Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico


Tags (categorie): Filosofia, History, Società
[ Aggiungi la tua categoria (tag) ]

In questo Podcast, trovi le storie più interessanti dei miti greci e romani. Il mito ha ancora molto da insegnarci e talvolta, come uno specchio, è capace di mostrare meglio a noi stessi quello che siamo. Buon ascolto!
Autore: Alessandro Gelain
Ultimo episodio: 14/06/21 7:00
Aggiornamento: 16/06/21 19:20 (Aggiorna adesso)
Dioniso, dio dell'ebbrezza e della follia
Divenuto adulto, Dioniso viene individuato da Era che, ancora gelosa e assetata di vendetta, ferocemente rende pazzo questo figliastro.

In questo stato in cui ad azioni atroci si susseguono azioni generose, Dioniso vaga per il mondo conosciuto.
lo accompagnano in questo viaggio senza scopo e senza meta dei satiri e delle donne che, abbandonato il focolare, si dimenano fomentate dal vino e dalla follia, follia che diverrà una caratteristica peculiare del dio.
Queste donne, le sue sacerdotesse, sono chiamate le menadi, per i latini “baccanti”.
Esse, nel momento in cui si immergono nei rituali misterici del culto di Dioniso, urlando “Evoè” assalgono i passanti, si uniscono carnalmente a costoro o li fanno a pezzi, squartandoli...
Dioniso, il dio che nacque due volte
Tra tutti gli dei, Dioniso, è il più inquietante. Proprio così, letteralmente!

Il suo essere è legato all’inquietudine, alla impossibilità della stasi e così chi segue il racconto della vita e degli atti di questo dio non può che restare, appunto non-quieto.

Per farti un esempio, è una delle poche divinità definita definite come «dispensatrici di gioia», come lo sono Ermes e Afrodite.

Allo stesso tempo è la divinità che porta l’uomo ad andare, nel bene e nel male, oltre se stesso come invasato da un incantesimo; e ancora è lui con la sua lunga schiera di seguaci a muoversi con una tempesta fiammeggiante in grecia, in egitto e in india…

Anche la sua nascita è narrata in più versioni: non si sa con certezza chi sia la madre di Dioniso, figlio di Zeus; alcune fonti indicano Demetra, altre di Io; altre ancora di Dione e poi di Lete; infine ancora si indica la madre di Dioniso in Persefone...
Ares, il dio della guerra
C'è un pianeta che è dedicato al dio della guerra, Ares: Marte, proprio per il suo colore tendente al rosso.
Il rosso è il colore del sangue, il colore della battaglia, dello scontro corpo a corpo: è il colore di Ares, il dio della guerra.

Figlio di Zeus e di Era, Ares non è un dio tra i più amati, nella cerchia olimpica. Egli cerca il rutilante rumore della battaglia, le scintille che le lame producono nei duelli, gli assalti e gli scontri in campo aperto.
Pare che Zeus stesso lo tenga in odio per questa sua bellicosa passione.

È nato in Tracia, terra di guerrieri, insieme alla sorella Eris, la dea della discordia.
Ella semina malcontento e sospetto, voci false e invidie tra i paesi, i popoli e le stesse grandi città, le Polis: in questo modo favorisce l’intere di Ares che gode nel vedere i guerrieri combattere.
Tantalo
Il nostro episodio di oggi riguarda la storia di uno dei super-condannati del tartaro: Tantalo.

Forse avrai sentito parlare del supplizio di Tantalo: viene utilizzato per descrivere una situazione in cui arrivi quasi a sfiorare, toccare a prendere quel che vuoi ma non ci riesci. In inglese il termine per stuzzicare, tormentare, per allettare e poi deludere è proprio “tantalize”.
Il nome Tantalo, nel suo significato, infatti contiene l’idea della sofferenza, così come Atlante e come pure il fiume buio dell’oltretomba, il Flegetonte, il fiume che arde e mugola delle voci delle anime dei parricidi e dei matricidi.

Re Tantalo, che governa su Argo o secondo altri su Corinto, ha una vita invidiabile: non solo è re ma è pure amici degli dei.
Questa posizione privilegiata non gli viene da un gesto particolare o da una predisposizione: è amato dagli dei e basta. Spesse volte egli si trova ad essere invitato alla mensa degli dei, dove riesce a nutrirsi di nettare e di ambrosia, il cibo degli dei immortali.

Ingrato e subdolo, per vanagloria Tantalo ruba del cibo agli dei e lo distribuisce a degli amici suoi...
Ade e il dolore di Demetra II
Le è stata rapita la figlia Persefone! Demetra rinuncia per dolore e rabbia ad intervenire coi suoi poteri sulla natura: ne segue un anno terribile: il sole è perennemente basso all’orizzonte, nevica e il lavoro dei buoi e dei seminatori è tutto vano: nulla cresce più sui campi o sugli alberi.
La carestia inonda l’oriente come l’occidente: nessuno più gode del calore del sole o di un buon pasto caldo.

Gli dei preoccupati corrono ai ripari.
Zeus in persona manda Iris, la dea dalle ali dorate, a parlare con Demetra. La dolce lingua di Iris però non riesce a smuovere la dea dal suo sconforto...
Ade e il dolore di Demetra - I
Ade, il buio dio, è attratto dalle giovani ninfe e dalle bellezze che ancora camminano sulla superficie della Terra. Per questo, di quando in quando - di certo non con la stessa frequenza di suo fratello minore Zeus - si reca dove il sole riscalda i campi e l’aria è fresca e cristallina alla caccia di questa o quella.

Durante un suo chiamiamolo “giro di ricognizione”, si accorge della presenza di una giovinetta appena sedicenne dal nome Core, "la ragazzina".

Ella è figlia di Demetra, la sorella maggiore del dio. Demetra ha avuto questa figlia in giovanissima età da un incontro con Zeus: Core è perciò di una bellezza, anche se ancor acerba, irresistibile...
Ade, il dio oscuro
Nelle profondità della terra c’è un paese sconfinato, un regno in cui in alcune parti vige il buio più totale, in altre una debole e fatua luminescenza, in altre ancora una calda accogliente e luminosa luce.
Questo regno è l’Ade, il regno dei morti.
Prende il nome dalla divinità che di questo regno è il re, il dio fratello maggiore di Zeus: Ade, appunto.
Poseidone, il dio dagli azzurri capelli
Poseidone, come il profondo mare, custodisce innumerevoli segreti, nasconde mille tesori, diviene burrascoso e terribile tanto quando un momento prima è invece accogliente e calmo.

La prepotenza delle onde bene si confà al carattere focoso del dio che, contrariamente alla lungimiranza di Zeus, si fa prendere spesso dalle passioni e dal desiderio.
Come il fratello è affascinato dal conquistare e concupire questa dea o quella ninfa o addirittura quest’altra mortale...
Pigmalione - La forza del puro amore
Pigmalione, che sembra disprezzare l’amore, ne è in verità assetato.

Nel segreto del suo laboratorio nel quale nessuno può entrare, egli comincia - non si sa dietro quale ispirazione - a scolpire nell’avorio una figura di donna, le cui forme perfette nessuna donna ha mai avuto ne’ avrà; oltre a queste armoniche dimensioni, la statua di questa donna viene scolpita con una maestria tale da sembrar essere viva: la definizione nella postura e nei dettagli fanno dubitare di essere di fronte non ad una opera d’arte, quanto invece ad un essere umano...
L'Aurea Afrodite - II - La dea dell'amore e il genere umano
Afrodite è per certo la dea dell’unione, dell’amplesso, ma non della relazione contrattuale duratura, del matrimonio insomma.
Anzi quasi tutto il contrario: ella spinge a tradire l’Universo intero, facendo dimenticare - per l’essere amato - le convenienze, i legami, e la stessa fedeltà.

Chi si innamora, non accetta restrizioni, scavalca ogni ostacolo, supera ogni difficoltà pur di ritrovarsi con la persona amata. È una follia divina, quella che coglie chi viene spinto da Afrodite ad amare.
Ma questa divina follia è per l’appunto un dono divino, che si accetta con gioia, e non passivamente si sopporta…
L’Aurea Afrodite - Primo episodio: la nascita della dea dell’amore
La nascita della dea dell'amore è circondata da un mistero, secondo la teogonia di Esiodo, ella viene concepita in modo davvero inusuale...
Ermes, il dio dei ladri - II
“Seguimi e riavrai le tue care mucche; ne ho sacrificate solo due, dividendole in dodici parti eguali, dedicandole ai dodici dei.”

“Dodici?”, domanda Apollo… “E chi sarebbe il dodicesimo dio?”

“Il tuo servitore che hai qui davanti”, risponde Ermes con un bel sorriso ed un inchino.

Ermes viene definito come «migliore amico degli uomini fra tutti gli dèi».
La sua natura possiede la libertà, l’ampiezza dell’azione e la l'acume che trovano in Zeus e nel suo regnare la massima espressione.

Egli tuttavia è ricco di altre qualità, che risalgono ad una visione arcaica delle divinità, qualità che fatalmente lo differenziano dalla cerchia degli altri dei beati.

I suoi poteri sono la destrezza e il cogliere l’occasione, l’utilizzo di arti oscure e misteriche e non certo la forza o la saggezza, che sono il pane quotidiano della beatitudine divina.
Ermes, il dio dei ladri
Ermes ha una brutta fama: è da tempo immemore etichettato come dio dei ladri. Se avrai la pazienza di stare con me in questa serie di episodi, scopriremo come questa definizione, pur veridica, stia molto stretta a questo sfaccettato dio.
Questo dio è astutissimo, un sagace adulatore, un bandito e un sottrattore di mucche, ispiratore di sogni e spia nella notte, come i briganti che stanno in agguato per coglierti di sorpresa; è un messaggero, accompagna le anime dei morti alla loro destinazione, dona ricchezza e la toglie a suo piacimento, guarisce dai mali e inventa la lira.
Efesto, il dio del fuoco
Gli dei sono splendidi, nella loro perfezione, tutti belli e armoniosi… Spesso infatti ci ritroviamo a dire di questa modella o quella attrice o di una atleta: bella come una dea! E lo stesso per quegli uomini di una avvenenza superiore, con un corpo perfettamente scolpito, bello come un dio!

Ci si aspetterebbe che il dio del fuoco, cesellatore della più fine oreficeria, che riesce a forgiare armi imbattibili, un dio di tutto rispetto, si mostrasse come una divinità dello stesso splendore degli altri…

E invece no: Efesto, il dio del fuoco, Vulcano per i latini, è, unico tra gli dei, brutto e deforme...
Artemide, la dea della caccia
Artemide, la dea della caccia, Diana, per i latini, è una figura affascinante e, se possibile, ancora più sfaccettata di quella di Apollo.

Le caratteristiche della dea della caccia, a tutta prima sembrerebbero relativamente facili da individuare: protettrice dei cacciatori, ama nascondersi, cacciare da sola le sue prede ed è gelosa dei suoi trofei.
Certo queste inclinazioni sono forti in lei, ma fermarsi a questa prima definizione, ci condurrebbe a fare un torto alla figlia di Leto...
Tre amori di Apollo
Tra i numerosi amori di Apollo, oggi incontriamo quello per Giacinto, l’unico che possa essere confrontato con quello per Dafne per il coinvolgimento del dio; in seguito quello per Coronide che porterà in grembo il figlio più famoso di Apollo; infine affronteremo l’incredibile vicenda di Creusa, madre di Ione, re degli ateniesi.
Apollo, il dio della forma
È il dio più bello tra gli dei immortali. Essere il dio della forma per Apollo ha a che vedere con l’essere signore della poesia, del canto, della medicina e dell’oracolo,… ed è anche il più abile arciere.

Tutte le sue doti sono "perfette": esse sono il suo privilegio ma sono anche la sua prigione...
La nascita di Apollo
Apollo insieme a Zeus è il dio greco più rilevante. Su questo punto non ci può esser alcun dubbio.

Perfetto in ogni sua parte, è signore degli oracoli, della musica della poesia, della bellezza, della medicina. Divino scoccatore di fatali frecce, dio generoso e riconoscente, è anche misericordioso e vendicativo allo stesso tempo.
Tutte queste caratteristiche, sono in lui portate - come si potrebbe dire - all’ennesima potenza.

Per parlare di Apollo, però, dobbiamo prima raccontare di sua madre e delle sue disavventure. Eh, già, in quanto Leto, questo è il suo nome, è una amante di Zeus. Come spesso accade, le amanti del re degli dei, hanno la vita funestata dalla legittima gelosia della moglie-sorella Era, regina dell’Olimpo, dea - tra l’altro - del matrimonio.
La nascita di Atena
La dea in corazza splendente, con il corpo coperto quasi interamente dallo scudo; è pronta a combattere o a proteggere e il suo sguardo è penetrante e inflessibile.

Questa è Atena!
L'assalto dei Giganti all'Olimpo
Abbiamo assistito, negli episodi precedenti, alla salita al potere di Zeus, ma pare che il re degli dei non riesca a sedere tranquillamente sul suo trono nell’Olimpo, deve affrontare altre nuove sfide.

La più eclatante è certo quella lanciata dai Giganti, figli della Terra.

Essi, come ricorderai, sono nati dalle gocce di sangue prodotte dalla mutilazione del padre Urano. Queste gocce, penetrate nelle anse segrete dalla madre terra hanno generato, tra le altre creature, anche questi giganti.

Quando usiamo questo termine, noi immaginiamo degli esseri umani di grandi, gigantesche appunto, dimensioni. Un po’ come Gulliver nei confronti dei lillipuziani.

Questi giganti del mito, invece sono sì di dimensioni spropositate, ma hanno anche diverse caratteristiche che ne definiscono la natura selvaggia, per così dire...
Le cinque eta? dell'uomo - I figli di Deucalione
Mentre Zeus bambino cresce sull’isola di Creta, allattato da Amaltea e curato dalle due ninfe Adrastea e Io, Crono continua a governare.
L’età di questo tirannico re è però ricordata come l’età dell’oro per la stirpe umana.

So che ti suona strano, ma è proprio così!

Con il procedere del tempo assistiamo ad un perfezionamento della realtà divina, dalle iniziali creature mostruose (gli ecatonchiri e i ciclopi) agli dei beati immortali e siamo al contempo testimoni di un decadimento: quello dell’essere umano.
La Titanomachia e la ascesa al potere di Zeus
Crono ha appena bevuto dal suo calice qualcosa che lo sta bruciando dentro...
Quella coppa contiene, mischiato al nettare, un potente emetico (un composto che induce il vomito) che scuote lo stomaco e le budella di Crono.
Carponi sul pavimento, Crono rigetta per prima la roccia arrotondata, quella che Rea gli ha fatto mangiare, facendogli credere che fosse il corpo dell’ultimo nato; poi Crono partorisce dalla bocca Ade, Poseidone, Era, Demetra e Estia.
Ed è subito guerra tra Dei e Titani...
Amaltea, la "tenera"
A Creta, Zeus, nella culla, piange… e piange come solo un infante divino può piangere!
Il piccolo ha fame, ma il seno delle due giovanissime ninfe che a lui badano non ha latte da offrirgli.

L’eroina di questa parte del mito, che più volte è stata citata nel nostro percorso, finalmente fa capolino e allegramente trotterella verso il bambino piangente…

Si tratta di Amaltea, ovvero “la tenera”, una capra che avrà il grande onore di nutrire il futuro re degli dei con il proprio latte, latte che essa produce per sfamare anche i suoi due capretti...
La tirannia di Crono
Gea e Urano, come siamo venuti a sapere, hanno molti figli, ma soprattutto ai primi è capitato un destino crudele. Gli Ecatonchiri (i giganti con le cento braccio e le cinquanta teste) e i Ciclopi (altre figure troneggianti che hanno un solo occhio in mezzo alla fronte) sono incatenati nel Tartaro, un luogo così profondo che una incudine lasciata cadere in esso dalla superficie della terra impiegherebbe nove giorni ad arrivare al suo pavimento, toccandolo solo allo scoccare del decimo…

I titani sono meno imperfetti delle prime creature, ma Gea teme che Urano voglia rinchiudere anche questi, per timore di essere detronizzato. In più Gea cova del rancore verso Urano, in quanto soffre per quei primi mostruosi figli già imprigionati.

Nel suo turbamento Gea decide di raccogliere in un incontro segreto i Titani e le Titane e confida le sue preoccupazioni ai figli; soprattutto condivide il suo malessere con i maschi, sperando di instillare in loro un pensiero di ribellione, di vendetta:
«Ahi, figli miei e di un padre scellerato, non volete ascoltarmi e punire vostro padre per la sua malvagia azione? Fu egli il primo ad escogitare un atto obbrobrioso!»

I figli, ascoltata la sorte dei loro primi fratelli, inorridiscono e ammutoliscono. Nessuno ha il coraggio di ribellarsi contro il padre.
Soltanto il grande Crono, il più giovane tra di loro, si fa avanti: «Madre» urla «io qui prometto e compirò l’opera della tua e nostra vendetta!».
Le origini del mondo
Da dove viene tutto? Questa è una grande e scomoda domanda… Se chiedi ad uno scienziato, ti parla del Big Bang, se chiedi teologo ti parla di creazione dal nulla. Entrambe le risposte lasciano aperto il problema del “che cosa c’era prima?” che risolvono asserendo che non ha senso parlare di prima in quanto un prima non può esistere se non c’è un tempo in cui collocarlo.

Gli antichi greci questo problema non se lo ponevano: il loro universo è sempre esistito, ha solo cambiato forma: Anche il nulla per loro è una possibilità! Il termine che usavano è Caos, che non significa come pensiamo oggi, confusione, mescolanza e baraonda, no… Il Caos è più propriamente la possibilità estrema che qualsiasi cosa prenda forma…
Apollo e Dafne
Apollo, che ignora cosa sia l'amore, si siede beato all’ombra di un albero e pacatamente guarda il mondo.

Poco più in là c’è Eros, giovanetto, che sta sistemando con un po’ di fatica la corda alle corna del suo arco, in modo tale che tutto risulti ben teso.

Apollo lo apostrofa, beandosi della sua vittoria su Pitone, prendendo in giro la dimensione dell’arco e del suo padrone.
A suo dire, infatti, solo agli uomini è concesso di usare quell’arma, e per questioni serie… certo non per quelle sciocchezze come l’amore…
Ridendo consiglia perciò Eros di abbandonare il suo “giocattolo” e di trovarsi un’altra attività meno superficiale…

"Fai male a prenderti gioco di me e delle mie armi," risponde Eros, "che io con queste riesco a far cadere chiunque voglio!"
Arrabbiato, non riesce a sistemare l’arco. Apollo lo deride ed Eros vola via, per ritrovar la calma.

Giunto in un luogo tranquillo, Eros sistema il suo arco e decide di far provare ad Apollo ciò che fino ad ora il giovane ed altero dio non ha mai provato: l’amore.
Re Danao e le sue figlie
Nel nostro vagare in lungo e in largo nel racconto mitologico abbiamo trovato poche coppie di fratelli che vanno d’accordo: per la maggior parte sono litigiosi e desiderano uno la morte dell’altro o il regno dell’altro.

I due fratelli di cui ti racconto oggi non sfuggono a questa mortale ricetta: Danao ed Egitto, i protagonisti di una storia di tranelli, fughe e carneficine.
Gemelli ma fratelli diversi uno dall’altro Danao e Egitto, sono figli di Belo, il cui nome richiama quello fenicio di Baal «il signore». Anche questo è un nome importante per la cultura occidentale:
Baal Zebub, il signore delle mosche, è famoso anche da noi, in quanto è uno degli angeli caduti, Belzebù, secondo solo a Lucifero e ad Astarotte...
Re Mida e le orecchie d'asino
Di Re Mida non si conosce l’esatta paternità, alcuni dicono che sia figlio della dea Ida e di un Satiro di cui non si è perso il nome. In ogni caso, è ricordato per essere stato sempre un uomo amante dei piaceri.

È Re di Bromio in Macedonia, e governa sulla popolazione dei Brigi e famoso in tutto il mondo presto diviene io suo bellissimo giardino di rose, quasi una delle irraggiungibili sette meraviglie del mondo.

Da bambino, una processione di formiche che trasportano chicchi di grano viene vista salire sulla sua culla. Dolcemente, senza svegliare il piccolo principe, le formiche depongono questi chicchi di grano tra le sue labbra, mentre egli dorme pacificamente: un prodigio che i veggenti interpretano immediatamente come presagio di grande ricchezza...

Immagine della miniatura: Di Cima da Conegliano - Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza, CC BY-SA 3.0, https:/ / commons.wikimedia.org/ w/ index.php?curid=35332906
Peleo e Tetide, i genitori di Achille
Tetide è una delle più grandi dee marine, come Anfitrite, Eurinome o la stessa Teti, sua nonna.

Per Tetide rivaleggiano Zeus e Poseidone. Entrambi desiderano la bella dea in sposa.
Zeus la vuole sposare ma ne viene trattenuto da una profezia delle Moire.

Queste infatti predicono che il figlio di Tetide diventerà più potente del padre.
Zeus comunque è irritato perché Tetide ha rifiutato tutte le sue profferte amorose, adducendo la scusa di non voler fare un torto ad Era.

Zeus giura dunque che Tetide non contrarrà mai matrimonio un immortale.

Era tuttavia, in segno di gratitudine per la fedeltà di Tetide, decide di farle sposare il più nobile dei mortali: un certo Peleo. Manda perciò un messaggero alla grotta di Chirone per ordinare a Peleo di tenersi pronto…

Ma chi è questo Peleo...?
Afrodite ed Anchise
Ricordi la magica cintura di Afrodite? Quella forgiata da Efesto: con quella cintura, la dea della bellezza riesce a far innamorare di se’ chi vuole...
Questa cintura, in verità, non ha un potere globale: non riesce ad influire sul giudizio di tre sole dee: Atena, Artemide ed Estia. Ma Afrodite trionfa su tutti gli altri dèi e le altre dee,
Benché Zeus, contrariamente a quanto taluni ancor oggi sospettano, non si sia mai giaciuto con Afrodite, la magica cintura agisce subdolamente anche su di lui sottoponendolo a una tentazione continua e ad un susseguirsi di pensieri che il dio fatica a controllare.
Per porre se non fine, almeno una pausa a questo imbarazzo, Zeus decide di punire Afrodite facendola a sua volta innamorare disperatamente di un mortale.
Costui è il bell’Anchise, re pastore dei Dardani, nipote di Ilo e cugino di Priamo, re di Troia...
I tradimenti di Afrodite
Afrodite nasce dalla spuma del mare, dal seme caduto ad Urano quando il figlio Crono lo ha evirato.

Non è una figlia di Zeus, ma tale viene considerata nella cerchia degli dei.

Ella è la dea dell’amore e ha le caratteristiche fisiche e spirituali dell’amore. Personifica l’unione sessuale, il godimento e i piaceri che l’accompagnano.
Così come l’amore desidera l’amore, ella non pensa che al nutrire quel sentimento; come l’amore ella è ansia, dono, capriccio, fame, vendetta.
Atalanta, la vergine cacciatrice
Nello scorso episodio su Meleagro e la caccia al cinghiale di Calidonia, abbiamo lasciato Atalanta, la casta cacciatrice, che se ne va portando con se’ i trofei di vittoria: la pelle e la testa con le terribili zanne del pericoloso animale.
Le spoglie del cinghiale, questo inestimabile trofeo, porta Atalanta a far pace con il padre, Iaso, con cui non parla da sempre.

Alla nascita di Atalanta, il padre Iaso che desidera ardentemente un figlio maschio e non si avvede di come la piccola già in fasce valga più di un maschio, secondo l’uso dell’epoca espone (vuol dire abbandona) la neonata sulle rocce in prossimità del bosco, sul monte Partenio...
La piccola è condannata a morte...
Meleagro e la caccia al cinghiale di Calidonia
C’è stato un evento che ha raccolto tutti gli eroi della Grecia in una località: la caccia al cinghiale di Calidonia.
Riesci ad immaginare un accampamento in cui, fianco a fianco, si trovano Teseo e Piritoo, Castore, Polluce, Admeto di Fere, Peleo padre di Achille, Ificlo il fratello di Eracle e tantissimi altri che partecipano a questa battuta di caccia? Incredibile! Potrebbe essere una gioiosa festa in cui ognuno tenta di superare l’altro in una nobile disfida!
Ma la tragedia è dietro l’angolo…
L'apoteosi di Eracle
La taciturna e bellissima Iole, prigioniera di guerra di Eracle, entra a Trachis insieme alle altre schiave.

La principessa schiava è, pare, destinata a diventare la concubina di Eracle, e Deianira, la legittima consorte dell’eroe, trema al solo pensiero di perdere l’amore del marito.

Ella è solamente preoccupata di questo: ha sempre saputo che Eracle attira belle giovani ed è da queste a sua volta attratto. Non teme Iole né la disprezza per la sua entrata in scena: Deianira teme che Iole o una successiva nuova fiamma possano farle perdere per sempre l’amore del marito...

Per riconquistare e tenere per sempre legato a lei Eracle, Deianira decide di trattare con quello che lei crede essere il filtro d’amore del centauro, una tunica per sacrifici che Eracle, nei riti che sia compiendo fuori città, sicuramente vorrà indossare.

Piena di speranza, unge lei stessa la tunica e con attenzione ricopre ogni singola piega col mortale veleno...
La morte di Nesso e la gelosia di Deianira
Abbiamo lasciato Deianira che è saltata in groppa al Centauro Nesso. Questi, che fa il traghettatore, dovrebbe portarla alla sua imbarcazione per traghettarla, appunto, da una sponda all’altra del fiume Eveno.
Eracle, sposo di Deianira si è già tuffato e a grandi bracciate nuota per raggiungere l’altra sponda del fiume.
Con Deianira in groppa, invece di dirigersi verso la sua zattera, fugge via.

Il centauro ha deciso di rapire la giovane sposa di Eracle e di prenderla con violenza!
La vendetta di Eracle e l'incontro con Deianira
Nella scorsa puntata, Eracle ha indossato abiti femminili e ha finto la lana per la regina di Lidia, Onfale.
Ma che usi erano in voga, in quella parte del mondo?
Beh, i narratori greci parlano delle donne di Lidia come di «schiave» o «vedove» per definirne il particolare comportamento… In verità, per le ragazze in Lidia è la cosa più naturale vivere non come vergini, ma come etère. E questo a scopo di matrimonio, poiché in questo modo riescono a raccogliere da se’ una grande dote e riuscendo perciò a sposarsi da padrone e non da sottomesse schiave del marito...


Immagine per la miniatura: Di Evelyn De Morgan - [1], Pubblico dominio, https:/ / commons.wikimedia.org/ w/ index.php?curid=1147059
La schiavitu? di Eracle sotto la regina Onfale
Eracle, in questa puntata, affronta una particolare schiavitù sotto la regina Onfale, che governa in terra di Lidia.
Come abbiamo saputo nello scorso episodio, Eracle, in seguito al responso della Pizia, accetta umilmente di essere venduto come schiavo. Viene portato in Asia da Ermes in persona e lo stesso dio contratta il prezzo dell’Eroe, senza però rivelare chi sia, come un forzuto schiavo e nient’altro.
Il ricavato della vendita dell’eroe è di tre talenti d’argento...
La morte di Ifito e la schiavitu? di Eracle
All'inizio della nostra storia, Eracle è impegnato nell’ultima delle sue fatiche, la discesa al Mondo dei Morti per portare a Re Euristeo Cerbero, il cane a tre teste di Ade.
Lico, figlio di Poseidone, violenta Megara, la giovane sposa di Eracle, credendo di passarla liscia confidando nel fatto che l’eroe sia morto nell’Ade e che perciò non farà mai più ritorno.
Questa figura incauta fa una brutta fine, in quanto far arrabbiare Eracle conduce sempre a pessimi risultati...
Fedra e Ippolito
Fedra e Ippolito. Con lo scorso episodio abbiamo terminato la vicenda di Teseo, lasciando però in sospeso un racconto particolare, riguardo Fedra e Ippolito, nel quale ci addentriamo oggi.

Teseo sposa Fedra, sorella di Deucalione, signore di Creta. Questo matrimonio porta, nelle intenzioni di Teseo, pace e prosperità per entrambi i regni.
La nuova sposa, in una delle versioni del Mito, viene osteggiata dall’amante di Teseo, Antiope, ex regina delle Amazzoni, che con lui ha avuto un figlio, Ippolito.

In un’altra versione, Antiope, consapevole dei vantaggi politici del matrimonio, rimane al fianco di Teseo e muore combattendo fianco a fianco di Teseo in difesa di Atene contro le sue ex suddite, le amazzoni.

In ogni caso, ad Atene si insedia Fedra che regala a Teseo nuovi eredi. Ippolito comincia a diventare un peso e, come accade spesso ancora oggi in molte situazioni, viene “promosso per essere spostato”....

E se Fedra si fosse nel frattempo innamorata del bellissimo figliastro...?
Teseo 4 - Elena, Persefone e la morte dell’eroe.
Teseo e l’amico Piritoo, compagni di furfanterie amorose, hanno deciso di comune accordo di rapire la già famosa per la propria bellezza Elena di Sparta, figlia della regina Leda e del padre degli dei in persona, Zeus.
Si tratta, come ti dicevo della stessa Elena che sposerà Menelao, che fuggirà con Paride e che verrà accusata di essere stata la causa della interminabile guerra di Troia.


Il loro amicale accordo è sì di rapirla ma di giocarsela poi a sorte! Il vincitore potrà sposare Elena ma sarà vincolato ad aiutare l’amico in ulteriore rapimento di una altra bellissima figlia di Zeus.

Elena, però è poco più che una bambina, ha da poco superato i dieci anni...
Teseo 3 - L'ascesa al potere e la debolezza per il gentil sesso
Teseo torna da Creta vincitore, come abbiamo sentito nello scorso episodio, ma la sua voglia di festeggiare si spegne appena viene a sapere della morte del padre, il grande Re Egeo.
Assume il potere di Atene e deve affrontare subito una miriade di nemici.
Trova però anche il tempo per una sua passione: sedurre belle rappresentanti del gentil sesso.
Questa "debolezza" gli porterà fortuna?
Nel racconto ti parlo di una scultura del Canova. Di seguito trovi il link:
https:/ / images.app.goo.gl/ jhJBEDw9jD6TwnCB7
Teseo 2 - Il Minotauro
Teseo è un principe, bellissimo, astuto e forte. Non gli va proprio giù il terribile tributo che da tre anni Atene è costretta a pagare a Creta.
Ogni anno sette giovinette e sette giovinetti vengono inviati nell'isola di Minosse per essere sacrificati, come pasto, al Minutauro che vive prigioniero nel leggendario labirinto di Dedalo...
L'immagine della miniatura è: di © Marie-Lan Nguyen /  Wikimedia Commons, CC BY 2.5, https:/ / commons.wikimedia.org/ w/ index.php?curid=4040633
Teseo 1 - Le prime avventure
Un paio di puntate fa, all’interno del secondo episodio sulla vita di Medea, ti ho parlato di Teseo.
In quell’occasione abbiamo saputo che cosa è capitato ad Atene al suo arrivo, di come Medea attenta alla sua vita.

In questa puntata ti propongo la gioventù e le prime imprese di Teseo, in modo da terminare il quadro di questo affascinante personaggio della Mitologia. Darò per ascoltata la parte raccontata in quell’episodio, per cui ti invito ad andare ad ascoltarlo per primo, se già non lo avessi fatto, per godere del racconto nella sua integrità.

Come in altre occasioni, ti avviso: nella puntata di oggi vengono raccontate azioni di turpe violenza agite dagli avversari di Teseo: ti invito ad ascoltare il racconto per valutare se sia il caso di proporlo poi ai più piccoli.
Zeus, Tifone e l'isola meravigliosa
Oggi ti racconto di Tifone, il mostro più grande che mai abbia visto la luce del sole.

Ha le gambe squamate e dalle cosce in giù è tutto un groviglio di serpenti; le sue incredibili braccia, allargate, coprono cento leghe in ogni direzione, e hanno innumerevoli teste di serpenti al posto delle mani.

Ha una orrenda testa d’asino con la quale tocca le stelle, e due ampie ali che, aperte, oscurano il sole; fiamme gli escono dagli occhi e rocce infuocate vengono sputate e precipitano dalla sua bocca... e l'unico scopo nella sua vita è di sconfiggere Zeus e tutti gli Dei!

Buon ascolto!
Medea II - Una trappola per Teseo
Abbiamo lasciato Medea ad Atene, come moglie di re Egeo, madre del principe ereditario del re, che ha nome Medo, finalmente in pace in quanto oramai pensa che nulla potrà andare male.
Appare ad Atene Teseo, figlio di Egeo, e i suoi sogni cominciano a sgretolarsi…
Ma non è però detta l’ultima parola, pensa tra se’: ho ancora una speranza, fintanto che Egeo non viene a sapere che Teseo è suo figlio…

Egeo, infatti, ignora di aver un altro figlio!
Medea - Il terribile destino di una maga!
Qualche puntata fa, abbiamo navigato insieme a Giasone alla ricerca del Vello d’Oro.
È stata una bella avventura che ci ha tenuti felicemente occupati per diverse settimane, o almeno così è stato per me.
Se te la fossi persa, ti invito ad andarla a cercare e ad unirti all’equipaggio della nave Argo!

Questo episodio racconta le gesta di Medea, che ha aiutato Giasone nell’impresa, successivamente agli eventi narrati in quelle puntate: ti avviso perché inizierò riprendendo da dove ci eravamo lasciati, per cui lo spoiler di come le cose si siano concluse a Iolco, c’è…
Melampo secondo episodio: l’impotenza di Ificlo e la pazzia delle calve figlie di Preto
Nello scorso episodio abbiamo lasciato Melampo che, salvatosi all’ultimo momento dal crollo del tetto della sua cella, viene guardato con occhio meravigliato da re Filaco.

Melampo infatti ha saputo prevedere il crollo della trave principale che a tutti appariva solida e sicura: la sua capacità di comprendere il linguaggio degli animali gli ha salvato la vita: ha infatti origliato il dialogo tra due tarli venendo a conoscenza dell’imminente crollo.

Riconosciutolo come veggente, il giusto re gli chiede se può guarire l’impotenza che avvelena la vita del figlio Ificlo.
Gli promette in cambio la sua favoleggiata mandria, che come ricorderai, Melampo è andato a cercare di diciamo acquisire per permettere al fratello Biante di unirsi in matrimonio con la bella Pero, loro cugina.

Melampo dunque lietamente acconsente.
Melampo, il dono dei serpenti e le travi di re Filaco
Fra le figure che popolano le mitologie di ogni parte del mondo, vi sono i vaticinatori, coloro che sanno predire il futuro o che sanno interpretare correttamente i segni della parte sottile traslucente e magica della realtà, quella parte che noi esseri umani “normali” non riusciamo a vedere.
Costoro spesse volte portano una pena o hanno pagato un prezzo per questa formidabile qualità: Cassandra (di cui ti ho parlato poco tempo fa, è condannata a perdere il destino ma a non essere mai creduta, Tiresia, il magnifico Tiresia che meriterà delle puntate tutte sue, riceve il dono del vaticinio dopo essere stato privato della vista.

Ci si aspetterebbe che tutti abbiano dunque un destino funestato da dolori e disgrazie a causa del loro “dono”. Esiste, invece, un medico dell’antichità che oltre a poter per così dire “vedere l’invisibile” riesce a comprendere il linguaggio degli animali: Melampo.
Bellerofonte
Nipote di Sisifo, Bellerofonte deve il suo nome al fatto di aver ucciso Bellero che fu re di Corinto. Macchiatosi di un secondo grave fatto, l’uccisione pur accidentale del fratello Deliade, a Bellerofonte non rimane che andare, supplice, a cercare un re che possa purificarlo.

Bellerofonte trova rifugio a Tirinto, governata da re Preto e da sua moglie, la regina Stenebea...
Perseo - III - Andromeda
Dopo aver sconfitto medusa e aver messo al sicuro la sua testa terrificante dentro la bisaccia fatata, perseo grazie ai calzari alati, è sulla strada di casa. Vola velocissimo nel cielo, Ma il suo sguardo viene attirato da quella che a tutta prima gli sembra una statua ma che poi si rivela essere una bellissima giovane incatenata ad un faraglione, con il corpo nudo adornato di preziosi gioielli, che scruta turbata ma risoluta il mare. Come ti dicevo alla fine dello scorso episodio, questa giovane ha nome Andromeda ed è una principessa. Si trova incatenata lì, vittima sacrificale, per sua stessa volontà...
Perseo - II - Perseo e Medusa
Nello scorso episodio abbiamo lasciato Perseo mentre si allontanava verso l'orizzonte. La sua destinazione è la terra di iperborea, dove vivono le tre Gorgoni. Abbiamo un po' di tempo perciò per raccontare la storia di medusa, l'unica mortale delle tre. Le Gorgoni sono figlie del mare: Ceto, un mostro marino e Forcio, il dio delle profondità degli abissi, si uniscono. Dalla loro unione nascono Ladone, un drago serpentiforme che non dorme mai e che confonde le sue vittime parlando la lingua degli uomini, con voce di uomo donna o bambino. Ladone è il custode insuperabile dell'albero delle mele d'oro che le Esperidi figlie di Atlante disperatamente desiderano. Forse te lo ricorderai: ho raccontato di Ladone in uno degli episodi sulle fatiche di Eracle.
La seconda figlia di Ceto e Forcio è Echidna, metà donna bellissima e metà serpente dalla pelle maculata, sposa di Tifone: ella mangia a pranzo esseri umani crudi e procrea mostri orribili. Verrà uccisa da Argo Panopte, il guardiano dai cento occhi.

Infine Ceto e Forcio danno vita alle Graie, che non ti descrivo perché te ne parlerò tra poco e le tre Gorgoni: Steno (o Stimo), Euriale e Medusa.

Queste tre sono creature bellissime, anzi la bellezza di Medusa può competere con quella delle dee dell’Olimpo.

Medusa fa uso della sua avvenenza per sedurre questo o quello e ottenerne i favori: mette a frutto la sua intelligenza per individuare chi la può aiutare e fa leva sulla propria irresistibile leggiadria per perseguire i propri scopi.

Una notte, però, avventatamente, Medusa si lascia andare agli abbracci di Poseidone proprio in un tempio dedicato ad Atena...
Perseo - I - Danae, la nascita di Perseo, il tranello di Polidette
Uno dei quadri più famosi di Klimt, artista austriaco dell’inizio del secolo scorso, è Danae. Per chi non conosce la storia di questa giovane principessa, il dipinto che rimira è quasi incomprensibile: una giovane accovacciata in posizione quasi fetale, con gli occhi chiusi forse dormiente o forse nell’estasi, le dita aggrappate all’aria, rinchiusa in una cornice di veli e pennellate d’oro… Bellissimo!

Il racconto di oggi riguarda proprio le vicende che hanno portato Danae ad essere la adorata madre di uno degli eroi più splendenti della mitologie greca: Perseo.
Sisifo, il più scaltro tra gli uomini
Ci sono delle volte in cui ci si sente fortemente delusi e si ha l’impressione che quello che si sta facendo, in realtà non abbia senso.
Hai mai avuto anche tu una sensazione come questa?
Se anche tu soffri ogni tanto di questi momenti in cui ti scopri a guardare la tua vita e ne scorgi per un attimo la sua tracotante assurdità, e nonostante questo continui ad andare avanti…
beh il racconto di oggi fa proprio per te!

Sisifo è una figura particolare della mitologia greca: figlio di Eolo, e marito della Pleiade Merope, è un sagace ingannatore e ne fa un po’ di tutti i colori.

For Originz di Kevin MacLeod è un brano autorizzato da Creative Commons Attribution (https:/ / creativecommons.org/ licenses/ by/ 4.0/ )
Fonte: http://incompetech.com/ music/ royalty-free/ index.html?isrc=USUAN1100700
Artista: http://incompetech.com/
Quattro amori di Zeus
Zeus, padre degli dei ha diverse qualità ma anche diverse chiamiamole “mancanze”, ha molti punti di forza e altrettanti di debolezza.

Uno di questi puoi è proprio il fatto di essere fedifrago.

Lo fa con allegria, a volte con sotterfugi, alle volte platealmente, come se non potesse avitare di diciamo “cadere in tentazione”!

Il dio padre degli dei, sposato, tradisce la moglie: è la divinizzazione di un comportamento umano, che in qualche maniera ratificherebbe la tensione dei mariti a cercare soddisfazione fuori casa: non resiste neanche zeus che è un dio, come potrei riuscirci io?

Così come nella vita reale le mogli tradite si infuriano, così Era, moglie sorella del dio, in un modo o nell’altro, riesce a trovare la via per vendicarsi di Zeus o di punire chi ha attratto con la sua bellezza l’occhio del marito.

Il racconto di oggi riguarda quattro amori tra i più famosi che Zeus ha avuto.

Immagini riguardo il Panopticon di Jeremy Bentham:

https:/ / images.app.goo.gl/ yajNpas4dmArnCrXA
https:/ / images.app.goo.gl/ hpbAhp64cmrPYxuX7
https:/ / images.app.goo.gl/ h2Uk6cGYNLTc4wGM8
Paride ed Elena - Episodio 2
Paride sta scalpitando per andare in città, la capitale, Troia, consapevole che solo lasciando i pascoli montani riuscirà a ricevere il dono promessogli da Afrodite: l’amore di Elena, la donna più bella del mondo.

L’occasione gli viene offerta da un torneo di abilità nel combattimento di tori e per gare di pugilato e di atletica. Priamo ha indetto questi giochi annuali per onorare la memoria del figlio perduto (proprio Paride!). Agelao, il padre putativo cerca di dissuaderlo, ma Paride sa che Il primo passo per cercare il suo premio, è andare in città...
Paride ed Elena - Episodio 1
Nella scorsa puntata, di passaggio, abbiamo trattato di Troia, la mitica città dell’interminabile guerra-assedio.
Mentre portavo a termine la lunga serie di puntate sul viaggio di Giasone con gli argonauti alla ricerca del Vello d’oro, mi ha stuzzicato l’idea di raccontarti la storia di come si è scatenata la guerra più famosa dell’antichità.
Non ti propongo qui di certo l’intera complessa narrazione della guerra di Troia.
Se ti va di ascoltare, ti racconterò i fatti che l’hanno preceduta e provocata.
L’episodio di oggi è dedicato a Paride, figlio di Priamo e al giudizio delle Dee.
Giasone - VI - Apsirto, Le nozze, Talo, le Sirene e il ritorno a Iolco
AVVISO IMPORTANTE: Questo episodio contiene azioni cruente che descrivono la natura del carattere di chi le compie. Se sei solita o solito far ascoltare il mio Podcast a dei piccoli, assicurati di averlo ben ascoltato prima tu e decidi sul da farsi. Questi eventi di inaudita violenza si trovano all’inizio e alla fine di questa puntata.

.-.-.-.

Ti dò il benvenuto in questa ultima puntata dedicata al viaggio degli Argonauti alla ricerca del Vello d'oro! Giasone, con il vello a bordo e con la sua promessa sposa, la maga Medea, che lo ha aiutato a superare tutte le prove che ha incontrato, gira la prua della nave verso Iolco.
I nostri sono inseguiti dall'intera flotta della Colchide, che li tallonano...
Giasone V - Re Eeta, Medea, il furto del Vello
Siamo finalmente arrivati nella Colchide! Re Eeta non lascerà portare via il Vello d'Oro a Giasone tanto facilmente! Sottoporrà l'eroe a delle prove insormontabili e mortali! A dare una mano a Giasone arriverà una figura gigantesca della mitologia greca: Medea, la figlia del re, maga e incantatrice... Per aiutarlo, però, Medea si fa promettere il matrimonio!
Lei è bella e ha quello sguardo penetrante... Giasone accetta (non sappiamo se per amore o per interesse) e affronta le prove di Re Eeta...
La conquista del vello appare vicina, ma...
Giasone - IV - Re Fineo, le rocce Simplegadi e l'arrivo in Colchide
Il viaggio dei nostri eroi continua! Incontrano per primo re Fineo, che ha il dono di vaticinare il futuro con estrema precisione. È cieco, e per dare i suoi consigli a Giasone, gli chiede in cambio un favore particolare.
Argo deve attraversare uno stretto passaggio di mare impossibile da superare: lo stretto delle rocce Simplegadi. Queste rocce, al passaggio di chiunque si chiudono, abbracciandosi, con un gran frastuono. I nostri riusciranno a superare astutamente questa difficoltà.
Arrivano infine alle coste della Colchide, e qui Giasone si siede attorno ad un tavolo coi suoi per prendere una importante decisione.
Buon ascolto!
Giasone e gli Argonauti - III - Ila, Re Cizico e Àmico
Nella puntata di oggi trovi tre episodi inquietanti accaduti al nostro equipaggio preferito.
Ila, l'assistente di Eracle, improvvisamente scompare, mandando il nostro fortissimo eroe su tutte le furie; sulla spaiggia del regno di Cizico, poi, accadrà un evento formidabile quanto terribile; alla corte del presuntuoso e crudele re Àmico, assisteremo ad un incontro di pugilato tra semidei.
Buon ascolto!

Il quadro cui faccio riferimento nella puntata, lo trovi qui:
https:/ / it.wikipedia.org/ wiki/ Ila_(mitologia)#/ media/ File:Waterhouse_Hylas_and_the_Nymphs_Manchester_Art_Gallery_1896.15.jpg
Giasone e gli Argonauti - II - La storia del Vello e l'isola di Lemno
In questo episodio prendiamo il largo verso l'isola di Lemno, prima tappa del viaggio dei nostri eroi.
Mentre la nave veleggia, io e te ci appartiamo un attimo perché ti voglio raccontare la storia del Vello d'oro che si trova nella Colchide, terra a Est che si affaccia sul Mar Nero, ai confini del mondo conosciuto.
L'isola di Lemno presenta una particolarità: l'aria è pestilenziale! Questo cattivo odore appartiene alle donne che vivono lì: è forse una punizione degli Dei per una azione terribile che hanno messo in atto...

Buon ascolto!
Giasone e gli Argonauti
La storia di Giasone inizia con lo zio Pelia che strappa il trono al legittimo pretendente al trono, Esone, padre dwl Giasone.
Quando Giasone torna a palazzo per reclamare il proprio diritto a governare la città che è sua, Re Pelia si mostra quasi accondiscendente, solo per riuscire a mandare il focoso nipote in una missione impossibile e mortale: la ricerca del vello d'oro che si trova nella Colchide.
Alcesti - Il sacrificio di se'
Questa puntata riguarda l'amore incondizionato. Mi pare adatto pubblicarlo ora, con la prossimità del 14 febbraio.

SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT 

.-.-.-.-.
A seconda delle versioni, è ad Artemide che Apollo riesce a strappare il prezioso dono per Admeto, dopo che Admeto ha "riparato" all'errore compiuto nei confronti della dèa.
.-.-.-.-.
Ti riporto qui sotto le ultime battute dall'Alcesti di Euripide, con la felicità di Admeto che trabocca dalle sue parole.
ERCOLE:
Admèto, addio.
   Io di Stènelo al figlio, ad Euristèo
   parto, a compire la dovuta gesta.
Admèto:
   Con noi rimani! Siedi alla mia mensa!
ERCOLE:
   Al mio ritorno. Adesso ho fretta. Addio.
(Parte)
Admèto:
   Vivi felice; e a noi rivolgi il passo
   al tuo ritorno. E ai cittadini tutti
   indíco, e ai quattro regni, che per questa
   prospera sorte, danze istituiscano
   e canti, e l'are fumino di vittime.
   Verso piú dolce vita ora moviamo:
   ché non lo nego: io sono, io son felice!
Orfeo ed Euridice
Fino a dove ti spingeresti, per raggiungere la persona amata?
Oggi ti racconto di Orfeo, il poeta più grande mai vissuto!
Secondo il Mito, per ascoltare il suo canto, perfino un fiume cambiò il suo percorso. La sua arte gli tornerà utile quando perderà l'oggetto del suo amore: la dolce e fedele sposa, la ninfa Euridice.
Buon ascolto!
Eco e Narciso
Oggi ti propongo le storie di due figure particolari nella mitologia greca: Eco e Narciso.
Sono due figure molto lontane che sono destinate ad incontrarsi in un modo particolare: il primo mito, infatti spiega quel che accade nel secondo.
Buon ascolto!
Epimeteo, ovvero il Titano “che riflette dopo”, e Pandora
Epimeteo è l’eroe di questo episodio. Il fratello di Prometeo, meno dotato di ingegno, sembrerebbe una figura da disprezzare, a causa delle sue scelte non meditate... 
Eppure, ad uno sguardo un po’ più approfondito, questo antieroe ci è più vicino di quanto non si aspetterebbe...

Buon ascolto!
Prometeo, l'inventore dell'essere umano.
Prometeo è l'unica figura della mitologia che abbia sempre difeso a spada tratta gli esseri umani. Non stupisce scoprire che che i primi esseri umani siano stati "creati" proprio da questo Titano ribelle!
La sua storia è interessante e densa di accadimenti: in questo episodio ti riporto gli eventi più importanti che la Mitologia antica ci tramanda su di lui. Scoprirai che questo Titano è quanto di più prossimo all'essere umano tu possa trovare...

Buon ascolto e buon divertimento!
Il ratto di Persefone - L'origine delle Stagioni
Niente avviene per caso, nel mondo greco. Tutto deve avere un motivo. 
Certo, ma quale può essere il motivo dell'alternarsi delle stagioni?
Non mi parlare di inclinazione dell'asse terrestre rispetto all'eclittica o altro: ci pensa il mito a spiegare chiaramente il vero motivo del ripetitivo ritmico succedersi delle stagioni!

Buon ascolto!
Icaro - Storie dal Labirinto - Episodio 1 di 3
Dimmi una cosa: quando "parti" per realizzare un progetto le persone che hai attorno si prodigano in consigli? 
Se questo ti accade, penso che avrai incontrato diversi amici che ti avranno consigliato alla prudenza, magari eccessiva: non bisogna mirare troppo in alto.
L'avrai sentito decine e decine di volte, vero?
Il pericolo dietro a questa frase è che un po' alla volta smettiamo di guardare in alto.
Buon ascolto!
Questo è il primo di tre episodi che riguardano quelle che ho riunito nel gruppo "Storie dal Labirinto": rimani sintonizzata/ o per non perdere il prossimo!
Amore e Psiche: la vera storia del loro amore
Mi ha sempre affascinato il termine "Psicologia": mentre molte altre "logìe" avevano un oggetto ben chiaro, la Psicologia rimaneva in una area astratta che deriva dal termine Psiché (che significa "anima" o "spirito" o "respiro").
Questa spiegazione non mi è mai bastata come "origine" del termine... 
Per fortuna arriva un mito greco a farci capire che qualcosa di più bello e avventuroso sta dietro al nome di questa disciplina che amiamo così tanto!
Sono convinto che la storia della bellissima principessa Psiche ti piacerà!
Buon ascolto!
Per l'icona del podcast ho usato uno scatto della famosa statua di Antonio Canova custodita al Louvre: mostra Amore nel momento in cui risveglia Psiche dal sonno eterno. Canova ha in maniera commovente fermato nella sua scultura il momento immediatamente prima del bacio tra i due amanti ritrovati. Trovo che sia una opera per cui bisognerebbe inventare un termine nuovo per descriverne la indescrivibile bellezza.
Atteone e Orione e il loro fatale incontro con Artemide
Tra tutte le divinità greco romane, Diana è quella che mi inquieta di più: il suo carattere ombroso e vendicativo, fa tremare i polsi.
È la Dea della caccia: ama stare nascosta e come ogni bravo cacciatore odia essere disturbata. In più, quando ha puntato una preda, quella è sua e nessuno si deve mettere in mezzo. Carattere focoso, Artemide è presta alla vendetta, se ritiene di essere stata offesa...
Ti propongo in questo video due miti di  una sconvolgente durezza: quello di Atteone e quello di Orione: due cacciatori che hanno avuto la sfortuna di incontrarla sulla loro strada...
Antigone e i suoi fratelli
Dopo i fatti descritti nella puntata precedente, Edipo si “autoesilia” da Tebe. Chi governerà la città? I due figli maschi dello sfortunato re, Eteocle e Polinice, sono due teste calde e non vanno proprio d’accordo... 
Non ti anticipo nulla, ma la tragedia è dietro l’angolo.
Nella seconda parte della puntata entra in scena una delle figure più importanti della mitologia greca: Antigone.
Come ricorderai, è una delle due figlie di Edipo (l’altra è la timorosa Ismene): la sua scomoda scelta la rende una eroina di prima grandezza! Nume tutelare di chi sceglie di seguire il giusto, anche a discapito del proprio interesse, Antigone ha ispirato molti artisti: tra gli altri ci sono due che amo molto: Jean Cocteau e Bertolt Brecht.

Per il questo podcast, i riferimenti sono le due tragedie “I sette  contro Tebe” di Eschilo e “Antigone” di Sofocle.
Il Mito di Edipo
Di certo hai sentito parlare di Edipo, ma forse non conosci la sua storia.
Te la propongo rielaborando la tragedia di Sofocle: il testo originale è una potentissima arma da riflessione!
Preparati ad uno sconvolgimento profondo del tuo essere: questa tragedia parla ad una parte molto intima di noi. Vengono infatti toccati punti etici e punti morali, ci si domanda se esista una giustizia e quanto peso dobbiamo dare alle nostre azioni. È giusto punire un neonato a causa delle sue azioni future?
Le domande non si fermano a queste poche, sono molte di più! Mi fermo solo per lasciarti ascoltare il podcast..
Esistono altre versioni di questa storia (Seneca soprattutto): ho scelto questa, la più antica, perché è quella che mi smuove di più l'animo.
Le Fatiche di Eracle - V - La mitica conclusione
Le tre fatiche più straordinarie chiudono il nostro percorso inseguendo Eracle: le Mandrie di Gerione, che si trovano oltre i confini del mondo, nella lontanissima Cadice, Le Mele delle Esperidi, che si trovano in un luogo non ben precisato (altra difficoltà per il figlio di Alcmena) e l'ultima: andare a catturare e portare nel mondo dei vivi il Cane di Ade: Cerbero, il cane a tre teste!  
Sappiamo già che supererà ogni prova, sappiamo già che riuscirà, con la forza o con l'astuzia, a prevalere sulle difficoltà che dovrà affrontare, ma questo non toglie nulla alla fascinazione di questi racconti...
Le Fatiche di Eracle - IV - Tre avventure e un dolore
Uccelli dalle piume di bronzo? Zampe e becchi pure di bronzo? Escrementi corrosivi?!? La fantasia dei greci per trovare animali fantastici non ha limiti! Liberare Stinfalo da questa piaga che impedisce ai viandanti una strada sicura è la nuova fatica di Eracle.  Si recherà poi a Creta, per liberare Minosse dall'impiccio di quel toro bianco meraviglioso che Poseidone prima gli ha donato e poi ha reso pazzo.  Attraverserà la Tracia dove dovrà destreggiarsi con le Cavalle di Diomede, re crudele e sanguinario che farà una inaspettata brutta fine...  Navigherà infine lungo il fiume Termodonte per arrivare alle sue foci, dove si erge la città di Temiscira, la città delle Amazzoni. La capricciosa figlia di Euristeo, infatti, desidera ardentemente avere la Cintura di Ippolita, la regina delle donne-guerriere...
Ti auguro una buon ascolto e e ti aspetto per il prossimo episodio: l'ultimo di questa serie!
For Originz di Kevin MacLeod è un brano autorizzato da Creative Commons Attribution (https:/ / creativecommons.org/ licenses/ by/ 4.0/ )
Fonte: http://incompetech.com/ music/ royalty-free/ index.html?isrc=USUAN1100700
Artista: http://incompetech.com/
Le Fatiche di Eracle - III - Pazienza, astuzia e ingegno
Dolce e vellutato o forte e travolgente? Così può essere Eracle! In questo terzo episodio vediamo come Eracle riesce a risolvere delle situazioni ora con astuzia ora con la forza, ma sempre e soprattutto con l'ingegno che si agita sotto i suoi muscoli guizzanti!  
La Cerva di Cerinea, sacra ad Artemide, è impossibile da catturare... Non ce l'ha fatta neppure la Dea della Caccia! Questa avventura, che richiederà un anno intero di inseguimenti, porterà Eracle ai bordi del mondo!  Il cinghiale di Erimanto, un terribile gigantesco flagello delle terre da cui prende il nome, ha una scorza dura e denti aguzzi, è veloce e guizzante: la sua cattura non può essere effettuata in modi conosciuti ai cacciatori, abituati a nascondersi e ad aspettare: Eracle agirà proprio in modo contrario alle aspettative e ai consigli della prudenza!  La puzza di letame che si alza e si diffonde dai territori del ricchissimo Augia, ammorbano il Peloponneso. I campi e le stalle di Augia, infatti, sono ricoperti dal letame dei suoi armenti. Nessuno riesce a resistere al fetore e ce la fa ad andare a pulire le stalle. Le mandrie nei campi sono sorvegliate da dei tori argentei, per cui anche lì niente pulizia...  Questa fatica che Euristeo commina ad Eracle è meschina: il re di Micene gode al solo pensiero di vedere  Eracle sozzo di quel puzzolente sterco... Ma Eracle non si sporcherà nemmeno un mignolo e riuscirà a pulire tutto, le stalle di Augia e i suoi campi, in un solo giorno!  Al termine dell'episodio troverai alcune considerazioni sul vero significato di queste fatiche. La cultura orale, di cui questa epopea fa parte, prevede che ogni storia porti un insegnamento quando non una morale. In più questi racconti ci aiutano a capire meglio il mondo dell'antichità, con i suoi usi e costumi, abitudini e conoscenze: fai conto che possiamo dire con certezza che anticamente non si conosceva il potere fertilizzante del letame...  Basta chiacchiere! Ti lascio al podcast! Buon ascolto!
L'origine della via lattea
Magari una volta ti sei chiesto il perché dei nomi delle stelle e dei pianeti. 
Beh, per i pianeti la risposta è breve: si rifanno a nomi di divinità greco romane. Così puoi immaginare che i nomi delle stelle abbiano la stessa origine… e anche qui hai ragione! Stessa origine… Ma la via Lattea?
In questo episodio ti racconto l’origine del nome della nostra bellissima galassia.
Le Fatiche di Eracle - I - La gioventù di Alcide
In questo episodio ti racconto la gioventù di Eracle, quello che noi conosciamo come Ercole, nei suoi primi anni di vita.
Eracle è un po' il "prezzemolo" del Mito: le sue avventure non conoscono coerenza di tempo e spazio! Lo troviamo in epoche diverse in luoghi diversi con avventure diverse... non ultimo il viaggio sulla nave Argo in compagnia di Giasone, Castore, Polluce, Orfeo e altri eroi! 
Qui ci focalizziamo sulle 12 fatiche di Eracle: preparati all'avventura!  In questo primo video andiamo a vedere la gioventù di Alcide, prima di essere chiamato Eracle, e come arriverà a dover affrontare le sue "fatiche".
Immagina di essere un bimbo di pochi mesi, stai dormendo nella tua stanza con tuo fratello gemello. All’improvviso senti un rumore inquietante: un sibilo cupo si avvicina a te.
Una luce inattesa mostra ai tuoi occhietti attenti e vivaci quello che il buio ti nascondeva: due serpenti neri con le fauci aperte si dirigono verso di te...
Le fatiche di Ercole - II - Le prime due avventure
Inizia finalmente in questo secondo episodio di questa serie il nostro viaggio nelle mitiche fatiche di Eracle. Re Euristeo si vuole liberare di questo scomodo servitore e lo manda in giro per il mondo a compiere delle "prove" che, nelle sue intenzioni, lo porteranno a morte certa! Peccato che le speranze del pauroso re di Tirinto e di Micene rimarranno deluse... In questo episodio, Eracle affronterà l'invulnerabile leone di Nemea e la temibilissima Idra di Lerna: come riuscirà a sconfiggere queste due incredibili creature?  Il leone di Nemea è invulnerabile a qualsiasi arma: come faresti tu a sconfiggerlo? L'idra di Lerna, con corpo di cane e 9 teste (ma c'è chi dice ne abbia dieci o addirittura 100) ha diversi punti a favore: morso velenoso, bocche che emanano una puzza mortale, le sue teste, se tagliate, ricrescono in numero maggiore... grosso problema...
Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico: Il Trailer
Questo trailer introduce e prepara la messa in onda del podcast "Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico".
Sono Alessandro Gelain, insegnante di Filosofia, Psicologia, Scienze Umane e Tecniche di Comunicazione. Ti dò il benvenuto in questo spazio in cui intendo raccogliere tutte le storie del mito greco-romano che mi hanno affascinato nella gioventù e durante gli anni di studio e di scoperta.
Il Mito, come reazione alla ineffabilità del mondo è la prima risposta che l'essere umano si dà: racconti affascinanti, storie incredibili e avventure indimenticabili ci spiegano ancora oggi il perché il mondo debba essere sempre interpretato...
Spero salirai a bordo di questo Podcast. Ti aspetto!

I commenti sono chiusi.