Quarta Radio


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Podcast e audiolibri messi in voce, tra novelle, racconti, romanzi, teatro e poesia; dalla letteratura classica, moderna e contemporanea. Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Grazia Deledda, Deledda, Nicolaj Gogol, Giacomo Leopardi, Omero, Platone, Edgar Allan Poe, Joseph Roth, Franz Kafka, e tantissimi altri autori. Storie da ascoltare liberamente e scaricare gratuitamente. Quarta Radio vive solo grazie al tuo libero sostegno.
Autore: Quarta Radio
Ultimo episodio: 29/11/21 8:08
Aggiornamento: 30/11/21 6:12 (Aggiorna adesso)
Comincia a nevicare. Un racconto di Grazia Deledda
– Siamo tutti in casa? – domandò mio padre, rientrando una sera sul tardi, tutto intabarrato e col suo fazzoletto di seta nera al collo. E dopo un rapido sguardo intorno si volse a chiudere la porta col paletto e la stanga, quasi fuori s’avanzasse una torma di ladri o di lupi. Noi bambine gli si saltò intorno curiose e spaurite.
– Che c’è, che c’è?
– C’è che comincia a nevicare e ne avremo per tutta la notte e per parecchi giorni ancora: il cielo sembra il petto di un colombo.
Il sabato del villaggio e altri canti, di Giacomo Leopardi
Alcuni canti di Giacomo Leopardi messi in voce da Gaetano Marino.
Canti:
- Il sabato del villaggio
- A se stesso
- Il tramonto della luna
- Imitazione
- Scherzo
Lo spirito della madre. Un racconto di Grazia Deledda
La mamma era morta di una malattia di cuore, della quale soffriva da anni: ma Lula credeva di averla uccisa lei, scappando di casa col figlio del padrone, che mai e poi mai l'avrebbe sposata. Per otto giorni i due ragazzi, lei quindici, lui diciassette anni, avevano trovato da nascondersi in modo che neppure la polizia, sguinzagliata sulle loro orme, era riuscita a pescarli: in quegli otto giorni la madre di Lula era morta e il padrone aveva lanciato una specie di bando, con ordine ai due colombi di tornare a casa per sposarsi.
Un “Goj”. Una novella di Luigi Pirandello
Il signor Daniele Catellani, mio amico, bella testa ricciuta e nasuta - capelli e naso di razza - ha un brutto vizio: ride nella gola in un certo modo cosí irritante, che a molti, tante volte, viene la tentazione di tirargli uno schiaffo. Tanto piú che, subito dopo, approva ciò che state a dirgli. Approva col capo; approva con precipitosi:
- Già, già! già, già!
Come se poc'anzi non fossero state le vostre parole a provocargli quella dispettosissima risata.
Naturalmente voi restate irritati e sconcertati. Ma badate che è poi certo che il signor Daniele Catellani farà come voi dite. Non c'è caso che s'opponga a un giudizio, a una proposta, a una considerazione degli altri.
Ma prima ride.
Forse perché, preso alla sprovvista, là, in un suo mondo astratto, cosí diverso da quello a cui voi d'improvviso lo richiamate, prova quella certa impressione per cui alle volte un cavallo arriccia le froge e nitrisce.
Il passero solitario e altri canti, di Giacomo Leopardi
Alcuni Canti di Giacomo Leopardi messi in voce da Gaetano Marino: - Il passero solitario. - L’infinito. - La sera del dì di festa. - Alla luna. - Alla sua donna
A Silvia e altri canti, di Giacomo Leopardi
Alcuni canti di Giacomo Leopardi messi in voce da Gaetano Marino per Quartaradio.it
- A Silvia - Canto notturno di un pastore errante dell'Asia - La quiete dopo la tempesta
I galletti del bottajo. Una novella di Luigi Pirandello
Struggevasi la moglie del bottajo Màrchica dal desiderio di desinare una volta sola almeno, nelle feste, in compagnia del marito, il quale ogni anno, il primo dí e a Carnevale, a Pasqua, a Natale, era solito di raccogliere intorno alla sua tavola parenti e amici con vivo rincrescimento della moglie, anzi a suo marcio dispetto.
Aveva la buona donna quest'anno, per Natale, allevati due bei galletti; e mostrandoli al marito, la vigilia, disse: - Guarda che bei galletti! Se mi dai parola, che domani non inviterai nessuno a desinar con noi, io stirerò loro il collo, e vedrai come son brava in arte magirica! Avrai un manicaretto da re. Il bottajo promise; e la moglie tutta contenta. Venne la dimane, e il bottajo, vestito da festa, salutò la moglie prima d'andare a messa. - No, marito mio; abbi pazienza: tu oggi non uscirai di casa. Son sicura, che se affacci il naso alla porta, mi tiri in casa qualcuno. Di messa, te ne basta una, quella di questa notte. - Ma io ti prometto... - Non sento promesse! Qua, a me, il berretto; oggi starà sotto chiave. Il bottajo sospirò, e diede alla moglie il berretto. [...]
Donna Mimma, una novella di Luigi Pirandello
Donna Mimma, la protagonista, è molto conosciuta nel suo piccolo paese di provincia; di natura possente, sicura di sé, austera, aiuta le altre donne a partorire. Un bel giorno però arriva nel suo paese una levatrice neolaureata, più giovane e più carina di lei, proveniente dal nord e lei di colpo viene spiazzata, ignorata, quasi dimenticata dalle altre donne. Matura una profonda invidia verso la nuova arrivata, ma non si arrende perché è vendicativa e decisa: si reca pertanto a Palermo per iscriversi all'università. Data la sua età qui è soggetta a derisione dagli altri studenti e perfino dal suo professore, ma ella non desiste e non si abbatte ed infine riesce a raggiungere il suo obiettivo: torna al paese con un titolo di studio acquisito pronta a riprendere il suo vecchio lavoro che però non riesce più a compiere con la necessaria serenità.
Servitù. Una novella di Luigi Pirandello
[...] Sentiva bene la Dolly che il giuoco realmente lo faceva Nenè, quantunque finora non avesse aperto bocca. Con la sua maraviglia intenta e muta dava un'anima nuova a quelle sette bambole sedute sul lettino come damine in visita, e un nuovo piacere, a lei, nel farle muovere e parlare. Da tanto tempo, infatti, quelle sette bambole per Dolly quasi non vivevano piú: erano pezzi di legno, testine di cera o di porcellana, occhi di vetro, capelli di stoppa. Ma ora riavevano anima, un anima nuova, e rivivevano una nuova vita maravigliosa anche per lei, quale ella non avrebbe mai immaginato di dar loro, un'anima, una vita che prendevano qualità appunto dalla maraviglia di Nenè, ch'era maraviglia di servetta. Le faceva perciò parlare come signorone del gran mondo, piene di capriccio e di moine, press'a poco come parlavano le amiche di mammà. [...]
Prudenza. Una novella di Luigi Pirandello
[...] Dàlli e dàlli! Quella dannata forbice non si dava requie un momento, e m'intronava gli orecchi. A compir l'opera, si rovesciò come un'ira di Dio, su la piazzetta, una compagnia di saltimbanchi con una crudelissima tromba stonata e una grancassa fragorosa. Il giovine non seppe contenersi piú. Allungava il collo di qua e di là, si rizzava su la punta dei piedi. Indovinavo con gli occhi chiusi quei movimenti di curiosità; ma, nello stato d'abbattimento in cui ero caduto, non trovavo piú la forza di richiamarlo al dovere. A un certo punto sentii posar le forbici e, subito dopo, mi sentii rullar sul capo non so che cosa d'ispido, che mi fece saltar su la seggiola. Era uno spazzolone nero, girante. - Finito? - domandai. - Eh, no, signore: volevo vedere... Perché, sa? da questa parte... Lo guardai in faccia: - Avete forse dato qualche altro colpetto di forbice arrischiato? - No, signore - s'affrettò a rispondermi. - Conseguenza del primo, sa? Credevo di poter rimediare... Ma vedo... vedo con dispiacere che non ce la facciamo piú neanche a spazzola, sa! - E allora come? - feci io, frenando a stento la rabbia, per paura che quegli non si mettesse a ridere vedendomi la faccia che già a quell'ora aveva dovuto combinarmi. [...]
Effetti di un sogno interrotto. Una novella di Luigi Pirandello
Effetto del sogno cosí di colpo interrotto fu che i fantasmi di esso, voglio dire quel signore a lutto e la immagine della Maddalena diventata sua moglie, forse non ebbero il tempo di rientrare in me e rimasero fuori, nell'altra parte della camera oltre le colonne, dov'io nel sogno li vedevo; dimodoché, quando al fracasso springai da letto e con una strappata scostai il cortinaggio, potei intravedere confusamente un viluppo di carni e panni rossi e turchini avventarsi alla mensola del camino per ricomporsi nel quadro in un baleno; e sul divano, tra tutti quei cuscini scomposti, lui, quel signore, nell'atto che, da disteso, si levava per mettersi seduto, non piú vestito di nero ma in pigiama di seta celeste a righine bianche e blu, che alla luce man mano crescente delle due finestre si andava dissolvendo nella forma e nei colori di quei cuscini e svaniva.
Olocausto. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Dino Campana. Fuori è la notte chiomata di muti canti.
Salivano voci e voci e canti di fanciulli e di lussuria per i ritorti vichi dentro dell’ombra ardente, al colle al colle. A l’ombra dei lampioni verdi le bianche colossali prostitute sognavano sogni vaghi nella luce bizzarra al vento. Il mare nel vento mesceva il suo sale che il vento mesceva e levava nell’odor lussurioso dei vichi, e la bianca notte mediterranea scherzava colle enormi forme delle femmine tra i tentativi bizzarri della fiamma di svellersi dal cavo dei lampioni. [...]
Dino Campana. Crepuscolo Mediterraneo
Crepuscolo mediterraneo perpetuato di voci che nella sera si esaltano, di lampade che si accendono, chi t’inscenò nel cielo più vasta più ardente del sole, notturna estate mediterranea? Chi può dirsi felice, che non vide le tue piazze felici, i vichi dove ancora in alto, battaglia glorioso il lungo giorno, in fantasmi d’oro, nel mentre a l’ombra dei lampioni verdi, nell’arabesco di marmo, un mito si cova, che torce le braccia di marmo, verso i tuoi dorati fantasmi, notturna estate mediterranea? [...]
X. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Il gioco del mondo. Di Giulio Angioni
"Questi ricordi, devo lasciarli perdere di nuovo, perché già troppi li hanno ricordati a modo loro? Qui vedo chiaro che la mia fanciullezza è più vicina ai tempi dei nuraghi che a tempi come questi. E mi ci sento le vertigini. Ma è grazie agli artifici del ricordo che si riesce a sopportare ogni passato, e forse a non avere eccessi di paura del futuro. Ma non sarà che rimane memoria solo di ciò che lo voleva diventare, ci aspirava da sé, per conto suo, a essere memoria?". Giulio Angioni
Il tramonto di Venere. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
E la pioggia cadeva leggera e sottile. Tratto da Come spedire una scatola di sentimenti da Parigi ad Istanbul. Di Angela Targoni
[…]Il caffè a Istanbul si fa spazio, si crea spazio, nella vita delle persone, e quello spazio lo rende unico, speciale, proprio come Istanbul era riuscito a crearsi uno spazio nel cuore di Parigi. Quando stavano insieme, il tempo perdeva il suo significato, c’erano solo loro due, lui per lei, lei per lui, a condividere pezzi di sé.[…]
Dino Campana. Amore, primavera del sogno
O il tuo corpo! il tuo profumo mi velava gli occhi: io non vedevo il tuo corpo (un dolce e acuto profumo): là nel grande specchio ignudo, nel grande specchio ignudo velato dai fumi di viola, in alto baciato di una stella di luce era il bello, il bello e dolce dono di un dio: e le timide mammelle erano gonfie di luce, e le stelle erano assenti, e non un Dio, era nella sera d’amore di viola: [...]
Attimi e poi via. Poesie sparse di Monica Conversano
[...] Alba / Un giorno ancora / Dietro gli occhi chiusi una pietra dura
Senti? / Si rispondono i galli e il vento / sviene l'ultima stella
Guarda! / Ora il  mare si stacca dal cielo / Un giorno ancora / è qui se vuoi! [...]
Dino Campana. In un momento
In un momento
Sono sfiorite le rose I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose
P.S. E così dimenticammo le rose.
Dino Campana. Qualche poesia.
Messa in voce di Gaetano Marino. Musiche tratte da Ghost Systems. Composed and performed by Simon Balestrazzi. Samples, field recordings, analogue and digital processing. AZHOT. 2016

le poesie:
Barche amorrate, La chimera, Giardino autunnale, La speranza, L’invetriata, Il canto della tenebra, La sera di fiera, La petite promenade du poète, O poesia poesia poesia, Tre giovani fiorentine camminano, Batte botte
La Divina Commedia di Dante Alighieri. Canto Primo
Nel mezzo del cammin di nostra vita
?mi ritrovai per una selva oscura?
ché la diritta via era smarrita.
Ah quanto a dir qual era è cosa dura
?esta selva selvaggia e aspra e forte
?che nel pensier rinova la paura!
Tant'è amara che poco è piú morte;
?ma per trattar del ben ch'io vi trovai,
?dirò dell'altre cose ch'i' v'ho scorte. [...]
Prima o poi. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Gli occhiali. Un racconto di Edgar Allan Poe
Molti anni fa era di moda ridicolizzare l'idea dell'“amore a prima vista”, ma coloro che pensano, e ancor di più quelli che hanno dei sentimenti profondi, ne hanno sempre sostenuto l'esistenza. Le scoperte moderne, infatti, a proposito di ciò che può essere definito magnetismo etico o magnetoestetica, rendono più probabile che il più naturale e, conseguentemente, il più vero e più intenso sentimento umano sia quello che sorge nel cuore come se fosse mosso da una compassione elettrica – in sintesi, che le più lucenti e più durevoli delle catene fisiche siano quelle rivettate da un primo sguardo.[…]
La chiave d’oro. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Tentazione. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Epopea spicciola. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Nel regno della pietra. Un racconto di Grazia Deledda
In una falda di Monte Bacchitta, sotto una corona di mostruose rocce granitiche che lo difendevano dai venti freddi del nord, c'era l'ovile di Sidru Addas, un pastore porcaro. Quest'ovile era composto della solita mandria di siepi, e della solita capanna a cono, di pietre e di rami. Un grande cane bianco, con una enorme testa, con gli occhi rossi, incatenato su una roccia, sotto un piccolo riparo di frasche, vigilava sopra l'ovile. [...]
La festa dei morti. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
L’agonia di un villaggio. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Semplice storia. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
03. Erodoto. Se una notte. Storie dalle Storie. Terza e ultima Puntata
TERZA E ULTIMA PUNTATA
I Peoni, la rivolta ionica. Traditori di Dario e tradimenti. Chiedere pane e acqua, sottomissione. Si può ingannare un popolo, meglio che un uomo solo. La attaglia di Maratona. Spartani e le mancate battaglie. Il re persiano Serse prosegue la volontà del padre Dario: conquistare la Grecia. Preparazione della spedizione militare dell'esercito Persiano. Costruzione del ponte per attraversare l’Ellesponto (stretto dei Dardanelli): primi fallimenti. La punizione del mare con ferro rovente e catene. La traversata del ponte: a fantastica e visionaria illustrazione degli eserciti alleati. La battaglia delle Termopili, il sacrificio di Leonida e i suoi trecento soldati. L’avanzata di Re Serse. La distruzione di Atene. La battaglia di Salamina, il disordine e il destino. Il coraggio e la temerarietà di Artemisia: il consiglio. La disfatta dei Persiani. La fuga e il ritorno in patria di Serse. Il sacrificio dei soldati Persiani. La terribile vendetta dell’eunuco Ermotimo. La battaglia di Platea. Intrighi e ultime vicende alla corte di Re Serse. Rapimenti e vendette.
02. Erodoto. Se una notte. Storie dalle Storie. Seconda Puntata
SECONDA PUNTATA:
Egitto, l’arte del desinare e della medicina. Le usanze funebri. L’arte dell’imbalsamazione, le sue tecniche e le differenti categorie sociali, precauzioni. Il defunto in pegno. Altri re egiziani: Sesostri e la fuga dal fuoco; Ferone il re cieco e il presagio d’una moglie infedele. La vera storia del rapimento di Elena. Altri re d’Egitto: Rampsinito, il suo immenso tesoro e il ladro scaltro. Cheope e le grandi Piramidi, un popolo in schiavitù, il sacrificio della prima figlia. Micerino e la sua preziosa e amata figliuola. Altri re d’Egitto. Persiani e la sconfitta dei Magi. Come Dario diventò re dei Persiani. L’immenso regno di Dario. Gli indiani, usi e costumi. I mangiatori d’uomini. I primi vegani della storia. Le formiche giganti e la caccia all’oro. L’Arabia e le sue straordinarie ricchezze: l’incenso e le spezie. Strane lucertole volanti. Come i cuccioli d’animali vendicano i loro padri. Sciti, sacrifici e usanze guerriere. La concia della pelle umana. Le tombe dei re Sciti, la sepoltura e la purificazione. Il popolo immortale dei Geti. Alla conquista degli Sciti, l’ultima battaglia per un coniglio.
01. Erodoto. Se una notte. Storie dalle Storie. Prima Puntata
Prima Puntata:
Prologo, perché Greci e Persiani si fecero guerra - Lidi, Gige e il Re Candaule - Persiani e Assiri, usi e costumi, - L'incredibile leggenda del Re Ciro e di suo nonno Astiage. Alla scoperta delle meraviglie di Babilonia, usi e costumi. Il popolo dei massageti e la regina Tomiri. Il terribile destino di Ciro che non volle ascoltare i consgili della regina dei Massageti. Il popolo Egiziano. Origini ed esperimenti d’antropologia sul popolo più antico della terra. Usi e costumi. Il mistero del dio fiume Nilo, la sua origine e le sue vicende al cospetto del Sole. Le imbarazzanti teorie di una terra presumibilmente rotonda. Il mondo degli animali sacri, la comparsa della misterioso uccello della fenice e il suo lungo viaggio per la sepoltura del padre.
Un grido nella notte. Un racconto di Grazia Deledda
Grazia Deledda (Nuoro, 28 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) scrittrice, premio Nobel Letteratura. Una donna fuori dagli schemi, la cui unicità si ripercosse senza dubbio sui suoi scritti – cresciuti, maturati assieme a lei, fino a giungere ad opere inscindibili rispetto alla reale complessità umana della scrittrice.
Relazione per un’Accademia. Di Franz Kafka
[…] Ed imparai, signori miei. Oh, s'impara quando si deve imparare; s'impara quando si vuol trovare una via d’uscita; s'impara disperatamente. Si sorveglia noi stessi con la verga; ci si strappa le carni ad ogni resistenza. La mia natura di scimmia uscì da me in fuga, tanto che il mio primo maestro divenne egli stesso quasi una scimmia. […]
La barberina di Marcantonio. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Le tredici uova. Un racconto di Grazia Deledda
Nel popolo, che ha la sua nobiltà e la sua plebe, vi sono, come nelle classi elevate, famiglie decadute che cercano di risollevarsi facendo fare buoni matrimoni ai loro figliuoli, e giovani di bassa stirpe che credono di nobilitarsi imparentandosi con tali famiglie, e fanciulle che si sacrificano e parenti interessati che non mancano mai di pescare qualche cosa nel torbido. [...]
Chiaroscuro. Un racconto di Grazia Deledda
L'uomo era bello, - alto, agile, con un viso bruno e rapace di arabo adolescente, - e sembrava sincero quanto il suo passato era brutto e torbido. Ma a sentirle raccontare da lui le sue vicende avevano un sapore quasi romantico. Seduto sullo sgabello che la sua piccola padrona di casa s'era affrettata a metter fuori della porta appena la figura di lui era apparsa in fondo alla piazza illuminata dalla luna, con le braccia nervose incrociate sul petto, la gamba destra attorcigliata intorno alla sinistra,
07.Memorie di un Pulcino di Latta. Capitolo Settimo. Di Galìcaro da Mapefòsca
Passavamo giorni e altri giorni ancora in quella vasca prosciugata, posta di sotto al palazzo della legge, a contemplare le geometrie sperse sui muri di cinta, o a sorvegliare in rigoroso silenzio il muovere frenetico del popolino della città che ci mostrava la sua indifferenza per proteggersi dal male, di cui noi eravamo indubbiamente portatori insani e irriducibili.[…]
Poveri. Un racconto di Grazia Deledda
Grazia Deledda (Nuoro, 28 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936) scrittrice, premio Nobel Letteratura. Una donna fuori dagli schemi, la cui unicità si ripercosse senza dubbio sui suoi scritti – cresciuti, maturati assieme a lei, fino a giungere ad opere inscindibili rispetto alla reale complessità umana della scrittrice.
06.Memorie di un Pulcino di Latta. Capitolo Sesto.Di Galìcaro da Mapefòsca
[…] Perciò si stava a sfamare la noia nel chiacchiericcio malo del paesello. Se di menzogna poi si trattasse poco importava, ancora qualche lisciatina tra l’invidia e il rancore fattosi disprezzo, e pure essa si sarebbe adeguata alla nuova inossidabile verità. Giusta cura era quella del popolo e ci stava tutto, s’intende. […]
05.Memorie di un Pulcino di Latta. Capitolo Quinto.Di Galìcaro da Mapefòsca
Dopo aver consumato l’ultimo mazzetto di fiori, procacciato dal sempre generoso e supremo comandante, si poteva ritenere conclusa con l’inno alla gioia, nello spirito e nella carne, la bianca notte di tutti noi. Eravamo qui, pieni anni settanta, nipoti dei fiori, irrequieti gitani della piazza, vasca a sinistra per chi guarda fronte al Palazzo della legge: imponente e inconfondibile edificio grigiastro posto al di fuori delle scomparse mura della nobile città. Monumento edificato in perfetto stile regime di quel che fu, allocato di poco al centro moderno della città. [...]
04.Memorie di un Pulcino di Latta.Capitolo Quarto. Di Galìcaro da Mapefòsca
[…] Ma quella vecchia aveva un covo di serpi in mezzo al cervello, sì, perché fece una cosa infame. Non voleva rumore intorno e a qualcuna di noi diceva che i suoi clienti non erano come i nostri porci. Che gli affari le stavano andando male per colpa nostra. Che i suoi compratori non si fermavano più perché prendevano spavento o si vergognavano. Davamo fastidio, e forse era anche vero perché troppe di noi stavano a fare la strada pure di giorno. […]
03.Memorie di un Pulcino di Latta.Capitolo Terzo. Di Galìcaro da Mapefòsca
E così, sceso il silenzio sul Pullman, superiamo la rotonda del Margine per transitare di fianco alle saline dello stagno. Dentro ci stanno, oltre acqua di mare abbandonata al sole, maestosi uccelli piumati. Sono Fenicotteri, qui li chiamiamo genti arrubia, gente rossa, piumati che hanno deciso di stabilire qui per sempre le loro vite e la loro progenie. [...]
02.Memorie di un Pulcino di Latta.Capitolo Secondo. Di Galìcaro da Mapefòsca
Noi intanto, immigrati d’origine inoculata confinati nel borgo nuovo, eccoci pronti al risveglio del solito giorno. Ci si lava all’ora di mezza luce, storditi dagli elfi famelici del sonno e ancora immersi nei suoni caldi della notte. Un caffè di fretta e si va fuori alla conquista della prima meta ad attendere il fantasmagorico pullman-totem-show, meglio conosciuto con due sole lettere, che non sanno neppure di sillaba, si chiama PQ. Lui ci porterà all’onorabile lavoro. [...]
01.Memorie di un Pulcino di Latta.Capitolo Primo. Di Galìcaro da Mapefòsca
E ora, spostiamo il tempo di qualche tempo e collochiamolo nel tempo presente di questa borgata rinascente. Ebbene, anche qui ci sta un’ora del mattino. Un mattino tardo di mezza estate. Ho appena vissuto giorni terribili. Ore e ore di agonia inzuppate dal caldo d’Africa. Una tempesta di pioggia di sabbia bollente velata d’umido ha impastato ogni cosa di ogni odore e in ogni piega. Per giorni e giorni strade, cortili e piazze sono stati invasi da una calura tormentosa, pietrificando ogni vita. Neppure i cani più si avventurano. […]
Il sicario. Un racconto di Grazia Deledda
Nessuno, fra quelli che sapevano del suo terribile mestiere, e più o meno si erano serviti o contavano di servirsi di lui, lo chiamava con questo nome; anzi tutti lo consideravano, almeno superficialmente, come un giustiziere; perché in realtà egli non si prestava alle richieste esecuzioni se non in casi eccezionali, quando cioè si trattava di una giusta vendetta o di levar di mezzo un individuo nocivo alla pace di un uomo o di una famiglia. [...]
La leggenda di Aprile. Di Grazia Deledda
Dei figli dell'Anno, Aprile era il più bello, il più alto e il più nervosamente robusto, sebbene ancora in crescenza, come gli abeti giovani delle radure del bosco. Bonaccione, anche, laborioso e innocente, coltivava, col padre, i campi e i frutteti, e gli orti dove la tenera freschezza degli ortaggi era tale che neppure le farfalle, per non sciuparli, li sfioravano. [...]
Il cinghialetto. Un racconto di Grazia Deledda
Grazia Deledda, scrittrice, premio Nobel Letteratura. Una donna fuori dagli schemi, la cui unicità si ripercosse senza dubbio sui suoi scritti – cresciuti, maturati assieme a lei, abbandonando progressivamente una narrazione di sentimenti e personaggi descritti con poco spessore, fino a giungere ad opere inscindibili rispetto alla reale complessità umana della scrittrice.
Sul primo treno.
Sul primo treno si ritrovarono in uno scomparto mezzo vuoto, chiacchierarono dei compagni di classe, e mangiarono le patatine che Lei aveva comprato al bar della scuola; ma i panini no, che? comunque la tratta durava solo tre quarti d’ora. Al paese, sul binario, Lei disse che da qualche parte aveva letto che Sciascia viaggiava solo per il gusto di leggere in treno. [...]
I primi giorni a Montevecchio. Da Il figlio di Bakunìn, di Sergio Atzeni
[…] A quel tempo, la mattina presto si andava a lavorare con qualcosa sulla testa, per proteggersi dall’umido. Chi aveva cicia, chi bonette. Lui, dal primo giorno, basco alla francese. Sembrava lo facesse apposta per continuare a distinguersi dal gregge. Poi si é visto che ai sorveglianti e agli impiegati di Montevecchio quel basco dava fastidio, chissà perché? Lo guardavano male. Ma cosa potevano dire? Il duce mica aveva proibito ai minatori di portare basco alla francese. In capo a quindici giorni avevamo tutti copricapo uguale al suo. […]
La Dama Bianca. Una novella di Grazia Deledda messa in voce da Caterina Scalas
Era una notte di maggio del 1873. In una capanna perduta nelle cussorgias solitarie del villaggio di zio Salvatore, due giovani pastori dormivano accanto al fuoco semi-spento. Fuori, vicino alla capanna, le vacche dormivano nell'ovile di pietre e di siepe, e la luna d'aprile, tramontando sull'occidente di un bel roseo flavo, illuminava la campagna sterminata, nera, chiusa da montagne nude, a picco. A un certo punto uno dei pastori si svegliò, e rizzandosi a sedere guardò se albeggiava. Visto che la notte era ancora alta ravvivò il fuoco, e, a gambe in croce restò un momento muto, immobile, tormentato da un pensiero; poi svegliò il compagno. [...]
Musica vecchia. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
In sartu. Una novella di Grazia Deledda messa in voce da Roberta Perra
Zio Nanneddu Fenu aveva l'ovile dalla parte di Tresnuraghes, cioè quasi due ore distante da Nuoro, in una bella tanca dove l'erba durava fresca sino al mese di giugno. Ogni due o tre giorni la moglie o la figlia, la simpatica Manzèla, si recavano a piedi, da Nuoro all'ovile di zio Nanneddu, per godersi una giornata di sole e portare delle vivande al vecchio pastore.
La promessa. Una novella di Grazia Deledda messa in voce da Lilli Fois
Coperti di stracci, abbrustoliti dal freddo, con certi scarponi che affondavano nelle pozzanghere come draghe nel porto, tuttavia sani, allegri e sudicioni a più non posso, i bambini della lavandaia se ne stavano quasi tutto il giorno davanti alla finestra bassa della cantina, dove la madre, vera figura da "novecento", tutta ossa e ventre, con la grande faccia ovale e nìvea dentro una cuffia di capelli neri ridotti a stoffa, lavava e sbatteva i panni con un fracasso da terremoto.
Romanzo minimo. Un racconto di Grazia Deledda.
Su, in alto, sullo sfondo azzurrino delle montagne, sotto il cielo fresco di una dolcezza profonda, la nostra casa verde dominava il villaggio: col suo tetto aguzzo su l'elegante cornicione bianco, le finestre gotiche al secondo piano e il verone che la circondava tutta al primo. Esile, alta, la tinta verde smaltata dal sole, pareva una casetta cinese di porcellana, così fresca e allegra che ancora, nonostante il triste caso che vi racconterò e che mi costrinse ad allontanarmene per sempre, il suo ricordo mette una nota gaia nelle memorie della mia fanciullezza.
Freddo. Un racconto di Grazia Deledda
- La neve non può tardare, - annunziò la giovane serva, guardando il cielo bianco, - prenditi almeno un ombrello, Maureddu.
- Un ombrello?
Il giovane padrone si mise a ridere. Portar l'ombrello era per lui un segno di debolezza, quasi di vigliaccheria.
- Vedrai che nevicherà; perché parti con questo tempo?. - riprese la ragazza, con voce ardente e lamentosa. - Io non potrò dormire...
Maureddu rise ancora. Per lui tutto era oggetto di riso, ma d'un riso quasi infantile, che non offendeva nessuno.
- Tu non potrai dormire? Allora, scendi in cucina, allora - disse, mentre finiva di sellare il cavallo.
Anch'ella rise un po', melanconica e voluttuosa. [...]
Zia Jacobba. Una novella di Grazia Deledda
Questa che parrà una storiella da focolare (così noi chiamiamo le fiabe), è invece una storia vera, accaduta in un villaggio della Baronia di Sardegna.
Quando avrò detto che ai tempi di Tolomeo questo villaggio, - ora fra i più miseri del Nuorese, - era fra le città più opulente delle colonie romane, forse ne saprete qualche cosa.
Quando aggiungerò che il nostro governo ha già messo all'asta quasi tutte le case e i terreni di questo villaggio, per l'imposta che i miseri abitanti non riescono a pagare, voi che nei giornali avete letto la strepitante notizia di un comune sardo messo all'asta, ne saprete quanto me.
Questo accade però: si fa l'asta; vengono espulsi gli abitanti coi loro stracci, che restano più o meno sulla via. Nessuno si presenta all'asta e tanto meno alla subasta; cosicché gli stabili vengono aggiudicati al demanio. [...]
Camerati. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Capannetta. Bozzetto siciliano. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Dialogo con Giulio Angioni. Antropologo scrittore. Interviste possibili. Il più diverso per capire il più umano
Dialogo con l'antropologo scrittore Giulio Angioni (Guasila, 28 ottobre 1939 – Settimo San Pietro, 12 gennaio 2017). Poeta e accademico italiano.
Dialogo con Giulio Angioni. Antropologo scrittore. Interviste possibili. Siamo quel che impariamo ad essere
Dialogo con l'antropologo scrittore Giulio Angioni (Guasila, 28 ottobre 1939 – Settimo San Pietro, 12 gennaio 2017). Poeta e accademico italiano.
Dialogo con Don Alessandro Cossu. Interviste possibili
Don Alessandro Cossu, Parroco della chiesa di San Teodoro (Sassari), ci racconta un po’ della sua vita, la sua vocazione, la crisi, la fede e i suoi santi a cui è particolarmente affezionato. Qualche “incursione” pure su Papa Francesco. Un dialogo che si conclude con la presentazione e l’ascolto del nuovo brano-cover promosso e co-prodotto dal parroco “canterino”, così è stato affettuosamente battezzato dai sui amici parrocchiani: “A mano a mano a Cristo Signore”, in cui Don Alessandro e Paula Haiducii reinterpretano “a mano a mano” di Riccardo Cocciante. Il cd uscirà a maggio 2021 e servirà a finanziare una nuova sala musica dell’oratorio “Don Francesco Pala”, e l’interno della chiesa di San Teodoro.
Via Crucis. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
L’ultima visita. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
La passione di Gesù. Dal Vangelo secondo Matteo. Morte e resurrezione di Gesù Cristo
Durante la sua passione Gesù parla poche volte, perché la sua passione e morte egli
l’ha già accettata e interpretata durante l’ultima cena. Lì ha dato il senso alla sua
passione e morte: il senso del dono di sé. Dicendo: «Questo è il mio corpo; questo è il
mio sangue dell’alleanza versato per molti in remissione dei peccati», Gesù dice
quale è il senso della sua morte: un dono di amore per il Padre e per noi.
Elbrus. Capitolo terzo. Dal romanzo di Giuseppe Di Clemente e Marco Capocasa
Ventiduesimo secolo. La Terra è al collasso. Le conseguenze del riscaldamento globale hanno iniziato a compromettere seriamente la vita sul pianeta. L’umanità deve fare i conti con il più grave dei problemi: la scarsità di risorse e le conseguenti enormi difficoltà nel garantire la sopravvivenza stessa del genere umano. L’esplorazione spaziale ha fallito nel suo obiettivo fondamentale, la fondazione di colonie autosufficienti dove l’Uomo del futuro potesse emanciparsi. Gli ostacoli non sono quelli dovuti alle tecnologie disponibili, ma alla natura stessa della specie umana. Quando tutto sembrerebbe perduto, un’insperata opportunità di salvezza viene a materializzarsi. Arriva da molto lontano, da un altro sistema solare. Per coglierla, le migliori menti del pianeta dovranno rivedere i confini dell’etica della scienza e compiere scelte che metteranno a dura prova la loro morale. Nel frattempo, in basi sotterranee astronauti vengono addestrati come coloni per imminenti missioni nello spazio.
Il corvo di Mìzzaro. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Guardando una stampa. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Una voce. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Nel gorgo. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
La lega disciolta. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
L’amante di Gramigna. Una novella di Giovanni Verga
A Salvatore Farina.
Caro Farina, eccoti non un racconto, ma l'abbozzo di un racconto. Esso almeno avrà il merito di essere brevissimo, e di esser storico - un documento umano, come dicono oggi - interessante forse per te, e per tutti coloro che studiano nel gran libro del cuore. Io te lo ripeterò così come l'ho raccolto pei viottoli dei campi, press'a poco colle medesime parole semplici e pittoresche della narrazione popolare, e tu veramente preferirai di trovarti faccia a faccia col fatto nudo e schietto, senza stare a cercarlo fra le linee del libro, attraverso la lente dello scrittore.
Cavalleria Rusticana. Una novella di Giovanni Verga
Turiddu Macca, il figlio della gnà Nunzia, come tornò da fare il soldato, ogni domenica si pavoneggiava in piazza coll'uniforme da bersagliere e il berretto rosso, che sembrava quella della buona ventura, quando mette su banco colla gabbia dei canarini. Le ragazze se lo rubavano cogli occhi, mentre andavano a messa col naso dentro la mantellina, e i monelli gli ronzavano attorno come le mosche. Egli aveva portato anche una pipa col re a cavallo che pareva vivo, e accendeva gli zolfanelli sul dietro dei calzoni, levando la gamba, come se desse una pedata.
Al veglione, una novella di Giovanni Verga
C'era andato a portare un paniere di bottiglie, di quelle col collo inargentato, nel palco della contessa, e s'era fermato col pretesto di aspettare che le vuotassero; tanto, in cinque com'erano nel palchetto, non potevano asciugarle tutte, e qualcosa sarebbe rimasta anche in fondo ai piatti. Sicché alle sue donne aveva detto: - Aspettatemi alla porta del teatro, in mezzo alla gente che sta a veder passare i signori -.
Il canarino del numero 15. Una novella di Giovanni Verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Il signore della nave. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Nell’albergo è morto un tale. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Romolo. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
In corpore vili. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Un’idea. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Ho tante cose da dirvi. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Zuccarello distinto melodista. Una Novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Felicità. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Il libretto rosso. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Uno di più. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
La corona. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Tirocinio. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Di sera un geranio. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Cinci. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Conforti. Una novella di Giovanni verga
Le novelle di Giovanni Verga. Riconosciuto come il più grande novelliere italiano del secondo Ottocento Verga è il principale rappresentante del Verismo italiano. La poetica verghiana nega ogni possibilità di sviluppo sociale. Nessun individuo, indipendentemente dalla propria posizione sociale, può sperare nella felicità, perché essa appare una vera utopia.
Candelora. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Le tre carissime. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Al Valor civile. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Volare. Una novella di Luigi Pirandello
Le novelle di Luigi Pirandello. Scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Storie impegnate in un intreccio di personaggi fissati nel tempo di sempre, tra umorismo, comico, dramma e grottesco, sentimenti contrari e paradossali, intrecci di pensieri spesso inconfessabili e imprevedibili, immersi nella monumentale opera novellistica del drammaturgo Girgentino.
Chi la paga. Una novella di Luigi Pirandello
Da tre notti zi' Neli Sghembri dormiva al sereno, su la paglia rimasta su l'aja dopo la trebbiatura, a guardia delle bestie, la mula e due asinelli, che strappavano la stoppia lí presso. La paglia era bagnata di guazza, o, come zi' Neli diceva, dal pianto delle stelle. I grilli scampanellavano tutt'intorno, e la blanda e chiara sonorità del loro concerto ristorava dopo il trito raspío secco, duro, monotono delle cicale, che aveva assordato gli orecchi lungo la giornata. Tuttavia il vecchio, sdrajato a pancia all'aria, si sentiva triste. Guardava le stelle e, di tratto in tratto, socchiudeva gli occhi e sospirava. [...]
Il capretto nero. Una novella di Luigi Pirandello
[...] Il tempo non passa ugualmente per tutti. Io potrei avere da un sol giorno, da un'ora sola piú danno, che non lui da dieci anni passati nella rigorosa disciplina del suo benessere; potrei vivere, per il deplorevole disordine del mio spirito, durante quest'anno, piú d'una intera vita. Il mio corpo, piú debole e assai meno curato del suo, si è poi, in questi quarantotto anni, logorato quanto certamente non si logorerà in settanta quello del signor Trockley. Tanto vero ch'egli, pur coi capelli tutti bianchi d'argento, non ha ancora nel volto di gambero cotto la minima ruga, e può ancora tirare di scherma ogni mattina con giovanile agilità. [...]


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