Finestre sull'Arte - il primo podcast italiano per la storia dell'arte


Tags (categorie): Arte, Recitazione, Podcast, Cultura, Disegno, Scienze, Pittura
[ Aggiungi la tua categoria (tag) ]

Finestre sull'Arte (www.finestresullarte.info) è il primo podcast italiano interamente dedicato alla storia dell'arte. In ogni puntata Ilaria Baratta e Federico Diamanti Giannini conducono gli ascoltatori alla scoperta di un artista o di un gruppo di artisti. Il progetto Finestre sull'Arte nasce con l'intento di proporre agli amanti dell'arte un prodotto nuovo, dinamico, giovane e di qualità; e di invitare il pubblico ad ammirare dal vivo le opere trattate nel corso della trasmissione. Ogni puntata è infatti corredata da una scheda di approfondimento attraverso la quale l'ascoltatore può accedere ai collegamenti con le immagini delle opere e vedere le liste dei libri da leggere e dei musei da visitare per approfondire i contenuti della puntata. Buon ascolto!
Autore: Federico Diamanti Giannini, Ilaria Baratta
Ultimo episodio: 22/12/14 18:34
Aggiornamento: 28/11/22 6:48 (Aggiorna adesso)
11: Duccio di Buoninsegna - Alle origini del raffinato gusto senese
Duccio di Buoninsegna è uno dei pittori più influenti della storia dell'arte italiana. Non abbiamo molte informazioni sul suo conto, ma ci basta osservare le sue opere d'arte per capire quanto le generazioni successive dipendessero da lui. Duccio si formò sul solco della tradizione senese, che si basava ancora su uno stile bizantineggiante, e la aggiornò sulle conquiste di Cimabue (spesso i due furono talmente vicini, che in passato molte opere di Duccio vennero attribuite a Cimabue) e sulle novità del gotico francese: in particolare, Duccio conferì alla scuola senese quel gusto raffinato ed elegante che, da lui in poi, sarebbe stata una delle caratteristiche peculiari delle opere prodotte a Siena. Non sono molte le opere che ci rimangono di Duccio di Buoninsegna: in questa puntata, il percorso di Ilaria e Federico si concentra su quelle che più hanno inciso e segnato!
10: Andrea del Sarto - Il pittore senza errori
"Senza errori": così Giorgio Vasari definì le figure di Andrea del Sarto. Figure "di somma perfezione" in quanto caratteristica maggiore di Andrea del Sarto fu la capacità di creare sempre composizioni formalmente ineccepibili, armoniose, ben bilanciate: una pittura, insomma, classica, che fece scuola (per secoli gli artisti hanno copiato le sue opere) e che con i suoi colori luminosi e con i suoi effetti di luce costituì anche una base imprescindibile per i primi pittori manieristi. Lavorò quasi sempre a Firenze, si formò nella bottega di Piero di Cosimo ma ben prestò passò a studiare i modelli più aggiornati, ovvero quelli di Leonardo e di Raffaello. Lontano dalla monumentalità del contemporaneo fra' Bartolomeo (al quale comunque si avvicinò nelle ultime fasi della carriera), seppe creare composizioni sempre dotate di grazia, eleganza ed equilibrio. Nella puntata di oggi scopriamo, con Ilaria e Federico, alcuni dei suoi più importanti capolavori!
9: Cosmè Tura - Gli inizi della scuola ferrarese del Rinascimento
Nel Quattrocento, la città di Ferrara conobbe un periodo di grande splendore, che favorì la nascita di una scuola artistica locale: Cosmè Tura ne è considerato il fondatore, nonché forse il maggior rappresentante. Formatosi in un contesto di altissimo livello, soggiornò probabilmente nella vicina Padova guardando ad Andrea Mantegna, a Donatello, a Francesco Squarcione. Ne risultò quindi uno stile molto duro, caratterizzato da un segno nervoso, da intenso espressionismo e da un decorativismo fantasioso, estroso e sovrabbondante: un'arte quindi non per tutti, ma di sicuro estremamente moderna e originale. L'arte di Cosmè Tura fu fondamentale per gli sviluppi successivi della scuola ferrarese in quanto tutti gli artisti più giovani si misurarono con lui, e fece sentire la sua eco fino al Novecento. Sono pochi però i capolavori di Cosmè Tura che si conservano: con Ilaria e Federico scopriamo quelli più belli.
8: Paolo Veronese - L'illusione della realtà
La città di Verona, quest'anno, ha dedicato una grande e importante mostra a quello che forse è il miglior artista a cui abbia dato i natali: Paolo Caliari, meglio noto come il Veronese. Formatosi nella città natale sotto Antonio Badile e Giovan Francesco Caroto, ma guardando con curiosità e interesse a diverse fonti (ricordiamo, su tutti, Giulio Romano e il Parmigianino), ben presto il giovane Paolo arrivò a Venezia dove guardò all'arte di Tiziano, ma dove riuscì anche a ritagliarsi un notevole spazio nel giro delle committenze illustri, tanto da contendersi con il Tintoretto, poco più avanti, la reputazione di artista più richiesto di Venezia. Le sue atmosfere fastose e solenni ma anche festose e liete precorsero l'arte del Settecento, le sue teorie sui colori complementari hanno influenzato anche l'arte contemporanea. Con Ilaria e Federico scopriamo l'arte di Paolo Veronese attraverso una selezione di grandi capolavori presenti alla mostra di Verona!
7: Pisanello - L'anima cortese del gotico internazionale in Italia
Tra i principali artisti tardogotici che operarono in Italia, Antonio di Puccio Pisano, passato alla storia con il suo soprannome Pisanello, seppe ritagliarsi un ruolo del tutto particolare: fu infatti il pittore italiano che più di ogni altro seppe connotare i suoi lavori con quelle atmosfere da fiaba raffinata, che incontravano il gusto delle corti medievali. In un periodo storico in cui il Rinascimento nasceva e si sviluppava, e quando il genio di artisti come Masaccio e Donatello si era già ampiamente palesato, Pisanello rimaneva orgogliosamente e ostinatamente legato alle sue radici da pittore gotico cortese: e questo non gli impediva, grazie alla sua eleganza, di continuare ad affascinare i suoi contemporanei. Ma seppe anche innovare: le sue medaglie furono infatti alla base della medaglistica rinascimentale. Le opere che ci sono rimaste di lui non sono molte, e diverse si trovano a Verona, la città dove fu più attivo: scopriamo i suoi capolavori con Ilaria e Federico!
6: Giovanni Bellini - Gli esordi del Rinascimento a Venezia
Giovanni Bellini è uno dei grandi nomi della storia dell'arte italiana in quanto è considerato l'iniziatore del Rinascimento a Venezia. Nato in una famiglia di pittori (il padre Jacopo e il fratello Gentile furono tra i più importanti artisti della Venezia quattrocentesca), riuscì presto a slegarsi dagli schemi tardogotici entro cui si era formato per abbracciare dapprima l'arte del cognato Andrea Mantegna, poi quella di Piero della Francesca e ancora quella di Antonello da Messina, che rese la sua arte più luminosa e più morbida: pronta, insomma, per aprire la strada alla pittura tonale, tipicamente veneta, che avrebbe trovato in Giorgione il suo massimo interprete (e anche con il pittore di Castelfranco ci furono influenze vicendevoli). Ilaria e Federico ci portano dunque alla scoperta dei capolavori di un artista di primissimo livello che con i suoi dipinti è riuscito a cambiare un'epoca.
5: Jacopo Ligozzi (speciale) - Pittore universalissimo in mostra a Firenze
La quinta puntata del podcast di quest'anno è dedicata a Jacopo Ligozzi e alla mostra "Jacopo Ligozzi. Pittore universalissimo" che si tiene alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti fino al 28 settembre 2014. La mostra esplora una gran parte della produzione dell'artista veronese (ma fiorentino d'adozione) Jacopo Ligozzi, che fu abilissimo nella pittura a soggetto naturalistico (a Firenze sono esposte diverse delle sue tavole botaniche e zoologiche), ma fu anche estremamente interessato (anzi, quasi ossessionato) dal tema del macabro e dell'orrido, e fu anche un notevole ritrattista nonché un eccellente pittore di soggetti religiosi. Insomma, un artista completo e versatile: in mostra, la sua produzione è ricostruita per temi, che però cercano di mantenere un ordine cronologico. Ilaria e Federico dopo essere stati alla mostra ve ne parlano (e ve la consigliano) per portarvi alla scoperta di alcuni dei capolavori esposti!
4: Benvenuto Cellini - "Animoso, fiero, vivace, prontissimo e terribilissimo"
Basterebbero solo i cinque aggettivi usati da Giorgio Vasari nelle sue Vite (animoso, fiero, vivace, prontissimo e terribilissimo) per descrivere l'indole e l'arte di Benvenuto Cellini, che fu probabilmente il primo artista della storia dell'arte a creare da solo il mito di se stesso: notissima è la sua autobiografia. Uomo dal carattere violento (commise alcuni omicidi), capace di forti passioni sia verso le donne sia, soprattutto, verso gli uomini (fu più volte accusato di sodomia), ma soprattutto capace di un'arte estremamente raffinata, dovuta in gran parte alla sua iniziale formazione come orefice, Benvenuto Cellini è stato il più raffinato ed elegante scultore manierista. Non sono molte le opere che di lui ci sono rimaste, ma sono tutte opere di altissimo livello: con la puntata di oggi e con Ilaria e Federico scopriamo uno dei più discussi, bizzarri, stravaganti e geniali artisti della storia dell'arte italiana.
3: Carlo Maratta - Grande artista tra classicismo e barocco
Carlo Maratta è stato uno dei più grandi esponenti del classicismo seicentesco, e per la precisione è stato uno degli ultimi. Originario di Camerano, un paesino delle Marche vicino ad Ancona, si distinse per il suo talento precoce e si trasferì ancora bambino a Roma, dove entrò nella bottega di Andrea Sacchi e studiò tutti i più grandi artisti classicisti, da Raffaello ai pittori bolognesi. Non rimase però immune al fascino dell'arte barocca, che grazie ad artisti come Gian Lorenzo Bernini, Giovanni Lanfranco e Pietro da Cortona, stava vivendo il suo apice: così, Carlo Maratta propose una pittura molto originale, che riusciva a fondere classicismo e barocco dando luogo a risultati sorprendenti. Diventato poi il più importante e influente pittore a Roma, seppe dettare e influenzare i gusti di committenza e artisti sul finire del secolo e agli inizi del Settecento. Andiamo alla scoperta delle sue opere principali con Ilaria e Federico!
2: Filippino Lippi - Il Rinascimento inquieto
Con Filippino Lippi, figlio del grande pittore rinascimentale Filippo, nonché amico di Sandro Botticelli, iniziano a manifestarsi, nella pittura rinascimentale, segni di una profonda inquietudine che sfocerà poi nel Manierismo, di cui Filippino Lippi è considerato un precursore. Nato da una relazione illegittima tra il padre, un frate, e la monaca Lucrezia Buti, Filippino aiutò il padre fin da bambino e alla sua scomparsa entrò nella bottega di fra' Diamante, da cui poi uscì per andare a studiare con Sandro Botticelli, il cui contributo fu fondamentale per l'arte di Filippino, che dapprima creò opere con uno stile simile a quello di Botticelli per poi elaborare un proprio stile personale fatto di pennellate nervose, paesaggi aspri, elementi inquietanti e visionari. Quella di Filippino Lippi è un'arte quasi espressionista, nata in un periodo storico caratterizzato dalla rottura di ogni equilibrio: Federico e Ilaria ci guideranno attraverso i suoi migliori capolavori.
1: Giovanni Pisano - Dinamismo e intensità nella scultura gotica
Figlio di Nicola, Giovanni Pisano è stato uno dei grandi innovatori della scultura gotica. Partito dalla lezione paterna, rivisitata secondo le suggestioni della scultura gotica francese, lo scultore arrivò a ottenere risultati di intenso dinamismo, con opere caratterizzate non solo da movimenti contorti e convulsi, ma anche da una grande e intensa espressività dei personaggi. Parallelamente Giovanni Pisano sviluppò anche le sue ricerche sullo studio degli affetti, evidenti soprattutto nelle sue Madonne, che si fanno umane come mai si era visto prima. Tutte queste caratteristiche ne fanno uno degli scultori più moderni e rivoluzionari che la storia dell'arte italiana conosca. E tale modernità non poté non avere ripercussioni sulle generazioni successive, e infatti Giovanni Pisano fu a lungo studiato da tanti artisti, anche grandissimi. Scopriamo i suoi capolavori nella prima puntata del 2014 insieme a Ilaria e Federico!
21: Domenico Beccafumi - L'inquietudine del Manierismo a Siena
Considerato il primo artista della storia dell'arte a manifestare tendenze manieriste, ancor prima del Pontormo e del Rosso Fiorentino, Domenico Beccafumi, pittore di Siena formatosi su artisti rinascimentali come fra' Bartolomeo e Filippino Lippi, si è ritagliato un ruolo fondamentale nella storia dell'arte perché assieme ai più giovani manieristi fiorentini citati contribuì a far nascere il Manierismo in Toscana, proponendo un linguaggio che si fondava sulla rottura degli equilibri rinascimentali, sulla presenza di elementi inquieti e tormentati, su schemi compositivi molto complessi, su effetti di luce e forti contrasti cromatici che davano luogo a scene dalle atmosfere spesso stranianti. Ma Domenico Beccafumi si distinse anche perché fu, nel Cinquecento, il maggior continuatore di quella tipica tradizione senese fatta di eleganza e di raffinatezza. Scopriamo i suoi capolavori con Ilaria e Federico in quest'ultima puntata di Finestre sull'Arte del 2013!
20: Giambattista Tiepolo - Realtà fittizia nel Settecento veneto
Giambattista Tiepolo è stato probabilmente il più grande artista rococò nell'Italia del Settecento. Veneziano, aperto a tutte le suggestioni che riceveva (dal tenebrismo di Giovanni Battista Piazzetta e Federico Bencovich alle luminose atmosfere di Ludovico Dorigny), Giambattista Tiepolo maturò uno stile chiaro e arioso, nel quale veniva stravolto il significato delle conquiste della pittura barocca: l'illusionismo prospettico, con Giambattista Tiepolo, non è più un mezzo per coinvolgere lo spettatore e renderlo partecipe di una visione, ma è un mezzo per creare una realtà fittizia e quasi astratta in una società in piena decadenza quale era quella della Venezia del XIX secolo. Un'arte fortemente teatrale in cui i personaggi non sono più realistici, ma sembrano quasi attori in una recita. Uno stile che Tiepolo da Venezia diffuse poi in tutta Europa (Würzburg, Madrid) e che ci viene raccontato in questa puntata da Ilaria e Federico.
19: Giovanni Lanfranco - "Spiegò egli l'ali del suo bel genio alla pittura"
"Spiegò egli fin da' primi anni l'ali del suo bel genio alla pittura" è la frase che Giovan Pietro Bellori utilizza per introdurre la formazione di Giovanni Lanfranco nel capitolo delle "Vite" dedicato al pittore parmigiano: Giovanni Lanfranco fu infatti un artista molto dotato e che ebbe l'opportunità di mettere da parte un bagaglio culturale di notevole importanza, in quanto assorbì non solo il classicismo dei Carracci, di cui fu allievo, ma anche la lezione di Correggio, in particolare quella del Correggio degli affreschi di Parma. Giovanni Lanfranco elaborò tutte queste suggestioni per dare vita a uno stile originale, che di fatto diede origine alla grande decorazione barocca: è infatti suo il primo lavoro compiutamente barocco che possiamo trovare nella Roma del Seicento. Artista di grande fama, fu anche molto prolifico: in questa puntata, Ilaria e Federico ci parlano di alcuni capolavori di Giovanni Lanfranco che cambiarono il gusto del tempo e la storia dell'arte.
18: Benedetto Bonfigli - Gli inizi del Rinascimento in Umbria
Tra gli ingegni più versatili e duttili del Rinascimento, Donato d'Angelo, detto "Bramante" dal soprannome del nonno materno che si era poi esteso a tutti i membri della famiglia, fu un insigne architetto e un originalissimo pittore, nativo di Fermignano (nei pressi di Urbino): è proprio della pittura bramantesca che Federico e Ilaria si occupano in questa puntata. Benché siano pochi i capolavori di Donato Bramante che oggi possiamo ancora ammirare, sono comunque sufficienti per tracciare un percorso che parte dalla Urbino di Federico da Montefeltro tra Piero della Francesca e Melozzo da Forlì, e passando dalla Mantova di Andrea Mantegna arriva fino alla Milano di Leonardo da Vinci: questo è, a brevi linee, il percorso artistico di Bramante, che portò l'artista a realizzare incredibili capolavori di illusionismo prospettico e di una modernità sorprendente, considerati tra i maggiori capisaldi del nostro Rinascimento.
17: Vitale da Bologna (Vitale degli Equi) - Il Trecento bolognese
Vitale da Bologna, il cui vero nome era Vitale degli Equi, è stato probabilmente il più importante pittore bolognese del Trecento: è documentato dal 1330 al 1359, fu attivo non solo a Bologna ma anche in Friuli, dove realizzò affreschi nel Duomo di Udine, influenzando in modo profondo la scuola locale (così come quella bolognese), si formò osservando la pittura del grande Giotto, artista con cui tutti i pittori della generazione di Vitale da Bologna si confrontarono, e le opere della scuola di Rimini, tra le prime ad accogliere le nuove istanze giottesche, ma fu influenzato anche dalla pittura gotica francese e dalla miniatura. Il risultato che ne segue è altamente originale: una pittura che alterna brani di eccezionale raffinatezza a momenti di intenso espressionismo, carico drammatismo e tensione dinamica. Con questa puntata scopriremo assieme a Ilaria e Federico alcuni dei (pochi) capolavori che questo grande artista ci ha lasciato.
16: Gian Lorenzo Bernini - "Uomo nell'arti della pittura, scultura e architettura non pur grande, ma raro"
Per la puntata numero 100 della storia del podcast, abbiamo scelto un "uomo nell'arti della pittura, scultura e architettura non pur grande, ma raro": la definizione data da Filippo Baldinucci nella sua biografia di Gian Lorenzo Bernini ci dà un'idea dell'importanza di questo spettacolare scultore (nonché pittore e architetto), il massimo interprete della poetica barocca. Artista eccellente, possiamo considerarlo un po' come il simbolo del suo secolo, in quanto non solo fu l'artista che seppe meglio restituire nelle opere il gusto del tempo, ma fu anche l'artista meglio inserito negli ambienti della Roma pontificia, centro da cui partivano tutti i dettami dell'arte seicentesca (classicismo, naturalismo, barocco). Bernini produsse molti capolavori, impossibile trattarli tutti in una puntata: per questo Ilaria e Federico hanno operato una selezione che ha l'obiettivo di toccare i temi più importanti dell'arte di Gian Lorenzo Bernini e della poetica barocca.
15: Matteo Civitali - La scultura del Rinascimento a Lucca
Matteo Civitali è considerato lo scultore toscano più importante del Rinascimento fuori da Firenze: formatosi probabilmente a contatto con Antonio e Bernardo Rossellino, due dei massimi scultori del tempo, Matteo Civitali diventò in breve tempo la principale figura di riferimento del Rinascimento lucchese proponendo un'arte innovativa, che fondeva un acceso gusto per il classicismo, che si può spiegare con un probabile soggiorno dello scultore a Roma, dove si sarebbe recato per studiare la statuaria antica, e un gusto per la raffigurazione intensa del pathos e dell'espressività dei suoi personaggi (le ricerche sull'espressività caratterizzarono gran parte della sua attività). Le sue opere si trovano per la maggior parte nel territorio lucchese: con Ilaria e Federico, in questa puntata, scopriremo alcuni dei capolavori più interessanti di Matteo Civitali.
14: Tino di Camaino - Solidità e innovazione nella scultura del Trecento
Tino di Camaino, originario di Siena dove nacque attorno al 1285, è stato uno dei più importanti scultori del Trecento, se non forse il più importante. Probabile allievo o collaboratore di Giovanni Pisano, dimostrò fin da subito di non voler rigidamente aderire allo stile del maestro per elaborare una poetica personale, fatta di grande solidità e compattezza nelle volumetrie, il tutto spesso condito da innovazioni nelle tipologie iconografiche: sua per esempio è l'invenzione di rappresentare, nel monumento funebre, la figura del defunto seduto invece che sdraiato. Tino si cimentò in diverse opere, dai monumenti ai rilievi passando per le pale scolpite, e ha lasciato tracce della sua produzione in diverse città della Toscana (Pisa, Siena, Firenze) e anche a Napoli, dove si trasferì nel 1323 e dove diede impulso alla scuola locale. Con Ilaria e Federico andiamo alla scoperta dei capolavori più significativi.
13: Donato Bramante - L'illusionismo prospettico di un ingegno versatile
Tra gli ingegni più versatili e duttili del Rinascimento, Donato d'Angelo, detto "Bramante" dal soprannome del nonno materno che si era poi esteso a tutti i membri della famiglia, fu un insigne architetto e un originalissimo pittore, nativo di Fermignano (nei pressi di Urbino): è proprio della pittura bramantesca che Federico e Ilaria si occupano in questa puntata. Benché siano pochi i capolavori di Donato Bramante che oggi possiamo ancora ammirare, sono comunque sufficienti per tracciare un percorso che parte dalla Urbino di Federico da Montefeltro tra Piero della Francesca e Melozzo da Forlì, e passando dalla Mantova di Andrea Mantegna arriva fino alla Milano di Leonardo da Vinci: questo è, a brevi linee, il percorso artistico di Bramante, che portò l'artista a realizzare incredibili capolavori di illusionismo prospettico e di una modernità sorprendente, considerati tra i maggiori capisaldi del nostro Rinascimento.
12: Baciccio (Giovan Battista Gaulli) - Lo spettacolo della grande decorazione barocca
Insieme a Pietro da Cortona che lo precedette e ad Andrea Pozzo che fu suo contemporaneo, Giovan Battista Gaulli, meglio noto con il diminutivo tipicamente genovese "Baciccio" (o "Baciccia"), fu il più grande interprete della spettacolare decorazione barocca. Dopo aver appreso la pittura in patria ed aver ammirato i capolavori di Rubens, van Dyck e Bernardo Strozzi, già molto giovane il Baciccio si trasferì a Roma dove strinse amicizia con Gian Lorenzo Bernini (che offrì numerosi spunti per la sua arte e con il quale collaborò a più riprese) e iniziò a lavorare per i più prestigiosi committenti: aristocratici, cardinali e papi. Con il "Trionfo del nome di Gesù", realizzato sulla volta della navata centrale della chiesa del Gesù, Giovan Battista Gaulli scrisse una delle più incredibili e note pagine della storia dell'arte mondiale. Con la puntata di oggi, Ilaria e Federico ci introducono alle meraviglie della pittura barocca del Baciccio.
11: Perugino (Pietro Vannucci) - Le cose della maniera sua furono tenute in pregio grandissimo
"Le cose della maniera sua furono tenute in pregio grandissimo": una frase di Giorgio Vasari che aiuta a comprendere come fosse considerata, al suo tempo, l'arte di Pietro Vannucci, detto il Perugino, originario di Città della Pieve (vicino Perugia) e massimo esponente del Rinascimento umbro. Formatosi tra Perugia e Firenze (fu alla bottega del Verrocchio), conobbe una vita di successi: partecipò ai lavori della Cappella Sistina a Roma, lavorò a lungo a Firenze per diversi committenti, insieme al Pinturicchio monopolizzò la scena artistica della Perugia del tempo grazie al suo stile delicato, lirico, aggraziato ed armonioso che sapeva essere adatto a ogni tipo di commissione. Solenne nei dipinti ufficiali, devoto nelle opere religiose (lui che, secondo Vasari, fu "persona di assai poca religione"), colto e abile nel ritratto, il Perugino è uno dei più grandi artisti del nostro Rinascimento, e Ilaria e Federico in questa puntata ci conducono alla scoperta di alcuni dei suoi maggiori capolavori.
10: Nicola Pisano - La riscoperta del classico nella scultura gotica
Tra le più importanti figure della storia dell'arte italiana, Nicola Pisano fu autore di un importantissimo rinnovamento nella scultura del Duecento, destinato a segnare l'arte successiva, sia in scultura che in pittura: il suo recupero dell'arte classica, unito alle tensioni dinamiche dell'arte gotica, superò i "revival" classicisti che nel Duecento iniziavano a nascere soprattutto nel Regno di Sicilia di Federico II di Svevia, per creare una scultura che, recuperando il classico e innestandolo sull'espressività gotica, ponesse le basi per risultati di una plasticità e di una veridicità fino ad allora sconosciute. Nicola Pisano, attestato in alcuni documenti anche come Nicola de Apulia, nacque e si formò probabilmente in Puglia, ma diffuse il suo linguaggio principalmente nell'Italia centrale: Pisa, Siena e Perugia furono i centri dove fu maggiormente attivo. Con Ilaria e Federico, una puntata in cui scoprire gli innovativi capolavori di un grandissimo artista!
9: Lorenzo Lotto - Genio del Cinquecento in mostra
La Reggia di Venaria Reale, alle porte di Torino, dedica al grande pittore Lorenzo Lotto una mostra, "Lorenzo Lotto nelle Marche", attraverso la quale vuole ricostruire il percorso marchigiano di uno dei più grandi geni del Cinquecento. Lorenzo Lotto fu un pittore inquieto ed errabondo: nato a Venezia e formatosi in laguna, non trovò spazio nella sua città natale per via della sua pittura estremamente innovativa e originale, nonché anticonvenzionale e anticlassica. Fu così sempre costretto a cercare lavoro nei centri periferici, tra cui le Marche, dove la competizione era meno accesa e dove il suo linguaggio poteva esprimersi più liberamente, senza le costrizioni di una committenza legata al gusto le cui regole erano dettate essenzialmente da Tiziano in Veneto, e da Raffaello e Michelangelo nell'Italia centrale (Lorenzo Lotto fu anche a Roma, ma rimase poco tempo senza lasciare il segno). Ilaria e Federico ci raccontano la mostra, che espone alcuni capolavori di Lorenzo Lotto, nonché la sua grande e meravigliosa arte.
8: Sinibaldo Scorza - Mini puntata n. 2
Sinibaldo Scorza, pittore del Seicento genovese nato a Voltaggio nell'entroterra, fu un artista molto particolare: formatosi infatti sulla pittura fiamminga che circolava nella Genova di inizio Seicento (soprattutto quella di Frans Snyders), si interessò alla rappresentazione della natura nei dipinti e iniziò una felice e fortunata produzione di opere d'arte che avevano per protagonisti gli animali. Sinibaldo Scorza (che fu anche un eccellente paesaggista) quindi fu uno dei primi artisti a diffondere in Italia le opere con gli animali come soggetti principali, che spesso non erano gli unici protagonisti ma erano inclusi in opere con storie e miti dove gli animali ricoprivano un ruolo fondamentale. La sua lezione poi si diffuse e fu ripresa, tra gli altri, da Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto. Vediamo con Ilaria e Federico quali sono le sue opere più interessanti!
7: Giuseppe Arcimboldi - La fantasia e le bizzarrie di un genio del Cinquecento
Giuseppe Arcimboldi è stato uno dei pittori più estrosi, fantasiosi e anche bizzarri della storia dell'arte. È famoso soprattutto per le sue "teste composite", ovvero dipinti con ritratti costituiti da oggetti, frutta, animali, tutti in linea con un tema (per esempio, la testa composita della primavera composta da diverse specie di fiori e foglie). Ma anche per altre bizzarre realizzazioni, come le "teste reversibili", immagini che si possono leggere in due modi diversi, capovolgendo il quadro, e per i suoi studi sulla natura, alcuni dei quali condotti in collaborazione con Ulisse Aldrovandi, grande naturalista del Cinquecento. Ingegno multiforme al servizio di diversi imperatori del Sacro Romano Impero, Giuseppe Arcimboldi si divise tra Milano, Vienna e Praga e realizzò capolavori stravaganti (e anche divertenti, se vogliamo!), ma anche opere più "tradizionali". Scopriamo questo grande genio con Ilaria e Federico!
6: Mattia Preti (speciale) - La grande arte del Cavalier Calabrese nel quarto centenario della nascita
Il 24 febbraio del 2013 a Taverna, un paesino sui monti della Sila, nasceva uno dei più grandi artisti del Seicento, Mattia Preti: Finestre sull'Arte celebra il quarto centenario della nascita del pittore che fu soprannominato "il Cavalier Calabrese" con uno speciale in cui Ilaria e Federico ripercorrono tutta la sua carriera, dagli inizi a Roma insieme al fratello Gregorio e segnati dall'interesse sia per i pittori caravaggeschi che per i pittori bolognesi (con viaggi nell'Italia settentrionale grazie ai quali Mattia Preti entrò in contatto con l'arte veneta), attraverso i suoi successi per arrivare a Malta, dove si svolse l'ultima parte della sua carriera. Mattia Preti fu un artista molto prolifico e non è facile scegliere tra i suoi molti capolavori: ma quelli scelti in questa puntata cercheranno di dare a tutti un panorama il più completo possibile sull'arte di questo grande pittore!
5: Zacchia da Vezzano - Mini puntata n. 2
Zacchia da Vezzano, il cui vero nome fu Ezechia, è un artista poco noto al grande pubblico, ma è stato forse il principale artista del Cinquecento a Lucca: un secolo durante il quale a Lucca la produzione artistica calò vistosamente, in quanto la città toscana fu tra i luoghi in Italia dove attecchì maggiormente la riforma protestante, e sappiamo che secondo i dettami della riforma, le opere d'arte, specialmente quelle commissionate dai privati, erano viste come simbolo di lusso e sontuosità, quindi contrarie al pensiero riformato. L'arte di Zacchia da Vezzano ebbe quindi anche il compito di fare da "argine" alla riforma luterana nella Lucca del XVI secolo. Con Ilaria e Federico scopriremo pertanto nella puntata di oggi le opere devote di un pittore a cavallo tra Rinascimento, Manierismo e Controriforma, che propone diversi lavori di sicuro interesse.
4: Altichiero da Zevio - Artista innovatore e moderno nel Trecento veneto
Sulla vita di Altichiero da Zevio si sa poco, e poche sono anche le opere che di lui ci sono rimaste, ma quello che è certo è che Altichiero è stato uno dei grandi innovatori dell'arte del Trecento. Riflettendo su Giotto e sui pittori giotteschi, propose un linguaggio fortemente innovativo, votato alla drammaticità, con innesti cortesi e graditi ai ricchi committenti, ma anche con modalità che sapevano parlare al popolo. La sua Crocifissione nella Basilica di Sant'Antonio da Padova, un dipinto che rompe con la tradizione spostando quasi l'attenzione dalla scena principale ai particolari, è una delle opere più importanti della storia dell'arte italiana proprio in virtù della sua elevata carica innovatrice. Un pittore che inoltre sembrava intuire in anticipo alcune delle innovazioni rinascimentali. Con questa puntata compiamo un viaggio nel Veneto con Ilaria e Federico per scoprire le opere di un artista moderno, davvero unico!
3: Pinturicchio - Gli splendidi affreschi di un protagonista del Rinascimento umbro
Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, è stato un grande protagonista del Rinascimento umbro, attivo non solo nella regione in cui nacque (per l'esattezza, il pittore vide la luce a Perugia attorno al 1454), ma anche in diverse città dell'Italia centrale. Fu soprattutto un grande pittore di affreschi, dotato di una fantasia fuori dal comune e di uno spiccato gusto decorativo che si evince da ogni suo capolavoro. Formatosi sul solco dell'arte del Perugino, studiò artisti come Piero della Francesca e il Verrocchio e fu molto affascinato dall'arte antica. Ha lasciato splendidi affreschi a Roma (Appartamento Borgia, Santa Maria in Aracoeli, Santa Maria del Popolo), a Siena (la Libreria Piccolomini) e ovviamente in Umbria (la cappella Baglioni di Spello), ma questi non sono che alcuni dei suoi lavori più importanti. Nella puntata, con Ilaria e Federico scopriremo questi e anche altri capolavori del Pinturicchio!
2: Priamo della Quercia - Mini puntata n. 1
Inauguriamo con Priamo della Quercia le mini-puntate, una novità di Finestre sull'Arte che introduciamo nel 2013. Con le mini-puntate, della durata minore rispetto alle puntate solite, approfondiamo figure che non fecero la storia dell'arte ma sono comunque degne di considerazione. Iniziamo da Priamo della Quercia, fratello minore del grande e più famoso Jacopo: originario di Siena, si formò su esperienze tardogotiche apprese in città e tentò di aggiornare il suo linguaggio superato sulle novità rinascimentali introdotte a Siena da Domenico di Bartolo. Pittore non al passo con i tempi, lavorò in Santa Maria della Scala ma si trasferì poi a Volterra, dove, in una realtà meno competitiva, poté esprimere meglio la sua arte. Di lui rimangono diverse opere, tra cui anche un interessante trittico-tabernacolo conservato a Lucca e diverse illustrazioni in un codice miniato della Divina Commedia.
1: Rosso Fiorentino - Gli esordi del Manierismo
Insieme al Pontormo, il Rosso Fiorentino, soprannome di Giovanni Battista di Jacopo, è la figura-chiave del Manierismo fiorentino: i due pittori, all'incirca coetanei, ebbero la stessa formazione (furono entrambi allievi di Andrea del Sarto) e proposero una pittura nettamente nuova, al di fuori degli schemi. La realtà del Rosso Fiorentino è una "non-realtà" inquietante: le sue opere sono popolate di figure grottesche, stranianti, bizzarre, spesso contraddistinte da sguardi smarriti o preoccupati, e dalla totale rottura dell'equilibrio e dell'armonia che furono una delle principali conquiste del Rinascimento. In un mondo sconvolto e pieno di inquietudini come era quello del primo Cinquecento, la pittura del Rosso Fiorentino riflette tutte le preoccupazioni dell'uomo del tempo. Sapendo però a volte anche essere elegante e raffinata. Ilaria e Federico ci faranno entrare, con la prima puntata del 2013, nell'incredibile mondo del Rosso Fiorentino.
20: Giovanni Antonio Bazzi (Sodoma) - Originale protagonista del Cinquecento senese
Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, è stato uno dei pittori più originali del Cinquecento: nacque a Vercelli, dove frequentò la bottega del pittore Giovanni Martino Spanzotti, poi in giovane età si trasferì a Milano dove conobbe i Leonardeschi e infine, intorno al 1501, arrivò a Siena che diventerà la sua città d'adozione. Qui, al confine tra Toscana e Umbria, conoscerà la pittura di Luca Signorelli, del Perugino e del Pinturicchio, e tutte queste suggestioni, unite alle sue reminescenze lombarde e piemontesi e a una riflessione su Leonardo da Vinci, contribuiranno a formare il suo stile molto particolare e sorprendente. Non sappiamo da dove gli derivi il soprannome: secondo Vasari, dalla sua omosessualità dichiarata ed esibita, secondo lo storico dell'arte Enzo Carli da una storpiatura di un suo intercalare piemontese, ma sono molte le ipotesi. Certo è che il Sodoma fu un pittore di carattere eccentrico, bizzarro e stravagante: parleremo anche di questo nella puntata!
19: Pietro Tenerani - Grande interprete del purismo ottocentesco
Nel 1842 Pietro Tenerani, insieme a Tommaso Minardi e Friedrich Overbeck, sottoscriveva il trattato "Del purismo nelle arti" di Antonio Bianchini sancendo in via ufficiale la nascita del purismo ottocentesco, il nuovo modo di fare arte, già nato da qualche anno, di cui Pietro Tenerani fu uno dei massimi interpreti. Appresi i primi rudimenti artistici dallo zio Pietro Marchetti, seguì dapprima le lezioni di Lorenzo Bartolini e Jean-Baptiste Desmarais all'Accademia di Belle Arti di Carrara, la sua città natale, quindi si trasferì a Roma dove diventò dapprima allievo e poi collaboratore di Bertel Thorvaldsen. Pietro Tenerani seppe proporre un'arte originale e innovativa, diventando uno dei più importanti scultori dell'Ottocento, richiestissimo dai più prestigiosi committenti europei (e non solo). I suoi capolavori traevano ispirazione dapprima dall'arte classica, e poi da quella rinascimentale: scopriamo quelli più belli con Ilaria e Federico!
18: Rosalba Carriera - Il delicato pastello della "prima pittrice d'Europa"
Il nome di Rosalba Carriera è tra i più importanti dell'arte del Settecento. Si avvicinò alla pittura di miniature e di piccoli ritratti a pastello, perché secondo la mentalità del tempo erano, in pittura, le realizzazioni più adatte a una donna, e furono proprio i suoi delicati ed eleganti ritratti a pastello che la fecero diventare una delle personalità artistiche più influenti, famose e richieste d'Europa. Rosalba Carriera iniziò a dipingere da sola, nell'ambiente familiare, e poi viste le sue doti fu a bottega a Venezia, la sua città natale, da Giuseppe Diamantini e Antonio Balestra: di lì a pochi anni diventò un'artista autonoma che seppe conquistarsi le attenzioni di collezionisti d'arte, diplomatici, sovrani di tutta Europa. La sua arte fu sempre molto fedele a se stessa e non conobbe mai una decisa evoluzione: oggi con Ilaria e Federico scopriamo i capolavori di questa grande artista che seppe costruirsi un ruolo di primissimo piano nella sua epoca.
17: Battista di Gerio (speciale) - Un artista a Lucca al tempo di Paolo Guinigi
La diciassettesima puntata del podcast di quest'anno è uno speciale dedicato a Battista di Gerio e alla mostra "Pittori a Lucca al tempo di Paolo Guinigi. Battista di Gerio in San Quirico all'Olivo", che si tiene al Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca e che abbiamo visitato! Obiettivo dell'esposizione (nonché della nostra puntata) è quello di presentare un periodo particolarmente interessante della nostra storia dell'arte, il primo Quattrocento lucchese, quando la città era governata da Paolo Guinigi e vedeva la presenza di artisti come Jacopo della Quercia, Gherardo Starnina, Spinello Aretino oltre ovviamente a Battista di Gerio. Quest'ultimo, originario di Pisa, è un artista poco documentato (le uniche notizie certe sulla sua vita si collocano tra il 1414 e il 1418), ma che ci ha lasciato alcuni capolavori degni di nota: il più noto è il trittico di San Quirico all'Olivo, restaurato di recente e grande protagonista della mostra.
16: Jacopo Vignali - L'eleganza del Seicento fiorentino
Nel Seicento, a Firenze, si produsse un'arte molto sontuosa ed elegante, in linea con i gusti della corte medicea che probabilmente all'epoca era la più raffinata d'Europa: uno dei massimi esponenti del Seicento fiorentino fu Jacopo Vignali. Artista molto versatile, nacque nel 1592 a Pratovecchio nel Casentino dove imparò i primi rudimenti, ma all'età di tredici anni si trasferì a Firenze dove entrò nella bottega di Matteo Rosselli: iniziò la sua carriera con opere dal tono classicheggiante, molto pacate e di semplice lettura, in accordo con lo stile del maestro. Nel corso degli anni però le diverse suggestioni, provenienti ora dal Cigoli, ora dai pittori caravaggeschi, ora da Salvator Rosa, determinarono l'evoluzione del suo stile, che mantenne però la sua caratteristica principale: la grandissima e raffinatissima eleganza che troviamo soprattutto negli abbigliamenti. Scopriamo i capolavori più belli di Jacopo Vignali con Ilaria e Federico!
15: Lorenzo Monaco - L'arte tardogotica a Firenze
Lorenzo Monaco, al secolo Pietro (o Piero) di Giovanni, è stato un frate pittore che ha segnato in modo profondo la storia dell'arte. Senese di nascita, ma fiorentino di cultura e di formazione (e anche perché passò a Firenze tutta la vita), prese i voti nel convento di Santa Maria degli Angeli e dopo aver iniziato a dipingere rifacendosi all'arte del suo probabile maestro, Agnolo Gaddi (c'è da precisare che sappiamo poco sulla biografia di Lorenzo Monaco), con il passare del tempo elaborò uno stile originalissimo, fatto di un'eleganza tipicamente tardogotica, espressa però non attraverso la sontuosità e il lusso come molti pittori contemporanei, ma attraverso la brillantezza dei colori, le figure allungate, raffinate e spesso quasi evanescenti, le vesti che descrivono sofisticati quanto irrealistici panneggi. Un'originalità che spesso sfocia anche in soluzioni bizzarre: scopriremo tutto questo nella puntata di oggi, sempre con Ilaria e Federico!
14: Antoniazzo Romano - Il più importante pittore romano del Rinascimento
Della sua vita sappiamo poco (e abbiamo un vuoto completo fino alle prime notizie che lo riguardano, quando già era un pittore maturo), ma l'importanza di Antonio Aquili, meglio noto come Antoniazzo Romano, è indiscussa: si tratta infatti del maggior pittore romano del Rinascimento. A Roma infatti, benché ci fosse notevole vitalità artistica nel Quattrocento, non si era formata una scuola locale perché i papi preferivano chiamare grandi artisti da altre parti d'Italia. Antoniazzo Romano seppe quindi guardare alle esperienze di alcuni di questi importanti pittori (Melozzo da Forlì, Benozzo Gozzoli, il Perugino e altri) per formare uno stile originale, destinato anche a fare scuola nella Roma del Rinascimento. Con Ilaria e Federico oggi scopriamo i capolavori di questo grande artista, molti dei quali conservati nei musei e nelle chiese della capitale.
13: Nanni di Banco - La scultura a Firenze agli albori del Rinascimento
È difficile trovare un artista più legato di Giovanni di Banco, detto Nanni, alla sua città: operò infatti sempre a Firenze e ancora oggi tutte le sue sculture di cui abbiamo conoscenza si trovano concentrate in una passeggiata di duecento metri nel cuore del capoluogo toscano. Proveniente da una famiglia di scalpellini di lunga tradizione, Nanni di Banco si formò nell'ambito del gotico internazionale con gli artisti che lavoravano al cantiere della porta della Mandorla, e dato che in quegli anni (siamo alla fine del Quattrocento) si andava diffondendo l'interesse per l'antichità, anche Nanni rimase subito affascinato dal mondo classico. Si misurò con altri grandi artisti del tempo, come Lorenzo Ghiberti e Donatello, proponendo uno stile che guardava da un lato all'eleganza e alle forme tipicamente tardo gotiche ma dall'altro era già proiettato verso le novità del Rinascimento: oggi scopriamo le sue opere con Ilaria e Federico.
12: Correggio - "Pittore singularissimo"
"Pittore singularissimo" lo definì Vasari, e Antonio Allegri, meglio noto come "Correggio" dalla cittadina dove nacque nel 1489, è davvero uno dei pittori più singolari della storia dell'arte. Partito osservando gli esiti della pittura di Andrea Mantegna, da cui derivò il segno aspro (che diventerà poi morbido e delicatissimo grazie all'incontro con Leonardo da Vinci e Raffaello) nonché l'illusionismo prospettico, seppe rielaborare le diverse fonti dalle quali trasse suggestioni per ricavarne uno stile molto originale e innovativo, che ha reso il Correggio uno dei geni della pittura, non solo del Cinquecento. Con le sue decorazioni ad affresco è stato fonte di ispirazione per gli artisti barocchi, i suoi dipinti a tema religioso sono tra i più intimi e raffinati di sempre, e quelli a tema mitologico lo hanno fatto diventare un maestro dell'erotismo, sempre elegante e mai scontato. Con Ilaria e Federico percorriamo un panorama su alcuni dei capolavori che hanno reso grande Antonio Allegri.
11: Gentile da Fabriano - Prezioso protagonista del gotico internazionale
Gentile da Fabriano è uno dei più grandi maestri della storia dell'arte, nonché protagonista indiscusso del gotico internazionale. Sappiamo poco dei suoi primi anni di attività, e non sappiamo neppure con precisione quando sia nato né dove si sia formato (forse nella Milano dei Visconti). Certo è che sviluppò fin da subito uno spiccato gusto per il preziosismo e la raffinatezza, caratteristiche che contraddistinguono i suoi elegantissimi capolavori, ricchi d'oro e di decorazioni, con personaggi abbigliati con vesti decoratissime e stoffe pregiate. Grande interprete del gusto del suo tempo, il suo apporto all'arte fu fondamentale anche per diversi artisti che si ispirarono a lui, anche quando le novità rinascimentali si facevano già sentire: artisti come il Beato Angelico e Paolo Uccello furono affascinati dai suoi lavori. Era poi il pittore più famoso e ricercato del suo tempo e oggi scopriamo la sua raffinata arte con Ilaria e Federico!
10: Lorenzo di Credi - La precisione di un artista "finito e pulito ne' suoi lavori"
"Fu tanto finito e pulito ne' suoi lavori, che ogni altra pittura a comparazione delle sue parrà sempre abbozzata e mal netta": così Giorgio Vasari descriveva l'arte di Lorenzo di Credi, uno dei protagonisti del Rinascimento fiorentino il cui nome però, nel corso dei secoli, è stato un po' oscurato da quello di più famosi contemporanei come Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci e Pietro Perugino. Tutti artisti che tra l'altro studiarono con lui nella bottega del Verrocchio, dove Lorenzo (di cui non conosciamo il vero nome, forse Sciarpelloni o Barducci) si formò. Artista di una rara precisione, qualità che veniva notata già da Vasari, realizzò opere belle ed eleganti, e lavorò soprattutto per committenti privati: per questo le sue opere documentate non sono molte. Non fu soltanto pittore, ma fu anche orafo e scultore (anche se non ci rimangono opere in questi ambiti) e condusse anche attività di restauratore: un artista da scoprire, raccontato per voi da Ilaria e Federico.
9: Alessandro Turchi - Un raffinato pittore "che piace in qualunque soggetto"
Non è certo tra i più famosi protagonisti della storia dell'arte, ma Alessandro Turchi ha saputo realizzare composizioni molto raffinate. Nato nel 1578 a Verona, ebbe modo di formarsi con Felice Brusasorci in un ambiente artistico molto vivace e pieno di artisti di alto livello: uno su tutti, Paolo Veronese. Si trasferì quindi a Roma nel 1614: nella capitale dello Stato Pontificio, Alessandro entrò in contatto con l'arte di Caravaggio senza esserne troppo coinvolto, e soprattutto approfondì l'arte di Guido Reni: il classicismo reniano entrò nell'opera di Alessandro e non la abbandono più. Sempre a Roma, nel 1638 diventò anche Principe dell'Accademia di San Luca succedendo in tale carica a Pietro da Cortona. Artista aggraziato e delicato, Alessandro Turchi riuscì a essere anche pittore "che piace in qualunque soggetto" (secondo le parole di Luigi Lanzi) dato che in carriera trattò con dimestichezza una buona varietà di tematiche nelle sue opere: scopriamo le più belle con Ilaria e Federico!
8: Luca Giordano - Protagonista dell'arte barocca da Napoli nel mondo
Grande protagonista dell'arte barocca europea nonché uno dei pittori più prolifici di tutti i tempi: si potrebbe definire così in poche parole Luca Giordano, artista nato a Napoli nel 1634. Formatosi nell'ambito del caravaggismo napoletano, alla bottega di José de Ribera, compì il suo esordio eseguendo dipinti simili a quelli del maestro ma soggetti anche all'influenza di Mattia Preti. Entrò poi in contatto con l'arte dei pittori veneti ma anche con l'arte di Pietro da Cortona: quest'ultimo fu decisivo nel dare una svolta spiccatamente barocca all'arte di Luca Giordano. Il suo stile si contraddistinse per magniloquenza, delicatezza e soprattutto una rapidità tale da permettergli di eseguire una quantità incredibile di opere (sono centinaia). E sul finire della carriera fu anche chiamato in Spagna per diventare pittore di corte. Impensabile in una puntata fare un panorama completo, ma Ilaria e Federico oggi cercheranno di fornire qualche chiave di lettura per comprendere la sua arte!
7: Bramantino, Bartolomeo Suardi (speciale) - Il grande Rinascimento lombardo a Milano
Bartolomeo Suardi è stato uno dei più importanti pittori del Rinascimento lombardo: nato a Milano attorno al 1465 e formatosi sulla lezione di Bernardino Butinone che gli ha trasmesso elementi padovani e ferraresi, ma allo stesso tempo interessandosi ai primi artisti rinascimentali della Lombardia (soprattutto Vincenzo Foppa), il Bramantino ha saputo sviluppare un'arte arricchita in seguito con suggestioni derivanti dall'interesse per le ricerche di Donato Bramante (da cui gli deriva il soprannome "Bramantino", attestato per la prima volta nel 1489), oltre a influenze leonardesche. Non sono molte le sue opere che ci sono rimaste, e il nucleo principale della produzione del Bramantino si trova a Milano: con la mostra "Bramantino a Milano", che abbiamo visitato e a cui è dedicato questo speciale, parte di questo nucleo è stato radunato in due sale del Castello Sforzesco, e oggi Ilaria e Federico raccontano l'arte del Bramantino e alcuni dei capolavori in mostra.
6: Pietro Paolini - Pittore caravaggesco a Lucca
Forse il suo nome non è tra quelli più noti, ma Pietro Paolini è stato uno dei più importanti (anzi, forse il più importante assieme a Orazio Gentileschi) dei caravaggeschi toscani: nato nel 1603, formatosi a Roma sotto la guida di Angelo Caroselli ma potendo vedere da vicino le opere di Caravaggio e dei suoi seguaci (su tutti Bartolomeo Manfredi), Pietro Paolini poté tornare a Lucca intorno al 1631, dopo un ulteriore soggiorno a Venezia, con un bagaglio di esperienze (incluso il classicismo bolognese e gli esiti della pittura veneta) che gli consentì di portare nelle terre natali tutte le novità della pittura che si era sviluppata a Roma pochi anni prima. Capace di dipingere opere intime quanto opere spettacolari oltre a scene di genere, fondò verso gli anni Quaranta un'Accademia (che pose un importante freno alla sua attività, in quanto si dedicò soprattutto all'insegnamento) dalla quale uscirono diversi pittori. Andiamo alla scoperta della sua arte con Ilaria e Federico!
5: Sebastiano del Piombo - "Pittor miracoloso" da Venezia a Roma
Scrivendo a Federico II Gonzaga, Pietro Aretino chiamò "pittor miracoloso" il veneziano Sebastiano Luciani, noto a partire dal 1531 come Sebastiano del Piombo in quanto ricevette dal papa Clemente VII l'incarico di piombatore pontificio (una sorta di segretario di Stato). Formatosi a Venezia sulle orme del Giorgione, Sebastiano fu notato nella città natale dal ricco banchiere Agostino Chigi che lo volle a Roma e nella capitale dello Stato Pontificio lo mise subito a competizione con Raffaello nella Villa Farnesina: una rivalità, quella con l'urbinate, destinata a diventare una delle più appassionanti delle storie dell'arte. Amico di Michelangelo, considerato al suo tempo al pari di Raffaello e Tiziano, oggi forse la sua fama è un po' diminuita ma questo non impedisce agli appassionati d'arte di apprezzare pienamente i grandi capolavori di un grande artista che ha saputo coniugare le dolci atmosfere venete al potente michelangiolismo.
4: Verrocchio - Dinamismo e immagine del naturale
Pochi artisti nella storia dell'arte sono stati poliedrici come Andrea di Cione, meglio noto come il Verrocchio dal nome del suo primo presunto maestro, Giuliano del Verrocchio. L'artista fu orafo, pittore e scultore e ci ha lasciato grandi capolavori: le sue ricerche cercarono di coniugare naturalismo e dinamismo, ma in molti casi il Verrocchio seppe anche creare opere delicate e raffinate. Le sue sculture portarono innovazione, e se ci rimangono molte sue testimonianze in quest'arte, non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda la pittura, ma i suoi pochi lavori che abbiamo sono tutti di grande qualità. E infine, è indiscusso il suo ruolo di grandissimo maestro, uno dei migliori di sempre della storia dell'arte. Dalla sua bottega a Firenze uscirono e passarono nomi eccelsi come Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci, Lorenzo di Credi, Giovanfrancesco Rustici e moltissimi altri ancora... facciamocelo raccontare da Ilaria e Federico!
3: Antonello da Messina - L'unione tra nord e sud nella pittura del Rinascimento
Sappiamo poco di lui, ma quello che importa sapere più di ogni altra cosa è la sua importanza per la storia dell'arte: Antonello da Messina è stato il pittore che nel Rinascimento ha saputo far incontrare il nord e il sud della nostra penisola, dando vita a uno stile molto originale (fu probabilmente il più grande ritrattista del Quattrocento) con suggestioni provenienti anche dal resto d'Europa. Dopo aver lasciato la terra natale, la Sicilia, studiò a Napoli nella bottega di Colantonio dove ebbe modo di entrare a contatto con la pittura provenzale e con quella fiamminga, dalla quale riprese l'attenzione al dettaglio e il naturalismo. A queste caratteristiche unì le volumetrie e il rigore di Piero della Francesca e, in seguito a un viaggio a Venezia avvenuto nel 1475, anche la delicatezza dei colori veneti. E infine una curiosità: secondo la tradizione, fu Antonello da Messina il pittore che per primo introdusse in Italia la tecnica della pittura a olio!
2: Cimabue - "Dette principio al nuovo modo di disegnare e di dipignere"
Secondo Vasari, Cimabue "dette principio al nuovo modo di disegnare e di dipingere", perché rinnovò in modo radicale la pittura a quei tempi ancora troppo legata agli stilemi bizantini, e non è un caso se lo storico dell'arte aretino decide di far iniziare le sue Vite proprio da Cimabue, il cui vero nome fu Cenni di Pepo. Fiorentino, formatosi forse osservando alcuni maestri giunti dalla Grecia per lavorare in Santa Maria Novella, ispirandosi ai risultati raggiunti da contemporanei come Coppo di Marcovaldo e Giunta Pisano seppe proporre uno schema originale, più naturalistico rispetto ai maestri precedenti, preparando il terreno per le grandi novità che sarebbero state introdotte qualche anno più tardi dal più geniale dei suoi allievi, ovvero Giotto. Non sono molti i capolavori di Cimabue che ci sono rimasti (e di questi soltanto uno è documentato): parleremo di molte di queste bellissime opere con Ilaria e Federico.
1: Luca Cambiaso - Un artista moderno a cavallo tra due epoche
Luca Cambiaso è uno dei pittori liguri più famosi di sempre: formatosi in ambito manierista seguendo gli esempi dei più grandi del tempo, seppe porre le basi per far vivere a Genova la sua più feconda stagione artistica, che si aprì proprio con lui. Partendo dal gigantismo michelangiolesco, che caratterizza tutte le opere della fase giovanile della sua carriera, Luca Cambiaso riflettè poi sulla pittura di Correggio e del Parmigianino proponendo anche capolavori molto delicati e soprattutto molto intensi: i suoi malinconici notturni rischiarati dalle luci delle candele sono uno dei risultati in assoluto più originali dell'arte del Cinquecento e precorrono alcuni grandi del secolo successivo come Georges de La Tour e Hendrick Ter Brugghen. Alcuni accostano Luca Cambiaso anche a Caravaggio, ma con Ilaria e Federico scopriremo quali sono le differenze che dividono i due pittori, e soprattutto scopriremo alcuni dei suoi più grandi capolavori!
20: Leonardo da Vinci - Dovunque l'animo volse nelle cose difficili, con facilità le rendeva assolute
"Dovunque l'animo volse nelle cose difficili, con facilità le rendeva assolute": questa frase di Giorgio Vasari ben descrive il più grande genio che la storia dell'Occidente ricordi. Leonardo da Vinci: un animo affascinante che fu artista, scienziato, inventore, musicista, trattatista e molto altro ancora e che fu quindi l'incarnazione dell'ideale del genio rinascimentale. L'artista che forse più di ogni altri esercita la sua suggestione sull'immaginario collettivo, tanto che i più lo etichettano quasi come personaggio inquietante e misterioso. Ma Leonardo fu davvero un personaggio così enigmatico e strano? Ovviamente no, e Ilaria e Federico oggi ci spiegheranno perché Leonardo da Vinci è costantemente oggetto di attenzione mediatica, perché non dobbiamo dare credito alle ipotesi secondo le quali ci sarebbero "messaggi nascosti" nelle sue opere, i veri motivi per cui il suo genio fu così vario e versatile e perché la sua arte è così innovativa, analizzando alcuni dei suoi più grandi capolavori.
19: Pompeo Batoni - Protagonista del Settecento europeo
Tra i più grandi pittori europei del suo tempo, Pompeo Batoni condivideva forse solo con il Canaletto, tra gli italiani, la fama internazionale. Originario di Lucca, dopo aver lasciato la città natale in giovane età per studiare in una Roma che si divideva tra estrosità tardobarocche e classicismo, Pompeo Batoni dapprima seguì lo stile di Carlo Maratta, il pittore più in auge del tempo, ma ben presto si distaccò dallo stile marattesco per andare incontro a un classicismo che guardava all'arte antica, a Raffaello e ai grandi maestri bolognesi del secolo precedente: su tutti Annibale Carracci, Guido Reni e il Domenichino. E Pompeo Batoni rimase a Roma, dove entrò in contatto con una clientela che gli permise di diventare famoso in tutta Europa. La sua è un'arte originale e innovativa (fu lui a inventare il ritratto sullo sfondo di rovine antiche), che anticipò il gusto neoclassico e che scopriremo in questa puntata.
18: Baccio Bandinelli - L'antieroe del Manierismo
È di sicuro uno degli artisti più odiati della storia dell'arte: le fonti ce lo descrivono come un uomo ambizioso, litigioso, arrogante, calunniatore, polemico, irrispettoso. E la sua vita fu un continuo subire critiche dai contemporanei per le sue opere d'arte: quando si parla di Baccio Bandinelli (il cui vero nome fu Bartolomeo Brandini) in genere si fa riferimento ai suoi aspri scontri con gli altri grandi artisti dell'epoca, su tutti Benvenuto Cellini, ma anche ai suoi numerosi fallimenti nel realizzare opere che si prefiggevano lo scopo di eguagliare i capolavori di Michelangelo. Ma allora l'arte di Baccio Bandinelli è davvero tutta da buttare, è davvero indegna di essere ricordata? La risposta ovviamente è no, perché furono diverse le opere degne di lode (anche a detta del suo grande rivale Giorgio Vasari!) che realizzò, e con Ilaria e Federico oggi scopriremo perché la figura di Baccio Bandinelli meriterebbe maggior considerazione.
17: Simone Cantarini - Largo stimator di se stesso, sprezzator d'ogni altro
"Largo stimator di se stesso, sprezzator d'ogni altro": così Luigi Lanzi, nella sua Storia pittorica d'Italia, definiva il pesarese Simone Cantarini, pittore la cui parabola fu breve quanto tormentata. Descritto dalle fonti come un uomo ambizioso ma anche molto arrogante e litigioso, ebbe un talento precocissimo che si manifestò già attorno ai vent'anni d'età. Diventato allievo di Guido Reni, fu molto apprezzato dal maestro per le sue incredibili qualità, ma a tale stima il marchigiano rispose con arroganza arrivando al punto di criticare e correggere Guido Reni in pubblico e di insultare i suoi compagni di studi. La scomparsa avvenuta a soli trentasei anni di età in modo non naturale pose fine alla carriera di un pittore eclettico e originale ma dal carattere estremamente difficile: i suoi capolavori coniugano classicismo reniano a naturalismo di matrice caravaggesca e oggi ci vengono raccontati da Ilaria e Federico!
16: Ludovico Brea - Il Rinascimento in Liguria
Forse il nome non è dei più noti, ma Ludovico Brea è stato un pittore di grande importanza in quanto fu uno dei primi artisti liguri importanti, influenti e che fecero scuola. Nato attorno al 1450 a Nizza, seppe formarsi traendo suggestioni da una grande pluralità di correnti artistiche: arte fiamminga, provenzale, lombarda, piemontese... tante scuole si fusero per costruire lo stile di Ludovico Brea. La conoscenza dell'arte di Vincenzo Foppa poi fece entrare il naturalismo e il realismo nella sua pittura, e poi bisogna aggiungere che il Ludovico ebbe una innata eleganza e una grande raffinatezza, che contribuirono a garantire originalità e bellezza alle sue opere d'arte. La maggior parte delle sue opere si trovano ancora oggi tra la Liguria, la Provenza e il Principato di Monaco, in grandi e famosi musei o in chiese di pittoreschi paesini. Se in Liguria ci fu un Rinascimento, si deve anche a Ludovico Brea!
15: Orazio Gentileschi - Dal Manierismo al Seicento
Fu tra le più importanti personalità dell'arte a cavallo tra Cinquecento e Seicento: è Orazio Gentileschi, grande pittore la cui arte è in sospeso tra il manierismo che si riscontra nei primi anni della sua attività e il nascente linguaggio barocco che invece si fa strada in alcune delle sue ultime realizzazioni, sebbene il pittore non si possa definire affatto un pittore barocco. Nato a Pisa nel 1563, il suo vero nome era Orazio Lomi, che poi cambiò in Gentileschi, cognome dello zio materno a cui era stato affidato durante il suo soggiorno a Roma. Già a tredici anni infatti Orazio si trovava nella capitale dello Stato Pontificio dove dapprima studiò con l'altrettanto famoso fratello Aurelio e quindi, più avanti, rimase affascinato dalle opere di Caravaggio di cui fu grande amico. Raggiunse tardi la maturità ma realizzò capolavori famosi e molto coinvolgenti: scopriamoli con Ilaria e Federico!
14: Desiderio da Settignano - Il più delicato interprete del Rinascimento
Tra tutti gli scultori che operarono durante il Rinascimento, Desiderio da Settignano fu il più delicato di tutti: le sue opere sono dense di dolcezza, di lirismo, di raffinatezza, di grazia. Genio molto precoce, a poco più di vent'anni era già un artista autonomo e affermato, e si specializzò soprattutto nei ritratti: meravigliosi e unici sono le sue opere che ritraggono bambini e ragazzine. Ma Desiderio seppe anche essere artista ufficiale e portò la sua delicatezza anche nei monumenti che importanti personalità dell'epoca gli commissionavano. Formatosi osservando gli esiti dell'arte di Donatello, addolcì notevolmente lo stile del grande scultore e continuò le sue ricerche sulla tecnica dello stiacciato, di cui fu uno dei più grandi interpreti. Un genio precoce che scomparve a poco più di trent'anni di età: chissà quanti altri capolavori avrebbe potuto regalarci altrimenti. Scopriamo la sua arte con Ilaria e Federico!
13: Benedetto Cacciatori - "Illustrò il suo nome nell'arte scultoria"
Benedetto Cacciatori è stato uno degli scultori più importanti e prolifici della sua epoca, ma dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1871, è stato quasi del tutto dimenticato. Tuttavia si assiste a una lenta riscoperta di questo grande artista nato a Carrara nel 1794: dopo la sua formazione avvenuta nella città natale con il padre e a Milano sotto Camillo Pacetti, Benedetto Cacciatori si trovò a lavorare per i Savoia, per i quali realizzò, tra le altre cose, il grandioso ciclo di sculture dell'abbazia di Hautecombe, e a creare opere per importanti committenze pubbliche, come le statue del Duomo di Milano. La sua produzione fu molto feconda ed è difficile parlare di ogni singola opera: tuttavia con la puntata di oggi Federico e Ilaria ripercorrono la carriera di Benedetto Cacciatori cercando di contribuire alla riscoperta di uno dei più grandi scultori dell'Ottocento!
12: Giorgio Vasari (speciale) - I cinquecento anni del grande artista-storiografo
Il 30 luglio del 1511 nasceva ad Arezzo il grande Giorgio Vasari: oggi Finestre sull'Arte celebra il cinquecentenario della nascita dell'artista con una puntata speciale, nella quale Ilaria e Federico ripercorrono la carriera artistica di Giorgio Vasari analizzando alcune delle sue opere più importanti e facendo riferimento, ovviamente, anche alla sua importante attività di storiografo. Giorgio Vasari è infatti considerato come uno dei primi storici dell'arte nel senso moderno del termine: durante il nostro podcast abbiamo citato tante volte le sue Vite, e per al grande pubblico è noto soprattutto per la sua monumentale opera letteraria, che vedremo in modo un po' più approfondito nello speciale di oggi. Ma Vasari fu anche un importante architetto e un pittore manierista molto prolifico: scopriamo insieme alcuni dei suoi più grandi capolavori!
11: Lorenzo Bartolini (speciale) - Purismo e bello naturale
Finestre sull'Arte dedica l'undicesima puntata a Lorenzo Bartolini e alla mostra "Lorenzo Bartolini: scultore del bello naturale" che si tiene a Firenze, presso la Galleria dell'Accademia, fino al 6 novembre. Lorenzo Bartolini, grande scultore nato a Savignano di Prato nel 1777, è stato uno dei più grandi innovatori del suo periodo: partendo dal neoclassicismo, ambito all'interno del quale l'artista compì i suoi studi, rinnovò in modo radicale il modo di fare arte del tempo proponendo non più l'imitazione della statuaria antica, bensì l'imitazione della natura, anche nei suoi particolari meno belli. Una posizione nettamente contraria al bello ideale neoclassico, che fu poi seguita da molti altri artisti. In mostra ci sono tanti capolavori, e Ilaria e Federico sono pronti a condurci in questo viaggio all'interno dell'arte di Lorenzo Bartolini!
10: Giusto de' Menabuoi - Lo spettacolo del Trecento a Padova
Grande personalità dell'arte del Trecento, sebbene non conosciutissimo dal grande pubblico, Giusto de' Menabuoi fu un artista di origini fiorentine ma il suo nome è strettamente legato alla città di Padova, dove ha lasciato i suoi più grandi capolavori. Non si sa molto della sua vita: non si hanno documenti sui suoi primi trent'anni di vita, non si sa bene con chi abbia compiuto i suoi studi ma rimangono i grandi capolavori che ci ha lasciato. Uno su tutti: il ciclo di affreschi del Battistero di Padova, una delle realizzazioni più spettacolari e incredibili del Trecento in particolare e della storia dell'arte italiana in generale. Con la puntata di oggi, Ilaria e Federico cercano di ripercorrere la carriera di questo importante pittore parlando dei suoi maggiori capolavori, molti dei quali si trovano proprio a Padova. Un grande artista, tutto da scoprire!
9: Raffaello Sanzio - "Un'anima che parla con gli dèi"
Raffaello Sanzio è un artista che non ha certo bisogno di presentazioni: tra i massimi geni del Rinascimento e dell'intera storia dell'arte, famoso in tutto il mondo, considerato da molti come il massimo modello della perfezione in pittura. I suoi capolavori, conservati in molti musei, continuano a distanza di cinquecento anni a suscitare stupore e ammirazione. Molti artisti in tutti i secoli si ispirarono a lui e lo presero come punto di riferimento... la lista davvero è molto lunga. Un pittore che, insomma, mette tutti d'accordo. Ma perché Raffaello gode di tutta questa considerazione? Perché i contemporanei lo consideravano quasi come una divinità terrena? Quali sono le caratteristiche di alcune delle sue opere d'arte più belle, celebri e importanti? Queste sono soltanto alcune delle domande a cui Ilaria e Federico cercheranno di rispondere nella puntata di oggi!
8: Bartolomeo Ammannati (speciale) - Le fontane in marmo e in bronzo
L'ottava puntata è uno speciale dedicato a Bartolomeo Ammannati e alla mostra "L'acqua, la pietra, il fuoco: Bartolomeo Ammannati scultore" che si tiene a Firenze, al Museo Nazionale del Bargello, fino al 18 settembre. Il 2011 è il cinquecentenario della nascita di Bartolomeo Ammannati, uno dei più importanti scultori manieristi: fu dapprima allievo di Baccio Bandinelli, quindi diventò grande amico di Giovanni Angelo Montorsoli, ma il suo principale modello di riferimento era Michelangelo. Le sue sculture però non sono però mere imitazioni dei modi michelangioleschi, ma rivelano diversi spunti di originalità sui quali la mostra vuole richiamare l'attenzione. Bartolomeo Ammannati, che fu anche architetto, è ricordato in scultura soprattutto per le sue spettacolari fontane: questi e altri sono gli argomenti della puntata di oggi!
7: Domenico Fiasella - Naturalismo e classicismo nella Liguria del Seicento
Domenico Fiasella è stato uno dei pittori più innovativi del diciassettesimo secolo. Nato a Sarzana nel 1589, si formò a Genova presso le botteghe di Aurelio Lomi e di Giovan Battista Paggi, ma andò ben presto a Roma, dove soggiornò diversi anni, per aggiornarsi sugli esiti della pittura classicista di Domenichino e Guido Reni da una parte, e del naturalismo dei caravaggeschi dall'altra. Ne risulta una pittura che fondendo insieme classicismo e naturalismo dà luogo a risultati originali e inaspettati. Molto attivo a Genova, diventò uno dei pittori più in vista della Repubblica e si guadagnò importanti committenze da parte degli istituti religiosi, delle famiglie della nobiltà genovese e incarichi ufficiali da parte della repubblica, ma fu anche molto legato alla sua città natale, dove si trovano molte delle sue opere. Ilaria e Federico ci portano alla scoperta di questo grande artista!
6: Alessandro Magnasco - "Pittore di un carattere particolare nelle sue pitture"
"Pittore di un carattere particolare nelle sue pitture": così Carlo Giuseppe Ratti descrive Alessandro Magnasco nella biografia dedicata al grande pittore genovese vissuto a cavallo tra diciassettesimo e diciottesimo secolo. Carattere particolare, perché il protagonista della puntata di oggi è uno degli artisti più bizzarri e originali del suo tempo: quella di Magnasco è un'arte anticonformista e antiaccademica, dove i protagonisti non sono né re, né principi, né santi, ma sono piuttosto detenuti, zingari, quaccheri, frati, galeotti e, in generale, individui ai margini della società, tanto che molti considerano Alessandro Magnasco un antesignano di Fabrizio De Andrè, visti anche i comuni natali genovesi (e non a caso Magnasco era uno dei pittori preferiti del grande cantante). E il tutto con una tecnica che anticipa l'impressionismo: scopriamo la sua arte con Ilaria e Federico!
5: Melozzo da Forlì (speciale) - L'umana bellezza
La quinta puntata è uno speciale dedicato a Melozzo da Forlì e alla mostra "Melozzo da Forlì - L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello" in corso a Forlì presso i Musei San Domenico fino al 12 giugno. Melozzo è stato uno dei più grandi geni del Rinascimento, e le sue opere conducono il visitatore della mostra attraverso un viaggio nell'ideale di bellezza dalla prima metà del Quattrocento fino ai primi anni del Cinquecento: Melozzo, formatosi osservando le opere di Piero della Francesca, di Beato Angelico, di Andrea Mantegna e dei pittori fiamminghi attivi a Urbino, è stato un artista in grado di modernizzare l'austera e geometrica bellezza di Piero aggiungendo grazia e naturalezza e ponendo le basi per i grandi capolavori di Raffaello. Ilaria e Federico ci portano alla scoperta dei meravigliosi capolavori di Melozzo da Forlì!
4: Fra' Bartolomeo della Porta - L'età di Savonarola
L'età di Savonarola vede nascere uno dei più grandi artisti del Rinascimento fiorentino: Baccio della Porta, poi diventato, dal 1500, Fra' Bartolomeo. Il pittore infatti, preso dal clima di acceso misticismo che interessò la Firenze di fine Quattrocento, decise di prendere i voti. La sua è un'arte classicista, molto raffinata, e soprattutto è un'arte in costante evoluzione: dai primi dipinti giovanili che guardano a Lorenzo di Credi e Piero di Cosimo si arriva, sul finire della carriera, a un'arte monumentale che risentono di suggestioni michelangiolesche e raffaellesche. Scopriamo i più grandi capolavori di Fra' Bartolomeo insieme a Ilaria e Federico!
3: Tiziano - La grande arte veneta del Cinquecento
Tiziano è il grande protagonista della terza puntata del 2011 del nostro podcast: nato a Pieve di Cadore tra il 1488 e il 1490, si trasferì molto presto a Venezia dove poté formarsi assieme a un altro grandissimo, il Giorgione. Trattare tutta la vasta produzione di Tiziano Vecellio in una sola puntata è cosa impossibile: per questo abbiamo deciso di parlare dei temi principali dell'arte di Tiziano (il rapporto con Giorgione, la religione, la donna, il mito, i rapporti con la corte, la ritrattistica, l'ultima fase della carriera) scegliendo per ognuno di essi un'opera rappresentativa e citandone altre importanti. Ne viene fuori un ritratto a tutto tondo dell'artista con aspetti anche insoliti e curiosi. Lasciamoci guidare da Ilaria e Federico!
2: Macrino d'Alba - Raffinato maestro del Rinascimento in Piemonte
Gian Giacomo de Alladio, meglio noto come Macrino d'Alba, è stato uno dei pittori piemontesi più importanti del Rinascimento, anche se sulla sua vita abbiamo poche notizie. Dopo essersi formato nella sua città natale si recò a Roma per studiare la cultura più aggiornata del tempo e per lavorare a contatto con grandissimi artisti come il Pinturicchio, Sandro Botticelli, il Perugino e tanti altri. Grazie a questa esperienza, Macrino poté tornare nella sua terra con un linguaggio figurativo all'avanguardia, attraverso il quale produsse capolavori di rara eleganza, tanto da diventare uno dei pittori più raffinati del Rinascimento. Scopriamo le sue opere con Ilaria e Federico!
1: Francesco Hayez (speciale) - I centocinquant'anni dell'Unità d'Italia
La prima puntata della terza stagione di Finestre sull'Arte è uno speciale dedicato a Francesco Hayez e ai centocinquant'anni dell'Unità d'Italia. Con i suoi lavori dall'elevato contenuto storico e patriottico, Francesco Hayez è visto come il pittore più rappresentativo dell'importante evento che si celebra quest'anno, ma non solo: il pittore è anche considerato come il caposcuola del romanticismo in Italia e la sua figura, in pittura, è paragonabile a quella di Alessandro Manzoni nella letteratura. Nella puntata di oggi Ilaria e Federico ripercorrono la carriera di Francesco Hayez, analizzando i suoi capolavori più belli e più importanti e cercando quindi di costruire un ampio panorama sulla figura di questo grande artista.
26: Lorenzo Ghiberti - I grandi capolavori di un "ingegnosissimo artefice"
Non sono molte le opere che Lorenzo Ghiberti ci ha lasciato, ma sono tutte degli importantissimi capolavori. Scultore considerato tra i padri del Rinascimento, iniziò la sua eccezionale carriera vincendo il concorso per le porte del Battistero nel 1401: così, anno dopo anno, Lorenzo Ghiberti riuscì a conquistare fama e prestigio e soprattutto, con i suoi grandi capolavori, è riuscito a ritagliarsi un posto di primo piano nella storia dell'arte. Le sue opere furono tenute in grandissima considerazione non soltanto dai suoi contemporanei, ma anche da molti artisti di epoche successive. Uno stile moderno e innovativo ma che mantiene un grande gusto per l'eleganza e la finezza: Ilaria e Federico ci parlano dei capolavori più belli.
25: Parmigianino - L'enfant prodige del Manierismo tra "leggiadria" e mistero
Il suo vero nome era Girolamo Francesco Maria Mazzola, ma è passato alla storia dell'arte con il soprannome "Parmigianino", dalla città dove nacque nel 1503: proveniente da una famiglia di solide tradizioni artistiche, il Parmigianino seppe imporsi già da giovanissimo ed ebbe nei primi anni la fama di "enfant prodige" capace di realizzare realizzazioni delicatissime, ispirate a Correggio e a Raffaello. La sua prima opera nota risale a quando l'artista aveva appena sedici anni, e a poco più di venti era già un pittore affermato. La sua pittura, che con il passare del tempo si fece solenne e monumentale, ha anche molti aspetti misteriosi e alcune opere sono intrise di simbolismo e testimoniano la sua passione per l'alchimia. Scopriamo le opere più belle con Ilaria e Federico!
24: Giotto - "Rimutò di dipingere di greco in latino"
"Rimutò l'arte di dipingere di greco in latino": così Cennino Cennini scriveva a proposito dell'arte di Giotto sottolineandone la grandissima importanza. Giotto infatti abbandonò la ieraticità e la solennità della pittura precedente, bizantineggiante, in favore di un'arte più naturale e più fedele alla realtà. Giotto è uno dei pittori più famosi della storia dell'arte, su di lui sono molte le leggende e gli aneddoti: eppure, di un pittore così importante neppure conosciamo il vero nome. Forse Biagio o Ambrogio, veniva dalle colline del Mugello e fu allievo di Cimabue: dopo la puntata che abbiamo dedicato alle "Storie di san Francesco" di Assisi vogliamo in parte ripercorrere la sua carriera, analizzando da vicino alcuni dei suoi più grandi capolavori.
23: Giovanfrancesco Rustici (speciale) - Grande scultore del Rinascimento in mostra
La puntata numero ventitré è uno speciale dedicato a Giovanfrancesco Rustici e alla mostra "I grandi bronzi del Battistero. Rustici e Leonardo", che si tiene a Firenze, al Museo del Bargello, fino al 10 gennaio 2011. Ilaria e Federico conducono l'osservatore attraverso la mostra ma soprattutto attraverso l'arte di Giovanfrancesco Rustici, un grandissimo scultore del Rinascimento, allievo del Verrocchio e amico di Leonardo da Vinci, che per troppo tempo è stato dimenticato ed è stato riscoperto solo di recente dalla critica. Uno scultore innovativo, che ha lasciato grandi capolavori tra cui il gruppo della Predica del Battista, il cui talento è ormai fuori discussione. Scopriamo le sue opere più belle presenti in mostra, grazie anche ai confronti con i suoi contemporanei!
22: Domenichino - Maestro del classicismo seicentesco
Domenico Zampieri, meglio noto come "il Domenichino", è stato, dopo Guido Reni, il più grande maestro del classicismo seicentesco. Bolognese, rimase nella sua città natale solo durante gli anni della sua formazione per trasferirsi subito a Roma dove ebbe i suoi più grandi successi e dove ha lasciato i suoi maggiori capolavori. Allievo prima di Calvaert e poi dei Carracci, proprio come Guido Reni, il Domenichino propone un'arte molto raffinata, solenne e posata, ma che talvolta sa farsi anche teatrale e drammatica. Le sue opere spaziano dal religioso al mitologico passando per il ritratto e il paesaggio: scopriamo le più belle insieme a Ilaria e Federico!
21: Bronzino (speciale) - Il grande Manierismo a Firenze tra pittura e poesia
La puntata numero ventuno è dedicata al Bronzino e alla mostra "Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici", che si tiene a Firenze, a Palazzo Strozzi, fino al 23 gennaio 2011. Ilaria e Federico raccontano l'esposizione approfondendo l'arte di uno dei più grandi esponenti del Manierismo, che insieme al suo maestro Pontormo contribuì a far vivere alla città dei Medici una grande stagione artistica. Scopriremo i dipinti a tema religioso, quelli allegorici, quelli mitologici e anche i bellissimi e celeberrimi ritratti eseguiti dal Bronzino, il cui vero nome era Angelo Tori e che fu non soltanto pittore ma anche poeta e fine intellettuale.
20: Salvator Rosa - La modernità e l'eclettismo di un genio del Barocco
È possibile considerare Salvator Rosa come uno degli artisti più eclettici e più influenti della storia dell'arte: genio del Barocco, nato a Napoli nel 1615, trascorse una vita ribelle e fuori dai canoni, tanto che la sua figura ha assunto nel tempo tratti quasi mitici. Da pittore si cimentò in diversi generi: ci ha lasciato paesaggi, che anticipano il gusto romantico, scene di stregoneria che fornirono qualche suggestione a Goya, intesi ritratti e autoritratti, opere religiose di gusto caravaggesco, scene di battaglia che esplicitano la sua condanna nei confronti della guerra. E in più, fu anche poeta, cantante, musicista e attore: in definitiva un grande artista, versatile e moderno.
19: Giulio Romano - Gli esordi del Manierismo, da Roma a Mantova
Giulio Romano è il protagonista della diciannovesima puntata del podcast: l'artista, che in realtà si chiamava Giulio Pippi e prese il soprannome dalla sua città natale, fu tra gli iniziatori dell'arte manierista. Formatosi presso la bottega di Raffaello, di cui divenne poi il principale collaboratore, alla scomparsa del maestro ne ereditò gli incarichi e poi, nel 1524, si trasferì a Mantova per lavorare alla corte di Federico II Gonzaga. È proprio a Mantova che Giulio Romano ha lasciato i suoi più grandi capolavori, a cominciare dalle decorazioni di Palazzo Te. Scopriamo la sua arte e le sue opere più belle con Ilaria e Federico!
18: Pietro da Cortona (speciale) - Gloria europea in mostra
La puntata numero diciotto di Finestre sull'Arte è uno speciale dedicato a Pietro da Cortona e alla mostra "Pietro da Cortona - Una gloria europea" che si tiene a Firenze, a Casa Buonarroti, fino all'11 di ottobre. La mostra indaga il periodo del soggiorno fiorentino del grande artista barocco, che iniziò nel 1637 e durò fino al 1647: con Ilaria e Federico ripercorriamo i passi salienti della carriera di uno dei più importanti artisti del Seicento, scoprendo i capolavori magnifici e potenti che lo hanno reso celebre in tutto il mondo ma anche il suo lato più intimo e poetico, che emerge osservando le opere presenti nell'esposizione.
17: Jacopo della Quercia - Eleganza e potenza tra gotico e rinascimentale
Jacopo della Quercia è uno dei grandi nomi della scultura: vissuto tra il 1371 (o 1374: la data di nascita non è ancora nota) e il 1438, originario di Siena, partendo da suggestioni tardogotiche seppe creare un linguaggio molto raffinato e spesso anche dotato di grande potenza espressiva. Pur avendo lavorato assieme a Donatello, non volle adattarsi alle novità della scultura rinascimentale, ma preferì imporre la sua poetica dai retaggi medievali ma non per questo chiusa alle novità: l'artista trasse infatti molte suggestioni dalla statuaria classica dimostrando un intenso spirito umanistico. E quella di Jacopo della Quercia è una poetica davvero unica.
16: Donatello - "Scultore rarissimo e statuario maraviglioso"
L'artista che ha dato il via al Rinascimento in scultura: così si potrebbe definire Donatello, uno dei più grandi scultori di tutti i tempi. Fiorentino, formatosi presso la bottega di Lorenzo Ghiberti, amico di Filippo Brunelleschi e grande appassionato di arte classica, propose opere d'arte rivoluzionarie, dotate di una espressività senza precedenti, sempre originali e sempre diverse, tanto che è molto difficile riassumere in poco spazio tutti gli esiti della sua arte. Donatello ha saputo studiare l'uomo sia nel suo aspetto fisico che nel suo aspetto interiore, cogliendo in pieno l'essenza del Rinascimento. Ilaria e Federico ripercorrono le fasi salienti della carriera di Donatello attraverso un'analisi di alcune tra le più famose delle sue opere.
15: Tintoretto - Luce, movimento, drammaticità
La quindicesima puntata è dedicata a uno dei più grandi artisti del Cinquecento: Jacopo Comin, noto ai più come il "Tintoretto", soprannome che gli deriva dall'attività del padre, che di mestiere faceva il tintore di panni. Formatosi seguendo gli esempi di Tiziano e dei manieristi toscani attivi a Venezia, il Tintoretto propose ai suoi contemporanei una pittura molto innovativa, che aveva negli effetti luministici e nell'accentuata inquietudine i motivi della sua originalità. Celebri sono i suoi enormi teleri, che il pittore terminava in tempi rapidissimi, spesso suscitando anche le invide dei suoi colleghi. Un artista che si cimentò in quasi tutti i generi della pittura: Ilaria e Federico ci propongono oggi una bella selezione delle sue opere più note.
14: Francesco Vanni - Siena e la sua scuola durante il Tardo Manierismo
Francesco Vanni è stato il maggior esponente della scuola senese del Tardo Manierismo: vissuto tra il 1563 e il 1610, l'artista si formò dapprima nella sua Siena, quindi seguì l'esempio dei manieristi romani, ma ben presto entrò a contatto con la lezione di Federico Barocci traendone notevoli spunti. Pittore noto per la sua devozione e per le sue raffinate composizioni, acquistò ben presto fama a livello nazionale e internazionale riuscendo a ottenere anche importanti committenze. A causa della sua scomparsa prematura forse non sapremo come si sarebbe evoluto il suo stile, ma possiamo dire con sicurezza che Francesco Vanni riuscì a creare, fondendo diverse suggestioni, un linguaggio veramente originale. Scopriamo le sue opere con Federico e Ilaria!
13: Michelangelo Buonarroti - "Il mondo ha molti re, ed un solo Michelagnolo"
In una sua lettera inviata a Michelangelo nel settembre del 1537, Pietro Aretino diceva che "il mondo ha molti re, ed un solo Michelagnolo": infatti già i suoi contemporanei avevano la percezione della grandezza del genio, uno dei massimi di tutta la storia dell'arte. Con la puntata di oggi, Ilaria e Federico ci aiutano a ripercorrere la storia di alcune delle opere di Michelangelo (impossibile riuscire a fare un panorama completo in mezz'ora), parlandoci di alcuni aspetti insoliti e curiosi, di messaggi che le opere potrebbero celare, delle tecniche di realizzazione, dei materiali usati. Un'analisi condotta mettendo in rilievo la grande importanza delle rivoluzioni compiute da Michelangelo, per una puntata di sicuro interesse.
12: Bernardo Strozzi - Il Barocco a Genova
Bernardo Strozzi è stato uno dei maggiori protagonisti della vivace stagione del Barocco genovese. Nato nel 1581, si formò dapprima presso un pittore locale, quindi passò alla bottega di Pietro Sorri, manierista senese trasferitosi a Genova, ed ebbe modo di studiare l'arte dei maestri toscani attivi a Genova. Trovò quindi diversi spunti nell'arte dei grandi pittori dei primi anni del tempo: Barocci, Caravaggio, Gentileschi, Rubens, Van Dyck. La sua è un'arte originale perché parte da un ambito locale e riesce a fondere suggestioni di diverse provenienze (nel 1630, tra l'altro, Bernardo Strozzi si trasferì a Venezia e la sua arte ne risentì). È considerato anche come uno dei più importanti pittori di genere del Seicento.
11: Filippo Lippi - Il lirismo di uno dei grandi del Rinascimento
Il protagonista della puntata numero undici del nostro podcast è uno dei più grandi pittori del Rinascimento: si tratta di Filippo Lippi, uno dei più influenti artisti del Quattrocento. Nato a Firenze nel 1406, secondo le fonti imparò a dipingere solo osservando Masaccio al lavoro nella cappella Brancacci ed esercitandosi copiando i suoi affreschi. La sua arte raffinata e molto lirica (ed è proprio il lirismo una delle caratteristiche principali della sua opera, assieme alla linea) è stata fonte di ispirazione per tantissimi artisti, a cominciare da Sandro Botticelli, che fu suo allievo, per arrivare fino a Leonardo. Scopriamo insieme a Ilaria e Federico i bellissimi capolavori del grande maestro!
10: Caravaggio (speciale) - Caravaggio e caravaggeschi in mostra a Firenze
AIl 2010 è il quattrocentesimo anniversario della scomparsa di Caravaggio, e per l'occasione sono tante le mostre dedicate a Michelangelo Merisi in giro per l'Italia. Noi di Finestre sull'Arte abbiamo visitato la mostra "Caravaggio e caravaggeschi a Firenze", che si tiene tra Palazzo Pitti e Uffizi fino al 17 ottobre. Nella puntata di oggi vi raccontiamo, parlando delle opere presenti in mostra, il genio rivoluzionario di Caravaggio, uno degli artisti più importanti e più influenti della storia dell'arte nonché uno dei pittori più amati da parte del pubblico. I suoi capolavori e la sua vita sregolata hanno affascinato generazioni: scopriamo i temi principali della sua arte con Ilaria e Federico!
9: Artemisia Gentileschi - Passione, fierezza e talento
Artemisia Gentileschi è stata una grandissima artista: figlia di Orazio Gentileschi, famoso pittore amico di Caravaggio, seppe rivelare il proprio talento e riuscì a imporsi in una società chiusa, in cui le donne non avevano molte possibilità di emergere. Nota è la triste vicenda della violenza subita, una vicenda che si ripercuote nella sua arte, che diventa spesso cruda e brutale. Artemisia si mosse in ambito caravaggesco ma propose un'arte molto originale, ci ha lasciato capolavori di grande realismo e spesso anche di spiccata sensualità. Con Ilaria e Federico andiamo alla scoperta di un'artista che è riuscita a compiere nella società del Seicento un cammino moderno, libero e indipendente.
8: Sandro Botticelli (speciale) - "Meritò gran lode in tutte le pitture che fece"
In occasione del cinquecentenario della scomparsa di Sandro Botticelli, che si celebra il 17 maggio 2010, Finestre sull'Arte dedica una puntata speciale al grandissimo pittore fiorentino. Sandro Botticelli (il cui vero nome era Alessandro Filipepi) è un artista famoso in tutto il mondo: i suoi più grandi capolavori, come la Venere e la Primavera sono diventati simboli dell'arte stessa e le sue figure, soprattutto quelle femminili, sono quanto di più raffinato ed elegante abbia prodotto la pittura della Firenze del Quattrocento. Nella puntata speciale Ilaria e Federico cercano di ripercorrere la carriera di Sandro Botticelli, analizzando le opere più importanti ma anche alcune delle opere meno note e raccontando curiosità sulla sua vita e sulla sua arte.
7: Francesco Guardi - Veduta e sentimento
Francesco Guardi è il protagonista della settima puntata del podcast: veneziano, nato da una famiglia di origine trentina trasferitasi sulla laguna, è stato uno dei più grandi vedutisti nonché uno dei più importanti pittori del Settecento. Nonostante fosse arrivato tardi a dipingere vedute, la sua è un'arte originalissima, in quanto il paesaggio non è reso in modo oggettivo, ma è filtrato attraverso il suo sentimento e il suo stato d'animo. Opere d'arte caratterizzate da atmosfere sfuggenti, nostalgiche e malinconiche, dalle quali si percepisce il declino della Repubblica di Venezia, ma anche molto suggestive ed evocative, tanto che alcuni lo considerano un anticipatore del romanticismo.
6: Masaccio - Genio agli albori del Rinascimento
La sesta puntata del nostro podcast è dedicata al grandissimo genio che ha dato il via al Rinascimento in pittura: si tratta di Tommaso di Giovanni di Mone Cassai, meglio noto con il suo soprannome di Masaccio. Talento precoce, scomparso prematuro: l'amico Filippo Brunelleschi era addolorato per la sua scomparsa all'età di ventisette anni non ancora compiuti, nel 1428. Con Masaccio si chiude il Medioevo e inizia una nuova epoca: il giovane pittore di San Giovanni Valdarno introduce in pittura le regole della prospettiva formulate da Brunelleschi, dipinge figure più realistiche, più solide (Giorgio Vasari scrisse che le sue erano figure "vive e vere"), organizza lo spazio in modo razionale. Scopriamo la sua arte con Ilaria e Federico!
5: Carlo Finelli - "Scultore a niuno secondo"
"Scultore a niuno secondo": così recita la targa che si trova a Carrara sulla facciata della casa natale di Carlo Finelli. Un grande scultore neoclassico, amico di Antonio Canova, che lasciò molto giovane Carrara per trasferirsi a Roma e aggiornare il suo linguaggio a contatto con i più grandi artisti dell'epoca. Grazie alla sua arte elegante e delicata, Carlo Finelli ci ha regalato sculture meravigliose, di rara bellezza. Con la puntata di oggi, Ilaria e Federico ci portano alla scoperta delle opere di un artista che, benché non conosciutissimo, è da considerare tra i più importanti del diciannovesimo secolo.
4: Giorgione (speciale) - Maestro del Rinascimento in Veneto
Finestre sull'Arte dedica la quarta puntata a Giorgione e alla mostra "Giorgione 1510-2010" in programma a Castelfranco Veneto presso il Museo Casa Giorgione fino all'11 di aprile. In questa puntata Federico e Ilaria cercano di essere la vostra guida alla mostra e all'arte di Giorgione, un pittore di cui si sa molto poco ma che è considerato come uno dei più grandi geni del Rinascimento. Nella puntata, all'interno della quale vengono proposti anche alcuni inserti registrati direttamente alla mostra, scopriremo le opere del Giorgione, i motivi per i quali il suo mito è stato alimentato nel corso dei secoli e le ragioni per cui la sua pittura è considerata rivoluzionaria.
3: Pietro e Ambrogio Lorenzetti - I due grandi fratelli della scuola senese
La terza puntata del podcast è dedicata a due artisti: i fratelli Pietro e Ambrogio Lorenzetti. Tra i più grandi protagonisti della scuola senese, i due pittori proposero due stili originali e unici, cercando di far dialogare la tradizione senese fatta di preziosismo e raffinatezza con le novità introdotte dalla scuola fiorentina, ispirata dall'innovativo linguaggio giottesco. Pietro e Ambrogio proposero grandissimi capolavori, oggi famosi in tutto il mondo: basti pensare agli affreschi di Assisi eseguiti da Piero e al ciclo del Buon Governo di Siena, opera di Ambrogio. Ilaria e Federico ci conducono attraverso l'arte di questi due importanti maestri per farci scoprire i loro grandi capolavori.
2: Il Guercino - "Gran disegnatore e felicissimo coloritore"
Finestre sull'Arte vi porta alla scoperta di uno dei più grandi pittori del nostro Seicento: Giovanni Francesco Barbieri, detto "il Guercino". Nato a Cento, vicino a Ferrara, nel 1591, seppe formarsi osservando gli esiti della pittura carraccesca da una parte e caravaggesca dall'altra, per poi giungere sul finale della carriera a una poetica personale molto raffinata, in rivisitazione dell'opera di Guido Reni. Per il Guercino importantissimo fu il colore, tanto che Ludovico Carracci lo definì proprio "felicissimo coloritore": la famosa "macchia guercinesca", la potenza evocatrice dei suoi paesaggi, i suoi toni suggestivi ci restituiscono capolavori di primissimo livello. Vediamo le sue opere con Federico e Ilaria!
1: Federico Zuccari - Innocente e calunniato. Le vendette d'artista
La nuova stagione di Finestre sull'Arte si apre con una puntata speciale dedicata alla mostra "Innocente e calunniato. Federico Zuccari e le vendette d'artista", che si tiene a Firenze, presso il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, fino al 28 febbraio. Nella prima puntata del 2010, Ilaria e Federico approfondiscono alcuni degli aspetti dell'arte di Federico Zuccari che emergono dalla mostra, volta ad analizzare i modi in cui l'artista rispondeva alle critiche e alle ingiustizie subite. L'unico modo che Federico Zuccari aveva per vendicarsi delle calunnie era dipingere: scopriamo quindi alcuni dei capolavori di un pittore affascinante e indipendente che cercava di affermare la propria libertà di espressione.
99
Nessun contenuto multimediale disponibile
Data: 25/01/10
Anticipazione stagione 2010
Prima dell'inizio della nuova stagione, vi proponiamo una piccola anteprima della nuova rubrica "Poesiarte", frutto della collaborazione tra il nostro podcast e Chocolat 3B, il podcast di poesia e musica condotto da Luca Piergiovanni e dai suoi studenti. Il file che vi proponiamo è una conversazione tra Federico e Luca Piergiovanni, attraverso la quale i due ci svelano un po' come funzionerà la nuova rubrica e ci anticipano anche qualche puntata. Per ascoltare la conversazione basta recarsi a questo indirizzo: http://poesiartechocolat3b.podomatic.com/ player/ web/ 2010-01-11T14_20_21-08_00, ospitato sul sito http://poesiartechocolat3b.podomatic.com, che conterrà gli audio delle puntate.
18: Beato Angelico - "Pittore eccellente" e "ottimo religioso"
La puntata che conclude la prima stagione di Finestre sull'Arte è dedicata a un "eccellente pittore" e "ottimo religioso", come lo definì Giorgio Vasari: parliamo di Guido di Pietro, poi diventato fra Giovanni da Fiesole ma universalmente noto come il Beato Angelico. Nato nel Mugello, formatosi a Firenze, seppe farsi apprezzare non solo per le sue doti umane, per la sua semplicità e per la sua generosità, ma anche per la sua pittura che fondeva la sua spiritualità all'eleganza che gli derivava dall'arte tardogotica, ma soprattutto alle novità del Rinascimento introdotte dal suo quasi-coetaneo Masaccio. L'arte del Beato Angelico fu anche importante per Piero della Francesca. Scopriamo i capolavori di questo grande artista con Ilaria e Federico!


Ci sono altri episodi disponibili, il numero totale di episodi è 117 clicca qui per visualizzare tutti gli episodi

I commenti sono chiusi.