduto, e non ci sei salito da tempo.

Lui è pronto a trasportare la tua valigia pesante e il prezzo del biglietto verso il Cielo è stato pagato da lui sulla croce per te!

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:28)

Poggia la tua ansia su Gesù.

Preghiamo.


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Essere luce per Cristo | 3 Maggio 2020 |
Gesù ti chiama ad essere luce che illumina il cammino di coloro con cui trascorri la vita su questa terra. Devi risplendere per Cristo, e sventolare la sua bandiera al mondo.
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La scorsa settimana abbiamo riflettuto su un passo di Matteo 5 parlando di come Gesù ci chiami ad essere sale del mondo e luce della terra.

Abbiamo detto che in questo periodo di forzato contenimento abbiamo tanto tempo da “ammazzare a casa”, e una delle attività principali è quella di stare sui “social”.

Come dovrei parlare sui “social” per essere sale e luce come dice Gesù?

Abbiamo visto come essere “sale”; parlando  con “grazia” agli altri, decidendo che parole piantare e limitando la quantità delle tue parole

Rileggiamo assieme:

“13 Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini.14 Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta,15 e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa.16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.” (Matteo 5:13-16)

Gesù dice che dobbiamo essere “sale della terra”, alimento che aggiunga sapore alla vita di chi ci circonda.

Ma, allo stesso tempo, dobbiamo essere “luce del mondo” radiazione luminosa che agevoli il cammino di coloro con cui viviamo assieme

Nella vita, ma anche  attraverso i social, Gesù ti chiama ad essere “luce”.

Cosa fa una luce? La giusta quantità di luce illumina attorno,  fa vedere meglio il panorama, rende più facile il cammino, impedisce agli altri di inciampare.

Il problema è che sui social, ma anche nel mondo reale, le persone vogliono essere “luce” si, ma una luce accecante, quella che non ti fa vedere intorno, quella che domina il panorama, non lo illumina; tu vedi una luce, ma non puoi vedere altro attorno.

Come posso “risplendere” per Cristo? 

Ecco cinque passi da fare.

Se per essere sale della terra dovevo essere attento al tipo di “condimento” che aggiungevo, per essere “luce del mondo” devo essere attento al tipo di energia  con la quale andrò ad alimentare la mia lampada affinché illumini chi mi incontra... anche sul web!

Il primo passo è...

1) Devo PASSARE TEMPO con Dio

“Poi Mosè scese dal monte Sinai. Egli aveva in mano le due tavole della testimonianza quando scese dal monte. Mosè non sapeva che la pelle del suo viso era diventata tutta raggiante mentre egli parlava con il Signore”. (Esodo 34:29)

Cosa era successo alla faccia di Mosè? Cosa aveva “visto” perché il suo volto emanasse luce? Quale radiazione cosmica l'aveva colpita?

Nessuna! Mosè sapeva che non poteva vedere Dio, altrimenti sarebbe morto! Infatti nel capitolo prima di Esodo, il 33 Mosè aveva chiesto a Dio:

“Ti prego, fammi vedere la tua gloria!” (Esodo 33:18)

Gloria = "???????"  -  “k?a?b?o?d?” (pron. kavòd) significa “peso, sostanza, splendore, abbondanza”. In pratica gli aveva chiesto di vederlo. E Dio aveva risposto:

“Tu non puoi vedere il mio volto, perché l’uomo non può vedermi e vivere....Ecco qui un luogo vicino a me; tu starai su quel masso; mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una buca del masso, e ti coprirò con la mia mano finché io sia passato; poi ritirerò la mano e mi vedrai da dietro; ma il mio volto non si può vedere».” (Esodo 33:20, 22-23)

Il viso di Mosè risplendeva  non perché aveva visto Dio, ma semplicemente perché aveva passato tempo con Dio: era bastata la Sua vicinanza, ascoltare le Sue parole, apprendere i suoi insegnamenti perché il suo volto divenisse una sorta di tabellone luminoso!

Giovanni afferma nella sua prima lettera:

“Dio è luce, e in lui non ci sono tenebre.” (1 Giovanni 1: 5 b)

La luce di Dio è “contagiosa” Più tempo passo con Lui,  più accumulo la sua luce su di me, e gli altri vedranno quella luce.

Tu puoi dirmi: “Si, va bene Marco, ma mica posso andare sul Sinai... e poi non sono Mosè... Come faccio a passare tempo con Dio per accumulare questa luce”?

Io ti rispondo: tu sei molto più di Mosè, perché quello che è stato negato a Mosè, vedere il volto di Dio, a te è stato concesso.

Ti leggo due passi  dal Vangelo di Giovanni:

“La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo.” (Giovanni 1:9)

“Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: “Mostraci il Padre”?” (Giovanni 14:8-9)

Se hai visto Gesù, tu hai visto quello che a Mosè è stato negato: tu hai visto il Padre, tu hai visto Dio,
Dio E' come GESU' Dio E' GESU' è pieno di amore, compassione, perdono, potenza, giudizio, saggezza...

Se a Mosè bastava ascoltare il Padre perché emanasse luce, quanto più te ed io,  che lo abbiamo visto, che viviamo nell'era in cui Dio si è fatto uomo “...e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità...” (Giovanni 1:14 b) quanto più il nostro volto, le nostre azioni, le nostre parole, dette o scritte dovrebbero... anzi DEVONO emanare luce, non una luce che acceca, ma una luce che indica la strada?

Passa tempo con Dio, passa tempo assieme a Gesù: leggi la Bibbia, prega, avendo l'accortezza non solo di parlare,  ma anche di attendere perché lui ti parli.

Il secondo passo per essere “Luce del mondo” è...

2) Devo VEGLIARE sulla mia mente

“Infine, fratelli, prendete in considerazione tutto quel che è vero, buono, giusto, puro, degno di essere amato e onorato; quel che viene dalla virtù ed è degno di lode. ” (Filippesi 4:8 TILC)

Mi piace questa versione della bibbia TILC perché è quella che rassomiglia di più all'originale greco.

In gran parte delle versioni dopo la lista “tutto quello che” di Paolo sta scritto “pensate”.

In realtà il verbo che ha usato Paolo è “?????????” - “logizomai” che significa “fare un inventario – fare una stima (economica)”

Sapete come si fa un inventario, vero? Nel mio negozio è tanto che non lo facciamo, perché è una cosa noiosa, e ci vuole tento tempo.

In pratica, conti TUTTO quello che hai nel tuo magazzino,  lo moltiplichi per il valore a cui lo hai acquistato e alla fine vedi la somma che ne esce.

Alla fine avrai la “stima” economica” di quello che hai a magazzino. Facendo questo saprai anche quanto puoi ricavare da quello che hai, perché basterà che aggiungi  la percentuale di ricarico. che intendi ottenere, e saprai quale valore puoi ricavare.

Te lo spiego con un esempio  che è più semplice. Se fai un inventario e trovi che hai 100 bulloni
che ti sono costati 1 euro ciascuno, significa che il valore complessivo del tuo inventario è 100 Euro: hai un valore di 100 Euro.

Supponiamo che tu voglia guadagnare il 30% da quei 100 bulloni. Quando li avrai venduti tutti avrai 130 Euro: avrai guadagnato 30 Euro.

Ma se il valore dei bulloni che hai a magazzino invece di 1 Euro fossero stato 2 Euro, avresti avuto 200 Euro di inventario. E volendo guadagnare il 30% una volta venduti tutti avresti avuto 260 Euro, e avresti guadagnato 60 Euro... il doppio.

Paolo ti chiede di fare la stessa cosa: ti dice: “Fai l'inventario di  tutti i pensieri che hai a disposizione e concentrati esclusivamente quelli che hanno più valore, perché saranno quelli
che ti faranno guadagnare di più!”

Paolo ci dà una “checking list”,  una “lista della spesa” dei tuoi  pensieri  che puoi utilizzare ogni giorno: sottoponi quello che pensi a questa lista e metti un segno + se va bene  e un segno – se non va bene:

E' onesto?E' nobile?E' giusto?E' puro?E' degno di amore?E' degno di onore?E' virtuoso?E' da lodare?
Sapete quali sono i pensieri e le azioni che hanno maggior valore? Non quelli che hanno la metà sei segni +  quattro su otto, e nemmeno quelli che hanno la maggioranza, cinque su otto... ma quelli che hanno otto segni + su otto!

Sapete perché Paolo ci dice con tanta enfasi questo? Perché è' importante quello che penso,  perché quello che penso condiziona quello dico quello che dico condiziona quello che che faccio quello che faccio condiziona  la mia testimonianza di Cristo

Se vogliamo semplificare l'equazione: quello che penso  condiziona la mia testimonianza di Cristo Paolo direbbe che dobbiamo pensare...

 “Facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo” (2 Corinzi 10:5 b)

Il terzo passo per essere “Luce del mondo” è...

3) Devo FARE come Gesù

“Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.  In verità, in verità vi dico che il servo non è maggiore del suo signore, né il messaggero è maggiore di colui che lo ha mandato. Se sapete queste cose, siete beati se le fate.” (Giovanni 13:15-17)

Paolo metterà questo concetto di Gesù in un modo differente parlando ai Corinzi:

“La conoscenza gonfia, ma l’amore edifica.” (1 Corinzi 8:1)

Sapere non solo non mi è utile a NULLA! Ma anzi, mi fa GONFIARE, mi rende pieno di orgoglio, “Io so la verità, io so le regole, io so la via...” ...ma poi non seguo la verità,  non obbedisco alle regole,  e prendo una via diversa

Non basta passare tempo con Dio, non basta vegliare sui miei pensieri, ma la cartina di tornasole del vero credente  è FARE come Gesù ha fatto.

Questo è il mezzo più potente per il 4° passo.

4) Devo DICHIARARE che sono di Gesù

“Ma ora, tu hai dato a quelli che ti temono una bandiera, perché si alzino in favore della verità” (Salmo 60:4)

Davide parla di “una bandiera”. Sapete da quanto esistono le bandiere? L’origine della bandiera è antichissima.  I primi esempi risalgono addirittura al 1000 a. C.  La Bibbia dice che le 12 tribù di Israele avevano delle “insegne”... delle bandiere.

Forse questo non lo sapevate, vi faccio una domanda più facile: sapete PERCHE esistono le bandiere? Quale funzione assolvevano?

Le battaglie un tempo, avvenivano su un campo, che era diviso in due: da una parte un esercito,
dall'atra l'altro esercito. Le bandiere erano messe in testa, in prima linea: spesso ce ne erano più di una.

Quando i due eserciti venivano a contatto tutto si “mischiava”, e le bandiere servivano a far vedere a tutti i soldati dove fosse arrivata la  prima linea del propri esercito, se era avanzante, o se era in ritirata, per andare ad avanzare ancora o per tornare indietro.

Essere portabandiera era un compito molto rischioso, perché uccidere il portabandiera faceva perdere l'orientamento all'esercito che non sapeva più dove era arrivata la prima linea.

E' per questo che appena un portabandiera veniva ucciso subito un altro soldato prendeva  la bandiera e la innalzava.

Una bandiera deve essere “sventolata” è il simbolo di un battaglione, sta a significare “il mio esercito è arrivato qui. Da cuore agli altri come noi vederla. Spinge altri a raggiungere la prima linea
anche a costo della propria vita.

La tua, e la mia bandiera si chiama “testimonianza”, mostrare agli altri che noi siamo di Gesù. E mostrare chi Lui è, perché quello che noi facciamo  lo ha fatto prima lui.

ATTENZIONE!  Perché le persone valuteranno Gesù  da quello che vedono in noi

Il quinto passo per essere “Luce del mondo” è...

5) Devo continuare ad ALLENARMI

"E sapete bene che gli atleti si sottopongono ad una rigida disciplina: lo fanno soltanto per ottenere in premio una corona che presto appassisce! Noi, invece, lo facciamo per una corona che non appassirà mai. Perciò, io corro dritto al traguardo, mettendocela tutta; lotto come un pugile che vuol vincere, e non tiro colpi a vuoto. Mi sottopongo a dei sacrifici, come un atleta, e tengo il mio corpo a disciplina, per paura di essere squalificato e ripreso, proprio io che ho predicato agli altri!" (1 Corinzi 9:25-27 PV).

Sapete, una delle cose che mi manca di più dopo aver smesso di giocare a rugby è di non potermi più allenare con la mia squadra.

Era un sacrificio andare due, spesso tre volte a settimana a Viterbo con qualsiasi tipo di tempo... ma lo facevo per passione, perché sapevo che, se non mi allenavo non sarei stato di nessuna utilità  durante la partita.

Per non correre il rischio di essere "squalificato e ripreso"  dal mio allenatore sopportavo le botte dei miei compagni che mi placcavano pesando da due a tre volte più di me.

Non era importante indossare il kit da gara, ma giocare come il mio capitano mi chiedeva: avanzare se c'era da attaccare, arretrare se c'era da difendere placcare se c'era da evitare la meta.

Non è importante che tu “indossi” il kit da gara di Gesù ma che tu sappia fare quello che il tuo capitano il Cristo, ti chiede di fare.

Conclusione

I passi che devi fare sono molti: passare tempo con Dio, vegliare sulla tua mente facendo prigioniero ogni pensiero fino a renderlo obbediente a Cristo, fare come Gesù ti ha chiesto di fare, dichiarare che tu sei di Gesù e sventolare la sua bandiera, e continuare ad allenarti in tutto questo.

Se farai questo sarai realmente la luce del mondo, illuminare lo scenario per le persone attorno a te, essere una testimonianza vivente e una luce che va oltre un post su un social.

Preghiamo.

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Essere sale per Cristo | 26 Aprile 2020 |
Come posso testimoniare Cristo anche attraverso una chat o un post sul web? Posso, se applico le regole che Dio mi ha dato per parlare al mio prossimo.
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In questo periodo di forzato contenimento abbiamo tanto tempo da “ammazzare a casa”.

Oltre ai vari “lavoretti” su serrande e infissi, oltre alle varie “sedute” sul divano per guardare l'ennesimo film o l'ennesima serie tv, la nostra attività principale è quella di stare sui “social”: FaceBook, Instagram, WhatsApp, e altro.

E ci stiamo in due maniere differenti: o come “uditori”, ovvero “ascoltiamo”, leggiamo tutto quello che viene pubblicato.

Oppure come “insegnanti” ovvero “parliamo” diciamo la nostra, ribattiamo o assecondiamo i vari post che leggiamo.

Volendo sintetizzare all'estremo le opinioni, sui social ci sono due partiti contrapposti: quelli del “tutti a casa e si riparte prima” e quelli del “tutti fuori perché bisogna ripartire subito”.

Quelli del “è tutto vero e bene fanno i governi” e quelli del “è tutto falso e siamo vittime di un complotto”.

In questo breve messaggio non è assolutamente mia intenzione schierarmi dall'una o dall'altra parte; quello che mi interessa è, esclusivamente, concentrarmi su “come siamo noi” sia come uditori che come insegnanti, a cosa diamo più retta o cosa vogliamo affermare di più.

In sintesi, come ci stiamo comportando sui social? Quale messaggio stiamo ascoltando oppure quale messaggio stiamo insegnando?

Questo riguarda tutti; il mondo che troveremo dopo la bufera Covid-19 sarà di sicuro un mondo diverso e la necessità di ripartire si scontrerà con queste due differenti visioni “era tutto vero” e “era tutta una balla”.

Sarà indispensabile trovare un punto di equilibrio per poter ricominciare al più presto. Ma soprattutto riguarda i credenti; vorrei leggere assieme a voi dal vangelo di Matteo:

“13 Voi siete il sale della terra; ma, se il sale diventa insipido, con che lo si salerà? Non è più buono a nulla se non a essere gettato via e calpestato dagli uomini.14 Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta,15 e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa.16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.” (Matteo 5:13-16)

Come credenti, siamo coloro che da Gesù sono chiamati ad essere “sale della terra” e “luce del mondo”  ad essere sia “alimento”, qualcosa di materiale che si aggiunge al cibo di chi ci sta attorno sia “radiazione luminosa” qualcosa di immateriale che trasforma la realtà della vita  di chi quelli con cui viviamo assieme.

Oggi vedremo come essere “sale”.

Paolo ci dice:

“ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene” (1 Tessalonicesi 5:21)

Anche da casa Gesù ti chiama ad essere “sale”.

Cosa fa il sale? La giusta quantità di sale esalta il sapore degli altri ingredienti fornisce sali minerali all'organismo. Il sale è un conservante naturale, impedisce a cose buone e preziose come i cibi di andare a male ed essere gettati via.

Il problema è che sui social ma anche nel mondo reale, le persone vogliono essere si “sale”,
ma in una quantità tale  che copra tutti gli altri sapori attorno; tu mangi la loro pietanza, e avrai arsura per tutta la giornata, la tua pressione arteriosa schizzerà alle stelle. Come credenti “uditori” non vogliamo provare arsura mortale per quello che leggiamo e ascoltiamo.

Come credenti “insegnanti” vogliamo esaltare il sapore  della vita del nostro prossimo... Ma come faccio a salare  la terra  se sono chiuso in casa?

Qui di seguito ci sono alcuni “accorgimenti” che ti possono aiutare sia quando ascolti altri (sui social ma non solo) sia quando rispondi agli altri (sui social ma non solo)

Come posso esser “sale” per Cristo?

1. Parla con “grazia” agli altri

“Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno.” (Colossesi 4:6)

Anche se io posso sembrare calmo e rilassato a molti, chi mi conosce davvero sa che questo è uno degli aspetti con cui lotto come credente da sempre. Col tempo ho imparato  a vincere molte battaglie... ma la guerra continua.

Ed è una cosa che, purtroppo, è comune a molti di noi,  sia credenti sia non. Non “parliamo CON gli altri”  ma parliamo AGLI altri, (e, parlando di social, scriviamo AGLI alti). Noi spesso URLIAMO le nostre opinioni, le nostre verità, e non ci interessa neppure  di ascoltare l'altro.

Paolo scrive “il vostro parlare sia sempre con grazia: “con grazia” in greco è  ?? ??????- “en chariti”: “en” significa “dentro, all'interno”  e “chariti” viene da  ????? – "charis” = “gioia” il cui significato è  “essere gioioso e accogliente”.

Per cui Paolo ci chiede di parlare agli altri  (e anche di scrivere agli altri) “all'interno di un atteggiamento gioioso e accogliente”.

Ma non si tratta solo di parlare, ma anche di ascoltare all'interno di un atteggiamento gioioso e accogliente”. Infatti Paolo nel versetto  ci dice che parlare con rispetto serve a sapere come dovete rispondere a ciascuno.

Per essere sale della terra anche se non sei d'accordo con l'altro, devi “accogliere” le sue opinioni, fargliele esprimere, non esserne arrabbiato,  ma gioioso.

Una delle persone più sagge mai vissute al mondo è stato il Re Salomone: all'epoca c'erano persone che attraversavano i deserti pur di andare a conoscerlo e proporgli delle situazioni  e ascoltare i suoi giudizi,  compresa la regina di Seba (l'attuale Etiopia).

Sapete perché Salomone era saggio? Perché ascoltava prima di esprimere giudizi. Ed era un dono che non gli era venuto così per caso, ma era un dono che lui aveva espressamente chiesto a Dio:

“Dà dunque al tuo servo un cuore intelligente perché io possa amministrare la giustizia per il tuo popolo e discernere il bene dal male.” (1 Re 3:9 a)

Tutte le versioni italiane dicono che Salomone aveva chiesto un “cuore intelligente”, o “docile”: in realtà Salomone aveva chiesto a Dio " ????????? ???? “ - “š?·mê·a‘ lê?”; lê? =  cuore +  š?·mê·a = che ascolti con intelligenza. Ricordo sempre che per gli ebrei  la sede del ragionamento era il cuore mentre le emozioni erano nelle viscere.

Per Salomone era importante  non avere una mente intelligente, qualcosa di cui vantarsi con gli altri ma avere una mente che ascoltasse con intelligenza per capire gli altri.

La stessa parola italiana “intelligenza” viene dal latino “intelligere” ed è la contrazione, l'unione  del verbo “leg?re” = "leggere" + l'avverbio “int?s”,  perciò “leggere dentro”.

Se vuoi essere “sale della terra”, se vuoi che ciò che dici, o che scrivi agli altri esalti il sapore delle loro vite e non lo copra, devi ascoltare  e “leggere dentro” l'altro.

Secondo modo per essere “sale di Cristo

2. Decidi che parole piantare

Salomone afferma in Proverbi:

“Morte e vita sono in potere della lingua; chi l’ama ne mangerà i frutti.” (Proverbi 18:21)

Salomone è stato saggio... ma non per tutta la sua vita. Ha cominciato bene, Dio lo ha premiato  dandogli addirittura l'onore di costruire il suo Tempio.

Ma poi la sua vita ha preso una curva sbagliata, sposando donne che lo hanno portato lontano da Dio... sino “quasi” alla fine,  quando da vecchio si è trovato da solo a riflettere nel libro di Ecclesiaste sulla sua lunga vita di successi e di sconfitte, e a capire che il tutto per l'uomo è temere Dio e obbedire ai suoi comandamenti.

In questo proverbio Salomone non esprime giudizi: afferma semplicemente una verità. Sei tu che decidi  l'albero da piantare con le tue parole: se pianti parole  di morte,  a stagione avrai frutti di morte. Se pianti parole di vita, a stagione avrai frutti di vita.

Pietro sapeva quali parole piantare:

“Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna!” (Giovanni 6:68)

Se vuoi essere “sale della terra”, se vuoi che ciò che dici, o che scrivi agli altri fornisca sali minerali
per migliorare le loro vite e non lo copra, devi piantare  parole di vita eterna nell'altro.

Terzo modo per essere “sale di Cristo

3.  Limita le la quantità delle tue parole

Salomone aggiunge:

“Nelle molte parole non manca la colpa, ma chi frena le sue labbra è saggio.” (Proverbi 10:19 ND)

Una delle caratteristiche principali dei cosiddetti “leoni da tastiera” sono la “quantità di parole che usano e la rapidità di frequenza nella risposta. Ogni cosa pur di prevalere sull'altro a livello dialettico.

Quale è il consiglio di Salomone, allora? Nel proverbio ce ne sono due.

Il primo riguarda la quantità di parole da usare: Salomone non dice di NON parlare, ma, semplicemente di usare POCHE parole.

Cosa significa questo? Ve lo dico citando un “aforisma”, (ovvero una “frase di una persona famosa”
singolare per la sua intelligenza o per la sua comicità):  Questa è del matematico e filosofo francese Blaise Pascal:

“Mi scuso per la lunghezza della mia lettera, ma non ho avuto il tempo di scriverne una più breve”.

Può sembrare un controsenso, ma Pascal stava affermando  una cosa assolutamente vera: per scrivere cose brevi  ci serve più tempo.

Ci serve più tempo perché  devi scegliere bene le parole, utilizzare bene gli esempi, pensare a quello che vuoi che capisca l'altro,  e senza che i concetti importanti  affoghino in un oceano di parole intorno. E questo richiede tempo

Io sono una persona notoriamente “prolissa”; se non mi tengo a freno  posso farti realmente “affogare” in un mare di parole e di ripetizioni. Ho dovuto imparare a sintetizzare scrivendo i miei messaggi, facendoli diventare da 12 pagine a meno di 5!

Sapete quando ho cominciato a  a sentire il bisogno di “sintetizzare” quello che scrivevo? Quando è nato Twitter. Il “primo” Twitter accettava solo 140  caratteri  (adesso è raddoppiato a 280) compresi spazi, accenti, apostrofi e punteggiatura. Per gli italiani e per me  una vera “tortura”!

Ma mi ha insegnato a cercare le parole giuste, quelle che colpiscono l'altro, che lo fanno riflettere.

Salomone suggeriva ai credenti ben prima di Twitter di usare meno caratteri possibili,  e di pensare bene a quelli importanti.

Se il primo consiglio riguardava  la quantità di parole da usare: il secondo riguarda la rapidità nel rispondere.

Salomone non dice di NON rispondere, ma, semplicemente, dice di PRENDERE TEMPO. Se Salomone fosse vissuto ai giorni nostri, avrebbe detto “ma chi si frena dal premere ''ENTER' - invia' è saggio".

Mio padre era un politico di professione, e di certo non aveva un carattere “morbido” e di certo non conosceva i proverbi di Salomone, ma possedeva una saggezza popolare che molti gli invidiavano. Ricordo sempre il suo consiglio su cosa scrivere  quando eri arrabbiato.

Il consiglio era questo:

“Quando hai un contenzioso con qualcuno, scrivigli una lettera, e mettici dentro tutte le cose che non ti stanno bene nella maniera più forte possibile; poi prendi la lettera, mettila in un cassetto, e lasciala lì per un paio di giorni.

Dopo questo tempo, riapri il cassetto, rileggi la lettera e togli tutte le frasi che adesso pensi siano troppo forti, e scrivila di nuovo. Rimettila nello stesso cassetto per altri due o tre giorni e lascialo “marinare”.
Passati questi, riapri il cassetto e fai con seconda lettera la stessa cosa che hai fatto con la prima... e rimettila nel cassetto per altrettanto

Se continui cosi per un per tutta la settimana , è probabile che non spedirai per niente la lettera; o se la spedirai sarà qualcosa che l'altro sarà in grado di accettare meglio, e forse capire le tue ragioni.”

Salomone non dice che non devi parlare, ma che dei “frenare” le parole, non devi farle uscire di corsa, non devi affrettarti a premere ENTER – o “invia” prima che lo faccia l'altro.

Se vuoi essere “sale della terra”, se vuoi essere il “conservante naturale” impedisce a cose buone e preziose  come la vita del prossimo con cui parli di andare a male ed essere gettata via, devi scegliere cosa dire e non avere fretta di dire.

Conclusione

Steve Jobs diceva che: “La creatività è semplicemente connettere le cose.”

Molti in questo confinamento  cercano di essere “creativi” sul web. Tu come credente sei chiamato, sei chiamata a “connetterti alla Parola di Dio” per essere sale della terra.

Preghiamo.

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VIDEO DEL MESSAGGIO A BREVE







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Pronti a danzare con Cristo | 19 Aprile 2020 |
Sei pronto, sei pronta, a fare i passi giusti perché la tua vita sia un danzare assieme a Cristo?
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Tempo di ascolto audio/ visione video: 41 min.

In questi periodi di “contenimento” ovvero di forzata reclusione a casa sulla rete è tutto un fiorire di
iniziative per aiutarci a far trascorrere il tempo  senza cadere in depressione.

Si fanno corsi un po' di tutto: i più gettonati sono i corsi di cucina,  seguiti dai corsi di fitness.

Poi ci sono i corsi di lingua, i corsi di fotografia, di canto,  persino i corsi di taglio e cucito e quello di parrucchiere... utilissimo in questo periodo!

Tra quelli che mi hanno più colpito sono stati i corsi di “danza a distanza”. C'e n'è un po' per tutti i gusti: con dei nomi originali: dallo "Zumba sul virus”  al “Salsa a distanza” oppure “Dancer a distanza. L’hip-hop nella tua stanza”!

Se cercate online di questi tutorial ne trovate a centinaia, dove ti vengono spiegati per filo e per segno i vari passi che devi fare, talvolta davanti allo specchio altre con un partner... ma non abbracciati ma tenendo le estremità  di due manici di scopa per mantenere la distanza.

E visto che ci siamo mi ci metto anche io a darvi un “tutorial”, di insegnarvi dei passi che spero possano aiutarvi, non “distrarvi”, ma anzi concentrarvi su qualcosa che vi elevi.

Anche io vi illustrerò dei passi, e anche io vi chiederò di mettervi davanti ad uno specchio, ma, soprattutto, e in violazione alle disposizioni del Presidente del Consiglio, di avere un partner da tenere il più vicino possibile.

Ah, a proposito, non sarò io ad insegnarvi i passi, ma un insegnate speciale, il quale ci spiegherà otto passi da fare, proprio come se stessimo ballando un tango argentino.

Siete pronti? Cominciamo!

Il mio assistente si chiama Paolo da Tarso e ci illustra oggi otto passi per poter ballare la nostra vita assieme a Gesù.

Danzare la vita assieme a Cristo  è un po' come ballare un tango alcuni passi sono indietro,  alcuni passi sono avanti,  alcuni passi sono di lato ma chi balla deve farli tutti e otto,  e in sequenza, per poter ballare realmente bene.

Otto passi per ballare la vita

“16 Siate sempre gioiosi; 17 non cessate mai di pregare; 18 in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19 Non spegnete lo Spirito. 20 Non disprezzate le profezie, 21 ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene; 22 astenetevi da ogni specie di male.”. (1 Tessalonicesi 5:16-22)
1. Siate sempre gioiosi2. Non cessate mai di pregare. 3. In ogni cosa rendete grazie, 4. Non spegnete lo Spirito.5. Non disprezzate le profezie, 6. Ma esaminate ogni cosa, 7.  E ritenete il bene. 8. Astenetevi da ogni specie di male. 1) Siate sempre gioiosi

Parlare di gioia in questi periodi sembra quasi un controsenso. Siamo tutti preoccupati per la salute nostra e dei nostri cari per i nostri lavori, per i soldi che forse dovremo spendere o che non ci basteranno

Questo periodo mette in prospettiva le cose per cui debbo realmente gioire.

Molti di noi sino ad ora hanno gioito per cose fragili,  che oggi ci sono, domani possono non esserci.

Gesù stesso ci ha detto per che cosa dovremmo gioire:

“Comunque, ciò che vi dovrebbe rallegrare non è che i demoni vi sono sottomessi, ma che i vostri nomi sono segnati come cittadini del cielo". (Luca 10:20 PV)

Il nostro stato attuale va da normale,  (molti come me stanno lavorando) ad annoiato (molti stanno a casa ma prima o poi torneranno al lavoro), a mediamente preoccupato (alcuni temono che non troveranno più un lavoro ad attenderli) a molto preoccupato (alcuni già sanno di non avere più un lavoro) a disperato (alcuni sono o hanno cari ammalati... qualcuno ha avuto lutti)

Se mi guardo intorno, non posso gioire di quello che vedo. Fino a ieri c'era gioia, e ora no c'è più.

Gesù ti sta dicendo: “Quello è un extra che spesso capita ma accettalo come un “extra” dal tuo padre  La tua gioia vera deve nascere dal sapere quale è la  tua destinazione.”

E' come quando parti per le vacanze (bei ricordi eh? Penso che per un po' dovremo farne a meno!); la gioia non è nel preparare le valige o nel fare la coda all'aeroporto, ma nel sapere che tra qualche ora sarai sdraiato a rilassarti al sole!

Allora, Paolo ti ha insegnato il primo passo della danza con Gesù: sei pronto, sei pronta per andare davanti allo specchio e vedere se ti sta venendo bene?

Specchiati e guardati: dove trovi la gioia?  Nelle cose che fai, o in chi sei dinanzi a Cristo?

Paolo ti ha insegnato il passo io ti suggerisco un allenamento quotidiano: la mattina, quando ti alzi, prima di fare qualsiasi cosa,  dì a voce alta:  “Il mio nome è segnato come cittadino, come cittadina del Cielo!”

2) Non cessate mai di pregare

Stare a casa può sembrare riposante, ma ci vuole una grande energia: per fare tutte quelle cose che avevi evitato di fare negli anni passati, per inventarti giochi per intrattenere i figli, per essere “vicini vicini” con i nostri cari senza litigare... Da dove prendi l'energia?

Visto che non puoi andare al bar a farti un caffè o uno shot,  ti suggerisco il bar che utilizzava Gesù tutti i giorni e più volte al giorno:

“Il mattino seguente, Gesù si alzò molto prima dell'alba e si recò in un posto deserto per pregare”  (Marco 1:35 PV)

“Dopo aver concluso la riunione e mandato a casa la folla, salì da solo sulla collina a pregare. Si fece notte” (Matteo 14:23 PV)

“Qualche giorno dopo, Gesù salì sulla montagna a pregare, e pregò Dio per tutta la notte.” (Luca 6:12 PV)

Bar sempre aperto, h24, prezzi modici...  basta obbedire al capo ed è tutto gratis.

Vi ricordate uno dei motti della nostra chiesa? Tanta preghiera, tanta potenza. Poca preghiera, poca potenza. Niente preghiera, niente potenza .

Ok. Secondo passo insegnato da Paolo: adesso davanti allo specchio e osserva: Da dove prendi la potenza per la tua vita? Dal caffè al bar (che adesso non c'è) o al bar di Dio attraverso la preghiera?

Paolo insegna, io suggerisco una “ripetuta”: la mattina quando ti alzi prendi 10 minuti: per glorificare  per ringraziare Dio per chiedere saggezza  per chiedere aiuto nelle difficoltà.

Attenzione: non devi togliere i 10 minuti  a quello che già fai,  devi solamente aggiungerli! Per cui... alzati prima!

3) In ogni cosa rendete grazie.

“Come come Marco? Io dovrei ringraziare Dio per tutto il disastro che sta succedendo sul pianeta adesso? Perché ho perso il lavoro? Per  il CoronaVirus che ha preso mio figlio? Per il mio matrimonio che è andato a rotoli?.”

Saresti da ricovero, se lo facessi! No.  Infatti Paolo non ti chiede di  ringraziare Il Signore PER ogni cosa,  ma di ringraziare IN ogni cosa!

Ti ricordi di quando eri bambino o bambina e avevi paura di notte   che so, magari di un temporale...
cosa facevi? Probabilmente chiamavi papà, o mamma.

Di sicuro papà o mamma accendevano la luce,  e il buio, come per miracolo andava via... ma non il temporale.  Per quello c'era solo sa aspettare che passasse. Ma papà o mamma lo affrontavano assieme a te

Altre volte il temporale  aveva fatto saltare la luce,  e dovevi attendere che la notte passasse. Papà o mamma non potevano mandare via il temporale e neppure la notte...  ma era lì al tuo fianco.

Dio fa lo stesso! Gesù fa lo stesso!

“Il SIGNORE è vicino a quelli che hanno il cuore afflitto, salva gli umili di spirito” (Salmo 34:18)

Ok: terzo passo insegnato da Paolo: di nuovo davanti allo specchio per vedere se mettiamo bene i piedi.

Per cosa stai ringraziando il Signore? Perché non hai mai provato nessun male,  nessuno spavento nella tua vita, o perché Lui ti è stato vicino, in quei mali e in quegli spaventi?

Paolo maestro, io allenatore:  confessa il tuo dolore al Signore,  (lo puoi anche urlare! Molti Salmi di Davide sono “urlati”...  ma Dio ha detto che “Davide ha un cuore secondo il mio cuore”) … ma ringrazialo, perché tu non stai affrontando  quel dolore o quello spavento da solo, da sola! “perché questa è la volontà di Dio  in Cristo Gesù.” dice Paolo.

4) Non spegnete lo Spirito

Quando “spegni qualcosa” lo fai togliendo l'ossigeno, l'aria. Quanto riesci a sopravvivere se qualcuno ti tappa il naso e la bocca? Il campione  Branko Petrovic riesce a stare 10 minuti e 39 secondi in apnea...

Quanto pensi sia il record dello Spirito Santo  che vive in te?

Lo Spirito non è una “cosa”, un fluido, una forza, lo Spirito è una persona! Una persona che ti vuole bene, e che soffre e va in apnea  quando ti comporti male!  Lo Spirito è Gesù in te!

Paolo afferma:

“Non rattristate lo Spirito Santo di Dio che vi ha segnato col suo sigillo per il giorno della liberazione.” (Efesini 4:30 PV)

Passo insegnato da Paolo, tutti di fronte allo specchio.

Quanto ossigeno concedi al tuo Spirito Santo durante la tua giornata? Eviti di farti trascinare dal mondo? Scegli di non fare ciò che lo Spirito mi dice di non fare? Fai quello che lo Spirito mi dice di fare?

Ascoltare lo Spirito da ossigeno allo Spirito.

Non ascoltare lo Spirito toglie ossigeno allo Spirito e il sigillo con cui Dio ti ha segnato per il giorno della liberazione (come dice Paolo) si spegne!

Allenamento per il passo insegnato da Paolo:  lascia “respirare” lo Spirito.  Togligli il cuscino da sopra la bocca, e ascoltalo. Aggiungi ai quei 10 minuti di preghiera la mattina  anche 5 minuti di silenzio  perché lo Spirito possa parlarti!

5)  Non disprezzate le profezie

Non pensare  che le profezie siano solo quelle di un tizio che ti dice cosa accadrà domani o domani l'altro. I profeti di quel tipo sono rari!

Ma ci sono un altro tipo di profeti; nel NT la parola greca per “profeta” è ???????? prophe?te?s, che un composto di ???? - phe?mi = dire come qualcuno la pensa e ??? - pro = prima. Profeta è “uno che ti dice prima come qualcun altro la pensa.”

Quando qualcuno insegna la Bibbia, sta dicendoti PRIMA che tu agisca come la pensa Dio.

Profeta è ANCHE chi ti spiega come la pensa Dio su quello che stai facendo, e che ti colpisce...  perché sai che dovresti o non dovresti farlo.

Paolo dice:

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.” (2 Timoteo 3:16-17)

Tempo per andare davanti allo specchio e vedere se abbiamo imparato il nuovo passo. Accetti le parole dei tuoi insegnanti come suggerimenti del predicatore di turno, o come profezia ispirata da Dio?

Qualche ripetuta dal tuo allenatore: metti in pratica SUBITO  quello con cui il Signore ti colpisce la domenica mattina, durante le tue meditazioni,  o durante  un piccolo gruppo in casa.

Non aspettare domani,  perché domani non arriverà.

Attenzione perché i prossimi due passi, come nel tango argentino sono due movimenti ma vanno fatti assieme

6) Ma esaminate ogni cosa
7) … e ritenete il bene. 

Ma ci credi davvero  che quella crema ti farà avere la pelle di Charlize Teron,  o quel caffè ti farà conquistare come George Clooney?

Viviamo in un mondo che brama “credere in qualcosa”,  purtroppo la lealtà è che noi spesso  crediamo in qualsiasi cosa!

Movimenti politici, filosofici, spirituali Come devo comportarmi come credente?

Luca scrive in atti:

“Ma i fratelli subito, di notte, fecero partire Paolo e Sila per Berea; ed essi, appena giunti, si recarono nella sinagoga dei Giudei. Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così”. (Atti 17:10-11) 

Mi sono sempre dimenticato di dirvi che nelle nostre bibbie manca un libro: la “lettera ai Bereani”. Ora ve la leggo:

“Da Paolo, apostolo di Cristo, ai miei figli spirituali in Berea. Bravi! Continuate così! Statm buon' ...”.

Ai Bereani Paolo non scriveva, perché esaminavano ogni cosa che vedevano e vivevano nel mondo
e ritenevano solo le cose buone.

Ma ha scritto ben due lettere ai Tessalonicesi, e in particolare ha scritto QUESTO brano che vediamo oggi perché pur essendo discepoli di Cristo  avevano bisogno che gli venisse ricordato come agire, cosa ritenere per loro e cosa no.

Pronti per la revisione allo specchio? In cosa credi? In quello che ti viene raccontato, o in quello che hai udito dopo averlo “filtrato” con la Parola di Dio?

Suggerimento anche stavolta non dal tuo insegnate (quello è Paolo) ma dal tuo personal trainer.

Per sapere se la profezia o l'insegnamento sono da Dio,  c'è un unico modo: deve superare la “prova Bibbia”, ovvero:
E' in accordo con quello che dice la Bibbia? Mi rende più simile a Cristo? La mia famiglia di chiesa lo approva? E' in accordo con le abilità che Dio mi ha dato? E' qualcosa che riguarda me? Serve a convincermi di peccato o a condannarmi? Mi fa provare la pace di Dio?Ultimo passo del corso di ballo con Dio di Paolo da Tarso

8) Astenetevi da ogni specie di male

C'è un modo di dire popolare che afferma  “Dio ci fa vivere una sola volta, perché la seconda saremmo diventati troppo furbi e non avremmo mai sbagliato.”

Non c'è niente di più falso! Anche se vivessimo cento volte, continueremmo a fare gli stessi sbagli!

Come genitori noi proviamo a mettere in guardia i nostri figli dai pericolo, ma il più delle volte senza alcun frutto.

Dio si comporta ugualmente: sa cosa è bene e cosa è male, e ce lo dice chiaramente.

Il mondo ha inventato la favola che se non faccio del male a nessuno allora è lecito:
non pagare le tasse... non sto mica uccidendo nessuno! Farsi raccomandare... tutti lo fanno! Fare buone opere... per ricevere l'applauso. Guardare materiale porno... non sto mica tradendo mia moglie o mio marito!

Tutto è lecito, basta che ti piaccia Dio non la pensa così!

“Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele...; Perciò, fate attenzione a come vi comportate. Non siate stolti, ma saggi, approfittando di ogni occasione, perché stiamo vivendo in un periodo di malvagità” (Efesini 5:11, 15-16 PV)

Ultimo passo: andiamo allo specchio per vedere se abbiamo imparato. Stai partecipando alle opere di Dio (fruttuose), oppure a quelle del mondo (infruttuose)? Le subisci, o le denunci?

Ultimo allenamento: la prossima volta che vuoi partecipare a qualche “opera infruttuosa”,  ricordati  che Dio vuole poter affermare  che suo figlio, sua figlia non è stolta, ma saggia.

La vita è come il tango, ma...

Abbiamo detto che la vita è come ballare un tango con Gesù alcuni passi sono indietro,  alcuni passi sono avanti,  alcuni passi sono di lato ma chi balla deve farli tutti e otto,  in sequenza,  per poter ballare realmente bene.

Ma c'è una definizione del tango di un ballerino famoso che mi ha fatto riflettere: egli dice:

“Il tango non è maschio; è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta donna, anche se il passo più importante, l' "ocho", che è come il cuore del tango, lo fa la donna.”
(Miguel Angel Zotto – tangero argentino)
"L'ocho”, o otto , è quando la donna ferma il ballo, guarda verso il pavimento e con la sua gamba sinistra  esce fuori dall'asse della coppia disegnando con il suo piede  un immaginario otto sul pavimento della milonga.

A vederlo da fuori il tango sembra che  faccia tutto lui ma l'azione più importante è compiuta  da colei che a noi appare solo come un “accessorio”.

Fino a che la donna non ha disegnato “l' ocho",  l'otto con le sue gambe,  l'uomo non può fare nulla,  e la danza non può proseguire.

Se la donna lo fa bene,  quello è un trampolino per il passo successivo  che da potenza alla coppia, slancio e bellezza.

Dio ci ha mandato il miglio ballerino possibile, ed è un ballerino che se ne infischia delle distanze, perché è sceso tanto in giù tanto vicino a noi, a me e a te, da morire in croce.

E' un ballerino che ci ha messo il 99% pur di aiutarti a ballare bene... ma il resto “l'ocho”, l'otto, il passo che fa continuare la tua danza assieme a lui... quello lo devi fare tu!

Senza il tuo "ocho", senza la tua azione deliberata nel completare la danza con Cristo  la sua morte in croce è inutile per te.

Senza un tuo impegno  a fare gli otto passi che ti chiede,  e fermarti, ed agire,  la tua danza con Cristo non può proseguire.

Se ti impegni a farli,  e ti fermi, ed agisci diventando protagonista del ballo, quello è un trampolino per la tua vita,  che avrà potenza, slancio e bellezza.

Sei pronto, sei pronta  a fare "l'ocho", l'otto?

Sei pronto, sei pronta  a lasciarti condurre da Cristo, a farti stringere da lui  nel tango della tua vita?


Preghiamo

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Se non ci fosse stata la Pasqua di Cristo | 12 Aprile 2020 |
Cosa sarebbe accaduto se la tomba non fosse stata vuota? Ma, la tomba era vuota, e il Signore è veramente risorto!
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Tempo di ascolto audio/ visione video: 28 min.

Quella che stiamo vivendo in questi giorni è una Pasqua anomala.

Normalmente siamo abituati a pensare a Pasqua come uno dei momenti più belli dell'anno, soprattutto quando “cade alta” ovvero ricorre nel mese di aprile inoltrato.

La natura è tutta un'esplosione, noi abbiamo voglia di ritornare sotto il sole, di prendere aria, di camminare, di correre,  di tornare a vivere all'aperto dopo il lungo inverno...

E invece, anche se per il nostro bene, dobbiamo “stare chiusi”, dobbiamo rispettare il “lockdown”, che tradotto in italiano significa “confinamento”.

Ci sono state imposte delle “regole” dei “confini” da non oltrepassare... per il nostro bene, è vero... Ma quanto è pesante dover obbedire!

E non puoi fare questo, e non puoi fare quello, e non puoi uscire di casa quanto vuoi, e non puoi andare a passeggiare dove vuoi...

Per molti, significa anche, non lavorare, perdere del proprio, restare senza risorse...

Abbiamo dei confini, messi per il nostro bene, ma che spesso ci provocano dolore, angoscia e perdita, sia della nostra libertà che delle nostre finanze.

Ma stiamo facendo tutto questo  con un fine superiore: salvare migliaia di vite umane, e poter tornare ad una vita serena e normale come era prima.

Sapete,  questa situazione è molto simile  a quella che ogni anno capitava a cavallo tra il mese di marzo e quello di aprile in un paese del Mediterraneo circa 3.500 anni fa.

Vorrei leggere assiema a voi Deuteronomio 16, dal versetto 1 al versetto 8

 «1 Osserva il mese di Abib [marzo/ aprile] e celebra la Pasqua in onore del Signore tuo Dio, poiché nel mese di Abib, il Signore, il tuo Dio, ti ha fatto uscire dall’Egitto, durante la notte. 2 Celebrerai la Pasqua al Signore tuo Dio, sacrificando vittime delle tue greggi e dei tuoi armenti, nel luogo che il Signore avrà scelto come dimora del suo nome. 3 Non mangerai con queste offerte pane lievitato; per sette giorni le mangerai con pane azzimo, pane d’afflizione, poiché uscisti in fretta dal paese d’Egitto, affinché per tutta la vita ti ricordi del giorno che uscisti dal paese d’Egitto. 4 Non si veda lievito presso di te, entro tutti i tuoi confini, per sette giorni; e della carne che avrai sacrificata la sera del primo giorno, nulla se ne conservi durante la notte fino al mattino. 5 Non potrai sacrificare l’agnello pasquale in una qualsiasi delle città che il Signore, il tuo Dio, ti dà. 6 Sacrificherai l’agnello pasquale soltanto nel luogo che il Signore, il tuo Dio, avrà scelto come dimora del suo nome; lo sacrificherai la sera, al tramontar del sole, nell’ora in cui uscisti dall’Egitto. 7 Farai cuocere la vittima e la mangerai nel luogo che il Signore, il tuo Dio, avrà scelto; la mattina te ne potrai tornare e andartene alle tue tende. 8 Per sei giorni mangerai pane azzimo, e il settimo giorno vi sarà una solenne assemblea, in onore del Signore tuo Dio; non farai nessun lavoro. (Deuteronomio 16:1-8)

Avete fatto caso al tipo di regole che gli ebrei dovevano rispettare per celebrare la Pasqua degnamente? Non vi suonano “familiari”?

Ci sono quattro cose che gli ebrei DEVONO fare e quattro che NON DEVONO fare.

Devono sacrificare le loro migliori bestie (v. 2) "sacrificando vittime delle tue greggi e dei tuoi armenti".

Cosa significa questo? Che gli ebrei, per poter celebrare la Pasqua dovevano “rimetterci” di tasca propria, perché dovevano sacrificare le migliori bestie dei loro greggi. E quando non offrivano le bestie migliori Dio non la prendeva per niente bene:

“Quando offrite in sacrificio una bestia cieca, non è forse male? Quando ne offrite una zoppa o malata, non è forse male? Presentala dunque al tuo governatore! Te ne sarà egli grato? Ti accoglierà forse con favore?», dice il SIGNORE degli eserciti.” (Malachia 1:8)

Devono fare i sacrifici dove dice Dio (v.2)  “nel luogo che il Signore avrà scelto”.
Devono sacrificare all'ora che dice Dio (v. 5) “lo sacrificherai la sera, al tramontar del sole”.
Devono mangiare dove dice Dio (v.7) “la mangerai nel luogo che il Signore, il tuo Dio, avrà scelto.”

E' un po' quello che stiamo vivendo noi, vero? Ci stiamo “rimettendo” del nostro, non andando al lavoro, dobbiamo stare dove ci viene detto, dobbiamo uscire poco e muoverci solo dove ci viene detto (supermercato e farmacia... e pochi altri posti)

Poi c'è il capitolo delle cose che NON DEVONO fare:

Non devono mangiare lievito (v. 3 e 4) “Non mangerai con queste offerte pane lievitato...Non si veda lievito presso di te.”

Non devono conservare il cibo (v. 4) “la carne che avrai sacrificata la sera del primo giorno, nulla se ne conservi durante la notte fino al mattino.”

Non possono scegliere dove sacrificare (v.5)  “Non potrai sacrificare l’agnello pasquale in una qualsiasi delle città.”

Non possono lavorare il settimo giorno (v.8) “non farai nessun lavoro.”

In questo noi siamo ancora liberi, non dobbiamo non mangiare determinati alimenti ma ci viene detto di non fare scorte alimentari, e non possiamo scegliere di prenderle dal negozio che vogliamo  ma da quello sotto casa e, infine, non possiamo lavorare.

Se ti sembrano tanti un paio di mesi di regole, di distanziamento sociale, sappi che gli ebrei lo hanno fatto per circa 1500 anni, ed alcuni ancora lo fanno!

Dio aveva salvato il suo popolo, lo aveva fatto in una notte in cui era stato risparmiato e l'angelo era passato oltre le porte dove era stato messo il sangue  di un agnello sacrificato.

Ma gli aveva dato dei limiti, vivevano in un eterno lockdown,  un confinamento fatto di regole  talvolta facilmente comprensibili altre volte meno, ma che tutte stavano a ricordare che Dio era Dio, e bisognava rispettare le sue regole, altrimenti...

Perché c'era questo lockdown, questo confinamento? Perché nel mondo c'era un virus mortale, che non uccideva solo il corpo,  ma uccideva l'anima: si chiamava “disobbedienza”, si chiamava “ribellione”, si chiamava “io no ho bisogno di te”, “io so cosa è bene e cosa è male”... si chiamava, e si chiama ancora, peccato.

Dio è un padre, e come tale amava i suoi figli, e per evitare che potessero essere contagiati da quel virus terribile, li aveva riempiti di regole...

Ma lui lo sapeva: i suoi figli non avevano bisogno di regole, perché non le avrebbero rispettate ma di amore.

Non avevano bisogno di giustizia perché non erano giusti, ma di misericordia.

Non avevano bisogno di una medicina per mandare via la febbre quando arrivava ma di un vaccino che li avrebbe resi immuni, e per sempre!

Vivere in un recinto, vivere reclusi vivere in lockdown, in confinamento è possibile si... ma per quanto?

Dio lo sapeva, e stava chiedendo al suo popolo di obbedire a quelle regole perché aveva in mente qualcosa che avrebbe spazzato via una volta e per tutte  il confinamento, le regole, la separazione, il virus.

"Ecco, i giorni vengono", dice il SIGNORE, "in cui io farò un nuovo patto con la casa d'Israele e con la casa di Giuda... io metterò la mia legge nell'intimo loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi saranno mio popolo.” (Geremia 31:31-33)

Venerdì, per chi ci ha seguito, abbiamo parlato di cosa sarebbe avvenuto se Gesù non fosse morto il Venerdì Santo.

E abbiamo detto  che la separazione  tra noi e Dio rappresentata dalla cortina nel tempio sarebbe rimasta, e saremmo stato per sempre separati da Dio e bisognosi di un “sacerdote”  che intercedesse per noi.

Che non ci sarebbe stata la resurrezione che lo Spirito Santo non sarebbe arrivato...

Ti faccio anche oggi la medesima domanda: e se non ci fosse stata la Pasqua di Cristo? Se quella mattina le donne fossero andate al sepolcro avessero trovato un cadavere, cambiato le fasce e cosparso il corpo di essenze?

Gesù dice:

"Chiunque pecca è schiavo del peccato", rispose Gesù,” e uno schiavo non ha un posto permanente in una famiglia, ma il figlio sì! Perciò, se il Figlio vi libera, voi sarete veramente liberi.” (Giovanni 8:34-36 PV)

Se non ci fosse stata la Pasqua di Cristo, ma fossimo ancora legati alla Pascha ebraica noi vivremmo ancora  nel lockdown, nel confinamento delle regole, dovremmo ancora sacrificare sugli altari, rispettare tempi e modi di come offrire, e sperare di essere graditi.

Gesù ha anche detto:

“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà, e chiunque vive e crede in me, non morirà mai.” (Giovanni 11:25-26)

Se non ci fosse stata la Pasqua di Cristo il virus, nonostante le precauzioni e il confinamento sarebbe ancora invincibile.

E Gesù ha anche detto:

“Non sono i sani che hanno bisogno del medico, bensì i malati.” (Luca 5:31)

Se quella Pasqua avesse visto una tomba piena, non avremmo né ospedali, né dottori capaci di curare la nostra malattia.

E infine Gesù ha detto:

“Io son venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.” (Giovanni 12:46)

Se nella tomba quella domenica mattina ci fosse stato ancora un corpo la nostra notte sarebbe perenne.

Ma la tomba, ringraziando la potenza di Dio, era vuota:

“Pietro e l'altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. I due correvano assieme, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra e il sudario, che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette.” (Giovanni 20:3-8)

Le regole che Dio aveva dato per il lockdown, per il confinamento, perché il virus letale della morte dell'anima non infettasse il tuo popolo sono cessate.

Tutti noi stiamo attendendo che ci venga detto  quando potremo uscire di casa, quando potremo tornare a vivere normalmente, quando potremo festeggiare, abbracciarci, ballare, sorridere, e vivere di nuovo.

Eccolo il giorno in cui possiamo! Anche se siamo a casa, anche se attendiamo che passi il Covid-19, eccolo il giorno in cui possiamo festeggiare, eccolo il giorno dove possiamo abbracciarci come una grande famiglia in Cristo, eccolo il giorno dove possiamo ballare sorridere, e accettare la nuova vita in Cristo!

Paolo dice:

“Come collaboratori di Dio, vi esortiamo a non ricevere la grazia di Dio invano; poiché egli dice: «Ti ho esaudito nel tempo favorevole e ti ho soccorso nel giorno della salvezza»[1]. Eccolo ora il tempo favorevole; eccolo ora il giorno della salvezza!” (2 Corinzi 6:1-2)

Come arrivo oggi a quella tomba? Con il bagaglio delle mie paure per il virus che mi tiene in casa, che mi tiene lontano dal lavoro, che ha fatto ammalare un mio caro?

Stai anche tu sperando in una cura, in un vaccino che sconfigga il male?

Rilassati, la cura è già arrivata, il vaccino è già disponibile, e non ti serve più il confinamento, se... E' rimasta un'unica regola, che comprende tutte le regole che devi seguire: è la regola dell'amare:

“Gesù gli disse: «“Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente” Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso” Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».”(Matteo 22:37-40)

Vivere una vita amando, è possibile.

Vivere una vita senza paure, è possibile.

Vivere una vita  sapendo che la vera vita è altrove, è possibile … se...

“Allora entrò anche l'altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette.” (Giovanni 20:8)

Se entri anche tu nel sepolcro, vedi, e credi.

Preghiamo.

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Se non ci fosse stato quel Venerdì Santo... | 10 Aprile 2020 |
Cosa sarebbe accaduto se quel famoso venerdì che tutto il mondo cristiano e non solo ricorda, Gesù avesse scampato miracolosamente alla morte? Quale impatto avrebbe avuto sulla vita del mondo, sulla tua e sulla mia?
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E se quel venerdì non fosse mai arrivato? E se quel venerdì, in qualche maniera miracolosa, Gesù avesse scampato la morte, avesse attraversato indenne la croce, cosa sarebbe successo?
Leggiamo assieme Matteo 27:
"50 E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito. 51 Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si schiantarono, 52 le tombe si aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono; 53 e, usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di lui, entrarono nella città santa e apparvero a molti. 54 Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, furono presi da grande spavento e dissero: «Veramente costui era Figlio di Dio»."  (Matteo 27:50-54)


Se non ci fosse stato quel venerdì non sarebbe successo quello che viene detto al versetto 51: "... la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo...".  La cortina del tempio sarebbe rimasta sana e noi saremmo rimasti separati da Dio.
La cortina del tempio era la tenda spessissima che separava il luogo santissimo, il posto dove soltanto una volta all'anno entrava il sacerdote e dove Dio manifestava la sua presenza, che veniva riempito la presenza di Dio e dove era conservata l’Arca del Patto dove erano conservate le tavole con i Dieci Comandamenti dati a Mosè.
Se non ci fosse stato quel venerdì quel patto sarebbe rimasto per sempre nelle mani di un sacerdote che doveva fare sacrifici che doveva operare in nostra vece.
E invece no, quel venerdì (ringraziando Dio) è venuto, la cortina del tempio è lacerata in due, il tempio non ha più una porta d'ingresso perché l'unica porta d'ingresso è Gesù, e il suo sangue, e quella croce.
Se non ci fosse stato quel venerdì, per sempre saremmo stati separati della presenza di Dio; e invece Dio aveva proprio strutturato gli eventi perché ci fosse quel venerdì, perché quella morte violenta del suo figlio in croce potesse far sparire la separazione che c'era tra lui e noi.
Se non ci fosse stato quel venerdì non sarebbe successo quello che leggiamo al versetto 55 “... le tombe si aprirono e molti corpi dei santi che dormivano risuscitarono”.
Se non ci fosse stato non ci sarebbe stata la resurrezione; se non ci fosse stato quel venerdì una volta morti sarebbe finito tutto. E invece no, proprio quando è morto Gesù, Dio ha previsto delle resurrezioni come dimostrazione della potenza che stava per sprigionare quella croce, anticipando i tempi  e facendo rivivere alcune persone che avevano sperato in Gesù  come te e me. Per dimostrare la potenza che c'era in quella croce.
Se non ci fosse stato quel venerdì Santo non avremmo la resurrezione, e non avremmo la certezza di vivere in eterno assieme con Gesù se crediamo in lui.
 Se non ci fosse stato quel venerdì non sarebbe successo quello che è scritto al versetto 54: “... il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, furono presi da grande spavento e dissero ‘veramente costui è il figlio di Dio.’ “
Se non ci fosse stato quel venerdì le persone non avrebbero capito che quello realmente era il Figlio di Dio, che la potenza del prodigio di quella croce era dovuta alla potenza che Dio aveva messo in Gesù.

Leggiamo anche Atti:
"14 Ma Pietro, levatosi in piedi con gli undici, alzò la voce e parlò loro così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che abitate in Gerusalemme, vi sia noto questo e ascoltate attentamente le mie parole. 15 Questi non sono ubriachi, come voi supponete, perché è soltanto la terza ora del giorno; 16 ma questo è quanto fu annunciato per mezzo del profeta Gioele: 17 Avverrà negli ultimi giorni”, dice Dio, “che io spanderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, #i vostri giovani avranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni. 18 Anche sui miei servi e sulle mie serve, in quei giorni, spanderò il mio Spirito e profetizzeranno. 19 Farò prodigi su nel cielo e segni giù sulla terra, sangue e fuoco, e vapore di fumo. 20 Il sole sarà mutato in tenebre e la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore. 21 E avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.” (Atti 2:14-21) 

Qui è Pietro che parla quando lo Spirito Santo è arrivato nei discepoli e li ha riempiti e cominciano a parlare in tutte quante le lingue e  tutti quanti li capiscono nella propria lingua madre.
Se non ci fosse stato quel venerdì, non sarebbe arrivato lo Spirito Santo,  quello spirito che aveva riempito Pietro e gli Apostoli, mandandoli ad evangelizzare tutte le persone in quella città;  e in quella stessa giornata più di tremila persone credettero al vangelo.
Gesù ha detto più di una volta “se non vado via io, se non vado via questo venerdì, non potrò mandarvi chi mi sostituisce, chi vi riempie, perché fisicamente io non posso riempirvi come uomo, ma posso riempirvi quando tornerò sotto forma di Spirito Santo, e che sarà disponibile a tutti quelli che credono in me.”.
Se non ci fosse stato quel venerdì non avremmo lo Spirito Santo, e se non avessimo lo Spirito Santo non potremmo proclamare il vangelo del Signore.
No so se avete fatto caso alla similitudine della situazione che c'è tra la morte di Gesù e gli ultimi tempi citati da Pietro; alla morte di Gesù il cielo si è oscurato la cortina del tempio si è è spaccata, ci sono stati terremoti e la terra è scesa nell'oscurità. 
Nel versetto 20 di atti 2 Pietro descrive una situazione simile; dice che “...il sole sarà mutato in tenebre e la luna di sangue prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore.”.
Non aspettiamoci che le cose vadano meglio, non aspettiamoci che, improvvisamente, tutto quanto diventerà facile; quello che dice Pietro, qui ispirato dallo Spirito Santo,  è che le cose andranno di male in peggio,  è che noi sperimenteremo la stessa paura che avranno sperimentato le persone alla morte di Gesù; ma c'è in arrivo qualche cosa di più grande, che c'è un giorno che sarà grande, e sarà glorioso, dove  “... chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato.”.
Se non ci fosse stato quel venerdì noi non avremmo potuto invocare il nome del Signore,  se non ci fosse stato quel venerdì noi non avremmo potuto essere salvati tramite la croce.
Ma venerdì c'è stato, quel venerdì c'è stato, Gesù è realmente morto, è stato crocifisso ed è morto per noi... ma il terzo giorno è resuscitato per dare a noi la sua potenza sotto forma di Spirito Santo, e riempirci.
Che Dio sia benedetto  per il venerdì che ha mandato a noi per poter essere liberi, per poter veder risolti i problemi del nostro  peccare,  per poter entrare nel tempio senza avere più una cortina che ci separa dal Padre,  per poter accedere direttamente al Padre attraverso il Figlio.
“... e avverrà che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato”.


Che Dio benedica il tuo Venerdì Santo.

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Uno sguardo fisso su Gesù per affrontare la tempesta | 5 Aprile 2020 |
Quando sei nella tempesta, Gesù è pronto a prendere la tua mano, se fissi lo sguardo su di lui e non sul vento.
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La scorsa settimana abbiamo visto la tempesta che si abbatte sui discepoli mentre stanno vivendo la loro normale vita lavorativa

Non stavano facendo nessuna attività per Gesù, non testimoniavano, non guarivano. Ma, semplicemente “vivevano”.

Nella vita, come abbiamo detto le tempeste arrivano per tutti non solo per i credenti, non solo quando ce le aspettiamo perché sappiamo che satana vuole opposi alla nostra testimonianza, dove il male c'è, talvolta a motivo di satana, talvolta semplicemente perché viviamo in un mondo caduto

Questa volta Gesù non è nella barca ma prima è a pregare su un monte, poi sulla riva sapendo che i discepoli avrebbero avuto bisogno del suo intervento.

Gesù stavolta non calma il vento e le onde, ma prima si avvicina a loro... a piedi... sull'acqua... E i discepoli si spaventano a morte.

Questa settimana vediamo le rimanenti quattro fasi contenute nel Vangelo di Matteo.

“28 Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». 29 Egli disse: «Vieni!» E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. 30 Ma vedendo il vento {forte} ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» 31 Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» 32 E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò. 33 Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!» “ (Matteo 14:28-33)

Fase 1: “Comandami di venire da te”

“ Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». Egli disse: «Vieni!»” (v. 28-29a)

Attenzione, al momento per i discepoli  non è cambiato nulla, le onde minacciose ancora ci sono, il vento anche... Gesù è vicino... ma non è ancora nella barca con loro!

Per quanto Gesù possa amarci, per quanto il suo desiderio sia quello di aiutarci in tutte le nostre battaglie quotidiane, la decisione di seguirlo spetta solo a noi.

Amo pietro, vorrei assomigliare a lui, perché è una persona focosa, perché ha un carattere forte  (un caratteraccio, direbbero alcuni, ricordatevi che taglia un orecchio al servo di Caifa) perché parla spesso a sproposito  (ricordatevi quando prima non voleva che Gesù gli lavasse i piedi poi voleva che gli facesse la doccia: “Lavami tutto!")  é un impulsivo... ma è a persona sincera, e quando dice una cosa la dice dal cuore... senza calcolare l'importanza  e il costo il costo di ciò che dice.

La voglia di raggiungere Gesù è vera, crede con tutto se stesso che basterà che Gesù lo chiami per camminare sulla acque!

In molti dicono che Pietro  abbia ricevuto il battesimo quella notte: non è un battesimo in acqua (che non sappiamo quando è stato) e neppure un battesimo “nello Spirito” (forse quello è avvenuto quando ha detto  «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Matteo 16:16)

Ma è un battesimo “anomalo”; è un battesimo nella vergogna, un battesimo nell'ammettere che la sola parola di Cristo non mi basta per non affondare nelle onde della vita.

Attenzione, l'affermazione che faccio è “forte”: “Come come? La Parola di Cristo, la Bibbia non mi basta per affrontare la vita? Cosa stai dicendo, Marco?”

Già, perché Gesù risponde alla fede genuina di Pietro risponde nostra fede con un verbo all'imperativo: “Vieni”! Che cosa accade quando Gesù dà un ordine?

“Gesù si svegliò, rimproverò il vento e disse al lago: "Silenzio! Calmati!" Il vento cessò, e subito ci fu una gran calma.” (Marco 4:39)

“Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato». E in quell’istante egli fu purificato dalla lebbra.” (Matteo 8:3)

“Allora, dov'è il problema, Marco? Dov'è la vergogna? Dov'è che non basta la Parola di Gesù?”
Leggiamo i prossimi versetti:

Fase 2: “ebbe paura”

“ E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. 30 Ma vedendo il vento {forte} ebbe paura e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!» ” (v. 29b-30a)

Pietro era stato spaventato dalle onde  fintanto che non era arrivato Gesù. Dopo essersi spaventato ANCHE di vedere Gesù che camminava sulle acque Pietro aveva fatto questa bella professione di fede: guarda negli occhi Gesù e grida: “Chiedimi di venire”.

E realmente cammina sull'acqua... ma... "vedendo il vento {forte}".

Non sono le onde il problema probabilmente neppure lo toccano, distoglie per un secondo gli occhi da Gesù... e vede... cosa?

Vede qualcosa... che non si vede... vede il vento! Non sono le onde (che vede) a spaventarlo ma qualcosa di impalpabile, inafferrabile, invalutabile... Cosa ti spaventa di più di un problema? Il problema stesso, o l'attesa che arrivi un potenziale problema?

Sapete, nella mia esperienza ho parlato  con persone che stavano morendo per malattie lunghe e travagliate, e, incredibilmente, ho trovato quasi sempre persone serene  nell'affrontare il male... la paura non c'era per la malattia... ma per cosa sarebbe venuto “dopo”.

Per i non credenti era la paura di non sapere cosa accadeva dopo la fine, per i credenti cosa sarebbe accaduto ai propri cari...

Sapete, spesso le cosa che ci spaventa di più non è quello che ci sta accadendo, ma quello che potrebbe accaderci nel futuro.

In questo periodo di Coronavirus le nostre paure non sono perché siamo ammalati, ma perché potremmo ammalarci noi, o qualche nostro caro, oppure perché perderemo il lavoro, oppure perché non arriveremo a pagare le bollette o il mutuo...

Gesù lo sa. Gesù ci conosce!

“Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete {o di che cosa berrete}; né per il vostro corpo, di che vi vestirete... Non siate dunque in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?” Perché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; il Padre vostro celeste, infatti, sa che avete bisogno di tutte queste cose.” (Matteo 6:25, 31-32)

Pietro in mezzora è passato  dall'essere preoccupato per il vento, all'essere preoccupato per il fantasma, all'essere preoccupato di affogare!

Perché? Perché ha smesso di guardare Gesù, e ha fissato il problema. Perché la parola di Gesù ha valore nella nostra vita e agisce nella nostra vita se non è solo ascoltare ma è anche fare di quella Parola il centro della nostra attenzione e della nostra vita.

Quando ci preoccupiamo affermiamo due cose:

a) Gesù non si cura di me
b) Dio non è in controllo.

Questo si chiama “ateismo” La preoccupazione è la forma più comune dell'ateismo.

Qual'è l'effetto della preoccupazione? La paura!  “ebbe paura … gridò: «Signore, salvami!» .”

Eccolo il vero battesimo di Pietro, quello nella vergogna, quello nell'ammettere che  non mi basta ascoltare chi può salvarmi  ma HO BISOGNO di chi mi salvi.

Pietro fa la cosa giusta:  GRIDA! La Bibbia è ricchissima di persone che GRIDANO, forse il libro più ricco di grida verso il Signore  è il Libro dei Salmi,

L'urlatore più famoso Davide.

“Con la mia voce io grido al Signore” (Salmo 3:4) 
“Quando io grido, rispondimi, o Dio” (Salmo 4:1)
“sii attento al mio grido; porgi orecchio alla mia preghiera” (Salmo 17:1)
“Nella mia angoscia invocai il Signore, gridai al mio Dio.”(Salmo 18:6)

Nei soli Salmi per 67 volte  Davide ed altri GRIDANO al Signore … esattamente quello che ha fatto Pietro.

Fase 3: “perché hai dubitato?”

“ Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» " (v. 31)

Pietro ha avuto il suo battesimo, e Gesù lo sottolinea con un gesto “fisico”: stende la sua mano. Che necessità aveva di farlo? Sarebbe bastato un millisecondo di un suo pensiero, e sarebbe sorto un monte sotto  i piedi di Pietro.

Ma Gesù VUOLE toccarlo: Gesù ama “TOCCARE”; anche il lebbroso che chiedeva guarigione:

“«Signore, se vuoi, tu puoi purificarmi». Gesù, tesa la mano, lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato»” (Matteo 8:2-3)

SE tu gli gridi in questo momento  dove il mondo sembra affondare e tu assieme ad esso, lui sarà pronto a stendere la sua mano, a toccare la tua vita, a portarti dentro la barca.

Sarà lui a fare più strada, sarà lui a metterci i muscoli  per ritirarti su dalle onde.

Non ti preoccupare,  se hai avuto “paura”, se i problemi ti hanno distratto da lui. Gesù non ti condanna... come non ha condannato Pietro.

Gli ha solo chiesto: “Perché?” E a Pietro e neppure a te,  è richiesta una risposta.

E' pronto ad afferrarti anche se hai “poca” fede, anche perché sa che anche con una fede grande quanto un granello di senape, puoi spostare le montagne  e dirgli di gettarsi nel mare. Ma non vuole che tu dubiti mai del suo amore, e della sua presenza al tuo fianco!

Fase 4: “il vento cessò”

“E, quando furono saliti sulla barca, il vento si calmò.  Allora quelli che erano nella barca lo adorarono, dicendo: «Veramente tu sei Figlio di Dio!» “ (v. 32-33)

Quando è che il vento cessa? Non quando Gesù raggiunge i discepoli, non quando Pietro si lancia con fede sulle acque, non quando Gesù afferra Pietro per un braccio... ma quando Gesù ENTRA nella barca con i discepoli.

Cessa quando Gesù ENTRA nella quotidianità di Pietro  e dei suoi compagni pescatori

Se nella tua barca c'è Gesù, se nella tua quotidianità c'è Gesù, se nel tuo lavoro c'é Gesù, se nella tua famiglia c'è Gesù, la tua barca non può affondare.

Non significa che non ci saranno tempeste (una la stiamo attraversando tutti) ma la tua barca non potrà affondare.

Il Salmo 23 dice:

“Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me.” (Salmo 23:2-4)

Vedete? Anche qui il salmista parla della paura non di qualcosa che si vede (la morte), ma di qualcosa impalpabile, intoccabile, irreale, l'ombra! Esattamente come il “vento di Pietro!

Quando Gesù è nella tua barca, qualsiasi sia la tempesta che affronti, fosse pure la tempesta della morte, non temere, sei al sicuro.

Ma la cosa che mi colpisce di più di tutta questa storia, è il versetto finale:

 A quel punto gli altri che erano nella barca s'inginocchiarono davanti a Gesù, esclamando: "Tu sei davvero il Figlio di Dio!" (v. 33)

Chi aveva ricevuto il miracolo? Pietro! Sarebbe stato lui a doversi inginocchiare! Ma la “poca fede” di Pietro ha reso possibile un miracolo per il quale le persone hanno proclamato che Gesù è il vero Figlio di Dio!

La tua POCA fede, può portare altri ad inginocchiarsi e riconoscere Gesù come il Figlio di Dio, e come il Salvatore... se...

Se... che cosa? Se la tua fede è sincera come quella di Pietro, che chiede a Gesù di farlo camminare sull'acqua Se il tuo sguardo è fissato su Gesù e non sul mondo attorno.

Pochi giorni prima della crocifissione, ci furono centinaia di uomini e donne che accolsero Gesù cantando e osannando:

“Molti stendevano sulla via i loro mantelli, e altri delle fronde che avevano tagliate nei campi. Coloro che andavano avanti e coloro che venivano dietro gridavano: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nei luoghi altissimi!»” (luca 11:8-10)

Avevano Ascoltato Gesù? Di sicuro! Avevano fede? Forse alcuni si. Ma di una cosa erano mancanti:
guardavano attorno, e il loro sguardo non era fisso su Gesù.

Cinque giorni dopo, molte di quelle persone era in piazza a gridare “CROCIFIGGILO!”

Non basta ascoltare Gesù, non basta leggere la Bibbia, non basta andare in chiesa, non basta gridare osanna, non basta pregare... se il tuo sguardo non è fisso su Gesù.

Preghiamo.

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Un grande amore per affrontare la tempesta 1° parte | 29 Marzo 2020 |
Quando ti sembra di essere solo, di essere sola, ad affrontare la tempesta, sappi che c'è un amore che ti sta a fianco e vuole affrontarla assieme a te.
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Tempo di lettura: 9 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 33 min.
La settimana scorsa abbiamo visto una tempesta, dove Gesù era direttamente presente nella barca, e avevamo detto che se hai Gesù nella tua barca, la tua barca non potrà affondare.

Ma c'è un'altra tempesta descritta nei Vangeli. La troviamo sia in Matteo che in Marco,  e per sapere cosa realmente è accaduto, dobbiamo saltare tra i due brani. Oggi vedremo il racconto che ne fa Marco.

Leggiamo assieme:

“46 Preso commiato, se ne andò sul monte a pregare. 47 Fattosi sera, la barca era in mezzo al mare ed egli era solo a terra. 48 Vedendo i discepoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, verso la quarta vigilia della notte [le quattro di mattina] , andò incontro a loro camminando sul mare; e voleva oltrepassarli, 49 ma essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono che fosse un fantasma e gridarono; 50 perché tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma subito egli parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»“(Marco 6:46-50)

Questa volta il miracolo avviene in otto fasi differenti vediamo oggi le prime quattro.

Fase 1: “vento contrario”

“Vedendo i discepoli che si affannavano a remare perché il vento era loro contrario, ” (v. 48a)

La settimana scorsa abbiamo visto una tempesta dove Gesù era DENTRO la barca... e dormiva.

Questa volta i discepoli sono da soli ad affrontare le onde e la paura. Non erano lì  per piacere, ma per lavoro, essendo pescatori.

Andare per mare di notte era il LORO lavoro, non avevano “opzioni”; pescare o morire di fame.

Somiglia molto alla situazione attuale: come credenti ci aspettiamo di essere attaccati quando parliamo di Gesù. Accettiamo i pericoli e persino la morte con coraggio se lo stiamo facendo per testimoniare Cristo... (Pensate a tutti i martiri cristiani uccisi nel Colosseo).

Ma ci stupiamo, invece quando gli attacchi arrivano quando non stiamo facendo nulla per Gesù, quando semplicemente stiamo lavorando vivendo.

Il Covid-19 non è un missile “dedicato”, satana non lo ha lanciato solo contro i credenti... ma contro l'umanità intera, perché lui odia tutti.

Sapete, l'ambizione più grande di satana, è quella di “friggere” in olio bollente  non solo i credenti, non solo chi  parla di Gesù, non solo chi sta lavorando per Gesù,  (certo, loro sono il suo obiettivo principale) ma tutti.

Satana odia il mondo... mentre

“Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

Io penso che quando Gesù diceva:

“... nel mondo avrete tribolazioni...” (Giovanni 16:33 a)

non stesse pensando solo a noi, non solo ai credenti... ma a tutti indistintamente.

Come stai reagendo  a questo periodo travagliato? Hai paura? Ti senti solo, ti senti sola? Ti sembra che stai affrontando l'emergenza in perfetta solitudine, e non vedi all'orizzonte nulla e nessuno che possa alleviare le tue preoccupazioni?

Ti do una buona notizia: non sei solo, non sei sola. Guarda la prima parte di questo versetto 48 di Marco: “Vedendo i discepoli che si affannavano a remare”

Gesù non è disinteressato  a quello che accade nel mondo; Gesù non ti guarda solamente  quando stai lavorando per lui, ma sempre.

Vi ricordate che cosa aveva fatto fino a quel momento Gesù?

“Preso commiato, se ne andò sul monte a pregare.” (v. 46)

Che strano, un Dio (perché Gesù è Dio) che deve appartarsi per pregare... a se stesso? Noi, quando ci appartiamo, normalmente lo facciamo per pregare Dio. E Gesù, perché si apparta? Ce lo spiega Paolo;

“... è alla destra di Dio e anche intercede per noi.” (Romani 8:34 b)

E lui stesso dice:

“Io prego per loro (i discepoli) non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi.” (Giovanni 17:9)

Gesù vede  anzi, pre-vede,  vede prima quello che ti accadrà. E prega PRIMA che ti accada
che tu possa farcela. Sappi che lui ha già pregato per te per quando affronterai momenti difficili, per quando perderai il lavoro, per quando vedrai andarsene una persona cara... per la tua paura di adesso!

Ma Gesù non solo prega per te. Ricorda che Gesù non ha amore, Gesù è amore, e amore non è un sentimento, ma un'azione.

Fase 2: “Gesù andò incontro a loro”

“... verso la quarta vigilia della notte [le quattro di mattina] , andò incontro a loro camminando sul mare;.(v. 48b)

Gesù non è intervenuto subito; ha lasciato che il vento si alzasse e le onde assieme. Quando interviene? Quando vede che la disperazione ha preso il sopravvento sulla logica e sulla fede.

Stavolta decide di fare in un'altro modo rispetto alla tempesta precedente (Dio non fa mai le cose nello stesso modo... e Gesù neppure). Stavolta non “sgrida il vento”.

Perché? Perché non è nella barca! Gesù preferisce “arrivare vicino abbastanza”, affinché tu possa vederlo,  toccarlo,  parlare con lui.

Gesù non vuole farti da “balia” risolvere i tuoi problemi, a distanza, ma vuole essere coinvolto con la tua vita, toccarla, trasformarla... In una parola, entrare nella tua barca! Da cosa sono spaventati i discepoli? Dalle onde! Ma chi le crea le onde? Il vento!

Il problema non era far calmare le onde, ma far cessare il vento. Le onde erano l'effetto visibile di qualcosa invisibile (il vento)

Noi facciamo lo stesso: non mi spaventa perdere il lavoro, ma mi spaventa il suo effetto:  non avrò di che far vivere i miei figli.

Non mi spaventa il tumore, ma il suo effetto: la sofferenza mia e delle persone care che mi vedranno malato.

Non mi spaventa  il Covid-19, è invisibile, ma il suo l'effetto: la malattia, l'isolamento...

Gesù decide di intervenire “a modo suo”, mostrandogli che le onde  non sono un problema, che, addirittura, ci si può camminare sopra!

Perché lo fa? Per dimostrare i suoi superpoteri?

Gesù ha detto più di una volta che tutto ciò che stava facendo su questa terra erano esempi per chi avrebbe creduto in lui, e che le stesse cose che faceva lui sarebbero state possibili a chiunque avesse fede in lui.

 “Io vi ho dato un esempio da seguire: fate come me..” (Giovanni 13:15 PV)

“In tutta sincerità, vi dico che chi crede in me farà le stesse opere che faccio io, anzi ne farà di più grandi ancora.” (Giovanni 14:12 PV)

Sei spaventato, sei spaventata  dall'effetto che il Covid-19 provoca nella tua vita, in termini fisici,
in termini economici,  in termini di separazione da amicizie? Quello di cui hai bisogno di più è seguire Gesù in questo preciso momento. Fare quello che lui ha fatto riprodurre le cose che lui ha insegnato.

Dove trovi gli esempi di Gesù? Nella Bibbia. Se sei spaventato, se sei spaventata  dagli effetti che la tempesta potrebbe avere sulla tua vita, leggi la Bibbia, nutriti di lei,  rendila una parte indispensabile  della tua vita quotidiana.

Fase 3: “gridarono”

“ ... e voleva oltrepassarli,  ma essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono che fosse un fantasma e gridarono” (v.48b-49)

Perché urlano? Non conoscevano Gesù? Non avevano forse già visto  tutto quello che era capace di fare?

Eppure, credetemi,  accade spesso che Gesù ci mostri come fare a vincere gli effetti  del vento che si alza nelle nostre vite, dicendoci di fare o di non fare qualcosa... e noi diciamo :”Naaa! Non è possibile!” E ci spaventiamo di ciò che ci chiede.

Gesù conosce i nostri limiti, e non ci chiederà mai qualcosa che lui sa  che non possiamo raggiungere.

Paolo lo ha sperimentato, e dice:

“So vivere nella povertà e anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza. Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica.” (Filippesi 4:12-13)

Paolo  stava parlando della sua vita reale, di quello che vedeva nel piatto ogni giorno. Diceva che la forza di stare a pancia piena o a pancia vuota era data da Gesù, e che quella forza non era la sua ma quella di Gesù.

Sei preoccupato, sei preoccupata di come sarà il tuo futuro di lavoro dopo il Covid-19? Stai “urlando” come i discepoli? Guarda allora la prossima fase.

Fase 4: “Coraggio, non abbiate paura!”

“... tutti lo videro e ne furono sconvolti. Ma subito egli parlò loro e disse: «Coraggio, sono io; non abbiate paura!»" (v. 50)

Questa volta Gesù, a differenza della volta in cui era nella barca, la prima cosa che fa è confortare i discepoli quando il mare è ancora grosso.

Perché? Perché Gesù non è ancora nella barca.

Gesù sa che la cosa importante, non è far cessare lil vento, ma darti la vita eterna.

Gesù sa che, per poterti venire vicino deve prima cacciare la paura.

Gesù sa che, per poterti dare la sua potenza, deve essere assieme a te nella barca. Ti ripeto quello che ha detto C.S Lewis:   “Dio sussurra nei nostri piaceri, parla nella nostra coscienza, ma urla nelle nostre pene: è il suo megafono per risvegliare un mondo sordo.”

Dio sussurra nel vento ma urla nella tempesta. Gesù sa che per arrivare a te, deve cancellare il rumore assordante della tempesta. per far cessare le tue paure, anche al tempo del Covid-19.

Giovanni dice:

“Nell'amore non c'è posto per la paura; anzi l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo e non è perfetto nell'amore di Dio. “ (1 Giovanni 4:18 PV)

Chi è la fonte dell'amore perfetto? Gesù è la fonte dell'amore; tutto l'amore che esiste nel mondo lo si deve grazie a lui!

Sostituisci ora nel versetto “amore” con “Gesù”:

“In Gesù non c'è posto per la paura; anzi lGesù caccia via la paura, perché chi non ha Gesù teme un castigo e non è perfetto nell'amore di Dio. “ (1 Giovanni 4:18 PV - parafrasi)

Conclusione

Siamo in una tempesta, e il vento non è cessato: ma Gesù vuole che tu non abbia paura, che domini le onde, anzi, che le usi come tappeto per i tuoi piedi

“Allora Pietro lo chiamò: "Signore, se sei davvero tu, dimmi di venire da te, camminando sull'acqua!" "Vieni!" disse il Signore.” (Matteo 14:28-29 a PV)

Il Signore vuole vederti camminare sull'acqua, perché assieme a lui le onde non fanno più paura.

Preghiamo.
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Una piccola fede per affrontare la tempesta | 22 Marzo 2020 |
Se attraversi questa tempesta con Gesù nella tua barca, la tua barca non potrà affondare.
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Tempo di lettura: 9 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 38 min.
Quella che stiamo attraversando a livello mondiale penso sia una delle “tempeste” più grandi che il mondo abbia mai affrontato.

E' forse più grande della 2° Guerra mondiale, che, in realtà, ha risparmiato ampie zone del globo. Perché questa rischia di estendersi realmente a TUTTO il mondo.

In questa grande tempesta noi italiani ci siamo in mezzo, anzi, siamo proprio nell'occhio del ciclone, avendo più morti in assoluto da Coronavirus.

Ed è una tempesta che no ha preferenze, ha impatto su tutti indistintamente, non credenti e credenti.

Siamo accomunati da una stessa realtà; non sappiamo come attraversarla, né come uscirne.

L'essere credenti tuttavia ci fa qualche “arma” in più: possiamo vedere come i credenti prima di noi hanno attraversato altre tempeste, e a chi si sono rivolti per trovare aiuto.

Nel Nuovo Testamento sono riportate due tempeste. In entrambe le tempeste Gesù è presente: una volta è assieme ai discepoli, l'altra volta no. Oggi vedremo la prima tempesta.

“35 In quello stesso giorno, alla sera, Gesù disse loro: «Passiamo all’altra riva». 36 E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano delle altre barche con lui. 37 Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che la barca già si riempiva. 38 Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che noi moriamo?» 39 Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia. 40 Egli disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?» 41 Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni gli altri: «Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?»” (Marco 4:35-41 )

Questa tempesta è molto simile a quella che stiamo vivendo adesso: non arriva annunciata, non arriva tutta insieme ma cresce man mano che viene vissuta.

Esattamente come il Covid-19: non è la “solita influenza” che ogni anno arriva.  Non era “annunciato”.

Non è arrivato tutto insieme, ma ha interessato prima la Cina, poi la Corea, poi il Giappone, poi l'Iran, poi l'Italia... poi tutto il resto del mondo.

Man mano che cresce diventa sempre più preoccupante: prima dicevano che interessava solo gli anziani, poi gli anziani e gli ammalati, fino a realizzare che interesserà tutti!

Ci sono state sei fasi:

Fase 1: “così come era”

“ E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca” (v. 36)

E' la fase iniziale:  la tempesta non c'è, nessuno l'ha predetta, I discepoli fanno salire Gesù “così come era”  Che cosa significa?

E' come quando inviti un amico a fare un giro in macchina:“Serve che porti qualcosa?” “No, vieni come sei”.

L'importante non è quello che l'amico può portare, l'importante è l'amico con cui viaggiare. E' lui che ti importa!

Se accogli Gesù nella barca della tua vita, non importa che si porti dietro delle “cose” (i riti, i pellegrinaggi, le statue, i santini) ma importa che LUI sia nella tua barca.

Notate bene: i discepoli hanno accolto Gesù nella barca quando il mare era calmo e il cielo azzurro.

Fase 2: “le onde nella barca”

"Ed ecco levarsi una gran bufera di vento che gettava le onde nella barca, tanto che la barca già si riempiva."(v. 37)

Esattamente come con il Coronavirus: abbiamo visto “arrivare” la burrasca. L'abbiamo vista avvicinarsi: Cina, Pakistan, Iran, Turchia, Italia... e le grosse onde hanno cominciato a muovere la barca.

I discepoli conoscevano Gesù e lo avevano già visto operare nelle loro vite e in quelle degli altri, sapevano che se c'era pericolo lui era pronto ad intervenire...

Non so se fosse per questo che lo avevano invitato, ma il fatto è che avevano Gesù NELLA barca... non sulla riva!

Avere Gesù nella barca è un'assicurazione totale sulla vita? Certo che no, anche i credenti soffrono, si ammalano e muoiono!  Ma è meglio averlo assieme a te  nella tua barca, piuttosto che ad aspettarti che tu ritorni sulla riva.

Fase 3: “Maestro, non t'importa”

“Egli stava dormendo sul guanciale a poppa. Essi lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che noi moriamo?»" (v. 38)

Quando il Covid-19 ha cominciato a fare paura, a mietere vittime, l'Italia ha avuto due tipi di reazione: hanno bestemmiato contro il cielo:  “Dio non c'è perché c'è il male.” oppure
hanno gridato a Dio:  “Dio perché succede questo?”

Come credenti ci siamo comportati esattamente come Pietro e i discepoli.

Gesù dorme a poppa su un cuscino.  I discepoli si “arrabbiano”  perché non fa nulla.  Eppure avevano visto persone guarite  demòni scacciati, morti risuscitati... Ma non avevano mai visto calmare una tempesta.

Sinceramente, mi sono domandato: “Stanno chiedendo a Gesù perché hanno davvero  fiducia che sappia farlo,  o è pura disperazione?” La risposta la vediamo tra un po'

Per cosa stai pregando tu, adesso? Per protezione per la tua famiglia? Per la guarigione degli ammalati... o per vedere la POTENZA DI CRISTO  in una tempesta mondiale?

E cos pensi quando le onde crescono e riempiono la barca, quando le preghiere sembrano rimbalzare sul soffitto  e ricadere giù? “Gesù, perché dormi? Non t'importa?  E ci arrabbiamo,

Gesù sapeva esattamente quello che avrebbe fatto.  Lui non era preoccupato per i discepoli,  perché sapeva che loro avevano lui nella sua barca; qualsiasi cosa fosse accaduta, loro erano assieme a Lui!

Se nella tua barca c'è Gesù,  la tua barca non può affondare.

Magari la soluzione  non sarà quella che tu hai in mente, ma la tua barca non affonderà.

Fase 4: "Taci! Calmati!"

"Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia." ( v. 39  )

Questa fase noi non l'abbiamo ancora vissuta: la nostra esperienza di questa tempesta si ferma alla fase 3.

Non posso dirti come e quando accadrà,  ma posso dirti COSA accadrà. Accadrà che Gesù si sveglierà  e rimprovererà il vento e le onde.

Il virus passerà,  la gente tornerà a fare affari, a prender e dare moglie... la vita riprenderà. Quando non lo so, ma è sempre stato così, sin dalla creazione del Mondo.

E cosa dirà, allora, ai credenti che hanno detto  “non t'importa, non vedi, non agisci”?

Chi ha sgridato Gesù? Le onde e il vento, non i discepoli. Chi sgriderà Gesù? Il Covid-19, non i credenti  che hanno paura adesso!

Fase 5: Perché siete così paurosi?

“Egli disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?» " (v. 40 )

Anche questo lo stiamo aspettando, arriverà, non so come né quando.

Gesù si girerà verso noi,  e sorridendo dirà: "Ragazzi, cosa succede? Ma che davvero eravate spaventati? Era solo un virus! Vi pare che non sia capace di fermare un virus,  io che resuscito i morti? E soprattutto, perché temi per la tua vita terrena visto che hai in eredità la vita eterna attraverso di me?”

Guardate il versetto: Gesù “rimprovera” il vento,  ma “dice” ai discepoli”. Gesù non li rimprovera per aver avuto paura,  ma gli chiede come mai avessero avuto paura  quando lui era nella barca con loro.

Aver paura è un sentimento umano che Dio ha messo in noi per il nostro bene.  Per renderci prudenti in situazioni pericolose. Ma in queste situazioni, piuttosto che usare il sentimento della paura dobbiamo usare quello della fiducia,  la fiducia in Gesù.  Si chiama “avere fede”.

Avere fede non è aspettarsi una vita rose e fiori  (quella è superstizione, è cabala),  ma aspettarsi di ricevere l'aiuto  nelle tempeste che arriveranno nelle nostre vite.

Eravamo rimasti con due domande in sospeso: una per i discepoli e una per te:

“Era vera fede che Gesù potesse calmare la tempesta,  o solamente “disperazione”?

“Per cosa stai pregando? Per protezione e guarigione, o per vedere la POTENZA DI GESU' nel Mondo?”

Fase 6: “Persino il vento e il mare ubbidiscono!"

"Ed essi furono presi da gran timore e si dicevano gli uni gli altri: «Chi è dunque costui, al quale persino il vento e il mare ubbidiscono?» " (v. 41 )

Non era fede: era sana fifa!  Non era fede: era disperazione!  Ma Gesù accetta anche la loro fede  scadente,  e  grazie a quella fede scadente il miracolo avviene lo stesso.

Gesù non agisce mai  in base alla quantità di fede che abbiamo,  ma in base alla presenza o meno della fede in lui.

"…perché in verità io vi dico che se avete fede quanto un granello di senape, potrete dire a questo monte: “Passa da qui a là”, e passerà; e niente vi sarà impossibile.” (Matteo 17:20)

Veniamo alla seconda domanda, quella per te: per cosa stai pregando? Per Protezione e guarigione, o per vedere la potenza di Cristo nel mondo?

C'erano alte barche

Guarda il versetto 36, la seconda parte:

“C’erano delle altre barche con lui.”(v. 36b)

C'erano altre barche nella tempesta, esattamente come ci sono altre persone, miliardi di altre persone coinvolte nella tempesta che si chiama Covid-19; siamo passeggeri di barche differenti  su un medesimo mare in burrasca.

In quella notte, la fede scadente” in Gesù dei discepoli nella barca  provocò il miracolo della salvezza  anche per quelle barche che stavano là a fianco,  immerse nella medesima tempesta,  che videro dissolversi in un attimo.

“e si fece gran bonaccia”  (v. 38b)

Chissà quanti delle barche a fianco  avranno chiesto ai discepoli  cosa fosse accaduto,  dando modo di testimoniare  CHI aveva fatto tutto quello!
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Quando preghi non pregare solo per protezione e guarigione, non solo: prega anche affinché il mondo veda la POTENZA DI CRISTO in questa tempesta: affinché altre persone abbiano dubbi, affinché altre persone cerchino, affinché altre persone credano, affinché altre persone vivano in eterno assieme a te.

Prega questo, anche se la tua fede è piccola: Gesù sa trasformare una piccola fede  per affrontare la tempesta in un grande miracolo!

Preghiamo.

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Un megafono nella tempesta | 15 Marzo 2020 |
Cosa posso fare, come credente, quando c'è una tempesta? Essere il megafono di Dio!
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Tempo di lettura: 8 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 28 min.
Tutti quanti stiamo vivendo questo periodo di forzata “clausura”.

Se scorrete le pagine social dei vostri amici e delle vostre amiche, potrete notare tutta una serie di attività che stiamo facendo perché dobbiamo restare a casa.

Una di quelle che sembra più gettonata è il “fare le torte”! Che purtroppo nessuno potrà assaggiare, e andranno solo ad aumentare glicemia e colesterolo di chi le ha fatte e, al limite dei suoi familiari.

Un'altro 21degli effetti “collaterali” è il moltiplicarsi dei predicatori sul web.

E' chiaro che, avendo più tempo da passare a casa sia più facile produrre riflessioni da parte dei predicatori e sia più facile per le persone ascoltarli.

In questo periodo va molto di moda il Salmo 91 soprattutto i versetti 3 e 7, che dicono:

“Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore e dalla peste micidiale...Mille ne cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma tu non ne sarai colpito.” (Salmo 91:3,7)

Sinceramente non ho la capacità biblica di dirvi se realmente questo versetto possa essere applicato alle nostre vite.

Per quel poco che so penso che questo salmo c'entri poco con la salvezza fisica dei credenti.

I credenti di tutte le epoche non soltanto di questa si sono ammalati, hanno sofferto, alcuni sono stati guariti, moltissimi sono tornati al Padre anzitempo rispetto alle statistiche.

L'alta cosa che abbonda in questo momento specialmente sui social dei credenti, ma non solo, sono le richieste di pregare.

Attività assolutamente legittima, buona, sana...ma... Vorrei mettervi un dubbio, piuttosto che una certezza.

Perché preghiamo? Se Dio conosce ogni cosa, se sa di cosa ho bisogno ancor prima che glie lo chieda... perché devo chiedere? Non potrebbe fare tutto da solo?

Dio lo sa che l'Italia, la Cina, il mondo ha bisogno di Lui... Non è forse evidente? perché dovrei pregare, dunque?

Sapete, uno dei miei più grandi difetti è credere che alcune cose sono fatte bene solo se le faccio io.

Per alcune cose sono un bravo insegnante... o almeno così dicono. Per altre sono pessimo... perché non ho pazienza di spiegare, e quando anche lo spiego... beh, faccio prima a farlo da solo che risparmio tempo e viene meglio!

E così, la persona a cui dovrei insegnare quella certa cosa, non capisce niente, è frustrata perché non lo saprà mai fare e probabilmente non mi chiederà mai più di fargli vedere come si fa qualcosa.

Dio è un insegnante migliore di  me! Dio sa fare tutto meglio di me, e di te... ma vuole comunque che partecipiamo a quello che fa nelle nostre vite perché vuole che noi siamo coinvolti in ciò che lui fa.

Cosa sta facendo, in questo momento Dio, dunque? Come sta provvedendo in questa “pandemia”?

Voglio leggere assieme a voi un brano da Atti:

“In quei giorni, alcuni profeti scesero da Gerusalemme ad Antiochia. E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi, predisse mediante lo Spirito che ci sarebbe stata una grande carestia su tutta la terra; la si ebbe infatti durante l’impero di Claudio. I discepoli decisero allora di inviare una sovvenzione, ciascuno secondo le proprie possibilità, ai fratelli che abitavano in Giudea.” (Atti 11:27-29)

Dove è la similarità con la situazione del CoronaVirus? Beh, nel fatto che c'era un evento che stava impattando non una sola città, non una sola regione, ma, dice Luca (lo scrittore di Atti)coinvolgeva tutta la terra.

Dov'è Dio nella situazione che stiamo vivendo del Covid19, che ha ucciso, uccide e ucciderà forse milioni di persone?

Dove era Dio nella situazione di Atti dove di lì a poco sarebbe scoppiata una carestia in tutto il mondo che avrebbe ucciso anch'essa milioni di persone?

Nel versetto, Luca non dice che la carestia è una punizione di Dio ma si limita a dire che “ci sarebbe stata”. La realtà della vita sulla terra dopo la caduta è che non siamo più in Eden, il male è presente nel mondo.

Vuole Dio intervenire in situazioni del genere? Può Dio intervenite in una situazione del genere?
Certamente si!

Rileggiamo il versetto 28:

"E uno di loro, di nome Agabo, alzatosi, predisse mediante lo Spirito che ci sarebbe stata una grande carestia su tutta la terra." (v. 28)

Chi è che suscita la profezia in Agabo? Lo Spirito (che noi chiamiamo Spirito Santo) Quello stesso Spirito che in Genesi  “... aleggiava sulla superficie delle acque”  (Genesi 1:2) prima di creare la luce.

Dio può sembrare indifferente a ciò che accade nel mondo; può sembrare che ha acceso il fornello sotto la pentola e poi se ne sia andato... e l'acqua bolle e va fuori senza che lui se ne accorga.

Dio, invece è presente e vede: vedeva la carestia, come vede il Covid-19.

La domanda era “vuole Dio intervenire” sulla carestia? Certo che si! E' per quello che da la visione ad Agabo.

“E allora, se lo sapeva, se lo vedeva, perché non ha agito contro la carestia? E perché non agisce adesso?”

Poco fa avevamo parlato della preghiera: quando preghiamo diveniamo in un certo senso
“collaboratori” di Dio nelle sue azioni; non lo dico io, ma Paolo:

“Noi siamo infatti collaboratori di Dio,” (1 Corinzi 3:9a)

“Esorto dunque, prima di ogni altra cosa, che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni, ringraziamenti per tutti gli uomini.” (1 Timoteo 2:1)

Dio ci vuole coinvolti, parte attiva nell'opera che mette in campo quando ci sono emergenze.

Ma nel libro di Atti, Dio non vuole SOLO preghiera... ma anche azione: il versetto 29 infatti dice:

“I discepoli decisero allora di inviare una sovvenzione, ciascuno secondo le proprie possibilità, ai fratelli che abitavano in Giudea.” ( v. 29)

Dio vede, Dio agisce... Come? Attraverso la sua chiesa! Dio manda la visione ad Agabo, e la chiesa manda la sovvenzione alle chiese in Giudea.

Dio non aveva mandato la carestia, così come non ha mandato il CoronaVirus; ma può mandare te e me come suoi collaboratori,  come dice Paolo.

“Si, ma come, se siamo tutti bloccati a casa, Marco?":Beh, esattamente come stiamo facendo stamattina assieme. Agiamo in maniera “virtuale” ma non di meno siamo una chiesa, e nondimeno stiamo ascoltando la Parola del Signore.

Ci sono forse persone che conosci che sono magari sole, a cui farebbe piacere sentire una voce amica, una telefonata, un WhatsApp di conforto e di sostegno.

Se magari sono vicine a dove abiti, e non possono uscire perché anziane, forse quando esci a fare compere per te vale la pena di chiedere se hanno bisogno di qualcosa dal supermercato o dalla farmacia.

Altre persone sono terrorizzate dalla paura di ammalarsi, e magari gli serve qualcuno che le conforti,
che le ascolti e le dia una prospettiva differente da quella che ascolta in TV; la prospettiva di un Dio che è vicino anche e soprattutto nella sofferenza, che protegge, che spesso guarisce, ma che comunque è più interessato alla nostra vita futura quella eterna, che a questa.

Vedete, io non sono mica d'accordo con lo slogan “Andrà tutto bene” che ormai circola in rete da diversi giorni.

Vi ricordate il Salmo 91 con cui abbiamo aperto?

“Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore e dalla peste micidiale..." (Salmo 91:3)

La “peste micidiale” è una frase che è usata spesso nell'Antico Testamento, ed era il segno della punizione divina talvolta per i popoli che circondavano il popolo di Dio, ma talvolta anche per il popolo di Dio quando era disobbediente.

Era il “giudizio” di Dio sull'operato dell'uomo. Le cose non “andranno bene”, ma andranno sempre peggiorando; lo dice Gesù in Matteo e in Marco quando parla della “desolazione dell'abominazione.

“Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno scrollate. Allora apparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo; e allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria.” (Matteo 24:29-30)

Non andrà tutto bene per chi non avrà creduto in Gesù e a lui si sarà affidato. Forse scamperanno il Covid-19, o anche il prossimo virus letale... ma la “peste micidiale”, il giudizio di Dio sulle loro vite
la scamperanno solo attraverso Gesù.

C.S Lewis ha detto: “Dio sussurra nei nostri piaceri, parla nella nostra coscienza, ma urla nelle nostre pene: è il suo megafono per risvegliare un mondo sordo.”

Un altro modo di dire è che “Dio sussurra nel vento ma urla nella tempesta”.

Quella che stiamo affrontando è una tempesta; e Dio sta urlando nelle pene di milioni di uomini e donne per farsi ascoltare.

Tocca a me e a te essere il suo megafono.

Preghiamo.
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Adorare è... leggere la mente del Padre | 8 Marzo 2020 |
Adorare è anche fare un viaggio nella Parola di Dio per essere trasformati per sempre.
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Tempo di lettura: 11 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 33 min.
Una delle cose che mi piaceva da bambino, era andare al lago e fare la “ranocchia”.

Chi di voi sa cosa sia? La “ranocchia” è prendere un sasso piatto   farlo rimbalzare sulla superficie, per vedere quanti salti siamo capaci di fargli fare.

Nulla di male, se lo faccio al lago, anche adesso che ho 57 anni... Ma il problema è che la “ranocchia”  illustra bene la maniera di leggere la Bibbia  che avevo quando ho iniziato a seguire Gesù.

Cosa voglio dire con questo? Che ero “fiero di “quanto” leggevo, di quanti “salti” facevo fare al mio impegno di lettura sulla superficie della Parola di Dio...

Ma il problema è che “rimbalzavo” sopra di essa, senza mai andare in profondità, senza fermarmi, immergermi in essa, preso come ero a contare i capitoli della Bibbia letti.

Leggevo molto, ma la lettura sembrava non avere nessun impatto sulla mia vita. Leggevo,  e restavo come ero. Rimbalzavo sul pelo dell'acqua e la Parola di Dio neppure mi bagnava.

In una frase, continuavo ad essere lo stesso Marco anche se leggevo sei ore al giorno.

Era questa la volontà di Dio per me? Voleva che diventassi un lettore assiduo oppure voleva che io traessi dalla sua Parola qualcosa di diverso, di migliore?

Qualcosa che mi cambiasse che mi trasformasse... Paolo dice in Romani:

“Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare mediante il rinnovamento della vostra mente” (Romani 12:2a PV)

In questo brano ci sono tre  parole “interessanti”: la prima è “adattatevi”. In greco è scritta “???????????” “sysche?matizo?” che significa “compararsi agli altri per essere uguali agli altri”

Il Signore sta dicendo qui che spesso noi ci “compariamo” con gli altri perché abbiamo voglia di essere uguali agli altri.

Vi suona familiare? Quanti di voi sono stati adolescenti negli anni settanta? Vi ricordate  i jeans “ a zampa d'elefante”? Quanti li hanno portati? Per sentirci “diversi”  ci vestivamo “tutti uguali”

L'altra parola interessate che usa Paolo è “siate trasformati”  in greco “??????????”  “metamorphoo?” composto da “meta”  = al di là, in seguito, dopo” e “morphoo?” = forma, per cui “una forma dopo”,  “un'altra forma”.

L'ultima è “rinnovamento” in greco “???????????” “anakaino?sis” composto sa “ana" = dentro” e "kainosis" = nuovo.

Vogliamo fare il solito gioco? Sostituiamo queste frasi nel versetto di Paolo e vediamo se ci dice qualcosa:

“Non comparatevi agli altri per essere uguali agli altri, alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma abbiate un'altra forma mediante un dentro nuovo della vostra mente” (Parafrasi Romani 12:2a PV)

Paolo ci dice:  “non vi guardate intorno per vedere come essere, ma pensate alla forma che avrete dopo attraverso il nuovo che avete dentro.".

Il bruco che sta nel bozzolo si gira intorno.. e cosa vede? Altri bruchi! Ma dentro il suo DNA c'è qualcosa che non lo fa restare bruco per sempre, ma gli da una forma nuova, quella di una farfalla.

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

Le volte scorse avevamo detto che adorare Dio è  affermare che Dio vale per me riallineare la mia vita sotto il trono di Dio offrirgli  tutto di me, anima e corpo

Pensare come pensa Dio

L'ultimo passo nell'adorazione che vi voglio far fare oggi è appunto mettere dentro noi quel quel “dentro nuovo” per avere “un'altra forma”:  pensare come pensa Dio.

Adorare Dio è ANCHE far si che i miei pensieri siano gli stessi di Dio.

Vi ho raccontato che da giovane leggevo molto ma non cambiavo affatto. Quale era il problema? Stavo leggendo a “ranocchia”, non andavo in profondità  e non riuscivo a capire  cosa pensasse realmente Dio

Leggi  in profondità, non in distanza

Io facevo il “salto in lungo” quando mi avrebbe giovato di più fare il “salto dentro” la Parola.

Cosa succede quando “salto dentro” quando mi immergo nella Parola?

Questo è un bicchiere di acqua. E tra l'altro non è nemmeno di acqua bollente,  perché spesso, quando leggiamo la Bibbia,  arriviamo che non siamo molto “bollenti” per farlo.

Questa è una bustina di the. Cosa accade quando immergo la bustina una sola volta? Assolutamente niente! Ma se lascio la bustina per 10:15 minuti,  l'acqua assumerà il colore, il sapore e il profumo del the.
(immergi la bustina di the nell'acqua )
L'acqua rappresenta la nostra anima e la busta di the è la Bibbia: per essere trasformato da quello che sono (acqua) in quello che Dio vuole divenga (the), devo “immergere” la Sua Parola dentro di me.

Come faccio?

Viaggiare nella Parola

Devo “viaggiare nella Parola di Dio”. Una delle cose che mi piaceva di più da ragazzo  era di prendere la mia 500,  mettere su una cassetta che mi piaceva,  e fare delle lunghe passeggiate.

Mi piaceva andare lontano da casa,  per vedere nuovi posti che erano differenti  da quelli dove vivevo ogni giorno, fermarmi per vedere un bel panorama,  fare una foto,  spedire una cartolina,  e poi si tornava a casa.

Quando viaggio nella Parola di Dio faccio più o meno le stesse cose che facevo viaggiando con la mia 500!

Sei passi per viaggiare nella Bibbia

1) Fai il pieno

Per andare lontano, dovevo avere il pieno nella mia 500: è la stessa cosa che accade leggendo la Bibbia:

Paolo dice questo:

“E nessuno può conoscere i pensieri di Dio, eccetto lo Spirito che viene da Dio. Ora, il Signore ci ha dato il suo Spirito, che non è lo spirito del mondo, per farci conoscere i doni meravigliosi e gratuiti che egli ci ha dato...Ma l’uomo che non è cristiano non può capire, né accettare le verità che lo Spirito Santo rivela; gli sembrano una pazzia e non le può capire, perché soltanto chi ha lo Spirito Santo dentro di sé può comprendere ciò che lo Spirito intende. Noi cristiani, invece, abbiamo la mente di Cristo.” ( 1 Corinzi 2: 11b-12, 14, 16b PV)

Paolo dice: ”Fai il pieno! Riempiti di Spirito Santo per capire ciò che leggi!” Come? Semplicemente... chiedi! “Signore, lo so che senza l'aiuto dello Spirito Santo, tutto quello che leggerò sarà difficile da capire Allora, puoi farmi un pieno di Spirito Santo così da avere orecchie per sentire quello che tu hai da dirmi per la mia vita di oggi?”

2) Scegli il tuo percorso

Quando viaggiavo,  qualche volta mi piaceva  fare strade  che conoscevo bene e che mi piacevano molto.

Altre volte invece mi piaceva  esplorare nuove strade,  strade dove non ero mai passato.

Cosa significa questo parlando della Bibbia? Che alcune volte leggerai passi che conosci a memoria e godrai le curve che già conosci, ti farà piacere vedere di nuovo quei panorami.

Altre volte, invece, leggerai passi completamente nuovi, altre curve e altri panorami.

La differenza tra il leggere e il leggere la Parola di Dio sta nel fatto che Dio ti parlerà  sia che siano curve e panorami già conosciuti, sia che siano completamente nuovi Paolo dice:

“Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è stato ispirato da Dio e serve ad insegnarci la verità, ci convince, ci corregge e ci aiuta a fare ciò che è giusto. In questo modo il credente viene perfezionato e preparato a fare opere buone. (2 Timoteo 3:16-17)

Una sola accortezza: quando hai scelto un percorso, finiscilo! Non tornare indietro! Termina la strada!

3) Rallenta e goditi il panorama

Le strade che mi piacevano di più,  erano le strade con le curve,  perché mi obbligavano ad andare più piano, e così potevo gustare meglio  ciò che vedevo fuori dal finestrino.

Leggere velocemente la Bibbia è come andare in autostrada: non vedi nulla, e ti fermi all'autogrill solo per andare alla toilette!

Rallenta, invece, fatti qualche domanda: “Cosa succede negli altri versetti del libro?  Cosa mi dice questo passo del carattere di Dio?  Cos'è che non ho mai visto nella Bibbia e che invece vedo ora?”

Ricordati che quando leggi la Bibbia  sei alla presenza di Tuo Padre! E lui non ha fretta!

4) Fermati in un punto panoramico

Quando trovavo un luogo veramente bello,  magari indicato da una freccia con su scritto “belvedere”,  allora parcheggiavo la macchina,  prendevo la mia macchina fotografica,  e scendevo per apprezzarlo più da vicino.

Vedrai che leggendo la Bibbia accadrà lo stesso. Alcune volte ti sembrerà che Dio sia dietro di te ti batta sulla spalla dicendo:  “Fai attenzione, perché questo passo è importante per te!”.

Quando accade,  fermati, scendi,  e vai a vedere più da vicino cosa c'è.

Uno dei metodi più semplici è quello che si chiama “leggi e enfatizza”

Ti spiego cosa significa. Prendi la prima parte di Colossesi 3:16, per esempio. Il versetto dice:

“La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente" (Colossesi 3:16)

La prima volta che leggi il versetto, enfatizza la parola “parola"." Quale è la cosa veramente importante? Che la Parola di Dio abiti nella tua mente.

Enfatizza poi la seconda parola del versetto, "Cristo". A chi appartiene la Parola? A Cristo, al Salvatore, al Figlio di Dio... Non è una parola comune!  E' Cristo che ti parla!

Enfatizza quindi la parola "abiti".  Cosa significa "abitare"? Risiedere in un posto per molto tempo. La Parola deve risedere in te,  stare dentro di te non per un week end, non per un mese, non per un anno, ma deve essere inquilino stabile.

Enfatizza poi la parola "in". Cosa significa? Che è dentro, non intorno, non sopra, non a lato,
ma dentro. E' lì che deve stare per darti la forza di non comparti, di avere una forma successiva, di avere un dentro nuovo.

Siamo a "voi".  La Bibbia non dice che la  Parola di Dio  abita nei predicatori, nei missionari, nei pastori, ma in VOI, in te che credi e che la stai leggendo. Non è per gli “specialisti” ma è per tutti.

Infine,  "abbondantemente". Che cosa significa?  Che non basta un po' di Parola, ma che ne serve tanta, in abbondanza, più ce n'è, meglio è.

Quando fai questo processo tu stai liberando energia che ti cambia, perché capisci meglio la volontà di Dio per te, e gli permetti di parlarti.

Chiedigli: “Signore, mi stai dicendo che io posso portare Cristo con me in ogni istante? Vuoi che gli faccia uno spazio dove risieda sempre dentro di me? E' questo quello che mi stai dicendo?"

5) Fatti un selfie

Alla mia epoca non c'erano gli smartphone, che mi permettevano di immortalarmi da solo con su lo sfondo del posto che visitavo, ma prendevo comunque foto per ricordarmelo. Con la Parola di Dio è la stessa cosa.

La Bibbia dice che  la Parola di Dio è sia una lampada che uno specchio  per la nostra anima. Una luce per illuminarci e uno specchio in cui vedere se stessi.

Prendi il passo che stai leggendo, e mettitici dentro. Mettiti all'interno del panorama come in un selfie. Come ti ci vedi?  Cosa dovresti fare o non fare?  Cosa devi cambiare? Domandati: “In questa luce, c'è qualcosa che ora mi è più chiaro e che non avevo visto prima?”.  Oppure: “In questo specchio, cosa devo cambiare nella mia vita?”.

6) Spedisci un WhatzApp a casa

Qualche volta, nei miei viaggi,  trovavo anche il tempo di fermarmi,  comperare una cartolina,  e scrivere a qualcuno per condividere  quello che avevo visto di bello in quel luogo.

Ormai non si mandano più cartoline, si condividono post, storie, foto sui “social”.

Questo è il momento in cui  la lettura e la meditazione  diventa preghiera.

Io ho ancora una agenda di carta su cui metto i miei appunti  e la data di quando li ho scritti

Se fai come me in forma cartacea, o elettronica, nel futuro ti ricorderà dove sei stato  e cosa hai visto, sentito e provato vedendo quel panorama, leggendo quel brano.

Se leggi la Bibbia in questo modo,  oltre ad appendere di più, oltre a darti la forza per cambiare tu permetterai a Dio di guidare ANCHE la tua preghiera,  pregando ciò che Lui vuole che tu preghi.

In una parola: tu starai leggendo la mente di Dio e la sua volontà per te.

Questo cambierà in maniera permanente   e irreversibile il tuo modo di essere ...proprio come la busta di the  ha cambiato in modo permanente e irreversibile  il bicchiere d'acqua.

(pendi il bicchiere)
Ora l'acqua ha acquisito  il colore,  il sapore  e l'odore della busta di the.

Ma è accaduta anche un'altra cosa fondamentale: questo non è più un bicchiere d'acqua,  con una bustina di foglie di the dentro... Questo è un bicchiere di the; la sua natura è cambiata  in maniera permanente e irreversibile.

Questo è ciò che succede alla tua anima  quando la Parola di Dio
abita in te abbondantemente.

Come la busta ha cambiato l'acqua in the,  la Parola di Dio cambierà completamente te stesso (o te stessa).

“Non comparatevi agli altri per essere uguali agli altri, alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma abbiate un'altra forma mediante un dentro nuovo della vostra mente” (Parafrasi Romani 12:2a PV)

Non ti comparerai più agli altri per essere uguale penserai ad avere ”un'altra forma”,  al tuo “dentro nuovo”.

Non continuerai più a sentirti bruco tra i bruchi ma avrai la certezza della farfalle che è in te, pronta ad aprire le ali e a librarsi, attraverso la potenza della Parola di Dio.

Conclusione

Adorare e... una costante,  silenziosa,  segreta conversazione con Dio;  e questo è il segreto dell'amicizia  con il tuo Padre Celeste.

Fermiamoci a pregare.
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Adorare è... offrire tutto di me al Padre | 1 Marzo 2020 |
Adorare è anche offrire il mio corpo, la mia mente, tutto di me al Padre ed essere riempito del suo Spirito.
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 32 min.
Quanti di voi vedono almeno un telegiornale al giorno? Quale di queste due affermazioni  rispecchia meglio i vostri sentimenti dopo aver ascoltato le notizie?

Il mondo è un posto stupendo, popolato da persone stupende e gentili che si adoperano per il bene di tutti.

Oppure:

Il mondo è un posto tremendo, popolato da esseri orribili che opprimono i più deboli per il loro utile personale.

Temo che percentualmente siate più d'accordo con la seconda affermazione; magari non pensare a qualcosa di così estremo, magari qualcosa che sia una via di mezzo, ma certo, il sentimento comune è che il mondo non è il Paradiso Terrestre, ma che assomiglia spesso di più ad un Inferno.

A me capita talvolta di pensare: “Ma come fa Dio a sopportare tutto questo? Se Dio vede, non può che  odiare il mondo! Con tutto il male, i peccati, la violenza che c'è, quando guarda giù di certo non sorride, ma anzi avrà una faccia piena di  disgusto!”

Sapete quando mi capita? Quando non rifletto,  quando mi faccio trascinare da ciò  che vedo e che ascolto,  quando lascio libro il mio “lato negativo”. Quando dimentico questo versetto che so recitare così bene a memoria

“Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” (Giovanni 3:16)

Dio è ancora follemente innamorato del mondo!

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

Dopo avervi detto di abbracciare il Padre per adorarlo, e di riallineare la vostra vita colTrono di Dio per adorarlo, oggi voglio portarvi un passo più avanti.

Offrire tutto di me al Padre

Cosa vede Dio quando guarda giù? Vede gli uomini e le donne per le quali ha mandato a morire suo Figlio, li vede bisognosi di ritrovare il Suo amore.. e vuole arrivare a loro e dare quell'amore ANCHE attraverso te e me:

Paolo a scritto in Romani 12:1:

“Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente...” (Romani 12:1a) 

La parola che Paolo usa e che è stata tradotta con “corpi” è “????” “so?ma” che significa il corpo “fisico” ( (viene usato anche in italiano: “i tratti somatici”, ovvero i tratti del corpo).

Ma per gli ebrei, corpo mente ed anima  erano un tutt'uno: quando dice “corpo” sta dicendo “offri tutto di te a Dio”.

Ma perché è così importante offrire il “corpo” offrire tutto di noi?

“Non avete ancora capito che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che vive in voi, lo stesso Spirito che Dio vi ha dato? Il vostro corpo adesso non appartiene più a voi stessi, perché Dio vi ha comprato a caro prezzo. Perciò, usatelo per rendere gloria a Dio. ” ( 1 Corinzi 6:19-20 PV)

L'abbiamo già visto nel primo messaggio: dove si incontrava Dio col suo popolo nell'Antico Testamento? Nel tempio!

Il Tempio non c'è più dal 70 DC, ed è stato sostituito da un tempio “portatile” che non è fatto di pietra e legno.

Paolo sta dicendo che  il mio corpo è il luogo dove Dio è presente sulla terra!

Questo significa che ci saranno persone che udranno la voce di Dio attraverso di te; ma non la udranno  fin quando tu non parlerai loro di Dio e della sua Parola.

Ci saranno persone che vedranno il volto di Dio attraverso di te; ma non vedranno mai il volto di Dio fin quando non vedranno il suo amore brillare nei tuoi occhi.

Ci saranno persone che sentiranno il tocco di Dio; ma non sentiranno mai il tocco di Dio fin quando tu non le raggiungerai con la  pietà e la compassione delle tue mani.

Il tuo corpo fisico è uno degli strumenti con cui Dio arriverà nella vita di altre persone

“Io uno strumento di Dio? Senti Marco, conosco i miei peccati,  conosco i problemi con cui lotto da anni, conosco le mie abitudini e il mio modo di pensare. Per rendere possibile tutto questo prima devo buttare via un bel po' di immondizia e  far spazio allo Spirito Santo! Credimi, vorrei... ci ho provato... ma non so farlo!"

Semplicemente, non è che “non sai”... non puoi! Non puoi … Non con i tuoi sforzi, non da solo...

Gesù ha detto in Giovanni 15:5:

“Senza di me, invece, non potete far nulla” (Giovanni 15:5b PV)

Non poco... non qualcosa...  nulla!

Un attimo... ma  Paolo  in Filippesi 4:13 mi dice:

“Io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica.” (Filippesi 4:13b ND)

Se da un lato non posso fare nulla senza di Gesù,  dall'altro posso qualsiasi cosa attraverso di lui. Non ci sono vie di mezzo: o tutto o niente. Devo avere la sua forza nella mia vita

In quali campi mi mi dà forza?

Gesù mi dà forza per adempiere i miei compiti nella vita.Gesù mi dà forza per influenzare il mondo attorno a me.Gesù mi dà forza per sopportare i pesi e le prove nella vita.Gesù mi dà forza per resistere alle tentazioni.
Tutto questo,  attraverso lo Spirito Santo.

Come essere ripieni di Spirito?

Cosa significa “essere ripieni di Spirito”. E' qualcosa che accade  una volta e via nella vita? O piuttosto è qualcosa che mi accade  di tanto in tanto, periodicamente?

Paolo dice in Efesini 5:18

“...siate invece pieni di Spirito Santo” (Efesini 5:18b PV)

Il termine che usa Paolo per “pieni” è “??????” “ple?roo?”; che non significa tanto “riempire qualcosa vuoto”, ma piuttosto “aggiungere così che sia pieno”.

Paolo sta dicendo “dovete far si che siate COSTANTEMENTE pieni di Spirito Santo” Voglio mostrarvi cosa intende Paolo con un'illustrazione

(prendi il bicchiere e riempilo di acqua)
Quando abbiamo creduto,  quando abbiamo accettato Gesù nei nostri cuori,  abbiamo ricevuto un “pieno” di Spirito Santo in noi.

Ma poi la vita è quello che è,  e abbiamo cominciato ad aggiungere  cose che realmente non dovrebbero esserci, tipo:

ACETO = è liquido, può sembrare anche acqua... ma puzza rappresenta il senso di superiorità - (“farisaico”) “Io sono meglio degli altri credenti”, io non commetto quel peccato che lui commette”...  e alla fine diventiamo fieri  della nostra superiorità spirituale rispetto agli altri.

Ma anche se è liquido,  e noi possiamo far finta che sia acqua,  gli altri lo sentono a distanza...  perché ne sentono l'odore, come per l'aceto.

PEPERONE: brucia se si poggia sugli occhi o sulla lingua; rappresenta la rabbia. La rabbia che scarichiamo contro il nostro sposo, o la nostra sposa,  contro i nostri figli, contro i nostri compagni di lavoro. Sappiamo che non dovremmo,  che quando gliela buttiamo in faccia  ha lo stesso effetto del peperone gettato negli occhi

BIRRA: se ne metti troppa e con troppa velocità,  diventa tutta schiuma e non puoi bere nulla; rappresenta la dissolutezza.

Nella prima parte versetto che ho citato prima di Efesini 5:18, Paolo dice:

“Non siate dediti all'alcool che ha conseguenze dannose; siate invece pieni di Spirito Santo”(Efesini 5:18a PV)

Una delle caratteristiche di quando beviamo troppo alcool è la “nebbia mentale”,  che copre tutto; non riusciamo più a vedere bene, né a pensare bene,  né a camminare bene.  Siamo come dentro una “nuvola” che ci isola dal resto,  come fa la schiuma con la birra.

Può essere qualsiasi cosa che “copre” e diventa una mania:  TV, internet, sport, famiglia... Paolo ci dice che le cose, se prese con moderazione,  persino l'alcool, sono buone  (suggerisce a Timoteo di bere vino per la sua salute!):  ma quando ne abusiamo  hanno conseguenze dannose per la nostra vita di credenti.

SENAPE: la senape è famosa per macchiare di giallo dove si posa; rappresenta l'egoismo. Se facciamo le cose per noi stessi,  le tracce di sporco si vedono,  ed è difficile mandarle via.

SALSA DI WORCESTER: ha un sapore intensissimo se la metti troppa, non senti nessun altro sapore; rappresenta l'invidia. Il lavoro, la casa, la famiglia... ci sono una marea di campi dive la applichiamo ; pensiamo “perché a lui si e a me no? IO mi merito quello, non lui!”.

Il problema con l'invidia è che, alla fine,  non riusciamo ad apprezzare ciò che abbiamo,  perché passiamo il tempo ad invidiare altri per le cose che non abbiamo.

LIMONE: ha un gusto acido ed amaro; rappresenta l'amarezza. Nasce dal non perdonare le offese,  dall'essere offeso sempre anche dalle piccole cose,  dal portare ancora le ferite del passato  e dal non volerle lasciar andare. Sappiamo che dovremmo perdonare...  ma decidiamo di rimanere arrabbiati, e amari.

SALSA DI SOIA: è nera, e salatissima; rappresenta tutto ciò che è più oscuro nelle nostre vite. I siti internet dove navighiamo e non dovremmo,  i film che vediamo e che non dovremmo,  i post sui social che leggiamo e non dovremmo, i pensieri malvagi.

Vi ricordate? Questo bicchiere era pieno di acqua pura, pieno di Spirito Santo.... Ma è diventato così a causa di quelle abitudini  con le quali lottiamo  e da cui non riusciamo a liberarci,  vivendo come schiavi di esse.

Spesso le odiamo, e  vorremmo separarci da esse;ì quando pensiamo che siamo credenti e dovremmo amare il Signore ci chiediamo: “che razza di credente sono se continuo a fare queste cose qui!” ...e ci sentiamo impotenti, ipocriti, falsi!
(mescola il bicchiere)
Eccoci qua, uomini e donne di Dio, ripieni di Spirito Santo,  pronti per andare a compiere il proprio servizio per il Signore!

Tra un minuto berrò questo bicchiere,  ma prima voglio domandarti: ti ci ritrovi anche tu?

Stai lottando contro cose che sai non dovresti fare e invece continui a fare?

Stai pensando: “Io lo so come sono dentro! E per fortuna gli altri non possono vedere dentro me come realmente sono! Devo levare almeno qualcosa, magari il peperone della rabbia, o il limone dell'amarezza, o la salsa Worcester dell'invidia...”

Il problema è uno: non puoi. Non puoi estrarre un solo elemento, quello che reputi più grave e lasciare gli altri.

Per ripulire la tua vita  devi tornare alla fonte della potenza  che aveva riempito la tua vita all'inizio:

Gesù ha detto in Giovanni 7:38

“Da chi crede in me, come dice la Scrittura, sgorgheranno fiumi d'acqua viva" (Giovanni 7:38 PV)

(comincia a versare acqua fresca nel bicchiere)
Devi tornare dunque alla fonte, e dire:  "Gesù, io credo in te, e credo che da me sgorgheranno fiumi d'acqua viva. E so anche che senza di te io non sono capace di purificare me stesso. Io ti offro il mio corpo come un sacrificio vivente! Vieni nella mia vita, e purificami! Ho bisogno di più calma, di più gioia, di più speranza, di più amore, di più gentilezza, di più ...”

Il Signore verserà in te  nuova acqua di vita,  nuovo Spirito Santo,  fino a che tutta l'acqua inquinata  sarà rinnovata da quella fresca e vivente!

Vi ho detto che avrei bevuto il bicchiere... ora posso farlo!

(bevi dal  bicchiere)
Potresti comunque pensare  che ci sono cose pesanti come sassi nella tua vita,  le dipendenze veramente grandi,  che non “escono” dal tuo bicchiere”  semplicemente versandoci acqua nuova sopra.

Ricorda quello che fa il fiume con le rocce;  col tempo e con la costante corrente,  anche le montagne diventano sabbia!  E la sabbia può uscire facilmente dal tuo bicchiere!

Come faccio in pratica?

Eravamo partiti dicendo  che posso adorare Dio  offrendogli tutto di me  il mio corpo come un atto di adorazione.

Come faccio in pratica? Posso dirti quello che faccio io la mattina.

Semplicemente, chiedo! La mattina ho due sveglie, una che suona alle 6,30 e una che suona alle 6,20.

Quella delle 6,20 è fatta con i suoni  degli uccelli in un bosco. Quando sento quella, e prima che suoni l'altra, chiedo: “Signore, riempimi di Spirito Santo oggi”.

Non è una grande preghiera ciclopica,  non ci vuole una fede che smuove le montagne per farla,  basta quella di un seme di senape; la stessa quantità di fede che avevo  quando per la prima volta ho accettato Gesù  nella mia vita da bambino.

Non è ricevere nuovamente lo Spirito Santo per ottenere la salvezza,  ma solo di “riconnettermi” a Lui,  e di ricordare che senza di Lui  non posso fare nulla, ma che attraverso Lui  posso ogni cosa.

Chiedo una dose nuova di Spirito Santo  per affrontare la giornata  per adempiere i miei compiti,  influenzare il mondo,  sopportare gli attacchi  e resistere alla tentazione.

Per non dimenticare

Spesso ci dimentichiamo di iniziare la nostra giornata  dando lode al nostro Signore. Viviamo di corsa, e dimentichiamo la cosa più importante, chiedere la potenza  per vivere la nostra giornata  come un atto di adorazione, e lavare via i nostri peccati.

Stasera,  metti sotto al letto, dalla tua parte, qualcosa che ti servirà domani mattina quando ti alzi: una pantofola, gli occhiali, il cellulare.

Domani mattina,  quando ti dovrai inginocchiare per trovarla,  ricordati di chiedere lo Spirito Santo,  e prega qualcosa simile a  qualcosa tipo questa:

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Signore, ammetto che senza di te non posso fare nulla, ma che attraverso Gesù che mi da forza posso fare qualsiasi cosa. Per questo ti offro oggi il mio corpo come un atto di adorazione. E ti chiedo: puoi riempirmi, Signore, col tuo Spirito Santo! Puoi darmi la forza per ciò che devo affrontare oggi? Puoi darmi la forza per influenzare il mondo per il tuo regno? Puoi darmi la forza per sopportare e resistere alle prove che potrei trovarmi ad affrontare oggi? E puoi darmi la forza per resistere alle tentazioni? E poi, Signore, guarda attraverso i mie occhi e dimmi cosa vedi. Ascolta attraverso le mie orecchie e dimmi cosa senti. Usa le mie mani per toccare il mondo che incontrerò oggi con la tua grazia, la tua misericordia e la tua compassione. Lo so, Signore, che ami ancora questo mondo., per questo io t'invito ad amarlo attraverso me quest'oggi. Te lo chiedo in nome di Gesù. 
Amen
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Inizierai la tua giornata con una dose nuova di Spirito Santo,  con cui essere riempito fino all'orlo.

Preghiamo.
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Vuvuzelas di Dio: incontrare Dio al suono della tromba | 23 Febbraio 2020 |
Il ritorno di Gesù ACCADRA'! Ma nessuno sa quando! Meglio essere pronti , celebrando ora quello che avverrà quel giorno.
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Tempo di ascolto audio/ visione video: 40 min.
Messaggio di Mario Forieri
“Parla ai figli d'Israele e di' loro: Ecco le feste dell'Eterno che voi proclamerete come sante convocazioni. Le feste sono queste: Si lavorerà per sei giorni, ma il settimo giorno è un sabato di riposo e di santa convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno; è il sabato consacrato all'Eterno in tutti i luoghi dove abiterete. Queste sono le feste dell'Eterno, le sante convocazioni che proclamerete nei loro tempi stabiliti.” (Levitico 23 :2-4)

“Parla ai figli d'Israele e di' loro: Nel settimo mese, il primo giorno del mese avrete un riposo solenne, una celebrazione festiva annunciata a suon di tromba, una santa convocazione. Non farete in essa alcun lavoro servile e offrirete all'Eterno dei sacrifici fatti col fuoco.” (Levitico 23:24-25)


“Il terzo giorno, come fu mattino, ci furono tuoni, lampi, una fitta nuvola sul monte e si udì un fortissimo suono di tromba. Tutto il popolo che era nell’accampamento tremò. Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento per condurlo a incontrare Dio; e si fermarono ai piedi del monte.” (Esodo 19:16 -17)

“Fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate tristi come gli altri che non hanno speranza.  Infatti, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, crediamo pure che Dio, per mezzo di Gesù, ricondurrà con lui quelli che si sono addormentati. Poiché questo vi diciamo mediante la parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati;  perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo;  poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole. (1 Tessalonicesi 4:16-17)

“Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo], ma tutti saremo trasformati,  in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati.  Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità.” (1 Corinzi 15: 51-52)

“Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi.” (Giovanni 14:2)

“Colui che attesta queste cose, dice: «Sì, vengo presto!» Amen! Vieni, Signore Gesù!” (Apocalisse 22 :20)

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Adorare è...rimanere sotto il Trono del Padre | 16 Febbraio 2020 |
Dio non gioca mai a nascondino coi suoi figli e le sue figlie, ma ti chiede di riallineare la tua vita con Lui per poterti dare le Sue benedizioni.
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Tempo di lettura: 12 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 32 min.
Vi ricordate dei giochi che facevate quando eravate bambini? Se avete dai quaranta anni in su, eravate come me, abituati a giocare “col niente”!

Quando ero bambino non c'erano gli smartphone, e neppure la Play Station. La cosa più tecnologica con cui giocavo erano i trenini o l'allegro chirurgo!

E' per questo che eravamo abituati a giocare “col niente”, semplicemente con i posti dove vivevamo, le strade, le campagne, le case diventavano i nostri “giocattoli preferiti”!

Penso che il gioco che meglio spieghi il concetto di “giocare col niente” sia il “nascondino”.

Cosa serve per il “nascondino”? Almeno tre persone, un posto abbastanza grande (un giardino, una casa), … e un po' di tecnica acquisita con l'esperienza.

Per esempio, giocando a nascondino, col tempo avevo imparato  che il nascondiglio ideale doveva essere buio e doveva essere angusto, stretto, piccolo.

Sapete quale era  il mio nascondiglio preferito? Ve lo mostro:


Ero molto piccolo, e riuscivo ad entrare dentro la macchina da cucire di mia madre; potevo restare per ore là  senza che nessuno mi trovasse.

L'altra cosa che avevo imparato è che non dovevo muovermi! Dovevo stare assolutamente fermo.

Cosa c'entra tutto questo con l'adorazione?

La scorsa settimana abbiamo detto che “adorare”  è scoprire che Dio mi cerca, e con l'adorazione io lo abbraccio per farlo esultare con canti di gioia.

Oggi  voglio sfidarvi a vedere l'adorazione come qualcosa di più di accorgersi di Dio e di abbracciarlo.

Il salmo 22 dice:

“Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi,e anche di notte, senza interruzione. Eppure tu sei il Santo, che siedi circondato dalle lodi d'Israele.” (Salmo 22:2-3)

La parola che viene tradotta con “siedi” in ebraico è “?????? " “ ya?s?ab?” , che è un termine che normalmente  veniva riferito a chi sedeva  non su di una sedia, ma su di un trono. Infatti un'altra versione traduce così:

“Eppure tu sei il Santo,tu siedi in trono fra le lodi d'Israele.” (Salmo 22: 3 CEI 2008)

Davide stava parlando di Dio, del suo Signore, del suo RE che siede su un trono, e dice che siede circondato dalle “lodi”, ovvero da persone che adorano.

Isaia al capitolo 6 usa più o meno la stessa immagine,  ma ci da più dettagli  di come e dove siede Dio:

“Nell'anno della morte del re Uzzia, vidi il Signore seduto sopra un trono alto, molto elevato, e i lembi del suo mantello riempivano il tempio.” (Isaia 6:1)

Che strano! Sia Davide che Isaia raccontano di una situazione di crisi, Davide inseguito da Saul per ucciderlo Isaia senza più un re che governi, ma tutt'e due hanno la visione di Dio seduto sul trono!

Ma, attenzione, con una differenza sostanziale:  Davide si lamenta che Dio è lontano, Isaia invece vede Dio seduto (in Cielo) e i lembi del suo mantello arrivare fino a dentro il Tempio (in terra) e riempirlo.

Cosa significa questo? Significa due cose fondamentali:

1. nei momenti di crisi, Dio continua ad essere RE (come afferma Davide)
2. nei momenti di crisi, il suo mantello riempie il Tempio (come dice Isaia).

L'abbiamo detto tante volte: dov'era la presenza di Dio prima di Gesù? Nel Tempio!

Ma, un attimo, il Tempio non c'è più, è stato distrutto dai Romani nel 70 DC! Dov'è allora Dio, adesso?

 “Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?” (1 Corinzi 3:16)

Quale tempio, allora, riempiono i lembi del mantello di Dio  nei periodi di crisi? Certo, stanno riempiendo ancora il Tempio di Dio; solo che stavolta non è un luogo fatto di colonne e travi di legno, ma un corpo fatto di carne e sangue. Tu ed io siamo il Tempio di Dio.

Perché il lembi del mantello? Cosa stanno a significare? Vi ricordate la guarigione della donna col flusso di sangue? Cosa disse la donna?

“Se riesco a toccare almeno le sue vesti, sarò salva.” (Marco 5:28)

Gli Ebrei sapevano di non poter stare alla presenza di Dio; solo il Sommo Sacerdote, una volta all'anno, dopo aver fatto tutte le possibili e immaginabili purificazioni, poteva entrare nel “Luogo Santissimo”, dove era l'Arca del Patto con dentro le Tavole della Legge, i Dieci Comandamenti, che pensavano fosse il posto dove Dio poggiava i suoi piedi.  Per questo si immaginavano di poter ricevere benedizione e Grazia solamente toccando una minima parte di stoffa che fosse a contatto con il corpo del Signore.

La vedova credeva in questo, e la vedova aveva ragione, perché fu guarita dall'aver toccato il lembo della veste di Gesù

Dio stava dicendo ad Isaia in visione: “Guarda, io sono sopra di voi, la mia benedizione e la mia grazia sarà efficace per voi che mi adorate, nel tempio.”

Però... c'è un problema. La visione di Isaia è chiara: i lembi del mantello di Dio  scendono nel tempio... da sopra a sotto. Questo significa che il tempio  deve “stare sotto” “essere allineato” con Dio.

E' molto più probabile  che possa mangiare e far festa con il Re  se sto già sedendo ai suoi piedi. E' molto più probabile che mi bagni  se sto in mezzo ad un fiume,  piuttosto che in mezzo al deserto.

La Grazia di Dio  è cibo per le nostre anime affamate; la Grazia di Dio  è acqua fresca per la nostra sete di giustizia. ...ed adorare Dio mi pone nel bel mezzo  del fiume che è la Grazia di Dio.

Davide ha detto:

“Eppure tu sei il Santo, che siedi circondato dalle lodi d'Israele.” (Salmo 22:3)

Se sto lodando Dio, se lo sto adorando questo significa che sono “sotto di lui” e che la sua Grazia (i lembi del suo mantello) possono riempire il tempio, ovvero me stesso, proprio nel momento del bisogno, così come  era Davide inseguito da Saul.

C'è un problema: parlo per me... voi sicuramente siete differenti. L'ultima cosa che mi sento di fare quando ho un problema grave, quando sono nel bisogno è di “adorare”.

Magari mi lamento, prego, supplico, urlo... ma “adorare”, mettere a disposizione la mia vita allinearmi con Dio e con la sua volontà... beh, quello è un po' più difficile.

Non alzate le mani,  ma quanti di voi, quando hanno avuto una brutta notizia o un periodo difficile, invece di adorare, hanno cercato “gratificazione” in qualcos'altro? Cibo... dormire... alcool... sesso... pornografia... droga... così, tanto per non pensarci.

Lo scrittore di Ebrei dice invece:

“Perciò, avviciniamoci con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovare la grazia, quando ne abbiamo bisogno” (Ebrei 4:16 PV)

C'è un versetto nel salmo 89  che ci aiuta a capire  il ruolo che gioca l'adorazione nella vita del credente:

“Felice il popolo che ti sa acclamare:camminerà alla luce della tua presenza, Signore.” (Salmo 89:15 TILC) 

Qui “acclamare” è in ebraco  "?????????", “t?eru?‘a?” che significa “fare un rumore assordante”  Cosa significa “acclamare”? Non è una parola che usiamo spesso, vero? Viene dal latino “clamare” = gridare + “ad” = a, verso",  e significa “gridare ad alta voce con gioia”. Pensate a quello che accade quando ai concerti entra la rock star  o allo stadio entra il bomber.

Il salmista lega il fatto di “acclamare” che è un modo di dire  “adorare Dio”, con la felicità. Sapete vero,  come viene tradotta la parola “felice” nel Nuovo Testamento? Benedetto!

Il salmo dice che se vuoi essere benedetto, se vuoi essere benedetta,  devi acclamare, adorare Dio. E se acclami, adori Dio, dice il salmo camminerai alla luce della Sua presenza 

Come vivi la tua vita? Stai camminando alla luce della sua presenza? Se la risposta è no, probabilmente non sei “sotto il trono”, probabilmente il “lembi del suo mantello  non riempiono il “tempio”  che sono il tuo corpo e la tua mente.

Probabilmente devi “riallinearti” per ottenere benedizioni, Grazia e guida. Devi, semplicemente, tornare ad adorare Dio; con la tua voce,  con la tua obbedienza ai suoi comandamenti con la tua testimonianza di credente.

Cosa c'entra tutto questo col nascondino?

Vi ricordate le caratteristiche  del nascondiglio ideale? Doveva essere buio, doveva essere angusto, stretto, piccolo.

Anche qui parlo per me, voi sicuramente siete diversi: io ho giocato spesso a “nascondino” con Dio... proprio nei momenti più difficili, in quelli dove avrei avuto più bisogno di lui... trovando un posto buio, stretto, dove rimanere da solo. Mi ci rinchiudevo da solo.

Qualche anno scrissi questa testimonianza parlando di un periodo specifico dove ho giocato a “nascondino con Dio”.
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Ognuno di noi passa momenti nella vita dove sembra che Dio si nasconda, dove ci troviamo nel buio, stretti dalle situazioni.

Quest'anno compio venti (ormai sono ventotto, quasi ventinove!!!) anni di servizio al Signore, e prima di diventare pastore di questa comunità, sono stato coinvolto a vario titolo con almeno altre quattro comunità.

In ognuna ho cercato di mettere a disposizione i miei doni e i miei talenti, ma questo spesso non è sufficiente a far si che le cose filino lisce al 100%.

Ad un certo punto della mia vita di credente mi sono trovato ad essere coinvolto, molto coinvolto come anziano nella conduzione di una  chiesa abbastanza grande. Molto coinvolto... molto giovane... e molto inesperto!

Ho cominciato a capire che, sebbene amassi le persone con cui conducevo la comunità, e sebbene loro amassero me, la visione di come portare avanti la chiesa era completamente differente.

Non volevo andare via, perché volevo “dare” ancora ( e anche perché non c'era un gran che da scegliere in zona a quell'epoca...) ma non potevo neppure restare come anziano!

Mi sentivo in trappola, stretto da due lati:  la voglia di andare e mettere dietro le spalle i conflitti,  e quella di restare per poter continuare a dare e ricevere. Pensai che la soluzione migliore fosse quella di abbandonare la conduzione della chiesa e l'anzianato, e rimanere come semplice membro. Non fu una buona soluzione.

Ricordo che in quei giorni non avevo una gran voglia di “adorare” il Signore; cantavo poco in chiesa la domenica, e lo lodavo forse ancora meno durante le mie giornate (o forse non lo lodavo per niente).

Ma, una cosa l'avevo decisa: avrei continuato a servire il Signore lì, senza mormorare né parlare dietro le spalle, perché quello sarebbe stata disobbedienza al Signore, che dice: 

“Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro”, ( Ebrei 13:17)

Io avevo deciso di ritornare ad essere un semplice membro di chiesa che doveva obbedienza e sottomissione agli anziani.  Ricordo che non fu facile, né breve... ma ora, guardando indietro, so che se non avessi preso quella decisione, con tutta probabilità, a distanza di anni, non sarei stato chiamato a piantare una chiesa nella mia città natale. La mia “carriera” di servitore per il Signore si sarebbe interrotta lì.

Avevo pensato che non stessi adorando Dio, in quel periodo... ed invece gli stavo dando un tipo di adorazione differente:  non con la mia voce, non con le mie lodi,  ma “allineando” la mia vita con il Suo volere, obbedendo alle sue leggi, evitando di peccare contro altri.

Ero stato nel buio, ero stato “stretto”, ma da buon giocatore di “nascondino” avevo deciso di “non muovermi”, di fidarmi della promessa che il Signore mi aveva fatto tramite una telefonata di una credente dal Canada, proprio nell'attimo esatto che avevo detto “basta, io non ci vado più in chiesa!”. Una telefonata arrivata dopo nemmeno due minuti dal mio “basta, me ne vado” che diceva :”Stavamo pregando col mio piccolo gruppo ed ho sentito forte che Dio mi chiedeva di dirti che lui ha in serbo per te e per l'opera a Montefiascone delle benedizioni che non  puoi minimamente immaginare”. 

Ero stato nel buio, ero stato sotto pressione, ma ora vedo che in tutto quel periodo, Dio non stava giocando a nascondino con me: lui era lì, era sopra il tempio che io avevo deciso di costruire attraverso la mia obbedienza alle sue leggi. 

L'oscurità che avevo provato erano una piega del suo mantello. La pressione che avevo sentito erano le sue mani che mi mi tenevano stretto al suo fianco. Era lui che mi aveva nascosto, per non farmi trovare dallo scoraggiamento, e per impedirmi di finire il mio servizio a Lui. Avevo sperimentato, senza esserne consapevole, quello che sta scritto nel salmo 91:

“Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente. Io dico al SIGNORE: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!” (Salmo 91:1-2) 

Tutto questo, perché avevo allineato la mia vita alla sua Parola,  il mio comportamento al suo volere.  Perché lo avevo adorato, senza canti e senza lodi, ma con la mia vita.  Ed oggi posso vedere il frutto di quell'adorazione.
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Vorrei ascoltare assieme a voi una canzone.


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"Nascondino" di Scott Alan Hansen
Mi ricordo nel giardino giocavamo a nascondino io e te.Occhi chiusi, tu contavi, mi nascondevo bene da te."Pronto o no, io vengo!" (dicevi) "E ti vedo, sai!Ti faccio tana; sei lì dietro quelle foglie grandi. Arrenditi ormai."
Mi ricordo nel primo giardino l'uomo giocava a nascondino con Dio.Occhi aperti, ma cuore caduto cercava un posto nascosto dal cielo."Pronto o no, io vengo!" (disse Dio) "Uomo dove sei?Non ti nascondere dall'amore che ti può salvare."Perché fuggi da me?"
Nascondino, Nascondino.
Il tempo passa, siamo ormai grandi,giochiamo ancora a nascondino con Dio.Ci copriamo con scuse vane, mascherando i dolori e le paure."Pronti o no, io vengo!" (dice Lui). Il crocifisso Re."Fate di me il vostro nascondiglio.Arrendetevi a me."
Mi ricordo nel giardino giocavamo a nascondino io e te.
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Conclusione

Forse in questo momento ti stai trovando in una situazione  dove sembra che Dio stia giocando “a nascondino” con te. Forse sei nel buio, e sei sotto pressione.

Non cercare un posto buio e stretto, ma cerca il Trono di Dio  e metti la tua vita sotto di esso.

Adora Dio!  Adora Dio con la tua vita!  Adoralo con l'obbedienza alla sua Parola e alle sue leggi!

Vieni ad immergerti nel fiume della sua grazia! Allinea la tua vita sotto il suo trono! Dagli il benvenuto, e fallo partecipe dei tuoi problemi!

Gesù ha detto in Giovanni 4:23:

“...il Padre cerca tali adoratori.” (Giovanni 4:23b)

Usa l'altro trucco del “nascondino” Fermati!  Fatti trovare da lui! Adoralo con la tua vita! Lui sta cercando di te...per poterti inondare di benedizioni!

Preghiamo.
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VIDEO DEL MESSAGGIO A BREVE







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Adorare è... abbracciare il Padre | 9 Febbraio 2020 |
Adorare non è cantare, né pregare, né prostrarsi. Non solo. Adorare è abbracciare il Padre per farlo esultare con canti di gioia.
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 34 min.
Cosa ti viene in mente  quando senti la parola“adorare”? Il problema con questa parola nelle chiese evangeliche è che spesso è associato esclusivamente alla fase del culto prima della predicazione: “Adesso iniziamo con l'adorazione”.

Altre volte è associato ad un tipo di preghiera, spesso fatto a voce alta, occhi chiusi e mani alzate.

Altre ancora a quando le persone si inginocchiano o si prostrano a terra in “adorazione”;
ci sono decine  e decine di dipinti che raffigurano quel santo o quell'altro in “adorazione”.

Ma è davvero tutto questo, oppure non è “solo questo” adorare Dio?

Mi viene da fare una domanda: “Ma a Dio serve davvero che io canti o che mi sdrai per terra?”

Secondo voi, Dio è davvero interessato a sentirci cantare oppure a vederci stesi per terra, o a sentire le nostre alte grida al cielo?

Sembra quasi che Dio sia un po' sordo, e gli serva di “sentirmi forte” per girarsi, oppure che si preoccupi di me solo se sono steso a terra  o se grido ad occhi chiusi: “Si sarà mica fatto male?”

Quasi sembra che io sia “a caccia” di attenzione, che voglia “farmi notare”. Ma sarà davvero cosi? Sono io alla caccia di Dio... oppure è viceversa?

Pensate a come cambierebbe la situazione se l'adorazione non fosse un momento dove sono io ad attirare l'attenzione di Dio, ma Lui ad attirare la mia attenzione su di lui!

Perché dico che cambierebbe la situazione?  Perché significherebbe che non sono io a cercare Dio, ma è lui a cercare me... Come sempre!

Vi ricordate come è iniziato tutto? Quando Adamo ed Eva si erano nascosti per la vergogna di aver disobbedito? Chi è stato il primo a muoversi per cercarli?

“Poi udirono la voce di Dio il Signore, il quale camminava nel giardino sul far della sera; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza di Dio il Signore fra gli alberi del giardino. Dio il Signore chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?»” (Genesi 3:8-9)

Dio non vuole giocare “a nascondino” con noi, e non vuole neppure  che stiamo distanti da lui per troppo tempo. E' per questo che ha trovato  un “canale diretto”, un luogo dove lui è sempre presente, disponibile, dove ci aspetta ogni giorno.

Quel canale, quel luogo si chiama, appunto, “adorazione”.

Ci fu una donna che chiese a Gesù  dove fosse meglio adorare Dio: e Gesù gli rispose così:

“La donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato su questo monte, ma voi dite che è a Gerusalemme il luogo dove bisogna adorare».  Gesù le disse: «Donna, credimi; l’ora viene che né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori" (Giovanni 4:19-24)

Gesù risponde in una maniera chiara: “Non ti serve un luogo specifico,  perché Dio è dappertutto... E, soprattutto , E' LUI CHE CERCA TE!”

Dio CERCA chi lo adori: quando pensiamo che siano il canto, la preghiera o il prostrarsi a portarci ad adorare Dio, siamo un po' come la donna al pozzo: stiamo pensando che, per adorare Dio, serve un “luogo”: dentro una canzone,  dentro una preghiera,  dentro una postura del corpo.

Intendere, non voglio scoraggiarvi dal cantare, o dal pregare con le mani alte o prostrati, sono tutte cose buone, e realmente servono a noi, non a Dio!

Dio ci conosce, sa come siamo fatti e sa che queste cose ci aiutano ad adorarlo. Lo ha scritto così tanto nel nostro DNA che è rimasto anche nelle persone che non lo cercano più, e che spesso dicono che Dio non esiste.

Il mondo è pieno di “adoratori”: chi adora un cantante, chi una squadra di calcio, chi il proprio lavoro, chi la propria moglie o il proprio marito.

Ma c'è una differenza sostanziale: né la rock star, né il calciatore, né il datore di lavoro... (e qualche volta né la moglie o il marito!) vanno alla ricerca di chi lo adori  per avere un contatto personale e quotidiano. Se capita di incontrare un proprio fan, magari ci scappa un autografo... ma nulla di più.

Ma Dio, dice Gesù,  è invece alla RICERCA personale, “ cerca tali adoratori” vuole passare tempo OGNI GIORNO con i suoi fan!

Il cammino di un adoratore  non è tanto un “mordi e fuggi”, l'autografo strappato al concerto o alla partita, ma è un modo di vita. Riguarda lo scoprire il segreto dell'amicizia con Dio Non riguarda tanto il fare qualcosa ma riguarda piuttosto essere qualcuno, non “fare” l'adorazione” ma “essere” un adoratore.

Paolo ce lo spiega:

“E così, cari fratelli, vi esorto a dare i vostri corpi a Dio; che siano un sacrificio vivente, santo. Questo è il modo giusto di adorare Dio. Non adattatevi alla mentalità e alle usanze di questo mondo, ma lasciatevi trasformare da Dio con un completo rinnovamento della mente vostra. Allora sarete in grado, per vostra esperienza personale, di capire qual è la volontà del Signore; vale a dire: tutto ciò che è buono, perfetto è a lui gradito..” (Romani 12:1-2 BDG)

Vivere come un adoratore piuttosto che avere “momenti di adorazione”.

Cosa è “adorazione”?

Ho detto più di una volta che “adorare”: è una parola composta di origine latina,  “orare” = parlare + suffisso “ad” = a,  ovvero parlare a qualcuno.

Con chi ti piace parlare di più? Con le persone che disprezzi, o che non conosci, oppure con le persone che ammiri e che conosci bene? Di norma è più facile parlare se parliamo a qualcuno che “vale” per noi, qualcuno che amiamo!

Se adoro Dio, dunque, sto affermando  che Dio “vale” per me adorare è perciò  “parlare a qualcuno che vale che amo”.

Ma anche stavolta, siamo arrivati secondi! Non siamo noi ad aver amato per primi:

Giovanni dice che

“Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo.” (1 Giovanni 4:19 PV)

Perché Dio vuole la mia adorazione?

Abbiamo detto allora che non sono io che cerca attenzione di Dio adorando, ma che è Dio che mi a strutturato per adorare così da avere un rapporto costante con Lui.

La mia domanda è: “Perché?” Perché il Creatore del mondo vorrebbe la mia attenzione ogni giorno? Non ha altro da fare che parlare con me?"

Il salmo 8 dice:

“Quand'io considero i tuoi cieli, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte, che cos'è l'uomo perché tu lo ricordi? Il figlio dell'uomo perché te ne prenda cura?” (Salmo 8:3-4)

Che Dio, Creatore di tutto, ami un niente come me, veramente non ha senso! Non ha senso amare qualcuno che spesso sbaglia, il più delle volte fa di testa sua, continuamente delude.

Sono troppo duro? Ripercorri mentalmente la giornata  di ieri, e pensa dove e quando non hai rispettato  qualche regola che Dio ti ha dato. Ne vogliamo parlare? Un momento dove sei stato/ stata scortese con qualcuno. Un semaforo giallo (o rosso!) visto come verde. Una scusa (una bugia!) per evitare di fare quella cosa che non ti va... Meglio non parlarne, eh!

Il figliol prodigo

E invece parliamone! Perché è Gesù stesso che ci da un esempio di come siamo fatti noi, nella famosa parabola che qualcuno (non Gesù)  ha deciso di chiamare “Il figliol prodigo”.

Gesù racconta una storia di un'eredità anticipata; il figlio che chiede al padre i soldi il padre lo accontenta,  il figlio se ne va.

Ma si sa,  “Soldi non faticati finiscono prima di essere usati”. Gesù dice che, a un certo punto,  dopo aver provato la fame il figlio “rientrato in se” capì lo sbaglio, prese la strada per tornare a casa, e lungo la strada fece tutto un progetto  per come chiedere scusa. Senza sapere che, a casa, il padre non vedeva l'ora di riabbracciarlo di perdonarlo, e di riaverlo come figlio:

“Ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò.... Ma il padre disse ai suoi servi: “Presto, portate qui la veste più bella e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; portate fuori il vitello ingrassato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa,  perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto ed è stato ritrovato” “ (Luca 15:20b, 23-24)

Gli mise scarpe nuove,  lo vestì col vestito più bello,  e gli diede l'anello che simboleggiava l 'appartenenza alla famiglia. Gli restituì dignità, identità, autorità

Un figlio che non è “prodigo”

Gesù non ha intitolato la storia “Il figliol prodigo”, perché in realtà “prodigo” in italiano non significava “essere spendaccione”,  ma, dal latino “pro-agere”= spingere avanti”  significa “donare con molta larghezza,  dare tutto se stesso per aiutare gli altri”.

L'ho detto altre volte che fu l'errore di un tipografo francese,   che nel 1551, per ammazzare il tempo durante un lungo viaggio in carrozza da Lione a Parigi,  decise di mettere i numeri e titoli.

Nella storia, chi  è che “dona tutto se stesso” chi è il “prodigo”?  Non è certo il figlio,  che prende sia la prima che la seconda volta. Ma  il padre,  perché “dona con molta larghezza”, la prima volta con tristezza la seconda volta con gioia, e “da tutto se stesso per aiutare il figlio”...  che non se lo sarebbe proprio meritato.

Un mio amico pastore mi ha raccontato  di aver assistito ad un padre  che sollevava il suo figlio paralizzato e cieco  durante un culto e gli cantava  perché il figlio potesse sentire le sue braccia  e sentire la sua voce.  E il figlio, con uno sforzo immane,  riuscì a sollevare un braccio  solo per metterlo  attorno al collo del proprio padre,  e sorridere.

Penso che l'immagine di questo padre che canta  affinché suo figlio disabile,  incapace di vederlo,  incapace di muoversi,  ma solo capace di essere sostenuto e sfiorato,  in qualche modo abbracciato,  sia già stata descritta in un passo dell'Antico Testamento:

“ Il SIGNORE, il tuo Dio, è in mezzo a te, come un potente che salva; egli si rallegrerà con gran gioia per causa tua; si acquieterà nel suo amore, esulterà, per causa tua, con canti di gioia” (Sofonia 3:17)

Ecco, questa è l'immagine vera, quella giusta dell'adorazione! Non sono io che “canto” non sono io che “prego” non sono io che “mi inginocchio o mi prostro” ma è Dio che mi sostiene, mi canta,  mi tiene in braccio quando sto adorando! E' Lui che esulta per me, con canti di gioia!

Quello che devo fare io, per adorarlo davvero, è sentire quelle braccia durante tutto il giorno, vivere alla sua presenza costantemente, non soltanto durante una canzone  o una preghiera.

Noi, per Dio, siamo come quel figlio disabile, che il padre ama lo stesso, anzi, di più. Se fossimo perfetti, lui ci amerebbe, ma non avremmo bisogno costante di lui. Ma noi non siamo perfetti, anzi... siamo imperfetti,  siamo peccatori.

E lui sa che abbiamo bisogno di sostegno non solo durante una canzone, ma lungo tutto il giorno, non solo durante una preghiera, ma sempre. E' un Dio che  “esulterà, per causa tua, con canti di gioia”

Cosa farai?

Cosa farai, dunque, con un amore così? Farai come quel figlio, di cui parla Gesù, allontanandoti da lui, oppure “rientrerai in te” come quello stesso figlio e tornerai al Padre? Farai come quel figlio disabile che si aggrappa al proprio padre e sorride?

Cosa farai,  oltre cantare una canzone a Dio? Cosa farai,  oltre pregare una preghiera a Dio? Come farai a mettere il tuo braccio attorno al suo collo,  per fargli sentire che, anche se sei disabile, paralizzato, e cieco, lo ami?

Paolo dice:

“...vi esorto a dare i vostri corpi a Dio; che siano un sacrificio vivente, santo....” (Romani 12:1a BDG)

Chiedi,  e lui ti dirà cosa fare, come trasformare la tua vita in atto di adorazione costante  a colui che  è lì, davanti a te,  e ti sorregge per poter esultare  “per causa tua con canti di gioia!”

Preghiamo.

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Essere sovranista per Cristo | 2 Febbraio 2020 |
A quale nazione appartieni? A quella dove vivi, o a quella dove vivrai, se hai creduto in Cristo? E chi avrà la sovranità tra le leggi del mondo e la Legge di Cristo?
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Tempo di lettura: 8 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 28 min.
Ieri per la mia famiglia  è stato un giorno “particolare”.Non so ancora dirvi se sia stato un giorno buono oppure cattivo; il tempo lo dirà.

Perché era un giorno speciale? Perché da ieri io sono ufficialmente sposato con una extracomunitaria!

No, non vi preoccupate, non ho divorziato da Janet, ma è la nazione di Janet che ha divorziato dall'Europa.

Sto parlando, ovviamente, di quello che va sotto il nome di “Brexit”. Dalla mezzanotte del 31 gennaio 2020 Il Regno Unito ufficialmente  non fa più parte dell' Unione Europea.

E c'è un gran fermento Oltremanica, grandi aspettative, grandi progetti di cambiare questo e quello; chi ha votato si aspetta di vedere presto tutte le promesse elettorali avverate!

Non vi preoccupate, non voglio parlarvi di politica internazionale né di “sovranismo”... anzi, voglio PROPRIO parlarvi di sovranismo... della “parola” sovranismo”...

Quanti la conoscono? Se la conoscete, da quanto tempo è che la conoscete?

Sapete, avrei voluto anche stavolta farvi un bello studio sull'etimologia, da quali parole latine, greche o francesi provenga... ma non posso!

Non posso perché è una parola “nuovissima”,  che ha cominciato a circolare agli inizi del 2002 ma che è stata compresa nei vocabolari ufficiali (Treccani, Devoto, Zingarelli) solamente nel 2018!

Vediamo la definizione che ne fa la massima autorità della lingua italiana ovvero il Vocabolario della Crusca:

sovranismo:  sost. m., Derivato da sovrano con il suffisso -ismo,  Posizione politica che rivendica la sovranità nazionale dei singoli Stati, contrapponendosi alle ideologie globaliste e/ o anche alla politica di concertazione degli organismi sovranazionali, con particolare riferimento all’Unione europea.

So quello che pensi: “Si, va beh, Marco, ma che c'entra tutto questo con una predicazione in chiesa?”

Sovranista per Cristo

Sapete che vi dico? Che tutti i credenti dovrebbero essere dei “sovranisti” convinti!

Che tutti i credenti dovrebbero invocare una sorta di Brexit, e aspettarsi di vedere le cose che cambino...

Ancora peggio vero? A questo punto pensate davvero che il viaggio in Gran Bretagna  mi abbia severamente nuociuto  alla mia salute mentale, vero?

E avreste ragione, se io volessi parlarvi di un determinato Stato di una nazione...

Se io non vi volessi parlare della VERA nazione a cui tu, se sei credente in Cristo appartieni davvero.

A quale nazione appartieni tu?

“Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che vivono come forestieri dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia,” (1Pietro 1:1)

Pietro stava scrivendo a persone che non erano ebree, che non avevano mai visto Gerusalemme, ma che lui chiamava “forestieri” in greco “??????????? parepide?mos” “che non sono a casa”.

Per un vero credente,  dice Pietro, la vera patria non è quella dove vivi, dove sei nato... e neppure quella dove verrai sepolto.

La tua vera patria è il cielo, nella presenza di Dio.  Perciò, finché viviamo in questo mondo,  siamo stranieri, forestieri.

Paolo dirà in Filippesi:

“Quanto a noi, la nostra cittadinanza è nei cieli, da dove aspettiamo anche il Salvatore, Gesù Cristo, il Signore,” (Fil 3:20)

Tutto questo che c'entra col diventare sovranista? Cosa voglio suggerivi, allora? Di diventare “disobbedienti” allo stato? Di rifiutare le autorità? Tutt'altro.

Boris Johnson con la sua Brexit intende, a torto o a ragione, riportare la “sovranità” delle decisioni all'interno del suo Paese, non essere più soggetto a ciò che dicono o fanno tutti gli altri.

Dove è la nostra patria? In Cielo, con Cristo! Ma a quali leggi stiamo obbedendo? A quelle dello stato e della società dive viviamo, oppure a quelle dello stato a cui apparteniamo? Abbiamo bisogno di una Cristexit nelle nostre vite, di ritornare al sovranismo di Dio Cristo la nostra Patria, Dio il nostro Sovrano!

E cosa c'è di meglio  per cambiare, dell'inizio di un nuovo anno?

Così come Johnson ha dei piani (spero!) in mente per fare ciò che ha promesso quello che voglio proporti questa mattina è un piano che duri per tutto il 2020 e oltre,  per vivere nella tua nazione ma come come forestieri dispersi nel  Lazio per parafrasare le parole di Pietro.

Attenzione a quello che ho detto: Boris Johnson ha un PIANO (spero!) per adempiere alla PROMESSE.

Hai mai fatto una “promessa”? “Domani comincio la dieta!” “Da lunedì vado in palestra! “Questa è l'ultimo pacchetto di sigarette!”

Ci sei riuscito, ci sei riuscita? Quanto è il tuo “record” di durata?

Gran parte delle promesse e delle decisioni  pur sapendo che sono buone per la nostra vita, inesorabilmente vengono disattese... da noi stessi!

Sapete quale è il problema vero? Non c'è un piano per mantenere la promessa!

Se cercate su internet troverete centinaia di piani  per raggiungere gli obiettivi, tipo questo:

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PIANO PER RAGGIUNGERE I TUOI OBIETTIVI

fissare obiettivi raggiungibili essere sfidanti dagli obiettivi avere un progetto scritto pensare “positivo” avere 3 settimane di disciplina avere indulgenza con se stessi comprendere le ragioni che impediscono il successo;identificare e ricordarsi i vantaggi del raggiungerli; non considerare gli insuccessi come sconfitte; avere un gruppo di supporto (anche on-line)---
E buono? Si... ma anche no! Perché anche no? Perché in questo piano io devo fare fare fare, obbedire alle leggi e alle regole di una società di cui sono cittadino... ma quando io non sono che un “forestiero” di quella società.

C'è un piano più “semplice”? Qualcosa che riassuma tutte le dieci azioni in una sola? Paolo dice di si.

Paolo scrive una lettera ad una chiesa quella di Corinto, che amava ma che aveva  una massa enorme di problemi: erano salvati, ma si comportavano ancora come cittadini greci non come “forestieri” e “cittadini dei cieli”

Con che piano sarà arrivato Paolo? Comportatevi così,  memorizzate questi versetti leggete questi libri, venite ai miei seminari... Nulla di tutto questo:

“Anch'io, fratelli, quando venni da voi, non venni ad annunciarvi il messaggio di Dio con belle parole o grande sapienza, perché avevo deciso che vi avrei parlato soltanto di Gesù Cristo e della sua morte sulla croce.. ". (1 Corinzi 2:1-2 PV)

Il piano era, semplicemente “Gesù è morto per te”.

Perché solo Cristo?

Perché Paolo vuole parlare ai Corinzi SOLO di Cristo? Perché anche lui è d'accordo con Boris Johnson!

Mi spiego: Johnson ha detto (scusate se semplifico il concetto): “Non possiamo obbedire alle leggi UE e contemporaneamente fare quello che vogliamo noi. Noi vogliamo che le nostre regole, le nostre abitudini, le nostre leggi siano SOVRANE rispetto a quelle dell'UE. ' per questo ce ne andiamo.”

E Paolo dice lo stesso: è inutile applicare le regole di cittadino di questo mondo e di questa società  e le regole del tuo mondo (tu sei cittadino dei cieli).na delle due regole/ leggi deve essere SOVRANA.

Come credenti dovremmo fare una Cristexit nei nostri cuori, essere sovranisti per Cristo e per le sue leggi.

Cosa significa questo? Bisogna smettere di obbedire alle leggi dello Stato? Vogliamo creare uno stato “teocratico”, tipo Iran dove il testo di legge è un testo sacro? Dove per capire chi ha la precedenza all'incrocio devo leggere un Salmo o un'epistola?

Cerco che no! C'è un modo differente. Molti mi hanno detto: “ Ma Marco, Cristo è al primo posto della mia vita! Lui viene prima del mio lavoro, della mia famiglia, dei miei soldi!”

Ed è questo il problema: stiamo obbedendo alle leggi di due stati differenti: alle leggi di Cristo e a quelle della famiglia, alle leggi di Cristo e a quelle del lavoro, alle leggi di Cristo e a quelle dell'economia. In pratica, obbediamo ad una nazione e all'altra.

Quale è la ricetta di Paolo allora? “Non vengo a spiegarti per filo e per segno tutto, ma ti ricordo solo una cosa: Cristo è salito in croce per te”.

Sempre ai Corinzi aveva detto:

“Poiché la predicazione della croce è pazzia per quelli che periscono, ma per noi, che veniamo salvati, è la potenza di Dio.” (1 Corinzi 1:18)

Dice insomma :”Non vi preoccupate se vi prenderanno per matti, è normale. Ma per noi che apparteniamo alla nazione di Cristo, quella è pura potenza, lì trovo la forza per obbedire alle due leggi assieme! ” 

Dobbiamo essere “sovranisti” per questa legge, deve regnare non sopra, ma DENTRO tutte le altre; debbo obbedire alla legge di Cristo DENTRO la mia famiglia, debbo obbedire alla legge di cristo DENTRO il mio lavoro, debbo obbedire alla legge di Cristo DENTRO l'economia, perché lui è morto in croce per me.

Dove trovo l'energia?

E' facile tutto questo? Mi viene naturale? E' senza sforzo? Assolutamente no! Applicare la legge di Cristo all'interno della mia vita quotidiana richiede sforzo, richiede potenza...

Dove la trovo io, che già sto messo male di mio in quanto ad energia?

Paolo parla di “potenza di Dio” nella croce. Che significa tutto questo? Che devo riempire la casa di crocefissi, mettermene uno al collo quasi fosse un “accumulatore” di potenza”? Certamente no! Anche se potente, non è il “simbolo croce” a dare potenza, ma l'effetto che quel simbolo ha provocato nella storia dell'umanità.

Gesù, dopo essere stato crocifisso e risorto ha detto:

“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi”(Atti 1:8)

E Paolo ha aggiunto:

“Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen. (Efesini 3:20-21)

L'energia per la mia Cristexit, per obbedire alla legge di Cristo  DENTRO le leggi della società dove vivo è a disposizione H24.

Tu puoi dirmi “Ok Marco, ma mica è facile fare quello che mi chiedi! Io non so da dove cominciare per mettere la legge di Cristo nella mia vita quotidiana!”. C'è un unico sistema:

“La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali. E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.” (Colossesi 3:16-17)

Leggi la Parola,  parla con altri credenti, chiedi consigli,e pensa che tutto quello che fa lo stai facendo per Cristo.

Alla luce di questa potenza, voglio mostrarti come inserire  DENTRO le leggi della società dove vivi la legge di Cristo:

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Ricorda, vivi in questo mondo, ma non sei di questo mondo, se credi in Gesù! Sii sovranista per lui, fallo regnare nella tua vita, obbedisci alle sue leggi dentro le leggi del mondo. E ricorda; Cristo è morto per te!

Preghiamo.
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Il souvenir di vita che sei in Cristo | 26 Gennaio 2020 |
Dio si serve di strumenti deboli per dimostrare la Sua potenza. Sei pronto, sei pronta a pregare per guarire altri ed essere un canale attraverso cui transita la potenza di Dio che guarisce?
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Tempo di ascolto audio/ visione video: 39 min.
Messaggio di Mario Forieri
"Allora egli scese e si tuffò sette volte nel Giordano, secondo la parola dell’uomo di Dio; e la sua carne tornò come la carne di un bambino: egli era guarito. Poi tornò con tutto il suo sèguito dall’uomo di Dio, andò a presentarsi davanti a lui e disse: «Ecco, io riconosco adesso che non c’è nessun Dio in tutta la terra, fuorché in Israele. E ora, ti prego, accetta un regalo dal tuo servo». Ma Eliseo rispose: «Com’è vero che vive il Signore di cui sono servo, io non accetterò nulla». Naaman insisteva perché accettasse, ma egli rifiutò.  Allora Naaman disse: «Poiché non vuoi, permetti almeno che io, tuo servo, mi faccia dare tanta terra quanta ne porteranno due muli; poiché il tuo servo non offrirà più olocausti e sacrifici ad altri dèi, ma solo al Signore." (1 Re 5: 14-17)

"...un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dov’essi erano seduti. Apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano e se ne posò una su ciascuno di loro. Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi." (Atti 2 :2-5)

“In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà affatto»." (Marco 10:15)

“Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio». (Giovanni 3:3) 

"E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura.Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni, parleranno in lingue nuove, prenderanno {in mano} dei serpenti, anche se berranno qualche veleno non ne avranno alcun male, imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno»." (Marco 16: 15)

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Come guarisce Gesù? | 19 Gennaio 2020 |
Dio vuole coinvolgere te nella sua azione di guarigione, sia spirituale che fisica, delle persone. Sei pronto, sei pronta ad agire come Gesù ti ha mostrato, e pregare per guarire gli altri?
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Tempo di lettura: 12 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 35 min.
Siamo alla fine... quasi... di questa serie di messaggi sulla guarigione.  Abbiamo passeggiato per circa tre mesi assieme a “Yahwe Rapha”, "Dio guarisce", e la settimana prossima Mario chiuderà il ciclo con l'ultimo messaggio.

Nel frattempo che Mario stava predicando i precedenti messaggi c'è nessuno che ha mai pensato “Si, va beh, Mario, ma io mica sono convinto che Gesù guarisca PROPRIO come dici tu, attraverso la preghiera di altri!”.

Sapete, avere pensieri simili verso i vostri predicatori domenicali non è un “peccato grave”. Nutrire dubbi è lecito, ma questo deve spingerci a cercare, piuttosto che rimanere con il dubbio.

Lo sarebbe solo se tu rimanessi coi tuoi dubbi senza chiedere a nessuno, senza chiedere al predicatore... e soprattutto,  senza chiedere alla Parola di Dio le risposte.

Quante volte abbiamo detto che Gesù è venuto a darci un “esempio”? Lui stesso  dice agli Apostoli in Giovanni 13: 15  “Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io.” 

Mario ha detto più volte che non non c'entriamo nulla con la guarigione; non siamo noi che guariamo, ma noi semplicemente portiamo in preghiera il caso di quella tale persona a Gesù affinché lui guarisca.

Se Gesù è venuto per darci un esempio di quello che dobbiamo fare, per vedere se è vero  quello che Mario va dicendo da novembre, dobbiamo cercare nella Bibbia esempi di come lui ha guarito.

Se fosse vero quello che afferma Mario, ovvero che Gesù guarisce ancora adesso ANCHE attraverso qualcuno che  gli “porta” un ammalato, dovremmo trovare uno schema simile  nelle molte guarigioni miracolose presenti nei quattro Vangeli.

Quante guarigioni ci sono nei Vangeli?

Nei quattro Vangeli sono moltissime le guarigioni,  ma solo di 27 abbiamo la storia dettagliata, che ci mostra il prima (la malattia), il come (in che modo il malato si è presentato a Gesù) e il dopo (la guarigione).

Tramite esse possiamo vedere come agiva Gesù,  e cercare di imparare qualcosa. Vogliamo vederle assieme?

Dato che non possiamo vedere 27 passi dei Vangeli (altrimenti la predica finisce domani all'alba), quello che ho fatto è di riassumere in una tabella tutti i passi dei vari Vangeli dove si trovano queste 27 guarigioni e di suddividerle in tre categorie: "guarigione richiesta dall'ammalato", "guarigione non richiesta né dall'ammalato né da altri", "guarigione richiesta da altri e non dall'ammalato stesso".

Se fosse vero quello che Mario va affermando da tre predicazioni, dovrei trovare più miracoli nella terza colonna della tabella che nella prima e nella seconda. Vediamo se è vero.



Cosa ci dice, secondo voi, la tabella? Secondo voi in questa tabella quello che dice Mario, ovvero che se portiamo in preghiera a Gesù la malattia di un altro, Gesù la guarisce, è verificato e testimoniato dalla Parola di Dio?

Visto che a me piacciono le statistiche, ho immesso i dati in una pagina excel per vedere le percentuali dei tre tipi di guarigione:


Attenzione a questo grafico, perché il grafico ci dice cose importantissime che ci aiutano a comprendere  come funzioni la guarigione attraverso l'intervento di Gesù.

Per prima cosa, guardate quante persone hanno richiesto la guarigione direttamente: 6 su 27.

Per 6 volte persone hanno chiesto direttamente, ovvero se ci fossero dieci ammalati poco più di due persone ogni dieci. Questo spiega molto della natura umana e del perché, spesso, non c'è guarigione.

1. Come uomini, cerchiamo guarigione dappertutto... tranne che da Dio

La natura umana è quella di cercare DAPPERTUTTO pur di essere guariti: medicina allopatica  (quella medicina che cura i sintomi attraverso farmaci... insomma quella “ufficiale”), medicina olistica  (quella medicina che cura tutto il corpo per curare i sintomi), agopuntura, omeopatia, bio-feedback (dice che puoi imparare a controllare le tue funzioni vitali e, pertanto ti puoi auto-guarire), eccetera.

E' giusto cercare di essere guariti attraverso tutte queste scienze (più o meno tutte scienze)? Dovrebbero i credenti affidarsi alle cure  di questo o di quel medico di una delle varie discipline? Certo che si! La scienza medica è un dono che Dio ci ha dato!

E' Lui che ha messo ordine  nella creazione (non la ha fatta “a caso”) affinché l'uomo attraverso l'intelletto che Lui stesso gli ha donato potesse decrittare, capire i codici, scoprire la sequenza esatta degli amminoacidi che compongono il DNA umano, scoprire quello che si chiama “genoma” ovvero l'intero progetto di un uomo... e curarlo!

Dove sta il problema, allora? E' che noi chiediamo SOLO alla scienza medica...

E' come se stessimo chiedendo  a un elettricista di trovare e riparare il corto circuito che ha mandato in black out un grattacielo invece di chiedere all'ingegnere  che ha progettato l'intero sistema elettrico dove sia la soluzione.

L'elettricista sarà utile, ma l'ingegnere è indispensabile

2. Come Dio, Gesù è interessato a guariti

Per 10 volte  Gesù ha guarito senza nessuna richiesta, ovvero poco più di tre persone ogni dieci. Questo spiega molto della natura di Dio e del perché, spesso, c'è guarigione spontanea.

Hai mai avuto un figlio o un familiare gravemente ammalato? Ti sei preoccupato, preoccupata? Avresti fatto di tutto perché guarisse?

Dio è il Creatore di tutto, per cui lui è "biologicamente" Padre di tutti; ma  la sua famiglia è composta solamente da quelli che lo hanno accettato come Padre. E, come qualsiasi padre, vuole il meglio per i suoi figli, e manda guarigioni anche senza che siano state richieste.

Ma Lui è preoccupato non solo per quelli  che fanno parte della sua famiglia, ma è preoccupato anche (e soprattutto) per quelli che hanno scelto di abbandonare la sua famiglia, che sono “fuori casa”...

E talvolta li guarisce  per dimostrare loro che Lui esiste, che è benevolo,  che li ama, sperando così che si volgano a Lui e lo riconoscano come Padre.

Ok, veniamo al “punto” della predicazione di oggi (questa era solo l'introduzione!).

Ci eravamo riproposti di vedere nei Vangeli se Gesù ci aveva dato esempi di persone che erano state guarite perché altri avevano portato quelle persone a lui, e per vedere così se Mario ha ragione oppure ci ha raccontato un sacco di favole.

3. Come discepoli, dobbiamo imitare gli esempi che Gesù ci mostra

Per 11 volte  Gesù ha guarito qualcuno perché qualcun altro lo ha portato a Gesù, ovvero quattro persone ogni dieci. Questo spiega molto della volontà di Dio di coinvolgerci nella guarigione.

Vediamo un solo esempio degli 11 presenti nei Vangeli:

“Ed ecco che si presentarono alcuni uomini che portavano un paralitico in barella e cercavano di farsi largo tra la folla per portarlo davanti a Gesù, ma non ci riuscivano. Allora salirono sul tetto sopra di lui, tolsero delle tegole e calarono la barella con l'invalido giù tra la folla, proprio davanti a Gesù. Vedendo la loro fede, Gesù disse a quell'uomo: "Amico, i tuoi peccati ti sono perdonati!"... Poi, rivolto al paralitico, gli comando: "Alzati, raccogli la tua barella e vattene a casa tua!" Immediatamente, sotto gli occhi dei presenti, l'uomo balzò in piedi, raccolse la barella, e se ne andò a casa sua lodando Dio.” (Luca 5:18-25 PV)

Cosa hanno fatto  gli amici del paralitico?

Hanno saputo di Gesù, hanno sentito  che Gesù guariva, hanno creduto che Gesù potesse guarire l'amico, hanno presentato l'amico e il suo problema a Gesù, hanno avuto fede.

Chi è che ha guarito? Non certo la strada fatta dagli amici, e neppure il buco nel tetto... ma Gesù! Ma chi ha ”portato” l'ammalato  a Gesù? Gli amici!

Quando preghiamo per la guarigione noi facciamo il medesimo percorso: abbiamo saputo di Gesù (siamo divenuti credenti), abbiamo creduto che Gesù può guarire (abbiamo letto la Bibbia, che lo dice), presentiamo a Gesù il nostro amico e il suo problema (preghiamo), abbiamo fede che Gesù agisca.

Dio non ha bisogno di noi per guarire, tuttavia vuole che noi siamo direttamente coinvolti  nella guarigione delle persone.

Perché? La risposta è... non lo so!  (E' una delle tante domande che sto scrivendo su un quaderno da fargli la prima volta che lo vedo... in Cielo!)

Possiamo fare delle supposizioni dire che aiuta la testimonianza, la fede, l'unità... Ma la realtà è che non ce lo ha detto il perché... ma ci ha detto di farlo e come farlo! Come?

1. Sii attento, sii attenta alle necessità delle persone

"Nella città, vicino alla "Porta delle Pecore", c'è una vasca con il nome ebraico di Betesda, circondata da cinque portici. Molti malati, zoppi, ciechi e paralitici si mettevano sotto questi portici,  {aspettando che l'acqua della vasca si muovesse. Di tanto in tanto, infatti, un angelo del Signore veniva a smuovere l'acqua e la prima persona che vi entrava guariva.}  Fra quelli che aspettavano c'era un uomo invalido da trentotto anni. Quando Gesù lo vide lì sdraiato, sapendo da quanto tempo era malato, gli chiese: "Vuoi guarire?" "Signore," rispose l'uomo, "non ho nessuno che mi porti nella vasca, quando l'acqua si muove. Ogni volta che cerco di entrarci, c'è sempre qualcun altro che vi scende prima di me".  Allora Gesù gli disse: "Alzati, prendi la tua branda e cammina!" (Giovanni 5:2-8)

Gesù viveva “fisicamente” a contatto con le persone,  camminava con loro e in mezzo a loro,  faceva quello che gli altri facevano, frequentava i posti  che gli altri frequentavano.

Ma non era lì per “passare il tempo”, era lì con un proposito: VEDERE di cosa avevano bisogno le persone, era ATTENTO a cercare le opportunità  per dimostrare amore... piuttosto che parlarne.

Noi dovremmo, come credenti, fare lo stesso. Una fede vissuta ESCLUSIVAMENTE in mezzo ad alti credenti è uno spreco di opportunità di testimoniare e di portare guarigione, quella guarigione che Dio vuole dare sia all'anima che al fisico.

Come va la tua vita di credente? Ti guardi intorno per capire le necessità di chi ti vive a fianco, i tuoi familiari, i tuoi amici, i tuoi compagni di scuola i tuoi colleghi di lavoro, oppure ti fa “un po' schifo tutto”, perché tu riservi il meglio solo ai “credenti”?

Sono sicuro che nessuno qua dentro, o che mi legga,  o che mi ascolti, o veda sia così... e per fortuna, perché così avresti vanificato una delle benedizioni che Dio ti ha concesso, portare guarigione nel mondo attraverso il nome di Gesù.

2. Sii pronto , sii pronta a rispondere alle necessità delle persone

“Quando Gesù arrivò a Cafàrnao, un centurione romano venne a lui e lo supplicò: "Il mio giovane servo è stato colpito da una paralisi, e soffre terribilmente!" Gesù disse: "Verrò a guarirlo". “ (Matteo 8:5-7 PV)

Gesù non dilaziona,  non prende tempo,  non dice :”Aspetta  che finisca quello che devo fare e poi vengo”. Ma AGISCE subito,  interrompendo quello che stava facendo,  di fronte alla necessità del prossimo.

Come è la tua “tempistica”? Tendi a mantenere i tuoi appuntamenti in agenda qualsiasi cosa accada, oppure sei “flessibile”, e se vedi una necessità, e se qualcuno ti chiede aiuto abbandoni tutto e fai quello per primo?

So cosa stai pensando:  “Eh, si, Marco, beato te! Tu mica lo sai che vita indaffarata ho io! Non me lo posso permettere di lasciare tutto e aiutare prima gli altri.. Lo farò... appena posso!”

Se tu pensi di avere una vita molto indaffarata, pensa a come poteva essere quella di Gesù che in soli tre anni  doveva salvare il Mondo  e sconfiggere la morte!

3. Ricorda che ogni bisogno è il più importante

Tutte le guarigioni miracolose di Gesù  non sono “programmate” ma avvengono come “interruzione”.

“Quando Gesù ebbe attraversato il lago in barca e fu giunto sull'altra riva, una gran folla si radunò intorno a lui.  Ed ecco che uno dei capi della sinagoga, un certo Iairo, gli si avvicinò e si gettò ai suoi piedi,  implorandolo di guarire la sua figlioletta....  Gesù andò con l'uomo, mentre la folla lo seguiva e lo stringeva da tutte le parti. Fra la gente c'era una donna che da dodici anni soffriva di perdite di sangue  e aveva sofferto molto; si era affidata alle cure di diversi medici, che le erano costati tutto il suo denaro, ma non aveva avuto miglioramenti, anzi, stava sempre peggio.  Questa donna ... pensava: "Se riesco anche solo a toccare il suo vestito, sarò guarita!"  E fu proprio così: non appena lo toccò, l'emorragia si fermò, e la donna sentì di essere guarita. Gesù s'accorse subito che una forza gli era uscita, perciò si rivolse alla folla, chiedendo: "Chi mi ha toccato i vestiti?"... Fu allora che la donna, tremante e impaurita per quello che le era successo, si fece avanti e si gettò ai suoi piedi spiegando tutta la verità. Allora Gesù le disse: "Figliola, la tua fede ti ha salvata; vai in pace, guarita dalla tua sofferenza!" (Marco 5:21-34 PV)

Era importante guarire la figlia di Iairo? Certamente si,  ma anche la guarigione della donna  era importante! E' per quello che si ferma,  la cerca, per confermarle che quello che aveva sentito  non era una sua speranza, ma che era realmente guarita.

Supponiamo allora che, dopo la serie di messaggi di Mario, tu senta dentro il “fuoco” di pregare per la guarigione, e che le persone comincino anche a chiederti di farlo...  Come fissi i tuoi appuntamenti?

“Allora, prima vado da Tizio che ha avuto un infarto... potrebbe non arrivare a domani... Poi vado da Caio che ha il tumore... ma tanto gli hanno dato ancora sette mesi... Beh, se non c'è qualcos'altro di più grave vado da Sempronio che c'ha solo l'influenza...”

Gesù guariva...  tutti...  subito...  appena poteva... Si fermava,  non si curava dell'interruzione ai suoi piani, AGIVA, perché TUTTI i bisogni degli altri sono i bisogni numero 1 per lui. La stessa cosa dovremmo fare noi.

4.  Non aver timore di toccare chi ha bisogno.

“Ed ecco che un lebbroso si avvicinò, s'inginocchiò davanti a lui e lo implorò: "Signore, se tu vuoi, puoi guarirmi!"  Gesù lo toccò con la mano e disse: "Sì, lo voglio. Sii guarito!" E subito la lebbra scomparve.” (Matteo 8:2-3 PV)

Gesù non aveva bisogno di toccare il lebbroso per guarirlo, ma stava modellando per noi come dovremmo comportarci.

Uno di motivi per cui i credenti non pregano per la guarigione di altri credenti,  sapete quale è? La paura di “toccare” la malattia dell'altro. Non fisicamente, ma qui, nella nostra mente

Cominciamo a pensare: “E se poi non sono buono a guarire? E se poi non succede niente?". E ci fermiamo... perché pensiamo che siamo noi ad agire.

Dobbiamo superare lo “schifo” e la paura,  per poter essere efficaci, perché non saremo noi ad agire.

5. Non aver timore ci coinvolgerti emotivamente con i problemi delle persone

“Quando Gesù vide Maria e i Giudei che piangevano, si sentì profondamente turbato: 34 "Dov'è sepolto?" domandò."Vieni a vedere", risposero.  Gesù pianse.” (Giovanni 11:33-35 PV)

Gesù è Dio, e Dio è un dio “emotivo”: la Bibbia dice che Dio piange,  Dio ride,  Dio si adira,  Dio, è triste,  Dio cambia idea... Dio ti ha dato emozioni perché  quelle emozioni sono le SUE emozioni!

Spesso non vogliamo pregare  per la guarigione di altri perché non vogliamo provare dolore  per la malattia di altri. Non vogliamo piangere.

Gesù piangeva... anche se sapeva bene che avrebbe guarito... Chi sono io più di Gesù per rifiutarmi di provare dolore  e stare accanto a chi soffre?

Conclusione
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Dio ha mostrato la sua volontà, il “cosa”, ovvero guarire l'uomo  sia nello spirito che nel fisico. Gesù ha mostrato il “come”, portandolo a lui in preghiera e avendo fede che lui agirà

Ora tocca a me e a te obbedire, essere attento, essere attenta alle necessità degli altri, essere pronto, essere pronta alle richieste degli altri, perché ogni bisogno è importante, non avendo timore né di toccare né di coinvolgerci con il male dell'altro, ma ricevendo l'onore di essere strumenti della guarigione di Dio.

Sei pronto, sei pronta ad essere il suo strumento?

Preghiamo.
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Guarigione Divina VS Sapienza senza potenza | 12 Gennaio 2020 |
Hai mai provato ad "alzare l'asticella" della tua fede, e pregare non solo per la salvezza... ma anche per la guarigione? Gesù ti ha chiesto di farlo, se credi in Lui!---

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Messaggio di Mario Forieri
“Naaman, capo dell'esercito del re di Siria, era un uomo tenuto in grande stima e onore presso il suo signore, perché per mezzo di lui il SIGNORE aveva reso vittoriosa la Siria; ma quest'uomo, forte e coraggioso, era lebbroso. Alcune bande di Siri, in una delle loro incursioni, avevano portato prigioniera dal paese d'Israele una ragazza che era passata al servizio della moglie di Naaman. La ragazza disse alla sua padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!» Naaman andò dal suo signore, e gli riferì la cosa, dicendo: «Quella ragazza del paese d'Israele ha detto così e così». Il re di Siria gli disse: «Ebbene, va'; io manderò una lettera al re d'Israele». Egli dunque partì, prese con sé dieci talenti d'argento, seimila sicli d'oro, e dieci cambi di vestiario; e portò al re d'Israele la lettera, che diceva: «Quando questa lettera ti sarà giunta, saprai che ti mando Naaman, mio servitore, perché tu lo guarisca dalla sua lebbra». Appena il re d'Israele lesse la lettera, si stracciò le vesti, e disse: «Io sono forse Dio, con il potere di far morire e vivere, ché costui mi chieda di guarire un uomo dalla lebbra? È cosa certa ed evidente che egli cerca pretesti contro di me». Quando Eliseo, l'uomo di Dio, udì che il re si era stracciato le vesti, gli mandò a dire: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell'uomo venga pure da me, e vedrà che c'è un profeta in Israele». Naaman dunque venne con i suoi cavalli e i suoi carri, e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Ed Eliseo gli inviò un messaggero a dirgli: «Va', làvati sette volte nel Giordano; la tua carne tornerà sana, e tu sarai puro»." (2 Re 5:1-10)
“Il sacerdote offrirà l'olocausto e l'oblazione sull'altare; farà per quel tale l'espiazione, ed egli sarà puro.” (Levitico 14:20)

“Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra un'asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.” (Numeri 21:9)

“E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno». Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l'accompagnavano.” (Marco 16:15-20)

“Tuttavia erano le nostre malattie che egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui si era caricato; ma noi lo ritenevamo colpito, percosso da Dio e umiliato! Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti.” (Isaia 53:4-5)

“Poi, venuta la sera, gli presentarono molti indemoniati; ed egli, con la parola, scacciò gli spiriti e guarì tutti i malati,  affinché si adempisse quel che fu detto per bocca del profeta Isaia: «Egli ha preso le nostre infermità e ha portato le nostre malattie».” (Matteo 8:16-17)

“Egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti.” (1 Pietro 2:24)

(Immagine base del pannello: "Healing Touch" di Mary Southard" - usata con permesso)
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Chi è che stai aspettando? - Epifania | 5 Gennaio 2020 |
Aver visto i segni di Dio, aver conosciuto Gesù, non è abbastanza. Sei pronto, sei pronta a iniziare con lui un viaggio che duri tutta la tua vita?
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 35 min.
Domani sarà il l'Epifania, il giorno in cui gran parte del mondo cristiano ricorda l'arrivo dei Magi a Betlemme.

In realtà, per molti secoli, soprattutto nelle chiese in Oriente la notte del 5 Gennaio si festeggiava  il Natale, e a mezzogiorno del 6 il battesimo di Gesù.

Nelle chiese occidentali, invece, si prese a festeggiare la rivelazione di Gesù al mondo, (Epifania in greco significa, appunto, rivelazione) con l'arrivo dei Magi.

Come abbiamo più volte detto queste date sono solamente una “convenzione” che i credenti prima di noi hanno scelto; non sono le vere date, e onestamente è assolutamente ininfluente che lo siano davvero.

Sono “tradizioni umane”...  ma attenzione a voler per forza affermare che sono solo tradizioni umane.

Quello che i credenti di circa 200 anni dopo il primo Natale sia in Oriente che in Occidente volevano affermare è che Gesù è realmente venuto nel mondo  (il Natale) e che Gesù si è realmente rivelato al mondo (il battesimo nel Giordano e l'Epifania)

Cosa c'entra questo con l'attesa del credente?

Vorrei vedere assieme a voi un breve filmato:



Certo, non sono proprio i Magi che ci aspettiamo, sono un po' cialtroni, sono indecisi, trattano male uno di loro... insomma... ci rassomigliano al 100%! Ma, una cosa hanno di buono che li rende assolutamente migliori di quei primi Magi: ed è contenuta nell'ultima didascalia del filmato.

Il regista del film ci informa che per questi Magi cialtroni il viaggio non era finito con l'arrivo alla stalla, con l'aver visto Gesù, e con l'averlo adorato, ma ci dice che quello era solo l'inizio di un viaggio ben più lungo.

Leggiamo il viaggio vero:

“Gesù nacque nella cittadina di Betlemme, in Giudea, durante il regno di Erode. In quel periodo alcuni magi arrivarono a Gerusalemme dall’Oriente e chiesero: « Dov’è il re dei Giudei appena nato? Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo ».  Il re Erode rimase turbato da queste parole, e con lui gli abitanti di Gerusalemme. Egli riunì tutti i capi religiosi. « Ci hanno mai detto i profeti dove sarebbe nato il Messia? » chiese il re. « Sì, a Betlemme », risposero, « così infatti scrisse il profeta Michea: “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele” ». Allora Erode chiese di parlare in privato con i magi. … Dopo questo incontro, i magi ripresero il loro viaggio. Ed ecco: la stella che avevano visto in oriente li precedeva finché non si fermò proprio sul luogo dov’era il bambino, sopra Betlemme. La loro gioia non conobbe limiti! Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria, s’inginocchiarono e lo adorarono. Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

1. Il viaggio comincia vedendo ciò che Dio fa.

“Abbiamo visto la sua stella nei lontani paesi d’Oriente e siamo venuti qui per adorarlo “ (Matteo 2:2b PV).

I magi hanno “visto” qualcosa d'importante... Ma non sappiamo cosa. La Bibbia ci parla  di un ?????,  “aste?r”, la parola in greco  per qualsiasi cosa  che brilli nel cielo.

E non sappiamo neppure  perché i Magi hanno associato quella luce con l'arrivo di un re. Possiamo fare solo supposizioni, tipo si sia trattato della congiunzione tra Giove (stella che era associata ai re) e Saturno (stella associata ad Israele) avvenuta nella costellazione dei Pesci (dove sorge il Sole): “Un re in Israele sta per sorgere”... Ma sono solo ipotesi.

Qualsiasi cosa fosse, Dio si è servito dei Magi (che erano pagani) ed erano astrologi (che è una pratica pagana) per svelare al mondo il suo piano.

Dio è il dio dell'impossibile,  ed è capace di sfruttare qualsiasi cosa  per attirare su di se l'attenzione del mondo.

Quale è il messaggio che dobbiamo prendere? E' importante sapere cosa vediamo, o è importante vedere  cosa Dio ci vuole far sapere?

I pastori, la sera del primo Natale, si dissero l'un l'altro:

“Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere.” (Luca 2:15:b)

Se pronto, sei pronta,  a  vedere Dio  anche quando pensi  “qui Dio non c'entra”?

Dio controlla l'intero Universo,  e per lui è facile “usare” le situazioni  che sembrano distanti mille miglia  da qualcosa di “cristiano.”

Può essere un sogno,  una malattia,  una guarigione,  una crisi economica,  qualcosa che ti “scuota”...

Ma per vederlo, devi stare col naso all'insù, scrutare il cielo, guardarti attorno, essere attento, essere attenta ai messaggi che Dio ti manda anche attraverso cose o persone che non c'entrano niente con la Bibbia,  la chiesa  o il tuo pastore

2.  Il viaggio prosegue cercando Dio

“Dov’è il re dei Giudei appena nato?” (Matteo 2:2a PV)

I Magi hanno visto un “segno”  in Persia (l'attuale Iraq). Potrebbero aver detto:  “Và, che bella stella!” E basta.

Se vedi il “segno”,  e anche lo capisci,  ma non fai nulla, nulla accadrà nella tua vita. Se il segno che Dio ti manda non porta a nessuna decisione personale, tu stai vanificando quel segno  che Dio ti ha mandato; lo rendi assolutamente inutile. Se non ti porta a dire:  “Vado a cercare Gesù”... che spreco! Che delusione per Dio! Che perdita per te!

Se hai visto la stella,  e te ne rimani in Iraq, il tuo viaggio con Dio finisce prima di iniziare.

3. Il viaggio è guidato dalla Parola di Dio

I Magi hanno visto cosa accadeva, hanno iniziato a cercare, ora si trovano nel paese giusto (Gerusalemme),  ma nel palazzo sbagliato.

Io ammetto avrei fatto lo stesso: sto cercando un re, e vado nella reggia: “Dove sta il nuovo re?” E  Erode si arrabbia!

Di tutte le cose sbagliate che ha fatto in vita sua Erode una ne ha fatta giusta! Si informa da chi ne sa più di lui! “Mi dite dov'è 'sto re?”

E per sua fortuna, trova delle persone, che anche loro erano completamente sbagliate (i capi sacerdoti),  ma cercano nel libro giusto, nella Parola di Dio.

“... così infatti scrisse il profeta Michea “O piccola Betlemme, tu non sei la meno importante fra i villaggi della Giudea, perché da te sorgerà un principe, che guiderà il mio popolo Israele” (Matteo 2:5 PV)

Spesso siamo come i Magi; cerchiamo le risposte nel palazzo sbagliato dalle persone sbagliate Non sempre abbiamo la fortuna dei Magi  che quelle persone sbagliate cercano nel libro giusto la risposta alla nostra domanda.

Se hai visto il segno di Dio, e sei partito alla ricerca di Gesù, fatti guidare dalla Parola! Ci sono milioni di persone che sono morte per darti la possibilità di non dover chiedere a nessuno di leggerla per te.

Tu la mappa la hai a portata di mano ogni istante: usala!

4. La meta del viaggio è trovare Gesù

“Entrarono nella casa dove erano il bambino e Maria” (Matteo 2:11a PV)

I Magi arrivano a Betlemme,  e trovano non una reggia. Se lo sarebbero aspettati? Te lo saresti aspettato tu? Un re, in una stalla.

Uno dei più grandi limiti di chi cerca Dio,  è che non vuole accettare che Gesù E' Dio! Cerca un Gesù “più potente”,  meno “umile e mansueto”,  che “metta a posto tutto il male nel mondo”  ("e fino a che non lo fa io non gli credo"),  meno “rigido verso il sesso”,  “che non vuole che dia la mia decima e le offerte”.

Altri non lo accettano perché è “presuntuoso”:  “Nessuno viene al padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6b). Gran parte del mondo  vuole sentirsi dire  “qualsiasi dio tu adori, va bene, basta che lo fai in buona fede”.

I Magi hanno dovuto forse  rivedere le loro aspettative e teorie: si aspettavano un re,  e trovano un bambino. Tu cosa ti aspetti? Anche tu forse hai bisogno  di “rivedere” le tu aspettative: non puoi avere un Gesù “come piace a te”,  ma devi accettarlo e divenire “come piace a lui”

5) Lo scopo del viaggio è  inginocchiarmi di fronte a Gesù.

“s’inginocchiarono e lo adorarono.” (Matteo 2:11b PV)

Non nel senso fisico (non solo almeno) ma nel senso di cedere la propria supremazia  la propria autorità,  la propria volontà a Gesù.

Quanto gli sarà costato ai Magi inginocchiarsi davanti a un bambino? I Magi erano “pezzi da 90”,  erano persone importanti,  scienziati di fama; avevano visto i segni di Dio,  avevano cercato Dio,  avevano ascoltato la Parola di Dio,  avevano accettato Gesù così come era: “... e mò basta! Che voi de più da me?”

La parola “si inginocchiarono in greco è  ?????,  pipto?  e significa  “cadere da una posizione superiore verso una posizione inferiore”. No, che non bastava,  dovevano “cadere giù”,  non i “sapienti”,  i “saggi”, gli “scienziati”... ma persone “in ginocchio, col capo chino, lo sguardo a terra, dinanzi a un bambino  che aveva a fianco una ragazzetta adolescente.

Se vuoi adorare realmente Gesù, devi rinunciare a te stesso Dio mi ha detto durante la scrittura di questo messaggio: “Quanto ci tieni a te stesso, Marco? Quanto sei fiero del tuo intelletto, del tuo saper studiare, della tua posizione sociale, del tuo lavoro,della tua famiglia?”

Cosa sta dicendo a te? Quanto ti serve di cadere giù perché lo scopo del tuo viaggio sia quello giusto?

“Allora Gesù disse ai suoi discepoli: "Se uno vuol venire dietro a me, rinunzi a sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. (Matteo 16:24)

6. Il premio del viaggio è dare il mio meglio a Gesù.

“Poi presentarono i loro doni e glieli offrirono: oro, incenso e mirra.” (Matteo 2:1-7, 9-11 PV)

Ti piace fare regali? Se si, non sei come me! I doni non sono il mio “linguaggio d'amore” preferito! Ma anche io regalo talvolta qualcosa. E lo sai la cosa più bella  del fare un regalo a qualcuno? Vedere che quel regalo è gradito, usato, indossato.

I Magi sapevano che avrebbero incontrato un re,  e si erano preparati dei regali degni del re c he andavano ad incontrare.


Oro = si offriva ai re. 
Lo offrono a Gesù, perché Gesù è re.

Incenso = lo si bruciava davanti alle divinità.
Lo offrono a Gesù perché Gesù è Dio

Mirra = lo si usava per guarire le ferite. 
Lo offrono a Gesù perché lui è il grande medico  capace di guarire e sanare le ferite e le piaghe dell'umanità,  e avrebbe sconfitto la morte.

Oro al re, incenso a Dio, mirra al grande medico che avrebbe sconfitto la morte.

E tu che cosa offri oggi a Gesù? Se hai viaggiato per tanto tempo pur di trovarlo, penso ti farebbe piacere sapere che ciò che gli regali sarà da lui gradito, che lo potrà usare, che lo indosserà come un anello prezioso.

Se tu gli dai il meglio di te, lui potrà usarlo, e renderti un uomo, o una donna migliore, curare le tue ferite indossarlo come si indossa un anello con cui tu gli hai promesso di essere su, di essere sua.

Conclusione

I Magi non rimasero per sempre con Gesù,  ma tornarono in patria,  raccontando probabilmente di quell'incontro  ma non sappiamo se il loro viaggio con Gesù finì lì, oppure proseguì.

Tu che mi ascolti, o mi leggi, o mi vedi a che punto sei del tuo viaggio con Gesù?

Hai visto i segni? Lo stai cercando? La Parola guida i tuoi passi? Hai trovato Gesù? Ti sei inginocchiato, ti sei inginocchiata davanti a lui? Gli stai dando il meglio di te?

Se la risposta è si, prosegui. Il tuo viaggio non avrà mai fine.

Se la risposta è no, cosa stai aspettando?

Preghiamo.
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Accettare la Luce - Natale | 25 Dicembre 2019 |
Il Natale ha portato la Luce nel mondo, e quella luce lo ha cambiato per sempre. Hai accettato quella luce? Quelle luce brilla in te?
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Tempo di lettura: 8 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 20 min.
Oggi abbiamo acceso l'ultima candela: non siamo più nell'Avvento, non stiamo più aspettando, il Natale è qui, la luce è qui.

Vorrei raccontarvi due storie che parlano di "luce".

Alba del 1908, il 30 giugno: Tunguska è una remota località della Siberia dove pochi abitano,  per via della lontananza da tutto, della palude, e delle zanzare.

All'improvviso la poca gente di Tunguska vede un gran bagliore attraversare il cielo, e qualche secondo dopo  ode un'enorme boato.

La terra trema, le case di pietra vibrano, i vetri si rompono una ventata caldissima arriva... le traversine della Transiberiana (la mitica ferrovia che unisce San Pietroburgo sul Mar Baltico a Vladivostok sul Mar del Giappone)  vibrano per centinaia e centinaia di chilometri... poi il nulla. Tutto torna come prima. Non è successo niente. E ognuno ritorna a fare ciò che stava facendo.

Ci vorranno trent'anni  perché il primo esploratore decida di recarsi più a nord delle città per vedere cosa era accaduto  in quell'alba del 30 giugno 1908. Troverà una vastissima area devastata, dove non c'è più vita.

Quasi 150 anni dopo dei ricercatori italiani scopriranno che un lago della zona, il “lago ?eko”
altri non è che il cratere dovuto all'impatto di un meteorite... o più probabilmente, di una cometa tra i 30 e i 60 metri di diametro che viaggiava a 54.000 chilometri/ ora che ha distrutto 80.000 alberi, ucciso due uomini,  devastato 2150 chilometri quadrati di Taiga (la foresta di conifere) generato un terremoto dell' 8° grado della scala Richter, sviluppato una potenza di 5 megatoni  (pari a 1000 bombe atomiche di Hiroshima), prodotto un'onda sonora  chiaramente udibile a 1000 chilometri di distanza, e un bagliore visibile diversi minuti a oltre 700 km.

Altro scenario: anno zero: la notte. Betlemme è una piccolissima città del regno di Giuda, a sette chilometri in linea d'aria  dal centro di Gerusalemme dove non molti abitano.

All'improvviso compare una stella, forse una cometa, che si ferma su un luogo, e la rimane più tempo, come un segnaposto su una mappa di Google.

Non c'è nessun boato, la terra non trema affatto, nessuna ventata di calore, anzi la notte è piuttosto rigida. Ma quella luce è destinata a rimanere ben oltre i minuti di Tunguska, e ad essere vista su tutta la terra.

Invece di aspettare anni per andare a vedere cosa sia successo, non sono gli scienziati  ad arrivare per primi sul posto, né gli esploratori, (quelli arriveranno moto dopo, i Magi) ma dei semplici pastori.

Cosa è successo quella notte di 2019 anni fa, anno più, anno meno, in quella remota regione della Giudea?

“Il popolo che camminava nelle tenebre vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte la luce risplende...Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.”(Isaia 9: 6)

A differenza di Tunguska, la cometa non ha recato morte e distruzione ma ha recato vita,  e luce che non durerà qualche minuto, ma sempre:

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». ” (Giovanni 8:12)

A Tunguska gli scienziati ancora stanno studiando e non capendo cosa sia realmente successo  quella mattina del 1908.

A Betlemme il Signore ci ha fatto sapere la stessa sera cosa era accaduto:

“L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà. Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” (Luca 2:10-11)

Nessuno aveva annunciato agli abitanti della Taiga quello che sarebbe accaduto. Dio stesso, invece,  attraverso un profeta, aveva annunciato 700 anni prima cosa sarebbe accaduto in Giudea:

“Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.” (Isaia 9:5)

Cosa è successo, allora?

1.  La luce perenne è arrivata

Attenzione alle frasi che Gesù dice nel versetto di Giovanni che abbiamo letto prima: "luce del mondo" e "luce della vita" . Non sono metafore, ma quello che un giorno accadrà davvero. Alla fine, Gesù sarà l'unica luce  a risplendere.

“Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce del sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli...Io (Gesù) sono la radice e la discendenza di Davide, la lucente stella del mattino».". (Apocalisse 22:5, 16b)

Chi vedrà quella luce? Molto più delle persone della Taiga Siberiana.

" ...e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me". (Giovanni 12:32)

Gesù sta parlando della luce che emana la Croce; non dice che tutti la seguiranno ma dice che tutti si gireranno a guardarla.

Tu che sei qui oggi, o che mi leggi,  o mi ascolti sul podcast, o mi vedi sul canale YouTube,
hai visto la luce della Croce... Cosa fai? Cosa hai fatto? Ti sei girato a guardarla?

Hai fatto come gli abitanti di Tunguska, per cui la vita non è affatto cambiata, oppure hai capito il motivo e la ricaduta per te di quella luce che viene dall'alto?

“Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate.” (Apocalisse 2:41)

Ti potresti dirmi: “Ma Marco, questo lo so, avverrà in futuro... ma ora? Chi mi aiuta ora?”

“Io (Gesù) sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10b)

Hai accettato quella luce perenne? La stai seguendo? Il Natale è questo che ti chiede. Ti chiede di essere l'esploratore che non aspetti trenta anni  per andare a vedere cosa è successo, ma piuttosto il pastore che abbandona le greggi e va ad accertarsi  quella stessa notte.

2. La guida per i miei passi è arrivata

“L’Aurora dall’alto ci visiterà  per risplendere su quelli che giacciono in tenebre e in ombra di morte, per guidare i nostri passi verso la via della pace». (Luca 1:78b-79)

Proprio come un faro guida le navi  attraverso acque pericolose,  così la luce di Gesù ci guida  attraverso le tenebre di questo mondo.

Gesù è venuto  per dare la direzione della nostra vita.  Così come una stella speciale  ha guidato i Magi verso la loro destinazione.

Hai mai provato a guidare la tua auto  con gli occhi bendati?  Ricordo un illusionista  che lo fece una volta in TV … ma c'era un trucco.

Gesù ha detto:

“Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita. ” (Giovanni 8:12)

Gesù è venuto a Natale affinché chi si affida a lui non guidi mai  con una benda sugli occhi non navighi mai tra le onde senza sapere dove è terra ferma.

Non sempre la strada sarà facile; ci potranno essere incidenti  lungo il percorso.

Non sempre il mare sarà calmo, ci potranno essere tempeste, durante la navigazione.

Sapete quale è la cosa più difficile per il comandante di una nave quando si trova in una tempesta? Mantenere la rotta verso la terra ferma.

Quando le onde sono così grandi che non capisci più  quale è il sotto e quale è il sopra puoi smarrire la rotta. Il faro che Dio ti ha provveduto per tenere la rotta  durante le tempeste della tua vita non sarà mai troppo distante da non essere visto da te

E' un faro che puoi portare con te, si chiama “La Parola di Dio”, la Bibbia, tramite cui Gesù ti illumina e ti indica la rotta da seguire.

3. La luce che illumina la realtà è arrivata

"Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte." (Giovanni 3:20 )

La luce ha due effetti: uno positivo, e uno negativo; quello positivo è che fa vedere le cose per come sono. Quello negativo è che va vedere le cose per come sono.

La luce non ha meriti né colpe di ciò che mostra; illumina semplicemente ciò che accade. Se accade una cosa bella, la luce la mostra, ma non è merito suo.

Se accade una cosa brutta, la luce la mostra, ma la colpa non è la sua.

Hai mai notato  che la maggior parte dei crimini  si svolgono di notte?

Lo stesso arresto di Gesù si svolse di notte... e Gesù glielo fece notare: disse:

“Perché non mi avete arrestato nel tempio? Ogni giorno ero là e non mi avete toccato, ma questo è il vostro momento, il momento in cui trionfa la potenza delle tenebre!" (Luca 22: 52-53 PV)

Gesù è venuto come luce e ha messo in evidenza tutte le cose brutte che accadono perché il mondo non obbedisce  ai suoi comandamenti

“Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più della luce, perché le loro opere erano malvagie.  ”. (Giovanni 3:19)

Ma Gesù è anche venuto come luce perché il mondo possa vedere quella luce nelle persone che obbediscono ai suoi comandamenti.

"Voi siete la luce del mondo ... Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.." (Matteo 5: 14a, )

Non dobbiamo nascondere la nostra luce,  ma piuttosto dobbiamo essere luce, dobbiamo essere là fuori nel mondo a brillare.  Non abbiamo solo bisogno  che la luce di Gesù  risplenda dentro di noi,  ma abbiamo bisogno  che quella luce risplenda anche  per mezzo di noi.

Conclusione

La  cometa che giunse dal cielo a Tunguska nel 1908, portò una luce di devastazione, e la fine della vita per coloro che erano troppo vicini...  ma per i molti che la videro, nulla cambiò, e rimasero lì, a lottare con la palude e le zanzare.

La cometa che  giunse a Betlemme nell'anno 0, portò  un'altro tipo di Luce:

"Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre." (Giovanni 12:46)

“Io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza.” (Giovanni 10:10b)

Mentre la luce a Tunguska  non cambiò nulla per chi viveva là, e sparì in pochi attimi, la Luce a Betlemme ha cambiato la vita del mondo intero, è rimasta, non siamo più nelle tenebre, possiamo avere guida,  gioia, calore, VITA!

Gesù è la luce del mondo  ed è la vera luce del Natale,  e offre a tutti questo dono di luce,  che non è altro che la luce della vita,  la vita eterna.

Se tu lo hai accettato, esci nel mondo, proclama la luce, brilla  affinché le persone si volgano verso quella luce.

Se non lo hai ancora accettato sappi che La Luce è arrivata!  Esci dal freddo e dall'oscurità  ed entra nella sua luce meravigliosa!

Cosa stai aspettando?

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Aspettare ricercando la Pace-IV° di Avvento | 22 Dicembre 2019 |
Quale pace stai ricercando? L' assenza di guerre, l'essere concordi con gli altri e con se stessi? Sappi che Gesù è nato per darti una pace che puoi avere anche quando sei nella tribolazione e tutto sembra essere contro di te.
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CLICCA SUL TITOLO PER ASCOLTARE IL MESSAGGIOTempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 30 min.
Siamo alla quarta candela dell'Avvento: abbiamo già acceso quelle della Speranza, poi della Fede, la scorsa settimana della Gioia, e oggi siamo arrivati ad accendere quella della Pace.
Cosa vi viene in mente  quando sentite la parola “pace”? E' una parola usata ed abusata  e si lega ad una infinità di diverse situazioni.

Ci può essere la pace dopo una guerra, o la pace sociale (che non ho mai capito cosa sia  ma va tanto di moda nei TG). Un bel tramonto sul lago o sul mare ci può dare una sensazione di pace, oppure la pace è quando i tuoi figli adolescenti sono usciti con gli amici e tu hai la casa vuota.

Di quale pace vogliamo parlare oggi? Partiamo come di consueto dalla definizione di un vocabolario; questa volta usiamo lo Zingarelli:

Pace: 1 assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni, periodo di buon accordo internazionale 2 buona concordia, serena tranquillità di rapporti: 3 tranquillità e serenità interiore: 

Il vocabolario afferma che la pace è l'assenza di guerra oppure che essere “concordi” (dal latino “cum cordis” = con lo stesso cuore), o anche essere tranquilli dentro.

Avete fatto caso che, secondo il mondo, la pace è qualcosa legata strettamente alla volontà umana?

Mi spiego meglio: prendiamo la prima definizione: assenza di lotte e conflitti armati tra popoli e nazioni. Che significa questo? Che ci sono stati uomini (o meglio capi di stato) che hanno deciso di non fare la guerra. E' una decisione della volontà di due o più uomini.

Prendiamo la seconda:  serena tranquillità di rapporti. Anche qui c'è la volontà di due o più persone di essere d'accordo, concordi, con lo stesso cuore.

Anche per la terza vale la stessa cosa:  tranquillità e serenità interiore. Qui ci sono solo uno, ma che ottengo pace  attraverso un processo dentro di se.

E' questa la pace di cui parla la Bibbia? E questo che simboleggia  la nostra candela dell'Avvento?

La sera che Gesù nacque gli angeli, dopo aver annunciato ai pastori che era nato il Cristo, il Messia, il Salvatore, e avergli indicato dove lo avrebbero trovato, come nella migliore tradizione delle gite scolastiche si misero a cantare:

“E a un tratto vi fu con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:  «Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!» “ (Luca 2:13-14)

Gli angeli, quella sera, stavano affermando una cosa  completamente differente dalla definizione di pace che abbiamo letto.

La pace non è qualcosa che crea l'uomo, ma qualcosa che scende dall'alto... ma non per tutti! Scende per gli uomini ( e le donne) che Dio gradisce.

La parola “gradisce” in greco è ??????? – eudokia che è una parola formata dal verbo ????? - dokeo? che significa “essere contenti” più il suffisso ?? – eu che significa “buono” ma che messo prima di una parola che è un rafforzativo della parola.

Vi faccio un esempio: conoscete la parola “vescovo”, vero? Ma se io metto davanti a “vescovo” una parola come “arci” diventa “arcivescovo”, che significa che è molto di più  di un vescovo.

Io posso essere “contento” e questo è già una cosa buona; ma se aggiungo “arci” divento “arcicontento”.

Significa che sono contentissimo, che salto dalla gioia che canto, ballo e tiro baci a tutti  da quanto sono felice!

Dio, nel versetto di Luca, dice che sta mandando la pace sulle persone di cui è “eudokia”, di cui è “arcicontento”.

Se voglio quella pace, allora debbo rendere arcicontento Dio. Come posso fare, allora?

1. Dio da la pace a chi lo segue

In ebraico la parola pace è un termine che conosciamo bene:

???????  = sa?lo?m = pace
che deriva dalla parola ??????  = s?a?lam che significa “essere al sicuro”.

Quando noi credenti ci salutiamo  dicendoci “pace” stiamo usando un saluto che era tipico del popolo di Dio al tempo di Gesù e prima.

Gli ebrei non si salutavano con “ciao” (che è una parola derivata dal veneziano  “sciao”, “schiavo”, ovvero “servo vostro”) ma con “sa?lo?m”, pace.

Chi gli aveva insegnato questo saluto? Leggiamo assieme Numeri:

“Il Signore disse ancora a Mosè:  «Parla ad Aaronne e ai suoi figli e di’ loro: “Voi benedirete così i figli d’Israele; direte loro: Il Signore ti benedica e ti protegga! Il Signore faccia risplendere il suo volto su di te e ti sia propizio!  Il Signore rivolga verso di te il suo volto e ti dia la pace!’”. (Numeri 6:22-26)

Di questa lunga benedizione il popolo di Dio aveva preso ad usare la sola parola “sa?lo?m”, “pace” come riassunto di tutta la frase.

Nel versetto di Numeri, chi è che da la pace? Se non fosse chiaro, leggiamo un passo di Levitico:

“Io (DIO) farò sì che la pace regni nel paese; voi vi coricherete e non ci sarà chi vi spaventi.” (Levitico 26:6a)

Chi è l'autore della pace? Certamente non l'uomo, ma la pace è data da Dio!

So cosa state pensando, “ Ma Marco, non mi sembra ci sia tanta pace attorno a me e nel mondo! Basta che guardo qualsiasi TG e vedo solo guerra; guerre tra nazioni, tra gruppi etnici, tra gruppi politici... Dov'è la pace che Dio ha promesso?”

Avete ragione: il mondo non è un esempio di pace. Dio, è vero, ha promesso la sua pace... ma ad una semplice e benevola condizione: leggiamo Isaia:

“Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che devi seguire. Se tu fossi stato attento ai miei comandamenti, la tua pace sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare” (Isaia 48:17b-18a)

Dio da la pace quando l'uomo segue i suoi comandamenti che sono stati dati per il nostro bene, Le regole che Dio ha dato sono poche, appena dieci, più una che ha aggiunto Gesù, (“Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. ” Gv 13:34a); dovrebbe essere semplice seguirle, ed ottenere pace.

L'uomo, invece, sin dall'inizio, ha deciso di fare di testa sua.  Ricordate  ad Adamo ed Eva?  Avevano solo UN Comandamento: “Fai tutto quello che vuoi, ma non fare solo UNA cosa: mangiare dall'albero del bene e del male”.

Ed è la PRIMA cosa che fanno appena Dio gira lo sguardo da un'altra parte.

Allora, perché non c'è pace nel mondo? Perché il mondo non segue le “istruzioni per l'uso" date da Dio!

Tuttavia Dio è un Dio di pace, e ha deciso, 2019 anni fa, anno più anno meno, di  provvedere un sistema con cui dare la SUA pace al mondo: il sistema si chiama Gesù. Egli stesso dice:

“Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà.” (Giovanni 14:27a)

Attenzione a quello che dice Gesù: non è la “pace del mondo”, non è l'assenza di guerra,  o l'andare d'accordo o sentirsi in pace con se stessi come diceva lo Zingarelli... ma qualcosa di differente, attraverso cui noi possiamo gioire anche quando tutto ci è contro, e non vediamo vie d'uscita:

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo.” (Giovanni 16:33)

Come sei messo, come sei messa  in quanto a pace, adesso? C'è qualche guerra nella tua vita? Forse è nella tua famiglia, forse è al lavoro, forse è un problema  che qualcun altro ha creato e di cui tu non ne sei responsabile... ma comunque sei nella “tribolazione” piccola o grossa che sia.

Sappi che Gesù  vuole darti la SUA pace, una pace che puoi avere anche nel mezzo di una tempesta.

Una pace che deriva dalla consapevolezza che tutto quello che ti accade è, momentaneo, come dice Paolo:

“Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria.” ( 2 Corinzi 4:17)

Gesù ha già vinto per te e per me. La sua pace è a tua disposizione. Ad una sola condizione: quella che ci dice Salomone dall'alto della sua saggezza:

“Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: «Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo»” (Ecclesiaste 12:15)

2. La pace di Dio va conservata

Ora che siamo obbedienti a Dio abbiamo la sua pace.

Però, c'è un problema: anche se Dio è una fonte inesauribile, anche se lui può farmi il pieno di pace ogni giorno... il mio serbatoio è bucato.

Per quanto possa essere santo, per quanto possa sforzarmi  la vita crea danni costanti al mio serbatoio di pace. Paolo afferma:

"Io dunque, il prigioniero del Signore, vi esorto a comportarvi in modo degno della vocazione che vi è stata rivolta,  con ogni umiltà e mansuetudine, con pazienza, sopportandovi gli uni gli altri con amore, sforzandovi di conservare l’unità dello Spirito con il vincolo della pace.” (Efesini 4:1-3)

La pace, dice Paolo, è un “vincolo”; sapete il significato di questa parola? In meccanica,  un vincolo è qualsiasi cosa che limiti  il movimento di un corpo:  vi faccio un esempio.

Qui ho due aste di legno; se le metto una sopra l'altra la prima sorregge la seconda. Ma basta un piccolo colpo e l'asse che è sopra cade.

Ma basta che io metta una vite su uno dei due lati un “vincolo” che ne limiti il movimento reciproco e le due assi rimarranno assieme; potranno anche muoversi, ma non si staccheranno più; potranno allontanarsi un po', ma alla fine saranno sempre unite.

Paolo sta dicendo proprio questo; la pace è un “vincolo”, è una vite speciale, qualcosa che limita il movimento così che non sia troppo grande da far cadere, allontanare, perdere le persone con cui viviamo.

Sarà facile come mettere una vite? Su due assi di legno si; ma tra due persone assolutamente no!  Nella vita reale mantenere la pace è un gran lavoro! Ci vuole (dice Paolo) umiltà, mansuetudine, pazienza, sopportazione, amore, sforzo... tutto per poter ottenere questo (è' Gesù che parla):

“Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.” (Matteo 5:9)

Vuoi essere chiamato, vuoi essere chiamata figlia di Dio? Adoperati per la pace, sii umile, sii mansueto, sii paziente,  sopporta quando vorresti fare guerra, sforzati, ama...

“Fuggi le passioni giovanili e ricerca la giustizia, la fede, l’amore e la pace con quelli che invocano il Signore con un cuore puro.  Evita inoltre le dispute stolte e insensate, sapendo che generano contese.” (2 Timoteo 2:22)

Quale “vite” devi mettere nella tua vita? Hai qualche conto aperto, dove devi essere più umile, più mansueto, più mansueta,  più paziente, più amorevole,  per poter conservare la pace di Dio?

3. La pace di Dio va passata

Adesso che siamo obbedienti a Dio e a Gesù, ci sforziamo di mantenere la pace... abbiamo fatto tutto, vero? Possiamo rilassarci e goderci la pace di Dio!

Assolutamente no! Se vogliamo che Dio e Gesù continuino a riempire il nostro serbatoio con la loro pace c'è un'ultima cosa da fare... e che dovremo fare per tutta la nostra vita terrena:

“Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e viste in me, fatele; e il Dio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:9)

Cosa significa? Semplicemente, che devi testimoniare Cristo, devi parlare agli altri di quella pace devi spiegare agli altri la differenza che Gesù ha fatto in te.

So cosa pensi: “Ma Marco, io non sono come te, o come Mario, io non so parlare agli altri di Gesù, non so da dove cominciare,  non ho la preparazione biblica...” eccetera eccetera.

Leggi bene il versetto: Paolo non ti sta chiedendo di laurearti in teologia per testimoniare Cristo e ottenere un piano di pace. Paolo ti dice che  devi imparare, devi ricevere, devi udire, devi vedere.

Paolo ti sta indicando cose “pratiche” da fare, non studi di teologia! E Paolo copre tutti i tipi di carattere umani.

Forse sei uno o una che apprende leggendo: Paolo dice che devi “imparare e ricevere” che sono attività legate allo studio. Tu puoi studiare la Bibbia, prendere appunti, leggere commentari.

O forse  tu non apprendi molto studiando ma invece capisci le cose  quando senti qualcuno che te le spiega. Per te è meglio ascoltare le predicazioni, non solo quelle mie o di Mario, ma altre ;  sul web ci sono centinaia di siti che pubblicano l'audio e i video dei messaggi.

Oppure non apprendi né studiando né ascoltando  ma vedendo un altro  che fisicamente ti fa vedere come fare, e poi lo fa fare a te. Per te è meglio partecipare attivamente alla vita della tua chiesa, la domenica,
ma anche al gruppo preghiera e a quello del giovedì. Lì puoi vede come gli altri pregano  li puoi vedere come conducono un incontro e come parlano di Gesù agli altri. E pian piano fare lo stesso.

Ma, alla fine, se vuoi la pace di Dio, qualsiasi tipo di credente tu sia, che apprenda studiando, ascoltando, o vedendo, dice Paolo “fatele”; devi FARE! Non basta sederti in chiesa una volta alla settimana!

Conclusione

Nella notte di Natale di 2019 anni fagli angeli cantarono questo:

«Gloria a Dio nei luoghi altissimi e pace in terra agli uomini che egli gradisce!» “ (Luca 2:14)

Che tipo di pace stai aspettando questo Natale?

Vuoi la pace del mondo, ovvero l'assenza di guerra la concordia, la tranquillità interiore? Tutte cose che dipendono da te, ma anche da altri uomini attorno a te.

Oppure vuoi la pace che è data, che scende dal Cielo, che non dipende da te, ma da chi ti ha creato? Quella pace che ti da gioia anche nel bel mezzo delle tempeste della vita?

Se è quella pace che cerchi devi, semplicemente, obbedire ai Comandamenti di Dio e di Gesù, mettere una “vite” un vincolo  che ti leghi agli altri, diventando più umile, più mansueto, più mansueta,  più paziente, , più amorevole,  per poi passare quella pace ad altri testimoniando di Cristo.

Cosa stai aspettando?

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Aspettare inseguendo la Gioia - III° di Avvento | 15 Dicembre 2019 |
C'è gioia nella tua vita? Se si, da dove la prendi? Dio ha un piano per darti una gioia completa; e quel piano passa attraverso Gesù.
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Tempo di lettura: 10 min.
Tempo di ascolto/ visione audio/ video: 29 min.

La scorsa settimana abbiamo parlato della Speranza e della Fede che sono legate al Natale,
simboleggiate dalle prime due candele della nostra ghirlanda dell'Avvento.

Oggi abbiamo acceso la terza candela, quella che simboleggia la Gioia.

Come definiresti la parola “gioia”? Cosa è che ti fa gioire nella vita? Un bel voto a scuola ? Una promozione al lavoro? La vittoria della tua squadra del cuore?

Partiamo anche questa volta dalla definizione che ne fa  un famoso vocabolario (stavolta il Treccani)

gioia¹ [dal fr. ant. joie, lat. gaudia, plur. di gaudium "gioia"]. - intensa e piacevole emozione che si prova quando si è felici o quando un fine viene raggiunto o un desiderio trova appagamento

Notiamo anche questa volta un paio di caratteristiche della gioia come è intesa per il mondo.

La prima si trova nell'origine della parola “gioia”: viene dal latino “gaudia” che è il plurale di “gaudium” che, in latino, significa... gioia! Per cui la trasposizione in italiano dovrebbe essere stata “gioio”: Quando UNA cosa mi rende felice, allora provo UN “gioio”.

Sembra invece che, a noi italiani, una sola cosa non basti  per renderci felici... e abbiamo scelto il plurale: le gioie! Insomma, non basta una, ma servono più di una cosa piacevole per rendermi felice!

Come seconda cosa il Treccani dice che la gioia arriva quando “un fine viene raggiunto o un desiderio trova appagamento” in altre parole, io ho un progetto in testa, in qualche modo (volontario o involontario)  il progetto va a buon fine, e solo quando ho ottenuto ciò che mi ero prefissato o avevo desiderato allora sono felice, provo “gioia”.

Questa è la gioia “secondo il mondo”... E per noi che crediamo? Le fonti della gioia sono le stesse... oppure?

Voglio vedere assieme a voi qualche brano della Bibbia dove i protagonisti provano gioia.

1. La gioia viene da qualcosa che non ti aspetti.

Ricordate la storia  di come è nato Isacco  da Abraamo e Sara ormai vecchi?

“Poi (gli angeli) gli dissero: «Dov’è Sara, tua moglie?» Ed egli rispose: «È là nella tenda».  E l’altro: «Tornerò certamente da te fra un anno; allora Sara, tua moglie, avrà un figlio». Sara intanto stava ad ascoltare all’ingresso della tenda, che era dietro di lui.  Abraamo e Sara erano vecchi, ben avanti negli anni, e Sara non aveva più i corsi ordinari delle donne.  Sara rise dentro di sé, dicendo: «Vecchia come sono, dovrei avere tali piaceri? Anche il mio signore è vecchio!»  Il Signore disse ad Abraamo: «Perché mai ha riso Sara, dicendo: “Partorirei io per davvero, vecchia come sono?”  Vi è forse qualcosa che sia troppo difficile per il Signore? Al tempo fissato, l’anno prossimo, tornerò e Sara avrà un figlio». ” (Genesi 18: 9-13)

Sara non si aspettava di avere un figlio da vecchia... eppure...

“Sara concepì e partorì un figlio ad Abraamo, quando egli era vecchio, al tempo che Dio gli aveva fissato.  Sara disse: «Dio mi ha dato di che ridere; chiunque l’udrà riderà con me». E aggiunse: «Chi avrebbe mai detto ad Abraamo che Sara avrebbe allattato figli? Eppure io gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia». (Genesi 21:2, 6-7)

Il nome Isacco significa “risata”, perché Sara si ricordava di aver fatto una gran risata quando Dio aveva detto ad Abramo   che avrebbe avuto un figlio da una donna ultraottantenne e da un uomo centenario. Sara aveva aspettato un figlio... ma quando diceva lei. Quando era giovane, bella, in forze.

Dove era la vera gioia per Sara? Avere un figlio? Quello di sicuro, ma soprattutto di averlo avuto “al tempo che Dio gli aveva fissato”.

Dio è il dio dell'impossibile Diceva Sara:  “Chi avrebbe mai detto ad Abraamo che Sara avrebbe allattato figli?” Nessuno! Ma Dio lo aveva detto!

Vi ricorda qualcosa  il dubbio di Sara? Di qualche altra donna della Bibbia che aveva dubitato di quello che Dio gli aveva mandato a dire circa una gravidanza?

Dovrebbe! Leggiamo Luca 1:

“L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù... Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?»  L’angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio.  Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia, e questo è il sesto mese per lei, che era chiamata sterile; poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace». (Luca 1:31, 34-37)

Stesso dubbio di Sara... al contrario! Sara era troppo vecchia, Maria troppo giovane e vergine. Stesso risultato: l'angelo afferma che “ nessuna parola di Dio rimarrà inefficace” Maria avrà provato più gioia nella nascita di Gesù, o nel vedere che Dio era stato fedele?

C'è un versetto nel vangelo di Luca che ci fa in parte capire la risposta, che sembra scritto piuttosto da uno psicologo invece che da un apostolo.

“Andarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; 17 e, vedutolo, divulgarono quello che era stato loro detto di quel bambino. E tutti quelli che li udirono si meravigliarono delle cose dette loro dai pastori. Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo.” (Luca 2:17-19)

Maria “ci pensa a quello che è accaduto a quello che gli era stato detto. Penso che Maria avesse gioia nel tenere tra le braccia Gesù, ma più gioia nel vedere che Dio era stato fedele.

Per chi crede, la gioia vera viene da qualcosa che non ti aspetti ma che Dio ha promesso.

Facciamo che io vi dica che fra mezz'ora Gesù entrerà da quella porta non come Spirito Santo (che è già qui) ma fisicamente, con tanto di veste lunga, sandali e velo in testa, … mi credereste? Probabilmente chiamereste il CIM (Centro Igiene Mentale)!

Ma supponete che accadesse davvero? Quale sarebbe la gioia più grande? Vedere Gesù, oppure vedere che quello che Gesù ha promesso, il suo ritorno  sulla terra, (e di conseguenza tutto il resto, il giudizio, la vita eterna, il Paradiso e così via) si avvera? Che Dio è stato fedele?

Dio è già stato fedele, 2019 anni fa, anno più anno meno...

“La Parola divenne uomo e visse qui fra noi, e noi abbiamo visto la sua gloria, la gloria dell'unico Figlio del Padre pieno di grazia e di verità.” (Giovanni 1:14 PV)

La vera gioia del Natale è un dono che non ti aspetti,  è Dio che scende e si fa uomo.

2. La gioia viene da qualcuno che non ti aspetti

A chi regalerai qualcosa quest'anno a Natale? Al tuo coniuge? Ai tuoi figli, Hai tuoi genitori? Forse a qualche amico caro?

Oggi voglio stupirti, e dimostrarti che ho il dono di profezia. Ti dirò a chi NON regalerai di sicuro nulla.

Non regalerai nulla al tuo ex o alla tua ex, quello (o quella) che ti ha tradito, che ha speso tutti i tuoi soldi, e ti ha trascinato in tribunale per un divorzio che non volevi.

Non regalerai nulla a quella collega di lavoro che ha preso la promozione al tuo posto perché è andata a letto col capo e ti ha fatto retrocedere e dimezzare lo stipendio.

Non regalerai nulla al giovane  che ha violentato tua figlia. Non regalerai nulla al tizio che ti ha svaligiato casa. Non regalerai nulla alla tizia  che dicendo bugie ti ha fatto licenziare.

Sono un buon profeta vero? Nessuno regalerebbe qualcosa a quegli individui...

Non sono un buon profeta, perché, in realtà c'è qualcuno che lo ha fatto e continua a farlo... ogni giorno... Dio!

Dio non aveva alcun motivo  per farci dei doni,  anzi, tutt'altro.

“Dio il Signore chiamò l’uomo e gli disse: «Dove sei?»  Egli rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino e ho avuto paura, perché ero nudo, e mi sono nascosto».  Dio disse: «Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato del frutto dell’albero che ti avevo comandato di non mangiare?»  L’uomo rispose: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero, e io ne ho mangiato».  Dio il Signore disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato».” (Genesi 3:9-13)

Paolo dice:

“Una volta voi (attenzione, sta parlando di me e te) eravate estranei e nemici (di Dio), a causa delle vostre menti pervertite dal vostro malvagio modo di vivere.” (Colossesi 1:21 PV)

Io sono l'ex che ha tradito e derubato, io sono il collega che compiace il capo per avere il posto, io sono quello che ha violentato tua figlia, io sono quello che ha svaligiato casa tua, Io sono quello che ti ha fatto licenziare ingiustamente... Magari non tutto assieme, ad ognuno il suo... ma io sono uomo, peccatore, nemico di Dio...

Come posso aspettarmi la gioia nella vita? Ma Dio ha provveduto anche per me,  mi ha dato  un dono  che non mi aspettavo e non meritavo,  ci ha mandato qualcuno che non ci saremmo mai aspettati:

“Tu moltiplichi il popolo, tu gli elargisci una gran gioia; esso si rallegra in tua presenza come uno si rallegra al tempo della mietitura, come uno esulta quando spartisce il bottino... Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato, e il dominio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace.” (Isaia 9:3, 5)

La vera gioia del Natale  è qualcuno che che ti fa un dono,  nonostante tu lo abbia deluso e ferito.

3. La gioia viene da un valore che non ti aspetti

Che cosa regalerai a Natale? Ci hai pensato? Hai già i pacchetti fatti? Oppure sei quello del “last minute”?

Vorrei vedere con voi un breve filmato:



Non mi dite “basta il pensiero”, perché se una cosa è “piccola” ma di buon gusto, se è di poco valore economico, ma la posso usare, mi è utile, la posso portare,  allora “basta il pensiero” va bene...

Ma se è di pessimo gusto, se è “brutto”, inutile, ...che cosa te ne fai? E magari è di un parente... te la devi tenere, e pure ricordarti di tirarla fuori quando viene!

E ci rimani male, perché magari ti aspettavi qualcosa di diverso!

Abbiamo detto la scorsa volta che gli ebrei stavano attendendo il Messia, il Cristo, l'Unto... Si aspettavano un Re come Davide, che andasse in battaglia sul cavallo e combattesse con la spada...

E' per quello che non capirono il valore del dono che Dio gli stava facendo, in pochi provarono gioia per l'arrivo di Gesù: Isaia lo aveva detto  che sarebbe accaduto:

“Chi ha creduto a quello che abbiamo annunciato? A chi è stato rivelato il braccio del Signore? Egli è cresciuto davanti a lui come una pianticella, come una radice che esce da un arido suolo; non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi, né aspetto tale da piacerci” (Isaia 53:1-2)

Eppure gli angeli lo avevano annunciato:

“L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.” (Luca 2:10-11)

Non tutti gioirono: la scorsa settimana abbiamo visto chi  di sicuro non gioì: politici (Erode), Sacerdoti, Scribi,e assieme a loro  gran parte del popolo.

Ma ci fu chi gioì quella stessa notte:

“I pastori tornarono lodando Dio per tutto quello che avevano visto e sentito, proprio come l'angelo aveva annunciato loro. (Luca 2:13-20 PV)

Quelle persone umili furono quelle  che divennero poi i discepoli e poi gli apostoli, a cui Gesù consegnò la sua gioia:

“Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa. “ (Giovanni 15:10-11)

Abbiamo visto allora che la gioia nella Bibbia viene da qualcosa che non ti aspetti ma che Dio fa accadere, viene da qualcuno che non ti aspetti ma che Dio fa arrivare, viene da un valore che non ti aspetti ma che Dio vuole dare.

Facciamo la stessa cosa della scorsa settimana: incrociamo la definizione di gioia del vocabolario  con quello che abbiamo scoperto nella Bibbia

gioia per la Bibbia: intensa e piacevole emozione che si prova quando si è felici  quando il  fine di Dio viene raggiunto e un desiderio di Dio verso l'uomo trova appagamento

Avete fatto caso alle parole che ho detto? Accadere, arrivare, dare...

La gioia per chi crede è quando accade qualcosa

“ecco, la giovane concepirà,

arriva qualcuno

 partorirà un figlio,

che da un dono di valore immenso.

e lo chiamerà 'Dio con noi' ” (Isaia 7:14b)

Conclusione

Stai aspettando  questo tipo di gioia a Natale? Oppure pensi  che quello che Dio ti ha promesso sia, impossibile,  irraggiungibile, inattuabile?

Dio è fedele al tempo che Dio ha fissato. (Genesi 21:2) nessuna parola di Dio rimarrà inefficace” (Luca 1:37): la gioia arriverà

La gioia è arrivata, si è fatta uomo, è morta ed è risorta, per darti la sua gioia:

“Tu hai mutato il mio dolore in danza; hai sciolto il mio cilicio e mi hai rivestito di gioia, perché io possa salmeggiare a te, senza mai tacere.” (Salmo 30:11-12)

Cosa stai aspettando?

Preghiamo.
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Aspettare cercando la Speranza - II° di Avvento | 8 Dicembre 2019 |
Come stai aspettando di ricordare l'arrivo di Gesù a Natale? Con il cuore freddo di uno scienziato, con quello impaurito di colui che non lo segue... o con quello umile ed aperto di chi ha fede e spera?
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Abbiamo introdotto la scorsa settimana il tema dell'Avvento, ed abbiamo acceso la prima candela,
quella che rappresenta la speranza.

Cosa significa “sperare”? Il dizionario Devoto lo definisce cosi:

“Attesa fiduciosa di un evento desiderato perché ritenuto gradito o vantaggioso”

Secondo il dizionario le caratteristiche di chi spera sono:

a) l'attesa;
b) a fiducia;
 c) il desiderio.

Non so se ci avete fatto caso, attesa, fiducia, desiderio, sono tutte cose che prevedono... che cosa? Stare ASSOLUTAMENTE FERMI! Sono azioni-non-azioni, dove l'importante è non muoversi.

E per noi credenti? Abbiamo detto che l'Avvento parla della speranza. Valgono le stesse categorie quando parliamo di Gesù?

Sappiamo che per noi l'attesa è terminata circa 2019 anni fa, anno più, anno meno, e che ogni anno in questo periodo festeggiamo appunto la fine dell'attesa.

Ma invece cosa significava la parola speranza,  per le persone di 2019 anni fa, in Israele? Leggiamo il Salmo 25:

“Fammi conoscere le tue vie, Signore; insegnami il cammino da seguire. Guidami con la tua verità, istruiscimi:sei tu il Dio che mi salva, ogni giorno sei la mia speranza.” (Salmo 25:4-5 TILC)

E poi nel Salmo 37:

“Spera nel SIGNORE e segui la sua via.” (Salmo 37:34a)

Per gli ebrei il concetto di speranza era spessissimo associato a quello di un cammino,  una strada,  una via da percorrere e che Dio ha già stabilito.

Facciamo un gioco; fondiamo le due definizioni di speranza, quella del mondo e quella della Bibbia e vediamo cosa ne esce:

“Attesa fiduciosa di percorrere un cammino desiderato che Dio  ha stabilito.”

Ora tu potresti giustamente chiedermi: “Ma Marco, che c'entra tutto questo con l'Avvento, col Natale, con la speranza, con l'attesa, e la fede?”

Vorrei leggere assieme a voi un brano dal Vangelo di Matteo:

"Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all'epoca del re Erode. Dei magi d'Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo».Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere. Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:"E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"». Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s'informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparsa; e, mandandoli a Betlemme, disse loro:  «Andate e chiedete informazioni precise sul bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, affinché anch'io vada ad adorarlo».Essi dunque, udito il re, partirono; e la stella, che avevano vista in Oriente, andava davanti a loro finché, giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono e, aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. Poi, avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, tornarono al loro paese per un'altra via. "(Matteo 2:1-7, 9-11)


I Magi , che in alcune versioni  vengono chiamati “Uomini Sapienti”., erano una sorta di astronomi/ astrologhi e provenivano probabilmente da Aleppo, in Siria,  dove c'era una famosa scuola di astrologia. Al giorno d'oggi Aleppo dista  circa 700 chilometri da Gerusalemme. Google Maps dice che una persona  impiega a piedi 136 ore:  calcolando di camminare 8 ore al giorno,  attualmente, con le strade moderne,  ci vogliono più di 17 giorni per arrivare...

All'epoca  non c'erano le strade che ci sono ora,  né il Tom Tom o il Garmin.  Bisognava attraversare più stati,  e bisognava ottenere il passaggio dalle autorità  e stare attenti dai predoni.

Probabilmente ci volevano circa tre mesi  per raggiungere Gerusalemme da Aleppo “in sicurezza”. (Ricordate che tipo di regali portavano e come erano vestiti!  Non passavano di certo inosservati!  Avrebbe fatto gola a chiunque  assalirli e derubarli!)

Ora … chi glie lo fa fare? Perché lo fanno?

Se tu sei un astronomo, cosa fai la notte invece di dormire? Guardi il cielo! Immaginatevi ora di essere astronomi e di guardare il cielo in direzione di questa costellazione.

Sapete di cosa si tratta vero? E' il Gran Carro,  che si trova all'interno della Costellazione con l'Orsa Maggiore  (poco più a destra in alto c'è la Stella Polare).




Immaginatevi che i Magi,  abituati a stare sempre con il naso all'insù una notte vedono questo:

Molti di noi, ammesso che si sarebbero accorti, avrebbero detto: “E beh? Chissene...”

I Magi invece erano “Uomini Sapienti” ovvero erano non solo astronomi ma erano anche studiosi. Di certo avevano letto la Torah (l'Antico Testamento) e queste profezie:

“Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma non vicino: un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele.” (Numeri 24:17a)

I Magi non erano Ebrei, e non erano neppure credenti; erano scienziati (dell'epoca)  che stavano aspettando un segno e che quando lo vedono, ragionano, agiscono, si muovono, cercano... sperano, in un certo senso, che il loro ragionamento sia giusto: “Questa è  la profezia, adesso c'è una stella nuova... ecco il segno!  Andiamo! Troviamolo!”

«Dov'è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo» (v.2)

I Magi hanno aspettato  il momento giusto per muoversi, hanno cercato, hanno sperato hanno trovato. E lo facevano con gioia

“(la stella) giunta al luogo dov'era il bambino, vi si fermò sopra. Quando videro la stella, si rallegrarono di grandissima gioia.” (v. 10)

Ma, nello stesso momento dei Magi, c'erano altri  che stavano cercando un segno, e non erano di certo gioiosi:

“Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere.” (v. 3)

Il versetto dice  che  Erode era turbato. Lui aveva tutto il diritto di esserlo: era un re fantoccio, messo lì dai Romani. Contava meno di niente... ma era re!

Ma Erode non era il solo ad essere turbato. Guardate il versetto: dice che “tutta Gerusalemme” era turbata.

Gerusalemme era la capitale della Giudea, dove viveva gran parte delle persone “importanti”: i ricchi,  i sacerdoti,  gli scribi e i farisei.

Era governata dai Romani, che, da buoni politici, si erano ingraziati  facendogli favori  e dandogli cariche di prestigio  agli occhi del popolo ma inutili politicamente ricchi, sacerdoti scribi e farisei.

Capite bene che un “nuovo re” invece di Erode  avrebbe potuto “cambiare le carte in tavola”... c'era troppo da perdere, bisognava mantenere lo “status quo”, la situazione così come era.

Anche a Gerusalemme c'erano degli “scienziati”, degli studiosi, stavolta non del cielo, ma della Bibbia: erano i capi sacerdoti e gli scribi.

Anche loro “cercano” e trovano le profezie che si legano a quella stella nel cielo... che loro non hanno visto,  e neppure cercato... ma i Magi si:

“Essi gli dissero: «In Betlemme di Giudea; poiché così è stato scritto per mezzo del profeta:"E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei affatto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un principe, che pascerà il mio popolo Israele"»” (vv. 5-6)

Anche i sacerdoti e gli scribi hanno cercato, e hanno trovato... ma l'effetto non è stato “grandissima gioia”... ma piuttosto  paura per il futuro.

I Magi hanno fatto un lungo cammino... sacerdoti e farisei... nemmeno un passo.

Ma quella stessa sera c'erano anche altre persone che stavano aspettando e cercando: leggiamo Luca 2:

“In quella stessa regione c’erano dei pastori che stavano nei campi e di notte facevano la guardia al loro gregge.  E un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore risplendé intorno a loro, e furono presi da gran timore.  L’angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà:  Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo, il Signore.  E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”».... Quando gli angeli se ne furono andati verso il cielo, i pastori dicevano tra di loro: «Andiamo fino a Betlemme e vediamo ciò che è avvenuto e che il Signore ci ha fatto sapere».  Andarono in fretta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia; … E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato loro annunciato.” (Luca 2:8-12, 14-16, 20)

Essere pastore  era il lavoro più comune per un ebreo, e se erano ebrei  credevano in Dio  e stavano aspettando il Messia che significa “l'Unto del Signore” colui che il Signore ha scelto.

La parola “messia” in greco  (la lingua in cui è scritto il vangelo di Luca) si traduce con “Cristo”.

Gli angeli annunciano ai pastori ebrei che il Cristo, il Messia  il re promesso, il Salvatore, è arrivato! Che non avevano sperato invano!

Cosa fanno i pastori? Dicono “Eh beh... ciccia, noi dobbiamo badare alle pecore.”? Assolutamente no: i pastori si muovono, agiscono, rispondono. Si incamminano, vanno, cercano... trovano.

E quale è l'effetto del loro muoversi del loro cercare la stalla col bimbo?

“E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto.” (v. 20)

Non so se avete fatto caso: avevamo detto che la speranza per la Bibbia è un cammino con Dio che porta a lodare Dio. Cosa avevano fatto i Magi dopo aver cercato Gesù, dopo aver trovato Gesù?

“(i Magi) Entrati nella casa, videro il bambino con Maria, sua madre; prostratisi, lo adorarono” (v. 11)

Hanno adorato Gesù! Cosa hanno fatto i pastori, dopo aver cercato la stalla, dopo aver trovato Gesù? Hanno glorificato Dio!

Cosa hanno fatto i sacerdoti e gli scribi dopo aver trovato il luogo dove sarebbe nato Gesù attraverso le profezie della Bibbia? Assolutamente nulla!

Secondo voi, chi ha apprezzato di più Dio di queste tre categorie di persone? Forse chi si è prostrato e ha adorato Gesù? I Magi, gli “uomini sapienti” gli scienziati che, attraverso lo studio del cielo si erano mossi,  avevano cercato,  avevano trovato?

Può essere... in fondo Dio in un certo senso li ha “usati”, si è servito di loro per rivelare suo figlio al mondo... ma...

Oggi abbiamo acceso la seconda candela dell'Avvento, quella relativa alla fede. Perché si erano mossi? Cosa stavano aspettando davvero? Avevano realmente capito chi avevano trovato? C'era fede in quello che avevano fatto?

Erano arrivati a Gesù attraverso l'intelligenza... ma questo non li aveva cambiati. Non erano divenuti credenti in Dio: infatti, se ne ritornano ad Aleppo in Siria e di loro non sapremo più nulla.

Quanti, al giorno d'oggi, credono che Gesù è realmente esistito è realmente il Figlio di Dio è realmente risorto... ma questa rivelazione non fa alcuna differenza nella loro fede?

Allora forse Dio ha gradito chi aveva capito studiando la Bibbia dove sarebbe nato Gesù, i sacerdoti e gli scribi?

Avevano capito... ma non si erano mossi da Gerusalemme. Erano arrivati a capire  che Gesù era nato attraverso la lettura della Parola... ma questo non li aveva cambiati, anzi; li aveva turbati,  spaventati per quello che avrebbe significato per loro. Erano credenti, ma che razza di fede avevano?

Ebrei dice:

“Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono.” (Ebrei 11:1)

Speranza e fede sono legate assieme, e la fede vera porta a sperare, non ad avere paura.

Molti al giorno d'oggi vivono la stessa situazione. Sanno che Dio esiste,  che Gesù è venuto ma vivono la loro fede non con speranza, ma con la paura.

Temono il giudizio, e la punizione, perché la loro fede è solo nella conoscenza di Gesù, non nell'affidarsi a lui e seguirlo.

Chi ha gradito Dio, allora?

I pastori si erano mossi dalle proprie greggi per andare ad incontrarlo, seguendo la speranza  nella promessa di Dio  di mandargli il Messia,  l'Unto, il Cristo. Non li aveva guidati la loro intelligenza e neppure la loro conoscenza della Bibbia ma la fiducia, la fede che se Dio promette qualcosa, quello avverrà.

Dove sei tu,  in questo Natale? Cosa  stai aspettando?

Stai aspettando di sapere tutto su Gesù sfrutti la tua intelligenza, la scienza., i libri ome hanno fatto i Magi (intendi, tutte cose più che lecite, anzi ottime) ma non sei disposto, non sei disposta a seguirlo... e te ne torni ad Aleppo...  come i Magi?

Oppure stai aspettando il Natale  con paura, come i sacerdoti e gli scribi, perché sai che la conoscenza della Bibbia non ti mette al riparo dal giudizio, se la leggi e basta, e non la metti in pratica?

Luca dice:

“E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto.” (v. 20)

Gli unici che stavano davvero aspettando, gli unici che avevano davvero sperato erano i più poveri,  i più semplici,  i più umili di tutti.

Cosa stai aspettando a Natale? Sappi che Dio sta cercando cuori poveri cuori semplici cuori umili, a cui rivelarsi, e offrire “ un Salvatore, che è Cristo, il Signore”

Gesù dice:

“Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli. ...Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo.” (Matteo 11:25, 28)

Se lo hai già trovato, ritorna a lodare  e glorificare Dio  per tutto quello che hai visto e udito.

Se non lo hai ancora trovato, cosa stai aspettando? Lui aspetta te, questo Natale.... e sempre!

Preghiamo.
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La compassione che guarisce | 1 Dicembre 2019 |
Può Dio decidere di guarirmi SOLO spiritualmente? Anche se la guarigione più grande è quella fatta da Lui attraverso Gesù che ci ha donato la vita eterna, Dio è desideroso di guarirci anche dalle malattie. Ma c'è un limite a a questo: la mia certezza che lui lo voglia e lo possa fare.

(Messaggio portato da Mario Forieri)

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“La ragazza disse alla sua padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che sta a Samaria! Egli lo libererebbe dalla sua lebbra!”  (2 Re 5:3)

“Il Signore è misericordioso e pieno di compassione, lento all’ira e di gran bontà. Il Signore è buono verso tutti,pieno di compassioni per tutte le sue opere.” (Salmo 145 :8-9)

“Come un padre è pietoso verso i suoi figli, cosí è pietoso l'Eterno verso quelli che lo temono.” (Salmo 103: 13)

 “... perché si compiace di usare misericordia.”  (Michea 7: 18 b)

“L'Eterno infatti con i suoi occhi scorre avanti e indietro per tutta la terra per mostrare la sua forza verso quelli che hanno il cuore integro verso di lui.”  (2Cronache 6: 9)

“Venne a lui un lebbroso e, buttandosi in ginocchio,} lo pregò dicendo: «Se vuoi, tu puoi purificarmi!» Ed egli, impietositosi, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio; sii purificato!» E , detto questo, subito la lebbra sparì da lui, e fu purificato.” (Marco 1:40 -41)

“(Gesù) ... smontato dalla barca, vide una gran folla; ne ebbe compassione e ne guarì gli ammalati.” 
(Matteo 14 :14)

“E due ciechi, seduti presso la strada, avendo udito che Gesù passava, si misero a gridare: «Abbi pietà di noi, {Signore,} Figlio di Davide!»  Ma la folla li sgridava, perché tacessero; essi però gridavano più forte: «Abbi pietà di noi, Signore, Figlio di Davide!»  Gesù, fermatosi, li chiamò e disse: «Che volete che io vi faccia?»  Ed essi: «Signore, che i nostri occhi si aprano».  Allora Gesù, commosso, toccò i loro occhi e in quell’istante [i loro occhi] recuperarono la vista e lo seguirono.” 
(Matteo 20: 30-34)

“E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.  Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni, parleranno in lingue nuove,  prenderanno {in mano} dei serpenti, anche se berranno qualche veleno non ne avranno alcun male, imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno». (Marco 16: 15)

“Egli perdona tutte le tue colpe, risana tutte le tue infermità.”  (Salmo 103: 3)

“E lì, a causa della loro incredulità, non fece molte opere potenti.”  (Matteo 13:58)

“...il Signore è pieno di compassione e misericordioso... C’è tra di voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno di animo lieto? Canti degli inni.  C’è qualcuno che è malato? Chiami gli anziani della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore: la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.  Confessate dunque[a] i vostri peccati[b] gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia. (Giacomo 5: 11, 13)

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Cosa stai aspettando a Natale? I motivi dell'Avvento e del Natale | 1 Dicembre 2019 |
Che cosa è l'Avvento? E' semplicemente un "simbolo" che ci rammenta la grazia che abbiamo ricevuto quando Dio ha deciso di nascere tra noi.
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Tempo di lettura: 3 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 8 min.
Sappiamo tutti che Natale non è davvero il giorno in cui è nato Gesù, ma nei primi due secoli nostri fratelli e nostre sorelle in Cristo decisero di sfruttare un periodo  dove a Roma si celebrava una ricorrenza e a tutti (schiavi compresi) veniva concessa una pausa dal lavoro, per ricordare che Gesù era realmente nato e raccontarsi la storia del primo Natale.

La parola “avvento” viene dal latino “advenutus”, che significa, appunto, “venuta, arrivo”.

All'inizio l'Avvento non si chiamava così ma era solo un periodo di digiuno e preghiera con cui i credenti si preparavano  a ricordare l'arrivo di Gesù.

Poi, intorno al 1700, si è iniziato a chiamarlo così, a riservargli un mese intero nella nostra mente e nelle nostre preghiere, e ad aggiungere l'accensione  di una candela per ogni domenica, come simboli di quello che Gesù è venuto a portarci: speranza, fede, gioia, pace, sino a quella di Natale
che simboleggia la luce e la purezza.

Tu potresti dirmi: “Perché devo usare dei simboli per ricordarmi di Gesù? Non mi basta leggere la Bibbia, pregare,  osservare, obbedire per ricordarmi di lui?"

Voglio mostrarti una foto: lo conosci vero? E' un cruscotto. Il cruscotto è pieno di luci e di “simboli”
che si accendono e si spengono per ricordarci qualcosa importante.

Un “simbolo” è la scorciatoia mentale che riassume un intero concetto: vedi la spia dell'olio che si accende e pensi: “devo portare la macchina dal meccanico domani mattina altrimenti finisce che mi si rompe e rimango a piedi.

L'Avvento, le candele, il Natale sono dei “simboli” per noi che crediamo e anche per chi non crede.

E' un’occasione per riflettere su cosa aspetti.  Cosa stai aspettando davvero?  Stai aspettando i doni, le luci, la festa...  oppure stai aspettando qualcosa di più  che cambi la tua vita?  Il dono che Dio ti ha fatto è la salvezza,  attraverso Colui che è venuto,  è nato  è morto  ed è risorto  per portarti assieme a Lui.  Cosa stai aspettando?

Ogni settimana da qui a Natale accenderemo una candela  e leggeremo dei passi legati all'arrivo di Gesù sulla terra.

I primi sono tratti da Isaia, e dai Salmi.

“Avverrà, negli ultimi giorni, che il monte della casa del Signore si ergerà sulla vetta dei monti e sarà elevato al di sopra dei colli; e tutte le nazioni affluiranno a esso. Molti popoli vi accorreranno e diranno: «Venite, saliamo al monte del Signore, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegnerà le sue vie e noi cammineremo per i suoi sentieri». Da Sion, infatti, uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola del Signore. Egli giudicherà tra nazione e nazione e sarà l’arbitro fra molti popoli; essi trasformeranno le loro spade in vomeri d’aratro e le loro lance in falci. Una nazione non alzerà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra. Casa di Giacobbe, venite e camminiamo alla luce del Signore!” (Isaia 2:2-5)

“Poiché ho detto: «La tua bontà sussiste in eterno; nei cieli è fondata la tua fedeltà. Io ho fatto un patto con il mio eletto; ho fatto questo giuramento a Davide, mio servo: Stabilirò la tua discendenza in eterno ed edificherò il tuo trono per ogni età”».” (Salmo 89:2-4)


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Guidati dallo Spirito per glorificare Cristo | 24 Novembre 2019 |
Per portare gloria a Cristo debbo "fare" quelle cose per cui la gente applaudirà Dio e Cristo, non me. E lo Spirito Santo è l'energia esplosiva da cui posso attingere le forze per riuscirci.
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 38 min.
Stiamo scorrendo lungo i capitoli da 12 a 15 di Giovanni  (quelli relativi all'ultima cena di Gesù con gli apostoli)  alla ricerca di “parole chiave” che ci dicano cosa vuole Gesù che ricordiamo.

Abbiamo visto “amare” ripetuta 31 volte, poi “odiare” ripetuta 11 volte, poi ancora “dimorare”
ripetuta 13 volte. Oggi vediamo l'ultima: “glorificare”.

“Glorificare” ricorre 20 volte e, a differenza delle altre tre parole, è presente attraverso tutti i 4 capitoli.

1. Cosa significa  “glorificare”?

Gesù usa questa parola proprio all'inizio del suo discorso durante l'ultima cena:

“L'ora è venuta che il Figlio dell'Uomo dev'essere glorificato... E che dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest'ora. Padre, glorifica il tuo nome!” (Giovanni 12: 23, 27-28)

Che strano! Gesù sa che sta per essere torturato ed ucciso sulla croce... e parla di gloria! Forse dovremmo capire meglio cosa significhi la parola “glorificato”.

Cosa vi viene in mente quando sentite la parola “gloria, glorificare, glorificato”? Vi dico quello che
viene in mente a me: il vincitore di una competizione sportiva o  uno scienziato che riceve il premio nobel  per aver  scoperto  la cura per una malattia. Non mi viene certo in mente la crocifissione.

La parola che usa Gesù tradotta in greco è ?????? - “doxazo?"  che significa “lasciare  la gloria a qualcuno”, e la radice viene dal verbo "dokeo"  = "pensare/ considerare/ stimare/ valutare/ ponderare".

Glorificare è lasciare a qualcun altro la gloria (la corona, la celebrazione, il merito) dopo averci riflettuto su.

Non è semplicemente un applauso,  ma è capire che quella persona va applaudita perché se lo merita per quello che ha fatto.

Gesù perciò sta dicendo che il Padre si merita la corona o l'applauso  per quello che ha fatto.

Che cosa ha fatto Dio per meritarlo? La Creazione? Di certo... ma non è per quello che Gesù ci chiede qui di applaudirlo.

Per cosa allora? Leggiamo un altro versetto di Giovanni:

“(Giuda) dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era notte. Quando egli fu uscito, Gesù disse: "Ora il Figlio dell'uomo è glorificato e Dio è glorificato in lui. Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà anche in sé stesso e lo glorificherà presto.” (Giovanni 13:30-32)

Facciamo una parafrasi, e sostituiamo “glorificato” con “si merita l'applauso”

“Ora il Figlio dell'uomo si merita l'applauso e Dio si merita l'applauso in lui.”

Dove era andato Giuda? A tradire Gesù,  e a consegnarlo nelle mani dei carnefici!

Per cosa si merita l'applauso Gesù? Per aver scelto di pagare i miei peccati morendo al posto mio. Per cosa si merita l'applauso Dio? Per aver scelto di mandare suo Figlio a farlo!

Lo strumento per ricevere la gloria  sarà la croce, Dio riceve gloria tramite Gesù  che mette a disposizione tutto se stesso (la sua vita)  pur di compiere l'opera di salvezza

Quante volte vediamo  persone  alzare le mani e gridare “gloria a Dio!” Spesso lo facciamo anche noi. Va bene, non è nulla di sbagliato, ma glorificare Gesù non è solo una parola ma una riflessione su ciò che ha fatto Gesù e su ciò che ha fatto Dio per te.

La tua App:  La prossima volta  prima di dire “gloria” rifletti prima di dirlo: ”Gesù è venuto per me! Gloria a Lui! Gloria a Dio!”

2. In che modo posso glorificare Dio?

Ti è mai capitato  di ricevere un favore da qualcuno  senza dover pagare nulla? Come ti sei sentito, come ti sei sentita? Cosa hai fatto?

Se il sentimento che ha prevalso è quello della gratitudine probabilmente hai cercato di “sdebitarti” in qualche modo.

Rifletti su questa parola: “sdebitarsi”: spesso, quando riceviamo qualcosa senza che lo abbiamo pagato e spesso senza averlo meritato, sentiamo come di avere un “debito” che vogliamo ripagare.

Gesù ti ha dato qualcosa che non potrai mai ripagare: il perdono dai peccati, e la vita eterna.

Però qualcosa lo puoi, lo possiamo fare: glorificarlo,  non solo con la nostra mente, non solo con la nostra voce, ma soprattutto con le nostre azioni, come gesto di gratitudine  per ciò che ha fatto.

“In verità, in verità vi dico che chi crede in me faràanch'egli le opere che faccioio; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; e quello che chiederetenel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio.”(Giovanni 14:12-13)

Gesù dice che Dio lo ha glorificato lo ha applaudito per quello che ha fatto ma dice anche che Dio vuole continuarlo a glorificare, vuole continuare ad applaudirlo per tutte le altre cose che farà nel mondo.

Indovina chi sarà chiamato, chi sarà chiamata a fare quelle cose, da ora in avanti? Se tu hai ricevuto  e vuoi glorificare Gesù lo puoi fare continuando ad agire nel mondo come suo discepolo.

La scorsa settimana avevamo già visto questo versetto parlando del “dimorare in Cristo” essere piantati in Gesù

“Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.”  (Giovanni 15:7-8)

Gesù dice che per glorificare Dio, dobbiamo fare due cose: chiedere con fiducia e portare frutto. Attenzione a quello che dice il versetto: non dice “in questo è glorificato il Padre mio: che mangiate molto frutto...

Il fine del chiedere è il portare altro frutto, il che significa altri discepoli,  altra gloria,  altri applausi.

Quali cose debbo chiedere allora? Cose che riguardano me, la mia famiglia, la mia vita? Certamente... ma non solo!

Debbo abituarmi a chiedere a Dio le cose che glorifichino il suo nome, le cose per cui la gente faccia l'applauso a Gesù, le cose che portino altri discepoli a Gesù!

"Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il  Padre vostro che è nei cieli. (Matteo 5:16)

Di tutte le cose che chiedo,  otterrò principalmente quelle che glorificano Dio  portando frutto.

Quando è che le persone glorificano Dio? Quando vedono in noi le nostre vite cambiate quando siamo per loro di ispirazione quando siamo un modello  di come dovrebbero essere tutti nel mondo

Quando non parliamo di amore,  ma agiamo in amore,  anche quando l'amore costa anche quando l'amore costa la croce. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. 

Quali sono le persone credenti  che ti hanno fatto glorificare Dio?  che ti hanno ispirato, che sono divenuti un modello? Una che mi ha ispirato è stata una bambina di soli 9 anni, figlia di un pastore mio amico negli Stati Uniti, a cui è stato diagnosticato un tumore terminale al cervello.
Invece di piangersi addosso, lei ha sentito il bisogno di iniziare una fondazione che raccolga fondi per i bambini in ospedale ammalati di tumore. Lei è morta... ma la fondazione le sopravvive e porta gloria a Dio!
 Jessica avrebbe potuto concentrarsi su se chiedere SOLO la sua guarigione... invece ha chiesto quello che portava più frutto... e quello ha ottenuto...

Giacomo lo spiega bene:

“Non avete, perché non domandate;  domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.” (Giacomo 4: 2b-3)

Sapete quante volte mi sono arrabbiato con Dio?  “Perché  non rispondi alle mie preghiere? Eppure hai promesso di farlo!” E, ogni volta, cinque minuti dopo, mi sono fermato a riflettere: “Quello che chiedo glorifica Dio, porta frutto?".  Il problema non risiede nell'udito di Dio,  ma in quello che chiedo.

Tu potresti dirmi  (e l'ho detto un sacco di volte anche io!) “Ma le cose che chiedevo erano cose buone! Non erano cose egoistiche, solo per me!”. Dio non vuole darti cose buone... ma vuole darti le cose migliori,  affinché tu porti frutto  e il Suo nome sia glorificato.

Se sei un suo discepolo, se sei una sua discepola, ti chiedo: te la senti di farti guidare completamente da Lui? Di dargli il dominio sulla tua vita per portare frutto?

Se non lo sei ancora  devi sapere che Gesù è alla tua ricerca, perché vuole darti la sua potenza  nella tua vita::  “chi crede in me farà anch'egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori” : Gesù è la via per glorificare Dio!

3. Qual'è il mezzo con cui glorifico Dio?

Tu puoi tirmi (e hai ragione) “OK Marco... ma io non mi sento adatto/ pronto/ capace.” ESATTO!!! Non lo sei! Non lo sarai mai! E Gesù lo sa bene, perché è Dio, ma è stato anche uomo per 33 anni... e sa come siamo fatti!

“Quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà.“ (Giovanni 16:13-15)

Gesù l'ha promesso, Dio lo ha mandato: Lo Spirito della Verità, lo Spirito Santo è colui che sarà il nostro “motore”.

Il versetto dice quattro cose importanti:

I. CI GUIDERA'
Non dovremo avere paura di cosa fare dove andare, cosa dire.

II. CI FARA' SAPERE COSA E' VERO
Non dovremo preoccuparci di capire da noi cosa sia vero e cosa sia falso.

III. CI RAMMENTERA' QUELLO CHE HA DETTO GESU'
Non dovremo preoccuparci che mancherà qualche pagina alle istruzioni.

IV. CI DIRA' COSA ACCADRA'
Non dovremo  preoccuparci per il futuro, non serviranno i maghi per prevederlo, perché, in molti modi  (visioni, profezie) ce lo indicherà.

Gesù stesso che lo ha detto:

"Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. "(Giovanni 15:5)

Lo sa che non possiamo portare frutto senza di lui. E visto che lui adesso siede “alla destra del Padre” ci ha mandato “un altro se stesso”.

“Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre” (Giovanni 14:16)

Quella parola “altro”è ????? = allos  che non significa “un altro” un altro qualsiasi, ma  “un altro dello stesso tipo” (come quando chiedi un numero diverso della stessa scarpa).

Sai, quale sarà l'effetto dello Spirito Santo in colui o colei che lo riceve?

“Ma riceverete potenza (Greco: Dunamys = dinamite!) quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra". (Atti 1:8)

Hai ricevuto lo Spirito Santo in te? Se hai  accettato Gesù, quella potenza, quella dinamite, è a tua disposizione, ma...

C'è un limite a quello che può fare lo Spirito Santo: sei tu! Stai lasciando che lo Spirito Santo  trasformi la tua vita  così che gli altri possano glorificare Dio  attraverso la dinamite che rappresentano le buone opere?

Nulla accadrà  se tu gli impedisci  di cambiare la tua vita. La dinamite che è l'amore di Gesù  per ogni sua creatura  non esploderà  e le persone non glorificheranno Dio,  e non saranno salvate.

Se vuoi glorificare Dio, se vuoi portare frutto a Gesù,  devi lascare che lo Spirito ti trasformi.

Quella che ti lascio, non è una “App”, ma una  sfida per i prossimi 7 giorni.

“Per i prossimi 7 giorni chiederò ogni giorno per 10 minuti  allo Spirito Santo di indicarmi le azioni da prendere nella mia vita per glorificare Dio e portare frutto a Gesù.”

“egli vi guiderà in tutta la verità... e vi annuncerà le cose a venire.”

Preghiamo
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Dimorare in Cristo per portare frutto | 17 Novembre 2019 |
Se ho accettato Gesù, il mio scopo nella vita è quello di portare frutto; ma lo posso fare solo se sono piantato, se sono piantata nella Sua Parola.
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Tempo di lettura: 10 min.Tempo di ascolto audio/ visione video: 30 min.
Siamo giunti alla 3° parola chiave  per la nostra vita di credenti: dopo amare e odiare oggi vedremo cosa significhi  dimorare per Gesù
Cosa significa “dimorare”?

La prima cosa che vogliamo capire è cosa significhi per noi: so che è una parola un po' antica,  e che non la usiamo tutti i giorni, ma voglio che mi diciate cosa significhi per voi; a cosa pensate quando la sentite quale parola simile vi viene in mente.

L'immagine che più spesso viene in mente è questa:



Quella di una casa. La nostra “dimora”; è, semplicemente,  il posto in cui viviamo quotidianamente,  dove dormiamo,  dove torniamo per riposarci la sera,  dove conserviamo il nostro cibo,  i nostri vestiti,  i nostri beni,  dove cresciamo i nostri figli. Infatti la parola dimorare viene dal latino “demorari” che significa “indugiare, attendere, fermarsi per molto tempo”.

Se fossimo stati agricoltori, invece la prima immagine  che ci sarebbe venuta in mente sarebbe stata questa:



Quella di un albero che viene piantato. Quando mettiamo “a dimora” una pianta  decidiamo il suo posto giusto dove metterla  perché possa crescere e portare frutto, e da là non la togliamo più.

Leggiamo assieme Giovanni 15:


(4)“Dimoratein me, e io dimoreròin voi. Come il tralcio non può da sé dar fruttose non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimoratein me. (5) Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimorain me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. (6)Se uno non dimorain me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. (7) Se dimoratein me e le mie parole dimoranoin voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto. (8) In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. (9) Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amatovoi; dimoratenel mio amore. (10) Se osservate i miei comandamenti, dimoreretenel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoronel suo amore. (11) Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimoriin voi e la vostra gioia sia completa. Questo è il mio comandamento: che vi amiategli uni gli altri, come io ho amatovoi.” ( (Giovanni 15:4-12)




Quale è la parola che Gesù usa di più?  Di sicuro “dimorare” (= greco ???? - mén? = abitare in maniera stabile in un posto); la usa 12 volte il 9 versetti.  Poi ci sono altre due: “amare” (“?????? -  agapao? = amare con tutto se stesso) 7 volte e frutto (?????? – karpos = frutto) 3 volte.







1. Cosa significa dimorare in Gesù?

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. “(v.4)

Per noi, abbiamo detto che “dimorare” significa sia abitare dentro una casa”.

Infatti la maggior parte dei commentari mette in evidenza che Gesù ci sta chiamando ad “abitare in lui così lui abiterà in noi”.

Il che è giusto; se  vivo quotidianamente con Gesù ,  se riposo con Gesù ,  se mi nutro attraverso Gesù,  se mi vesto di Gesù ogni mattina, se cresco in miei figli in Gesù,  allora Gesù stesso  verrà ad abitare stabilmente in me.

Ma il brano parla di “frutto”; una casa, per quanto bella sia non ne produrrà mai.

Avevamo detto che dimorare significa anche “piantare”.

Gesù non è solamente un “luogo” dove crescere, ma soprattutto un “terreno” un suolo, una zolla di terra dove essere messo “a dimora” per portare, come ogni pianta fa un frutto.

Se Gesù diviene il suolo fertile e definitivo,  da cui non verrò mai più mosso,  in cui essere piantato se avrò sole e ombra,  nutrimento, acqua in Gesù,  allora l'albero della mia vita  darà frutto.

Tu potresti chiedermi: “Marco, ma quale è la differenza tra abitare con Gesù e essere piantati in Gesù? A me sembra la stessa cosa!” Guardate quello che dice Gesù:

“Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me.” (v.4)

Molti “abitano” assieme a Gesù: si muovono nelle sue stanze, lo conoscono, e sanno quello che dice: è buono, molto buono questo.

Ma qui Gesù dice una cosa diversa:, finché non assorbo il suo nutrimento,  è impossibile che porti frutto. La cosa importante non è la conoscenza  ma l'assorbimento della sua parola.

Nota: Gesù parla di “frutto”,  non di “frutti”: Quale è il frutto?  Paolo in Galati 5:22  usando la medesima parola dice così

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo.”  (Galati 5:22)

Una “App.” per il tuo smartphone dell'anima: : cosa debbo “fare per “essere piantato” in Gesù?

Cosa debbo smettere di fare, o cosa debbo iniziare a fare per assorbire il nutrimento che deriva dalla sua Parola?

2. Qual'è lo scopo del dimorare in Gesù?

“Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano.” (v.5-6)

Vorrei mostrarvi come definiamo la nostra comunità sul sito della chiesa e che è tratta dal nostro statuto:

"CHE COS’È LA VERA VITE? La VERA VITE è una chiesa cristiana evangelica. Che cosa vuole dire? Siamo un gruppo di persone (“chiesa”) che ha creduto in Gesù Cristo come il Salvatore (“cristiana”) attraverso la buona notizia conosciuta attraverso il Vangelo (“evangelica”) e, come tralci che dimorano nella vite, traiamo tutto il nostro nutrimento da Gesù (la nostra “VERA VITE”)."

Lo scopo di ogni chiesa, e di ogni credente che la compone, non è quello di portare  più persone possibili in un locale, ma di portare frutto a Gesù.

Lo scopo non è il nostro compiacimento di vedere una sala piena, ma quello di vedere altri  che accettano Gesù... anche se non faranno mai parte della nostra chiesa.

Se siamo piantati nel suolo di Gesù  il frutto che portiamo è abbondante.

Questo è un tralcio.... Io posso sforzarmi quanto voglia, posso forse appenderci dei frutti sopra... ma non produrrà mai alcun un frutto s e non è attaccato alla vite;

Avete mai sentito dire: “guarda che bel grappolo ha prodotto questo tralcio!”? No di certo! Ma hai  sentito dire “guarda che bei grappoli ha prodotto quella vite!”.

Il tralcio da solo è legno morto, lo si butta via e ci si fa un falò; non è buono neppure per essere messo da parte, lo si brucia direttamente su un fuoco già acceso.

Ma il tralcio attaccato alla vite è lo strumento tramite cui la vite  reca al mondo i suoi frutti.

Ora vorrei chiedervi: per quante ore il tralcio  deve essere attaccato alla vite  per portare frutto? Quante ore ha di libera uscita per staccarsi e andare  a passeggiare da solo?

Il problema è che molti credenti pensano di essere mobili dell'Ikea, che si smontano e si rimontano a piacimento. “Adesso mi stacco un po' dalla vite, faccio un po' gli affari miei,  vedo un po' di mondo intorno... e poi mi “rimonto” sulla vite”.

Basta un minuto lontano dalla vite  e il tralcio si secca

La tua “App”:  cosa debbo cambiare nella mia vita per essere attaccato costantemente alla vite?

3. Qual'è l'effetto del dimorare in Gesù?

"Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto.  In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli. "(v.7-8)

Qui Gesù indica non solo l'effetto ma anche il metodo  e il premio  del dimorare in lui.

Quale è il metodo? se... le mie parole dimorano in voi Eccola la zolla, la buca nel terreno da cui trarre l'energia per portare frutto; la sua Parola! Ovvero: LEGGI LA BIBBIA! Leggi, memorizza, fanne parte della tua vita.

E il premio?

“domandate quello che volete e vi sarà fatto”

Domanderemo e riceveremo  (“quello che volete” =  non c'è limitazione!  Per cui domandate  “in grande”!)

Manca l'effetto, ovvero, la cosa che rimarrà per sempre: e qui gli effetti sono due: uno più importante per Dio e uno più importante per noi

“In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto”

A chi va la gloria  quando noi portiamo frutto? Noi siamo stati creati per glorificare Dio. La parola che usa Gesù in greco è  ?????? - doxazo?  che significa “ritornare la gloria”: questa è la parte più importante!

Poi c'è la parte che è importante per noi:

“così sarete miei discepoli.”

Saremo discepoli veri di Gesù

App per noi: sto dimorando in Gesù per ottenere i premi, o perché il mondo glorifichi Dio?

4. Quale è il luogo dove devo essere piantato/ piantata?

“Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio amore.” (v9.)

L'amore è un terreno fertile: Paolo lo descrive così:

“L'amore è paziente, è benevolo; l'amore non invidia; l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.” (1 Corinzi 13:4-7)

L'amore di Gesù deve essere  la caratteristica distintiva che tutti  possono vedere , anche da lontano, e dire  “quella persona è piantata nell'amore di Gesù.

App per noi: quali azioni d'amore posso compiere per mostrare agli altri l'amore di Gesù?

5. Come posso dimorare nell'amore di Gesù?

“Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore.” (v. 10)

“Si Marco, tutto bello.. ma PRATICAMENTE, come faccio a dimorare, ad essere piantato, ad essere piantata in Gesù?” Ce lo indica al v. 12

"Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. (Giovanni 15:12)

Vi ricordate? Una volta chiesero a Gesù  quale fosse il comandamento più importante, e lui rispose dicendone due:

“Ama il Signore Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la mente” (Matteo 22:37) “Ama il prossimo tuo come te stesso” (Matteo 22:38)



Come il Padre mi ha amato,... così anch'io ho amato voi ...Ama il prossimo tuo come te stesso

Per dimorare in Gesù devo essere il “ripetitore” dell'amore di Dio che ho ricevuto attraverso Gesù

App:  Sono un buon “ripetitore” dell'amore di Dio verso gli altri?

Conclusione

La volta scorsa,  avevamo visto che Gesù dopo averci  detto che saremmo stati odiati e perseguitati, aveva spiegato che lo aveva fatto affinché non fossimo turbati, e ci aveva ripetuto che non dovevamo preoccuparci perché lui aveva già vinto per noi il mondo.

E questa volta? Cosa ci dice questa volta?

“Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. (Giovanni 15:11)

Che tipo di gioia ha Gesù? Lo scrittore di Ebrei la descrive così:

“Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l'infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio.” (Ebrei 12:2b)

E' una gioia  che ci fa vedere oltre l'ostacolo E' una gioia  che ci fa sedere assieme al nostro Padre.

Vuoi questo tipo di gioia?

“Dimorate in me, e io dimorerò in voi."

Preghiamo.
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