Parole di Storie - Fiabe


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Fiabe per tutti, fiabe per bambini, per le famiglie, e per chi ha voglia ancora di sognare. Un mondo di avventure dove il tempo non ha tempo e se ne sta tutto in quel c'era una volta. Storie adattate e messe in voce, da ascoltare liberamente e scaricare gratuitamente. Sostienici con una libera donazione.
Autore: Parole di Storie
Ultimo episodio: 12/07/20 19:01
Aggiornamento: 14/07/20 15:11 (Aggiorna adesso)
A giocare col bastone. Di Gianni Rodari
Un giorno il piccolo Claudio giocava sotto il portone, e sulla strada passo? un bel vecchio con gli occhiali d'oro, che camminava curvo, appoggiandosi a un bastone, e proprio davanti al portone il bastone gli cadde.
Claudio fu pronto a raccoglierlo e lo porse al vecchio, che sorrise e disse:
Grazie, ma non mi serve. Posso camminare benissimo senza. Se ti piace, tienilo.
E senza aspettare risposta si allontano?, e pareva meno curvo di prima. [...] Continue reading
L’Apollonia della marmellata. Di Gianni Rodari
A Sant'Antonio, sul Lago Maggiore, viveva una donnina tanto brava a fare la marmellata, cosi? brava che i suoi servigi erano richiesti in Valcuvia, in Valtravaglia, in Val Dumentina e in Val Poverina. La gente, quand'era la stagione, arrivava da tutte le valli, si sedeva sul muricciolo a guardare il panorama del lago, coglieva qualche lampone dai cespugli, poi chiamava la donnina della marmellata:
Apollonia! - Che c'e??
Me la fareste una marmellata di mirtilli?
Eccomi. [...] Continue reading
Il vecchio Lampione e i suoi amici. Una fiaba di Hans Christian Andersen
Era un buon vecchio lampione, che per moltissimi anni aveva prestato servizio, ma ora doveva essere scartato. Eppure, anche i vecchi lampioni sognano ricordi sperando di non finire la loro vita in una fonderia. Attendono vecchi amici, che si prendano cura della loro vecchiaia. E nelle fiabe, si sa, tutto può accadere. Continue reading
Pollicino. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un contadino povero che una sera se ne stava seduto vicino al camino ad attizzare il fuoco, mentre sua moglie filava. A un certo punto disse:
-Moglie mia, che cosa triste è non aver bambini! E' così silenziosa la nostra casa, mentre dagli altri c'è tanto chiasso gioioso e allegria!
- Hai ragione marito mio- rispose la donna – Anche se fosse un solo bimbo, uno solo e pure se piccino piccino, dio solo sa quanto sarei contenta.
Trascorse qualche giorno e accadde che la donna cominciò a sentirsi un po’ strana, stava male ma non ne comprendeva il motivo. Saranno stati i crauti, disse il marito. Trascorsero un po’ di mesi e un bel giorno le nacque un bambino, bello da non credere, ma il fato volle che quel figliuolo fosse piccino piccino, quanto proprio un pollice, uguale. […] Continue reading
Nella strada di ritorno al Paese delle Storie. Di Gaetano Marino
C'era una volta un uomo di nome Crisponzio, che stava tornando all’isola di dove non si sa, dopo aver fatto un lungo viaggio in un luogo sconosciuto. In quel tempo i grandi viaggiatori, per andare al posto di dove sapevano, e lo sapevano solo loro, sia chiaro, erano costretti a passare per non si sa dove, e per farlo con sicurezza dovevano navigare il mare luccicoso del paese delle storie. L’uomo Crisponzio era stato nei campi di lontani infiniti a lavorare come bracciante di stelle. Un ottimo lavoro, certamente, e assai ben retribuito. Ma la via del ritorno verso casa era assai lunga e tortuosa, quando d’improvviso fu colto dall'oscurità della notte. [...] Continue reading
Il topo dei fumetti. Di Gianni Rodari
Un topolino dei fumetti, stanco di abitare tra le pagine di un giornale e desideroso di cambiare il sapore della carta con quello del formaggio, spiccò un bel salto e si trovò nel mondo dei topi di carne e d'ossa. - Squash! - esclamò subito, sentendo odor di gatto. - Come ha detto? - bisbigliarono gli altri topi, messi in soggezione da quella strana parola. [...] Continue reading
Il filobus numero 75. Di Gianni Rodari
Una mattina il filobus numero 75, in partenza da Monteverde Vecchio per Piazza Fiume, invece di scendere verso Trastevere, prese per il Gianicolo, svoltò giù per l'Aurelia Antica e dopo pochi minuti correva tra i prati fuori Roma come una lepre in vacanza.
I viaggiatori, a quell'ora, erano quasi tutti impiegati, e leggevano il giornale, anche quelli che non lo avevano comperato, perché lo leggevano sulla spalla del vicino. Un signore, nel voltar pagina, alzò gli occhi un momento, guardò fuori e si mise a gridare:
- Fattorino, che succede? Tradimento, tradimento! Anche gli altri viaggiatori alzarono gli occhi dal giornale, e le proteste diventarono un coro tempestoso: - Ma di qui si va a Civitavecchia! [...] Continue reading
Processo al nipote. Di Gianni Rodari
GIUDICE Imputato, alzatevi! Come vi chiamate?
IMPUTATO Rossi Alberto, nipote di Rossi Pio.
GIUDICE Conosco il signor Rossi Pio: ottima persona sotto tutti i punti di vista. Di che cosa siete accusato?
PUBBLICO MINISTERO Per l'appunto, signor Giudice, l'imputato è accusato di avere gravemente offeso suo zio. Si figuri che in un tema in classe ha scritto: «Lo
zio è il padre dei vizi»!
LO ZIO Capisce? E non sono nemmeno sposato! [...] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Mariedda, la fata indovina di Su Gologone
[…] Tra queste janas vi fu una famiglia che viveva nell’antico villaggio di Ruinas, che poi prenderà il nome di Orosei. In questa famiglia di janas, c’era una fata che si chiamava Mariedda. Accanto al villaggio di Ruinas vivevano i Giganti di Roccia Viva: costruttori di Nuraghi, le imponenti torri di pietra scura. In Sardegna se ne contano ancora molte migliaia, alcuni sono visibili, altri sono sepolti dal tempo. Quando arrivarono in Sardegna i pirati Conquistadores, i Giganti furono costretti ad abbandonare il villaggio. Alcune janas riuscirono a fuggire abbandonando l’isola a cavallo del vento, altre janas si rifugiarono sotto terra, e tantissime altre fecero una fine orribile. […] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Austina, la Venere del fiume
Nell’antico villaggio di Manai, nell’isola di Sardegna, c’era una bella fanciulla, che si chiamava Austina. Orfana di madre e unica figlia, Austina fu sin dall’infanzia, diciamo, diversa dalle altre compagne. Viveva come se i pensieri stessero sempre da un’altra parte. Fantasticava, rideva, inventava storie, ed era pure bellissima. Suo padre, che si chiamava Bissente, era un Ricco Pastore assai stimato, e uomo buono e generoso. Mai fu visto con la tristezza negli occhi, nemmeno quando conduceva da ragazzo la vita del servo pastore. Ma poi, si sa, il tempo abbandona il tempo, la figlia Austina, pure facendosi sempre più bella, non riusciva a trovare marito. [...] Continue reading
Janas, storie delle piccole fate di Sardegna. Ondina, la jana della Fonte.
Povera piccola Elène, con le lacrime che le bagnavano il viso, e con la brocca in testa, andava scalza alla fonte. La zia Vincenza l’aveva mandata a prendere acqua in una notte di luna splendente. Elène aveva perso il padre e la madre quando ancora era in fasce. Da allora la fanciulla, che era bellissima, passò sotto la tutela della zia Vincenza. Una donna ombrosa, con un muso che pareva quello di un cinghiale. Quando parlava sembrava grugnisse; davvero! Sì, può sembrare impossibile che una persona possa grugnire, eppure, nel villaggio tutti giuravano di averla sentita grugnire, tanto che la chiamavano zia Sirbona. [...] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Antriòca, la strega, suo malgrado.
C'era una volta, al tempo delle Janas, le piccole fate di Sardegna, una strega che abitava in un vecchio nuraghe, vicino al villaggio di Honne. Lo avevano costruito, pietra su pietra, i Giganti di Roccia Viva, ridotti in schiavitù da un malefico. Il nuraghe stava all’interno dell’isola, in cima ad una grande foresta. La padrona di quel nuraghe si chiamava Stria, ma in verità non era nata strega. Ella si chiamava Antriòca, e apparteneva alla stirpe delle Janas.
Fu la settima figlia di una famiglia di fatine benestanti. C’era una legge però, assai temuta dalle janas, che riguardava proprio la settima figlia. [...] Continue reading
Alice casca in mare. Di Gianni Rodari
Una volta Alice Cascherina andò al mare, se ne innamorò e non voleva mai uscire dall'acqua.
Alice, esci dall'acqua, - la chiamava la mamma.
Subito, eccomi, - rispondeva Alice. Invece pensava: - Starò in acqua fin che mi cresceranno le pinne e diventerò un pesce.
Di sera, prima di andare a letto, si guardava le spalle nello specchio, per vedere se le crescevano le pinne, o almeno qualche squama d'argento. Ma scopriva soltanto dei granelli di sabbia, se non si era fatta bene la doccia.
Una mattina scese sulla spiaggia più presto del solito e incontrò un ragazzo che raccoglieva ricci e telline. Era figlio di pescatori, e sulle cose di mare la sapeva lunga. [...] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Angiolino e l’uomo capovolto
In quel villaggio di pastori viveva un fanciullo rimasto orfano sin dalla nascita. La madre, che si chiamava Angiolina, era cagionevole di salute a causa della malaria. Eppure, nonostante quel male uccidesse migliaia di uomini e animali, Angiolina desiderò avere un figlio, pur sapendo a quale rischio andasse incontro. Quando giunse il momento di scegliere tra la sua vita e quella del bambino, Angiolina scelse quella del figlio.
Fu così che appena si sentì il primo vagito del bambino, Angiolina si addormentò per sempre. Al neonato diedero il nome di Angiolino, in ricordo della madre. [...] Continue reading
Il Re Mida e la Mucca. Di Gianni Rodari
Il re Mida era un grande spendaccione, tutte le sere dava feste e balli, fin che si trovò senza un centesimo. Andò dal mago Apollo, gli raccontò i suoi guai e Apollo gli fece questo incantesimo: - Tutto quello che le tue mani toccano deve diventare oro.
Il re Mida fece un salto per la contentezza e tornò di corsa alla sua automobile, ma non fece in tempo a toccare la maniglia della portiera che subito la macchina diventò tutta d'oro: ruote d'oro, vetri d'oro, motore d'oro. Era diventata d'oro anche la benzina, così la macchina non camminava più e bisognò far venire un carro coi buoi per trasportarla. [...] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Ines e la notte dei sogni rapiti.
Tra le piccole fate di Sardegna, chiamate janas, viveva, vicino ad un villaggio di pastori della Barbagia, una fatina di nome Ines. Ines viveva sola nella sua grotta, tra le tante domus de janas di quei luoghi scavate dagli elfi scalpellini, fra le rocce rosse di una piccola collina, oramai disabitata. Era l’unica jana rimasta della gloriosa stirpe di Sas Concas, che vuol dire “Le teste”. Stirpe di janas un tempo assai valorosa e forte. [...] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Le figlie della dea Diana
Le Janas si sa, erano un popolo di piccole fate che viveva in Sardegna. Fatine tanto minute e fragili, che potevi tenerle sul palmo di una mano, sempre se fossi riuscito a prenderne qualcuna. Sgattaiolavano in ogni dove, fuori dalle domus de janas, le loro piccole case scavate nella roccia, e solo nelle notti di luna splendente. Ma vi erano pure Janas che vivevano sotto terra in lunghissime gallerie scavate dai giganti di roccia viva. Loro protettori. Tra le tante stirpi di Janas vi stavano le discendenti della dea Diana. La protettrice dei boschi e della caccia, figlia prediletta del dio Giove, padre di tutti gli dei dell’Olimpo. [...] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Il pastore povero
[...] Le Janas apparivano solo nella notte, e mai di giorno, perché la luce del sole poteva rovinare la loro pelle delicatissima. Potevi scorgerle dalla luce che il loro corpo emanava, tanto luminescente quanto la luce d’ambra. Si diceva che non amassero stare tra la gente comune, probabilmente perché assai piccole e minute, e soprattutto, timide. Ecco perché abitavano i nuraghi, o tra le rovine dei castelli, oppure dimoravano nelle Domus de Janas, case delle fate, piccole grotte scavate nelle montagne. In Sardegna ce ne sono almeno due o tremila sparse in tutta l’isola. Di solito sono collegate tra loro formando così delle vere e proprie città sotterranee. Si dice che viste da dentro, le Domus de Janas somiglino molto alle nostre case, solo che ogni cosa al loro interno appare minuscola, proprio come le Janas. [...] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Il furto del broccato
Una volta c’erano, in un antico paese della Sardegna, tre sorelle Janas, conosciute come le piccole fate. Erano donne, infatti, piccine piccine, e tutt’e tre bellissime; ma, dato che con le loro arti magiche potevano bruciare vivo chiunque, la gente le temeva e ne stava alla larga.
Le tre sorelle Janas, assai scorbutiche, non si preoccupavano di quelle, diciamo, male lingue, anzi, ne erano contente, così che la gente non si avvicinasse a loro, soprattutto alle loro Domus de Janas: le case delle fate scavate nella pietra. [...] Continue reading
Il grande serpente di mare. Una fiaba di Hans Christian Andersen
C'era una volta un piccolo pesce sgombro, che aveva milleottocento fratelli. Quei piccoli sgombri nuotavano tutti insieme, vicini tra loro, ma un giorno, mentre stavano tranquilli, cadde dall'alto una cosa lunga e pesante. Quella cosa si allungò sempre di più e ogni piccolo sgombro che gli capitava sotto rimaneva schiacciato. Pareva un grande serpente. Ci fu tanta paura, con fuggi fuggi di tutti. Dopo lo spavento gli sgombri cominciarono a incuriosirsi. Si guardarono intorno, e sul fondo videro quel grande serpente. Stava lì, lungo fin dove potevano vedere, ma loro non sapevano se e quanto fosse pericoloso. [...] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Filomena della Rocca
Io di tanto in tanto correvo come una agnellino selvatico nei dintorni, finché capitavo in quel posto magico, dove restavo incantato: erano le rocce scavate, che già conoscevo per averci giocato con i miei compagni, le Domus de Janas, le case delle fate di Sardegna.
Ora, io, che a quel tempo ero piccolo, come ho già detto, mi facevo fantasticherie, credendoci eccome a quelle storie delle Janas. Che poi, io sono sicuro, ci credeva pure nonna. Bastava guardarla mentre raccontava di quelle fate: il viso le si illuminava, pareva che le rughe scomparissero, non si spegneva mai. [...] Continue reading
Il tavolino prodigioso, l’asino d’oro e il bastone picchiatore. Una fiaba dei fratelli Grimm.
Un tempo c’era un sarto, che aveva tre figli e un’unica capra. E poiché la capra li nutriva tutti con il suo latte, doveva avere buon foraggio ed essere condotta al pascolo ogni giorno. I figli lo facevano a turno.
Un giorno il maggiore la portò al cimitero, dove c’era l’erba più buona, e la lasciò pascolare e saltellare. La sera, quando fu ora di tornare a casa, le chiese: “Capra, sei sazia?”. La capra rispose: “Sono così sazia, che non potrei mangiare una foglia di più, meh! meh!” “Allora andiamo a casa”, disse il giovane; la afferrò con la corda, la condusse nella stalla e la legò.
“Ebbene”, disse il vecchio sarto, “la capra ha mangiato abbastanza?” – “Oh”, rispose il figlio, “ha mangiato talmente tanto da non voler più neanche una foglia”. Il padre volle sincerarsene di persona, andò nella stalla, accarezzò l’amata capretta e chiese: “Capra, sei dunque sazia?” La capra rispose: “Di che cosa dovrei essere sazia? Ho solamente saltato sulle tombe e non ho trovato neanche una fogliolina, meh! meh!” [...] Continue reading
Simeli, la montagna delle meraviglie. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'erano una volta due fratelli, uno ricco e l'altro povero. Ma il ricco non dava niente al povero così che il povero doveva sopravvivere con fatica, quasi che non aveva pane per sua moglie e i suoi bambini. Un giorno, mentre il povero stava attraversando il bosco con il suo carro, vide da un lato una grande montagna senza alberi. Mentre la osservava vide avvicinarsi dodici uomini grandi dall'aspetto selvaggio e, credendo che fossero briganti, spinse il suo carro nella macchia, salì su di un albero e stette a vedere cosa succedesse. I dodici uomini andarono davanti alla montagna e gridarono:- Monte Semsi, monte Semsi, apriti![...] Continue reading
Alice Cascherina. Di Gianni Rodari
Questa è la storia di Alice Cascherina, che cascava sempre e dappertutto.
Il nonno la cercava per portarla ai giardini: - Alice! Dove sei, Alice?
Sono qui, nonno. - Dove, qui?
Nella sveglia.
Sì, aveva aperto lo sportello della sveglia per curiosare un po', ed era finita tra gli ingranaggi e le molle, ed ora le toccava di saltare continuamente da un punto all'altro per non essere travolta da tutti quei meccanismi che scattavano facendo tic-tac.
Un'altra volta il nonno la cercava per darle la merenda: - Alice! Dove sei, Alice?
Sono qui, nonno. - Dove, qui?
Ma proprio qui, nella bottiglia. Avevo sete, ci sono cascata dentro. [...] Continue reading
A toccare il naso del re. Di Gianni Rodari
Una volta Giovannino Perdigiorno decise di andare a Roma a toccare il naso del re. I suoi amici lo sconsigliavano dicendo: - Guarda che è una cosa pericolosa. Se il re si arrabbia ci perdi il tuo naso con tutta la testa.
Ma Giovannino era cocciuto. Mentre preparava la valigia, per fare un po' di allenamento andò a trovare il curato, il sindaco e il maresciallo e toccò il naso a tutti e tre con tanta prudenza e abilità che non se ne accorsero nemmeno.
«Ecco che non è difficile», pensò Giovannino. [...] Continue reading
A inventare i numeri. Di Gianni Rodari
Messa in voce di Gaetano Marino Inventiamo dei numeri? Inventiamoli, comincio io. Quasi uno, quasi due, quasi tre, quasi quattro, quasi cinque, quasi sei. E troppo poco. Senti questi: uno stramilione di biliardoni, un ottone di millantoni, un meravigliardo e un meraviglione. Io allora inventerò una tabellina:tre per uno Trento… Continue reading
Il cacciatore sfortunato. Di Gianni Rodari
- Prendi il fucile, Giuseppe, prendi il fucile e vai a caccia, - disse una mattina al suo figliolo quella donna. - Domani tua sorella si sposa e vuol mangiare polenta e lepre.
Giuseppe prese il fucile e andò a caccia. Vide subito una lepre che balzava da una siepe e correva in un campo. Puntò il fucile, prese la mira e premette il grilletto. Ma il fucile disse: Pum!, proprio con voce umana, e invece di sparar fuori la pallottola la fece cadere per terra. [...] Continue reading
Il paese senza punta. Di Gianni Rodari.
Giovannino Perdigiorno era un grande viaggiatore.
Viaggia e viaggia, una volta capitò in un paese dove gli spigoli delle case erano rotondi, e i tetti non finivano a punta ma con una gobba dolcissima.
Lungo la strada correva una siepe di rose e a Giovannino venne lì per lì l’idea di infilarsene una all’occhiello. [...] Continue reading
Acchiapparello, una fiaba in lingua italiana di Maria Teresa Pinna Catte
Giuliano era venuto da Oristano a Nuoro per passare l'estate con i nonni, perchè era stato male e ora aveva bisogno di aria buona.La mamma le disse ''mio piccolo fiore, tua nonna avrà molto riguardo e farà in modo che tu mangi di più e tuo nonno, qualche volta , ti porterà al monte Ortobene e per giocare ci sono tanti bambini lì dove abitano a Santu Predu. […] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Adelasia, il demone e la Jana Maista
[...] Ma Adelasia, che non s’era mai arresa, si ricordò della nonna Jàja, che le aveva raccontato di una guaritrice della Luna piena, un’anziana Jana. Esperta guaritrice dei mali con erbe e filtri magici. Si chiamava Jana Maista, e nel tempo remoto della sua giovinezza era stata regina madre della stirpe delle Janas di quei luoghi.
Adelasia si mise in cammino alla ricerca di Jana Maista, e finalmente la trovò in una vecchia capanna di ferula, da cui usciva al centro del tetto un filo di fumo.
Dentro la capanna ogni cosa sapeva di erbe secche, di muschio, di bacche e fiori di tanti colori che profumavano l’aria. [...] Continue reading
L’albero dei sogni d’oro. Una fiaba moderna di Lucio Cadeddu
Nel castello di MelaGodo, nel lontano Regno di Echissene, un tempo viveva un giovane principe: ricco, crudele e molto annoiato. Passava le sue giornate a mangiare ogni prelibatezza e a divertirsi con gli spettacoli di giullari ed acrobati. Ogni mese, nel giorno 27, puntuale come un agente delle tasse, si divertiva a fare uno scherzo ad un abitante del villaggio, scelto a caso dalle sue guardie di palazzo. Lo scherzo che lo divertiva di più era proporre indovinelli, impossibili, e per risolverli costringeva i malcapitati a star svegli per notti intere. Un giorno le guardie del principe portarono a palazzo una donna, vecchia e brutta, che pareva una strega. [...] Continue reading
Il topo che mangiava i gatti. Di Gianni Rodari
Un vecchio topo di biblioteca andò a trovare i suoi cugini, che abitavano in solaio e conoscevano poco il mondo.
– Voi conoscete poco il mondo, – egli diceva ai suoi timidi parenti, – e probabilmente non sapete nemmeno leggere.
– Eh, tu la sai lunga, – sospiravano quelli.
– Per esempio, avete mai mangiato un gatto?
– Eh, tu la sai lunga.
Ma da noi sono i gatti che mangiano i topi.
– Perché siete ignoranti.
Io ne ho mangiato più d’uno e vi assicuro che non hanno detto neanche: Ahi!
– E di che sapevano?
– Di carta e d’inchiostro, a mio parere. [...] Continue reading
Janas. Storie delle piccole fate di Sardegna. Conquistadores e Orchi
Tanto tanto tempo fa, quando ancora il tempo era senza tempo, nelle valli, nei boschi e nelle colline della Sardegna, una grande isola, che sta al centro del mar Mediterraneo, vivevano le Janas, conosciute come le fate di Sardegna. Erano creature misteriose assai piccole, con piccole ali, e straordinariamente belle. Tanto che ancora oggi, quando si vuol fare un complimento ad una fanciulla, si dice “sei bella come una Jana”.
Le Janas avevano grandi poteri di magia, ed erano così fragili che potevano spezzarsi per un niente. Bastava un soffio forte di vento e le loro ali perdevano forza. Le piccole fate di Sardegna erano vestite di seta di lino, dal colore rosso acceso, e portavano sul capo un fazzoletto ricamato finemente. Le Janas adoravano ogni cosa che luccicasse, soprattutto le pietre preziose, il corallo e le collane d’oro, di cui possedevano grandi scrigni, che custodivano con tanta tanta cura sotto terra. […] Continue reading
Il gufo. Una fiaba dei fratelli Grimm
Due o trecento anni fa, quando le persone erano ben lontane dall'essere così furbe e scaltre come sono ora, un evento straordinario ebbe luogo in una città del nord. Per qualche disgrazia uno dei grandi gufi, chiamati gufi cornuti, venne dai boschi vicini nel granaio di una delle case della città di notte-tempo. Quando però il giorno si faceva notte, il gufo, per paura degli altri uccelli, che gridavano terribilmente a loro volta per la paura che apparisse, non aveva il coraggio di avventurarsi di nuovo verso il suo nido. Continue reading
Il meraviglioso paese di Cuccagna, una fiaba dei fratelli Grimm
Al tempo in cui c'era la Cuccagna, andando a spasso, vidi appesi a un filo di seta Roma e il Laterano, e un uomo senza piedi che sorpassava un cavallo veloce, poi una spada così tagliente che spaccava un ponte. [...]
Continue reading
I tre fratelli, una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un uomo che aveva tre figli e non possedeva altri beni che la casa in cui abitava. Ognuno dei figli avrebbe voluto avere la casa alla sua morte, ma egli li amava tutti allo stesso modo e non sapeva come fare per non fare torto a nessuno; venderla non voleva perché‚ era la casa dei suoi padri: altrimenti avrebbe diviso il denaro fra di loro. Finalmente gli venne un'idea e disse ai figli: -Andate in giro per il mondo e mettetevi alla prova; ognuno di voi impari un mestiere e, quando tornerete, chi farà il miglior capolavoro avrà la casa-. I figli furono d'accordo. Il maggiore volle fare il maniscalco, il secondo il barbiere e il terzo il maestro di scherma. Stabilirono quando sarebbero tornati tutti a casa e se ne andarono. Il caso volle che tutti e tre trovassero ottimi maestri, presso i quali impararono proprio bene. [...] Continue reading
Il mondo salvato dai bambini. Una fiaba moderna di Vanna Sanciu e Gaetano Marino
[...] Intanto giunse il giorno e fuori iniziava ad esplodere la primavera. La sua festa si rinnovava. Le rondini tornavano dai paesi caldi, dove avevano trascorso l’inverno. Volavano gioiose nel cielo azzurro, sfrecciando nell’aria in cerca del loro compagno per rimettere a posto il vecchio nido abbandonato l’inverno scorso. Mille meravigliose fragranze impregnavano l’aria; un tiepido sole riscaldava le giornate fino a sera; la natura aveva indossato i suoi abiti più belli e variopinti: gli alberi gonfiavano le gemme e attendevano con pazienza l’apparire di tenere foglioline, dappertutto. [...] Continue reading
Nascita e sorte di Ihknos, l’isola delle meraviglie
Gli Ihknosiani vivevano in pace, ed erano conosciuti come uomini generosi ed ospitali.
Erano protetti dai guardiani dell’isola: i Giganti di Roccia Viva; una stirpe di Titani invincibili provenienti dal mare.
Ma i Giganti di Roccia Viva non erano gli unici protettori dell’isola. C’erano pure le Janas. Le piccole fate che vivevano nelle domus de Janas: casette senza porte, scavate nella roccia dai Giganti di Roccia Viva.
Le Janas erano intelligentissime.
Sapevano essere abili tessitrici di tessuti pregiati. Si diceva che avessero unito, con le loro stoffe, la luna alla terra. Perciò la luna torna sempre. Non se ne va mai in fuga per l’universo. Sta sempre lì a fare l’identico giro, come se fosse tenuta al guinzaglio; mostrando la stessa faccia ogni volta che ritorna. [...] Continue reading
La Luna. Una fiaba dei fratelli Grimm
C’era una volta un villaggio, dove la notte era sempre scura e buia e il cielo avvolgeva le case e il mondo come fosse un grande mantello nero. La luna, ahimé, da sempre non spuntava mai da dietro i monti e non c’era mai stata neppure una stella che brillasse in cielo. Pareva che dalla creazione del mondo quel villaggio avesse solo il buio della notte. [...] Continue reading
Tonino l’invisibile. Di Gianni Rodari
Una volta un ragazzo di nome Tonino andò a scuola che non sapeva la lezione ed era molto preoccupato al pensiero che il maestro lo interrogasse.
«Ah, – diceva tra sé, – se potessi diventare invisibile…»
Il maestro fece l’appello, e quando arrivò al nome di Tonino, il ragazzo rispose: – Presente! – ma nessuno lo sentì, e il maestro disse: – Peccato che Tonino non sia venuto, avevo giusto pensato di interrogarlo. Se è ammalato, speriamo che non sia niente di grave. [...] Continue reading
05-Crisponcello e Filippo nell’isola di mare Cala di Luna. Una fiaba
[...] Trascorse qualche ora, quando provenne da lontano un canto. Una soave melodia che s’avvicinava lentamente verso i due amici. Finché, dal buio di una roccia grotta, apparve una fanciulla pesce. Era straordinariamente piccola, e bella. Ma non era una sirena. Il suo viso era dolce e bianco come l’avorio. Le branchie, come una collana alta e flessibile, simile a quelle che indossavano le fanciulle d’africa, avvolgevano il suo collo, lungo e fine, come quello di un cigno di mare. I capelli erano leggeri e non finivano più. Parevano trasparenti, quasi d’argento luminoso. [...] Continue reading
Giacomo cristallo. Di Gianni Rodari
Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua.
Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente. Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca. Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie. [...] Continue reading
Il fantoccio. Una fiaba di Maria Teresa Pinna Catte
Chelledda era una bambina che le piaceva giocare con la farina per fare la pasta. Quando la mamma cuoceva il pane lei aiutava e dopo con la pasta rimasta faceva tante cose: piccole anfore,casseruole ,pulcini e cose di ogni genere. Un giorno che era sola in casa,aveva preso un po di farina aveva versato acqua, un goccio d'olio e un po di sale. […] Continue reading
04-Crisponcello e Filippo fuggono dallo stomaco del capodoglio. Una fiaba
[...] Nel frattempo che discendevano, appena furono quasi vici al grande stomaco, il buio cominciò a diradarsi. Una luce tenue proveniva proprio da lì, dal grande stomaco. Ma ad un tratto Crisponcello e Filippo si fermarono. C’era qualcosa, qualcosa di enorme, che stava di traverso sul sentiero. Qualcosa che teneva sulle spalle un guscio, almeno pareva un guscio. Sì, era un guscio arricciato, e quella era una lumaca, anzi, un lumacone, visto la mole. Aveva due corna lunghe con i cima gli occhi, che parevano perle bianche, un corpo lungo e mollaccioso, di color verde rame, la coda a tre punte che vibrava come quella di un serpente cobra, e e… sì… due zanne, eh sì, quelle erano due zanne grandi, che gli spuntavano fuori dalla bocca, come quelle di un Tricheco. [...] Continue reading
03-Crisponcello e Filippo nel corpo del capodoglio. Una fiaba.
E così, Crisponcello, piccolo pesce e Re Filippo il grande squalo feroce, proseguirono il loro cammino nel buio del ventre del capodoglio.
Il loro cammino fu lento assai, perché non sapevano dove quel sentiero li avrebbe condotti. Ma bisognava comunque andare avanti, togliersi subito da lì, perché ad ogni emersione del capodoglio i due amici si beccavano una cascata d’acqua così imponente e così violenta, che anche se la loro natura non li avesse fatti affogare - erano pesci, appunto - potevano correre il rischio d’essere scaraventati da qualche parte e farsi tanto tanto male. Filippo e Crisponcello pian pianino continuarono a scendere, quando ad un certo punto.
- Bleah…! - esclamò all’improvviso Filippo.
- Che succede?
- Per le pinne rinsecchite… Devo aver schiacciato qualcosa… qualcosa… di molliccio, ma che schifo! Continue reading
La fiaba di Simone, il sognatore. Una fiaba di Antonella Orunesu.
[...] Tra i tanti ricordi di quel tempo ce ne sta uno, che ogni volta che ci penso il cuore mi balla dall’emozione. Fu quando l'insegnante di francese, Madam Serault, Antonella di nome, aveva portato a scuola un buffo coso, che pareva un pupazzo: si chiamava Gaston. Era molto carino! Aveva i capelli gialli, di lana spettinata, un viso paonazzo e rubicondo, due occhi accesi, con un piccolo naso nero a palla, dai contorni violetto, e la bocca dall'espressione sempre scema e sorridente. Credo che gli mancasse pure un dente davanti, o forse due. [...] Continue reading
02-Crisponcello e Filippo affrontano il grande capodoglio. Una fiaba.
[...] Ma un giorno i due amici compagni, arrivarono vicino ad una fossa sconosciuta. Una fossa larga e profonda, talmente profonda che non si riusciva neanche a vederne il fondo.
Mentre i due amici osservavano il buio profondo della fossa, all’improvviso, svuuhhmmm… sbucò fuori da lì un gigantesco capodoglio, che è un pesce grande quanto, e a volte più di una balena; ma, mentre la balena mangia solo piccolissimi e microscopici pescetti, il capodoglio è assai feroce e grande divoratore di uomini e pesci di ogni forma e misura. E siceva pure che fosse un divoratore di vascelli e navi, e di poveri pescatori.
Il capodoglio alla vista dello squalo e del piccolo pesce, aprì la bocca e in un momento… gnam ganm… se li mangiò e li inghiottì. [...] Continue reading
01-Crisponcello e Filippo diventano amici. Una fiaba
Tanto tanto tempo fa, viveva in un grande mare sconosciuto, un piccolo pesciolino che si chiamava Crisponcello. Era un pesce molto piccolo, con tantissime pinne e pieno di colori. Crisponcello nuotava veloce nel grande mare alla ricerca di un posto sicuro, perché i pesci più grandi di lui volevano mangiarselo. Questa è la legge dura della natura: pesce grande mangia pesce piccolo.
Un giorno Crisponcello incontrò un grande pesce. Un enorme predatore squalo, era talmente più grande di lui che non valeva nemmeno la pena d’essere mangiato. Figuriamoci! Al grande squalo quel cosino con le pinne, Crisponcello, appunto, poteva sembrare una nocciolina da gustare, ma solo una, e che certamente non lo avrebbe sfamato. [...] Continue reading
L’asinello Fortunello. Una fiaba
Quando l’asinello Ciucco ciucco bello arrivò alla fattoria, piangeva come una cascata. Comare oca, nel vederlo in quello stato, gli corse subito incontro. «Oh, poverino, oh, poverino oh… oh… oh…» gli disse preoccupata «ma cosa ti è successo, asinello, che piangi così tanto?» Ciucco bello bello, tra un singhiozzo e l’altro, le rivelò di aver combinato propRio un guaio, grosso! Comare oca, che non stava zitta nemmeno a legarle il becco, appena vide le amiche non riuscì a trattenersi, e raccontò quel che aveva sentito. [...] Continue reading
Raperonzolo, una fiaba dei fratelli Grimm
Una coppia di sposi viveva accanto a un meraviglioso giardino protetto da alte mura, che apparteneva a una potente strega, conosciuta come "Dama Gothel". Essi desideravano ardentemente un figlio e, quando la donna rimase finalmente incinta, fu presa da una gran voglia di mangiare alcuni raperonzoli che crescevano nel giardino della vecchia megera. Il marito, allora, durante la notte scavalcò le alte mura per procurargliene qualche mazzetto, ma alla seconda incursione nel giardino si ritrovò faccia a faccia con la temibile strega. Questa, nonostante le giustificazioni dell'uomo, decise di punirlo, consentendogli di tornare a casa con i raperonzoli sottratti a condizione che, una volta nato, il bambino tanto atteso fosse consegnato proprio a lei, che prometteva di trattarlo bene. Disperato, l'uomo alla fine acconsentì Continue reading
Il prode piccolo sarto, una fiaba dei fratelli Grimm
Una mattina d'estate, un piccolo sarto sedeva al suo tavolo, davanti alla finestra, e cuciva.
Giù per la strada arrivava una contadina venditrice:
-Marmellata buona! Marmellata buona!
Il piccolo sarto si affacciò alla finestra e chiamò la contadina:
-Quassù, brava donna! Mi piacerebbe comprare un po’ della vostra marmellata, venite su.
La donna salì, aprì la sua cesta e il piccolo sarto comprò il suo gustosissimo vasetto di marmellata.
-Che Dio benedica la mia marmellata- disse il piccolo sarto -e mi dia forza e vigore!-
Continue reading
Lo zaino, il cappellino e la cornetta. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'erano una volta tre fratelli tanto poveri. Così poveri che un giorno non ebbero più nulla da mangiare. Decisero così di andare in giro per il mondo a cercar cibo e fortuna. Cammina cammina, finché giunsero in un grande bosco dove c'era una montagna d'argento. Il maggiore, soddisfatto, ne prese quanto poteva trasportarne e ritorno? a casa; gli altri due invece si augurarono d’aver più fortuna, lasciarono la montagna d’argento e proseguirono. Cammina e cammina finché arrivarono a una montagna che era tutta dorata. Il secondo fratello, ne prese quanto poteva trasportarne e ritorno? a casa. Il fratello minore, che si chiamava Giovannino, invece penso?: "Oro e argento non mi toccano: non voglio perdere la mia fortuna, sono sicuro che mi aspetta qualcosa di più.
Lascio? l'oro di quella montagna e prosegui?. [...] Continue reading
Le tre filatrici. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una ragazza pigra che non voleva filare; la madre poteva dire qualunque cosa, ma non riusciva a persuaderla. Un giorno la madre andò in collera e le scappò la pazienza, cosicché‚ la picchiò, ed ella incominciò a piangere forte. In quel momento passava di lì la regina, e quando sentì piangere fece fermare la carrozza, entrò in casa e domandò alla madre perché‚ picchiasse sua figlia, dato che si sentivano le grida da fuori. Continue reading
Il pigro Tristano e la pigra moglie Isotta. Una fiaba dei fratelli Grimm
Tristano era un gran pigrone, e benché non avesse altro da fare che portare tutti i giorni la capretta al pascolo, finita la sua giornata, tornava a casa sospirando: - Uffa! è proprio una grande fatica portare questa capretta al pascolo, e per giunta tutti i giorni! Se almeno ci si potesse sdraiare e dormire! Ma no, bisogna tenere gli occhi aperti, perché potrebbe fare danno alle piante, o entrare in qualche proprietà d’altri, o magari scappare, o magari diventar cibo per qualche lupo. Come si fa così a stare in pace e godersi la vita? [...] Continue reading
I musicanti di Brema, una fiaba dei fratelli Grimm
Un uomo aveva un asino che lo aveva servito per parecchi anni; ma oramai il povero animale non aveva più forza e ogni giorno diventava sempre più incapace di lavorare. Allora il padrone decise di sbarazzarsene, ma l’asino, che si accorse delle sue intenzioni, raccolse le sue poche cose e scappò verso la città di Brema dove sperava di fare il musicista nella banda musicale. Continue reading
Topino, Uccellino e Salsiccia, una fiaba dei fratelli Grimm
Una volta un topino, un uccellino e una salsiccia si erano messi in società e governavano insieme la casa, felici. Vissero a lungo pieni di gioia e in buon'armonia. Ciascuno di loro aveva il giusto compito per condurre la casa.
Compito dell'uccellino era di volare ogni giorno nella foresta e di procurare legna. Compito del topino doveva portare acqua, accendere il fuoco, preparare il tavolo, mentre la salsiccia doveva cucinare.
Infatti, il topino, una volta acceso il fuoco e portata l'acqua, andava a riposarsi nella sua cameretta finché‚ gli ordinavano di preparare la tavola; la salsiccia stava ai fornelli, badava che il cibo cuocesse bene e, verso l'ora di pranzo, si rotolava due o tre volte nel purè o nella verdura, e il cibo era bell'e pronto, condito e salato. Continue reading
Il garzone povero e la gatta pezzata. Una fiaba di Hans Christian Andersen
Cerano una volta tre garzoni che lavoravano presso un mulino. Il padrone, che era un vecchio mugnaio gentile e laborioso, rimasto vedovo e senza figli, quando sentì che ormai la sua vita era quasi giunta al termine, chiamò i tre garzoni, ai quali disse: Ragazzi miei, voi sapete che non ho figli, eppure vi ho sempre considerati e trattati come se lo foste. Dunque, sento che la mia vita è oramai prossima alla fine, e per questo vorrei lasciare il mulino a chi di voi mi porterà a casa il più bel cavallo del mondo. Andate dunque e buona fortuna. [...] Continue reading
Il lupo e l’uomo. Una fiaba dei fratelli Grimm
Una volta una volpe raccontò al lupo quanto l'uomo fosse forte: nessuna bestia poteva resistergli, e dovevano adoperare l'astuzia per salvarsi da lui. Il lupo rispose: -Però, se mi capitasse di vederne uno, gli salterei addosso-. -Posso aiutarti io- disse la volpe -vieni da me domani mattina presto, e te ne mostrerò uno.- Continue reading
La nonna. Una fiaba di Hans Christian Andersen
La nonna è molto vecchia, ha tante tante rughe e i capelli tutti bianchi; ma gli occhi brillano ancora come due stelle; anzi, son più belli, delle stelle, e così dolci, così affettuosi, che il guardare in fondo ad essi fa bene all'anima. E la nonna sa anche le storie più curiose. Ha un vestito a grandi fiori, di una stoffa di seta così pesante, che accompagna ogni movimento con un fruscìo. La nonna sa tante cose, perché è vissuta un bel po' prima che il babbo e la mamma fossero al mondo. La nonna ha un libro antico di preghiere con certi grandi fermagli d'argento, e legge spesso nel libro. Tra le pagine, c'è una rosa, schiacciata e secca; non è così bella come le rose che le stanno dinanzi, nel vaso; e pure essa le sorride più affettuosamente che a quelle, e, tal volta, sì, le vengono anche le lacrime agli occhi. Continue reading
Tremotino, una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un mugnaio che era povero, ma aveva una bella figlia. Un giorno gli capitò di parlare con il re e gli disse:
- Ho una figliola che sa filare l'oro dalla paglia.
Al re, cui piaceva l'oro, la cosa piacque, e ordinò che la figlia del mugnaio fosse condotta innanzi a lui. La condusse in una stanza piena di paglia, le diede il filatoio e l'aspo e disse:
- Se in tutta la notte, fino all'alba, non fai di questa paglia oro filato, dovrai morire.
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Baba Jaga e la piccola Anja, una fiaba dalla Russia
C'era una volta,tanto tempo fa, nel cuore della fredda Russia, una bambina. Che si chiamava Anja.
Anja era una bambina fortunata, molto amata dalla sua dolce e cara mamma.
Quando Anja era ancora piccola, la sua mamma le aveva cucito una bambolina di stoffa tenera e colorata,che Anja teneva sempre vicina e che dormiva con lei nel lettino.
Era una bambola magica...sapeva parlare e mangiava i pezzettini di pane nero che Anja le offriva.
Un brutto giorno però , la mamma di Anja si ammalò e poco dopo morì. Il padre si risposò ma la nuova moglie non era affatto ciò che il marito si aspettava: era cattiva, egoista e non poteva sopportare la vista della povera Anja ,mentre colmava di vizi e smancerie le sue due brutte figlie...
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La luce del sole lo rivelerà. Una fiaba dei fratelli Grimm
Un garzone sarto girava per il mondo in cerca di lavoro, ma non riusciva a trovarne ed era così povero che non aveva più un soldo in tasca. Un giorno incontrò per strada un ebreo e, pensando che avesse molto denaro in tasca, scacciò Dio dal suo cuore, si precipitò su di lui e disse: -Dammi il tuo denaro o ti ammazzo!-. L'ebreo rispose: -Fatemi grazia della vita, denaro non ne ho; avrò forse otto centesimi in tutto-. Ma il sarto disse: -Sì che ne hai di denaro, e deve venir fuori!-. Allora gli usò violenza e lo picchiò tanto che lo ridusse in fin di vita. E quando fu per morire, l'ebreo disse queste ultime parole: -La luce del sole lo rivelerà!- e morì. Continue reading
Lo sgabello magico. Una fiaba Celtica
Ai confini di una verde e desolata brughiera del nord, viveva, in un paesello una bella ragazza. Fin da quando aveva sedici anni i ragazzi delle città vicine avevano mostrato uno speciale interesse per quella fanciulla: così minuta, così leggera e amabile e dalle labbra rosse come i frutti maturi del corbezzolo selvatico. I suoi occhi grandi scintillavano di un azzurro profondo, mentre i capelli scuri le ricadevano a boccoli sul collo slanciato. Le figlie dei vicini la guardavano passare con l'invidia negli occhi. Lei sapeva bene di essere bella. Tutti i ragazzi le mostravano ammirazione. Con il passare del tempo, però, la bella ragazza divenne sempre più vanitosa e insoddisfatta. [...] Continue reading
L’indovinello, una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una principessa superba che non sapeva più cosa inventare per appagare la sua alterigia. Infine giunse a bandire un proclama nel quale si diceva che colui che le avesse proposto un indovinello cui ella avesse saputo dare risposta, avrebbe perso la vita. Ma se ella non avesse saputo indovinare, sarebbe diventata sua sposa. La principessa era bella, bianca come il latte e rossa come il sangue, così che nessun pretendente temeva il pericolo, e uno dopo l'altro si presentavano con il loro indovinello, ma lei indovinava ogni volta. Continue reading
Cappuccetto Rosso e il Lupo cattivo, una fiaba dai fratelli Grimm
C'era una volta una dolce bimbetta, così bella e dolce che solo a vederla le volevano tutti bene, specialmente la nonna che non sapeva più che cosa regalarle. Una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso, e poiché le donava tanto, la dolce bimbetta non volle portare altro. Da allora la chiamarono sempre Cappuccetto Rosso. Continue reading
Il cane e il passero, una fiaba dei fratelli Grimm
Un mastino aveva un cattivo padrone che gli faceva patire la fame. Quando non ne poté più, se ne andò via tutto triste. Per strada incontrò un passero che gli disse: "Fratello cane, perché‚ sei così triste?" - "Eh, ho tanta fame, e non ho niente da mangiare." Allora il passero disse: "Caro fratello, vieni con me in città: ti sfamerò io." Così andarono insieme in città e quando giunsero davanti a una macelleria, il passero disse al cane: "Fermati qui, ti butterò giù un pezzo di carne." Si posò sul banco, si guardò intorno e a forza di beccate e di strattoni riuscì a far cadere un pezzo carne che si trovava sull'orlo. Il cane lo acchiappò, corse in un angolo e lo divorò. [...] Continue reading
Cuore affranto, cuore di dolore. Una fiaba di Hans Christian Andersen
In realtà questa che scopriremo adesso è una storia in due parti; la prima potremmo benissimo non raccontarla, ma essa ci svela i precedenti, e questi sono sempre utili. Soggiornavamo in un castello nell'interno del paese, quando accadde che i proprietari restarono misteriosamente assenti per un giorno. Giunse dalla cittadina più vicina una donna col suo cagnolino, perché voleva, come disse lei stessa, che qualcuno comprasse delle una parte della sua conceria. Aveva con sé i documenti e noi le consigliammo di metterli in una busta e di scriverci sopra l'indirizzo del proprietario del castello: "Commissario generale di guerra, cavaliere, ecc.." [...] Continue reading
Gianni si sposa. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un contadinello di nome Gianni. Suo cugino avrebbe voluto trovargli una moglie ricca, perciò un giorno lo mise a sedere dietro la stufa e fece accendere un bel fuoco. Poi prese una caraffa piena di latte e un bel po' di pane bianco, gli diede un soldo luccicante e nuovo di zecca e disse: -Gianni, tieni stretto il soldo, e il pane inzuppalo nel latte; e stai seduto qui senza muoverti finché‚ torno-. -Sì, lo farò- rispose Gianni. Il cugino infilò un paio di vecchi calzoni rattoppati, andò nel villaggio vicino, dalla figlia di un ricco contadino, e disse: -Non vorreste sposare mio cugino Gianni? Vi prendereste un uomo valido e capace che vi piacerà-. Il padre, avaro, domandò: -Come sta a quattrini? Ha di che bollire in pentola?-. [...] Continue reading
L’allodola che canta e saltella. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un uomo che si preparava a partire per un lungo viaggio e, nel prender commiato dalle sue tre figlie, chiese loro che cosa avrebbero voluto ricevere in dono. La prima voleva delle perle, la seconda diamanti, mentre la terza disse: "Caro babbo, desidero un'allodola che canta e saltella." Il padre disse: "Sì, se riesco a prenderla l'avrai." Le baciò tutt'e tre e partì. Quando fu tempo di ritornare a casa, aveva comprato perle e diamanti per le due maggiori, per la minore invece non era riuscito a trovare l'allodola che canta e saltella, benché‚ l'avesse cercata ovunque; e ciò gli dispiaceva perché‚ la figlia più piccola era la sua prediletta. [...] Continue reading
I tre uccelli. Una fiaba dei fratelli Grimm
Più di mille anni fa nel nostro paese c'erano tanti piccoli re, e uno di essi abitava sul monte dei monti e gli piaceva molto andare a caccia. Una volta, mentre usciva dal castello con i suoi cacciatori, ai piedi del monte c'erano tre fanciulle che custodivano le mucche; e quando videro il re con tutta quella gente, la maggiore gridò alle altre due, indicando il re: -Ehi, ehi! Se non acchiappo quello, non voglio nessuno!-. La seconda rispose, dall'altra parte del monte, indicando la persona che si trovava alla destra del re: -Ehi, ehi! Se non acchiappo quello, non voglio nessuno!-. Allora la più giovane gridò, indicando la persona che si trovava alla sinistra del re: -Ehi, ehi! Se non acchiappo quello, non voglio nessuno!-. Continue reading
Il vecchio Sultano, cane fedele – Una fiaba dei fratelli Grimm
Un contadino aveva un cane fedele di nome Sultano, che era diventato vecchio e non era più in grado di acchiappare nulla. Un giorno il contadino si trovava in cortile con la moglie e diceva
-Domani ucciderò il vecchio Sultano: non è più buono a nulla-
La donna ebbe compassione della povera bestia e rispose:
-Ci ha serviti fedelmente per tanti anni! Potremmo continuare a mantenerlo per carità-.
-Ma che dici?- replicò l'uomo -sei matta: non ha più un dente in bocca, e nessun ladro potrebbe averne paura; ci ha serviti e in cambio ha avuto buoni pranzetti. Adesso che non è più buono a nulla è ora che se ne vada.-
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I figli d’oro. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un pover'uomo e una povera donna, che possedevano solamente una piccola capanna, si cibavano di pesce e vivevano alla giornata. Ma un giorno, mentre l'uomo sedeva vicino all'acqua a gettare la sua rete, gli accadde di pescare un pesce che era tutto d'oro. E mentre lo contemplava, pieno di meraviglia, il pesce si mise a parlare e disse: -Ascolta, pescatore, se mi ributti in acqua, trasformerò la tua capanna in uno splendido castello-. Il pescatore rispose: -Che cosa me ne faccio di un castello se non ho niente da mangiare?-. [...] Continue reading
Una goccia d’acqua. Una fiaba di Hans Christian Andersen
Conosci certamente una lente di ingrandimento, una specie di monocolo che rende tutto cento volte più grande di quello che è in realtà? Se la si prende e la si tiene davanti a una goccia d'acqua di uno stagno, allora si vedono più di mille strani animaletti, che di solito non si vedono mai nell'acqua, ma sono lì ed esistono davvero. Sembrano quasi un piatto pieno di gamberetti che saltano uno sull'altro e sono così feroci che si strappano a vicenda braccia, gambe, parti di dietro e di fianco, e ciò nonostante sono contenti e divertiti, anche se a modo loro. Continue reading
Fernando fedele e Fernando infedele. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un uomo e una donna che erano molto ricchi, e finché furono ricchi non ebbero figli, ma quando il destino li rese poveri ecco che ebbero un figlio. Essi però erano così poveri che non riuscirono a trovare un compare per far battezzare il neonato; allora il pover’uomo disse che sarebbe andato nel paese vicino, per vedere se là qualcuno avrebbe accettato di far da padrino.
Per strada, incontrò un altro pover'uomo che gli domandò dove stesse andando; egli rispose che andava a vedere in paese se fosse riuscito a trovare qualcuno disposto a battezzargli il figliuolo: egli era povero e perciò nessuno voleva fargli da padrino né diventare suo compare. [...]

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Il grano saraceno. Una fiaba di Hans Christian Andersen
Molto spesso capita che, se si passeggia dopo un temporale in un campo dove cresce il grano saraceno, si scopra che questo è diventato tutto nero e bruciacchiato; come se una fiamma vi fosse passata sopra, il contadino infatti dice: "È stato colpito dal fulmine!" ma perché è stato colpito? Ora vi racconterò quello che un passerotto mi ha detto una volta, e il passerotto lo ha sentito da un vecchio salice che si trova ancora oggi proprio vicino a un campo di grano saraceno. [...] Continue reading
La fanciulla senza mani, una fiaba di Christian Andersen
Un mugnaio era caduto a poco a poco in miseria e non aveva più nulla all'infuori del suo mulino e, dietro, un grosso melo. Un giorno che era andato a far legna nel bosco gli si avvicinò un vecchio e gli disse: -Perché‚ ti affanni a spaccar legna? Io ti farò ricco, se in cambio mi prometti quello che c'è dietro al tuo mulino; fra tre anni verrò a prenderlo-. "Che altro può essere se non il mio melo?" pensò il mugnaio; così acconsentì e s'impegnò per iscritto con lo sconosciuto, che se ne andò ridendo. Continue reading
Il Principe Ranocchio, una fiaba dei fratelli Grimm
Nei tempi lontani, c'era un re, le cui figlie erano tutte belle, ma la più giovane era così bella che perfino il sole si meravigliava, quando le illuminava il viso. Vicino al castello del re c'era un bosco e nel bosco c'era un sorgente d’acqua chiara. Nelle ore più calde del giorno, la principessina andava nel bosco e sedeva su un grande masso che stava accanto alla sorgente. E quando si annoiava, ella prendeva una pallina d'oro, la buttava in alto e la ripigliava. Un giorno la pallina d'oro, ahimè, non ricadde nella manina della principessina, ma scivolò a terra e… e rotolò, e rotolò, e rotolò, sinché, plunfete! cadde nell’acqua della sorgente. Continue reading
Il Re generoso Bazza di Tordo. Una fiaba dei fratelli Grimm
Un re aveva una figlia di straordinaria bellezza, ma, ahimè ella era altezzosa e sdegnosa, cosicché nessun pretendente le pareva degno di lei. Una volta il re ordino? una gran festa e invito? quanti desiderassero ammogliarsi. I pretendenti furono messi in fila secondo il grado e la carriera: prima i re, poi i duchi, i principi, i conti e i baroni, e infine i nobili. La principessa fu condotta fra di loro, ma a ciascuno trovava qualcosa da ridire: e questo era troppo grasso? - Che botte di vino!- Esclamava. E quello era troppo lungo: -Lungo, lungo, alto fin la?, bella andatura proprio non ha!-; e il terzo era troppo piccolo: - Cosi? grasso e piccolino, sembra proprio un maialino!-; il quarto troppo pallido: -bianco cera come la morte!-; il quinto troppo rosso: - Che pare un tacchino!-. [...] Continue reading
La sposa del leprotto. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una donna che aveva una figlia e un bell'orto pieno di cavoli. D'inverno venne un leprotto grigio che si mangiava tutti i cavoli. Allora la donna disse alla figlia: -Figlia mia cara, va nell'orto, e scaccia il leprotto-. La fanciulla corse nell’orto e disse al leprotto grigio: -Ehi, leprotto grigio, vattene via, via. Non devi mangiare tutto il cavolo!-. Il leprotto grigio disse: -Vieni, fanciulla, vieni, siediti sul mio codino e ti porterò nella mia casetta, sarai felice-. La fanciulla non volle. [...] Continue reading
Il dottor Sotutto. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un povero contadino chiamato Gambero, che aveva portato con due buoi un carico di legna in città e l'aveva venduta per due scudi a un dottore. Mentre veniva pagato il dottore sedeva a tavola, e il contadino vide che mangiava e beveva così bene che c'era da lasciarci il cuore, e avrebbe fatto volentieri il dottore anche lui. Così rimase là ancora un pochino e poi chiese se anche lui poteva diventarlo. -Oh, sì!- rispose il dottore -è presto fatto. Continue reading
La volpe e il cavallo. Una fiaba dei fratelli Grimm
Un contadino aveva un cavallo fedele che era diventato vecchio e non poteva più servirlo; perciò il padrone non voleva più mantenerlo e gli disse: -Ormai non mi puoi più essere utile, ma se hai ancora tanta forza da portami qui un leone, ti terrò: adesso però vattene dalla mia stalla- e lo scacciò in aperta campagna. Il cavallo era triste e se ne andò verso il bosco, per cercare riparo dalla pioggia. E incontrò la volpe che gli disse: -Perché‚ te ne vai in giro da solo con la testa bassa?-. Continue reading
La pastorella e lo spazzacamino. Una fiaba di Hans Christian Andersen
Hai mai visto un armadio di legno, tanto vecchio e nero per il tempo passato, intagliato con ghirigori e foglioline? Beh, ce n'era uno così in un salotto. Era stato ereditato dalla bisnonna ed era intagliato da capo a piedi. Al centro dell'armadio stava scolpito un uomo intero, e era proprio un piacere guardarlo, e lui stesso pareva sorridesse. L’uomo intagliato aveva zampe di caprone, piccole corna sulla fronte e una lunga barba. I bambini di quella casa lo chiamavano sempre "sergente di legno testa di corna". Stava lì, e guardava il tavolo sotto lo specchio, dove c'era una graziosa pastorella di porcellana, molto molto carina. Vicino a lei si trovava un piccolo spazzacamino, nero come il carbone, e pure lui fatto di porcellana. Egli stava vicinissimo alla pastorella, entrambi erano stati messi lì e si erano fidanzati. [...] Continue reading
I fiori della piccola Ida. Una fiaba di Hans Christian Andersen
[...] "I miei poveri fiori sono tutti morti!" disse la piccola Ida. "Erano cosi? belli ieri sera, e ora sono tutti appassiti! Perche? e? successo?" chiese allo studente, che sedeva sul divano. Lei gli era molto affezionata, perché sapeva raccontare le storie piu? belle e sapeva ritagliare figurine di carta molto divertenti: cuori che contenevano damine che danzavano, fiori e grandi castelli, le cui porte si potevano aprire; era proprio uno studente simpatico! "Perché i fiori sono cosi? brutti oggi?" gli chiese nuovamente, e gli mostro? un mazzo che era tutto appassito. "Oh, sai che cos'hanno?" disse lo studente. "I fiori sono stati a ballare questa notte e per questo ora hanno la testa che ciondola." [...] Continue reading
Il gatto con gli stivali, una fiaba di Charles Perrault
Filippo, rimase solo e guardando il suo peloso gatto gli disse:
- lo so che sei un gatto buono e ti voglio bene. Ma se vuoi un consiglio cercati un altro padrone perché io non so proprio come sfamarti.?
Il gatto che fino a quel momento non aveva mai parlato disse:
- Padroncino mio, ti chiedo due sole cose, procurami un paio di stivali e lascia fare a me. Fra qualche giorno saremo ricchi, vedrai.?
Filippo accarezzò il lungo pelo del gatto e gli disse: E bravo furbacchione, sai pure parlare.?Poi si tolse il mantello e lo portò al mercato per venderlo. Con il ricavato comprò un paio di lucidi stivali e diede al gatto.
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Le cicogne, una fiaba di Hans Christian Andersen
Sull'ultima casa di un villaggio si trovava un nido di cicogne. Mamma cicogna se ne stava nel nido con i suoi quattro cicognini, i quali si affacciavano con i loro piccoli becchi neri, che poi sarebbero diventati rossi. Poco lontano dal nido, sempre sul tetto, stava, dritto e immobile, papa? cicogna, il quale aveva sollevato una zampa, per stare un po' scomodo dato che stava di guardia. Sembrava scolpito nel legno, tanto era immobile, "E? molto elegante che mia moglie abbia una sentinella vicino al nido!" pensava "e non possono sapere che sono suo marito, credono sul serio che sia stato ingaggiato per stare qui. Fa proprio una bella impressione!" e intanto continuava a stare li? su una zampa sola. Continue reading
La principessa Rosetta alla ricerca del Re dei Pavoni. Una fiaba di Marie-Catherine d’Aulnoy
[...] Giunti al porto, il Re dei Pavoni aveva mandato al molo cento berline tirate da ogni sorta di bestie rare: leoni, orsi, cervi, aquile, pavoni. La berlina in cui la principessa Rosetta doveva salire era tirata da sei scimmie blu che sapevano saltare, ballare sulla corda e fare mille giochi diversi. Si vedevano inoltre sessanta giovinette che il Re aveva scelto per tenere compagnia alla sposa; erano vestite di tutti i colori dell'iride. [...] Continue reading
L’ago da rammendo. Una fiaba di Hans Christian Andersen
C'era una volta un ago da rammendo, così delicato da credersi un ago da ricamo. "State attente a dove mi tenete!" disse l'ago da rammendo alle dita, che lo tiravano fuori dalla scatola. "Non mi perdete! Se cado sul pavimento, non sarete più capaci di ritrovarmi, tanto sono sottile." "Questa poi!" dissero le dita e lo afferrarono per la vita. "Guardate: io arrivo col seguito!" esclamò l'ago da rammendo, tirando dietro di sé un lungo filo, che però non aveva il nodo. Le dita guidarono l'ago fino nella pantofola della cuoca dove la tomaia si era rotta e doveva essere ricucita. [...] Continue reading
La palla di cristallo. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una strega che aveva tre figli, i quali si amavano come fratelli; eppure, la vecchia non si fidava affatto di loro, e temeva ch'essi volessero rubarle tutto il potere. Così, trasformò il maggiore in un'aquila, e quello fu costretto a volare via sulle montagne rocciose, in mezzo alle quali lo si vedeva fare tante giravolte nel cielo. Il mezzano diventò una balena, e andò a vivere nel profondo del mare, e solo raramente lo si poteva vedere quando risaliva in superficie e spruzzava in aria una gran quantità d'acqua. Tutti e due tornavano umani solo per due ore al giorno. Il terzo fratello, che temeva di vedersi trasformato in una bestia feroce come, per esempio, un orso o un lupo, prese e fuggì via di nascosto. [...]

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GianBabbeo. Una fiaba di Hans Christian Andersen
In campagna c'era una fattoria dove abitava un fattore con due figli, con tanto cervello che anche la metà sarebbe bastata. Volevano chiedere in sposa la figlia del re e avrebbero osato farlo perché lei aveva fatto sapere che avrebbe sposato chi sapeva tenere meglio una conversazione. I due si prepararono per una settimana, il periodo più lungo concesso, ma per loro sufficiente perché avevano già un certa cultura il che tornò loro utile. Uno conosceva tutto il vocabolario latino e le ultime tre annate del giornale del paese che sapeva recitare da capo a fondo e viceversa, l'altro si era studiato tutti i regolamenti delle corporazioni d'arti e mestieri e aveva imparato tutto quello che deve sapere il decano di una corporazione, così pensava di potersi pronunciare sui problemi dello stato, e inoltre imparò anche a ricamare le bretelle, dato che era di gusti raffinati e molto abile. [...] Continue reading
Comare lupa e comare volpe. Una fiaba dei fratelli Grimm
Una lupa mise al mondo un lupacchiotto e invitò la comare volpe a fare da madrina. -E' nostra parente stretta- disse -è astuta e ha molto giudizio: potrà addestrare il mio figlioletto e aiutarlo a farsi strada nel mondo.- La comare volpe fu molto onorata per l'invito e disse: - Vi ringrazio per l'omaggio che mi fate, comare lupa; io mi comporterò in modo da contentarvi-. Durante il banchetto la comare volpe mangiò quanto più potè, divertendosi allegramente, e poi disse: - Cara comare lupa, è nostro dovere provvedere al piccolo lupacchiotto; dovete nutrirvi bene perché‚ si irrobustisca. Conosco un ovile dove sarà facile prenderci un bel bocconcino-. L'idea piacque tanto alla comare lupa, e si avvicinò all'ovile con la comare volpe. Questa le mostrò l'ovile di lontano e disse: - Da quella parte potrete intrufolarvi dentro inosservata; nel frattempo voglio guardarmi un po' attorno da quest'altra, per vedere di acchiappare un pollastrello-. [...] Continue reading
Il principe senza paura. Una fiaba dei fratelli Grimm
[...] C'era una volta un principe senza paura, e dato che s’annoiava tanto a vivere nel castello del padre, decise di andare in giro per il mondo, e scoprire tante cose.
Una mattina di primavera salutò il padre re, la madre regina, tutta la corte, e partì all’avventura. Camminò dalla mattina alla sera senza badare mai dove andasse. Un giorno il principe Crisponzio capitò nella casa di un gigante e, stanco dal lungo cammino si sedette sul gradino della porta. Mentre stava seduto egli notò per terra, nel giardino della casa del Gigante, una palla enorme e dei birilli enormi. [...] Continue reading
Il bimbo che fu rapito dalle fate. Una fiaba Celtica.
C'era una volta una giovane madre che pensava, come spesso succede, che il suo bambino fosse tanto bello da non esserci al mondo altri bimbetti più belli. E se ne vantava per tutto il pese, con tutti e in ogni momento. In molti le ripetevano che questa sua presunzione non poteva far altro che recarle danno e sventure. "Perché non dovrei farlo sapere a tutti?" diceva la giovane made. "La verità è che non si è mai visto un bimbo bello come il mio." "Non sai che cosa potrebbe succedere" borbottavano i compaesani scuotendo il capo. "Stai attenta o te ne pentirai." Il bimbo, intanto, continuava a crescere in buona salute e sempre più bello, finché un giorno accadde quel che si sa. [...] Continue reading
La Bella addormentata nel bosco, Rosaspina. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un re e una regina che ogni giorno dicevano: "Ah, se avessimo un bambino!" Ma il bambino non veniva mai. Un giorno, mentre la regina faceva il bagno, ecco che un gambero saltò fuori dall'acqua e le disse: "Il tuo desiderio sarà esaudito: darai alla luce una bambina." La profezia del gambero si avverò e la regina partorì una bimba così bella che il re non stava più nella pelle dalla gioia e ordinò una gran festa. Ma... Continue reading
Cavolo Bellafoglia e la farfalla orgogliosa, una fiaba tratta da Apuleio
Era una splendida mattina di primavera. Il sole abbracciava ogni cosa con i suoi raggi, donando così il nuovo sorriso al mondo. E nel mondo ci stava pure quel giardino. Un magnifico giardino profumato, popolato di nuova vita e adornato di infiniti fiori e variopinti colori. In quel giardino, come dappertutto, ogni cosa si addolciva nella luce tiepida del giorno, sino a confondersi con l’orizzonte. Continue reading
Storia di uno che se ne andò in cerca della paura, una fiaba dei fratelli Grimm
Un padre aveva due figli. Il maggiore era giudizioso e saggio, mentre il minore era stupido e poco intelligente, non imparava e non capiva nulla. Quando la gente lo incontrava diceva: “Eh sì, quel ragazzo sarà un bel problema per il padre!”
Se c’era qualcosa da fare, toccava sempre al maggiore. Questi però era tanto pauroso: se il padre lo mandava a prendere qualcosa di notte, lui rispondeva:
- Ah, papà papà, ho tanta tanta paura, che mi viene la pelle d’oca!
Oppure quando di sera, accanto al fuoco, si raccontavano delle storie da far paura, il maggiore diceva sempre:
- Ah, che paura, mi viene la pelle d’oca!
Il figlio minore invece se ne stava seduto in un angolo, ascoltava e non capiva perché al fratello venisse quella cosa chiamata pelle d’oca.
Un bel giorno il padre disse al minore:
- Ascolta, tu in quell’angolo, ormai sei grande e grosso, è ora che impari a guadagnarti il pane. Guarda come si dà da fare tuo fratello; ma con te mi sembra fatica sprecata.
- Sì papà, rispose, - vorrei imparare anch’io qualcosa, per esempio mi piacerebbe tanto imparare ad avere paura e a farmi venire la pelle d’oca. [...]
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L’oca d’oro, una fiaba dei fratelli Grimm
C'era un uomo che aveva tre figli; il minore, chiamato il Grullo, era disprezzato, dileggiato e messo da parte in ogni occasione.
Un giorno il maggiore volle andare nel bosco a far legna e prima di uscire la madre gli diede una bella frittata e una bottiglia di vino perché‚ non patisse la fame e la sete. Quando giunse nel bosco, incontrò un vecchio omino grigio, che lo salutò e disse:
-Dammi un pezzo della tua frittata e fammi bere un sorso del tuo vino, ho tanta fame e tanta sete!-. Continue reading
Il garofano. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una regina che non poteva mettere al mondo figli.
Ogni mattina si recava in giardino a pregare che Iddio le facesse dono di un figlio o di una figlia.
Ed ecco, un angelo venne dal cielo e disse:
-Rallegrati regina, avrai un figlio i cui desideri saranno realizzati: qualunque cosa al mondo egli voglia, l'avrà-.
La regina andò dal re ad annunciargli la lieta notizia e, quando fu tempo, diede alla luce un figlio con grande gioia del re.
Tutte le mattine ella andava a lavarsi nel parco con il bimbo, e un giorno, quando questi era già un po' cresciuto, le accadde di addormentarsi mentre lo aveva in braccio. In quella giunse il vecchio cuoco; egli sapeva che i desideri del bambino si sarebbero realizzati e lo rapì. Prese poi un pollo, lo sgozzò e spruzzò di sangue il grembiule e la veste della regina. Poi portò il bambino in un luogo nascosto, dove lo fece allattare da una balia, e corse dal re ad accusare la regina di esserselo lasciato rapire dalle bestie feroci. Il re, vedendo il sangue sul grembiule, lo credette e s'infuriò a tal punto che fece costruire un'alta torre, nella quale non penetrava luce; là rinchiuse la moglie facendo murare la porta.
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Babino, lo sciocco. Una fiaba di di Lev N. Tolstoj
Un giorno, uno sciocco di nome Babino si mise in cammino per il mondo: voleva mostrare a tutti quant’egli fosse gentile.
Cammina e cammina, trovò sulla sua strada una casa dove pareva non vivesse nessuno. Ma quando Babino guardò nella cantina vide alcuni diavoletti con i baffi ispidi e ritti, con gli occhiacci rossi pieni di fuoco, e con la testa deforme come una pera. Babino guardò meglio e vide i diavoletti che giocavano a carte e dadi, avevano delle manacce enormi con le lunghe dita ricurve.
Babino li salutò:
Dio vi aiuti, buona gente!
Non l’avesse mai detto! I diavoletti restarono un po’, ma subito s’infuriarono, afferrarono Babino e lo pestarono forte. Quando lo videro più morto che vivo, i diavolacci lo lasciarono andare.
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L’ultima perla, una fiaba di Christian di Andersen
Era una casa ricca, una casa felice. Tutti, padroni e domestici e amici di casa, erano contenti ed allegri. Quel giorno, un erede era nato — un figlio maschio; e mamma e bambino stavano benone.
La lampada, nella bella camera da letto, era a mezza luce; pesanti tende di seta preziosa pendevano alle finestre, chiuse accuratamente; il tappeto era folto e morbido come il musco: tutto invitava al sonno, al riposo che ristora le forze. Nemmeno l'infermiera aveva saputo resistere all'invito, e infatti s'era addormentata: niente di male, del resto, poi che tutto andava per il meglio, e tutto era contentezza.
Lo Spirito ch'era a guardia della casa stava a capo del letto. Sopra il bambino, che riposava sul petto della mamma, era stesa come una rete di stelle scintillanti, — una magnificenza: ciascuna era una perla della felicità. Tutte le buone fate della vita avevano portato il loro dono al neonato; qui brillava la salute, lì la gioia, la ricchezza, l'amore; tutto, in somma, quel che di meglio possono desiderare gli uomini sulla terra.
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Il bucaneve. Una fiaba di Hans Christian Andersen
Era inverno, l'aria era fredda, il vento tagliente, ma in casa si stava bene e faceva caldo; e il fiore stava in casa, nel suo bulbo sotto la terra e sotto la neve. Un giorno cadde la pioggia, le gocce penetrarono oltre la coltre di neve fino alla terra, toccarono il bulbo del fiore, gli annunciarono il mondo luminoso di sopra; presto il raggio di sole, sottile e penetrante, passo? attraverso la neve fino al bulbo e busso. «Avanti!» disse il fiore. «Non posso» rispose il raggio «non sono abbastanza forte per aprire, diventero? piu? forte in estate.» «Quando verra? l'estate?» chiese il fiore, e lo chiese di nuovo ogni volta che un raggio di sole arrivava laggiu?. [...] Continue reading


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