Mitologia: le meravigliose storie del mondo antico


Tags (categorie): Filosofia, History, Società
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In questo Podcast, trovi le storie più interessanti dei miti greci e romani. Il mito ha ancora molto da insegnarci e talvolta, come uno specchio, è capace di mostrare meglio a noi stessi quello che siamo. Buon ascolto!
Autore: Alessandro Gelain
Ultimo episodio: 27/06/22 7:00
Aggiornamento: 02/07/22 10:10 (Aggiorna adesso)
Castore e Polluce 2 - L'ultima razzia dei Dioscuri
I dioscuri, come siamo venuti a sapere nello scorso episodio, si sostengono tra loro sempre e comunque. In coppia, pare risultino imbattibili: ono a superare qualsiasi ostacolo.
E anche quando devono soccombere a qualcuno più “forte” di loro, fanno comunque la loro bella figura.

Avrai già capito che sto parlando di Eracle…

Siamo sulla nave Argo e stiamo navigando in direzione della Colchide, su un quieto mare. Eracle è annoiato a morte e, si sa, quando si è annoiati pare che tutto rallenti fino a fermarsi in un pantano mortale. Il mare piatto, le vele sgonfie, i remi che ritmicamente paiono scandire un triste tran tran…

Basta! Eracle con una risata tonante risveglia tutti dal torpore di quell’ora senza spina e sfida i suoi compagni di avventura in una gara di resistenza ai remi.

Tutti ridono e, pur sapendo chi sarà il vincitore di questa gara, a coppie si sistemano ai remi e argo comincia a prendere velocità...
Castore e Polluce, i Dioscuri figli di Leda
Ci sono coppie di fratelli che si osteggiano, che si combattono, che tra loro instaurano un rapporto di odio, dovuto spesse volte a questioni di eredità o di spartizione di terre. Ci sono coppie di fratelli che si vogliono bene e si difendono l'un l'altro, come Eracle ed Ificlo. C'è una sola coppia nel mito che riesce a dimostrare un incondizionato amore fraterno, un supporto reciproco, la dedizione di uno verso l’altro. Il racconto di oggi riguarda i Dioscuri, i due “splendenti figli di Zeus” come vengono chiamati, Castore e Polluce. la loro genealogia è un po' complessa, ora te la sottopongo.

Re Tindaro di Sparta sposa Leda, così bella e così perfetta da attirare lo sguardo interessato di Zeus. Leda è superba e fedele, e non c'è verso che Il re degli dei possa anche solo pensare di riuscire a insinuarsi tra lei ed il marito. Zeus per riuscire a giacere con lei si trasforma in un dolcissimo e tenero cigno e, sulle rive di un fiume gorgogliante, all'ombra di alberi che riparano la regina dalla calura, Zeus riesce nel suo intento.
Ti ho parlato di questa seduzione nell’episodio dedicato a Paride ed Elena, in un lontano episodio della prima stagione.

Dall'unione con Tindaro, nascono Castore e Clitemnestra, dall'unione con Zeus, Polluce ed Elena.
Tindaro, benevolmente, adotta come suoi i pargoli figli di Zeus.
Di Elena e Clitemnestra parleremo in un’altra occasione, ci soffermiamo oggi sui due gemelli/ fratellastri.
Polluce ha il dono dell’immortalità ed è un invincibile pugilatore, mentre Castore, che è il figlio mortale di Tindaro, ha un incredibile dono: nessuno lo supera nell’arte della guerra, nel governare una biga e nel domare cavalli...
Il dolore di Psamate
Conosciamo Psamate, nereide divinità della sabbia. Il suo intervento è stato fondamentale per il positivo termine del conflitto tra Poseidone e Dioniso: poche puntate fa i due si sono scontrati per guadagnare il diritto di avere la mano della dolce Beroe.

Re Eaco, che governa su Egina, scorge Psamate di lontano e se ne innamora. Il suo pensiero torna continuamente sulla bella nereide, divinità della sabbia. Il corpo divino e le forme aggraziate turbano il sonno del re che, ormai vinto dal desiderio, decide di fare la sua mossa.

Avvicina la divinità e tenta in ogni modo di entrare nelle grazie della dea ma nulla: ella desidera mantenersi casta e non ha intenzione per il momento di unirsi con chicchessia, men che meno con uno che si presenta carico di doni sulla riva del mare…

Re Eaco, figlio della ninfa Egina e di… Zeus non ci sta tanto ad essere scartato prima ancora di essere stato preso in considerazione, ascoltato.
Perciò continua a sottoporre a Psamate le sue profferte d’amore, fino a diventare importuno…

Psamate non si accorge che il desiderio in Eaco sta lievitando di minuto in minuto e continua a rifiutare con cortesia le sue attenzioni.

Stanca, alla fine, Psamate decide di lasciare quel posto e si trasforma in foca proprio nel momento in cui Eaco, non resistendo al desiderio di farla sua, la aggredisce saltandole addosso...
Proteo, il Vecchio del Mare
Nelle profondità buie ed insondabili del mare aperto, vive e nuota libero il vecchio del mare, una delle divinità più antiche.
Proteo, il dio mutaforma.
Il nome deriva da «protogonos, il primo nato. Questo colloca la venuta al mondo di Proteo nel tempo aurorale, tra le primissime divinità, così antico che alcune fonti dichiarano di ignorare chi possano essere i genitori; altri invece affermano che sia figlio di Poseidone.

Egli regna sul mare ben prima di Poseidone, distinguendosi per saggezza e veracità. Secondo Esiodo, supera in autorevolezza un sovrano del mare ancora più antico: Briareo dalle cento braccia.

Come altre divinità dell’inizio, Proteo ha diverse qualità e punti di forza: ha la possibilità di assumere qualsiasi forma: dal mondo animale a quello vegetale fino a finire a quello minerale.
In un battito di ciglia, Proteo è leone e formica, acqua e roccia, una potente quercia e l’incendio che la avvolge.
Figura poderosa, in una pittura vascolare primitiva egli è raffigurato con la coda di pesce e con un leone, un cervo e una vipera che gli escono dal corpo…

Ma non è questa la sua caratteristica più notevole: egli è un sacro datore di divinazioni: la sua parola contiene la risposta giusta a qualsiasi domanda.
Due pretendenti per Beroe. (Seconda parte)
Abbiamo lasciato nella scorsa puntata la bella ninfa Beroe che fugge all'accerchiamento amoroso di Dioniso. È riuscita a staccarsi temporaneamente da lui ed avventurarsi su strade non battute e deserte.
Mentre corre Beroe si accorge che la terra sta tremando: guarda le cime dei monti ma nulla si muove: non ci sono smottamenti, non ci sono crolli. Volge lo sguardo allora verso il mare e vede fermo, ritto in piedi, Poseidone...
Due pretendenti per Beroe (Prima parte)
Tempo fa ti ho raccontato della vita di Adone, della sua nascita dall’incestuoso legame tra la giovanissima Mirra e suo padre. Adone è così bello che fa innamorare di se Afrodite come pure Persefone.

Dalla frequentazione con Afrodite nasce la bella Beroe, protagonista e motore del racconto di oggi.
La bimba, destinata alla saggezza, viene partorita sopra ad un testo di leggi, così come le donne spartane partoriscono i figli sopra uno scudo rotondo di cuoio.
Alla nascita di Beroe, Afrodite è accudita da Ermes che fa da levatrice e da Temi, che la sorregge nel travaglio.
I quattro venti portano sulle terre il suono del suo primo vagito, come a riempire la terra dei precetti di Beroe, così Oceano sparge per il mondo l’acqua della sua nascita e il Tempo riveste la piccola con i panni di Dike, la giustizia e le Ore tutte risuonano in un canto di gioia alla notizia della nascita di questa bimba saggia.

Da Ermes e da Temi, da queste due figure tutelari, la bambina sarà dotata di arguzia e di fermezza di carattere, oltre che di un vivo intelletto.

Afrodite decide che solo un dio potrà esser degno di avere la mano della sua incantevole creatura.

Svelta chiama Eros e lo spedisce di gran carriera verso Poseidone e Dioniso, e gli ordina di scoccare al cuore di entrambi identico amore per Beroe, un amore che li spinga a prenderla in sposa...
Le nozze di Cadmo e Armonia
Siamo arrivati al quinto appuntamento con le avventure di Cadmo in giro per la Grecia: ti ringrazio avere seguito con pazienza tutte le puntate e di essere qui ad ascoltare la conclusione di questa intricata storia!

La reggia è in subbuglio: da settimane si sta preparando il grande evento.
La magnifica Tebe guidata da Cadmo ed Armonia è una città tra le più ammirate e temute.
Cadmo ha stretto alleanze e ha sconfitto nemici: Tebe non teme alcun assalto e prospera.

Gli dei siedono a tavola con la regale coppia, tutto l’Olimpo scende e offre un aiuto del preparare questo avvenimento in modo che divenga indimenticabile...
Cadmo e i denti del Drago
Armonia, innamorata di Cadmo, pronta a sposarlo, sta per lasciare la sua casa, l’isola di Samotracia.

I due promessi sposi, fianco a fianco, sulla loro nave guardano dritto davanti a loro, verso il largo mare. Così vicini uno all’altra, paiono risplendere per grazia e bellezza, qualcuno addirittura li addita come una doppia polena, portatrice di buoni auspici.

Dall’isola di Samotracia, i due sposi promessi si dirigono verso il Peloponneso per muoversi poi verso la Grecia continentale. Cadmo ha deciso di dare una svolta alla sua ricerca : chiederà aiuto all’oracolo di Delfi.
L’oracolo di Apollo dona vaticini a volte di ostica interpretazione, ma egli spera che il responso possa essergli in qualche modo utile...
Cadmo e le lacrime di Armonia
La nave di Cadmo veleggia tranquilla verso l’isola di Samotracia, il mare sereno e morbidi venti spingono il nostro eroe verso la sua sposa promessa.

Cadmo è partito come le prime striature di luce hanno annunciato la fine della notte. Gli dei gli hanno augurato buon viaggio ed egli con fiducia guarda il grande mare aperto.
I saltimbanchi delle onde, i delfini, accompagnano gioiosi la sua nave che solca un mare calmo. Cadmo con un lieve sorriso guarda le sue vele, ingravidate dal favorevole vento. Nulla pare possa andare male, eppure una grigia malinconia gli appesantisce l’anima.
Ogni volta che guarda il mare, ripensa alla sorella, Europa, scomparsa in mare, rapita da un toro… gli pare che sia passato un secolo! Che cosa le sarà successo, quale destino avrà incontrato?

Sull'isola di Samotracia, verso cui è diretto, governa Elettra, una delle sette Pleiadi, amante di Zeus.
Figlia del titano Atlante, Elettra, la splendente, la brillante, diviene una delle favorite di Zeus.
Da queste unioni nascono Emazio, poi Iasione, che diverrà l’amante di una notte di Demetra, Dardano che andrà nella Troade a fondare Troia e il più giovane Emazione, coetaneo di Armonia.

Elettra ama tutti i suoi figli e assiste ai loro momenti di gloria e di tristezza.

Molti decenni più avanti, Elettra vola in cielo, raggiungendo le sorelle Pleiadi, nella loro costellazione. Sale piangendo, dopo aver visto le mura di Troia cadere sotto il ferro acheo… in questo cielo non brilla più come potrebbe splendere, proprio per il dolore che non la abbandona.

Torniamo ad Armonia, che, neonata, giunge improvvisamente dal cielo nel palazzo di Elettra.

Elettra, che domina in Samotracia con il figlio Emazio, in effetti è la madre adottiva della piccola.
Come di certo ricordi, Armonia è figlia di Afrodite e di Ares, la dea dell’amore e della bellezza e il dio della guerra.
All'improvviso la dea scende dall'Olimpo e porta la neonata Armonia proprio ad Elettra...
Cadmo, Zeus e l’incredibile Tifone
Ci siamo lasciati nello scorso episodio con Cadmo che sta attraversando le terre di Cilicia quando all’improvviso vede uno stormo di strani uccelli dirigersi in direzione delle terre d’Egitto.
Appena questo stormo esce dal campo visivo di Cadmo, l’eroe sente un grande vuoto sopra e sotto di se’: da questa brutta sensazione, Cadmo comprende che ciò cui ha assistito è la fuga degli dei dall’Olimpo.
Che mai starà accadendo sulla cima del monte sacro? O cosa è già accaduto? Se tutti gli dei sono fuggiti, quel che doveva accadere sull’Olimpo è già accaduto…

Cadmo in quella radura che costeggia un bosco e che si apre al fianco di un monte, percepisce in se’ una particolare inquietudine; quel senso di vuoto ora lo coglie come se all’universo improvvisamente fossero state tolte ordine e sacralità.

Il mondo sta cambiando, la terra e l’universo stesso pare vogliano ritornare al Caos, il terreno su cui cammina sembra divenire ad ogni minuto più instabile, mobile, come se si stesse per aprire ad ogni passo una voragine… Ci deve essere un motivo per tutto questo terrore che scuote le belve, le cime degli alberi e i picchi montani: per certo qualcosa deve essere successo al Re degli dei… che sia stato ucciso?

Una forza quasi magnetica attira lo sguardo di Cadmo verso la montagna che si erge davanti a lui. Le pendici ripide sono costellate di grotte buie, profonde e disabitate. No, Non tutte sono disabitate: da una di esse pare uscire una specie di rantolo minaccioso...
Cadmo e il ratto di Europa
Cadmo, il mitico fondatore della città di Tebe, non solo costruisce da zero una città, dà origine ad un luogo che pare essere il fulcro del mito: i più grandi eroi vi soggiornano o vi combattono, qui ha i natali Edipo dai piedi gonfi, il triste eroe di cui ti ho narrato tanto tempo fa, qui nasce Semele, che diviene la madre di Dioniso, il dio dell’ebbrezza e della pazzia, qui nasce Penteo, cugino e nemico giurato di Dioniso e ancora qui viene al mondo il cacciatore Atteone, destinato ad essere mutato in cervo per volere di Artemide…

Ma prima di essere questa città capitale, Tebe era nulla, nient’altro che una vasta landa desolata e inospitale.

In questo primo episodio e nei prossimi cercherò di tratteggiare per te questo affresco complesso e affascinante che temporaneamente culmina col matrimonio tra Cadmo, figlio di Agenore con Armonia, figlia di Ares e Afrodite.
Tiresia, l'indovino
Molti indovini abbiamo incontrato sul nostro cammino e da essi abbiamo sempre imparato qualcosa.
Il dono del vaticinio, del predire il futuro, di scorgere l’invisibile è un dono che è anche una pena.
L’essere umano che riesce a interpretare segni e ad avere una voce oracolare ha di certo dovuto pagare un prezzo per questa sua dote.

Tra le tante che ci sono, la figura di vaticinatore forse più importante di tutta la mitologia greca: il cieco Tiresia.

La storia di questo indovino è complessa e contraddittoria: il suo dono e la sua pena, infatti hanno genesi diverse.
Non solo: lo vediamo intervenire in situazioni lontane nel tempo, come se la sua vita trascendesse le generazioni… insomma ci troviamo di fronte a un personaggio spettacolare!
Inviso agli dei e? chi non ama
Siamo arrivati al nostro terzo appuntamento in questo viaggio alla scoperta dell’amore secondo il pensiero antico.
Se ti sei perso i primi due episodi, ti invito ad andarli ad ascoltare prima di questo, giusto per goderti l’intero percorso. Innanzitutto, il titolo: inviso agli dei è chi non ama. È una battuta di uno dei protagonisti del Simposio di Platone, frase che fa da chiave di volta per il nostro incontro di oggi.

In molti degli episodi anche delle passate stagioni sono raccontate storie d'amore che, aldilà degli intrecci, delle complicazioni, segnalano come sempre il Fato a gli dei stessi intervengano a punire chi rifiuta di “darsi” all’amore.

Prima di queste storie, vorrei parlare però dell'amore incondizionato, quello che si dona e che non pretende nulla in cambio.
Il mito dell'anima gemella
Nello scorso episodio abbiamo iniziato un percorso alla ricerca del pensiero d’amore per quanto riguarda la visione antica. La puntata si è chiusa con delle riflessioni in riferimento alla paura di essere feriti e la conseguente ricerca di diciamo cercare di organizzare un controllo sulla scelta della persona “ideale” con cui formare coppia.

Una seconda componente nel nostro esaminare il rapporto d’amore è la ricerca di quella che viene chiamata l’anima gemella.
Questa ricerca si basa sul pensiero che esista, chissà dove nel mondo, una persona che sarà colei che perfettamente saprà unirsi a noi, curerà ogni nostro male, ci renderà sicuramente felici.
È un pensiero romantico molto bello, non scevro però da spigoli appuntiti...
Eros, l'arciere della passione d'amore
Eros, il dio arciere della passione d’amore è una delle figure più sfaccettate della mitologia, una delle più complesse e controverse.
Chi pensa che di esso si possano spendere due parole o poche più, si inganna: come sa chi ha seguito antiche puntate di questo Podcast, Eros pare appartenere a più epoche, essere figlio di più entità, agire in modo apparentemente contraddittorio.

Come forse ricordi, Eros appare agli inizi del tempo, come forza che illumina quel che si trova all’interno dell’uovo primordiale, dando sussistenza al cielo e alla terra...
Cefalo e Procri
Cefalo e Procri è una storia d'amore, di gelosia e di tradimento! Ed è una storia bellissima!
Cefalo, giovane di una bellezza irresistibile è sposo di Procri e la ama teneramente.
Del fedele Cefalo si innamora perdutamente Eos, la divinità dell’aurora. Come forse ricordi, Eos è stata condannata da Afrodite a bruciare perennemente di desiderio d’amore: non passa giorno senza che ella seduca o rapisca giovani amanti i quali solo temporaneamente riescono a saziare il suo appetito. Tra i suoi amanti più famosi vi sono Titone, di cui ti ho raccontato molto tempo fa e Cefalo, di cui ti narro oggi.

Cefalo, come ti dicevo, è fedele, ma cade, proprio per la sua perfetta bellezza, nell’occhio della dea dalle dita rosate. Egli è così bello che Eos non vuole trascorrere con lui una sola notte d’amore: vuole tenerlo con se’ e per se’.

Ma c'è quell'impiccio di sua moglie in mezzo...


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Forse hai sentito una trama diversa di questo mito: esiste infatti una altra versione, per quanto riguarda Procri che si unisce a Minosse: te ne parlerò in un prossimo episodio dedicato al potente re di Creta.

Il nodo di Gordio citato riguarda una storia di Alessandro Magno. Il condottiero giunge nella città di Gordio: e qui si trova il famoso "Nodo di Gordio", impossibile da sciogliere, che lega un carro ad un anello fissato ad una parete. Una profezia afferma che solo chi è destinato a divenire il padrone del mondo riuscirà ad aver ragione di quel nodo e a staccare il carro dalla parete.
Alessandro nemmeno prova a dipanare quell'intrico di corde... con la spada taglia il nodo a metà.
È lui il predestinato!
Tagliare il nodo di Gordio, perciò, sta ad indicare una soluzione presa di forza per riuscire a superare una situazione impossibile o di difficoltosissima soluzione.
La storia di come è stato stretto il nodo di Gordio la trovi nell'episodio 55: Re Mida e le orecchie d’asino
Episodio speciale! Seconda parte
Benvenuta e benvenuto in questa nuova puntata speciale!
Come promesso, ecco qui la seconda parte della puntata celebrativa per questo importante giro di boa!
In questo episodio rispondo alle restanti domande che mi sono state poste.

Qui di seguito trovi una bibliografia non esaustiva; ci sono i testi citati nello scorso episodio e in questo.

Aa. Vv., I Presocratici. Testimonianze e frammenti, voll. 1 e 2, Laterza, Roma-Bari 1990.
Apollodoro, Biblioteca, Adelphi, Milano 1995.
Bettini, Maurizio, Il grande racconto dei miti classici, il Mu- lino, Bologna 2018.
Esiodo, Tutte le opere e i frammenti, Bompiani, Milano 2009.
Euripide, Le baccanti, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2004.
—, Ciclope, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2005.
—, Ione, Mondadori, Milano 2001.
Graves, Robert, I miti greci, Longanesi, Milano 1992.
Guidorizzi, Giulio, Il mito greco, voll. 1 e 2, Mondadori, Milano 2013.
Guidorizzi, Giulio, Romani, Silvia, In viaggio con gli dei, Raffaello Cortina editore, Milano 2019.
Kerényi, Károly, Gli dei della Grecia, il Saggiatore, Milano 1998.
Omero, Iliade, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 1990. —,
Odissea, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 1993.
Otto, Walter, Gli dei della Grecia. L’immagine del divino nello specchio dello spirito greco, Adelphi, Milano 2016.
Ovidio Nasone, Publio, Metamorfosi, Einaudi, Torino 2015.
—, Metamorfosi, Garzanti, Milano 1995.
Platone, Fedro, in Tutti gli scritti, Bompiani, Milano 2000.
—, Gorgia, in Tutti gli scritti, Bompiani, Milano 2000.
Plauto, Anfitrione, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2002.
Sechi Mestica, Giuseppina, Dizionario universale di mitologia, Rusconi, Milano 1992.
Verzura, Elena (a cura di), Orfici. Testimonianze e frammenti nell’edizione di Otto Kern, Bompiani, Milano 2011.
Episodio Speciale!
Benvenuta e benvenuto in questa puntata speciale!
Come promesso, ecco qui una puntata celebrativa per questo importante giro di boa!
In questo episodio rispondo a tutte dico tutte le domande che mi sono state poste.

Come promesso nel podcast, qui di seguito trovi una bibliografia non esaustiva

Aa. Vv., I Presocratici. Testimonianze e frammenti, voll. 1 e 2, Laterza, Roma-Bari 1990.
Apollodoro, Biblioteca, Adelphi, Milano 1995.
Bettini, Maurizio, Il grande racconto dei miti classici, il Mu- lino, Bologna 2018.
Esiodo, Tutte le opere e i frammenti, Bompiani, Milano 2009.
Euripide, Le baccanti, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2004.
—, Ciclope, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2005.
—, Ione, Mondadori, Milano 2001.
Graves, Robert, I miti greci, Longanesi, Milano 1992.
Guidorizzi, Giulio, Il mito greco, voll. 1 e 2, Mondadori, Milano 2013.
Guidorizzi, Giulio, Romani, Silvia, In viaggio con gli dei, Raffaello Cortina editore, Milano 2019.
Kerényi, Károly, Gli dei della Grecia, il Saggiatore, Milano 1998.
Omero, Iliade, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 1990. —,
Odissea, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 1993.
Otto, Walter, Gli dei della Grecia. L’immagine del divino nello specchio dello spirito greco, Adelphi, Milano 2016.
Ovidio Nasone, Publio, Metamorfosi, Einaudi, Torino 2015.
—, Metamorfosi, Garzanti, Milano 1995.
Platone, Fedro, in Tutti gli scritti, Bompiani, Milano 2000.
—, Gorgia, in Tutti gli scritti, Bompiani, Milano 2000.
Plauto, Anfitrione, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2002.
Sechi Mestica, Giuseppina, Dizionario universale di mitologia, Rusconi, Milano 1992.
Verzura, Elena (a cura di), Orfici. Testimonianze e frammenti nell’edizione di Otto Kern, Bompiani, Milano 2011.
Il folle volo di Fetonte
Il figlio più famoso di Elio è Fetonte, lo splendente. Questo giovane è divenuto famoso per il suo folle volo nel cielo.
Sua madre è la bellissima oceanina Climene.

La giovanissima Climene, immersa fino alla vita nelle acque del grande mare Oceano, gioca con le onde, gettando spruzzi di acqua salata verso il sole, come per attirarne l’attenzione.
E così accade. Secondo il racconto di Nonno di Panopoli, la bella Climene dal seno scoperto perfetto e rotondo, imporporato dal gioco con l’acqua, ghermisce lo sguardo Elio. Il dio del sole la raggiunge e lei gioiosamente si concede, giacendo amorevolmente con lui. Le Naiadi danzano al loro amplesso, mentre le fresche braccia di Climene accolgono quelle muscolose e calde dell’infuocato amante.
La stella di Afrodite all’alba vibra per i due un canto d’amore, mentre Selene la sera li veglia coi suoi raggi.
Gioiscono Le Esperidi e Teti stessa; Oceano dalle sorgenti della sua gola fa echeggiare una calma melodia mentre il ventre di Climene si fa gonfio.

Fetonte, lo splendente, è il nome che Elio dona al proprio figlio.
Il bimbo ama giocare con il nonno Oceano. Egli lancia il piccolo in aria, e Fetonte ride, ricadendo tra le affettuose braccia del grande Titano.
Ma ad un tratto...

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Le Ore, custodi dell'ordine del tutto
Le Ore si muovono con armonia, vanno e vengono secondo la ferrea legge della ripetitiva circolarità della natura e della stessa esistenza. Esse, proprio per la loro essenza, sono incapaci di ingannare: il loro parlare è sempre verace e solido.

Stanno a guardia dei cancelli del cielo e delle porte dell’Olimpo e veloci si affrettano a spalancare quei passaggi, quando a grandi falcate una irata Era entra a palazzo; la regina degli dei si getta tra le braccia di Temi a cercar conforto: il tempo le ha rese grandi amiche, superando l’affetto che deriva dal legame di sangue.

I cancelli del cielo vengono aperti dalle Ore anche per permettere la circolazione delle nubi portatrici di pioggia sui campi: queste nuvole dall’inaccessibile cima del monte divino hanno la loro scaturigine.
E ancora, si prendono cura dei cavalli di Zeus e di Elio, attaccandoli e staccandoli con le loro mani ai cocchi degli dei.

I nomi di queste tre divinità sono: Eunomia, l’«ordinamento legale», Dike, la «giusta ricompensa», e Irene, la «pace»; e questi sono i doni che queste dee generate da Zeus con Temi hanno portato nel mondo...


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Se vuoi partecipare all'episodio speciale, segui le istruzioni che hai sentito nella puntata 95 e scrivi a
mitologiagelain@gmail.com

Se mandi un file audio, cerca di registrarlo in un luogo tranquillo e acusticamente protetto!

Ti aspetto!
Le tre Grazie, amabili compagne di Afrodite
Le tre Grazie diffondono al gioia nella natura e nel cuore degli uomini, come pure portano letizia in quello degli dei.
Nell’Olimpo, in cui abitano in compagnia delle Muse, spesso si ritrovano a cantare e a danzare per allietare il consesso degli Olimpi.

La loro continua presenza nel mito ci spinge a pensare, con buona sicurezza di essere nel giusto, che le tre divinità appaiano anche ad illuminare il percorso di ogni singoli uomo o donna.

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Ti aspetto!
Le tre Moire e il filo del destino
Tre sono le Moire, di candido bianco vestite, generate nella notte dei tempi da due fratelli, Erebo e Notte, entrambi figli del Caos.

Erebo è la divinità del buio delle profondità, del luogo dove vengono ospitati i morti e Notte a sua volta è nume della mancanza di luce.

Questi due fratelli, unendosi, danno vita a diverse figure mitologiche di grande fascino; tra queste ci sono le tre Moire, le divinità filatrici, quelle che sono responsabili di come si svolge giorno per giorno la nostra vita.

Esse vivono in un luogo buio dove con fare attento filano della lana. Il fuso da cui tirano il filo, è in tutto e per tutto la nostra vita, la nostra esistenza.

Quando nasciamo la prima Moira, il cui nome è Cloto, che vuol dire la filatrice, comincia a filare dal nostro fuso un filo sottile; lo passa poi alla seconda Moira, Lachesi, ovvero “la distributrice” che arrotola, dipana, districa e infoltisce il filo. La terza Moira, attende con pazienza che il filo le venga passato. Quando finalmente quel filo delicato e prezioso arriva nelle sue candide dita, Atropo, questo è il suo nome, con una forbice lo taglia. Quando questo taglio viene inferto, la persona cui quel filo è correlato, muore. Non importa cosa stia facendo, quali progetti abbia in mente, quali azioni intenda compiere: in un attimo Atropo, nome che significa “colei che non può essere dissuasa”, pone termine alla esistenza e anche alla esperienza del malcapitato.
Atropo, la terza delle tre sorelle, è tra tutte la più minuta di statura, ma la più terribile: mentre le altre filano e distribuiscono, ella taglia di netto.

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Le Erinni, gli spiriti dell’ira e della vendetta
Insieme alle Moire e alle Graie, il gruppo delle Erinni fa parte di quelle che vengono chiamate divinità antiche. Appartengono, costoro, ad un periodo anteriore a quello degli dei dell’Olimpo.
Sono dunque più vecchie di tutti gli dei beati, ad eccezione di Afrodite, che può essere considerata una loro sorella…

Come forse ricordi, Crono, il titano dai pensieri tortuosi, per guadagnare per i suoi fratelli e per se’ la libertà, evira il padre Urano mentre questi sta per per congiungersi con la sua sposa, Gea, la divinità-terra che tutti accoglie.
Mentre con la mano sinistra afferra la virilità del padre Urano, con la destra armata di un affilatissimo falcetto compie il suo atto di ribellione.

Il membro amputato della divinità del cielo viene gettato in mare: qui cullato dalle onde, feconderà la candida schiuma del mare, dando vita ad Afrodite.

Le gocce di sangue cadute dalla ferita inferta, invece, penetrano la terra fecondandola e danno vita alle ninfe dei frassini, ai Giganti e alle Erinni.

Questa sanguinosa storia la ritrovi facilmente in una delle puntate passate, nell’episodio dedicato alla “tirannia di Crono”.

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Glauco, il pescatore che divenne dio
Glauco è un giovane pescatore: lontano dal fracasso della città getta le reti dalla terraferma nel verde mare e vive del suo pescato.
Ama cercare sempre nuovi luoghi dove mettersi alla prova con le reti: ogni giorno passa il suo tempo a studiare le maree e i luoghi, le insenature della costa e le opportunità dei fondali.
Un giorno, in un luogo della costa di Antedone che da allora viene chiamato il "Salto di Glauco", il giovane assiste ad un evento prodigioso...
Clizia e Leucotoe
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Figlio di Iperione e di Tia, Elio è la divinità del sole. Egli percorre il cielo con il suo carro infuocato trainato da una quadriglia di meravigliosi cavalli che sputano fuoco dalle bocche.
È il fratello di Selene, la titanide custode della luna, e di Eos, la bellissima divinità dell’Aurora che da est annuncia il suo arrivo, l’arrivo del Sole.

Elio ama diverse figure femminili e ad esse è legato, pur passando dall’una all’altra: Climene, Rodo sua sposa, Eea e infine Clizia, una ninfa innamoratissima del dio che non attende altro che un suo nuovo abbraccio.
Il dio, lontano, disdegna l’amore di Clizia, la quale nutre nel suo seno un acuto dolore.

Ed ecco che Elio vede Leucòtoe , figlia di Eurinome e del re Orcamo della casata reale achemenide, in Persia, che insieme alle serve ride e scherza sui prati. La sua leggiadra bellezza, a detta di tutti, supera la si pensava insuperabile avvenenza di Eurinome, sua madre. Nella terra degli aromi questa giovane di grazia inarrivabile senza saperlo fa breccia nel cuore di Elio, il quale sente di non poter più rimanere senza il suo amore...
Eracle a Troia III - La vendetta dell'eroe
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Nelle scorse due puntate ti ho raccontato di come Eracle si sia messo al servizio di Laomedonte, re di Troia, e di come quest’ultimo si sia fatto beffe di Eracle, con un clamoroso voltafaccia riguardo al premio pattuito per liberare la città da un mostro marino.
Se ti sei perso quegli episodi, ti consiglio di ascoltare l’intera vicenda nel corretto ordine.

Eracle sbarca sulle spiagge di Troia, accompagnato da grandi figure del mito: ci sono due audaci figli di Eaco, Peleo e Telamone (quest’ultimo è suo compagno di avventure in questo periodo della sua vita); svetta pure il fedele e adorato nipote Iolao, figlio dell’altrettanto amato fratello di Eracle, Ificlo; un altro nome illustre è quello dell’argivo Ecleo.

Eracle è passato da Salamina per andare a prendere Telamone e portarlo con se’ in questa impresa. Telamone, all’arrivo dell’amico, lo accoglie con una coppa d’oro colma di vino e lo invita a brindare insieme a lui all’indirizzo di Zeus, suo padre. DI fronte a questo gesto così ospitale e generoso, Eracle si commuove e alzando le braccia al cielo invoca il padre, re degli dei: «Padre, che tu possa donare a Telamone uno splendido figlio, con la pelle dura come quella del leone ed parimenti eccezionale nel coraggio!»
Eracle a Troia II - La battaglia col mostro e il voltafaccia di Laomedonte
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Eracle sta affrontando il mostro marino che, sorgendo dal profondi abissi, assedia Troia.
I troiani lo hanno avvisato della insuperabile corazza della terribile creatura, corazza squamata che si fa beffe di frecce lance e spade. Molti uomini valorosi hanno perso la vita nell’inutile tentativo di trafiggere quell’invulnerabile difesa della bestia di Poseidone.

Eracle, per nulla preoccupato, si reca alla spiaggia e, come sai dall’episodio precedente, armato solamente di una corta spada, quando il mostro si avventa su di lui, gli salta dritto nella gola, anticipando la sua mossa.


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Eracle a Troia - parte prima
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Ritorna il beniamino di questo podcast, l’eroe degli eroi, il semidio figlio di Zeus adunatore di nubi e della risoluta regina Alcmena: Eracle.

Questa avventura, pur con i suoi cruenti scontri, contiene dei dettagli che ci aiutano a comprendere sempre più il peso che Eracle ha per la Mitologia Greca e, soprattutto, ci permettono di trovare collegamenti con altri filoni narrativi. Ci torneremo a fine avventura.

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Ecate, la dea dalle tre teste
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Ecate è figlia del potente titano Perse e di Asteria, sorella di Leto che come sai è madre di Artemide e di Apollo.

La sua schiatta è di prim’ordine! Asteria e Leto sono figlie di Febe, divinità preolimpica misteriosa, legata alla luna, nume dello stupore e della distanza.
Dalla nonna Artemide, Apollo ereditano perciò questa tensione a stare “a distanza”, ad agire da lontano. Questo non accade in toto per Ecate, la quale, con delle torce in mano, si muove nell’oscurità...

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Chirone, il saggio centauro
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La figura di Chirone è di prima grandezza, nella mitologia greca, pur rimanendo spesso ai margini delle grandi storie di dei e di eroi.

Chirone è conosciuto per essere la creatura vivente più saggia mai esistita, insegnante meticoloso e formidabile dei più grandi eroi dell’antichità: Achille,  Asclepio,  Atteone,  Enea,  Eracle, Giasone, Palamede, Peleo, Teseo e secondo alcuni anche lo stesso dio Dioniso.
Lo abbiamo incontrato in diversi episodi come motore della soluzione di una intricata vicenda o di supporto a questa o a quell’altra occasione: è arrivato il momento di parlare un po’ di lui.

Chirone è un centauro, dunque una creatura ibrida: essere umano dalla testa a tutto il torso e meraviglioso cavallo dalla cinta in giù...

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Pan, il demone del meriggio
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Pan ha un aspetto che lo distingue dalla perfezione degli dei beati, non ostenta un corpo perfetto e una bellezza superiore: ha il muso caprino, corna sulla larga fronte e zampe di capra; la sua ferinità si esprime anche attraverso una sessualità insaziabile ed incontinente: Pan è un pericoloso violentatore di ninfe e compiaciuto compagno dei turbinii erotici delle sacerdotesse di Dioniso, le Menadi.

Pan viene definito da alcuni autori come la “bestia divina” in cui si raccolgono quegli istinti così potenti in natura: sessualità, e impulso vitale; così come in lui si agitano pulsioni insopprimibili, quali ira e paura...

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https:/ / it.wikipedia.org/ wiki/ Ninfe_e_satiro#/ media/ File:William-Adolphe_Bouguereau_(1825-1905)_-_Nymphs_and_Satyr_(1873).jpg

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Filemone e Bauci
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Ovidio, sul Mar nero, scrive le sue metamorfosi: un testo meraviglioso da cui ho a piene mani fatto incetta a supporto di questo o di quel mito, di questo o quel racconto.
Nel caso di Apollo e Dafne, tutto l’episodio è stato fondato sulle righe di questo autore.
Così, anche la puntata di oggi fa affidamento interamente sull’invenzione ovidiana.

Filemone e Bauci

Sui colli della Frigia, in prossimità di un tempio dorato, c’è una quercia che si erge solida vicina ad un tiglio centenario, entrambe le piante sono riparate da una cinta di rocce bianche.

Un po’ più sotto c’è uno stagno ampio, in cui si tuffano le anitre. Una volta al suo posto c’erano abitazioni che ora sono scomparse: nessuno vive più in quelle terre: solo i viandanti che, come pellegrini, vanno a visitare quel romito tempio.

In quelle terre, centinaia di anni fa, si ritrovano a passeggiare Zeus ed Ermes, tutti presi da una accesa discussione sulla natura degli esseri umani...


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Estia, la dea del focolare
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Estia è la primogenita, la maggiore di tre sorelle: Demetra ed Era con lei abitano nell’Olimpo.

La riservata e dolce Estia è desiderata da diversi dei, primo fra tutti Poseidone seguito dall’intraprendente Apollo, ma tutti la corteggiano inutilmente: una volta sconfitti i Titani, nella pace provvisoria che segue, Estia chiede a Zeus due grazie: l’onore di rimaner per sempre vergine e, in quanto prima dea, di avere dedicata a lei la prima parte di ogni sacrificio.
Con il beneplacito di Zeus, Estia vede finalmente allontanarsi le attenzioni degli dei che desiderano sposarla.

In greco il suo nome significa “Focolare”, “famiglia”: ella ha dunque in ogni casa, nel centro della casa, il suo luogo sacro, il luogo del fuoco.

Venerata a Roma come Vesta, diviene una delle divinità più rispettate che rappresentano, infine, lo spirito di un popolo, la trasmissione dei valori della tradizione.

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Era, la sposa di Zeus
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Quando si parla di Era, Giunone per i romani, si pensa alla sposa di Zeus come se dalla notte dei tempi ella sia sempre stata impegnata in matrimonio con lui.

Ma non è così: lo sposalizio dei due più potenti dei avviene dopo un lungo e tortuoso percorso.
Col racconto di questo particolare episodio, spero di riuscire a restituirti un quadro abbastanza fedele della regina degli dei.

Non prendermi per un vecchio maschio di parte, se inizio parlandoti in breve delle “ex fidanzate” di Zeus: il re degli dei si è legato a diverse divinità, prima di cadere innamorato di Era...

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Dioniso e Arianna, il viaggio nell’oltretomba e l’ascesa all’Olimpo
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Assoggettata l’intera Beozia al proprio culto, Dioniso veleggia verso le isole dell’Egeo.
La sua imbarcazione, ferita e vetusta, ormai fatica tenere il mare.
Dioniso decide, arrivato all’isola di Icaria, di noleggiarne una maggiormente robusta da dei marinai che affermano di essere diretti verso l’isola di Nasso.

Ben presto Dioniso si accorge che i suoi compagni di viaggio in realtà sono dei pirati, che hanno capito di essere di fronte ad una persona di valore. Hanno deciso di rapire il proprio passeggero e di venderlo poi come schiavo.

Dioniso decide di far finta di niente fino a quando i pirati, l’unisono, lo circondano, armati di spade, bastoni e reti per imprigionarlo.

Il dio sorride dell’ingenuità di quei brutti ceffi…

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Dioniso, dio dell'ebbrezza e della follia
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Divenuto adulto, Dioniso viene individuato da Era che, ancora gelosa e assetata di vendetta, ferocemente rende pazzo questo figliastro.

In questo stato in cui ad azioni atroci si susseguono azioni generose, Dioniso vaga per il mondo conosciuto.
lo accompagnano in questo viaggio senza scopo e senza meta dei satiri e delle donne che, abbandonato il focolare, si dimenano fomentate dal vino e dalla follia, follia che diverrà una caratteristica peculiare del dio.
Queste donne, le sue sacerdotesse, sono chiamate le menadi, per i latini “baccanti”.
Esse, nel momento in cui si immergono nei rituali misterici del culto di Dioniso, urlando “Evoè” assalgono i passanti, si uniscono carnalmente a costoro o li fanno a pezzi, squartandoli...



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Dioniso, il dio che nacque due volte
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Tra tutti gli dei, Dioniso, è il più inquietante. Proprio così, letteralmente!

Il suo essere è legato all’inquietudine, alla impossibilità della stasi e così chi segue il racconto della vita e degli atti di questo dio non può che restare, appunto non-quieto.

Per farti un esempio, è una delle poche divinità definite come «dispensatrici di gioia», come lo sono Ermes e Afrodite.

Allo stesso tempo è la divinità che porta l’uomo ad andare, nel bene e nel male, oltre se stesso come invasato da un incantesimo; e ancora è lui con la sua lunga schiera di seguaci a muoversi con una tempesta fiammeggiante in Grecia, in Egitto e in India…

Anche la sua nascita è narrata in più versioni: non si sa con certezza chi sia la madre di Dioniso, figlio di Zeus; alcune fonti indicano Demetra, altre Io; altre ancora Dione e poi Lete; infine ancora si indica la madre di Dioniso in Persefone...


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Ares, il dio della guerra
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C'è un pianeta che è dedicato al dio della guerra, Ares: Marte, proprio per il suo colore tendente al rosso.
Il rosso è il colore del sangue, il colore della battaglia, dello scontro corpo a corpo: è il colore di Ares, il dio della guerra.

Figlio di Zeus e di Era, Ares non è un dio tra i più amati, nella cerchia olimpica. Egli cerca il rutilante rumore della battaglia, le scintille che le lame producono nei duelli, gli assalti e gli scontri in campo aperto.
Pare che Zeus stesso lo tenga in odio per questa sua bellicosa passione.

È nato in Tracia, terra di guerrieri, insieme alla sorella Eris, la dea della discordia.
Ella semina malcontento e sospetto, voci false e invidie tra i paesi, i popoli e le stesse grandi città, le Polis: in questo modo favorisce l’intere di Ares che gode nel vedere i guerrieri combattere.



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Tantalo
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Il nostro episodio di oggi riguarda la storia di uno dei super-condannati del tartaro: Tantalo.

Forse avrai sentito parlare del supplizio di Tantalo: viene utilizzato per descrivere una situazione in cui arrivi quasi a sfiorare, toccare a prendere quel che vuoi ma non ci riesci. In inglese il termine per stuzzicare, tormentare, per allettare e poi deludere è proprio “tantalize”.
Il nome Tantalo, nel suo significato, infatti contiene l’idea della sofferenza, così come Atlante e come pure il fiume buio dell’oltretomba, il Flegetonte, il fiume che arde e mugola delle voci delle anime dei parricidi e dei matricidi.

Re Tantalo, che governa su Argo o secondo altri su Corinto, ha una vita invidiabile: non solo è re ma è pure amici degli dei.
Questa posizione privilegiata non gli viene da un gesto particolare o da una predisposizione: è amato dagli dei e basta. Spesse volte egli si trova ad essere invitato alla mensa degli dei, dove riesce a nutrirsi di nettare e di ambrosia, il cibo degli dei immortali.

Ingrato e subdolo, per vanagloria Tantalo ruba del cibo agli dei e lo distribuisce a degli amici suoi..

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Ade e il dolore di Demetra II
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Le è stata rapita la figlia Persefone! Demetra rinuncia per dolore e rabbia ad intervenire coi suoi poteri sulla natura: ne segue un anno terribile: il sole è perennemente basso all’orizzonte, nevica e il lavoro dei buoi e dei seminatori è tutto vano: nulla cresce più sui campi o sugli alberi.
La carestia inonda l’oriente come l’occidente: nessuno più gode del calore del sole o di un buon pasto caldo.

Gli dei preoccupati corrono ai ripari.
Zeus in persona manda Iris, la dea dalle ali dorate, a parlare con Demetra. La dolce lingua di Iris però non riesce a smuovere la dea dal suo sconforto...

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Ade e il dolore di Demetra - I
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Ade, il buio dio, è attratto dalle giovani ninfe e dalle bellezze che ancora camminano sulla superficie della Terra. Per questo, di quando in quando - di certo non con la stessa frequenza di suo fratello minore Zeus - si reca dove il sole riscalda i campi e l’aria è fresca e cristallina alla caccia di questa o quella.

Durante un suo chiamiamolo “giro di ricognizione”, si accorge della presenza di una giovinetta appena sedicenne dal nome Core, "la ragazzina".

Ella è figlia di Demetra, la sorella maggiore del dio. Demetra ha avuto questa figlia in giovanissima età da un incontro con Zeus: Core è perciò di una bellezza, anche se ancor acerba, irresistibile...

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Ade, il dio oscuro
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Nelle profondità della terra c’è un paese sconfinato, un regno in cui in alcune parti vige il buio più totale, in altre una debole e fatua luminescenza, in altre ancora una calda accogliente e luminosa luce.
Questo regno è l’Ade, il regno dei morti.
Prende il nome dalla divinità che di questo regno è il re, il dio fratello maggiore di Zeus: Ade, appunto.

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Poseidone, il dio dagli azzurri capelli
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Poseidone, come il profondo mare, custodisce innumerevoli segreti, nasconde mille tesori, diviene burrascoso e terribile tanto quando un momento prima è invece accogliente e calmo.

La prepotenza delle onde bene si confà al carattere focoso del dio che, contrariamente alla lungimiranza di Zeus, si fa prendere spesso dalle passioni e dal desiderio.
Come il fratello è affascinato dal conquistare e concupire questa dea o quella ninfa o addirittura quest’altra mortale...

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Pigmalione - La forza del puro amore
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Pigmalione, che sembra disprezzare l’amore, ne è in verità assetato.

Nel segreto del suo laboratorio nel quale nessuno può entrare, egli comincia - non si sa dietro quale ispirazione - a scolpire nell’avorio una figura di donna, le cui forme perfette nessuna donna ha mai avuto ne’ avrà; oltre a queste armoniche dimensioni, la statua di questa donna viene scolpita con una maestria tale da sembrar essere viva: la definizione nella postura e nei dettagli fanno dubitare di essere di fronte non ad una opera d’arte, quanto invece ad un essere umano...

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L'Aurea Afrodite - II - La dea dell'amore e il genere umano
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Afrodite è per certo la dea dell’unione, dell’amplesso, ma non della relazione contrattuale duratura, del matrimonio insomma.
Anzi quasi tutto il contrario: ella spinge a tradire l’Universo intero, facendo dimenticare - per l’essere amato - le convenienze, i legami, e la stessa fedeltà.

Chi si innamora, non accetta restrizioni, scavalca ogni ostacolo, supera ogni difficoltà pur di ritrovarsi con la persona amata. È una follia divina, quella che coglie chi viene spinto da Afrodite ad amare.
Ma questa divina follia è per l’appunto un dono divino, che si accetta con gioia, e non passivamente si sopporta…

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L’Aurea Afrodite - Primo episodio: la nascita della dea dell’amore
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La nascita della dea dell'amore è circondata da un mistero, secondo la teogonia di Esiodo, ella viene concepita in modo davvero inusuale...

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Ermes, il dio dei ladri - II
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“Seguimi e riavrai le tue care mucche; ne ho sacrificate solo due, dividendole in dodici parti eguali, dedicandole ai dodici dei.”

“Dodici?”, domanda Apollo… “E chi sarebbe il dodicesimo dio?”

“Il tuo servitore che hai qui davanti”, risponde Ermes con un bel sorriso ed un inchino.

Ermes viene definito come «migliore amico degli uomini fra tutti gli dèi».
La sua natura possiede la libertà, l’ampiezza dell’azione e la l'acume che trovano in Zeus e nel suo regnare la massima espressione.

Egli tuttavia è ricco di altre qualità, che risalgono ad una visione arcaica delle divinità, qualità che fatalmente lo differenziano dalla cerchia degli altri dei beati.

I suoi poteri sono la destrezza e il cogliere l’occasione, l’utilizzo di arti oscure e misteriche e non certo la forza o la saggezza, che sono il pane quotidiano della beatitudine divina.

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Ermes, il dio dei ladri
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Ermes ha una brutta fama: è da tempo immemore etichettato come dio dei ladri. Se avrai la pazienza di stare con me in questa serie di episodi, scopriremo come questa definizione, pur veridica, stia molto stretta a questo sfaccettato dio.
Questo dio è astutissimo, un sagace adulatore, un bandito e un sottrattore di mucche, ispiratore di sogni e spia nella notte, come i briganti che stanno in agguato per coglierti di sorpresa; è un messaggero, accompagna le anime dei morti alla loro destinazione, dona ricchezza e la toglie a suo piacimento, guarisce dai mali e inventa la lira.

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Efesto, il dio del fuoco
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Gli dei sono splendidi, nella loro perfezione, tutti belli e armoniosi… Spesso infatti ci ritroviamo a dire di questa modella o quella attrice o di una atleta: bella come una dea! E lo stesso per quegli uomini di una avvenenza superiore, con un corpo perfettamente scolpito, bello come un dio!

Ci si aspetterebbe che il dio del fuoco, cesellatore della più fine oreficeria, che riesce a forgiare armi imbattibili, un dio di tutto rispetto, si mostrasse come una divinità dello stesso splendore degli altri…

E invece no: Efesto, il dio del fuoco, Vulcano per i latini, è, unico tra gli dei, brutto e deforme...

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Artemide, la dea della caccia
Artemide, la dea della caccia, Diana, per i latini, è una figura affascinante e, se possibile, ancora più sfaccettata di quella di Apollo.

Le caratteristiche della dea della caccia, a tutta prima sembrerebbero relativamente facili da individuare: protettrice dei cacciatori, ama nascondersi, cacciare da sola le sue prede ed è gelosa dei suoi trofei.
Certo queste inclinazioni sono forti in lei, ma fermarsi a questa prima definizione, ci condurrebbe a fare un torto alla figlia di Leto...
Tre amori di Apollo
Tra i numerosi amori di Apollo, oggi incontriamo quello per Giacinto, l’unico che possa essere confrontato con quello per Dafne per il coinvolgimento del dio; in seguito quello per Coronide che porterà in grembo il figlio più famoso di Apollo; infine affronteremo l’incredibile vicenda di Creusa, madre di Ione, re degli ateniesi.
Apollo, il dio della forma
È il dio più bello tra gli dei immortali. Essere il dio della forma per Apollo ha a che vedere con l’essere signore della poesia, del canto, della medicina e dell’oracolo,… ed è anche il più abile arciere.

Tutte le sue doti sono "perfette": esse sono il suo privilegio ma sono anche la sua prigione...
La nascita di Apollo
Apollo insieme a Zeus è il dio greco più rilevante. Su questo punto non ci può esser alcun dubbio.

Perfetto in ogni sua parte, è signore degli oracoli, della musica della poesia, della bellezza, della medicina. Divino scoccatore di fatali frecce, dio generoso e riconoscente, è anche misericordioso e vendicativo allo stesso tempo.
Tutte queste caratteristiche, sono in lui portate - come si potrebbe dire - all’ennesima potenza.

Per parlare di Apollo, però, dobbiamo prima raccontare di sua madre e delle sue disavventure. Eh, già, in quanto Leto, questo è il suo nome, è una amante di Zeus. Come spesso accade, le amanti del re degli dei, hanno la vita funestata dalla legittima gelosia della moglie-sorella Era, regina dell’Olimpo, dea - tra l’altro - del matrimonio.
La nascita di Atena
La dea in corazza splendente, con il corpo coperto quasi interamente dallo scudo; è pronta a combattere o a proteggere e il suo sguardo è penetrante e inflessibile.

Questa è Atena!
L'assalto dei Giganti all'Olimpo
Abbiamo assistito, negli episodi precedenti, alla salita al potere di Zeus, ma pare che il re degli dei non riesca a sedere tranquillamente sul suo trono nell’Olimpo, deve affrontare altre nuove sfide.

La più eclatante è certo quella lanciata dai Giganti, figli della Terra.

Essi, come ricorderai, sono nati dalle gocce di sangue prodotte dalla mutilazione del padre Urano. Queste gocce, penetrate nelle anse segrete dalla madre terra hanno generato, tra le altre creature, anche questi giganti.

Quando usiamo questo termine, noi immaginiamo degli esseri umani di grandi, gigantesche appunto, dimensioni. Un po’ come Gulliver nei confronti dei lillipuziani.

Questi giganti del mito, invece sono sì di dimensioni spropositate, ma hanno anche diverse caratteristiche che ne definiscono la natura selvaggia, per così dire...
Le cinque eta? dell'uomo - I figli di Deucalione
Mentre Zeus bambino cresce sull’isola di Creta, allattato da Amaltea e curato dalle due ninfe Adrastea e Io, Crono continua a governare.
L’età di questo tirannico re è però ricordata come l’età dell’oro per la stirpe umana.

So che ti suona strano, ma è proprio così!

Con il procedere del tempo assistiamo ad un perfezionamento della realtà divina, dalle iniziali creature mostruose (gli ecatonchiri e i ciclopi) agli dei beati immortali e siamo al contempo testimoni di un decadimento: quello dell’essere umano.
La Titanomachia e la ascesa al potere di Zeus
Crono ha appena bevuto dal suo calice qualcosa che lo sta bruciando dentro...
Quella coppa contiene, mischiato al nettare, un potente emetico (un composto che induce il vomito) che scuote lo stomaco e le budella di Crono.
Carponi sul pavimento, Crono rigetta per prima la roccia arrotondata, quella che Rea gli ha fatto mangiare, facendogli credere che fosse il corpo dell’ultimo nato; poi Crono partorisce dalla bocca Ade, Poseidone, Era, Demetra e Estia.
Ed è subito guerra tra Dei e Titani...
Amaltea, la "tenera"
A Creta, Zeus, nella culla, piange… e piange come solo un infante divino può piangere!
Il piccolo ha fame, ma il seno delle due giovanissime ninfe che a lui badano non ha latte da offrirgli.

L’eroina di questa parte del mito, che più volte è stata citata nel nostro percorso, finalmente fa capolino e allegramente trotterella verso il bambino piangente…

Si tratta di Amaltea, ovvero “la tenera”, una capra che avrà il grande onore di nutrire il futuro re degli dei con il proprio latte, latte che essa produce per sfamare anche i suoi due capretti...
La tirannia di Crono
Gea e Urano, come siamo venuti a sapere, hanno molti figli, ma soprattutto ai primi è capitato un destino crudele. Gli Ecatonchiri (i giganti con le cento braccio e le cinquanta teste) e i Ciclopi (altre figure troneggianti che hanno un solo occhio in mezzo alla fronte) sono incatenati nel Tartaro, un luogo così profondo che una incudine lasciata cadere in esso dalla superficie della terra impiegherebbe nove giorni ad arrivare al suo pavimento, toccandolo solo allo scoccare del decimo…

I titani sono meno imperfetti delle prime creature, ma Gea teme che Urano voglia rinchiudere anche questi, per timore di essere detronizzato. In più Gea cova del rancore verso Urano, in quanto soffre per quei primi mostruosi figli già imprigionati.

Nel suo turbamento Gea decide di raccogliere in un incontro segreto i Titani e le Titane e confida le sue preoccupazioni ai figli; soprattutto condivide il suo malessere con i maschi, sperando di instillare in loro un pensiero di ribellione, di vendetta:
«Ahi, figli miei e di un padre scellerato, non volete ascoltarmi e punire vostro padre per la sua malvagia azione? Fu egli il primo ad escogitare un atto obbrobrioso!»

I figli, ascoltata la sorte dei loro primi fratelli, inorridiscono e ammutoliscono. Nessuno ha il coraggio di ribellarsi contro il padre.
Soltanto il grande Crono, il più giovane tra di loro, si fa avanti: «Madre» urla «io qui prometto e compirò l’opera della tua e nostra vendetta!».
Le origini del mondo
Da dove viene tutto? Questa è una grande e scomoda domanda… Se chiedi ad uno scienziato, ti parla del Big Bang, se chiedi teologo ti parla di creazione dal nulla. Entrambe le risposte lasciano aperto il problema del “che cosa c’era prima?” che risolvono asserendo che non ha senso parlare di prima in quanto un prima non può esistere se non c’è un tempo in cui collocarlo.

Gli antichi greci questo problema non se lo ponevano: il loro universo è sempre esistito, ha solo cambiato forma: Anche il nulla per loro è una possibilità! Il termine che usavano è Caos, che non significa come pensiamo oggi, confusione, mescolanza e baraonda, no… Il Caos è più propriamente la possibilità estrema che qualsiasi cosa prenda forma…
Apollo e Dafne
Apollo, che ignora cosa sia l'amore, si siede beato all’ombra di un albero e pacatamente guarda il mondo.

Poco più in là c’è Eros, giovanetto, che sta sistemando con un po’ di fatica la corda alle corna del suo arco, in modo tale che tutto risulti ben teso.

Apollo lo apostrofa, beandosi della sua vittoria su Pitone, prendendo in giro la dimensione dell’arco e del suo padrone.
A suo dire, infatti, solo agli uomini è concesso di usare quell’arma, e per questioni serie… certo non per quelle sciocchezze come l’amore…
Ridendo consiglia perciò Eros di abbandonare il suo “giocattolo” e di trovarsi un’altra attività meno superficiale…

"Fai male a prenderti gioco di me e delle mie armi," risponde Eros, "che io con queste riesco a far cadere chiunque voglio!"
Arrabbiato, non riesce a sistemare l’arco. Apollo lo deride ed Eros vola via, per ritrovar la calma.

Giunto in un luogo tranquillo, Eros sistema il suo arco e decide di far provare ad Apollo ciò che fino ad ora il giovane ed altero dio non ha mai provato: l’amore.
Re Danao e le sue figlie
Nel nostro vagare in lungo e in largo nel racconto mitologico abbiamo trovato poche coppie di fratelli che vanno d’accordo: per la maggior parte sono litigiosi e desiderano uno la morte dell’altro o il regno dell’altro.

I due fratelli di cui ti racconto oggi non sfuggono a questa mortale ricetta: Danao ed Egitto, i protagonisti di una storia di tranelli, fughe e carneficine.
Gemelli ma fratelli diversi uno dall’altro Danao e Egitto, sono figli di Belo, il cui nome richiama quello fenicio di Baal «il signore». Anche questo è un nome importante per la cultura occidentale:
Baal Zebub, il signore delle mosche, è famoso anche da noi, in quanto è uno degli angeli caduti, Belzebù, secondo solo a Lucifero e ad Astarotte...
Re Mida e le orecchie d'asino
Di Re Mida non si conosce l’esatta paternità, alcuni dicono che sia figlio della dea Ida e di un Satiro di cui non si è perso il nome. In ogni caso, è ricordato per essere stato sempre un uomo amante dei piaceri.

È Re di Bromio in Macedonia, e governa sulla popolazione dei Brigi e famoso in tutto il mondo presto diviene io suo bellissimo giardino di rose, quasi una delle irraggiungibili sette meraviglie del mondo.

Da bambino, una processione di formiche che trasportano chicchi di grano viene vista salire sulla sua culla. Dolcemente, senza svegliare il piccolo principe, le formiche depongono questi chicchi di grano tra le sue labbra, mentre egli dorme pacificamente: un prodigio che i veggenti interpretano immediatamente come presagio di grande ricchezza...

Immagine della miniatura: Di Cima da Conegliano - Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Parma e Piacenza, CC BY-SA 3.0, https:/ / commons.wikimedia.org/ w/ index.php?curid=35332906
Peleo e Tetide, i genitori di Achille
Tetide è una delle più grandi dee marine, come Anfitrite, Eurinome o la stessa Teti, sua nonna.

Per Tetide rivaleggiano Zeus e Poseidone. Entrambi desiderano la bella dea in sposa.
Zeus la vuole sposare ma ne viene trattenuto da una profezia delle Moire.

Queste infatti predicono che il figlio di Tetide diventerà più potente del padre.
Zeus comunque è irritato perché Tetide ha rifiutato tutte le sue profferte amorose, adducendo la scusa di non voler fare un torto ad Era.

Zeus giura dunque che Tetide non contrarrà mai matrimonio un immortale.

Era tuttavia, in segno di gratitudine per la fedeltà di Tetide, decide di farle sposare il più nobile dei mortali: un certo Peleo. Manda perciò un messaggero alla grotta di Chirone per ordinare a Peleo di tenersi pronto…

Ma chi è questo Peleo...?
Afrodite ed Anchise
Ricordi la magica cintura di Afrodite? Quella forgiata da Efesto: con quella cintura, la dea della bellezza riesce a far innamorare di se’ chi vuole...
Questa cintura, in verità, non ha un potere globale: non riesce ad influire sul giudizio di tre sole dee: Atena, Artemide ed Estia. Ma Afrodite trionfa su tutti gli altri dèi e le altre dee,
Benché Zeus, contrariamente a quanto taluni ancor oggi sospettano, non si sia mai giaciuto con Afrodite, la magica cintura agisce subdolamente anche su di lui sottoponendolo a una tentazione continua e ad un susseguirsi di pensieri che il dio fatica a controllare.
Per porre se non fine, almeno una pausa a questo imbarazzo, Zeus decide di punire Afrodite facendola a sua volta innamorare disperatamente di un mortale.
Costui è il bell’Anchise, re pastore dei Dardani, nipote di Ilo e cugino di Priamo, re di Troia...
I tradimenti di Afrodite
Afrodite nasce dalla spuma del mare, dal seme caduto ad Urano quando il figlio Crono lo ha evirato.

Non è una figlia di Zeus, ma tale viene considerata nella cerchia degli dei.

Ella è la dea dell’amore e ha le caratteristiche fisiche e spirituali dell’amore. Personifica l’unione sessuale, il godimento e i piaceri che l’accompagnano.
Così come l’amore desidera l’amore, ella non pensa che al nutrire quel sentimento; come l’amore ella è ansia, dono, capriccio, fame, vendetta.
Atalanta, la vergine cacciatrice
Nello scorso episodio su Meleagro e la caccia al cinghiale di Calidonia, abbiamo lasciato Atalanta, la casta cacciatrice, che se ne va portando con se’ i trofei di vittoria: la pelle e la testa con le terribili zanne del pericoloso animale.
Le spoglie del cinghiale, questo inestimabile trofeo, porta Atalanta a far pace con il padre, Iaso, con cui non parla da sempre.

Alla nascita di Atalanta, il padre Iaso che desidera ardentemente un figlio maschio e non si avvede di come la piccola già in fasce valga più di un maschio, secondo l’uso dell’epoca espone (vuol dire abbandona) la neonata sulle rocce in prossimità del bosco, sul monte Partenio...
La piccola è condannata a morte...
Meleagro e la caccia al cinghiale di Calidonia
C’è stato un evento che ha raccolto tutti gli eroi della Grecia in una località: la caccia al cinghiale di Calidonia.
Riesci ad immaginare un accampamento in cui, fianco a fianco, si trovano Teseo e Piritoo, Castore, Polluce, Admeto di Fere, Peleo padre di Achille, Ificlo il fratello di Eracle e tantissimi altri che partecipano a questa battuta di caccia? Incredibile! Potrebbe essere una gioiosa festa in cui ognuno tenta di superare l’altro in una nobile disfida!
Ma la tragedia è dietro l’angolo…
L'apoteosi di Eracle
La taciturna e bellissima Iole, prigioniera di guerra di Eracle, entra a Trachis insieme alle altre schiave.

La principessa schiava è, pare, destinata a diventare la concubina di Eracle, e Deianira, la legittima consorte dell’eroe, trema al solo pensiero di perdere l’amore del marito.

Ella è solamente preoccupata di questo: ha sempre saputo che Eracle attira belle giovani ed è da queste a sua volta attratto. Non teme Iole né la disprezza per la sua entrata in scena: Deianira teme che Iole o una successiva nuova fiamma possano farle perdere per sempre l’amore del marito...

Per riconquistare e tenere per sempre legato a lei Eracle, Deianira decide di trattare con quello che lei crede essere il filtro d’amore del centauro, una tunica per sacrifici che Eracle, nei riti che sia compiendo fuori città, sicuramente vorrà indossare.

Piena di speranza, unge lei stessa la tunica e con attenzione ricopre ogni singola piega col mortale veleno...
La morte di Nesso e la gelosia di Deianira
Abbiamo lasciato Deianira che è saltata in groppa al Centauro Nesso. Questi, che fa il traghettatore, dovrebbe portarla alla sua imbarcazione per traghettarla, appunto, da una sponda all’altra del fiume Eveno.
Eracle, sposo di Deianira si è già tuffato e a grandi bracciate nuota per raggiungere l’altra sponda del fiume.
Con Deianira in groppa, invece di dirigersi verso la sua zattera, fugge via.

Il centauro ha deciso di rapire la giovane sposa di Eracle e di prenderla con violenza!
La vendetta di Eracle e l'incontro con Deianira
Nella scorsa puntata, Eracle ha indossato abiti femminili e ha finto la lana per la regina di Lidia, Onfale.
Ma che usi erano in voga, in quella parte del mondo?
Beh, i narratori greci parlano delle donne di Lidia come di «schiave» o «vedove» per definirne il particolare comportamento… In verità, per le ragazze in Lidia è la cosa più naturale vivere non come vergini, ma come etère. E questo a scopo di matrimonio, poiché in questo modo riescono a raccogliere da se’ una grande dote e riuscendo perciò a sposarsi da padrone e non da sottomesse schiave del marito...


Immagine per la miniatura: Di Evelyn De Morgan - [1], Pubblico dominio, https:/ / commons.wikimedia.org/ w/ index.php?curid=1147059
La schiavitu? di Eracle sotto la regina Onfale
Eracle, in questa puntata, affronta una particolare schiavitù sotto la regina Onfale, che governa in terra di Lidia.
Come abbiamo saputo nello scorso episodio, Eracle, in seguito al responso della Pizia, accetta umilmente di essere venduto come schiavo. Viene portato in Asia da Ermes in persona e lo stesso dio contratta il prezzo dell’Eroe, senza però rivelare chi sia, come un forzuto schiavo e nient’altro.
Il ricavato della vendita dell’eroe è di tre talenti d’argento...
La morte di Ifito e la schiavitu? di Eracle
All'inizio della nostra storia, Eracle è impegnato nell’ultima delle sue fatiche, la discesa al Mondo dei Morti per portare a Re Euristeo Cerbero, il cane a tre teste di Ade.
Lico, figlio di Poseidone, violenta Megara, la giovane sposa di Eracle, credendo di passarla liscia confidando nel fatto che l’eroe sia morto nell’Ade e che perciò non farà mai più ritorno.
Questa figura incauta fa una brutta fine, in quanto far arrabbiare Eracle conduce sempre a pessimi risultati...
Fedra e Ippolito
Fedra e Ippolito. Con lo scorso episodio abbiamo terminato la vicenda di Teseo, lasciando però in sospeso un racconto particolare, riguardo Fedra e Ippolito, nel quale ci addentriamo oggi.

Teseo sposa Fedra, sorella di Deucalione, signore di Creta. Questo matrimonio porta, nelle intenzioni di Teseo, pace e prosperità per entrambi i regni.
La nuova sposa, in una delle versioni del Mito, viene osteggiata dall’amante di Teseo, Antiope, ex regina delle Amazzoni, che con lui ha avuto un figlio, Ippolito.

In un’altra versione, Antiope, consapevole dei vantaggi politici del matrimonio, rimane al fianco di Teseo e muore combattendo fianco a fianco di Teseo in difesa di Atene contro le sue ex suddite, le amazzoni.

In ogni caso, ad Atene si insedia Fedra che regala a Teseo nuovi eredi. Ippolito comincia a diventare un peso e, come accade spesso ancora oggi in molte situazioni, viene “promosso per essere spostato”....

E se Fedra si fosse nel frattempo innamorata del bellissimo figliastro...?
Teseo 4 - Elena, Persefone e la morte dell’eroe.
Teseo e l’amico Piritoo, compagni di furfanterie amorose, hanno deciso di comune accordo di rapire la già famosa per la propria bellezza Elena di Sparta, figlia della regina Leda e del padre degli dei in persona, Zeus.
Si tratta, come ti dicevo della stessa Elena che sposerà Menelao, che fuggirà con Paride e che verrà accusata di essere stata la causa della interminabile guerra di Troia.


Il loro amicale accordo è sì di rapirla ma di giocarsela poi a sorte! Il vincitore potrà sposare Elena ma sarà vincolato ad aiutare l’amico in ulteriore rapimento di una altra bellissima figlia di Zeus.

Elena, però è poco più che una bambina, ha da poco superato i dieci anni...
Teseo 3 - L'ascesa al potere e la debolezza per il gentil sesso
Teseo torna da Creta vincitore, come abbiamo sentito nello scorso episodio, ma la sua voglia di festeggiare si spegne appena viene a sapere della morte del padre, il grande Re Egeo.
Assume il potere di Atene e deve affrontare subito una miriade di nemici.
Trova però anche il tempo per una sua passione: sedurre belle rappresentanti del gentil sesso.
Questa "debolezza" gli porterà fortuna?
Nel racconto ti parlo di una scultura del Canova. Di seguito trovi il link:
https:/ / images.app.goo.gl/ jhJBEDw9jD6TwnCB7
Teseo 2 - Il Minotauro
Teseo è un principe, bellissimo, astuto e forte. Non gli va proprio giù il terribile tributo che da tre anni Atene è costretta a pagare a Creta.
Ogni anno sette giovinette e sette giovinetti vengono inviati nell'isola di Minosse per essere sacrificati, come pasto, al Minutauro che vive prigioniero nel leggendario labirinto di Dedalo...
L'immagine della miniatura è: di © Marie-Lan Nguyen /  Wikimedia Commons, CC BY 2.5, https:/ / commons.wikimedia.org/ w/ index.php?curid=4040633
Teseo 1 - Le prime avventure
Un paio di puntate fa, all’interno del secondo episodio sulla vita di Medea, ti ho parlato di Teseo.
In quell’occasione abbiamo saputo che cosa è capitato ad Atene al suo arrivo, di come Medea attenta alla sua vita.

In questa puntata ti propongo la gioventù e le prime imprese di Teseo, in modo da terminare il quadro di questo affascinante personaggio della Mitologia. Darò per ascoltata la parte raccontata in quell’episodio, per cui ti invito ad andare ad ascoltarlo per primo, se già non lo avessi fatto, per godere del racconto nella sua integrità.

Come in altre occasioni, ti avviso: nella puntata di oggi vengono raccontate azioni di turpe violenza agite dagli avversari di Teseo: ti invito ad ascoltare il racconto per valutare se sia il caso di proporlo poi ai più piccoli.
Zeus, Tifone e l'isola meravigliosa
Oggi ti racconto di Tifone, il mostro più grande che mai abbia visto la luce del sole.

Ha le gambe squamate e dalle cosce in giù è tutto un groviglio di serpenti; le sue incredibili braccia, allargate, coprono cento leghe in ogni direzione, e hanno innumerevoli teste di serpenti al posto delle mani.

Ha una orrenda testa d’asino con la quale tocca le stelle, e due ampie ali che, aperte, oscurano il sole; fiamme gli escono dagli occhi e rocce infuocate vengono sputate e precipitano dalla sua bocca... e l'unico scopo nella sua vita è di sconfiggere Zeus e tutti gli Dei!

Buon ascolto!
Medea II - Una trappola per Teseo
Abbiamo lasciato Medea ad Atene, come moglie di re Egeo, madre del principe ereditario del re, che ha nome Medo, finalmente in pace in quanto oramai pensa che nulla potrà andare male.
Appare ad Atene Teseo, figlio di Egeo, e i suoi sogni cominciano a sgretolarsi…
Ma non è però detta l’ultima parola, pensa tra se’: ho ancora una speranza, fintanto che Egeo non viene a sapere che Teseo è suo figlio…

Egeo, infatti, ignora di aver un altro figlio!
Medea - Il terribile destino di una maga!
Qualche puntata fa, abbiamo navigato insieme a Giasone alla ricerca del Vello d’Oro.
È stata una bella avventura che ci ha tenuti felicemente occupati per diverse settimane, o almeno così è stato per me.
Se te la fossi persa, ti invito ad andarla a cercare e ad unirti all’equipaggio della nave Argo!

Questo episodio racconta le gesta di Medea, che ha aiutato Giasone nell’impresa, successivamente agli eventi narrati in quelle puntate: ti avviso perché inizierò riprendendo da dove ci eravamo lasciati, per cui lo spoiler di come le cose si siano concluse a Iolco, c’è…
Melampo secondo episodio: l’impotenza di Ificlo e la pazzia delle calve figlie di Preto
Nello scorso episodio abbiamo lasciato Melampo che, salvatosi all’ultimo momento dal crollo del tetto della sua cella, viene guardato con occhio meravigliato da re Filaco.

Melampo infatti ha saputo prevedere il crollo della trave principale che a tutti appariva solida e sicura: la sua capacità di comprendere il linguaggio degli animali gli ha salvato la vita: ha infatti origliato il dialogo tra due tarli venendo a conoscenza dell’imminente crollo.

Riconosciutolo come veggente, il giusto re gli chiede se può guarire l’impotenza che avvelena la vita del figlio Ificlo.
Gli promette in cambio la sua favoleggiata mandria, che come ricorderai, Melampo è andato a cercare di diciamo acquisire per permettere al fratello Biante di unirsi in matrimonio con la bella Pero, loro cugina.

Melampo dunque lietamente acconsente.
Melampo, il dono dei serpenti e le travi di re Filaco
Fra le figure che popolano le mitologie di ogni parte del mondo, vi sono i vaticinatori, coloro che sanno predire il futuro o che sanno interpretare correttamente i segni della parte sottile traslucente e magica della realtà, quella parte che noi esseri umani “normali” non riusciamo a vedere.
Costoro spesse volte portano una pena o hanno pagato un prezzo per questa formidabile qualità: Cassandra (di cui ti ho parlato poco tempo fa, è condannata a perdere il destino ma a non essere mai creduta, Tiresia, il magnifico Tiresia che meriterà delle puntate tutte sue, riceve il dono del vaticinio dopo essere stato privato della vista.

Ci si aspetterebbe che tutti abbiano dunque un destino funestato da dolori e disgrazie a causa del loro “dono”. Esiste, invece, un medico dell’antichità che oltre a poter per così dire “vedere l’invisibile” riesce a comprendere il linguaggio degli animali: Melampo.
Bellerofonte
Nipote di Sisifo, Bellerofonte deve il suo nome al fatto di aver ucciso Bellero che fu re di Corinto. Macchiatosi di un secondo grave fatto, l’uccisione pur accidentale del fratello Deliade, a Bellerofonte non rimane che andare, supplice, a cercare un re che possa purificarlo.

Bellerofonte trova rifugio a Tirinto, governata da re Preto e da sua moglie, la regina Stenebea...
Perseo - III - Andromeda
Dopo aver sconfitto medusa e aver messo al sicuro la sua testa terrificante dentro la bisaccia fatata, perseo grazie ai calzari alati, è sulla strada di casa. Vola velocissimo nel cielo, Ma il suo sguardo viene attirato da quella che a tutta prima gli sembra una statua ma che poi si rivela essere una bellissima giovane incatenata ad un faraglione, con il corpo nudo adornato di preziosi gioielli, che scruta turbata ma risoluta il mare. Come ti dicevo alla fine dello scorso episodio, questa giovane ha nome Andromeda ed è una principessa. Si trova incatenata lì, vittima sacrificale, per sua stessa volontà...
Perseo - II - Perseo e Medusa
Nello scorso episodio abbiamo lasciato Perseo mentre si allontanava verso l'orizzonte. La sua destinazione è la terra di iperborea, dove vivono le tre Gorgoni. Abbiamo un po' di tempo perciò per raccontare la storia di medusa, l'unica mortale delle tre. Le Gorgoni sono figlie del mare: Ceto, un mostro marino e Forcio, il dio delle profondità degli abissi, si uniscono. Dalla loro unione nascono Ladone, un drago serpentiforme che non dorme mai e che confonde le sue vittime parlando la lingua degli uomini, con voce di uomo donna o bambino. Ladone è il custode insuperabile dell'albero delle mele d'oro che le Esperidi figlie di Atlante disperatamente desiderano. Forse te lo ricorderai: ho raccontato di Ladone in uno degli episodi sulle fatiche di Eracle.
La seconda figlia di Ceto e Forcio è Echidna, metà donna bellissima e metà serpente dalla pelle maculata, sposa di Tifone: ella mangia a pranzo esseri umani crudi e procrea mostri orribili. Verrà uccisa da Argo Panopte, il guardiano dai cento occhi.

Infine Ceto e Forcio danno vita alle Graie, che non ti descrivo perché te ne parlerò tra poco e le tre Gorgoni: Steno (o Stimo), Euriale e Medusa.

Queste tre sono creature bellissime, anzi la bellezza di Medusa può competere con quella delle dee dell’Olimpo.

Medusa fa uso della sua avvenenza per sedurre questo o quello e ottenerne i favori: mette a frutto la sua intelligenza per individuare chi la può aiutare e fa leva sulla propria irresistibile leggiadria per perseguire i propri scopi.

Una notte, però, avventatamente, Medusa si lascia andare agli abbracci di Poseidone proprio in un tempio dedicato ad Atena...
Perseo - I - Danae, la nascita di Perseo, il tranello di Polidette
Uno dei quadri più famosi di Klimt, artista austriaco dell’inizio del secolo scorso, è Danae. Per chi non conosce la storia di questa giovane principessa, il dipinto che rimira è quasi incomprensibile: una giovane accovacciata in posizione quasi fetale, con gli occhi chiusi forse dormiente o forse nell’estasi, le dita aggrappate all’aria, rinchiusa in una cornice di veli e pennellate d’oro… Bellissimo!

Il racconto di oggi riguarda proprio le vicende che hanno portato Danae ad essere la adorata madre di uno degli eroi più splendenti della mitologie greca: Perseo.
Sisifo, il più scaltro tra gli uomini
Ci sono delle volte in cui ci si sente fortemente delusi e si ha l’impressione che quello che si sta facendo, in realtà non abbia senso.
Hai mai avuto anche tu una sensazione come questa?
Se anche tu soffri ogni tanto di questi momenti in cui ti scopri a guardare la tua vita e ne scorgi per un attimo la sua tracotante assurdità, e nonostante questo continui ad andare avanti…
beh il racconto di oggi fa proprio per te!

Sisifo è una figura particolare della mitologia greca: figlio di Eolo, e marito della Pleiade Merope, è un sagace ingannatore e ne fa un po’ di tutti i colori.

For Originz di Kevin MacLeod è un brano autorizzato da Creative Commons Attribution (https:/ / creativecommons.org/ licenses/ by/ 4.0/ )
Fonte: http://incompetech.com/ music/ royalty-free/ index.html?isrc=USUAN1100700
Artista: http://incompetech.com/
Quattro amori di Zeus
Zeus, padre degli dei ha diverse qualità ma anche diverse chiamiamole “mancanze”, ha molti punti di forza e altrettanti di debolezza.

Uno di questi puoi è proprio il fatto di essere fedifrago.

Lo fa con allegria, a volte con sotterfugi, alle volte platealmente, come se non potesse avitare di diciamo “cadere in tentazione”!

Il dio padre degli dei, sposato, tradisce la moglie: è la divinizzazione di un comportamento umano, che in qualche maniera ratificherebbe la tensione dei mariti a cercare soddisfazione fuori casa: non resiste neanche zeus che è un dio, come potrei riuscirci io?

Così come nella vita reale le mogli tradite si infuriano, così Era, moglie sorella del dio, in un modo o nell’altro, riesce a trovare la via per vendicarsi di Zeus o di punire chi ha attratto con la sua bellezza l’occhio del marito.

Il racconto di oggi riguarda quattro amori tra i più famosi che Zeus ha avuto.

Immagini riguardo il Panopticon di Jeremy Bentham:

https:/ / images.app.goo.gl/ yajNpas4dmArnCrXA
https:/ / images.app.goo.gl/ hpbAhp64cmrPYxuX7
https:/ / images.app.goo.gl/ h2Uk6cGYNLTc4wGM8
Paride ed Elena - Episodio 2
Paride sta scalpitando per andare in città, la capitale, Troia, consapevole che solo lasciando i pascoli montani riuscirà a ricevere il dono promessogli da Afrodite: l’amore di Elena, la donna più bella del mondo.

L’occasione gli viene offerta da un torneo di abilità nel combattimento di tori e per gare di pugilato e di atletica. Priamo ha indetto questi giochi annuali per onorare la memoria del figlio perduto (proprio Paride!). Agelao, il padre putativo cerca di dissuaderlo, ma Paride sa che Il primo passo per cercare il suo premio, è andare in città...
Paride ed Elena - Episodio 1
Nella scorsa puntata, di passaggio, abbiamo trattato di Troia, la mitica città dell’interminabile guerra-assedio.
Mentre portavo a termine la lunga serie di puntate sul viaggio di Giasone con gli argonauti alla ricerca del Vello d’oro, mi ha stuzzicato l’idea di raccontarti la storia di come si è scatenata la guerra più famosa dell’antichità.
Non ti propongo qui di certo l’intera complessa narrazione della guerra di Troia.
Se ti va di ascoltare, ti racconterò i fatti che l’hanno preceduta e provocata.
L’episodio di oggi è dedicato a Paride, figlio di Priamo e al giudizio delle Dee.
Giasone - VI - Apsirto, Le nozze, Talo, le Sirene e il ritorno a Iolco
AVVISO IMPORTANTE: Questo episodio contiene azioni cruente che descrivono la natura del carattere di chi le compie. Se sei solita o solito far ascoltare il mio Podcast a dei piccoli, assicurati di averlo ben ascoltato prima tu e decidi sul da farsi. Questi eventi di inaudita violenza si trovano all’inizio e alla fine di questa puntata.

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Ti dò il benvenuto in questa ultima puntata dedicata al viaggio degli Argonauti alla ricerca del Vello d'oro! Giasone, con il vello a bordo e con la sua promessa sposa, la maga Medea, che lo ha aiutato a superare tutte le prove che ha incontrato, gira la prua della nave verso Iolco.
I nostri sono inseguiti dall'intera flotta della Colchide, che li tallonano...
Giasone V - Re Eeta, Medea, il furto del Vello
Siamo finalmente arrivati nella Colchide! Re Eeta non lascerà portare via il Vello d'Oro a Giasone tanto facilmente! Sottoporrà l'eroe a delle prove insormontabili e mortali! A dare una mano a Giasone arriverà una figura gigantesca della mitologia greca: Medea, la figlia del re, maga e incantatrice... Per aiutarlo, però, Medea si fa promettere il matrimonio!
Lei è bella e ha quello sguardo penetrante... Giasone accetta (non sappiamo se per amore o per interesse) e affronta le prove di Re Eeta...
La conquista del vello appare vicina, ma...
Giasone - IV - Re Fineo, le rocce Simplegadi e l'arrivo in Colchide
Il viaggio dei nostri eroi continua! Incontrano per primo re Fineo, che ha il dono di vaticinare il futuro con estrema precisione. È cieco, e per dare i suoi consigli a Giasone, gli chiede in cambio un favore particolare.
Argo deve attraversare uno stretto passaggio di mare impossibile da superare: lo stretto delle rocce Simplegadi. Queste rocce, al passaggio di chiunque si chiudono, abbracciandosi, con un gran frastuono. I nostri riusciranno a superare astutamente questa difficoltà.
Arrivano infine alle coste della Colchide, e qui Giasone si siede attorno ad un tavolo coi suoi per prendere una importante decisione.
Buon ascolto!
Giasone e gli Argonauti - III - Ila, Re Cizico e Àmico
Nella puntata di oggi trovi tre episodi inquietanti accaduti al nostro equipaggio preferito.
Ila, l'assistente di Eracle, improvvisamente scompare, mandando il nostro fortissimo eroe su tutte le furie; sulla spaiggia del regno di Cizico, poi, accadrà un evento formidabile quanto terribile; alla corte del presuntuoso e crudele re Àmico, assisteremo ad un incontro di pugilato tra semidei.
Buon ascolto!

Il quadro cui faccio riferimento nella puntata, lo trovi qui:
https:/ / it.wikipedia.org/ wiki/ Ila_(mitologia)#/ media/ File:Waterhouse_Hylas_and_the_Nymphs_Manchester_Art_Gallery_1896.15.jpg
Giasone e gli Argonauti - II - La storia del Vello e l'isola di Lemno
In questo episodio prendiamo il largo verso l'isola di Lemno, prima tappa del viaggio dei nostri eroi.
Mentre la nave veleggia, io e te ci appartiamo un attimo perché ti voglio raccontare la storia del Vello d'oro che si trova nella Colchide, terra a Est che si affaccia sul Mar Nero, ai confini del mondo conosciuto.
L'isola di Lemno presenta una particolarità: l'aria è pestilenziale! Questo cattivo odore appartiene alle donne che vivono lì: è forse una punizione degli Dei per una azione terribile che hanno messo in atto...

Buon ascolto!
Giasone e gli Argonauti
La storia di Giasone inizia con lo zio Pelia che strappa il trono al legittimo pretendente al trono, Esone, padre dwl Giasone.
Quando Giasone torna a palazzo per reclamare il proprio diritto a governare la città che è sua, Re Pelia si mostra quasi accondiscendente, solo per riuscire a mandare il focoso nipote in una missione impossibile e mortale: la ricerca del vello d'oro che si trova nella Colchide.
Alcesti - Il sacrificio di se'
Questa puntata riguarda l'amore incondizionato. Mi pare adatto pubblicarlo ora, con la prossimità del 14 febbraio.

SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT SPOILER ALERT 

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A seconda delle versioni, è ad Artemide che Apollo riesce a strappare il prezioso dono per Admeto, dopo che Admeto ha "riparato" all'errore compiuto nei confronti della dèa.
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Ti riporto qui sotto le ultime battute dall'Alcesti di Euripide, con la felicità di Admeto che trabocca dalle sue parole.
ERCOLE:
Admèto, addio.
   Io di Stènelo al figlio, ad Euristèo
   parto, a compire la dovuta gesta.
Admèto:
   Con noi rimani! Siedi alla mia mensa!
ERCOLE:
   Al mio ritorno. Adesso ho fretta. Addio.
(Parte)
Admèto:
   Vivi felice; e a noi rivolgi il passo
   al tuo ritorno. E ai cittadini tutti
   indíco, e ai quattro regni, che per questa
   prospera sorte, danze istituiscano
   e canti, e l'are fumino di vittime.
   Verso piú dolce vita ora moviamo:
   ché non lo nego: io sono, io son felice!
Orfeo ed Euridice
Fino a dove ti spingeresti, per raggiungere la persona amata?
Oggi ti racconto di Orfeo, il poeta più grande mai vissuto!
Secondo il Mito, per ascoltare il suo canto, perfino un fiume cambiò il suo percorso. La sua arte gli tornerà utile quando perderà l'oggetto del suo amore: la dolce e fedele sposa, la ninfa Euridice.
Buon ascolto!


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