Reportage
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Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta dall'Ungheria al cuore dell'Africa, dagli ospedali alle discoteche, per parlare di persone e di passioni, di sofferenza e di speranza. Un mondo intero da raccontare attraverso le parole, i suoni e le emozioni raccolte e diffuse attraverso la radio. A partire da quest'anno dedichiamo una parte della nostra produzione a raccontare l'Europa che verrà, attraverso i reportage realizzati in collaborazione con la rete EuranetPlus.
A cura di Gigi Donelli
Autore: Radio 24
Ultimo episodio: 21/06/26 7:50
Aggiornamento: 25/06/26 18:10 (Aggiorna adesso)
Ucraina, Medio Oriente, squilibri commerciali: questi alcuni dei principali dossier al centro del G7 che si è tenuto a Evian tra il 15 e il 17 giugno. "Un successo", secondo diversi leader presenti. "Un risveglio strategico", per il padrone di casa, il presidente francese Macron. È stato davvero così? In questo racconto da Evian, il nostro inviato Sergio Nava ci racconta il dietro le quinte del vertice sul lago Lemano e analizza con esperti di geopolitica i risultati del summit. Per comprendere cosa lascia realmente -dietro di sè- questo vertice. È tornata o meno l'unità dell'Occidente, nell'era di Trump alla Casa Bianca?
In tempi di solstizio salutiamo l'estate con uno dei suoi animali simbolo: la cicala il cui canto, lo dice anche la neuroscienza, può avere degli effetti benefici sul nostro cervello, rilassandoci, migliorando umore e concentrazione. Considerate ingiustamente delle perdigiorno, le cicale hanno in realtà una vita incredibile. La scopriamo in questo appuntamento in cui trova spazio anche l'altra, molto meno piacevole, colonna sonora dell'estate: il ronzio delle zanzare. Vediamo i modi naturali per combattere l'odiato insetto e capiamo qual è il suo misterioso ruolo nell'ecosistema.
Ospite: Nicola Bressi, curatore al museo di storia naturale di Trieste, naturalista, zoologo, autore di "Coinquilini bestiali" edito da Aboca.
Un test di cybersecurity in un tunnel norvegese isolato dal mondo rivela una verità inquietante: gli autobus elettrici cinesi comunicano con Pechino anche senza rete, esponendo l'Europa al rischio di un blackout da remoto. Da questo caso di cronaca si sviluppa un viaggio nel cuore della nuova geopolitica mondiale, dove i dati sono il nuovo petrolio e i microchip il nuovo acciaio. Tra la minaccia del "kill switch" americano di Trump e il controllo statale della Cina di Xi Jinping, Bruxelles risponde con il Tech Sovereignty Package. Attraverso le voci di economisti, giuristi e attivisti, il reportage indaga il paradosso economico e la sfida democratica di un'Europa che tenta disperatamente di difendere i propri confini digitali e la privacy dei cittadini, senza soffocare l'innovazione.
Nel sud dell’Ucraina, tra Mykolaiv e Kherson, seminare, riparare un trattore o tornare nei campi dopo un’alluvione non è soltanto lavoro: è una forma di resistenza. Tra mine, droni e terre devastate dalla guerra, il racconto di chi continua a coltivare sul fronte.
Foto - FAO/ Anastasiia Borodaienko
Tra boschi, montagne, piccoli centri e strade tortuose, esiste una vasta area della Calabria, proprio al centro della regione, che da decenni attende un collegamento che sarebbe capace di cambiarne il destino. È la Medio Savuto, “la strada che non c’è”: un’opera pensata per collegare piccoli comuni isolati ai principali centri della regione. Un progetto nato negli anni Ottanta, tra promesse e finanziamenti, ma mai completato. Oggi restano cantieri sospesi, tratti incompiuti e collegamenti difficili. Per chi vive in questi paesi, l’assenza di infrastrutture significa più tempo per raggiungere scuole, ospedali e lavoro. E significa anche spopolamento, giovani che partono e attività che chiudono. Negli anni è nato anche un comitato civico che continua a chiedere il completamento dell’opera. “La strada che non c’è” è così diventata il simbolo della Calabria interna: una terra ricca di bellezza e identità, ma ancora priva di collegamenti essenziali. Un viaggio dentro una regione dove le distanze si misurano anche in opportunità negate.
Le disuguaglianze sociali continuano a incidere profondamente sulla salute delle persone in condizione di fragilità. Basti pensare che l’età media del decesso per una persona senza dimora è di circa 46 anni a fronte di un’età media di morte di circa 82 anni nella popolazione generale. In un momento di svolta del Ssn in cui si attende il rafforzamento delle cure sul territorio, la piena inclusione delle persone marginalizzate (senza dimora, stranieri e persone in condizioni di fragilità economica e sociale) è cruciale. Tutto si giocherà sul modo in cui l’assistenza sanitaria sarà resa accessibile, coordinata e condivisa. Per rispetto della Carta costituzionale e per il bene dell’intera collettività. Il punto al recente Congresso della Simm, Società italiana di medicina delle migrazioni. Diverse le best practice raccontate nel nostro Reportage: dal progetto “Ferite invisibili” della Caritas sui traumi subiti dai migranti vittime di tortura, alla clinica mobile dei Medici per i diritti umani di Medu nelle periferie e non mancano modelli nella sanità pubblica come il progetto Dimissioni Protette nelle strutture di accoglienza per persone senza dimora dell’Ausl di Bologna.
Conosciamo tutti la storia di quella che è stata ribattezzata la "famiglia nel bosco", divisa da un decreto del tribunale che ha ritenuto i genitori non idonei a occuparsi dei figli. Una vicenda che ha scosso l'opinione pubblica e ha acceso i riflettori su un tema poco conosciuto: i minori allontanati dalle famiglie e affidati alle comunità. Al momento, nel nostro paese non ci sono informazioni chiare e omogenee sui bambini, le bambine, gli adolescenti allontanati dalle famiglie e portati in comunità, sui numeri, sui motivi degli allontanamenti e cosa accade dopo. Su questi aspetti punta a far luce il decreto Roccella Nordio, che sarà operativo entro ottobre con l'entrata in vigore dei decreti attuativi, spiega la ministra per la famiglia, le pari opportunità e la natalità, Eugenia Roccella. Secondo l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza, Marina Terragni, tutto il sistema dell'affido è da riformare, perchè l'obiettivo deve essere sempre il superiore interesse del minore. E al momento, in alcuni casi, ciò non accade.
La cronaca ce lo racconta troppo spesso: giovani, spesso giovanissimi, che girano con un coltello in tasca. Quali sono i percorsi che portano questi ragazzi a commettere reati? Come agire per evitarlo? E come far intravedere loro strade diverse, una volta commesso il reato, andando oltre gli strumenti repressivi? Domande che sono state al centro della giornata nazionale di studi dal titolo "Punire i giovani", che si è tenuta il 22 maggio alla casa di reclusione di Padova per iniziativa di Ristretti Orizzonti. Fra i relatori Paola Brunese, presidente del Tribunale per i minorenni di Napoli, che ha ideato (primo in Italia) un protocollo per intervenire con rapidità sui minori che vengono trovati con un coltello.
Alla fine, è stata la Bulgaria a trionfare alla 70° edizione del Concorso eurovisivo della canzone. Dara, con il suo tormentone Bangaranga, ha sconfitto al rush finale l'israeliano Noam Bettan. Per Israele, come sempre, un pieno di televoti, tra le proteste per la partecipazione e per l'appoggio internazionale delle preferenze popolari. Per quest'anno, l'edizione è archiviata. Non si placano però le polemiche, tra manifestazioni di piazza, prese di posizione sui social, interrogativi sul futuro.
Parliamo di diplomazia, di equilibri internazionali, di strategie geopolitiche e di prospettive del futuro con Sergio Pugliese, ambasciatore italiano in Austria, gli storici di Eurovision Eddy Anselmi ed Emanuele Lombardini e il rappresentante italiano, Sal Da Vinci.
Nella regione ucraina di Mykolaiv, gli agricoltori sono tornati a seminare a ridosso della linea del fronte. Sono i “pry-frontovy”, letteralmente quelli che lavorano lungo la prima linea. Migliaia di persone, uomini e donne, al lavoro dove circa un terzo del territorio è minato e i campi restano nel mirino degli attacchi dei droni, dell’artiglieria e dei missili lanciati dalle posizioni delle truppe di occupazione russe, appostate appena oltre il fiume Dnipro. I villaggi che nel ’22 erano stati quasi del tutto svuotati dall’invasione, sono comunque tornati a popolarsi. Anche se molti non sono tornati e non torneranno più. Chi ha scelto di farlo si è rimesso al lavoro nei campi che sembrano infiniti. Sono ripartiti, nonostante le enormi difficoltà, nonostante la lontana guerra nel Golfo faccia volare i prezzi di carburanti e fertilizzanti, nonostante il trauma e i danni materiali lasciati da 9 mesi di occupazione russa, nonostante l’allerta permanente. Questo reportage racconta un mondo di persone ostinate. Il mondo dei trattori ucraini che con il loro lavoro continuano a garantire la produzione di grano e semi oleosi.
Foto FAO/ Anastasiia Borodaienko
È trascorso un anno dall’elezione di Papa Leone, primo papa americano, agostiniano, una lunga presenza da missionario in Perù ma anche una esperienza di curia alle spalle. Robert Prevost ha voluto festeggiare l’anniversario a Pompei perché l’otto maggio, la data della sua elezione, a Pompei, aveva lui stesso ricordato nel primo discorso, si recita la Supplica alla Regina del Rosario. Gli infiniti appelli per la pace, il lavoro per l’unità della Chiesa, gli attacchi di Trump, questo e non solo nel primo anno del pontificato di Leone quattordicesimo.
L'Eurovision Song Contest nasce nel 1956 con lo spirito nobile di creare una cultura europea nella televisione - e con lo scopo pratico di sperimentare le prime tecniche di Eurovisione. Ispirato al Festival di Sanremo, da subito, però, si intreccia con la geopolitica europea: dalle ferite del Dopoguerra, alle dittature di Spagna e Portogallo, alle conseguenze della caduta del blocco sovietico, fino ad arrivare, in queste ultime edizioni, alle proteste per la presenza di Israele. Direttamente da Vienna, dove si svolge la 70ª edizione, incontriamo gli storici della manifestazione, che ci raccontano il cammino complesso e affascinante del concorso.
Con noi Emanuele Lombardini, cofondatore di Eurofestivalnews, autore tra l'altro di Unite Unite Europe (Arcana) e Dean Vuletic, "Professor Song Contest", storico dell'Europa contemporanea. Tra le sue pubblicazioni, in Italia è stata edita Eurovision Song Contest (Minimum Fax).
Ormai le utilizziamo tutti i giorni, per orientarci nel traffico cittadino, per raggiungere la vetta durante un’escursione nel fine settimana, per comprendere meglio un grafico o capire in quale parte del mondo sia esploso l’ennesimo conflitto. Le mappe rispondono a uno dei bisogni più essenziali dell'uomo, ovvero quello di dare un ordine e una struttura allo spazio che ci circonda. Considerate una delle forme di comunicazione non verbale più antiche inventate dall’uomo, le mappe non servono però solo per orientarsi. In questo viaggio oltre il confine della geografia scopriremo come una linea tracciata su una carta sia uno strumento di conoscenza ma anche e soprattutto un dispositivo di potere. Se la mappa non è il territorio, la maniera in cui rappresenta la realtà contribuisce a plasmare la realtà stessa riportando ambizioni, desideri, ideologie e pregiudizi del cartografo.
30 marzo 2026. Il Consiglio dell’Unione Europea ha lanciato ufficialmente la EU Talent Pool, la nuova piattaforma digitale che metterà in contatto persone in cerca di lavoro provenienti da Paesi terzi con i datori di lavoro dell'Unione. È la risposta al grido d'allarme del Rapporto Draghi: senza produttività, il nostro modello sociale decade. Ma il problema è che la produttività ha bisogno di braccia e cervelli che l'Europa non produce - quasi - più. In questo reportage parliamo di competitività europea e immigrazione e di come l’una possa essere importante per l’altra.
Vent'anni. Nati e cresciuti a Milano. Un'infanzia difficile. La percezione di sentirsi diversi dagli altri e la rabbia che sale. Poi le comunità per minorenni, le fughe. La vita per strada, i reati e infine il carcere. Brayan e Savino hanno due storie molto simili, ora dividono l'appartamento in una comunità, dove stanno scontando la loro pena. "Perché devo pagare per colpe che non sono mie? - si chiedono entrambi - Perché lo stato non fa niente per togliere i minori dalla strada?". Ora, dopo tutto quello che hanno vissuto, vogliono solo "cose belle”.
La transizione ecologica europea non è più solo una questione ambientale. È diventata, sempre di più, una questione industriale, economica e geopolitica.
L’obiettivo è chiaro: ridurre le emissioni e arrivare alla neutralità climatica. Ma la strada per arrivarci si intreccia con un’altra priorità altrettanto urgente: restare competitivi in un’economia globale dove le regole non sono le stesse per tutti. Competitività e sostenibilità è considerato da molti un binomio impossibile. Ma è veramente così?
Da linea tranviaria rapida incompiuta, pensata per i mondiali Italia ’90 a metropolitana leggera che rivede la concezione del collegamento tra parti della città rafforzando il concetto di metropolitana dell’arte, integrando gli spazi delle stazioni in luoghi che vengono riqualificati e raccontati per la loro storia attraverso la creatività di architetti e artisti contemporanei. Questo ha reso la linea 6 di Napoli un museo pubblico diffuso, una delle metropolitane più belle del mondo che attrae non solo utenti ma tanti turisti, con una storia lunga e in parte ancora da scrivere, legata a doppio filo alla spesa di fondi europei. L’attuale percorso, che si snoda dalla centrale piazza Municipio a Fuorigrotta, quartiere Ovest della città, con otto stazioni, è un’opera innovativa in fase di espansione, che proseguirà il viaggio verso Bagnoli e la collina di Posillipo. Ha già ottenuto risorse pubbliche per oltre un miliardo di euro. In gran parte si tratta di fondi Fesr Campania e Fondo di sviluppo e coesione, destinati alla regione e a Napoli con diverse programmazioni. L’obiettivo, guardando ancora verso ovest, è raggiungere Nisida. Delle tappe che hanno portato all’esistente e di quelle future abbiamo parlato con l’assessore alla mobilità e alle infrastrutture del comune di Napoli, tra gli ingegneri più esperti del settore, Edoardo Cosenza. Mentre ci racconta le stazioni dell’arte della Linea 6 Maria Corbi, storica dell’arte responsabile dei beni artistici di ANM, Azienda napoletana mobilità.
Con le immagini del blitz statunitense ancora vive nella mente, per i venezuelani è ora di fare i conti con il post Maduro, a 100 giorni dalla cattura dell'ex presidente venezuelano. Il Governo chavista continua ad avere le chiavi del potere a Caracas, ma, di fatto, col disco verde di Washington, che ne ha permesso la continuità a cambio dell'apertura del settore petrolifero e minerario. Sullo sfondo rimane la voglia di elezioni del popolo venezuelano, che si mischia con la figura di Maria Corina Machado, leader dell'opposizione e in perenne campagna elettorale.
A tre anni dall'avvio del progetto Cervelli ribelli at work, la Fondazione Cervelli ribelli e Asstel presentano i primi frutti dell'iniziativa, in termini di contratti di assunzione e stage di ragazzi neurodivergenti con competenze Stem nel settore della Cybersecurity. L'obiettivo è stato centrato: accogliere e integrare il talento di giovani nello spettro autistico creando un protocollo replicabile che permetta a qualsiasi impresa di aprirsi a un bacino di competenze ancora sottoutilizzato. Le prime aziende coinvolte raccontano la gioia di un successo faticoso, tra inclusione e ritorno economico.
Annunciate come elezioni potenzialmente storiche, le consultazioni elettorali ungheresi di metà aprile hanno tenuto fede alle aspettative: il partito di opposizione Tisza del candidato unico dell'opposizione Peter Magyar ha ottenuto la fiducia della popolazione, conquistando una supermaggioranza parlamentare che non solo gli consentirà di governare i prossimi quattro anni a Budapest, ma di farlo smontando pezzo a pezzo i cardini della cosiddetta "democrazia illiberale" impiantata nel Paese nel corso di sedici lunghi anni di potere di Viktor Orban.
In questo Euroreportage da Budapest Sergio Nava ci racconta la notte del 12 aprile, che ha cambiato il corso della storia ungherese, i festeggiamenti per le strade, la gioia di una popolazione -per lo più giovane- che ha sperimentato nel suo piccolo l’ebbrezza di una “rivoluzione democratica”.
Insieme ad analisti e attori della società civile ungherese analizziamo cosa hanno rappresentato per il Paese i 16 anni di potere di Orban, e guardiamo al futuro, sia in merito alle sfide che attendono il premier in pectore Magyar sul fronte interno, sia soprattutto sul fronte dei rapporti con l'Unione Europea e con gli altri 27 Paesi membri.
Il 13 aprile del 1986 Papa Giovanni Paolo II entrava alla Sinagoga di Roma dopo duemila anni di incomprensioni tra ebrei e cattolici nella capitale. Il papa fu accolto dall'allora rabbino capo Elio Toaff. Il punto su quello che è stata la storia degli ebrei di Roma e quello che sono oggi i rapporti tra le due comunità con l'allarme per l'antisemitismo dopo il 7 ottobre. A raccontarlo il rabbino capo Riccardo Di Segni e la professoressa di Storia Moderna alla Sapienza Serena Di Nepi.
Le elezioni che si tengono domenica 12 aprile in Ungheria rappresentano un punto di svolta nella storia del Paese. Dopo 16 anni di strapotere da parte dell'attuale premier Viktor Orban (Fidesz), lo sfidante Peter Magyar (Tisza) appare nei sondaggi come il candidato più accreditato per vincere le elezioni, rompendo un dominio politico cementato negli anni mediante un sistema di potere che ha progressivamente invaso i campi della giustizia, dei media e dell'economia, erodendo progressivamente lo stato di diritto nel Paese.
C'è però un primo Orban e un secondo Orban: da un lato il giovane liberale che ha brevemente governato il Paese a cavallo del millennio, dopo aver combattuto l'influenza sovietica, dall'altro l'aspirante autocrate che ha avviato una autoproclamata democrazia illiberale nazionalista e filorussa, che -con gli anni- si è progressivamente allontanata dagli standard europei.
Attraverso interviste con esperti e analisti, ricostruiamo in questo Euroreportage il sistema di potere orbaniano, e analizziamo le possibili ripercussioni di queste elezioni ungheresi sull'UE, dove le posizioni di Orban hanno creato stalli a ripetizione su dossier critici, come quello della guerra in Ucraina.
Nel dicembre 2014, le persone senza dimora in Italia erano più di 50mila. Nel 2022 i senzatetto sono diventati il doppio, quasi 100mila. I dati sono frutto di rilevazioni fatte dall'istat su città campione. Per avere il dato aggiornato bisognerà aspettare la pubblicazione del nuovo censimento istat sui senza fissa dimora. Intanto per capire cosa è cambiato in questi anni, siamo andati a sentire a Napoli, Roma e Milano le associazioni e gli enti impegnati a dare sostegno a chi vivere per strada.
Nel cuore del Limburgo belga, tra le mura del castello di Alden Biesen, lo scorso 12 febbraio, i leader europei si sono ritrovati con una consapevolezza sempre più difficile da ignorare: l'Europa è sempre meno indipendente e sempre più vulnerabile. Tra il rilancio dell’unione dei mercati dei capitali e il dibattito sull’accordo tra l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur, Bruxelles si trova a dover cambiare per poter sopravvivere.
Ospiti: Maria Grapini, europarlamentare, già Ministra della Romania, Vicepresidente della Commissione parlamentare europea del mercato interno e protezione del consumatore; Carlos Costa, ex governatore della Banca del Portogallo.
Il 24 marzo 1976 gli Golpe di Stato del 24 marzo 1976 gli argentini presero atto che il Paese si trovava sotto il controllo delle forze armate, che il Congresso era chiuso e che gli abitanti dovevano osservare il rigoroso rispetto delle disposizioni delle forze militari e di sicurezza. Quello che in quel momento non si sapeva era che nei successivi sette anni e otto mesi si sarebbe instaurato un piano sistematico di sterminio, con migliaia di persone scomparse: i "desaparecidos". Martedí 24 marzo c'è stata la grande manifestazione per la Giornata Nazionale della Memoria per la Verità e la Giustizia. Andiamo insieme in questa lunga marcia al centro emotivo di questo Paese, attraverso i suoni del presente e i vivi ricordi del passato, perché in Argentina, cinquant'anni non sono niente.
Il call-sign è il nome che si assegna un soldato in guerra. È indispensabile per assicurare chiarezza nelle comunicazioni radio: Gothmog, in questo caso, è un call-sign pescato nella saga del Signore degli Anelli. Nel mondo reale - invece - chi lo ha scelto è un volontario italiano, un 34enne fiorentino, che da tempo combatte nelle fila dell'esercito ucraino. Il suo compito è aiutare in prima linea - al "punto Zero" come dicono loro - chi è stato ferito e deve essere portato via al più presto. L'ho incontrato per la prima volta in un ospedale militare nelle retrovie, un grande edificio dove si curano i feriti del fronte orientale. Da lui ci arriva uno spaccato di una guerra che si combatte da oltre 4 anni, e che ha trasformato il modo stesso di combattere.
Un gruppo whatsapp con studenti italiani e libanesi. Musica e chiacchiere che allo scoppiare della guerra nelle ultime settimane sono diventati poi frastuoni di bombe e ronzio di droni. Un progetto ha messo in contatto una scuola multireligiosa del sud del Libano con tre scuole lombarde. Gli studenti dei due Paesi avrebbero dovuto incontrarsi a Milano, in occasione di Fa la cosa giusta, ma la guerra lo ha impedito. La direttrice, suor Maya, ci spiega cosa significa fare scuola con la guerra: tutti i giorni vengono assegnati i compiti ai ragazzi e alle ragazze che sono dovuti scappare con le loro famiglie e ora sono sparsi per il Libano. "Vogliamo comunque diplomarci e andare a studiare all'estero", raccontano i giovani libanesi. "Quando li hanno bombardati ce ne hanno parlato con il sorriso, come fosse normale, ma dai noi in Europa non è normale", si stupisce una studentessa lombarda.
Fiori, foglie colorate, piante aromatiche, rampicanti, rose.
Diamo la parola ai fiori in questo appuntamento di primavera perché se non possiamo metterli nei cannoni possiamo almeno riempirci i balconi, i davanzali, i terrazzi trasformando, con uno sforzo comune, la città in un giardino urbano.
Grazie a consigli d'autore, raccolti alla manifestazione Fai "Soffio di Primavera", potremo associare piante nello stesso vaso creando piccoli giardini o piccoli orti domestici, schermare la vista da palazzi troppo vicini con rampicanti o regalarci una rosa sul balcone.
Ospiti
Roberta Marchesi del vivaio brianzolo "Il peccato vegetale"
Monica Ratto del Vivaio "Ratto" di Albenga
Fabio Giani del Vivaio torinese "Giani"
Saskia Pellion di Persano del vivaio "Anna Peyron" di Castagneto Po, Torino.
S'era acceso simbolicamente in quella sera del 24 giugno 2019 il fuoco olimpico e paralimpico di Milano Cortina 2026, quando a Losanna il Cio assegnò i Giochi e le Paralimpiadi alla candidatura italiana; quel fuoco si spegne oggi, ed è allora giusto chiedersi se siamo stati, e soprattutto se saremo capaci di tener fede all'impegno che quella luce rappresenta, così ben sintetizzato dalle parole del presidente della repubblica Sergio Mattarella. E la strada da seguire ce la indicano proprio atlete e atleti delle Paralimpiadi, che abbiamo imparato a conoscere, coi i loro risultati e le loro storie, che rappresentano il primo bene prezioso da non disperdere. Dario Ricci riparte dalle vie e le piste di Cortina olimpica e paralimpica per immaginare l'eredità di questa esperienza a cinque cerchi e tre agitos.
Dopo anni di eserciti professionali e di sospensione della leva in molti Paesi, le tensioni internazionali e la guerra in Ucraina hanno riaperto la discussione sulla difesa e sulla preparazione dei cittadini. Dove è ancora in vigore la leva? Quali Paesi stanno pensando di reintrodurla e quali modelli di servizio stanno emergendo oggi?













