Parole di Storie - Fiabe


Tags (categorie): Arte, Istruzione, Ragazzi
[ Aggiungi la tua categoria (tag) ]

Fiabe per tutti, fiabe per bambini, per le famiglie, e per chi ha voglia ancora di sognare. Un mondo di avventure dove il tempo non ha tempo e se ne sta tutto in quel c'era una volta. Storie adattate e messe in voce, da ascoltare liberamente e scaricare gratuitamente. Sostienici con una libera donazione.
Autore: Parole di Storie
Ultimo episodio: 04/04/20 22:08
Aggiornamento: 04/04/20 23:11 (Aggiorna adesso)
Il lucertolone, una fiaba di José Saramago
La storia è di fate. Non che esse appaiano (né io l’ho affermato), ma che altro potrebbe essere la storia del lucertolone sbucato allo Chiado? Sì, è comparso un lucertolone allo Chiado. Grande e verde, un ramarro imponente, con degli occhi che sembravano di nero cristallo, il corpo flessuoso coperto di squame, la coda lunga e agile, le zampe rapide. Si è piazzato in mezzo alla strada, con la bocca semiaperta, sparando la lingua bifida, mentre la pelle bianca e fine del collo pulsava ritmicamente. [...] Continue reading
Viaggio a Roma. Una fiaba di Maria Teresa Pinna Catte
Nel paese di Olai c’e una topolina molto vispa e girellona. Le piace viaggiare e conoscere gente nuova e vedere il mondo. Un giorno mentre era intenta a rosicchiare formaggio nel magazzino, sente zio Ignazio, il padrone, che diceva:
- Questa cassa di formaggio la mandiamo a roma a signora Cesarina
- A roma? - ripete la topolina - a roma ci voglia andare anche io col formaggio.
Così si nasconde dentro la cassa, pronta per viaggiare. [...] Continue reading
Piccoli dei, tra burle e mostruosi puzzoni. Una fiaba di Nicol Bertocci
Tanto tempo fa, non si sa quanto, né quando, lassù, nell’Olimpo degli dei, giocavano fra loro tanti piccoli dèi. Come tanti cuccioli essi erano birichini e burloni.
Tra i tanti, Ares, che sarebbe diventato poi il dio della guerra, sin da piccino si dimostrò il più malandrino e dispettoso di tutti. Tant’è che si divertiva a tramare nell’Olimpo, parecchi piccoli inganni; che diventavano poi brutti litigi tra i suoi fratellini e le sue sorelline. [...] Continue reading
Il bambino dispettoso e il vecchio poeta gentile. Una fiaba di Christian Andersen
C’era una volta un vecchio Poeta, buono e gentile. Una sera, mentre se ne stava tranquillo a casa sua, scoppiò una terribile bufera. La pioggia veniva giù che pareva cascasse il cielo, ma il vecchio Poeta si godeva il caldo, comodamente seduto dinanzi alla sua stufa di terra cotta, dove il fuoco ardeva e scaldavano il vino e le mele cuocevano. A un tratto giunse dal di fuori una vocina supplichevole: "Oh, aprimi! Mi sento gelare, e sono tutto bagnato!" Era un ragazzino che piangeva e picchiava all’uscio. "Povero ragazzo!” - disse il vecchio Poeta; e si alzò per andare ad aprire. [...] Continue reading
Il ginepro. Una fiaba dei fratelli Grimm
Molto tempo fa c'era un uomo ricco che aveva una moglie bella e giudiziosa; si volevano tanto bene, ma, purtroppo non avevano bambini. Davanti alla loro casa, in cortile, c'era un pianta di ginepro. Un giorno, in pieno d'inverno, la donna se ne stava seduta sotto il ginepro mentre sbucciava una mela e, d’improvviso, si tagliò un dito, e il sangue cadde sulla neve: –Ah, se potessi avere un bambino, rosso come il sangue e bianco come la neve! – Disse la donna sospirando. Passarono i mesi e alla settima luna raccolse alcune bacche del ginepro, le mangiò e si fece triste e si ammalò; passò l'ottava luna, ed ella disse a suo marito: -Se dovessi morire, marito mio, voglio che mi seppellisca sotto il ginepro-. [...] Continue reading
Dognipelo. Una fiaba dei fratelli Grimm
[...] Era ormai grande quando un giorno il re osservandola vide che somigliava in tutto alla moglie morta; allora egli provò un amore ardente per lei e disse ai consiglieri: -Voglio sposare mia figlia: è il ritratto di mia moglie morta, altrimenti non troverò altra sposa su questa terra-. All'udire queste parole, i consiglieri inorridirono e dissero: -Dio ha vietato che il padre sposi la figlia; dal peccato non può venire alcun bene-. Anche la fanciulla inorridì quando venne a conoscenza dell'intento del padre, ma sperava ancora di poterlo dissuadere. Così gli disse: -Prima di secondare il vostro desiderio, devo avere tre abiti: uno d'oro come il sole, l'altro d'argento come la luna, e il terzo splendente come le stelle; e inoltre voglio un mantello fatto con pellicce di ogni sorta, e ogni animale del vostro regno deve dare un pezzo della sua pelliccia-. [...] Continue reading
La figlia furba del contadino. Una fiba dei fratelli Grimm
Una volta c’era un povero contadino. Non possedeva terre, ma aveva comunque una piccola casetta, e una figlia. Un giorno la figlia disse: "Babbo mio, siam troppo poverelli, dovremmo pregare il re di darci un pezzetto di terra." Il re era venuto a sapere della loro povertà e regalò loro un pezzetto di terra fertile e prosperosa. Il padre e la fanciulla ringraziarono il re e cominciarono subito a coltivare la terra. Iniziarono con il frumento e quando ebbero zappato quasi tutto il campo, trovarono nella terra un mortaio d'oro puro. "Senti" disse il padre alla fanciulla "dato che il nostro re è stato così generoso e ci ha regalato il campo dobbiamo dargli il mortaio." Ma la figlia non era d'accordo e disse: "Babbo, ma il re ha tutto l’oro che vuole, e se abbiamo il mortaio ma non il pestello, proviamo cercare anche il pestello e non diciamo nulla.” Continue reading
Il Reuccio Gamberino. Una fiaba di Guido Gozzano. Messa in voce di Cristiana Cocco
[...] E come l'ebbe a tiro la colpì con un nocciolo sul naso. La vecchietta si grattò il naso dolente, si chinò tremante, raccolse, strinse il nocciolo tra il pollice e l'indice e lo rinviò all'erede al trono. Le grida sdegnate della Corte scagliarono cento guardie sulle tracce della strega Nasuta, ma quella aveva svoltato l'angolo della via, ed era scomparsa. Al tocco aspro del nocciolo il Reuccio Sansonetto vacillò, come preso da vertigini; poi cominciò a ridere, premendosi gli orecchi con le mani.
I cortigiani lo guardavano sbigottiti ed inquieti:
— Che cosa vi sentite?
— Sento… sento…
E il Reuccio rideva, rideva senza poter rispondere.
— Che cosa vi sentite?
— Sento… sento il tempo che va indietro! Il tempo che va indietro! Che cosa buffa! Ah, se provaste! Che cosa buffa!…
La Corte lo credeva ammattito. [...] Continue reading
Grillino. Una fiaba di Luigi Capuana
C'erano una volta due poveri contadini, marito e moglie, che campavano nella miseria. L’uomo lavorava a giornata, la donna andava a servizio dalle vicine.
Abitavano in una casetta nera e affumicata. Eppure non si lamentavano mai.
Una notte si sentirono svegliare dal canto di un grillo.
— Trih! Trih! Trih!
Trilla, trilla, trilla; non la finiva più.
L’uomo accese la candela e salta giù dal letto.
— Che vuoi fare, marito mio?
— Ammazzare questo grillaccio.
— Lascialo stare; è una creatura di Dio. [...] Continue reading
L’ago, il sarto e la sua figliuola. Una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un sarto, che campava la vita mettendo toppe e rivoltando vestiti usati.
Nella sua botteguccia ci si vedeva appena; per ciò lavorava sempre davanti la porta, con gli occhiali sul naso; e, tirando l'ago, canterellava:
Il mal tempo dee passare,
Il bel tempo dee venire.
Zun! Zun! Zun!
Aveva una figliuola bella quanto il sole, ma, ahimè, era senza braccia. Le vicine lo aiutavano: oggi una, domani un'altra, si prestavano a vestire la ragazza, a pettinarla, a lavarle la faccia; lui invece doveva imboccarla. Ma ad ogni boccone, brontolava:
— Chi non ha braccia, non dovrebbe aver bocca! [...] Continue reading
La Mamma del Sole. Una fiaba di Francesca Branca
C’era una volta una bambina che un giorno, dopo pranzo, uscì di casa proprio nel momento più caldo e afoso. Era d’estate e tante volte la sua mamma le aveva raccomandato di stare al riparo in quelle ore - “ La mamma del sole, si aggira per le strade e porta via i bambini !” - le diceva. Ma lei, di nascosto, varcò la porta e si diresse verso un campo lì vicino. A un certo punto la sua ombra divenne lunga lunga e poi si allargò e si ingigantì, tanto che il sole scomparve. Sentì un forte capogiro e svenne. Quando si riprese non ricordava più dove abitava e aveva dimenticato il suo nome e tutte le parole. Continue reading
Armandone, il vecchio Lupone. Una fiaba
Un vecchio Lupone che si chiamava Armandone, decise un giorno di scendere dalla sua tana, alla fattoria situata ai margini del bosco, per salutare alcuni amici che non
vedeva da tanto tanto tempo. E siccome era sempre stato buono, Armandone, pensò che l’avrebbero ospitato più che volentieri; perciò, giunto alla fattorie, suonò la campanella, anche se era un po’ tardi. “Din, don”! «Chi è a quest'ora?» chiese il lombrico avvicinandosi al cancello. «Sono Armandone, il Lupone, il vecchio Lupone. Puoi farmi entrare per favore?» «Il Lupone Armandone?» ripeté il lombrico spalancando gli occhi. «Scusami tanto, ma non posso proprio aprirti se prima non chiedo il permesso; puoi aspettarmi un minutino? Vado e torno.» [...] Continue reading
I tre fratelli e il buon padre. Una fiaba Africana
Una volta c’era un bravo e saggio contadino che era rimasto vedovo e aveva tre cari figliuoli. Essi erano tre ragazzi ubbidienti, bravi lavoratori e mai nessuno di loro s’era mostrato prepotente e capriccioso. Segno di una buona e affettuosa educazione ricevuta dal padre. Perché, come dice il vecchio proverbio: i frutti non cadono mai lontani dal proprio albero. Ma, ahimé, venne un dì in cui il buon contadino s’ammalò gravemente. Egli sentì che il suo tempo nella vita stava per scadere, perciò volle subito ordinare il suo testamento per donare le sue proprietà ai propri figliuoli. [...] Continue reading
Fratelli gemelli. Una Fiaba dell’Africa
Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino Continue reading
L’amicizia tra la tartaruga e l’aquila. Una favola africana
La tartaruga e l'aquila non possono incontrarsi spesso: una passa il suo tempo tra le nuvole e l'altra sulla terra. Ma quando l'aquila comprese che cara compagna potesse essere la tartaruga, venne a cercarla nella sua tana.
La famiglia della tartaruga fu molto contenta della sua compagnia e l'aquila mangiò così bene che tornò spesse volte: ogni volta che andava via rideva, Ha, ha! Posso godermi l'ospitalità della tartaruga sulla terra, ma lei non potrà mai raggiungere il mio nido, lassù in cima agli alberi!
Ben presto le frequenti visite dell'aquila, il suo egoismo e la sua ingratitudine furono sulla bocca di tutti gli animali della foresta.
Continue reading
Tutti e cinque in un baccello. Una fiaba di Christian Andersen
C'erano cinque piselli in un baccello, erano verdi e anche il baccello era verde, così loro credevano che tutto il mondo fosse verde, e avevano pienamente ragione! Il baccello cresceva, e anche i piselli crescevano, così si assestarono secondo la conformazione della casa, mettendosi tutti in fila. Fuori il sole splendeva e riscaldava il baccello; la pioggia lo schiariva, c'era bel caldo e si stava bene, era chiaro di giorno e buio di notte proprio come doveva essere, e i piselli diventavano sempre più grossi e pesavano sempre di più: se ne stavano sempre lì seduti, qualcosa dovevano pur farla! [...] Continue reading
Il matrimonio del magnifico topino. Una fiaba africana
C'era una volta un bellissimo topino mezzo bianco e mezzo grigio, che diventava sempre più bello ogni giorno che cresceva.
I suoi genitori si chiedevano spesso:
Ma dove troveremo mai una moglie degna di lui?
Quando giunse il tempo maturo per cercare una moglie al proprio figliuolo, decisero che solo nella famiglia di Dio avrebbe potuto esserci una fanciulla giusta per lui. [...] Continue reading
Il poeta, l’usignolo e la rosa rossa. Una fiaba di Oscar Wilde
"Ha detto che ballerà con me se le porto rose rosse" esclamò il giovane Studente, "ma in tutto il mio giardino non c'è nemmeno una rosa rossa".
Dal suo nido nel folto della Quercia l'Usignolo lo sentì e guardò attraverso le foglie e si stupì. "Nemmeno una rosa rossa nel mio giardino!" ripeté e i suoi begli occhi si riempirono di lacrime. "Oh! Da che misere cose dipende la felicità! Ho letto tutto quello che i saggi hanno scritto, e possiedo ogni segreto della Filosofia; ma ora, poiché mi manca una rosa rossa, la mia vita è rovinata." "Ecco, dunque, un vero innamorato!" disse l'Usignolo. [...] Continue reading
Felice è il principe, e la rondine devota. Una fiaba di Oscar Wilde
E la statua del Principe Felice stava lassù, in cima alla città. Stava ben piantata sopra una colonna di marmo bianca, tutta ricoperta d’oro zecchino. Aveva due zaffiri luminosi al posto degli occhi, e sull’impugnatura della spada, proprio al centro, luccicava un grande rubino prezioso.
Tutta la città ammirava il Principe Felice, persino i viaggiatori restavano abbagliati dal suo splendore. [...] Continue reading
La Jana (fata) Elène. Una fiaba dalla Sardegna
C’era una volta, tanto tempo fa, una bambina che si chiamava Lucia. Viveva in una famiglia molto povera e per dare un aiuto ogni notte, a mezzanotte, si alzava dal suo letto e andava al fiume a lavare i panni delle signore ricche del suo paese. La mamma era molto malata e non poteva più fare quel lavoro. Le sue piccole mani erano rosse e gonfie, aveva otto anni occhi e capelli neri che le cadevano sulle spalle.
Un giorno una Jana che passava poco lontano sentì levarsi dalla campagna un canto tanto dolce e melodioso come non ne aveva sentiti mai in vita sua. Sembrava che quel canto giocasse coi tronchi degli alberi e che poi si sollevasse verso il fitto fogliame dei rami per accompagnarsi in coro col canto degli uccelli. [...] Continue reading
Il gigante e il sarto sbruffone. Una fiaba dei fratelli Grimm
Una volta c’era un sarto bugiardo e spaccone, oltre ad essere pure uno che non pagava mai i suoi debiti.
Un giorno quel sarto fanfarone ebbe il desiderio e la voglia d’andarsene a vagare per il bosco. Lasciò così, appena poté, il suo negozio di bottega, il villaggio, e se ne andò.
Fuori dal villaggio vide nell’azzurro lontano un monte alto e ripido. Dietro il monte vi stava una torre ancora più alta, quasi arrivava sino al cielo. Ogni cosa sovrastava un bosco fitto fitto, e selvaggio e oscuro.
— Corpo di Bacco per bacco nel bacco dal filo spesso cucito e ricucito! — esclamò forte il sarto sbruffone: — e quello che cos'è? [...] Continue reading
Madama Holle. Una fiaba dei fratelli Grimm
Una vedova aveva due figlie, una bella e laboriosa, l'altra brutta e pigra. Ma ella preferiva di gran lunga quest'ultima, perché‚ era la sua vera figlia, e all'altra toccava tutto il lavoro come alla Cenerentola di casa. Ella doveva sedere ogni giorno accanto a una fontana, sulla strada maestra, e filare finché‚ le sprizzava il sangue dalle dita. [...] Continue reading
Il racconto di metà fava. Una fiaba popolare
C'era una volta un frate questuante che uscito dal convento per la cerca arriva in una casa e qui gli hanno dato metà fava.
Il frate buttò la metà fava dentro la bisaccia e si mise nuovamente in viaggio.
Cammina cammina, arriva a un'altra casa e bussa alla porta. Venne ad aprire una vecchietta, bassa e con la gobba. Come se la vide davanti, il frate chiese: "Me la conservate questa metà fava?"
" Certo che ve la conservo” rispose la vecchietta. "Lasciatela là, nella pietra della scala”.
Il frate lasciò la metà fava e partì.
C’era però nella pietra della scala una gallina, l’unica che avesse la vecchietta, che si mangiò la metà fava. E così quando il frate ritornò, la vecchietta glielo disse.
"Ah, così è? E allora o la metà fava o la gallina, o la metà fava o la gallina”.
E così il frate si ebbe la gallina. Si rimise in viaggio e cammina cammina arrivò a un'altra casa. [...] Continue reading
Le due fate, una fiaba di Charles Perrault. Messa in voce di Gaetano Marino
C'era una volta una mamma vedova che aveva due figliuole.
La maggiore, che si chiamava Cecilia, era la sua figlia naturale. La fanciulla le somigliava in tutto e chi vedeva lei, vedeva sua madre, tale e quale. Tutte e due erano antipatiche e così gonfie di superbia, che nessuno le voleva avvicinare. Viverci insieme poi, era impossibile.
La più giovane invece, che si chiamava Francesca, era la sua figliastra, a cui era purtroppo morto il babbo, ed era dolce, bella e buona di cuore
E naturalmente, poiché ogni simile ama il suo simile, quella matrigna maligna andava pazza per la figliuola sua; mentre per quell'altra figliastra un'avversione e una ripugnanza spaventevole. La faceva mangiare in cucina, e tutte le fatiche e i servizi di casa toccavano a lei.
Continue reading
Il lupo mannaro, una fiaba di Luigi Capuana
C'era una volta un Re e una Regina che non avevano figliuoli e pregavano i santi, giorno e notte, per ottenerne almeno uno. Intanto consultavano anche i dottori di Corte.
- Maestà, fate questo.
- Maestà, fate quello.
E pillole di qua, e beveroni di là; ma il sospirato figliuolo non arrivava.
Una bel giorno ch'era freddino, la Regina s'era messa davanti il palazzo reale per riscaldarsi al sole. Passa una vecchiarella:
- Fate la carità!
E la regina rispose:
- Non ho nulla.
La vecchiarella andò via brontolando.
- Che cosa ha brontolato? - domandò la Regina.
- Maestà, ha detto che un giorno avrete bisogno di lei.
Continue reading
Il ramo di nocciolo. Una fiaba dei fratelli Grimm
[...] Ma, ahimé, d’improvviso, mentre la madre di Gesù si stava chinando per coglier le fragole e riempire il cesto, da dietro l’erba di un basso cespuglietto di rovi sbucò una vipera. La madre di Gesù si spaventò e lasciò cadere a terra il cesto colmo di fragole, poi si mise a correre per mettersi in salvo. Il serpente cattivo la inseguì sibilando, ma, come si può immaginare, la Madonna sapeva cosa fare: [...] Continue reading
Il custode dei maiali, una fiaba di Hans Christian Andersen
Una volta c’era un povero principe, che aveva un piccolo regno, ma non così povero da non potersi sposare. Difatti, sposare una bella principessa era il suo sogno, ciò che desiderava più di ogni altra cosa. Bisogna ammettere che volersi sposare quando si è poveri, non sempre è una buona idea. Ci vuole soprattutto un buon coraggio e grande determinazione, e nonostante tutto, non è detto che ci si riesca. Specie quando si voglia sposare la figlia di un re, una principessa. [...] Continue reading
L’albero dei sogni d’oro. Una fiaba moderna di Lucio Cadeddu
Nel castello di MelaGodo, nel lontano Regno di Echissene, un tempo viveva un giovane principe: ricco, crudele e molto annoiato. Passava le sue giornate a mangiare ogni prelibatezza e a divertirsi con gli spettacoli di giullari ed acrobati. Ogni mese, nel giorno 27, puntuale come un agente delle tasse, si divertiva a fare uno scherzo ad un abitante del villaggio, scelto a caso dalle sue guardie di palazzo. Lo scherzo che lo divertiva di più era proporre indovinelli, impossibili, e per risolverli costringeva i malcapitati a star svegli per notti intere. Un giorno le guardie del principe portarono a palazzo una donna, vecchia e brutta, che pareva una strega. [...] Continue reading
La fanciulla che calpestò il pane. Una fiaba di Hans Christian Andersen
Si chiamava Inger, ed era una bambina povera, orgogliosa, superba e cattiva. Da piccolina aveva come divertimento quello di catturare le mosche e di strappar loro le ali riducendole ad animaletti striscianti. Prendeva il maggiolino e lo scarabeo, li infilzava con uno spillo e poi metteva una fogliolina verde o un pezzetto di carta tra i loro piedi, così il povero animale vi si afferrava e si rigirava senza posa per cercare di liberarsi dall'ago. Continue reading
Il figlio irriconoscente. Una fiaba dei fratelli Grimm
[...]Era l’ora del pranzo e avevano sulla tavola davanti a loro un pollo arrosto, caldo e fumante, e volevano mangiarlo insieme. Ma d’un tratto l'uomo vide avvicinarsi alla tavola il suo vecchio padre. Allora, svelto come il vento, prese il pollo e lo nascose immediatamente, perché‚ non voleva darne al povero genitore.[...] Continue reading
La signora Trude, ovvero, Gertrude. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una fanciullina biricchina, prepotente e curiosona. Quando il papà e la mamma le chiedevano qualcosa, lei non obbediva mai, anzi, faceva finta di non sentire. Un giorno la fanciulla disse ai suoi genitori: - Ho sentito parlare della signora Gertrude. Dicono che la sua casa sia tanto tanto strana e assai curiosa, piena di cose straordinarie, oh, quanto mi piacerebbe andare a farle visita. Il papà e la mamma subito si fecero preoccupati in viso e le dissero che la signora Gertrude era una donna malvagia e terribile. Così proibirono alla fanciulla di andarci, e che se lo avesse fatto non l’avrebbero più voluta come figlia.
Continue reading
I tre porcellini. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'erano una volta tre piccoli porcellini che se ne andavano in giro per il mondo soli e soletti a cercar fortuna e una casa dove poter dormire. Il primo porcellino trovò un contadino che trascinava una grande balla di paglia. “Per favore contadino. Per favore contadino... contadino per favore... oh, contadino! o’ contadino ma c’hai la paglia nelle orecchie?"

“eh, sì che c’è?” rispose il contadino.

“per favore contadino, me la daresti quella balla di paglia?, vorrei costruirmi una casa calda e bella, tutta di paglia"

E l'uomo contadino, che era buono e generoso, che fece? gliela regalò. Il porcellino allora si costruì una casetta tutta di paglia e andò a dormire al calduccio. La mattina dopo, appena spuntò il sole, il porcellino sentì bussare alla porta. Continue reading
L’anatra bianca e la strega. Una fiaba dalla Russia.
C'era una volta uno Zar grande e potente, che sposò una bellissima principessa. Non c'era al mondo una coppia più felice di loro, ma la loro luna di miele fu ben presto interrotta, poiché lo Zar fu chiamato in una spedizione di guerra contro un paese nemico, ed essi furono costretti a separarsi. La giovane sposa pianse amare lacrime, e il marito cercò di consolarla e prepararla al distacco dandole dei consigli. Le raccomandò sopratutto di non allontanarsi mai dal castello, di non dare confidenza agli estranei, di guardarsi sempre dai cattivi consiglieri e specialmente dalle donne strane. [...] Continue reading
Cenerentola, una fiaba dei fratelli Grimm
C’era una volta un uomo ricco e gentile che aveva sposato una donna umile e buona. Entrambi vivevano felici e in armonia, ed ebbero pure una figlia giudiziosa e bella. Ma venne un triste giorno in cui la moglie dell’uomo si ammalò gravemente. Per la povera donna provarono ogni sorta di cura, ma, ahimè il destino aveva già deciso, e quando la donna sentì ormai vicina la fine chiamò la sua unica figlioletta, e le disse: - Figliuola mia, sii sempre buona e non aver timore, tuo padre ti proteggerà e io ti sarò vicina dal cielo.
Continue reading
La rosa, una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una povera donna che aveva due bambini. Vivevano tutti in una casa di campagna, e in quel tempo, era calato l’inverno, e faceva tanto freddo.
La mamma badava alla casa e il più piccolo andava andare tutti i giorni nel bosco d’intorno a fare legna.
Una volta il piccolo fanciullo si era spinto molto lontano per cercar legna, quando d’improvviso gli si avvicinò un bambino piccino. Quel bambinello, che era tutto bello e luminoso, lo aiutò con cortesia e gentilezza a raccogliere la legna. Tanto gentile e premuroso che gliela portò fino a casa.
E appena ebbe appoggiato la legna alla porta, in un attimo, così com’è comparso, il bambinello caro sparì.
Continue reading
Il nonno e il nipotino. Una fiaba dei fratelli Grimm
[...] Il figlio e la nuora erano disgustati, così gli costruirono un seggiolone e insieme al seggiolone pure una mangiatoia. Misero dentro il vecchierello e lo fecero mangiare in un angolo, dietro la porta. Poi, dato che non riusciva a tenere in mano la scodella, gliene fecero una di legno. Così il povero nonno dovette mangiare da solo e guardava con le lacrime e tanta tristezza verso il tavolo dove stavano comodamente seduti suo figlio, la nuora e il piccolo nipote. [...] Continue reading
La bella Caterinella e Pim Pum Pam Fracasso. Una fiaba dei fratelli Grimm
Una bel dì di Primavera, Pim Pum Pam Fracasso si presentò nel giardino di papà Berticchio Radicchio:
-Buon giorno, papà Berticchio Radicchio, scusate se un poco mi lenticchio.-
-Salute a voi, Pim Pum Pam Fracasso, fate e dite purché non sia un salasso.-
-Perdonate papà Berticchio Radicchio, vi vorrei domandare: che me la dareste vostra figlia Caterina, detta la Triglia, che tutti vogliono e nessuno se la piglia?
-Oh ma certo che sì, Pim Pum Pam Fracasso. Se mamma Pastora e Bastona, fratello Sborone del bosco, sorella Gorgonza Caciotta e la bella Caterinella saranno contenti, si può anche fare fuori dai denti.
-Ah, bene, benissimo, dunque. E, perdonate papà Berticchio Radicchio, ditemi, dov'è andata la mamma Pastora Bastona? [...] Continue reading
Il contadino e il diavoletto. Una fiaba dei Fratelli Grimm
C’era una volta un contadino furbo di nome Crisponzio, tanto astuto che proprio, come suol dirsi, sapeva dove il diavolo tiene la propria coda. Di lui, del contadino Crisponzio, se ne raccontavano parecchie, perché non vi era nessuno che potesse stargli alla pari per LA sua astuzia. Ma la piu? bella fra tutte fu la burla d’imbroglio che fece al diavolo. Sì, proprio al diavolo in persona. [...] Continue reading
La regina delle api. Una fiaba dei fratelli Grimm
Due principi se ne andarono in cerca di avventure e finirono col trascorrere una vita dissoluta, tanto che non fecero più ritorno a casa. Avevano un fratello piccolo che loro chiamavano il Grullo. Questi se ne andò alla ricerca dei fratelli e quando li trovò, essi lo presero in giro. Si misero in cammino tutti e tre e dopo un po’ giunsero a un formicaio. I due maggiori volevano buttarlo all'aria, per vedere le formichine scappare impaurite, e portare via le uova. Ma il Grullo disse: - Lasciatele in pace quelle povere bestie, non è buono che le disturbiate. Continue reading
Il chiodo. Una fiaba dei fratelli Grimm
Un mercante aveva fatto grandi buoni affari alla fiera: aveva venduto tutta la sua mercanzia e la sua borsa era piena di monete d'oro e d'argento. Siccome voleva mettersi in viaggio in modo da arrivare a casa prima che facesse notte, per paura di perdersi o subire furti da parte dei briganti, chiuse in fretta il denaro nella valigia, la caricò dietro la sella, legò per bene ogni cosa, montò a cavallo e s’avviò verso casa.
A mezzogiorno si fermò in una città per desinare e, al momento di ripartire, lo stalliere gli disse:
- Signore, al suo cavallo manca un chiodo nel ferro posteriore sinistro."
- pazienza,- rispose il mercante, non mi pare così grave, [...] Continue reading
La giraffa vanitosa. Una favola dall’Africa
Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra. Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e per questo non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedesse. Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza al mondo, dicendo: - Guardatemi, ammiratemi, io sono la più bella. [...] Continue reading
Il cibo di Dio. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'erano una volta due sorelle: una non aveva figli ed era ricca, mentre l'altra aveva cinque figli, era vedova e cosi povera che non aveva neanche il pane per sfamare se stessa e i suoi bambini. Allora, in quegli stenti della fame, la sorella povera andò dalla sorella ricca e le disse:
-Io e i miei bambini stiamo morendo di fame. Tu, sorella mia, che sei ricca, potresti darmi un tozzo di pane?
Ma la sorella riccona era malvagia e aveva il cuore di pietra, perciò disse alla sorella povera:
-Anch'io non ho niente in casa, cara sorella mia. Continue reading
Le tre principesse nere. Una fiaba dei fratelli Grimm
Una volta una città in oriente era assediata dai nemici, che non volevano togliere l'assedio se prima non venivano dati loro seicento scudi.
Allora la città proclamò che colui che avesse potuto procurarli sarebbe diventato borgomastro. Ora c'era un povero pescatore, che pescava in riva al mare con suo figlio; giunsero i nemici, fecero prigioniero il figlio, e in cambio diedero al padre seicento scudi. Il padre andò a darli ai capi della città, i nemici si ritirarono e il pescatore divenne borgomastro.
Allora fu stabilito che chi non avesse detto -signor Borgomastro- sarebbe stato impiccato. [...] Continue reading
Griselda, la Principessa. Una fiaba di Charles Perrault
Ai piedi delle Alpi, le alte montagne, dalle quali il fiume Po nasce e scorre per le campagne e la valle, viveva un principe di nome Alcibiade. Giovane e temerario, signore assoluto, stimato e rispettato in tutto il regno della la valle. Alcibiade era forte e valoroso. Amava le arti, la guerra, le gesta eroiche, la gloria, ma soprattutto, il suo scopo era quello di rendere felice il suo popolo.
Un'ombra però oscurava il suo carattere: in fondo in fondo al suo cuore, il principe pensava che tutte le donne fossero perfide e infedeli; anche la più virtuosa gli sembrava ipocrita, superba, nemica spietata, sempre ansiosa di tiranneggiare sull'uomo disgraziato che le capitasse a tiro. [...] Continue reading
La donna che riuscì a mettere nel sacco i folletti. Una fiaba Celtica
[...] I folletti cominciarono a pensare di avere la fornaia a loro completa disposizione, per mangiar quando e come volevano le prelibatezze che lei sola sapeva sfornare. Finché decisero di rapire la fornaia, e l'occasione non tardò. Spiando una notte dal buco della serratura della casa della fornaia, un folletto scoprì che la donna era stata incaricata di preparare i dolci per una festa di matrimonio che si sarebbe tenuta al castello. Si trattava di una celebrazione importante, con centinaia di invitati, per cui la fornaia avrebbe trascorso l'intera giornata nelle cucine del palazzo, e solo all’imbrunire sarebbe tornata a casa. I folletti organizzarono così il rapimento. [...] Continue reading
Il corvo di Stromberg, una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta una madre che aveva una bambina piccola e doveva ancora portarla in braccio. Un giorno la bambina era inquieta; la mamma poteva dire ciò che voleva, ma lei non si chetava mai. Allora la donna si spazientì e, poiché‚ c'erano dei corvi che volavano intorno alla casa, aprì la finestra e disse: -Vorrei che fossi un corvo e che volassi via, così sarei tranquilla-. Aveva appena pronunciato queste parole che la bimba si tramutò in corvo e volò via dalle sue braccia, fuori dalla finestra. Volò lontano, senza che nessuno potesse raggiungerla, e andò a rifugiarsi nel folto di un bosco, ove rimase [...] Continue reading
Tutti a casa di messere Babalucco. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'erano una volta una gallinella che si chiamava Guendalina e un gallinello che si chiamava Gesualdigno. Un bel giorno di primavera, che ci stava un sole enorme e splendente, Guendalina e Gesualdigno decisero di fare un viaggio in carrozza. Così, Gallinello Gesualdigno decise di costruire una carrozza. Andò nel bosco per cercare del buon legno di faggiolo. Lo trovò, e con becco e artigli, lo segò, lo tagliò, lo intagliò, lo modellò, finché, insieme all’amico porcospino occhiofino, che era un buon costruttore di carrozze, fabbricò una magnifica carrozza. [...] Continue reading
Il forno dei misteri, una fiaba dei fratelli Grimm
Proprio in quel tempo ci fu un principe gentile che divenne vittima di un incantesimo; anche se, diciamolo, non era il solo ad aver subito un tale nefasto destino. Sì, bisogna ammettere che proprio allora di principi stregati e di principesse mute e senza mani, o dalla treccia dorata e infinita ce n’erano un’infinità, e per tutti i gusti; ma questo bel principe, che s’era avventurato nel bosco durante una battuta di caccia, dovette subire un incantesimo davvero originale. [...] Continue reading
Il re degli ignoranti, Adim Molente, Sovrano della Terra d’Orecchie del Burricco
C’era una volta, tanto tanto tempo fa, che sembra ancora ieri, e forse ancora oggi e di quasi certo pure domani, un re piccino piccino; tanto piccino quanto crudele, spietato, e ingordo. Il suo nome era re Adim Molente, e il suo regno si chiamava Terra d’Orecchie del Burricco. Adim Molente era noto per essere re di straordinaria ignoranza, e dato che ogni popolo possiede la stessa fortuna del proprio re, pure esso, il popolicchio, godeva di una straordinaria ignoranza.
Re Adim Molente e il popolo di Terra d’Orecchie del Burricco possedevano una stravagante caratteristica, erano provvisti di maestose orecchie, assai simili a quelle dell’asino. L’asino, si sa è invero un animale assai intelligente e saggio, ma la diceria del popolo, - chissà come e perché nascano tali calunnie - decise che gli ignoranti fossero come gli asini. [...] Continue reading
La Jana (fata) di Adarre. Una fiaba dalla Sardegna
Tanto tanto tempo fa, nell’isola di Sardegna, quando il tempo non era ancora il tempo che oggi conosciamo, dalle parti della Gola di Gorroppu, non lontano da Orgosolo, viveva una Jana, cioè una fata di Sardegna. Era una Jana meravigliosamente bella, piccina piccina e dai vestiti di porpora dorata. S’era costruita la propria domus in fondo alla Dolina di Adarre: che formava un’immensa voragine, sprofondata nella terra sino al buio più nero del nero. Talmente profonda che se ci si entrava si poteva scendere giù giù, oltre il buio immenso, fino al centro della terra, dove potevi trovare il fuoco, mari di fuoco che rendono viva la nostra terra. [...] Continue reading
I tre piccoli uomini nella casa del bosco. Una fiaba dei fratelli Grimm
[...] La povera Beatrice obbedì. Indosso? il vestito di carta e usci? col cestino. E fuori era tutto bianco, la neve era bianca, c’era neve, tanta neve.
Quando la fanciulla Beatrice giunse nel bosco, vide una piccola casetta verde, dalle cui finestrette sbirciavano tre ometti. Beatrice diede loro il buongiorno e busso? alla porta. Gli ometti gridarono: "Avanti!" e la fanciulla entro?.
C’era una stanza ben calda con un grande camino, dove ardeva un bel po’ di legna, e Beatrice, che era assai infreddolita, chiese il permesso di potersi sedere accanto al fuoco. Gli ometti acconsentirono e la fanciulla si sedette su una panca accanto al grande camino, scaldò la colazione se la mangiò con garbo. [...] Continue reading
I doni del vento. Una fiaba.
C’era una volta una donna che si chiamava Adelaide, e aveva un figlio di nome Crisponzio. La povera donna era debole e malaticcia, e il ragazzo, come un buon figlio, si prese cura di lei. Un giorno Crisponzio andò alla capanna delle provviste a prendere la farina, che serviva per impastare un po’ di pane.
Dopo aver preso la farina, mentre il ragazzo tornava a casa, giunse una folata di vento forte - che pareva proprio vento di Maestrale - gli strappò la farina e la portò via con sé. Crisponzio, amareggiato, tornò nella dispensa a prendere un altro po’ di farina, ma appena riaprì la porta per uscire il vento di maestrale tornò impetuoso e freddo, e in una folata tolse di nuovo la farina dalle mani del ragazzo.
Andò così anche la volta successiva. Allora il ragazzo s’infuriò davvero, e pensò che non fosse giusto che il vento di Maestrale si comportasse come un ladro. Decise così di andarlo a trovare, per chiedere la restituzione del mal tolto. [...] Continue reading
La bambina e la serpe. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Lilli Fois
Un’orfanella sedeva presso al muro di cinta e filava, quando vide una serpe sbucare da una fessura ai piedi del muro. Stese subito accanto a sé il suo scialletto di seta azzurra; piace tanto alle serpi e non vanno che su quello. Appena la serpe lo vide, tornò indietro,
ricomparve, portò una piccola coroncina d’oro, la mise sullo scialletto e se ne andò. [...] Continue reading
I sette piccoli corvi. Una fiaba dei fratelli Grimm
Adattamento e messa in voce di Gaetano Marino Un uomo aveva sette figli maschi e neanche una bimba, per quanto la desiderasse. Finalmente la moglie si trovò ad essere di nuovo incinta e diede alla luce proprio una femminuccia. Era una bimbetta molto bella, ma, ahimé, troppo piccola e fragile,… Continue reading
Il vecchio e il passero. Una fiaba dal Giappone
Tanto tanto tempo fa, nel mezzo di un’alta montagna, viveva una coppia di vecchierelli. I due stavano in pace, pur avendo due caratteri profondamente diversi: il vecchio era sempre stato un uomo onesto e buono, mentre la moglie era irascibile e attaccabrighe.
Un giorno il vecchio stava seduto nel giardino di casa, quando vide svolazzare verso di lui un passero. L’uccelletto era spaventatissimo, e il cuoricino gli batteva forte forte. Un grosso corvaccio nero nero gli stava dando la caccia. Il vecchio, subito si alzò e quando il corvaccio gli fu a portata di tiro, gli diede una botta con la mano, e lo mise in fuga. [...] Continue reading
Quel tempo in cui Gatto e Topo furono compari. Una fiaba dei fratelli Grimm
Udite udite udite. Ci fu un tempo in cui un topo e un gatto divennero compari e amici, così tanto che decisero di convivere sotto lo stesso tetto, e di aiutarsi reciprocamente. Roba da non credere, lo so, ma così fu.
Intanto l’autunno oramai era passato e tutti attendevano il freddo inverno. Una mattina il gatto disse: Il freddo è vicino quasi, amico mio topo, dovremmo occuparci della dispensa, trovare provviste per non patire la fame d’inverno. Eh sì, sì, amico mio illustre gatto, hai ragione, ma come facciamo a procuraci un po’ di provviste? Tu, topo amico mio, non puoi di sicuro recarti in giro, ti scoprirebbero, cadresti in trappola e moriresti e io non voglio perdere il mio migliore compare amico topo. eh sì, eh sì… Hai ragione amico gatto.- Disse il topolino, come possiamo fare, allora? [...] Continue reading
Il magico mistero della Serpe Bianca. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un re potente e saggio che ogni giorno, dopo aver pranzato, quando la tavola era sparecchiata, attendeva d’essere solo per farsi portare da uno dei suoi servi più fedeli, un piatto coperto. Il re mangiava un poco di quel che il piatto contenesse, poi lo richiudeva, e lo faceva portare via. Nessuno sapeva che cosa vi fosse dentro.
Un giorno avvenne che il servo fidato, quando il re gli diede il piatto da portare via, non seppe resistere alla tentazione: lo portò nella propria camera, lo aprì e vi trovò dentro una serpe bianca. Continue reading
I dodici cacciatori. Una fiaba dei fratelli Grimm
C'era una volta un principe di nome Crisponzio che aveva una fidanzata di nome principessa Gertrude, e l’amava tanto.
Un triste giorno giunse al principe la notizia che il padre re stava in fin di vita, e per questo voleva vedere il proprio figliuolo prima di morire. Subito il principe Crisponzio ordinò che si sellasse i suo cavallo, ma prima di partire disse alla sua fidanzata:
— Mia dolce amata Gertrude, devo purtroppo partire e lasciarti per qualche tempo, ma voglio che tenga con te, ben custodito, questo mio anello, quale mio ricordo. Quando sarò nominato nuovo re, tornerò a prenderti e ti condurrò come sposa nel mio castello. Sarai tu la mia regina. [...] Continue reading
Mastro Punteruolo va in Paradiso. Una fiaba dei fratelli Grimm
Mastro Punteruolo era un ometto magro magro, e seppure magro aveva una grande forza e vitalità. La sua faccina, da cui si vedeva uscire solo il naso rivolto all’insù, era tutta butterata, piena di buchi cavernicoli e bianca pallida, i capelli grigi e arruffati; gli occhi erano piccoli piccoli, quasi non si vedevano più, ma si divertivano veloci e rapidi a guardare di qua e di là, spiando e lanciando fuochi e fulmini.
Mastro punteruolo guardava ogni cosa, criticava e contestava tutto, ma sapeva tutto meglio di chiunque, e il guaio è che aveva sempre ragione. [...] Continue reading
Bella e la Bestia, di Charles Perrault
In un tempo lontanissimo c'era una volta una città abitata quasi esclusivamente da mercanti. Quando dai porti vicini e lontani giungevano le navi cariche di merci era una festa per tutti. Uomini, donne, bambini si vestivano con gli abiti più belli, si ornavano con gioielli e ghirlande di fiori e si radunavano in piazza.
Nel centro della città, una grande casa si distingueva dalle altre; qui viveva un ricco mercante con la sua unica figlia Bella, una fanciulla semplice e buona. Sul suo bellissimo viso splendevano due occhi chiari e dolci, sull'ampia fronte cadevano riccioli bruni, il suo corpicino era snello e flessuoso. Fu perciò soprannominata da piccola «la bella bambina». E Bella fu il suo nome anche quando divenne più grande. Continue reading
Sei piccole camicie per sei fratelli. Una fiaba dei fratelli Grimm
Una volta ci fu un re, che se ne andava a caccia in una foresta grande. Mentre braccava una volpe, d’improvviso, s’accorse d’essersi perso nel bosco.
D'improvviso vide avvicinarsi una vecchina, curva e con la testa che tremava: era una perfida strega. Al suo fianco camminava una bella ragazza. Il re le rivolse la parola dicendole:
Signora, perdonatemi, sono un re, e vorrei chiedervi se potreste indicarmi il sentiero per trovare la strada del ritorno?
Oh sì, maestà, io posso indicarvi la strada del ritorno, ma…
Ma?
A una condizione.
Ah sì, e quale?
Che sposiate mia figlia, facendo di lei una regina. [...] Continue reading
L’imperatore vanitoso e i suoi nuovi vestiti. Una fiaba di Hans Christian Andersen
[...] Un giorno arrivarono due sarti impostori: si fecero passare per tessitori e sostennero di saper tessere e cucire la stoffa più sottile, più resistente e bella che mai si potesse immaginare. Non solo i colori e il disegno erano straordinariamente belli, ma i vestiti che si facevano con quella stoffa avevano lo strano potere di diventare del tutto invisibili a quegli uomini che non fossero capaci della loro carica e soprattutto a quelli molto sciocchi. [...] Continue reading
Janas, fate di Sardegna e la storia del povero pastore
[...] Le Janas apparivano solo nella notte, e mai di giorno, perché la luce del sole poteva rovinare la loro pelle delicatissima. Potevi scorgerle dalla luce che il loro corpo emanava, tanto luminescente quanto la luce d’ambra. Si diceva che non amassero stare tra la gente comune, probabilmente perché assai piccole e minute, e soprattutto, timide. Ecco perché abitavano i nuraghi, o tra le rovine dei castelli, oppure dimoravano nelle Domus de Janas, case delle fate, piccole grotte scavate nelle montagne. In Sardegna ce ne sono almeno due o tremila sparse in tutta l’isola. Di solito sono collegate tra loro formando così delle vere e proprie città sotterranee. Si dice che viste da dentro, le Domus de Janas somiglino molto alle nostre case, solo che ogni cosa al loro interno appare minuscola, proprio come le Janas. [...] Continue reading
I furbi e i meno furbi. Una fiaba dei fratelli Grimm
Un giorno, un contadino prese il suo grosso bastone di ginepro, chiamò la moglie e le disse: — Moglie, io me ne vado a fare un giro per le campagne, tornerò fra tre giorni. Se nel frattempo passasse da noi il mercante di bestiame e volesse comprare le nostre tre mucche, gliele potrai dare, ma soltanto per una somma di duecento soldi e non un soldo di meno, hai capito?
- Marito caro, ho capito tutto, vai pure, e stai tranquillo, — rispose la donna, — saprò come comportarmi. [...] Continue reading
La volpe e il riccio. Una fiaba da Archiloco. Scritta e messa in voce da Gaetano Marino
Una volpe dal pelo rosso si appostò in agguato dietro un cespuglio. Aveva sentito un leggero movimento sottoterra. Qualcosa scricchiolava di sotto le sue zampe. Ma dopo qualche istante quel subbuglio smise all’improvviso. Forse la sua preda doveva avere sentito qualcosa, e per prudenza rimase ferma e immobile; il sospetto che ci fosse un grande pericolo fuori dalla tana le impediva persino di respirare. Ma la volpe dal pelo rosso, che è assai astuta e ne sa tante e forse di più, smise anche lei quasi di respirare, restò così immobile, fingendo d’essere morta e attese con grande pazienza. [...] Continue reading
La pagliuzza, il carbone e il fagiolo. Una fiaba dei fratelli Grimm
In un villaggio abitava una povera vecchia che aveva raccolto un piatto di fagioli e voleva cuocerli. Preparò il fuoco nel camino, e perché bruciasse più in fretta l'accese con una manciata di paglia. Mentre versava i fagiuoli nella pentola, gliene sfuggì distrattamente uno, che cadde a terra accanto a una pagliuzza; e subito un pezzetto di carbone ardente saltò anch'esso dal focolare e si mise accanto a loro. Allora la pagliuzza disse: "Carissimi amici, da dove venite?" Rispose il carbone: "Acciderbolone, io che son carbone, per una gran fortuna sono fuggito dal fuoco, e se non ci fossi riuscito a viva forza, sarebbe stata morte sicura e terribile perché sarei stato incenerito." Disse il fagiuolo: "Acciderbuolo, io che son fagiuolo, pure l'ho scampata bella bella, ma se la vecchia mi avesse messo in pentola, sarei stato ridotto in pappa pappetta e senza pietà, come i miei compagni, ecco. [...] Continue reading
La grande e deliziosa pappa. Una fiaba dei fratelli Grimm
Doveva dirgli: -Cuoci la pappa, pentolino!- e il pentolino cuoceva una buona pappa dolce di miglio; e quando diceva: -Fermati, pentolino!- il pentolino smetteva di cuocere. La fanciulla lo portò a casa a sua madre: la loro miseria e la loro fame erano ormai finite, ed esse mangiavano pappa dolce ogni volta che volevano. Un giorno che la fanciulla era uscita, la madre disse: -Cuoci la pappa, pentolino!-. Continue reading
Occhiolina, Biocchiolina, Triocchiolina. Una fiaba dei fratelli Grimm
Una donna aveva tre figlie, una si chiamava Occhiolina perché era nata con un sol occhio in mezzo alla fronte, la seconda Biocchiolina, perché aveva due occhi come tutti e la terza Triocchiolina, perche aveva tre occhi.
Con il passare del tempo le due sorelline, Biocchiolina e Triocchiolina cominciarono a prendere in giro Biocchiolina, perché lei era normale, con due occhi, come tutte le altre bambine, e per questo nessuno l’avrebbe guardata.
La presero in antipatia, la molestarono facendole continui dispetti, e, aizzate dalla madre, perché le sembrava di vedere in Biocchiolina l’unica preferita dalla sorte, le davano gli stracci di casa, prendevano il meglio per loro e le facevano perfino soffrire la fame, dandole soltanto gli avanzi dei loro piatti. [...] Continue reading
I tre poltroni. Una fiaba dei fratelli Grimm
Un re, che si chiamava Crisponzio, ed era sovrano di un regno immenso, aveva tre figli. Era felice e li amava tutti allo stesso modo. Ma non sapeva a chi dover lasciare il regno. Molti ministri e consiglieri gli suggerirono di trovare subito un successore, così da assicurare la continuità del regno senza litigi tra fratelli. Così una bella mattina di primavera il re chiamò a se i suoi tre figliuoli‚ e disse:
-Carissimi e amati figli principi, in questi giorni ho pensato a voi, al regno e alla pace, ho una cosa che voglio dirvi.
- Ma certo amato padre e re sovrano, siamo qui per ascoltarti e ubbidirti in tutti i tuoi ordini. Risposero i tre figliuoli.
- Bene, figliuoli cari ho pensato che è giunta l’ora di trovare tra di voi il successore al mio trono: dunque, il più pigro di voi diventerà re alla mia morte, e il sonno eterno mi vorrà con se-. [...] Continue reading
Sirenetta, principessa del mare. Una fiaba di Hans Christian Andersen
Là, in mezzo al mare, nelle profondità proibite all’uomo, abita gente del mare sconosciuta al mondo. Nel punto più lontano del fondo si trova il castello del re del mare. Le mura sono di corallo e le grandi finestre sono fatte con ambra chiarissima, il tetto è formato da conchiglie ricche di perle giganti e meravigliose. II re del mare era vedovo da molti anni, pur avendo perso la moglie gli rimasero sei figlie. Tute belle e soavi. Ma chi governava il castello era la vecchia madre del re. Ella voleva molto bene alle piccole principesse del mare, le sue nipotine, ed esse ricambiavano con devozione e affetto. Le principesse del mare erano sirene. Avevano la pelle bianca come l’avorio e delicata come un petalo di rosa bianca, gli occhi erano azzurri come il mare, ma non avevano piedi, perché il loro corpo era per metà pesce e per metà fanciulla. E al posto dei piedi possedevano una grande pinna. [...] Continue reading
I regali degli gnomi. Una fiaba dei fratelli Grimm. Messa in voce di Gaetano Marino
[...] Era gia? sorta la luna, quando i due arrivarono ad una collina, sulla quale videro una folla di piccoli uomini e piccole donne che danzavano allegramente in un girotondo, tenendosi per mano. Era una tribù di gnomi, che cantava con una voce soave e melodiosa.
Stava nel mezzo del girotondo un vecchio piccolo gnomo, un po' piu? alto dei compagni, con indosso una veste variopinta di tantissimi colori e con una barba bianca che gli scendeva sul petto.
Il sarto e il fabbro gobbo stettero a guardare a bocca aperta. Appena li vide il vecchio gnomo fece loro cenno di avanzare, e gli gnomi che stavano in cerchio fecero largo per farli entrare nel girotondo.
Il fabbro gobbo entro? nel cerchio senza esitare un momento; aveva la schiena alquanto curva ed era temerario come tutti quelli che posseggono la gobba. Il sarto invece, spaventato e diffidente, si tenne indietro, ma quando vide che tutti ridevano e se la spassavano, si fece coraggio ed entro? anche lui nel girotondo. [...] Continue reading
Penna e Calamaio, una fiaba di Christian Andersen
Nella camera di un poeta, guardando il suo calamaio sul tavolino, qualcuno disse: «È strano quante cose possono uscire da questo calamaio! Che cosa ne uscirà la prossima volta? Sì, è proprio strano!».
«È vero» commentò il calamaio «è incomprensibile. Proprio quello che dico sempre!» e aggiunse rivolto alla penna d'oca e agli altri oggetti sul tavolino che potevano sentirlo: «È strano quante cose escono da me! Quasi da non credere! E nemmeno io so in realtà che cosa uscirà adesso, quando l'uomo comincerà a attingere da me. Continue reading
Una storia incredibile di piume e piumanti. Da una fiaba di Hans Christian Andersen
«È una storia incredibile!»
esclamò una gallina.
«Uno spaventoso scandalo in un pollaio! Non riuscirò a dormire questa notte, me lo sento. Per fortuna siamo in tante sulla pertica.»
E la gallina raccontò in modo tale che le galline drizzarono le penne e il gallo fece afflosciare la cresta.
«È proprio vero, credetemi!»
Bene, a questo punto è meglio cominciare dal principio, e il principio accadde nel pollaio osto in un'altra parte della città.
II sole tramontava e le galline salivano sulla pertica; una di loro, con le piume bianche e le zampe corte, aveva deposto l'uovo regolarmente; era una gallina rispettabile in tutti i sensi e mentre saliva sulla pertica si beccò e così le volò via una piumetta.
«È andata» disse.
«Però, più mi spenno e più divento bella!» Continue reading
L’Orco e le due Comari. Una fiaba di Francesco Mango
Una volta c'erano due comari, stavano accanto, si volevano molto bene, e uscivano sempre insieme. Un giorno uscirono a passeggio, e son passate presso un orto; una di queste aveva visto un fungo, e siccome era incinta, disse alla comare: — «Entriamo, perché ho visto un fungo, e l'ho desiderato». Rispose la comare: «Sì, entriamo subito, profittiamo di
questo momento che non ci vede nessuno». Entrarono, e si avvicinano per tirarlo, tirano e non vuole uscire, tirano forte ed esce l’Orco che disse a quella donna: «Il fungo te lo do, però ad un patto. Quando partorirai, farai una bella bimba, e, arrivata all’età di quattro anni, la condurrai da me». […] Continue reading
I due mercanti, una fiaba di Lev Tolstoj
Un mercante povero si mise in viaggio e diede tutta la sua mercanzia di ferro in custodia a un mercante ricco. Quando torno?, si reco? dal mercante ricco e gli chiese la restituzione delle sue ferramenta.
Il mercante aveva venduto tutto e, per cavarsela in qualche modo, disse:
- Al tuo ferro e? accaduta una disgrazia.
- Che cosa?
- Io l'avevo riposto nel granaio. La? dentro c'e? un esercito di topi che
l'hanno tutto rosicchiato. Li ho visti io stesso rosicchiarlo. Se non credi, vieni a vedere.
Continue reading
L’uccello fuggito. Una fiaba di Francesco Mango
Una volta c’era un re, che teneva! un bellissimo canarino, e lo stimava molto, e aveva appositamente incaricato un servo di dargli da mangiare e badargli in tutto, affinché non
fuggisse. Ma un bel giorno, in un momento che il servo aveva lasciato lo sportello della gabbia aperto, il canarino se ne fuggì. Il cameriere era disperato, perché sapeva che il re che voleva bene al canarino, non poteva soffrire ch’egli l'avesse lasciato fuggire. […]
Continue reading
La farfalla e l’arco del cielo. Una fiaba di Maria Teresa Pinna Catte
C’era una volta una bella farfalla bianca, che si chiamava Lalia. Le piaceva volare in alto nell’aria, sempre più in alto, mentre le altre compagne farfalle si accontentavano di volare sui fiori del giardino. Un giorno dopo una tempesta, Lalia guarda il cielo e lo vede nuovamente senza nuvole, ma c’è una nuova meraviglia nel cielo, una cosa che lei non aveva mai visto: in alto, sospeso nell’aria, c’è un arco grande grande, con molti colori. […] Continue reading
L’uccello della buona sorte. Una fiaba di Maria teresa Pinna Catte.
C’era una volta una donna che si chiamava Nanghela. Non era vecchia, ma era sempre triste, perchè era sola al mondo. Teneva sempre la porta di casa chiusa, perché non voleva vedere né parlare con nessuno. Passava il tempo davanti al caminetto in inverno, e d’estate stava vicino alla finestra. Anche il cortile era triste, con alberi secchi, senza fiori e niente uccelli. Un giorno di primavera s’avvicina alla porta di casa un grande uccello, con le ali tutte piene di stelle e dice a Nanghela:
- apri la porta, fammi entrare, io sono l’uccello della buona sorte. […] Continue reading

I commenti sono chiusi