Reportage
Tags (categorie): Politica
[ Aggiungi la tua categoria (tag) ]
Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta dall'Ungheria al cuore dell'Africa, dagli ospedali alle discoteche, per parlare di persone e di passioni, di sofferenza e di speranza. Un mondo intero da raccontare attraverso le parole, i suoni e le emozioni raccolte e diffuse attraverso la radio. A partire da quest'anno dedichiamo una parte della nostra produzione a raccontare l'Europa che verrà, attraverso i reportage realizzati in collaborazione con la rete EuranetPlus.
A cura di Gigi Donelli
Autore: Radio 24
Ultimo episodio: 22/03/26 8:50
Aggiornamento: 27/03/26 8:10 (Aggiorna adesso)
Un gruppo whatsapp con studenti italiani e libanesi. Musica e chiacchiere che allo scoppiare della guerra nelle ultime settimane sono diventati poi frastuoni di bombe e ronzio di droni. Un progetto ha messo in contatto una scuola multireligiosa del sud del Libano con tre scuole lombarde. Gli studenti dei due Paesi avrebbero dovuto incontrarsi a Milano, in occasione di Fa la cosa giusta, ma la guerra lo ha impedito. La direttrice, suor Maya, ci spiega cosa significa fare scuola con la guerra: tutti i giorni vengono assegnati i compiti ai ragazzi e alle ragazze che sono dovuti scappare con le loro famiglie e ora sono sparsi per il Libano. "Vogliamo comunque diplomarci e andare a studiare all'estero", raccontano i giovani libanesi. "Quando li hanno bombardati ce ne hanno parlato con il sorriso, come fosse normale, ma dai noi in Europa non è normale", si stupisce una studentessa lombarda.
Fiori, foglie colorate, piante aromatiche, rampicanti, rose.
Diamo la parola ai fiori in questo appuntamento di primavera perché se non possiamo metterli nei cannoni possiamo almeno riempirci i balconi, i davanzali, i terrazzi trasformando, con uno sforzo comune, la città in un giardino urbano.
Grazie a consigli d'autore, raccolti alla manifestazione Fai "Soffio di Primavera", potremo associare piante nello stesso vaso creando piccoli giardini o piccoli orti domestici, schermare la vista da palazzi troppo vicini con rampicanti o regalarci una rosa sul balcone.
Ospiti
Roberta Marchesi del vivaio brianzolo "Il peccato vegetale"
Monica Ratto del Vivaio "Ratto" di Albenga
Fabio Giani del Vivaio torinese "Giani"
Saskia Pellion di Persano del vivaio "Anna Peyron" di Castagneto Po, Torino.
S'era acceso simbolicamente in quella sera del 24 giugno 2019 il fuoco olimpico e paralimpico di Milano Cortina 2026, quando a Losanna il Cio assegnò i Giochi e le Paralimpiadi alla candidatura italiana; quel fuoco si spegne oggi, ed è allora giusto chiedersi se siamo stati, e soprattutto se saremo capaci di tener fede all'impegno che quella luce rappresenta, così ben sintetizzato dalle parole del presidente della repubblica Sergio Mattarella. E la strada da seguire ce la indicano proprio atlete e atleti delle Paralimpiadi, che abbiamo imparato a conoscere, coi i loro risultati e le loro storie, che rappresentano il primo bene prezioso da non disperdere. Dario Ricci riparte dalle vie e le piste di Cortina olimpica e paralimpica per immaginare l'eredità di questa esperienza a cinque cerchi e tre agitos.
Dopo anni di eserciti professionali e di sospensione della leva in molti Paesi, le tensioni internazionali e la guerra in Ucraina hanno riaperto la discussione sulla difesa e sulla preparazione dei cittadini. Dove è ancora in vigore la leva? Quali Paesi stanno pensando di reintrodurla e quali modelli di servizio stanno emergendo oggi?
Secondo dati Istat del 2025, le dipendenti donne guadagnano il 5,6 % in meno rispetto ai colleghi uomini. E il gap tende ad aumentare tra i laureati. Si chiama "gender pay gap" e vuol dire che le donne guadagnano meno degli uomini. Alcuni dati potrebbero far pensare a differenze limitate. Le statistiche vanno però soppesate e interpretate, perché il peso del divario è in realtà significativo, con conseguenze non solo sui redditi ma anche sulle pensioni e sull'economia del Paese.
Di questo e di molto altro si è discusso durante le celebrazioni per il decennale di Alley Oop, il blog de Il Sole 24 Ore dedicato ai temi dei diritti e della diversity, che si sono tenute nella Sala della Regina alla Camera dei deputati, martedì 3 marzo. Un pomeriggio di lavori durante i quali si sono confrontati sui temi dell'inclusione, esperti, istituzioni e rappresentanti del terzo settore.
I giochi paralimpici, in corso fino al 15 marzo, consegnano ai milanesi (e a chi verrà nel capoluogo lombardo) una città più inclusiva. Sul fronte dei trasporti sono finalmente accessibili tutte le linee metropolitane. Abbattute molte barriere architettoniche. Lavori da anni richiesti e che finalmente sono stati compiuti. Si è progettato utilizzando Universal Design. Che ribalta i canoni e pensa e progetta città che siano su misura per tutti. L'eredità da verificare sarà ora proprio quanto questa sensibilità rispetto al tema ha davvero attecchito e come la città crescere in questo senso nei prossimi anni.
Cosa spinge uno sciatore nato in Francia a gareggiare con la bandiera del Benin? Perché un'atleta italiana scende in pista con l'aquila albanese? Durante le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, diversi atleti hanno deciso di competere per un Paese diverso da quello in cui sono nati. Quali nazioni hanno perso più atleti? Chi, invece, ne ha acquisiti di più? Ma soprattutto: esiste una bandiera in cui tutti gli atleti olimpici si possono riconoscere?
In questo reportage, Andrea Macchioni ripercorre le storie di chi ha deciso di consacrare la propria vita a un solo sport, ma non a un solo vessillo. Una tendenza molto antica, quasi quanto le Olimpiadi.
La perla delle Dolomiti, il cuore delle Olimpiadi, e ora delle Paralimpiadi. Sì, Cortina d'Ampezzo, dopo averci regalato i trionfi di Federica Brignone e della nostra squadra di slittino, i bronzi di Sofia Goggia e del team misto del curling, sarà il vero cuore della Paralimpiade invernale, che scatta a Verona il 6 marzo per concludersi il 15. Centrale, la perla ampezzana, per i Giochi Paralimpici: come si stanno preparando, la cittadina e la sua comunità? E soprattutto, come sta cambiando e cosa resterà come specifica eredità paralimpica? Dopo averci raccontato i Giochi, Dario Ricci torna a Cortina per accompagnarci nel conto alla rovescia verso la seconda Paralimpiade invernale italiana nella storia.
L'ebrezza delle medaglie, l'adrenalina della competizione ma anche le cadute, gli incidenti spaventosi, i piccoli infortuni. Chi ha curato e curerà gli dei dello sport durante queste Olimpiadi e paralimpiadi invernali di Milano Cortina, diffuse in cinque villaggi olimpici e in tre regioni diverse? Intanto chiariamo subito: il protagonista è il Servizio sanitario nazionale. Un viaggio nella sanità pubblica d'eccellenza, potenziata e riprogrammata per l'occasione con un esercito di professionisti sanitari, infrastrutture e tecnologie.
Nel dicembre 2014, le persone senza dimora in Italia erano più di 50mila. Nel 2022 i senzatetto sono diventati il doppio, quasi 100mila. I dati sono frutto di rilevazioni fatte dall'istat su città campione. Per avere il dato aggiornato bisognerà aspettare la pubblicazione del nuovo censimento istat sui senza fissa dimora. Intanto per capire cosa è cambiato in questi anni, siamo andati a sentire a Napoli, Roma e Milano le associazioni e gli enti impegnati a dare sostegno a chi vivere per strada.
L'operazione lampo con cui, lo scorso 3 gennaio, gli Stati Uniti hanno catturato l'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, ha sancito un prima e un dopo nelle relazioni tra Washington e Caracas, aprendo scenari incerti sul futuro del Venezuela. Seppur rimasto formalmente in sella con la nomina a presidente di Delcy Rodriguez, il chavismo appare indebolito, costretto a cedere alle pressioni della Casa Bianca pur di mantenere il potere, in primis per quanto riguarda la gestione dell'industria petrolifera. Il controllo dell'esercito e delle istituzioni garantisce comunque al regime di Caracas una presenza ancora forte in patria, relegando l'opposizione capitanata da Maria Corina Machado all'incertezza, nonostante l'appoggio di Donald Trump. Sullo sfondo, rimane poi da considerare l'impatto della destituzione di Maduro sullo scacchiere sudamericano, che sancisce la ritrovata supremazia statunitense, favorita anche dai recenti risultati elettorali in Cile e Bolivia.
Dal prossimo anno il 4 ottobre tornerà ad essere festa nazionale e il Papa ha indetto un giubileo speciale per il 2026. Ad ottocento anni dalla morte la figura di San Francesco è più viva e attuale che mai. Si moltiplicano pubblicazioni, celebrazioni ed eventi per ricordare il poverello di Assisi, il cui corpo, per la prima volta, dal 22 febbraio al 22 marzo sarà esposto alla venerazione dei fedeli, migliaia quelli attesi in Umbria. Con Aldo Cazzullo, padre Enzo Fortunato, il poeta Davide Rondoni e fra Francesco Piloni cercheremo di capire perché sono tutti pazzi per Francesco.
A livello globale il settore spaziale genera un indotto tra i 500 e i 600 miliardi di dollari e potrebbe superare i 1.600 miliardi entro il 2035. Ma misurare il valore dello spazio non è semplice, soprattutto a livello nazionale. Negli ultimi anni il settore è stato profondamente trasformato dall'avvento della New Space Economy, caratterizzata dall'ingresso di capitali privati che hanno creato un nuovo ecosistema in cui le aziende giocano un ruolo strategico. Tecnologie più accessibili hanno abbassato i costi e accelerato i tempi di produzione. Ma quanto sono sostenibili queste attività senza il supporto dei capitali pubblici e dei programmi governativi? Da questa complessità nasce la collaborazione tra ISTAT e Agenzia Spaziale Italiana (ASI) per la creazione di un Conto Tematico per quantificare il valore della space economy italiana. Un percorso avviato a fine 2023, raccontato attraverso le voci di Matteo Coletta, responsabile del Centro Studi ASI e Federico Sallusti, primo ricercatore di ISTAT, che restituisce numeri, metodo e visione strategica di un settore sempre più centrale per l'economia, la sicurezza e il futuro del Paese.
70 anni dopo le Olimpiadi del '56, Cortina torna ad ospitare i giochi olimpici. Le delegazioni sono in città già da giorni. Ieri l'inaugurazione ufficial dei giochi con l'accensione del braciere olimpico. Lo spirito di fratellanza dei giochi assieme alla neve che ha coperto buona parte dei cantieri ancora aperti, ha spento per ora le polemiche che hanno accompagnato l'avvicinamento a questa data.
Baby Blanca - nome d'arte - è nato a Casablanca. Arriva in italia a 5 anni, con la madre e i fratelli per raggiungere il padre a Lamezia Terme. A scuola si integra subito. I problemi arrivano crescendo, quando le disparità economiche aumentano, così come la rabbia. "Vedevo mio padre alzarsi alle cinque del mattino per caricare la macchina e camminare tutta la giornata sulla spiaggia, cercando di portare a casa qualcosa per noi", racconta Baby Blanca, che, sempre più emarginato, inizia a vivere per strada e a compiere i primi reati. A 15 anni viene arrestato per la prima volta, a 17 la seconda: in tutto resta in carcere, al minorile, circa tre anni. "Fossi nato con più possibilità, forse sarebbe stato tutto diverso", dice questo ragazzo 19enne, che, nonostante tutto, crede ancora nel futuro. E che ha un sogno: fare musica rap.
A meno di una settimana dall'inizio delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 la città di Milano - dove, oltre alla cerimonia di apertura allo Stadio San Siro il 6 febbraio, si terranno le gare di hockey, pattinaggio di figura, pattinaggio di velocità e short track - si dimostra "tiepida" verso i Giochi. "Nella metropoli la magia olimpica deve ancora accendersi" dicono molti osservatori, mentre la città si blinda tra migliaia di agenti in arrivo (polemiche sull'ICE a parte), zone rosse e viabilità rivoluzionata. Il capoluogo lombardo sarà la principale porta d'accesso all'evento, primo "stress test" per accoglienza, viabilità e ordine pubblico. Aeroporti, mezzi pubblici, taxi, alberghi, negozi, infrastrutture: la metropoli di queste Olimpiadi "diffuse" è pronta? Quale sarà l'impatto e l'eredità di questi Giochi invernali metropolitani?
Quando si pensa alla difesa Nato dalle minacce espansionistiche russe, il pensiero corre subito alla Polonia e ai Paesi baltici, più esposti verso Mosca - anche per via terrestre.
Eppure, il fianco sudorientale del Continente rappresenta un'altra area strategicamente importante per la difesa dei confini euroatlantici, soprattutto guardando al bacino del Mar Nero, crocevia del traffico marittimo commerciale e militare. Non a caso, uno degli otto Multinational Battle Groups della Nato è dislocato proprio nell'est della Bulgaria, a Novo Selo. Ed è sotto guida italiana.
In questo Euroreportage da Sofia, Sergio Nava racconta le sfide per la sicurezza continentale viste proprio dalla Bulgaria, Paese di circa sei milioni e mezzo di abitanti, nonchè crocevia strategico per la difesa: con interviste all'esercito bulgaro, al contingente italiano a Novo Selo, ad analisti militari, esperti di disinformazione russa e giornalisti che vivono nel Paese.
Emozioni, attesa, eredità; ma anche costi, polemiche, infrastrutture. Tutto questo sono i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, un'opportunità, ma anche un banco di prova per il Paese intero. Radio24 vi porta in anteprima sui luoghi dei Giochi, verso il 6 febbraio, giorno dell'apertura ufficiale. Iniziamo dalla Valtellina, con Bormio e Livigno che ospiteranno sci alpino maschile, sci alpinismo, snowboard e freestyle. A guidarci il nostro inviato Dario Ricci.
Il Qatar ha finanziato Hamas a Gaza per anni e lo ha continuato a fare anche prima del 7 ottobre, tutto questo con il placet del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu. A dirlo è Udi Levi (nella foto sopra), che è stato per 14 anni un dirigente del Mossad. Del ruolo ambiguo del Qatar, da una parte mediatore del cessate il fuoco, dall'altra grande finanziatore di Hamas, abbiamo parlato anche con Issa Amro (nella foto sotto), leader delle battaglie palestinesi pacifiche di Hebron, indicato da Time come una delle 100 personalità più influenti al mondo. Intanto a Gaza la tregua è arrivata ai suoi 100 giorni proprio domenica 18 gennaio, la popolazione è stremata, in attesa di capire cosa decideranno il Board of peace e il comitato tecnico palestinese sul loro destino.
Lo scorso primo gennaio la Bulgaria ha fatto il suo ingresso ufficiale nell'Eurozona, divenendo il 21esimo Paese dell'Unione Europea ad adottare la moneta unica.
Tuttavia, rispetto ad altri Paesi che hanno adottato l'Euro in precedenza, l'entusiasmo è apparso minore, anche a causa delle operazioni di disinformazione russa, che hanno cercato di seminare dubbi e paure tra la popolazione. Nonché a causa di settori della politica bulgara, che hanno rilanciato gli stessi dubbi e hanno chiesto un referendum sull'adesione alla moneta unica. Non ha infine giovato la fragorosa caduta del Governo, in seguito a proteste di piazza, a pochi giorni dalla transizione tra lev ed Euro.
Ma come è arrivata Sofia all'adozione dell'Euro? Quali parametri ha rispettato? Quali effetti ha avuto la moneta unica sull'inflazione? È vero che i prezzi sono cresciuti già nei mesi precedenti l'arrivo dell'Euro?
Infine, quali conseguenze avrà l'adozione della moneta unica a livello di business, per le imprese italiane che operano in Bulgaria?
In questo Euroreportage da Sofia, Sergio Nava intervista economisti, analisti, imprenditori, rappresentanti istituzionali e delle associazioni dei consumatori, per capire gli effetti dell'arrivo della moneta unica in uno dei Paesi con il Pil pro capite più basso dell'UE.
L'Unione Europea, messa da parte e isolata nell'ultima Strategia di Sicurezza Nazionale USA, è stata chiamata nella settimana appena trascorsa alla prova di maturità di potenza geopolitica sul nuovo scacchiere mondiale.
Un Consiglio Europeo di rara importanza ha avuto luogo a Bruxelles, per decidere sul prestito di riparazione all'Ucraina, usando gli asset russi congelati su suolo UE.
In questo Euroreportage dalla capitale belga, Sergio Nava ci porta all'interno del palazzo Justus Lipsius, dietro le quinte del processo decisionale comunitario, che ha visto i 27 leader impegnati anche su altre questioni rilevanti: una prima discussione relativa al prossimo bilancio settennale UE, che dovrebbe divenire operativo a inizio 2027, l'accordo Mercosur, l'allargamento, l'immigrazione e la competitività.
Ci siamo, è inverno. La natura riposa senza però deludere chi la sa osservare. In questa stagione la matematica dei rami nudi svela infatti la struttura frattale degli alberi oltre che i rifugi degli animali, come i nidi di uccelli o roditori, invisibili nelle altre stagioni.
Sempre più raro in città, per il cambiamento climatico, lo spettacolo della neve sui rami spogli, in montagna continuiamo a godere di alberi imbiancati ma chissà per quanto. Il riscaldamento globale sta infatti mettendo a dura prova anche i sempreverdi simboli del natale: gli abeti.
Ne parliamo con Andrea Maroè, dottore Agronomo, arboricoltore, istruttore e tree climber e con Giovanna Olivieri, naturalista, scrittrice e divulgatrice.
"La democrazia è noiosa", dice Fidias Panayiotou, youtuber cipriota da 2,7 milioni di follower ed ex parlamentare europeo. Nada, ragazza lituana di 27 anni, dice che le fake news, la crisi economica e le guerre hanno fatto crescere in lei sfiducia e scetticismo nei confronti dello stato e della democrazia. L'Unione Europea cerca di parare i colpi che arrivano dall'esterno dei suoi confini, ma qualcosa sta succedendo anche al suo interno. La partecipazione salverà l'Unione?
Il carcere minorile di Nisida, fortezza antica a picco sul mare, accoglie poco meno di un'ottantina di ragazzi, soprattutto napoletani e campani. I minori stranieri sono pochi: nell'estate 2024 il loro arrivo massiccio dalle carceri del nord aveva provocato proteste e risse. Anche a Nisida le criticità maggiori sono la carenza di agenti e il sovraffollamento, che è il "nemico numero uno del trattamento", spiegano Silvia Vigilante, educatrice e Paolo Spada, a capo dell'area tecnica. "ll carcere può dare nuove opportunità, mentre fuori è più facile cogliere le occasioni negative", raccontano due giovani, in carcere da anni e che ancora non hanno finito di scontare la loro pena. La scommessa di Nisida e di ogni istituto penale minorile è dimostrare che questi giovani, se seguiti e indirizzati, sono in grado di trovare il loro posto nella società.













