Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica


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lezioni di rock

Autore: Fondazione Musica per Roma
Ultimo episodio: 22/05/12 22:00
Aggiornamento: 14/09/20 9:58 (Aggiorna adesso)
Bob Marley - Vita e miracoli del profeta del reggae
Bob Marley non è più tra noi da oltre trent'anni. Eppure il volto di
Marley, i colori della Giamaica, sono ancora ricorrenti sugli zainetti
dei ragazzi. Quel volto continua a girare, ovunque, e le sue musiche
vengono ascoltate ancora oggi con la frequenza delle cose che vengono
dall'attualità, e non dalla memoria, anche se ci raccontano di una
speranza che non c'è più, e del potere carismatico, quasi
taumaturgico, che la musica può avere quando scende nella testa dei
santi. Un viaggio fantastico nel mondo del re del reggae.
The Who - Quadrophenia
Era il 1975 e il rock stava cambiando ancora una volta cuore e anima,
il punk stava per arrivare e gli artisti più attenti e accorti
ragionavano su come recuperare l'energia e la passione delle origini.
Pete Townshend decise di realizzare una nuova rock opera, che avesse
come tema proprio le origini del suono e della cultura giovanile, il
rapporto con le star e la musica, le dinamiche di gruppo, la
solitudine, l'incomprensione, la droga, il sesso, l'amore e molto
altro ancora. Il tutto racchiuso nelle vicende di un giovane mod. Era
"Quadrophenia" che Ernesto Assante e Gino Castaldo riproporranno
nell'appuntamento di Lezioni di Rock.
Bob Dylan, i tre anni della leggenda
Tra il 1964 e il 1966 il mondo visse una "rivoluzione" della quale
ancora oggi portiamo i segni. Una rivoluzione culturale di proporzioni
straordinarie, nella quale alcuni personaggi del mondo della musica
hanno giocato un ruolo essenziale. Primo fra tutti Bob Dylan che,
arrivato a New York seguendo le strade del folk, scopre l'elettricità
e cambia il corso della musica e della storia americana. Una "lezione
di rock" incentrata su quei tre favolosi anni in cui Bob Dylan scrisse
alcune delle sue più belle e memorabili canzoni.












Joy Division - New Order, dall'oscurità alla luce
Dal buio alla luce, dall'oscurità al colore, dalla disperazione alla
speranza. Il percorso, anche drammatico, che ha portato i Joy
Division, maestri del suono "dark" nell'epopea della new wave inglese,
a diventare New Order è una storia esemplare di musica e vita. Una
storia che, attraverso la tragica fine di Ian Curtis, ha ben
illustrato il passaggio tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta,
arrivando nel decennio seguente a illuminare la scena britannica
trovando il suo centro in Manchester. Un viaggio sonoro dal punk
all'elettronica, in una lezione di rock che promette di essere
sentimentale e appassionata.
Electro: il suono degli anni 90
All’alba degli anni 90 il rock muore ancora una volta, con la grande
esplosione del grunge americano. E a dominare la scena arrivano una
serie di band che abbandonano le chitarre, preferiscono i computer e
le tastiere ma recuperano in pieno la forza, l’energia, l’elettricità
del rock migliore. E’ l’Inghilterra a dettare legge, con un suono
elettronico, figlio degli anni 80, della club culture, della dance,
mescolato però con nuovi sentimenti, grandi emozioni e straordinarie
invenzioni creative: la rivoluzione dell’electro-rock degli anni 90,
che cambierà i connotati alla musica britannica.
The Smiths, nel cuore degli anni 80
Morrissey e Marr sono stati, fatti i dovuti paragoni, i Lennon &
McCartney degli anni 80 inglesi, scrivendo musica raffinatissima che
al tempo stesso brillava per semplicità e immediatezza, molta poesia,
il gusto in bianco e nero del raccontare storie personali e drammi
collettivi, il piacere del gioco e il fascino della messa in scena,
mescolando approccio teatrale e rock, commento sociale e sentimentale,
passione e inventiva. Un’occasione per celebrare l’arte degli Smiths,
nell’era della Thatcher, nell’Inghilterra del dopo punk, in un mondo
che aveva bisogno di poesia e rabbia, quella racchiusa nelle
bellissime canzoni di Morrisey e Marr.
Arte, poesia e surf: Beach Boys
Cinquant’anni fa nasceva un piccolo grande mito: il surf. Arrivato
negli Stati Uniti all'inizio del secolo, il surf non è solo uno sport
che evoca un senso d'audacia e libertà ma un mito, ancora oggi intatto
e fortissimo, esaltato da film come “_Un mercoledì da leoni_” di John
Milius, “_Apocalypse Now_” di Francis Ford Coppola o quel piccolo
capolavoro che è “_Endless summer_”, l'estate senza fine di Bruce
Brown. O più ancora da “_Point Break_”, il gioiello di Katherine
Bigelow, dove la ricerca dell'onda perfetta assume connotati
addirittura esistenziali. Cinquant’anni fa i Beach Boys iniziavano la
loro straordinaria carriera musicale, un percorso sonoro che li ha
portati ad essere gli avversari americani dei Beatles, i profeti della
surf music, i poeti della California hippy e molto altro ancora.
Led Zeppelin, rock, demoni e segreti
Sono passati più di vent’anni dallo scioglimento della band ma è come
se i Led Zeppelin fossero ancora in attività. La loro musica ha
resistito nel tempo perché rappresenta il rock nella sua forma più
essenziale e diretta, perché se è vero che il rock di oggi ha ben poco
a che vedere con loro, è anche vero che chiunque prenda una chitarra
elettrica in mano deve confrontarsi con quanto Jimmy Page, Robert
Plant, John Paul Jones e John Bonham hanno fatto. Per quanto siano
stati spesso presentati come i padri dell'heavy metal, in realtà essi
hanno avuto poco a che fare con quel genere. La loro era una musica
ricca di influenze diverse, "avevamo un ricchissimo repertorio di
brani acustici, abbiamo ascoltato musica indiana, araba, pop, jazz,
mille cose diverse che hanno contribuito a creare un suono che è stato
soltanto nostro" ricorda Jimmy Page. E il punto di partenza fu
comunque il blues, cuore pulsante di un avventura sonora
straordinaria.
Madonna Superstar
Madonna è la superstar per antonomasia. Fantasiosa, mutevole, pronta a
scatenare nuove mode e nuovi stili, ma anche a rivoluzionare il mondo
del pop, Madonna Louise Veronica Ciccone domina l’immaginario popolare
da trent’anni. La videomusica esiste anche per merito suo, gli
spettacoli dal vivo sono cambiati seguendo molte delle soluzioni da
lei imposte e le star femminili della musica ancora cercano, spesso
non riuscendoci, di superarla in termini di successo. Ernesto Assante
e Gino Castaldo raccontano Madonna, i suoi trionfi e i suoi limiti, le
sue performance e le sue follie, in un imperdibile appuntamento con
Lezioni di Rock.
Hip Hop. Storia, furore e contraddizioni
Quella dell’hip hop è stata una vera e propria rivoluzione: una
rivoluzione culturale che ha sconvolto non solo il mondo della musica
ma anche quello della danza e dell’arte, della moda e della cultura,
che hanno ricevuto dalla nuova “street culture” dei ghetti un sonoro
scossone. Una rivoluzione musicale che, per molti versi, può essere
paragonata a quella del rock, che ha mutato in maniera profonda lo
scenario musicale e le culture giovanili ai quattro angoli del
pianeta. Ernesto Assante e Gino Castaldo, nel nuovo appuntamento di
Lezioni di Rock, racconteranno la storia dell'hip hop, i suoi trionfi
e i suoi eccessi, le sue star e i suoi caduti.
The Band
Curioso nome per una band quello di The Band. Ma la singolarità della
formazione composta da Richard Manuel, Rick Danko, Robbie Robertson,
Garth Hudson e Levon Helm non si ferma qui. Sono stati la band di Bob
Dylan, hanno scritto capolavori assoluti della musica americana, hanno
venduto milioni di copie eppure non si sono mai trasformati in star.
Anzi, quando hanno capito che il mondo della musica era cambiato e che
la loro avventura creativa stava volgendo al termine, hanno deciso di
chiudere la ditta. Con un leggendario concerto, The Last Waltz,
filmato da Martin Scorsese, al quale hanno partecipato molti dei
grandi del rock, da Bob Dylan a Neil Young, da Van Morrison a Joni
Mitchell.
George Harrison, il terzo Beatle
George Harrison, il "terzo" Beatle, è stato un importante personaggio
della cultura popolare contemporanea, non solo perché ha fatto parte
dei "Fab Four", non solo perché ha scritto alcuni dei brani più belli
del loro repertorio, ma anche perché ha influenzato intere generazioni
con il suo rapporto con la musica e la cultura indiana e ha aperto la
straordinaria stagione dei concerti "benefit" con quello dedicato alle
vittime dell'alluvione in Bangladesh nel 1971. Harrison, la sua vita,
la sua arte, verranno celebrati a dieci anni dalla sua scomparsa.
Pink Floyd - Remastered
La musica dei Pink Floyd è senza alcun dubbio nel cuore del rock.
Fantastica, visionaria, sorprendente, avventurosa, misteriosa e
magica, elettrica e romantica, oscura e appassionata, ha attraversato
quattro decenni senza perdere forza e fascino. Gino Castaldo ed
Ernesto Assante, in occasione della pubblicazione dell'intero catalogo
discografico dei Pink Floyd, vi accompagneranno in un meraviglioso
viaggio all'interno dell'universo Floyd, ripercorrendo le tappe
essenziali della carriera della band inglese, riproponendo, nelle
nuove versioni rimasterizzate, i classici del loro repertorio,
offrendo al pubblico inediti e curiosità.
Una celebrazione dell'arte della band di Waters, Gilmour, Mason e
Wright.
Amy Winehouse
Amy Winehouse è stata una delle voci più originali, personali,
affascinanti di questo nuovo millennio. Fin troppo brava, fin troppo
autentica, tanto da mandare in malora un successo clamoroso che
l'aveva portata in cima al mondo, senza che lei muovesse un solo dito
per mantenerlo, per curarlo, per preservare l'incredibile prestigio
che aveva guadagnato con due soli dischi, "_Frank_", del 2003, e "_
Back to black_" del 2006, quello in cui, nella famosa "Rehab", a ogni
ipotesi di recupero, "rehab" per l'appunto, lei rispondeva con ironica
e perentoria malizia: "no, no, no!". Amy Winehouse ha inaugurato col
suo arrivo l'attuale rinascimento delle voci femminili che stanno
dominando la scena. Ma lei era diversa. Sembrava venire da un mondo
alieno dove non c'era l'industria della musica, dove non c'era la
spasmodica ricerca del successo, dove quello che contava era solo e
unicamente cantare, senza filtri, senza effetti, direttamente dalle
viscere, dal profondo.
Red Hot Chili Peppers - Blood sugar sex magik
Il ciclo di Lezioni di Rock si conclude con l’incontro dedicato a
“Blood sugar sex magik”, il quinto album dei Red Hot Chili Peppers
pubblicato nel 1991 ed entrato nella lista dei 500 migliori album
della rivista Rolling Stone. I Red Hot Chili Peppers sono uno dei
gruppi statunitensi tra i più amati della storia del rock, che hanno
mescolato con successo vari generi musicali come funk, punk rock, rap
ed heavy metal. Con i loro album hanno venduto più di settanta milioni
di dischi. “Blood sugar sex magik” è considerato il lavoro più
riuscito del gruppo e ha venduto oltre dodici milioni di copie. Il
primo singolo estratto dell’album “Give it away” è una delle canzoni
più famose dei Red Hot Chili Peppers e ha vinto un Grammy nel 1993
come “Best Hard Rock Performance”. Il video del secondo brano “Under
The Bridge” è stato diretto dal regista Gus Van Sant che ha anche
scattato le foto contenute nel booklet del disco.
Joni Mitchell - Blue
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano la genesi e la storia di
uno degli album cardine della storia del rock: “Blue” di Joni
Mitchell. Quarto album della cantante canadese, pubblicato nel 1971,
è tra i dischi più amati della Mitchell. Blue è una raccolta di
canzoni malinconiche e poetiche che esplora le varie sfaccettature
delle relazioni interpersonali a partire dall'infatuazione ('"A Case
of You"), passando per l'insicurezza ("This Flight Tonight"). Le
canzoni presentano dei semplici accompagnamenti di pianoforte,
chitarra e dulcimer degli Apalachi. Blue fu un successo commerciale e
di critica e raggiunse il ventesimo posto della Billboard Album Chart
nel settembre 1971. Il singolo "Carey" raggiunse la novantatreesima
posizione della Billboard Hot 100 Chart.
Sigur Ros - Ágætis byrjun
L’album “Ágætis Byrjun” dei Sigur Ros è un vero e proprio poema
sinfonico contemporaneo,
che traduce in suoni inconfondibili i bellissimi paesaggi del paese di
origine della band, l’Islanda. L’album ha decretato il grande successo
internazionale per il gruppo islandese diventato famoso per le
atmosfere rarefatte e i suoni ultraterreni. Il cantante Jónsi spesso
usa un arco di violoncello per suonare la chitarra producendo un suono
unico e originale, anche la sua voce è un marchio inconfondibile della
band, un falsetto che è una via di mezzo fra Thom Yorke (la voce dei
Radiohead) e un bambino preso da un coro di voci bianche. Canta in una
lingua inventata che chiama “Hopelandais” (traduzione possibile:
“Speranzese”).

1977, il suono della rivoluzione
Un intero appuntamento di Lezioni di Rock dedicato a un anno di grandi
sconvolgimenti politici e sociali, il 1977. Nascono fra i giovani
nuove forme di contestazione rispetto ai precedenti movimenti
studenteschi. Il movimento del 1977 è caratterizzato dalla dichiarata
contestazione al sistema dei partiti e dei sindacati e dalla proposta
di tematiche nuove, come la difesa dei diritti umani e civili, la
lotta contro l’autoritarismo, il pacifismo, il femminismo, il sostegno
alla cultura underground, la controinformazione. Nel ’77 nascono le
radio libere che rivoluzionano l’ascolto musicale dei giovani. Ma è
anche la stagione della disco music e del celebre film “La febbre del
sabato sera”. Inoltre nello stesso anno arriva dall’Inghilterra e
dagli Stati Uniti la "prima ondata" di cultura punk. Il panorama
musicale rispecchia il fermento della società: Clash, Talking Heads,
Ramones, Bob Marley, Sex Pistols, Joy Division sono alcuni dei gruppi
che scrivono la colonna sonora di questo anno rivoluzionario.

Traffic - John Barleycorn must die
“John Barleycorn Must Die” è un album pubblicato nel 1970 dalla
celebre band progressive inglese dei Traffic. Il disco era stato
concepito inizialmente da Steve Winwood come disco solista e
successivamente diventato un disco dei Traffic formati da Steve
Winwood, voce solista, tastiere e chitarre, Jim Capaldi alla batteria
e Chris Wood ai fiati. Ernesto Assante e Gino Castaldo racconteranno
attraverso aneddoti, filmati, suoni e curiosità, la genesi e la storia
di questo album che è senza dubbio uno dei lavori fondamentali della
carriera dei Traffic, che unisce magistralmente differenti generi
musicali, dal rock al folk, dal jazz al progressive.

Pink Floyd - Wish you were here
Lezioni di Rock dedica una serata speciale a “Wish You Were Here”, il
nono album di uno dei più celebri gruppi rock della storia, i Pink
Floyd, registrato in numerose sessioni nei celebri Abbey Road Studios
di Londra, l’unico dei Pink Floyd anni Settanta a raggiungere il primo
posto in classifica sia negli Stati Uniti sia in Gran Bretagna. Il
brano “Wish you were here” da cui è tratto il titolo dell’album è
dedicato come la maggior parte delle canzoni del disco all’ex membro
dei Pink Floyd Syd Barrett, diventato uno dei cavalli di battaglia del
gruppo e uno dei brani più amati e più eseguiti da altri gruppi che ne
sono stati influenzati. Basti ricordare Bruce Springsteen, Radiohead,
Pearl Jam, Dream Theater, Marillon.

La chitarra rock, il mito e la leggenda
I grandi album del rock, i personaggi che ne hanno fatto la storia,
gli eventi e le date da non dimenticare, raccontati con parole,
immagini e suoni da Gino Castaldo e da Ernesto Assante. Anche
quest’anno si rinnova l’appuntamento quindicinale la domenica alle 11
con la grande musica, illustrata attraverso “lezioni” che mettono ogni
album, ogni personaggio, ogni tema nella prospettiva storica ma, allo
stesso tempo, raccontano curiosità, aneddoti, testi.
“Astral weeks” di Van Morrison, “Wish you were here” dei Pink Floyd e
poi i Genesis, John Lennon, Frank Zappa, gli Smiths ma anche il 1977 o
le grandi chitarre del rock, saranno “messi in scena” negli ormai
classici appuntamenti della domenica mattina, che da cinque anni si
rinnovano con grande successo.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni
che ripropongono storie di musica ancora in bianco e nero oppure
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte
nel sole del reggae giamaicano in un grande giro del mondo musicale
attraverso l’ascolto e la riscoperta di dischi indimenticabili e di
storie che meritano di essere ricordate.

Brian Eno - Before and after science
I grandi album del rock, i personaggi che ne hanno fatto la storia,
gli eventi e le date da non dimenticare, raccontati con parole,
immagini e suoni da Gino Castaldo e da Ernesto Assante. Anche
quest’anno si rinnova l’appuntamento quindicinale la domenica alle 11
con la grande musica, illustrata attraverso “lezioni” che mettono ogni
album, ogni personaggio, ogni tema nella prospettiva storica ma, allo
stesso tempo, raccontano curiosità, aneddoti, testi.
“Astral weeks” di Van Morrison, “Wish you were here” dei Pink Floyd e
poi i Genesis, John Lennon, Frank Zappa, gli Smiths ma anche il 1977 o
le grandi chitarre del rock, saranno “messi in scena” negli ormai
classici appuntamenti della domenica mattina, che da cinque anni si
rinnovano con grande successo.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni
che ripropongono storie di musica ancora in bianco e nero oppure
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte
nel sole del reggae giamaicano in un grande giro del mondo musicale
attraverso l’ascolto e la riscoperta di dischi indimenticabili e di
storie che meritano di essere ricordate.

Blues Brothers - la musica Soul
Il ciclo Lezioni di Rock apre una finestra sulla musica soul dedicando
una lezione ai leggendari Blues Brothers, gruppo fondato nel 1978
dagli attori Dan Aykroyd e John Belushi in occasione di una puntata
serale del Saturday Night Live e salito alla ribalta con l’omonimo
film di culto del 1980. Il gruppo dopo il film si è sempre dedicato a
un’intensa attività live, spesso però senza i suoi fondatori. Gino
Castaldo e Ernesto Assante racconteranno gli aneddoti più curiosi e
divertenti di questo gruppo di culto che ancora oggi è considerato un
fenomeno dirompente nella storia del cinema e della musica.


John Lennon
Lezioni di Rock celebra John Lennon con un grande evento serale in
Sala Sinopoli. John Winston Lennon è il leggendario compositore e
cantante dei Beatles che insieme a Paul McCartney ha formato una delle
più importanti partnership musicali di successo della storia della
musica del ventesimo secolo componendo alcune tra le canzoni più
famose di sempre. Ernesto Assante e Gino Castaldo ricostruiranno gli
eventi più importanti della sua carriera e della sua vita conclusasi
tragicamente proprio venti anni fa, l’8 dicembre 1980, di fronte
all’Hotel Dakota di New York.


Van Morrison - Astral Weeks
Astral Weeks, uscito nel 1968, è il secondo disco di Van Morrison dopo
Blowin’Your Mind, ed è considerato uno dei migliori album della storia
del rock. Con questo album Morrison conquista la grande popolarità a
livello internazionale facendo conoscere al mondo la sua
inconfondibile voce e il suo modo ineguagliabile di suonare il Rhythm
n’ Blues. L'album fu realizzato con un quintetto jazz di cui facevano
parte il bassista acustico Richard Davis e il batterista Connie Kay.
Questo album segna un decisivo cambiamento nel percorso di Morrison e
si caratterizza per la sua enigmaticità, per le canzoni pacate, le
languide melodie jazz eseguite dalla estatica voce di Morrison.


Genesis - Selling England by the pound
“Selling England by the Pound”, pubblicato dai Genesis nel 1973, è
considerato da molti fan e critici uno dei migliori lavori del gruppo.
È stato l'album più venduto fra quelli realizzati dai Genesis con
Peter Gabriel, raggiungendo la terza posizione nelle classifiche di
vendita inglesi. È l'album della piena maturazione. Il suono è molto
più curato e, pur riproponendo un canone consolidato, riesce a
spostare in alto l'equilibrio tra canzone, musica e libertà espressiva
dei singoli componenti. “Selling England by the pound”, dopo la
divagazione vagamente rock di “Foxtrot”, rappresenta un ritorno alla
sensibilità britannica per la fairy tale e non mancano più o meno
espliciti riferimenti all'immaginario fantastico di Tolkien.

Rolling Stones - Exile on main street
“Exile on Main Street”, pubblicato nel 1972, è la quattordicesima
uscita in Gran Bretagna e la diciassettesima negli Stati Uniti dei
Rolling Stones. Album doppio, uscito quasi contemporaneamente in Gran
Bretagna e negli USA, “Exile on Main Street” aveva come titolo
provvisorio Tropical Disease poi sostituito con quello noto. Il disco
occupa la settima posizione nella classifica dei 500 migliori album di
tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone. Raggiunse il numero
1 sia nella classifica inglese, sia in quella statunitense,
rimanendovi rispettivamente per una e quattro settimane. Il 23 maggio
2010 la riedizione dell'album ha esordito direttamente alla prima
posizione della classifica di vendita inglese.

Depeche Mode - Violator
Si dovrebbe dire “new wave” e rendere chiaro immediatamente di cosa
stiamo parlando. Ma la definizione forse sta stretta ai Depeche Mode,
formazione che è nata all’interno del fenomeno della new wave
elettronica e che pian piano ha saputo evolvere e sviluppare un
percorso musicale personalissimo e originale, che li ha portati ad
essere una delle band più importanti degli anni Novanta. Violator è il
disco della maturità del gruppo, quello che meglio definisce un
universo sonoro in cui il rock del passato non esiste più e le ipotesi
per il futuro sono tutte in campo. Un disco essenziale e affascinante
che Gino Castaldo e Ernesto Assante illustreranno nell’ultimo
appuntamento della stagione di Lezioni di Rock.

2001 Odissea nello spazio
Se c’è un film che ha legato in maniera straordinariamente creativa la
musica e il cinema questo è 2001 Odissea nello spazio di Stanley
Kubrick, un capolavoro assoluto, non solo nei temi e nelle immagini ma
soprattutto nel rapporto con la musica e il suono. A Lezioni di rock
un percorso nell’ascolto e nella visione di questo lavoro
straordinario, arricchito con molti altri esempi di come la musica e
il cinema, il rock in particolare, abbiano saputo costruire scenari
inattesi e offrire soluzioni inedite.

Queen - A night at the opera
Le grandi storie del rock, raccontate con parole, immagini e suoni, da
Gino Castaldo e Ernesto Assante. Dal 1 novembre si rinnova
l’appuntamento quindicinale con la musica, illustrata attraverso
“lezioni” che mettono ogni episodio artistico nella prospettiva
storica, ma allo stesso tempo raccontano curiosità, aneddoti, testi.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni
che ripropongono vicende artistiche rappresentate con gli stili
diversi delle varie epoche. Un grande giro del mondo attraverso
l’ascolto e la riscoperta delle tappe più significative di questa
piccola grande storia.
Una serie di incontri nei quali si ripercorrono i grandi momenti del
rock e non solo, le incisioni indimenticabili, si ricostruiscono le
storie dei personaggi che hanno segnato l’evoluzione della musica
popolare.
Neil Young - Harvest
“Harvest” è uno dei grandi capolavori della musica americana del
Novecento, è un album in cui Neil Young, senza dubio alcuno, dimostra
la sua grandezza come autore e interprete e, al tempo stesso, dimostra
la maturità alla quale il rock, all’alba degli anni Settanta, era
arrivato. “Harvest” è un disco magico ed unico, nel quale una
generazione che aveva sognato di cambiare il mondo fa i conti,
amaramente, con i propri fallimenti. Ma al tempo stesso il “raccolto”
è ricco di ulteriori speranze, di passioni ed amori, di futuro e di
sogni. “Harvest” è il disco di maggior successo di Neil Young, l’album
che lo ha portato ancora più in alto, nell’olimpo dei grandi
cantautori. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla
riscoperta di un disco memorabile, di una collezione di canzoni
praticamente perfetta, canzoni da non consumare.
The Cure - Seventeen seconds
Maestri assoluti del suono dark, poeti della new wave, esploratori
instancabili di un mondo sonoro che ancora oggi, a trent’anni dal loro
esordio, non ha ancora smesso di affascinare legioni di fan in tutto
il mondo, i Cure rappresentano la punta di diamante di una rivoluzione
sonora che alla fine degli anni Settanta, sull’onda della ribellione
punk, scardinò in maniera definitiva tutte le certezze del rock e
della popular musica. Robert Smith, chitarrista, cantante e band
leader, è una delle personalità più originali e creative del rock
britannico, protagonista essenziale di una stagione in cui arte e
ribellione sono andate di pari passo, cambiando le regole del gioco e
offrendo ad un intera generazione la possibilità di esprimere nuovi
sentimenti e nuove sonorità.
Weather Report - I sing the body electric
C’era una volta il “jazz rock”, etichetta all’interno della quale era
possibile trovare di tutto, dalla pura avanguardia alla semplice
ricerca di successo commerciale. In realtà quella del jazz elettrico,
come sarebbe più giusto chiamarla, era una straordinaria ipotesi
creativa, nata sulla scia delle invenzioni di Miles Davis e cresciuta
soprattutto sulla spinta dei musicisti che alla corte di Miles avevano
sviluppato le prime forme di questo nuovo linguaggio. Principi del
genere, stelle indiscusse del suono elettrico del jazz, i Weather
Report sono stati una delle formazioni più importanti della musica
degli anni Settanta e Ottanta, capitanati da due geni assoluti come
Jow Zawinul e Wayne Shorter, affiancati da personalità straordinarie
come quelle di Jaco Pastorius, Miroslav Vitous e di moltissimi altri.
“I sing the body electric” è il loro secondo lavoro, un capolavoro e
sarà al centro della lezione del giorno con Ernesto Assante e Gino
Castaldo.

Led Zeppelin - Led Zeppelin II
Il rock di oggi, quello indipendente, alternativo, libero e
incontaminato, non esisterebbe se non ci fossero stati, quarant’anni
fa, i Led Zeppelin a tracciare la strada. Una strada di autonomia
creativa, di indipendenza dal mercato, che li ha resi, all’alba degli
anni Settanta, la più grande rock band del mondo. Il loro secondo
album mette in scena quello che Jimmy Page sognava dalla fine degli
Yardbirds, una perfetta sintesi di rock, blues e folk, una miscela
esplosiva sostenuta dal ritmo travolgente di John Bonham e John Paul
Jones, che si materializza nel corpo e nella voce di Robert Plant.
“Led Zeppelin II” è uno splendido scrigno di gioielli rock, da “Whole
lotta love” a “Heartbreaker”, fino ad arrivare a “Moby Dick”, brani
che non hanno età, che fanno vibrare il cuore, che rappresentano il
rock come tutti vorrebbero che fosse sempre.
Aretha Franklin - Aretha Now
La più grande voce femminile della musica soul, è senza dubbio Aretha
Franklin. Cinquant’anni di carriera, una sequela di successi
interminabile, un percorso artistico che è riuscito a comprendere il
gospel e il soul, l’hip hop e la dance, la grande canzone americana e
il rock, interpretati dalla grande cantante americana con il suo
inconfondibile stile.
“Aretha Now” è uno degli album chiave della sua storia, un disco che
contiene gli elementi importanti della tradizione e le chiavi di volta
per comprendere il futuro della black music.
Tom Waits - Raindogs
La voce roca e profonda, uno stile unico e inimitabile, una passione
per storie a tinte forti, per il jazz ed il rumore, per i suoni che
graffiano l’anima e colpiscono il cuore, Tom Waits è un cantautore che
non segue altre regole che le sue. E lo ha sempre fatto, dai suoi
esordi ad oggi, allontanandosi in maniera sistematica da mode e
tendenze, provando a far crescere l’arte dello storytelling in maniera
esponenziale, utilizzando a questo scopo ogni formula, ogni
invenzione, ogni suono, ogni rumore, ogni melodia. E’ così che nasce
Rain Dogs, capolavoro del 1985, una raccolta di storie di perdenti e
di reietti, di avventure picaresche e romantiche, di alcol e di amore,
scritte e cantate da Waits con il suo classico, inarrestabile,
inconfondibile stile.

Jethro Tull - Aqualung
Era il 1971, un anno incredibile nella storia del rock, l’anno di
Who’s Next, di Led Zeppelin IV, di Imagine, di Sticky Fingers, tanto
per citare qualche titolo. Era l’anno in cui uscì Aqualung, album
realizzato dagli inglesi Jethro Tull. Una band originale e curiosa,
con un solista che invece di imbracciare una chitarra elettrica aveva
in mano un flauto e un suono che riusciva a mettere insieme il blues,
l’hard rock, il folk inglese, il pop, il jazz e persino, in passato,
qualche briciolo di follia. Aqualung, con alcuni dei suoi celeberrimi
brani, come la title track o Locomotive Breath, è il disco che porta i
Jethro Tull di Ian Anderson nell’olimpo delle superstar del rock, un
disco che ancora oggi merita di essere ascoltato con attenzione,
raccontato fino in fondo.

Coldplay - Viva la vida
I Coldplay sono una delle pochissime formazioni emerse nel nuovo
millennio ad aver raggiunto un successo indiscusso e planetario nel
mondo del rock. Chris Martin e la sua band hanno scritto alcune delle
più belle pagine della musica inglese degli ultimi anni, mescolando
pop e rock, canzone e passione, in album che ha saputo interpretare
più e meglio di altri il “sentimento” dei nostri anni. “Viva la Vida”
è la loro ultima fatica discografica, quella che, con l’aiuto di Brian
Eno, riassume nella maniera migliore il loro percorso e illumina la
strada verso la quale la band sembra volersi dirigere. Ernesto Assante
e Gino Castaldo vi propongono un viaggio nel rock degli anni Duemila,
girando attorno ad un album che per molti versi è centrale nello
sviluppo della musica di questi anni.

Santana - Abraxas
Il “latin rock” dovrebbe essere un genere. In realtà è lo stile unico
e inconfondibile del chitarrista messicano Carlos Santana e della sua
band. Uno stile nato a San Francisco, nel pieno della “Summer of
love”, nelle strade della città californiana e nei club della
generazione che dava vita al rock, dove Santana provava a mettere
insieme le sue due anime, quella latina e quella elettrica. Il
risultato fu un album d’esordio esplosivo e poi un capolavoro assoluto
come “Abraxas”, dove rock, ritmi latini, melodia, tradizione e
innovazione si fondevano in un insieme incredibile che nessuno aveva
mai sperimentato prima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi
accompagneranno nell’esplorazione del mondo sonoro che ruota attorno
alla leggendaria chitarra di Carlos Santana e tra le note di “Abraxas”
nell’appuntamento con Lezioni di Rock.


Michael Jackson - Thriller
La sua scomparsa lo ha trasformato in mito e leggenda. Ma la sua vita
è stata altrettanto leggendaria e particolare, assurda e fantastica.
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano Michael Jackson e
soprattutto un disco, “Thriller”, che è quello che lo ha consacrato
“King of pop” all’alba degli anni Ottanta. Un album che, assieme ai
video che lo hanno accompagnato, ha cambiato le regole della musica
pop, ha dettato le leggi per le quali ancora oggi il pop si produce e
va in scena, ha contribuito a mutare la percezione e il consumo
musicale da parte del pubblico di mezzo mondo. Dagli esordi con i
fratelli nel pieno dell’era della Motown, al successo solista
sull’onda della disco music, al trionfo di Thriller con l’aiuto di
Quincy Jones e di John Landis, alla crisi degli anni successivi, il
declino, le polemiche, la morte. Un viaggio attraverso la vita e le
opere di Michael Jackson.
Beatles - Remastered
La band di maggior successo negli ultimi mesi? I Beatles, tornati in
auge con la rimasterizzazione di tutti i loro album. Quale occasione
migliore, allora, per andare a riascoltare il meglio della produzione
dei “Favolosi Quattro” in questa nuova, smagliante, splendida nuova
edizione? La nuova stagione delle “Lezioni di Rock” apre propoendo non
uno ma tredici dischi, tutti gli album della leggendaria produzione
dei Lennon, McCartney, Harrison e Starr, album che nella nuova
edizione digitale risplendono ancora di più e meglio di quando, oltre
quarant’anni fa, sono stati pubblicati per la prima volta. Dal primo
singolo fino a “The Long and winding road”, Assante e Castaldo vi
accompagneranno nello straordinario mondo dei Beatles, in una sorta di
“magical mistery tour” tra le loro canzoni più belle, provando a
ricostruire una storia artistica e creativa che ancora oggi rimane
ineguagliata.
"Speciale Woodstock"
“Speciale Woodstock” chiude la quarta stagione di Lezioni di Rock, la
rassegna a cura di Ernesto Assante e Gino Castaldo, che racconta
attraverso filmati, aneddoti e curiosità i grandi momenti della
popular music, le incisioni indimenticabili, le storie dei personaggi
che hanno segnato l’evoluzione della musica popolare nel secolo
scorso.

Un evento speciale, durante il quale Assante e Castaldo, autori del
libro in uscita “Il tempo di Woodstock” (Laterza), faranno rivivere, a
quaranta anni di distanza, insieme a ospiti importanti e attraverso
testimonianze, filmati e ascolti, la più grande kermesse della storia
della musica.
Il 30 giugno 2009 nessun concerto dal vivo nella cavea, ma una festosa
celebrazione in piena regola, durante la quale si potranno rivedere le
più suggestive immagini live della maratona musicale del 1969,
ascoltare i racconti di chi c’era e di chi avrebbe voluto esserci,
ricostruire la storia e rivivere l’emozione di quel momento collettivo
che ha rivoluzionato la storia della musica dal vivo e del costume.



Pearl Jam - Ten
Dissidenti della contemporaneità, appassionati raccontatori di verità
spigolose e ardenti, i Pearl Jam non sono stati soltanto i grandi
padri del grunge ma anche i salvatori di un rock che negli Stati Uniti
sembrava destinato a scomparire tra i ferrivecchi di un’epoca ormai
passata. E lo hanno fatto con un album, “Ten”, che giusto in queste
settimane viene celebrato con un’edizione speciale. Speciale era il
disco già quando uscì, carico di sentimenti e sensazioni, ricco di
contenuti e di poesia, di elettricità e rabbia, d’amore e calore.
“Ten” è e resta uno dei dischi importanti degli anni Novanta, un disco
che non solo ha portato all’attenzione del mondo la musica di Eddie
Vedder e dei suoi compagni ma anche e soprattutto l’esistenza di una
generazione che voleva provare a disegnare da sola il proprio futuro,
che non era disposta più a barattare i propri sogni.
Radiohead - Ok Computer
Nello scenario della musica di oggi gli inglesi Radiohead brillano
come una stella solitaria. Lontani dalle mode, dalle tendenze,
distanti mille miglia dalle regole del mercato, i Radiohead sono
l’unica vera dimostrazione delle possibilità odierne di un linguaggio
musicale che in qualche misura può ancora essere definito rock. “Ok
Computer”, del 1997, è l’album che li ha fatti conoscere. Non è musica
“leggera”, non c’è modo di farsi scorrere addosso queste canzoni come
se fossero “soltanto” intrattenimento: la band di Oxford attraversa la
musica dei nostri giorni pescando solo quello che serve, scartando
l’inutile, l’ovvio, il già sentito, rischiando spesso l’ impopolarità
e ottenendo invece un successo sempre crescente, perché gran parte del
pubblico riconosce in loro una vera e solida alternativa alla musica
di consumo imperante, alle formazioni create a tavolino da
un’industria discografica che tende sempre più a trasformarsi nella
tomba della musica.
Lou Reed - Transformer
Uno dei personaggi più straordinari della storia del rock, raccontato
attraverso un album, “Transformer”, che segna una delle sue molte
“rinascite” artistiche e creative. “Transformer” è il rock al suo
stato più puro, trasgressivo, forte, sorprendente ed elettrico, con un
Lou Reed pronto a cavalcarne le onde nella maniera più appassionata e
personale possibile, con l’aiuto essenziale di due amici, David Bowie
e Mick Ronson, reduci dall’avventura di Ziggy Stardust. Il disco è una
straordinaria collezione di classici, da Vicious a Perfect Day, da
Satellite of love a Make up, fino ad arrivare a quel Walk on the wild
side che per molti anni è stato il marchio di fabbrica di Reed e della
sua musica. Lou Reed non è solo uno che fa rock ma è il rock stesso,
rappresentato nel suo lessico fondamentale. E “Transformer” ne è la
massima realizzazione, dopo la rivoluzione inaugurata con i Velvet
Underground.
Janis Joplin - Pearl
Le tre “J” maledette del rock, Jim, Jimi e Janis, sono unite
nell’immaginario collettivo dall’elemento del loro dramma personale.
Ma erano tre musicisti estremamente diversi l’uno dall’altro. Poeta il
primo, visionario il secondo. E poi c’era lei, Janis Joplin.
Solitaria, travolgente, bluesy, drammaticamente espressiva, con una
voce in grado di graffiare l’anima e di colpire il cuore, Janis Joplin
è stata (assieme a Grace Slick) la prima grande donna della storia del
rock, in grado di stravolgere le regole non scritte dello show
business e di riscriverle, in grado di cantare il blues come una nera
e il rock come nessun’altra. Ernesto Assante e Gino Castaldo, domenica
26 aprile, alle ore 11 al Teatrostudio, vi presenteranno “Pearl”, il
suo album “testamento”, uscito dopo la sua morte, il disco più bello e
affascinante della produzione di Janis Joplin.
King Crimson - Island
La definizione di “musica da camera elettrica” è quella che meglio si
attaglia alle creazioni originalissime, moderne e affascinanti della
più grande formazione del rock progressivo inglese, quella dei King
Crimson. Il loro esordio è del 1969, sul palco del concerto in memoria
di Brian Jones ad Hyde Park, e i loro brani contribuiscono a definire
i contorni del rock progressivo. Ma solo tre anni dopo, nel 1971(dopo
aver già pubblicato tre album leggendari), la loro musica è già
altrove. E quell’”altrove” è “Island”, uno dei dischi più innovativi e
sorprendenti della musica degli anni Settanta. Jazz, avanguardia,
rock, canzone, sperimentazione, melodia, elettronica, mescolati dalla
grande inventiva di Robert Fripp, chitarrista ed anima del Re Cremisi.
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta di
questo capolavoro della storia del rock.
Joao Gilberto - Chega de Saudade
Era il 1959, esattamente cinquanta anni fa, quando nei negozi di
dischi del Brasile arrivava un album intitolato “Chega de saudade”. E
da quel momento la musica brasiliana non fu più la stessa. Joao
Gilberto aveva presentato al mondo la bossa nova due anni prima, nel
1957, ma è con questo album, e con il brano più celebre in esso
contenuto, “Desafinado”, che Gilberto diventa una star internazionale.
Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano la nascita e lo sviluppo
della bossa nova, che arriva a rivoluzionare la musica brasiliana e,
più in generale, la musica popolare, nell’appuntamento con “Lezioni di
Rock”.
Eric Clapton - 461 Ocean Boulevard
Lo hanno soprannominato “Slowhand”, lo hanno paragonato a un dio, lo
hanno osannato e celebrato in ogni possibile maniera. E senza dubbio,
dopo Jimi Hendrix, Eric Clapton è per tutti il più grande chitarrista
della storia del rock. Un titolo che si è guadagnato suonando con i
Cream e i Blind Faith, con i Beatles e B.B.King, usando le sei corde
della sua chitarra per riproporre la tradizione e avventurarsi nella
modernità, per suonare il blues e dipingere con i colori del rock le
strade della musica popolare. E’ una leggenda, Eric Clapton, che
ancora oggi sa emozionare e stupire, così come ha fatto nel 1974,
l’anno della sua seconda nascita, con 461 Ocean Boulevard, l’album che
Ernesto Assante e Gino Castaldo propongono al pubblico del Teatro
Studio per Lezioni di Rock
Jeff Buckley - Grace
Un album straordinario, una vita brevissima, una fine drammatica.
Ernesto Assante e Gino raccontano “Grace”, il disco che ha fatto
entrare Jeff Buckley nella leggenda, un lavoro di rara bellezza che ha
assunto un significato ancora più profondo e complesso quando Buckley,
a soli 31 anni, scomparve dopo un tuffo nel fiume. Un disco di
lancinante bellezza, composto da canzoni che sono entrate nel mito,
così come il loro autore, cantante randagio nei club newyorkesi e
star suo malgrado, artista scomodo e complesso così come lo era stato
il padre, il cantautore Tim Buckley morto per overdose a 28 anni nel
1975. Una vita breve e maledetta e un album segnato dalla grazia,
saranno il filo conduttore della lezione dedicata a Jeff Buckley, un
artista nel cui universo la passione e la poesia trovarono un magico
e sublime accordo.
The Police - Reggatta de Blanc
Alla fine degli anni Settanta il rock stava cambiando pelle, era
appena passata l’onda del punk che aveva spazzato via ogni certezza,
arrivava la new wave, la nuova onda, con decine di nuove band e nuovi
suoni, e tutto il nuovo mondo musicale veniva riscaldato dal reggae,
che dalla Giamaica invadeva il mondo. L’ultimo anno degli anni
Settanta era già il primo della nuova era, salutata dall’arrivo di un
disco, Reggatta del Blanc, che metteva insieme tutto, rock, punk, new
wave, reggae e canzone. Era la formula magica dei Police, sulla base
della quale nacquero classici come Walking On The Moon", "Bring On The
Night" e "The Bed's Too Big Without You", e soprattutto "Message In A
Bottle. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagnano, domenica 18
Gennaio alle ore 11 al Teatrostudio, all’ascolto di un disco che ha
racchiude in sé tutta la vitalità e creatività delle esperienze
musicali di quegli anni, un vero gioiello musicale non solo per tutti
i fan dei Police ma anche per tutti coloro che amano la buona musica.
Crosby, Stills, Nash & Young - 4 Way Street
I grandi album del rock, raccontati con parole, immagini e suoni, da
Gino Castaldo e Ernesto Assante. Dal 9 novembre si rinnova
l’appuntamento quindicinale con la grande musica, illustrata
attraverso “lezioni” che mettono ogni album nella prospettiva storica,
ma allo stesso tempo raccontano curiosità, aneddoti, testi. “Exodus”
di Bob Marley, “Wish you were here” dei Pink Floyd, “Il mio caro
angelo” di Lucio Battisti, “Islands” dei King Crimson, “Songs in the
key of life” di Stevie Wonder, “Aretha Now” di Aretha Frankiln,
“Blonde on Blonde” di Bob Dylan, “Ok computer” dei Radiohead, “Abbey
road” dei Beatles.
Musica da sentire ma anche da vedere attraverso immagini e spezzoni
che ripropongono storie rappresentate ancora in bianco e nero oppure
raccontate con i colori psichedelici del flower power o ancora avvolte
nel sole del reggae giamaicano. Un grande giro del mondo musicale
attraverso l’ascolto e la riscoperta dei suoi più importanti dischi.
Una serie di incontri nei quali si ripercorrono i grandi momenti della
popular music, le incisioni indimenticabili, si ricostruiscono le
storie dei personaggi che hanno segnato l’evoluzione della musica
popolare nel secolo scorso.
Lucio Battisti - Amore non Amore
"Amore e non Amore" è uno degli album più singolari dell’intera storia
della canzone italiana. Tecnicamente parlando Amore e non Amore è il
terzo album dell’artista, pubblicato nell'estate del 1971 dalla
Ricordi. Ma è il primo album con brani inediti, non pubblicati prima
su 45 giri. E’ un album, insomma, pensato per essere un insieme,
realizzato come un nella sua totalità, con un progetto e un’ idea.
Quattro brani musicali e, incredibilmente, quattro brani strumentali.
E’ un disco rock, in tutto e per tutto, con Battisti accompagnato
dalla Premiata Forneria Marconi e, in più, Dario Baldan Bembo e
Alberto Radius. E’ un disco che segna, radicalmente, una svolta nella
storia della canzone italiana. E’ un capolavoro assoluto, firmato da
Lucio Battisti, che Ernesto Assante e Gino Castaldo presenteranno
domenica 21 Dicembre alle 11 al Teatro Studio per il nuovo
appuntamento con Lezioni di Rock.
Charlie Parker - Ornithology
Charlie Parker, ovvero uno dei più grandi personaggi della storia del
jazz, una delle leggende della musica afroamericana. Anzi. Charlie
Parker e Dizzy Gillespie, una coppia che nel giro di pochi anni è
riuscita a rivoluzionare, è proprio il termine giusto, la musica
afroamericana, il jazz. E non solo il jazz, perché il bebop, quella
vertiginosa accelerazione che Parker e Gillespie impongono al jazz,
diventa una bomba nelle sottoculture giovani dell’epoca, accendendo lo
stile di vita di una intera generazione, da un capo all’altro
dell’oceano. Ornithology è una delle composizioni più celebri di
Parker, ed è uno dei cuori delle registrazioni del periodo d’oro del
sassofonista assieme a Gillespie, con A Night in Tunisia, Koko, e
molte altre. “Lezioni di rock” si sposta nel territorio del jazz,
presentando uno dei dischi senza i quali è impossibile vivere, un
album che raccoglie alcune delle più belle registrazioni di Parker nel
periodo 1945-1947. Ernesto Assante e Gino Castaldo ripercorrono con
voi le strade del bebop domenica 14 Dicembre alle 11 al Teatrostudio.
"The Beatles - Abbey Road"
Per una generazione intera è “il” disco dei Beatles. Per molti ha la
copertina più leggendaria della storia dei “Fab Four”. Per altri versi
è il disco che segna, nella maniera più bella e malinconica, la fine
del gruppo: “Abbey Road” è senza dubbio uno dei dischi più importanti
della storia del rock ed è una delle chiavi di volta per comprendere
come sia finita la vicenda artistica del quartetto di Liverpool. Ed è
proprio ad “Abbey Road” e ai suoi numerosissimi fan che è dedicata la
seconda delle “Lezioni di Rock” di Ernesto Assante e Gino Castaldo.
Tra immagini e suoni Castaldo e Assante racconteranno uno degli album
che hanno segnato in maniera indelebile la storia della cultura
giovanile degli anni Sessanta e la storia del rock.
"Bob Marley - Exodus"
Nel 1978 esplodeva il punk in tutto il mondo, il rock veniva rivoltato
da capo a piedi, una nuova generazione arrivava sulle scene chiedendo
nuova musica e nuovi contenuti. La risposta arrivò dalla periferia
dell’impero, dalla Giamaica, con il ritmo in levare del reggae, con la
voce e le idee di Bob Marley. Era il 1978 quando uscì “Exodus”,
l’album della consacrazione del nuovo re del reggae, del nuovo
profeta, della prima star musicale del terzo mondo che riusciva, con
la forza della sua musica, a conquistare le classifiche di vendita e i
cuori dei giovani. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagnano,
nel primo appuntamento della nuova stagione di “Lezioni di Rock”,
nell’universo del reggae, nella poesia di Marley, nella passione e
nella rabbia di un popolo, nel racconto di una straordinaria
rivoluzione musicale.
Patti Smith – Easter
Una poetessa, una rocker, una cantante, una leggenda. Questo e molto
altro ancora è Patti Smith, straordinaria personalità della cultura
newyorkese degli ultimi trent'anni, artista sorprendente e originale,
rockeuse senza macchia né paura, in grado di giocare con i suoni e le
parole con incredibile intelligenza. "Easter" è il disco della sua
consacrazione, l'album che l'ha portata al clamoroso successo
internazionale esattamente trent'anni fa. Rock, nella sua più completa
rappresentazione,ha fuso la poesia di Rimbaud con le canzoni di
Springsteen ed ha impresso alla musica di quegli anni suoni
profondi in grado di scuotere l'anima e di farci sognare.
Bruce Springsteen – Born to Run



Se c’è un disco che racchiude, da solo, l’intera storia del rock,
quello è “Born to run” di Bruce Springsteen. Passione, poesia, rabbia,
amore. Ma anche la strada, la corsa nella notte, per raggiungere la
redenzione e la felicità, la libertà e la rinascita. E il sogno, il
desiderio, che diventa musica, che si trasforma in canzoni che
riescono ad essere allo stesso tempo inni generazionali e confessioni
private. E’ il rock che rinasce, che prende corpo, che si scrolla di
dosso i fantasmi degli anni Sessanta, attraverso Springsteen, che urla
di essere “nato per correre”. Un capolavoro che Ernesto Assante e Gino
Castaldo racconteranno in questo nuovo appuntamento di “Lezioni di
rock”.
Talking Heads – Remain in Light
Era il 1980 e la musica rock stava cambiando. Secondo molti era
addirittura morta. E sulle ceneri del rock, sulle rovine di una
cultura che era nata negli anni Sessanta e cresciuta a dismisura nel
decennio seguente, passando tra vittorie e sconfitte, tra drammi e
meraviglie, nasceva la new wave. I Talking Heads, da New York, con
l’aiuto di Brian Eno, si misero in viaggio tra metropoli e deserto,
sull’onda di un nomadismo elettronico in grado di cambiare, una volta
e per sempre, i connotati della popular music. Nacque così “Remain in
light”, uno dei dischi più belli, ricchi e complessi della nuova
musica, punto di partenza di una stagione di rinnovamento e di
rinascita del rock che ha segnato in maniera indelebile gli anni
Ottanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo racconteranno “Remain in
light” nel nuovo appuntamento di Lezioni di Rock.
Bob Dylan – Bringing it all back home
Provate a mettere insieme, uno dopo l’altro questi titoli:
Subterranean homesick blues, Maggie’s Farm, Love minus zero, Gates of
eden, It’s allright ma’, i’m only bleeding, It’s all over now, baby
blue, e Mr. Tambourine man. Ed avrete nelle mani uno dei dischi più
importanti della storia della musica del Novecento, “Bringing it all
back home” di Bob Dylan, del 1965. Difficile immaginare oggi un disco
con una simile tracklist, difficile pensare anche lontanamente ad un’
opera simile, e ad un artista con una forza espressiva e creativa
anche lontanamente vicina a quella di Dylan negli anni Sessanta. Gino
Castaldo e Ernesto Assante vi guideranno alla scoperta di questo
bellissimo disco nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.
Nirvana – Nevermind
L’ultima grande esplosione del rock, l’ultima fiammata di passione e
energia, l’ultimo segno del millennio che si avviava alla conclusione.
Si intitolava “Nevermind” e portava all’attenzione del mondo i
sentimenti, la rabbia, le ansie, le gioie e le paure della
“generazione x”. Il grunge dei Nirvana, nato nei club di Seattle
aveva fatto la sua rivoluzione nel mondo della musica e il mito di
Kurt Cobain,cantante della band, si consumava tra le note di “Smells
like a teen spirit”, e delle altre canzoni di “Nevermind” che arrivò
come un ciclone a rinnovare in maniera radicale la scena del rock
americano. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno nelle
strade del rock degli anni Novanta, tra gli slogan del “popolo di
Seattle”, tra le “information highways” e l’era di Bill Clinton, per
raccontare uno degli album più belli e appassionanti della storia del
rock, nel nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.
Peter Gabriel – So
Due ere che sembrano lontanissime, quella del progressive, degli anni
Settanta, del rock intellettuale e profondo e quella degli anni
Ottanta, tra elettronica e new wave. Due ere del rock e un solo
artista, che le ha attraversate entrambe, che le ha segnate entrambe
con la sua musica, la sua voce, la sua personalità: Peter Gabriel,
voce e volto dei Genesis fino alla fine degli anni Settanta,solista e
straordinario esploratore del mondo dei suoni nel decennio successivo.
Negli anni Ottanta infatti il musicista inglese realizza “So”, con
l’aiuto di Daniel Lanois, disco straordinario nel quale New wave,
elettronica, pop, canzone, rock e sentimento si mescolano insieme in
uno degli album più belli dell’intera produzione inglese di quegli
anni.
Pink Floyd – The Wall
Nel bel mezzo dell’esplosione del punk Roger Waters decise di scrivere
la prima opera rock dei Pink Floyd, un doppio album, che uscì in
vinile colorato, in cui si parlava di una vicenda autobiografica (la
morte in guerra del padre di Waters, i problemi dell'educazione
scolastica nel periodo delle rivolte studentesche), di critica sociale
(l'incomunicabilità nei rapporti di coppia, la rockstar onnipotente),
e dell'evoluzione della follia del protagonista, nel quale si
intravede un riferimento a Syd Barrett, il fondatore della band.
Queste, e molte altre storie, saranno il cuore dell’appuntamento con
Ernesto Assante e Gino Castaldo che presenteranno The Wall domenica 24
febbraio, alle ore 11, al Teatro Studio
Sex Pistols – Never Mind the Bollocks
Ci sono alcuni dischi che hanno cambiato il corso della storia, che
hanno modificato il progresso delle cose, che hanno rivoluzionato in
maniera completa il mondo della musica e della cultura giovanile. Uno
di questi dischi è “Nevermind the bollocks” dei Sex Pistols. L’album,
l’unico della produzione ufficiale della band inglese, è una
implacabile collezione di singoli esplosivi, la “prima pietra” nella
costruzione del mito del punk, un disco che ancora oggi, se ascoltato
a tutto volume, sembra rimettere ordine, in maniera pregevolmente
disordinata, nelle cose del rock. Sid Vicious, Johnny Rotten, Steve
Jones e Paul Cook rovesciarono la tavola imbandita del rock per
cambiare le regole del gioco. Gino Castaldo e Ernesto Assante vi
riproporranno l’album dei Pistols domenica 3 febbraio, alle ore 11, al
Teatro Studio
David Bowie – Ziggy Stardust
David Bowie ha avuto molte vite, ha interpretato molti personaggi
differenti nella sua lunga e affascinante avventura musicale. Ma il
personaggio al quale il pubblico è rimasto affezionato, quello che ha
segnato in maniera indelebile la sua storia, il suo sucesso e che ha
collaborato a rendere la sua figura mitica, è Ziggy Stardust. Il disco
che racconta le vicende di Ziggy e dei suoi Spiders from Mars, resta
una delle pietre miliari del rock britannico, un album che racchiude
l’arte fantasmagorica di David Bowie e proietta la musica verso il
futuro degli anni Settanta. Ernesto Assante e Gino Castaldo
racconteranno i mille volti di Bowie e di “Ziggy Stardust and The
Spiders from Mars” per il nuovo appuntamento con Lezioni di Rock.
Frank Zappa – Joe’s Garage
Joe’s Garage è un opera rock. E porta la firma di uno dei più grandi
compositori del secolo scorso, Francis Vincent Zappa, più noto al
popolo del rock come Frank Zappa. L’album doppio è uno dei dischi che
maggiormente riesce a definire la personalità, lo stile, la grandezza
e la complessità di Zappa e della sua musica, un fantastico
mescolamento di generi e suoni, che nelle sue mani prende forma in
maniera sempre sorprendente. Una storia che parla del rock stesso, che
attraversa miti e leggende della “rock way of life” e che è ancora
meravigliosamente attuale. Di questo straordinario album e dell’arte
di Frank Zappa parleranno Ernesto Assante e Gino Castaldo
nell’appuntamento di oggi con Lezioni di Rock.
The Who – Tommy
La prima grande opera della storia del rock, il primo ambiziosissimi
progetto di un gruppo nato all’alba degli anni Sessanta per uscire
dallo stretto ambito in cui il rock, fino ad allora, era cresciuto, il
primo tentativo di volare ancora più in alto, di raccontare non una
storia ma “la” storia, creare un “topos”, diventare un classico. Il
titolo è “Tommy” ed il gruppo è quello degli Who, al massimo della
loro potenza creativa, al culmine della loro forza espressiva. “Tommy”
è il rock che pensa di essere in grado di pensare al futuro e di
guardarsi dentro, di scandagliare i limiti della cultura giovanile e
di rompere i confini del genere. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi
accompagneranno alla scoperta di uno dei dischi più importanti e belli
della storia del rock, domenica 16 dicembre al Teatro Studio, alle ore
11
The Beatles – White Album
Era il 1968, il mondo stava cambiando alla velocità della luce e i
Beatles si tuffarono nel bel mezzo di questo cambiamento. C’era la
Apple, la loro casa discografica, c’era l’Apple Store nel pieno centro
di Londra, c’era un mondo da scoprire e da conquistare, c’erano suoni
diversi e travolgenti e c’erano loro, sempre più divisi e al tempo
stesso sempre più attenti a quanto stava accadendo. L’album “bianco” è
il disco senza titolo né immagine, un doppio lp che raccoglieva quello
che i Beatles erano stati, quello che erano allora, quello che
avrebbero voluto essere in seguito. Con tutti i limiti, i pregi, i
sogni, le speranze, le ambiguità del caso. Era il 1968, nulla sarebbe
stato più come prima, nemmeno i Beatles.
Autori Vari - Woodstock
Un disco dal vivo. Forse “il” disco live per eccellenza. Perché
ripropone non un concerto qualsiasi ma l’Evento Massimo della storia
del rock, il festival che ha segnato il punto più alto dell’esplosione
della cultura giovanile degli anni Sessanta, i leggendari “tre giorni
di pace, amore e musica”, quelli che si svolsero a Bethel nel bel
mezzo del mese di Agosto del 1969, il Festival di Woodstock.
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno in una
straordinaria rievocazione, in un viaggio nel tempo, nel cuore della
“hippy nation”, nel più grande sogno realizzato della storia del rock,
tra le note di Jimi Hendrix e Carlos Santana, di Joe Cocker e dei
Jefferson Airplane, di Crosby Stills & Nash e di Joan Baez, degli Who
e dei Ten Years After, per “due ore di pace, amore e musica”.
40 anni di Sgt. Pepper
*Ernesto Assante* e *Gino Castaldo* terranno una speciale _Lezione di
Rock_ su _"Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band"_ raccontando storie,
vicende e aneddoti legati alla genesi dell’album.



Ci sono dischi che inevitabilmente fanno parte della storia. Di dischi
così ce ne sono pochi. Forse ce n'è uno solo ed è, senza alcun dubbio,
“Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles. Pubblicato
quarant'anni fa, il primo giugno del 1967, ha cambiato il corso della
musica e, in parte, della cultura giovanile, è l' album che ha
marchiato gli anni Sessanta, è un oggetto di culto ancora oggi
venerato da innumerevoli fan. Il motivo? Basta scorrere i titoli dei
brani che compongono l'album, canzoni destinate a restare nel tempo, a
toccare la coscienza e l'immaginazione di chi le ascolta. E quella
copertina, con i volti della storia e dello spettacolo ad attorniare i
Beatles, un colpo di genio di uno dei più grandi artisti pop inglesi,
Peter Blake, a stabilire i colori di quella che di lì a poco sarebbe
stata la clamorosa "estate dell'amore" di San Francisco, con gli
hippies, il movimento, e il sogno di cambiare il mondo. Un’opera
d’arte, un disco che va ricordato perché racconta come eravamo, come
volevamo essere, come potremmo essere. Per celebrare il mito di Sgt.
Pepper e la leggenda dei Beatles, l’Auditorium ospita una grande
giornata di musica, parole, immagini e colori.









John Lennon - Imagine
Non un album ma una sola canzone. L’ultimo appuntamento con “Lezioni
di Rock” con Ernesto Assante e Gino Castaldo è con una canzone sola,
“la” canzone che ha segnato in maniera indelebile la storia del rock e
la vicenda artistica di John Lennon, “Imagine”. Una canzone perfetta
sotto molti punti di vista, musicalmente inconfondibile, magicamente
racchiusa nei pochi minuti di una melodia che colpisce direttamente il
cuore, e con un testo che mette insieme tutti i motivi per cui vale la
pena vivere, tutti i sogni che vale la pena sognare, la battaglie che
è giusto combattere, gli ideali per i quali è giusto andare avanti.
Una canzone che è il cuore dell’intera storia del rock e alla quale si
sono ispirati tutti i grandi musicisti contemporanei.
E con questo incontro dedicato a Lennon, si conclude la serie
delle Lezioni di Rock. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi danno
appuntamento alla prossima stagione.
Paul Simon - Graceland
Il rock ha combattuto molte battaglie. Di certo ne ha vinta una,
quella contro l’apartheid in Sudafrica. Una battaglia che ha
combattuto appoggiando in ogni momento Nelson Mandela e l’African
National Congress, sostenendo la lotta con migliaia di concerti e
manifestazioni in tutto il mondo, e con alcuni dischi memorabili.
Quando Paul Simon incise “Graceland” l’apartheid era ancora in vigore.
Simon ruppe l’embargo che isolava il regime di Pretoria dal resto del
mondo e andò a suonare con i migliori musicisti sudafricani,
realizzando uno dei più memorabili album che la storia del rock abbia
mai visto, canzoni profondamente americane che incontravano i ritmi e
le armonie dell’Africa. Ernesto Assante e Gino Castaldo raccontano
come nacque quello straordinario disco nel nuovo appuntamento di
“Lezioni di Rock”.
Beach Boys – Pet Sounds
Un disco che ha cambiato il corso della storia del rock? “Pet Sounds”
dei Beach Boys. Certo, sono in pochi a conoscere a memoria le canzoni
scritte da Brian Wilson per questo album, sicuramente non è un disco
che abitualmente si trova negli scaffali dei ragazzi di questi tempi,
non è nemmeno un disco che abbia scalato le classifiche di vendita ai
suoi tempi. Eppure pochi album hanno influenzato lo sviluppo del rock
come “Pet Sounds”, il capolavoro compositivo di Wilson, un gioiello
d’impasti vocali, avveniristici arrangiamenti, soluzioni creative, il
tutto mescolato magistralmente con un uso dello studio di
registrazione che fino ad allora non era stato nemmeno mai immaginato.
Ernesto Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla riscoperta di
questo capolavoro della California degli anni Sessanta.

Elvis Presley - Elvis 56
Sono passati cinquant’anni, cinquantuno per la precisione, da quando
il ciclone Elvis si abbattè sul mondo della musica popolare. E gli
effetti non sono ancora passati del tutto. Lui, il re del rock, forse
non sapeva che quello che stava facendo avrebbe cambiato il corso
della storia della musica, forse si accontentava soltanto di muovere
il bacino e cantare la musica nera con la voce di un bianco. Forse. Ma
di certo nulla, dopo quelle canzoni cantate e incise più di
cinquant’anni fa, è stato più lo stesso. Come ricostruiranno Ernesto
Assante e Gino Castaldo nel nuovo appuntamento di Lezioni di rock.
Neil Young - Zuma
Il titolo è “Zuma” ed è uno dei dischi più particolari del grande
repertorio di Neil Young, il “loner” della musica rock americana, il
padre del “grunge”, amato dalle giovani generazioni. “Zuma” è un disco
di melodie romantiche e canzoni rock, brani che raccontano la vita e
poesie che scavano nell’anima. E “Cortez the killer” è il cuore del
disco, un brillante esempio di come la storia possa essere raccontata
sull’onda del suono di una chitarra elettrica. Un piccolo viaggio nei
suoni degli anni Settanta illustrato da Ernesto Assante e Gino
Castaldo.
Ella Fitzgerald - John Coltrane - Keith Jarrett
Tre colonne della storia del jazz e la loro sterminata discografia
illustrate a Lezioni di Rock. Musicisti la cui formazione e influenza
non è riconducibile solamente al jazz ma sconfina nell’ambito di tutti
i generi di musica compreso il Rock. Dalla voce di Ella Fitzgerald che
ha rivoluzionato il modo di cantare passando dal maestro della
melodia, il sassofonista John Coltrane, fino a Keith Jarrett che con i
suoi concerti di pianoforte solo si è affermato ai livelli delle
grandi pop star.
Pink Floyd – Dark Side of the Moon
Inutile, forse, provare a presentare quello che secondo molti è il
disco rock per eccellenza, l’album che molti, in ogni generazione da
più di trent’anni, conoscono a memoria, l’album che mostrò al mondo,
per la prima volta, non tanto “la faccia oscura della luna”, quanto il
lato ombroso della nostra anima. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi
accompagnano alla riscoperta di un capolavoro assoluto, “Dark side of
the moon” dei Pink Floyd.
Bob Marley - Live at the Lyceum
Nel 1975 un nuovo eroe arrivò a conquistare il centro della musica,
muovendosi dalla periferia dell’impero del rock. Bob Marley si esibì
dal vivo al Lyceum e nel lessico della musica popolare del novecento
entrò definitivamente la parola “reggae”. Ernesto Assante e Gino
Castaldo racconteranno la storia di un album dal vivo che ha stabilito
i canoni di un genere, aperto i confini della musica, fatto nascere la
prima star del terzo mondo e cambiato definitivamente la storia del
rock.
The Velvet Underground
Una discoteca ideale? Troppo difficile da realizzare, troppi sono i
dischi importanti di questo mezzo secolo che ci separa dall'arrivo di
Elvis Presley sulla scena. Meglio allora concentrare la nostra
attenzione su un piccolo gruppo di dischi senza i quali non è
possibile comprendere il rock, senza i quali nessuna discoteca è degna
di questo nome, senza i quali non si può ragionevolmente dire di aver
vissuto. Ogni domenica mattina alle ore 11.00 al Teatrostudio, Ernesto
Assante e Gino Castaldo vi accompagneranno alla scoperta, all'ascolto,
alla visione di un album imperdibile della storia del rock. Una visita
guidata nel pentagramma delle note degli autori che hanno scritto la
storia del rock e che ogni domenica torneranno a suonare per gli
appassionati delle più stravaganti lezioni che l'Auditorium propone.
The Clash - London Calling
Ci sono dischi che funzionano da spartiacque, e London Calling è
un’imponente boa messa a galleggiare nella tempesta del tempo. In un
certo senso non si può dire di conoscere la musica inglese se non si
ascolta questo disco. Non è possibile capire cosa sia accaduto al rock
nel passaggio tra gli anni Settanta e Ottanta se non ci si immerge
completamente nel caleidoscopio di suoni di questo album. Non è
possibile amare il rock se non si ama London Calling dei The Clash,
l’album che Gino Castaldo e Ernesto Assante presentano, per Lezioni di
Rock, alle ore 11 al Teatro Studio
Rolling Stones - Let it bleed
Il mondo cambia, i Rolling Stones cambiano. E' il 1969, il loro "anno
terribile", segnato dalla morte di Brian Jones e dalla tragedia del
festival di Altamont. In mezzo c'è _Let it bleed_, uno dei grandi
capolavori del rock, carico di blues, di psichedelica, di elettricità
e di passione. Un disco che porta Jagger & Richards nell'olimpo dei
rockers maledetti.
Beatles - Revolver
C'è stato un prima e c'è stato un dopo. Prima c'era il beat e poi c'è
stato il rock. Prima c'era una band di clamoroso successo planetario,
poi una delle formazioni più creative del nuovo universo.
Prima c'erano i Fab Four, poi ci sono stati i Beatles. Tutto questo è
_Revolver_, il disco che ha cambiato la storia della musica popolare,
che ha trasformato Lennon, McCartney, Harrison e Starr in quattro
artisti inarrivabili e completi.

David Crosby - If I could only remember my name
La California, gli hippies, la rivoluzione, il libero amore e le
comuni, l’underground e la poesia, San Francisco e la droga. Tutti
luoghi comuni di un epoca, quella che va dalla metà alla fine degli
anni Sessanta, che ha segnato profondamente la cultura giovanile. Il
disco che raccoglie in maniera completa quell’era, con tutti i suoi
pregi e i suoi limiti, è questo primo album da solista di David
Crosby, in cui il musicista californiano suona con tutti, ma proprio
tutti, i compagni dell’epoca. Sogni e incubi di una generazione che
credeva di cambiare il mondo anche attraverso la musica.
Led Zeppelin – IV
Il mito e la leggenda degli Zeppelin sono basati sul suono della
chitarra di Jimmy Page, sulla voce altissima di Robert Plant, sul
basso pulsante di John Paul Jones e il drumming serrato di John
“Bonzo” Bonham. E sui brani contenuti in questo quarto capitolo della
loro avventura musicale. Blues, rock’n’roll, folk, hard rock,
mescolati nel calderone del fantastico e dell’imprevedibile, una
miscela esplosiva che a 35 anni di distanza continua meravigliosamente
a funzionare e a emozionare ancora gli animi di chi la ascolta.
Who - Who’s Next
Era il 1971, il rock aveva esaurito la sua carica propulsiva, il sogno
di Woodstock era andato in frantumi, la guerra del Vietnam continuava,
il “movement” era sotto lo scacco di una forte repressione. Pete
Townshend pensa che non tutto sia perduto e che il rock possa ancora
salvare il mondo. Da questa speranza nasce “Who’s next”, il capolavoro
degli Who, uno dei più grandi dischi della storia del rock, un
capolavoro assoluto dove passione e note diventano un tutt’uno.
Bob Dylan - Highway 61 Revisited
E’ con uno degli album più classici di Bob Dylan che si apre la serie
di “Lezioni di Rock” di quest’anno, dedicata ad alcuni dei dischi più
importanti della storia della musica. Tra questi, ovviamente, c’è il
capolavoro di Bob Dylan del 1966, pubblicato negli Stati Uniti il 30
agosto del 1965. Con brani come “Like a rolling stone”, “Desolation
row” e “Ballad of a thin man”, Dylan segnava a suo modo la fine
dell’era del folk revival e la nascita del rock e faceva il suo
ingresso trionfale nella storia della musica.
Lezioni a 33 giri - Introduzione
Ci sono dischi senza i quali è impossibile vivere. Dischi che si
legano a doppio filo alle esperienze che abbiamo vissute, o che sono
essi stessi delle esperienze fondamentali. Dischi che parlano di noi,
delle nostre gioie, delle nostre paure, dei nostri sogni e dei nostri
desideri. Dischi che sanno far diventare realtà sogni e desideri.
Dischi che prefigurano il futuro, o che illuminano il presente. Dischi
che ci fanno piangere e ridere. Dischi che hanno dentro delle storie
importanti quanto quelle scritte nei libri che amiamo di più o nei
film che vedremmo volentieri milioni di volte. Dischi che sono molto
di più che dei semplici dischi e che non riescono ad essere contenuti
in un supporto. Dischi così, a dire il vero, non sono molti, anzi,
sono talmente pochi che potrebbero essere agilmente portati con noi
sulla classica isola deserta, per garantirci una più gradevole
sopravvivenza. Ed è di questi dischi, venti, trenta, non di più, che
parleranno Gino Castaldo e Ernesto Assante. Non una lunga elencazione
di album (i classici "100 dischi migliori..." che poi nessuno è in
grado di comprare, o anche solo di ascoltare per davvero), ma una
serie di piccoli racconti, in bilico tra musica, storia, leggenda, che
catturino l’atmosfera, che svelino i segreti, che illustrino un mondo,
che viaggino con la fantasia, che facciano "ascoltare" alcuni dischi
che, secondo l’insindacabile giudizio di Assante & Castaldo, sono
assolutamente imperdibili per chiunque voglia ragionevolmente dire di
avere vissuto.
Gli U2 e il rock inglese degli anni Ottanta




La grande esplosione della new wave porta sulle scene britanniche una
nuova generazione di band, alcune delle quali destinate a diventare
leggendarie. Soprattutto quella degli irlandesi U2, che in breve tempo
diventano i campioni del rock più appassionato e impegnato. Accanto a
loro decine di formazioni che spaziano dal dark alla musica
elettronica, dalla dance all’avanguardia, in un coloratissimo
caleidoscopio di suoni e di idee. Questo è il cuore del nuovo
appuntamento con Lezioni di Rock di oggi.
Il Punk




Esattamente trent’anni fa esplodeva l’ultima grande rivoluzione del
rock, fatta di poche, povere cose, di chitarre suonate al massimo
volume e pantaloni strappati, di spille da balia e urla, di sogni
infranti e di nessuna speranza. Era il punk, pronto ad abbattere il
vecchio rock e a farlo rinascere di nuovo, sotto la spinta di gruppi
come i Sex Pistols e i Clash, con la poesia di Patti Smith e dei
Television, con l’intelligenza dei Dead Kennedys e l’energia dei
Ramones. Una musica ruvida e forte, splendidamente imprecisa e al
tempo stesso magnificamente indipendente. L’ultima fiammata degli anni
Settanta verrà raccontata da Ernesto Assante e Gino Castaldo in
“Lezioni di Rock”.
Bruce Springsteen. Bob Marley e il reggae
Nella prima parte si concluderà la lezione su "Bruce Springsteen"
iniziata domenica 9 aprile, nella seconda parte si parlerà di
Bob Marley e il reggae. Ospite della lezione Carlo Massarini.
Il reggae, lo ska e il rock. Un rapporto importante, straordinario,
l’unico che il rock abbia mai avuto con una musica nata al di fuori
dell’universo angloamericano, in maniera così profonda e duratura. E’
un rapporto nato nei primi anni Sessanta, quando i Mods inglesi
decisero che la musica dei deejay giamaicani era quella che più si
adattava al loro stile. E che divenne fondamentale alla metà degli
anni Settanta con il successo della prima grande star del terzo mondo,
il re del reggae Bob Marley. Ernesto Assante e Gino Castaldo vi
accompagneranno nell’isola della musica, la Giamaica.
Bruce Springsteen e il rock americano degli anni Settanta


Mentre in Inghilterra il progressive spingeva il rock verso le
contaminazioni con la musica classica e il jazz, negli Usa le chitarre
elettriche continuavano a dominare la scena e un giovanotto del New
Jersey provava a rimettere “on the road” i sogni e le passioni di una
generazione, Bruce Springsteen e la sua E Street Band. E’ un rock
dalle mille facce e dai mille suoni, che cerca la sua anima e la sua
strada, quello che racconteranno Ernesto Assante e Gino Castaldo in
questo nuovo appuntamento di “Lezioni di Rock”.
Pink Floyd e il Progressive




Nel passaggio tra gli anni Sessanta e Settanta il rock, soprattutto in
Inghilterra, fa un balzo creativo in avanti davvero straordinario,
esce dal “ghetto” giovanile, abbatte i confini dell’universo pop e
muove alla conquista della musica totale. Il jazz, la musica classica,
il folk e le tradizioni popolari, l'avanguardia, l'elettronica, la
sperimentazione, entrano a far parte del lessico quotidiano delle band
del rock. E’ l’era del “progressive”, che priva di legami ideologici e
sonori con il rock del passato, si muove, liberissimo, nello scenario
della musica contemporanea. King Crimson, Genesis, Yes, Van Der Graaf
Generator, Gentle Giant, sono solo alcuni dei nomi dei protagonisti di
una stagione musicalmente ricchissima. E i Pink Floyd sono il gruppo
che, dopo gli esordi psichedelici, riescono a trasformare tutto questo
in un opera destinata a restare negli annali della musica del
Novecento, “Dark side of the moon”. E’ in questo mondo che Ernesto
Assante e Gino Castaldo accompagneranno i frequentatori di “Lezioni di
Rock”.

Woodstock e la grande stagione dei festival rock





Woodstock, con i suoi cinquecentomila partecipanti, fu il primo,
grande, leggendario concerto della storia del rock, ma fu anche molto
di più. La realizzazione del sogno hippy, la celebrazione della
controcultura, la “culla” di un intera generazione di musicisti rock,
la nascita di una “nazione” giovanile. Ci furono molte altre
“Woodstock” che meritano di essere ricordate, dal Festival di Monterey
nel 1967 a Wight nel 1970, appuntamenti che segnarono lo sviluppo del
rock e videro la nascita di molte star, come ricorderanno Ernesto
Assante e Gino Castaldo nell’appuntamento settimanale con “Lezioni di
Rock”.


La soul music




Negli anni Sessanta il movimento per i diritti civili scosse l’America
intera. Martin Luther King guidò il popolo afroamericano in una grande
marcia verso la libertà. E allo stesso tempo si mise in marcia anche
la musica afroamericana, dando vita ad un’ondata, quella del soul, che
ha segnato in maniera indelebile il decennio. Otis Redding, Aretha
Franklin, Sam & Dave, Marvin Gaye, Stevie Wonder, sono solo alcune
delle personalità straordinarie emerse in quella travolgente stagione
musicale, che verrà ricostruita nel nuovo appuntamento di “Lezioni di
Rock” da Ernesto Assante e Gino Castaldo.

La nascita del rock


Il quinto appuntamento è dedicato alla nascita del rock
Dal Blues al Rock'n'Roll


Il terzo appuntamento: dal Blues al Rock'n'Roll

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