Focus economia
Tags (categorie): Politica
[ Aggiungi la tua categoria (tag) ]
Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
Autore: Radio 24
Ultimo episodio: 13/03/26 18:50
Aggiornamento: 14/03/26 4:10 (Aggiorna adesso)
Il mercato del lavoro nella media del 2025 segna un aumento di 185mila occupati, una riduzione di 88mila disoccupati e un calo di 58mila inattivi. Il tasso di occupazione sale al 62,5% (+0,3 punti sul 2024) - il picco dall inizio delle serie storiche Istat (2004) - , il tasso di disoccupazione scende al 6,1% (-0,4 punti), quello di inattività si attesta al 33,3% (-0,1 punti). I dati Istat evidenziano anche come in media nel 2025 il monte ore lavorate sia cresciuto del 2,1% (al netto degli effetti di calendario), sia diminuito il ricorso alla Cig (-1 ora ogni mille lavorate) ed aumentato il lavoro straordinario (+0,1%). Il traino è rappresentato dai lavoratori senior: oltre i 50 anni in un anno si contano 409mila occupati in più, tra i 35-49anni 115mila occupati in meno e tra i 15 e i 34 anni 109mila in meno. Inoltre gli inattivi diminuiscono tra gli over 50 (-174mila) e aumentano tra 15-34 anni (+166mila), a testimonianza del persistere di una difficoltà enorme per i giovani ad entrare nel mercato del lavoro. Altri due elementi da considerare sono l inverno demografico con l invecchiamento progressivo della popolazione e la stretta sui pensionamenti anticipati che obbliga a lavorare più al lungo. Come media 2025 il costo del lavoro cresce del 3,6%, per effetto degli aumenti dei rinnovi contrattuali e per la riduzione degli incentivi contributivi. Venendo nello specifico dei dati Istat del quarto trimestre 2025, le ore lavorate sono stabili rispetto al trimestre precedente, mentre aumentano dell 1,6% nei confronti del quarto trimestre 2024. Nello stesso periodo il Pil è aumentato dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% in termini tendenziali. Gli occupati si attestano a 24 milioni 121mila, con una crescita di 37mila unità sul terzo trimestre prodotta da una crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+76 mila) e degli indipendenti (+21 mila), e dal calo dei dipendenti a tempo determinato (-60 mila). Interviene Francesco Seghezzi, presidente fondazione ADAPT.
L'escalation in Medio Oriente sta colpendo duramente il trasporto aereo: tra fine febbraio e inizio marzo sono stati cancellati oltre 43 mila voli nell'area, con forti ripercussioni sulle rotte tra Europa, Asia e Oceania. Le compagnie sono costrette a deviare i percorsi evitando le aree di conflitto, aumentando tempi di volo e costi operativi. Parallelamente pesa il rincaro del jet fuel: il prezzo del carburante per aerei, spinto dalla tensione energetica, potrebbe salire fino a 150-200 dollari al barile. Il risultato è un aumento generalizzato delle tariffe: alcune tratte business raggiungono prezzi eccezionali, fino a oltre 17 mila euro, mentre diverse compagnie - da Air France-KLM a Air India - annunciano supplementi e revisioni dei listini. Interviene Andrea Giuricin, Docente di Economia dei Trasporti all'Università Bicocca di Milano.
Ilva, manifestazione d'interesse da Jindal. Urso: «Confronto con quella di Flacks»
Si riapre il confronto sul futuro dell'ex Ilva con la manifestazione d'interesse del gruppo indiano Jindal, che si aggiunge all'offerta già in negoziazione del gruppo americano Flacks. Il ministro Urso punta a chiudere il dossier entro aprile, quando l'impianto dovrebbe tornare a una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate annue, soglia ritenuta necessaria per la competitività. La partita resta però condizionata dalla sentenza del tribunale di Milano che impone lo stop alla produzione dal 24 agosto per motivi sanitari, elemento che complica sia il prestito europeo sia il percorso di vendita. Il governo indica tre condizioni: presenza di partner industriali siderurgici, solidità finanziaria dell'acquirente e disponibilità alla cessione di aree per progetti di reindustrializzazione, con possibile utilizzo del Golden Power. Ne parliamo con Paolo Bricco, Il Sole 24 Ore.
Il lusso nella crisi del Golfo. Intanto Golden Goose continua a correre
La crisi geopolitica nel Golfo colpisce anche il lusso: il Medio Oriente vale circa il 6% dei ricavi globali del settore e in queste settimane si registrano chiusure temporanee di boutique, riduzione del personale e difficoltà logistiche nei principali hub commerciali come Dubai. L'impatto arriva in una fase già delicata per il comparto, dopo rallentamento cinese e tensioni commerciali. In controtendenza, Golden Goose continua a crescere: dopo l'ingresso dei nuovi soci asiatici HSG e Temasek in un'operazione da 2,5 miliardi, il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi in aumento a 734 milioni e margine EBITDA al 34%. Il marchio resta tra i pochi del lusso a mantenere crescita a doppia cifra, grazie a una strategia centrata sull'esperienza del cliente e sul coinvolgimento diretto nei negozi. Ce lo racconta Silvio Campara, Amministratore Delegato Golden Goose.
La crisi nello Stretto di Hormuz ha ridotto di oltre il 90% i transiti commerciali e lasciato circa 1.100 navi bloccate nel Golfo Persico. L'area resta strategica perché vi passa una quota rilevante del commercio energetico mondiale: 38% del petrolio via mare, 30% del GPL e 20% del GNL. Per l'Italia il rischio è diretto: nel 2025 oltre il 13% delle importazioni energetiche proviene dal Golfo. Confitarma ha chiesto al Governo il rafforzamento della presenza navale italiana nell'area, anche con unità della Marina Militare, per proteggere navigazione commerciale, marittimi e continuità delle catene logistiche internazionali. Il commento è di Mario Zanetti, Presidente Confitarma e Delegato del Presidente di Confindustria per l'Economia del Mare.
Uiv, export vino italiano -3,7% nel 2025, perdita da 300 milioni
Nel 2025 l'export del vino italiano chiude a 7,78 miliardi di euro, in calo del 3,7% rispetto al 2024, con una perdita di circa 300 milioni e volumi in flessione dell'1,9% a 21 milioni di ettolitri. A pesare soprattutto è il mercato Usa, che arretra del 9,2% (-178 milioni), penalizzato dai dazi e dalla svalutazione del dollaro. L'extra-Ue segna -6,4%, mentre i mercati europei reggono (+0,5%), con Germania stabile e crescita di Francia e Paesi Bassi. Tra le regioni calano Veneto, Toscana e Piemonte; meglio gli spumanti (-2,5%) rispetto ai vini fermi (-4,3%). Per Uiv l'Europa ha contenuto le perdite, ma resta necessario rafforzare il mercato interno e superare ostacoli normativi che pesano sulla competitività. Interviene Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini (Uiv).
Energia, Meloni chiede all'UE lo stop temporaneo agli Ets
Giorgia Meloni ha chiesto all'Unione europea la sospensione urgente dell'Ets applicato alla produzione elettrica da fonti termiche, almeno finché i prezzi energetici non torneranno ai livelli precedenti alla crisi mediorientale. Secondo la premier il sistema europeo del carbon pricing gonfia artificialmente il prezzo dell'elettricità, incidendo fino a 30 euro per MWh in Italia. Il Governo propone anche una revisione dei costi regolatori sul gas e strumenti di liquidità per stabilizzare il mercato nazionale. Da Bruxelles arriva apertura a interventi temporanei sulle bollette da parte degli Stati membri, mentre la Commissione insiste sull'accelerazione delle rinnovabili e sul rafforzamento dell'autonomia energetica europea. Ne parliamo con Adriana Cerretelli, Il Sole 24 Ore Bruxelles.
A dieci giorni dall'allargamento del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, cresce la preoccupazione internazionale per le conseguenze economiche. Il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis avverte che se il conflitto resterà circoscritto a poche settimane gli effetti saranno limitati, ma una durata maggiore o problemi sul passaggio nello Stretto di Hormuz potrebbero generare uno shock di stagflazione: energia più cara, inflazione in rialzo, peggioramento della fiducia e irrigidimento delle condizioni finanziarie. I mercati obbligazionari stanno già reagendo: l'indice MOVE è salito sensibilmente e lungo tutta la curva dei rendimenti si osservano rialzi sia sulle scadenze brevi sia su quelle lunghe. Negli Stati Uniti il Treasury a due anni è tornato al 3,6%, mentre in Europa il Bund tedesco a due anni è salito al 2,35%, sopra il tasso BCE. Questo segnala che i mercati iniziano a prezzare un possibile rinvio dei tagli dei tassi o addirittura nuovi rialzi. Anche i rendimenti decennali restano elevati, riflettendo timori su inflazione e sostenibilità fiscale. Si riaffaccia così lo scenario di crescita debole e prezzi in aumento, tipico delle fasi di stagflazione. Il commento è di Franco Bruni, presidente dell'Istituto per gli Studi di Politica Internazionale e professore emerito del dipartimento di Economia dell'Università Bocconi.
Fertilizzanti ed energia, in agricoltura doppio allarme
La guerra in Medio Oriente sta aggravando non solo il fronte energetico ma anche quello dei fertilizzanti, con possibili effetti a catena sull'agricoltura mondiale, sui prezzi alimentari e sulla sicurezza alimentare. Il Golfo Persico è infatti un nodo strategico anche per le materie prime agricole: dallo Stretto di Hormuz passa il 35% dell'export mondiale di urea e il 45% dello zolfo utilizzato per la produzione di fertilizzanti fosfatici. Le tensioni hanno già provocato forti rincari: l'urea granulare in Medio Oriente è salita da 485 a 650 dollari per tonnellata, mentre l'ammoniaca importata in Europa ha raggiunto 750 dollari, ai massimi da tre anni. Il rischio è particolarmente delicato perché si entra nella fase primaverile di maggiore domanda agricola nell'emisfero nord: chi non ha già fatto scorte potrebbe trovarsi a fronteggiare costi molto più alti o difficoltà di approvvigionamento. Se il conflitto dovesse protrarsi, secondo Morningstar i fertilizzanti azotati potrebbero raddoppiare di prezzo e i fosfati aumentare del 50%, replicando quanto già visto dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Nei Paesi più fragili questo potrebbe ridurre l'uso dei fertilizzanti, abbassare le rese agricole e aumentare il rischio di fame, mentre nei Paesi avanzati i rincari agricoli si sommerebbero a quelli energetici, alimentando nuova pressione inflazionistica. Interviene Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore
Accise mobili e piano casa fuori dal Cdm. L Ecofin frena: Intervento con situazione più stabile
Nel Consiglio dei ministri non entrano per ora né il tema delle accise mobili sui carburanti né il piano casa sostenuto da Matteo Salvini, nonostante il rialzo dei prezzi petroliferi causato dalla crisi in Medio Oriente. Salvini assicura comunque che il governo sta lavorando a un intervento e punta il dito contro le compagnie petrolifere, accusate di trasferire rapidamente gli aumenti ai distributori ma di non ridurre i prezzi con la stessa velocità quando le tensioni si attenuano. Sul piano europeo però prevale prudenza: all'Ecofin, sotto presidenza cipriota, non emerge al momento disponibilità a strumenti straordinari immediati come quelli adottati nel 2022 dopo l'invasione russa dell'Ucraina. Il ministro delle Finanze di Cipro Makis Keravnos sottolinea che il tema energia è stato discusso ma senza decisioni specifiche su nuovi strumenti, rinviando eventuali interventi a una fase di maggiore stabilizzazione del quadro internazionale. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore
Il governo valuta un intervento rapido sui carburanti attraverso il meccanismo delle accise mobili, che potrebbe essere approvato con un decreto del Mef e del Mase senza passare da nuove norme legislative. L'obiettivo è contenere l'aumento di benzina e gasolio, ma secondo gli esperti l'effetto finale sarebbe limitato a pochi centesimi al litro, con un impatto leggermente maggiore sul diesel. Carlo Stagnaro sottolinea che il margine di intervento resta molto ridotto perché vincolato all'extragettito IVA: circa 2,2 centesimi ogni 10 centesimi di aumento del prezzo. Per questo definisce la misura un sollievo minimo, poco efficace in una fase di scarsità energetica globale. Secondo Stagnaro, in un contesto di tensione come quello legato allo stretto di Hormuz, la priorità dovrebbe essere ridurre i consumi e concentrare gli aiuti su famiglie e imprese realmente più esposte, evitando interventi generalizzati che in passato hanno avuto un costo elevato per la finanza pubblica senza una selezione mirata dei beneficiari. Interviene Carlo Stagnaro, Direttore Ricerche e studi, Istituto Bruno Leoni.
Ad Hormuz, i cargo cinesi sono gli unici a non avere limitazioni. Qualcuno cerca di approfittarne
Il blocco dello stretto di Hormuz sta rallentando uno dei principali snodi energetici mondiali: normalmente transitano circa 100 navi al giorno, ma ora centinaia di cargo risultano bloccati o in attesa, con merci per un valore stimato in 25 miliardi di dollari. Dallo stretto passa circa un quarto del petrolio mondiale e gran parte del gas naturale liquefatto del Qatar. Le alternative, come l'oleodotto saudita verso il Mar Rosso, coprono solo una parte limitata dei flussi e non compensano il blocco, tanto che Iraq, Arabia Saudita e Qatar stanno già riducendo produzione e capacità di raffinazione. In questo scenario solo le navi cinesi sembrano poter transitare senza restrizioni, perché Teheran continua a distinguere tra paesi ostili e partner strategici. Proprio per questo alcune navi stanno falsificando i dati dei transponder dichiarandosi cinesi per attraversare l'area: almeno dieci casi sono già stati segnalati, compresi cargo e petroliere che modificano temporaneamente identità e bandiera per superare i controlli. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com.
Turismo, il conflitto pesa sul settore: Fiavet stima perdite fino a 6 miliardi nel 2026
La crisi in Medio Oriente sta producendo un forte impatto sul turismo organizzato italiano. Secondo Fiavet sono già oltre 3.000 i pacchetti turistici cancellati verso l'area del Golfo e più di 20 mila le cancellazioni complessive legate agli hub mediorientali. La perdita diretta di fatturato potrebbe raggiungere 1,5 miliardi di euro, mentre considerando l'indotto e il rallentamento dei collegamenti verso Asia ed Estremo Oriente il danno complessivo rischia di arrivare fino a 6 miliardi nel 2026. A pesare sono soprattutto le sospensioni dei voli da parte di compagnie come Emirates e Qatar Airways e il ruolo strategico di Dubai e Abu Dhabi come snodi per Thailandia, Maldive e Sud-est asiatico. Fiavet segnala anche il rischio di un aumento generalizzato dei costi dovuto al rincaro del petrolio, con perdite fino a 50 mila euro per singola agenzia specializzata sulle rotte più colpite. Intanto tour operator e associazioni di categoria stanno organizzando riprotezioni e voli di rientro, in alcuni casi via Muscat, mentre viene ribadita l'importanza della registrazione dei viaggiatori sul portale "Dove siamo nel mondo" per facilitare eventuali interventi dell'Unità di crisi. Il commento è affidato a Luana De Angelis Vice Presidente FIAVET Confcommercio (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo)
Sono state alcune decine i casi di sospetta speculazione sui prezzi segnalati dal Garante per la sorveglianza dei prezzi del ministero delle Imprese a partire da lunedì. Sono casi nei quali il prezzo self praticato era nettamente superiore ai prezzi medi regionali o a quelli nazionali sulla rete autostradale. È quanto si apprende da fonti vicine a Mr Prezzi al termine delle riunioni delle Commissioni allerta rapida sui prezzi convocate questa mattina per monitorare i possibili effetti sui prezzi dei carburanti e del carrello della spesa a seguito del conflitto in Iran e Medio Oriente. Facciamo il punto con Giuseppe Sperduto, presidente FAIB (Federazione autonoma italiana benzinai) della Confesercenti
Snam ha presentato il nuovo piano industriale al 2030 concentrato sulla sicurezza energetica e sul rafforzamento delle infrastrutture strategiche del gas. Il gruppo prevede investimenti per 14 miliardi di euro destinati soprattutto al potenziamento della rete di trasporto e dei siti di stoccaggio, con l obiettivo di costruire un sistema energetico piu integrato e competitivo a livello italiano ed europeo. Il piano si basa su crescita industriale, valorizzazione delle partecipazioni e rotazione degli asset. Nel 2025 Snam ha registrato ricavi per oltre 3,8 miliardi, margine operativo lordo a 2,9 miliardi e utile netto rettificato a 1,4 miliardi, con dividendo in crescita del 4%. L indebitamento netto si attesta a 17,5 miliardi. Secondo l azienda la domanda di gas in Italia nel 2026 sara in lieve aumento e non emergono al momento impatti materiali legati alle tensioni internazionali in Medio Oriente e Ucraina, anche se il contesto restera monitorato attentamente. Facciamo il punto con Agostino Scornajenchi (nella foto), amministratore delegato di Snam.
Il parlamento cinese riduce il suo obiettivo di crescita nel piano economico
All apertura della quarta sessione annuale della 14 Assemblea nazionale del popolo a Pechino, Xi Jinping ha presentato il nuovo Piano Quinquennale che definisce le priorita economiche e politiche della Cina nei prossimi cinque anni. Pechino fissa un obiettivo di crescita tra il 4,5% e il 5%, leggermente inferiore al risultato dello scorso anno, mantenendo pero un forte sostegno pubblico all economia con un deficit pari al 4% del Pil. Il piano punta a rafforzare la leadership tecnologica cinese in settori strategici come intelligenza artificiale, informatica quantistica e terre rare, considerate decisive nella competizione con gli Stati Uniti. Previsto anche un aumento del 7% della spesa militare nel 2026, nel quadro del rafforzamento delle forze armate e delle tensioni regionali, in particolare su Taiwan. Sul fronte finanziario saranno destinati 44 miliardi di dollari alle banche statali per sostenere il credito alle imprese tecnologiche e ridurre i rischi sistemici. Il piano affronta anche il tema demografico con misure a sostegno della natalita e dell occupazione e prevede un aumento della produzione agricola fino a 725 milioni di tonnellate per rafforzare la sicurezza alimentare nazionale. Il commento è di Fabio Scacciavillani, Il Sole 24 Ore.
Stretto di Hormuz, giù il traffico delle petroliere, su le polizze
Le tensioni in Medio Oriente stanno rallentando fortemente il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, dove risultano ferme oltre 700 navi, di cui circa 200 petroliere. Secondo Reuters il traffico e calato fino all 80%, mentre il mercato assicurativo londinese segnala un forte aumento dei costi per le coperture contro il rischio guerra. Nonostante questo, una parte delle navi continua ad attraversare il passaggio strategico da cui transita circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. L aumento del rischio ha spinto al rialzo i prezzi energetici e ha reso molto piu costosi noli e assicurazioni, con premi fino a dodici volte superiori ai livelli normali. Le compagnie assicurative stanno rinegoziando le polizze extra war risk e il mercato dei Lloyd s resta in contatto con le autorita statunitensi per definire nuove garanzie contro il rischio politico nella regione. Anche il costo dei trasporti marittimi e aumentato sensibilmente, con rincari fino al 400% per i container e al 300% per le petroliere. Interviene Stefano Messina, Presidente Assarmatori.
Cresce l'allarme tra le imprese energivore per il forte aumento del prezzo del gas. In pochi giorni il Psv è salito da 33 a 55 euro al MWh, mentre i future sul Ttf di aprile hanno già raggiunto i 58 euro. Per settori come la ceramica questo significa un possibile extracosto annuale stimato in circa 180 milioni di euro, anche perché solo una parte limitata dei contratti di fornitura è stata bloccata a prezzi precedenti. La preoccupazione riguarda anche l'effetto a catena sul prezzo dell'elettricità e sulla competitività delle industrie italiane ed europee. Diverse associazioni industriali chiedono interventi a livello europeo, dalla revisione del sistema Ets alla definizione di politiche energetiche più stabili e accordi di fornitura di lungo periodo. Nel frattempo il governo ha annunciato un confronto con il sistema produttivo per valutare possibili misure di sostegno nel quadro della conversione del decreto Bollette. Ne parliamo con Sara Deganello, Il Sole 24 Ore
Rincari energetici, come (indirettamente) colpiscono l'agroalimentare
L'aumento delle tensioni in Medio Oriente e dei prezzi dell'energia rischia di avere effetti anche sul settore agroalimentare, soprattutto attraverso canali indiretti. Una delle principali preoccupazioni riguarda i fertilizzanti: una quota significativa della produzione mondiale passa dallo stretto di Hormuz, mentre un'altra parte rilevante proviene da Russia e Bielorussia. Eventuali interruzioni nelle forniture potrebbero far aumentare i costi agricoli e, di conseguenza, i prezzi lungo tutta la filiera alimentare. A incidere sono anche i rincari energetici che si trasferiscono sui trasporti, sulla trasformazione industriale e sui materiali di imballaggio. Tuttavia, rispetto alla fase iniziale della guerra in Ucraina, i mercati agricoli partono oggi da una situazione più stabile, con scorte più elevate e una domanda più debole, fattori che potrebbero attenuare eventuali shock sui prezzi. Resta comunque il rischio di volatilità legato all'incertezza geopolitica e alle aspettative degli operatori. Interviene Filippo Roda, Senior Analyst di Aretè
Lavoro, Istat: tasso di disoccupazione a gennaio cala al 5,1%, nuovo minimo
A gennaio 2026 il mercato del lavoro registra un miglioramento: gli occupati salgono a oltre 24 milioni e il tasso di disoccupazione scende al 5,1%, il livello più basso dall'inizio delle serie storiche nel 2004. La crescita dell'occupazione riguarda dipendenti permanenti, lavoratori a termine e autonomi, mentre diminuisce il numero delle persone in cerca di lavoro. Anche il tasso di disoccupazione giovanile cala, scendendo al 18,9%. Nonostante questi segnali positivi, resta aperto il nodo dei salari: nel quarto trimestre del 2025 i redditi da lavoro dipendente sono aumentati solo dello 0,5% e le retribuzioni reali nel settore privato restano ancora inferiori del 6,5% rispetto ai livelli del 2020, segno che il recupero del potere d'acquisto è ancora incompleto. Il commento è di Francesco Seghezzi, presidente Fondazione ADAPT
OpenAI mette la retromarcia sull'alleanza con il Pentagono
OpenAI ha annunciato una revisione dell'accordo siglato con il Pentagono per l'utilizzo dei suoi modelli di intelligenza artificiale all'interno delle reti classificate del Dipartimento della Difesa. L'intesa, pensata per supportare attività come analisi tattiche, logistica e decision making militare, ha però suscitato forti critiche e reazioni negative tra gli utenti, con un aumento significativo delle disinstallazioni dell'app ChatGPT negli Stati Uniti. Il caso è esploso anche in seguito alla scelta della società rivale Anthropic di interrompere la propria collaborazione con il Pentagono, rivendicando limiti più stringenti sull'uso militare dell'IA. Di fronte alla polemica, il CEO Sam Altman ha definito l'operazione iniziale "opportunistica e raffazzonata" e ha annunciato modifiche all'accordo, tra cui il divieto di utilizzo per sorveglianza domestica intenzionale dei cittadini statunitensi e nuove restrizioni sull'accesso da parte di alcune agenzie governative. Il commento è di Biagio Simonetta, Il Sole 24 Ore
Dal Pentagono erano stati prospettati a Donald Trump rischi elevati ma anche la possibilità di ottenere risultati militari rilevanti e ritorni economici significativi. Il presidente americano ha deciso comunque di intervenire militarmente contro l'Iran, affiancando Israele in una delle operazioni più complesse degli ultimi decenni, senza un vero confronto con il Congresso: solo dopo quattro giorni di raid il segretario di Stato Marco Rubio e il vicepresidente Vance hanno riferito in aula. La scelta ha creato forti tensioni politiche. Trump viene criticato dai democratici e da alcuni leader progressisti come Gavin Newsom e Zohran Mamdani, ma soprattutto da una parte della sua stessa base Maga, che considera l'intervento un tradimento rispetto alla promessa di non coinvolgere gli Stati Uniti in guerre lontane dagli interessi degli americani. Anche tra i repubblicani cresce la preoccupazione in vista delle elezioni di midterm. Un sondaggio Reuters-Ipsos mostra infatti un sostegno molto limitato agli attacchi: solo il 27% degli americani li approva, mentre il 43% li disapprova. Trump continua a difendere l'operazione - ribattezzata Epic Fury - sostenendo che l'Iran fosse vicino alla bomba atomica e che l'intervento porterà alla stabilizzazione del Medio Oriente. Ma il sondaggio evidenzia un malcontento diffuso: il 56% degli americani ritiene che il presidente sia troppo incline all'uso della forza militare, una posizione condivisa dalla grande maggioranza dei democratici ma anche da una parte degli elettori repubblicani e indipendenti. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com.
Aumentano i timori per l'economia globale. Con spirale inflazionistica, Bce pronta ad alzare i tassi?
Le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti, Israele e Iran stanno generando forte volatilità sui mercati finanziari. Le borse europee registrano cali intorno al 4%, mentre Wall Street ha aperto in ribasso dell'1,5% dopo una chiusura quasi piatta nella seduta precedente. Il conflitto sta incidendo anche sui prezzi dell'energia: la chiusura dello stretto di Hormuz ha spinto il petrolio in rialzo dell'8%, con il Brent arrivato a circa 85 dollari al barile, ai massimi da luglio 2024. Anche il gas è in aumento, vicino ai 60 euro al megawattora, pur restando molto sotto i picchi del 2022. Il caro energia rappresenta una delle principali debolezze strutturali dell'industria europea rispetto a quella statunitense e cinese. In questo contesto crescono i timori per l'economia globale e per una possibile nuova pressione inflazionistica che potrebbe spingere le banche centrali, in particolare la Bce, a valutare nuovi rialzi dei tassi. I dati preliminari di Eurostat indicano infatti che l'inflazione dell'Eurozona è salita a febbraio all'1,9% dall'1,7% di gennaio. In Italia l'inflazione è passata all'1,6% dall'1% del mese precedente, secondo le stime Istat, con un aumento mensile dello 0,8%. Interviene Lorenzo Codogno, Visiting professor alla London School of Economics e al College of Europe e consulente con LC Macro Advisors Ltd dal 2015. È stato capo economista del Ministero dell'Economia e delle Finanze (2006-2015) e di Bank of America a Londra.
Petrolio alle stelle, gli effetti sul prezzo della benzina
L'escalation militare in Medio Oriente inizia già a riflettersi sui prezzi dei carburanti. Dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran e la risposta di Teheran, le quotazioni petrolifere sono salite e le prime conseguenze si vedono sui listini dei distributori. Secondo Staffetta Quotidiana, mentre il Brent è aumentato finora di circa il 6,7%, il gasolio ha registrato un'impennata superiore al 16%, tornando ai livelli di febbraio 2024, mentre la benzina è ai massimi da giugno 2025. Le compagnie hanno già iniziato ad aggiornare i prezzi consigliati: Eni ha aumentato di quattro centesimi al litro benzina e gasolio, IP di tre centesimi sulla benzina e sei sul gasolio, Q8 di cinque centesimi su entrambi i prodotti e Tamoil di tre centesimi. Secondo Unem l'effetto della guerra potrebbe tradursi in un aumento di circa dieci centesimi al litro per il gasolio. L'Europa, spiega il presidente Gianni Murano, soffre una carenza strutturale di diesel a causa della chiusura di diverse raffinerie, ed è quindi costretta a importare prodotti raffinati, in un contesto di competizione internazionale che spinge ulteriormente i prezzi verso l'alto. Preoccupa anche la situazione del gas naturale liquefatto: l'Italia importa dal Qatar circa 9 miliardi di metri cubi di Gnl, pari a metà delle sue importazioni di questo combustibile. Con lo stretto di Hormuz chiuso, sarà necessario rivolgersi ad altri fornitori, come Stati Uniti, Australia, Algeria o Egitto, ma a costi inevitabilmente più elevati. Ne parliamo con Gianni Murano, Presidente Unem.
L'operazione "Epic Fury" contro l'Iran riporta il rischio geopolitico al centro dei mercati energetici. Il nodo è lo Stretto di Hormuz: da lì transitano circa 20 milioni di barili al giorno su 105 di domanda globale, ma soprattutto quasi metà del petrolio scambiato via mare, cioè quello che fa davvero il prezzo. Il Brent sale oltre 78 dollari, il WTI sopra 71. Il gas europeo balza a 45 euro/ MWh (+40%), dopo che QatarEnergy ha annunciato lo stop alla produzione di GNL a Ras Laffan a seguito degli attacchi. Per il petrolio esiste ancora un cuscinetto di offerta - anche grazie agli Stati Uniti, oggi a 13,5 milioni di barili al giorno - ma sul gas la situazione è molto più fragile. L'Europa, che ha sostituito 150 miliardi di metri cubi di gas russo con GNL, dipende in modo cruciale dal Qatar: il 20% del GNL globale passa da Hormuz. Senza alternative immediate, ogni tensione si scarica direttamente sul TTF e quindi sulle bollette elettriche, soprattutto in Italia. L'Opec+ annuncia un aumento di produzione ad aprile, ma mantiene massima flessibilità. Il mercato, però, guarda alla continuità dei flussi: se Hormuz si blocca, il surplus globale si azzera.
La reazione dei Mercati
Non è panico, è riduzione del rischio. I mercati stanno ricalibrando le probabilità. Il petrolio è il primo termometro, ma i segnali arrivano anche da oro, Treasury e Vix, ai massimi del 2026. Bitcoin inizialmente scende del 4% per poi recuperare rapidamente: segnale che l'escalation viene considerata, per ora, circoscritta. Le Borse europee cedono terreno, in particolare industriali e banche. Salgono energia e difesa. Il FTSE MIB è in netto ribasso. Il punto chiave è la parte lunga della curva Usa. A febbraio il decennale è sceso sotto il 4% nonostante petrolio in rialzo e PPI sopra le attese. È una divergenza anomala: se il greggio consolidasse sopra 80-100 dollari, i rendimenti potrebbero risalire per timori inflattivi. Se invece continuassero a scendere, il mercato starebbe prezzando un rallentamento economico più profondo. La domanda centrale resta una: shock energetico temporaneo o cambio di ciclo macro? La risposta arriverà dai tassi americani. Interviene Giacomo Calef, Responsabile per l'Italia di NS Partners.
Caos nei cieli del Golfo: spazio aereo off limits e oltre 5mila voli cancellati
La chiusura simultanea degli spazi aerei di Iran, Israele, Iraq, Qatar, Bahrein, Kuwait, Siria ed Emirati Arabi riporta il trasporto aereo a uno scenario da emergenza globale. Oltre 5.000 voli cancellati in due giorni, con gli hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi particolarmente colpiti. Gli scali di Dubai e Abu Dhabi hanno subito danni diretti; nello Zayed International Airport si registra anche una vittima. Più di 20 mila passeggeri assistiti negli Emirati, ma il problema è sistemico: quegli hub movimentano circa 90 mila passeggeri al giorno e sono snodi cruciali tra Europa, Asia e Africa. Non è solo una crisi regionale: la chiusura del Golfo spezza corridoi intercontinentali, altera rotte globali e aumenta costi e tempi. L'aviazione civile è tra i primi settori a pagare il prezzo dell'instabilità geopolitica. Il commento è di Gregory Alegi, professore di Storia e politica delle Americhe presso l'Università Luiss, ed esperto del settore aeronautico.
Dario Amodei, il numero uno di Anthropic, nel suo saggio "The Adolescence of Technology", ipotizza un «paese di geni in un datacenter» capace di sconvolgere occupazione e assetti economici. Quel che è certo è che al Pentagono l'hanno preso sul serio e vorrebbero usare Claude, il modello di Anthropic senza freni. E il paradosso è che il provato che prova ad opporsi al pubblico. Intanto Block annuncia il taglio del 40% della sua forza lavoro per effetto dell'Intelligenza Artificiale e Wall Street festeggia. Guidata da Jack Dorsey, tra i guru del tech Usa e noto per aver creato Twitter, Block è la società che controlla Square, azienda fintech per i pagamenti. Ieri ha annunciato che intende ridurre quasi della metà la propria forza lavoro. La ristrutturazione porterà il numero di dipendenti sotto quota 6.000, rispetto agli oltre 10.000 attuali. E in Italia, notizia di ieri, il Tribunale di Roma ha riconosciuto legittimo un licenziamento per «giustificato motivo oggettivo» maturato in una riorganizzazione aziendale in cui anche strumenti di AI hanno reso superflua una posizione lavorativa. Si tratta del primo caso nel panorama giurisprudenziale italiano in cui l'intelligenza artificiale compare esplicitamente nel contesto di una controversia sul lavoro. Il commento è di Emanuela Girardi - fondatrice di POP AI e Chairman di AI, Data and Robotics Association (ADRA).
Nel Discorso sullo Stato dell'Unione Trump rivendica un anno "America First": economia forte, inflazione giù, Usa "di nuovo rispettati" e "un'epoca d'oro" alle porte. Discorso record di due ore, con promesse su immigrazione, dazi e riarmo. Ma i democratici contestano (assenze e proteste) e nella replica Spanberger accusa Trump di "mentire", di durezza sull'immigrazione e di ombre su Epstein; critiche anche da settori conservatori e tensione con la Corte Suprema sui dazi. Interviene Marco Valsania, Sole 24 Ore NY.
Respinta la proposta sul congedo paritario. Perché è un'occasione persa per migliorare l'occupazione femminile
La Camera boccia la proposta unitaria del centrosinistra sul congedo paritario dopo il parere della Ragioneria: coperture giudicate "inidonee", costi stimati 3,7 mld nel 2026 fino a 4,5 mld annui dal 2035 (decorrenza 1° gennaio 2026). Le opposizioni chiedevano rinvio per lavorare sulle risorse; la maggioranza parla di "responsabilità" sui conti. Il tema è legato a occupazione femminile e riduzione del gender pay gap, in un Paese che rischia un forte calo di occupati entro il 2040. Il commento è di Alessia Pulvirenti, dottoranda in Economia al DIW Berlin (Istituto Tedesco di Ricerca Economica) e socia del Think-Tank Tortuga.
Festival di Sanremo 2026; si stima un impatto sul PIL nazionale pari a 96 milioni di euro
Seconda serata del Festival (76ª edizione): ieri 9,6 milioni di spettatori e 58% di share; calendario più tardivo per lasciare spazio alle Olimpiadi invernali. Secondo EY-Parthenon l'impatto economico complessivo vale 252 mln di produzione, con ricaduta sul PIL di circa 96 mln e oltre 1.300 posti di lavoro attivati. Tre canali: spese organizzative, indotto di pubblico/ operatori (stima 7.250 arrivi e 500€/ giorno), e advertising/ sponsor (~70 mln), con effetti anche sui prezzi degli affitti in città. Ci colleghiamo con Marta Cagnola, Radio 24 (da Sanremo).
Paramount - Warner: atto finale?
Paramount Skydance rilancia su Warner Bros Discovery: offerta rivista a 32$ per azione (da 30), su tutta WBD (inclusi asset legacy). WBD conferma di averla ricevuta ma ribadisce che l'accordo con Netflix resta in vigore e raccomandato dal board. Se WBD cambiasse rotta, Netflix avrebbe 4 giorni per pareggiare; uscire dall'accordo costerebbe 2,8 mld$, che Paramount dice di coprire, con extra pagamenti se la chiusura slitta dal 2027. Voto azionisti WBD fissato al 20 marzo, sullo sfondo rischi antitrust e pressioni politiche (attacchi di Trump a Netflix). Ne parliamo con Gabriel Debach, market analyst di eToro.
Sono passati quattro anni dall'invasione russa dell'Ucraina iniziata il 24 febbraio 2022, un'offensiva che nelle intenzioni del Cremlino avrebbe dovuto riportare rapidamente Kiev nell'orbita di Mosca e che invece si è trasformata nella più grande guerra in Europa dal secondo dopoguerra. Il bilancio umano resta drammatico: secondo le stime del New York Times circa 1,2 milioni di soldati russi e 600mila ucraini risultano morti, feriti o dispersi, mentre le vittime civili sfiorano quota 15mila e quasi 5,9 milioni di persone hanno lasciato il Paese. Mosca controlla oggi circa il 19,4% del territorio ucraino, segno di un conflitto ormai entrato in una fase di logoramento prolungato.
Nel giorno dell'anniversario i vertici dell'Unione europea sono a Kiev e ribadiscono il sostegno politico e militare all'Ucraina, sostenendo che la Russia non abbia raggiunto i suoi obiettivi strategici e accusando Mosca di colpire deliberatamente infrastrutture civili ed energetiche. Sul piano diplomatico emerge però una nuova variabile: secondo Bloomberg, Donald Trump punta a un accordo di pace entro il 4 luglio, data simbolica del 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza americana. Anche l'Italia conferma il proprio impegno a favore di una pace definita giusta e duratura, sostenendo il percorso negoziale promosso dagli Stati Uniti e il lavoro della coalizione internazionale sulle garanzie di sicurezza per Kiev. Ne parliamo con Fabrizio Pagani, Partner Vitale&Co e docente a SciencesPo di Parigi.
AI, Meta scommette su AMD: accordo oltre i 100 miliardi
Nella corsa globale all'intelligenza artificiale cambia l'equilibrio tra i giganti dei semiconduttori. Advanced Micro Devices, per anni considerata l'alternativa a Nvidia, firma con Meta Platforms un'intesa strategica destinata a ridisegnare la competizione nell'infrastruttura AI. L'accordo prevede forniture di chip per cinque anni per un valore iniziale fino a 60 miliardi di dollari, con la possibilità per Meta di salire fino al 10% del capitale AMD; considerando hardware, incentivi azionari e sviluppo tecnologico congiunto, il valore complessivo dell'operazione potrebbe superare i 100 miliardi di dollari.
AMD fornirà fino a sei gigawatt di capacità di calcolo, a partire dalla nuova piattaforma MI450 prevista nella seconda metà dell'anno, oltre a CPU personalizzate progettate per combinare alte prestazioni e minori consumi energetici nei data center dedicati all'AI. Il mercato ha reagito immediatamente con forti rialzi del titolo AMD, segnale della crescente competizione con Nvidia per il controllo delle infrastrutture dell'intelligenza artificiale globale. Analizziamo le implicazioni tecnologiche e industriali con Biagio Simonetta de Il Sole 24 Ore.
Auto europea in frenata: il 2026 parte in salita
Il mercato automobilistico europeo apre il 2026 con il segno meno. Secondo i dati Acea, a gennaio sono state immatricolate 961.382 auto in Europa (Ue27+Efta+Uk), in calo del 3,5% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nella sola Unione europea la flessione raggiunge il 3,9%. Crescono però le alimentazioni a basse emissioni: le auto elettriche salgono del 13,9%, le ibride plug-in del 32,2% e le ibride tradizionali del 6,4%, mentre continuano a crollare benzina e diesel.
Il confronto con il periodo pre-pandemia resta però il dato più preoccupante: il mercato europeo è ancora inferiore del 21,6% rispetto al 2019, mentre altre aree globali hanno già recuperato. Germania e Francia arretrano, mentre Italia, Spagna e Regno Unito mostrano solo timidi segnali di crescita. Secondo il Centro Studi Promotor, il settore paga anche le difficoltà della transizione energetica europea, con l'auto elettrica che rappresenta ancora appena il 2,3% del parco circolante. Un quadro che approfondiamo insieme a Gian Primo Quagliano, Direttore generale del Centro Studi Promotor.
Si riaccende la tensione commerciale globale dopo la decisione della Corte Suprema americana sui dazi: Donald Trump rivendica nuovi margini di manovra e minaccia tariffe ancora più elevate contro i Paesi accusati di pratiche commerciali scorrette, sostenendo di non dover tornare al Congresso per ottenere nuove autorizzazioni. L'amministrazione Usa intende mantenere l'impianto dei dazi già esistenti, riformulandone però la base giuridica per evitare rimborsi alle imprese esportatrici straniere. A Bruxelles cresce l'incertezza: la Commissione europea chiede chiarimenti a Washington sulla possibile introduzione di dazi del 15% per cinque mesi e valuta le contromosse, mentre secondo indiscrezioni l'Ue sarebbe pronta a controdazi fino a 93 miliardi di euro. Anche il Parlamento europeo ha rinviato il voto sull'accordo commerciale Ue-Usa siglato la scorsa estate in Scozia, in attesa di capire le reali intenzioni americane. Intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, riunito con i partner del G7 commercio, ha discusso a Bruxelles sicurezza delle materie prime critiche e preparazione della ministeriale OMC di Yaoundé, in un contesto internazionale segnato da forte incertezza commerciale e crescente rischio di escalation tariffaria. Trattiamo il tema con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com e con Lucio Miranda, Presidente e fondatore di ExportUSA.
Confindustria, peggiora lo scenario. Ma per Confcommercio la ripresa si sta consolidando
Peggiora lo scenario economico italiano a inizio 2026 secondo la Congiuntura Flash del Centro studi Confindustria: export e consumi continuano a frenare l'industria, mentre gli investimenti legati al Pnrr hanno sostenuto il Pil nel quarto trimestre 2025 (+0,3%). A gennaio migliorano la fiducia delle famiglie e la dinamica dei servizi, ma la produzione industriale resta fragile e volatile, penalizzata dalla debolezza della domanda interna ed estera e dall'effetto di un dollaro più svalutato. I costi energetici restano elevati, anche se il decreto energia potrebbe ridurli sensibilmente per imprese e famiglie se approvato dalla Commissione Ue. Tornano a salire i costi del credito per le imprese, mentre restano positivi i segnali sugli investimenti in macchinari. L'export mostra andamenti irregolari e una riconfigurazione geografica degli scambi, trainati soprattutto dal farmaceutico verso gli Stati Uniti e dai metalli verso la Svizzera. I consumi restano deboli, con vendite al dettaglio in calo a fine 2025, anche se a inizio anno crescono le immatricolazioni di auto e migliora leggermente la fiducia delle famiglie. Confcommercio vede invece segnali di consolidamento della ripresa grazie a un'inflazione contenuta - stimata all'1,1% annuo a febbraio - che potrebbe sostenere redditi e fiducia. La domanda cresce soprattutto nei servizi di comunicazione, nella cura della persona e nei consumi legati alla casa e al turismo, mentre restano deboli alimentari e mobilità. Il commento è di Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.
La Corte Suprema ha annullato i dazi globali di vasta portata del presidente Donald Trump, infliggendogli una perdita significativa su una questione cruciale per la sua agenda economica. La decisione si concentra sui dazi imposti in base a una legge sui poteri di emergenza, inclusi i dazi reciproci che ha imposto a quasi tutti gli altri paesi. È il primo importante pezzo dell ampio programma di Trump a essere presentato direttamente alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha contribuito a plasmare con la nomina di tre giuristi conservatori durante il suo primo mandato. La decisione della Corte Suprema è una «vergogna». Lo ha detto Donald Trump, secondo quanto riporta Cnn. Il presidente ha anche assicurato di avere un piano di riserva. La decisione sui dazi non impedisce a Trump di imporre dazi in base ad altre leggi. Sebbene queste ultime prevedano maggiori limitazioni alla rapidità e alla severità delle azioni di Trump, alti funzionari dell amministrazione hanno affermato di aspettarsi di mantenere in vigore il quadro tariffario anche in presenza di altre autorità. La Costituzione conferisce al Congresso il potere di imporre dazi. Tuttavia, l amministrazione Trump ha sostenuto che una legge del 1977 che consente al presidente di regolamentare le importazioni in caso di emergenza gli consente anche di stabilire dazi. Altri presidenti hanno utilizzato la legge decine di volte, spesso per imporre sanzioni, ma Trump è stato il primo presidente a invocarla per le tasse sulle importazioni. Trump ha imposto quelli che ha definito dazi reciproci sulla maggior parte dei Paesi nell aprile 2025 per far fronte ai deficit commerciali che ha dichiarato un emergenza nazionale. Questi sono arrivati dopo che aveva imposto dazi a Canada, Cina e Messico, apparentemente per affrontare un emergenza legata al traffico di droga. Sono seguite una serie di cause legali, tra cui un caso da una dozzina di stati a maggioranza democratica e altri da piccole imprese che vendevano di tutto, dai materiali idraulici ai giocattoli educativi all abbigliamento da ciclismo femminile. Il commento è affidato a Carlo Cottarelli, economista e direttore dell'Osservatorio conti pubblici italiani Università Cattolica
Il Cda di Monte dei Paschi ha deciso la fusione per incorporazione di Mediobanca e il successivo delisting, mantenendola però operativa come società distinta con lo stesso brand e focalizzata su private e investment banking. La struttura scelta punta a preservare l identità di Mediobanca e a rassicurare la Bce sulla continuità del piano legato all Opas. Nella nuova architettura, le attività per la clientela di fascia alta confluiranno in una società non quotata interamente controllata da Mps, che manterrà anche la quota del 13,2% in Generali. Confermata la road map per sinergie stimate in 700 milioni. Avviati i lavori per riacquistare il restante 14% di Mediobanca ancora sul mercato. Maggiori dettagli sono attesi all investor day del 27 febbraio, prima del passaggio assembleare. Ne parliamo con Paolo Paronetto, Radiocor
Decreto bollette in Cdm. Ultimi ritocchi: si lavora per bonus oltre i 115 euro
Il decreto bollette, all esame del Consiglio dei ministri, vale circa 2,5-3 miliardi e punta a ridurre il costo dell elettricità per famiglie e imprese. Il bonus per i nuclei con Isee fino a 10mila euro, o 20mila con almeno quattro figli, potrebbe salire da 115 a 125 euro. Tra le misure allo studio: la vendita del gas stoccato durante la crisi del 2022 per ridurre il differenziale di prezzo tra Ttf e Psv, la rimodulazione degli incentivi alle rinnovabili e lo spostamento di alcuni oneri e costi Ets sulle bollette. Bruxelles potrebbe però considerare quest ultima misura un aiuto di Stato. Fitto ha smentito un suo coinvolgimento diretto nel dossier, mentre Salvini propone un contributo straordinario delle banche per finanziare il taglio delle bollette. La cronaca è affidata a Celestina Dominelli, Il Sole 24 Ore e il commento a Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia
Legacoop-Prometeia, Pil Italia + 0,7% nel 2026, +0,6% nel 2027
Il rapporto Legacoop-Prometeia prevede una crescita del Pil italiano moderata e in rallentamento: +0,7% nel 2026, +0,6% nel 2027 e +0,5% nel 2028. A sostenere l economia sono domanda interna, Pnrr e investimenti, mentre i consumi restano deboli per la prudenza delle famiglie. L inflazione si mantiene intorno al 2%. Il Pnrr avrà il picco di spesa nel 2026 con un impatto stimato dello 0,3% sul Pil. Restano rischi legati ai dazi Usa, con un effetto negativo sulla crescita di 0,3-0,4 punti nel biennio 2026-2027. Il debito pubblico cala lentamente e il progressivo ritiro della Bce aumenterà la quota di titoli da assorbire dal mercato privato, mantenendo elevata la pressione finanziaria. Interviene Simone Gamberini, Presidente Legacoop
Il nuovo rapporto Svimez fotografa un Mezzogiorno che continua a perdere giovani qualificati, con una mobilità sempre più anticipata già al momento dell'università, fattore che riduce drasticamente le possibilità di rientro. Dal 2002 al 2024 quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Sud verso il Centro-Nord, con una perdita netta di 270mila unità e un costo stimato di 6,8 miliardi l'anno. La quota di laureati tra i migranti meridionali è triplicata, segno di una fuga di competenze strutturale legata alla ricerca di mercati del lavoro più dinamici. Persistono forti divari retributivi territoriali e un vantaggio economico significativo per chi lavora all'estero. Accanto a questo fenomeno emerge la crescita dei cosiddetti "nonni con la valigia": anziani formalmente residenti al Sud ma stabilmente presenti al Centro-Nord per seguire figli e nipoti emigrati. Dal 2002 al 2024 sono quasi raddoppiati, superando quota 184mila, indicatore di una trasformazione silenziosa ma profonda degli equilibri familiari e sociali. Analizziamo il tutto con Luca Bianchi, direttore Svimez
Al via la sesta edizione di imprese vincenti
È partita a Milano la sesta edizione di Imprese Vincenti, il programma di Intesa Sanpaolo dedicato alle PMI eccellenti. Dieci aziende di Milano, Monza e Brianza hanno inaugurato il tour raccontando strategie di crescita, innovazione, sostenibilità ed impatto sociale. Le imprese selezionate riceveranno supporto su internazionalizzazione, transizione digitale, ESG e finanza straordinaria, con particolare attenzione agli investimenti immateriali e alla cultura del rischio, tema centrale dell'edizione 2026. Dal 2019 si sono candidate circa 18mila PMI; le 150 selezionate quest'anno generano complessivamente 35 miliardi di fatturato e impiegano 150mila persone. Il territorio lombardo conferma una forte vocazione all'innovazione, all'export e alla nascita di startup, con Milano che guida per brevetti e internazionalizzazione. Secondo Intesa Sanpaolo, la crescita economica 2026 sarà sostenuta da consumi e investimenti, trainata da settori ad alta specializzazione come farmaceutica, elettronica, servizi avanzati e agroalimentare. Interviene Anna Roscio, executive director sales & marketing imprese della divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo
Milano Cortina 2026: l'economia dello sport e della montagna
A ridosso della chiusura delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 si è tenuto alla Triennale di Milano un confronto sugli impatti economici e territoriali dei grandi eventi sportivi. L'incontro ha analizzato gli effetti di medio-lungo periodo su infrastrutture, turismo, sostenibilità e sviluppo industriale, con la presentazione di un numero speciale della Rivista di Politica Economica dedicato all'economia dello sport e della montagna. Il focus è stato sulla capacità dei Giochi di generare investimenti duraturi, innovazione e trasformazioni territoriali, rafforzando la filiera turistica e logistica italiana. L'evento ha riunito rappresentanti di Confindustria, sport e industria per discutere come le Olimpiadi possano diventare un acceleratore di crescita e un modello di sviluppo sostenibile per i territori coinvolti. Il commento è di Leopoldo Destro, delegato del Presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del turismo
Da oggi al 20 febbraio Nuova Delhi ospita l'AI Impact Summit 2026, prima edizione della rassegna globale sull'intelligenza artificiale a svolgersi nel Sud del mondo. Oltre 500 eventi, più di 840 espositori e la presenza di capi di Stato, aziende tecnologiche e centri di ricerca trasformano il summit in una vetrina strategica per l'India, che punta a consolidarsi come hub globale dell'AI. I principi guida - Persone, Pianeta e Progresso - mettono al centro uno sviluppo tecnologico responsabile e non concentrato nelle mani di pochi. In agenda governance, impatto sul lavoro, investimenti e sicurezza. L'evento serve anche ad attrarre capitali e competenze in un Paese che genera il 20% dei dati mondiali, ha una vasta forza lavoro nell'AI e oltre 700 milioni di utenti internet, fattori che stanno spingendo colossi come OpenAI, Google, Microsoft e Anthropic a rafforzare la loro presenza locale. Il commento è di Marco Masciaga, Il Sole 24 Ore New Delhi.
996, il trend lavorativo americano importato dalla Cina
Il modello 996 - lavorare dalle 9 alle 21 per sei giorni a settimana - simbolo della cultura del lavoro estrema delle big tech cinesi, si sta diffondendo anche nella Silicon Valley insieme al ritorno della hustle culture legata alla corsa all'intelligenza artificiale. Considerato da alcuni dirigenti necessario per sostenere l'innovazione, il sistema è però sempre più contestato dai lavoratori per gli effetti su salute mentale e vita privata. In Cina è diventato il simbolo delle contraddizioni della crescita economica; negli Stati Uniti sta erodendo l'equilibrio vita-lavoro, soprattutto tra i giovani professionisti. Stress, burnout e ansia emergono come costi collaterali di una competizione che riporta il lavoro al centro dell'identità personale. Interviene Alessandro Plateroti, direttore editoriale UCapital.com.
Valgono 100 miliardi i consumi fuori casa. Nel 2025 segnali di affanno con ingressi in calo (-0,8%)
Il mercato italiano dei consumi fuori casa supera i 100 miliardi di euro e coinvolge 382 mila locali, con un impatto occupazionale di circa 1,5 milioni di addetti, ma nel 2025 emergono segnali di rallentamento. Il fatturato cresce solo per effetto dei prezzi (+3%), mentre i volumi calano (-0,8%) e la frequentazione dei locali scende in linea con il trend europeo. I consumatori riducono gli acquisti e privilegiano soluzioni più economiche, guidati dal rapporto qualità-prezzo. Resistono però segmenti dinamici come delivery e cibo portabile, cresce il dining in e la ristorazione in catena conquista la Gen Z. Cala l'alcol (-7%) ma aumentano bevande low e no alcohol (+13%) e consumo di acqua del rubinetto, segnali di nuove abitudini e maggiore attenzione alla salute. Ne parliamo con Antonio Portaccio, Presidente Italgrob.
I Comuni italiani aumentano fortemente gli investimenti nel 2025, con una crescita del 14,5% che porta il totale a quasi 22 miliardi. Spicca l edilizia residenziale pubblica, salita del 48,6%, segnale di una risposta concreta all emergenza abitativa, anche se restano decine di migliaia di alloggi inutilizzabili. Crescono anche le spese per asili nido, patrimonio culturale, infrastrutture idrauliche, impianti sportivi e scuole, mentre la voce più consistente resta quella delle strade con 4,3 miliardi. La spinta è trainata soprattutto dal Mezzogiorno e dalle grandi città, con il Pnrr come motore principale ma non unico. I dati Siope certificano pagamenti reali, pari a circa un punto di Pil, indicando che una quota rilevante della crescita economica italiana nasce dagli investimenti comunali. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.
I leader europei riuniti nelle Fiandre hanno rimesso al centro il tema della competitività chiedendo un confronto diretto con Mario Draghi ed Enrico Letta, autori dei rapporti su competitività e mercato unico finora molto citati ma poco applicati. Al pre summit organizzato prima del vertice informale hanno partecipato numerosi Paesi membri insieme alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Draghi ha avvertito che il contesto economico europeo è peggiorato rispetto alla presentazione del suo rapporto e ha chiesto interventi urgenti su barriere del mercato unico, frammentazione dei mercati finanziari, mobilitazione del risparmio europeo, costo dell energia e preferenza industriale europea in settori strategici. Ha inoltre evocato la possibilità di ricorrere a cooperazioni rafforzate per accelerare le decisioni. Sullo sfondo restano le tensioni politiche: la Spagna ha protestato per l esclusione dal pre vertice, mentre il dibattito sugli eurobond divide Francia e Germania. Meloni e Tajani hanno frenato sull apertura del confronto, mentre il presidente della Bundesbank Nagel ha rilanciato l idea di un safe asset europeo comune. Alcuni osservatori temono che senza debito condiviso gli accordi tra Roma e Berlino restino sbilanciati a favore della Germania. Il commento è di Adriana Cerretelli, Il Sole 24 Ore Bruxelles.
Dazi. La Camera Usa vota lo stop contro il Canada grazie anche ai repubblicani
Sei deputati repubblicani hanno votato con i democratici per abolire i dazi contro il Canada infliggendo a Donald Trump una sconfitta simbolica alla Camera con 219 voti favorevoli e 211 contrari. Il provvedimento dovrà passare dal Senato e verrebbe comunque quasi certamente bloccato dal veto presidenziale, superabile solo con una maggioranza qualificata improbabile nell attuale Congresso. Trump ha minacciato ritorsioni politiche contro i dissidenti del suo partito. Intanto studi della Federal Reserve di New York indicano che quasi il 90 percento del costo dei dazi è stato sostenuto da imprese e consumatori americani, smentendo la tesi che il peso ricada sugli esportatori stranieri. Ricerche indipendenti in Germania e negli Stati Uniti confermano tassi di trasferimento molto elevati e stimano un aumento medio delle imposte sulle famiglie americane superiore a mille dollari annui, anche se l impatto sull inflazione è risultato più contenuto delle attese. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
L AI corre in Italia, ma i profitti non decollano
Il mercato dell intelligenza artificiale in Italia ha raggiunto nel 2025 1,8 miliardi di euro con una crescita del 50 percento annuo e un adozione ormai diffusa tra le grandi imprese, mentre le piccole e medie restano indietro. Nonostante la diffusione delle tecnologie, il ritorno economico è ancora limitato: secondo McKinsey l 80 percento delle aziende non registra impatti significativi sull Ebit. Gli strumenti di GenAI aumentano la produttività in modo moderato, mentre modelli organizzativi avanzati basati su agenti digitali potrebbero moltiplicarla, ma il vero ostacolo resta la capacità di scalare l innovazione. A livello globale i settori più esposti all AI registrano forti guadagni di produttività e premi salariali elevati per i lavoratori con competenze specialistiche. In Italia quasi metà dei lavoratori usa già strumenti di AI e una quota rilevante dichiara risparmi di tempo o nuove capacità operative. Cresce rapidamente anche la domanda di competenze, mentre diminuisce il peso dei titoli formali rispetto alle abilità pratiche. Il Paese si trova quindi in una fase di transizione: il mercato accelera e le competenze diventano centrali, ma i benefici economici dipendono dalla trasformazione dell AI in leva organizzativa strutturale. Interviene Giovanni Miragliotta, Direttore dell Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano.
La produzione industriale chiude il 2025 in calo per il terzo anno consecutivo, nonostante il rimbalzo di dicembre (+3,2% su base annua), che limita la frenata complessiva a pochi decimali. L'Istat registra a dicembre un -0,4% su novembre, ma un quarto trimestre in crescita dello 0,9% rispetto ai tre mesi precedenti. La ripresa tendenziale è sostenuta soprattutto dalla farmaceutica (+24%), dai mezzi di trasporto e dai prodotti in metallo e gomma plastica, con un forte rimbalzo degli autoveicoli (+35%) su un confronto molto debole. Restano invece in calo chimica, tessile abbigliamento e legno. Il 2025 migliora nella seconda parte dell'anno, ma il fatturato globale dell'industria, stimato a 1.122 miliardi da Prometeia e Intesa Sanpaolo, cresce solo dello 0,2%, insufficiente a recuperare il calo del 2024. In questo contesto il Nord, e in particolare il Bellunese, guarda alle Olimpiadi come volano di sviluppo. La presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Lorraine Berton, richiama i giovani a cogliere l'occasione dei Giochi come opportunità di crescita sostenibile per il territorio montano. Un segnale arriva dal distretto dell'occhialeria: a Cortina nasce Innovereye, primo centro globale dedicato all'adozione concreta di AI e digitalizzazione nella filiera eyewear, inserito nel progetto Dolomiti Innovation Valley per attrarre investimenti e talenti. Ci raggiunge nei nostri studi a Belluno Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti e presidente del Gruppo Tecnico Olimpiadi, Grandi Eventi ed Economia della montagna di Confindustria.
Governo a lavoro sull'atteso decreto energia
Il governo prepara un decreto energia atteso dalle imprese, mentre Confindustria torna a segnalare l'urgenza di interventi per ridurre i costi che penalizzano la competitività italiana. Il presidente Orsini avverte che l'energia spinge multinazionali a investire altrove, citando il caso Stellantis in Spagna. Il ministro Urso conferma che il provvedimento sarà esaminato dal Consiglio dei ministri la prossima settimana, con misure strutturali a sostegno dell'industria e un necessario coordinamento europeo. Secondo le anticipazioni, il decreto varrebbe circa 3 miliardi e punterebbe a ridurre il costo del gas per la produzione elettrica, con benefici per imprese e famiglie a basso reddito. Tra le ipotesi: sterilizzare il differenziale tra Ttf e Psv e spostare alcuni oneri del gas sulla bolletta elettrica. Le coperture arriverebbero dalla vendita di gas nelle disponibilità di Snam e Gse e, in parte, dalle quote CO2. Restano incognite sulla compatibilità europea e sul rischio di disincentivare le importazioni in fasi di tensione. Per questo si rafforzerebbe anche il meccanismo della gas release, con sfruttamento calmierato delle riserve nazionali a favore delle imprese energivore. Ne parliamo con Celestina Dominelli, Il Sole 24 Ore.
L'AI scatena le vendite sul risparmio gestito
I mercati puniscono i titoli del risparmio gestito dopo il lancio di un nuovo strumento di intelligenza artificiale che riaccende i timori di automazione del settore. Negli Stati Uniti operatori come Charles Schwab e Raymond James perdono fino al 9%, con effetti a catena in Europa: a Milano crollano Fineco, Banca Generali, Mediolanum e Azimut, mentre scendono anche i principali gruppi europei e bancari. Il catalizzatore è l'annuncio della fintech Altruist, che ha introdotto una funzione di pianificazione fiscale basata su AI capace di analizzare documenti e generare strategie personalizzate. Il selloff riflette una paura più ampia: che l'intelligenza artificiale ridisegni il modello di business dei servizi professionali, come già visto nelle scorse settimane su software, assicurazioni e consulenza legale. Gli investitori temono una compressione dei margini e un'accelerazione della concorrenza tecnologica in un settore finora protetto dall'elevata componente umana. Il commento è affidato a Giacomo Calef, responsabile per l'Italia di NS Partners.
Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 produrranno effetti economici destinati a estendersi fino al 2050, con un impatto complessivo stimato in 6,1 miliardi di euro. Secondo l'analisi del Centro studi Unimpresa, il Veneto intercetterà 2,1 miliardi, pari al 34% del totale, con un'incidenza dell'1,17% sul PIL regionale, superiore a quella lombarda. Il risultato riflette il ruolo strategico di Cortina, gli investimenti sulla viabilità dolomitica e la funzione di Verona come hub di supporto. La legacy di medio periodo (2028-2030) vale 900 milioni, mentre quella di lungo periodo (2031-2050) altri 700 milioni, legati a infrastrutture, mobilità e attrattività territoriale. La Lombardia concentra 3,2 miliardi (52% del totale), pari allo 0,72% del PIL regionale, mentre il Trentino-Alto Adige registra l'impatto relativo più elevato: 800 milioni, pari all'1,60% del PIL. Nel complesso, le tre regioni coinvolte assorbono un impatto pari allo 0,90% del loro PIL combinato. Parliamo con Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto.
Industria 2025 in stallo, la ripresa estiva salva i ricavi
L'industria italiana chiude il 2025 in equilibrio fragile: ricavi a 1122 miliardi, +0,2% a valori correnti grazie allo sprint del secondo semestre, mentre a valori costanti prosegue il calo, seppur contenuto. La crescita si concentra tra luglio e novembre (+1,8%) dopo un primo semestre negativo (-1,3%), segnato dalle incertezze sui dazi USA. L'auto (-8,3%) resta il settore peggiore; in difficoltà anche metallurgia, chimica, moda e largo consumo. A sostenere le medie sono alimentari, farmaceutica e meccanica, quest'ultima spinta da Transizione 5.0. Rispetto al pre-Covid il fatturato è più alto del 23%, ma trainato dall'inflazione: in sei anni alimentari e farmaceutica crescono del 40%, l'auto resta in rosso e la moda si ferma al +3,9%. Le prospettive per il 2026 appaiono migliori grazie al recupero della fiducia e agli investimenti interni in macchinari, attesi in rafforzamento con il ritorno dell'iperammortamento. Resta però la pressione competitiva cinese: import UE +8,7%, Italia +20,7% con quota al 12,6%, la più alta tra i grandi Paesi europei, anche se senza erosione visibile delle quote italiane nei partner UE. Il commento è di Alessandra Lanza, Senior Partner di Prometeia.
È nato "Merzoni", il nuovo tandem per l'Europa
L'asse Roma-Berlino si prepara a emergere come nuovo motore politico europeo in vista del Consiglio europeo sulla competitività, preceduto da un vertice informale promosso da Giorgia Meloni e Friedrich Merz. L'intesa tra i due governi, definita pragmatica e operativa, si estende da migrazione e materie prime a difesa e politica industriale, come confermato dal piano d'azione firmato a Villa Pamphili. In ambienti diplomatici si parla di un riequilibrio degli assetti europei che ridimensiona il ruolo francese, mentre Macron tenta di restare centrale proponendo nuovo debito comune per difesa e tecnologia. Sullo sfondo restano le divergenze strategiche su autonomia europea, rapporti con Washington e industria militare, con Berlino attratta dal progetto Gcap guidato anche dall'Italia. Interviene Adriana Cerretelli, Il Sole 24 Ore.
Legacy Olimpiadi, permetterà alla montagna italiana di fare "il salto in Champions league"?
Le Olimpiadi rappresentano per Cortina e il Cadore una scommessa di lungo periodo sul turismo e sulle infrastrutture. Oltre 350 milioni sono stati investiti per ammodernare la viabilità verso la valle, con interventi storici sulla statale Alemagna e varianti strategiche attese da decenni. Nonostante i ritardi nei cantieri, amministratori locali e operatori turistici vedono nei Giochi un'occasione irripetibile per rilanciare l'economia montana, fermare lo spopolamento e garantire servizi moderni. Cortina punta a rinnovare la propria immagine dopo decenni di immobilismo, tra nuovi hotel e infrastrutture di accoglienza, con l'obiettivo di assicurare un'eredità capace di sostenere il turismo per i prossimi trent'anni. Ci raggiunge nei nostri studi Andrea Baccuini, Super G - Italian Mountain Club.
Oggi e domani siamo in diretta da Cortina dalla casa delle regole
La diretta arriva da uno dei luoghi simbolo di Cortina, la Casa delle Regole, edificio storico dell Ottocento nato come scuola popolare e oggi trasformato in Casa Veneto, spazio voluto dalla Regione per promuovere identità, progetti ed eccellenze regionali in vista delle Olimpiadi 2026. La scelta del luogo racconta il legame tra territorio, comunità e istituzioni e usa i Giochi come vetrina culturale oltre che sportiva. L Olimpiade Milano Cortina 2026 è la quarta edizione italiana e adotta un modello diffuso con gare in sette sedi tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. L apertura simbolica con due bracieri accesi a Milano e Cortina ha segnato l avvio di un evento record per partecipazione: quasi tremila atleti di 92 paesi, con alta rappresentanza femminile e nuove discipline. Secondo le stime economiche, i Giochi potrebbero generare oltre 5 miliardi di euro tra turismo e investimenti grazie a più di 90 opere infrastrutturali e sportive, con effetti duraturi sul flusso turistico. Il modello diffuso comporta però costi superiori alle attese e una complessità logistica elevata. Il budget organizzativo è cresciuto rispetto alle stime iniziali e si sommano ingenti investimenti pubblici per infrastrutture. La scelta di usare per oltre il 90 per cento impianti già esistenti risponde alla strategia del Cio di evitare nuove costruzioni inutili, modernizzando strutture storiche e puntando su sostenibilità ambientale, economica e sociale. Milano Cortina 2026 nasce infatti come prima Olimpiade pienamente allineata ai nuovi standard internazionali di sostenibilità, con l obiettivo di lasciare una legacy concreta e duratura su un territorio molto ampio. Facciamo il punto con Dario Ricci, Radio24, con Fabio Massimo Saldini, Amministratore Delegato Simico (Società Infrastrutture Milano Cortina 2020-2026 S.p.A.) e Commissario di Governo e con Lucas Pavanetto, Vicepresidente e Assessore al Turismo-Lavoro-Sicurezza Regione Veneto.
Malagò: I francesi copieranno Milano Cortina, questo è il futuro dei Giochi
Dall intervista emerge la difesa del modello Milano Cortina 2026 come scelta sostenibile e destinata a diventare riferimento per il futuro delle Olimpiadi. Il progetto si basa sull utilizzo di impianti già esistenti e su sedi distribuite, soluzione che secondo Malagò garantisce sostenibilità e rispetto dei luoghi storici dello sport. Le critiche straniere vengono respinte sottolineando la soddisfazione degli atleti e la coerenza con le linee guida del Cio. Il format diffuso viene indicato come tendenza internazionale: la candidatura francese per il 2030 e quella svizzera per il 2038 seguono la stessa logica territoriale. L assegnazione dei Giochi all Italia nasce anche da una strategia diplomatica dopo il ritiro di Roma 2024, con Milano scelta per la sua forza simbolica e attrattiva globale. Per Malagò l obiettivo non è solo sportivo ma di posizionamento internazionale del paese, riportando l Italia al centro del movimento olimpico. Interviene Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026.
"Finita l'ideologia della globalizzazione, siamo nel caos. Tolta la lingua unica, dobbiamo trovare un linguaggio comune. Ci stiamo provando: l'Europa certamente ha un futuro". Così Giulio Tremonti, presidente di Aspen Institute Italia e della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati, a margine dell'Aspenia Talk che si è tenuto a Milano lo scorso 2 febbraio. "Non è solo l'America, non è solo la Cina, ma anche l'Europa. Basta che l'Europa faccia l'Europa, ovvero che sia seria, che non si occupi, come fanno a Bruxelles, dei tricicli piuttosto che dei giocattoli, che si occupi del nostro futuro", ha concluso. Approfondiamo questa posizione di Giulio Tremonti, deputato (FDI) e presidente della commissione Affari esteri ed europei della Camera, ex ministro dell'Economia governi Berlusconi, Aspen Institute Italia.
Il governo sta lavorando da mesi a un decreto per ridurre il costo dell'energia elettrica, una misura che si inserisce in un quadro economico più ampio e preoccupante: la crescita italiana resta debole rispetto alla media europea e alle cosiddette "tigri del Sud Europa" - Spagna, Grecia e Portogallo - che dopo anni difficili stanno recuperando terreno. Uno dei fattori chiave è il costo dell'energia. Le imprese italiane pagano l'elettricità molto più delle concorrenti spagnole, e questo incide direttamente sulla competitività industriale e sulla crescita del Pil. La differenza nasce dalla struttura del mercato energetico: in Italia il prezzo dell'elettricità è ancora fortemente legato al gas naturale, che ha costi marginali elevati e incorpora anche il prezzo dei permessi di emissione. Questo significa che anche chi produce da fonti rinnovabili, con costi inferiori, vende energia a un prezzo determinato dal gas, generando distorsioni e profitti extra. Paradossalmente, questo meccanismo può rallentare la piena transizione alle rinnovabili, perché mantenere una quota di produzione a gas consente di tenere alto il prezzo di mercato. Da anni si discute di "decoupling", cioè dello sganciamento del prezzo dell'elettricità dal costo del gas, ma l'intervento richiede un coordinamento europeo e finora è rimasto in gran parte teorico. Nel frattempo, la struttura dei prezzi continua a pesare sull'economia reale e sulle scelte industriali del Paese. Affrontiamo il tema con Luca Marchisio, Responsabile Strategia Terna.
Auto, perché Stellantis vuole portare le aziende dell'indotto in Algeria
L'incontro tra Stellantis e le aziende dell'indotto torinese arriva in un momento delicato per l'automotive italiano, segnato da volumi produttivi bassi e da una crisi europea che riflette un mercato ridimensionato e una transizione energetica incerta. Stellantis presenta il progetto algerino come un'opportunità di espansione industriale locale, destinata al mercato interno del Nord Africa e non come una delocalizzazione verso l'Europa. L'obiettivo è costruire un ecosistema produttivo che raggiunga circa 90mila veicoli annui, con incentivi e collaborazioni per attrarre fornitori italiani. Per le imprese dell'indotto si tratta di una possibilità di internazionalizzazione in un continente con potenziale di crescita, anche se oggi il mercato africano resta limitato e infrastrutturalmente fragile. Le preoccupazioni però sono forti: i sindacati temono che l'espansione estera coincida con un progressivo disimpegno industriale in Italia, in un settore che ha già perso migliaia di posti di lavoro e aziende. Il nodo centrale è trovare un equilibrio tra apertura ai mercati emergenti e tutela della filiera produttiva nazionale, in assenza di un piano industriale europeo chiaro per il futuro dell'auto. Interviene Filomena Greco, Il Sole 24 Ore
L'Europa dichiara guerra a Elon Musk
In Europa lo scontro con Elon Musk è diventato politico e giudiziario. Le autorità francesi e britanniche hanno avviato indagini su X e sulla controllata xAI per presunte violazioni legate a contenuti illegali, deepfake e gestione dei dati, mentre diversi governi accusano Musk di alimentare disinformazione e interferenze nel dibattito pubblico. Il conflitto si estende anche sul piano normativo: Francia, Spagna e altri Paesi stanno discutendo limiti di età per l'accesso ai social e nuove regole per responsabilizzare le piattaforme. Il cuore dello scontro riguarda algoritmi, controllo dei contenuti e potere politico delle Big Tech. Musk è percepito da parte delle istituzioni europee come un attore capace di influenzare opinione pubblica ed equilibri geopolitici, anche grazie a infrastrutture strategiche come Starlink. Il confronto rappresenta qualcosa di più di una disputa con un singolo imprenditore: segna il passaggio a una fase in cui gli Stati europei cercano di riaffermare sovranità e capacità regolatoria di fronte a multinazionali digitali che accumulano potere economico e politico paragonabile a quello di attori statali. Interviene: Luca Salvioli, Il Sole 24 Ore
Gli Stati Uniti riducono dal 25 al 18 per cento i dazi sui beni indiani dopo l'intesa tra Donald Trump e Narendra Modi, che prevede lo stop agli acquisti di petrolio russo e un aumento delle importazioni di prodotti americani. Washington parla di accordo commerciale reciproco con abbattimento delle barriere tariffarie fino a zero e acquisti per 500 miliardi di dollari. L'intesa arriva mentre l'India accelera la strategia di accordi internazionali, dopo il libero scambio con l'Unione Europea e le intese con Oman e Nuova Zelanda, in un contesto di riorganizzazione dei flussi commerciali globali e di tensioni tariffarie con le grandi economie. Gli Stati Uniti registrano un disavanzo commerciale con l'India di oltre 53 miliardi di dollari, mentre Nuova Delhi viene vista come contrappeso geopolitico ed economico alla Cina.
Andiamo dietro la notizia con: Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
Debiti fiscali, la rottamazione si allarga agli enti locali
Parte la rottamazione numero cinque per chiudere in modo agevolato i debiti con il Fisco: le domande per i carichi affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023 vanno presentate online entro il 30 aprile e consentono di pagare senza sanzioni e interessi, con un piano fino a 54 rate. L'operazione mette in gioco circa 13 miliardi di debiti, con un incasso atteso di 9 miliardi nel decennio. La novità è che la legge di bilancio apre anche alle sanatorie locali: i Comuni possono varare definizioni agevolate su Imu, Tari, canone unico, servizi scolastici e multe, mantenendo intatta la quota capitale e riducendo interessi e sanzioni. Le istruzioni arrivano dall Ifel Anci, che chiede delibere sostenibili per i bilanci e segnala alcune incognite tecniche su Tari corrispettiva, Imu sugli immobili di categoria D e liti pendenti. Le novità saranno al centro della 35esima edizione di Telefisco. Ci raggiunge in studio Maria Carla De Cesari, Il Sole 24 Ore
Musk fonde SpaceX e xAI
Elon Musk unisce SpaceX e xAI creando un gruppo non quotato dal valore stimato di 1.250 miliardi di dollari. L'operazione rafforza la leadership spaziale di SpaceX e sostiene la crescita della startup di intelligenza artificiale, puntando a una nuova frontiera fatta di data center per l AI collocati nello spazio e alimentati da energia solare. Il progetto prevede una rete orbitale fino a un milione di satelliti. Il merger valuta xAI 250 miliardi e SpaceX mille miliardi ed è strutturato come scambio azionario. Musk parla di integrazione verticale per accelerare innovazione e ricerca, con l'obiettivo di estendere le capacità tecnologiche oltre i limiti energetici del pianeta. Ne parliamo con Emilio Cozzi, coautore e host del podcast "La geopolitica dello spazio" per Radio 24 con Giampaolo Musumeci.
In Francia finalmente approvato il budget. In Germania la maggioranza pensa a una riforma delle pensioni tra le polemiche
Il governo francese guidato da Sébastien Lecornu supera le mozioni di censura e porta a casa il bilancio statale 2026, che punta a ridurre il deficit al 5 per cento e include misure sociali come bonus per i lavoratori a basso reddito, pasti universitari agevolati e una sovrattassa sugli utili delle grandi imprese. Il percorso è stato segnato da forte instabilità politica e governi caduti, ma ora la legge attende solo il passaggio al Conseil Constitutionnel. In Germania il cancelliere Friedrich Merz annuncia una riforma strutturale delle pensioni entro il 2026: il sistema resterà basato su tre pilastri ma con maggiore peso a previdenza privata e aziendale, con l'obiettivo di spingere la partecipazione dei lavoratori alla crescita del patrimonio nazionale e rafforzare il mercato dei capitali. Il commento è di Daniel Gros - direttore dell'Institute for european policy making della Bocconi.
Mario Draghi avverte che l'Europa rischia un futuro da area subordinata, divisa e deindustrializzata in un contesto globale dove il vecchio ordine multilaterale guidato dagli Stati Uniti è ormai superato. Per difendere interessi e valori, l'Unione deve rafforzare accordi con partner affini e consolidare le proprie catene di approvvigionamento strategiche. In questo scenario difficile, l'Italia mostra segnali di resilienza: S&P ha migliorato l'outlook sul debito sovrano a positivo grazie alla tenuta dell'economia, agli avanzi esteri e al progressivo risanamento dei conti pubblici. Lo spread resta contenuto e la domanda internazionale di titoli italiani è solida. I dati Istat confermano una crescita del Pil dello 0,7 percento nel 2025, con un ultimo trimestre migliore delle attese. Le agenzie indicano che ulteriori progressi su finanza pubblica e posizione estera potrebbero aprire la strada a nuovi upgrade. Interviene Fabrizio Pagani, Partner Vitale&Co e docente a SciencesPo di Parigi.
Autotrasporto: rincari generalizzati sulla categoria
L'autotrasporto affronta una nuova ondata di aumenti in un contesto già appesantito da rincari strutturali. Il rinvio al 2028 dell'Ets2, il sistema europeo che estende il mercato delle quote di CO2 al trasporto stradale, concede tempo ma non cambia la sostanza: il meccanismo agirà come una tassa indiretta sui carburanti fossili e si rifletterà subito sui costi chilometrici. Secondo Federtrasporti, con un prezzo della CO2 tra 45 e 80 euro a tonnellata, l'impatto può superare i 6mila euro l'anno per veicolo su percorrenze medie di 100mila chilometri. Il settore, che opera con margini netti tra l'1 e il 3 percento e con oltre il 95 percento dei mezzi ancora diesel, fatica a sostenere la transizione verso veicoli a basse emissioni, che costano fino a tre volte di più. A questa pressione si sommano i rincari infrastrutturali, come i pedaggi dei trafori del Frejus e del Monte Bianco, aumentati del 18,5 percento tra 2021 e 2026. Il rischio segnalato dagli operatori è un progressivo indebolimento della redditività e della competitività senza strumenti di compensazione e investimenti nel rinnovo del parco mezzi. Interviene Claudio Riva, presidente Confartigianato Trasporto.
L'oro è ancora un bene rifugio?
Dopo un rally eccezionale che ha portato oro e argento su livelli record, i metalli preziosi sono entrati in una fase di volatilità estrema. L'oro è passato in pochi giorni da oltre 5mila a quasi 5.600 dollari l'oncia, per poi crollare sotto i 4.700 con un ribasso superiore al 12 percento, il più forte dal 1983. L'argento ha perso oltre il 30 percento dopo aver superato i 120 dollari. Le oscillazioni non sono spiegabili solo con prese di beneficio. La nomina di Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve ha rafforzato il dollaro, ma secondo Goldman Sachs il vero motore è stata una massiccia attività speculativa sulle opzioni, con acquisti record di call legate alla soglia dei 5mila dollari. Il superamento rapido di quel livello ha innescato una spirale di acquisti forzati che ha gonfiato il rally e reso inevitabile una correzione violenta, creando un mercato ad alto rischio per gli investitori. Lo abbiamo chiesto a Carlo Alberto De Casa, Analista Swissquote.
Chimica. UE, persi 20mila posti e altri 89mila a rischio
Dal 2022 l'industria chimica europea ha perso 20mila posti di lavoro e altri 89mila sono a rischio nelle filiere collegate, mentre le chiusure di impianti hanno cancellato il 9 percento della capacità produttiva. Il report del Cefic segnala un crollo degli investimenti in nuova capacità, scesi da 2,7 milioni di tonnellate nel 2022 a 0,3 milioni nel 2025, e un saldo negativo tra investimenti e chiusure superiore a 30 milioni di tonnellate. La chimica, primo anello di molte catene manifatturiere, rischia di innescare un effetto domino sull'intera industria europea. In Italia la produzione è in calo da quattro anni e resta del 13 percento sotto i livelli pre crisi energetica. Il tema dei costi energetici è centrale anche nel confronto tra governo e imprese energivore, con richieste di interventi su Ets, meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, semplificazioni e misure per la competitività. Ne abbiamo parlato con Francesco Buzzella, Presidente Federchimica.













