Le soluzioni “consumer” avanzano nelle aziende

Secondo un articolo su Ars Technica i dati del secondo trimestre 2010 segnalano una forte crescita delle quote di mercato dei prodotti Apple nelle aziende
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Apple è cresciuta del 50% nel secondo trimestre, rispetto all’anno precedente, nelle aziende e del 200% nel settore pubblico americano. La crescita è stata molto forte nel settore delle piccole e medie aziende, ed è rimasta robusta anche nelle aziende di grosse dimensioni dove il peso dell’IT e delle sue soluzioni “standardizzate” (solitamente il contrario di quello che vogliono gli utenti) rende difficile l’introduzione di tecnologie non Microsoft.

Molti analisti non hanno una spiegazione certa per questo fenomeno, considerato che i prodotti Apple sono caratterizzati da design e marketing chiaramente rivolti al mercato “consumer”, ma come alcuni hanno notato in realtà questo risultato è la conseguenza di un fenomeno appena agli inizi: l’avanzare delle soluzioni consumer nelle aziende.
Si tratta di un fenomeno assai interessante che, per certi versi, ricorda le rivoluzioni nell’IT aziendale portate dai Personal Computer sul finire degli anni ’80 e da Internet alla fine dei ’90; entrambe quelle rivoluzioni, come questa, furono subiìte dai tradizionali Sistemi Informativi che, spesso, le contrastarono con “battaglie” di retroguardia.

Allora a spingere dal basso l’adozione di queste tecnologie furono i dipendenti tecnologicamente più avanzati che riuscivano a dimostrare come si potessero raggiungere grandi efficienze con piccoli investimenti.

Oggi, in questo nuovo fenomeno, non c’è solo una spinta dal basso, ma anche una spinta dal’alto, ossia da parte di diversi dirigenti, non dell’IT, che utilizzano prodotti consumer e si chiedono come sia possibile essere costretti, in azienda, ad utilizzare sistemi poco gradevoli, spesso inefficienti e gravati da tutta una serie di “policy” che sembrano fare la felicità del dipartimento IT, ma che non sono comprese al di fuori di esso.

Alcuni elementi che fanno pensare che questa piccola “rivoluzione” sia inarrestabile sono i seguenti:

  • Diversi Top managers ed amministratori delegati utilizzano il Mac, l’iPhone e l’iPad ed hanno imposto ai loro (riluttanti) Sistemi Informativi di supportare tali piattaforme
  • nel settore pubblico americano è capitata la stessa cosa quando presidenti, come Obana che usa il Mac, o altri governatori hanno imposto ai loro enti IT di supportare i prodotti che loro vogliono utilizzare
  • nel momento in cui si guardano costi e servizi IT diventa sempre più difficile giustificare il costo di determinate infrastrutture quando esistono soluzioni consumer a costi nulli o bassissimi (ad esempio gmail dà 7Gb di mailbox gratis mentre nelle aziende è normale avere 100-500Mb, chiedere più di 1Gb è difficile e costoso)

In conclusione, soprattutto per chi lavora nell’IT, è bene essere preparati a questa nuova rivouzione e non sottovalutare le richieste in tal senso che cominiciano a pervenire e che sempre più perverranno nel futuro.

Ovviamente è anche necessario smettere di ripetere gli errori del passato quando si sono accettate soluzioni che funzionavano solo se i client erano configurati in un certo modo (ad esempio solo con Windows XP, IE6 ecc.); questo atteggiamento rifletteva l’illusione di poter controllare esattamente la “piattaforma” client aziendale, una ambizione assolutamente fuori luogo in un mondo dove l’azienda ha confini molto allargati che toccano un esercito di collaboratori esterni, di fornitori e clienti con cui si collabora normalmente utilizzando Internet e VPN ed a cui è velleitario pensare di imporre determinati sistemi operativi o specifiche versioni di browsers.

Valerio

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