Oggi in Cristo


Tags (categorie): Istruzione, Religione, Cristianesimo, Spiritualita
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Serie complete su molti libri della Bibbia anche in formato audio
Autore: Omar Stroppiana
Ultimo episodio: 09/06/21 15:58
Aggiornamento: 14/06/21 4:10 (Aggiorna adesso)
Gesù o Barabba?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 60 - Gesù o Barabba?
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ M_Ypp-ebrNM
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 60-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ gesu-o-barabba/
La fine di Giuda e l’inizio di Pietro
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 59 - La fine di Giuda e l'inizio di Pietro
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ QdGkhWVYdsA
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 59-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ la-fine-di-giuda-e-linizio-di-pietro/
Vedrete il Figlio dell’uomo!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 58 - Vedrete il Figlio dell'uomo!
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ btr802JLre0
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 58-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ vedrete-il-figlio-delluomo/
Lo spirito è pronto, la carne è debole
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 57 - Lo spirito è pronto, la carne è debole
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ lAEN1qNr0Cs
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 57-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.netlo-spirito-e-pronto-la-carne-e-debole/
Fate questo in memoria di me
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 56 -FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ LMMrglRK0rI
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 56-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ fate-questo-in-memoria-di-me/
Uno di voi mi tradirà
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 55 - Uno di voi mi tradirà
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ BEroyZK8zDU
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 55-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ uno-di-voi-mi-tradira/
Parabola delle dieci vergini, dei talenti e il giudizio di Gesù
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 54 - PARABOLA DELLE DIECI VERGINI, DEI TALENTI E IL GIUDIZIO DI GESÙ
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ S4oBTa_o-5w
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 54-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ parabola-delle-dieci-vergini-dei-talenti-e-il-giudizio-di-gesu/
Il discorso profetico di Gesù
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 53 - IL DISCORSO PROFETICO DI GESÙ
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ LjbzsgIVJvs
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 53-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ il-discorso-profetico-di-gesu/
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 52 - Guai a voi, scribi e farisei ipocriti!
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ bcfeuKQY3LA
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 52-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ guai-a-voi-scribi-e-farisei-ipocriti/
Perché mi tentate, ipocriti?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 51 -PERCHÉ MI TENTATE, IPOCRITI?
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ WkrAkNnljDw
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 51-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ una-trappola-per-gesu/
Gesù al contrattacco!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 50 - Gesù al contrattacco!
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ giRjPy5DjrE
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 50-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ gesu-al-contrattacco/
Osanna al Figlio di Davide!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 49 - OSANNA AL FIGLIO DI DAVIDE!
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ BEEJdBtZ0GM
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 49-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ osanna-al-figlio-di-davide/
Vuoi essere servito? Diventa servo!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 48 - VUOI UN POSTO IN PRIMA FILA? DIVENTA SERVO!
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ -TFFFlbmZ5k
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 48-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ vuoi-un-posto-in-prima-fila-diventa-servo/
Meglio la grazia che la paga!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 47 - MEGLIO LA GRAZIA CHE LA PAGA!
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ -bgFouDChRk
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 47-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ meglio-la-grazia-che-la-paga/
Cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 46 - COSA DEVO FARE DI BUONO PER AVERE VITA ETERNA?
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ zgFzR8LBYks
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 46-matteo.mp3
ARTICOLO:
https:/ / oggi.incristo.net/ cosa-devo-fare-di-buono/
Il divorzio è sempre un doloroso “piano B”
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 45 - IL DIVORZIO È UN DOLOROSO "PIANO B"
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ csxMa6zdbvQ
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 45-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ divorzio-doloroso-pianoB/
Perdonare non è facile ma è necessario
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 44 - PERDONARE NON È FACILE MA È NECESSARIO
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ KGgML7R4Atc
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 44-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ perdonare-non-e-facile-ma-e-necessario/
Diventare piccoli per essere grandi?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 43 - DIVENTARE PICCOLI PER ESSERE GRANDI?
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ bQ13MdMTdWY
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 43-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ piccoli-grandi/
Perché Gesù pagava la tassa per il tempio?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 42 - Perché Gesù pagava la tassa per il tempio?
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ 2Jrt_N8MmPY
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 42-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ perche-gesu-pagava-la-tassa-per-il-tempio/
Perché non ci siamo riusciti?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 41 - FEDE IN NOI STESSI O FEDE IN DIO?
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ A4NQQ8dHCEg
AUDIO: https:/ / archive.org/ download/ 1-matteo/ 41-matteo.mp3
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ perche-non-ci-siamo-riusciti/
Trasfigurazione: Il Re si manifesta!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 40 - TRASFIGURAZIONE DI GESù: IL RE SI MANIFESTA
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ moha1iGkzv4
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 40-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ il-re-si-manifesta/
Cosa significa “prendere la croce”?
COSA SIGNIFICA "PRENDERE LA CROCE"?
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Episodio 39 - Serie "Vangelo di Matteo"
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ odLbIUbSEUE
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 39-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ prendi-la-croce/
Ha senso un Messia che muore?
HA SENSO UN MESSIA CHE MUORE?
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Episodio 38 - Serie "Vangelo di Matteo"
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ 2Sr4YciHCB0
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 38-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ un-messia-che-muore/
Chi è Gesù per te?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 37 - CHI È GESÚ PER TE?
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Chi è Gesù? Chi era per le persone del suo tempo? Chi era per i suoi discepoli? Cosa diceva Gesù di se stesso? E chi è per noi? Pietro diede la risposta corretta e, a partire dalla confessione di Pietro, Gesù cominciò a spiegare ai discepoli il suo programma per il futuro...
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ x7eQxf4Y80w
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 37-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ chi-e-gesu-per-te/
Non solo le briciole!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 36 - Non solo le briciole!
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ 3fww0V-um4s
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 36-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ non-solo-le-briciole/
Cosa contamina l’uomo?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 35 - Cosa contamina l'uomo?
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ 2yvp7126DxI
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 35-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ cosa-contamina-uomo/
Non abbiate paura
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 34 - NON ABBIATE PAURA
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ z1_PDqxD85g
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 34-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ non-abbiate-paura/
Il nostro poco può essere molto!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 33 - Il nostro poco può essere molto nelle mani di Gesù!
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ OnUzM4RazyM
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 33-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ il-nostro-poco-puo-essere-molto/
Gesù il Messia rifiutato
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 32 - IL MESSIA RIFIUTATO
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ 9o-agCbIlkk

AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 32-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ il-messia-rifiutato/
Cos’è il regno dei cieli?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 31 - Cos'è il regno dei cieli?
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ pVEjQeKTOJ4
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 31-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ cose-il-regno-dei-cieli/
La parabola del seminatore
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 30 - La parabola del seminatore
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ BOZOaNwMz8Y
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 30-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ la-parabola-del-seminatore/
Vogliamo un segno?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 29 - VOGLIAMO UN SEGNO?
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ t-vvkrlzGHc
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 29-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ vogliamo-un-segno/
Il peccato imperdonabile
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 28 - IL PECCATO IMPERDONABILE
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ DDOIp84fAMM
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 28-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ il-peccato-imperdonabile/
La religione, le regole e la misericordia
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 27 - La religione tra regole e misericordia
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ pfl6bPMFtY0
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 27-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ la-religione-tra-regole-e-misericordia/
Stanchi e oppressi? Io vi darò riposo.
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 26 - Stanchi e oppressi? Io vi darò riposo
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ kMkLBvfxFlw
AUDIO:
https:/ / oggi.incristo.net/ 26-matteo
ARTICOLO:
https:/ / oggi.incristo.net/ stanchi-e-oppressi-io-vi-daro-riposo/
Il regno dei cieli rifiutato e maltrattato
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 25 - Il regno dei cieli rifiutato e maltrattato
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VIDEO:
https:/ / youtu.be/ EYEQf8CW-qM
AUDIO:
https:/ / oggi.incristo.net/ 25-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ il-regno-dei-cieli-rifiutato-e-maltrattato/
Gesù e i nostri dubbi
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 24 - GESÙ E I NOSTRI DUBBI
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ h9zrCE8tovU
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 24-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ gesu-e-i-nostri-dubbi/
Pecore in mezzo ai lupi
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 23 - Pecore in mezzo ai lupi
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ QMqFjbf0lXw
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 23-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ pecore-in-mezzo-ai-lupi/
Il raccolto è grande: cercasi operai.
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 22 - Il raccolto è grande: cercasi operai
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ BXcDkrvhkE8
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 22-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ il-raccolto-e-grande-cercasi-operai/
Gesù tra fede e scetticismo
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 21 - Gesù tra fede e scetticismo
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ RPoH4VCeDFY
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 21-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ gesu-tra-fede-e-scetticismo/
Le risposte di Gesù
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 20 - Le risposte di Gesù
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ N7kCLH6brr8
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 20-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ le-risposte-di-gesu/
Gente di poca fede
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 19 - Gente di poca fede
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ xd8W2GhrxcU
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 19-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ gente-di-poca-fede
Autorità di Gesù in azione
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 18 -
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ LrAZgYaXdv4
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 18-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ autorita-di-gesu-in-azione
Stai costruendo sulla roccia?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 17 - Stai costruendo sulla roccia?
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ oI0NPgoDpfQ
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 17-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ stai-costruendo-sulla-roccia/
La regola d’oro
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 16 - La regola d'oro
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ 2lF77uVcoPA
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 16-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ la-regola-d-oro/
Chiedete e vi sarà dato
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 15 - Chiedete e vi sarà dato
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ nGCVR5cY9ew
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 15-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ chiedete-e-vi-sara-dato/
Due pesi e due misure?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 14 - Due pesi e due misure?
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ 4d8t48T4DQo
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 14-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ giudicare-due-pesi-due-misure/
Cercate prima il regno di Dio
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 13 - Cercate prima il regno di Dio
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ lkDKrWdzStg
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 13-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ cercate-prima-il-regno-di-dio/
Questo è il premio che ne hanno
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 12 - Questo è il premio che ne hanno
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ w6BWiDwyJfQ
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 12-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ questo-e-il-premio-che-ne-hanno/
Siate perfetti come Dio?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 11 - Siate perfetti come Dio?
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ YBChsGd1Tr4
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 11-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ siate-perfetti-come-dio/
Gesù smaschera l’adulterio
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 10 - Gesù smaschera l'adulterio
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ WRRIWBMpxfk
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 10-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ gesu-smaschera-l-adulterio/
Verso la fine del mondo senza paura
Serie "Fede sotto attacco"
2 Pietro - La Bibbia
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Ep 8 - Verso la fine del mondo senza paura
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ xlTWpC82zMw
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AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 8-2pietro
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ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ verso-la-fine-del-mondo-senza-paura/
Non sono venuto ad abolire
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 9 - Non sono venuto ad abolire
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ oikoT7afkVg
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 9-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ non-sono-venuto-ad-abolire/
Dio non è in ritardo
Serie "Fede sotto attacco"
2 Pietro - La Bibbia
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Ep 7 - Dio non è in ritardo
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ NbVfoKuCCtk

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AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 7-2pietro
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ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ dio-non-e-in-ritardo/
Beati quelli dalla parte giusta
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 8 - Beati quelli dalla parte giusta
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ YXKJNwWzn20
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 8-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ beati-quelli-dalla-parte-giusta/
Fonti senz’acqua
Serie "Fede sotto attacco"
2 Pietro - La Bibbia
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Ep 6 - Fonti senz'acqua
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ PEGlHVUDlJ8
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AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 6-2pietro
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ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ fonti-senz'acqua/
Gesù il Re parte col botto!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 7 - Gesù il Re parte col botto!
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ 2G2mnFFen-M
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 7-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ gesu-il-re-parte-col-botto/
Identikit di un falso profeta
Serie "Fede sotto attacco"
2 Pietro - La Bibbia
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Ep 5 - Identikit di un falso profeta
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ n68gjLOEmIY
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AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 5-2pietro
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ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ identikit-di-un-falso-profeta/
Gesù fa le cose per bene!
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 6 - Gesù fa le cose per bene
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ 2FWJYvHB2e0
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 6-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ gesu-fa-le-cose-per-bene/
Sai riconoscere una moneta falsa?
Serie "Fede sotto attacco"
2 Pietro - La Bibbia
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Episodio 4 - Sai riconoscere una moneta falsa?
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ 0SPu6OK6zNg
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SOLO AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 4-2pietro
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ARTICOLO SUL BLOG: https:/ / oggi.incristo.net/ sai-riconoscere-una-moneta-falsa/
Vipere nel regno dei cieli?
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 5 - Vipere nel regno dei cieli?
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ geoq3iZ7Kng
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 5-matteo
ARTICOLO: https:/ / oggi.incristo.net/ vipere-nel-regno-dei-cieli/
Testimoni efficaci
Serie "Fede sotto attacco"
2 Pietro - La Bibbia
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Episodio 3 - Testimoni efficaci
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ pz45h_NQwvU
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SOLO AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 3-2pietro
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ARTICOLO SUL BLOG: https:/ / oggi.incristo.net/ testimoni-efficaci-2/
Gesù e quelle strane profezie
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 4 - Gesù e quelle strane profezie
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ ioOszzuUJAs
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 4-matteo
ARTICOLO:
https:/ / oggi.incristo.net/ gesu-e-quelle-strane-profezie/
Il cerchio della fede
Serie "Fede sotto attacco" basata sulla seconda lettera di Pietro nella bibbia
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Episodio 2 - Il cerchio della fede
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ DdsL68DfQnk
SOLO AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 2-2pietro
ARTICOLO SUL BLOG: https:/ / oggi.incristo.net/ il-cerchio-della-fede/
Re dei Giudei, Re del mondo intero
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 2 - Re dei Giudei, re del mondo intero
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ IMaZzHnlo1U
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 3-matteo
Una fede preziosa
Fede Sotto Attacco Ep. 1
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Una fede preziosa
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Seconda lettera di Pietro (2 Pietro 1:1-4)
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ Wr-ksU55kfE
AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 1-2pietro
Il suo nome è Gesù
Serie "Vangelo di Matteo"
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Episodio 2 - Il suo nome è Gesù
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VIDEO: https:/ / youtu.be/ ChDJMtQmeqQ

AUDIO: https:/ / oggi.incristo.net/ 2-matteo
Il Re è qui!
Serie "Viaggio nel vangelo di Matteo"
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Episodio 1 - Il Re è qui!
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VIDEO:
AUDIO:
Resistete nella grazia
Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo.Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente. A lui sia la potenza, nei secoli dei secoli. Amen. Per mezzo di Silvano, che considero vostro fedele fratello, vi ho scritto brevemente, esortandovi e attestando che questa è la vera grazia di Dio; in essa state saldi.La chiesa che è in Babilonia, eletta come voi, vi saluta. Anche Marco, mio figlio, vi saluta. Salutatevi gli uni gli altri con un bacio d'amore fraterno.Pace a voi tutti che siete in Cristo.
(1 Pietro 5,8-14 -  La Bibbia)


Indice della serie sulle lettere di Pietro



Quando i cristiani sono perseguitati, non devono dimenticare che il loro vero nemico non sono coloro che li perseguitano, ma piuttosto le potenze spirituali che influenzano i loro persecutori.



Infatti il loro vero nemico è il diavolo, che va attorno a loro come un leone in cerca di una preda. Pietro utilizza quest'immagine molto forte che serviva a rendere i suoi lettori consci della battaglia spirituale in cui erano coinvolti; essi dovevano resistere rimanendo fermi nella loro fede senza lasciarsi spaventare.



Non era affatto facile. Non era facile ribadire la propria fede in Gesù mentre, parenti, amici e concittadini li deridevano e li maltrattavano. Sarebbe stato più facile lasciar perdere tutto e seguire la massa.



Pietro incoraggiò i suoi lettori a considerare che non erano soli in quella battaglia, che dovevano considerare che le pressioni a cui erano sottoposti erano le medesime che altri cristiani come loro vivevano. Dio non li stava punendo e certamente non li stava abbandonando, ma avrebbe continuato a prendersi cura di loro.



Infatti Dio manifestava la sua grazia verso di loro e ribadiva la loro chiamata ad una gloria eterna. Le sofferenze del tempo presente avrebbero presto lasciato spazio alla gloria futura con Cristo.



"Tenete duro, manca poco!", sembra urlare Pietro ai suoi lettori, ben conoscendo le loro angustie. "Tenete duro, la meta è vicina! Il Signore vi perfezionerà, renderà completa la vostra preparazione, vi renderà fermi e stabili in vista dell'incontro con Lui!"



Nelle parole di Pietro scorgiamo tutta la passione di una persona che aveva imparato a guardare le cose in prospettiva, confidando in Dio e nelle sue promesse.



Avviandosi verso la fine della sua lettera, dopo aver ancora una volta incoraggiato i suoi fratelli che soffrivano in questo mondo, il pensiero di Pietro va proprio verso il Signore che avrebbe sostenuto i cristiani nella loro lotta. I potenti di questo mondo, influenzati dal diavolo, potevano anche fare del male ai cristiani per un tempo, ma il Dio creatore dei cieli e della terra era colui la cui potenza si manifestava nei secoli dei secoli e davanti al quale tutti un giorno si sarebbero piegati!



Nel salutare i suoi lettori, a cui aveva scritto questa breve lettera con la collaborazione di Silvano, Pietro ribadì che essi erano nella via giusta. Non dovevano avere dubbi e non dovevano lasciarsi spaventare dai loro persecutori, essi erano nella vera grazia di Dio e in quella grazia dovevano rimanere saldi!



Trattandosi di una vera lettera, è normale che si concluda anche con saluti personali da parte di altre comunità e singoli. Qui Pietro porta i saluti da parte di Marco, suo figlio nella fede e da parte della chiesa che era in Babilonia, un probabile velato riferimento a Roma, evitando di citare quest'ultima proprio per proteggere i credenti di Roma nel caso in cui la lettera fosse stata intercettata dai soldati romani. Infatti, nella seconda parte del primo secolo, a Roma, i cristiani stavano, a loro volta, sperimentando la persecuzione.
Rivestitevi di umiltà
Esorto dunque gli anziani che sono tra di voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sarò pure partecipe della gloria che deve essere manifestata: pascete il gregge di Dio che è tra di voi, sorvegliandolo, non per obbligo, ma volenterosamente secondo Dio; non per vile guadagno, ma di buon animo; non come dominatori di quelli che vi sono affidati, ma come esempi del gregge. E quando apparirà il supremo pastore, riceverete la corona della gloria che non appassisce. Così anche voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. E tutti rivestitevi di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili.Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi.
(1 Pietro 5,1-7 -  La Bibbia)


Indice della serie sul vangelo di Marco



Nella comunità cristiana sono presenti anziani e giovani, non sono presenti comandanti e sottoposti.



Come è logico immaginare, gli anziani erano normalmente persone con più esperienza nella fede che svolgevano un compito di guida, di insegnamento e di cura degli altri. Pietro si rivolge a loro in primo luogo presentandosi come uno di loro, uno che era stato testimone oculare della vita e delle sofferenze di Cristo ma anche della risurrezione! Avendo visto Gesù Cristo risorto, Pietro aveva avuto la dimostrazione pratica della gloria di cui tutti coloro che avevano riposto la loro fede in Gesù sarebbero stati partecipi. La speranza della risurrezione era il carburante della vita cristiana!



Pietro esortò gli anziani a svolgere bene il loro compito di sorveglianti del gregge, ovvero di pastori che svolgono un compito di cura, di protezione dai pericoli, di nutrimento del gregge di Dio. Pietro sottolineò che tale compito andava svolto di buon animo, ovvero per amore delle pecore, non per amore del prestigio o del denaro. Aiutare e curare gli altri richiedeva inoltre grande dedizione, era pertanto necessario che gli anziani svolgessero quel compito volenterosamente. Se lo avessero svolto per obbligo, difficilmente sarebbero riusciti ad essere efficaci verso il gregge che era affidato loro. Infine gli anziani dovevano ricordarsi che erano al servizio degli altri, non al comando! Era quindi essenziale che svolgessero il compito di guida attraverso l'esempio personale, non con la prepotenza.



Tutti questi aspetti sarebbero stati importanti per essere davvero di aiuto agli altri e coloro che si fossero comportati così, avrebbero ricevuto un premio da parte del Signore Gesù, il supremo pastore, quando sarebbe tornato.



A questo punto Pietro rivolse la sua esortazione ai giovani invitandoli a sottomettersi agli anziani, ovvero a seguire i loro insegnamenti e la loro guida.



È chiaro che quando gli anziani guidano volenterosamente, per amore del gregge e attraverso l'esempio, è più facile per i giovani seguirli. Allo stesso modo, se i giovani non creano difficoltà agli anziani ma cercano di aiutarli nel loro compito, gli anziani svolgeranno il loro compito ancora meglio.



Insomma ognuno doveva fare la sua parte. La superbia e i personalismi dovevano fare spazio all'umiltà e al bene della collettività.



Riferendosi al testo di Proverbi 3,34, Pietro ricordò a tutti i suoi lettori che Dio resiste ai superbi ma dà grazia agli umili. Era quindi necessario che tutti, anziani e giovani, si sottomettessero a Dio, si umiliassero sotto la sua mano, rinunciando ai propri interessi per servire gli altri. D'altra parte, quando l'uomo si umilia davanti al Signore, sarà Dio a rialzare la sua testa, ma se l'uomo si insuperbisce, Dio dovrà abbassarlo per rimetterlo al suo posto.



Questo atteggiamento umile doveva guidare la vita della comunità e i problemi dovevano essere affrontati insieme, non cercando di prevalere gli uni sugli altri, ma cercando insieme il Signore in preghiera, gettando su di Lui ogni preoccupazione,
Quale sarà la fine?
Carissimi, non vi stupite per l'incendio che divampa in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. Anzi, rallegratevi in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, perché anche al momento della rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare.Se siete insultati per il nome di Cristo, beati voi! Perché lo Spirito di gloria, lo Spirito di Dio, riposa su di voi. Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida, o ladro, o malfattore, o perché si immischia nei fatti altrui; ma se uno soffre come cristiano, non se ne vergogni, anzi glorifichi Dio, portando questo nome.Infatti è giunto il tempo in cui il giudizio deve cominciare dalla casa di Dio; e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di quelli che non ubbidiscono al vangelo di Dio? E se il giusto è salvato a stento, dove finiranno l'empio e il peccatore? Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio affidino le anime loro al fedele Creatore, facendo il bene.
(1 Pietro 4,12-19 -  La Bibbia)


Indice della serie sulle lettere di Pietro



Ma se ho creduto in Dio e cerco di fare la sua volontà, perché mi accadono cose brutte?



Sono sicuro che tanti si sono fatti questa domanda. Probabilmente se la stavano facendo proprio i lettori cristiani perseguitati del primo secolo a cui Pietro si stava rivolgendo.



Essi si trovavano proprio in mezzo ad un incendio che divampa e che li stava mettendo a dura prova. Eppure Pietro li esortò a non stupirsi. Non stava accadendo niente di strano. Essi stavano vivendo sulla loro pelle le stesse sofferenze che aveva passato Cristo; d'altra parte se il mondo aveva maltrattato Gesù non c'era da stupirsi che maltrattasse anche i suoi discepoli, come Gesù aveva predetto (vedi Giovanni 15,20).



Ma ancora una volta Pietro attirò l'attenzione dei suoi lettori sulla gloria futura che li aspettava. Sì è vero, stavano soffrendo come Gesù aveva sofferto, ma allo stesso modo avrebbero gioito ed esultato con Lui quando Gesù sarebbe tornato in tutta la sua gloria.



"Vi insultano per il nome di Cristo? Beati voi!", scrive Pietro. A nessuno piace essere insultato, a nessuno piace essere deriso, oltraggiato, maltrattato. Ma se la ragione della nostra sofferenza è la nostra fede in Gesù, allora non abbiamo nulla di che vergognarci. Se fossimo puniti perché siamo dei delinquenti, degli omicidi, dei ladri, allora sì che avremmo ragione di vergognarci davanti a Dio. Ma se lo Spirito di Dio riposa su di noi e guida la nostra vita, se stiamo onorando Dio con la nostre parole e con le nostre azioni, possiamo esserne fieri!



Ancora una volta, se guardiamo le cose solo nel breve termine, senza una prospettiva eterna, potremmo essere scoraggiati. Ma quando vediamo le cose dal punto di vista di Dio, alla luce della vita eterna, le cose cambiano.



Sì è vero, forse oggi possiamo soffrire, ma quale sarà la fine? Quale sarà la nostra fine e quale sarà la fine dei nemici di Dio? C'è una grande differenza.



La persecuzione infatti è come un setaccio per la chiesa di Dio, per la comunità di coloro che si sono affidati al Signore Gesù per la loro salvezza. Quando il setaccio filtra il grano, la pula se ne vola via. Allo stesso modo la persecuzione filtra la chiesa perché aiuta a giudicare, ovvero a distinguere i veri discepoli di Gesù da quelli che sono traballanti. Infatti coloro che non amano davvero il Signore di certo non resisteranno alla persecuzione e se ne andranno. Ecco perché la comunità cristiana perseguitata nel mondo, ancora oggi è una chiesa normalmente forte e sana, perché è costituita da veri figli di Dio che rimangono attaccati a lui nonostante le difficoltà.



Così la persecuzione stabilisce un giudizio interno alla comunità cristiana, che aiuta semplicemente a mettere in luce i veri credenti. Ma molto più severo sarà il giudizio che alla fine dei tempi colpirà coloro che non ubbidiscono al vangelo di Dio, coloro che non riconoscono la persona e l'opera di Gesù Cristo per la loro salvezza.
...
Soprattutto
 La fine di tutte le cose è vicina; siate dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto, abbiate amore intenso gli uni per gli altri, perché l'amore copre una gran quantità di peccati.
Siate ospitali gli uni verso gli altri senza mormorare. Come buoni amministratori della svariata grazia di Dio, ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta a servizio degli altri.  Se uno parla, lo faccia come si annunciano gli oracoli di Dio; se uno compie un servizio, lo faccia come si compie un servizio mediante la forza che Dio fornisce, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.
(1 Pietro 4,7-11- La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




La fine di tutte le cose è vicina. Considerando che sono passati circa duemila anni da allora, qualcuno potrebbe pensare che  la previsione fatta da Pietro non si sia avverata...

In realtà quell'affermazione era vera per i lettori del primo secolo e rimane vera anche per noi oggi. Infatti, il senso di quell'affermazione la possiamo trovare solo se guardiamo le cose dal punto di vista di Dio.

Se confrontiamo il tempo della nostra vita con l'eternità, ci rendiamo conto di quanto la nostra vita sia breve e, per quanto grandi possano essere le sofferenze che passiamo, se le paragoniamo con la gioia che avremo per l'eternità, le nostre sofferenze del tempo presente passano in secondo piano.  Pietro aveva parlato proprio di questo in 1 Pietro 1,6-9 e lo farà ancora in 1 Pietro 5,10.

Lo scopo di Pietro con quell'affermazione era proprio quello di incoraggiare i suoi lettori.  Infatti era una buona notizia, per i cristiani perseguitati, sapere che tutta quella sofferenza, a breve, sarebbe finita per lasciare spazio all'eternità. Era un modo per dire: "Dai, tenete duro ancora un po' che siete vicini alla meta".

Quando si guarda le cose dal punto di vista dell'eternità,  la nostra percezione di quali siano le cose prioritarie nella nostra vita cambia completamente.

I credenti dovevano essere moderati e sobri,  ovvero lucidi e in grado di controllare se stessi, in grado di comprendere bene quali fossero le cose importanti a cui dedicarsi.

Pietro si aspettava quindi che i suoi lettori spendessero il loro tempo per pregare, per mostrare amore gli uni verso gli altri, perdonandosi a vicenda. Il riferimento a Proverbi 10,12 "L'odio provoca liti, ma l'amore copre ogni colpa.",  serviva proprio a mettere in luce la necessità di volersi bene davvero ed essere pronti a perdonarsi. Se le persone considerassero davvero che la fine è vicina, passerebbero il loro tempo a litigare o sarebbero pronti a perdonare le mancanze altrui?

L'amore li avrebbe inoltre portati ad essere ospitali gli uni verso gli altri, ovvero a supplire alle necessità gli uni degli altri, senza mormorare, senza aspettarsi nulla in cambio.

In attesa del ritorno di Gesù, ognuno si sarebbe dovuto preoccupare non di ciò che gli altri avrebbero fatto per lui, ma di ciò che lui avrebbe potuto fare per gli altri mettendo a disposizione degli altri le capacità, i doni che Dio gli aveva dato. Che si trattasse di predicare, esortare o di fare un servizio pratico o di assistenza, ognuno avrebbe dovuto agire come se il Signore agisse per mezzo suo, con la saggezza e la forza che Dio fornisce. In questo modo essi avrebbero davvero reso gloria e onore al Signore.

Così, improvvisamente,  guardando le cose dal punto di vista dell'eternità, ci si accorge che ci sono dei "Soprattutto" che  reclamano il loro spazio nella nostra vita...

Soprattutto la preghiera.

Soprattutto l'amore.

Soprattutto l'ospitalità e la generosità.

Soprattutto il servizio verso gli altri.

Se vogliamo davvero che "in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartengono la gloria e la potenza nei secoli dei secoli.", allora non dovremo mai dimenticarci di quei... "Soprattutto" .
Il tempo che resta
Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi dello stesso pensiero, che, cioè, colui che ha sofferto nella carne rinuncia al peccato,  per consacrare il tempo che gli resta da vivere nella carne, non più alle passioni degli uomini, ma alla volontà di Dio. Basta con il tempo trascorso a soddisfare la volontà dei pagani vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle ubriachezze, nelle orge, nelle gozzoviglie, e nelle illecite pratiche idolatriche. Per questo trovano strano che voi non corriate con loro agli stessi eccessi di dissolutezza e parlano male di voi. Ne renderanno conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti. Infatti per questo è stato annunciato il vangelo anche a coloro che sono morti; affinché, seppur essendo stati giudicati nella carne secondo gli uomini, potessero vivere nello Spirito secondo Dio.
(1 Pietro 4,1-6 - La Bibbia)


Indice della serie sulle lettere di Pietro



Prima o poi tutti arriveremo al capolinea della nostra vita. Alla fine, cosa rimarrà di tutto ciò che abbiamo fatto?



L'apostolo Pietro sta incoraggiando i suoi lettori a resistere nella persecuzione, anche spendendo diverse righe nell'illustrare l'esempio di Cristo. Gesù aveva sofferto nella carne per una giusta causa, per salvare i peccatori dando la sua vita per loro. I suoi lettori dovevano armarsi dello stesso pensiero, ovvero dovevano essere pronti a soffrire per la loro fede. Perché?



Essere cristiani significa identificarsi con Gesù nella sua morte e nella sua risurrezione. Paolo descrive questa identificazione in Romani 6,4: " Siamo dunque stati sepolti con lui mediante il battesimo nella sua morte, affinché, come Cristo è stato risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita. "



Quindi il cristiano vive una nuova vita che si differenzia dalla sua vita precedente grazie alla trasformazione che lo Spirito di Dio compie nella sua vita. Il credente continuerà a cadere, ma si rialzerà e cercherà sempre più la volontà di Dio perché lo Spirito di Dio nel credente lo porta a rompere con il peccato.



Pietro si aspettava che, a partire dalla propria conversione, il cristiano avesse considerato prezioso il tempo che gli restava da vivere e che lo avesse investito in vista dell'eternità, cercando di fare la volontà di Dio nella sua vita. Non lo avrebbe sprecato in cose che non solo erano inutili ma erano anche dannose.



Il cristiano sarebbe stato pronto a rinunciare al peccato, tagliando i ponti con la vita dissoluta precedente con tutte le pratiche idolatriche, le passioni peccaminose, le orge, le ubriachezze, le gozzoviglie, insomma tutte le pratiche legate all'adorazione degli idoli che ormai non avevano più alcun significato per lui.



Ed è proprio questo cambiamento che avrebbe irritato ancora di più gli amici e i parenti che invece sarebbero rimasti ancorati alle loro pratiche idolatriche. Infatti essi non avrebbero compreso le scelte del cristiano e lo avrebbero disprezzato.



Pietro sapeva che non era facile per i suo fratelli accettare tutto questo, ma sapeva anche che, se volevano imitare Cristo, non avevano alternative in un mondo in cui la maggioranza delle persone era idolatra. Ma ne valeva davvero la pena?



Pietro risponde a questa domanda ricordando che, proprio coloro che in quel momento li stavano perseguitando e disprezzando, ne avrebbero reso conto a colui che era pronto a giudicare i vivi e i morti. Sarebbe infatti giunto il tempo in cui Gesù sarebbe tornato non più per salvare, ma per giudicare i suoi nemici e accogliere i suoi amici nella sua gloria (Vedi Giovanni 5,29, Daniele 12,2). Era quindi fondamentale che i credenti comprendessero che non tutto sarebbe finito con la morte. I loro nemici potevano anche minacciarli di morte, ma loro avevano una speranza che andava ben oltre! Anche se alcuni loro fratelli erano ormai morti, anche se alcuni erano addirittura stati uccisi per la loro fede, c'era una speranza,
Trionfo sulle tenebre
Anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio. Fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito. E in esso andò anche a predicare agli spiriti trattenuti in carcere, che una volta furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, al tempo di Noè, mentre si preparava l'arca, nella quale poche anime, cioè otto, furono salvate attraverso l'acqua. Quest'acqua era figura del battesimo (che non è eliminazione di sporcizia dal corpo, ma la richiesta di una buona coscienza verso Dio). Esso ora salva anche voi, mediante la risurrezione di Gesù Cristo, che, asceso al cielo, sta alla destra di Dio, dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti.
(1 Pietro 3,18-22 - La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




I cristiani devono seguire le orme di Cristo.

Questo è il filo conduttore di gran parte della lettera che abbiamo già esaminato. Pietro, rivolgendosi a persone che erano perseguitate per la loro fede, li aveva esortati a resistere con pazienza di fronte alle autorità, di fronte ad un padrone difficile, di fronte ad un marito non credente. La sua conclusione era stata  "meglio che soffriate per aver fatto il bene, se tale è la volontà di Dio, che per aver fatto il male." (1 Pietro 3,17)

A questo punto egli ricorda ancora una volta, come aveva già fatto in 1 Pietro 2,21,  che anche Gesù ha sofferto ingiustamente e lo ha fatto proprio sulla croce, per portare su di sé la condanna per i peccati dell'umanità. Gesù lo ha fatto per amore nostro, per condurci a Dio, per darci la possibilità di essere riconciliati con Dio. I cristiani trovano quindi in Gesù il supremo esempio di sofferenze ingiuste.

Gesù fu messo a morte quanto alla carne, ma la morte non poteva trattenere il suo spirito! È chiaro il riferimento di Pietro alla risurrezione.

I versetti che seguono sono un po' difficili a prima vista perché Pietro utilizza ciò che accadde ai tempi di Noè come un "tipo" di ciò che stava accadendo dopo la risurrezione di Gesù.

Innanzitutto Pietro,  sembra fare riferimento ad una storia che non troviamo in altri libri della bibbia ma è narrata in un libro molto popolare tra gli Ebrei in quel periodo, il libro di 1 Enoch (in particolare 6-15),  non ispirato e quindi non facente parte del canone biblico, che si riferisce  ai guardiani o veglianti (vedi anche Daniele 4,13,17) , angeli che non avevano rispettato il proprio compito di sorveglianza ma, parallelamente al racconto di Genesi 6,1-4,  avevano assunto forma umana e fornicato con le figlie degli uomini. Tali angeli sarebbero stati confinati in attesa di giudizio. Pietro tra l'altro si riferisce ancora a questi angeli, che qui chiama "spiriti trattenuti in carcere"  anche in 2 Pietro 2,4 dove li chiama proprio "angeli che avevano peccato".

Quegli avvenimenti risalgono proprio ai tempi prima di Noè e, nel racconto della Genesi, fanno da preludio proprio alla decisione di Dio di condannare l'umanità con il diluvio (vedi Genesi 6,1-7).

Il libro di Enoch nel narrare quell'episodio si riferisce ad una richiesta di questi esseri ribelli per essere graziati da Dio e alla visita di Enoch presso di loro per confermare invece la condanna di Dio.

Pietro si riferisce quindi ad un racconto, per lo più sconosciuto a molti di noi, ma noto agli Ebrei del suo tempo, per fare un'analogia con quanto stava accadendo dopo la risurrezione di Gesù. Non deve stupirci il fatto che Pietro faccia riferimento a libri non ispirati. Sia nell'antico testamento che nel nuovo testamento ci sono riferimenti di questo tipo a sorgenti extra bibliche che, pur non essendo ispirate e non facendo parte del canone biblico, era ritenute attendibili dagli Ebrei o comunque utilizzabili per fare analogie. Si pensi ad esempio a Numeri 21,14 che cita il "libro delle guerre del Signore" o a Paolo che a volte cita anche poeti greci (vedi Tito 1,12).

In sostanza Pietro presenta Gesù che,
Meglio fare il bene
Infine, siate tutti concordi, compassionevoli, pieni di amore fraterno, misericordiosi e umili; non rendete male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedite; poiché a questo siete stati chiamati affinché ereditiate la benedizione.
Infatti: «Chi vuole amare la vita e vedere giorni felici, trattenga la sua lingua dal male e le sue labbra dal dire il falso; fugga il male e faccia il bene; cerchi la pace e la persegua;  perché gli occhi del Signore sono sui giusti e i suoi orecchi sono attenti alle loro preghiere; ma la faccia del Signore è contro quelli che fanno il male».
Chi vi farà del male, se siete zelanti nel bene?  Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi!
Non vi sgomenti la paura che incutono e non vi agitate; ma glorificate il Cristo come Signore nei vostri cuori.
Siate sempre pronti a render conto della speranza che è in voi a tutti quelli che vi chiedono spiegazioni. Ma fatelo con mansuetudine e rispetto, e avendo la coscienza pulita; affinché quando sparlano di voi, rimangano svergognati quelli che calunniano la vostra buona condotta in Cristo. Infatti è meglio che soffriate per aver fatto il bene, se tale è la volontà di Dio, che per aver fatto il male.
(1 Pietro 3:8,17 - La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




Chi vi farà del male se cercate in ogni modo di fare il bene?

Nelle sezioni precedenti , l'apostolo Pietro aveva incoraggiato  i servi ,che potevano essere maltrattati dai padroni per la loro fede, e le donne che, allo stesso modo, potevano avere una vita difficile con i mariti increduli, invitandoli a non ribellarsi ma a cercare di conquistare la fiducia e il rispetto facendo il bene, in modo che l'altra parte potesse anche disporsi a riflettere sulla propria posizione davanti a Dio. Insomma, il credente doveva essere paziente e pronto a compiere un sacrificio pur di tentare di portare l'incredulo verso la salvezza.

Ora, in questa sezione, l'apostolo Pietro dà alcune indicazioni circa il comportamento che ogni cristiano doveva avere in un mondo ostile.

"Siate tutti concordi, compassionevoli, pieni di amore fraterno, misericordiosi e umili; non rendete male per male, od oltraggio per oltraggio, ma, al contrario, benedite; poiché a questo siete stati chiamati affinché ereditiate la benedizione."

Le parole di Pietro sono coerenti con quelle di Paolo che in 1 Corinzi 4,12 scrisse: "ingiuriati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo; diffamati, esortiamo". Non è facile benedire qualcuno che ci sta maltrattando. La natura umana ci porterebbe a restituire male per male, a maledire chi ci perseguita, ma Cristo produce in noi, attraverso lo Spirito Santo, un carattere diverso, per certi versi sorprendente, che risponde al male con il bene. D’altra parte Dio ha fatto lo stesso con noi benedicendoci con una grande eredità che ci aspetta, anche se non non lo meritavamo affatto. I cristiani sono stati chiamati quindi a mostrare in ogni situazione un carattere umile, misericordioso, pieno di affetto fraterno, compassionevole ed incline alla concordia. Non è difficile realizzare queste qualità quando c'è una fede comune, ma è molto più difficile farlo in un contesto in cui si è perseguitati e maltrattati.

Si tenga presente che Pietro, così come Paolo, quando parla di affetto fraterno non si riferisce solo a quello verso i fratelli in fede, più immediato da comprendere per noi; infatti gli scrittori Ebrei del nuovo testamento si riferiscono spesso ai loro connazionali  Giudei, anche quelli increduli, chiamandoli fratelli (si veda ad esempio Romani 9,3).  Per i credenti del primo secolo, che spesso erano Giudei e venivano perseguitati proprio dai loro connazionali, comprendiamo quanto fosse sfidante continuare a mostrare affetto fraterno verso parenti e amici che voltavano loro le spalle e li maltrattavano. 

Pietro cita Il Salmo 34,13-17 che conferma le sue esortazioni:
"Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde.
Ornamento e onore
Anche voi, mogli, siate sottomesse ai vostri mariti perché, se anche ve ne sono che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati, senza parola, dalla condotta delle loro mogli,  quando avranno considerato la vostra condotta casta e rispettosa. Il vostro ornamento non sia quello esteriore, che consiste nell'intrecciarsi i capelli, nel mettersi addosso gioielli d'oro e nell'indossare belle vesti, ma quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore. Così infatti si ornavano una volta le sante donne che speravano in Dio, restando sottomesse ai loro mariti, come Sara che obbediva ad Abraamo, chiamandolo signore; della quale voi siete diventate figlie facendo il bene senza lasciarvi turbare da nessuna paura.
Anche voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna, come a un vaso più delicato. Onoratele, poiché anch'esse sono eredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite.
(1 Pietro 3:1-7 - La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




Ognuno di noi dovrebbe conquistare gli altri con l'amore. Questo è ancora più vero all'interno di una coppia.

L'apostolo Pietro aveva appena invitato i credenti appartenenti alle classi più umili a rimanere sottomessi ai loro padroni anche a quelli più difficili che potevano inasprirsi contro di loro anche a causa della loro fede (1 Pietro 2:18). L'idea era quella di conquistare la società con l'amore e non con la rivolta. Con la buona condotta c'era la possibilità di far riflettere anche i propri nemici predisponendoli a rispondere positivamente al Signore quando Egli avesse bussato alla porta del loro cuore (1 Pietro 2.12).

Ora in questa sezione  lo stesso principio viene applicato alle donne cristiane nei confronti dei propri mariti, soprattutto quelli non credenti che potevano anche ostacolarle nella loro fede. In un mondo fortemente patriarcale come quella in cui vivevano Pietro e i suoi destinatari,  in cui le donne, come purtroppo accade di frequente ancora oggi, non godevano di alcuna considerazione nella società,  poteva essere forte la voglia di rivendicazione delle donne cristiane, il loro desiderio di giustizia stimolato dalla buona notizia di Gesù.

Anche loro vengono esortate da Pietro ad accettare il loro ruolo difficile, senza ribellarsi.  Mentre, come si nota in seguito, Pietro si aspettava che il rapporto con un marito cristiano potesse essere decisamente più favorevole per la donna, la relazione con un marito incredulo poteva essere davvero complicata. Anche in questo caso il segreto era quello di accettare il proprio ruolo affidando a Dio la propria causa (vedi 1 Pietro 2.23). La speranza era che una  buona condotta, fedele e rispettosa, potesse conquistare il marito incredulo e portarlo al ravvedimento, più di tante prediche. Anche in questo caso il comportamento poteva parlare più di mille parole.

Allora come oggi, purtroppo, le donne venivano spesso apprezzate dagli uomini più per la loro bellezza esteriore che per il loro carattere. Dio però era, ed è, interessato a ciò che è intimo e nascosto nel cuore sia in uomo che in una donna. Ecco perché Pietro ricorda che una donna cristiana avrebbe dovuto privilegiare la bellezza interiore piuttosto che curare solo l'esteriore.  Pietro era convinto che in quel modo, attraverso uno spirito dolce e pacifico, esse avrebbero conquistato alla causa di Cristo i loro mariti non credenti! Esse dovevano ispirarsi alle "sante donne" del passato, come Sara, che avevano sperato in Dio, e avevano curato quindi l'ornamento interiore più di quello esteriore. Questo ornamento interiore le aveva aiutate ad accettare il loro ruolo nella società con intelligenza. Sara si riferiva ad Abraamo chiamandolo "mio signore" come si usava a quel tempo (vedi Genesi 18.12), ma questo non le impediva di svolgere un ruolo attivo e partecipativo nelle decisioni della famiglia (vedi ad esem...
Coraggio nell’esempio di Gesù
Domestici, siate con ogni timore sottomessi ai vostri padroni; non solo ai buoni e ragionevoli, ma anche a quelli che sono difficili. Perché è una grazia se qualcuno sopporta, per motivo di coscienza dinanzi a Dio, sofferenze che si subiscono ingiustamente. Infatti, che vanto c'è se voi sopportate pazientemente quando siete malmenati per le vostre mancanze? Ma se soffrite perché avete agito bene, e lo sopportate pazientemente, questa è una grazia davanti a Dio.  Infatti a questo siete stati chiamati, poiché anche Cristo ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme.
Egli non commise peccato e nella sua bocca non si è trovato inganno.  Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente;  egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti.  Poiché eravate erranti come pecore, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle vostre anime.
(1 Pietro 2:18-25- La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




I cristiani sono chiamati a cambiare il mondo che li circonda attraverso una rivoluzione d'amore.

Nel primo secolo molti cristiani vivevano in misere condizioni; molti appartenevano alle classi sociali meno agiate, tantissimi di loro erano servi nelle case di padroni benestanti. Come emerge anche in altri brani, gli scrittori del nuovo testamento, ispirati da Dio, non hanno mai incitato i servi alla rivolta, ma hanno puntato a cambiare sia il cuore dei servi che il cuore dei padroni per ottenere una società in cui non ci fossero più padroni e servi ma solo fratelli che avevano ruoli diversi. Lo si percepisce molto bene, ad esempio,  leggendo la piccola  lettera di Paolo a Filemone.

Purtroppo non tutti i padroni erano buoni e ragionevoli, ma vi erano anche quelli  che si comportavano da despoti e maltrattavano i loro servi anche con punizioni immeritate. Se poi un servo manifestava la fede cristiana,  in una società che normalmente era idolatra, rischiava ancora di più di attirare su di sé la malevolenza del padrone.

Cosa dovevano fare i servi cristiani in tal caso? La risposta di Pietro era chiara: rimanere sottomessi e soffrire a causa della propria fede, nonostante l'ingiustizia.

Se ci riflettiamo bene, comprendiamo che non era una situazione facile da accettare. Molti, anche tra le classi sociali più deboli, si erano avvicinati alla fede cristiana attirati dalle meravigliose promesse che Gesù Cristo aveva fatto. Ma era davvero quello il costo da pagare? Bisognava subire anche dei maltrattamenti senza reagire?  Come poteva Dio permettere una cosa simile? Alcuni potevano cominciare a vacillare chiedendosi se essere diventati cristiani fosse stata una buona idea... Era quella la grazia che Dio aveva fatto loro? Dov'era la libertà che era stata promessa loro? Come poteva essere una grazia soffrire in modo ingiusto per motivi di coscienza?

Pietro, per incoraggiare i suoi fratelli a resistere, non poteva fare altro che ricordare loro il meraviglioso esempio di Gesù.  Gesù aveva fatto proprio quell'esperienza, infatti Egli non aveva fatto nulla di male eppure aveva sofferto pazientemente, e lo aveva fatto fino alla morte proprio per amor loro, per salvarli e dare loro vita eterna.  Gesù aveva quindi lasciato un esempio affinché i cristiani seguissero le sue orme.

Pietro fa notare che le sofferenze che si subiscono perché ci si è comportati male, non sono certamente degne di lode. Al contrario soffrire con pazienza pur comportandosi bene, proprio a causa della propria fede, era una grazia davanti a Dio ovvero avrebbe incontrato il favore di Dio.  Dio avrebbe infatti onorato coloro che avrebbero seguito le orme di Gesù, perché a questo essi erano chiamati.

Essi non dovevano quindi vivere la persecuzione come se fosse una punizione da parte di Dio, ma dovevano viverla come un percorso necessario per la m...
Stranieri e pellegrini
Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dalle carnali concupiscenze che danno l'assalto contro l'anima,  avendo una buona condotta fra i pagani, affinché laddove sparlano di voi, chiamandovi malfattori, osservino le vostre opere buone e diano gloria a Dio nel giorno in cui li visiterà. Siate sottomessi, per amor del Signore, a ogni umana istituzione: al re, come al sovrano; ai governatori, come mandati da lui per punire i malfattori e per dare lode a quelli che fanno il bene. Perché questa è la volontà di Dio: che, facendo il bene, turiate la bocca all'ignoranza degli uomini stolti. Fate questo come uomini liberi, che non si servono della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servi di Dio. Onorate tutti. Amate i fratelli. Temete Dio. Onorate il re.
(1 Pietro 2:11-17 - La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




Stranieri e pellegrini:  i cristiani vivevano  in questo mondo in una condizione precaria. Essi erano gente di passaggio, cittadini del regno di Dio, estranei ai costumi della società che li circonda.

Infatti, i pagani, coloro che non conoscevano il Signore ma adoravano altri dèi, erano dediti a pratiche di ogni genere. Basti pensare a quanto fosse comune ad esempio il concetto di prostituzione sacra in molte religioni dell'epoca,  caratterizzate anche da cerimonie magiche  e da ogni sorta di pratiche che Dio detestava.

Pietro esorta quindi i suoi lettori ad astenersi da tutte quelle pratiche immorali che caratterizzavano la religione e la società intorno a loro e che avrebbero rovinato la loro vita. Infatti l'immoralità avrebbe minato la loro comunione con Dio e li avrebbe mantenuti in una misera condizione spirituale.

I credenti dovevano anche avere un comportamento ineccepibile dal punto di vista dell'obbedienza civile. Infatti  una buona condotta avrebbe anche avuto un effetto positivo proprio sui pagani che li circondavano. Pietro era infatti convinto che una buona condotta civile e rispettosa delle autorità avrebbe condotto alla riflessione anche i loro avversari, costringendoli a prendere seriamente in considerazione il messaggio del vangelo.

Quando le umane istituzioni mettono davvero in pratica la giustizia, sono certamente utili per mantenere l'ordine nella società e sono gradite a Dio perché puniscono i malfattori ed onorano chi agisce bene.  Purtroppo però la giustizia umana è imperfetta e molto lontana dalla giustizia di Dio,  e la persecuzione dei cristiani ne era la conferma.  Infatti i cristiani erano perseguitati, erano oggetto di scherno, erano considerati dei malfattori in molti luoghi dell'impero, anche perché proclamandosi seguaci di Gesù Cristo, stavano di fatto onorando un Re che non era Cesare (si veda ad esempio At 17:7).

I cristiani erano quindi visti con sospetto dalle autorità e, proprio per quel motivo, erano costretti ad avere un comportamento nella società ancora più irreprensibile degli altri, perché i loro avversari avrebbero cercato ogni piccola occasione per metterli in difficoltà. Essi dovevano quindi essere sottomessi a ogni umana istituzione, re, sovrani, governatori nella speranza che la loro obbedienza civile  potesse confondere i loro oppositori. Pietro era convinto che, se le autorità avessero fatto il loro dovere, di fronte alle loro opere buone avrebbero dovuto riflettere.  Come potevano considerare i cristiani dei malfattori se essi pagavano le tasse, rispettavano il prossimo, portavano rispetto al re, al sovrano, al governatore? Anche il giudice più iniquo avrebbe dovuto avere un minimo di coscienza e avrebbe dovuto desistere dal condannare persone che non avevano fatto nulla di male...

I cristiani dovevano quindi obbedire alle autorità, non tanto perché queste si comportavano in modo giusto, ma proprio per amore del Signore, per rendere buona testimonianza a Dio con il loro comportamento nel tentativo di convincere anche le autorità a temere Dio e ad assumere un atteggiamento meno iniquo nei loro confron...
Pietre viventi
Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell'ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza,  come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore è buono.  Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Infatti si legge nella Scrittura:
«Ecco, io pongo in Sion una pietra angolare, scelta, preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso».
Per voi dunque che credete essa è preziosa; ma per gli increduli «la pietra che i costruttori hanno rigettata
è diventata la pietra angolare,  pietra d'inciampo e sasso di ostacolo».
Essi, essendo disubbidienti, inciampano nella parola; e a questo sono stati anche destinati. Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa; voi, che prima non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia.
(1 Pietro 2:1-8 - La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




Gesù è la pietra angolare sulla quale tutto l'edificio di Dio è costruito.

Per pietra angolare si intende la prima pietra utilizzata nella costruzione di un edificio, quella che , idealmente, sorregge tutta la costruzione. Qui l'apostolo Pietro sta parlando ovviamente di una costruzione spirituale, il popolo di Dio, la comunità formata da tutti coloro che appartengono a Dio perché hanno riposto in Lui la loro fede e sono riconciliati con Lui attraverso il sacrificio di Gesù Cristo.

Non tutti gli uomini hanno riconosciuto che il Signore ha stabilito Gesù Cristo come pietra vivente, scelta e preziosa, per costruire il suo edificio spirituale, infatti molti in Israele l'avevano rifiutata e molti lo fanno ancora oggi in ogni parte del mondo, non comprendendo la grande salvezza che il Signore ha donato agli esseri umani per mezzo di Gesù Cristo. L'apostolo Pietro però osservò che Dio aveva già previsto  che molti avrebbero rifiutato Gesù,  infatti cita il Salmo 118:22 che dice così: "La pietra che i costruttori avevano disprezzata è divenuta la pietra angolare". Inoltre egli si riferisce anche a Isaia 8:14: "Egli sarà un santuario, ma anche una pietra d'intoppo, un sasso d'inciampo per le due case d'Israele, un laccio e una rete per gli abitanti di Gerusalemme."

I lettori di Pietro non dovevano quindi stupirsi se molti, anche tra gli Ebrei stessi, avevano rifiutato Gesù. Questo non era un concetto facile da accettare e non lo è ancora oggi per molti. Infatti molti affermano che sia impossibile che un Ebreo abbia rifiutato il suo Messia.  In questo brano invece, come abbiamo visto, Pietro sottolineò che la disubbidienza e l'incredulità di molti  era stata già prevista dal Signore nelle scritture dell'antico testamento, proprio in mezzo al popolo di Israele; in tal senso egli afferma che i disubbidienti erano già stati destinati a fare quella fine, erano destinati a inciampare nella parola, ovvero in Gesù.

Ma l'apostolo Pietro non può fare altro che gioire perché nella scrittura era anche previsto che altri avrebbero confidato in quella pietra angolare preziosa:
Perciò così parla il Signore, DIO: «Ecco, io ho posto come fondamento in Sion una pietra,
una pietra provata, una pietra angolare preziosa, un fondamento solido; chi confiderà in essa non avrà fretta di fuggire. (Isaia 28:16)
Coloro che hanno riposto la loro fede in Gesù Cristo sono pietre viventi dell'edificio di Dio costruito a partire dalla pietra angolare per essere una casa spirituale! Che splendida notizia!
Si noti che l'apostolo Pietro paragona i discepoli, i figli di Dio,
Una parola vivente
Avendo purificato le anime vostre con l'ubbidienza alla verità per giungere a un sincero amor fraterno, amatevi intensamente a vicenda di vero cuore, perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio.  Infatti,
«ogni carne è come l'erba, e ogni sua gloria come il fiore dell'erba. L'erba diventa secca e il fiore cade;
ma la parola del Signore rimane in eterno». E questa è la parola della Buona Notizia che vi è stata annunciata.
(1 Pietro 1:22-25 - La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




La conversione di una persona produce effetti visibili?

Nella sezione precedente Pietro aveva stimolato i credenti ad avere un atteggiamento di riverenza e ubbidienza verso Dio  stimolati dalla riconoscenza per la grande salvezza ricevuta in Gesù Cristo, un atteggiamento che dovrebbe essere favorito dalla presenza dello Spirito Santo nella vita del cristiano.

D'altra parte, quando Dio purifica le nostre vite attraverso la rigenerazione, attraverso l'opera dello Spirito Santo nelle nostre vite, è logico aspettarsi che ci siano degli effetti concreti e visibili.

Uno dei primi effetti della presenza dell'unico vero Dio nella vita di una persona, è l'amore sincero verso i fratelli e le sorelle in fede: "Amatevi intensamente a vicenda di vero cuore". 

Si noti l'insistenza di Pietro sul ruolo della parola di Dio nel processo di conversione, simile ad un seme che penetra nel cuore, germoglia e porta un frutto. Pietro insistette su questo punto perché la divina origine della parola di Dio e il suo carattere permanente è una garanzia del fatto che la nuova vita nel cuore del credente non sia solo frutto di uno sforzo umano! Una vera conversione è frutto dell'opera di Dio e della sua parola nel cuore dell'uomo, non una semplice adesione formale e intellettuale ad una religione!  Come già visto in precedenza i cristiani possono essere dei figli obbedienti (1 Pietro 1:14) non tanto perché sono delle brave persone che si sforzano di compiere opere buone ma proprio perché in loro è stata seminata la parola di Dio, un seme incorruttibile, un seme che non è soggetto a degrado o cambiamento ma è permanente e produce buoni frutti.

La parola di Dio è quindi una parola vivente, non solo un insieme di precetti ma una parola che ha in sé la capacità di produrre  una nuova vita nel cuore dell'uomo. Proprio in virtù della nuova vita che procede da Dio, i credenti hanno ricevuto la dignità di essere chiamati "Figli di Dio" e possono rivolgersi a Dio come loro Padre! (vedi 1 Gv 3:1)

A sostegno delle proprie affermazioni, Pietro fece riferimento ad un concetto descritto in Isaia:
Una voce dice: «Grida!» E si risponde: «Che griderò?» «Grida che ogni carne è come l'erba
e che tutta la sua grazia è come il fiore del campo.  L'erba si secca, il fiore appassisce
quando il soffio del SIGNORE vi passa sopra; certo, il popolo è come l'erba.
L'erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio dura per sempre». (Isaia 40:6-8)
In questo modo Pietro applica  l'annuncio fatto ai tempi di Isaia ai suoi lettori. Tale annuncio era inserito in un contesto profetico in cui Israele doveva prepararsi ad incontrare il Messia (Is 40:3).  Queste parole parlano della fragilità e della temporaneità della vita umana in contrapposizione al carattere permanente della parola di Dio.  Ma Pietro evidenzia che ora quella parola vivente e permanente era stata seminata nel loro cuore attraverso  l'annuncio del vangelo, della buona notizia inerente Gesù Cristo. Di conseguenza ciò che era temporaneo lascia spazio a ciò che è eterno. Attraverso la rigenerazione, la nuova nascita, il Signore dona vita eterna all'uomo!

La comunità dei discepoli di Gesù è quindi formata da persone che hanno ricevuto vita eterna attraverso il seme della parola di Dio in loro e il primo effetto è proprio l'amore fraterno che si manifesta tra di loro. Come si manifesta questo amore fraterno?
Una salvezza preziosa
Perciò, dopo aver predisposto la vostra mente all'azione, state sobri, e abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata al momento della rivelazione di Gesù Cristo. Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell'ignoranza; ma come colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: «Siate santi, perché io sono santo». E se invocate come Padre colui che giudica senza favoritismi, secondo l'opera di ciascuno, comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno;  sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia.  Già designato prima della fondazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi;  per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria affinché la vostra fede e la vostra speranza siano in Dio.
(1 Pietro 1:13-21 - La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




È normale essere riconoscenti verso qualcuno che ci ha fatto del bene.  A maggior ragione, se pensiamo alla grandezza di ciò che Gesù ha fatto per noi ci troviamo di fronte ad un gesto per il quale non saremo mai abbastanza riconoscenti.

Alla luce della grande salvezza ricevuta, di cui Pietro ha già parlato in precedenza, il credente dovrebbe essere sobrio, dovrebbe avere una mente lucida che gli permetta di apprezzare ciò che Dio ha fatto per lui attraverso Gesù e la grande speranza che Dio gli ha riservato e che sarà rivelata pienamente quando Gesù tornerà. La riconoscenza verso il Signore per ciò che Lui ha fatto nel passato e la grande speranza per ciò che lo attende in futuro dovrebbe rendere il credente pronto a vivere, nel presente, una vita consacrata a Dio.

Dio è santo e si aspetta santità dai suoi figli.  Purtroppo molti di noi hanno un concetto molto astratto di "santità" o comunque pensano che sia qualcosa che appartenga a pochi. Ma la parola "santo" ha a che vedere con l'essere dedicato, separato, messo a parte per uno scopo specifico ed è una esortazione rivolta a tutti coloro che ripongono la loro fede in Dio. Dio è il Santo per eccellenza, Colui che non conosce il male,  non conosce il peccato, colui che si distingue da ogni creatura nel cielo e sulla terra. Allo stesso modo,  tutti i figli di Dio, tutti  coloro che lo chiamano Padre, dovrebbero vivere per quanto è possibile una vita diversa da tutti gli altri, speciale, dedicata a Dio. Ovviamente un essere umano non potrà mai essere infallibile o senza peccato come Dio, ma può imitare il suo Padre celeste, comportandosi con il giusto timore, con la giusta riverenza nei suoi confronti, sapendo che Dio è il Giusto giudice che giudica senza favoritismi. Questo santo timore porta il credente ad ubbidire al Signore, ad onorarlo con la propria vita, cercando di riflettere il più possibile la vita di Cristo in lui. Questo è possibile proprio attraverso la presenza dello Spirito di Dio nel credente.

Secondo Pietro, il credente dovrebbe vivere una vita che onori il Signore proprio per riconoscenza e amore verso Gesù Cristo e per ciò che lui ha fatto! Infatti il credente deve ricordarsi che la salvezza, che gli è stata offerta gratuitamente, ha avuto comunque un prezzo elevato!

Tutto l’oro e l’argento di questo mondo non sarebbero bastati a pagare il nostro debito con Dio, ma Gesù ci ha riscattati offrendo il suo prezioso sangue, ovvero la sua vita come prezzo di riscatto.  Il piano di Dio per la salvezza dell'uomo non è un piano improvvisato, infatti Gesù è stato designato prima della creazione del mondo per svolgere questo compito per poi manifestarsi in un momento preciso della storia.

Ai tempi di Mosè, nella notte in cui morirono tutti i primogeniti in Egitto e gli Israeliti uscirono dal paese,
Esultiamo nella salvezza!
Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell'oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. Benché non l'abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime.
Intorno a questa salvezza indagarono e fecero ricerche i profeti, che profetizzarono sulla grazia a voi destinata.  Essi cercavano di sapere l'epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle.  E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, amministravano quelle cose che ora vi sono state annunciate da coloro che vi hanno predicato il vangelo, mediante lo Spirito Santo inviato dal cielo: cose nelle quali gli angeli bramano penetrare con i loro sguardi.
(1 Pietro 1:6-12 - La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




Colui che ha conosciuto la salvezza di Dio in Gesù Cristo ha buoni motivi per esultare anche nelle prove. Le prove non sono piacevoli eppure sono necessarie, così come è necessario che l'oro passi attraverso il fuoco per essere purificato dalle scorie.

Prima o poi affronteremo una malattia o sopporteremo la morte di un nostro caro o perderemo il posto di lavoro, o saremo perseguitati per la fede. Non è vero che essere cristiani ci mette al riparo dalla sofferenza, infatti c’è tanta sofferenza nel mondo, anche per i cristiani.

I credenti del primo secolo a cui si rivolge la prima epistola di Pietro, in particolare, erano perseguitati. Molti di loro avevano visto amici o parenti uccisi o torturati per la propria fede. Lo stesso accade oggi in molti paesi del mondo dove dire di essere un cristiano significa mettere a repentaglio la propria vita o comunque prepararsi a soffrire molto.

Pietro voleva che i suoi destinatari non si scoraggiassero ma, nonostante le prove, fossero confermati nella loro fede. Infatti i discepoli di Gesù potevano e possono esultare in virtù di ciò che Gesù ha fatto per loro  e in virtù dell'eredità che li aspetta, di cui Pietro aveva parlato nei primi versetti della lettera.

Essi dovevano affrontare le difficoltà sapendo che la sofferenza è spesso il mezzo con cui la fede viene messa alla prova per uscirne ancora più forte di prima, proprio come l’oro viene affinato quando passa attraverso il fuoco.  Secondo Pietro, attraverso le prove, la fede si affina in vista dell’incontro con il nostro salvatore Gesù Cristo. Anche nella lettera di Giacomo troviamo un pensiero analogo:

"Fratelli miei, considerate una grande gioia quando venite a trovarvi in prove svariate, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia pienamente l'opera sua in voi, perché siate perfetti e completi, di nulla mancanti." (Gc 1:2-4)

Si noti anche che le prove sono sempre limitate nel tempo, e per quanto possano essere estese sono sempre un "breve tempo" quando le si paragona all'eternità!

Quanto cambia la nostra prospettiva quando vediamo le prove in questo modo! Ovviamente nessuno cerca la sofferenza volontariamente, ma quando la sofferenza entra a far parte della nostra vita almeno possiamo essere consolati e gioiosi ricordando che, come l’oro, stiamo passando attraverso il fuoco per uscirne molto più affinati, sempre più costanti, più completi, più rafforzati nella fede, pronti ad incontrare il nostro Signore.

Anche se non lo vedono con i loro occhi, i credenti amano il Signore Gesù ed esultano di una gioia ineffabile e gloriosa, una gioia che non può essere compresa da coloro che non conoscono Dio. Essi infatti sanno che otterranno ciò che il Signore ha promesso loro, l'obiettivo della loro fede: la salvezza.

Una eredità incorruttibile
Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che vivono come forestieri dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell'Asia e nella Bitinia, eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, a ubbidire e a essere cosparsi del sangue di Gesù Cristo: grazia e pace vi siano moltiplicate. Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi.
(1 Pietro 1:1-6 - La Bibbia)



Indice della serie sulle lettere di Pietro




La prima lettera di Pietro è stata  scritta soprattutto per incoraggiare i credenti a perseverare nella fede anche nella sofferenza, in particolare quella causata dalla persecuzione.

La sofferenza poteva creare dei dubbi nei credenti. "Se abbiamo fede in Dio, perché ci succede questo? Dio non dovrebbe proteggerci?" Queste sono le tipiche domande che potrebbe farsi anche oggi un credente che soffre nonostante la sua fedeltà verso il Signore.

La lettera è indirizzata a persone che vivevano come stranieri in località che appartenevano all'Asia minore. Anche se la parola diàspora o dispersione è normalmente un termine associato ai Giudei che vivevano fuori da Israele, dai contenuti della lettera si pensa che essa sia indirizzata, non solo a giudei, ma a credenti di ogni nazionalità che vivevano come dispersi e come forestieri perché vivevano in mezzo a una popolazione di increduli e spesso venivano perseguitati e oppressi. Essi vivevano in questo mondo come stranieri e pellegrini (vedi 1 Pietro 2:11).

L'apostolo si rivolge ai suoi destinatari chiamandoli eletti, ovvero "scelti". È un'espressione che troviamo molte volte nel nuovo testamento per riferirsi ai credenti come coloro che sono stati scelti da Dio per appartenergli, per essere suo popolo. Essi sono coloro che hanno riposto la loro fede in Gesù. A questo proposito si noti che nel versetto 2  troviamo il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, coinvolti nella salvezza. Il Padre, nella sua prescienza, nella sua predeterminazione,  già prima della fondazione del mondo, come Pietro scrive in 1Pietro 1:20, aveva stabilito il modo in cui i suoi eletti sarebbero stati salvati. Essi sarebbero stati santificati, quindi messi da parte per appartenergli, attraverso lo Spirito Santo che avrebbe agito in loro trasformando le loro vite affinché essi potessero ubbidire a Dio. Inoltre essi sarebbero stati cosparsi del sangue del Figlio, ovvero avrebbero goduto dei benefici derivanti dal sacrificio di Gesù Cristo per loro.

L'apostolo salutò i suoi destinatari con la tipica espressione "Grazia e pace vi siano moltiplicate".  Ma quale pace? Quale grazia? Alcuni di loro stavano soffrendo proprio da quando erano diventati credenti. A maggior ragione l'apostolo voleva confermarli nella loro fede. Essi erano oggetto della grazia di Dio e avrebbero goduto della pace che solo lui può donare e, nonostante le difficoltà, nonostante la loro condizione di pellegrini in terra straniera, i cristiani potevano gioire perché essi, e non coloro che li perseguitavano, erano quelli che Dio aveva scelto. A dispetto delle apparenze, coloro che sembravano gli individui più deboli nella società erano invece proprio quelli che Dio approvava!

Pietro sapeva che, nella sofferenza e nella persecuzione, era bene ricordarsi ciò che Dio aveva fatto. Pertanto egli benedice  il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua misericordia aveva fatto grandi cose per tutti loro.

Innanzitutto, nella sua grande misericordia, li aveva fatti rinascere, dando loro nuova vita e una nuova speranza. Infatti gli uomini potevano anche far loro del male ma nessuno poteva privarli della loro eredità.
In missione
Or Gesù, essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demòni. Questa andò ad annunciarlo a coloro che erano stati con lui, i quali facevano cordoglio e piangevano. Essi, udito che egli viveva ed era stato visto da lei, non lo credettero.
Dopo questo, apparve in modo diverso a due di loro che erano in cammino verso i campi; e questi andarono ad annunciarlo agli altri; ma neppure a quelli credettero.
Poi apparve agli undici mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che l'avevano visto risuscitato. E disse loro: «Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno».
Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l'accompagnavano.
(Marco 16:9-20 - La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco
Cosa accadde dopo la risurrezione di Gesù?

Mettendo insieme tutti e quattro i vangeli sappiamo che Gesù passò del tempo con i discepoli prima della sua ascensione e sappiamo che lasciò loro un incarico molto importante, quello di proseguire la predicazione del regno di Dio, confermando che il Re era venuto, era morto e risorto per i peccati dell'umanità e soprattutto un giorno sarebbe tornato!

È noto che questa parte finale del vangelo di Marco ha sempre suscitato perplessità tra gli studiosi perché non sembra inserirsi in modo coerente nel flusso del racconto. D'altra parte si tratta di un brano che manca nei più antichi e migliori manoscritti ed esiste in numerose varianti, quindi molti sospettano che la parte finale del vangelo sia andata persa e  poi conclusa con i versi 9-20 da qualche scriba.

Tuttavia, le informazioni che vi troviamo, se viste nella giusta luce,  sono una conferma di ciò che leggiamo negli altri vangeli e nel libro degli Atti.

Innanzitutto,  troviamo la conferma dell'incredulità dei discepoli quando Maria Maddalena, così come le altre donne, annunciarono loro la risurrezione (vedi Lc 24:11). Anche nella sua conclusione il vangelo ci ricorda l'incredulità che aveva sempre caratterizzato i discepoli mentre Gesù era con loro. Era davvero difficile per loro credere che Gesù fosse davvero risorto perché ciò esulava dalla loro comprensione delle scritture. Essi al più si aspettavano la risurrezione dei giusti alla fine dei tempi ma non avevano compreso che Gesù sarebbe risorto subito, anche se Egli lo aveva detto. Essi non credettero neppure quando due di loro, di ritorno dai campi, andarono ad annunciare loro che Gesù era apparso loro. Questo potrebbe essere un riferimento ai due discepoli sulla via di Emmaus narrato in Luca 23:13-33.

Gesù stigmatizzò proprio la loro incredulità quando apparve agli undici. Questo è confermato dal brano parallelo di Luca:
 Ora, mentre essi parlavano di queste cose, Gesù stesso comparve in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!»
Ma essi, sconvolti e atterriti, pensavano di vedere uno spirito. Ed egli disse loro:
«Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore? (Luca 24:36-38)
Tuttavia, nonostante tutta l'incredulità dei discepoli, Gesù diede loro l'incarico importante di essere suoi ambasciatori in tutto il mondo.  Quanto amore egli ha avuto nei loro confronti! Egli conosceva le loro debolezze, e anche le nostre, ma sapeva che, potenziati dallo Spirito Santo, sarebbero comunque diventati dei formidabili testimoni del regno di Dio.
Egli è risorto!
Passato il sabato, Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome comprarono degli aromi per andare a ungere Gesù. La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole. E dicevano tra di loro: «Chi ci rotolerà la pietra dall'apertura del sepolcro?» Ma, alzati gli occhi, videro che la pietra era stata rotolata; ed era pure molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane seduto a destra, vestito di una veste bianca, e furono spaventate. Ma egli disse loro: «Non vi spaventate! Voi cercate Gesù il Nazareno che è stato crocifisso; egli è risuscitato; non è qui; ecco il luogo dove l'avevano messo. Ma andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea; là lo vedrete, come vi ha detto». Esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro, perché erano prese da tremito e da stupore; e non dissero nulla a nessuno, perché avevano paura.
(Marco 16:1-8 - La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco




Le prime testimoni della risurrezione di Gesù furono delle donne.
L'evangelista aveva introdotto in precedenza Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome (Mc 15:40,47) per indicare che avevano seguito la crocifissione ma anche la sepoltura di Gesù, quindi erano certe di trovare il corpo di Gesù nella tomba quella mattina. Esse aspettarono fino al primo giorno della settimana, il primo giorno lavorativo dopo la festa, per andare alla tomba con lo scopo di ungere con aromi il corpo di Gesù, come si usava fare. Teniamo presente che, secondo il vangelo di Giovanni, Giuseppe d'Arimatea coadiuvato da Nicodemo, un altro discepolo fariseo e membro del sinedrio, avevano già unto il corpo di Gesù (Gv 19:40), ma evidentemente quelle donne sentivano ancora il bisogno di mostrare in quel modo il loro affetto verso il maestro ormai defunto.
Chiaramente esse sapevano che spostare la pietra di un sepolcro non era un lavoro semplice e speravano che qualcuno potesse farlo per loro. Esse non sapevano che il Signore stesso aveva già rotolato la pietra!

Dai loro discorsi ci rendiamo conto che esse non avevano nemmeno pensato di non poter trovare Gesù nella tomba. Questo ci conferma che i discepoli, nonostante ciò che Gesù aveva detto loro, non avevano mai compreso davvero la questione della risurrezione.

Quel giorno però la pietra era già stata rotolata da Dio stesso! E' comprensibile che esse fossero spaventate nel vedere un giovane con una veste bianca seduto dentro il sepolcro. Voi non vi sareste spaventati? Il testo non ci dice chi era il giovane che videro ma dagli altri vangeli abbiamo evidenza del fatto che si trattasse di un angelo.

Il messaggio dell'angelo era molto chiaro: Gesù è risorto! Non cercatelo qui perché come egli vi aveva detto presto vi precederà in Galilea dove lo incontrerete. Notiamo che, nel riferirsi ai discepoli a cui le donne avrebbero dovuto dare l'annuncio, l'angelo citò espressamente il nome di Pietro.  Il Signore sapeva infatti che Pietro era proprio, tra i discepoli, colui che aveva più bisogno di ricevere quella buona notizia, dopo il suo rinnegamento.  Chissà quanti rimorsi aveva avuto Pietro in quei giorni pensando a ciò che aveva fatto, ma ora il Signore attraverso l'angelo voleva rassicurarlo, infatti egli non doveva pensare di aver commesso un peccato imperdonabile perché la buona notizia della risurrezione era anche per lui!

Prima di andare ad avvisare i discepoli, dopo essere scappate, quelle donne si presero un po' di tempo per riprendersi dallo spavento e non dissero nulla a nessuno. D'altra parte è comprensibile che fossero titubanti... Chi avrebbe creduto loro? Esse sapevano che la loro testimonianza sarebbe stata tenuta in poco conto dagli altri. In effetti dal brano parallelo di Luca apprendiamo che inizialmente andò proprio così: "Quelle parole sembrarono loro un vaneggiare e non prestarono fede alle donne." (Lc 23:40)

All'epoca, nella società giudaica, una donna, sotto l'aspetto giuridico,
I discepoli che non se ne vanno
Vi erano pure delle donne che guardavano da lontano. Tra di loro vi erano anche Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo il minore e di Iose, e Salome, che lo seguivano e lo servivano da quando egli era in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme. Essendo già sera (poiché era la Preparazione, cioè la vigilia del sabato), venne Giuseppe d'Arimatea, illustre membro del Consiglio, il quale aspettava anch'egli il regno di Dio; e, fattosi coraggio, si presentò a Pilato e domandò il corpo di Gesù. Pilato si meravigliò che fosse già morto; e dopo aver chiamato il centurione, gli domandò se Gesù era morto da molto tempo; avutane conferma dal centurione, diede il corpo a Giuseppe. Questi comprò un lenzuolo e, tratto Gesù giù dalla croce, lo avvolse nel panno, lo pose in una tomba scavata nella roccia; poi rotolò una pietra contro l'apertura del sepolcro.  E Maria Maddalena e Maria, madre di Iose, stavano a guardare il luogo dov'era stato messo.
(Marco 15:40-47 - La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco




In un momento in cui tutti avevano abbandonato Gesù, c'erano delle donne che avevano cercato di stare il più possibile vicino a lui fino al momento della sua morte. Come vedremo, le donne citate qui da Marco diventeranno addirittura protagoniste nella parte finale del vangelo come testimoni della risurrezione.

Adesso che Gesù era morto, Marco sottolinea che vicino a lui non ci sono più i suoi apostoli più amati ma quelle donne che guardano verso la croce. Inoltre colui che andrà a reclamare il suo corpo per seppellirlo è addirittura un  discepolo che non ti saresti mai aspettato: Giuseppe d'Arimatea, illustre membro del consiglio.

Così apprendiamo che in mezzo a tanti uomini di potere che avevano condannato Gesù a morte ce n'era anche qualcuno che invece aveva creduto in lui.  Giuseppe d'Arimatea viene descritto come uno che aspettava il regno di Dio e, evidentemente, aveva creduto che Gesù potesse davvero essere il Messia.  Se così non fosse stato, non si sarebbe certamente fatto avanti per reclamare il corpo di Gesù. Infatti Marco sottolinea che egli dovette farsi coraggio per presentarsi davanti a Pilato.

Se consideriamo le motivazioni politiche per cui Gesù era stato crocifisso come sedicente re dei Giudei, comprendiamo che Giuseppe d'Arimatea si stava esponendo al rischio di essere considerato ribelle verso Roma, inoltre si stava esponendo al disprezzo da parte degli altri membri del consiglio che avevano condannato Gesù. Giuseppe d'Arimatea come membro del consiglio aveva seguito il processo di Gesù e l'evangelista Luca ci dice che egli non aveva dato il suo voto a favore della condanna (Luca 23:51);  quindi egli era già noto agli altri membri del consiglio per essere stato in qualche modo dalla parte di Gesù e ora rischiava di aggravare la sua posizione perché sarebbe certamente stato identificato come suo discepolo.

Il coraggio di Giuseppe d'Arimatea diventa particolarmente evidente se consideriamo che, poche ore prima, lo stesso Pietro aveva addirittura negato di conoscere Gesù per paura di essere denunciato come ribelle.

Cosa spinse Giuseppe d'Arimatea ad agire in quel modo? Consideriamo anche che, seppellendo Gesù egli, secondo la legge ebraica, sarebbe stato ritualmente impuro fino alla sera e non avrebbe potuto partecipare pienamente alle attività previste per il sabato. Normalmente una persona avrebbe fatto un gesto simile solo per un proprio parente...

Evidentemente quell'uomo doveva davvero aver amato Gesù. Il sabato si avvicinava e Giuseppe d'Arimatea  voleva che Gesù  avesse una degna sepoltura. Era un modo per mostrare il suo affetto verso Gesù. Infatti se nessuno si fosse fatto avanti, Gesù sarebbe probabilmente stato gettato in una fossa comune, come accadeva ai condannati di cui nessuno reclamava il corpo.

Come sappiamo Gesù era morto verso le 15, dopo sei ore di agonia. A noi possono sembrare molte ma Pilato si meravigliò che fosse già morto per...
Era Figlio di Dio!
Venuta l'ora sesta, si fecero tenebre su tutto il paese, fino all'ora nona. All'ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì lamà sabactàni?» che, tradotto, vuol dire: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Chiama Elia!» Uno di loro corse e, dopo aver inzuppato d'aceto una spugna, la pose in cima a una canna e gli diede da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se Elia viene a farlo scendere».
Gesù, emesso un gran grido, rese lo spirito.
E la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo.
E il centurione che era lì presente di fronte a Gesù, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Veramente, quest'uomo era Figlio di Dio!»
(Marco 15:33-39 - La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco




Gesù era stato crocifisso verso le 9 di mattina (l'ora terza) e verso le 12 (ora sesta) si fecero tenebre su tutto il paese per le successive tre ore. Verso le 15 (ora nona) Gesù gridò: «Eloì, Eloì lamà sabactàni?» , ovvero «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»

Un lettore distratto potrebbe pensare che Gesù gridò la prima cosa che gli venne in mente, quasi in preda alla disperazione.

Ma chi conosce le scritture si rende conto che Gesù sta evocando l'inizio del salmo 22.  Non si trattò certamente di una scelta casuale. 

Abbiamo già visto che diversi riferimenti al salmo 22 hanno caratterizzato quella giornata: la spartizione delle vesti di Gesù (salmo 22:18), il disprezzo e lo scherno di coloro che gli stavano intorno (salmo 22:7-8).

Ora Gesù stesso evoca l'inizio di quel salmo. Perché? Perché citando l'inizio del salmo egli stava rievocando l'intero testo del salmo, un testo che descrive non solo tutta la sofferenza  del Messia ma, soprattutto, la sua vittoria!

Infatti la prima parte di quel salmo (salmo 22:1-21), proprio a partire dalla frase "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" descrive una sofferenza spirituale, di un condannato a morte che chiede a aiuto a Dio ma non riceve risposta (salmo 22:1-5),  poi descrive il tormento dell'anima sua per il disprezzo delle persone intorno e l'abbandono da parte di tutti (salmo 22:6-11) , infine descrive la sofferenza fisica, le ossa slogate, il cuore che cede, la bocca asciutta con la lingua che si attacca al palato, le mani e i piedi forati, l'avvicinarsi della morte, la spartizione delle vesti (salmo 22:12-18). Poi verso la fine della prima parte c'è un ultima richiesta di aiuto rivolta al Signore (salmo 22:19-22).

Il contesto della prima parte del salmo sembra adattarsi molto bene alla situazione di Gesù sulla croce.  «Aspettate, vediamo se Elia viene a farlo scendere». La reazione dei presenti che lo scherniscono pensando che stesse chiamando Elia, senza che se ne rendano conto, contribuisce ulteriormente a richiamare il disprezzo della folla descritto nel salmo.

Il salmo però non finisce lì. C'è una seconda parte  completamente diversa in cui tutta la sofferenza descritta nella prima parte sembra improvvisamente scomparire e sostanzialmente c'è una preghiera di lode e ringraziamento a Dio che "non ha disprezzato né sdegnato l'afflizione del sofferente, non gli ha nascosto il suo volto; ma quando quello ha gridato a lui, egli l'ha esaudito." (Salmo 22:24).  Il salmista sente quindi il bisogno di condividere con gli altri la vittoria, la liberazione ottenuta, raccomandando a tutti di confidare in Dio, di ricordarsi del Signore, di continuare a raccontare alle generazioni seguenti come egli ha agito (Salmo 22:22-31).

Cosa accade tra la prima e la seconda parte del salmo? Come avviene la liberazione di colui che sembrava in punto di morte? Il salmo non risponde a questa domanda, ma noi oggi lo sappiamo, come vedremo.

"Tutto è compiuto" disse Gesù a quel punto secondo il brano parallelo di Gv 19:30, dopodiché egli rese lo spirito. Sì, quel giorno il condannato a morte morì, ma questo non significa che Dio non abbia risposto alla sua richiesta d'aiuto. Infatti,
Il Re che non ti aspetti
Allora i soldati lo condussero nel cortile interno, cioè dentro il pretorio, e radunarono tutta la coorte. Lo vestirono di porpora e, dopo aver intrecciata una corona di spine, gliela misero sul capo, e cominciarono a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!»  E gli percotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, mettendosi in ginocchio, si prostravano davanti a lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora, lo rivestirono delle sue vesti e lo condussero fuori per crocifiggerlo. Costrinsero a portare la croce di lui un certo Simone di Cirene, padre di Alessandro e di Rufo, che passava di là, tornando dai campi.  E condussero Gesù al luogo detto Golgota che, tradotto, vuol dire «luogo del teschio». Gli diedero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese.  Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirandole a sorte per sapere quello che ciascuno dovesse prendere.  Era l'ora terza quando lo crocifissero.  L'iscrizione indicante il motivo della condanna diceva: Il re dei Giudei. Con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l'altro alla sua sinistra.  [E si adempì la Scrittura che dice: «Egli è stato contato fra i malfattori».] Quelli che passavano lì vicino lo insultavano, scotendo il capo e dicendo: «Eh, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso e scendi giù dalla croce!» Allo stesso modo anche i capi dei sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano l'uno all'altro: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso.  Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, affinché vediamo e crediamo!» Anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano.
(Marco 15:16-32 - La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco




Il Re dei Giudei, il Messia, il discendente di Davide, che doveva regnare per sempre, era sempre stato nell'immaginario giudaico un uomo forte e vittorioso.

Anche per questo i soldati romani provarono particolare gusto nell'umiliare Gesù. Le corone di spine, gli sputi, le percosse, le frasi per schernirlo erano tutte connesse a quell'appelativo di "Re dei Giudei" che stuzzicava le loro fantasie.   Era un modo per sottolineare la forza di Roma ed evidenziare che fine facevano coloro che vi si opponevano. Quell'uomo così debole ai loro occhi era il re dei Giudei?   Allora Roma poteva dormire sogni tranquilli...

I romani lasciavano che i condannati a morte portassero la parte superiore della propria croce fino al luogo in cui sarebbero stati crocifissi.  Ma, dopo la notte insonne e il duro trattamento ricevuto, Gesù era in difficoltà nel sostenere uno sforzo simile. I soldati se ne accorsero e scelsero un passante, Simone di Cirene, per portare la croce di Gesù.

Così arrivarono al luogo chiamato "golgota", ovvero "teschio", un nome che potrebbe essere dovuto alla sua forma tondeggiante che ricorda un teschio ma anche all'utilizzo che i Romani ne facevano per le esecuzioni. Certamente il nome contribuiva a conferire a quel luogo un aspetto sinistro.

Il vino mescolato con mirra aveva un effetto stordente e poteva in qualche modo contribuire a mitigare le sofferenze ma Gesù lo rifiutò. Scelse invece di rimanere lucido. Egli aveva un altra bevanda da bere... Qualche ora prima aveva pregato il Padre di allontanare da lui quel calice, ma per fare la volontà del Padre ora era deciso a berlo fino in fondo (Gv 14:36).

Era la terza ora del giorno quando crocifissero Gesù, ovvero circa le 9 del mattino secondo il nostro modo di indicare l'orario. Nel momento della crocifissione di Gesù si realizzarono diversi eventi che trovavano riscontro nel salmo 22. Marco ce ne ricorda alcuni, mentre altri sono indicati negli altri vangeli. Quel salmo sembra proprio profetizzare la sofferenza del Messia  e il disprezzo di coloro che gli stavano intorno, seguiti dalla sua vittoria nella seconda parte del salmo. In particolare ad un certo punto del salmo è scritto:
spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tun...
Il re e il criminale
La mattina presto, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, tenuto consiglio, legarono Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato.
Pilato gli domandò: «Sei tu il re dei Giudei?» Gesù gli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose; e Pilato di nuovo lo interrogò dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!»  Ma Gesù non rispose più nulla; e Pilato se ne meravigliava. Ogni festa di Pasqua Pilato liberava loro un carcerato, quello che la folla domandava.  Vi era allora in prigione un tale, chiamato Barabba, insieme ad alcuni ribelli, i quali avevano commesso un omicidio durante una rivolta. La folla, dopo essere salita da Pilato, cominciò a chiedergli che facesse come sempre aveva loro fatto. E Pilato rispose loro: «Volete che io vi liberi il re dei Giudei?» Perché sapeva che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. Pilato si rivolse di nuovo a loro, dicendo: «Che farò dunque di colui che voi chiamate il re dei Giudei?»  Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Ma che male ha fatto?» Ma essi gridarono più forte che mai: «Crocifiggilo!» Pilato, volendo soddisfare la folla, liberò loro Barabba; e consegnò Gesù, dopo averlo flagellato, perché fosse crocifisso.
(Marco 15:1-15 - La Bibbia)


Indice della serie sul vangelo di Marco




Il Re dei Giudei: non è un caso che questo appellativo riferito a Gesù si ripeta molte volte in questo capitolo del vangelo di Marco.

Pilato non avrebbe applicato la pena di morte per questioni religiose di poco conto. Ma qui l'accusa era politica ed era particolarmente grave. Roma non vedeva bene chi se ne andava in giro a dire di essere un Re. Anche se non c'era evidenza che Gesù stesse organizzando una rivolta, si trattava comunque di un'accusa che Pilato, nella sua posizione, doveva prendere molto sul serio.

Per questo motivo la conversazione tra PIlato e Gesù ruotò intorno a questo concetto: «Sei tu il re dei Giudei?»

Di fronte a questa domanda diretta, come era accaduto di fronte al sommo sacerdote, Gesù non poteva fare altro che confermare: «Tu lo dici». Ma Gesù non era il Re che Pilato si sarebbe aspettato. Non aveva l'atteggiamento di un rivoltoso, non minacciava, non rispondeva alle numerose accuse, anzi rimaneva muto di fronte alle ulteriori domande di Pilato.

Gesù aveva scelto la strada tracciata in Isaia 53:
Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l'agnello condotto al mattatoio,
come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. (Is 53:7)
Pilato ne rimase meravigliato. Qualcosa non tornava... Quel Gesù tutto sembrava fuorché una minaccia politica per Roma. Pilato capì che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato più per invidia, probabilmente legata e questioni inerenti la religione, che per reali motivazioni politiche.

A quel punto Pilato avrebbe preferito liberarlo, ma non voleva farsi nemici coloro che glielo avevano consegnato. Da politico navigato qual era, pensò che avrebbe potuto liberarlo approfittando della consuetudine secondo cui ad ogni festa di Pasqua liberava un carcerato. Così nessuno avrebbe potuto accusarlo.  D'altra parte, pensava che la folla ne avrebbe gradito la liberazione, anche perché, facendo leva sul sentimento nazionalistico degli Israeliti,  lo stava presentando proprio come "il Re dei Giudei". Avrebbero forse permesso che il loro Re fosse condannato?

Ma, con sorpresa di Pilato,  i capi dei sacerdoti spinsero la folla a chiedere la liberazione di un altro carcerato, Barabba, un vero rivoltoso che aveva commesso un omicidio durante una rivolta. Fu una scelta che denota una linea precisa: un criminale come Barabba era più utile nella lotta contro l'invasore romano piuttosto che Gesù, uno che diceva di essere il Messia, il Re dei Giudei, eppure non stava facendo  apparentemente nulla di utile per libera...
Pianto amaro
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle serve del sommo sacerdote; e, veduto Pietro che si scaldava, lo guardò bene in viso e disse: «Anche tu eri con Gesù Nazareno». Ma egli negò dicendo: «Non so, né capisco quello che tu dici». Poi andò fuori nell'atrio e il gallo cantò. La serva, vedutolo, cominciò di nuovo a dire ai presenti: «Costui è uno di quelli». Ma lui lo negò di nuovo. E ancora, poco dopo, coloro che erano lì dicevano a Pietro: «Certamente tu sei uno di quelli, anche perché sei Galileo». Ma egli prese a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo di cui parlate». E subito, per la seconda volta, il gallo cantò. Allora Pietro si ricordò della parola che Gesù gli aveva detta: «Prima che il gallo abbia cantato due volte, tu mi rinnegherai tre volte». E si abbandonò al pianto.
(Marco 14:66-72 - La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco




Mentre Gesù affrontava il sommo sacerdote e il sinedrio, Pietro si trovava nel cortile del sommo sacerdote, e si scaldava al fuoco in mezzo alle guardie (Marco 14:54).

Il fatto che Pietro si trovasse lì, dimostra sicuramente il grande affetto che aveva per il suo maestro. Mentre gli altri discepoli si erano già dispersi Pietro, pur tenendosi a distanza, aveva seguito Gesù per vedere come sarebbe andata a finire. Probabilmente sperava ancora che potessero rilasciarlo. Ma, mentre Gesù affrontava con coraggio i suoi accusatori, anche Pietro si trovò improvvisamente ad affrontare un interrogatorio, accusato da più persone di far parte della cerchia dei seguaci di Gesù.

Colto alla sprovvista Pietro cominciò a negare, prendendo le distanze dal proprio maestro.  Uscendo fuori nell'atrio forse sperava che l'argomento cadesse nel vuoto. Ma le accuse si fecero ancora più incalzanti ed egli continuò a negare: "Non conosco quell'uomo di cui parlate".

Poche ore prima Pietro aveva dichiarato di essere pronto a morire con Gesù (Mc 14:31) ma Gesù gli aveva detto che egli lo avrebbe rinnegato tre volte entro il secondo canto mattutino del gallo (Mc 14:30).

Quella notte erano successe tante cose e Pietro fino a quel momento non aveva neanche più pensato alle promesse che aveva fatto a Gesù e a ciò che il maestro gli aveva risposto. Ma quando udì il gallo cantare per la seconda volta, si ricordò delle parole di Gesù e cominciò a piangere.

Povero Pietro!  Lo immagino mentre si abbandonava a quel pianto amaro. Dovette sentirsi un vigliacco. Aveva fatto lo spaccone di fronte agli altri discepoli e poi aveva addirittura usato la spada per difendere Gesù poche ore prima. Ma ora il suo coraggio sembrava svanito.

Pietro amava Gesù e , proprio per questo,  quel pianto fu particolarmente amaro. Lui che credeva di essere più forte degli altri discepoli, realizzò quanto fosse debole.  Lui che si era sentito grande, improvvisamente scoprì quanto fosse piccolo. Lui che non aveva dubbi sul fatto che Gesù fosse il Cristo (vedi Mc 8:29) scoprì di non essere più tanto sicuro.

Forse, mentre si scaldava al fuoco, Pietro si era interrogato sugli ultimi anni della sua vita. Erano stati ben spesi? Ne era valsa la pena? Colui che egli aveva seguito credendolo il Messia si era lasciato arrestare senza combattere... Come era possibile?

Non sappiamo cosa passò davvero per la testa di Pietro in quelle ore ma sappiamo che, quando sentì che la sua vita poteva essere in pericolo, non esitò a mentire per salvarsi la pelle, mentre il suo maestro stava andando incontro ad una condanna a morte con consapevolezza e dignità.

Ma quel pianto amaro non fu inutile.  In quel fallimento Pietro avrebbe scoperto le sue debolezze e avrebbe imparato a confidare più sul Signore che su se stesso. Leggendo le sue lettere ci rendiamo conto del fatto che Pietro, anni dopo, sarebbe stata una persona diversa e che quell'esperienza aveva certamente contribuito a forgiare il suo carattere per renderlo più malleabile e più umile nelle mani di Dio. Quell'uomo che si era sentito tanto sicuro di s...
Vedrete chi sono!
Condussero Gesù davanti al sommo sacerdote; e si riunirono tutti i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro, che lo aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del sommo sacerdote, stava lì seduto con le guardie e si scaldava al fuoco. I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche testimonianza contro Gesù per farlo morire; ma non ne trovavano.  Molti deponevano il falso contro di lui; ma le testimonianze non erano concordi.  E alcuni si alzarono e testimoniarono falsamente contro di lui dicendo:  «Noi l'abbiamo udito mentre diceva: "Io distruggerò questo tempio fatto da mani d'uomo, e in tre giorni ne ricostruirò un altro, non fatto da mani d'uomo"».  Ma neppure così la loro testimonianza era concorde. Allora il sommo sacerdote, alzatosi in piedi nel mezzo, domandò a Gesù: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?» Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?» Gesù disse: «Io sono; e vedrete il Figlio dell'uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo». Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: «Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?» Tutti lo condannarono come reo di morte.  Alcuni cominciarono a sputargli addosso; poi gli coprirono la faccia e gli davano dei pugni dicendo: «Indovina, profeta!» E le guardie si misero a schiaffeggiarlo.
(Marco 14:53-65 - La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco




Finalmente i capi dei sacerdoti, gli anziani e gli scribi erano riusciti a portare Gesù davanti al sommo sacerdote per giudicarlo.

Pietro aveva seguito Gesù da lontano e si trovava nel cortile del sommo sacerdote dove si scaldava intorno al fuoco con altri. Stava probabilmente aspettando per capire cosa sarebbe successo a Gesù.

I membri del sinedrio volevano chiudere la questione nella notte in modo da poter consegnare Gesù ai Romani per essere giudicato già al sorgere del sole.

Ma non è facile accusare qualcuno quando non hai prove concrete contro di lui.  In fondo cosa aveva fatto di male Gesù? Aveva guarito delle persone, aveva parlato del regno di Dio, aveva condotto una vita esemplare. Non avevano prove che fosse un rivoltoso. Ma loro avevano già deciso di ucciderlo molto tempo prima quando Gesù aveva sfidato il loro potere mettendo in evidenza la loro ipocrisia (vedi Marco 3:1-6).

Quando si cerca di montare delle accuse in fretta contro qualcuno con l'utilizzo di falsi testimoni si corre però il rischio di testimonianze che non sono concordi tra loro. Fu proprio ciò che accadde quella notte.

L'accusa di aver dichiarato di voler distruggere il tempio per poi ricostruirlo si basava su parole effettivamente pronunciate da Gesù . Egli  però non aveva detto di voler distruggere il tempio ma aveva detto: "Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farà risorgere" e aveva pronunciato quelle parole in riferimento  a se stesso, al tempio del suo corpo (vedi Gv 2:19-22). E, tra l'altro, era proprio ciò che quegli uomini quella notte stavano per decretare. Insomma, anche queste accuse erano deboli e non trovavano una testimonianza concorde.

A quel punto, il sommo sacerdote cercò di provocare Gesù affinché rispondesse alle accuse, per fargli compiere un passo falso. Ma Gesù non aprì la bocca.

Così il sommo sacerdote cercò di farlo venire allo scoperto con una domanda diretta: "Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?". Insomma Gesù riteneva davvero di essere il Messia, il Figlio di Dio, il discendente di Davide che essi aspettavano?

Gesù, a quel punto dichiarò apertamente di essere il Messia. Ma non si limitò a rispondere "Sì, sono io".  Aggiunse invece dei particolari che il sommo sacerdote interpretò come blasfemia. Fece infatti riferimento al "Figlio dell'uomo, seduto alla destra della Potenza, che viene sulle nuvole del cielo".

Pronti a tutto
Gesù disse loro: «Voi tutti sarete scandalizzati perché è scritto: "Io percoterò il pastore e le pecore saranno disperse". Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea». Allora Pietro gli disse: «Quand'anche tutti fossero scandalizzati, io però non lo sarò!»  Gesù gli disse: «In verità ti dico che tu, oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo abbia cantato due volte, mi rinnegherai tre volte».  Ma egli diceva più fermamente ancora: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri. Poi giunsero in un podere detto Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui finché io abbia pregato». Gesù prese con sé Pietro, Giacomo, Giovanni e cominciò a essere spaventato e angosciato. E disse loro: «L'anima mia è oppressa da tristezza mortale; rimanete qui e vegliate». Andato un po' più avanti, si gettò a terra; e pregava che, se fosse possibile, quell'ora passasse oltre da lui.  Diceva: «Abbà, Padre! Ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però, non quello che io voglio, ma quello che tu vuoi». Poi venne, li trovò che dormivano e disse a Pietro: «Simone! Dormi? Non sei stato capace di vegliare un'ora sola? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole».  Di nuovo andò e pregò, dicendo le medesime parole. E, tornato di nuovo, li trovò che dormivano perché gli occhi loro erano appesantiti; e non sapevano che rispondergli. Venne la terza volta e disse loro: «Dormite pure, ormai, e riposatevi! Basta! L'ora è venuta: ecco, il Figlio dell'uomo è consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino». In quell'istante, mentre Gesù parlava ancora, arrivò Giuda, uno dei dodici, e insieme a lui una folla con spade e bastoni, inviata da parte dei capi dei sacerdoti, degli scribi e degli anziani. Colui che lo tradiva aveva dato loro un segnale, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; pigliatelo e portatelo via sicuramente».  Appena giunse, subito si accostò a lui e disse: «Rabbì!» e lo baciò. Allora quelli gli misero le mani addosso e lo arrestarono. Ma uno di quelli che erano lì presenti, tratta la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise l'orecchio.
Gesù, rivolto a loro, disse: «Siete usciti con spade e bastoni come per prendere un brigante. Ogni giorno ero in mezzo a voi insegnando nel tempio e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto affinché le Scritture fossero adempiute». Allora tutti, lasciatolo, se ne fuggirono. Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo; e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo.
(Marco 14:27-52 - La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco




Cosa succede alle pecore se il pastore è costretto, suo malgrado, ad abbandonarle?

Nel citare il brano di Zaccaria 13:7 Gesù si riferisce a se stesso come al pastore che sta per essere tolto di mezzo e ai suoi discepoli come alle pecore che improvvisamente si troveranno senza una guida.

Gesù avvertì i suoi discepoli perché sapeva che non sarebbe stato facile per loro affrontare ciò che stava per accadere da lì a poco. Fino a quel momento egli li aveva guidati, li aveva istruiti, li aveva protetti... Ma nelle ore seguenti essi si sarebbero trovati improvvisamente soli e questo sarebbe stato motivo di scandalo, ovvero di inciampo, di perplessità, di incertezza. Tuttavia Gesù sottolineò che non avrebbero dovuto perdersi d'animo perché egli sarebbe risuscitato e li avrebbe addirittura preceduti in Galilea.

Commuove il modo in cui Pietro e gli altri discepoli reagirono alle parole di Gesù dicendo di essere pronti a tutto. Essi non si sarebbero fatti impressionare e non si sarebbero scandalizzati in nessun caso! Si sentivano addirittura pronti a morire con Gesù! Non dobbiamo pensare che non fossero sinceri, infatti come abbiamo visto più tardi uno di loro  tirò fuori la spada nel tentativo di difendere Gesù.

Tuttavia,
Il sangue del patto
Mentre mangiavano, Gesù prese del pane; detta la benedizione, lo spezzò, lo diede loro e disse: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi, preso un calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. Poi Gesù disse: «Questo è il mio sangue, il sangue del patto, che è sparso per molti. In verità vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino al giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio». Dopo che ebbero cantato l'inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi.
(Marco 14:22-26 - La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco




La pasqua era una festa molto importante in Israele.

Essa era stata infatti stabilita da Dio quando, ai tempi di Mosè, Egli liberò gli Israeliti dalla schiavitù in Egitto.  Nella notte in cui gli Israeliti avevano lasciato l'Egitto il Signore aveva fatto morire tutti i primogeniti degli uomini e del bestiame in Egitto, salvando la vita dei primogeniti delle famiglie in cui il sangue dell'agnello pasquale era stato messo sugli stipiti della porta per poi essere interamente consumato quella sera stessa prima di partire (Esodo 12:7-14).

Ogni anno da allora in poi gli Israeliti avrebbero dovuto ricordare quell'evento per trasmetterne l'importanza ai propri figli:

" Voi osserverete questo comando come un rito fissato per te e per i tuoi figli per sempre.  Quando poi sarete entrati nel paese che il Signore vi darà, come ha promesso, osserverete questo rito.  Allora i vostri figli vi chiederanno: Che significa questo atto di culto? Voi direte loro: È il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale è passato oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l'Egitto e salvò le nostre case». (Esodo 12:24-27).

Una delle caratteristiche importanti della festa era quindi l'insegnamento che durante la cena ogni capofamiglia dava ai propri figli per ricordare loro la grande liberazione che Dio aveva operato.

Se ci pensiamo bene, quella sera Gesù trattò i propri discepoli proprio come se fossero i suoi figli. Utilizzò simboli comuni ed utilizzati all'interno di una cena pasquale per trasmettere ai propri discepoli un significato nuovo che quei simboli dovevano avere.

Era piuttosto comune che il capofamiglia spezzasse il pane (che durante la cena di pasqua era azzimo) e pronunciasse una preghiera di benedizione verso il Signore per i cibi. Il pane azzimo consumato durante la pasqua era comunemente associato all'afflizione di Israele nel paese d'Egitto, ma Gesù reinterpretò quel simbolo applicandolo a sé stesso. Sarebbe stato infatti lui a soffrire, portando i peccati di tutti proprio come era stato profetizzato da Isaia:
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità;
il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. (Isaia 53:5)
La piena redenzione non sarebbe più passata attraverso la vita di un agnello il cui sangue era stato messo sugli stipiti della porta, ma attraverso la vita stessa di Gesù. Quella notte in Egitto, gli Israeliti ebbero fede nelle parole di Dio quando misero il sangue dell'agnello sulla porta. Allo stesso modo tutti coloro che avrebbero creduto nel sacrificio di Gesù per i loro peccati,  avrebbero idealmente messo il sangue di Gesù sulla porta del proprio cuore e avrebbero avuto vita eterna.

Nel distribuire il vino, Gesù lo associò al suo sangue, facendo quindi un chiaro riferimento alla sua morte. La frase "il sangue del patto" richiama una frase pronunciata da Mosè proprio quando venne inaugurato il patto tra Dio e Israele dopo l'uscita dall'Egitto:
Allora Mosè prese il sangue, ne asperse il popolo e disse: «Ecco il sangue del patto che il SIGNORE ha fatto con voi sul fondamento di tutte queste parole». (Esodo 24:8)
Il brano parallelo di Luca 22:20 evidenzia: "Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi." Questo nuovo patto tra Dio e l'uomo sarebbe stato suggellato proprio dal sangue di Gesù stesso,
Dalla delusione al tradimento
Giuda Iscariot, uno dei dodici, andò dai capi dei sacerdoti con lo scopo di consegnare loro Gesù. Essi, dopo averlo ascoltato, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Perciò egli cercava il modo opportuno per consegnarlo.Il primo giorno degli Azzimi, quando si sacrificava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?» Egli mandò due dei suoi discepoli e disse loro: «Andate in città, e vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d'acqua; seguitelo; dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: 'Dov'è la stanza in cui mangerò la Pasqua con i miei discepoli?'". Egli vi mostrerà di sopra una grande sala ammobiliata e pronta; lì apparecchiate per noi». I discepoli andarono, giunsero nella città e trovarono come egli aveva detto loro; e prepararono per la Pasqua.
Quando fu sera, giunse Gesù con i dodici. Mentre erano a tavola e mangiavano, Gesù disse: «In verità io vi dico che uno di voi, che mangia con me, mi tradirà». Essi cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l'altro: «Sono forse io?» Egli disse loro: «È uno dei dodici, che intinge con me nel piatto. Certo il Figlio dell'uomo se ne va, com'è scritto di lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell'uomo se non fosse mai nato!»
(Marco 14:10-21 - La Bibbia)



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La delusione può portare a considerare un nemico quello che fino a poco tempo prima era stato un nostro amico.

Non possiamo saperlo con certezza, ma sembrerebbe proprio ciò che accadde a Giuda.

Quando Giuda sentì Gesù riferirsi ancora alla propria sepoltura, durante l'episodio precedente in cui una donna aveva versato su di lui dell'olio costosissimo, ne ebbe abbastanza. La sua delusione fu completa.

Probabilmente sentì di aver sprecato parte della propria vita andando dietro a Gesù. Lo aveva seguito per molto tempo, chiamandolo "maestro" e aveva sperato che Gesù fosse davvero il Messia, fosse davvero il liberatore di Israele. Quando, pochi giorni prima, erano entrati in Gerusalemme e Gesù era stato accolto come un Re (Marco 11:8-10), le speranze di Giuda, e degli altri discepoli, si erano probabilmente ravvivate di nuovo.

Ma ormai era chiaro che Gesù continuava esclusivamente a parlare della propria morte imminente e non aveva alcuna intenzione di guidare una rivolta armata contro i Romani. Il bicchiere della pazienza di Giuda era ormai colmo; se Gesù voleva proprio morire, gli avrebbe dato una mano a farlo e magari ci avrebbe guadagnato anche qualcosa...

I capi dei sacerdoti furono ovviamente ben contenti di pagare per l'occasione che Giuda stava offrendo loro.  Dal loro punto di vista le cose non potevano andare meglio, visto che stavano proprio aspettando l'occasione di mettere le mani addosso a Gesù lontano dagli sguardi delle folle...

La Pasqua  avrebbe offerto a Giuda l'occasione che aspettava. Egli sarebbe stato con Gesù e gli altri e, appena avesse saputo i programmi per la serata, sarebbe andato ad avvisare i capi dei sacerdoti affinché potessero prenderlo in un luogo abbastanza appartato. Era un piano piuttosto facile da realizzare.

Anche se i discepoli non lo avevano ancora capito, Gesù sapeva che quella sarebbe stata l'ultima Pasqua passata con i discepoli e sapeva che quella serata sarebbe stata l'ultima occasione per completare la preparazione dei discepoli prima di andare verso la croce. Su sua indicazione fu preparata una sala adatta per la serata che passerà alla storia come "l'ultima cena".

Era ovvio che il tema principale della serata sarebbe stata la sua imminente morte. La cornice della cena pasquale offriva a Gesù gli spunti giusti per far comprendere ai propri discepoli il significato della sua morte. Infatti, come vedremo, egli applicherà a se stesso la straordinaria storia della redenzione narrata nel libro dell'Esodo.

Ma ad un certo punto della cena Gesù fece una rivelazion...
Un gesto d’amore
Mancavano due giorni alla Pasqua e alla festa degli Azzimi; i capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di prendere Gesù con inganno e ucciderlo;  infatti dicevano: «Non durante la festa, perché non vi sia qualche tumulto di popolo». Gesù era a Betania, in casa di Simone il lebbroso; mentre egli era a tavola entrò una donna che aveva un vaso di alabastro pieno d'olio profumato, di nardo puro, di gran valore; rotto l'alabastro, gli versò l'olio sul capo. Alcuni, indignatisi, dicevano tra di loro: «Perché si è fatto questo spreco d'olio? Si poteva vendere quest'olio per più di trecento denari, e darli ai poveri». Ed erano irritati contro di lei. Ma Gesù disse: «Lasciatela stare! Perché le date noia? Ha fatto un'azione buona verso di me. Poiché i poveri li avete sempre con voi; quando volete, potete far loro del bene; ma me non mi avete per sempre. Lei ha fatto ciò che poteva; ha anticipato l'unzione del mio corpo per la sepoltura. In verità vi dico che in tutto il mondo, dovunque sarà predicato il vangelo, anche quello che costei ha fatto sarà raccontato, in memoria di lei».
(Marco 14:1-9 - La Bibbia)



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La pasqua era ormai molto vicina e con la festa si avvicinava anche l'ora in cui Gesù avrebbe dato la sua vita per i peccati dell'umanità. Infatti l'autore del vangelo conferma che i capi dei sacerdoti e gli scribi stavano solo aspettando il momento opportuno per prendere Gesù ed ucciderlo.  Nel periodo della Pasqua Gerusalemme era ovviamente piena di pellegrini in ogni angolo e, considerando che molti avevano una buona opinione su Gesù,  i capi dei sacerdoti e gli scribi dovevano essere molto prudenti per non scatenare una reazione tumultuosa, quindi dovevano cercare di attrarlo in un luogo appartato dove poterlo prendere lontano dalle folle.

In mezzo a tanto odio per Gesù,  l'evangelista ci descrive un episodio che mostra un gesto d'amore straordinario.

Quella donna era entrata in casa di Simone il Lebbroso portando con sé  quel vaso di alabastro pieno d'olio profumato, di nardo puro, di gran valore. Questo significa che non si trattò di un gesto improvvisato ma di un gesto premeditato. Ella era andata in quella casa con l'intenzione di ungere Gesù con quell'olio costosissimo.

Marco non ci fornisce troppi dettagli sull'identità della donna e sulle sue motivazioni, che si possono ricavare dai paralleli negli altri vangeli. Egli si concentrò invece sulle reazioni degli altri invitati e sulla risposta di Gesù.

Di una cosa possiamo essere certi: quella donna amava davvero Gesù al punto che volle mostrare la sua riconoscenza verso di lui in un modo davvero eclatante. Teniamo presente che il valore di quell'olio, trecento denari, era equivalente allo stipendio annuale di un operaio.

Comprendiamo quindi perché gli altri convitati rimasero stupiti di quel gesto. Lo stupore sfociò però nell'indignazione verso quella donna. Perché? Secondo loro si poteva vendere quell'olio e darlo ai poveri, così non sarebbe andato sprecato.

Non sembra un'osservazione sbagliata in un certo senso, infatti aiutare i poveri è certamente un gesto nobile. Tuttavia, Gesù non si fece impressionare da quel commento, ma prese le difese della donna.

Quelle persone si erano indignate verso quella donna per un gesto d'amore, mascherando la propria motivazione con una parvenza di interesse verso i poveri, ma se davvero avevano a cuore i poveri, essi avrebbero potuto utilizzare le proprie risorse in qualunque momento per far loro del bene. Gesù smascherò la loro ipocrisia, infatti cosa impediva loro di utilizzare trecento dei loro denari per sfamare i bisognosi? Avevano proprio bisogno di utilizzare i proventi derivanti dalla vendita dell'olio di quella donna? Ovviamente no.

Gesù sottolineò che quella donna aveva voluto semplicemente fare una buona azione verso di lui, mostrando così la propria riconoscenza. Ovviamente quella donna non poteva sapere che qualche giorno dopo Gesù s...
Vegliate!
In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore  e gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.  Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo. Ora imparate dal fico questa similitudine: quando i suoi rami si fanno teneri e mettono le foglie, voi sapete che l'estate è vicina. Così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte.  In verità vi dico che questa generazione non passerà prima che tutte queste cose siano avvenute.  Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre. State in guardia, vegliate, poiché non sapete quando sarà quel momento. È come un uomo che si è messo in viaggio, dopo aver lasciato la sua casa, dandone la responsabilità ai suoi servi, a ciascuno il proprio compito, e comandando al portinaio di vegliare. Vegliate dunque perché non sapete quando viene il padrone di casa; se a sera, o a mezzanotte, o al cantare del gallo, o la mattina; perché, venendo all'improvviso, non vi trovi addormentati. Quel che dico a voi, lo dico a tutti: "Vegliate"».
(Marco 13:24-37- La Bibbia)



Indice della serie sul vangelo di Marco




Generazioni di teologi e interpreti della bibbia si sono arrovellati nel corso dei secoli su questo capitolo del vangelo di Marco e sui paralleli nei vangeli di Matteo e Luca, arrivando spesso a conclusioni ben diverse. C'è chi in questo discorso di Gesù ha visto solo avvenimenti già realizzati nel primo secolo, chi ha visto solo avvenimenti futuri e chi ha assunto delle posizioni intermedie.

D'altra parte dobbiamo riconoscere che non si tratta di un brano semplice se lo si legge alla luce del resto della scrittura e anche io ho dovuto fare delle assunzioni. Non pretendo ovviamente che siano le migliori ma, come vedremo, sono convinto che la vera importanza di questo capitolo stia nelle conclusioni che Gesù stesso ne ha tratto, conclusioni valide per ogni cristiano che ami il Signore indipendentemente dalle sue convinzioni riguardanti gli avvenimenti legati alla fine dei tempi.

Riassumendo, nei due episodi precedenti abbiamo visto che Gesù aveva messo in guardia i suoi discepoli per prepararli ad affrontare la caduta del tempio che sarebbe poi avvenuta nel 70 d.c. ma li aveva avvertiti anche sul fatto che quella non sarebbe stata la fine dell'età presente, ma solo un principio di dolori. Come abbiamo visto, Gesù si riferì poi a ciò di cui aveva parlato il profeta Daniele (Da 11:31, 12:11) circa la profanazione del tempio che, come già era accaduto ai tempi di Antioco Epifane, era stato in effetti profanato dagli Zeloti negli anni che precedettero la sua distruzione da parte dei Romani.

Il popolo di Israele non si è mai davvero ripreso dalla distruzione del 70 d.c. come dimostra la persecuzione subita nei secoli e come dimostra anche la situazione attuale con il tempio che giace  distrutto in Gerusalemme in un'area dove la tensione è sempre ai massimi livelli. Molti si aspettano che le cose possano precipitare al punto da avere l'ultima grande tribolazione finale che porterà al ritorno di Gesù. Questo ha senso anche alla luce di Daniele 12:1-2, che parla della salvezza di Israele e di risurrezione che segue la grande tribolazione, e alla luce di Zaccaria 12-14 che descrive un periodo di angoscia, di ritorno al Signore che è stato trafitto (Zc 12:10) e di liberazione da parte del Signore stesso (Zc 14:2-4)

In effetti Gesù collegò il periodo di tribolazione finale a segni di distruzione che precederanno la sua venuta.  Il linguaggio usato, che si riferisce al sole e alla luna che vengono oscurati e agli astri che cadono dal cielo,
Giorni di tribolazione
Quando poi vedrete l'abominazione della desolazione posta là dove non deve stare (chi legge faccia attenzione!), allora quelli che saranno nella Giudea, fuggano ai monti;  chi sarà sulla terrazza non scenda e non entri in casa sua per prendere qualcosa, e chi sarà nel campo non torni indietro a prendere la sua veste. Guai alle donne che saranno incinte, e a quelle che allatteranno in quei giorni! Pregate che ciò non avvenga d'inverno! Perché quelli saranno giorni di tale tribolazione, che non ce n'è stata una uguale dal principio del mondo che Dio ha creato, fino ad ora, né mai più vi sarà. Se il Signore non avesse abbreviato quei giorni, nessuno scamperebbe; ma, a causa dei suoi eletti, egli ha abbreviato quei giorni. Allora, se qualcuno vi dice: "Il Cristo eccolo qui, eccolo là", non lo credete; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e prodigi per sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti. Ma voi, state attenti; io vi ho predetto ogni cosa.
(Marco 13:14-23 - La Bibbia)



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I discepoli avevano interrogato Gesù sui segni che avrebbero accompagnato la distruzione del tempio (Mc 13:4), un evento che essi percepivano come direttamente connesso alla manifestazione del regno del Messia e alla fine del mondo come è evidente nel brano parallelo di Matteo: «Dicci quando accadranno queste cose, e quale sarà il segno della tua venuta e della fine del mondo». (Mt 24:3). La risposta di Gesù fu quindi articolata tra eventi imminenti e eventi collocati in un futuro più distante.

Come abbiamo visto nella prima parte della sua risposta (Marco 13:5-13), essi non avrebbero dovuto farsi impressionare da guerre, terremoti e  carestie, eventi che per quanto terribili non avrebbero indicato la fine dell'età presente. Quelle cose infatti sarebbero stato solo il principio dei dolori, l'inizio di tempi difficili per Israele.  Essi non avrebbero neanche dovuto stupirsi della persecuzione a cui sarebbero stati sottoposti perché presto sarebbero stati odiati da tutti, perfino dai propri parenti, a causa di Gesù, tuttavia la loro perseveranza nella fede sarebbe stata premiata dal Signore, infatti nessuna persecuzione avrebbe potuto togliere loro la salvezza! (Mc 13:13).

Quelle indicazioni erano valide per i discepoli nel primo secolo e lo sarebbero state anche per tutte le generazioni di cristiani nei secoli successivi. Ma nella seconda parte del suo discorso, che abbiamo appena letto, Gesù si soffermò su alcuni segni specifici riguardanti la dissacrazione del tempio, la distruzione di Gerusalemme e la sua venuta. 

Come confermato da Matteo 24:15,  Gesù utilizzò l' espressione "abominazione della desolazione" per riferirsi intenzionalmente alla profezia di Daniele 11:31 e Daniele 12:11. Quell'espressione indica la collocazione di qualcosa di abominevole, qualcosa di estraneo che avrebbe contaminato il tempio di Gerusalemme, rendendolo inutilizzabile.  Il brano parallelo di Luca mette invece l'accento sulla distruzione della città: "Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che la sua devastazione è vicina." (Lc 21:20)

Quindi i discepoli avrebbero dovuto tenere gli occhi ben aperti perché una dissacrazione del tempio sarebbe stata il  segno della fine imminente del tempio e della città stessa dalla quale avrebbero potuto scampare solo scappando il più in fretta possibile, senza fermarsi neanche a prendere dei vestiti di ricambio!  Come è ovvio, la fuga sarebbe stata difficile per chiunque avesse avuto impedimenti fisici, come una gravidanza in corso,  o se fosse dovuta avvenire in inverno, pertanto i discepoli avrebbero dovuto cominciare a pregare il Signore affinché li preservasse dal trovarsi ad affrontare la fuga in simili circostanze.

Quando si realizzarono le parole di Gesù? Leggendo con attenzione il libro di Daniele, in particolare il capitolo 11, non si può negare che molte profezie in esso contenute si erano già  verificat...
L’inizio della fine
Mentre egli usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che edifici!» Gesù gli disse: «Vedi questi grandi edifici? Non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata».
Poi, mentre era seduto sul monte degli Ulivi di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte:  «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi?» Gesù cominciò a dir loro: «Guardate che nessuno v'inganni! Molti verranno nel mio nome, dicendo: "Sono io"; e ne inganneranno molti. Quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in vari luoghi; vi saranno carestie. Queste cose saranno un principio di dolori. Badate a voi stessi! Vi consegneranno ai tribunali, sarete battuti nelle sinagoghe, sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per causa mia, affinché ciò serva loro di testimonianza. E prima bisogna che il vangelo sia predicato fra tutte le genti. Quando vi condurranno per mettervi nelle loro mani, non preoccupatevi in anticipo di ciò che direte, ma dite quello che vi sarà dato in quell'ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo. Il fratello darà il fratello alla morte, il padre darà il figlio; i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvato.
(Marco 13:1-13 - La Bibbia)



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Gli Israeliti erano molto fieri del proprio tempio che aveva una struttura magnifica.  

Il secondo tempio di Gerusalemme,  ricostruito dopo l'esilio babilonese, fu ampliato per volere di Erode il grande a partire dal 19 a.c. con lavori che durarono fino al 64 d.c, molti anni dopo la sua morte. Era una di quelle opere che Erode aveva fatto per mettersi in evidenza con Roma ma anche per conquistare il favore dei suoi sudditi Giudei. Le parole di apprezzamento di quel discepolo dimostrano che Erode era riuscito in qualche modo nel suo intento.

La risposta di Gesù, però, non fu incoraggiante. «Vedi questi grandi edifici? Non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata».

Quella risposta aveva probabilmente gelato l'interlocutore di Gesù e non poteva passare inosservata ai suoi discepoli più intimi che vollero approfondire la questione.   Infatti, considerando la storia passata e le profezie,  essi percepivano la distruzione di Gerusalemme e del tempio come  eventi direttamente connessi alla fine dell'età presente  e all'inaugurazione del mondo a venire con il regno del Messia. La loro domanda sulla distruzione del tempio era quindi equivalente  a chiedere lumi anche sulla venuta del messia nel suo regno come emerge in modo chiaro nel brano parallelo di Matteo 24:3. Ecco perché Gesù rispose in modo così articolato riferendosi ad eventi imminenti come la distruzione del tempio ma anche ad eventi futuri che riguardavano la sua venuta per stabilire saldamente il regno di Dio.

La difficoltà di questo brano nel distinguere tra un futuro prossimo ed uno più lontano nel tempo è legata al fatto che Gesù non diede ai discepoli troppi dettagli perché non sarebbero stati in grado di comprenderli in quel momento. Ricordiamoci che non avevano ancora compreso neanche perché Gesù dovesse morire e risorgere... Come avrebbero potuto distinguere tra prima e seconda venuta di Gesù intervallata da un certo periodo di tempo? Gesù si riferì quindi agli aspetti principali che essi potevano comprendere lasciando poi agli apostoli il compito di colmare quelle lacune negli scritti neotestamentari quando, attraverso l'opera dello Spirito Santo, tutto sarebbe stato più chiaro anche per loro.

Gli Israeliti, basandosi su brani come Isaia 66:8 e Geremia 30:7, si riferivano alle "doglie di Giacobbe" come un periodo di soffe...
La vedova, gli scribi e il Figlio di Davide
Gesù, mentre insegnava nel tempio, disse: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è Figlio di Davide? Davide stesso disse per lo Spirito Santo: "Il SIGNORE ha detto al mio Signore: 'Siedi alla mia destra, finché io abbia messo i tuoi nemici sotto i tuoi piedi'".  Davide stesso lo chiama Signore; dunque come può essere suo figlio?» E una gran folla lo ascoltava con piacere. Nel suo insegnamento Gesù diceva: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ed essere salutati nelle piazze, e avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei conviti; essi che divorano le case delle vedove e fanno lunghe preghiere per mettersi in mostra. Costoro riceveranno una maggior condanna». Sedutosi di fronte alla cassa delle offerte, Gesù guardava come la gente metteva denaro nella cassa; molti ricchi ne mettevano assai. Venuta una povera vedova, vi mise due spiccioli che fanno un quarto di soldo. Gesù, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico che questa povera vedova ha messo nella cassa delle offerte più di tutti gli altri: poiché tutti vi hanno gettato del loro superfluo, ma lei, nella sua povertà, vi ha messo tutto ciò che possedeva, tutto quanto aveva per vivere».
(Marco 12:35-44- La Bibbia)



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Non sempre le persone che sembrano essere le più in alto dal punto di vista religioso sono quelle che hanno il miglior rapporto con Dio e la capacità di riconoscere la Sua mano all'opera.

Ciò è dimostrato dal forte contrasto che emerge in questo brano tra gli scribi e la vedova.

Gesù mise in guardia la folla dagli scribi perché essi non erano il riferimento spirituale che avrebbero dovuto essere per il resto del popolo. Come spesso accade a chi occupa un posto importante nelle gerarchie di potere, anche religioso, essi erano ipocriti.

Il loro amore per la legge di Dio veniva infatti smentito dalla loro pratica. La frase di Gesù secondo cui quei tali “divoravano le case delle vedove” era un’accusa precisa che gettava cattiva luce sulla loro inosservanza della legge. Infatti tra i comandamenti più noti delle scritture ebraiche emerge proprio l’obbligo per l’Israelita fedele di tutelare le fasce più deboli della società, spesso indicate con la frase “lo straniero, l’orfano e la vedova” (es De 24:17). Ciò che Gesù denunciò con la sua frase è, in fondo, ciò che già i profeti avevano denunciato diversi secoli prima (es. Is 10:2, Ez 22:7) ovvero che le classi abbienti, compresi i capi religiosi, infrangevano questi comandamenti, opprimendo le classi più povere e deboli. 

Tuttavia essi amavano dare di sé un’impressione di elevata religiosità e amavano il riconoscimento degli altri. Così le loro preghiere erano lunghe proprio perché gli altri si potessero stupire della loro eloquenza. Alcuni facevano anche grandi offerte sperando di essere notati per questo (Mt 6:2). Essi mostravano quindi una pietà esteriore che spesso non aveva una corrispondenza interiore. Gesù fu molto duro affermando che tale ipocrisia li avrebbe destinati ad una condanna severa.

Al contrario la vedova che mise due spiccioli nella cassa delle offerte dimostrò grande fede in Dio. Infatti solo chi è sicuro che Dio si prenderà cura della sua vita è disposto a donare al Signore tutto ciò che ha. I ricchi probabilmente offrivano più di lei ma donavano ciò che era superfluo per loro, offerte che non costavano loro nessun sacrificio. Quella donna stava invece mettendo nella cassa delle offerte una cifra piccola che però costituiva tutto ciò che aveva.  Quel poco era il suo tutto. Stava mettendo la sua vita intera nelle mani del Signore.

Chi pensiamo che abbia avuto maggior facilità nel riconoscere Gesù come il Messia di Israele? La vedova o gli scribi? Chi era probabilmente più disposto a ricevere la verità se non colui che aveva riposto maggiormente la sua fede in Dio?

Non a caso gran parte degli scribi e degli altri gruppi politici e religiosi più importanti in Is...
Sulla buona strada
Uno degli scribi che li aveva uditi discutere, visto che egli aveva risposto bene, si avvicinò e gli domandò: «Qual è il più importante di tutti i comandamenti?» Gesù rispose: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore. Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua".  Il secondo è questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso". Non c'è nessun altro comandamento maggiore di questi». Lo scriba gli disse: «Bene, Maestro! Tu hai detto secondo verità, che vi è un solo Dio e che all'infuori di lui non ce n'è alcun altro; e che amarlo con tutto il cuore, con tutto l'intelletto, con tutta la forza, e amare il prossimo come se stesso, è molto più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Gesù, vedendo che aveva risposto con intelligenza, gli disse: «Tu non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno osava più interrogarlo.
(Marco 12:28-34 - La Bibbia)



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In mezzo a tante persone che cercavano solo di prendersi gioco di Gesù o di coglierlo in fallo su temi politici o religiosi, c'era anche qualcuno che era davvero alla ricerca della verità.

Quello scriba era rimasto colpito dal modo in cui Gesù aveva utilizzato la scrittura in modo appropriato per rispondere ai sadducei che lo avevano interrogato sulla risurrezione, così aveva pensato che Gesù fosse la persona giusta a cui sottoporre quel quesito che gli stava a cuore.

Non era un quesito nuovo. Tra gli studiosi Giudei era tipico discutere su queste cose infatti, considerando la quantità di comandamenti inclusi nella legge, era lecito chiedersi quali fossero i comandamenti più importanti, ovvero quelli a cui un Ebreo non avrebbe mai dovuto rinunciare neanche nei momenti di crisi nazionale, neanche nei momenti in cui non fosse possibile accedere al tempio o rispettare tutte le leggi relative alla purità rituale. Si pensi ad esempio al periodo in cui i Giudei erano stati deportati in Babilonia... In una situazione come quella era impossibile rispettare molti dei comandamenti presenti nella legge; in tal caso cosa bisognava considerare fondamentale per mantenere la propria identità giudaica e distinguersi come popolo di Dio? La storia narrata nel libro di Daniele, ad esempio, ci dà un'idea del modo in cui Daniele e i suoi amici cercarono di mantenere la propria identità in una situazione estremamente difficile.

La risposta di Gesù non dovrebbe sorprenderci infatti ogni israelita devoto conosceva e pronunciava regolarmente ogni giorno la "shema" ("ascolta"), la preghiera  basata tra l'altro proprio sulle parole di De 6:4: "Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.  Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze."

Il riferimento di ogni Israelita, anche nei momenti più bui, doveva rimanere sempre l'adorazione dell'unico Dio, dell'unico Signore e Creatore dell'universo. A quell'unico Dio egli doveva rimanere devoto con tutta la sua persona (cuore, anima, mente e forza sono un modo di indicare tutto l'essere umano), cercando di onorare il Signore in ogni aspetto della propria vita.

Ma qual'è il modo migliore per mostrare amore verso Dio se non mostrare amore verso il nostro prossimo che egli ha creato? Ecco perché, anche se lo scriba non gli aveva chiesto quale fosse un eventuale secondo comandamento fondamentale, Gesù affianco al primo questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso".

Immaginiamo una società in cui ogni singolo individuo abbia la devozione all'unico vero Dio come centro della propria vita, immaginiamo una società in cui ognuno fosse guidato dal timore di Dio e dal desiderio di piacere a Lui.  Immaginiamo quindi una società in cui ognuno si comporta verso il prossimo come vorrebbe che il prossimo si comportasse verso di lui. Sarebbe un mondo molto diverso da quello in cui viviamo vero? Sarebbe un vero assaggio del futuro regno di Dio.


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