Memos


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Il podcast della trasmissione Memos di Radio Popolare
Autore: Radio Popolare
Ultimo episodio: 28/06/19 0:00
Aggiornamento: 21/09/19 6:47 (Aggiorna adesso)
Memos di ven 28/06
Memos, ultima puntata della quinta stagione. Oggi con il fisico Francesco Sylos Labini, tra migranti e cervelli in fuga; con l’economista Gianfranco Viesti sugli ultimi sviluppi, critici, sui progetti per l’autonomia regionale; e con lo storico David Bidussa con il “gioco del complotto”. Grazie a tutti/ e i 163 ospiti di questa stagione e soprattutto un grazie speciale alle ascoltatrici e agli ascoltatori. A presto!
Memos di gio 27/06
Morte sul Rio Grande. Di un giovane padre e della sua piccola di 23 mesi. La foto che li ritrae sulla riva del fiume ha fatto il giro del web in poche ore. Il padre e la figlia, migranti, vittime innocenti. Anche se la propaganda razzista li vuole colpevoli. Memos ne ha parlato con gli storici Anna Foa e Michele Ciliberto. Chiude la puntata il messaggio di Bruno Simili, vicedirettore della rivista Il Mulino, sulla SeaWatch3.
Memos di mer 26/06
“Apartheid climatico”. E’ il rischio concreto che corriamo di fronte alle risposte diseguali ai cambiamenti del clima. I ricchi trovano riparo, i poveri continuano a soffrire. La denuncia è stata fatta da Philip Alston, relatore speciale dell’Onu su povertà e diritti umani. Si tratta di un’anticipazione di un rapporto Onu che sarà pubblicato nei prossimi giorni. Memos ne ha parlato con Valerio Calzolaio, saggista e giornalista; Rossella Muroni, deputata LeU ed ex presidente di Legambiente. Di ambiente ci ha parlato anche Paola Natalicchio, saggista. Il suo messaggio per l’occasione si è trasformato in un vero e proprio reportage da Taranto, dall’ennesima crisi attorno all’Ilva.
Memos di mar 25/06
Esiste il dialogo in fondo al web? La vita digitale può prescindere da un sistema di relazioni? Sono le domande con cui è cominciata la puntata di Memos di oggi. Sostiene l’Istat: tra gli 11 e i 14 anni di età si sono ridotti i tempi di incontro con gli amici (nel 2018 solo il 32% ha incontrato gli amici tutti i giorni rispetto al 71% del 2003) e quasi parallelamente nello stesso periodo è aumentato l’uso di internet. Una diagnosi possibile: questa vita digitale può generare confusione emozionale (chi sono io, chi è l’altro) e cultura della chiusura (cerchie sempre più strette di simili), secondo quanto ha raccontato a Memos Felicia Pelagalli, psicologa che insegna alla Sapienza di Roma innovazione e trasformazione digitale. «Oggi si è sempre più calcificati nelle proprie visioni e non si dialoga», ha sostenuto il sociologo di Codici Stefano Laffi, ospite a Memos. La puntata di oggi è stata chiusa dal messaggio di Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”, di Torino.
Memos di ven 21/06
L’Europa sovranista e la paure generate dalla globalizzazione e dalla propaganda dei leader. L’economista Gianmarco Ottaviano, dell’università Bocconi, ha creato un sistema di coordinate che descrive la “relazione sovranista”. Da un lato c’è il voto verso la destra nazionalista e dall’altro ci sono quelle aree geografiche dove si sono verificati i danni maggiori prodotti dalla concorrenza internazionale. E’ una relazione che vale in Europa, ma anche negli Stati Uniti di Trump e nella Gran Bretagna della Brexit. L’analisi di Gianmarco Ottaviano è contenuta in un libro pubblicato di recente da Laterza dal titolo “Geografia economica dell’Europa sovranista”. Chiude la puntata di Memos il messaggio di David Bidussa, storico sociale delle idee, saggista e scrittore.
Memos di gio 20/06
Beni comuni e diritti fondamentali. Prosegue la campagna di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare. Il progetto punta ad introdurre nel nostro ordinamento la nozione di bene comune. Le firme si raccolgono fino all’8 agosto prossimo. Memos ha ospitato il giurista Ugo Mattei, tra i principali promotori della campagna (generazionifuture.org). Con Mattei, Memos ha ricordato il professor Stefano Rodotà a due anni dalla morte, il 23 giugno del 2017. Il grande giurista fu l’autore dodici anni fa di un progetto sui beni comuni a cui si ispira la campagna di oggi.
Memos di mer 19/06
Like&Money, la vita digitale degli utenti di Facebook stretta sempre di più nell’ecosistema di Mark Zuckerberg. Presentata ieri Libra, la criptomoneta che circolerà a partire dal 2020. Dopo i dati sulle preferenze, i gusti, le opinioni, la cassaforte di Zuckerberg custodirà anche i dati sulle nostre transazioni finanziarie. Il capitalismo delle piattaforme (come concepito dallo studioso canadese Nick Srnicek), e della sorveglianza (come teorizzato dalla sociologa statunitense Shoshana Zuboff) fa un passo avanti nella direzione di un maggiore controllo sugli utenti-cittadini (vedi anche Evgeny Morozov, Repubblica 19.6.19). Memos ne ha parlato con due economisti: Luca Fantacci, che insegna storia economica e del pensiero economico all’Università Bocconi; e Stefano Lucarelli, politica economica all’Università di Bergamo. Chiude la puntata il messaggio di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’Università di Bari.
Memos di mar 18/06
«Sono fatti vergognosi, perché si sta trattando di condizionamenti dell’organo di autogoverno della magistratura da parte di consiglieri ed esponenti politici. Sono fatti che non hanno precedenti nella storia della Repubblica». Memos ha intervistato oggi il grande giurista e filosofo del diritto Luigi Ferrajoli sullo scandalo al Csm, le trattative segrete, le vendette, le nomine pilotate sulla base di interessi occulti di un gruppo di consiglieri e un paio di politici (gli esponenti del Pd Luca Lotti e Cosimo Ferri). Nella seconda parte della puntata Memos è andato a Trastevere, nel cuore di Roma, due giorni dopo l’aggressione fascista al giovane che indossava la maglietta del Cinema America. Il racconto dello scrittore e giornalista Paolo di Paolo.
Memos di ven 14/06
La destra nazionalista, xenofoba, razzista cambia nome al parlamento europeo. Il nuovo gruppo sovranista di Salvini, Le Pen, con i tedeschi di Afd e gli austriaci di Fpo si chiama “Identità e Democrazia” (il vecchio nome era “Europa delle Nazioni e della Libertà”). Memos ha ospitato la studiosa delle destre in Europa Giorgia Bulli, ricercatrice in scienza politica all’università di Firenze. A Memos anche la giornalista di Repubblica Alessia Càndito che ha seguito la prima udienza del processo a Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace. Chiude la puntata il messaggio di David Bidussa, storico sociale delle idee e saggista.
Memos di gio 13/06
“Siamo sull’orlo di un tempo di guerra nella nostra democrazia”. Lo ha detto il presidente francese Macron ieri a Ginevra, nel discorso per i 100 anni dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Disuguaglianze e rendite, voglia di autoritarismo tra i cittadini: l’Occidente, secondo Macron, non è stato in grado di trarre le conseguenze da questi fallimenti cambiando il modello di organizzazione del capitalismo. Memos ha ospitato Filippo Barbera, sociologo dello sviluppo all’università di Torino, per commentare Macron e l’intervista all’economista Julie Froud, teorica dell’Economia Fondamentale (che è anche il titolo di un libro pubblicato da Einaudi, 2019). Froud è stata ospite in questi giorni a Milano della Fondazione Feltrinelli per il Jobless Society Forum. Chiude la puntata di oggi Bruno Simili, vicedirettore della rivista Il Mulino.
Memos di mer 12/06
Dal decreto sicurezza-bis alle schedature dei magistrati, dall’inchiesta di Perugia sulla corruzione al Csm alle controriforme della giustizia. Memos ha ospitato oggi Armando Spataro, ex magistrato, da alcuni mesi in pensione dopo aver ricoperto l’incarico di procuratore capo a Torino. Ospite della puntata di oggi anche Paola Natalicchio, giornalista e saggista, che ci ha raccontato la sua esperienza di candidata alle europee con la lista “La Sinistra”.
Memos di mar 11/06
Negare le zone rosse e concedere la protezione umanitaria ai migranti. I giudici che lo permettono, con le loro sentenze, meritano di finire sotto osservazione del Viminale. Parola del ministro Salvini. «Ci chiediamo, col dovuto rispetto, se alcune iniziative pubbliche, alcune evidenti prese di posizione di certi magistrati siano compatibili con un'equa amministrazione della giustizia», ha detto la settimana scorsa il ministro dell’interno. A Memos ne abbiamo parlato con l’avvocata Claudia Moretti, uno dei legali che hanno seguito il ricorso contro l’ordinanza della prefetta di Firenze Laura Lega sulle zone rosse. Un’ordinanza bocciata dal Tar della Toscana la settimana scorsa e per questa ragione finita nel mirino di Salvini. Oggi a Memos abbiamo parlato anche di Enrico Berlinguer nel 35esimo anniversario della sua morte e in occasione dell’uscita di una nuova edizione dell’antologia di scritti e discorsi dello storico segretario del Pci. “Casa per casa, strada per strada” è il titolo del libro (Zolfo Editore) curato da Pierpaolo Farina, sociologo e dottorando all’Università Statale di Milano. Chiude la puntata il messaggio di Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia” di Torino.
Memos di gio 06/06
Quanti “spread” incombono sull’Italia? Non è solo lo spread finanziario a pesare sul paese del governo Conte-Salvini-DiMaio. Al rischio finanziario (tassi di interesse e procedure sul debito pubblico) si aggiunge un rischio sociale (povertà e disuguaglianze che non calano) e un rischio economico (struttura produttiva in declino, crescita del pil ridotta quest’anno allo 0,1% secondo il FMI). E se a questi rischi aggiungessimo anche il “rischio istituzionale”? Che cos’è? E’ quello che nasce in un paese dove il potere della magistratura, indipendente da tutti gli altri, è infettato da mercanteggiamenti e corruzioni come ha rivelato il caso Palamara. E’ “rischioso” un paese che mette a repentaglio l’autonomia della magistratura, che prepara dossier sui magistrati che criticano il governo (vedi Salvini)? Quanto rischia la democrazia? Memos ha ospitato oggi il politologo dell’università di Bologna Piero Ignazi.
Memos di mer 05/06
I pilastri indeboliti della Repubblica. Il caso Palamara svela i vizi di una magistratura sfregiata dalla corruzione. L’autodenuncia del vicepresidente del Csm David Ermini che ieri ha parlato di “degenerazioni correntizie”, “traffici venali”, “giochi di potere” all’interno del mondo delle toghe. Memos ha ospitato Alberto Vannucci, politologo e studioso della corruzione all’università di Pisa; e Riccardo Di Vito, presidente di Magistratura Democratica. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica dell’Università di Bari.
Memos di mar 04/06
Pechino, la protesta e la strage di piazza Tienanmen 30 anni dopo. Furono centinaia, forse alcune migliaia, le vittime della repressione dell’esercito cinese. Di ufficiale sui morti tra gli studenti c’è sempre stato ben poco. Oggi, a distanza di 30 anni da quel 4 giugno 1989, le autorità cinesi rivendicano quel massacro. «E’ stata la scelta politica giusta» - ha detto il ministro della difesa Wei Fenghe - «da allora la Cina ha goduto di stabilità». A Memos Alessia Amighini, economista dell’Università del Piemonte Orientale e co-responsabile dell’Asia Centre dell’Ispi (Istituto di Studi di Politica Internazionale).
Memos di ven 24/05
Gli strumenti della campagna elettorale. Social media, siti, manifesti, spot e trasmissioni. A mezzanotte si chiude, domenica si vota. Dino Amenduni, che insegna comunicazione politica all’università di Bari, fa un bilancio di questi ultimi mesi di caccia al voto, per le europee e per le amministrative. A seguire l’economista Alessandro Roncaglia con il suo “L’età della disgregazione” (Laterza, 2019), uno studio sul pensiero economico contemporaneo: dal retroterra classico (Smith, Ricardo, Marx) ai precursori (Keynes e Weber), dai giganti del secolo breve (von Hayek e Sfraffa) agli epigoni della sintesi neoclassica e dei neoliberismi.
Memos di gio 23/05
23 maggio 2019: la memoria delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio e la storia “scabrosa e inquietante” (Roberto Scarpinato, pg di Palermo) dei processi, dalla trattativa stato-mafia al Borsellino-quater alla ‘ndrangheta stragista. Scarpinato invita a mettere da parte la “retorica di stato” che racconta le stragi come la vendetta mafiosa contro i giudici Falcone e Borsellino per il maxiprocesso degli anni ‘80. Va sostituita con una “storia per nulla semplice e rassicurante, anzi scabrosa e inquietante” come dimostra “la pluralità di risultanze probatorie che si vanno accumulando nei processi”. A Memos oggi riprendiamo il filo del racconto di Roberto Scarpinato (FQ online) e del cronista Saverio Lodato (antimafiaduemila.com), riproponiamo la nostra intervista a Nino Di Matteo del novembre scorso e torniamo su quanto accaduto questa mattina a Palermo, tra celebrazioni ufficiali (Vito Lo Monaco, Centro Pio La Torre) e non (Claudio Fava, commissione antimafia siciliana).
Memos di mer 22/05
Il futuro che sfugge, la politica ridotta a governance e il capitalismo che non tramonta mai. E’ il quadro non rassicurante che emerge dall’intervento di oggi a Memos della filosofa Donatella Di Cesare e del sociologo ed economista Mauro Magatti. Siamo partiti da due articoli recenti scritti da Di Cesare (“Il fallimento del futuro”, Lettura, 5.5.19) e Magatti (“Solitudine e fatica di vivere: la nuova minaccia globale”, Corriere, 30.4.19) per concludere che oggi “c’è bisogno di solidarietà e responsabilità” (Di Cesare) e di una “idea relazionale di libertà” (Magatti). Servono entrambe per superare “la privatizzazione del futuro” (Di Cesare) e la individualizzazione delle vite (Magatti) che stanno mettendo a rischio la democrazia.
Memos di mar 21/05
La punizione e la preghiera. Salvini ostenta minaccioso la sanzione pecuniaria sui salvataggi in mare e il rosario contro gli infedeli. Sono gli ultimi atti della propaganda prima del voto europeo del 26 maggio. Memos ha ospitato oggi lo storico, professore emerito alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Adriano Prosperi.
Europa, elezioni 2019 (4)
Come sta la democrazia in Europa? Quarta e ultima puntata del nostro ciclo in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Qual è stata la missione della democrazia europea? Da un lato assicurare la pratica delle libere elezioni (dopo gli anni bui dei fascismi e dei totalitarismi) e dall’altro offrire le garanzie del welfare e dei diritti connessi al lavoro, come tentativo di compensare alcuni effetti negativi del capitalismo. Ma questa missione sembra essersi dimezzata. La crisi economica di questo ultimo decennio ha scavato solchi profondi nel tessuto sociale dell’Europa: le disuguaglianze sono cresciute, il welfare ha fatto passi indietro per i tagli ai bilanci pubblici, il lavoro ha perso per strada diversi diritti. E’ rimasta in piedi solo la pratica delle elezioni e per questa ragione la missione della democrazia europea ha perso pezzi importanti. Memos ne ha parlato con lo storico Marcello Flores e con il politologo Yves Mény (“Popolo, ma non troppo”, Il Mulino, 2019).
Memos di gio 16/05
Fascismi e populismi. Federico Finchelstein, storico argentino che insegna alla New School for Social Research di New York, ha studiato per vent’anni il fascismo e il populismo. Li ha osservati in tutte le loro manifestazioni geografiche, dall’America Latina all’Europa agli Stati Uniti. E nel tempo: dal Novecento agli anni Duemila. Qual è la relazione tra fascismi e populismi? Il professor Finchelstein sostiene che nel ‘900 il populismo ha rifiutato di vedere il fascismo come un alleato, mentre i populisti di oggi sono più vicini alle idee del fascismo. Memos ha ospitato il professor Finchelstein autore del libro “Dai fascismi ai populismi” (Donzelli, 2019). Per lo storico argentino c’è una lunga storia di reazione alla democrazia costituzionale e parlamentare, di cui il fascismo e il populismo sono due capitoli. «Il fascismo – sostiene Finkelstein – è una forma di dittatura, razzista, dove la violenza è un elemento centrale della sua concezione del potere. Il populismo - che emerge dopo il 1945 - è invece un processo di riformulazione storica dell’esperienza fascista in chiave democratica». In questi ultimi anni, se pensiamo alle esperienze di Trump negli Stati Uniti di Salvini in Europa e di Bolsonaro in Brasile, il populismo ha assunto una nuova forma. Ad esempio, racconta Finkelstein, «è tornato alla concezione del popolo che aveva il fascismo, il popolo come etnos. Questi populismi ritornano a certi elementi che sono centrali non al populismo ma al fascismo».
Memos di mer 15/05
Riace, Domenico Lucano e il processo. Tra quattro settimane, l’11 giugno, a Locri si svolgerà la prima udienza del procedimento giudiziario contro l’ex sindaco di Riace, l’autore di una politica dell’accoglienza diventata un modello. Abuso d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sono i capi di imputazione. Lui, Lucano, da mesi gira l’Italia per perorare la sua causa – e quella di tantissimi altri – senza poter rimettere piede nella sua città. Memos oggi ha ospitato la giornalista Alessia Candito, per ripercorrere alcune tappe della vicenda giudiziaria; un sostenitore della causa di Lucano Maurizio Zavaglia; e il filosofo del diritto Mauro Barberis, per raccontare la posta in gioco nel processo in termini di principi e valori.
Memos di mar 14/05
Torre Maura, Casal Bruciato. L’estrema destra neofascista dà voce al disagio delle periferie o le usa per le sue operazioni di propaganda “mediageniche? Ospite a Memos il sociologo Pietro Castelli Gattinara dell’università di Oslo che - insieme a due colleghi - ha scritto un documentato articolo sulla rivista online Il Mulino. Nel testo si decostruisce il luogo comune che descrive la destra neofascista come capace di interpretare il malessere sociale delle periferie. Ma non è così, dicono i tre ricercatori. Ospite di Memos anche David Bidussa, storico sociale delle idee, con cui – a partire da Casapound – abbiamo parlato del linguaggio del fascismo, del fascismo storico e di quanto ereditato fino ad oggi. Bidussa ha analizzato il linguaggio politico del fascismo e di Mussolini in un libro appena pubblicato “Benito Mussolini. Me ne frego” (Chiarelettere, 2019). Chiude la puntata il messaggio di Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia” di Torino.
Europa, elezioni 2019 (3)
Come sta la democrazia in Europa? Terza puntata del nostro ciclo in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio. Se guardiamo all’Italia, ai fatti di questi giorni di Casal Bruciato, alla violenta aggressione dei rom, alla derisione delle vittime da parte di Salvini, se guardiamo a tutto questo dobbiamo concludere che la democrazia in Europa sta male. Occorrono riforme radicali. La sinistra è in grado di proporle? Memos ha ospitato Nadia Urbinati, docente di teoria politica alla Columbia University di New York. La professoressa Urbinati si occupa del pensiero democratico e liberale contemporaneo, delle teorie della sovranità e della rappresentanza politica. “Utopia Europa” è il titolo del suo ultimo libro (Castelvecchi, 2019). Ospite anche Colin Crouch, professore emerito all’Università di Warwick, in Gran Bretagna, ideatore all’inizio degli anni Duemila del concetto di post-democrazia. Ha pubblicato di recente “Identità perdute. Globalizzazione e nazionalismo” (Laterza, 2018).
Memos di gio 09/05
Disinformazione elettorale. Quanto è diffusa la pratica delle fake news in campagna elettorale? Il leader del Pd Nicola Zingaretti ha denunciato una balla che sta circolando in rete da settimane: “il Pd, se vince le elezioni, chiederà una direttiva per ospitare 800 mila profughi libici”. Zingaretti si dice preoccupato: “la pratica delle fake news uccide la qualità della nostra democrazia”. Il leader del Pd esagera o le fake news sono un problema grave? Memos ha ospitato due studiosi: Sara Bentivegna, docente di sociologia della comunicazione all’Università La Sapienza di Roma, e Massimo Mantellini, pioniere dei blogger in Italia, studia e scrive di cultura digitale dalla metà degli anni ‘90. Di social network e politica ha parlato anche Giovanni Ziccardi, giurista informatico. Chiude la trasmissione con il suo messaggio Bruno Simili, vice-direttore della rivista Il Mulino.
Memos di mer 08/05
Il modello Lombardia. Un’imprenditoria criminale che manovra la politica, a sua volta disposta a mettersi a libro paga delle aziende. Diverse decine di arresti, quasi un centinaio gli indagati. Mezza Forzitalia lombarda è finita sotto accusa, anche il presidente leghista Fontana raggiunto dallo schizzo di fango dell’abuso di ufficio. L’inchiesta della procura antimafia di Milano è iniziata da due imprenditori, vicini ad alcune famiglie della ‘ndrangheta al Nord. Memos ha analizzato l’inchiesta milanese con l’aiuto di Alberto Vannucci, docente di scienza politica all’Università di Pisa e uno dei principali studiosi italiani dei sistemi di corruzione e dell’anti-corruzione. «C’è una continuità di fondo, uno spaccato già visto chiamato corruzione sistemica, ma con un diverso equilibrio di poteri», dice il professor Vannucci dell’ultima inchiesta della procura di Milano. «I veri motori del sistema in questa vicenda – aggiunge Vannucci - sono gli imprenditori. Sono loro a mettere a libro paga l’esponente politico che a sua volta deve mettere a disposizione la sua rete relazionale. Il politico – conclude il professore dell’Università di Pisa - si fa faccendiere, riceve una sorta di retribuzione fissa, fornendo relazioni, contatti, informazioni». Chiude la puntata di oggi il messaggio di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica.
Memos di mar 07/05
Napoli, all’attacco della camorra. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho ha chiesto un cambio di strategia nella lotta contro la camorra: «è necessario passare da una strategia di contenimento ad una di vero e proprio attacco alla camorra. Bisogna entrare nei quartieri dove si verificano agguati, stese, tentativi di omicidi in forze, con perquisizioni a blocchi, negli edifici». Le parole del procuratore antimafia arrivano dopo l’ultimo agguato di camorra avvenuto a Napoli in pieno giorno e in mezzo ai passanti. Il killer, la vittima designata, la bimba di 4 anni ferita e tuttora in coma. La scena di un delitto drammaticamente già visto su cui oggi bisogna intervenire con “la scuola, il lavoro, contro le disuguaglianze incancrenite”, dice Andrea Morniroli ospite oggi a Memos. Morniroli si occupa di politiche di welfare locale, è socio della cooperativa sociale Dedalus, fa parte del Forum Disuguaglianze&Diversità. Con lui a Memos anche la professoressa Gabriella Gribaudi, storica all’Università Federico II di Napoli, studiosa della camorra. La puntata di oggi si chiude con il messaggio di Debora Migliucci, storica, direttrice dell’Archivio Lavoro della Cgil di Milano.
Europa, elezioni 2019 (2)
Come sta la democrazia in Europa? Quarant’anni dopo le prime elezioni del 1979, finirà l’era del compromesso storico popolari-socialisti? Dieci anni di austerità, una crisi lacerante e una società sempre più diseguale, hanno fatto crescere le destre e i nazional-populismi. E’ in arrivo la riscossa delle sinistre? E i verdi, capitalizzeranno le piazze piene di questi mesi contro il cambiamento climatico? Sono alcune delle domande che Memos ha girato e girerà ai suoi ospiti in questo ciclo di trasmissioni che tutti i venerdì verranno dedicate all’Europa alla vigilia del voto del 26 maggio. Gli ospiti di stasera: Rosa Fioravante, studiosa delle ideologie della globalizzazione, filosofa, autrice di "La sinistra necessaria - Un dialogo fra generazioni” (Castelvecchi, 2017); e Alessandro Somma, giurista, insegna all’Università di Ferrara. L’ultimo suo libro “Sovranismi. Stato popolo e conflitto sociale” (Derive e Approdi, 2018).
Memos di gio 02/05
Recinti rossi, crescono. Il governo Salvini-Di Maio, e i loro adepti a livello locale, scommettono sulla funzione pedagogica delle zone rosse. Delimitare, recintare, rinchiudere. La direttiva di Salvini ai prefetti del 17 aprile scorso è un insegnamento: “il buon vivere cittadino” - scrive il ministro nella direttiva – è possibile, basta alzare recinti attorno ai sospetti (siano essi balordi, migranti, etc.). La propaganda giallo-nera punta così a generare la speranza (ma è solo un’illusione) che una risposta ai “problemi della gente sulla sicurezza” sia sempre possibile. Una strada aperta, purtroppo, dai decreti Minniti-Orlando del governo Gentiloni. Memos ha ospitato il costituzionalista Andrea Pertici e lo storico Marcello Pezzetti. A loro Memos ha chiesto anche un’opinione sull’appello a difesa dell’insegnamento della storia nelle scuole lanciato nei giorni scorsi dalla senatrice a vita Liliana Segre, dallo storico Andrea Giardina e dallo scrittore Andrea Camilleri.
Memos di mar 30/04
Il futuro del lavoro. Innovazione tecnologica e automazione: cosa succederà al lavoro? Una ricerca dell’Ocse sostiene che il 14%% dei lavori di oggi potrebbe essere completamente automatizzato, mentre il 32% potrebbe subire cambiamenti significativi. Memos ha ospitato Stefano Scarpetta, economista, direttore all’Ocse per l’occupazione e le politiche sociali; e Daniela Palma, economista e ricercatrice all’Enea. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”.
Europa, elezioni 2019 (1)
Manca un mese alle elezioni europee del 26 maggio. Come sta la democrazia in Europa? Quarant’anni dopo le prime elezioni del 1979, finirà l’era del compromesso storico popolari-socialisti? Dieci anni di austerità, una crisi lacerante e una società sempre più diseguale, hanno fatto crescere le destre e i nazional-populismi. E' in arrivo la riscossa delle sinistre? Non sembrerebbe, stando ai sondaggi. E i verdi, capitalizzeranno le piazze piene di questi mesi contro il cambiamento climatico? Ci sarà un “effetto Greta”? Sono alcune delle domande che Memos girerà ai suoi ospiti, tutti i venerdì da oggi e fino al 17 maggio. Si comincia stasera con Monica Frassoni, co-presidente del Partito Verde Europeo, è stata deputata al parlamento di Strasburgo per due legislature; e con Lorenzo Marsili, co-fondatore del movimento per la democrazia in Europa, DiEM 25, insieme a Yanis Varoufakis (l’ex ministro dell’economia greco). Nelle prossime settimane Memos ospiterà la filosofa Rosa Fioravante e il giurista Alessandro Somma, gli storici Adriana Castagnoli e Marcello Flores, i politologi Nadia Urbinati e Colin Crouch.
Memos di mer 24/04
Vigilia del 25 aprile. I revisionisti della Festa della Liberazione e dell’antifascismo: da Salvini che andrà a Corleone a Tajani che ha lodato Mussolini, passando per le molte celebrazioni ufficiali negate (Lentate sul Seveso e Cumiana, nel torinese) o dimezzate (Trieste senza l’Anpi). Memos ha ospitato Gian Carlo Caselli, l’ex magistrato anti-terrorismo e anti-mafia: «scegliere Corleone il 25 aprile per una manifestazione antimafia – ha detto Caselli - è una scelta divisiva e va contro lo spirito del 25 aprile, della Resistenza che ci ha regalato la Costituzione e la democrazia». Se poi Tajani riabilita Mussolini, purtroppo non è il solo e non sarà nemmeno l’ultimo, allora si conferma l’utilità di libri come quello dello storico Francesco Filippi: “Mussolini ha fatto anche qualcosa di buono. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo” (Bollati Boringhieri, 2019) oppure degli storici Paolo Giovannini e Marco Palla sulla corruzione “Il fascismo dalle mani sporche” (Laterza, 2019). In chiusura di trasmissione il messaggio di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’Università di Bari.
Memos di mar 23/04
Il referendum sulla Brexit e i britannici che lo hanno votato nel 2016 sono stati le cavie di un abuso contro la democrazia. E’ la denuncia della giornalista del Guardian, Carole Cadwalladr, autrice dell’inchiesta che un anno fa scoperchiò lo scandalo Cambridge Analytica. La settimana scorsa a Vancouver, in Canada, la cronista ha partecipato ad un Ted Talks (uno strumento ormai globale di comunicazione) con un intervento contro “gli dei della Silicon Valley”, in particolare Facebook, e l’abuso di potere sulla democrazia. A Memos oggi abbiamo riproposto quell’intervento (https:/ / www.ted.com/ talks/ carole_cadwalladr_facebook_s_role_in_brexit_and_the_threat_to_democracy) sezionandolo e commentandolo con l’aiuto del sociologo della comunicazione, Massimiliano Panarari. Qui l’articolo che Carole Cadwalladr ha scritto per il Guardian dopo il suo intervento a Vancouver (https:/ / www.theguardian.com/ uk-news/ 2019/ apr/ 21/ carole-cadwalladr-ted-tech-google-facebook-zuckerberg-silicon-valley).
Democrazie in Europa (4)
Democrazie in Europa, 1989-2019. I paesi di Visegrad, dalla transizione democratica alla conversione nazional-populista. Un “viaggio” di andata e ritorno durato trent’anni. Nel 1989 Polonia e Ungheria furono decisive nell’abbattere la Cortina di ferro, oggi invece sono determinanti nel costruire nuovi muri. Trent’anni fa, prima della caduta del Muro di Berlino, Varsavia e Budapest guidarono le transizioni democratiche dell’est; in questo 2019 gli attuali leader di Polonia e Ungheria, Jaroslaw Kaczy?ski e Viktor Orbàn, sono i fautori della conversione al nazional-populismo e delle democrazie illiberali. Oggi a Memos è andata in onda la quarta e ultima puntata di un ciclo dedicato all’Europa di 30 anni fa e a quella che a fine maggio andrà al voto. Ospiti: David Bidussa, storico sociale delle idee, è stato responsabile editoriale della Fondazione Feltrinelli. Angelo D’Orsi, storico, ha insegnato all’Università di Torino.
Memos di gio 18/04
25 aprile, un prememoria per la Festa della Liberazione dal nazifascismo. A Milano c’è stata l’inedita visita di un arcivescovo al Campo della Gloria per onorare i partigiani. Non era mai successo, ma Mario Delpini due giorni fa lo ha fatto. E’ stata una risposta a Salvini e al neoqualunquismo del leader della Lega. Una risposta a quella sprezzante definizione di 25 aprile “derby tra fascisti e comunisti”. A Bologna, invece, la Magneti Marelli ha negato all’Anpi e al Comune la partecipazione ad un’assemblea di fabbrica. Insieme volevano ricordare un operaio partigiano, Gualtiero Marzocchi, ucciso nel febbraio del ‘45. Le proteste in città hanno fatto poi cadere il veto dell’azienda. Infine a Torino, ieri, è stato presentato il portale “Partigiani d’Italia”, con oltre 650 mila schede relative alle richieste di riconoscimento della qualifica di combattenti nelle file della Resistenza. Di tutto questo Memos ha parlato oggi con gli storici Fiorella Imprenti (segretaria generale Fondazione “Aldo Aniasi), Luca Alessandrini (direttore Istituto “Ferruccio Parri”, Bologna) e Giovanni De Luna (Università di Torino).
Memos di mer 17/04
Sono passati due mesi e mezzo da quando, ai primi di febbraio, oltre 600 psicoanalisti hanno scritto una lettera al presidente Mattarella. «Siamo molto preoccupati dell’Italia: è in atto un diffuso, impressionante, processo di disumanizzazione». A quella lettera ne sono seguite altre due. Molti dei firmatari sono psicoanalisti che lavorano con i migranti. Hanno visto crescere «quell’ossessione per il migrante dei nostri governanti», ad esempio nelle norme del cosiddetto “decreto sicurezza”. «È miope gestire l’immigrazione come ordine pubblico», dicono gli psicoanalisti. Quella italiana è una società malata, il razzismo è un fenomeno di questa malattia. Quanto è importante la denuncia degli psicoanalisti? In particolare, quanto è importante la denuncia fatta da coloro che lavorano con i migranti, da quegli psicoanalisti che si occupano della cura delle sofferenze psichiche, che mettono le mani nel disagio mentale di chi ha patito sofferenze degradanti l’umanità delle persone? Scrivono gli psicoanalisti nella lettera a Mattarella: «Non possiamo accettare il razzismo crescente che sfocia in atti di cui una nazione civile dovrebbe vergognarsi». Memos oggi ha ospitato Marco Garzonio, giornalista e psicologo analista-psicoterapeuta, presidente della Fondazione di cultura cattolica Ambrosianeum, autore di diversi libri, tra cui le importanti biografie di Carlo Maria Martini, lo storico arcivescovo di Milano; con lui a Memos anche la professoressa Chiara Volpato che insegna psicologia sociale all’università Milano Bicocca (autrice, tra gli altri, di “Deumanizzazione”, Laterza 2011). Chiude la puntata di oggi con il suo messaggio Paola Natalicchio, giornalista e saggista.
Memos di mar 16/04
Milano, Foggia. L’agguato al grossista della cocaina in centro città e la vendetta omicida di un pregiudicato contro un carabiniere. I due fatti non sono collegati. A tenerli insieme è solo il picco di violenza criminale raggiunto: sia quello delle seconde file mafiose legate ai traffici di droga (Milano) che quello di coloro che (a Cagnano Varano, nel foggiano) respirano la subcultura mafiosa. E’ un territorio – racconta il procuratore di Foggia Ludovico Vaccaro - «dove la criminalità è violenta e aggressiva come forse da nessun altra parte in Italia». Memos ha ospitato Luca Bonzanni, dottorando in studi sulla criminalità organizzata all’Università Statale di Milano, e Paolo Borrometi, giornalista e presidente di Articolo 21. A Memos anche il messaggio di Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia”, sulla cosiddetta truffa palermitana degli “spaccaossa”, che in realtà – racconta Mattiello – è un caso di sfruttamento mafioso della disperazione umana.
Democrazie in Europa (3)
Democrazie in Europa, 1989-2019. I paesi di Visegrad, dalla transizione democratica alla conversione nazional-populista. Un “viaggio” di andata e ritorno durato trent’anni. Nel 1989 Polonia e Ungheria furono decisive nell’abbattere la Cortina di ferro, oggi invece sono determinanti nel costruire nuovi muri. Trent’anni fa, prima della caduta del Muro di Berlino, Varsavia e Budapest guidarono le transizioni democratiche dell’est; in questo 2019 gli attuali leader di Polonia e Ungheria, Jaroslaw Kaczy?ski e Viktor Orbàn, sono i fautori della conversione al nazional-populismo e delle democrazie illiberali. Oggi a Memos è andata in onda la terza puntata di un ciclo dedicato all’Europa di 30 anni fa e a quella che a fine maggio andrà al voto. Ospiti: Gabriele Nissim, saggista, giornalista si è occupato per tanto tempo della realtà culturale e politica dell’Europa orientale. Nel 1982 ha fondato l’Ottavo Giorno, un rivista dedicata ai temi del dissenso nei paesi dell’est europeo. Nissim ha inventato Gariwo (Gardens of the Righteous Worldwide), l’associazione che promuove i Giardini dei Giusti nel mondo; e Gian Enrico Rusconi, professore emerito di Scienza politica all’Università di Torino, dove ha insegnato per molti anni. Religione, laicità, cittadinanza sono alcuni dei temi che hanno attraversato i suoi studi. Il professor Rusconi è uno dei principali studiosi della storia e della società tedesca.
Memos di gio 11/04
Autonomia regionale e flat tax, per ora non se ne fa niente. Ma dopo le elezioni europee, se il governo resterà in piedi, entrambi i progetti potrebbero tornare in auge e dare un colpo alle fondamenta della repubblica. A sferrarlo, Salvini e il suo partito. Il vicepresidente del consiglio leghista, per una scelta tattica, non sta premendo per far avanzare i progetti sull’autonomia regionale, in particolare di Lombardia e Veneto. Salvini preferisce apparire nazionalista piuttosto che secessionista, in questa campagna elettorale. La flat tax, tanto voluta dal ministro dell’interno, per ora è solo un generico appunto per il futuro scritto nel Documento di economia e finanza (Def). Dopo le europee, e un eventuale affermazione elettorale della Lega, i due progetti potrebbero diventare, invece, il fulcro di un’offensiva contro alcuni principi fondamentali della repubblica: come l’unitarietà dello stato e la progressività delle imposte. Memos oggi ne ha parlato con Gianfranco Viesti, economista dell’università di Bari, e autore di un appello-monito contro i progetti sull’autonomia regionale: “Verso la secessione dei ricchi?” (Laterza, 2019, scaricabile gratuitamente dal sito della casa editrice). «La tassa piatta – racconta il professor Viesti - sarebbe molto più pesante (in termini di regressività dell’imposta, ndr) se accoppiata all’autonomia differenziata. Le regioni forti, infatti, avrebbero comunque la garanzia di un gettito fiscale per i loro servizi, mentre le altre dovrebbero fare i conti con un bilancio dello stato sempre più magro perché – causa flat tax – si incassa sempre meno». A Memos anche il vicedirettore della rivista Il Mulino Bruno Simili con il messaggio che chiude la puntata di oggi.
Memos di mer 10/04
L’odio e il degrado. Una settimana fa la cacciata dei cittadini rom e lo sfregio del pane a Torre Maura. A Memos Andrea Morniroli, della cooperativa sociale Dedalus, si occupa di politiche e azioni di welfare a livello locale, tra gli animatori del Forum Disuguaglianze &Diversità, collabora con l’Assessorato alla Scuola e Istruzione del Comune di Napoli; insieme a lui Mattia Diletti che insegna scienza politica all’università La Sapienza di Roma. Le parole contro l’odio, le politiche di welfare ordinarie contro le logiche dell’emergenza, da Morniroli e Diletti arriva anche il messaggio che ci sono tante “Torre Maura” sparse in giro per l’Italia. / / Chiude la puntata il messaggio di Dino Amenduni (docente di comunicazione politica all’università di Bari) con un’analisi degli ultimi sondaggi che danno la Lega in calo.
Memos di mar 09/04
L’immigrazione, tra risorsa e diritto. Quando l’invecchiamento della popolazione, il declino della fecondità, rendono benvenuto l’arrivo di immigrati. E poi le politiche per le famiglie, in Italia sono sempre di più uno strumento raro per fronteggiare il declino demografico. Di tutto questo Memos ha parlato oggi con l’economista Emanuele Felice (Università Chieti-Pescara) e la demografa Letizia Mencarini (Università Bocconi).
Democrazie in Europa (2)
Democrazie in Europa, 1989-2019. I paesi di Visegrad, dalla transizione democratica alla conversione nazional-populista. Un “viaggio” di andata e ritorno durato trent’anni. Nel 1989 Polonia e Ungheria furono decisive nell’abbattere la Cortina di ferro, oggi invece sono determinanti nel costruire nuovi muri. Trent’anni fa, prima della caduta del Muro di Berlino, Varsavia e Budapest guidarono le transizioni democratiche dell’est; in questo 2019 gli attuali leader di Polonia e Ungheria, Jaroslaw Kaczy?ski e Viktor Orbàn, sono i fautori della conversione al nazional-populismo e delle democrazie illiberali. Oggi a Memos è andata in onda la seconda puntata di un ciclo dedicato all’Europa di 30 anni fa e a quella che a fine maggio andrà al voto. Venerdì scorso, 29 marzo (ascolta il podcast), avevamo ospitato la storica dell’università di Padova Valentine Lomellini, stasera due grandi giornalisti e inviati come Massimo Nava (allora e oggi del Corriere della Sera) e Paolo Soldini (trent’anni fa inviato dell’Unità). Nava e Soldini hanno raccontato allora alcuni dei luoghi chiave di quella primavera-estate del 1989.
Memos di gio 04/04
MMT, una teoria alternativa al neoliberismo? Si chiama Modern Monetary Theory (MMT) e negli Stati Uniti ha una sua co-autrice e convinta sostenitrice in Stephanie Kelton. L’economista, 49enne, della Stony Brook University di New York, promuove una teoria fondata sul monopolio pubblico della moneta da parte del governo. Se la moneta è sotto il controllo pieno del governo, lo stato non fallisce se contrae troppi debiti. Allora debito e disavanzo pubblico, secondo MMT, devono essere tenuti d’occhio ma non con i parametri “stupidi” alla Maastricht (3% deficit/ pil, 60% debito/ pil), ma guardando gli effetti sulle variabili ritenute importanti: occupazione, inflazione, diseguaglianze. Memos ha intervistato Stephanie Kelton, ieri a Milano ospite della Fondazione Feltrinelli per “Democrazia minima”. L’intervista è stata commentata dall’economista Riccardo Realfonzo.
Memos di mer 03/04
La politica trasformata dall’ansia da social network. Una vera e propria mutazione dell’era digitale rispetto al mondo analogico. Un’epoca in cui la democrazia è sempre più insidiata dalle tecnologie digitali: la profilazione dell’elettore da parte di algoritmi sofisticati ha raggiunto dimensioni da grande fratello. Memos ne ha parlato con Giovanni Ziccardi, docente di Informatica giuridica all’Università Statale di Milano. “La tecnologia per il potere” (Raffaello Cortina, 2019) è il titolo del suo ultimo libro. Chiude la puntata la giornalista e saggista Paola Natalicchio con un messaggio sull’unione civile tra le due militari della Marina Rosi e Lorella e il “carnevale nero” delle giornate di Verona del World Family Congress.
Memos di mar 02/04
Intercettati, sorvegliati, spiati, profilati. Sembra il destino obbligato della vita digitale di ciascuno di noi. Eppure questo corso normale degli eventi può essere fermato, la vita digitale può essere resa libera. Cosa racconta l’ultimo caso giudiziario di intercettazioni illegali e sospetti dossieraggi contro le vittime di queste intrusioni digitali? A Memos l’avvocato Emanuele Florindi, esperto di diritto informatico. Chiude la puntata di oggi il messaggio di Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia”. Il messaggio parte da un ricordo delle vittime della strage di Pizzolungo (TP) il 2 aprile 1985, l’attentato mafioso contro il giudice Carlo Palermo in cui morirono una giovane madre, Barbara Rizzo, e i suoi due figli Giuseppe e Salvatore Asta, gemelli di sei anni.
Democrazie in Europa (1)
Democrazie in Europa, 1989-2019. I paesi di Visegrad, dalla transizione democratica alla conversione nazional-populista. Un viaggio di andata e ritorno durato trent’anni. Nel 1989 Polonia e Ungheria furono decisive nell’abbattere la Cortina di ferro, oggi invece sono determinanti nel costruire nuovi muri. Trent’anni fa, prima della caduta del Muro di Berlino, Varsavia e Budapest guidarono le transizioni democratiche dell’est; in questo 2019 gli attuali leader di Polonia e Ungheria, Jaroslaw Kaczy?ski e Viktor Orbàn, sono i fautori della conversione al nazional-populismo e delle democrazie illiberali...L’alleanza di Visegrad (fondata nel febbraio 1991) fu allora decisiva per l’integrazione europea, per l’unione tra est e ovest, quanto oggi sembra esserlo per la dis-integrazione e per la dis-unione del continente. Le prossime elezioni europee, con la sfida nazionalista e xenofoba lanciata dai paesi di Visigrad, diranno quanto è profonda la minaccia alla democrazia europea. Memos da oggi inizia un ciclo di puntate dedicato: 1) ad un anniversario importante (la dissoluzione della Cortina di ferro nella primavera-estate del 1989) e 2) alle elezioni europee del 26 maggio. Tutti i venerdì da oggi e fino al 17 maggio Memos ospiterà – nelle prime quattro puntate – il racconto di storici, studiosi, giornalisti su quanto successo trent’anni fa lungo la Cortina di ferro, tra Ungheria Polonia e l’allora Germania Est. Nelle rimanenti quattro puntate, da venerdì 26 aprile, ci occuperemo della campagna elettorale europea, con un’attenzione particolare ai temi dei diritti e della democrazia.
Memos di gio 28/03
Quindici proposte di azione contro le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Il Forum Disuguaglianze e Diversità di Roma le ha elaborate in un lavoro di indagine e ascolto durato due anni (https:/ / www.forumdisuguaglianzediversita.org/ proposte-per-la-giustizia-sociale/ ). Le disuguaglianze vanno colpite non solo quando si verificano dividendo le persone, ma anche quando discriminano tra i territori, sostiene il Forum. Le proposte, che sono una sfida per ogni governo – e ancora di più per ogni forza politica di sinistra – vogliono curare alla radice le lacerazioni prodotte dalle disuguaglianze, andando a mettere le mani nei meccanismi che determinano la formazione e la distribuzione della ricchezza: “il cambiamento tecnologico, la relazione fra lavoratori e lavoratrici e chi controlla le imprese, il passaggio generazionale della ricchezza stessa”. Memos ha ospitato l’economista Elena Granaglia, tra le fondatrici del Forum, e la sociologa Chiara Saraceno. Chiude la puntata di oggi il messaggio del vicedirettore della rivista Il Mulino, Bruno Simili.
Memos di mer 27/03
Debito+recessione=austerità? E’ la terribile equazione della crisi. Il debito pubblico, in rapporto al Pil, sta crescendo ancora: siamo arrivati al 132,1%, secondo l’ultimo consuntivo dell’Istat riferito al 2018. L’economia italiana è in recessione, ha confermato l’istituto di statistica ai primi di marzo. A fronte di questa situazione si preparano a tornare le politiche di austerità? Memos ha messo a confronto due economisti: Carlo Favero, dell’Università Bocconi (autore con A.Alesina e F.Giavazzi di “Austerità”, Rizzoli 2019) e Emiliano Brancaccio, docente all’Università del Sannio (“L’austerità è di destra”, Saggiatore 2012). L’austerità è la cura di una malattia (l’alto debito pubblico) generata dall’irresponsabilità dei governi nella gestione della finanza pubblica, sostiene Favero. Per Brancaccio, invece, le “irresponsabilità politiche” non spiegano tutto. Esistono altre due variabili che possono suggerire una narrazione diversa sul debito pubblico. Si tratta, sostiene Brancaccio, dell’andamento dei tassi di interesse e dei tassi di crescita dell’economia. Se i tassi di interesse restano sistematicamente superiori ai tassi di crescita dell’economia, allora le politiche di rigore non servono a contenere il debito pubblico. In altre parole, l’austerità si rivelerà – secondo il professor Brancaccio – “inefficace o controproducente”. Nel corso della puntata Favero e Brancaccio si sono confrontati anche sulle tesi contenute nel saggio dell’economista dell’università del Sannio “Il discorso del potere” (Saggiatore, 2019). A Memos chiude la puntata di oggi Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’Università di Bari: elezioni europee, i candidati del centrosinistra sapranno coprire il territorio?
Memos di mar 26/03
Salvini e i lati oscuri della Lega: dai conti truccati allo sbarco del partito al Sud, dalla passione per l’estrema destra alla ricerca di un posto alla corte russa di Putin. A Memos Stefano Vergine, giornalista freelance, autore insieme a Giovanni Tizian de’ “Il libro nero della Lega” (Laterza, 2019). Chiude la puntata il messaggio di Debora Migliucci, storica, direttrice dell’Archivio lavoro della Cgil di Milano.
Lezioni di antimafia: Sabrina Natali e Nando dalla Chiesa
Decimo e ultimo incontro del ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Titolo: «Giornalismo e mafia. La forza della libertà di stampa». La lezione è stata tenuta da Sabrina Natali, attivista nel movimento delle agende rosse; impiegata grafica a Sassuolo. Sabrina Natali è autrice di un’importante opera di documentazione sul processo Aemilia, il processo che ha svelato la presenza della ‘ndrangheta in Emilia. Sabrina Natali ha trascritto il contenuto del dibattimento processuale e lo ha pubblicato sul sito processoaemilia.com. Insieme a lei sul palco dell’auditorium anche il professor Nando dalla Chiesa, presidente della Scuola di formazione “Antonino Caponnetto”. La lezione si è svolta il 15 marzo 2019.
Memos di gio 21/03
“Chi è fascista”. E’ il titolo dell’ultimo libro (esce tra una settimana per Laterza) del professor Emilio Gentile, storico di fama internazionale, studioso del fascismo italiano. «...è fascista – scrive il professor Gentile - chi si considera erede del fascismo storico, pensa e agisce secondo le idee e i metodi del fascismo storico, milita in organizzazioni che si richiamano al fascismo storico...Inoltre è fascista chiunque ostenta idee, linguaggi, simboli, gesti che erano tipici del fascismo italiano». Emilio Gentile non ritiene che oggi il fascismo stia tornando. La sua è più una posizione scientifica che politica, tende a far emergere di più l’importanza dei riferimenti storici che non delle posizioni politiche. Ospite di Memos anche Roberto Cenati, presidente dell’Anpi provinciale di Milano. Sabato 23 marzo, alle 9:30, ci sarà la manifestazione antifascista al Cimitero Monumentale di Milano per protesta contro le iniziative dei gruppi neofascisti nella giornata del centenario della fondazione dei Fasci di combattimento, l’origine del fascismo italiano.
Memos di mer 20/03
Tra due mesi, a fine maggio, le elezioni europee. Le prime elezioni politiche continentali, dopo 40 anni. Infatti, dopo il primo voto nel 1979, e per i decenni successivi, l’elezione degli europarlamentari è stata soprattutto una questione nazionale, interna ai singoli stati. Oggi, invece, il voto di fine maggio contiene sfide europee: come si modificheranno gli equilibri politici? Che fine farà il bipolarismo compromissorio popolare-socialisti? Le destre nazionaliste e xenofobe diventeranno il nuovo decisivo polo della politica europea? La lunga vigilia elettorale è caratterizzata da alcuni fatti che rischiano di indebolire l’Europa: la vicenda Brexit, le pressioni dell’amministrazione Trump, la Cina e la sua ricerca di relazioni con i singoli stati dell’Unione (vedi il caso Italia-Cina). Memos ne ha parlato con Luigi Bonanate, professore emerito all’università di Torino dove ha insegnato Relazioni internazionali. Chiude la puntata di oggi Paola Natalicchio, giornalista e scrittrice, con il suo messaggio dedicato alla vicenda della Mare Jonio a Lampadusa e al decreto cosiddetto “sblocca-cantieri”.
Memos di mar 19/03
Quante saranno le liste di sinistra alle prossime elezioni europee? C’è chi, come Antonio Padellaro sul Fatto Quotidiano, ne ha contate otto. Ma mancano ancora diverse settimane prima della scadenza dei termini per la loro presentazione e quel numero potrebbe ridursi. «E’ chiaro che la nostra base, la comunità che sta fuori dal Pd, si aspetta una proposta meno frammentata», racconta a Memos Paola Natalicchio, giornalista e saggista, facendo riferimento ai contatti ancora in corso per tenere insieme da un lato Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista con Italia in comune-Verdi-Possibile. A Memos ospite anche Giuseppe Provenzano, vice direttore di Svimez, già membro della direzione del Pd: «Il partito democratico con Zingaretti – dice Provenzano – si è ricollocato senza ambiguità nel campo del centrosinistra». Provenzano è autore di “La Sinistra e la scintilla” (Donzelli, 2019). Chiude la puntata Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia”, con il suo messaggio dedicato al nuovo filone di indagine aperto dalla procura di Reggio Calabria sull’omicidio del giudice Scopelliti nell’agosto del 1991.
Lezioni di antimafia: Baldessarro e Campesi
Nono incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. Titolo: «Calabria, le inchieste difficili e le querele temerarie come nuova forma di intimidazione mafiosa». La lezione è stata tenuta da Peppe Baldessarro (52 anni, giornalista di Repubblica, ex direttore di Narcomafie, coautore del Dizionario Enciclopedico delle Mafie; fino alla fine del 2014 è stato redattore del “Quotidiano della Calabria”, dove si è occupato di cronaca politica, nera e giudiziaria. ) e Claudio Campesi (26 anni, con la passione per le inchieste sulle organizzazioni mafiose. Abita a Brescia, ma ha vissuto gli ultimi tre anni nella Piana di Gioia Tauro dove ha curato reportage sul caporalato ‘ndranghetista a Rosarno, sulla prostituzione gestita dalle organizzazioni criminali nigeriane). La lezione si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare il 5 marzo 2019.
Memos di gio 14/03
25 anni fa nasceva la Seconda Repubblica italiana. Le elezioni del 27 marzo 1994, la vittoria di Berlusconi, con Fini e Bossi, e la sconfitta di Occhetto. La Prima Repubblica viene archiviata con l’inchiesta Mani Pulite e un biennio di stragi dal bilancio drammatico. A Capaci, via d’Amelio, via dei Georgofili, via Palestro vengono assassinati dalla mafia Falcone e sua moglie, il giudice Borsellino, gli agenti delle scorte, comuni cittadini a Firenze e a Milano. Che cosa hanno rappresentato le elezioni del 27 marzo ‘94? Cosa ci portiamo ancora dietro in eredità di quella svolta, o rivoluzione? A Memos ospite la giornalista e saggista Ida Dominijanni (autrice di «Il trucco. Sessualità e biopolitica nella fine di Berlusconi», Ediesse 2014) e la politologa Nadia Urbinati («La seconda vera Repubblica», Raffaello Cortina, 2016). Chiude la puntata il messaggio nella bottiglia, oggi a cura di Bruno Simili, vicedirettore della rivista Il Mulino.
Memos di mer 13/03
La Cina della discordia. Amministrazione Trump e Commissione europea in pressing sul governo Conte: “non firmi quel Memorandum con Pechino”. L’accordo dovrebbe essere siglato la prossima settimana quando il presidente cinese Xi Jinping arriverà in visita in Italia. “Non conterrà vincoli giuridici”, minimizza Conte. Cosa prevede, allora, l’intesa Roma-Pechino? Sono esagerate le reazioni di Washington e Bruxelles? Che fine ha fatto il rispetto dei diritti umani, un tema cruciale che sembra non interessare a Roma, ma neanche a Washington e a Bruxelles? Memos ha ospitato oggi Francesca Spigarelli, economista all’università di Macerata, dove dirige il China Center (un centro di ricerca multidisciplinare); e Filippo Fasulo, ricercatore all’Ispi, coordinatore scientifico del “Centro studi per l'impresa” della Fondazione Italia-Cina e borsista alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il messaggio nella bottiglia di oggi è a cura di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’università di Bari.
Memos di mar 12/03
Le azioni che cambieranno il clima. Sono quelle che porteranno alla transizione ecologica, al passaggio dalla civiltà fossile alla civiltà rinnovabile. Una transizione che richiederà sforzi umani e investimenti finanziari. «Basta l’1-2% del pil mondiale per avviare il passaggio verso le rinnovabili», sostiene il fisico Roberto Buizza, della Scuola Sant’Anna di Pisa, una vita passata a fare ricerca climatologica a Reading (GB), allo European Centre for Medium-range Weather Forecasts, un’istituzione intergovernativa che si occupa di previsioni meteorologiche a medio termine. Il professor Buizza, ospite oggi a Memos, sarà anche il coordinatore del primo centro di ricerca multidisciplinare italiano sul clima frutto della collaborazione tra la Scuola Sant’Anna e la Normale di Pisa con lo Iuss di Pavia.
Lezioni di antimafia: Attilio Bolzoni
Ottavo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Attilio Bolzoni, giornalista di Repubblica. Si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare l’1 marzo 2019. Titolo: «Il caso Montante».
Memos di gio 07/03
Uno sciopero globale di giovani e studenti per il clima. Manca una settimana al 15 marzo, alla giornata in cui il nascente movimento studentesco si mette alla prova su scala mondiale. Convocati cortei e manifestazioni in tantissime città del globo. La politica e gli elettori, le imprese e i lavoratori, le società e gli individui: tutti sono chiamati a comportamenti virtuosi per interrompere il surriscaldamento del nostro pianeta. Memos oggi ha ospitato Massimo Labra, biologo, docente del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università Milano-Bicocca; e Renzo Rosso, ordinario di Costruzioni idrauliche e marittime e Idrologia al Politecnico di Milano.
Memos di mer 06/03
L’onda di Milano, il 2 marzo, la manifestazione contro il razzismo. Milano vista da Roma, Napoli, Torino e Bari: c’è uno specifico territoriale nel protagonismo milanese sui diritti e contro il razzismo? Da Roma, il politologo dell’università “La Sapienza” Mattia Diletti; da Bari, il comunicatore politico Dino Amenduni; da Torino, lo studente del Politecnico Marco Rondina; da Napoli l’operatore sociale Ciro Corona. Chiude la puntata di oggi con il messaggio nella bottiglia Paola Natalicchio, giornalista e scrittrice.
Memos di mar 05/03
La sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Bologna, la pena dimezzata al femminicida reo confesso perché in preda ad una “tempesta emotiva” causata dalla gelosia. Che cosa significa la decisione dei giudici bolognesi? E’ il ritorno al delitto d’onore? «E’ la dimostrazione – dice Elena Biagioni, avvocata dell’Associazione Donne in Rete contro la violenza (Di.R.e) – che c’è ancora tanto da fare per quanto riguarda la lotta contro gli stereotipi nelle decisioni giudiziarie. E’ il ritorno alla giustificazione – sostiene l’avvocato ospite di Memos - delle condotte basate su una volontà di possesso, sull’oggettivazione della donna». Ospite a Memos anche la magistrata Linda D’Ancona, giudice per le indagini preliminari al Tribunale di Napoli. «I giudici di Bologna – racconta la gip napoletana – hanno ritenuto di poter concedere le attenuanti generiche sulla base di più elementi. Ci sono la confessione, il tentativo di risarcire il danno, non solo la gelosia». La puntata di oggi si chiude con il messaggio nella bottiglia di Davide Mattiello, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia”, di Torino.
Lezioni di antimafia: Luca Bonzanni, Ester Castano, Sara Manisera e Martina Mazzeo
Settimo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Luca Bonzanni (dottorando di ricerca in Studi sulla criminalità organizzata all'Università Statale di Bergamo, collabora con il quotidiano L'Eco di Bergamo), Ester Castano (giornalista professionista, lavora per l’agenzia di stampa La Presse, scrive principalmente di criminalità di stampo mafioso al Nord), Sara Manisera (giornalista indipendente, collaboratrice di numerose testate italiane e internazionali, come Al Jazeera, Slate, Deutsche Welle) e Martina Mazzeo (giornalista nella redazione scuola dell’Agenzia di stampa nazionale DIRE; tutor del Laboratorio biennale di Giornalismo Antimafioso, collabora con il corso di Sociologia e Metodi dell’Educazione alla Legalità). La lezione si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare il 22 febbraio 2019. Titolo: «Giornalismo e antimafia: un confronto di esperienze».
Memos di gio 28/02
Lo spirito dei tempi del salvinismo: dal progetto di modifica della legittima difesa, al caso Bakary a Melegnano, alla direttiva del Viminale chiamata “Scuole sicure”. Che cosa vuole affermare questo spirito dei tempi salviniano? Tre esempi: la vita delle persone vale quanto la proprietà privata (ddl legittima difesa); la solidarietà per chi subisce un atto di razzismo è condizionata al riconoscimento di una fede politica nel leader (vedi lo scontro tra la mamma di Bakary e il ministro dell’interno); le “scuole sicure” contribuiscono a manipolare in senso poliziesco l’immaginario sociale di genitori e studenti. Memos ne ha parlato con il giurista Luigi Ferrajoli, filosofo del diritto italiano tra i più conosciuti a livello internazionale, e con Leopoldo Grosso, psicologo e psicoterapeuta, presidente onorario del Gruppo Abele di Torino. Chiude la puntata di oggi Bruno Simili, vicedirettore della rivista Il Mulino, con il suo messaggio nella bottiglia dedicato all’appello di Liliana Segre contro la scomparsa della traccia di storia dall’esame di maturità.
Memos di mer 27/02
Leggere, scrivere e saper far di conto. Come siamo messi? Oltre il 70% degli adulti che vivono in Italia non ha le “competenze considerate necessarie per interagire in modo efficace nella società del XXI secolo”. E ancora. “La maggior parte della popolazione italiana (71,9%) è composta di persone che sono analfabeti funzionali o hanno capacità cognitive e di elaborazione minime”. Il 71,9%! Sono dati Ocse estrapolati da un lavoro di ricerca fatto dal professor Pier Giorgio Ardeni dell’università di Bologna e dell’Istituto Cattaneo. «Società con tali livelli di analfabetismo funzionale sono più facilmente manipolabili», ha detto il professor Ardeni, ospite a Memos, riprendendo il tema delle mistificazioni già denunciato dal grande linguista Tullio De Mauro. Memos ha ospitato anche Rosa Fioravante, filosofa, ricercatrice alla Fondazione Feltrinelli, studiosa delle ideologie della globalizzazione. «La nostra – racconta Fioravante - è una società con così tanto analfabetismo di ritorno e funzionale perché è una società diseguale». Conclude la puntata di oggi, con il suo messaggio nella bottiglia, Dino Amenduni, docente di comunicazione politica.
Memos di mar 26/02
La Repubblica salverà l’Europa dal nazionalismo e dal sovranismo risorgente. Il continente europeo rischia di naufragare in un isolazionismo tetro, xenofobo, islamofobo e antidemocratico. Le prossime elezioni europee hanno una posta in gioco altissima: da un lato il mantenimento della pace sul continente, dall’altro l’affermazione di un nazionalismo nero. La “Repubblica d’Europa” è la proposta di una battaglia politica per scongiurare la deriva del nostro continente ed è anche il titolo di un libro che esce in questi giorni (Add Editore, 2019). Gli autori sono un “consorzio” di otto persone che si firmano con l’acronimo gramsciano ISAGOR (IStruitevi, AGitatevi, ORganizzatevi). Due di loro, la costituzionalista Anna Matromarino e il presidente della fondazione “Benvenuti in Italia” Davide Mattiello, sono stati ospiti di Memos. A chiudere la puntata di oggi il messaggio di Debora Migliucci, storica, direttrice dell’Archivio del Lavoro della Cgil di Milano.
Lezioni di antimafia: Marika Demaria e Lorenzo Frigerio
Sesto incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Marika Demaria (giornalista, Narcomafie) e (giornalista, Libera Informazione). Si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare il 15 febbraio 2019. Titolo: «Giornalismo e impegno civile: le esperienze di Narcomafie e Libera Informazione».
Memos di gio 21/02
Recessione e questione salariale. Che fine faranno con la recessione i già bassi stipendi di chi lavora in Italia? Risolvere la questione salariale è anche un modo per uscire dalla recessione? Perchè il cosiddetto reddito di cittadinanza dovrebbe spiazzare l’occupazione reale? Salari bassi, competitività, produttività: tra credenze consolidate e ideologie di ferro. Di tutto questo parlano oggi a Memos l’economista Marta Fana e il sociologo Simone Fana. Entrambi sono autori di un articolo pubblicato in questi giorni su Jacobin Italia dal titolo “Il problema del Reddito si rivela il salario”. Chiude la trasmissione il messaggio di Davide Mattiello, parlamentare del Pd nella scorsa legislatura, membro della Commissione Antimafia, oggi presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia”. Mattiello racconta di un libro appena pubblicato e scritto da otto persone, di cui lui è uno degli autori. Il titolo: “la Repubblica d’Europa” (Add Editore, 2019).
Memos di mer 20/02
Di Maio assolve Salvini dal processo per il caso Diciotti, ma rischia di condannare il M5S alla subalternità verso il Carroccio. Lega e M5S: potrebbe essere l’Europa il primo luogo di sperimentazione di un’alleanza politica tra i due partiti? Il leader leghista Salvini lascia intravedere l’ipotesi. A Memos ne abbiamo parlato con lo storico della filosofia Michele Ciliberto, docente alla Scuola Normale Superiore di Pisa, studioso di Giordano Bruno e Niccolò Machiavelli (autore di “Nicolò Machiavelli. Ragione e Pazzia”, Laterza 2019). La puntata di oggi si conclude con il “messaggio nella bottiglia” di Paola Natalicchio, giornalista e scrittrice, una denuncia della portata disegualitaria del progetto sull’autonomia regionale che “favorisce i favoriti”.
Lezioni di antimafia: Antonella Mascali e Antonio Roccuzzo
Quinto incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Antonella Mascali (giornalista, Il Fatto Quotidiano) e Antonio Roccuzzo (tg La7). Si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare l’8 febbraio 2019. Titolo: «I Siciliani, il racconto della mafia negata».
Memos di gio 14/02
La recessione, la manovra del governo giallo-nero e la nostalgia dell’austerità. Memos ne ha parlato con l’economista Riccardo Realfonzo. La manovra del governo Lega-M5S riuscirà a fare uscire l’economia italiana dalla recessione? Quale contributo dà alla crescita del Pil? Realfronzo ha calcolato gli effetti sul Pil della legge di bilancio approvata nel dicembre scorso. Scarsi, come sentirete. Il professore dell’Università del Sannio ha calcolato anche gli effetti di una manovra alternativa a quella Di Maio-Salvini. E ha fatto la seguente scoperta: maggiore è la spesa per investimenti, maggiore è l’effetto positivo sul Pil. Infine Realfonzo ha commentato il ritorno in auge dell’austerità nel dibattito scientifico economico. A Memos oggi siamo ritornati sul Franco Cfa, l’accordo monetario tra la Francia e 14 paesi africani, dopo le polemiche scatenate dalle affermazioni di Di Maio e Di Battista. L’economista dell’università Bocconi, Massimo Amato ci aiuta ad orientarci tra dati reali e sparate propagandistiche. Chiude la puntata di oggi il vicedirettore della rivista Il Mulino con il suo messaggio nella bottiglia su migrazioni e demografia.
Memos di mer 13/02
La secessione dei ricchi contro i poveri. Giovedì 14 febbraio arrivano in consiglio dei ministri le intese sulle richieste di maggiore autonomia delle regioni Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna. Gianfranco Viesti, economista dell’università di Bari, nei mesi scorsi (agosto 2018) ha lanciato l’allarme con una petizione che ha raccolto migliaia di firme: attenzione – sostiene il professore – il pericolo secessione è dietro l’angolo. E’ contenuto in particolare nei progetti delle due regioni a guida leghista, Lombardia e Veneto. Il professor Viesti è stato ospite oggi a Memos insieme allo storico Luca Alessandrini, dell’Istituto “Ferruccio Parri” di Bologna. Sul rischio secessione Viesti ha scritto un libro dal titolo “Verso la secessione dei ricchi?”, scaricabile gratuitamente dal sito dell’editore Laterza. Conclude la puntata di oggi, con il suo messaggio nella bottiglia, Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’università di Bari. Amenduni torna sui risultati delle regionali in Abruzzo proponendo un’inedita analogia tra M5S e Pd.
Memos di mar 12/02
Regionali in Abruzzo, vince il “partito nazionale” della Lega di Salvini. Il Carroccio cresce oltre il 50% nei suoi voti assoluti rispetto alle politiche del 2018, mentre il M5S crolla: i voti per il partito di Di Maio si sono ridotti ad un terzo dell’anno scorso. Primo test elettorale dopo otto mesi di governo giallo-nero. A Memos la politologa Nadia Urbinati. Dall’Abruzzo all’Europa, con Cristina Carpinelli (del comitato scientifico del CeSPI) abbiamo parlato del Salvini nazional-sovranista europeo e del suo idolo Viktor Orbàn, il premier ungherese. Conclude la puntata di oggi la storica Debora Migliucci, direttrice dell’Archivio del Lavoro della Cgil di Milano, con il suo “messaggio nella bottiglia”.
Lezioni di antimafia: Cesare Giuzzi e Giampiero Rossi
Quarto incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Cesare Giuzzi e Giampiero Rossi (entrambi giornalisti al Corriere della Sera) e si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare l’1 febbraio 2019. Titolo: «Cronache di mafia a Milano. Prima e dopo l’operazione Crimine-Infinito del 2010».
Memos di gio 07/02
Recessione e nostalgia del boom economico. L’Istat ha confermato che l’economia italiana è entrata in recessione negli ultimi 6 mesi del 2018. Ma il ministro Di Maio soltanto un mese fa parlava di boom economico. Cosa c’è che non va? «Richiamare il boom – racconta a Memos lo storico Marcello Ravveduto – significa richiamare il mito della modernità». Il boom ha una funzione meta-economica anche per il politologo e sociologo Marco Revelli. «Il boom di inizio anni ‘60 – sostiene Revelli - divide i modernisti senza dubbi dai perplessi della modernità». “La nazione del miracolo” (Castelvecchi, 2018) è il titolo del libro del professor Ravveduto che racconta gli anni della svolta, all’inizio dei ‘60. La puntata di Memos si conclude con il messaggio di Linda Laura Sabbadini, statistica sociale e editorialista della Stampa, sul calo delle nascite nel 2018 rilevato dagli ultimi dati Istat.
Memos di mer 06/02
Povertà, reddito e cittadinanza. E il decreto del governo Conte. Quali problemi affronta e quali lascia insoluti il provvedimento sul cosiddetto “reddito di cittadinanza”? Memos ne ha parlato con la sociologa Chiara Saraceno e l’economista Massimo Baldini. Ospite della puntata di stasera anche la giornalista e scrittrice Paola Natalicchio: il fallimento dell’Unità, i debiti del Pd e il conto salato che pesa sulle spalle dell’ex direttrice Concita De Gregorio.
Memos di mar 05/02
Tra globalizzazione e nazionalismo, la terza via delle emozioni. E’ la tesi del sociologo e politologo britannico Colin Crouch, ospite di Memos, esposta in un suo libro uscito di recente in Italia con il titolo “Identità perdute. Globalizzazione e nazionalismo” (Laterza, 2019). «La partecipazione democratica – scrive Crouch – richiede un equilibrio tra ragione ed emozione. Quando l’ambito emotivo è messo troppo da parte, la politica diventa un esercizio asciutto e tecnocratico». Le identità perdute, secondo il politologo britannico, sono quelle degli operai americani che hanno perso il lavoro, dei cittadini tedeschi che tornano a pensare alla loro patria, degli agricoltori francesi messi in crisi dalle multinazionali. Sono identità “perdute” perché colpite dalla globalizzazione. A questa perdita – sostiene Crouch - la destra dell’alleanza tra conservatorismo e neoliberismo ha offerto una cura: il nazionalismo, l’identità nazionale. La puntata di Memos si conclude con il “messaggio nella bottiglia” di Davide Mattiello, ex parlamentare della Commissione antimafia, presidente della fondazione “Benvenuti in Italia”.
Lezioni di antimafia: Marilena Natale e Fabrizio Capecelatro
Terzo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Marilena Natale (collegata da Aversa, Caserta), giornalista di +N, un network campano con sede ad Avellino (https:/ / www.piuenne.it/ ) e Fabrizio Capecelatro, direttore del quotidiano generalista online “CiSiamo.info” (https:/ / www.cisiamo.info/ ). La lezione si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare il 25 gennaio 2019. Titolo: «Rompere il silenzio in Campania: dal ciclo dei rifiuti alle denunce dei collaboratori di giustizia».
Memos di gio 31/01
Riforme e Recessione. Modifiche alla Costituzione e clausole di salvaguardia sull’Iva. La maggioranza giallo-nera è alle prese con l’allargamento degli spazi di democrazia diretta (legge di iniziativa popolare e referendum propositivi) e con l’approfondirsi della crisi economica. Sulle riforme M5S e Lega cercano l’appoggio delle opposizioni. Sulla crisi il governo Conte annaspa e, mentre la recessione viene certificata dall’Istat, l’Ufficio parlamentare di Bilancio (organismo indipendente) teme il peggio: “sarà complesso evitare gli aumenti dell’Iva, a meno di non tagliare la spesa sanitaria”, è la sostanza di quanto scritto ieri nel Rapporto sulla politica di bilancio 2019 (http://www.upbilancio.it/ wp-content/ uploads/ 2019/ 01/ Rapporto-politica-di-bilancio-2019-_per-sito.pdf). A Memos il costituzionalista Andrea Pertici, dell’università di Pisa, e l’economista Maria Cecilia Guerra, dell’università di Modena. La puntata di stasera si chiude con il “messaggio nella bottiglia” di Bruno Simili, vicedirettore della rivista Il Mulino.
Memos di mer 30/01
La memoria della Shoah. Diego Baroncini, professore di italiano in una scuola media di Ravenna, ha provato a farla vivere ai suoi studenti attraverso un’esperienza particolare. A Memos il suo racconto e i commenti della storica Anna Foa. Ospite della puntata di stasera con il suo messaggio nella bottiglia Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’università di Bari.
Memos di mar 29/01
Ndrangheta e massoneria deviata. Dal processo di Reggio Calabria “Ndrangheta stragista” all’ultima operazione della Dda di Torino sulle ‘ndrine in Val d’Aosta, emerge la costante del rapporto tra organizzazioni mafiose e poteri occulti insediati all’interno di logge massoniche. Memos ne ha parlato oggi con Alessia Candito, giornalista del Corriere della Calabria, e con Davide Mattiello, presidente della Fondazione “Benvenuti in Italia” di Torino ed ex componente della Commissione parlamentare antimafia. La puntata di oggi si chiude con il “messaggio nella bottiglia” di Debora Migliucci, storica, direttrice dell’Archivio del lavoro della Cgil di Milano.
Giorno della Memoria
Nel Giorno della Memoria lo speciale di Memos che tiene insieme gli appunti, le interviste, le voci del viaggio ad Auschwitz con il Treno della Memoria.
Lezioni di antimafia: Gianni Barbacetto e Mario Portanova
Secondo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Gianni Barbacetto e Mario Portanova, entrambi giornalisti del Fatto Quotidiano. La lezione si è svolta nell’auditorium di Radio Popolare il 18 gennaio 2019. Titolo: «Mafia e giornalisti su al Nord».
Treno della Memoria, viaggio ad Auschwitz (2)
La puntata speciale di Memos con i passeggeri del Treno della Memoria ha ospitato oggi una conversazione tra due studenti – Eden Donetza e Alessandro Gazzetti – e una ricercatrice in scienza politica dell’università di Firenze, Giorgia Gulli. Il nome del male, dopo Auschwitz: come si riconoscono i sintomi dei nuovi fascismi, dei razzismi, degli autoritarismi? Cosa fare per contrastarli?
Treno della Memoria, viaggio ad Auschwitz (1)
Il Treno della Memoria, con i suoi oltre 600 tra studenti e insegnanti. E’ partito da Firenze il 20 gennaio scorso diretto a O?wi?cim, Auschwitz. Una visita nei luoghi della disumanizzazione, della cancellazione della dignità e della vita. Le vittime del nazismo ad Auschwitz sono state quasi un milione e mezzo. Bambini, donne e uomini. Principalmente ebrei, ma anche rom e sinti, oppositori politici e omosessuali. Il Treno della Memoria è arrivato alla sua XI edizione. E’ un progetto della Regione Toscana realizzato insieme al Museo della Deportazione di Prato. La puntata speciale di Memos di oggi ha ospitato le sorelle Andra e Tatiana Bucci, due sopravvissute alla Shoah. Entrambe furono arrestate il 28 marzo del 1944 e poi deportate ad Auschwitz dove arrivarono una settimana dopo, il 4 aprile. Avevano 4 e 6 anni. Con loro abbiamo parlato dei ricordi di allora e della Memoria della Shoah, ma anche delle inquietudini del presente.
Lezioni di antimafia: Nando dalla Chiesa
Primo incontro del nuovo ciclo di “Lezioni di antimafia” ideato dalla Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto” e coordinato da Raffaele Liguori. La lezione è stata tenuta da Nando dalla Chiesa, sociologo all'Università degli Studi di Milano dove insegna, tra gli altri, nel corso di Sociologia della criminalità organizzata, unico in Italia. La lezione si è svolta nell’Auditorium di Radio Popolare l’11 gennaio 2019. Titolo: «Giornalismo e mafia: tra integrazione e conflitto».
Memos di gio 17/01
“Italia Occulta”. E’ il titolo dell’ultimo libro di Giuliano Turone (Chiarelettere, 2019). Il magistrato, giudice emerito della Cassazione, è autore di inchieste giudiziarie che hanno fatto la storia dell’Italia repubblicana: da quelle sul bancarottiere Michele Sindona all’assassinio dell’avvocato Giorgio Ambrosoli, alla scoperta degli elenchi della loggia massonica P2. Il sottotitolo di questo libro è: dal delitto Moro alla strage di Bologna, il triennio maledetto che sconvolse la Repubblica (1978-1980). Turone è stato ospite oggi a Memos. “Quel triennio maledetto – ha raccontato - è il periodo di maggior potere del sistema P2, dell’occulto al governo del paese”. Turone a Memos parla anche del caso Battisti, di cui si è occupato in passato come magistrato e in un libro del 2011. La puntata di oggi si conclude con il messaggio di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica all’università di Bari.
Memos di mer 16/01
Stiamo rischiando un’involuzione fascista della società italiana? Il governo giallo-nero, in particolare la leadership leghista dell’esecutivo, è il motore di questa involuzione? Oppure è troppo azzardato accostare il nazionalismo populista e xenofobo di Salvini al fascismo? Com’è noto, nel campo democratico e antifascista esistono opinioni diverse su questo punto. Memos ne ha parlato con due storici: Giulia Albanese, docente di Storia contemporanea all’Università di Padova, e Alberto De Bernardi che insegna all’Università di Bologna. Con la professoressa Albanese abbiamo anche ripercorso alcune tappe del fascismo delle origini, quello nato a Milano proprio un secolo fa, nell’inverno del 1919.
Memos di mar 15/01
In attesa del voto sulla Brexit a Westminster, stasera a Memos lo storico delle relazioni internazionali David Ellwood e Andrea Mammone, storico dell'Europa alla Royal Holloway dell'università di Londra.
Memos di ven 11/01
Le alleanze europee di Lega e Cinque Stelle. Con il viaggio dei giorni scorsi di Salvini a Varsavia e Di Maio a Bruxelles è iniziata la campagna europea per Lega e M5S. La destra leghista guarda a destra anche in Europa: dalla francese Le Pen all’Alleanza per la Germania, dai nazionalisti austriaci di Fpo agli xenofobi olandesi di Wilders. Ancora tutto in costruzione il percorso del M5S: Di Maio ha promesso la firma di un manifesto politico comune entro febbraio, ma non è ancora chiaro chi saranno i firmatari. A Memos ne abbiamo parlato con il filosofo della politica Roberto Castaldi. Ospite della trasmissione anche Samuele Mazzolini con il suo messaggio nella bottiglia, mentre Giuseppe Teri (vicepresidente della Scuola di Formazione “Antonino Caponnetto”) ha presentato il nuovo ciclo di lezioni di antimafia che si tiene a Radio Popolare. Si parlerà, in una decina di incontri tutti i venerdì, di “Giornalismo e mafia”. Si parte oggi alle 21 con la prima lezione tenuta dal professor Nando dalla Chiesa. Una sintesi della lezione verrà trasmessa il venerdì successivo all’appuntamento in auditorium nel corso di Memos (https:/ / www.radiopopolare.it/ trasmissione/ lezioni-di-antimafia/ ).
Memos di gio 10/01
Il governo Conte e la ricerca scientifica, due mondi a parte. Non basta la firma di Grillo sotto il manifesto del virologo Roberto Burioni contro le pseudoscienze; né sono sufficienti quelle poche decine di milioni di euro in più stanziati dal governo con la manovra per la ricerca e l’innovazione. «Purtroppo anche questo governo ha trattato l'università/ ricerca come un inutile fastidio», racconta a Memos Francesco Sylos Labini, fisico teorico, tra i fondatori di Roars (http://roars.it), associazione di informazione e dibattito sulla ricerca e la formazione. Ospite della puntata di oggi anche Matteo Cerri, medico, ricercatore in neurofisiologia dell'università di Bologna, membro del Topical team dell'Esa (un laboratorio dell'agenzia spaziale europea che si occupa di ibernazione). Scopo della ricerca del professor Cerri è lo sviluppo di una procedura che induca una sorta di letargo negli individui. Una procedura che potrà essere utile per gli astronauti che saranno destinati a lunghi viaggi di esplorazione nello spazio. Matteo Cerri ha appena pubblicato un libro di divulgazione scientifica dal titolo “A mente fredda” (Zanichelli, 2018).
Memos di mer 09/01
Beni comuni, una legge popolare. Tra dieci giorni parte la campagna di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sui beni comuni. Il prossimo 19 gennaio si terrà a Roma un’assemblea pubblica alla Casa Internazionale della Donne. Il testo di legge è quello scritto dieci anni fa da una Commissione del ministero della giustizia presieduta dal grande giurista Stefano Rodotà, un testo che da allora non è stato mai discusso in parlamento. Memos ha ospitato oggi il giurista Ugo Mattei (Università di Torino e University of California), tra i promotori della raccolta di firme. «La popolazione deve rendersi conto – racconta Mattei – che abbiamo una serie di risorse che appartengono a tutti e che vanno governate con grande saggezza, perché sono il futuro nostro e delle generazioni che verranno». Tra i primi sostenitori della campagna per i beni comuni (http://benicomunisovrani.it) Ugo Mattei ha citato Arci, Slow food, Fondazione Pistoletto, Libertà e Giustizia. La puntata di oggi si chiude con il messaggio nella bottiglia della giornalista e scrittrice Paola Natalicchio.
Memos di mar 08/01
La legge Salvini e il vigore dell’opposizione. Prima il sindaco di Palermo Orlando e poi un gruppo di regioni (Toscana, Emilia Romagna, Umbria): il no alla legge contro l’immigrazione è stato forse il primo vero atto di opposizione al governo Conte e alla maggioranza M5S-Lega. Un’opposizione in difesa dei princìpi costituzionali e della convivenza democratica. Memos ne ha parlato con la politologa Nadia Urbinati. A chiudere la puntata di oggi il “messaggio nella bottiglia” di Davide Mattiello, ex parlamentare della commissione antimafia e presidente della Fondazione Benvenuti in Italia di Torino.
Memos di ven 07/12
“La scienza inutile. Tutto quello che non abbiamo voluto imparare dall’economia”. E’ il titolo di quel libro che mancava per chi è interessato alla conoscenza dei fondamenti del pensiero economico, per chi ha piacere nel veder coniugate le principali teorie economiche degli ultimi 150 anni con i casi della realtà. Memos ha parlato di “La scienza inutile” (Luiss, 2018) con il suo autore: Francesco Saraceno, economista, vice direttore dell’Osservatorio Francese sulla Congiuntura Economica (Ofce) di Sciences Po a Parigi. Ospite della puntata di oggi anche Bruno Simili, vicedirettore della rivista Il Mulino, che ha curato il “messaggio nella bottiglia”.
Memos di gio 06/12
Le piazze del governo “giallo-nero”. La Lega ha scelto Roma e il M5S Torino. Sabato 8 dicembre Salvini e Di Maio cercano una ri-legittimazione popolare. Sono i riti del populismo sovranista, spiega a Memos la politologa Nadia Urbinati. Con lei abbiamo parlato della destra in Europa, delle lesioni inferte alla democrazia dal leader ungherese Orbàn con le silenziose complicità dei partiti centristi europei del PPE. E la sinistra, come intende reagire alla destra autoritaria e nazionalista? Cosa significano le richieste di “radicalità” che arrivano da aree culturali del riformismo europeo? Il riferimento è al rapporto “Uguaglianza Sostenibile” di cui abbiamo parlato nella puntata del 4 dicembre scorso. A Memos oggi anche la giornalista e saggista Ida Dominijanni con il suo “messaggio nella bottiglia”.
Memos di mer 05/12
Resistenza civile, disobbedienza, dissenso. Come opporsi al governo della paura di Salvini e del M5S. Le strade indicate dal giurista Gustavo Zagrebelsky e dalla presidente dell’Anpi Carla Nespolo portano alla disobbedienza e alla resistenza civile e culturale. Memos ne ha parlato con Adriano Prosperi, professore emerito di Storia moderna alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Chiude la puntata di oggi il messaggio nella bottiglia di Dino Amenduni, docente di comunicazione politica ed elettorale all’Università di Bari.
Memos di mar 04/12
“Uguaglianza sostenibile” è il titolo di un programma di governo scritto da una trentina di studiosi ed esperti europei su richiesta del gruppo socialista al parlamento di Strasburgo (https:/ / tinyurl.com/ uguaglianza-sostenibile). E’ un documento di un centinaio di pagine presentato la settimana scorsa a Bruxelles. Nel documento si parla di “svolta radicale nelle politiche nazionali ed europee”, di “alternativa al neoliberismo e alla dinamica autoritaria”, si elencano cinque aree di azione: giustizia sociale, progresso socio-ecologico, ridefinire il capitalismo, potere alle persone, innescare il cambiamento. Uno degli estensori del documento, l’economista Fabrizio Barca, vede quel testo come una bozza di programma non solo dei partiti riformisti (come il Pd in Italia), ma anche dei soggetti a sinistra del Pd, un “documento terzo” su cui “trovare un’intersezione fra diversi percorsi”. Memos ne ha parlato oggi con Enrico Giovannini, uno degli autori del documento, economista ed ex ministro del lavoro nel governo Letta; e con Lorenzo Marsili, giornalista, saggista, direttore di European Alternatives, fondatore insieme a Janis Varoufakis di DiEM25 (Movimento per la Democrazia in Europa). Marsili segnala l’esistenza di un vero e proprio “ecosistema di documenti programmatici”: European New Deal Diem25 (https:/ / tinyurl.com/ EuropeanNewDeal), Green New Deal di Sanders e Ocasio-Cortez negli Usa (https:/ / tinyurl.com/ GreenNewDeal-Sanders-Ocasio); Universal Basic Services UCL London (https:/ / tinyurl.com/ UBS-UCL-London)
Memos di ven 30/11
Le classi sociali e la società italiana. Con il sociologo dell’università di Torino Giovanni Semi Memos ha smascherato alcuni luoghi comuni sulla struttura sociale italiana. La reale differenza tra classe e ceto, la presunta scomparsa della borghesia sono stati alcuni degli oggetti dell’analisi del professor Semi. A Memos ospite anche l’economista della London School of Economics Valentino Larcinese che ci ha anticipato i contenuti di una sua prossima “lecture” dal titolo: “Salvare la democrazia dai politici”. A chiudere la puntata di oggi il messaggio nella bottiglia che Paola Natalicchio, giornalista e scrittrice, ha voluto inviare a tutta la sinistra.
Memos di gio 29/11
Il decreto della paura. E’ quello contro l’immigrazione (cancellazione protezione umanitaria e Sprar, limitazioni del diritto d’asilo) e sulla “cattiveria urbana” (reato di accattonaggio, inasprimento Daspo) approvato ieri definitivamente dal parlamento. Ora tocca al presidente Mattarella, Costituzione alla mano, ricordare i principi fondamentali del diritto che quel testo stravolge in nome di un’urgenza immaginaria e propagandistica. “E’ una brutta cosa assecondare la paura e sfruttarla come capitale politico. Così sono state costruite le tragedie del Novecento”, racconta a Memos il professor Mario Ricciardi, filosofo del diritto all’Università Statale di Milano e direttore della rivista Il Mulino. Ospite oggi anche Claudia Torrisi, giornalista di Open Migration. Chiude la puntata con il messaggio nella bottiglia Samuele Mazzolini, presidente del movimento “Senso Comune” e ricercatore in teoria politica alla University of Bath, in Inghilterra.
Memos di mer 28/11
La transizione ecologica, come renderla socialmente equa e sostenibile? Il caso “Macron-gilet jaunes” ripropone la questione dopo che la tassa francese sui carburanti fossili ha scatenato dure proteste. A Memos ne abbiamo parlato con Rossella Muroni, deputata LeU ed ex presidente di Legambiente, e con Gianni Silvestrini, presidente del Kyoto Club. Altra domanda decisiva che Memos ha girato ai due ospiti: la democrazia è in grado di reggere l’urto dell’urgenza ecologica? No, se le risposte all’emergenza sono quelle egoistiche alla Trump, con il ritiro degli Usa dagli accordi di Parigi. Di quegli accordi si discuterà nei prossimi giorni a Katowice, in Polonia, dove si riunisce Cop24, la Conferenza Onu sul cambiamento climatico. La puntata di oggi è stata chiusa da Roberta Carlini, giornalista e saggista, e dal suo “messaggio nella bottiglia”.
Memos di mar 27/11
La protesta dei “giubbotti gialli” in Francia, tra tradizione e modernità. La definisce così il politologo francese Yves Meny, ospite oggi a Memos: di tradizionale c’è la “jacquerie”, la rivolta come repertorio consueto della politica francese fin dai tempi dell’ancien régime; di moderno invece c’è l’organizzazione del movimento attraverso i social network. A Memos oggi anche l’economista Loretta Napoleoni che vede alcune similitudini tra la situazione attuale dell’Europa, fatta di proteste e retoriche populiste di destra, e alcune vicende della storia europea di quarant’anni fa, in particolare l’avvento al potere di Margaret Thatcher e della sua rivoluzione neoliberista. Napoleoni sostiene – attraverso una citazione shakespeariana – che ci troviamo in un “nuovo inverno del malcontento”. A chiudere la puntata il “messaggio nella bottiglia” di Davide Mattiello, ex parlamentare della Commissione antimafia e oggi presidente della fondazione “Benvenuti in Italia” di Torino.


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