Focus economia


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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
Autore: Radio 24
Ultimo episodio: 03/02/23 18:34
Aggiornamento: 06/02/23 9:10 (Aggiorna adesso)
Classifica degli sprechi
Come ogni venerdì, torna la poco invidiabile classifica con la Top Five degli sprechi di risorse pubbliche.




Intesa Sanpaolo, utile 2022 a 4,3 miliardi. Svalutazioni extra sulla Russia

Intesa Sanpaolo chiude il 2022 con un utile netto pari a 5,5 miliardi di euro escludendo 1,4 miliardi di euro di accantonamenti/ rettifiche di valore per Russia e Ucraina, superando l obiettivo del piano di impresa 2022-2025 di oltre 5 miliardi per il 2022. L'utile netto contabile è pari a 4,35 miliardi di euro, comunque in crescita del 4% rispetto al 2021. La banca intanto prosegue nel percorso di sterilizzazione del rischio Russia: nel secondo semestre 2022 è stata ridotta del 68% (circa 2,5 miliardi di euro) l esposizione verso Mosca, scesa sotto lo 0,3% dei crediti a clientela complessivi del gruppo. La banca ha confermato tutti gli obiettivi del Piano al 2025, a partire dal target finale di 6,5 miliardi di utili. Afferma il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina: "il miglior utile in quindici anni e ben al di sopra delle indicazioni fornite a seguito dell'invasione dell'Ucraina". Nel 2023, prevediamo una "significativa crescita del risultato netto ben al di sopra dei 5,5 miliardi raggiunti nel 2022, escludendo il de-risking relativo alla Russia". Ne parliamo con Luca Davi de Il Sole 24 Ore.




Italia-Francia: sovranità europea, energia, sicurezza, al centro dei dialoghi Aspen

Rapporti bilaterali tra Francia e Italia, sovranità europea, politica industriale europea, energia e sicurezza in primis, sono stati al centro dei dialoghi italo-francesi organizzati dall'Aspen oggi a Palazzo Farnese ai quali hanno partecipato, tra gli altri il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti e l'ad di Eni, Claudio Descalzi. Per Lorenzo Binismaghi, presidente di Societe' Generale, "l'Europa è chiamata a decidere, ci si aspetta che decida su tante cose, l'Europa spesso non decide in parte perché il trasferimento di sovranità da livello nazionale ed europeo non avviene in pieno. Se si mantiene il diritto di veto, c è, infatti, un trasferimento fittizio di sovranità". Tra i temi economici emergono i problemi legati ad una costante crescita dei prezzi e il possibile scenario di stagflazione, con particolare attenzione, alla politiche che dovrebbe mettere in campo l'Europa per rispondere all'IRA (Inflation Reduction Act) statunitense, alla transizione energetica e alla diversificazione: in primo luogo la fine della dipendenza dalla Russia e il nuovo mix delle fonti. Approfondiamo il tema con l'ex ministro Giulio Tremonti, presidente Aspen Institute Italia.
Bce: rialzo dei tassi di 50 punti base, altro aumento a marzo. Prevale la posizione dei falchi
La Banca centrale europea ha confermato le attese. Ha aumentato di 50 punti base i tassi, annunciando una stretta analoga (+50 punti) nella riunione di marzo, ribadendo anche di volerli aumentare successivamente - sia pure in coerenza con i dati in arrivo - «in modo significativo» e «a un ritmo costante» e di volerli poi mantenere a un livello che garantisca un ritorno «tempestivo» dell inflazione all obiettivo del 2%. I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la Bce salgono rispettivamente al 3,00%, al 3,25% e al 2,50%, con effetto dall'8 febbraio 2023. La Bce ha anche confermato di voler iniziare, da marzo 2023, un operazione di riduzione del portafoglio accumulato con il quantitative easing (Il programma App), che scenderà di 15 miliardi al mese, in media, fino a giugno, per poi definire in un secondo momento il ritmo dei mesi successivi. Ne parliamo conDonato Masciandaro, docente politiche monetarie università Bocconi, editorialista Sole 24 Ore.




Tim in volata dopo l'offerta presentata da Kkr per NetCo

Telecom Italia (+8,66% alle 16.30, in mattinata è arrivata oltre il 13) in volata a Piazza Affari, dopo la notizia che il fondo Kkr ha presentato un offerta non vincolante per la rete, dopo che nel 2021 ne era stata respinta una per l'intera azienda. Gli analisti sono rimasti sorpresi e ritengono che la mossa del fondo americano possa velocizzare il processo di scorporo della rete. Anche per questo gli esperti di Equita hanno alzato la raccomandazione sulle azioni a Buy. Nel dettaglio, secondo quanto comunicato dalla stessa Telecom, il fondo Usa è interessato a rilevare una partecipazione in NetCo, inclusivo degli asset e attività di FiberCop e Sparkle. È stata presentata un offerta non vincolante anche se non è stata indicata la quota esatta. Il cda di Tim si riunirà oggi, nel tardo pomeriggio, per esaminare la proposta, mentre il governo ha fatto sapere di seguire con attenzione la vicenda. Secondo quanto risulta all'agenzia Radiocor, l'offerta valuta la rete di Tim almeno 20 miliardi di euro. Approfondiamo il tema con Andrea Biondi, de Il Sole 24 Ore.




Gas: bolletta in deciso calo (- 34,2%) per i consumi di gennaio 2023

In deciso calo la bolletta gas per le famiglie ancora in tutela. In base all andamento medio del mercato all ingrosso italiano nel mese di gennaio 2023 e per i consumi dello stesso mese, per la famiglia tipo in tutela si registra una diminuzione del -34,2% della bolletta rispetto al mese di dicembre 2022. Ieri il ministro Giorgetti aveva dichiarato: "Credo che la politica che abbiamo adottato per le bollette inizi a dare i primi frutti. Domani Arera darà la notizia della riduzione delle bollette. Non è il 40%, ma siamo vicinissimi e questo è un primo segnale tangibile. Questo vale per gennaio, ma vuol dire che a febbraio ci sarà un'ulteriore riduzione e quindi che, auspicabilmente, ci indirizziamo verso una normalità a beneficio delle famiglie". La riduzione del prezzo del gas risulterà decisiva per la discesa dell'inflazione, già il dato di gennaio (10,1% su base annua, dal +11,6% nel mese precedente), l'Istat attribuisce nell'inversione di tendenza dei beni energetici regolamentati, ovvero le tariffe nel mercato tutelato, la principale causa del rallentamento della corsa dell inflazione a gennaio: questi beni hanno segnato un meno 10,9% (da un più 70,2% dello scorso dicembre). Ne parliamo con Stefano Besseghini, Presidente Arera.
Ue: a gennaio inflazione all 8,5%. E in Italia scende al +10,1% su anno
L'inflazione rallenta a gennaio. Sia In Italia, sia in Europa. Secondo le stime preliminari dell Istat, infatti, nel mese l indice nazionale dei prezzi al consumo per l intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 10,1% su base annua (livello che non si registrava da settembre 1984), dal +11,6% nel mese precedente. La flessione si deve principalmente all inversione di tendenza su base annua dei prezzi dei Beni energetici regolamentati, le tariffe (da +70,2% a -10,9%) e al rallentamento di quelli degli Energetici non regolamentati (da +63,3% a +59,6%), degli Alimentari non lavorati (da +9,5% a +8,0%). Quanto invece all Europa, l inflazione nell eurozona dovrebbe attestarsi all 8,5% a gennaio, in calo rispetto al 9,2% di dicembre, secondo la stima flash di Eurostat. Tra le singole componenti prevale il dato dell energia (17,2%, rispetto al 25,5% di dicembre). La stima Eurostat sull Italia è di una inflazione in calo al 10,9%, rispetto al 12,3% di dicembre. Tra i Paesi con i tassi di inflazione maggiori Lettonia (21,6%) Estonia (18,8%) e Lituania (18,4%). All opposto Spagna e Lussemburgo (5,8%). Ne parliamo con Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio.




Sport. Un'industria in crescita ma gli italiani sono sedentari e le infrastrutture restano obsolete

Settimana scorsa, mercoledì 25 gennaio, si è tenuto allo Stadio Olimpico di Roma l'Osservatorio Valore Sport, organizzato da The European House - Ambrosetti. L'Italia è il sedicesimo Paese in UE-27 per spesa pubblica dedicata allo sport per abitante, con un valore di 73,6 Euro pro capite, il 38% in meno rispetto alla media UE-27. Lo sport attiva filiere industriali e servizi per un contributo al PIL di 24,5 miliardi di euro (1,4% del PIL nazionale) e occupa 420.000 persone. Inoltre sotto l'aspetto socio-culturale emerge un altro dato negativo. Secondo l'Ocse siamo il primo paese al mondo per sedentarietà dei bambini e il quarto per sedentarietà degli adulti. La maggior parte sono al sud e con poca scolarizzazione. Nel frattempo nei giorni scorsi si è tenuta a Verona l assemblea annuale di Assosport - Associazione Nazionale fra i Produttori di Articoli Sportivi dove sono stati forniti gli ultimi dati sul comparto (ne parla oggi anche il Sole 24 Ore). L'industria dello sport vale 13 miliardi di euro e fa registrare un incremento di più del 15% rispetto al 2020, anno che si chiuse in forte calo per effetto della pandemia. Secondo le previsioni di Cerved, la filiera dovrebbe continuare a crescere con un tasso superiore al benchmark nazionale (4,77% contro il 3,06%). Approfondiamo il tema con Dario Ricci di Radio 24.



La manifattura Italia torna a crescere e nel mentre il tessile registra ricavi al top dal 2016

Il comparto manifatturiero italiano torna ad espandersi a gennaio. Dopo sei mesi consecutivi di risultati inferiori a 50, livello sotto il quale l'attività economica si contrae, l'indice Pmi di S&P Global è salito a gennaio a quota 50,4, dal 48,5 di dicembre, segnando il dato migliore da giugno 2022. Intanto il fatturato della filiera del tessile, secondo le stime preliminari di Confindustria Moda, è salito del 32,4% a circa 8,1 miliardi di euro con il valore della produzione a più di 6 miliardi di euro (+29,5%). Entrambi i dati superano non solo quelli del 2019 ma anche i valori degli anni precedenti: è la migliore performance dal 2016 incluso. I risultati positivi del 2022 sono trainati sì dalle esportazioni che assorbono più della metà del fatturato di settore e sono salite del 31,9% oltre i 4,5 miliardi ma anche dal mercato interno. Il cosiddetto consumo apparente , infatti, è cresciuto del 32,9 per cento. Aumenta anche il saldo commerciale che arriva poco sotto i 2,2 miliardi e quindi quasi ai livelli pre Covid. I primi clienti del tessile made in Italy, invece, si confermano Francia, Germania e Cina, con crescite sostenute oltre il 30%, seguiti da Romania, Tunisia e Spagna. Proprio la Tunisia (+75,5%) registra la performance di crescita più elevata insieme alla Turchia (+74,6%). Poi ci sono gli Stati Uniti (+40,6%), spinti dal cambio favorevole. Ne parliamo con Ercole Botto Poala, Presidente di Confindustria Moda.
I 100 giorni del governo Meloni e le prossime tappe dell'esecutivo
Domenica 29 gennaio è stato il 100imo giorno di governo di Giorgia Meloni. In poco più di 3 mesi il presidente del Consiglio ha partecipato a diversi vertici internazionali, fra cui il G20 di Bali, e ha affrontato la corsa contro il tempo per approvare la Legge di Bilancio entro la fine dell anno. Non sono mancate le crisi, da quella con la Francia sul tema migranti fino allo scontro con i benzinai. Quali saranno i prossimi step? La premier ha detto che il suo governo non punta a «misure spot" e ha annunciato che presenterà le prossime proposte solo quando queste saranno "definitive e strutturali". Nel frattempo l'istat rende noto le stime preliminari sul pil: Nel 2022 il Pil italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato del 3,9% rispetto al 2021; nel quarto trimestre del 2022 il Pil italiano, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e cresciuto dell'1,7% in termini tendenziali. Il ritorno in negativo nell'ultima parte del 2022 era ampiamente previsto; e si è rivelato anzi meno intenso di quel che si temeva. Sembra quindi che lo spettro recessione potrebbe essere stato scongiurato. Ma è davvero così? Ne parliamo con Gianni Trovati de Il Sole 24 Ore.




Unicredit conti record, il titolo corre in borsa

Un quarto trimestre da record, il miglior bilancio annuale da oltre un decennio e un aumento della remunerazione degli azionisti del 40%. I risultati 2022 di Unicredit (alle 16.50 +10,5%) sono accolti con entusiasmo a Piazza Affari, dove i titoli dell'istituto trascinano al rialzo l'intero settore bancario, dopo non essere riusciti a fare prezzo in avvio e poi essere scattati fino a circa +8%. I numeri della banca guidata dall'a.d. Andrea Orcel lasciano infatti per sperare per il prosieguo della stagione delle trimestrali degli istituti di credito. UniCredit ha chiuso il 2022 con un utile netto di 5,2 miliardi, in aumento del 47,7% rispetto al 2021. Approfondiamo il tema Luca Davi, de Il Sole 24 Ore.



Acea scettica su tempi e modi di Euro 7


Il nuovo standard Euro 7 per le auto entrerà in vigore il 1° luglio 2025, nonostante gli appelli dei costruttori a posticipare di almeno un anno. Critico anche il Ceo di Renault e presidente di Acea, Luca De Meo, che ha inviato una lettera all'UE, perché «la proposta Euro 7 costringerebbe i produttori di veicoli leggeri e pesanti a investire miliardi di euro nella tecnologia di post-trattamento dei motori e degli scarichi per guadagni ambientali minimi» e «ci esporrebbe a dannosi impatti industriali, economici, ma anche politici e sociali», scrive De Meo, scettico sulle tempestiche del nuovo standard Euro7. La normativa Euro 7 prevede, infatti, per i motori diesel un abbattimento delle emissioni NOx (ossidi di azoto) del 35% rispetto all'attuale Euro 6, con la soglia che scende da 80 mg/ km a 60 mg/ km, che è lo stesso limite per i mezzi a benzina. «Le politiche e i regolamenti» Ue «dovrebbero sostenere l'obiettivo» della decarbonizzazione considerando «i ritmi specifici dell'industria, della ricerca e degli investimenti» e «questo purtroppo non è il caso», evidenzia ancora de Meo, secondo il quale nascerebbe anche un problema di natua economico per i produttori di veicoli. Ne parliamo con Gian Primo Quagliano, Direttore generale Centro Studi Promotor.




L Fmi: Italia e Germania possono evitare un 2023 di recessione. Non Gb, la peggiore del G7

Scompare il segno meno dalle previsioni su Italia e Germania per il 2023: il nuovo Outlook del Fondo monetario internazionale corregge al rialzo le stime sull economia globale e vede il segno più per i due Paesi, dopo che il report di ottobre aveva ipotizzato una flessione del Pil. La correzione per l Italia è tra le più significative, pari a 0,8 punti percentuali: a fine anno, ci sarà una crescita dello 0,6%, contro il -0,2% previsto a ottobre. E se in molti Paesi l aumento dei prezzi sembra aver davvero toccato il picco, la priorità, secondo l Fmi, resta assicurare un periodo duraturo di disinflazione.Tra i Paesi in difficoltà c'è sicuramente la Gran Bretagna, che nel giorno del terzo anniversario della Brexit, vede le sue stime in contrazione quest'anno dello 0,6%, rivelandosi fanalino di coda del G7. Il Fondo Monetario Internazionale rivede al ribasso le stime per UK nel 2023 di 0,9 punti percentuali rispetto a ottobre. Approfondiamo il tema con Paolo Guerrieri, docente di Economia alla Paris School of International Affairs, Sciences-Po (Parigi) e alla Business School dell Università di San Diego, California.
Crisi demografica, come provare ad invertire la rotta
''Ora o mai più''. La scorsa settimane il primo ministro del Giappone Fumio Kishida ha sottolineato la necessità di agire con urgenza per affrontare il calo della natalità dopo che, lo scorso anno, nel Paese che conta 125 milioni di abitanti si sono registrate meno di 800mila nascite. Negli anni Settanta i nati erano più di due milioni l'anno."Il Giappone è sul punto di non poter continuare a funzionare come società", ha detto Kishida in un incontro con i deputati. ''Non possiamo aspettare e non possiamo rimandare di concentrare la nostra attenzione sulle politiche riguardanti l'infanzia e l'educazione dei figli", ha aggiunto. Numeri molto simili a quelli italiani: nel nostro paese, che conta circa 59 milioni di abitanti, nel 2021 ci sono stati 400.249 nuovi nati (quasi la stessa proporzione giapponese). Oggi, il Sole 24 Ore dedica due pagine all'argomento, e scatta una fotografia della situazione europea, dalla quale emerge che il numero di figli per donna cresce anche in Repubblica Ceca e Romania. L'Italia in fondo alla classifica con Spagna e Malta tra i Paesi meno fecondi. La scorsa settimana, Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia la famiglia, la natalità e le pari opportunità ha lanciato l'allarme: il nostro Paese sta ormai vivendo un "inferno demografico": abbiamo 10-15 anni per "provare a invertire la tendenza prima che diventi irreversibile". Per riuscirci sono diverse le misure economiche e di sostegno alle famiglie che è necessario mettere in campo, seguendo l'esempio di Paesi virtuosi come la Francia. Ne parliamo conAlessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale alla Facoltà di Economia dell'Università Cattolica di Milano.




Dietro la notizia: Adani perde 72 miliardi per "colpa" di Hindenburg Research

"La più grande truffa al mondo". Era stato annunciato così su Twitter il rapporto del fondo speculativo Hindenburg Research che dal 24 gennaio sta affossando il gruppo Adani. Da quando il documento è stato pubblicato la galassia delle società quotate di Adani, che farà causa al fondo Usa, ha perso oltre 68 miliardi di dollari di capitalizzazione. Se il mercato sta pesantemente penalizzando il gruppo è perché in passato le indagini di Anderson si sono dimostrate solide: dal 2020 il fondo speculativo ha indagato su una trentina di società e, in media, dopo i suoi report le azioni sono crollate del 15 per cento il giorno dopo e del 26 nel giro di sei mesi, secondo i calcoli di Bloomberg. La società di ricerca si chiama Hindenburg ed è guidata da Nathan Anderson, 38 anni, un analista finanziario che negli anni si è interessato più a scoprire le truffe che al mercato. Hindenburg contestualmente alla pubblicazione del report attua una strategia di short selling (vendita alla scoperto) di titoli finanziari della società sulla quale ha indagato. Operazione che ovviamente gli garantisce guadagni enormi. Approfondiamo il tema con Alessandro Plateroti, direttore di Notizie.it.
Classifica degli sprechi
Come ogni venerdì, torna la poco invidiabile classifica con la Top Five degli sprechi di risorse pubbliche.



Divario Nord, Sud: è giusto pensare a stipendi differenziati

Ieri ha alzato un polverone la dichiarazione del ministro Valditara nella quale ipotizzava di introdurre una differenziazione regionale per gli stipendi degli insegnanti. Ipotesi che nel pomeriggio di ieri il ministro ha subito smentito: "Non è mai stato messo in discussione il contratto nazionale del mondo della scuola, non ho mai parlato di compensi diversi fra Nord e Sud; ho solo riportato una problematica sollevata da alcune regioni riguardo il differente costo della vita nelle diverse città italiane. Insieme con sindacati e Regioni si ragionerà anche di questo aspetto, per cercare soluzioni adeguate in favore di docenti e personale scolastico". Il problema di un diverso costo della vita nel Paese rimane, però, centrale. Basti pensare che, secondo l'Istat, è considerata povera una famiglia a Milano con 1.700 euro al mese, a Palermo la soglia si ferma a 1.300.
Nei mesi scorsi l'ex ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, aveva denunciato: "Per quanto riguarda il personale, purtroppo le assunzioni recenti per le motorizzazioni e i provveditorati, soprattutto al Nord, sono andate in parte deserte. Dei 320 funzionari di amministrazione che sono stati messi a concorso, una quota consistente ha rinunciato evitando di prendere servizio a meno che non gli fosse stata indicata una sede al Sud". Quali soluzioni sono immaginabili? Ne parliamo con Enrico Giovannini, ex presidente dell'Istat ed ex ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili nel governo Draghi.
Dall'Irpef al Catasto: la linea del governo sulla delega fiscale
Dalle 9 alle 18 di oggi si è tenuta la 32ma edizione di Telefisco, il convegno annuale e gratuito sulle novità fiscali dell anno del Sole 24 Ore-Esperto risponde. Sono intervenuti fra gli altri Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia, Maurizio Leo, Viceministro dell'economia e delle finanze ed Ernesto Maria Ruffini, direttore generale dell agenzia delle Entrate. L'evento ha spaziato su tutti i temi del 2023 (dall'Iva alle sanatorie, dai bonus edilizi alle criptovalute, dalle assegnazioni agevolate alle rivalutazioni).
E' stato possibile previa registrazione, seguire gratuitamente via internet il convegno e le relazioni degli esperti. Durante la giornata il viceministro dell Economia, Maurizio Leo ha spiegato i dettagli del prossimo intervento in preparazione sull Ires. Mentre il direttore dell agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini ha misurato il valore del taglio delle minicartelle, disposto con la pace fiscale: circa 18 miliardi di euro. Ne parliamo Jean Marie Del Bo, il vicedirettore Sole 24 Ore.




Valditara: "stipendi differenziati in base al carovita". Poi smentisce

La scuola pubblica ha bisogno di nuove forme di finanziamento, anche per coprire gli stipendi dei prof che potrebbero subire una differenziazione regionale. E per trovarle, si potrebbe aprire ai finanziamenti privati. Lo ha detto il ministro dell'istruzione e del merito Giuseppe Valditara alla piattaforma di dialogo promossa da PwC e gruppo Gedi "Italia 2023: persone, lavoro, impresa" in un intervento ripreso da La Repubblica.
Nel pomeriggio, però, il ministro ha corretto il tiro: "Non è mai stato messo in discussione il contratto nazionale del mondo della scuola, non ho mai parlato di compensi diversi fra Nord e Sud; ho solo riportato una problematica sollevata da alcune regioni riguardo il differente costo della vita nelle diverse città italiane. Insieme con sindacati e Regioni si ragionerà anche di questo aspetto, per cercare soluzioni adeguate in favore di docenti e personale scolastico". Approfondiamo il tema con Andrea Gavosto, direttore fondazione Agnelli, istituto di ricerca nel campo delle scienze sociali e della formazione.




Il Brasile è tornato sul palcoscenico internazionale: dal Mercosur alla moneta unica

Il Brasile torna nel dibattito globale, dopo gli anni dell ultradestra di Bolsonaro, legato a filo doppio con Donald Trump, ma diviso dagli altri leader latinoamericani. Ieri il presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, al termine dell'incontro bilaterale tenuto a Montevideo con l'omologo dell'Uruguay, Luis Lacalle Pou, ha spiegato che per il Brasile la priorità del Mercosur deve rimanere la conclusione dell'accordo già raggiunto con l'Unione europea (Ue). "Firmiamo prima l'accordo con l'Unione europea per poi, in seguito, discutere un accordo tra Mercosur e Cina", ha sottolineato. Nel mentre, nei giorni scorsi, si è tornati a parlare si una moneta comune tra Brasile e Argentina, che si chiamerebbe 'Sur', che in spagnolo significa 'sud'. Brasile e Argentina discutono della possibilita' di una moneta unica dai primi del 2019, anche se inizialmente la proposta fu osteggiata dalla banca centrale brasiliana. Il ministro dell'Economia argentino, Sergio Massa, ha precisato al Financial Times che il progetto è ancora in una fase preliminare. Ha detto che all'inizio si vorrebbe introdurre la nuova moneta in Argentina e Brasile, e solo successivamente anche nel resto del continente: sarebbe a quel punto la seconda area valutaria più grande al mondo (dopo quella dell'euro), pari al 5 per cento del PIL mondiale, secondo i calcoli del Financial Times. Ne parliamo con Mauricio Monte, collabora con Radio24 da Buenos Aires.
Berlino rivede al rialzo stime crescita 2023, si allontana l'ipotesi recessione in Europa?
La Germania evita la recessione nel 2023, secondo le stime del Governo tedesco. Berlino, ha, infatti, rivisto la previsione sulla crescita del Pil nel 2023 da -0,4% a +0,2 per cento. E' quanto emerge dal rapporto economico annuale approvato dal gabinetto e pubblicato dal ministero dell'Economia a Berlino. Si allontana quindi la possibilità di recessione nel Vecchio Continente? Per quanto riguarda il nostro Paese, nei giorni scorsi, la Banca d'Italia migliora ancora la stima per il pil del 2022 che sarebbe salito del 3,9% mentre, per il 2023, l'economia frenerà a +0,6%, qualche punto in più comunque del +0,4% previsto a dicembre e del +0,3% di ottobre. Nel mentre, oggi, il presidente della Bundesbank, e membro del Consiglio Bce, Joachim Nagel in un'intervista allo Spiegel ha dichiarato che la Bce deve guardarsi dal dichiarare "troppo presto" vittoria contro l'inflazione, e non c'è ragione per deviare dal corso delineato dalla presidente Christine Lagarde", perché "siamo ancora molto lontani dall'obiettivo d'inflazione al 2%". Ne parliamo con Franco Bruni, docente economia monetaria internazionale università Bocconi, vice presidente ISPI.




Gb, il debito pubblico alle stelle e la Brexit si fa sentire

Il debito pubblico del Regno Unito, con un deficit mensile indicato a dicembre a quota 27,4 miliardi di sterline, è il più alto mai registrato da quando si è iniziato calcolarlo pubblicamente nel 1993, ossia 30 anni fa. Lo ha reso noto ieri l' Office for National Statistics (Ons), che nel suo report spiega che la spesa per interessi a carico dello Stato sia raddoppiata nel 2022 fino a 17,3 miliardi. Ad aver inciso principalmente su questa fiammata ci sono gli aiuti messi in campo dal governo Tory in questi mesi per alleggerire l'impatto dei costi dell'energia sul caro bollette di famiglie e imprese. Intanto sono sempre di più gli indicatori che lasciano intendere un effetto molto pesante della Brexit sull'economia britannica. L'ultimo in ordine cronologico arriva da Gwendoline Cazenave, la nuova amministratrice delegata di Eurostar, il servizio ferroviario che collega Londra al continente tramite il tunnel della Manica. I treni, in servizio su queste tratte, trasportano un terzo di passeggeri in meno nelle ore di picco e questo dipenderebbe da ritardi causati dai controlli dei documenti introdotti dopo la Brexit. Approfondiamo il tema con Giorgia Scaturro, corrispondente Radio 24 da Londra.




Inflazione da costi. La tempesta perfetta sul largo consumo

Il 30% delle aziende industriali del largo consumo rischiano di operare con margini negativi e il 18% del fatturato dell'industria del largo consumo sarebbe a rischio per l'aumento dei prezzi. Sono questi i due principali dati emersi dall'indagine di Centromarca redatta insieme a Prometeia presentata oggi che ha fotografato un quadro di forti criticità nel mondo dei beni di largo consumo afflitto dalla "tempesta perfetta" dell'inflazione. "La più alta inflazione esogena da costi degli ultimi decenni". Per il settore alimentare e bevande, dove le materie prime incidono in media per il 63% del fatturato. Secondo le stime di Prometeia, dunque, soltanto la metà delle aziende oggi sarebbe in grado di assorbire il 50% degli aumenti dei costi operativi senza portare in negativo la marginalità. Approfondimo il tema con Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti SpA e presidente di Centromarca.
Cosa comporterà la direttiva Ue sull'efficienza energetica delle case?
Servono 40 miliardi all'anno per i soli edifici residenziali. Ai quali sommare 19 miliardi per la riqualificazione energetica degli immobili strumentali. Una mole di investimenti superiore a quella movimentata dal superbonus: in due anni, infatti, il 110% ha convogliato 62 miliardi di lavori su circa 360mila edifici (tra condomini, case unifamiliari e unità indipendenti). Sono stime dell'Ance, che danno la misura di quale potrebbe essere l'impatto della direttiva Ue sulle case green, attualmente in discussione a Bruxelles.Un impatto gigantesco che, comunque, parte da una premessa prudente: nei calcoli sono considerati, infatti, solo gli edifici sui quali per la direttiva sarà prioritario intervenire, cioè il 15% del patrimonio più energivoro, ossia oltre 1,8 milioni di edifici in sette anni. Proprio per questa ragione, oggi in un'intervista a la Stampa, il sottosegretario all'Economia Federico Freni (Lega) ha spiegato che ci sono contrasti con l'Europa: "Stanno emergendo dubbi e riserve anche da altri Paesi, tra cui la Germania. È presto per tirare una linea, e sono convinto che si troverà un punto di equilibrio ragionevole, ma dovranno tenere conto delle peculiarità strutturali del nostro patrimonio immobiliare". Ne parliamo con Giuseppe Latour de Il Sole 24 Ore.



A poche ore dallo sciopero, per l'autotrasporto lamenta ancora carenza di personale e caro carburanti

Saltata l'ultima mediazione con il governo, inizia oggi alle 19 sulla rete ordinaria (e alle 22 sulle autostrade) la serrata di 48 ore dei distributori di carburante e termina alla stessa ora (rispettivamente 19 e 22) di giovedì 26 gennaio. Per le imprese dell'autotrasporto il problema dei costi dei carburanti rimane insieme a quello della mancanza di autisti. Approfondiamo il tema con Patrizio Ricci, presidente Cna Fita.



Gb: indebitamento pubblico record a 27,4 mld di sterline a dicembre 2022

L'indebitamento del settore pubblico (Psnb ex) in Gran Bretagna nel dicembre 2022 è stato di 27,4 miliardi di sterline, il dato più alto di dicembre da quando sono iniziate le registrazioni mensili nel gennaio 1993, in gran parte a causa di un forte aumento della spesa per i programmi di sostegno all'energia e di un aumento degli interessi sul debito. Lo indicano i dati dell'Ufficio nazionale di statistica Ons. Si tratta dell'ennesimo effetto negativo della Brexit? Ne parliamo con Giorgia Scaturro, corrispondente Radio 24 da Londra.
Meloni in Algeria: l'Italia può diventare un hub per la distribuzione di energia
Un mix energetico come soluzione alla crisi innescata dalla guerra in Ucraina scatenata dalla Russia. A dirlo è Giorgia Meloni, in visita ufficiale in Algeria. La premier ha parlato del progetto («che ci diamo come orizzonte di legislatura») di fare dell Italia «una sorta di Hub di distribuzione dell energia». Nel primo semestre 2022 il nordafricano è diventato il primo fornitore di gas naturale e a dicembre il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha dichiarato l impegno preso con Roma per aumentare le forniture di gas dagli attuali 20 «ad almeno 35 miliardi di metri cubi». Il progetto di Meloni di una collaborazione con i Paesi africani per rendere l Italia un hub energetico del Mediterraneo dovrà però superare non poche difficoltà, come ha spiegato l'ad di Eni Descalzi, presente ad Algeri con il primo ministro. «Venendo tutto il gas dal Sud, se abbiamo un collo di bottiglia tra Campania, Abruzzo e Molise il concetto di hub è potenziale, non si entra in energia cinetica. È un grande potenziale che non si esprime» ha spiegato Descalzi, che ha aggiunto: l Italia potrà azzerare le forniture di gas russo «nell inverno 2024/ 2025». Un processo di diversificazione iniziato dal governo Draghi e nello specifico dall'ex ministro Cingolani, che già lo scorso luglio si era recato ad Algeri con il premier e con lo stesso Descalzi. Ne parliamo con Roberto Cingolani, ex ministro della Transizione ecologica del governo Draghi.Cambio Euro Dollaro ai massimi da aprile 2022

Il cambio euro dollaro oggi si attesta attorno 1,086 ed è ai massimi dall'aprile 2022. Gli analisti pensano ad una conquista stabile della soglia psicologica di 1,09 già "sfondata" questa mattina. Domenica La Stampa ha pubblicato una intervista con il membro della Bce Klaas Knot che ha parlato di due rialzi dei tassi per la banca centrale europa di 50 punti base a febbraio e a marzo. Le ultime aggressive dichiarazioni della BCE combinate con le ultime scommesse di un rallentamento del ritmo di inasprimento della Federal Reserve stanno aiutando a ridurre la forte divergenza di politica monetaria tra le due Banche Centrali, favorendo fortemente la continuazione di rialzo dell euro dollaro. Approfondiamo il tema con Alessandro Plateroti, direttore di Notizie.it.Lavoro, la grande fuga: 1,6 milioni di dimissioni in 9 mesi

Sono oltre 1,6 milioni, infatti, le dimissioni registrate nei primi nove mesi del 2022, il 22% in più rispetto allo stesso periodo del 2021 quando ne erano state registrate più di 1,3 milioni. La fotografia arriva dagli ultimi dati trimestrali sulle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro, e il numero indica i rapporti di lavoro cessati per dimissioni, e non il numero dei lavoratori coinvolti. I motivi delle dimissioni possono essere vari, ma di fatto la tendenza osservata a partire da due anni a questa parte si conferma con numeri in salita. Nel mentre le aziende, come mostra il Bollettino annuale 2022 del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, fanno sempre più difficoltà a reperire lavoratori. È in crescita il mismatch tra domanda e offerta di lavoro che passa dal 38,6% dello scorso anno al 45,6% (pari a circa 230mila assunzioni). E nel 2022 cresce la richiesta laureati, quasi uno su due è introvabile. Ne parliamo con Francesco Seghezzi, direttore fondazione ADAPT, centro studi su lavoro e occupazione fondato da Marco Biagi.
La Francia sciopera contro la riforma delle pensioni
Prima giornata di sciopero in Francia contro la riforma delle pensioni, una prova di forza per Emmanuel Macron, con l'allungamento da 62 a 64 anni dell'età pensionabile come principale provvedimento che suscita la protesta delle opposizioni e dei sindacati. I trasporti, le scuole, gli ospedali, oltre a raffinerie e stazioni di servizio, sono i settori più colpiti dall'agitazione. I lavoratori del settore pubblico dell'elettricità EDF hanno calato la produzione dell'energia annunciando "oltre 7.000 megawatt di calo di produzione senza alcun impatto sugli utenti". Il ministero dell'Interno ha mobilitato 10.000 fra poliziotti e gendarmi per far fronte ad una mobilitazione che potrebbe raggiungere il milione di persone. A Parigi, corteo dalle 14 da place de la République alla Bastiglia, fino a place de la Nation. Emmanuel Macron oggi è in Spagna per un incontro fissato da tempo per la firma del Trattato di Bacellona, se la situazione dovesse complicarsi potrebbe rientrare in fretta. L'età pensionabile salirebbe fino a 64 anni nel 2030, con un aumento progressivo da subito di 3 mesi ogni anno. Ricordiamo che in Italia e Germania (nel 2031) l'età pensionabile è a 67 anni, in Spagna 66 (ma nel 2031 a 67) e in Francia appunto a 62. In media nella zona euro l'età di pensionamento è a 64,99 anni. Ne parliamo conDanilo Ceccarelli, collaboratore del Sole 24 ore da Parigi.




Al via Vicenzaoro dal 20 al 24 gennaio. Export del settore +27% nei primi mesi del 2022

Apre domani, venerdì 20 gennaio, sino a martedì 24 gennaio, VOJ Vicenzaoro January The Jewellery Boutique Show l appuntamento internazionale di riferimento in Europa del settore orafo-gioielliero. Ci si aspetta la più grande Vicenzaoro in quasi 70 anni di storia dato che ci saranno oltre 1.300 brand espositori provenienti da 36 Paesi. La fiera ospita i top brand della gioielleria di alta gamma e il meglio dell'orificeria made in Italy. Il 40% proviene dall'estero. 400 i buyer da oltre 60 paesi. Il dato che spicca è quello che riguarda l'export: +27,2% in valore nei primi 9 mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo 2021. E +41,4% se confrontato con lo stesso periodo 2019. Atteso il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nella cerimonia di apertura. Approfondiamo il tema conMarco Carniello, Global Exhibition Director per la divisione Jewellery&Fashion di Italian Exhibition Group.




Snam: balzo degli investimenti a 10 miliardi per rafforzare la sicurezza energetica

Un occhio puntato sul breve periodo per continuare a gestire l emergenza scatenata dalla decisione della Russia di ridurre progressivamente le forniture di gas. E un altro focalizzato sulla media-lunga distanza con l obiettivo di rafforzare gli asset strategici per la sicurezza energetica del Paese. Al servizio del quale Snam si è posta con decisione negli ultimi mesi, con l arrivo di Stefano Venier al timone. Si muove su questo doppio livello il nuovo piano strategico del gruppo, presentato oggi, giovedì 19 gennaio, al mercato, il primo firmato dal nuovo ad e che prevede un balzo degli investimenti, con uno sforzo di 10 miliardi da qui al 2026 (+23%). Accanto allo sforzo destinato alla rete di trasporto, Snam concentrerà 1,3 miliardi nell ampliamento e rinnovo dei siti di stoccaggio, a partire da Alfonsine (Ravenna), che farà salire del 15% la capacità su questo versante, mentre 1,4 miliardi serviranno sul fronte del Gnl con un significativo aumento legato all acquisto che il gruppo ha realizzato su mandato del governo di due rigassificatori galleggianti, destinati a Piombino e a Ravenna, e dei relativi investimenti infrastrutturali. Ne parliamo con Stefano Venier, amministratore delegato di Snam.
La Francia sciopera contro la riforma delle pensioni
Prima giornata di sciopero in Francia contro la riforma delle pensioni, una prova di forza per Emmanuel Macron, con l'allungamento da 62 a 64 anni dell'età pensionabile come principale provvedimento che suscita la protesta delle opposizioni e dei sindacati. I trasporti, le scuole, gli ospedali, oltre a raffinerie e stazioni di servizio, sono i settori più colpiti dall'agitazione. I lavoratori del settore pubblico dell'elettricità EDF hanno calato la produzione dell'energia annunciando "oltre 7.000 megawatt di calo di produzione senza alcun impatto sugli utenti". Il ministero dell'Interno ha mobilitato 10.000 fra poliziotti e gendarmi per far fronte ad una mobilitazione che potrebbe raggiungere il milione di persone. A Parigi, corteo dalle 14 da place de la République alla Bastiglia, fino a place de la Nation. Emmanuel Macron oggi è in Spagna per un incontro fissato da tempo per la firma del Trattato di Bacellona, se la situazione dovesse complicarsi potrebbe rientrare in fretta. L'età pensionabile salirebbe fino a 64 anni nel 2030, con un aumento progressivo da subito di 3 mesi ogni anno. Ricordiamo che in Italia e Germania (nel 2031) l'età pensionabile è a 67 anni, in Spagna 66 (ma nel 2031 a 67) e in Francia appunto a 62. In media nella zona euro l'età di pensionamento è a 64,99 anni. Ne parliamo con Danilo Ceccarelli, collaboratore del Sole 24 ore da Parigi.




Al via Vicenzaoro dal 20 al 24 gennaio. Export del settore +27% nei primi mesi del 2022

Apre domani, venerdì 20 gennaio, sino a martedì 24 gennaio, VOJ Vicenzaoro January The Jewellery Boutique Show l appuntamento internazionale di riferimento in Europa del settore orafo-gioielliero. Ci si aspetta la più grande Vicenzaoro in quasi 70 anni di storia dato che ci saranno oltre 1.300 brand espositori provenienti da 36 Paesi. La fiera ospita i top brand della gioielleria di alta gamma e il meglio dell'orificeria made in Italy. Il 40% proviene dall'estero. 400 i buyer da oltre 60 paesi. Il dato che spicca è quello che riguarda l'export: +27,2% in valore nei primi 9 mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo 2021. E +41,4% se confrontato con lo stesso periodo 2019. Atteso il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nella cerimonia di apertura. Approfondiamo il tema conMarco Carniello, Global Exhibition Director per la divisione Jewellery&Fashion di Italian Exhibition Group.




Snam: balzo degli investimenti a 10 miliardi per rafforzare la sicurezza energetica

Un occhio puntato sul breve periodo per continuare a gestire l emergenza scatenata dalla decisione della Russia di ridurre progressivamente le forniture di gas. E un altro focalizzato sulla media-lunga distanza con l obiettivo di rafforzare gli asset strategici per la sicurezza energetica del Paese. Al servizio del quale Snam si è posta con decisione negli ultimi mesi, con l arrivo di Stefano Venier al timone. Si muove su questo doppio livello il nuovo piano strategico del gruppo, presentato oggi, giovedì 19 gennaio, al mercato, il primo firmato dal nuovo ad e che prevede un balzo degli investimenti, con uno sforzo di 10 miliardi da qui al 2026 (+23%). Accanto allo sforzo destinato alla rete di trasporto, Snam concentrerà 1,3 miliardi nell ampliamento e rinnovo dei siti di stoccaggio, a partire da Alfonsine (Ravenna), che farà salire del 15% la capacità su questo versante, mentre 1,4 miliardi serviranno sul fronte del Gnl con un significativo aumento legato all acquisto che il gruppo ha realizzato su mandato del governo di due rigassificatori galleggianti, destinati a Piombino e a Ravenna, e dei relativi investimenti infrastrutturali. Ne parliamo con Stefano Venier, amministratore delegato di Snam.
A Davos si ragiona su come rispondere "all'Ira" statunitense
Dopo tanto pessimismo, sulle prospettive dell economia globale arrivano spiragli di fiducia da Davos. Al World Economic Forum, il commissario Ue, Paolo Gentiloni, ha ribadito che l Unione Europea potrebbe scontare solo una «contrazione limitata» nel primo trimestre dell anno ed evitare una recessione profonda. Ma nello specifico, il dibattito di questi giorni a Davos si è molto concentrato anche sulla risposta europea all'Inflation Reduction Act (Ira), un maxi piano del valore di 370 miliardi di dollari, messo in piedi dal Presidente Joe Biden per assicurare che gli USA raggiungano i target di riduzione delle emissioni entro il 2030. Approfondiamo il tema con l'inviato al Forum de Il Sole 24 Ore, Gianluca Di Donfrancesco.


Ita: Lufthansa presenta l'offerta per una quota di minoranza

Lufthansa ha presentato l'offerta per una partecipazione in Ita Airways. Il Gruppo "ha presentato una lettera di intenti al Ministero dell'Economia e delle Finanze italiano", si legge in una nota in cui si sottolinea che "qualora entrambe le parti decidano di firmare il memorandum d'intesa, ulteriori negoziati e discussioni saranno condotti su base esclusiva". La proposta riguarda inizialmente una quota di minoranza. Per il Gruppo Lufthansa, l'Italia "rappresenta il mercato più importante al di fuori dei mercati domestici e degli Stati Uniti". Sempre oggi in mattinata Air France-Klm si era definitivamente sfilata dalla gara. Stando a quanto riportato dall'agenzia Bloomberg, Lufthansa starebbe ragionando di un esborso fino a 350 milioni di euro per una quota iniziale del 40%, dunque ben oltre l'ipotesi trapelata in precedenza di 200-240 milioni per il 35-40% della compagnia. Sarà prevista l opzione da esercitare in un secondo tempo per l acquisto della parte rimanente del capitale posseduta dal Mef. Approfondiamo il tema con Giorgio Pogliotti, de Il Sole 24 Ore, e Andrea Giuricin, Docente di Economia dei Trasporti all'Università Bicocca di Milano.




La Germania si prende la responsabilità dei prezzi folli del gas

"È vero, ad agosto abbiamo distrutto il mercato del gas ma la nostra missione era di riempire gli stoccaggi e certo cosi' facendo abbiamo fatto salire i prezzi fino a 350 euro a megawattora ma credo che abbiamo fatto la cosa giusta. Se non la avessimo fatto e ora avessimo riserve insufficienti, ci chiederebbero tutti perche' non ci abbiamo pensato prima". Lo ha detto ieri il vicecancelliere tedesco Robert Habeck parlando con Bloomberg Tv a margine dei lavori del World Economic Forum a Davos. Nel mentre il prezzo del gas è stabilmente sotto gli 80 euro, possiamo confidare in un calo duraturo del prezzo delle bollette? Ne parliamo con Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.
Transizione energetica: servono 182 miliardi da qui al 2030
È stato presentato oggi a Roma, alla presenza del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il terzo Studio di Confindustria Energia sull andamento e sui programmi di investimento al 2030 in Italia dal titolo "Infrastrutture energetiche per una transizione sicura e sostenibile". E sarebbero 182 miliardi di euro nel periodo 2022 - 2030 gli investimenti richiesti per realizzare gli obiettivi europei di decarbonizzazione del Fit for 55 e del RePowerEu , garantendo al tempo stesso la sicurezza energetica e la sostenibilità sociale. Gli investimenti proposti secondo Confindustria produrrebbero valore aggiunto per 320 miliardi, darebbero lavoro a 380mila persone ogni anno e ridurrebbero le emissioni di gas serra di 127 milioni di tonnellate all'anno nel 2030. Infine per il vicepresidente di Confindustria Energia, Roberto Potì, "i progetti individuati nello studio potrebbero consentire entro il 2026 l'avviamento di cantieri per 62 miliardi di euro". Ne parliamo con Giuseppe Ricci, Presidente Confindustria Energia.




Non solo crisi energetica ed inflazione, le imprese temono anche gli attacchi informatici

È stato pubblicato oggi l'Allianz Risk Barometer 2023, la classifica annuale sulla percezione dei rischi d'impresa stilata da uno dei principali assicuratori globali: Allianz Global Corporate & Specialty (AGSC) per la 12° edizione annuale. Gli Incidenti informatici e l Interruzione delle attività rappresentano i principali timori delle aziende (entrambi con il 34% delle risposte). Tuttavia, i Cambiamenti macroeconomici come l'inflazione, la volatilità dei mercati finanziari e l'incombenza di una recessione (che passa dal 10° al 3° posto rispetto all'anno precedente), nonché l'impatto della Crisi energetica (new entry al 4° posto) salgono nella classifica dei rischi aziendali globali di quest'anno. Approfondiamo il tema con Nicola Mancino, Distribution Manager di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS).




Inflazione +0,3% a dicembre e +11,6% annuo, confermato +8,1% nel 2022

A dicembre l indice nazionale dei prezzi al consumo per l intera collettività, al lordo dei tabacchi, è aumentato dello 0,3% su base mensile e dell 11,6% su base annua (da +11,8% del mese precedente). Lo comunica l'Istat confermando la stima preliminare diffusa all inizio di gennaio. In media, nel 2022 i prezzi al consumo sono cresciuti dell 8,1% (+1,9% nel 2021). L'inflazione acquisita, o trascinamento, per il 2023 (ossia la crescita media che si avrebbe nell anno se i prezzi rimanessero stabili per tutto il 2023), è pari a +5,1%, più ampia di quella osservata per il 2022, quando fu +1,8%. Nel 2022, sottolinea l'Istat, l'impatto dell'inflazione è più ampio sulle famiglie con minore capacità di spesa: +12,1% contro +7,2% per quelle con maggiore capacità di spesa (quasi 5 punti in più). Ne parliamo con Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio.
Il ruolo della distribuzione: assorbe 4 miliardi di inflazione
Si è tenuta oggi a Milano la conferenza stampa che anticipa i dati del Paper realizzato da The European House-Ambrosetti per ADM - Associazione Distribuzione Moderna, dal titolo "L'Italia di oggi e di domani: il ruolo sociale ed economico della distribuzione moderna". I dati presentati dimostrano la distribuzione come argine all'inflazione, impulso al fatturato della filiera agroalimentare, occupazione e sostegno al PIL. Quello che emerge dallo studio è che nel 2022 le aziende della distribuzione moderna hanno assorbito 3,9 miliardi di euro di inflazione consentendo un risparmio fino a 77 euro al mese a famiglia. E che per le famiglie meno abbienti la variazione dei prezzi del paniere medio pesa per un +17,5% rispetto a un anno fa, che scende fino a un +9,6% per le famiglie più abbienti, con una media nazionale dell'11,6%. Ne parliamo conValerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House - Ambrosetti.Big Tech in crisi

Dall'inizio del 2021 fino alla chiusura dell'anno le società della Silicon Valley hanno registrato licenziamenti per oltre 150.000 persone. Le Big Tech, da Alphabet-Google a Apple passando da Netflix, Amazon, Meta e Microsoft, nell'ultimo anno hanno perso oltre tremila miliardi di dollari di valore di mercato nell'ultimo anno. Ciononostante questi grandi gruppi hanno creato molti più posti di lavoro negli ultimi anni di quanti non ne distruggano adesso. E anche dopo un 2022 molto negativo, i colossi tecnologici hanno comunque generato oltre cinquemila miliardi di dollari di valore di Borsa in circa dieci anni. Ma è indubbio che la loro crescita esponenziale sempre essersi fermata. Approfondiamo il tema con l'appuntamento settimanale con "Dietro la notizia", la rubrica di Alessandro Plateroti, direttore di Notizie.it.Tim, il segnale di Vivendi: dimissioni di De Puyfontaine dal CdaDimissioni dal Cda Tim di Arnaud de Puyfontaine. Come anticipato sul sito del Sole 24 Ore il ceo di Vivendi e consigliere d'amministrazione di Telecom Italia dal 2015 ha rassegnato le sue dimissioni «irrevocabili» dal board della società di cui la media company francese è primo azionista con il 23,75%. La decisione sarebbe stata presa a valle di una riunione stamattina, nella mattinata di lunedì 16 gennaio, a Parigi.Il titolo Telecom Italia, intanto, sale dello 0,8% a metà mattinata, poi accelera oltre il 3% a 0,26 euro a Piazza Affari per 5,4 miliardi di capitalizzazione. La borsa, infatti, considera la mossa un segnale in vista della riunione del Consiglio d'amministrazione previsto per il prossimo 18 gennaio 2023. De Puyfontaine ha confermato che «Tim e l Italia restano centrali nei piani di investimento di Vivendi», le dimissioni potrebbero essere un endorsement nei confronti del Governo. Ne parliamo con Andrea Biondi de il Sole 24 Ore.
TrasmissInflazione Usa in linea con le aspettative, le borse accelerano: più fiducia nel futuroione del 12 gennaio 2023
Il dato sull'inflazione Usa di dicembre è risultato in linea con le previsioni. I prezzi al consumo, come atteso, hanno segnato un ulteriore calo a +6,5% (il dato più basso in 14 mesi) da +7,1% di novembre e il mercato a questo punto spera che la ritirata dei prezzi induca la Federal Reserve a ridimensionare i rialzi dei tassi futuri. Questo elemento di fiducia si lega ad un prezzo del gas molto basso rispetto ai mesi scorsi. Se si dovesse attestare su questi livelli (intorno ai 65 dollari), potrebbe cambiare le carte in tavola. Un prezzo del gas più basso si traduce in inflazione calante e minori rischi di recessione. Ne parliamo con Gregorio De Felice, capo economista e responsabile Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.I benzinai: «Fango su di noi, sciopero 25-26 gennaio». Domani incontro con il governo

«Per porre fine a questa ondata di fango contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità, le associazioni dei gestori, unitariamente, hanno assunto la decisione di proclamare lo stato di agitazione della categoria, su tutta la rete; di avviare una campagna di controinformazione sugli impianti e proclamare, per le giornate del 25 e 26 gennaio 2023, una prima azione di sciopero, con presidio sotto Montecitorio». Lo annunciano in una nota Faib-Confesercenti, Fegica, Figisc-Confcommercio. Domani le sigle incontreranno il governo per un confronto. Intanto nessuna marcia indietro da parte del governo sulle accise dei carburanti ma invece stretta sui controlli a tutto campo. Sono queste le indicazioni che emergono dal question time del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti oggi al Senato. La sforbiciata delle accise sui carburanti adottata dal governo Draghi è stata decisa «quando il prezzo aveva superato i 2 euro al litro (toccando i 2,184 euro per la benzina), condizioni queste di prezzo molto diverse da quelle attuali». Approfondiamo il tema con Giuseppe Sperduto, presidente FAIB (Federazione autonoma italiana benzinai) della Confesercenti.
Scuola, via alle iscrizioni al nuovo anno. Intanto il mismatch tra domanda e offerta di lavoro è al 41%
Dal 9 al 30 gennaio 2023 sarà possibile effettuare le iscrizioni per l'anno scolastico 2023/ 2024. Sono circa 1,3 milioni gli studenti interessati. Anche quest'anno le procedure si svolgeranno online per tutte le classi prime delle scuole statali primarie e secondarie di primo e secondo grado. Per gli studenti delle superiori, la scelta da prendere in questi giorni è un po più delicata, perché riguarda da vicino il proprio futuro. Per aiutarli, il ministro dell Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha inviato a metà dicembre una lettera alle famiglie con una serie di dati sui possibili sbocchi lavorativi post diploma, Regione per Regione. Numeri a cui si aggiungono quelli del bollettino annuale Excelsior, secondo il quale c'è un forte mismatch tra domanda e offerta di lavoro, con una quota di introvabili che nel 2022 ha toccato il 41%, nove punti in più rispetto al 2021. Molte delle risorse ricercate potrebbero essere formate nelle scuole tecnico - professionali, che però scontano ancora gap informativo: c è chi ancora pensa che sia una seconda scelta e invece non lo è. Ne parliamo con Claudio Tucci, Sole 24 Ore.




Spread in calo, tassi in rialzo in asta BoT. Gli investitori scommettono su una crescita anche nel 2023?

Rendimenti in calo per i titoli di Stato europei, con gli investitori che puntano a un rallentamento delle mosse delle banche centrali. Lo spread BTp/ Bund è in calo in area 183 punti. Eppure ieri la Banca Mondiale ha tagliato le stime del pil a +1,7% con un rischio recessione. L'istituto vede un rallentamento in tutte le aree del mondo, Eurozona inclusa. Ma se la Banca Mondiale vede nero, uno spiraglio di luce (almeno nelle previsioni) arriva però dalla banca d'affari Goldman Sachs. Anche i suoi economisti hanno rivisto le stime sull'Eurozona, proprio ieri. Ma a differenza di quanto fatto dalla World Bank le hanno riviste al rialzo: una crescita dello 0,6% per il 2023 rispetto alla stima di un calo dello 0,1% precedente. Sui diversi Stati, la crescita è vista più debole in Germania e in Italia "che dipendono maggiormente dai consumi energetici per l'attività industriale, rispetto a Francia e Spagna, che hanno un'energia più diversificata e sono relativamente più intensivi nel settore dei servizi". Approfondiamo il tema con Morya Longo de Il Sole 24 Ore, e Mario Deaglio, docente Economia Internazionale Università di Torino.
Carburanti, il Governo ragiona se intervenire
Oggi pomeriggio si è tenuto un incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il ministro dell Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. Giuseppe Zafarana. Al centro della riunione fare il punto e valutare ogni possibile ulteriore azione di contrasto alle speculazioni in atto sui prezzi dei carburante. Secondo la rilevazione periodica dei prezzi medi dei carburanti sulla rete di distribuzione italiana del ministero dell Ambiente, questa settimana c'è stato un aumento complessivo di oltre il 10% rispetto alla settimana scorsa per la benzina e del 9,39% del gasolio. Ma, spiega lo stesso Ministero, gli aumenti sono in linea con rialzo accise. Ne parliamo con Gabriele Masini, direttore di Staffetta Quotidiana - Quotidiano delle fonti di energia.




Priolo, Lukoil cede la raffineria alla cipriota Goi Energy

È stato firmato l'accordo per la cessione della raffineria Lukoil di Priolo a Goi Energy. Lo ha comunicato ieri sera in una nota Goi Energy annunciando di aver raggiunto con Litasco, controllata al 100% da Lukoil, l'accordo per l'acquisizione dell'impianto Isab. "Siamo lieti di annunciare di aver raggiunto un accordo con Litasco. Siamo profondamente consapevoli dell'importanza di Isab per l'economia italiana, per la Sicilia e per la comunita' locale" Lo ha detto Michael Bobrov, amministratore Delegato di Goi Energy, riferendosi all'accordo di acquisizione da Lukoil della raffineria Isab di Priolo. Dall'impianto proviene circa il 20% dei prodotti raffinati consumati in Italia ma, in quanto controllata da un gruppo russo, la raffineria rischiava di avere problemi di operatività a causa degli embarghi contro Mosca decisi dall'Europa. Il destino di Priolo ha anche un impatto rilevante sulla questione prezzi carburanti, dato che la raffinazione incide sul prezzo finale al consumatore. Se Priolo si fosse fermata il prezzo dei carburanti sarebbe alle stelle. Il closing è previsto entro la fine di marzo. Approfondiamo il tema con Sara Deganello de Il Sole 24 Ore.




Tremonti: "Il Mes va ratificato, ma trasformato per gli investimenti finanziati da eurobond"

"Giorgia Meloni ha detto in sostanza che non vede alternative al voto italiano sul Mes, e che però intende ridiscuterne la funzione. Sono totalmente d'accordo con lei", spiega al Sole 24 Ore Giulio Tremonti, ora presidente della commissione Affari esteri ed europei della Camera. La riforma del Mes, ricorda Tremonti, sarà votata da tutti i Paesi ma discussa da nessuno. Alla base delle polemiche c'è questo vuoto, che però è cruciale. Ora invece "ci sono le condizioni per fare una vera riflessione". Nello specifico, per Tremonti, bisogna impiegare il Mes nella costruzione di nuovi efficaci meccanismi europei, collegandolo con l'emissione di Eurobond com' era nell'idea originaria. Questo permetterebbe di superare uno dei vizi principali dell'impostazione seguita fin qui dalle politiche economiche Ue. Ne parliamo proprio con Giulio Tremonti, deputato (FDI) e presidente della commissione Affari esteri ed europei della Camera, ex ministro dell'Economia governi Berlusconi.
Colloquio Meloni-von der Leyen a palazzo Chigi: confermato impegno Italia sul Pnrr
L'incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Ursula von der Leyen è durato circa un ora e un quarto a palazzo Chigi. Nel corso dell'incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen «è stato riaffermato - spiega una nota di palazzo Chigi - l'impegno del Governo italiano sul Pnrr». È stata anche «condivisa la condanna per gli atti violenti in Brasile e la solidarietà alle istituzioni democratiche del Paese. È stata infine espressa soddisfazione per la firma, prevista domani a Bruxelles, della Dichiarazione congiunta UE-NATO». Ne parliamo con Barbara Fiammeri de il Sole 24 Ore.




Le difficoltà del Pnrr

Per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr, sarà un anno decisivo. Gli obiettivi e i traguardi da raggiungere saranno 149 per un totale di 38 miliardi di euro. La gestione dei progetti è sulle spalle degli enti locali che però spesso sono sprovvisti degli esperti necessari per portare a termine i processi. In questo contesto, il ministro per il Pnrr, Raffaele Fitto, sta cercando di capire come raggiungere gli obiettivi senza arrivare allo scontro con Bruxelles. Approfondiamo il tema con Carlo Altomonte, Associate Dean e Direttore PNRR Lab, SDA Bocconi, e membro CD Fondazione M&M.




Le borse guardano favorevolmente alle aperture cinesi ma i contagi volano

Le Borse oggi si sono mosse in terreno positivo anche per l'ottimismo legato alla riapertura della Cina. Allentamento delle misure che però hanno fatto decollare i contagi, bloccando porti e distretti industriali. Ne parliamo con Alessandro Plateroti, direttore di Notizie.it, nella rubrica della lunedì: "Dietro la notizia".
Inflazione, a dicembre rallenta all 11,6%. Ma il dato del 2022 è il più alto dal 1985
L'Istat stima che a dicembre l indice nazionale dei prezzi al consumo per l intera collettività, al lordo dei tabacchi, sia aumentato dello 0,3% su base mensile e dell 11,6% su base annua (da +11,8% del mese precedente). In media, nel 2022 i prezzi al consumo hanno registrato, secondo l Istat, una crescita pari al +8,1% (+1,9% nel 2021). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (inflazione di fondo), i prezzi al consumo sono cresciuti del 3,8% (+0,8% nell'anno precedente) e al netto dei soli energetici del 4,1% (+0,8% nel 2021). In riferimento al dato annuale l Istat precisa che si tratta «dell aumento più ampio dal 1985 (quando fu pari a +9,2%), principalmente a causa dall'andamento dei prezzi dei beni energetici (+50,9% in media d anno nel 2022, a fronte del +14,1% del 2021)». Il dato fornito dall'Istituto nazionale di Statistica arriva dopo la frenata dei prezzi più consistente rilevata nei giorni scorsi in Germania, Spagna e Francia. Ne parliamo con Mariano Bella, direttore Ufficio studi Confcommercio.Siamo in stagflazione? No, è agflazione: ecco perché la Bce sta sbagliando

La Banca centrale sembra non comprendere che l'Italia di fronte a una inflazione da costi, non da domanda. Per questo il rialzo eccessivo dei tassi potrebbero penalizzare il nostro Paese. Ne è convinto Giuseppe di Taranto, Professore emerito di Storia economica dell Università Luiss Guido Carli di Roma, secondo il quale siamo in presenza di una nuova forma di agflazione più che di una reiterata stagflazione. Agflazione causata dall aumento dei costi delle commodities, quali prodotti minerari, energetici, semilavorati e derrate alimentari dai quali deriva il maggiore contributo all aumento dei prezzi, e fagocitata dai nuovi processi di deglobalizzazione e dal ridimensionamento geografico delle catene del valore, che hanno mostrato la loro fragilità rispetto ad accadimenti imprevisti quali la pandemia, il conflitto russo-ucraino e non per ultima la stessa inflazione. Approfondiamo il tema proprio con il professor Giuseppe di Taranto.Da Amazon a Salesforce, negli Usa continua l'ondata di licenziamenti

Amazon.com Inc. ha deciso di licenziare complessivamente più di 18mila dipendenti - la più grande riduzione della forza lavoro nella storia aziendale - a conferma della profonda crisi che sta attraversando il settore tecnologico e delle vendite online. L'amministratore delegato Andy Jassy ha annunciato al personale il piano di licenziamenti con una nota il 4 gennaio. Inizialmente i tagli, avviati lo scorso anno, avrebbero dovuto interessare circa 10mila dipendenti, concentrandosi principalmente nella divisione retail di Amazon e nelle funzioni delle risorse umane come il reclutamento. È di oggi la notizia di nuovi licenziamenti di un'altra società statunitense: Salesforce Inc., colosso attivo nel campo dei software CRM e cloud computing, con sede a San Francisco e operativa in 36 Paesi nel mondo ha annunciato l'intenzione di eliminare circa il 10% della forza lavoro, più di 7mila dipendenti su un totale di 79mila complessivi, e di tagliare le sue proprietà immobiliari. In entrambi i casi, le società hanno ammesso di aver assunto troppe persone durante la pandemia. Ne parliamo con Marco Valsania de Il Sole 24 Ore.
Coop: consumi italiani puntano a essenziale, cibo e salute
Gli italiani affrontano i consumi rinunciando al superfluo per garantirsi l'essenziale, con cibo e salute in cima alla lista delle priorità. È l'istantanea degli italiani scattata dalle due survey dell'Ufficio Studi Coop condotte a dicembre 2022. In generale gli intervistati mostrano timore (nel 33% dei casi) e inquietudine (22%), ma soprattutto fiducia (39%) e aspettativa per il 2023 (38%) e nel complesso hanno un senso di accettazione della realtà (28%) e serenità interiore (34%). A fronte di questa situazione circa un italiano su due spera di mantenere stabili le proprie spese familiari nel 2023 ma il 45% conta di spendere di più per bollette e il 32% per cibo e bevande e si rinuncia invece (a malincuore) all'outdoor, ai viaggi e alla convivialità. Per far fronte all'aumento dei prezzi l'80% degli italiani cambierà anche le proprie abitudini alimentari orientandosi verso diete più salutari e meatless, ma più sobrie e certamente "zero waste" e "no frills". Ne parliamo con Albino Russo, direttore generale Ancc-Coop.




Borsa: crescono Pmi quotate, 26 Ipo 2022 e 899 mln raccolti

Con 26 nuove Ipo e 899 milioni di euro di capitali raccolti, nel 2022 continua la crescita del mercato Euronext Growth Milan (l'ex Aim), dedicato alle piccole e medie imprese dinamiche e competitive. L'anno si chiude con un saldo positivo, pari a 16 società in più, che porta il numero complessivo delle quotate a 190, rispetto alle 174 di fine 2021 (+9%), per una capitalizzazione di 10,6 miliardi di euro. È quanto viene rilevato dall'Osservatorio Pmi Egm sulle Ipo 2022 di Ir Top Consulting, che evidenzia come il listino dedicato alle piccole e medie imprese sia in "controtendenza rispetto al listino principale, il quale, chiude il 2022 con 224 società quotate in calo rispetto alle 232 quotate al 31 dicembre 2021". Approfondiamo ili tema con Anna Lambiase, CEO di IR Top Consulting e Direttore Scientifico dell'Osservatorio PMI EGM.
Ft, 'con tassi Bce timori per Italia, anello debole in Europa'
L'Italia è il paese in Europa più suscettibile a una crisi del debito in seguito all'aumento dei tassi della Bce e al fatto che l'Eurotwer acquisterà meno bond nei prossimi mesi. È quanto emerge da un sondaggio del Financial Times, secondo il quale nove economisti su dieci identificano l'Italia come il Paese dell'area euro più a rischio. Su queste preoccupazioni abbiamo sentito Lorenzo Codogno, visiting professor della London School of Economics ed ex dirigente generale del Mef.




Gas: bolletta in aumento (+23,3%) per i consumi di dicembre 2022

In base all andamento medio del mercato all ingrosso italiano nel mese di dicembre e per i consumi dello stesso mese, rivela l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera), per la famiglia tipo in tutela si registra una crescita del +23,3% della bolletta, rispetto al mese di novembre. Nei scorsi giorni sempre l'Arera ha annunciato che in Italia, nei primi tre mesi del 2023, il prezzo dell elettricità in bolletta scenderà invece del 19,5%. Ne parliamo con il presidente di Arera, Stefano Besseghini.




Auto, rimbalzo delle immatricolazioni del 21% a dicembre, ma il 2022 resta negativo

Forte recupero a dicembre delle immatricolazioni auto, per il quinto mese di fila, con 104.915 passaggi, in aumento del 21% rispetto a un anno fa. L ultimo mese dell anno dunque complice anche la spinta derivante dalle società di noleggio, ammesse da novembre al piano degli Ecobonus (dal 10 gennaio prossimo riaprono le prenotazioni per i veicoli non inquinanti) ha contribuito al recupero di volumi sul mercato, che però resta sotto la soglia se confrontato con il 2021 (-9,7%) e, soprattutto, rispetto al 2019, anno precedente il Covid (-31,3%). Il mercato ha segnato una inversione di tendenza a partire da agosto, una spinta che arriva sostanzialmente da un allentamento delle tensioni legate all approvvigionamento di semiconduttori e componenti elettroniche lungo le catene di montaggio. La crisi dell auto però resta pesante, con livelli che riportano al 2013 il peggior risultato del mercato automobilistico italiano dal 1978 e prospettive minime di recupero nei prossimi mesi. Abbiamo approfondito il tema con Gian Primo Quagliano, il direttore generale Centro Studi Promotor.
Manovra, cosa entra in vigore dall'1 gennaio. E le nuove sfide per il Governo
La scorsa settimana il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato la legge di Bilancio per il 2023, giusto in tempo per evitare l'esercizio provvisorio. La manovra, che può contare su circa 35 miliardi di maggior spesa rispetto all'anno precedente, contiene diversi provvedimenti che sono entrati in vigore dal primo gennaio. Tra questi: il taglio del cuneo fiscale per i redditi fino a 25 mila euro, la rivalutazione delle pensioni e il cambiamento delle regole del reddito di cittadinanza. Per il governo Meloni, nonostante sia riuscito a chiudere in tempi strettissimi la partita sulla legge di Bilancio (quello attuale è stato il primo esecutivo della storia repubblicana ad insidiarsi in autunno), si apre un inizio 2023 tutt altro che in discesa. Tra le sfide decisive all'orizzonte: il rischio Covid, la riforma delle pensioni, lo sviluppo della politica industriale, la ratifica del Mes, le concessioni balneari e la riforma della giustizia e quella delle istituzioni. Ne parliamo conDino Pesole, editorialista del Sole 24 Ore.




Wall Street, così la Sec lancia la riforma più ambiziosa: tutelare i piccoli investitori

Per il mercato azionario americano l anno nuovo è foriero di sorprese. Non parliamo di performance, di riscosse o continui affanni. Piuttosto di una vera e propria rivoluzione nei suoi meccanismi sottostanti, se andranno a buon fine i piani di Gary Gensler e la sua promessa di portare in Borsa un inedita ventata di trasparenza ed equità. Tanto, agli occhi del chairman della Securities and Exchange Commission, da trasformarsi nella più ambiziosa svolta in vent anni. E da riequilibrare vantaggi e influenza nel gioco impari tra grandi e piccoli protagonisti: non fa mistero di voler spostare l ago della bilancia a favore dei risparmiatori, ridimensionando la presa di marchi ora dominanti nel funzionamento delle piazze finanziarie quali colossi del trading ad alta velocità e piattaforme di scambi meno regolamentate. Approfondiamo il tema con Marco Valsania de Il Sole 24 Ore.
Censis. L'Italia post populista che teme l'inflazione e odia i privilegi
È stato presentato oggi il 56° Rapporto sulla Situazione sociale del Paese del Censis. Il ritratto che ne emerge presenta quasi tutti gli italiani convinti che l'inflazione salirà ancora, e la maggior parte è convinta che il proprio tenore di vita scenderà. Per questo risultano oggi odiosi per la stragrande maggioranza i privilegi e le ostentazioni di ricchezza. Le disparità più odiate dagli italiani sono quindi il gap tra le retribuzioni dei dipendenti e dei manager, i bonus milionari di buonuscita per i 'top' ("pagati per andarsene piuttosto che per lavorare"); le tasse troppo ridotte dei giganti del web; i "facili guadagni" di personaggi come gli influencer, ritenuti "senza un comprovato talento e competenze certe", ma anche, le feste sfarzose dei vip e i loro jet privati, lo sfoggio di auto e suv potenti, di ville con giardini e piscine, e poi l'esibizione (anche sui social) di vacanze, cene, hotel e locali di gran lusso. Altri numeri che non rendono felici sono quelli dello "tsunamidemografico", la fascia di età over 65 anni passera dall'attuale 23% della popolazione al 33% in soli venti anni. Ne parliamo con Massimiliano Valerii, Direttore generale del Censis.




Roma e Milano primi comuni per Pil dal turismo

Città d'arte campioni nella creazione di ricchezza turistica e centinaia di comuni si rivelano dei top performer del Pil grazie all'industria dell'ospitalità. Al primo posto della classifica ecco Roma con circa 7,6 miliardi di euro seguita da Milano con circa 3,5 miliardi, Venezia che supera di poco i 3 miliardi e Firenze con più di 2,8 miliardi. Non mancano poi le sorprese come San Michele al Tagliamento che grazie alla frazione Bibione riesce a battere la rinomata costiera amalfitana, Cavallino-Treporti supera Taormina e Chioggia lascia al tappeto Ischia. Sono questi i sorprendenti comuni campioni del valore aggiunto generato dalle attività turistiche. È quanto emerge dallo studio «La ricchezza dei comuni turistici - Ranking secondo la creazione di valore aggiunto», preparato da Sociometrica elaborando i dati Istat. Il focus dello studio è sui primi 500 comuni per presenze turistiche, dove si concentra l'83% del totale degli ospiti.
Oltre alla classifica dei comuni italiani per Pil dal turismo, Sociometrica ha anche stimato l'andamento del 2022 che vede l'avvicinarsi dei flussi ai livelli del 2019. In termini di presenze complessivamente lo studio stima per quest'anno 389,4 milioni di presenze contro i 436,7 milioni del 2019 con un gap del 10,8%. In termini di valore aggiunto generato dalle presenze turistiche nel 2022 si superano gli 89,1 miliardi di euro contro i 99,9 miliardi del 2019. Quindi un settore in forte ripresa che si avvicina ai livelli pre pandemia anche se, per riuscire a raggiungere i livelli del 2019, sarà necessario fare i conti con il caro energia, che potrebbe mettere in pericolo la sostenibilità di tante attività, oltre che la diminuzione della domanda a causa dei prezzi in forte salita. E la questione occupazionale, con alcune professioni difficili da reperire sul mercato. Ne parliamo con Antonio Preiti, economista e direttore di Sociometrica.




La nuova frontiera della calzatura marchigiana: addio a Russia e Ucraina, ora si va verso Stati Uniti e Cina

Nove mesi di guerra e le sanzioni a Mosca hanno spinto gli imprenditori del distretto Fermano-Maceratese a spostare i pesi del business altrove. Dopo Russia e Ucraina, la nuova frontiera della calzatura marchigiana sono Stati Uniti, grazie al cambio favorevole, e Cina, dove dopo due anni di blackout sono ripresi gli acquisti delle griffe. Sono diventati rispettivamente il secondo e terzo mercato di sbocco dopo la Germania. Così la Russia scivola all'ottavo posto tra le destinazioni: con poco meno di 31 milioni di euro fatturati nei primi 6 mesi di quest' anno e una perdita del -24% rispetto all'anno scorso -37% rispetto al 2019. L'export in Ucraina oggi è impalpabile con 2,2 milioni fatturati. L'export complessivo del comparto nel primo semestre è comunque stato positivo: 627 milioni fatturati, +28,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e appena -3,3% raffrontato con il 2019, l'anno del pre-covid. Approfondiamo il tema con Valentino Fenni, Presidente della Sezione Calzature di Confindustria Fermo e vice Presidente di Assocalzaturifici.




Lavazza, bonus contro il carovita e venerdì breve

Venerdì breve, permessi caregiving, estensione del congedo di paternità, ampliamento dello smart working. Sono alcuni dei principali punti del contratto integrativo del gruppo Lavazza approvato a larga maggioranza dai lavoratori del Centro Direzionale. L'accordo, che avrà efficacia per il triennio 2023-2025 integra gli aspetti legati ai piani di sviluppo del Gruppo, all'evoluzione dell'organizzazione del lavoro, alla valorizzazione dei collaboratori e al welfare aziendale dei circa 1.000 dipendenti impiegati negli uffici di 'Nuvola' a Torino e del centro di Settimo Torinese. Nello specifico entro il prossimo 12 gennaio un bonus speciale una tantum per andare incontro al caro vita, del valore complessivo di 700 euro totalmente detassati e articolato in forma di buoni acquisto, bonus carburante e rimborso delle utenze domestiche. L'inflazione, però, ha anche un rovescio della medaglia, e Lavazza come tutte le grandi aziende del food deve fare i conti con un aumento delle materie prime e dell'energia. Ne parliamo con Antonio Baravalle, amministratore delegato di Lavazza.
Price cap: funzionerà davvero? E quando ne vedremo gli effetti?
I ministri dell'Unione europea hanno trovato finalmente un primo accordo sul price cap al gas: il prezzo massimo sarà 180 euro a megawattora, contro i 275 euro della proposta iniziale. Il compromesso è giunto dopo un lungo braccio di ferro tra i paesi membri, in un contesto nel quale il forte aumento dei prezzi dell'energia sta pesando sulla stessa competitività dell'economia europea. Ma darà i suoi frutti? Intanto il prezzo del gas continua a calare, per qualcuno non è merito dell'accordo come Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.




Enel annuncia 21 miliardi di cessioni. Energia rinnovabile al 75%

Enel si prepara a uscire da 5 mercati esteri (Romania, Perù, Argentina) con un piano di dismissioni da 21 miliardi da realizzare entro il 2023. L'obiettivo è focalizzarsi su Paesi 'core'", quindi Italia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, Cile e Colombia. Il piano industriale al 2025 prevede che le cessioni abbiano l'effetto di ridurre l'indebitamento netto di circa 20 miliardi rispetto ai 69 miliardi raggiunti a fine settembre 2022, con una contrazione che il prossimo anno sarà complessivamente di 12 miliardi per attestarsi a circa 52 miliardi nel 2023 (con una previsione di chiudere il 2022 tra 58 e 62 miliardi). L'obiettivo di Enel è continuare a investire, tra digitalizzazioni delle reti e accelerazione verso le rinnovabili, nonché dare soddisfazione ai soci tramite dividendo in aumento, in primis al Governo socio di controllo con oltre il 30% delle quote. La società vuole sfruttare il momento "caldo" del mercato del gas per uscire completamente dal settore. mentre l'uscita dal carbone era già prevista al 2025. Il tutto portando la generazione da fonti rinnovabili a circa il 75% del totale. Approfondiamo il tema con Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel.




A2a rivede il Piano strategico, 16 miliardi sull'Italia

A2a rivede il 'Piano Stratregico 2021-2030', riportando gli investimenti a 16 miliardi di euro, dopo averli alzati a 18 lo scorso gennaio, per concentrarsi esclusivamente sull'Italia. È il messaggio lanciato al mercato dall'amministratore delegato Renato Mazzoncini, che ha ribadito l'obiettivo di "tenere in Italia" tutte le risorse disponibili per sostenere "l'autonomia energetica del Paese". "Il 2022 - spiega Mazzoncini - è stato caratterizzato da un quadro gepolitico ed economico complesso e da uno scenario energetico volatile". Così, alla luce di questo contesto che non migliorerà in modo stabile prima del 2026, il cda ha deciso di "adeguare il piano per continuare a garantire la solidità del gruppo e affrontare le nuove sfide" del Paese. "Gli investimenti sono stati aggiornati - aggiunge - privilegiando la crescita organica nel mercato domestico e confermando l'economia circolare e la transizione energetica come pilastri della strategia di A2a". Ne parliamo proprio con Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A.




Consumo di beni durevoli: -2% rispetto al 2021. Si spende principalmente per la casa.

Sono stati presentati la scorsa settimana i dati dell'Osservatorio Findomestic 2022, dedicato al mercato dei beni durevoli, realizzato dalla società di credito al consumo del Gruppo Bnp Paribas in collaborazione con Prometeia. La spesa delle famiglie in beni durevoli a fine anno toccherà quota 69,1 miliardi di euro con una contrazione del 2% rispetto al 2021, attribuibile ad una riduzione dei volumi (-7.6%) solo parzialmente compensata dalla crescita dei prezzi (+6.1%). Gli acquisti per la casa (+2,6%) tengono a galla il mercato dei beni durevoli compensando, almeno in parte, il crollo del settore motori (-6,2%). Risultano in calo, invece, gli altri capitoli di spesa: -3,4% le auto usate, -7,2% l'information technology, -10,6% le auto nuove (domanda dei privati) e -12,2% per Tv/ Hi-Fi. Approfondiamo il tema con Claudio Bardazzi - Responsabile dell Osservatorio Findomestic.




Inflazione a novembre stabile a +11,8%, scende nell'Eurozona

Nessuna frenata, solo uno stop alla corsa del dato annuo. Nelle stime preliminari Istat l indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% su base mensile e dell'11,8% su base annua (come nel mese precedente). Su base mensile si tratta così del settimo aumento consecutivo e nel confronto annuo non vi è alcun arretramento, per un dato (11,8%) che in Italia non si vedeva dal lontano 1984. "L'inflazione acquisita per il 2022 - scrive l'Istat - è pari a +8,1% per l'indice generale e a +3,7% per la componente di fondo". Di contro, sempre l'istituto di ricerca, conferma le stime di ottobre per quanto riguarda il prodotto interno lordo: nel terzo trimestre del 2022 l'economia italiana è cresciuta dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti e del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2021, con una crescita acquisita per l'intero 2022 pari al 3,9%. Secondo Istat 'tirano' consumi e turismo, giù l'industria. D'accordo l'Ufficio Studi di Confcommercio, secondo il quale, in questa fase, il turismo è una "diga contro la recessione. Ne parliamo proprio il direttore dell'Ufficio studi Confcommercio, Mariano Bella.
Lavoro, 2022 anno record: quali prospettive per il 2023?
Il 2022 è stato un anno record: lo scorso ottobre il tasso di occupazione è salito al 60,5%, il valore più alto dal 1977, anno di inizio delle serie storiche. Inoltre nei primi nove mesi del 2022 sono state effettuate 6,2 milioni di assunzioni e si sono registrate 640.092 variazioni contrattuali per un totale di 6.867.184 attivazioni di contratto, recuperando e superando i livelli pre-pandemia (+7,4%). Dati molto positivi, corretti leggermente dalla rilevazione del terzo trimestre, secondo la quale l'input di lavoro misurato in Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) è in lieve diminuzione rispetto ai tre mesi precedenti (-0,1% rispetto al secondo trimestre 2022), mentre rallenta la crescita su base annua (+2,7% rispetto al terzo trimestre 2021). Intanto il governo ha inserito una serie di misure in manovra che riguardano il Reddito di cittadinanza e voucher. Queste novità potranno aiutare le aziende a trovare lavoratori? Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro che interessa il 46,4% delle assunzioni che equivalgono a oltre 177mila profili dei 382mila ricercati dalle aziende (Unioncamere e Anpal). Negli ultimi giorni sono anche usciti dati interessanti che riguardano le retribuzioni degli italiani. Nel 2020, rivela l'Istat, circa il 76% dei redditi lordi individuali (al netto dei contributi sociali) "non supera i 30.000 euro annui: la metà dei redditi lordi individuali si colloca tra 10.001 e 30.000 euro annui, oltre un quarto è sotto i 10.001 euro e soltanto il 3,7% supera i 70.000 euro". È credibile che i lavoratori con oltre 30mila euro lordi l'anno siano solo il 24% del totale? Approfondiamo il tema conFrancesco Seghezzi, direttore fondazione ADAPT, centro studi su lavoro e occupazione fondato da Marco Biagi.




Il 13% dei contribuenti italiani paga quasi il 60% dell'Irpef versata

Secondo il rapporto di Itinerari previdenziali e Cida (Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità), presentato oggi al Cnel, sulla base dei redditi 2020 (dichiarazioni 2021), su poco più di 41 milioni di contribuenti sono appena 5 milioni a caricarsi il peso di quasi il 60% dell'Irpef versata nelle casse dello Stato. Dalla ricerca emerge come un numero sempre più esiguo di contribuenti paga sempre di più. Nello specifico il 13% dei contribuenti ha pagato gran parte degli oltre 278 miliardi necessari per il funzionamento dell'apparato Statale. Ne abbiamo parlato con Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali.




Mezzo milioni di poveri al sud a causa del caro energia. 1,2 milioni di giovani hanno lasciato il Mezzogiorno

Oltre 760.000 potenziali nuovi poveri per lo shock energetico, di cui mezzo milione al Sud. È lo scenario delineato nel Rapporto Svimez 2022, giunto alla sua 49esima edizione, presentato, lunedì 28 novembre, alla Camera dei Deputati. Il mezzogiorno rischia la recessione. Nel 2023 il PIL meridionale si contrarrebbe fino a -0,4%, mentre quello del Centro-Nord, pur rimanendo positivo a +0,8%, segnerebbe un forte rallentamento rispetto al 2022. Il dato medio italiano dovrebbe attestarsi invece intorno al +0,5%. Il 2024 dovrebbe essere un anno di ripresa sulla scia del generale miglioramento della congiuntura internazionale, unitamente alla continuazione del rientro dall'inflazione. Si stima che il Pil aumenti nel 2024 dell'1,5% a livello nazionale, per effetto del +1,7% nel Centro-Nord e dello +0,9% al Sud. Un altro elemento che emerge dall indagine riguarda l ambito della formazione, e in particolare l università. Secondo Svimez, infatti, nel 2041 il Mezzogiorno perderà il 27% degli iscritti, il Centro Nord circa il 20%. Negli ultimi vent'anni circa 1,2 milioni di giovani ha lasciato il Mezzogiorno. Uno su 4 è laureato. Ne parliamo con Luca Bianchi, direttore dello Svimez.
L'Italia cambia marcia, altro che fanalino di coda
L'idea che l'Italia sia ancora il paese che cresce economicamente meno di tutti, che sia l'eterno "fanalino di coda", è un cliché duro a morire. Nemmeno di fronte ad un aumento del pil nazionale che nel biennio 2021-2022 supererà sicuramente il 10 per cento, i detrattori dell'Italia e i pessimisti a oltranza sono disposti a ricredersi. Eppure, i numeri parlano chiaro. La ragione è da ricercare nel fatto che l'economia nazionale degli ultimi 6-7 anni non è più quella che ha stentato fino al 2015. Ne parliamo con Marco Fortis, docente di Economia industriale e Commercio estero presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università Cattolica di Milano, nonché direttore e vicepresidente della Fondazione Edison.




Prometeia alza la stima del Pil 2022 a +3,9%, +0,4% nel 2023

È stato presentato oggi il Rapporto di Previsione di Prometeia dal titolo "Recessione profonda o leggera?". Il dato che è emerge è un rialzo della stima di crescita del Pil italiano per il 2022 a +3,9% rispetto alla stima +3,4% di settembre. Viene migliorata anche la previsione per il 2023 dal +0,1% al +0,4%. Più in alto della media dell'Eurozona. Per quanto riguarda l'inflazione invece Prometeia si rivela ottimista e prevede che "nel corso del 2023 l'inflazione scenda in modo rapido, attestandosi al 5,8% contro l'8,4% del di quest'anno. L'Italia risulta in testa per crescita rispetto agli altri tre maggiori Paesi della zona euro, avendo già recuperato nel terzo trimestre di quest'anno i livelli pre-crisi (+0,3% rispetto al quarto trimestre 2019), mentre la Germania (-2,3%), la Spagna (-4%) e la Francia (-5,6%) appaiono tutte in forte ritardo. Ne parliamo con Stefania Tomasini, Senior Partner e Responsabile Analisi e Previsioni Economiche di Prometeia.




Borse affondano dopo la Bce

La Bce si somma alla Fed e conferma che serviranno ulteriori strette e che l'inflazione resterà troppo alta ancora a lungo. La Banca centrale europea, come atteso, ha alzato i tassi di interesse di 50 punti base portando i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente al 2,5%, al 2,75% e al 2%. Ma peggiora le prospettive sull'inflazione. Il nuovo rialzo dei tassi della Bce si ripercuote con effetto immediato sullo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp benchmark decennale italiano e il pari scadenza tedesco è indicato a 205 punti, 13 in più rispetto alla vigilia e 11 in più rispetto all apertura. In sensibile aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark, indicato ora al 4,08% rispetto al 3,85% di ieri sera e al 3,90% di stamattina. Nel pomeriggio il mercato è tornato a percepire il debito italiano come più rischioso rispetto a quello della Grecia lungo tutta la curva dei rendimenti. Il Btp decennale balza al 4,08%, in crescita di circa 20 punti base, mentre quello della Grecia si attesta al 4,037%, in crescita di solo 5 punti. Ne parliamo con Donato Masciandaro, docente politiche monetarie università Bocconi, ed editorialista Sole 24 Ore.
L'anno che verrà
Consigli e previsioni per gli investimenti finanziari del 2023 con Grazia Mirti, una delle massime esperte di astrologia finanziaria, e autrice di Investire con gli astri edito dal Sole 24 Ore nel 1999.



Confindustria dispositivi medici: a rischio la Sanità ma ci sono i fondi per il salva-calcio

È assurdo che stia passando una norma di 900 milioni per salvare il calcio, quando con il payback si chiedono oltre 2 miliardi alle imprese di dispositivi medici che rischiano di fallire. La conseguenza è mettere a rischio la fornitura di tecnologie mediche essenziali per la tutela della salute dei cittadini e del nostro Servizio Sanitario Nazionale". È la posizione espressa dal presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Massimiliano Boggetti, in merito alla nuova legge di Bilancio.



Le ragioni della norma salva calcio

Le inefficienze del sistema calcistico italiano, aggravate dalla pandemia, hanno accumulato oltre 3 miliardi di perdite nel triennio 2019-2022. L'insieme dei debiti congelati per le società sportive professionistiche e dilettantistiche superano gli 800 milioni, tra ritenute Irpef, contributi e Iva. Ovviamente gran parte (tra i 500 e i 600 milioni) riguardano la Serie A. Per far fronte a questa situazione, il governo ha inserito in Manovra una norma che consente a federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni, società professionistiche e dilettantistiche di pagare in 60 rate, con la maggiorazione del 3%, i versamenti sospesi per il Covid. Ne abbiamo parlato con Andrea Abodi, Ministro per lo sport e i giovani.



Manovra al rush finale, dopo la fiducia seduta fiume

Ultimo scontro in commissione sull emendamento da mezzo miliardo per i Comuni che viene stralciato per mancanza di coperture tra le proteste delle opposizioni. La prima chiama per il voto a Montecitorio è prevista oggi a partire dalle 20.30, poi ci sarà la seduta fiume con il voto finale che dovrebbe arrivare verso le 6 di mattina della vigilia di Natale. Abbiamo esaminato le ultime misure in Manovra con Dino Pesole, editorialista del Sole 24 Ore.
Lavoro, 2022 anno record: quali prospettive per il 2023?
Il 2022 è stato un anno record: lo scorso ottobre il tasso di occupazione è salito al 60,5%, il valore più alto dal 1977, anno di inizio delle serie storiche. Inoltre nei primi nove mesi del 2022 sono state effettuate 6,2 milioni di assunzioni e si sono registrate 640.092 variazioni contrattuali per un totale di 6.867.184 attivazioni di contratto, recuperando e superando i livelli pre-pandemia (+7,4%). Dati molto positivi, corretti leggermente dalla rilevazione del terzo trimestre, secondo la quale l'input di lavoro misurato in Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) è in lieve diminuzione rispetto ai tre mesi precedenti (-0,1% rispetto al secondo trimestre 2022), mentre rallenta la crescita su base annua (+2,7% rispetto al terzo trimestre 2021). Intanto il governo ha inserito una serie di misure in manovra che riguardano il Reddito di cittadinanza e voucher. Queste novità potranno aiutare le aziende a trovare lavoratori? Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro che interessa il 46,4% delle assunzioni che equivalgono a oltre 177mila profili dei 382mila ricercati dalle aziende (Unioncamere e Anpal). Negli ultimi giorni sono anche usciti dati interessanti che riguardano le retribuzioni degli italiani. Nel 2020, rivela l'Istat, circa il 76% dei redditi lordi individuali (al netto dei contributi sociali) "non supera i 30.000 euro annui: la metà dei redditi lordi individuali si colloca tra 10.001 e 30.000 euro annui, oltre un quarto è sotto i 10.001 euro e soltanto il 3,7% supera i 70.000 euro". È credibile che i lavoratori con oltre 30mila euro lordi l'anno siano solo il 24% del totale? Approfondiamo il tema con Francesco Seghezzi, direttore fondazione ADAPT, centro studi su lavoro e occupazione fondato da Marco Biagi.




Lavazza, bonus contro il carovita e venerdì breve

Venerdì breve, permessi caregiving, estensione del congedo di paternità, ampliamento dello smart working. Sono alcuni dei principali punti del contratto integrativo del gruppo Lavazza approvato a larga maggioranza dai lavoratori del Centro Direzionale. L'accordo, che avrà efficacia per il triennio 2023-2025 integra gli aspetti legati ai piani di sviluppo del Gruppo, all'evoluzione dell'organizzazione del lavoro, alla valorizzazione dei collaboratori e al welfare aziendale dei circa 1.000 dipendenti impiegati negli uffici di 'Nuvola' a Torino e del centro di Settimo Torinese. Nello specifico entro il prossimo 12 gennaio un bonus speciale una tantum per andare incontro al caro vita, del valore complessivo di 700 euro totalmente detassati e articolato in forma di buoni acquisto, bonus carburante e rimborso delle utenze domestiche. L'inflazione, però, ha anche un rovescio della medaglia, e Lavazza come tutte le grandi aziende del food deve fare i conti con un aumento delle materie prime e dell'energia. Ne parliamo con Antonio Baravalle, amministratore delegato di Lavazza.




Manovra: il testo torna in Commissione per i rilievi della Ragioneria

Torna in commissione Bilancio di Montecitorio il testo della manovra di fine anno. I tempi per l'approvazione dovrebbero subire uno slittamento di qualche ora a causa della norma che stanzia 450 milioni per i Comuni priva di copertura e che per questa ragione è finito sotto la scure della Ragioneria che ha chiesto di stralciarlo oltre ai rilievi su 44 emendamenti che dovranno essere corretti in gran parte sempre per problemi di coperture. Tra questi anche la norma sullo smart working. Il testo dovrà quindi tornare in commissione per correggere l'errore. Parliamo delle ultime novità in manovra con Dino Pesole, editorialista del Sole 24 Ore.

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